Entusiasmo, sorrisi, sguardi, emozioni e complicità. Bastava
osservare gli spettatori del concerto di Johnny Marr a Tharros
nell'ambito della rassegna 'I Giganti dell'Arte', promossa dalla
Fondazione Mont'e Prama, per capire quanto la musica possa segnare
la vita, quanto un 'riff' di chitarra possa incidere l'anima e
diventare un elemento indelebile della memoria.
(Adnkronos) - Ci sono due indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sul furto di ottanta fiale di Fentanyl dalla cassaforte della farmacia dell'ospedale Israelitico. A quanto si apprende si tratterebbe di due custodi dell’ospedale. Le indagini, coordinate dalla procura di Roma e delegate ai carabinieri del nucleo investigativo della Capitale e ai carabinieri del Nas, sono in corso per ricostruire eventuali falle e la destinazione delle fiale sottratte. Un episodio che ha destato allarme per la pericolosità della sostanza.

(Adnkronos) - La Presidenza del Consiglio dei Ministri aderisce alla Giornata Nazionale della Neurologia, promossa dalla Società Italiana di Neurologia (SIN), a sostegno della campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla conoscenza delle patologie neurologiche. Per l’occasione la facciata principale di Palazzo Chigi nella giornata di mercoledì 22 luglio 2026, sarà illuminata di azzurro dalle ore 21:00 alle ore 23:59.

Per gli affitti brevi, il 2026 si è aperto in un contesto complesso: tensioni geopolitiche, nuove politiche commerciali internazionali, dibattiti normativi e una campagna mediatica che spesso ha raccontato le locazioni a breve termine come un problema, più che come una risorsa per il turismo italiano. CleanBnB, primo operatore italiano nella gestione professionale degli affitti brevi, chiude il primo semestre 2026 con un portafoglio di 3.154 appartamenti, 61.527 soggiorni gestiti e un gross booking di 23,83 milioni di euro.
Il segnale più forte arriva dal valore medio dei soggiorni: rispetto al primo semestre 2025 la società è stata in grado di ridurre il carico operativo, con il 2% in meno di pernottamenti gestiti, ma con una crescita contestuale del gross booking del 3%. In altre parole, ogni soggiorno gestito da CleanBnB nella prima metà del 2026 vale di più rispetto allo scorso anno. Il valore medio supera i 387 euro, contro i circa 368 euro dello scorso anno: oltre il 5% in più. Non è il sintomo di un mercato che arretra, ma di un comparto che sta crescendo in qualità, professionalità e capacità di valorizzare l’offerta.
"Negli ultimi anni, il nostro settore è stato spesso raccontato come il capro espiatorio di molte tensioni: l’aumento dei canoni, il degrado urbano, l’overtourism. Ma i numeri dimostrano che gli affitti brevi sono una componente ormai strutturale del turismo italiano che i viaggiatori di tutto il mondo vogliono e richiedono fortemente. Questo soprattutto grazie ai professionisti del settore, che hanno saputo guidare il mercato verso elevati standard ricettivi nell’ottica di un modello assolutamente sostenibile", dichiara Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB.
Il primo semestre 2026 conferma questa vitalità. Le incertezze internazionali non hanno fermato la domanda e, sul fronte domestico, il confronto normativo sta contribuendo a rendere il mercato più ordinato e professionale. Gli operatori improvvisati lasciano spazio a realtà più solide, capaci di investire in tecnologia, qualità del servizio, compliance e relazione con i proprietari. "Un mercato più selettivo non è un mercato in difficoltà: è un mercato che cresce meglio. Chiede più qualità, più organizzazione e più responsabilità. Chi non è in grado di garantirle esce. Chi le ha costruite nel tempo, accelera", continua.
Dopo una prima stagione di espansione rapida, oggi a fare la differenza sono la qualità degli immobili, la capacità di gestire prezzi e distribuzione, l’attenzione all’accoglienza, la compliance normativa e la relazione con i proprietari e i contesti sociali in cui si trova la struttura. È il passaggio naturale da mercato emergente a industria matura. Per questo gli affitti brevi oggi non affrontano solo una crescita numerica, ma anche una crescita di valore. Il secondo trimestre dell’anno conferma la forza del comparto e la capacità di CleanBnB di catturarne il valore: 38.914 soggiorni e 15,90 milioni di euro di gross booking nel solo Q2. Rispetto al primo trimestre significa una crescita del 72% nei soggiorni e del 101% negli incassi lordi. L’accelerazione estiva non racconta un settore in difesa, ma un mercato turistico in piena attività, sostenuto dall’attrattività dell’Italia e dalla domanda crescente di soluzioni flessibili, curate e professionali.
Con 3.154 appartamenti distribuiti in oltre 100 località italiane, CleanBnB si conferma il riferimento nazionale per i proprietari che vogliono valorizzare il proprio immobile e per gli ospiti che scelgono la libertà dell’appartamento senza rinunciare agli standard di un operatore professionale. Il lavoro degli ultimi mesi si è concentrato anche sul rinnovamento e sul riposizionamento qualitativo del portafoglio, con l’obiettivo di aumentare il valore generato da ogni immobile e intercettare una domanda sempre più evoluta. "I numeri del semestre confermano che la domanda c’è, che l’Italia resta fortemente attrattiva e che gli affitti brevi continuano a crescere quando sono gestiti in modo professionale", continua Zorgno. "Ormai il nostro settore è essenziale per il turismo, e ha dimostrato di saper fare la differenza in un mercato sempre più solido", conclude il presidente di CleanBnB.

