
(Adnkronos) - Un finanziamento di oltre 320 milioni di euro, infrastrutture innovative, una filiera capace di produrre tecnologie mediche d'avanguardia. Sono alcuni dei risultati presentati oggi a Roma nell'Auditorium Valerio Nobili dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, nel corso dell'evento 'Il futuro è adesso' che segna la conclusione della fase Pnrr del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna. L'incontro ha permesso di presentare al Paese i risultati scientifici, le infrastrutture strategiche create e le garanzie per la continuità operativa post-2026. A tracciare il bilancio, in apertura, è stato Rosario Rizzuto, presidente del centro.
"Aver impegnato la quasi totalità dei fondi assegnati, creando una rete di eccellenza e una filiera italiana così vaste - afferma - dimostra il successo senza precedenti di questo progetto. Oggi l'Italia non è più solo un acquirente, ma anche un generatore di tecnologia medica avanzata". Con l'impiego di quasi il 90% dei fondi, di cui il 41% destinato al Mezzogiorno, una rete 'Hub & Spoke' divisa in 10 poli tematici, 44 enti membri e 58 partner, a 1 mese dalla fine del progetto, la produttività scientifica realizzata è di oltre mille articoli, più di 30 brevetti, ma anche di 95 progetti di ricerca applicata attraverso il meccanismo dei Bandi a cascata, per i quali sono stati stanziati 30 milioni di euro.
"I risultati di eccellenza raggiunti dal centro nazionale dimostrano come l'uso efficiente dei fondi Pnrr possa trasformare la ricerca sanitaria in un bene comune - dichiara Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute - Il nostro impegno ora è duplice: integrare queste innovazioni nel Servizio sanitario nazionale per garantire cure personalizzate a tutti e, soprattutto, valorizzare il capitale umano trattenendo in Italia il sapere dei nostri giovani ricercatori".
I dati clinici - informa una nota - dimostrano un cambio di paradigma verso la medicina di precisione. Oltre ai risultati straordinari sulle terapie Car-T (Spoke 10) contro il neuroblastoma pediatrico, pubblicati ad agosto 2025 su 'Nature Medicine' - che hanno permesso il trattamento di 54 pazienti ottenendo il 77% di risposte positive, il 67,6% di pazienti in vita a 5 anni e il 52,8% che non mostra segni di malattia - la ricerca si è spinta verso l'uso clinico di cellule Car-T anche contro le leucemie linfoblastiche e mieloidi acute (rappresentando il primo trial in Europa per quelle a immunofenotipo T), con 21 pazienti già trattati, mentre l'uso sperimentale di Car-T CD19 ha permesso di 'resettare' il sistema immunitario in bambini affetti da malattie autoimmuni gravi (come lupus, dermatomiosite e sclerosi sistemica), portando 7 pazienti su 8 alla remissione completa. Sul fronte delle malattie genetiche, sono stati sviluppati 'Rna modulatori' attraverso la tecnologia Sineup (Spoke 3), validata per curare disordini del neurosviluppo, epilessie ereditarie e la malattia di Parkinson. Parallelamente, per la cura della talassemia, la patologia genetica più diffusa in Italia, lo Spoke 10 ha sviluppato terapie geniche con studi clinici approvati, in una vera e propria sinergia tra Fondazione Telethon, Fondazione Tettamanti e ospedale pediatrico Bambino Gesù.
In ambito oncologico, lo Spoke 2 ha validato una piattaforma mRna per produrre anticorpi bispecifici (Umg1/Cd3ɛ) veicolati tramite nanoparticelle lipidiche direttamente all'interno del corpo del paziente, un approccio che riduce i costi e la tossicità sistemica. A queste scoperte si aggiungono i successi nell'identificazione di bersagli Rna per contrastare la sarcopenia (grave perdita di tessuto muscolare) nei malati oncologici, l'ideazione di un innovativo 'vaccino invertito' a mRna, progettato per indurre tolleranza immunitaria verso patologie autoreattive e importantissimi risultati su modelli di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) e Alzheimer, come il recupero del deficit cognitivo tramite siRna per via nasale. I risultati raggiunti sono stati confermati anche dagli esperti indipendenti dell'International Scientific Advisory Board, che solamente nel 2025 ha valutato oltre 200 progetti di ricerca del centro nazionale.
Tra le grandi infrastrutture strategiche e tecnologiche, realizzate o potenziate su tutto il territorio nazionale, spicca la nuova ‘Fabbrica dell'Rna' (Rna Platform) di Napoli (Spoke 8), appena terminata e autorizzata per la produzione Gmp di mRna per trial di fase I e II, presentata da Angela Zampella, prorettrice dell'università Federico II. A Roma la ricerca è stata potenziata enormemente grazie al Laboratorio di Terapia genica, un impianto di 700 mq che lavora in sinergia con l'adiacente Officina Farmaceutica. Come sottolinea Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia e terapia cellulare e genica dell'Irccs ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, "avere a disposizione a Roma un'infrastruttura così avanzata ed estesa ci consente un salto tecnologico senza precedenti, permettendoci di internalizzare completamente l'intera filiera produttiva. Gli straordinari risultati clinici sulle cellule Car-T ci confermano che siamo sulla strada giusta: vedere che oltre la metà dei pazienti trattati per neuroblastoma non mostra progressione della malattia a 5 anni di distanza è il successo più grande, per non parlare dei risultati ottenuti nelle leucemie acute e nelle malattie reumatologiche".
Moltissimi altri progetti sono stati realizzati o sono in fase di lancio su tutto il territorio nazionale, prosegue la nota. E' in via di attivazione il Clinical Trial Center di Modena (Spoke 1), il primo in Italia per fase 1 integrato con laboratorio Glp, supportato dal Centro di Medicina rigenerativa 'Stefano Ferrari' per lo sviluppo clinico in condizioni Gmp. Parallelamente, è attivo il Centro Organoidi di Padova per testare l'efficacia dei farmaci su mini-organi 3D, simulando fedelmente la risposta umana ed evitando l'uso di animali. La rete si espande con la Facility per l'analisi di biomarcatori circolanti di Siena, il Data Center ReCaS-Bari unito alla nuova Flagship Rna_Biomix (integrata nella rete europea Elixir) e il Centro di Competenza di Milano (Spoke 9), un polo di servizi avanzati nato per garantire che i nuovi farmaci siano sicuri, efficaci e pronti per l'iter approvativo delle autorità competenti (Aifa/Ema).
Sempre a Milano opera l'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (Sr-Tiget), che lavora nell'ambito del Centro di Terapia genica dello Spoke 10. Un'altra importante infrastruttura rinnovata e potenziata nell'ambito del Centro di Terapia genica coordinato dall'ospedale Bambino Gesù è il Laboratorio di Terapia cellulare e genica 'Stefano Verri' che, assieme alla Torre della Ricerca di nuova costruzione, ha permesso un significativo potenziamento del Centro di ricerca della Fondazione Tettamanti presso l'Ao San Gerardo di Monza. A queste grandi opere si uniscono tecnologie di automazione pionieristiche introdotte dalle aziende partner, come l'isolatore robotizzato CfBox, nato dall'alleanza tra Pbl Spa e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù (Spoke 10), presentato da Filippo Begarani: una fabbrica farmaceutica robotizzata in miniatura capace di produrre fino a 4 terapie cellulari avanzate simultaneamente, una piattaforma guidata dall'intelligenza artificiale (Deep Learning) che opera in classe D senza la necessità di costose camere bianche, abbattendo i costi di produzione.
