
Novak Djokovic in estasi per il pattinaggio di figura a Milano Cortina 2026. Il tennista serbo, reduce dalla sconfitta nella finale degli Australian Open 2026 contro Carlos Alcaraz, ma capace di eliminare Jannik Sinner nella semifinale dello Slam di Melbourne, è a Milano per godersi alcune gare delle Olimpiadi invernali e aveva già presenziato alla cerimonia di apertura di San Siro.
Alla Milano Ice Skating Arena di Assago Djokovic è stato inquadrato più volte mentre esultava per le performance dei pattinatori in gara, celebrando anche il bronzo dell'Italia, ma è stata un'esibizione in particolare che ha catturato la sua attenzione. Quando sul ghiaccio è arrivata la performance di Ilia Malinin, Djokovic ha reagito alzandosi in piedi e mettendosi le mani tra i capelli.
A fine gara il pattinatore statunitense, che ha vinto la medaglia d'oro, ha commentato proprio le immagini delle reazioni del fuoriclasse serbo: "Ho visto Djokovic. È stato incredibile. Ho sentito dire che dopo aver eseguito il mio salto mortale all'indietro, lui aveva le mani in testa. È un momento irripetibile, sono assolutamente sbalordito".

Assalto a un furgone portavalori oggi, lunedì 9 febbraio, sulla statale 613 Brindisi-Lecce, in territorio brindisino, all'altezza di Tuturano. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri sia la polizia. Il tratto interessato è stato chiuso al traffico. I banditi hanno esploso colpi d'arma da fuoco e sono fuggiti.
I malviventi erano armati di kalashnikov e hanno preso di mira un blindato, che era scortato da un furgone, e lo hanno bloccato mettendo di traverso un autocarro, a cui hanno dato fuoco, sulla carreggiata in direzione sud (Lecce). Poi hanno circondato il blindato con altri mezzi e hanno fatto esplodere il portellone per farlo aprire. Da verificare se il colpo sia andato a segno.
Sulla statale c'è stato un inseguimento da parte dei carabinieri. Per consentire le indagini di polizia giudiziaria e i rilievi delle forze dell'ordine, la strada è stata chiusa da Anas in entrambe le direzioni dal km 8,300 al km 12,800 a San Pietro Vernotico ed è stato istituito un percorso alternativo sulla ex SS 16. Sulla Brindisi-Lecce è il secondo episodio in circa un anno e mezzo. Il precedente assalto era avvenuto il 4 luglio del 2024, nello stesso tratto fra Tuturano e Torchiarolo, e la rapina era riuscita.

Il fisico Antonino Zichichi, autore di numerose e importanti ricerche, contributi e realizzazioni in vari campi della fisica nucleare e subnucleare, lo scienziato che arrivò alla scoperta dell'antimateria, è morto all'età di 96 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dal Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice (Trapani), di cui l'illustre scienziato era l'animatore e la guida.
A Zichichi si deve la scoperta dell'antideutone, la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone e studi sulla struttura elettromagnetica del protone.
Con la sua scomparsa, l'Italia perde uno dei suoi più noti scienziati, una figura centrale nella storia della fisica italiana del Novecento. Zichichi è stato un fisico teorico di fama internazionale, un instancabile promotore della cultura scientifica, fondatore di istituzioni, inventore, visionario e, soprattutto, divulgatore. Il suo volto, la sua voce e il suo stile inconfondibile sono rimasti per decenni familiari al grande pubblico, ben oltre le mura accademiche.
Scienziato dalle intuizioni geniali, uomo di fede, pensatore fuori dagli schemi, Zichichi ha costruito ponti tra scienza e religione, tra politica e cultura, tra laboratori e televisioni, rendendo la scienza - quella più complessa, la fisica delle particelle - materia viva e dibattuta.

Undici morti in montagna in sette giorni, di cui dieci a causa di valanghe. È questo il tragico bilancio degli ultimi giorni sulle Alpi italiane che porta il Soccorso alpino a lanciare un "forte richiamo alla prudenza" per chi va in montagna sulla neve.
"L’area interessata dai distacchi valanghivi registrati negli ultimi giorni è estremamente vasta[1] e coinvolge gran parte dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Trentino. Le cause degli eventi non sono riconducibili a un’unica situazione tipo; emerge tuttavia con evidenza una configurazione ricorrente, legata alla presenza di strati deboli persistenti all’interno del manto nevoso", osserva il Soccorso alpino spiegando che per diversi elementi i "punti pericolosi sono numerosi e difficilmente individuabili sul terreno, rendendo complessa - anche per utenti esperti - l’individuazione di linee di salita o discesa realmente sicure".
"Per questo motivo, anche nei primi giorni della settimana appena iniziata, la scelta di itinerari in ambiente invernale su pendii ripidi rimane particolarmente delicata", sottolinea il Soccorso Alpino che, oltre a richiamare la necessità di "conoscenza e utilizzo dei dispositivi di autosoccorso" consiglia "di studiare attentamente i bollettini nivologici nella loro interezza, valutando con attenzione non solo l’itinerario pianificato ma anche le modalità di salita e discesa, e di considerare seriamente l’opzione di attendere il naturale assestamento del manto nevoso prima di intraprendere attività in ambiente innevato su terreni potenzialmente esposti al pericolo valanghe".

