
TERRALBA – Un grave episodio si è consumato domenica scorsa a Terralba, in via Boccaccio, dove un uomo di 39 anni ha innescato volontariamente una potente esplosione all'interno della propria villetta a schiera, distruggendo completamente l'appartamento e danneggiando la recinzione di una casa vicina. L'uomo è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri per il reato di strage.
La Dinamica
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Stazione di Terralba e della Compagnia di Oristano, il 39enne ha aperto due bombole di gas presenti all'interno dell'appartamento (non collegate all'impianto domestico), saturando gli ambienti. Successivamente, ha innescato l'esplosione con un accendino, provocando un rogo e mettendo in pericolo sé stesso e l'incolumità pubblica.
I Soccorsi e i Danni
A seguito del fragoroso scoppio, sono intervenuti immediatamente i Carabinieri, i Vigili del Fuoco di Oristano (che hanno spento l'incendio e dichiarato inagibile l'immobile per i gravi danni strutturali) e il personale sanitario del 118. Fortunatamente, l'esplosione non ha coinvolto altre persone, sebbene si siano registrate pericolosissime proiezioni di materiale nella pubblica via.
Le Condizioni del Responsabile
Il 39enne, sopravvissuto all'esplosione ma con gravi ustioni, è stato trasportato con l'eliambulanza al centro ustionati dell'Ospedale Civile di Sassari, dove è attualmente ricoverato. Nonostante le sue condizioni, è stato dichiarato in stato di arresto per strage.
Le Indagini
Sono ancora in corso gli accertamenti per approfondire le cause che hanno portato al gravissimo gesto. Il provvedimento eseguito è una misura pre-cautelare attuata d'iniziativa della Polizia Giudiziaria in sede di indagini preliminari. Il destinatario del provvedimento è una persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.
Ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.

(Adnkronos) - "E' morto Carlo III". L'annuncio è stato dato per errore da una radio britannica, che si è scusata oggi "per il disagio causato". Radio Caroline aveva dato notizia ieri della scomparsa del sovrano a causa di un problema informatico presso il suo studio principale a Maldon, nell'Essex orientale, ha riferito la stessa emittente in un post sui social media, spiegando che per sbaglio è stata innescata la procedura per la morte di un monarca "che tutte le stazioni del Regno Unito tengono pronta, pur sperando di non doverla mai utilizzare". "Radio Caroline è poi rimasta in silenzio come richiesto, prima di ripristinare la programmazione e chiedere scusa in onda", ha scritto il direttore Peter Moore, che si è "scusato con Sua Maestà il Re e con i nostri ascoltatori per qualsiasi disagio causato".
L'incidente è avvenuto mentre Carlo e la Regina Camilla si trovavano nell'Irlanda del Nord, dove hanno partecipato a un'esibizione con un gruppo folk irlandese. Il post non ha specificato quanto tempo sia passato prima che l'errore venisse scoperto, ma l'agenzia di stampa Press Association ha riferito che oggi pomeriggio la riproduzione della trasmissione di martedì tra le 13.58 e le 17.00 non era disponibile sul sito web della stazione.
Fondata nel 1964 per sfidare il monopolio delle trasmissioni della Bbc, Radio Caroline operava in precedenza come radio pirata da navi al largo della costa inglese.

(Adnkronos) - Semifinale di ritorno nei playoff di Serie B. Oggi, mercoledì 20 maggio, il Palermo ospita il Catanzaro - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto degli spareggi per la promozione in Serie A. Allo stadio Barbera si riparte con i calabresi in netto vantaggio nel doppio confronto, visto che all'andata i giallorossi si sono imposti per 3-0 sulla squadra di Inzaghi. La vincente troverà in finale il Monza, che ha superato la Juve Stabia nella prima semifinale.
L'andata della finale dei playoff è in programma domenica 24 maggio, mentre il ritorno venerdì 29.

(Adnkronos) - Semifinale di ritorno nei playoff di Serie B. Oggi, mercoledì 20 maggio, il Palermo ospita il Catanzaro - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto degli spareggi per la promozione in Serie A. Allo stadio Barbera si riparte con i calabresi in netto vantaggio nel doppio confronto, visto che all'andata i giallorossi si sono imposti per 3-0 sulla squadra di Inzaghi. La vincente troverà in finale il Monza, che ha superato la Juve Stabia nella prima semifinale.
L'andata della finale dei playoff è in programma domenica 24 maggio, mentre il ritorno venerdì 29.

