E' stato avviato a Cagliari, su iniziativa della Garante regionale
per l'infanzia e l'adolescenza, Anna Cau, il primo tavolo di
confronto dedicato al rapporto tra minori e mondo digitale, con
l'obiettivo di costruire una strategia condivisa di prevenzione,
formazione e tutela. All'incontro hanno partecipato rappresentanti
di istituzioni, scuola, università, sanità, giustizia, professioni
e associazioni, in un confronto multidisciplinare su un tema
cruciale nella vita di bambini e adolescenti.
(Adnkronos) - Con la posa del primo pilastro avvenuta oggi prendono ufficialmente il via i lavori della Fiera Ice Arena, la nuova struttura dedicata agli sport del ghiaccio che sorgerà nel quartiere espositivo di Fieramilano Rho grazie a un investimento di 7 milioni di euro interamente sostenuti da Fondazione Fiera Milano. L’impianto sarà operativo dal prossimo ottobre e, in occasione dell’avvio del cantiere, è stata presentata la società che lo avrà in gestione, completando così il percorso che accompagna il progetto dalla fase di ideazione a quella di realizzazione e futura gestione. All’avvio del cantiere erano presenti il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il sindaco di Rho Andrea Orlandi, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e il presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio Andrea Gios insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e dei partner del progetto. I lavori si articoleranno in diverse fasi che porteranno al completamento dell'impianto entro il prossimo ottobre, nel rispetto del cronoprogramma previsto. Dopo le attività preliminari di allestimento del cantiere e la posa del primo pilastro, i lavori proseguiranno con il completamento della struttura portante dell'arena. Successivamente saranno realizzati la copertura, gli impianti tecnologici e il sistema di refrigerazione, quindi la pista del ghiaccio, le tribune e gli spazi destinati ad atleti, pubblico e servizi. Nel dettaglio, entro fine agosto sarà completata la struttura portante e la posa del telo della tendostruttura per consentire gli allestimenti degli interni della Fiera Ice Arena. Nel mese di settembre, prenderanno forma le tribune, gli impianti di illuminazione e condizionamento e nelle ultime settimane, verrà attivato il sistema refrigerante per la formazione del ghiaccio della pista. La progressione dei lavori ha come obiettivo consentire l'avvio delle attività sportive del Milano Hockey Club secondo il calendario programmato, che prevede il primo match casalingo il 10 o 11 ottobre prossimo.
"A poco più di tre mesi dalla presentazione del progetto, la posa del primo pilastro segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della Fiera Ice Arena. È una delle prime e più concrete espressioni della legacy olimpica di Milano Cortina 2026 e un tassello della strategia con cui vogliamo rendere Fieramilano un luogo sempre più vivo durante tutto l'anno e, allo stesso tempo, offrire importanti benefici al territorio, in termini economici, sociali e di visibilità e marketing territoriale a livello internazionale. L'interesse che il progetto sta già suscitando, dal Campionato del Mondo di hockey femminile alle numerose richieste di utilizzo dell'impianto, conferma che stiamo rispondendo a un'esigenza reale del territorio e creando nuove opportunità per lo sport e per il quartiere fieristico", dichiara Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano.
"La posa del primo pilastro di Fiera Ice Arena suscita grandi emozioni che richiamano quelle vissute pochi mesi fa assistendo alle gare olimpiche. Ringrazio il Sindaco Beppe Sala e il presidente Attilio Fontana: è grazie a loro se i Giochi Olimpici si sono svolti a Milano. Un grazie va alla notevole capacità organizzative di Fiera Milano. Qui abbiamo conquistato 5 delle 30 medaglie olimpiche, 3 dei 10 ori. Sono state emozioni incredibili sotto gli sguardi di un pubblico formato da tanti popoli. C'è stato da subito uno sguardo al futuro come venne fatto da Expo pensando già a Mind. Saper far fronte a una grande macchina organizzativa e contemporaneamente guardare al futuro è una carta vincente. L'Italia come sistema Paese ha dato il meglio e ora lascia una casa per molti sport sul ghiaccio, si colma una assenza grazie alla legacy olimpica. Qui si potrà mettere lo sport al centro ai massimi livelli, contando anche sulla rinascita dell'Hockey Club Milano. Si svilupperanno relazioni e si favorirà la crescita dei valori dello sport, quelli che rendono migliori cittadine e cittadini di oggi e di domani", dichiara Andrea Orlandi, Sindaco di Rho.
"Con l’apertura del cantiere della Fiera Ice Arena - afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - prende forma una delle eredità tangibili di Milano Cortina 2026. L'entusiasmo e l'energia con cui sono state seguite le gare di pattinaggio, di hockey e para ice hockey durante i Giochi invernali hanno messo in luce la grande passione che Milano ha per gli sport del ghiaccio. Grazie a questa struttura temporanea nell'area della fiera, potremo offrire uno spazio nuovo e adeguato ad accogliere chi ama praticare e seguire queste discipline nel nostro territorio. L'impegno di Fondazione Fiera Milano, della FISG e delle realtà che collaboreranno alla gestione sportiva dell'impianto sarà sicuramente apprezzato e ripagato dalla soddisfazione di atleti e tifosi". Secondo il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, "l’avvio dei lavori della Fiera Ice Arena rappresenta un passaggio particolarmente significativo, che dimostra come l’eredità di Milano Cortina 2026 possa evolvere e generare opportunità ulteriori rispetto a quelle inizialmente previste. Questo progetto è nato dal confronto con il Presidente della FISG Gios e, soprattutto, dalla consapevolezza dell’entusiasmo che gli sport del ghiaccio hanno saputo suscitare in tutta la Lombardia, anche a Milano durante i Giochi. Da qui è nata la volontà di dare continuità a questa esperienza, coinvolgendo Fondazione Fiera Milano, alla quale abbiamo chiesto di collaborare per trasformare questa opportunità in un progetto concreto. Ringrazio il Presidente Bozzetti per la disponibilità dimostrata nel realizzare questa struttura che, nell’immediato, contribuirà a colmare la mancanza di un impianto dedicato alla città di Milano. La Fiera Ice Arena ospiterà le partite di hockey, ma soprattutto offrirà a bambini e ragazzi uno spazio adeguato per allenarsi e avvicinarsi a una disciplina che ha conquistato l’interesse e l’apprezzamento di un pubblico sempre più ampio".
La Fiera Ice Arena sarà realizzata all’interno di una tendostruttura di 5.190 mq, per una superficie complessiva interessata dall’intervento di 7.800 mq, dotata di area di riscaldamento pre-gara, 8 spogliatoi per gli atleti da circa 30 metri quadrati ciascuno e sistemi di ultima generazione per il trattamento dell’aria e la deumidificazione. In linea con un approccio orientato alla sostenibilità, gran parte delle strutture e delle tecnologie impiegate sarà successivamente riutilizzata nel quartiere fieristico o integrata nel futuro palazzetto del ghiaccio permanente, garantendo continuità e valorizzazione dell’investimento nel tempo. "Il nuovo centro federale del ghiaccio di Rho Fiera rappresenta molto più di un'infrastruttura sportiva: è un investimento sul futuro degli sport del ghiaccio italiani e una delle più significative eredità permanenti che i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 lasceranno al nostro Paese. Grazie alla collaborazione tra FISG e Fondazione Fiera Milano stiamo dando vita a un polo di riferimento nazionale per lo sviluppo, la promozione e l'organizzazione degli sport del ghiaccio, un centro federale multidisciplinare capace di accogliere diverse discipline e di valorizzarne le rispettive specificità. La nostra missione è realizzare un impianto moderno, sostenibile e aperto, dove possano convivere l'alto livello, la formazione dei giovani atleti, l'avviamento di nuovi praticanti, la promozione sportiva e il coinvolgimento del territorio. Un modello replicabile anche in altri centri urbani. Sarà la casa del futuro del nostro movimento, un luogo dedicato alla crescita dei talenti, ma anche una sede in grado di ospitare eventi nazionali e internazionali, manifestazioni sportive e iniziative promozionali, contribuendo a rafforzare la cultura degli sport del ghiaccio in Italia anche oltre l'appuntamento olimpico», dichiara Andrea Gios, presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.
A guidare il percorso di sviluppo delle attività sportive del
nuovo impianto del ghiaccio di Rho Fiera sarà FRIA SSD a r.l. –
Fiera Rho Ice Academy, società partecipata dalla Federazione
Italiana Sport del Ghiaccio e da Fondazione Fiera Milano,
costituita con l'obiettivo di gestire e promuovere la pratica degli
sport del ghiaccio all'interno della struttura e guidata da Diego
Cattani, nominato Amministratore Unico della società. Il progetto
ha già riscosso un importante interesse da parte del territorio e
del movimento sportivo: circa il 70% delle ore disponibili nel
planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive,
squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra
attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La
struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00
di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e
candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli
sport del ghiaccio in città. L'impianto accoglierà competizioni di
hockey su ghiaccio, para ice hockey e pattinaggio di figura ma
anche corsi di avviamento delle discipline appena citate e dello
short track, con una intensa sinergia con le scuole del territorio.
Aperta anche la possibilità di organizzare tornei di curling così
come di eventi e spettacoli on ice. Per le attività dedicate alle
squadre giovanili e amatoriali di hockey sono in corso
interlocuzioni con Milano Prospect, mentre il pattinaggio
sincronizzato farà riferimento a Ladybirds. Tutte le informazioni
sui corsi saranno disponibili sul sito fria.org e all'indirizzo

