
(Adnkronos) - Mancano meno di due mesi e il quadro delle candidature ormai quasi definito. A fine maggio, il 24 e 25, andranno al voto 15 capoluoghi di Provincia: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. Otto di questi sono attualmente governati dal centrosinistra e sette dal centrodestra. Occhi puntati in particolare su Venezia e Salerno. Ma se nel capoluogo veneto la corsa è definita, in quello campano niente è ancora deciso. Sul tavolo il possibile 'grande ritorno' di Vincenzo De Luca. 5 Stelle e Avs non ci stanno, il Pd ancora tace.
VENEZIA - A Venezia il centrosinistra ha ufficializzato da tempo la candidatura di Andrea Martella del Pd. Il senatore dem e attuale coordinatore veneto dem tenterà di strappare il comune al centrodestra, che ha messo in campo per il dopo Brugnaro, l'assessore Simone Venturini. Appena 38 anni ma un lungo impegno politico: da 11 anni membro nella giunta Brugnaro, attualmente ricopre le deleghe in ambito di turismo e coesione sociale, è stato eletto per la prima volta consigliere comunale con l'Udc poco più che ventenne. E' di pochi giorni fa l'annuncio del sostegno di Azione che a Venezia si schiererà con il centrodestra.
SALERNO - A Salerno la situazione è ancora in divenire. Nel centrosinistra Vicenzo De Luca sarebbe intenzionato a riproporsi come sindaco. Per contrastrare l'eventuale ritorno, M5S e Avs sostengono la candidatura dell'avvocato Franco Massimo Lanocita. Una coalizione trasversale moderata spinge invece per l’ingegnere Armando Zambrano che raccoglie i consensi di Azione, Casa Riformista e altre sigle centriste ma anche di Forza Italia. Fdi invece è in campo con la candidatura del docente universitario Gherardo Maria Marenghi.
REGGIO CALABRIA E CROTONE - Il centrosinistra cerca di tenere Reggio Calabria, al voto dopo due mandati di Giuseppe Falcomatà,eletto consigliere regionale, con Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie il 15 marzo scorso. Per il centrodestra è in campo il segretario regionale di Forza Italia e responsabile nazionale per il Sud, Francesco Cannizzaro. A Crotone si ricandida Vincenzo Voce, già eletto sindaco come civico di centrodestra. A sfidarlo in pole c'è Filippo Sestito, dirigente nazionale Arci, animatore delle lotte ambientaliste e antirazziste in regione. Con lui un blocco che comprende Pd, Demos, M5s, Avs e comitati civici.
LECCO E MANTOVA - Lecco e Mantova sono entrambe guidate dal centrosinistra. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni punta a conquistare un secondo mandato con la coalizione 'Lecco 2031', che vede unite quattro forze politiche - Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Ambientalmente e Fattore Lecco - rafforzate dal recente appoggio di Italia Viva. Il centrodestra schiera invece Filippo Boscagli di Fdi. il centrodestra al momento non ha trovato la quadra. A Mantova il comune è stato guidato per due mandati da Mattia Palazzi e il centrosinistra dovrebbe puntare sull'assessore all'Ambiente, Andrea Munari. Il centrodestra schiera il moderato Raffaele Zancuoghi.
AREZZO, PISTOIA E PRATO - Arezzo e Pistoia sono attualmente guidate dal centrodestra, Prato dal centrosinistra sebbene la sindaca Ilaria Bugetti si sia dimessa a seguito di un'inchiesta per corruzione. Ad Arezzo dal 2015 la città è governata dal centrodestra, con il sindaco Alessandro Ghinelli. A tentare di strappare il comune sarà Vincenzo Ceccarelli del Pd, già presidente della Provincia di Arezzo, consigliere regionale e assessore. Per Fdi, Lega e Forza Italia correrà Marcello Comanducci, imprenditore nel settore del turismo che è stato assessore nella giunta Ghinelli. A Pistoia, dopo i due mandati di Alessandro Tomasi, il centrodestra schiera la ex vicesindaca Annamaria Celesti. Il centrosinistra sceglierà invece il suo nome con le primarie. In partita ci sono l’ex consigliera regionale Stefania Nesi del Pd vicina a Eugenio Giani e Giovanni Capecchi di Avs. Infine, ancora incerta la partita di Prato dove non ci sono ancora candidati ufficiali. Nel centrosinistra potrebbe tornare in pista l'ex-sindaco per due mandati, Matteo Biffoni, che nonostante sia stato campione di preferenze alle ultime regionali in Toscana non ha avuto ruoli in giunta nè in consiglio regionale.
FERMO E MACERATA - I comuni sono entrambi a trazione centrodestra. A Fermo la sfida è tra l'asessore uscente Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, appoggiata Pd, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e civiche. A Macerata il candidato sindaco del centrosinistra, è Gianluca Tittarelli, sostenuto da Pd, Avs, M5Stelle, Casa Riformista e le liste civiche, e mira a ’spodestare’ il sindaco uscente, Sandro Parcaroli, la cui candidatura bis è stata sostenuta anche dal leader della Lega, Matteo Salvini.
CHIETI E AVELLINO - A Chieti il sindaco uscente di centrosinistra, Diego Ferrara, lascia il campo a Giovanni Legnini, ex commissario per la ricostruzione, già sottosegretario e vicepresidente del Csm, sostenuto da Pd, M5S, Avs e civiche. Il centrodestra è invece diviso tra Cristiano Sicari e Mario Colantonio, sostenuto dalla Lega. Ad Avellino situazione ancora tutta in divenire. Nessun accordo nel centrosinistra mentre nello schieramento opposto al momento ci sono due nomi in campo: Forza Italia sta con Laura Nargi, ex sindaca, mentre Fdi punta su Fabio Benigni, presidente dell'Ordine degli Avvocati.
ANDRIA E TRANI - I capoluoghi pugliesi sono entrambi guidati da sindaci Pd. Ad Andria si ricandida l'attuale sindaca Giovanna Bruno. A sfidarla Sabino Napolitano di Fdi, 65 anni e medico. A Trani il sindaco Amedeo Bottaro è al secondo mandato e il centrosinistra schiera Marco Galiano, ex sindacalista e dirigente scolastico, appoggiato da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Per Trani, Italia Viva e Più Europa. Il centrodestra schiera anche qui un medico: si tratta dell'urologo Angelo Guarriello.
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(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 3.2 è stato registrato oggi 4 aprile dalla Sala Sismica INGV-Roma 10 km a nord di Lucera, nel foggiano, alle 22:47:20 ora italiana, a una profondità di 11 km. Gli altri centri vicini sono San Severo (11 chilometri) e Torremaggiore (12 chilometri).