La ricerca si è trasformata in vera impresa seguendo più filoni paralleli. Da un lato, la spinta al trasferimento tecnologico è stata supportata da Intesa Sanpaolo, che ha collaborato all'iniziativa GeneRNAtion Challenge lanciata dal centro nazionale, nell'ambito della quale sono state valutate 61 candidature, arrivando a premiare 3 progetti per lo scale-up e 8 startup innovative ad alto potenziale. Tra queste ultime spiccano PoliRna (rigenerazione cardiaca), T-One Therapeutics (linfociti T esausti) e Alia Therapeutics (retinite pigmentosa). Dall'altro lato, i singoli poli di ricerca (Spoke) hanno generato autonomamente spin-off di altissimo profilo: tra queste eccellenze spiccano Sinerise Therapeutics (creata dall'Istituto italiano di tecnologia per commercializzare la rivoluzionaria tecnologia Sineups); we.MitoBiotech per la Sla; Tag Therapeutics per l'invecchiamento, oltre a DNAswitch e Genoa Instruments. L'intera filiera - riporta la nota - è validata da partnership strategiche con aziende come AstraZeneca, Chiesi Farmaceutici, Dompé Farmaceutici e Stevanato Group. Notevole l'impatto clinico della cabina Diana, sviluppata dalla startup Isinnova in stretta collaborazione con Antares Vision Group: uno strumento diagnostico avanzato non invasivo capace di eseguire oltre 60 esami in soli 15 minuti.
Il centro - continua la nota - ha svolto un ruolo cruciale nella valorizzazione dei talenti italiani e nel contrasto alla 'fuga dei cervelli', arrivando a impiegare quasi 2mila persone. L'ecosistema, racconta Ilaria Ottonelli, ricercatrice dell'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, "è stato alimentato da oltre 700 nuove assunzioni, caratterizzate da un tasso di reclutamento femminile del 65,5% e da una capacità di assorbimento stabile che sfiora l'80% in alcuni dipartimenti". Un'attenzione particolare è stata rivolta all'alta formazione per garantire la continuità del capitale umano con il coinvolgimento di circa 200 dottorandi, di cui oltre 70 iscritti al neonato Dottorato nazionale in 'Rna Therapeutics and Gene Therapy'. A questo si affianca il successo della PharmaTech Academy di Scampia, che ha coinvolto oltre 60 docenti e 25 aziende per formare decine di studenti preparandoli a operare nell'intera filiera del farmaco. Grazie anche al Placement Program condotto in collaborazione con Fondazione Emblema, il centro fornisce strumenti concreti per facilitare l'inserimento lavorativo finale e incoraggiare l'autoimprenditoria dei giovani ricercatori.
"La sinergia tra comunità scientifica e tessuto imprenditoriale, consolidatasi grazie all'esperienza del Pnrr - evidenzia Francesca Galli, dirigente, Ufficio di Gabinetto-Segreteria tecnica, ministero dell'Università e della Ricerca - è in grado di amplificare l'impatto della ricerca, sia di base che applicata, in termini di innovazione tecnologica, con ricadute positive sulla coesione sociale e sulla competitività economica. Un investimento strutturato nella ricerca medico-scientifica permette non solo di sostenere progetti ad alto impatto, ma anche di valorizzare il capitale umano, rafforzando il posizionamento strategico del Sistema Paese".
L'avvenire di questi ricercatori è garantito dal passaggio dal metodo Pnrr alla programmazione ordinaria e a una rinnovata alleanza strategica con il settore privato. Da un lato - illustra la nota - la Fondazione evolverà in un 'Open Innovation Hub', favorendo l'ingresso di nuovi enti e aziende che potranno accedere alle infrastrutture Gmp e ai servizi avanzati. Dall'altro, i fondi pubblici del bando Pnric (2021-27) assicureranno l'avvio di nuovi progetti strategici da maggio 2026 per i successivi 30 mesi, articolati in due filoni principali: lo sviluppo tecnologico (iniziative Rna-Next, Innova-Rna e la nascente Advanced Academy, dotata di laboratori immersivi) e la medicina di precisione sul territorio tramite il progetto Impac (in partnership con l'Hub Heal Italia) destinato alle regioni del Mezzogiorno. In parallelo, le risorse della legge di Bilancio 2025 (Dm 398/2025), erogate sulla base del rispetto di rigorosi Kpi, contribuiranno a garantire la stabilità a lungo termine, supportando le attività del centro fino alla fine del 2030. Questa stabilità ibrida sosterrà una visione globale, includendo l'inserimento nel 'Piano Mattei per l'Africa' e l'espansione internazionale con partner come Monash University, Khalifa University, Haihe Lab e ShanghaiTech. A confermarlo è lo stesso Rizzuto: "I nuovi fondi ci permetteranno di consolidare questo modello autofinanziato e ibrido. Il nostro futuro si basa sull'apertura a nuovi partner istituzionali e industriali, pronti a consolidare il nostro ruolo di eccellenza europea con nuove alleanze internazionali e a garantire stabilità ai nostri ricercatori fino al 2030".

(Adnkronos) - 'Stasera Tutto è Possibile' ha vinto la prima serata di ieri, 1 aprile, con il 16,4% di share. Il programma, in onda su Rai2 condotto da Stefano De Martino, ha incollato allo schermo 2.339.000 telespettatori. Su Rai1 'Un padre' ha interessato 2.240.000 telespettatori pari al 13,5%. Su Canale 5 'Scherzi a Parte – Lo Scherzo Continua' ha conquistato 1.386.000 telespettatori e il 10,9%. Su Italia 1, 'Le Iene' è stato visto da 993.000 telespettatori con l’8,1%. Su Rai3, 'Chi l’ha Visto?' ha segnato 1.411.000 telespettatori e il 9,1%.
Su Rete 4, 'Realpolitik' ha totalizzato 524.000 telespettatori e il 4,1%. Su La7 'La Giusta Distanza' ha raggiunto 708.000 telespettatori, pari al 3,9%. Sul Nove 'Il Giaguaro Mi Guarda Storto' con Teresa Mannino ha radunato 418.000 telespettatori con il 2.4%. Infine, su Tv8 '4 Ristoranti' ha ottenuto 329.000 telespettatori e il 2,3%.
Nela fascia access prime time, su Rai1 'Cinque Minuti' ha interessato 4.330.000 telespettatori, pari al 22,4%, mentre 'Affari Tuoi' 4.890.000 telespettatori, pari al 23,6%. Poco sotto con il 23,5% c'è 'La Ruota della Fortuna', in onda su Canale 5, ha intrattenuto 4.849.000 telespettatori.

