
(Adnkronos) - Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, riunitosi ieri, ha approvato all’unanimità dei presenti la delibera di chiusura del procedimento relativo allo stato di crisi dell’Ente. Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza amministrativa e istituzionale, che pone fine alla procedura avviata nel 2021 e alla successiva fase di allerta e prevenzione della crisi. La decisione è stata assunta sulla base della relazione tecnico-amministrativa istruttoria e del parere favorevole espresso dal Collegio dei revisori dei conti. La verifica ha evidenziato il superamento delle condizioni che avevano determinato lo stato di crisi, in coincidenza della pandemia da Covid-19. La delibera sarà trasmessa ai Ministeri vigilanti e alla Corte dei Conti, sezione controllo enti, fermo restando il richiamo alla necessità di un costante monitoraggio delle voci di entrata e di spesa.
"Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione di questa delibera – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Mtcs, Raffaele Latrofa – perché si chiude una procedura che per anni ha gravato sull’Ente, rendendo più complessa l’attività amministrativa e limitando in alcuni casi la possibilità di intervenire su aspetti fondamentali, a partire dall’organico e dai regolamenti. Fin dal mio insediamento ho ritenuto prioritario dare un impulso deciso alla definizione di questo procedimento, nella convinzione che l’Autorità di Sistema dovesse tornare a operare con piena capacità programmatoria e gestionale”. Questo risultato, sottolinea Latrofa, "è frutto del lavoro di squadra dei dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale, che ringrazio espressamente. Sono loro gli artefici di un percorso, avviato dopo il mio arrivo, che oggi consente all’Ente di guardare avanti con maggiore solidità, responsabilità e prospettiva. La chiusura dello stato di crisi non è un punto di arrivo, ma una condizione necessaria per affrontare con maggiore efficacia le sfide che attendono i porti del nostro sistema".
Nel corso della seduta il Comitato di gestione ha inoltre approvato numerosi altri provvedimenti riguardanti i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Tra questi, il Comitato ha preso atto delle conclusioni del gruppo di lavoro relativo alla futura domanda di unità crocieristiche, dando mandato agli uffici di procedere alla rivisitazione della concessione di Roma Cruise Terminal e all’avvio dell’istruttoria tecnica per l'allungamento e la rettifica delle banchine 16 e 18, intervento strategico per l’assetto futuro del comparto crocieristico. Approvato anche il Piano dell’organico del porto 2026-2028, strumento di programmazione che fotografa il lavoro portuale nei porti del sistema, con complessivi 1.023 lavoratori tra Civitavecchia e Gaeta, e consente di monitorare fabbisogni, professionalità, turnover e necessità formative. Via libera, inoltre, alla determinazione del numero massimo delle autorizzazioni ex articolo 16 della legge 84/1994 e dei relativi canoni per l’anno 2026 nei porti di Civitavecchia e Gaeta, nonché a una serie di provvedimenti demaniali e concessori riguardanti operatori portuali, servizi di interesse generale, aree operative, terminal e attività produttive.

(Adnkronos) - Jannik Sinner amaro al Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro è stato eliminato da Juan Manuel Cerundolo al secondo turno dello Slam francese, dopo aver accusato un colpo di calore: Sinner, padrone del match per quasi 3 set, si è spento e ha perso in 5 partite. Colpa del caldo? Un malore? "Nessuno è un robot. Nessuno è costruito per non fallire mai", ha detto Sinner in conferenza stampa, "oggi è andata così. Non ho semplicemente visto l'uscita, ed è una cosa che normalmente non mi succede".
Le condizioni fisiche, ha spiegato, non erano ideali nemmeno nella prima fase del match. "Ho iniziato a sentirmi molto stordito in campo, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza", ha detto Sinner in conferenza stampa. "Nel quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa. Stamattina mi sono svegliato e non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta".
"A metà del terzo set mi sono iniziato a sentire male. Anche se stavo giocando un tennis fantastico, ma oggi proprio non riuscivo a trovare energia", ha continuato Sinner, "è stata una situazione difficile. Ma ancora una volta, è lo sport. Faceva caldo, ma non un caldo pazzesco. Mi sembrava che si potesse giocare piuttosto bene. Il problema non era il caldo o le condizioni, il problema ero io".
Ma cosa ha causato i malori di Sinner? "È difficile da dire, credo sia il risultato di tante cose insieme, non di una sola. Ho giocato tanto e non ho avuto molto tempo per recuperare", ha spiegato l'azzurro, "qui il primo match l’ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi ma non troppo. Stanotte non ho dormito bene e stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica. Può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli".
Sulle critiche per aver giocato troppo negli ultimi mesi: "Non posso sapere come sarebbe andata. Se non avessi giocato Madrid o Roma, magari arrivavo qui e avrei avuto comunque un giorno come questo in cui ti senti male", ha risposto Sinner, "guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai".
(Adnkronos) - È stata fissata per il prossimo 12 giugno l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma dopo il reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico.
Cospito, che si trova detenuto a Sassari, è al regime del carcere duro dal 2022. Il rinnovo è arrivato il 30 aprile.
Nel reclamo l’avvocato Flavio Rossi Albertini ha sottolineato come le affermazioni di Cospito nel corso degli anni, “censurate come istigatorie, siano in realtà una manifestazione del proprio diritto costituzionale a esprimere il proprio pensiero”.
Per anni militante tra le file della Fai, Federazione anarchica informale, Cospito è stato prima nel carcere di Bancali a Sassari, poi in quello di Opera a Milano per poi tornare nel giugno 2023 nell’istituto sardo. Detenuto da oltre 10 anni, da ottobre 2022 per sei mesi ha portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro l’applicazione nei suoi confronti del 41bis.