(Adnkronos) - Jannik Sinner ha un'arma segreta per prevenire i crampi: il succo di cetriolini. Il tennista azzurro, fresco vincitore degli Internazionali d'Italia 2026, è stato visto spesso bere un succo speciale a bordo campo, soprattutto nelle partite più fisiche e dispendiose. È successo anche durante la semifinale del Masters 1000 di Roma contro Daniil Medvedev, quando Sinner ha accusato problemi fisici prima della sospensione per pioggia.
"Quando le partite diventano più o impegnative, lui sa benissimo che in certi momenti di fatica o difficoltà ci sono alcuni prodotti che lo posso aiutare", ha rivelato Paolo Calabresi, direttore marketing della Enervit, azienda che fornisce proprio questi prodotti a Sinner, a 'Un giorno da pecora' su Rai Radio 1, "lui ha tutta una strategia energetica e di idratazione, e c'è anche questo succo di cetrioli".
"Si tratta del liquido in cui sono annegati i cetrioli. Questo prodotto qui, che alla sua base ha acqua, sale e ci abbiamo aggiunto anche il magnesio, proprio perché ha un sapore forte molto acido e salato, crea un blackout neuronale. Così dalla bocca arriva al cervello questo sapore, che riesce a bloccare l'altro meccanismo neuronale dei crampi, visto che il cervello non ne processa due", ha continuato Calabresi, "basta tenere questo liquido nella bocca e così i crampi vengono interrotti. Lui aveva un affaticamento muscolare, quindi ha preso questo succo ma ha dovuto sputarlo, c'è stata un'interpretazione sbagliata dei giornali", ha detto riferendosi alle scene, viste nel secondo set contro Medvedev, dopo sembrava che Sinner stesse vomitando.
"Quello di Roma lo abbiamo preparato noi. Lo seguiamo per tutta la parte energetica, quindi gli abbiamo creato questo prodotto ad hoc e lui lo utilizza soltanto all'occorrenza", ha concluso Calabresi.

(Adnkronos) - Francesco Totti papà orgoglioso. L'ex capitano della Roma, in occasione di un evento di padel, ha commentato per la prima pubblicamente la partecipazione - e la successiva vittoria - della figlia Chanel Totti a Pechino Express, in coppia con Filippo Laurino.
"Ho capito l'importanza di questo percorso che ha fatto e devo essere sincero: mi ha sorpreso", ha esordito così Totti parlando della secondogenita, nata nel 2007 dal matrimonio con Ilary Blasi.
"È stata più forte di quanto io credessi", ha detto l'ex calciatore, spiegando che la vera vittoria è stata la reazione del pubblico: "Sono felice per la vittoria che ha avuto per la gente. La risonanza è stata tanta, positiva. E questa per me, come per lei, è stata la cosa più importante", ha spiegato Totti, facendo riferimento anche alle critiche che la giovane aveva ricevuto negli ultimi anni, soprattutto durante la separazione dei suoi genitori.
"Il modo suo è questo: è simpatica. Ha dimostrato a tante persone quello che è veramente: è stata semplicemente Chanel. È stata brava", ha concluso l'ex calciatore con orgoglio.

(Adnkronos) - Jannik Sinner è tutt'altro che imbattibile, anzi è noioso. Parola di Massimo Cacciari. Il filosofo è intervenuto su 'Un giorno da pecora' per parlare di tennis, a pochi giorni dal trionfo del tennista azzurro agli Internazionali d'Italia, un trionfo celebrato da tutto il Paese tranne che, a quanto pare, da lui. "Sinner imbattibile? Beh imbattibile perché non gioca con i Federer, i Nadal e i Djokovic. È una competizione un po' diversa da quella di dieci, quindici anni fa", ha detto su Rai Radio 1.
"I suoi avversari non sono schiappe, ma il livello medio non è certo quello di dieci, quindici anni fa", ha continuato Cacciari, "se vincerebbe o perderebbe contro Federer e Nadal al massimo del loro livello? Secondo me perderebbe. Perderebbe perché erano più completi, per il gioco a rete, smash, eccetera".
"Erano certamente più bravi, cioè avevano più classe, dai", ha spiegato Cacciari, "credo che Sinner, che è una persona certamente di grande intelligenza e vince soprattutto perché ha diecimila volte più testa dei suoi avversari, sarebbe il primo a essere d'accordo con quello che dico".
Poi un giudizio caustico sulla finale di Roma, vinta proprio da Sinner contro il norvegese Casper Ruud: "L'ho vista. Noiosissima. Bravissimo Sinner, concentratissimo. Sinner è veramente il più grande di tutti i tempi, io ritengo, per quanto riguarda la testa, la capacità di concentrazione", ha detto Cacciari, "cioè è un grandissimo campione. Però non è Federer, dai, non è Nadal, dai. Insomma, dai".