(Adnkronos) - “Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire". Così Papa Leone XIV che oggi ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la sua prima Veglia nella notte Santa di Pasqua. Il rito ha avuto inizio nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale acceso e il canto dell’Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i cardinali.
"Il santo mistero di questa notte dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace", ha detto il Pontefice: “Così, il diacono, all’inizio di questa celebrazione,- spiega Leone citando il testo che celebra la vittoria della luce sulle tenebre - ha inneggiato alla luce di Cristo Risorto, simboleggiata nel cero pasquale. Da quest’unico cero tutti abbiamo acceso i nostri lumi e, ciascuno portando una fiammella attinta allo stesso fuoco, abbiamo illuminato questa grande basilica. È il segno della luce pasquale, che ci unisce nella Chiesa come lampade per il mondo”. “Questa - ha osservato Leone - è una Veglia piena di luce, la più antica della tradizione cristiana, detta “madre di tutte le veglie”. In essa riviviamo il memoriale della vittoria del Signore della vita sulla morte e sugli inferi”.
“Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire, e spesso le pietre che li chiudono sono così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili”. E ha chiamato con il loro nome le pietre dei giorni nostri che opprimono e spezzano legami. “Alcune - ha detto Prevost - opprimono l’uomo nel cuore, come la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore; altre, conseguenza di quelle interiori, spezzano i legami tra noi, come la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”. “Non lasciamocene paralizzare - è il monito - Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l’aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo. Non sono personaggi irraggiungibili, ma persone come noi che, forti della grazia del Risorto, nella carità e nella verità, hanno avuto il coraggio di parlare, come dice l’Apostolo Pietro, ‘con parole di Dio’ e di agire ‘con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio’”. “Lasciamoci muovere dal loro esempio e in questa Notte santa facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace”.