(Adnkronos) - "La sclerosi multipla rappresenta ancora oggi una patologia complessa che si manifesta senza preavviso, il cui decorso resta per molti versi imprevedibile e rischia di diventare progressivamente invalidante. Nonostante i notevoli passi in avanti compiuti dalla ricerca scientifica, ricevere una simile diagnosi comporta la ridefinizione delle proprie abitudini, dei propri progetti e del proprio modo di guardare al futuro. È dunque necessario continuare ad adoperarsi in campo medico e sanitario per garantire l’adeguata presa in carico, l’accesso alle cure e alle terapie più efficaci, affinché non prevalga il senso di abbandono o di emarginazione. Ma è altrettanto imprescindibile promuovere una piena inclusione sociale e lavorativa, adottando un approccio che metta realmente al centro la persona e i suoi diritti". Così il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana in un messaggio inviato all'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della sclerosi multipla 2026 alla Camera dei deputati.
"È questa una sfida da vincere insieme grazie al contributo di tutti i soggetti disponibili a cooperare per migliorare la quotidianità di coloro che convivono con questa e altre fragilità. Anche il Parlamento è impegnato su questo fronte - ha sottolineato Fontana -. Al riguardo, ricordo la recente costituzione dell’Intergruppo parlamentare sulla Sclerosi multipla e patologie correlate, nato con la volontà di favorire un dialogo sinergico e costruttivo tra Istituzioni, mondo scientifico, associazioni e società civile. A tal proposito, esprimo un sentito ringraziamento all’Aism per l’encomiabile lavoro volto a mantenere alta l’attenzione su un tema che non può e non deve essere relegato ai margini del dibattito pubblico". "Non dobbiamo dimenticare che, dietro le insidie della malattia, ci sono intere famiglie che meritano di vivere la propria vita con rispetto e dignità" ha poi concluso il presidente della Camera.
"Essere scelta da una giuria formata da tanti ragazzi è un
privilegio per chi scrive. Jane Goodall ha ispirato la mia
giovinezza per l'avanguardismo al femminile. Una figura che ha
acceso la mia infinita passione, il mio grande rispetto per gli
animali e la natura". È entusiasta per aver vinto il 'Premio Asimov
Junior', alla quarta edizione, Christiana Ruggeri, autrice del
libro 'Jane Goodall, io e gli scimpanzé" (Editoriale Scienza) sulla
celebre etologa morta l'anno scorso a 91 anni. Il Premio Asimov
Junior, che vede come giurati studenti delle scuole secondarie di
primo grado, replica il fortunato modello del premio maggiore
dedicato alle scuole superiori, ideato dal fisico Francesco
Vissani, dirigente di ricerca Infn presso i Laboratori Nazionali
del Gran Sasso.
(Adnkronos) - In Italia "nel 2025 la spesa farmaceutica totale è stata di 25 miliardi di euro. Si registra così un aumento del 15%, circa 3 miliardi, rispetto al 2023. Il 28% del totale risulta però a carico dei cittadini anche se al momento il prezzo dei farmaci è inferiore rispetto a numerosi Paesi europei (in media circa il 20-30%)". Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante una teleconferenza organizzata dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari italiani. L'evento, dal titolo 'L'impatto dei nuovi farmaci e dell'innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini' ha visto la partecipazione di clinici e dei rappresentanti delle istituzioni sanitarie. A promuovere l'attenzione su questo argomento - informa una nota del FoSSC - è stata tempo fa una nota del ministro Schillaci, inviata ai vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il ministro della Salute chiedeva, insieme con il sottosegretario Gemmato, interventi correttivi e di iniziative formali su questa materia.
"La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei privati non può essere una sorpresa – ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore FoSSC -. Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione la cui speranza di vita in Italia ha raggiunto gli 84,1 anni. È la più alta in Europa nonché la seconda al mondo dopo il Giappone. L’altro principale motivo è lo sviluppo della ricerca e l’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. Tuttavia, è anche la disponibilità di terapie efficaci a posizionare l’Italia agli ultimi posti nel mondo per mortalità da malattie prevenibili e curabili. Un paziente con leucemia negli anni 90 moriva entro pochi mesi mentre oggi può vivere per molti decenni. Un infartuato può dover assumere statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della vita. Di fronte a questi successi noi professionisti ed esponenti delle più importanti società scientifiche non possiamo che essere d’accordo sul diritto alla salute e alle cure migliori per tutti i cittadini. Chiedere che i costi di queste terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa è irrealistico ed impossibile. A nostro avviso non sono auspicabili ulteriori tagli della spesa farmaceutica".
Al centro del dibattito on line di ieri vi è stato anche il così detto Mfn (Most favored nation drug pricing) adottato dagli Usa, che impone che il prezzo effettivo dei farmaci negli Stati Uniti sia pari o inferiore a quello più basso tra un gruppo di nazioni, tra cui l’Italia. "Il provvedimento potrebbe avere nell’immediato una riduzione di un terzo dei lanci dei nuovi farmaci in Europa – ha proseguito Cognetti -. Inoltre, le conseguenze economiche ed energetiche del conflitto in Medio Oriente hanno già determinato una crescita dei costi totali di oltre il 20-30%. L’Italia potrebbe risultare tra i Paesi più penalizzati e corriamo il rischio di un accesso più lento alle innovazioni terapeutiche e di rincari ai prezzi. Siamo molto preoccupati perché nel dibattito pubblico, anche a livello politico, fa notizia lo sfondamento della spesa farmaceutica senza una consapevole analisi obiettiva dei dati. Preoccupa anche molto l’obiettivo, per altro dichiarato, del controllo di una spesa fisiologicamente in crescita. Come Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari Italiani chiediamo quindi che dalla revisione del prontuario farmaceutico nazionale siano esclusi le terapie innovative, i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale. Sono dei trattamenti che devono essere considerati non solo una spesa ma anche come un investimento. Le ricadute positive che possono determinare non riguardano solo la salute del singolo paziente ma anche l’intera collettività".
“Nel caso della spesa farmaceutica si sottolinea la necessità di dover considerare il diritto alla salute di tutti i cittadini e il diritto alle cure migliori per quelli affetti da importanti patologie – ha detto Robert Nisticò, presidente Aifa -. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra questi principi inderogabili e la sostenibilità economica per il nostro Paese. Va superata la logica dei silos separati in cui è suddivisa la spesa farmaceutica nel nostro Paese. Abbiamo nuovi strumenti per valutare l’efficacia terapeutica di un nuovo farmaco ma anche i risparmi che può generare, per esempio, sulle ospedalizzazioni evitate. Stiamo già lavorando per trovare altre soluzioni come il pagamento rateizzato fino anche a 6-7 anni per i farmaci one shot. L’obiettivo è riuscire a coniugare l’innovazione con la sostenibilità considerando anche il fatto che la nostra sanità è divisa in 21 diversi sistemi regionali".
Strettamente collegata alla spesa farmaceutica c'è quella sanitaria pubblica che in Italia - dettaglia la nota - si attesta al 6,2-6,3% del Pil. È un valore inferiore rispetto a quelli registrati in Francia (9-10%), Germania (10,1-10,6%) e Regno Unito (8,9%) nonché alla media europea del 6,9%. Su questo parametro siamo al 14esimo posto in Europa, al 22esimo posto nell’ Ocse e all’ultimo posto tra i Paesi del G7. Per quel che riguarda poi la spesa sanitaria pubblica pro capite, quella italiana è di 3.835 dollari contro una media Ocse di 4.625 (- 790), una media europea di 4.689 (-854). Occupiamo quindi in Europa il 14esimo posto anche dopo Repubblica Ceca e Slovenia. "E’ un gap che si è allargato durante la pandemia quando gli altri Paesi hanno investito molto di più dell’Italia – conclude Cognetti -. È evidente che sono necessari maggiori investimenti alla luce del continuo invecchiamento generale della popolazione. Corriamo il serio rischio di non poter più garantire un modello sanitario universalistico e anche il diritto alla salute così come sancito dalla nostra Costituzione".