(Adnkronos) - Nella giornata mondiale dedicata al gesto d'amore più celebrato - il World Kiss Day in calendario oggi, 6 luglio - "non parliamo della 'malattia del bacio'", definizione che si utilizza per la mononucleosi: "E' un'associazione che si dovrebbe evitare". E' l'invito, attraverso l'Adnkronos Salute, di Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).
"Mettere insieme amore e malattia è sempre un po' triste. Anche perché dobbiamo considerare l'età in cui le persone acquisiscono la mononucleosi, normalmente sono dei teenager. Quindi, insomma, a quella età avranno fatto anche fatica a farsi baciare o a baciare. Non diamogli anche questo stress", ironizza Mussini.
"Il bacio - continua - è una bella cosa, soprattutto in un momento di guerra e di tensioni come quello che stiamo vivendo. Se ci si baciasse invece sparare sarebbe sicuramente meglio. Un bel po' meglio".

(Adnkronos) - Guido George Lombardi, immobiliarista italiano emigrato negli Stati Uniti negli anni Settanta e amico di lunga data di Donald Trump, offre una lettura personale dell'ultimo affondo del presidente americano contro Giorgia Meloni: il meme pubblicato su Truth in cui Trump scrive che alla premier italiana "serve un ordine restrittivo".
Secondo Lombardi, a Trump "è arrivato tramite amici un messaggio preciso": questa polemica con Meloni "ha fatto salire il gradimento di Giorgia", racconta Lombardi all'Adnkronos. Negli ultimi giorni qualcuno avrebbe fatto notare a Trump che dinamiche simili si starebbero verificando anche a livello europeo: "Dato che tutta l'Europa dell'Ovest è abbastanza incazzata con Trump, la distanza, la mancanza di vicinanza con un leader come Giorgia Meloni - sempre vista, sia dai media europei sia da quelli statunitensi, come una leader 'di destra' - non fa che facilitare il suo indice di gradimento, sia in Italia sia nella Ue, che al momento sta attraversando una crisi profonda" spiega Lombardi. "Lo vediamo soprattutto nel fatto che la Commissione si sta appiattendo su posizioni del governo italiano".
Nella lettura dell'imprenditore, però, c'è anche un fondo di verità più strategico. Trump vorrebbe arrivare al vertice Nato con un messaggio chiaro ai partner atlantici: "Voi della Nato dovete spendere soldi e mettervi in riga, oppure me ne vado per i cavoli miei". Un atteggiamento che, spiega Lombardi, il presidente americano sa bene non danneggiare Meloni: "Lui sa che finché sei sulle prime pagine dei giornali va tutto bene, anche le storie negative gli piacciono". E ritiene che questo meccanismo funzioni allo stesso modo anche per alleati come la Meloni - "ma non è proprio così da noi", chiosa Lombardi.
Alla domanda se si tratti, in fondo, di una sorta di favore fatto a Meloni, Lombardi non ha dubbi: "Assolutamente sì, soprattutto in preparazione del vertice Nato". L'immobiliarista ricorre a una metafora scacchistica per spiegare la strategia di Trump: "Metti in pericolo l'alfiere ma sai che riesci a fare scacco matto a tutti gli altri. È tutto preparato. Quindi non mi preoccupo più di tanto".
Guardando avanti, in vista del vertice di Ankara, Lombardi anticipa la prossima mossa del presidente Usa: userà i paesi dell'ex blocco dell'Est europeo - Polonia e Ungheria, ma anche la Turchia - per mettere pressione sui "quattro grandi": Inghilterra, Francia, Italia e Spagna.