(Adnkronos) - Scoprire cosa significa vivere con la neurofibromatosi, quali percorsi seguire, come orientarsi nella complessità di una malattia che richiede visite, controlli e la cura di tanti specialisti. E' l'obiettivo di 'La Nf minuto per minuto', il primo progetto di animazione realizzato in Italia dedicato alle neurofibromatosi (Nf). Un racconto per informare e dare forza alle famiglie che vivono ogni giorno con queste patologie rare, realizzato da Linfa - Lottiamo insieme contro le neurofibromatosi Aps, con il contributo non condizionante di Alexion, AstraZeneca Rare Disease. A fare da cicerone in questo viaggio è Vincent, piccolo leopardo curioso e gentile, mascotte dell'associazione, che guiderà il pubblico alla scoperta della Nf attraverso una serie di 10 episodi brevi e accessibili a tutti. Ogni episodio affronta un tema specifico del percorso di cura - dalle visite di controllo all’orientamento tra gli specialisti - con l'obiettivo di informare in modo semplice, rispettando la complessità della malattia e i bisogni reali di chi la vive.
"Il progetto - spiega Andrea Errico, presidente di Linfa - nasce dal desiderio di offrire alle famiglie uno strumento informativo utile e chiaro, affidabile, profondamente vicino alle persone che convivono ogni giorno con questa patologia rara. Abbiamo messo a punto tutti i contenuti sotto la supervisione rigorosa del nostro Comitato scientifico e in modo coerente con le necessità della comunità della Nf. Informare significa dare forza e vogliamo che nessuno si senta solo di fronte alla diagnosi. Al contrario, vogliamo accompagnare e sostenere le famiglie in ogni passo e esperienza legata alla malattia, nell'ottica di favorire anche una presa in carico più consapevole da parte di persone con Nf e caregiver". Alla realizzazione del progetto ha contribuito il disegnatore Marco Gavagnin, in arte Gava, che ha creato il personaggio di Vincent, poi animato da Giacomo Bompan. "Da tempo collaboro con l'associazione Linfa e ho abbracciato con passione questo nuovo progetto - racconta Gava - Ho realizzato le illustrazioni per 'La neurofibromatosi minuto per minuto' con la matita, ma soprattutto con il cuore. Lavoro assieme ad un fantastico team perché, come dice Vincent, la nostra mascotte, 'insieme siamo più forti'". La scelta dell'animazione non è solo estetica: è un modo di raccontare qualcosa di complesso e spesso doloroso con delicatezza e rispetto, senza mai perdere la capacità di sorridere, spiegano i promotori. L'illustrazione può abbattere muri dove le parole faticano ad arrivare, con l'effetto di aiutare a ridurre l'ansia, facilitare la comprensione e creare un legame più diretto e umano con chi guarda. E' lo spirito con cui sono stati pensati i video: uno strumento per le famiglie, ma anche per pediatri, insegnanti e operatori sanitari e per sensibilizzare chi, a vario titolo, entra in contatto con persone che convivono con la Nf.
Il lancio del progetto si inserisce in un momento importante per la Nf: dal 17 al 22 maggio torna 'Shine a Light 2026', l'iniziativa internazionale che ogni anno, durante la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulle neurofibromatosi, riunisce associazioni, pazienti, famiglie e operatori sanitari di tutto il mondo per illuminare l'importanza della diagnosi precoce, dell'accesso alle cure e del supporto psicologico per chi convive con queste patologie. Questa serie animata è parte del contributo che Linfa vuole dare alla campagna globale, evidenziano dall'associazione, mettendo in luce come l'informazione e l'empatia possano trasformare l'esperienza di chi convive con la Nf. Tutti gli episodi della serie saranno disponibili sul sito di Linfa (linfaneurofibromatosi.org) e sui canali social dell'associazione (Facebook, Instagram e YouTube).