(Adnkronos) - Luciano Darderi in campo al Roland Garros 2026 per il secondo turno. Oggi, giovedì 28 maggio l'azzurro, testa di serie numero 14, affronta - in diretta tv e streaming - l'argentino Francisco Comesana, numero 102 del ranking. Darderi è reduce dalla vittoria ottenuta al primo turno in 3 set contro l'austriaco Ofner. Comesana, invece, ha piegato l'austriaco Quinn in 3 parziali.
Dove vedere Darderi-Comesana? Il match Darderi-Comesana, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.
I due tennisti si affrontano oggi per la seconda volta in carriera. Comesana si è aggiudicato l'unico precedente: lo scorso anno, Darderi si è ritirato nel confronto diretto sul cemento di Cincinnati.

(Adnkronos) - "Quella di oggi è un’occasione preziosa per manifestare a tutti voi il ringraziamento del Governo per l’encomiabile impegno che l’Associazione italiana sclerosi multipla porta avanti da tempo, con generosità e tenacia, al fianco delle persone affette da questa patologia e delle loro famiglie. Impegno che questo Governo ha sempre riconosciuto e che ha scelto di ribadire anche in vista della prossima Giornata mondiale. Abbiamo raccolto, infatti, la vostra proposta e il 30 maggio la facciata principale di Palazzo Chigi si illuminerà di rosso per sensibilizzare ancora di più i cittadini sull’importanza della sfida che affrontiamo". Lo scrive la premier Giorgia Meloni in un messaggio inviato all'Aism in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della sclerosi multipla 2026 alla Camera dei deputati.
La sclerosi multipla "ha ricadute profonde sulla salute e sulla sfera sociale ed economica dei malati e dei loro cari - ha ricordato Meloni -. È una sfida complessa per il Servizio sanitario nazionale, che richiede determinazione e un impegno concreto in termini di ricerca e innovazione. Con questa convinzione, in questi anni, abbiamo sostenuto con forza le attività degli Irccs in ambito neurologico e riabilitativo, con uno stanziamento di oltre trenta milioni di euro per le patologie altamente invalidati di tipo neurologico. Con lo stesso impegno, investiamo nel rafforzamento dei servizi per garantire un'assistenza adeguata e personalizzata. Ed è quello che stiamo facendo, per rendere la sanità della nostra Nazione sempre più vicina alle persone, pronta a prendersi cura dei bisogni dei malati e dei suoi familiari".
"In questa direzione vanno anche gli investimenti del Pnrr per una sanità sempre più di prossimità e capace di portare le cure a casa dei pazienti, specialmente quando si tratta dei più vulnerabili. E prossimità vuol dire anche potenziamento della telemedicina: abbiamo raggiunto il target fissato dal Pnrr e oggi gli assistiti con servizi di telemedicina sono già più di mezzo milione. E questi non sono numeri, sono pazienti fragili che oggi possono contare su un Servizio sanitario più vicino ed efficiente. Ma sappiamo bene - ha poi concluso la premier - che l’impegno al fianco di chi soffre di sclerosi multipla vuol dire anche sostenere e promuovere una cultura dell'inclusione e della solidarietà per superare barriere e pregiudizi che ancora toccano chi vive questa malattia. Abbiamo di fronte a noi ancora tanti obiettivi da raggiungere: diritti, inclusione sociale, accesso alle cure e qualità della vita. Continueremo ad andare avanti in questa direzione, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, insieme alla comunità scientifica, alle associazioni dei familiari e al Terzo settore".

(Adnkronos) - Il Roland Garros di Jannik Sinner si chiude nel modo più amaro. Oggi, giovedì 28 maggio, il numero uno del ranking Atp è crollato contro Juan Manuel Cerundolo nel secondo turno dello Slam parigino, in una partita che sembrava ormai vinta (con due set di vantaggio e match in controllo totale). Poi, ancora una volta, il caldo e una crisi ("Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare" le parole dell'azzurro all'arbitro, nel corso del match). Un problema che nell'ultimo anno l'azzurro ha dovuto fronteggiare più volte, con alterne fortune. Contro Cerundolo è andata male e Jannik ha visto sfumare la grande opportunità di continuare la corsa alla vittoria finale (e al Career Grand Slam) in un'edizione che vede l'assenza per infortunio del grande rivale Carlos Alcaraz.
Quanto visto oggi a Parigi è già successo in tornei del Grande Slam, perché Sinner ha spesso dovuto fare i conti con il caldo e problemi fisici in campo. Una delle immagini più vive, in questo senso, risale alla sfida degli Australian Open 2025 contro Holger Rune. Volto nascosto dall'asciugamano, tremore (preoccupante) delle mani e problemi di stomaco, poi risolti al quarto set con vittoria.
A Wimbledon, nel 2024, Sinner aveva accusato invece problemi contro Daniil Medvedev all’inizio del terzo set, con un medical time-out per fronteggiare vertigini, gambe pesanti e difficoltà a restare in piedi. Jannik, quella volta, continuò ma perse al quinto set contro il russo. Andando indietro, si chiuse prima del tempo anche l'avventura al Roland Garros 2022 contro Andrey Rublev. Quel giorno niente caldo, ma un infortunio al ginocchio.
Oggi Sinner non si è ritirato, ma in carriera - per vari motivi - ha dovuto farlo in più occasioni. La prima volta a Vienna nel 2020, quando si fermò dopo appena nove minuti degli ottavi contro Rublev per una vescica al piede. Poi a Miami nel 2022, ancora per un problema di vesciche.
Sempre nel 2022, a Sofia, Sinner fu costretto al ritiro dopo una caduta nel corso della semifinale contro Holger Rune, per un infortunio alla caviglia destra. E poi Halle 2023, altro forfait per un problema fisico (stavolta di natura muscolare) nel quarto di finale contro Bublik. In tempi più recenti, il ritiro nella finale del Masters 1000 di Cincinnati 2025 contro Alcaraz, dopo soli 5 game.