(Adnkronos) - Mario Roggero resta in carcere. E’ stata infatti respinta dall’Ufficio di sorveglianza di Torino l’istanza di differimento della carcerazione del gioielliere di Grinzane Cavour, attualmente in carcere a Bollate nel milanese, dopo che è diventata definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021. L’istanza di differimento della carcerazione era stata presentata dai suoi legali.
Secondo quanto si legge nel dispositivo, per l’Ufficio di sorveglianza di Torino “l’istanza non può essere accolta perché non si ravvisa, ne sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente in questa sede”. Ora gli atti saranno inviati al tribunale di Sorveglianza di Torino per le valutazioni del caso.
La Procura generale di Torino con una nota ha intanto confermato di aver chiesto e ottenuto il sequestro conservativo della somma di 50mila euro che dal conto corrente del comitato '#iostoconmarioroggero' era stata trasferita su un conto tunisino, intestato al gioielliere di Grinzane Cavour e alla moglie Mariangela Sandrone, prima del processo di appello.
Il comunicato stampa, firmato dal procuratore generale Lucia Musti, è stato diffuso ieri mattina per "chiarire" la questione del "risarcimento danni". Roggero - viene ricordato nella nota - è stato condannato in primo grado dalla Corte d'Assise di Asti al pagamento di una provvisionale di 480mila euro a favore di 14 parenti dei rapinatori uccisi, parti civili al processo, e del terzo complice, vittima di tentato omicidio. Una sentenza "confermata sul punto in appello", viene ricordato. La quantificazione definitiva dei danni verrà stabilita in un separato giudizio civile.

(Adnkronos) - Intervento record all'ospedale Niguarda di Milano, dove una donna incinta è stata operata per la rottura dell'aorta con il bimbo ancora in utero. E' la storia a lieto fine di Matilde (nome di fantasia), alla 22esima settimana di gravidanza, salvata grazie a un gioco di squadra tra ginecologi, cardiochirurghi e neonatologi che hanno deciso di intervenire senza procedere a un cesareo d'urgenza per far proseguire la gestazione il più possibile. Mamma e bebè "stanno bene - riferiscono i sanitari - e sono la testimonianza di un intervento che ha pochissimi esempi simili nella letteratura scientifica internazionale".
L'aorta è l'arteria più importante del corpo umano, ricordano da Niguarda. In casi relativamente rari può rompersi e mettere in pericolo la vita del paziente, se non si interviene immediatamente. Ma le condizioni di Matilde, in dolce attesa, complicavano ulteriormente le cose. Tutto inizia alcuni mesi fa - ricostruisce una nota dell'ospedale - quando la donna arriva al Pronto soccorso di Niguarda per un malessere diffuso. Gli specialisti dell'Ostetricia e Ginecologia, guidati da Federico Spelzini, si accorgono subito che qualcosa non va come dovrebbe. I medici attivano quindi un gruppo multidisciplinare, perché i pazienti in realtà sono due: la mamma e il feto che porta in grembo. A Matilde viene rapidamente diagnosticata una dissecazione acuta dell'aorta, termine tecnico che descrive una lacerazione dell'arteria principale. Per un paziente qualsiasi la scelta sarebbe semplice: intervento chirurgico d'urgenza per riparare il danno. Ma farlo su una donna incinta di 22 settimane, cercando allo stesso tempo di preservare la vita del feto, era una cosa tentata solo poche volte al mondo.
"Si è verificata una gravissima condizione cardiaca a rischio immediato di vita per la paziente e quindi anche del feto, condizione che richiedeva l’esecuzione immediata di un complesso intervento cardiochirurgico", racconta Claudio Russo, direttore della Cardiochirurgia e Trapianto di cuore dell'ospedale Niguarda. Secondo i neonatologi, però, era troppo presto per far nascere il bambino: "A sole 22 settimane di gestazione un cesareo in urgenza non sarebbe stato utile, ma anzi controproducente: le probabilità di sopravvivenza erano troppo basse. Bisognava intervenire sull'aorta facendo di tutto per far comunque proseguire la gravidanza", prosegue Alice Proto, responsabile della Struttura semplice Neonato e Lattante critico, parte della Neonatologia e Terapia intensiva neonatale diretta da Stefano Martinelli. "Si è quindi deciso di procedere con l'intervento mantenendo il feto in utero, con la certezza che la rapidità e la precisione dei colleghi cardiochirurghi sarebbe stata così elevata da permettere di far proseguire serenamente la gravidanza". Per arrivarci, però, i ginecologi hanno dovuto monitorare Matilte e il suo piccolo con ancora più attenzione, scegliere il momento esatto in cui far nascere il neonato e procedere al momento opportuno con il taglio cesareo, direttamente nel blocco operatorio della Cardiochirurgia. "La priorità - sottolinea Russo - è stata quella di salvaguardare entrambe le vite, bilanciando la complessità chirurgica con la sicurezza materna e la tutela del feto. Un percorso clinico delicato, condotto con competenza, tempestività e grande attenzione umana".
L'intervento sull'aorta è durato 7 ore ed è stato eseguito dal personale medico, infermieristico e tecnico della Cardiochirurgia e Trapianto di cuore, in collaborazione con il Servizio di Anestesia e Rianimazione cardiotoracovascolare. Dopo un breve decorso in Terapia intensiva, la paziente è stata affidata agli specialisti della Cardiologia 2 - Insufficienza cardiaca e Trapianti, che insieme ai colleghi della Ostetricia e Ginecologia hanno garantito il ricovero e uno stretto monitoraggio della gravidanza fino al giorno del parto. Poi, raggiunta la 34esima settimana di gestazione, è stato effettuato il taglio cesareo. E "a 3 mesi esatti da quell'ingresso al Pronto soccorso, tutti i dati clinici lo hanno confermato: sia la madre sia il bambino stanno bene", assicurano i medici.
"Più di recente - commenta Alberto Zoli, direttore generale dell'ospedale Niguarda di Milano - è stata operata a Niguarda un'altra paziente con dissecazione acuta dell'aorta durante una gravidanza avanzata, in cui il taglio cesareo in urgenza ha preceduto l'intervento cardiochirurgico. Entrambe queste vicende rappresentano un successo clinico, ma anche un esempio concreto del valore della sanità pubblica e della più completa collaborazione tra professionisti, in linea con la missione di un ospedale come il nostro: prendersi cura delle persone anche nelle situazioni più complesse, dove competenza e umanità devono procedere insieme. La nascita di questi bimbi è il simbolo concreto di una sfida clinica vinta, ma soprattutto di due nuove vite che ora possono avere un futuro".