(Adnkronos) - Ornella Muti arriva al 79esimo Festival di Cannes per presentare 'Roma Elastica' di Bertrand Mandico e riflette sullo stato del cinema italiano, sul mito di Cinecittà e sulla visionarietà del regista francese che l’ha voluta nel cast. "Secondo me gli italiani non hanno tanta memoria", afferma quando le viene chiesto se il nostro cinema venga omaggiato abbastanza dagli italiani. "Abbiamo insegnato a fare il cinema, abbiamo avuto autori, attori, scrittori che hanno fatto storie meravigliose. Però è come se ce lo dimenticassimo e non ci va di ricordarlo, di esserne orgogliosi. E dovremmo esserlo, anche un po’ con la puzza sotto il naso volendo". Il discorso si sposta su Cinecittà, luogo simbolo del cinema italiano, celebrato nel film di Mandico. Muti ne parla con nostalgia: "Ho girato tantissimo a Cinecittà. Una volta siamo andati a vedere Fellini che girava 'E la nave va', una roba che non puoi dimenticare". Ricorda poi Il viaggio di 'Capitan Fracassa', girato interamente in studio: "Abbiamo fatto la pioggia, la neve, il sole, gli animali, la terra, i carri. Qualcosa di speciale. Un po' questo mi manca, questo si è un po’ perso".
Reduce dal David Speciale, Muti racconta cosa rappresenti per lei essere a Cannes con un film francese che parla di Roma e Cinecittà. "La Francia mi ama e questo mi riempie di gioia", dice. "Quest’anno non ci sono film italiani, ma almeno ci sono attori italiani: Asia Argento (recita in 'Death Has No Master' di Jorge Thielen Arman, ndr), Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi e Franco Nero (tutti nel cast del film di Mandico, ndr). Siamo qui a rappresentare il cinema italiano, lo rappresentiamo in un film francese che parla della fatiscenza del nostro cinema". Alla domanda se questo film rappresenti un ritorno, Muti sorride: "Non so cosa vogliano dire i ritorni. Un attore scende e sale. Fa cose minori, poi risale. È il nostro percorso, soprattutto se scegli e dici dei 'no'. Sono molto orgogliosa".
L’attrice racconta di non essersi mai persa nei momenti lontani dal set: "Mi sono protetta, perché ho cominciato a lavorare che ero una bambina. Ero molto timida, lo sono ancora. È un lavoro pericoloso: quando c’è il momento di grande auge tutti ti vogliono, ti cercano, ti amano, e un po’ ci credi. Poi ci sono i bassi. Se non hai una base forte, rischi di perderti". La sua base è stata la famiglia: "Ho fatto una grande famiglia che mi tiene molto impegnata. I drammi accadono, le cose difficili anche. Questo - dice - mi ha dato una grande forza. Il quotidiano è la cosa più importante: il resto è meraviglioso, ma non è la tua vita. Se no, quando arriva un momento di basso, subentrano l’alcol, la droga, il perdersi. Io non mi voglio perdere".
In 'Roma Elastica' - prossimamente nelle sale italiane con Europictures e potenziale candidato alla prossima Festa del Cinema di Roma - Muti interpreta una conduttrice sopra le righe che ospita nel suo show Eddie (Marion Cotillard), un’attrice che ha conosciuto il grande successo in America e arriva a Roma per girare un film di fantascienza che potrebbe essere il suo ultimo. L'attrice di 'Romanzo popolare' racconta di aver inizialmente cercato un riferimento tra le presentatrici italiane, salvo poi capire che non serviva: "All’inizio ero dubbiosa, pensavo: 'Che tipo di presentatrice?' Poi ho capito che non c’era nessuno a cui riferirmi. Lei ha un modo tutto suo. È molto eccentrica, non gliene importa niente di chi sta intervistando: lei fa l’amore con la macchina da presa. Il resto c’è, ma per un attimo. Mi sono molto divertita".
Sulla visionarietà di Mandico, Muti è entusiasta: "È un regista fantastico, perché finalmente c’è qualcuno che ha il coraggio di rappresentare ciò che vede, ciò che sente. Oggi un po’ ci si conforma per cercare di avere successo. Lui no. Ha fatto un film visionario, felliniano, eccentrico come il mio personaggio. È meraviglioso per il cinema". Muti sottolinea inoltre lo sguardo del regista sulle donne: "Ogni personaggio, ogni donna appare con un carattere diverso. Isabella, per esempio, è coraggiosissima. Diversificare ogni donna e darle un carattere non è facile, soprattutto quando sono tante".
Quanto ai progetti futuri, l’attrice racconta di aver appena finito "le riprese di una serie con Christian De Sica ('The Label', ndr)" e "dovrei avere un ruolo nella serie di Pupi Avati" ('Gotico padano', ndr). Nei suoi programmi c'è anche il teatro: "Sto preparando una cosa. E poi chissà...". Infine, parla con affetto del suo fan più devoto, il regista Sean Baker, che le ha dedicato il cofanetto 'Ornella Muti 1970s', con quattro titoli restaurati e contenuti speciali inediti: "Troppo carino, mi scrive spesso. Io credo che abbia la collezione dei miei poster più grande al mondo. In qualsiasi parte del mondo lui vada, riesce a trovare poster di film in cui ho recitato. L’ultimo dal Giappone. E poi mi manda la foto", conclude.