(Adnkronos) - "L’Ebola continua a fare paura, soprattutto in contesti sanitari molto fragili come la Repubblica Democratica del Congo. A fare la differenza è soprattutto la capacità del sistema sanitario di contenere rapidamente il contagio. La RdC preoccupa molto perché il suo sistema sanitario è estremamente fragile” in contesto di instabilità e guerriglia. “L’Uganda, invece, fa meno paura proprio perché negli ultimi vent’anni ha costruito una rete sanitaria più strutturata e organizzata". Così don Dante Carraro, medico e direttore di Medici con l’Africa Cuamm, all’Adnkronos Salute, a margine dell’81.esimo Congresso italiano di pediatria (Sip), in corso a Padova, ricorda che come organizzazione "oggi lavoriamo soprattutto in Uganda, ma abbiamo vissuto direttamente l’epidemia in Sierra Leone dieci anni fa. L’Ebola è una malattia con una mortalità altissima: fino al 70% delle persone infettate può perdere la vita - rimarca - Per questo servono sistemi sanitari solidi e ben organizzati. Le misure di contenimento sono fondamentali: l’isolamento, la protezione degli operatori sanitari, la capacità di riconoscere rapidamente i casi. Senza strutture sanitarie adeguate il rischio di diffusione aumenta enormemente".
"In Uganda abbiamo visto crescere progressivamente competenze, strutture e capacità di risposta alle emergenze. l rischio però rimane elevato - chiarisce il medico - perché i confini con il Congo sono molto porosi e gli spostamenti delle persone sono continui. Per questo l’attenzione alla prevenzione è fondamentale. In particolare è essenziale proteggere gli operatori sanitari. Stiamo inviando in Uganda dispositivi di protezione individuale - guanti, mascherine, stivali, camici protettivi - perché chi lavora negli ospedali deve potersi difendere in caso di contatto con il virus. La protezione del personale sanitario - conclude - rappresenta uno degli elementi chiave per evitare la diffusione dell’Ebola all’interno delle strutture ospedaliere”.

(Adnkronos) - “Sono particolarmente contento di ospitare un'azienda del livello della Maire, una multinazionale che conta 10.000 dipendenti e una realtà produttiva di primo piano a livello nazionale e internazionale. Ci siamo avvicinati a questa fondazione per avere una maggiore vicinanza alle imprese più importanti del territorio, soprattutto a vantaggio dei giovani, così che possano decidere di restare qui o di ritornare in Sicilia. Il ruolo dell'università è quello di cercare di essere uno spazio di connessione tra territorio e impresa e noi guardiamo al nostro ruolo come a un laboratorio di innovazione culturale". Così Enrico Foti, rettore dell'Università di Catania, alla presentazione del progetto e della mostra fotografica 'In-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia', promossa da Maire e Fondazione Maire-ETS in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo e con il patrocinio dell’ateneo etneo.
Parlando della mostra 'In-genium', Foti ha sottolineato come "l'innovazione nasce da una rilettura di immagini del passato: un raffronto tra tecnologie antiche e attuali che messe a confronto ci danno suggestioni davvero particolari”.

(Adnkronos) - “Oggi viviamo un grande cambiamento nel contesto in cui le giovani generazioni si muovono, con l’esplosione di meccanismi di tipo cognitivo-digitale collegati al ruolo che gli strumenti digitali esercitano, sempre più, nella quotidianità dei ragazzi e dei giovani. Uno degli effetti collaterali, uno dei numerosi, è la cefalea digitale perché una persistenza prolungata sugli strumenti digitali facilita la comparsa di cefalea e questa cosa può essere legata a svariati fattori”. Lo ha detto Rino Agostinani, presidente Società italiana di pediatria all’Adnkronos Salute, oggi a Padova, in occasione dell’81.esimo Congresso italiano di pediatria (Sip), di cui è presidente. Accanto “alle innovazioni terapeutiche, che consentono di dare risposte importanti a malattie per le quali, nel passato, non avevamo strumenti efficaci per modificarne la storia naturale”, al convengo viene data particolare rilevanza alla prevenzione. “Conosciamo bene l’importanza”, sin da piccoli, degli “di stili di vita - spiega - della relazione con l’ambiente, nel determinare quella che poi sarà la risposta dell’individuo, per esempio, nello sviluppo delle malattie croniche non trasmissibili che oggi sono la principale causa di mortalità nell’essere umano”.
Tra gli argomenti trattati, spicca il mal di testa che vari studi collegano all’iper-esposizione digitale, quindi l’uso di smartphone fino a tarda notte, alle ore passate tra TikTok, video brevi e scrolling infinito. All’origine della cefalea digitale" ci sono vari fattori - chiarisce Agostiniani - Il primo è un’attivazione continua a livello cerebrale con una eccessiva produzione di dopamina che poi ha ripercussioni anche sulla cefalea. Ci sono anche cause di tipo più strettamente fisico - aggiunge - perché, lo stare lungamente con i muscoli del collo in una posizione forzata per guardare il cellulare, può facilitare quelle cefalee di tipo tensivo che si caratterizzano per un interessamento muscolare e che talvolta possono essere particolarmente fastidiose. L’altro aspetto estremamente importante - conclude - è l’affaticamento visivo: stare lungamente con la visione concentrata nel vicino provoca una maggior fatica a livello oculare e questa ha ripercussione anche sulla cefalea”.

(Adnkronos) - "Questa vostra iniziativa rappresenta un momento importante per accrescere la consapevolezza pubblica sul tema e per ribadire l’impegno delle Istituzioni nel garantire diritti, inclusione sociale, accesso alle cure e qualità della vita per tutte le persone coinvolte. Ma anche per essere vicini ai pazienti con sclerosi multipla, alle loro famiglie, ai caregiver, ai professionisti sanitari, ai ricercatori e ai volontari che operano al loro fianco. Il ministero della Salute sostiene attivamente la ricerca scientifica e le attività a supporto dell’innovazione terapeutica. Il ministero sostiene anche la collaborazione tra Istituzioni, comunità scientifica e associazioni, che resta essenziale per affrontare questa sfida e per costruire percorsi di presa in carico sempre più appropriati e personalizzati". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci in un messaggio inviato all'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della Sm 2026 alla Camera dei deputati.
Schillaci ha poi ringraziato l'Aism "per il prezioso lavoro che svolge quotidianamente, da moltissimi anni, ponendosi dalla parte dei più fragili. Un particolare apprezzamento va poi all’Intergruppo parlamentare, nato lo scorso novembre come uno spazio trasversale - e voglio sottolineare: essenziale – per contribuire a trasformare in misure concrete il diritto alla cura e all’inclusione sociale di tutti coloro che convivono con questa malattia cronica". Il tema della sclerosi multipla "richiede un impegno comune. Nessuno deve mai essere lasciato solo nel proprio percorso di cura e di vita. Rinnovo senza esitazione il massimo impegno da parte del ministero della Salute" ha poi concluso il ministro.