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(Adnkronos) - La delusione dei tifosi italiani dopo Bosnia-Italia sfocia negli insulti. La rabbia e il nervosismo prende il sopravvento nei sostenitori azzurri e il bersaglio delle critiche diventa anche chi non c'entra nulla con la disfatta sportiva, costata l partecipazione al Mondiale. Come Camilla Bresciani, moglie di Alessandro Bastoni, costretta a limitare i commenti sui suoi profili social (insieme al marito), dopo l'espulsione del difensore dell'Inter nei minuti finali del primo tempo del playoff.
Bastoni ha rimediato un cartellino rosso diretto per un fallo da ultimo uomo su Memic, che ha costretto la Nazionale di Gattuso a giocare in inferiorità per tutta la ripresa e i tempi supplementari, complicando la strada verso la qualificazione. I tifosi si sono così scagliati contro il difensore nerazzurro, postando insulti anche sotto il profilo Instagram della moglie. Un brutto episodio, che complica ulteriormente il 2026 di Bastoni, già al centro delle polemiche dopo il caso Kalulu (l'esultanza all'espulsione del difensore francese nella partita di campionato contro la Juve) e fischiato in diversi stadi italiani.

(Adnkronos) - La minaccia di un controllo iraniano prolungato sullo Stretto di Hormuz sta spingendo i Paesi del Golfo a riesaminare i piani, finora accantonati per costi e complessità, per la costruzione di nuove pipeline in grado di aggirare il collo di bottiglia e garantire la continuità delle esportazioni di petrolio e gas.
Secondo funzionari e dirigenti del settore energetico, citati dal Financial Times, queste infrastrutture potrebbero rappresentare l'unica soluzione strutturale per ridurre la vulnerabilità della regione alle interruzioni nello stretto, anche se richiederebbero investimenti miliardari, anni di lavori e delicati accordi politici tra Paesi.
La crisi in corso, evidenzia il quotidiano di riferimento della City di Londra, ha riportato al centro il valore strategico dell'oleodotto Est-Ovest dell'Arabia Saudita, lungo 1.200 chilometri e costruito negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. L'infrastruttura consente di trasportare fino a sette milioni di barili al giorno verso il porto di Yanbu, sul Mar Rosso, aggirando completamente Hormuz. Un dirigente del settore ha definito l'oleodotto "un colpo di genio", mentre il ceo di Aramco, Amin Nasser, lo ha indicato come la principale via di esportazione attualmente utilizzata.
Riad sta valutando ora come aumentare la quota di produzione - pari a circa 10,2 milioni di barili al giorno - esportata via pipeline anziché attraverso acque controllate dall'Iran. Tra le opzioni allo studio vi sono l'espansione della capacità dell'Est-Ovest e la costruzione di nuove rotte.
In passato, progetti simili sono stati bloccati da costi elevati e difficoltà operative, ma secondo Maisoon Kafafy dell'Atlantic Council oggi si registra un cambio di approccio: "Si sta passando dalle ipotesi alla realtà operativa", ha spiegato. L'opzione più resiliente non sarebbe una singola pipeline, bensì una rete integrata di corridoi energetici, anche se si tratterebbe della soluzione più complessa da realizzare.
In questa prospettiva si inserisce anche il possibile rilancio dell'Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor), il corridoio logistico sostenuto dagli Stati Uniti per collegare India, Golfo ed Europa. Il piano, che includerebbe anche infrastrutture energetiche, si scontra tuttavia con nodi politici sensibili, come l'ipotesi di un collegamento verso il porto israeliano di Haifa.
L'interesse per nuovi progetti era già elevato prima del conflitto, ha confermato Christopher Bush, ceo della società libanese Cat Group, coinvolta nella costruzione dell'Est-Ovest. Tuttavia, gli ostacoli restano significativi: replicare oggi un'infrastruttura simile costerebbe almeno cinque miliardi di dollari, mentre pipeline più complesse, ad esempio dall'Iraq attraverso Giordania, Siria o Turchia, potrebbero richiedere investimenti tra 15 e 20 miliardi.
A questi costi si aggiungono i rischi per la sicurezza, oltre alle difficoltà geografiche di attraversare deserti e catene montuose. Anche le rotte verso l'Oman non sono esenti da minacce, come dimostrano i recenti attacchi con droni al porto di Salalah. Non meno rilevanti le incognite politiche: la gestione delle pipeline e il controllo dei flussi richiederebbero una cooperazione regionale senza precedenti, superando l'approccio tradizionalmente individualista dei Paesi del Golfo.
Nel breve termine, le opzioni più praticabili sembrano essere il potenziamento dell'Est-Ovest saudita e della pipeline già esistente tra Abu Dhabi e Fujairah, aumentando la capacità senza affrontare le complessità di nuove infrastrutture transfrontaliere. Riad potrebbe inoltre sviluppare nuovi terminal sul Mar Rosso. Secondo fonti del settore, tuttavia, decisioni definitive saranno prese solo quando sarà più chiaro il futuro dello Stretto di Hormuz.

(Adnkronos) - Plures ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 2.281,4 milioni di euro (+12,2% rispetto al 2024) a seguito sia dell’ampliamento del perimetro di consolidamento che della crescita organica dei business. L'ebitda si attesta a 431,5 milioni di euro (+22,8%), l'utile netto consolidato a 72,3 milioni di euro (+3,7%) e l'utile netto di pertinenza del gruppo a 52,1 milioni di Euro (+17,1%). Lo rende noto il gruppo dopo che il Cda di Plures ha approvato ieri il progetto di bilancio consolidato al 31 dicembre 20251 e la rendicontazione di sostenibilità integrata, come previsto dalla direttiva europea sulla trasparenza Esg. Il 2025, sottolinea il gruppo, si è chiuso con risultati in crescita e un deciso rafforzamento del Gruppo, che prosegue il percorso di trasformazione verso una Multiutility di scala industriale. Il pieno apporto di Publiacqua (consolidata a partire dal 1° giugno 2024), la prosecuzione del processo di integrazione e i significativi investimenti registrati nel periodo sono la testimonianza dell’impegno nel progetto di superamento della frammentazione dei servizi pubblici locali.
"Il 2025 rappresenta un passaggio chiave nel percorso di crescita di Plures, con un deciso salto di scala industriale sostenuto da oltre 540 milioni di euro di investimenti e da una crescita significativa di tutti i principali indicatori economici", ha dichiarato l’amministratore delegato di Plures, Alberto Irace. "Stiamo costruendo una multiutility integrata, capace di operare su più settori in modo efficiente e competitivo, rafforzando al tempo stesso la nostra presenza nell’energia, nell’ambiente e nel servizio idrico. Le operazioni realizzate e il percorso di digitalizzazione ci consentono di migliorare la qualità dei servizi e di sostenere un piano di sviluppo solido e duraturo".
"I risultati approvati confermano la solidità di un progetto che nasce dai territori e che trova nella capacità di fare sistema la propria forza’, ha commentato il presidente di Plures, Lorenzo Perra. ‘Il rafforzamento della presenza nel servizio idrico, anche alla luce delle recenti evoluzioni, rappresenta un passaggio strategico per garantire una gestione sempre più integrata ed efficiente di una risorsa fondamentale. Plures si conferma così un attore capace di coniugare crescita industriale e responsabilità pubblica, contribuendo allo sviluppo sostenibile delle comunità che serve".