Luciano Spalletti show dopo Juventus-Lazio. L'allenatore bianconero ha commentato, a modo suo, il pareggio per 2-2 dell'Allianz Arena contro i biancocelesti di Sarri, valido per la 24esima giornata di Serie A. In particolare, Spalletti ha parlato del contatto tra Mario Gila e Juan Cabal in area laziale nel corso del primo tempo, su cui i bianconeri chiedevano calcio di rigore, finendo per 'baciare' la giornalista di Dazn Federica Zille.
"Contatto... Contatto, ti posso dare un bacio?", ha chiesto Spalletti all'intervistatrice, prima di baciarla sulla spalla, "Contatto, ho dato un bacio, è contatto", ha continuato provocando il sorriso di Zille. "Gli faccio una carezza, è contatto. Bisogna vedere che tipo di contatto si ha. È un impatto, non un contatto. La difficoltà ci sarà sempre se si vogliono creare delle regole per cui step-on-foot sono tutti rigori e falli di mano sono tutti rigori. Non è così".
Succede tutto al 27' del primo tempo[1]: al termine di una bella azione personale, Cabal salta un avversario ed entra in area, ma viene steso dall'intervento del difensore biancoceleste, rimanendo a terra dolorante.
Le immagini mostrano come il colombiano abbia provato a saltare lo spagnolo spostandosi il pallone, ma, continuando la sua corsa, si sia scontrato proprio con Gila, che già in scivolata finisce per colpire l'avversario negandogli, di fatto, la possibilità di arrivare in porta. Il gioco poi prosegue con il pallone che arriva a Koopmeiners, che calcia da fuori e segna, ma l'arbitro annulla tutto per posizione di fuorigioco di Thuram, giudicata attiva in quanto colpisce il pallone e ostruisce la visuale di Provedel.
Le proteste bianconere proseguono, con i giocatori, e Spalletti in panchina, che circondano l'arbitro chiedendo l'intervento del Var. Il direttore di gara Guida però, dopo pochi secondi, conferma la sua decisione e fa riprendere il gioco.

Kim Kardashian e Lewis Hamilton sono stati avvistati insieme al Super Bowl LX, tra sorrisi e sguardi complici: un nuovo tassello che alimenta le indiscrezioni sulla loro presunta relazione, già oggetto di attenzione da parte dei media internazionali.
L'imprenditrice e il pilota di Formula 1 sono amici da anni, ma le loro fughe romantiche a Londra e a Parigi lasciano intendere che il loro rapporto possa aver preso una direzione diversa. Proprio com'è successo alla sorella di Kim, Kourtney Kardashian, che ha sposato il suo migliore amico Travis Barker, il batterista dei Blink 182. Anche se alcuni media parlano di una 'friendship with benefits' quella che ci sarebbe tra Kim e Lewis, ovvero una relazione senza impegno.
Ancora prima della loro apparizione all'evento sportivo dell'anno, la showgirl e il pilota si sono goduti il Capodanno ad Aspen - meta gettonata tra le celebrità di Hollywood - e alcuni giorni all'insegna del romanticismo e del lusso tra le campagne inglesi, le Cotswolds, e la Ville Lumière. Al momento, i diretti interessanti non hanno rilasciato dichiarazioni sulla loro frequentazione.
Intervento dei vigili del fuoco e del 118...
Coach Mrsic ammette, 'hanno giocato meglio di noi'... 
António José Seguro è il nuovo presidente della Repubblica del Portogallo. L'ex Segretario Generale Socialista è diventato il politico più votato nella storia del Paese, battendo il record assoluto di voti ottenuto da Mário Soares nella sua rielezione nel 1991. Con 3.482.481 voti ottenuti ieri, il presidente eletto ha vinto in tutti i distretti e le regioni autonome. Con il 99,2% delle schede scrutinate, il candidato sostenuto dalla sinistra ha vinto con il 66,82% dei voti, contro il 33,18% ottenuto da André Ventura, candidato e leader del partito di estrema destra Chega.
“Questa vittoria ha un sapore molto speciale perché si tratta dell'elezione del presidente della Repubblica”, ha dichiarato Seguro alla stampa dal Centro Culturale e Congressuale di Caldas da Rainha, a nord di Lisbona. “Il popolo portoghese è il miglior popolo del mondo”, ha aggiunto prima di dichiarare il suo obiettivo: “Aiutare a servire”.
Il rivale di Seguro, Ventura, ha dichiarato che durante la campagna “ho cercato una linea alternativa, dire ciò che era necessario cambiare in questo Paese”, ma “nonostante un aumento molto significativo rispetto sia alle elezioni legislative che al primo turno, non sono riuscito a fare ciò che sostenevo, ovvero vincere queste elezioni”.
Il presidente uscente, Marcelo Rebelo de Sousa, si è congratulato con Seguro e ha annunciato che lo riceverà oggi pomeriggio. Il presidente “ha telefonato ad António José Seguro per congratularsi con lui per la vittoria alle elezioni presidenziali e augurargli ogni felicità e successo per il mandato che gli è stato affidato dai portoghesi”, ha informato la Presidenza. Da parte sua, il primo ministro portoghese, il conservatore Luís Montenegro, si è congratulato con Seguro come garante dello “spirito di convergenza” e ha assicurato che il governo dimostrerà al nuovo capo dello Stato “tutta la sua disponibilità” e “cooperazione” per servire i portoghesi.