(Adnkronos) - Caso Var in Lazio-Parma, anticipo della 31esima giornata di Serie A oggi, sabato 4 aprile. Al minuto 82 della partita, sul risultato di 1-1 (reti di Delprato e Noslin), i gialloblù protestano in maniera vigorosa contro la squadra arbitrale per un rigore non concesso dopo un tocco di braccio in area biancoceleste di Nuno Tavares, al termine di un'azione avviata dal rinvio da fondo campo del portiere Suzuki.
L'arbitro Marcenaro inizialmente lascia correre, poi revisiona il caso al monitor e decide che non è calcio di rigore per un fuorigioco di Pellegrino a inizio azione. Proteste inutili, dunque, da parte degli uomini di Cuesta.

(Adnkronos) - "Chi non sente dolore e non soffre poi non cresce nemmeno. Anch'io ho partecipato a quel dispiacere perché ho vissuto la Nazionale: non avrei avuto meriti se ci fossimo qualificati e non ho avuto responsabilità per la sconfitta, ma il sentimento è quello". Così Luciano Spalletti, allenatore della Juve ed ex ct della Nazionale, ha commentato la mancata qualificazione degli Azzurri ai Mondiali prima della partita contro il Genoa.
"C'è l'enorme malessere per la Nazionale, per Gattuso, ma sono cose da assorbire. Vorrei concludere facendo i complimenti a Silvio Baldini, che sta facendo bene con l'Under 21. C'è qualcosa di buono che ci dà spiragli di luce per il futuro".
Spalletti ha poi aggiunto: "Li conosco, so quanto amore e passione ci hanno messo. Dal mio punto di vista c'è il dispiacere per quanto successo, ma ora è bene fare riflessioni corrette. Penso sia giusto ragionare a mente fredda e poi programmare in maniera corretta. Da domani torneremo a pensare a fare risultati per la nostra squadra, ma chiediamoci se vogliamo valorizzare davvero i nostri giocatori. In Italia ci sono molte proprietà straniere: ci fa piacere investano nel nostro calcio, però se gli si chiede di avere cura dei talenti italiani loro possono fare ragionamenti diversi. O c'è un sentimento spontaneo per la Nazionale oppure bisogna che ce lo impongano delle regole. Penso ci siano ancora delle mamme come quelle di Baggio, Totti, Del Piero, Cannavaro... Bisogna andare a saper usare ciò che queste mamme 'producono', ci metteranno a disposizione altri talenti e non dobbiamo fare delle regole che ci impongano di valorizzarli".

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 4 aprile . Centrati invece sette '5' che vincono 34.257,71 ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 145.9 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 8, 21, 29, 46, 60, 81. Numero Jolly: 42. Numero SuperStar: 80.

(Adnkronos) - Uno sciatore è morto oggi ai piedi della parete sud del Monviso, nelle montagne nella zona di Pontechianale, in provincia di Cuneo: l'incidente è avvenuto nei pressi del bivacco Andreotti, quando l'uomo ha perso il controllo degli sci ed è deceduto.
L'allarme è stato dato intorno alle 16 del pomeriggio da due scialpinisti che, a circa 3.700 metri di altitudine, hanno trovato gli sci appartenenti a un uomo incontrato precedentemente in cima e che aveva iniziato la discesa prima di loro. Sul posto i tecnici del soccorso alpino e speleologico piemontese e l'elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, che hanno individuato il corpo dello sciatore, sul fondo di un canale, e lo hanno recuperato.