(Adnkronos) - Dalla riduzione della chemioterapia alla possibilità di vivere senza terapia: la ricerca sta cambiando concretamente la prognosi delle malattie del sangue. Sono stati presentati a Roma, durante la Terza riunione nazionale Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto), gli aggiornamenti più rilevanti della ricerca scientifica clinica e traslazionale sulle malattie del sangue condotta in Italia dai principali ematologi del Paese. L'evento, promosso dalla Fondazione Gimema - Franco Mandelli Onlus, rappresenta il momento di incontro e confronto della rete cooperativa italiana dedicata all'ematologia, composta da centri clinici, laboratori di ricerca e strutture specialistiche distribuite su tutto il territorio nazionale. Con 17mila pazienti coinvolti attualmente negli studi - riporta una nota - la ricerca cooperativa italiana continua a contribuire in modo decisivo allo sviluppo di cure più personalizzate, sostenibili e orientate ai bisogni reali delle persone affette da malattie del sangue.
"L'ematologia sta vivendo una trasformazione straordinaria grazie all'integrazione tra ricerca biologica, medicina di precisione, immunoterapia e studi clinici collaborativi - afferma Marco Vignetti, presidente della Fondazione Gimema - L'obiettivo oggi non è soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti, riducendo tossicità, ospedalizzazioni e impatto sociale delle cure".
In occasione della riunione - si legge nella nota - ampio spazio è stato dedicato anche al mieloma multiplo e alla medicina di precisione. Tra i progetti strategici più rilevanti, è stato presentato MY-LabNet, la nuova rete nazionale di laboratori promossa da Gimema per standardizzare e rendere accessibile su tutto il territorio italiano la valutazione della malattia minima residua nel mieloma multiplo, oggi considerata uno dei biomarcatori più importanti per guidare le decisioni terapeutiche personalizzate. Il progetto viene descritto come un passaggio cruciale verso una medicina sempre più integrata con la diagnostica avanzata: attraverso MY-LabNet, laboratori altamente specializzati potranno condividere metodologie, tecnologie e criteri di valutazione uniformi, garantendo ai pazienti un accesso più equo alle analisi molecolari di ultima generazione e favorendo trattamenti sempre più mirati e sostenibili. I gruppi di lavoro - Working Party - delle principali patologie ematologiche hanno presentato trial conclusi, in corso e in fase di progettazione. Tra i risultati più rilevanti, lo studio multicentrico Enable ha mostrato risultati rilevanti nei pazienti con neoplasie mieloproliferative in fase blastica, una delle forme più aggressive di malattia. La combinazione di chemioterapia e venetoclax ha prodotto risposte clinicamente significative e durature anche in pazienti fragili, non candidabili a trattamenti intensivi. La sopravvivenza post-trapianto supera l'80%. Nella leucemia mieloide acuta ad alto rischio, lo studio Aml1718 ha raggiunto tassi di remissione completa vicini all'80%. Il protocollo, basato su venetoclax associato alla chemioterapia standard, ha permesso a oltre il 60% dei pazienti di accedere al trapianto allogenico. I risultati superano quelli delle strategie terapeutiche precedenti.
Nel corso della riunione - prosegue la nota - è stato presentato uno dei più ampi lavori italiani sulla profilassi antimicrobica nei pazienti con leucemia mieloide acuta e leucemia promielocitica sviluppato da un gruppo multidisciplinare di esperti Gimema. Il documento aggiorna le raccomandazioni nazionali alla luce delle nuove terapie e dell'aumento delle infezioni resistenti, introducendo indicazioni innovative su antifungini, antibiotici e vaccinazioni nei diversi setting terapeutici.
Per la leucemia promielocitica acuta, Gimema ha confermato un risultato ormai consolidato: oggi i pazienti trattati con protocolli chemio-free, basati su Atra e triossido di arsenico, possono raggiungere un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale, confermando una delle più importanti rivoluzioni terapeutiche dell'ematologia moderna. Inoltre, lo studio randomizzato All2820 ha dimostrato, per la prima volta al mondo, la superiorità di una strategia completamente chemio-free. Il trattamento che combina ponatinib e blinatumomab è risultato più efficace rispetto alla chemioterapia tradizionale associata a imatinib. I dati riguardano pazienti adulti con leucemia acuta linfoblastica Philadelphia positiva. Accanto a questo risultato considerato di portata internazionale, è stato presentato anche il nuovo documento di consensus nazionale sull'utilizzo di blinatumomab nella leucemia linfoblastica acuta Philadelphia negativa dell'adulto, con l’obiettivo di integrare in modo sempre più efficace l'immunoterapia nei percorsi terapeutici e ridurre l'intensità della chemioterapia soprattutto nei pazienti più fragili. E' ancora nella fase di arruolamento il progetto europeo Impact-Aml, collaborazione europea finanziata nell'ambito del programma Horizon Europe. I pazienti inclusi sono soggetti recidivanti o refrattari, ovvero pazienti in cui la leucemia mieloide acuta è ricomparsa dopo una iniziale risposta alle cure oppure non ha risposto ai trattamenti standard, rappresentando una popolazione con bisogni clinici ancora insoddisfatti. Il progetto prevede la creazione di un registro europeo condiviso e la conduzione di uno studio clinico randomizzato per confrontare diverse strategie terapeutiche nella pratica clinica.
Sul fronte della leucemia mieloide cronica, è stato presentato il primo studio randomizzato italiano (Sustrenim Cml1415) che rappresenta una svolta culturale oltre che clinica. L'obiettivo - chiariscono gli esperti - non è più soltanto controllare la malattia, ma consentire a un numero crescente di pazienti di vivere senza trattamento, riducendo effetti collaterali, tossicità cumulative e impatto economico e sociale delle cure a lungo termine. Ha invece l'obiettivo di valutare l'efficacia di asciminib, un inibitore di tirosin-chinasi di nuova generazione, lo studio Pearl, condotto in Italia e in Spagna. I dati raccolti aiuteranno a capire come il farmaco può aumentare il tasso di remissioni molecolari e conseguentemente il numero di pazienti candidabili alla sospensione terapeutica. Nella leucemia linfatica cronica - continua la nota - è di importanza strategica lo studio osservazionale Cll 2121, che ha ormai raccolto i dati di oltre 10mila pazienti trattati in più di cento centri di ematologia italiani dal 2010. Gimema progetta, in questo modo, uno dei più grandi database europei dedicati alla malattia consentendo di realizzare una fotografia di come questa patologia venga trattata in tutta Italia.
Le iniziative del Working Party delle immunoterapie riguardano principalmente le terapie cellulari attualmente più innovative, ovvero le Car-T. Gli studi attivati - riferisce Gimema - hanno come obiettivo l'analisi dell'efficacia e della sicurezza delle Car-T commerciali nella leucemia acuta linfoblastica del bambino e dell'adulto e nel mieloma multiplo. Con i nuovi protocolli osservazionali, uno dei quali sarà attivato prossimamente in cooperazione con Aieop, si avrà modo di raccogliere preziosissimi dati della pratica medica ospedaliera su efficacia, sicurezza e durata delle risposte e di creare una delle più grandi piattaforme italiane dedicate alle immunoterapie cellulari avanzate, rimarca la Fondazione.
Importanti novità - evidenzia - sono arrivate anche dal Working Party dedicato alle piastrinopenie. In particolare, sulla trombocitopenia immune dell'adulto si sta lavorando alla realizzazione di uno dei più importanti database europei dedicati alla patologia, fondamentale per comprenderne l'evoluzione, monitorare efficacia e sicurezza delle nuove terapie e valutare gli effetti a lungo termine dei trattamenti nella pratica clinica reale. Ad oggi ha superato i mille pazienti coinvolti, raggiungendo quota 1.189 casi raccolti in 37 centri italiani.
Per quanto riguarda la qualità di vita dei pazienti ematologici, il Working Party dedicato a questo tema ha presentato i risultati di uno dei primi studi al mondo sulla valutazione diretta, da parte dei pazienti, degli effetti collaterali precoci delle terapie Car-T nei linfomi aggressivi. I risultati hanno evidenziato una significativa discrepanza tra i sintomi percepiti dai pazienti e quelli riportati dai clinici, confermando l'importanza dell'integrazione dei 'patient-reported outcomes' nella pratica ematologica e nella gestione del percorso di cura. Per la rilevanza scientifica dei risultati ottenuti, lo studio è stato accettato per la pubblicazione su 'The Lancet Haematology'. Tra le altre iniziative nell'ambito della qualità di vita, gli esperti hanno segnalato anche la monografia speciale della 'Jncl', rivista del National Cancer Institute (Nci) statunitense, che sarà dedicata ai 'patient-reported outcomes' in ematologia, curata dal Gimema insieme al Moffit Cancer Center.