Lo scenario meteo non ha intenzione di cambiare registro, e anche la settimana dal 9 al 15 febbraio risulterà bagnata e fortemente instabile. Ci attendono giorni di estremo dinamismo, dove l'acqua e la neve saranno le assolute protagoniste prima di un possibile colpo di scena per San Valentino.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la nuova settimana si aprirà nel segno di una spiccata instabilità che non risparmierà alcuna regione con piogge e rovesci a tratti intensi. Sarà una fase tipicamente autunnale nel carattere, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale, costringendo l'intero Paese a tenere l'ombrello a portata di mano.
Mentre le pianure faranno i conti con la pioggia, l'arco alpino, e in particolare i settori di confine, vedrà nevicate abbondanti e persistenti. Grazie allo sbarramento orografico, i fiocchi cadranno generosi sopra i 1000-1200 metri, regalando accumuli significativi. Questo costante apporto nevoso è il risultato diretto del flusso atlantico che, impattando contro i rilievi, scarica tutta la sua umidità sotto forma di neve fresca.
A partire da giovedì 12, assisteremo a una prima leggera variazione dell'assetto barico. Il flusso perturbato tenderà a piegare leggermente più da Nord-Ovest, concentrando il grosso dei fenomeni sulle regioni centrali e meridionali. Se al Nord si potranno timidamente affacciare alcune schiarite, il Centro-Sud sarà colpito da piogge insistenti e locali temporali, specialmente lungo il versante tirrenico.
L'attenzione di tutti è però rivolta al weekend del 14-15 febbraio. Proprio per San Valentino, le proiezioni indicano un possibile e radicale cambio di scenario: il flusso oceanico potrebbe lasciare il posto a una massa d'aria artica in discesa dal Nord Europa. Se questa manovra venisse confermata, assisteremmo a un crollo termico verticale, con il freddo che tornerebbe prepotentemente a ruggire su tutta l'Italia, ma è ancora molto presto.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 9. Al Nord: coperto con piovaschi. Al Centro: coperto con piogge sparse. Al Sud: instabile tra piogge e rovesci.
Martedì 10. Al Nord: variabile, tra piovaschi e schiarite. Al Centro: molto nuvoloso, piogge irregolari. Al Sud: variabile, rovesci sul basso Tirreno.
Mercoledì 11. Al Nord: maltempo al Nord-Est, migliora a ovest. Al Centro: piogge e rovesci diffusi. Al Sud: instabile con rovesci abbondanti.
Tendenza: ancora diffusa instabilità, specie al Centro-Sud