(Adnkronos) - Arriva il 'bollino di qualità' della Società italiana di cardiologia (Sic) per i cardiologi che refertano gli esami di telemedicina eseguiti nelle farmacie di comunità. L'iniziativa nasce nell'ambito del protocollo di sperimentazione avviato tra la Sic e Medea, provider di servizi diagnostici, con l'obiettivo di definire requisiti tecnologici e metodologici condivisi per la refertazione specialistica di elettrocardiogramma (Ecg), holter cardiaco e holter pressorio, a beneficio dei cittadini che accedono ai servizi di telemedicina in farmacia. La sperimentazione coinvolgerà oltre 2.800 farmacie distribuite su tutto il territorio nazionale. Inoltre le linee operative per la telemedicina predisposte dalla Sic anche con la collaborazione della Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani (Fofi), potranno supportare i farmacisti nell'erogazione dei servizi. L'obiettivo "è assicurare standard elevati e omogenei di qualità e sicurezza delle prestazioni, rafforzando la prevenzione e il monitoraggio della salute cardiovascolare grazie alla prossimità del farmacista e a una collaborazione sempre più stretta tra farmacisti e cardiologi", si legge in una nota Sic.
“Il protocollo d’intesa segna l’avvio di una proficua collaborazione con i farmacisti, volta a garantire ai pazienti la migliore assistenza possibile. Fare squadra è quanto mai importante per costruire un servizio sanitario più efficiente e vicino ai reali bisogni delle persone", commenta Gianfranco Sinagra, presidente Sic e direttore della Scuola di specializzazione e della Struttura complessa di cardiologia dell’Università di Trieste. "In quest’ottica, la Sic - continua Sinagra - si posiziona come la prima società scientifica in Italia a fornire indicazioni chiare e rigorose di buona pratica clinica per l’esecuzione e la telerefertazione dei servizi diagnostici in farmacia”. Per Pasquale Perrone Filardi, vice presidente Federazione italiana di cardiologia, "l’accordo quadro punta a standardizzare le prestazioni diagnostiche eseguite in farmacia. Attraverso linee guida specifiche redatte dalla Sic, vengono dettagliati: il range ottimale dei requisiti tecnici minimi delle apparecchiature, i protocolli di esecuzione e le buone pratiche per il farmacista, i criteri di telerefertazione, rigorosamente affidati agli specialisti cardiologi".
"Il nostro obiettivo è garantire al cittadino che entra in farmacia gli stessi standard di sicurezza e accuratezza clinica che troverebbe in un ambulatorio ospedaliero. Con questa sinergia scientifica e tecnologica, non solo validiamo i percorsi di telemedicina, ma creiamo una rete di protezione sul territorio grazie alla messa a punto di algoritmi capaci di intercettare tempestivamente le anomalie che richiedono l’invio immediato del paziente al pronto soccorso o allo specialista. È la cardiologia del futuro: vicina, validata e sicura", sottolinea Perrone Filardi. "Grazie alla telemedicina, il farmacista rende la prevenzione cardiovascolare sempre più accessibile, offrendo ai cittadini maggiori opportunità di monitoraggio e di tutela della salute", dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi). "La sinergia con la Società italiana di cardiologia - conclude - si inserisce nell'impegno della Federazione volto a garantire, attraverso la definizione di standard condivisi e la collaborazione tra professionisti, i più elevati livelli di qualità e sicurezza dei servizi erogati ai cittadini".

(Adnkronos) - È giunta alla sua ottava edizione la 'Regata per la Vita 2026', un appuntamento che ogni anno nelle Marche unisce sport, solidarietà e salute. L’evento si è svolto ieri e le 35 imbarcazioni in gara sono partite da Senigallia alle ore 12 con arrivo a Marina Dorica di Ancona. Alle 18 si è svolta la cerimonia di premiazione presso il cortile di Marina Dorica alla presenza delle istituzioni, delle associazioni di volontariato, dei pazienti, dei professionisti sanitari. Quest’anno la vincitrice è stata Azzurra III. La grande novità per l’edizione 2026 è stato il lancio dei primi 'Ambasciatori della Salute One Health'. Alcuni studenti del Corso di Laurea in Medicina dell’Università Politecnica delle Marche, in particolare Aurora Gregoretti, Emanuele Naso, Jacopo Manenti, Angela Marga, Sara Severi, Sara Gozzoli, Sara Senni, Silvia Giovanetti - informa una nota - hanno già dato prova, nelle scorse settimane durante il corso di Oncologia, di contribuire alla divulgazione dei temi legati alla prevenzione. Sono stati realizzati dei podcast che sono stati poi mostrati in anteprima durante la premiazione della Regata. Saranno ora divulgati attraverso i social e i media nazionali.
L’intera iniziativa è stata promossa dalla Clinica oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche – Università Politecnica delle Marche insieme all’armatore e campione di vela Alberto Rossi, a Marina Dorica di Ancona, Club Nautico di Senigallia, Lega Navale di Senigallia, Federazione Italiana di Vela – X Zona e One Health Foundation Ets. L’obiettivo - si legge - è raccogliere fondi a sostegno a sostegno dell’oncologia marchigiana e in particolare di Marcangola, la rete che unisce quasi 50 associazioni di pazienti e di volontariato che operano sul territorio della Regione. Grazie al prezioso contributo di numerosi volontari sono assisti donne e uomini colpiti da cancro.
"Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile anche nel 2026 l’iniziativa – sottolinea Rossana Berardi, professore ordinario in Oncologia medica Università Politecnica delle Marche, direttrice Sod Clinica oncologica Aou delle Marche e presidente di One Health Foundation -. La 'Regata per la Vita' si conferma come uno degli appuntamenti più significativi nel panorama delle iniziative solidali delle Marche. Riusciamo a coniugare sport, salute, ricerca scientifica e impegno sociale in un’unica grande manifestazione dedicata alla prevenzione e al sostegno dei pazienti oncologici. Nella nostra Regione le nuove diagnosi di cancro sono oltre 11mila ogni anno e quindi i tumori impattano fortemente sulla società oltre che sul nostro servizio sanitario. Anche attraverso la Regata, consolidiamo una rete territoriale sempre più ampia ed efficiente. Alla base vi è il lavoro condiviso tra sanità, volontariato e società civile che insieme possono migliorare la qualità della vita delle persone colpite dal cancro. Inoltre vogliamo incentivare la cultura del mare perché sempre di più ambiente, salute umana e animale sono collegate e interagiscono tra di loro". Sul palco della premiazioni è intervenuto anche Mauro Pelaschier, timoniere di Azzurra, che ha dichiarato di "aver fatto di tutto per partecipare alla 'Regata Per la Vita' in quanto" lui stesso è "riuscito a superare due tumori".
L’evento è stata realizzato in partnership con la Marcangola, la Lega Navale di Marzocca e di Falconara Marittima, la Fondazione Azienda ospedaliero universitaria delle Marche Ets - dettaglia la nota -. La cerimonia di premiazione è stata presentata da Paolo Cori (skipper e yacht designer, commentatore tecnico per Rai della Coppa America e della Barcolana). Numerosi sono stati i partner e i sostenitori della manifestazione tra cui One Health Foundation Ets, promotrice di una visione integrata della salute che mette in relazione professionisti sanitari, associazioni di pazienti, istituzioni, mondo dell’impresa, sport e comunicazione. E proprio in virtù dell’alleanza attiva con l’associazione, per il 2026 è stato allestito un punto di prevenzione con la possibilità di erogare check-up gratuiti dermatologici e nutrizionistici rivolti agli equipaggi partecipanti, grazie al personale sanitario coinvolto, in particolare Anna Campanati, associato di Dermatologia, UnivPm, dirigente medico Sod Clinica Dermatologica, Aou delle Marche e Massimiliano Strappato, dietista Sod Nutrizione clinica, Aou delle Marche.
"La Regata è anche un’importante occasione di sensibilizzazione sui temi della prevenzione primaria e secondaria del cancro, della corretta informazione sanitaria e della promozione di stili di vita salutari – prosegue Berardi -. Abbiamo reso disponibile durante l’evento un punto d’informazione per incentivare la cultura della salute e sono state erogate visite mediche gratuite nutrizionistiche e dermatologiche. Non va dimenticato che fino al 40% dei casi di cancro è evitabile adottando comportamenti sani e sottoponendosi periodicamente a controlli medici. Ringraziamo il prezioso aiuto i professionisti afferenti all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche-Università Politecnica delle Marche". "Purtroppo quest’anno non ho potuto partecipare in quanto sono attualmente all’estero, ma nostra figlia Claudia in rappresentanza della famiglia Rossi, non ha voluto mancare – afferma Alberto Rossi, armatore e campione mondiale di vela –. So che è stato ancora una volta un bellissimo evento, con numerose barche e sempre arricchito da tanti significati. È oramai un appuntamento fisso come la nave della salute e grazie alla professoressa Berardi ed al suo team, sta diventando anno dopo anno, un momento di condivisione al quale nessuno vuole mancare".
"La Regata per la Vita non è solo una bella pagina di sport e solidarietà – sottolinea il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini – ma la più viva espressione di come prevenzione e divulgazione siano un tassello fondamentale nel campo della salute. La ricerca condotta oggi nel nostro Ateneo è destinata ad essere la vera prevenzione di domani. Questa dimensione investe di una missione importantissima gli studenti della Politecnica che un giorno saranno in corsia. Essere medici, per loro, significherà prendersi cura di tutte quelle donne e uomini colpiti da patologie tumorali". "La Regata per la Vita è sempre un evento speciale. La bellezza, la forza e l’incanto del mare rappresentano la forza e le caratteristiche delle donne – spiega Armando Gozzini, direttore generale dell’Aou delle Marche -. L’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche continuerà sempre a essere al fianco di queste iniziative che sensibilizzano l’opinione pubblica sugli aspetti di prevenzione e cura delle patologie oncologiche in ambito femminile". "La Regata per la Vita è molto più di un evento sportivo: è un’occasione di condivisione, in cui lo sport e il volontariato si incontrano per trasmettere speranza, vicinanza e solidarietà" conclude Renato Bisonni, direttore Uoc Oncologia medica Ast Fermo e coordinatore, con Berardi, della Rete Marcangola.