Nel 2025 gli investimenti operativi si attestano a 547 milioni di euro (+59% rispetto al 2024). L'indebitamento finanziario netto (Pfn) è pari a 1.124,4 milioni di euro (Pfn/Ebitda 2,61x). I dividendi sono pari a 34,4 milioni di euro (in linea con il 2024). Il bilancio conferma la solidità finanziaria e la capacità di generare valore, anche in un contesto segnato da volatilità dei prezzi energetici, fenomeni climatici estremi e tensioni geopolitiche.
Mercato energia: Ebitda 98,9 milioni di euro (22,9% del totale). Oltre 860 mila clienti gas e luce e volumi di energia elettrica venduti in aumento rispetto al 2024. Acquisito impianto eolico da 52 MW da Alerion, raggiungendo una produzione di energia da fonti rinnovabili di 167 GWh/anno; Distribuzione gas ebitda a 52,2 milioni di euro (12,1% del totale). 8.672 km di rete gestiti e 639.000 punti di riconsegna attivi. Distribuiti oltre 660 milioni di metri cubi di gas e realizzati circa 50 milioni di euro di investimenti; area idrico ebitda a 161,7 milioni di euro (37,5% del totale). Effetto anno pieno sui risultati 2025 rispetto al 2024. Rafforzamento del controllo di Plures in Publiacqua (pari ora al 98%) a seguito della sentenza del Tribunale di Firenze del 10 marzo 2026 che, di fatto, respinge le richieste di Abf.
Area ambiente ebitda a 118,7 milioni di euro (27,5% del totale). Oltre 850 mila tonnellate di rifiuti raccolti, raccolta differenziata al 70,7%. Crescita della marginalità legata a ricavi e trasformazione dei servizi. Proseguita la taggatura dei contenitori per digitalizzare la raccolta e l’implementazione di nuovi modelli nei Comuni passati alla tariffa corrispettiva. Nel corso del 2025 è proseguito il processo di integrazione all’interno del Gruppo, con la centralizzazione delle funzioni corporate e l’avanzamento del progetto di trasformazione digitale. Parallelamente, è stato rifinanziato il debito della Multiutility e sono state raccolte nuove risorse finanziarie per un miliardo di euro, ottenendo sia il rating finanziario (S&P e Fitch) che quello Esg.

(Adnkronos) - Archiviata con successo la 57ma edizione Cosmoprof Worldwide Bologna ha dato appuntamento a marzo 2027, quando fra il 18 e il 21 verrà proposta una rassegna che gli organizzatori annunciano piena di nuove iniziative e soluzioni sempre più orientate a supportare l’evoluzione dell’industria cosmetica globale.
L'edizione 2026 - come detto - si è confermata ancora una volta appuntamento imprescindibile per l’industria cosmetica mondiale. Con oltre 255.000 operatori da più di 150 Paesi e 3.104 aziende da 68 Paesi, in rappresentanza di oltre 10.000 brand, la manifestazione ha registrato risultati estremamente positivi, evidenziando la solidità e la resilienza del settore beauty. Bologna si è affermata per quattro giorni come hub internazionale della bellezza, accogliendo una community globale altamente qualificata composta da buyer, distributori, retailer e operatori professionali. La qualità dei visitatori, unita alla forte presenza internazionale, ha confermato l’efficacia dei programmi di incoming e degli strumenti di matchmaking, che hanno favorito incontri mirati e concrete opportunità di business lungo tutta la filiera. I principali player del settore sono tornati a Cosmoprof per sviluppare nuove partnership, rafforzare relazioni consolidate e individuare le tendenze emergenti. Cosmoprof - segnala l'organizzazione - "continua a rappresentare una piattaforma di riferimento per il settore, favorendo connessioni, opportunità di business e sviluppo sui mercati globali, e contribuendo in modo concreto alla crescita e al rafforzamento dell’intera filiera cosmetica".
“Il settore beauty continua a dimostrare una straordinaria capacità di resilienza anche in un contesto geopolitico complesso e in continua evoluzione, confermando la propria solidità e dinamicità a livello globale,” dichiara Enrico Zannini, Direttore Generale di BolognaFiere Cosmoprof. “In questo scenario, Cosmoprof si afferma ancora una volta come osservatorio privilegiato delle trasformazioni del comparto: una manifestazione sempre più internazionale, capace di attrarre una presenza altamente qualificata e profilata di visitatori e di registrare una partecipazione significativa di operatori esteri provenienti da mercati strategici.
I risultati di questa edizione evidenziano come l’industria cosmetica sappia reagire con prontezza alle sfide, mantenendo elevati livelli di innovazione, competitività e capacità di networking. Si tratta di un trend che abbiamo già avuto modo di osservare durante il periodo del Covid e che oggi trova ulteriore conferma: anche nei momenti più complessi, il beauty si distingue per la sua tenuta e per la sua vocazione internazionale.”
Fondamentale anche per il 2026 il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che hanno contribuito all’arrivo di delegazioni di buyer altamente profilati dai principali mercati, rafforzando ulteriormente il posizionamento internazionale della manifestazione. Prosegue inoltre la collaborazione con Cosmetica Italia – Associazione nazionale imprese cosmetiche, che ha valorizzato l’eccellenza della filiera italiana in un contesto globale sempre più competitivo e dinamico.
Grande partecipazione anche per il ricco calendario di contenuti che ha animato i quattro giorni di manifestazione. Esperti internazionali, opinion leader, stampa e content creator provenienti da tutto il mondo hanno preso parte a un programma articolato di tavole rotonde, masterclass, sessioni formative e show, offrendo ai visitatori un’esperienza completa e immersiva nel mondo della bellezza.
Cosmoprof si è confermato non solo piattaforma di business, ma anche luogo privilegiato di confronto e aggiornamento, capace di anticipare le evoluzioni del mercato e di mettere in dialogo tutti gli attori della filiera. Innovazione, sostenibilità, intelligenza artificiale e nuove abitudini di consumo sono stati tra i principali temi emersi, delineando le direttrici di sviluppo future del settore.

(Adnkronos) - "Lo sport, anche quello non professionistico, prevede obbligatoriamente serietà, dedizione e il senso del rispetto nei confronti di tutti e del pubblico. Pensate alle dichiarazioni di Sinner, che da questo punto di vista è esemplare, esce dal campo e alla fine riconosce il valore dell'avversario e ringrazia i tifosi che stanno attorno al campo. Questo spirito va recuperato anche nel mondo calcistico". Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi a 'Non stop news' di Rtl 102.5.
"Non ci sono soltanto atleti, ma ci sono anche squadre. Pensiamo a rugby, pensiamo adesso anche al baseball, pensiamo al basket femminile. Allora, questo spirito eccellente dell'Italia che vince nel mondo e si distingue anche per i comportamenti mi auguro che possa essere un riferimento anche per il calcio", ha proseguito Abodi che in merito alle parole del presidente della Figc Gabriele Gravina sugli altri sport, ha aggiunto: "lo scivolone sugli altri atleti, gli altri sport, io mi auguro che sia stato soltanto il frutto di una mancanza di lucidità, che in certe circostanze è umano che si determini. Il rispetto che va portato agli atleti di tutte le discipline non possiamo rappresentarlo soltanto durante le Olimpiadi, quando poi arrivano i risultati".