E' morta, a 85 anni, Patrizia de Blanck. A dare l'annuncio oggi, lunedì 9 febbraio, la figlia Giada in un lungo post pubblicato su Instagram insieme a una foto che le ritraeva insieme: "Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità - sottolinea Giada de Blanck - Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l’ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore".
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"Con tanta difficoltà scrivo questo messaggio, non ho la forza neanche di parlare. Chi mi conosce sa che per me la mia mamma era tutto - sottolinea ancora Giada de Blanck - Avevamo un rapporto stupendo: era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione, e tante volte siamo riuscite a vincere insieme e spesso sono riuscita a salvarla…". "Questa volta, nonostante abbia fatto l’impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato - aggiunge - Speravo come altre volte che avremmo, da guerriere quali siamo sempre state, vinto anche questa battaglia con la forza dell’amore. Ho affrontato un percorso durissimo e doloroso senza crollare, per me e per lei, cercando di infonderle forza e amore fino all’ultimo".
"Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti - conclude Giada de Blanck - Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e doloroso e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n’è andata una parte di me. Vivrò per due, questa è la promessa. Vivrò per lei, che vive dentro di me e nel mio cuore per sempre. Neanche la morte potrà dividerci".
Personaggio televisivo, protagonista del jet set internazionale e volto amatissimo - e spesso discusso - della televisione italiana: Patrizia De Blanck, "contessa del popolo", definizione che aveva accettato con simpatia, è morta a Roma all'età di 85 anni. A darne l'annuncio è stata la figlia Giada, con un lungo e struggente messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato da una fotografia che le ritrae insieme: un ultimo abbraccio diventato pubblico, come pubblica è stata gran parte della vita della contessa più popolare della Capitale.
"Con immenso dolore annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità", ha scritto Giada, ricordando un legame simbiotico e indissolubile. "Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un'intera epoca". Parole che restituiscono il senso di una perdita non solo privata, ma collettiva: perché Patrizia De Blanck, nel bene e nel male, è stata un personaggio che ha attraversato oltre sessant'anni di storia italiana, mondana e televisiva, senza mai smussare gli angoli del proprio carattere.
Nata a Roma il 9 novembre 1940, figlia di Lloyd Dario, ultima discendente della famiglia veneziana un tempo proprietaria del palazzo Ca' Dario sul Canal Grande, e dell'ambasciatore di Cuba Guillermo De Blanck y Menocal e nipote di Mario García Menocal, terzo presidente di Cuba, Patrizia porta con sé fin dall'infanzia il marchio di una nobiltà internazionale travolta dalla Storia. Con l'avvento al potere di Fidel Castro e la nazionalizzazione delle proprietà private, la sua famiglia viene esiliata, perdendo ville, piantagioni e privilegi. Roma diventa così il nuovo palcoscenico di una vita che non ha mai smesso di oscillare tra aristocrazia e popolarità, salotti esclusivi e televisione generalista.
Giovanissima, nel 1958, entra nel mondo dello spettacolo come valletta de "Il Musichiere", il programma cult condotto da Mario Riva sull'allora Canale Nazionale della Rai in bianco e nero. È l'inizio di una carriera che, pur non seguendo i binari tradizionali della soubrette o dell'attrice, la renderà una presenza costante nell'immaginario collettivo. Bellissima, irriverente, dotata di una lingua affilata e di una risata contagiosa, De Blanck incarna presto un personaggio fuori dal tempo: aristocratica ma popolare, colta ma sopra le righe, snob eppure profondamente umana.
Negli anni Sessanta e Settanta è una protagonista indiscussa della mondanità romana, quella che ruota attorno alla 'Dolce vita' di via Veneto, ai night club, ai grandi alberghi, ai salotti dove si incrociano politica, cinema e jet set internazionale. La sua vita privata finisce spesso al centro delle cronache. Nel 1960 sposa il baronetto inglese Anthony Leigh Milne, matrimonio che naufraga dopo pochi mesi in modo clamoroso. "L'avevo trovato a letto con un uomo", racconterà senza mai cercare di edulcorare l'episodio.
Ancora più cupa è la vicenda legata a Farouk El Chourbagi, miliardario egiziano con cui aveva una relazione e che viene assassinato nel 1964 in un appartamento di via Lazio, in uno dei casi giudiziari più seguiti dell'epoca, noto come caso Bebawi. Patrizia De Blanck viene chiamata a testimoniare: un episodio che segna profondamente la sua vita e contribuisce a costruire quell'aura di donna al centro del vortice, spettatrice e insieme protagonista di passioni estreme.
Nel 1971 si risposa con Giuseppe Drommi, console di Panama. Dal matrimonio nasce nel 1981 la figlia Giada, che diventerà il centro assoluto della sua esistenza. Un legame fortissimo, quasi esclusivo, che la stessa Giada ha raccontato con parole strazianti nel dare l'addio alla madre: "Era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione".
Dopo un periodo lontano dal piccolo schermo - ma mai davvero lontana dalla vita notturna romana - Patrizia De Blanck torna prepotentemente alla ribalta nei primi anni Duemila grazie a "Chiambretti c'è" su Rai 2. Seduta a tavola, spesso a casa di Renato Balestra, interpreta se stessa: la "sedicente contessa", come amava definirsi con autoironia, capace di battute fulminanti e giudizi senza appello. È qui che nasce la sua seconda, e forse più duratura, popolarità: quella televisiva.
Seguono "Domenica in" con Paolo Bonolis e "Il ristorante" su Rai 1, le frequenti ospitate nei programmi di Barbara D'Urso sulle reti Mediaset, "Pomeriggio Cinque" e "Domenica Live", la radio con Igor Righetti a "Il ComuniCattivo" in onda su Radio Rai 1 con la rubrica "La classe non è acqua, trasgredire con bon ton". Nel 2008 partecipa a "L'isola dei famosi", arrivando fino alla semifinale, e nello stesso anno pubblica la sua autobiografia, "A letto col diavolo" (Curcio Editore), un titolo che è già un manifesto. E' apparsa anche nella serie tv "I Cesaroni" su Canale 5 nel 2009.
Nel 2011 interpreta se stessa nel cinepanettone "Vacanze di Natale a Cortina" dii Neri Parenti, insieme alla figlia. Nel 2020 entra nella Casa del Grande Fratello Vip, dove torna al centro dell'attenzione anche per le polemiche legate alla presunta autenticità del suo titolo nobiliare. Accuse, smentite, dibattiti televisivi: Patrizia De Blanck affronta tutto con il suo stile inconfondibile, trasformando ogni controversia in racconto.
Si è sempre definita cattolica, profondamente credente, e negli ultimi anni ha affrontato una lunga e devastante malattia. "Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza", ha scritto Giada, raccontando una battaglia combattuta lontano dai riflettori. "Ho fatto l'impossibile, ma questa volta non è bastato".
Con la morte di Patrizia De Blanck se ne va molto più di un personaggio televisivo. Se ne va un modo di stare in scena e nella vita, senza filtri né strategie, con una sincerità brutale che oggi appare quasi anacronistica. Era amata e criticata, imitata e derisa, ma mai ignorata. La "contessa del popolo" lascia un vuoto che racconta la fine di un'epoca in cui la personalità contava più dell'immagine costruita, e la vita - con tutte le sue contraddizioni - era lo spettacolo più autentico. (di Paolo Martini)