(Adnkronos) - La Fiorentina batte 1-0 il Verona in un match della 31esima giornata di Serie A oggi, sabato 4 aprile. A decidere la partita del Bentegodi il gol di Fagioli all'82'. Le due squadre terminano il match in dieci per le espulsioni di Suslov e Gudmundsson all'86'. In classifica c'è lo scatto salvezza dei viola, che salgono al 15° posto con 32 punti, mentre i gialloblù restano fermi in 19esima posizione insieme al Pisa a quota 18.
Dopo un avvio che registra l’unica vera occasione viola del primo tempo — traversa di Fagioli su sviluppi di un cross di Gudmundsson — la gara è controllata dai padroni di casa. La formazione di Sammarco costruisce le migliori opportunità soprattutto sulla corsia di sinistra, grazie alle combinazioni tra Belghali e Bernede, ma non riesce a concretizzare. De Gea è attento, mentre Bowie e Orban sprecano da buona posizione.
Nella ripresa il copione non cambia: Fiorentina in difficoltà e poco pericolosa. Al 58’ Vanoli inserisce Piccoli per Fabbian (problema all’adduttore) e passa al 4-4-2, senza però ottenere miglioramenti significativi. Nel finale spazio anche a Fazzini e al classe 2006 Luis Balbo, all’esordio in Serie A. L’episodio decisivo arriva all’82’: ripartenza viola, Harrison — fino a quel momento poco incisivo — serve Fagioli al limite dell’area, conclusione rasoterra sul primo palo e pallone in rete dopo aver colpito il palo interno. Nel finale tensione elevata e rissa tra i giocatori: espulsi Gudmundsson e Suslov. Il risultato non cambia con la Fiorentina che compie un passo importante verso la salvezza. Situazione sempre più critica invece per il Verona, alla settima stagione consecutiva in Serie A e ora vicino alla retrocessione.

(Adnkronos) - Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social sul suo tour in Arabia Saudita, Qatar edEmirati Arabi Uniti .
"Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica", ha detto ancora.
"In un momento come questo, in un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto forse costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia", ha aggiunto Meloni. "Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni perché per me la politica estera non è una materia lontana, è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l'Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione".
"Quando nel Golfo cresce l'instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie. Perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo", ha sottolineato la premier aggiungendo: "Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia che è necessaria, anche in Italia. Pensate che il solo Qatar, che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l'area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve". "E' per questa ragione che sono qui, a parlare con leader con i quali -sottolinea Meloni- l'Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali".

(Adnkronos) - Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social sul suo tour in Arabia Saudita, Qatar edEmirati Arabi Uniti .
"Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica", ha sottolineato.
"In un momento come questo, in un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto forse costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia", ha aggiunto Meloni. "Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni perché per me la politica estera non è una materia lontana, è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l'Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione".
"Ho parlato" con i leader dei Paesi del Golfo "di come rafforzare la cooperazione, di come dare una mano a fermare l'escalation, di come ripristinare il prima possibile la libertà di navigazione dalle rotte da cui dipendono energia, commercio e stabilità, a partire ovviamente dallo stretto di Hormuz, da cui transita una quota enorme dell'energia mondiale".
"Quando nel Golfo cresce l'instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie. Perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo", ha sottolineato la premier aggiungendo: "Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia che è necessaria, anche in Italia. Pensate che il solo Qatar, che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l'area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve". "E' per questa ragione che sono qui, a parlare con leader con i quali -sottolinea Meloni- l'Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali".

(Adnkronos) - "E mo' basta, Antò". Ivan Zazzaroni contro Antonio Cassano. Il direttore del Corriere dello Sport, con un lungo post su Instagram, si toglie più di un sassolino per gli 'attacchi' dell'ex calciatore. "Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l'unico numero bloccato su 4.019. Da assiduo frequentatore della maleducazione e del delirio di onnipotenza, Cassano è un'eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona sulla spiaggia", scrive Zazzaroni, più volte nel 'mirino' di Cassano per questioni calcistiche.
"Buttò una carriera per arroganza e oggi, nella sua improbabile seconda vita da commentatore del nulla, fa lo stesso perché altro non sa fare. Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi - senza che gli scappi mai da ridere- 'un punto di riferimento' è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona", aggiunge il giornalista. "Non ho conosciuto un solo 'grande' che corresse un rischio simile perché chi è davvero grande fa di tutto per schermirsi e perché chi è davvero grande prova ad avere rispetto di sé e soprattutto degli altri", afferma ancora.
"Antonio no. Antonio si mette in posa. Antonio fa il self-tape e si ripete che senza di lui il calcio non esisterebbe. Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa", l'affondo di Zazzaroni contro l'ex calciatore. "E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a puttane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali", dice Zazzaroni prima di rivolgersi direttamente a Cassano.
"Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo", conclude.