Una partenza parziale ma significativa, quella del turismo in
Sardegna per il ponte delle festività pasquali 2026. Ad oggi, circa
il 10% delle strutture ricettive dell'isola ha deciso di anticipare
l'apertura, portando il totale degli hotel aperti compresi quelli
annuali a circa il 30% con punte più alte nelle città. A confermare
il trend positivo è il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo
Manca. "Rispetto agli anni passati notiamo una voglia crescente di
Sardegna già dai primi mesi primaverili, tuttavia, l'apertura
generalizzata è frenata da due variabili storiche: l'incertezza
meteo, che condiziona pesantemente le prenotazioni 'last second', e
un sistema di trasporti che non sempre garantisce frequenze e
prezzi competitivi per il mercato nazionale ed europeo in questa
fase di pre-stagione", ha dichiarato Manca all'ANSA, aggiungendo
che "il vero banco di prova resta legato alla continuità
territoriale e ai costi dei collegamenti".
(Adnkronos) - La parola d'ordine, in Figc, è cambiamento. L'opinione pubblica e le istituzioni (con il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi in testa) chiedono le dimissioni del presidente della Federazione Gabriele Gravina, dopo il terzo Mondiale consecutivo fallito dalla Nazionale. A prescindere dal consenso delle componenti federali - che Gravina potrebbe aver conservato, dopo l'elezione del 2025 con il 98,7% dei consensi - le dimissioni sembrano inevitabili. Con la richiesta di cambiamento sempre all'orizzonte. Ma chi può essere il suo successore in Figc per far ripartire il movimento?
Per la successione di Gravina, oggi in pole position c'è Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, fresco del grande successo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Il suo nome è al momento il più forte tra i possibili candidati, anche perché Malagò gode dell'appoggio della Serie A. Ieri, non a caso, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva fatto il suo endorsement: "Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi. Ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale. Uno come lui, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, è dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china".
In corsa si sono anche Giancarlo Abete, numero uno della Figc dal 2007 al 2014 (e già potenziale candidato alla presidenza della Federazione dopo il fallimento a Euro 2024, con eliminazione agli ottavi contro la Svizzera). Sullo sfondo anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, candidatura preferita dal mondo dei calciatori. Tra gli altri nomi anche quello di Michele Uva, nominato oggi Executive Director of Euro 2032 Italia.
Il lavoro c'è, ma mancano gli artigiani specializzati. A lanciare
un grido d'allarme è la Confartigianato Imprese Gallura che, dati
alla mano, dimostra come la difficoltà di reperimento del personale
stia diventando un problema strutturale per le imprese. Nel 2025
gli artigiani sardi hanno programmato l'assunzione di 15.290
addetti ma ne hanno trovati solo 6.840, con una difficoltà di
reperimento che è arrivata al 55,3%, nel 2024 era al 53,7%,
equivalente a 8.450 unità.
(Adnkronos) - "Sarà una Pasqua più breve - a causa della guerra c'è chi viaggerà di meno - ma non per questo più leggera a tavola. Anzi, il rischio è l'opposto: concentrare in pochi giorni pranzi ricchi e abbondanti, con possibili effetti sulla bilancia". A spiegarlo è Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in scienza dell'alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute. Contattato dall'Adnkronos Salute, l'esperto invita a non esagerare durante le festività pasquali, distribuendo meglio le calorie tra Pasqua e Pasquetta. Secondo Calabrese, tra antipasti di salumi e formaggi, aperitivi, torte rustiche, primi elaborati, carne, fritti e dolci tradizionali come colomba e uova di cioccolato, "si possono accumulare fino a 2 chili in soli 2 giorni". Oggi "si tende a mangiare più per convivialità, come un 'compenso', che per necessità - osserva lo specialista - Per questo è importante non concentrare tutto in un unico pasto. Meglio puntare su uno spuntino leggero e pasti equilibrati per evitare eccessi. La colazione tradizionale? Meglio spostarla al pranzo", mentre "i dolci preferibilmente a merenda".
Per limitare i danni "la giornata dovrebbe iniziare con una colazione leggera", consiglia Calabrese che spiega come affrontare le festività pasquali a tavola, anche con indicazioni pratiche: "Caffè, 2 fette biscottate con un velo di marmellata oppure frutta fresca o spremuta. A pranzo sì agli antipasti, ma meglio se a base di verdure grigliate, evitando salumi e formaggi. Consentito anche un primo come la lasagna, purché in porzioni moderate. Il secondo di carne, come agnello o abbacchio, andrebbe preferibilmente consumato a cena e non fritto. Se accompagnato da patate, meglio evitare il pane". Dopo un pranzo abbondante, "la cena dovrebbe essere più leggera: un'insalata ricca, una fetta di pane integrale e una macedonia senza zuccheri aggiunti, ma con succo di limone. Concesso un brindisi con un bicchiere di vino o bollicine, mentre i dolci andrebbero consumati lontano dai pasti, ad esempio a merenda: una piccola porzione di colomba o un pezzetto di cioccolato fondente".
Anche a Pasquetta "serve moderazione. Se si resta a casa, attenzione agli avanzi del giorno prima, da consumare senza eccessi - raccomanda il nutrizionista - Per chi sceglie la tradizionale gita fuori porta, meglio puntare su grigliate semplici di carne o pesce con verdure, limitando il pane e concedendosi al massimo un bicchiere di vino". La sera, di nuovo leggerezza: "Insalata e una piccola porzione di dolce". Dunque "rispettare la tradizione, ma senza esagerare, evitando di concentrare tutto in un solo pasto". I cibi pasquali "sono spesso ricchi di grassi e calorie - conclude Calabrese - ma con un po' di equilibrio è possibile godersi le feste senza compromettere la salute e il peso".

(Adnkronos) - Cresce l’allarme internazionale per Narges Mohammadi, la Premio Nobel per la Pace che sarebbe in gravi condizioni nella prigione di Zanjan, in Iran, per quello che potrebbe essere stato un attacco cardiaco. Secondo quanto riferito dai suoi rappresentanti, l’attivista sarebbe stata trovata priva di sensi nella sua cella, senza però ricevere cure adeguate.
A rendere la situazione ancora più critica è il presunto rifiuto delle autorità iraniane di autorizzare il trasferimento in ospedale. "Molto preoccupato" il marito, Taghi Rahmani che da Parigi, dove vive in esilio dal 2012, ha denunciato all'Adnkronos la mancata assistenza medica e chiesto con urgenza il rilascio della moglie. Esprimendo la sua "ferma condanna" per il fatto che Teheran non abbia rilasciato i detenuti politici dall'inizioguerra che Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran, e quindi nemmeno Narges, Rahmani afferma che "devono essere liberati in modo che possano salvarsi".