(Adnkronos) - Anche nell'era dell'Ai, il fattore umano conta. Ed è così che a Milano sul palco di 'Ieo con le donne' - consueto evento annuale organizzato dall'Istituto europeo di oncologia per le pazienti che hanno vissuto l'esperienza di un tumore del seno (quest'anno hanno superato quota 1.600), restano protagoniste le testimonianze. Come quella dell'ex ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti: "Racconto la mia personale esperienza di donna a cui è stato diagnosticato un tumore e che ha dovuto subire una mastectomia bilaterale e lo faccio per dire alle donne che non siamo sole - dice dal palco la deputata di Azione - proprio perché sto sperimentando quella paura, quel senso di fragilità che la diagnosi di un tumore porta con sé, la fatica per le cure e l'intervento chirurgico. In realtà non mi sento una super donna e non penso di aver fatto un atto di coraggio straordinario. Semplicemente ho vissuto quel baratro e quel senso di paura e smarrimento che tutte le donne provano quando viene detto loro: hai un tumore al seno". Bonetti spiega di aver avuto "la fortuna di essere accompagnata in un percorso di screening genetico" in cui era inserita a causa della familiarità per la malattia, "e quando ho ricevuto la diagnosi - che è arrivata presto grazie a questo - non ero completamente sola". Un'altra fortuna è stata "poter chiedere aiuto alle persone che potevano accendere una luce in quel buio che all'improvviso si era fatto avanti nella mia vita. E queste persone sono i medici a cui mi sono rivolta. Via via, pur con tutta la fatica, si è aperto il percorso della cura, per me una cura chirurgica importante, significativa".
In quei momenti difficili, però, continua Bonetti, "ho sentito che lì c'era il rischio di sentirsi abbandonate. E ho pensato a tante donne che di fronte a questa paura e solitudine sono realmente abbandonate e si sentono bloccate. Quindi ho ritenuto di dover fare la mia parte, che è quella della voce e dell'azione per cambiare le cose che devono essere cambiate. Ho deciso di avere l'onestà di dire che sono una donna in un percorso di fragilità, che sto facendo fatica a muovere il braccio perché non ho ancora recuperato tutto il movimento, eppure posso parlare da un palco a tante donne che sono un po' mie sorelle in questo percorso. E' un modo per dirci che non c'è nulla di cui ci dobbiamo vergognare, che non c'è sguardo o stigma che può fermarci nel nostro essere donne e femminili. Si fa fatica, io lo sto vivendo, alterno le mie giornate tra lo scoramento di chi dice 'non tornerò più come prima' e la profonda consapevolezza che c'è una speranza e una prospettiva, e che anche questo pezzo di strada mi sta ricentrando. Credo sia una responsabilità prenderci davvero per mano".
Infine un appello per la prevenzione. "Quante donne non hanno questa opportunità? - si chiede Bonetti - E non è sempre e comunque colpa loro. Quante donne oggi per prendersi un permesso dal lavoro e andare a fare una mammografia o un pap test devono fare salti mortali e magari non hanno neanche la copertura da un punto di vista contrattuale per poterlo fare? Ci sono liste d'attesa" e altri ostacoli. "E alla politica compete cambiare le regole del gioco". Quando c'è un vuoto, poi, il rischio è di affidarsi alla Rete, e "la presenza così forte di un finto accesso all'informazione può portare a farsi autodiagnosi attraverso i chatbot e l'Ai. Lo dico come un appello: l'istinto di andare a chiedere lì l'ho avuto anch'io, ma dobbiamo essere consapevoli che questi strumenti sono costruiti in modo da essere rispondenti alle nostre aspettative. Se hai paura amplificano la paura, se hai bisogno di conforto amplificano questo aspetto, ma in entrambi i casi non ti stanno raccontando la verità. Noi come pazienti dobbiamo incontrare il medico, che deve conoscere la vita della paziente. Questo richiede consapevolezza e fiducia. Noi donne non possiamo rinchiudere la nostra solitudine in questa sterile interazione con uno strumento di informazione, che come tale deve essere usato".
E proprio all'Ai era dedicato un sondaggio condotto su un campione pilota di 170 pazienti dell'Ieo. Il messaggio che emerge per il momento è chiaro: dottor chatbot? No grazie. Quando una donna vive l'esperienza del tumore al seno difficilmente ricorre a strumenti di questo tipo, ha un approccio cauto, preferendo mantenere centrale il medico in carne e ossa come punto di riferimento del suo percorso. Secondo i dati, il 43% delle pazienti non utilizza mai i chatbot basati sull'Ai, come ChatGpt, per informarsi sulla propria salute; il 40% lo fa raramente e solo il 15% invece le consulta spesso. Tra le utilizzatrici, più del 45% ha l'obiettivo di interpretare un referto, il 24% di fare ipotesi sul proprio stato di salute e solo il 19% di prendere decisioni. "I chatbot - commenta Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia dell'Ieo, che ha condotto l'incontro - sono l'interfaccia accessibile a tutti dell'intelligenza artificiale, ma avendo possibilità informative tendenzialmente infinite, comportano anche dei rischi di cui bisogna essere consapevoli. Il ruolo centrale del medico va difeso e potenziato. Se vogliamo che i chatbot siano un vero aiuto per i pazienti, sta a noi e a tutto il mondo sanitario non lasciare quei vuoti che spingono le persone 'abbandonate' a cercare indiscriminatamente risposte e aiuto nell'Ai. Il rapporto umano non è delegabile alla tecnologia". D'altro canto, però, aggiunge Veronesi, "in medicina sono tanti i processi che l'intelligenza artificiale esegue meglio di noi umani con effetti che sono già tangibili nella diagnosi, nella terapia e nella ricerca oncologica. Un esempio è il sistema di intelligenza artificiale adottato in Ieo, che permette di migliorare la qualità delle immagini della Rm Diffusion Whole Body e di dimezzare la durata dell'esame da 40 a 20 minuti, contribuendo così a ridurre il disagio del singolo paziente e a ridurre le attese per un esame che diventa sempre più importante nella diagnostica oncologica. Più in generale la mole enorme di dati biologici e genetici, i cosiddetti 'Big data' su cui si basa la moderna oncologia di precisione, se analizzati attraverso sistemi complessi di Ai aiutano a creare percorsi diagnostico-terapeutici più efficienti, a migliorare l'efficacia delle terapie standard, e a velocizzare e potenziare i processi di ricerca per le terapie innovative".
Porta invece sul palco il suo amore per la musica Malika Ayane, ospite speciale della mattinata. Musica che può essere tante cose: medicina, terapia "per qualsiasi cosa, anche per le giornate storte - sottolinea - E' quella carezza calda quando non stai bene e hai diritto a non stare bene, così come la detonazione della forza grandiosa che hai quando stai bene. Può essere il modo di far funzionare le cose". E deve entrare sui grandi temi, "in primo luogo perché dobbiamo restituire un po' della fortuna che ci è capitata, ma questo vale per tutti: chi ha grandi risorse deve fare grandi investimenti; chi può cavarsela cantando una canzone, che canti una canzone". Così ha fatto Ayane, che a margine dell'evento, scherza e si definisce "una maratoneta anomala". Neanche tanto visto che ha appena affrontato la 42 km a New York, la sua prima maratona (che ha chiuso con un tempo di 4 ore, 18 minuti e 33 secondi). Parlando di questa sua passione si schermisce: "Non sono proprio esattamente l'esempio da seguire sulla condotta esemplare. Però, proprio perché nella realtà non siamo tutti asceti e, giustamente ci si gode anche la vita, quello che io consiglio alle donne è di fare prevenzione, il più possibile, cerco di farlo anch'io. Per cui andare a fare i controlli, imparare a capire quello che possiamo fare da sole, documentarsi sempre. E non avere paura, perché per fortuna sono stati fatti tantissimi passi avanti e ogni cosa fatta per tempo può essere meno spaventosa".