"Io sono in generale per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato". "Se al Festival avesse partecipato Pucci secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi, lunedì 9 febbraio, in un colloquio con il Corriere della Sera e aggiunge: "Io a stento sapevo chi fosse". "Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico".
"Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto", prosegue la premier indicando a titolo esemplificativo alcune vignette sul suo conto. "Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?", conclude.
L'annuncio di Andrea Pucci come co-conduttore del Festival di Sanremo 2026 aveva da subito suscitato polemiche, che poi si sono amplificate via social. Per questo il comico ha deciso di rinunciare a salire sul palco dell'Ariston. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!", ha sostenuto, motivando la sua decisione, di cui - a quanto si apprende - lo stesso Conti e la Rai sono venuti a conoscenza indirettamente dai media. Pucci definisce quella che si è abbattuta su di lui una "onda mediatica negativa" che altera "il patto fondamentale" con il pubblico. Di qui la decisione di rinunciare.
"Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia", ha commentato nella giornata di ieri la presidente del Consiglio. Seguita da altri esponenti di Governo.
"L'ultima vittima del politicamente corretto è Andrea Pucci, che ha rinunciato a Sanremo per le polemiche esplose intorno alla sua satira. Perché questo doppiopesismo culturale? Difendere la Libertà significa anche difendere la libertà di espressione e di parola, artistica e culturale", ha dettoAntonio Tajani, segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri. "Non è accettabile che qualcuno voglia imporre un pensiero unico, soprattutto sui mezzi di comunicazione pubblica. Ad Andrea Pucci e alla sua famiglia va la mia solidarietà per le minacce ricevute".
"Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso", ha invece scritto Matteo Salvini sui social.

Gli attacchi notturni della Russia contro l'Ucraina hanno causato la morte di almeno tre persone. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza e il sindaco e capo dell'amministrazione militare di Odessa Sergiy Lysak, aggiungendo che il bombardamento della città portuale meridionale ha causato la morte di un uomo di 35 anni e il ferimento altre due persone.
Più a nord, nella regione di Kharkiv, i servizi di emergenza statali hanno dichiarato di aver recuperato i corpi di una donna e di un bambino di 10 anni dopo un attacco con un drone. "Altre tre persone sono rimaste ferite", ha aggiunto il servizio in un post su Telegram.
Il servizio di intelligence russo Fsb ritiene che l'intelligence polacca sia coinvolta nel tentato assassinio del generale russo Vladimir Alexeyev. Lo scrive l'Interfax, affermando che l'Fsb ritiene che gli agenti polacchi abbiano contribuito a reclutare l'attentatore. Varsavia non ha risposto alle accuse, mentre i servizi di sicurezza dell'Ucraina hanno respinto le accuse dell'Fsb di aver ordinato l'attentato.
Ieri un cittadino russo nato in Ucraina è stato estradato a Mosca da Dubai con l'accusa di aver ferito gravemente Alexeyev, hanno affermato funzionari della sicurezza russa.

Il magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong Jimmy Lai è stato condannato a 20 anni di carcere per collusione e sedizione, segnando la fine di un importante processo sulla sicurezza nazionale che aveva suscitato condanne a livello internazionale. "Dopo aver considerato la grave e seria condotta criminale di Lai, la Corte ha ritenuto che la pena totale per Lai nel presente caso dovesse essere di 20 anni di reclusione", si legge in un documento riassuntivo dei giudici. Due di questi anni si sovrapporranno alla pena detentiva già in vigore per Lai, il che significa che dovrà scontare altri 18 anni, hanno scritto i giudici.
Il capo dell'esecutivo di Hong Kong, John Lee, ha dichiarato che la condanna di Lai è stata "profondamente gratificante". "I crimini di Jimmy Lai sono efferati e malvagi all'estremo. La sua pesante condanna a 20 anni di carcere è una dimostrazione dello stato di diritto, sostiene la giustizia ed è profondamente gratificante", ha affermato in una dichiarazione.
La famiglia del magnate dei media pro-democrazia di Hong Kong ha commentato che la sua condanna a 20 anni di carcere ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale è stata "draconiana" e "crudele". "Condannare mio padre a questa pena detentiva draconiana è devastante per la nostra famiglia e mette a repentaglio la sua vita", ha affermato il figlio di Lai, Sebastien, in una dichiarazione della famiglia. La figlia Claire l'ha definita "una sentenza straziante e crudele", dato il peggioramento della sua salute in prigione, e se verrà eseguita, "morirà da martire dietro le sbarre".
Il ministro degli Esteri britannico si è impegnato a riprendere rapidamente i contatti con Pechino dopo la condanna. "Dopo la sentenza odierna, approfondiremo rapidamente il caso del signor Lai", ha affermato il ministro degli Esteri Yvette Cooper in una dichiarazione. "Siamo al fianco del popolo di Hong Kong", ha aggiunto.
Da parte sua, la Cina ha definito ''legittima'' e ''ragionevole'' la condanna al magnate dei media. "Hong Kong è una società governata dallo stato di diritto", ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri Lin Jian in una conferenza stampa, aggiungendo che la lunga sentenza "è ragionevole, legittima e legale''.
Respingendo qualsiasi interferenza esterna, Lin ha detto che ''non c'è spazio per discussioni" in merito e ha invitato "i Paesi a rispettare la sovranità della Cina, a rispettare lo stato di diritto a Hong Kong, ad astenersi dal rilasciare dichiarazioni irresponsabili e ad astenersi dall'interferire, in qualsiasi forma, nel sistema giudiziario di Hong Kong o negli affari interni della Cina".