(Adnkronos) - "Questo cantiere inizia oggi ma è un progetto che va avanti già da oltre un anno, da quando abbiamo firmato il protocollo il 10 marzo del 2025, e vedrà la prima sezione, la cosiddetta Bess, ovvero l'assemblaggio delle batterie, già in esercizio a metà del 2027". Lo ha detto Giuseppe Ricci, direttore Trasformazione industriale di Eni, in occasione della cerimonia di posa della prima pietra del nuovo polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), realizzato da Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e FIB (gruppo Seri Industrial), nell'area industriale Versalis di Brindisi.
"La gigafactory seguirà perché la costruzione parte adesso e dovrebbe entrare in funzione poi all'inizio del 2029", ha aggiunto Ricci, spiegando che "sono previste anche delle altre fasi successive: la prima è quella della preparazione del catodo litio-ferro-fosfato, che seguirà subito dopo, e poi auspichiamo anche il riciclo, che è l'elemento conclusivo di tutto il polo industriale". "Ricordo - ha concluso Ricci - che questo polo riceverà anche le celle che verranno prodotte, a partire dall'anno prossimo, nell'altro stabilimento in Campania, a Teverola".

Presso la sede della comunità Italiana di Zara si inaugura la mostra itinerante 'La storia della cravatta-Dalle origini croate all’eccellenza italiana', un’esposizione dedicata alla nascita, all’evoluzione e al valore culturale della cravatta, simbolo universale di eleganza e raffinatezza. Alla cerimonia inaugurale il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e Maurizio Talarico, fondatore dell’omonimo marchio, unico brand italiano rappresentato nella mostra, quale espressione dell’eccellenza artigianale e del Made in Italy nel settore della cravatta.
L’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio che parte dalle origini della cravatta, legate ai soldati croati del XVII secolo, fino alla sua affermazione come icona internazionale dello stile maschile. Documenti storici, immagini e materiali d’epoca raccontano l’evoluzione di un accessorio che, nel corso dei secoli, è diventato uno dei simboli più rappresentativi dell’eleganza nel mondo. Un’importante sezione della mostra è dedicata alla storia di Talarico, eccellenza italiana dell’artigianato di lusso, che illustra il proprio percorso imprenditoriale, dalla fondazione del marchio fino al riconoscimento internazionale conquistato grazie alla qualità delle proprie creazioni e alla valorizzazione del Made in Italy.
I visitatori hanno inoltre l’opportunità di scoprire da vicino il processo di realizzazione di una cravatta artigianale Talarico. Attraverso materiali, modelli e dimostrazioni delle principali lavorazioni, si racconta ogni passaggio produttivo: dalla selezione dei tessuti al taglio in sbieco, dalla costruzione interna alle cuciture rigorosamente eseguite a mano, fino alla rifinitura finale. Un percorso che mette in luce il sapere artigianale, la precisione manifatturiera e il valore del lavoro manuale che distinguono una cravatta di alta qualità. La mostra intende così creare un ponte ideale tra la tradizione storica della cravatta e la sua interpretazione contemporanea, dimostrando come un patrimonio culturale nato in Croazia continui a vivere attraverso l’eccellenza dell’artigianato italiano. Concepita come esposizione itinerante, la mostra è destinata a raggiungere altre città, promuovendo la storia della cravatta e rafforzando il dialogo culturale tra Croazia e Italia attraverso uno dei simboli più iconici dell’eleganza internazionale.