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(Adnkronos) - La campagna vaccinale 'Scrivi oggi il tuo domani', "approvata dal ministero della Salute e basata sugli spunti forniti dalle società scientifiche e dalle migliori evidenze cliniche, adotta un approccio innovativo: siamo tra i primi in Europa, e nel mondo, a introdurre l'Holobox, un avatar estremamente amichevole, capace di rispondere in modo accurato a ogni tipo di quesito". Lo ha detto Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata Msd Italia, all'incontro con la stampa organizzato oggi a Roma per presentare i dati dell'indagine condotta da Istituto Piepoli per Msd Italia, 'I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione', condotta su un campione di 1.800 persone tra genitori, donne e uomini. L'appuntamento ha fatto da vetrina a Holobox, un mezzo innovativo che arricchisce la campagna di sensibilizzazione omnicanale lanciata lo scorso anno dalla farmaceutica.
"L'impegno di Msd in un progetto di prevenzione così importante - spiega Luppi - consiste, innanzitutto nel fornire innovazione, continuando a investire in ricerca e sviluppo, per offrire risposte sempre più complete alle esigenze future. Parallelamente, intendiamo proseguire nell'opera di corretta informazione ricercando strumenti innovativi e modalità comunicative che sappiano coniugare la forma corretta con il contenuto. L’obiettivo è fornire quel bagaglio di conoscenze indispensabile per compiere scelte consapevoli in materia di salute".
Ampliando lo sguardo sulla realtà italiana, Luppi evidenzia che, come azienda, "solo nell'ultimo anno abbiamo stanziato 129 milioni di euro" in ricerca e sviluppo. "La nostra presenza è significativa anche sotto il profilo industriale, contribuendo al Pil del Paese attraverso investimenti diretti e indiretti per circa 1 miliardo di euro. Generiamo un impatto occupazionale importante, con quasi 9mila posti di lavoro considerando l'indotto, caratterizzato da un elevato profilo di specializzazione: la maggior parte dei nostri collaboratori è laureata, con una forte presenza di giovani e donne. Siamo profondamente impegnati sui temi della diversità e dell'inclusione e - conclude - riguardo alla certificazione governativa sulla parità di genere, abbiamo orgogliosamente raggiunto il punteggio del 100%".

(Adnkronos) - Jhonatan Narváez vince l'undicesima tappa del Giro d'Italia, la Porcari-Chiavari di 195 km, oggi 20 maggio 2026. L'ecuadoriano del team Uae Emirates, al terzo successo in questa edizione della corsa rosa, batte in una volata a due lo spagnolo Enric Mas (Movistar), terzo a 8" l'italiano Diego Ulissi (Astana).
Per il settimo giorno consecutivo il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) conserva la maglia rosa di leader della classifica generale con 27" sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a bike). Domani dodicesima frazione, con partenza da Imperia e arrivo a Novi Ligure dopo 175 km.
"E' stata una tappa difficile, soprattutto perché abbiamo mancato la prima fuga e poi anche la seconda. Dopo due ore di corsa dura ho provato a rientrare direttamente sulla testa della corsa. Mi sono difeso sulle salite, perchè ho capito che Enric era il più forte. Ero al limite perché siamo andati a tutta per tutto il giorno ma sono riuscito a farcela ancora una volta", dice Narvaez.
1. Afonso Eulalio;2. Vingegaard + 27''3. Arensman + 1'57''4. Gall + 2'24''5. O'Connor + 2'48''6. Hindley + 3'06''7. Storer + 3'28''8. Gee + 3'34''9. Pellizzari + 3'36''10. Harper + 4'09''.

(Adnkronos) - "I test genomici consentono oggi" miglioramenti "non solo in termini clinici - che è l'aspetto più importante - ma anche sotto il profilo economico e organizzativo. Nei primi 18 mesi di utilizzo dei test multigenici presso la nostra istituzione abbiamo registrato una riduzione di circa il 40% dell'impiego della chemioterapia". Lo ha detto Mario Giuliano, professore di Oncologia medica all'università Federico II di Napoli, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione del percorso di cura nel tumore del seno in fase precoce.
"Grazie a circa 400 test effettuati nei primi 18 mesi, siamo riusciti a evitare quasi 1.700 accessi al nostro Day Hospital per la chemioterapia - chiarisce Giuliano - Questo si traduce in una riduzione dei costi legati ai farmaci e alle risorse umane coinvolte, ma anche dei costi indiretti: giornate di lavoro perse dalle pazienti, accessi al pronto soccorso, trattamenti necessari per gestire eventuali tossicità. Oltre alla riduzione dei costi clinici e umani, quindi, si registra anche un importante contenimento dei costi economici, grazie all’utilizzo dei test".
"E' fondamentale ottimizzare il trattamento, evitando chemioterapie inutili e quindi tossicità che possono essere risparmiate - rimarca l'esperto - I test multigenici ci aiutano molto. Tuttavia bisogna ricordare che il trattamento adiuvante", dopo l'intervento, "serve ad aumentare la percentuale di pazienti che guarisce completamente. L'obiettivo finale è quindi guarire le pazienti. I test non servono soltanto a evitare la chemioterapia nelle donne a basso rischio, ma anche a individuare quella piccola quota di pazienti - stimata intorno al 5% - che, sulla base delle sole variabili cliniche, non riceverebbero la chemioterapia, ma che invece, grazie al test genomico, risultano candidate a questo trattamento. In questi casi la chemioterapia è fondamentale perché, senza il test, si rischierebbe un sottotrattamento". Questa procedura "serve quindi sia a evitare tossicità inutili sia, più in generale, a ottimizzare le strategie terapeutiche oggi disponibili".