L'attivista iraniano, definito "il giornalista più spesso incarcerato" da Reporters sans frontieres, afferma che "quello che sta facendo il regime iraniano è un'azione criminale, non liberando i prigionieri politici in modo che possano mettersi in salvo". Dall'inizio del conflitto diversi media occidentali, tra cui il Wall Street Journal, hanno scritto che nei raid sono stati danneggiati vari centri di detenzione in Iran, dove ci sono oppositori politici del regime, qual è Narges Mohammadi. Secondo alcune fonti gli iraniani starebbero anche usando i prigionieri come "scudi umani".
Rahmani ha infine lanciato un appello per "chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici" in Iran, sottolineando che "esiste un regolamento che impone agli stati di liberare i prigionieri non pericolosi nelle situazioni di conflitto armato, ma il regime non lo sta facendo". Nell'esprimere la sua condanna, Rahmani ritiene che il mancato rilascio dei detenuti politici da parte di Teheran sia "un'azione criminale".
La situazione di Narges Mohammadi è particolarmente delicata anche per precedenti problemi cardiaci. Dopo essere stata arrestata nuovamente nel dicembre scorso per le sue critiche al regime, era stata trasferita a febbraio dal famigerato carcere di Evin alla struttura di Zanjan, nel nord dell'Iran.
Solo a fine 2024 era stata temporaneamente rilasciata proprio per motivi di salute, rendendo ancora più preoccupante l’attuale quadro clinico.
La Coalizione per la Libertà di Narges esprime "profonda preoccupazione per lo stato di salute di Narges Mohammadi e per la sua privazione di cure mediche indipendenti", rendendo noto che domenica "dopo settimane di continui tentativi e nonostante le difficoltà dovute alla guerra e all’interruzione quasi totale dei mezzi di comunicazione, il team legale di Narges Mohammadi, insieme a un membro della sua famiglia, è riuscito a incontrarla" in prigione, riferendosi di uno stato di salute generale "critico".
"Poco prima dell’incontro, era stata trasferita nell’infermeria a causa di forti dolori al petto; si è poi presentata nella sala colloqui accompagnata da un’infermiera, apparendo estremamente debole, pallida e con una notevole perdita di peso", riferisce ancora la coalizione in un comunicato. "Chiediamo alle autorità della Repubblica Islamica di prendere seriamente questo avvertimento e di consentirle un accesso immediato a cure mediche specialistiche e vitali attraverso la concessione di un permesso medico", continua il comunicato che conclude chiedendo "l'immediata e incondizionata liberazione di Narges Mohammadi e di tutti i difensori dei diritti umani, scrittori e giornalisti detenuti. In queste particolari condizioni di guerra, la loro sicurezza può essere garantita solo allontanandoli dai luoghi di detenzione ad alto rischio. La liberazione temporanea dei prigionieri in tali circostanze è prevista dalla legge".

(Adnkronos) - Il nuovo clima di incertezza modifica le scelte, soprattutto delle aziende. Il sistema produttivo paga sfide molto impegnative per la concorrenza asiatica sempre più aggressiva, per il costo dell’energia ma anche per la digitalizzazione, per l’AI e la robotica sempre più evoluta con riflessi sulla dimensione sociale. Effetti che si stanno già manifestando con perdita di posti di lavoro ma anche messa in discussione di figure professionali. In questo scenario sempre più impegnativo un ruolo importante potrebbe trovarsi a giocare il sistema finanziario per supportare le aziende per investimenti che accrescano la loro capacità di avere futuro. In questa ottica un ruolo fondamentale è quello del dialogo trasparente con dati di qualità che facciano capire all’azienda il suo reale posizionamento ma anche alla finanza quanta potenzialità abbia l’azienda che chiede o sui cui conviene investire.
Il tavolo di coordinamento per la finanza sostenibile del Mef con il proprio documento di dialogo tra imprese e banche gioca un ruolo chiave e ha sviluppato un modello che verrà proposto nel Portale imprese dell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins, il partenariato pubblico-privato con 17 Università, soprattutto dedicato alle micro, piccole e medie imprese che sono l’architrave del sistema Italia, rappresentando più del 99% delle imprese italiane.
“Il Portale imprese - dichiara la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Grins - ha la missione di offrire a banche e imprese uno strumento di dialogo trasparente, finalizzato ad accrescere la conoscenza delle tre dimensioni della sostenibilità e a favorire decisioni di investimento più consapevoli e produttive, con benefici per tutte le parti coinvolte e per il sistema Paese”. Il Portale imprese è una piattaforma inserita nell’ecosistema Amelia a cui le imprese potranno accedere, attraverso la compilazione di un questionario ottenere uno scoring di posizionamento, che può essere una prima bussola per indicare i passi giusti da farsi per migliorarsi e avere maggiore possibilità di accrescere l’interesse sia del sistema finanziario sia per accrescere la loro consapevolezza dei rischi di eventi inaspettati ma possibili come quelli legati al clima.
“In questi anni di attenzione a queste tematiche - spiega - abbiamo riscontrato che tutte le aziende italiane hanno comunque già valutazioni (score massivi) da parte di grandi società anche straniere. Le pmi non ne sono a conoscenza nella stragrande maggioranza e ne risulta un quadro negativo, con risvolti anche per il Paese di essere attrattivo per gli investimenti esteri. Faccio un esempio concreto: l’Italia è caratterizzata da un quadro di rischio idrogeologico elevato e facilmente le aziende sono esposte in aree critiche. L’informazione massiva indica il pericolo sulla base del posizionamento geografico ma non risulta se l’azienda ha adottato azioni di mitigazione e difesa, che possono essere canalizzazione dei flussi d’acqua, vasche di compensazione o quant’altro. Ebbene se non lo comunica emerge che è troppo esposta, quindi a rischio alto e non conviene investire su di essa. Non solo per il rischio del danno ma anche per il rischio del fermo produttivo che può protrarsi a lungo”.
Inserito nell’ecosistema Amelia della Fondazione Grins e ospitato presso il tecnopolo Cineca, il Portale imprese garantisce che il trattamento dei dati e delle informazioni avvenga su infrastrutture nazionali, con elevati standard di sicurezza e in conformità alla disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali e tutela della riservatezza.

(Adnkronos) - Rendere la medicina personalizzata sempre più concreta, equa e accessibile ai cittadini è l'obiettivo dell'incontro con la stampa che si svolgerà il 15 aprile alle 9 nella Sala Caduti di Nassirya, al Senato della Repubblica, dal titolo 'Una roadmap verso l'implementazione della farmacogenetica nel sistema sanitario nazionale'. L'evento, su iniziativa della senatrice Daniela Ternullo, è organizzato con la collaborazione congiunta di Sigu-Società italiana di genetica umana e Sif-Società italiana di farmacologia.
La farmacogenetica - spiega una nota - rappresenta una delle applicazioni più concrete della medicina personalizzata: consente di modulare la terapia sulla base del profilo genetico del paziente, migliorando efficacia e sicurezza dei trattamenti e contribuendo alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Nonostante le solide evidenze scientifiche e le raccomandazioni internazionali, l'implementazione della farmacogenetica nel Ssn risulta ancora disomogenea e frammentata. Differenze organizzative, carenze formative e l'assenza di percorsi condivisi limitano oggi una diffusione strutturata e uniforme sul territorio nazionale.