(Adnkronos) - Torna in campo la Lazio in Serie A. Oggi, sabato 4 aprile, i biancocelesti sfidano il Parma nella 31esima giornata di campionato. La squadra di Sarri è reduce dalla vittoria contro il Bologna prima della sosta, battuto 2-0 al Dall'Ara grazie alla doppietta di Taylor, mentre i ducali sono stati sconfitti in casa dalla Cremonese con lo stesso risultato. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Lazio-Parma? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La sfida sarà inoltre disponibile in streaming sulla piattaforma web di Dazn, sull'app SkyGo e su NOW.
Nella prossima giornata di campionato, il Parma affronterà il Napoli al Tardini domenica 12 aprile alle 15. La Lazio sarà invece impegnata al Franchi contro la Fiorentina, lunedì 13 aprile alle 20:45.

(Adnkronos) - Grave lutto per l'ex terzino dell'Inter Felice Centofanti che ha perso la figlia Giorgia, nata con una disabilità. A dare la triste notizia la sorella, l'ex ginnasta azzurra Martina Centofanti sui social: "Abbiamo sempre ritenuto opportuno preservare la tua storia, la nostra storia, perché così delicata e preziosa da essere custodita con cura. Vorremmo ora però provare in qualche modo a renderti onore, per quello che sei stata per noi. Ogni giorno e dal primo momento sei stata la forza più grande che la tua famiglia abbia avuto. Il pilastro e il centro del nostro amore, un qualcosa di talmente grande che impossibile da spiegare a parole".
Il messaggio continua: "Il tuo sorriso ha illuminato ogni momento, ci bastava immaginarlo per sentirci vivi ed improvvisamente anche le cose che sembravano impossibili diventavano più semplici da affrontare e, pensando a te, sarà così per sempre. Ogni attimo passato insieme è stato essenziale per riempire il cuore di amore incondizionato, consapevoli del fatto che ogni minuto fosse prezioso ed unico e ricordandoci ogni giorno di quanto la vita vada apprezzata e vissuta a pieno".

(Adnkronos) - Cristian Chivu difende Alessandro Bastoni, dopo i giorni difficili trascorsi in Nazionale e la mancata qualificazione degli Azzurri al Mondiale: "L’ho lasciato con le stampelle e l’ho visto in campo in Nazionale tre giorni dopo, ha dato la disponibilità e ci ha messo la faccia nonostante le difficoltà. E' dispiaciuto per quanto accaduto ma, allo stesso tempo, contento di aver ricevuto il sostegno dei suoi compagni" ha spiegato l'allenatore dell'Inter in conferenza stampa, prima del big match di Pasqua contro la Roma.
Chivu ha parlato anche del possibile addio di Bastoni all'Inter, nella prossima sessione di mercato: "Non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Sarà lui a decidere, ma finché è qua darà il 100%. Sarei felice che rimanesse, così come sarei felice se anch'io restassi".

(Adnkronos) - "La malattia mi ha lasciato dei segni indelebili ma sto bene". Così Giovanni Allevi, ospite oggi a Verissimo, è tornato a parlare delle sue condizioni di salute migliorate nell'ultimo periodo dopo una lunga degenza oncologica. Al compositore è stato diagnosticato nel 2022 un mieloma multiplo, una malattia del sangue.
Allevi ha raccontato di vivere costantamente con "un dolore cronico alla schiena, ho due vertebre fratturate", motivo per cui porta un busto, "ho spesso un formicolio alle dita delle mani, ho freddo all'improvviso e sono perennemente stanco". Ma nonostante ciò, il compositore ha trovato il mondo di aggrapparsi alla vita anche in una delle fasi più delicate della sua malattia, durante la degenza oncologica: "Ho avuto un'intuizione - ha raccontato Allevi - quando ho toccato il fondo, dopo la chemioterapia pesavo 63 kg, le terapie sembrava che non facessero effetto, mi trovavo in bilico tra la vita e la morte. E allora mi sono chiesto 'ma chi sono io, cosa sono, sono questo dolore, questa malattia, questa sofferenza? Sono tutto questo oppure c'è, da qualche parte, dentro di me una dimensione che non si fa toccare da niente?'".
Una luce nascosta nel buio della malattia: "Ho intuito che anche nella disperazione, dentro di me, c'è un io invisibile che non si fa toccare da niente e ancora oggi quando affronto un momento di difficoltà o di sconforto mi ripeto che la sofferenza è una nuvola, ma io sono il cielo".
La speranza per Giovanni Allevi oggi è tutto: "Io non voglio smettere di credere che ci sarà un lieto fine, perché nessuno può sapere cosa ci sarà nel futuro".
Il compositore durante la degenza è rimasto isolato per diverso tempo: "La composizione musicale mi ha aiutato. È sul letto d'ospedale che ho composto un concerto per violoncello e orchestra. Il concerto comincia con con 7 note e sono la trasformazione in musica della parola mieloma", ha confidato Allevi a Silvia Toffanin, un modo per "illudersi" di avere la meglio sulla malattia.
Allevi parla del mieloma multiplo come "un mostro": "Io so bene che da un momento all'altro potrebbe svegliarsi e mangiarmi in un solo boccone, ma finchè dorme io vivo pericolosamente".
"Il mio domani non può spingersi troppo in là nel futuro, dicono le statistiche, ma io non ci credo", ha raccontato Allevi. La malattia è stata per il compositore una lezione di vita: "Il mio domani è diventato un presente allargato, io voglio vivere con intensità. Questo mi permette di vivere ogni attimo che mi viene regalato come se fosse un miracolo. Senza il buio della malattia non sarei arrivato a questa consapevolezza".
"È una malattia cronica, devo continuare le cure per tutta la vita. Nella speranza che non si risvegli più", ha aggiunto.