(Adnkronos) - Nuovo risultato internazionale per la cybersecurity offensiva italiana. Deas, società fondata da Stefania Ranzato e attiva nel settore della sicurezza informatica offensiva, ha conquistato il primo posto tra i team italiani e una posizione tra i migliori team mondiali alla "Global Cyber Skills Benchmark Ctf 2026: Project Nightfall", la competizione organizzata da Hack The Box e conclusa oggi.
L’evento è considerato uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle competenze offensive cyber e ha coinvolto centinaia di squadre provenienti da aziende tecnologiche, società di consulenza, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica di tutto il mondo.
Nel corso dei cinque giorni di gara, i partecipanti si sono confrontati con scenari avanzati di cyber warfare e incident response ispirati a moderne campagne Apt state-sponsored. Le challenge hanno riguardato supply chain compromise, cloud intrusion, reverse engineering, malware analysis, crittografia, blockchain security, hardware e Ics hacking, digital forensics.
Deas ha completato tutte le 69 challenge previste dalla competizione, raccogliendo tutte le 126 flag disponibili. Il cosiddetto "full clear" è stato raggiunto soltanto da 15 realtà al mondo.
La classifica finale assume particolare rilievo anche per il livello della concorrenza internazionale presente in gara. Il team italiano ha infatti concluso la competizione davanti a squadre riconducibili o associate a grandi realtà tecnologiche globali, tra cui Microsoft e Nvidia.
"Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici", dichiara ad Adnkronos Stefania Ranzato, fondatrice di Deas.
"Le Ctf internazionali rappresentano oggi molto più di una semplice competizione tecnica. Sono ambienti ad alta pressione che misurano capacità operative reali: rapidità decisionale, coordinamento, resilienza e capacità di affrontare scenari complessi in tempi estremamente ridotti", sottolinea.
Per Ranzato, "essere stabilmente il miglior team italiano e competere ai vertici internazionali conferma il valore del lavoro svolto dal nostro straordinario team composto dai migliori hacker del nostro Paese e l’evoluzione delle competenze cyber offensive anche in Italia".
Il risultato ottenuto in "Project Nightfall" consolida un percorso di crescita già evidenziato nelle precedenti competizioni internazionali Hack The Box, dopo il primo posto italiano conquistato anche nelle edizioni 2024 e 2025 di "The Vault of Hope" e "Operation Blackout".
Negli ultimi anni le competizioni Ctf, Capture The Flag, sono diventate uno strumento sempre più utilizzato da aziende Fortune 500, governi e organizzazioni specializzate per valutare competenze operative avanzate, individuare talenti e rafforzare le capacità di difesa cyber.
Il risultato ottenuto da Deas si inserisce in un contesto di crescente maturazione dell’ecosistema italiano della cybersecurity, che vede un numero sempre maggiore di professionisti e team nazionali confrontarsi con successo nei principali circuiti internazionali.
Deas opera nel settore della cybersecurity con attività focalizzate su sicurezza offensiva, red teaming, vulnerability assessment, incident response e formazione avanzata. L’azienda partecipa regolarmente a competizioni internazionali e iniziative di ricerca nel campo della sicurezza informatica offensiva.

(Adnkronos) - "Oggi sappiamo che una parte dei tumori è collegata all'infezione da Papillomavirus. La sfida principale è quella di abbattere la mortalità legata a queste patologie e prevenire efficacemente la loro insorgenza. I dati confermano l'esistenza di strumenti preziosi in questo senso: la vaccinazione contro il Papillomavirus e la possibilità di effettuare uno screening per la diagnosi precoce delle lesioni precancerose o cancerose, attraverso il Pap-test o la ricerca del Dna dell'Hpv. Si tratta di strumenti importantissimi. La prevenzione primaria e quella secondaria consentono infatti di curare le persone o, ancora meglio, di evitare che si ammalino". Così Rossana Berardi, professoressa di Oncologia dell'università Politecnica delle Marche e direttrice Clinica Oncologica azienda ospedaliero-universitaria delle Marche (Aou Marche), partecipando oggi a Roma all'evento organizzato per presentare i dati dell'indagine condotta da Istituto Piepoli per Msd Italia, 'I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione'.
"E' necessario considerare che anche gli uomini rappresentano una categoria a rischio - avverte Berardi - Per lungo tempo si è creduto che il Papillomavirus fosse determinante per l'insorgenza di tumori solo nelle donne, in particolare per quelli del collo dell'utero. Oggi sappiamo, invece, che esistono diverse tipologie di neoplasie Hpv-correlate: oltre ai tumori del collo dell'utero, parliamo di quelli dei genitali maschili e femminili e del distretto testa-collo, in particolare dell'orofaringe. E' quindi fondamentale riconoscere che anche i ragazzi e gli uomini hanno la necessità di attuare una prevenzione efficace contro questo tipo di patologia, facendo ricorso alla vaccinazione fin dalla giovane età".