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(Adnkronos) - Aumentare la consapevolezza su una patologia diffusa ma ancora sottovalutata: è questo l’obiettivo di 'Pop Up Your Vision', l’iniziativa promossa da Alcon che arriva a Milano fino al 5 giungo a CityLife, offrendo ai cittadini la possibilità di effettuare screening gratuiti per valutare la presenza di secchezza oculare con il supporto di medici oculisti. In Italia si stimano circa 10 milioni di persone con sintomi riconducibili alla malattia dell’occhio secco, ma in molti non si rivolgono all’oculista, figura chiave per la diagnosi. Un dato che evidenzia come la consapevolezza sia ancora insufficiente, nonostante si tratti di una condizione che può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita. La malattia dell’ccchio secco è una patologia multifattoriale della superficie oculare, caratterizzata da un’alterazione del film lacrimale e da processi infiammatori. I sintomi più frequenti includono occhi rossi, bruciore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e affaticamento visivo, segnali spesso sottovalutati ma indicativi della presenza della patologia.
“Esiste ancora una scarsa percezione dell’occhio secco come vera e propria patologia: molti pazienti lo considerano un disturbo occasionale, legato solo a specifiche condizioni, come l’uso prolungato degli schermi o gli ambienti climatizzati, senza riconoscere che si tratta in realtà di una vera e propria malattia della superficie oculare che può evolvere verso forme più gravi - dichiara Stefano Barabino, Responsabile del Centro Superficie Oculare e Occhio Secco, Ospedale Sacco Università degli Studi di Milano - Negli anni è cambiata anche la definizione scientifica della patologia: oggi sappiamo che non riguarda solo una ridotta produzione lacrimale, ma un insieme di condizioni che coinvolgono l’intera superficie dell’occhio e che richiedono una gestione continuativa nel tempo”.
L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui emerge chiaramente la presenza di un 'sommerso' di pazienti non diagnosticati, spesso già sintomatici ma non consapevoli. “Iniziative come questa sono molto importanti perché permettono di intercettare persone che presentano già segni o sintomi della malattia dell’occhio secco ma tendono a sottovalutarli o a non rivolgersi allo specialista”, conclude il Dott. Stefano Barabino. “Fare screening e sensibilizzazione sul territorio significa aumentare la consapevolezza e favorire diagnosi precoci, evitando che la patologia evolva verso forme croniche più difficili da trattare”.
Attraverso 'Pop Up Your Vision', Alcon conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e nell’avvicinare i cittadini a percorsi di diagnosi e cura appropriati. “Essere al fianco dello specialista è per noi fondamentale: non solo attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative e una ricerca costante verso trattamenti sempre più all’avanguardia, ma anche supportando concretamente il suo ruolo come punto di riferimento per il paziente,” afferma Filippo Pau, Franchise Head Vision Care di Alcon Italia. “Crediamo infatti che il valore dell’innovazione si esprima pienamente quando è accompagnato da un ecosistema che rafforza la relazione tra medico e paziente, favorendo percorsi di cura più consapevoli e continuativi”. Durante tutto il periodo dell’iniziativa, i cittadini potranno ricevere informazioni e consigli pratici per una corretta gestione della salute visiva.

(Adnkronos) - Sandoz, leader globale nei farmaci a brevetto scaduto, equivalenti e biosimilari, celebra oggi 80 anni di produzione su larga scala di antibiotici in Europa con un importante evento pubblico a Kundl, in Austria. L'evento riunisce relatori di alto livello provenienti da politica, accademia e settore della difesa. Tra i partecipanti figurano il Segretario di Stato Elisabeth Zehetner (ministero austriaco degli Affari Economici), il Governatore del Tirolo Anton Mattle, il Tenente Generale Harald Vodosek (Forze armate austriache), Ulrike Holzgrabe (Università di Würzburg), Jonathan Toomey (Coalition for a Prosperous America) e Frank Van Trimpont (European council of disaster medicine). Parlando prima dell'evento, il presidente del CdA di Sandoz Gilbert Ghostine ha dichiarato: "Gli antibiotici non fanno solo parte del nostro patrimonio; fanno parte del nostro obiettivo d’azienda. Per decenni, ci siamo assunti la responsabilità di mantenere questi medicinali essenziali disponibili in modo affidabile, su larga scala e con la qualità al centro. Salvaguardare la produzione di antibiotici in Europa non è opzionale; è una necessità strategica. E, guardando avanti, il futuro di Kundl è più importante che mai. Essendo l'ultimo sito completamente integrato verticalmente in Europa, è in una posizione unica per garantire l’approvvigionamento di antibiotici critici al continente".
Il Ceo di Sandoz, Richard Saynor - informa una nota - ha ribadito i commenti del presidente e ha anche avvertito che l'Europa rischia di perdere capacità produttiva critica – e infrastrutture di sicurezza complessive – senza un'azione politica urgente. "Oggi dovrebbe essere un giorno di celebrazione, ma la capacità dell'Europa di garantire un approvvigionamento sicuro e affidabile di antibiotici è sempre più a rischio - ha dichiarato Saynor -. I responsabili politici europei devono agire di fronte a questa minaccia senza precedenti e intraprendere azioni urgenti prima che sia troppo tardi. La realtà è che fino al 90% dei Principi attivi farmaceutici (Api) globali degli antibiotici è ora prodotto fuori dall'Europa, principalmente in Cina. Questo rappresenta una vulnerabilità critica per la salute pubblica europea e la capacità del continente di rispondere a emergenze sanitarie".
Parallelamente, Sandoz ha presentato un ricorso anti-dumping alla Commissione europea - riderisce la nota - riguardante le importazioni cinesi di Api Amoxicillina, citando chiari segni di comportamento di mercato distorsivi che penalizzano la produzione europea resiliente, tra cui prezzi al di sotto del costo sostenuti da aiuti statali cinesi, concentrazione della capacità globale in un unico paese. È il primo caso di questo tipo nell'industria farmaceutica in diversi decenni. Sandoz invita l'Ue ad applicare dazi anti-dumping per impedire alle aziende estere di inondare i mercati globali con API di penicillina ultra-economiche e sovvenzionate dallo Stato. L'India ha già agito imponendo prezzi minimi all'importazione per proteggere la propria catena di approvvigionamento di antibiotici.
"Gli antibiotici - ha sottolineato Saynor - hanno salvato più vite di qualsiasi altro medicinale nella storia della medicina. Ma sono trattati come una merce: ogni confezione spesso costa meno di un pacchetto di chewing gum. E le condizioni di mercato attuali non riflettono una concorrenza leale – svantaggiano sistematicamente la produzione europea resiliente – rischiando la perdita della capacità produttiva critica perché compete in condizioni fondamentalmente inique." Nel clima geopolitico instabile di oggi, l'accesso ai medicinali essenziali, in particolare agli antibiotici, è più che mai un bene strategico. "Salvaguardare l’approvvigionamento di antibiotici non è solo una questione di politica sanitaria, ma anche una questione di sicurezza economica e di politica commerciale strategica. L'Europa deve agire ora per salvaguardare un approvvigionamento indipendente negli anni a venire" ha poi concluso Saynor.