(Adnkronos) - Il Cremlino annuncia che in Ucraina non è più in corso solamente un'operazione militare speciale, ma "una guerra vera e propria". Le parole pronunciate da Dmitry Peskov, insieme alle voci che in queste stesse ore si riconcorrono sui canali Z di Telegram, sono il possibile segno di una mobilitazione in arrivo, passo impopolare ma reso necessario dallo squilibrio fra perdite al fronte e nuove reclute che va avanti già da diversi mesi, a fronte dell'esauristi del successo dello sforzo di raccolta di volontari per il fronte fino a qui seguito dal ministero della Difesa con diverse campagne, notoriamente fra detenuti e stranieri, fatti arrivare in Russia con la promessa di un impiego civile e poi costretti a combattere, fra gli studenti universitari, a cui è promesso invece un impiego lontano dal fronte, come operatori di droni. Con incentivi economici che fra il 2023 e il 2024, molto meno ora, avevano convinto molti, soprattutto nelle regioni più povere del Paese, ad accettare di essere reclutati.
Nei primi tre mesi del 2026, solo 71.200 persone hanno ricevuto il bonus versato al momento del reclutamento, il 20 per cento in meno di quanto registrato nello stesso periodo del 2025, è emerso dal bilancio russo, come ha scoperto il sito di notizie indipendente Vazhne Istorii che lo ha studiato a fondo. Già nel 2025, avevano firmato su base volontaria 363.900 persone, il 10 per cento in meno del 2024. Da alcuni mesi, anche grazie a provvedimenti legislativi varati lo scorso autunno, sono stati richiamati elementi della riserva attiva. Ma il tasso di reclutamento sembra non essere sufficiente a sostenere lo sforzo bellico di Mosca messo in difficoltà dagli attacchi dei droni ucraini a medio e lungo raggio. Nei primi sei mesi dell'anno ogni mese sono stati reclutate 27mila persone contro 30-34mila perdite.
"Mosca. Ottobre. 1,2 milioni di persone", ha scritto nei giorni scorsi Vladimir Romanov, senza indicare la fonte di questa notizia che anticipa una mobilitazione il mese dopo le elezioni legialative di settembre. Il canale "fantasma di Novorossiya" precisa che la mobilitazione "non è una questione di se, ma di quando", a causa della "dinamica sfavorevole delle operazioni militari". "L'aver fatto leva sugli incentivi per reclutare volontari non soddisfa oggettivamente le esigenze del fronte per una serie di ragioni, dal rapporto tra perdite e militari alla necessità di mantenere un numero di effettivi superiore a quello attualmente disponibile", si legge sul blog.
"Il nemico sta compensando il divario numerico con tattiche di attacco asimmetriche a lungo raggio, utilizzando droni con tecnologie che la Russia sta ancora iniziando a raggiungere solo ora. Ciò ha ripercussioni sulla logistica e sulle infrastrutture critiche non solo nella zona di controllo del territorio russo e nei territori adiacenti, ma anche in profondità nel Paese. Di conseguenza, è necessario incrementare significativamente le risorse umane per organizzare un sistema di difesa aerea radicalmente nuovo", scrive Prizrak Novorossiya.
Il canale Dnevnik Razvedki (Diario dell'Intelligence) ha reso noto che il Cremlino avrebbe avuto contatti con i leader dei paesi confinanti, tra cui Kazakistan e Azerbaigian, per scongiurare l'esodo di massa di giovani, come era accaduto durante la mobilitazione parziale del settembre 2022. I confini rimarranno ufficialmente aperti, ma uscire dalla Russia sarà di fatto impossibile a causa di "problemi tecnici", "controlli più severi" e altre misure non ufficiali adottate dagli stati confinanti, sostiene il blog, citando una "fonte" anonima. "Spiacenti sorprese" sul piano logistico, afferma, potrebbero iniziare già a settembre o ottobre. Mosca ha varato un decreto per la chisura provvisoria, a partire dal primo luglio scorso, dei varchi ferroviari con Finlandia, Estonia e Lettonia. Il decreto blocca "il movimento di persone, mezzi, beni e cargo". Di tutti i varchi elencati nel decreto, sono operativi da un paio di anni solo quelli di Pechory, con l'Estonia, e Pytalovo, con la Lettonia. Il confine con la Finlandia è stato chiuso dalle autorità finlandesi. Non è chiaro se la misura sia stata presa per evitare il flusso di giovani in fuga dalla mobilitazione, dal momento che dai punti di confine oramai passano solo treni merci, non passeggeri. Questa misura potrebbe essere stata introdotta solo per bloccare quanto rimane delle esportazioni di carburante.
Ruslan Leviev, del Conflict Intelligence Team, dubita che Vladimir Putin annuncerà una mobilitazione su vasta scala. Sarebbe troppo oneroso formare nuove unità, equipaggiarle e addestrarle. E lo sforzo non avrebbe risultati immediati al fronte. "Quest'anno la guerra è notevolmente cambiata". Per il secondo mese consecutivo, l'Ucraina effettuato più attacchi a lungo raggio della Russia. "È difficile dire se l'Ucraina abbia o meno l'iniziativa sul campo di battaglia. Ma il fattore tempo gioca a suo favore. La Russia si trova ad affrontare sempre più problemi – economici, politici e militari che si stanno accumulando", ha dichiarato Leviev in una intervista al Washington Post.
Le parole di Peskov, che già sporadicamente aveva usato il termine guerra per parlare delle operazioni militari in corso in Ucraina dal febbraio del 2022, possono anche essere lette nel solco dell'escalation retorica contro l'Occidente, dal momento che, sempre secondo Peskov, la transizione da operazione speciale a guerra è da ricondurre al sostegno dei Paesi occidentali a Kiev, comunque considerata una strada alternativa, quella di azioni contro Paesi europei rispetto alla mobilitazione, che la Russia potrebbe imboccare per risolvere lo stallo in cui si trova.
"C'è una guerra in corso, si tratta di una guerra reale. E sapete perché è una guerra? E' iniziata come una operazione militare speciale e continua come una guerra perché dietro Kiev ci sono Berlino, Parigi, l'Aja, Oslo e, sfortunatamente, Washington", ha dichiarato Peskov, in una intervista con il giornalista di Vhtrk favorito al Cremlino, Pavel Zarubin. "Nessuno deve mettere in dubbio che le forze russe riescono comunque ad avanzare. Vediamo i risultati concreti di questi progressi", ha aggiunto Peskov, ribadendo la caduta di Kostyantinyvka, contestata dagli ucraini.
Ad aggravare il problema dell'insufficienza di militari da inviare al fronte, c'è ora la necessità di proteggere le retrovie, sotto attacco dei droni russi. Gazprom ha firmato un contratto con il ministero della Difesa per creare gruppi mobili di fuoco per proteggere le infrastrutture del gas, come ha reso noto il sito di notizie legato all'opposizione in russia basato in Germania Echo. I soldati operativi in tali gruppi riceveranno un salario da Gazprom di 200mila rubli mensili (pari a 2.598 dollari) durante l'addestramento di due mesi che si aggiungono a contributi diversi del ministero della Difesa. Durante l'addestramento, il personale potrà mantenere lo stato di civile. In seguito saranno dispiegati nella regione in cui firmano il contratto, solo per proteggere le infrastrutture. Il contratto prevede che i volontari prestino servizio per tre anni nella riserva attiva. Ha iniziato a reclutare per questi gruppi anche la Brigata di volontari per la ricognizione e l'assalto di Nevsky, uno dei tanti gruppi paramilitari nati in Russia in questi ultimi anni. E sono stati coinvolti in questi gruppi, per la Crimea, elementi della 810esima Brigata di fanteria della Flotta del Mar Nero.

(Adnkronos) - Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e FIB (gruppo Seri Industrial), ha avviato oggi nel sito industriale di Brindisi il cantiere per la costruzione del nuovo polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo (BESS) che supportano la diffusione delle energie rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche. A Brindisi in un’area dello stabilimento industriale Versalis, un tempo adibita allo stoccaggio dei polimeri e ad altre attività industriali da tempo dismesse, è stata celebrata - alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e delle autorità locali - la cerimonia di posa della prima pietra del primo polo integrato per la produzione di batterie stazionarie.
Questi sistemi accumulano l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili nei momenti di eccesso di produzione e la rilasciano quando è necessario, gestendo l'intermittenza delle fonti rinnovabili. La domanda europea di tali sistemi è stimata in crescita da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh al 2030. Il piano di sviluppo di Eni Storage Systems prevede la realizzazione a Brindisi della gigafactory per la produzione di celle e di moduli di batterie e dell’impianto di assemblaggio di pacchi batterie (Bess), questo ultimo di capacità maggiorata, tale da assemblare anche i moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola (Caserta). Nella seconda fase, a completamento del progetto, a Brindisi saranno svolte anche le attività di produzione di materia attiva catodica (Lfp) e di riciclo delle batterie, entrambi dimensionati per le due gigafactory. Il progetto prevede una capacità complessiva di 16 GWh/anno entro il 2030 (di cui metà a Brindisi e metà nello stabilimento a Teverola), pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari (Bess).
“Avviamo oggi a Brindisi un’iniziativa industriale che rappresenta l’ingresso di Eni in un business completamente nuovo e ad alto potenziale di crescita. Un progetto che punta a supportare la transizione, creando valore industriale e tecnologico, in un settore chiave per il percorso di decarbonizzazione, perché integra lo sviluppo delle energie rinnovabili con la resilienza del sistema energetico. Un investimento che darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-Ue, di ridurre le emissioni senza perdere competitività. Il nostro modello di trasformazione industriale che unisce una maggiore sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza energetica è concreto. E si completa con il contestuale ingresso di Eni in Faenix, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi” ha dichiarato Giuseppe Ricci, Direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni.
“Le fasi di profonda trasformazione richiedono coraggio, visione e capacità di riconoscere quando alcuni modelli industriali non sono più sostenibili. E se la risposta è un investimento in una attività innovativa, competitiva e centrale nella transizione energetica mondiale, noi siamo fieri di farne parte. Quando il cambiamento è guidato da una solida visione industriale, da responsabilità sociale e dalla consapevolezza che occorre fare sistema nel nostro Paese, allora siamo certi che questa iniziativa sarà una straordinaria opportunità di sviluppo per Brindisi e l’Italia” ha dichiarato Vittorio Civitillo, Ad di Seri Industrial e Ad di Faenix.