L'iniziativa ha portato alla mappatura nazionale dei laboratori che offrono servizi di farmacogenetica germinale clinica, con il coinvolgimento di 50 centri su tutto il territorio italiano. I risultati hanno evidenziato un elevato livello di competenza e interesse da parte degli operatori, ma anche la necessità di maggiore coordinamento, armonizzazione e supporto infrastrutturale e regolatorio. Nel corso dell'incontro saranno presentare i risultati di questa attività e sarà avviato un confronto istituzionale volto a favorire un'implementazione strutturata, coordinata e sostenibile della farmacogenetica nella pratica clinica italiana, rafforzando il dialogo tra istituzioni, società scientifiche e stakeholder del sistema salute.

(Adnkronos) - La medicina di urgenza richiede decisioni rapide e precise, spesso determinanti per l'esito clinico dei pazienti. Studi osservazionali condotti in reparti di emergenza mostrano che l'imaging diagnostico viene utilizzato in una quota significativa degli interventi di pronto soccorso: circa il 69% nei turni notturni e il 60% in quelli diurni, a conferma del ruolo strategico del radiologo nelle scelte terapeutiche e nella gestione complessiva del paziente. Per questo motivo la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) ha deciso di dedicare il primo convegno nazionale del progetto formativo rivolto ai giovani radiologi alla medicina di urgenza. L'evento, dal titolo 'Urgenze non traumatiche dalla teoria alla pratica clinica', si è tenuto a Catania e rappresenta il primo passo di un percorso strutturato per specializzandi e neospecialisti under 40, pensato per ridurre il divario tra formazione universitaria e pratica clinica quotidiana. L'iniziativa offre ai giovani radiologi strumenti concreti per affrontare le urgenze e per sviluppare competenze operative e decisionali che vanno ben oltre la teoria.
"L'urgenza è uno dei contesti in cui il ruolo del radiologo diventa davvero centrale - spiega Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova - Servono conoscenze solide, capacità di analisi immediata e decisioni rapide, perché la diagnosi guida la gestione clinica e determina le scelte terapeutiche più adeguate. Per questo è fondamentale investire nella preparazione dei giovani radiologi e accompagnarli nel passaggio dalla formazione universitaria alla pratica quotidiana, fornendo strumenti utili per affrontare con sicurezza le situazioni più complesse. Il corso si è concentrato sulle urgenze non traumatiche, ambito in cui il radiologo deve prendere decisioni autonome e rapide".
"La scelta dell'indagine più appropriata, l'interpretazione tempestiva dei risultati e la comunicazione chiara con il team clinico influenzano direttamente l'iter del paziente, dall'eventuale accesso alla sala operatoria fino alla definizione del percorso terapeutico completo - afferma Luca Brunese, presidente eletto Sirm - L'efficacia dell’imaging in queste situazioni conferma il ruolo centrale del radiologo nel processo decisionale. Preparare i giovani radiologi fin dalle prime fasi del loro percorso professionale rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario nazionale. Un professionista preparato è in grado di scegliere l'indagine più appropriata, evitare esami inutili e contribuire a una gestione più efficiente delle risorse, riducendo i costi per il Ssn e migliorando contemporaneamente la qualità dell’assistenza. In una parola, siamo fortemente impegnati per garantire la sostenibilità del nostro Ssn che rimane uno dei migliori al mondo. La radiologia oggi non è solo supporto diagnostico, ma elemento chiave dei processi decisionali in emergenza".
"Il progetto formativo, iniziato a Catania con una faculty di altissimo livello - riprende Gandolfo - prevede ora ulteriori corsi dedicati ad altri aspetti della pratica radiologica quotidiana, con un approccio mirato alla concreta applicazione delle conoscenze. Ogni incontro favorisce lo scambio diretto tra esperti e giovani radiologi, basandosi su casi reali e sull’esperienza clinica. L'obiettivo è consolidare le competenze fondamentali che ogni radiologo deve possedere, indipendentemente dall'area di specializzazione, e rafforzare la capacità decisionale in contesti complessi. Come Sirm continuiamo a investire con decisione nelle nuove generazioni, che costituiscono una parte significativa della nostra società scientifica. Negli ultimi anni abbiamo ampliato le attività dedicate ai giovani, dai percorsi formativi agli incontri di confronto clinico, fino alle sessioni interamente dedicate agli under 40 nel congresso nazionale. Sostenere le nuove generazioni significa costruire basi solide per il futuro della radiologia, garantire un sistema sanitario più efficiente e rispondere con competenza alle sfide della medicina contemporanea".

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(Adnkronos) - Una molotov è stata fatta esplodere, intorno alle 2, davanti a un palazzo in via Alfredo Baccarini, nel quartiere San Giovanni. Sul posto, i carabinieri della compagnia Piazza Dante e della VII sezione rilievi di via In Selci.
Le indagini sono in corso, ma secondo i primi accertamenti, sembrerebbe che nello stabile viva un 26enne italiano detenuto ai domiciliari. In frantumi le finestre al piano terra, mentre non si registrano feriti. A poca distanza, è stata trovata un'altra bottiglia inesplosa con il petardo attaccato con il nastro adesivo e la benzina all'interno. Presenti anche gli artificieri.
"Cabras riabbraccia la sua storia.
(Adnkronos) - "I rischi per le prospettive di inflazione sono orientati al rialzo, soprattutto nel breve termine. Il protrarsi della guerra in Medio Oriente potrebbe comportare un rincaro dei beni energetici più accentuato e duraturo di quanto atteso attualmente, spingendo a un ulteriore rialzo l’inflazione dell’area dell’euro". Lo scrive la Bce nel suo bollettino.
"Tale aumento potrebbe risultare più marcato e persistente se le aspettative di inflazione e la crescita salariale aumentassero di riflesso, se l’incremento dei prezzi dei beni energetici dovesse trasmettersi all’inflazione al netto della componente energetica in misura maggiore di quanto ipotizzato nello scenario di base, oppure se il conflitto provocasse turbative più generalizzate delle catene di approvvigionamento mondiali. Le attuali tensioni commerciali - indicano da Francoforte - potrebbero inoltre determinare una maggiore frammentazione delle catene di approvvigionamento mondiali, limitare l’offerta delle materie prime critiche e inasprire i vincoli di capacità produttiva nell’economia dell’area dell’euro. Per contro, l’inflazione potrebbe risultare inferiore se le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata oppure se gli effetti indiretti e di secondo impatto si dimostrassero meno pronunciati rispetto alle attese correnti. Inoltre, l’inflazione potrebbe essere inferiore se, per effetto dei dazi, la domanda di esportazioni dell’area dell’euro si riducesse più di quanto atteso e se i paesi con eccesso di capacità produttiva aumentassero ulteriormente le loro esportazioni verso l’area. Mercati finanziari più volatili con scarsa propensione al rischio potrebbero gravare sulla domanda e ridurre quindi anche l’inflazione", scrive ancora la Bce.
Quanto al Pil, "i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso, soprattutto nel breve termine - scrive la Bce - La guerra in Medio Oriente rappresenta un rischio al ribasso per l’economia dell’area dell’euro, inasprendo un contesto politico mondiale già mutevole. Il protrarsi del conflitto potrebbe far aumentare ulteriormente i prezzi dei beni energetici per un periodo più lungo rispetto alle attese correnti, oltre che pesare sul clima di fiducia".