(Adnkronos) - "Dal 2005 abbiamo dati che dimostrano come sia tecnicamente possibile effettuare un test genomico sul campione bioptico, ottenendo risultati altamente sovrapponibili a quelli ricavati dal campione tumorale definitivo. Questo è il primo elemento che deve essere compreso e recepito nella pratica clinica". Lo ha detto Carmine De Angelis, oncologo dell'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione G. Pascale, intervenendo oggi a Napoli all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione delle cure nel tumore del seno in stadio precoce.
"Effettuare il test sul campione bioptico - chiarisce l'esperto - permette al gruppo multidisciplinare di avere indicazioni utili già nelle prime fasi del percorso terapeutico. Questo significa ridurre i tempi decisionali, ma anche l'ansia delle pazienti legata all'attesa dei risultati. Oggi abbiamo a disposizione nuove opportunità terapeutiche che potrebbero essere integrate nella pratica clinica. Per questo motivo, la possibilità di ottenere un rimborso del test genomico effettuato sui campioni bioptici rappresenterebbe un passaggio auspicabile. Non si tratta soltanto di anticipare i tempi - conclude De Angelis - ma anche di implementare strategie terapeutiche innovative e sempre più personalizzate, migliorando l'efficacia delle cure e la qualità del percorso assistenziale delle pazienti".

(Adnkronos) - "Per estendere realmente l'utilizzo dei test genomici" nel cancro al seno "è necessario continuare a fare informazione e formazione, sia a livello del personale medico oncologico sia delle associazioni di pazienti, che svolgono un ruolo fondamentale nel rendere le donne consapevoli della possibilità di effettuare un test capace di affinare in modo più preciso la scelta tra ormonoterapia e chemioterapia. Non è semplice, ma credo che in Italia si stia facendo un ottimo lavoro per portare in tutte le regioni un accesso uniforme a questi test". Così Grazia Arpino, professore associato di Oncologia presso il Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia dell'università degli Studi di Napoli Federico II, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'evento dedicato all'evoluzione della medicina di precisione nel carcinoma mammario, dal titolo 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer'.
"Per superare queste disuguaglianze di accesso - suggerisce Arpino - è necessario monitorare i territori in cui si registra una minore richiesta dei test genomici e comprendere le criticità che ostacolano la prescrizione, anche quando esiste un'indicazione appropriata secondo gli standard clinici".
"Il nostro obiettivo primario non è mai stato semplicemente quello
di promuovere etichette o cantine, ma accendere i riflettori sul
patrimonio vitivinicolo del Nord Ovest della Sardegna e raccontare
questi territori nella loro totalità. Il vino ha un grande potere
relazionale ed è diventato lo strumento attraverso cui mettere in
connessione tutte le sfaccettature di una comunità". E' il
messaggio, scandito all'unisono, dei dodici vignaioli del Nord
ovest dell'isola che tre anni fa hanno unito le loro forze,
accorpando idee ed esperienze in giro per il mondo, per creare
l'associazione Vinos.
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(Adnkronos) - Sarà l'attrice e regista Greta Scarano a guidare le cerimonie di apertura e chiusura dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. L’indiscrezione, trapelata nei giorni scorsi, trova conferma da fonti cinematografiche interpellate dall’Adnkronos. La kermesse diretta da Alberto Barbera si terrà dal 2 al 12 settembre al Lido.

(Adnkronos) - Un nuovo titolo di Stato, orientato ai piccoli risparmiatori, con l'obiettivo di tutelarli dall'inflazione nazionale. E' il Btp Italia Sì, il nuovo Titolo di Stato indicizzato all'inflazione nazionale, che sarà riservato esclusivamente al mercato retail.
Sarà collocato, come per altre emissioni retail, nell’arco dell’intera settimana, da lunedì 15 giugno a venerdì 19 giugno 2026 alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Il ministero dell'Economia spiega che il nuovo titolo avrà durata 5 anni e riconoscerà cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale del periodo. Per sapere il tasso fisso minimo garantito bisognerà aspettare il 12 giugno prossimo, ma il dato finale potrà essere rivisto, ma solo al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato. E' previsto, inoltre, un premio finale extra dello 0,6% del capitale investito per coloro che avranno acquistato il Btp Italia Sì nei giorni di emissione e lo avranno detenuto sino a scadenza.
Le cedole semestrali, spiega il Mef, saranno determinate con un meccanismo semplificato, basato su due sole componenti: tasso fisso, garantito anche in caso di deflazione, più tasso di inflazione nazionale rilevato dall'Istat nel semestre di riferimento. L'importo delle cedole sarà, quindi, calcolato applicando la somma dei due tassi al capitale nominale inizialmente investito. L'investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti. Confermata la tassazione agevolata per tutti i Titoli di Stato al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro complessivamente investiti in titoli di Stato.
Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite due banche dealer, Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. e due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Banco Bpm S.p.A.
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