(Adnkronos) - “In Italia l'utilizzo dell'auto ci colloca ai primi posti in Europa e questo diventa un fattore critico quando il trasporto pubblico non riesce a soddisfare la domanda di mobilità”. Lo ha affermato Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo e dell'Automobile Club di Roma, a margine della presentazione della quarta edizione di Eco 2026 - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, nella sede nazionale di Anci a Roma.
Fusco ha evidenziato come la crescente concentrazione della popolazione nelle aree urbane, l'aumento del pendolarismo e dei flussi turistici rendano sempre più complessa la gestione della mobilità. “L'incremento di pedoni, ciclisti e utilizzatori di monopattini rappresenta un'opportunità per l'economia, ma determina anche maggiori rischi dal punto di vista ambientale e della sicurezza”, ha osservato. Secondo la presidente della Fondazione Caracciolo, la risposta passa da interventi sulle infrastrutture e sull'evoluzione tecnologica dei veicoli. “Avremo auto sempre più connesse, dotate di sistemi di assistenza alla guida e progressivamente orientate verso la guida autonoma. È un percorso molto veloce: l'auto sarà elettrica e automatizzata”, ha spiegato.
Fusco ha ricordato che, secondo uno studio della Fondazione Caracciolo, “l'utilizzo dell'Abs riduce il tasso di incidentalità del 40-45%”, sottolineando però che l'innovazione dovrà essere accompagnata dalla formazione. “Occorre aggiornare i programmi delle scuole guida, perché guidare un'auto elettrica è diverso rispetto ad una endotermica. Bisogna preparare sia i giovani sia gli anziani a utilizzare correttamente le nuove tecnologie”, ha concluso.

(Adnkronos) - “Dobbiamo tornare a concentrare la nostra attenzione sui centri storici affinché diventino nuovamente un ecosistema sostenibile per tutti. Solo così il commercio potrà rifiorire”. Lo ha detto Alessandro Cavo, consigliere Confcommercio per i centri storici e presidente Confcommercio Genova, a margine della presentazione della quarta edizione di Eco 2026 - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, svoltasi nella sede nazionale di Anci a Roma, evento dedicato ai temi della mobilità sostenibile, della rigenerazione urbana e delle città intelligenti.
“Le attività commerciali non sono soltanto presìdi economici, ma rappresentano presìdi sociali e un valore comune per l'intero quartiere”, ha sottolineato Cavo, spiegando che attraverso la rigenerazione dell'ambiente urbano “residenti, domiciliati e turisti potranno trovare un contesto accogliente nel quale vivere e non soltanto recarsi in visita”. Secondo Cavo, il concetto di centro storico sostenibile passa dalla qualità della vita urbana. “Devono essere luoghi piacevoli da vivere per chiunque e non soltanto per i residenti - ha detto - Quando torneranno ad avere una dimensione umana e ritmi più lenti, diventeranno realmente accessibili alle persone”.
Il consigliere di Confcommercio ha ricordato come il patrimonio dei centri storici italiani rappresenti un modello replicabile su larga scala, ma abbia subito un forte ridimensionamento negli ultimi anni. “Negli ultimi tredici anni abbiamo perso il 25% del commercio di vicinato proprio in queste aree. Dobbiamo rigenerare i centri storici per far rinascere il commercio, ma soprattutto per restituire vivibilità ai quartieri”, ha concluso.

(Adnkronos) - “L'integrazione tra le diverse modalità di trasporto pubblico è la chiave per costruire una mobilità realmente sostenibile”. Lo ha detto Maria Annunziata Giaconia, direttore Operations Regionale di Trenitalia, a margine della presentazione della quarta edizione di Eco 2026 – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, illustrata nella sede nazionale di Anci a Roma.
Giaconia ha spiegato che Trenitalia sta lavorando per ampliare l'intermodalità e semplificare l'accesso ai servizi attraverso la digitalizzazione dell'acquisto dei titoli di viaggio. “Rendere più semplice comprare il biglietto, anche tramite il formato digitale o sistemi come il tap-in tap-out, consente di abbattere le barriere che possono ostacolare l'utilizzo del trasporto pubblico”, ha affermato. Il direttore Operations Regionale ha ricordato anche il piano di investimenti destinato al rinnovo della flotta ferroviaria regionale. “Abbiamo investito oltre 7 miliardi di euro. Quest'anno sono entrati in servizio 940 nuovi treni; ne mancano 120 per arrivare, entro il prossimo anno, a 1.081 treni di ultima generazione”, ha detto.
“Oggi l'80% della flotta regionale è già stata rinnovata”, ha aggiunto Giaconia, sottolineando che l'obiettivo è fare del trasporto ferroviario regionale “la vera dorsale di una mobilità sempre più sostenibile, integrata e accessibile”.