(Adnkronos) - E' morto a 86 anni, dopo una lunga malattia, Nanni Cagnone, poeta e scrittore tra i più originali e innovativi degli ultimi decenni, voce visionaria della poesia contemporanea, che intendeva la versificazione come “pausa tra noi e il mondo”. La notizia della scomparsa, come riporta l'Adnkronos, è stata data dal Comune di Bomarzo (Viterbo). "Nanni era un nostro illustre concittadino, con una personalità discreta e riservata. Lo ringraziamo per la sua produzione letteraria. Alla moglie Sandra le nostre sentite condoglianze", si legge in un post sul canale Facebook ufficiale dell'Amministrazione comunale.
Nato a Carcare (Savona) il 10 aprile 1939, figlio del medico Giuseppe Cagnone e di Maria Luisa Landini, fratello dell’artista Angelo Cagnone, Nanni Cagnone aveva iniziato la sua carriera poetica nel 1954 e nel corso della sua vita ha prodotto una vasta opera che spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro ai saggi e aforismi. Tra le sue opere più significative si ricordano "I giovani invalidi" (Lerici, 1967) e le più recenti, tutte pubblicate da Lavis, "Discorde" (2015), "Tornare altrove", "La genitiva terra" (2019), "Mestizia dopo gli ultimi racconti (2019), "Accoglimento (Lavìs 2020) "Ex Animo (Lavìs 2020), "Sterpi e fioriture (2021), "Carmina. Poemi 1979-2017" (2022), "Comuni smarrimenti" (2023), "Sans-Gene" (2023) e "Esito" (2024).
Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: "Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere". (di Paolo Martini)
Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: "Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere".
"Se n’è andato Nanni Cagnone…Un grande poeta e scrittore libero, sopra le righe e fuori dagli schemi". Comincia così il post di Vasco Rossi su Instagram, accompagnato da foto e video del rocker insieme all'artista. Vasco ricorda ancora: "Ha scritto una bellissima prefazione per il mio libro 'Vivere | Living' (ideato e pubblicato dal celebre gallerista modenese Emilio Mazzoli e tradotto in inglese dal poeta americano della Beat Generation Paul Vangelisti). Ho avuto un grande piacere e onore di avere Nanni Cagnone con me sul palco al Teatro Storchi di Modena dove abbiamo presentato questo libro insieme a Arturo Bertusi. Ho provato subito affinità elettiva con Nanni Cagnone, una persona simpaticissima e molto ironica".
"È stato proprio lui - prosegue il cantautore - a definire i testi delle mie canzoni come 'liriche' perché non sono solo parole o testi..ma poesie musicate. Nella sua prefazione - ricorda ancora Rossi - Nanni Cagnone ha scritto: 'Vasco ed io abbiamo in comune una vita avventurosa: stravaganze, ateismo, sigarette, anarchia, una solenne propensione per le donne, studi interrotti e scoraggianti esperienze in collegi salesiani. Preferisco dire: abbiamo in comune la non-sudditanza, ossia una passione per la libertà'. Grazie di tutto, Nanni", conclude. (di Paolo Martini)
Raggiunge, e supera subito, quota quaranta un Sassuolo cinico che
inguaia invece il Cagliari. Con i tre punti i neroverdi hanno
praticamente chiuso, e con netto anticipo, la pratica salvezza. Il
Cagliari passa in vantaggio nel primo tempo con un calcio di
rigore, il Sassuolo cambia marcia nella ripresa quando, prima
pareggia con Garcia, poi trova il sigillo di Pinamonti che vale i
tre punti e il superamento della soglia virtuale della
salvezza.
La Sardegna conferma il 76,5% di raccolta differenziata (RD),
piazzandosi al terzo posto in Italia per l'incidenza di RD, dopo