(Adnkronos) - Gsk ha annunciato oggi con una nota "dati cardine positivi per bepirovirsen, il suo oligonucleotide antisenso (Aso) sperimentale per il trattamento dell’epatite B cronica (Ebc)". I risultati dei due studi di Fase III, B-Well 1 e B-Well 2, sono stati pubblicati simultaneamente sul 'New England Journal of Medicin'e e presentati al congresso dell’Associazione europea per lo studio del fegato (Easl).
"I dati aggregati di entrambi gli studi - informa la nota - hanno dimostrato che il trattamento di 6 mesi con bepirovirsen ha raggiunto un tasso di risposta di guarigione funzionale statisticamente significativo e clinicamente rilevante del 19% nella popolazione complessiva dello studio (adulti con livelli di antigene di superficie dell'epatite B, raggiungendo gli endpoint primari. In un endpoint secondario chiave, è stato raggiunto un tasso di guarigione funzionale del 26% nei pazienti con attività virale inferiore, rispetto allo 0% con la sola terapia standard". Inoltre, "il 49% dei pazienti trattati con bepirovirsen - dettaglia la nota - ha raggiunto un livello di antigene di superficie ≤100 UI/mL un anno dopo la fine del trattamento, secondo un’analisi esplorativa”, aggiungono da Gsk sottolineando che la perdita dell’antigene di superficie è associata a una significativa riduzione del rischio di cancro al fegato. "Gli studi - dettaglia la nota - hanno mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile, coerente con altri studi su bepirovirsen. I tre eventi avversi più frequentemente osservati sono stati eritema nel sito di iniezione, dolore locale e aumento temporaneo del livello ematico di un enzima epatico".
"L’epatite B cronica colpisce oltre 240 milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta oltre la metà dei casi globali di tumore al fegato. Per la prima volta - ha dichiarato Tony Wood, Direttore Scientifico di Gsk - bepirovirsen offre la possibilità di tassi di guarigione funzionale significativamente migliori rispetto all’attuale standard di cura e il potenziale di ridurre il rischio di complicanze epatiche a lungo termine, incluso il tumore. Questo rappresenta un importante passo avanti nella nostra crescente pipeline di farmaci per il trattamento delle malattie epatiche, con l'obiettivo di trasformare gli esiti per i pazienti". "L’attuale standard di cura per l'epatite B cronica impone un pesante fardello ai pazienti e ai sistemi sanitari e raramente garantisce una guarigione funzionale. Con le recenti linee guida che ora danno priorità alla guarigione funzionale - ha sottolineato Jinlin Hou, direttore dell'Istituto di Epatologia del Guangdong, in Cina, e autore principale dell’articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine - questi nuovi dati potrebbero rappresentare un importante passo avanti. Insieme a test e diagnosi migliorati, questa innovazione ha il potenziale per migliorare la vita di milioni di persone affette da epatite B cronica".