(Adnkronos) - Non solo eroina, ma metadone, buprenorfina, oppioidi sintetici ad alta potenza come i nitazeni, farmaci antidolorifici come il fentanyl. Il problema degli oppioidi in Europa "sta ponendo sfide sempre nuove", è in continua evoluzione. Se ne parla in diversi passaggi dell'European Drug Report 2026, pubblicato meno di un mese fa. E dopo la scoperta del furto di 80 fiale di fentanyl all'ospedale Israelitico di Roma, i riflettori si sono accesi nuovamente anche in Italia. Già nel rapporto europeo gli autori rimarcavano che "gli oppioidi, solitamente in combinazione con altre sostanze, rimangono il gruppo di sostanze maggiormente implicato nei decessi correlati all'uso di droghe". E lanciavano anche un monito: qualcosa sta cambiando, i servizi che si occupano di dipendenze si trovano ad affrontare "modelli di consumo di sostanze più complessi", come il poliabuso appunto. In questo quadro, "la disponibilità di nuovi oppioidi sintetici rimane una minaccia potenzialmente letale". Per questa famiglia "è aumentata la varietà di sostanze" vendute. E se da un lato è vero che, "ad eccezione di alcuni Paesi baltici, queste droghe non sono presenti in modo significativo nei dati di routine a livello Ue", gli esperti osservano come "improvvisi cambiamenti nel mercato della droga possono portare alla rapida comparsa di altri oppioidi sintetici ad alta potenza, come le orfine".
Il fentanyl è solo la punta dell'iceberg, dunque, perché nel frattempo la famiglia si è allargata e si sono aggiunte minacce inedite, "nuovi oppioidi sintetici spesso molto potenti che comportano un rischio sempre maggiore di avvelenamento". Il ricambio è costante. Dal 2019, si evidenzia nel report, i derivati del fentanyl in Europa sono stati "in gran parte sostituiti dagli oppioidi benzimidazolici", i nitazeni, "e più recentemente dagli oppioidi benzimidazolonici come le orfine". Soltanto nel 2025, al sistema di allerta precoce dell'Ue sono stati formalmente notificati "7 nuovi oppioidi sintetici, tra cui 3 nitazeni e 3 orfine. Dal 2019 almeno 21 Stati Ue hanno segnalato un nitazene e almeno 10 hanno segnalato un'orfina. Dal 2022 in alcuni Paesi dell'area si è registrato un aumento delle segnalazioni di avvelenamenti legati agli oppioidi nitazenici, inclusi casi mortali", elencano gli autori del rapporto. L'elevata potenza di queste sostanze fa sì che quantità minime possano essere utilizzate per preparare un numero elevato di dosi o miscele destinate alla vendita al dettaglio nel mercato illegale.
Tra i fenomeni messi in luce dal rapporto c'è in particolare la crescita di "segnalazioni di farmaci contraffatti contenenti oppioidi nitazenici". Si tratta di prodotti che "imitano" in genere farmaci da prescrizione legali. "Il loro aspetto apparentemente autentico può contribuire a creare un falso senso di sicurezza". E a utilizzarli non sono solo i consumatori di oppioidi ad alto rischio, ma anche banalmente - avvertono gli esperti - persone che "soffrono di dolore cronico". E il timore è che "possano diffondersi tra popolazioni prive di tolleranza agli oppioidi, compresi i giovani". Per dare un'idea del trend in crescita, gli esperti riferiscono che 10 Paesi nel 2024 hanno intercettato più di 50mila compresse contenenti nitazene, rispetto alle 23mila del 2023 e alle 380 del 2022. I dati preliminari per il 2025 indicano ulteriori rilevamenti in almeno 7 Stati Ue. Inoltre, la Bulgaria ha segnalato più di 100 decessi correlati al fentanyl nel periodo 2024-2025. A incidere sull'allargarsi di questo fenomeno possono essere anche macrodinamiche interne al mercato della droga. Per esempio il rapporto cita "il divieto imposto dai talebani sulla coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan dall'aprile 2022", che "ha ridotto significativamente la produzione". Un'eventuale carenza di offerta potrebbe, in alcuni Paesi della nostra regione, essere "parzialmente colmata da nuovi oppioidi sintetici e altre sostanze", fanno presente gli autori. Anche i controlli sugli oppioidi nitazenici introdotti dalla Cina nel luglio 2025 potrebbero secondo alcune evidenze preliminari "ridurre sostanzialmente la disponibilità di nitazene in Europa", e anche in questo caso "le nuove famiglie di oppioidi si candidano a colmare questo vuoto emergente. Un possibile sostituto è rappresentato dalla famiglia degli oppioidi orfinici: non a caso 11 Paesi hanno segnalato il rilevamento di ciclorfina e 6 di spiroclorfina e, tra giugno 2024 e gennaio 2026, 5 Stati hanno registrato casi di avvelenamento acuto e 18 decessi con esposizione confermata agli orfinici, principalmente ciclorfina. Mentre Estonia e Lettonia hanno segnalato l'uso iniettivo di queste sostanze. Cosa si rischia assumendole? "Sebbene siano disponibili dati farmacologici limitati, la loro somiglianza strutturale con la brorfina, un potente oppioide, suggerisce che" un pericolo a cui si va incontro è la "depressione respiratoria".
Il quadro tracciato dal rapporto dell'European Union Drugs Agency (Euda) rivela la complessità dello scenario in cui si muovono le autorità che lavorano per prevenire e intercettare nuove pericolose tendenze che si fanno largo nel mercato illecito delle sostanze d'abuso. Alla fine del 2025, l'Euda stava monitorando 1.050 nuove sostanze psicoattive, 50 delle quali segnalate quell'anno per la prima volta in Europa. Fra le new entry che si sono aggiunte negli anni figurano anche i nuovi oppiodi - ne sono stati identificati dal 2009 complessivamente 95 sul mercato europeo, compreso i 7 notificati nel 2025 - e alcune di queste molecole possono essere centinaia di volte più potenti dell'eroina. C'è il fentanyl e i suoi derivati, tra cui il carfentanil, così come i nitazeni e le orfine. Il fenomeno desta una preoccupazione crescente nell'area: nel 2024 i Paesi Ue hanno segnalato 1.063 sequestri e 35,5 chilogrammi di oppioidi sintetici, numeri in aumento rispetto ai 22 chilogrammi sequestrati nel 2023. La maggior parte si è concentrata in particolare in Germania, Estonia, Lettonia e Lituania (62% dei sequestri e 70% della quantità sequestrata).
Ad allarmare sono alcune 'spie rosse' che negli ultimi anni si sono accese a diverse latitudini: per esempio, indicatori suggeriscono che il fentanyl sia diventato più facilmente reperibile in Bulgaria e in Spagna e Paesi Bassi a fine 2024 le autorità hanno eseguito diversi sequestri del precursore del fentanyl per un totale di 30 kg. Non è ancora chiaro se questi precursori fossero destinati a impianti di produzione nell'Ue o fossero in transito verso Paesi extra-Ue. Ma i segnali che si registrano suggeriscono che gli oppioidi sintetici "potrebbero assumere un ruolo più rilevante nel contesto generale dei problemi legati alla droga in Europa", avvertono gli esperti.
Questi sviluppi indicano le principali sfide con cui l'Unione europea dovrà misurarsi: in particolare - si legge nel report - i sistemi nazionali di allerta precoce e le reti di laboratori dovranno essere pronti a intercettare l'emergere di nuovi oppioidi sintetici, come le orfine. Più in generale, poi, la disponibilità di queste sostanze altamente potenti "impone di valutare se gli approcci attualmente utilizzati per prevenire, trattare e ridurre i danni correlati all'uso siano ancora adeguati e se i sistemi esistenti abbiano la capacità di rispondere efficacemente". Il rafforzamento della preparazione, conclude il rapporto, "rimane fondamentale" per la capacità dell'Europa di reagire prontamente "a 'epidemie' di avvelenamenti legati agli oppioidi sintetici o all'aumento dell'uso di altre droghe", come catinoni sintetici o sostanze sostitutive durante la ridotta disponibilità di eroina. "Il monitoraggio delle droghe disponibili al dettaglio nei mercati" illeciti "locali è vitale per individuare improvvisi cambiamenti nelle sostanze in vendita e l'emergere di lotti pericolosi". Basti pensare che, sul fronte dei casi di tossicità acuta da droghe registrati negli ospedali sentinella 'Euro-Den' nel 2024, sebbene l'eroina sia rimasta l'oppioide più frequentemente segnalato, in alcune città questa è stata superata da altri oppioidi - farmaci agonisti, antidolorifici o nuovi potenti oppioidi sintetici - come causa principale dei ricoveri. Non solo: fra i 68mila pazienti che nel 2024 hanno intrapreso un percorso di trattamento per la tossicodipendenza indicando l'uso di oppioidi come la ragione principale, si osserva un trend al ribasso per l'eroina e un'ascesa del numero di persone che sempre più spesso citano altri oppioidi (ad esempio farmaci usati in modo improprio e nuovi oppioidi sintetici). Da qui l'importanza di intercettarli tempestivamente visto che queste sostanze - tra cui l'eroina e i suoi metaboliti - spesso in combinazione, risultano già presenti in circa 7 decessi per overdose su 10 nell'Ue.