Emilia-Romagna (78,9%) e Veneto (78,2%). Cala, però, il numero dei
comuni rifiuti free e quelli che vantano l'80% di differenziata,
obiettivo previsto per il 2029 dall'aggiornamento del piano
regionale di gestione dei rifiuti. È quanto emerge in estrema
sintesi dall'ottava edizione dell'Ecoforum Sardegna di Legambiente
organizzato a Cagliari, con la presentazione del dossier regionale
"Comuni ricicloni". I dati elaborati da Legambiente sono riferiti
al 2024, raccolti dall'Arpas e concessi all'associazione
ambientalista dalla Regione.
Il processo di riorganizzazione del servizio taxi e Ncc di Quartu
procede con alcune novità a partire dalla revisione del vigente
regolamento comunale per l'esercizio del servizio di trasporto
pubblico non di linea, in conformità alla normativa vigente, per
completare il percorso di qualificazione e potenziamento dei
servizi di taxi e di noleggio con conducente. Tra le novità spicca
anche l'aumento del numero di licenze, che addirittura raddoppiano:
dalle attuali 8 infatti si arriverà a 16, comprese le 3 vincolate
ai veicoli allestiti per il trasporto disabili. Aumenta anche il
numero dei mezzi, uno per ogni licenza. E cresce anche il numero
degli stalli: saranno infatti 17 i nuovi parcheggi dedicati
all'interno del territorio di Quartu; ne nasceranno inoltre 7 a
Selargius e altrettanti a Quartucciu.
(Adnkronos) - "L’ennesima aggressione ai danni di un medico, avvenuta a Manduria (Ta) presso la sede della continuità assistenziale - ex guardia medica- conferma una deriva ormai fuori controllo. Un medico è stato aggredito fisicamente da un paziente che pretendeva una visita domiciliare non appropriata, arrivando a colpirlo e a devastare i locali della struttura". Così il Sindacato medici italiani (Smi) esprime piena solidarietà al professionista coinvolto e denuncia un fenomeno che non può più essere considerato episodico. "I numeri parlano chiaro – dichiara Mariano Cafagna, segretario regionale Smi Puglia – è un’escalation drammatica che richiede risposte immediate e strutturali". Gli aggressori sono per lo più gli stessi pazienti, mentre i contesti più a rischio risultano essere i presidi 'di frontiera', come i pronto soccorso e le sedi di continuità assistenziale.
"Non possiamo più accettare che i medici lavorino in condizioni di insicurezza", dichiara Delia Epifani, presidente regionale Smi Puglia. "Le sedi di continuità assistenziale, spesso isolate e prive di adeguati sistemi di protezione, rappresentano uno dei punti più critici. L’episodio di Manduria, nonostante una apparente messa in sicurezza, con la sede della continuità assistenziale posta in un presidio ospedaliero, dimostra quanto il percorso sia ancora lungo e debba passare da una profonda rivoluzione non solo negli edifici, ma anche culturale". Smi riconosce gli sforzi già avviati dalla Regione Puglia – tra cui i protocolli operativi tra Asl e Prefetture – ma sottolinea come tali misure, da sole, non siano sufficienti.
"Servono interventi immediati e concreti – conclude Cafagna – presidi di sicurezza attivi durante l’interno turno nelle sedi più esposte, sistemi di videosorveglianza e allarme collegati direttamente alle Forze dell’Ordine, presenza di personale di supporto nelle sedi di continuità assistenziale, e l’applicazione immediata della normativa che garantisca pene certe per chi aggredisce operatori sanitari. Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini".

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