C'è l'esperienza di Marco Fabbri e Charlène Guignard, la perfezione di Sara Conti e Niccolò Macii, la determinazione di Matteo Rizzo e l'entusiasmo dei giovani Lara Naki Gutmann e Daniel Grassl nella squadra azzurra del pattinaggio di figura, che ha conquistato questa sera il bronzo nella team event di pattinaggio di figura, la terza medaglia olimpica nella storia italiana di questo sport. La gara a squadra è stata introdotta nel 2014 a Sochi. Alla prima edizione, con in campo la stella del ghiaccio Carolina Kostner, l'Italia restò ai piedi del podio. Un obiettivo centrato alle Olimpiadi in casa.
Per riuscirci gli azzurri hanno schiarato i veterani Marco Fabbri e Charlène Guignard, giunti alla loro quarta partecipazione olimpica. Coppia in pista e nella vita, i due - 38 anni lui, 36 lei - si sono conosciuti grazie a un sito che 'matchava' potenziali partner. Atleti delle fiamme azzurre, sono allenati da Roberto Pelizzola e Barbara Fusar Poli, bronzo olimpico in coppia con Maurizio Margaglio a Salt Lake City nel 2002. Nella danza ritmica venerdì 6 febbraio, pattinando sui brani dei Backstreet boys la coppia azzurra ha chiuso al quinto posto. Ieri sera Fabbri e Guignard, con un'emozionante performance sulle note della colonna sonora del film 'Diamanti', hanno conquistato il secondo posto, consolidando così la terza posizione parziale della squadra italiana.
Colonna portante del team azzurro è l'altra coppia, quella del pattinaggio artistico, formata da Sara Conti e Niccolò Macii. Venticinquenne di Alzano Lombardo lei, trentenne milanese lui, i due atleti delle Fiamme Oro in passato sono stati legati sentimentalmente. Una rottura superata dall'amore per il ghiaccio, che è riuscito a tenerli insieme in pista nonostante la separazione nella vita. Hanno chiuso sia il programma corto che quello lungo del team event al terzo posto, entusiasmando il Forum di Assago.
Se le coppie sono una garanzia del team italiano, la rivelazione è Lara Naki Gutmann. Venerdì 6 febbraio, giorno dell'inaugurazioni delle Olimpiadi di Milano Cortina, la 23enne trentina, spinta dal tifo dei compagni di squadra, con un'esibizione sulle note della colonna sonora della serie tv dedicata alla prima donna avvocata d'Italia, Lidia Poët, ha segnato il suo record stagionale, chiudendo in terza posizione. Nel programma libero sulla colonna sonora dello Squalo è stata quarta. Solare e sorridente, Lara è alla sua seconda partecipazione olimpica, ma nel 2022 partecipò solo al team event. Il secondo nome 'Naki', che le è stato dato per via di un amico ghanese dei suoi genitori, morto prima della sua morte, significa 'la primogenita'. Un portafortuna che ha portato bene anche al team azzurro.
Nel singolare maschile di artistico l'Italia ha giocato il suo unico cambio: nel corto ha schierato Daniel Grassl, 23enne di Merano. Giocatore di hockey su ghiaccio nella prima infanzia, a 8 anni passa al pattinaggio di figura. La brillante carriera juniores viene coronata nel 2019 con un bronzo ai Mondiali. Nel 2022 è medaglia d'argento agli Europei di Tallinn. Al team event di Milano Cortina ha chiuso il programma corto in quinta posizione.
Il volto dello storico bronzo è quello di Matteo Rizzo, l'ultimo italiano a scendere in pista. Nato a Roma, ma cresciuto a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, a due passi da casa il 27enne atleta delle fiamme azzurre supera di oltre dieci punti il suo record stagionale e con una prestazione impeccabile arriva al terzo posto, facendo conquistare il bronzo alla squadra italiana.

Un anziano ha perso la vita nel pomeriggio di oggi domenica 8 febbraio a Castrovillari, in provincia di Cosenza, dopo essere stato travolto da una frana.
L'uomo si era recato in una zona di campagna, che conosceva bene e dove era solito andare, quando, secondo le prime ipotesi, a causa di uno smottamento di terreno, presumibilmente dovuto alle piogge intense dei giorni scorsi, è stato travolto da una caduta di massi e detriti che lo hanno colpito in pieno, non lasciandogli scampo.
Sul posto i carabinieri della Compagnia di Castrovillari, che hanno avviato accertamenti sulla dinamica dell'incidente, e i vigili del fuoco del locale distaccamento, impegnati nelle operazioni di recupero della salma, particolarmente difficoltose trattandosi di una zona piuttosto impervia. La salma è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Castrovillari.

Chiusi i seggi in Portogallo dove, in piena emergenza maltempo, si è votato per il ballottaggio per scegliere il successore del presidente Marcelo Rebelo de Sousa.
In corsa, António José Seguro del Partito Socialista (Ps), considerato il favorito, e il populista di destra André Ventura. Alle 16 l'affluenza era al 45,5%. Alle urne erano chiamati più di 11 milioni di elettori. Al primo turno Seguro ha ottenuto poco più del 31% dei voti. Ventura non è arrivato al 24% delle preferenze.
Le proiezioni che si basano su exit poll assegnano una vittoria netta a António José Seguro del Partito Socialista. Seguro, 63 anni, dovrebbe ottenere tra il 67 e il 73% dei voti, mentre il populista di destra André Ventura, 43 anni, potrebbe fermarsi tra il 27 e il 33%.