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(Adnkronos) - "Ciao Bice, amore infinito". Con queste parole Enrico Mentana saluta sui social la sua cagnolina scomparsa. L'annuncio è arrivato nelle ultime ore con un post condiviso sul suo profilo Instagram. Anche la compagna e giornalista Francesca Fagnani ha salutato l'amato animale: "Oggi la nostra amata cagnolina Bice se n'è andata. Il dolore è profondo e personale", ha scritto la conduttrice di 'Belve'.
Poi ha aggiunto: "Ci tengo però a ringraziare tutto lo staff e tutti i medici di AniCura Policlinico Veterinario Roma Sud che hanno fatto il possibile e oltre per salvarla, con l'amore che solo chi sceglie questo lavoro per missione sa donare".
Dal messaggio della giornalista pare che la piccola cagnolina sia stata in cura per diversi giorni: “Un abbraccio speciale va a Pierpaolo, sei stato speciale. E a tutti i cani e proprietari che ho conosciuto in questi giorni". Poi, l'addio in conclusione: "Buon ponte amore mio".

(Adnkronos) - Ultimo torna negli Stadi. Dopo il successo del concerto dei record a Tor Vergata davanti a 250mila spettatori, il cantautore romano annuncia il tour 2027 negli Stadi: "Siete venuti a casa mia, ora vengo io a casa vostra", scrive Niccolò Moriconi sui social riferendosi al grande live del 4 luglio e al fatto che Roma, al momento, non è tra le location annunciate.
La prima tappa del lungo tour - sempre targato Vivo Concerti - sarà il 10 giugno a Lignano Sabbiadoro. Poi la 'favola' di Ultimo proseguirà il 13 giugno a Bologna, il 17 giugno a Padova, il 20 giugno Milano, il 24 giugno a Napoli, il 28 giugno a Messina, il 3 luglio a Reggio Calabria, il 6 luglio a Bari, il 10 luglio a Firenze e il 16 luglio a Torino. Ultima tappa, il 24 luglio ad Olbia. I biglietti saranno disponibili da mercoledì 8 luglio alle 14, scrive il cantautore romano sui social.

(Adnkronos) - "I principali trend socio demografici in Italia mostrano un invecchiamento della popolazione e un calo della fertilità. Questo fa sì che la popolazione nativa è sempre in decrescita. Come può l’economia italiana, e il settore welfare in particolare, rispondere ai problemi e ai bisogni di una popolazione che è sempre più anziana? Essere dotati di un 'ecosistema longevity' vuol dire avere un ecosistema tecnologico, infrastrutturale e assicurativo che possa aiutare a far fronte ai bisogni di questa popolazione che invecchia". Così Cristian Losito, partner, financial services, consulting di EY, alla seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity', la giornata interamente dedicata all’evoluzione dei modelli assicurativi in ambito vita, salute e longevità, in risposta a nuovi bisogni demografici, sociali e tecnologici.
"Un altro tema demografico importante sono i nuclei familiari, che sempre spesso sono nuclei composti da una o due persone e non più una 'famiglia tradizionale' con uno o piú figli - ha aggiunto - Questo fa sì che la cura degli anziani diventerà un aspetto più critico e, di conseguenza, tutti i servizi connessi con l’assistenza all'anziano saranno sempre più importanti e al centro dell'economia".

(Adnkronos) - "Il ruolo delle compagnie di assicurazione sta cambiando e si sta ampliando, perché siamo noi assicuratori che pensiamo sia opportuno fornire un valore più ampio ai nostri soci e clienti. Il cambiamento in atto, però, è dato anche dal fatto che i clienti stanno vedendo in noi degli operatori a cui si possono affidare sempre di più, anche per tematiche ulteriori rispetto al nostro mestiere principale, che è quello delle polizze assicurative. C’è grande effervescenza in questo periodo e grandi cambiamenti che stanno per arrivare". Sono le parole di Matteo Cattaneo, Ceo Reale Services e Group Chief Transformation & Services Development Office di Reale Mutua, alla seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity', la giornata interamente dedicata all’evoluzione dei modelli assicurativi in ambito vita, Salute e Longevità, in risposta a nuovi bisogni demografici, sociali e tecnologici.
"Il tema della salute o del welfare sono temi fondamentali per tutti noi come persone - ha aggiunto -, ma sono anche temi che, con più naturalezza, si può provare a portare avanti come compagnia assicurativa, nell'ampliamento del nostro perimetro di attività dei servizi che forniamo. Per noi, infatti, questo principio di prevenzione, protezione e cura, è un paradigma che vogliamo seguire, realizzare e portare con valore, affidabilità e qualità a tutti i nostri soci e clienti", ha concluso.

(Adnkronos) - "Il ruolo delle assicurazioni sta evolvendo. Diventano, infatti, sempre più centrali i temi relativi alla salute e, in questo senso, l'assicurazione evolve e diventa attore di un ecosistema complesso che mira non a gestire dei premi e dei sinistri, ma a gestire la salute dei clienti in maniera che, alla fine del viaggio, il valore sia maggiore per tutti, soprattutto per i clienti assicurati, che devono averne un beneficio in termini di qualità della salute e anche minor complessità nella sua gestione". Lo ha detto Massimo Tessitore, Ceo InSalute Servizi, in occasione della seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity'. "Questo modello pro-attivo, in cui si decide un piano di prevenzione, ossia cosa si deve fare per gestire e tutelare la salute in modo preventivo - ha aggiunto -, prevede una vera transizione di ruolo per tutti gli agenti e gli attori in campo. Ci sono alcune cose fondamentali da fare perché il sistema stia in piedi, ossia, in estrema sintesi, affinchè i cittadini abbiano una salute migliore e il costo della prevenzione di un ampio set di persone sia inferiore o uguale al risparmio che si ha per una gestione di emergenza della salute".
"La prima è la 'precision prevention' - ha spiegato -: non fare prevenzione indiscriminata a tutti, che non sarebbe sostenibile per il sistema sanitario né per le assicurazioni, ma avere dati e modelli predittivi efficaci per decidere con precisione chi sottoporre a prevenzione, in quale momento della vita e con quali analisi. La seconda è avere un rapporto di lungo periodo, in cui ci si affida a un partner della salute e non si sceglie un'assicurazione. Se il rapporto non è di lungo periodo, gli incentivi non possono essere allineati. La terza ed ultima cosa è un allineamento di incentivi, anche sulle strutture sanitarie. Per far questo il valore creato deve essere maggiore per tutti. La parte di cittadini che deve avere diritto a una gestione proattiva della salute - ha concluso Tessitore - deve essere quasi estensiva, solo così ne beneficerà anche il sistema sanitario nazionale con la riduzione della spesa".
Le costruzioni muovono un terzo dell'economia sarda e la crescita
dell'occupazione regionale è dovuta solo a questo settore, con
15mila occupati in più negli ultimi sei anni. È quanto emerso
nell'indagine commissionata dalla Fillea Cgil Sardegna al centro di
ricerche nazionale Cresme presentata in Camera di Commercio a
Sassari alla presenza del segretario generale della Fillea Cgil
nazionale Antonio Di Franco.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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