"Tali fattori - spiegano da Francoforte - eroderebbero i redditi e accentuerebbero la riluttanza delle imprese e delle famiglie nei confronti di investimenti e consumi. Un deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali potrebbe frenare ulteriormente la domanda. Ulteriori tensioni nel commercio internazionale potrebbero causare l’interruzione delle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti. Altre tensioni geopolitiche, in particolare la guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina, rimangono fra le principali fonti di incertezza. Per contro - si legge ancora nel documento - la crescita potrebbe risultare superiore se le ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente si rivelassero di più breve durata rispetto alle attese correnti. Inoltre, la spesa programmata per difesa e infrastrutture, le riforme volte a migliorare la produttività e l’adozione di nuove tecnologie da parte delle imprese dell’area dell’euro potrebbero determinare una crescita superiore alle previsioni. Nuovi accordi commerciali e una maggiore integrazione del mercato unico potrebbero inoltre stimolare la crescita oltre le attuali aspettative".

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(Adnkronos) - Il maltempo continua a flagellare il versante est dell'Italia con forti piogge e nevicate che si stanno abbattendo da ore su Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. Nella mattinata di oggi, giovedì 2 aprile, un improvviso cedimento ha travolto il ponte sul fiume Trigno lungo la Statale 16 Adriatica, interrompendo completamente il traffico tra Abruzzo e Molise.
La struttura, da mesi in ristrutturazione e già regolata da un semaforo per il senso unico alternato, è crollata in un tratto già debilitato dalle piogge. Sul posto vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine stanno mettendo in sicurezza l’area e valutando l’estensione del cedimento. Fortunatamente non si registrano feriti, ma la viabilità alternativa è sotto pressione e i disagi per automobilisti e trasporti sono destinati a peggiorare nelle prossime ore. Il crollo arriva a poche ore da una chiusura preventiva del tratto a causa degli allagamenti: ora il ponte, simbolo di un collegamento strategico lungo la costa adriatica, diventa terreno di emergenza e accertamenti. Le squadre stanno monitorando il fiume e il terreno circostante, mentre le autorità valutano interventi urgenti per ripristinare almeno parzialmente il collegamento tra le due sponde.
Intanto resta sospesa anche la circolazione ferroviaria sull'Adriatica tra Fossacesia e Porto di Vasto per l’esondazione del fiume Osento. "I treni diretti verso la Puglia - spiega Rfi - sono limitati e concentrati nelle stazioni di Pescara e Ancona, dove è attiva l’assistenza ai viaggiatori e sono in corso di attivazione servizi sostitutivi con autobus. I tecnici di Rfi sono impegnati sul posto per monitorare la situazione e avviare le operazioni di ripristino non appena le condizioni meteo lo consentiranno. Assistenza potenziata da parte di Trenitalia a bordo dei treni e nelle stazioni. I viaggiatori saranno informati sull’evoluzione della situazione".
In Basilicata dopo le piogge intense degli ultimi giorni frane e smottamenti si sono verificati in più punti della città di Rapolla, in provincia di Potenza. Tre famiglie sono state sgomberate temporaneamente in via Melfi per il cedimento di un muro di contenimento, vicino ad una palazzina, per consentire le operazioni di messa in sicurezza da parte dei vigili del fuoco. Il sindaco Biagio Cristofaro ha attivato il centro operativo comunale per coordinare le situazioni di necessità dei cittadini e la messa in sicurezza della viabilità. In molti Comuni della Basilicata i sindaci hanno convocato i Coc, particolarmente nell'area jonica in provincia di Matera, perché sono monitorati i fiumi, ingrossati dalle piogge. In particolar modo c'è attenzione al fiume Agri, dopo l'apertura della traversa di Gannano per l'alleggerimento della diga, e al Basento, già esondato in più punti con l'allagamento dei terreni agricoli circostanti.
Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha inviato alla Regione Puglia e al Consiglio dei ministri la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale per le conseguenze del maltempo. Attualmente 15 strade sono chiuse o parzialmente inagibili perché ponti, attraversamenti e tratti stradali hanno ceduto o sono allagati in tutto il territorio. "Questo è un atto di rivendicazione - ha dichiarato Nobiletti - per la fotografia concreta di quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio e di quello che si ripete ogni volta che arriva una allerta seria. I danni sono ingenti". La provincia di Foggia ha la rete viaria più estesa di tutta la Puglia ma "le risorse che arrivano dal governo centrale sono del tutto inadeguate rispetto a questa responsabilità - ha sottolineato Nobiletti -. I nostri tecnici e le nostre squadre fanno il possibile ogni giorno. Ma la sicurezza strutturale richiede investimenti certi, programmati, continuativi". Quindi l'appello a tutte le istituzioni e a tutte le forze politiche: "Questo territorio ha bisogno di investimenti strutturali certi, adesso. Prima del prossimo nubifragio. Prima della prossima emergenza".
Intanto tornano a salire i livelli di criticità dei fiumi della provincia di Foggia. La Protezione civile regionale segnala un livello di criticità di colore rosso ("possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d'acqua") nella zona del fiume Fortore all'altezza del ponte sulla strada statale 16, in territorio di Lesina, in prossimità della costa. Il superamento della soglia critica è di 4,5 metri. Criticità arancione ("possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d'acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d'alveo e salto di meandri") sul torrente Saccione (ponte statale 16 ter di Chieuti 4.5 metri e ponte sulla stessa statale a Serracapriola 4.5 metri) e sul fiume Fortore su tre ponti della strada provinciale 5 nei territori di Carlantino 3 metri, Casalnuovo Monterotaro 3 metri e Castelnuovo della Daunia 3 metri. Sempre arancione il livello di criticità idraulica sul fiume Carapelle all'altezza di tre ponti della statale 161 (rispettivamente nei territori di Carapelle, Manfredonia e Zapponeta). Criticità gialla ("possibili piene improvvise nell'idrografia secondaria") sul fiume Ofanto nella Bat, sui torrenti Carapelle e Vulgano nel foggiano.
Una ventina gli interventi effettuati dai vigili del fuoco della centrale e del distaccamento di San Benedetto del Tronto a causa delle incessanti piogge e delle folate di vento che da ore imperversano sul territorio. Di particolare rilevanza le frane di Acquasanta Terme, una delle quali ha isolato la frazione di Pozza. Una squadra è sul posto per garantire la sicurezza degli abitanti in attesa che i mezzi movimento terra della provincia liberino la sede stradale. A Trisungo di Arquata del Tronto i pompieri stanno lavorando con una motopompa idrovora per rendere di nuovo transitabile un sottopasso allagato che aveva bloccato la circolazione sia verso Roma che verso Ascoli. Attualmente benché siano ancora presenti alcuni centimetri d’acqua che continua a scendere da monte, la circolazione è stata ripristinata. Si sono verificato altri piccoli smottamenti nella provincia, alberi sulla sede stradale e prosciugamenti oltre che nel capoluogo e nella città rivierasca, anche a Comunanza, Force e Cupra Marittima.
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