Proteste in Juventus-Lazio. Oggi, domenica 8 febbraio, nel big match dell'Allianz Stadium, valido per la 24esima giornata di Serie A, la squadra di Spalletti ha reclamato un calcio di rigore nel corso del primo tempo, per un contatto in area tra Juan Cabal e Mario Gila. Succede tutto al 27' del primo tempo: al termine di una bella azione personale, Cabal salta un avversario ed entra in area, ma viene steso dall'intervento del difensore biancoceleste, rimanendo a terra dolorante.
Le immagini mostrano come il colombiano abbia provato a saltare lo spagnolo spostandosi il pallone, ma, continuando la sua corsa, si sia scontrato proprio con Gila, che già in scivolata finisce per colpire l'avversario negandogli, di fatto, la possibilità di arrivare in porta. Il gioco poi prosegue con il pallone che arriva a Koopmeiners, che calcia da fuori e segna, ma l'arbitro annulla tutto per posizione di fuorigioco di Thuram, giudicata attiva in quanto ostruisce la visuale di Provedel.
Le proteste bianconere proseguono, con i giocatori, e Spalletti in panchina, che circondano l'arbitro chiedendo l'intervento del Var. Il direttore di gara Guida però, dopo pochi secondi, conferma la sua decisione e fa riprendere il gioco.
"Sará una battaglia: gara sará decisa da duelli e seconde palle... 
'We gave a party for the gods and the gods all came'. 'Abbiamo organizzato una festa per gli dei. E gli dei sono venuti tutti'. Magia delle Olimpiadi. A Livigno, Casa Italia accoglie così Lucia Dalmasso, bronzo nello snowboard a Milano Cortina 2026, specialità slalom gigante parallelo. Con una scritta che dice già tutto e che, nelle settimane olimpiche, abbraccerà gli atleti azzurri che daranno lustro al tricolore nel centro Coni Acquagranda.
Il centro è ben identificabile. Incorniciato da luci tricolore e con i cinque cerchi sullo sfondo. Lucia arriva e la prima emozione è già all’ingresso, quando legge il suo nome scolpito accanto agli altri medagliati azzurri delle Olimpiadi italiane. La sua è stata la quinta medaglia della 'spedizione', nel frattempo si sono aggiunti i bronzi di Riccardo Lorello (5000 metri del pattinaggio velocità) e di Dominik Fischnaller (slittino). Un elenco piazzato lì all'entrata come una sorta di promemoria, quasi a dire: "Ragazzi, siete grandi. Avete fatto qualcosa di grande”. Poi, sale al piano superiore e si prende una festa più che meritata con il 'Medal moment', accompagnato dal campanaccio di papà Pietro che ha scandito i momenti della giornata più desiderata.
Sale sul palco e sorride Lucia. Poi, riguarda la sua gara al maxi-schermo e torna a piangere. Lacrime di gioia, fotografia della soddisfazione per un momento inseguito da una vita. Con qualche flashback che forse l'avrà rimandata indietro di dodici anni fino a quel tragico infortunio costato la rottura dei legamenti crociati di entrambe le ginocchia. Un incidente che l'ha portata anche a cambiare strada, facendo switch con il supporto di mamma Elena e papà Pietro, come sempre accanto a lei. Dallo sci allo snowboard, in un percorso coronato da un bronzo olimpico a 28 anni che può solo essere un punto di partenza: "Sì, credo che me lo ricorderò per un pezzo. È un sogno che si avvera e continuerò a sognare in grande. Piango da oggi pomeriggio, lo faccio ancora adesso".
La dedica è di cuore: "A nonno Giovanni, il primo ad avermi trasmesso la passione per la neve". Che l'ha portata a una medaglia di bronzo scintillante, caduta dopo la premiazione: "L'ho aggiustata, ma poi mi è caduta un'altra volta". Non a caso, adesso se la tiene stretta stretta. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)