(Adnkronos) - Fondazione Istituto Danone conferma il proprio impegno a supporto del sapere scientifico e del progresso nella ricerca nutrizionale partecipando al 46esimo congresso nazionale Sinu – Società italiana di nutrizione umana, a Bergamo dal 27 al 29 maggio. In un momento in cui alimentazione, prevenzione e invecchiamento in salute sono concetti sempre più centrali nel dibattito pubblico, la partecipazione della Fondazione all’importante appuntamento scientifico nazionale dedicato alla nutrizione rappresenta un’occasione rilevante per riaffermare il valore della scienza e del rigore metodologico, e per rafforzare l’impegno nella promozione, amplificazione e sostegno alla ricerca. Nel corso delle tre giornate congressuali - informa una nota - Fondazione Istituto Danone sarà presente con uno stand dedicato, luogo di incontro e dialogo sui progetti e le pubblicazioni realizzati e futuri, destinati alla comunità scientifica.
La mattina del 29 maggio, alle ore 10.30 presso la sala Oggioni, Lorenzo Morelli, presidente scientifico della Fondazione Istituto Danone, terrà la relazione 'Microbiota nell’invecchiamento', inserita nella sessione plenaria 'Focus On' moderata da Anna Tagliabue, presidente Sinu. L’intervento offrirà un approfondimento scientifico su uno dei temi oggi più rilevanti e innovativi nel panorama della ricerca nutrizionale internazionale: il ruolo del microbiota nei processi di invecchiamento e nella salute metabolica. Attraverso una lettura aggiornata delle più recenti evidenze scientifiche, il contributo metterà in luce come il microbiota si modifichi nel corso del processo di invecchiamento, mostrando come i cambiamenti nella sua composizione e funzionalità possano influenzare la traiettoria di salute.
"Il rapporto fra composizione del microbiota intestinale e una sana longevità – dichiara Morelli, presidente scientifico di Fondazione Istituto Danone, delegato del Rettore, Università Cattolica del Sacro Cuore, Cremona, già ordinario di Microbiologia - è uno dei temi di ricerca recenti che sta vivendo una crescente popolarità, grazie anche all’uso di nuove metodologie analitiche che però richiedono un approccio critico per l’interpretazione dei risultati che producono, approccio che verrà dettagliato nel corso della presentazione". La partecipazione al congresso sarà inoltre l’occasione per annunciare la seconda edizione del premio Andrea Ghiselli, promosso dalla Fondazione Istituto Danone in collaborazione con Sinu. "La partecipazione al congresso Sinu rappresenta per la Fondazione Istituto Danone un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica e con le nuove generazioni di ricercatori, su temi oggi centrali per la salute pubblica, come il ruolo dell’alimentazione e del microbiota nei processi di invecchiamento in salute – afferma Mariangela Rondanelli, vicepresidente Fondazione Istituto Danone, ordinario di Scienze e tecniche dietetiche, direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, Università degli Studi di Pavia -. Attraverso la seconda edizione del Premio Andrea Ghiselli vogliamo continuare a sostenere una ricerca rigorosa, innovativa e capace di produrre un impatto concreto sulla salute delle persone, raccogliendo così l’eredità di Andrea Ghiselli che ha sempre interpretato la scienza come strumento di conoscenza e servizio alla società".
"La Sinu è molto attenta a supportare l’attività dei giovani ricercatori che da sempre contribuiscono con entusiasmo alla crescita della ricerca. Per questo abbiamo accolto con grande piacere la possibilità offerta da Fondazione Danone di rinnovare anche per quest’anno il premio dedicato al ricordo di Andrea Ghiselli durante il Congresso Nazionale della Società - sottolinea Anna Tagliabue, presidente Sinu, già ordinario di Scienza dell’Alimentazione, Università degli Studi di Pavia.
Sempre nella giornata del 29 maggio, alle ore 11, all’interno della sessione dedicata al Premio Andrea Ghiselli, sarà previsto un momento di approfondimento sulla tesi vincitrice della precedente edizione, a cura di Sofia Lotti, Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università degli Studi di Firenze (Chronodiet a randomised clinical trial to evaluate the effects of a chronotype-adapted diet on weight loss in overweight/obese subjects). Nel corso della sessione avrà luogo, inoltre, un breve intervento da parte di uno dei due ricercatori insignito di una menzione d’onore, conferita per la qualità scientifica e l’innovazione del lavoro presentato, Martina Moretton, dottorata presso l’Università degli Studi di Udine, per la tesi dal titolo 'Formulation and processing strategies for obtaining bakery products tailored to the elderly’s needs'. Istituito nel 2025 per custodire e rinnovare la memoria scientifica e culturale del Professor Andrea Ghiselli – medico nutrizionista, ricercatore e storico membro del comitato scientifico della Fondazione Istituto Danone – il Premio nasce con l’obiettivo di sostenere e valorizzare i giovani ricercatori che abbiano conseguito un dottorato di ricerca con una tesi distintasi per originalità, rigore metodologico e rilevanza scientifica, in piena sintonia con i valori e l’eredità intellettuale del Professore. Figura di riferimento della nutrizione italiana, Ghiselli ha contribuito in modo determinante alla ricerca e alla diffusione di una cultura alimentare consapevole, impegnandosi nel contrasto alla disinformazione e coniugando rigore metodologico, responsabilità pubblica e attenzione alla dimensione culturale del cibo con una straordinaria capacità divulgativa.
La nuova edizione del premio sarà dedicata al tema 'Impatto dell’alimentazione sul processo di invecchiamento in salute', un focus che richiama una delle principali sfide sanitarie e sociali contemporanee: approfondire il ruolo dell’alimentazione nel contribuire a "dare più salute agli anni" cioè a disegnare una miglior prospettiva di salute nell’età avanzata. Il Premio prevede l’assegnazione di una borsa di studio e le candidature potranno essere presentate a partire dal 1° luglio fino al 30 novembre 2026, mentre la cerimonia di consegna si terrà nel febbraio 2027. A valutare i progetti sarà una commissione scientifica d’eccellenza, composta da rappresentati Sinu, del Comitato scientifico di Fondazione Istituto Danone ed esperti del settore di fama riconosciuta.

(Adnkronos) - Infortunio per Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l'argentino Juan Manuel Cerundolo in una partita segnata, nelle fasi finali del terzo set, da un problema fisico accusato da Sinner, che al momento di servire per il match ha concesso break facendosi rimontare da 5-1 a 5-4.
Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio, in quelli che sembrano a tutti gli effetti crampi. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l'intervento del fisioterapista. Tornato in campo l'azzurro ha però cominciato a zoppicare.
"Dipende da cosa hai", gli ha detto l'arbitro quando lui ha chiesto se potesse prendersi del tempo. "Non so se è disidratazione", ha detto l'azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. "Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare", ha detto Sinner al suo team, rientrando poi negli spogliatoi.

(Adnkronos) - Prosegue la collaborazione triennale tra myPos, piattaforma finanziaria all-in-one dedicata alle piccole imprese europee, e Artigiano in Fiera, la più grande manifestazione internazionale dedicata all'artigianato e alle micro e piccole imprese. In occasione della seconda edizione di 'Anteprima d’estate', myPos torna al fianco della manifestazione come partner di pagamento ufficiale, mettendo a disposizione degli espositori soluzioni per accettare pagamenti digitali in modo semplice, rapido e sicuro.
Dal 29 maggio al 2 giugno, presso il quartiere fieristico di FieraMilano Rho, Anteprima d’estate -promossa da Artigiano in fiera- tutti i giorni dalle 10 alle 22.30 e con ingresso gratuito offrirà alle micro e piccole imprese presenti un contesto ad alta affluenza per incontrare nuovi clienti e trasformare i contatti in opportunità commerciali.
In questo scenario, un’esperienza di pagamento fluida contribuisce a ridurre code e disagi e a supportare l’operatività quotidiana degli espositori anche nei momenti di picco. Grazie all’ecosistema myPos, i merchant possono gestire incassi e attività in modo continuativo e sotto controllo, senza problemi di connessione, offrendo ai visitatori un’esperienza di acquisto cashless più fluida e riducendo la necessità di ricorrere agli sportelli Atm.
"Eventi come 'Anteprima d'estate' promosso da Artigiano in fiera sono un'occasione concreta per dimostrare come la digitalizzazione dei pagamenti possa semplificare il lavoro quotidiano dei commercianti", ha affermato Alessandro Bocca, country manager di myPos. "Il nostro obiettivo è rendere l’esperienza d'acquisto cashless più scorrevole per i visitatori e, allo stesso tempo, aiutare gli espositori a gestire incassi e operatività con maggiore continuità e controllo: non solo un Pos, ma un ecosistema di strumenti che li accompagna prima, durante e dopo l'evento".
“Questo accordo, che celebra il terzo anno di collaborazione, è prima di tutto un impegno condiviso per rendere l’esperienza all'Artigiano in fiera sempre più fluida, piacevole e vicina alle esigenze di chi la vive, artigiani e visitatori. Il nostro villaggio artigiano globale è fatto di incontri, scoperte e relazioni, e innovare significa anche semplificare ogni gesto quotidiano, a partire dai pagamenti -ha dichiarato Gabriele Alberti, amministratore delegato e direttore generale di Ge.Fi.-. In un contesto che ogni giorno accoglie migliaia di transazioni, offrire soluzioni rapide, intuitive e sicure diventa fondamentale per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l'esperienza, la scoperta del lavoro artigiano e il piacere dell’acquisto".
Il team myPos sarà presente ad 'Anteprima d'estate' supportando gli artigiani con uno stand dedicato (L84/M83, Padiglione 3).
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