"Non aveva tutti i torti il vecchio Marx quando segnalava come a volte la storia si ripeta la prima volta in forma di tragedia, la seconda in forma di farsa. Così, senza offesa, potremmo considerare il golpe Borghese degli anni settanta come una possibile tragedia (scampata) e l’avventura politica del generale Vannacci, addobbato in vestaglia, come una probabile farsa. Lo spazio di manovra del generale sembra infatti assai angusto. Egli si colloca a destra della destra senza tener troppo conto del fatto che nello scacchiere politico attuale di destra ce n’è già molta e per giunta vincente -almeno per il momento. Infatti i primi a prendere sul serio la sua sfida appaiono gli alfieri del centrosinistra. I quali dal lato opposto della barricata elettorale confidano che la lista di Futuro nazionale possa erodere un certo consenso proprio a Meloni e Salvini. Arrivando fino a capovolgere i sondaggi di oggi e le previsioni per domani".
"Ora, il galateo della politica dovrebbe riservare ai nuovi arrivati un briciolo di fair play in più -lo riconosco. Ma in questo caso risulta davvero difficile fare esercizi di stile. Vannacci infatti ha violato troppe delle regole che s’era dato. In primo luogo quella di rispettare la sua stessa scelta, quando si candidò con la Lega, si fece eleggere vicesegretario, chiese mano libera nella sua regione e giurò e spergiurò un discreto numero di volte che proprio il suo onore di militare impediva che potesse mai andar via dal “suo” partito. Pronunciamenti che la rete in questi giorni rinnova e ricorda e che creano un certo imbarazzo a tutti i protagonisti di questa faida. Insomma, è piuttosto evidente che Salvini ha fatto male a imbarcarlo e Vannacci ha fatto male a sbarcare. E forse facciamo male anche noi, un po’ tutti, ad occuparci più di tanto dell’argomento. Il punto semmai è cercare di capire se questa proposta così estrema che il generale rivolge al paese abbia un potenziale di consenso tale da giustificare le apprensioni dei critici e il tifo dei seguaci. E più ancora se quel consenso sia tale da evidenziare una crisi strutturale nel rapporto tra le attuali elites politiche e il corpo elettorale".
"Si vedrà. Nel frattempo però si dovrebbe cercare di vedere e soppesare anche un’altra cosa. E cioè il fatto che fenomeni come questi, con numeri per il momento così esigui, appaiono più grandi di quel che sono in ragione di un sistema elettorale che sembra fatto apposta per ingigantirli. Considerazione che andrebbe tenuta presente visto che a quanto pare ci troviamo a ridosso di un altro tentativo di riscrivere la legge sulla rappresentanza in vista del prossimo voto. Così, se il peso di Vannacci, stando ai primi sondaggi, viene conteggiato tra l’1 e il 4 per cento, il suo effetto potrebbe diventare cruciale fino a fare la differenza tra una maggioranza e il suo opposto. Argomento che sembra aver acceso qualche sorriso in più dalle parti del centrosinistra e qualche apprensione in più dalla parte opposta. Naturalmente stiamo parlando di numeri del tutto ipotetici che vengono messi in campo -in un dibattito puramente virtuale- a più di un anno dall’appuntamento elettorale. E tuttavia, sempre procedendo per astrazioni, dovremmo piuttosto interrogarci sul rischio di una sfida elettorale in cui -magari da una parte e anche dall’altra- si finisce per giocare il destino del paese sulla dissidenza marginale di un partitino che staccandosi di qua o di là finisce per fare la differenza. Cosa che è già capitata, in passato. Ma che alla fine non sembra concorrere più di tanto alla rappresentatività dei governi che ne discendono. Non sappiamo quale sarà l’effetto Vannacci. Nè se vi saranno altri “effetti” da conteggiare, di qua oppure di là. Ma il pensiero che l’esito delle elezioni possa essere affidato a liste e listarelle che non superano una soglia minima (diciamo almeno il 5 per cento) evoca più di un’ombra sulle virtù del sistema maggioritario. Quel sistema che una volta avrebbe dovuto regalarci una democrazia più funzionale e più rappresentativa". (di Marco Follini)

“Le emozioni sono sempre fortissime. Dal primo podio in Val Gardena non ci ho capito più niente. Sono in un ciclone di emozioni ed è una cosa che mi stravolge, mi travolge. Da un mese e mezzo non dormo più la notte. So ciò che vale mio figlio". Mamma Irene Franzoni risponde all’Adnkronos e si commuove. Il giorno dopo la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Milano Cortina di Giovanni, nella discesa a Bormio, però non c’è pericolo.
Nessun sogno, tutto vero: "La notte prima della gara ero andata a dormire alle 21, mi sono svegliata alle 2. Da lì ho recitato tutti i rosari e le preghiere possibili e immaginabili. Speravo solo che arrivasse in fondo sano e salvo".
La mamma di Franzoni: "Ore di attesa per abbracciarlo"
Mamma Irene racconta l’incontro con Giovanni dopo la vittoria e non trattiene le lacrime: "L'ho aspettato fino all'ultimo – spiega - perché tra conferenze e altre cose è stata un’attesa lunghissima". Poi, è bastato uno sguardo: "Non capivo più nulla, volevo solo abbracciare mio figlio. Era impossibile. Poi ci siamo visti, mi ha guardata e mi ha detto ‘Mamma’, mostrandomi la medaglia. E niente, l’ho abbracciato". Irene fa i complimenti anche a Dominik Paris, bronzo nella gara di ieri: "Ho conosciuto tre anni fa sua madre e l’ho ringraziata, dicendole che Domme sta dando molte cose a Giovanni. Paris è leggenda, meritava questo traguardo da tempo".
Mamma Franzoni: "Adesso Giovanni sipuò divertire"
Per Irene, la medaglia scintillante conquistata da Giovanni è anche una rivincita: "Ha superato un infortunio, ci ha messo un po' per ripartire. Vedere arrivare in cima Von Allmen, che gareggiava con lui negli anni passati, non è stato semplice". Lo svizzero ha vinto l'oro al termine di una gara perfetta: "Sono andata da Franjo ieri, presentandomi. Poi gli ho detto che ricordo le loro gare junior e che i prossimi saranno anni di battaglie. Hanno rinunciato a tante cose perché credevano in quello che facevano".
Mamma Irene guarderà adesso le prossime gare (forse) con un po’ di tranquillità in più: "Ormai, Giovanni è diventato grande. Riesce a capire le situazioni e a gestirle, insieme a tutte queste emozioni. Non perdere il focus è tanta roba". A Milano Cortina, non è finita: “Ora che ha messo la prima medaglia al collo si può divertire. Vedremo, chissà...". (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)
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