(Adnkronos) - Sul WorldPride 2026 l'ombra di una nuova infezione che si può trasmettere per via sessuale. "Oltre a rischi più noti come la gonorrea resistente agli antimicrobici o l'Mpox", l'ex vaiolo delle scimmie, al popolo del Pride al via il 25 luglio ad Amsterdam le autorità sanitarie europee segnalano anche il pericolo "dermatofilosi: un'infezione cutanea con focolai registrati da dicembre 2025 in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Paesi Bassi, principalmente tra uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi". L'alert è stato lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, dall'Istituto nazionale olandese per la salute pubblica (Rivm) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nelle linee guida in cui rivolgono raccomandazioni e suggerimenti a chi si prepara a partire per partecipare al maxi-evento. Ma cos'è la dermatofilosi? E come si trasmette?
L'infezione, spiega l'Ecdc, è "una malattia batterica della pelle causata da Dermatophilus congolensis, un batterio riscontrato principalmente nei bovini, ma che colpisce anche altri animali domestici e selvatici. Finora, le infezioni umane sono state segnalate solo sporadicamente". Di recente, però, qualcosa sembra essere cambiato. Il 17 giugno avvertiva così l'agenzia Ue: "Negli ultimi 6 mesi, in 4 Paesi dell'Unione europea sono stati rilevati diversi cluster di casi geneticamente ed epidemiologicamente correlati, che colpiscono prevalentemente uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi. Casi sono stati segnalati anche in Norvegia tra individui che praticano arti marziali, nel 2025 e nel 2026. Ciò indica un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile. In questa fase - precisavano gli esperti - non si può escludere la trasmissione indiretta tramite superfici e fomiti contaminati".
Nella nota di metà giugno l'Ecdc riportava per Francia, Germania, Spagna e Svezia "70 casi di infezioni cutanee causate da D. congolensis, prevalentemente tra uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi, che hanno frequentato locali per incontri sessuali (incluse le Spa per adulti) dove potrebbero essersi verificati contatti fisici ravvicinati, compresi quelli sessuali. La maggior parte dei casi è stata diagnosticata tra dicembre 2025 e giugno 2026". I sintomi? "Lesioni cutanee papulari, pustolose o squamose e pruriginose, principalmente nella zona genitale e del viso, senza manifestazioni sistemiche. Tutti i casi hanno risposto bene agli antibiotici per via orale o topica, con occasionale risoluzione spontanea". In Norvegia, alla data del 17 giugno, erano stati registrati "10 casi collegati ad attività di arti marziali, con esposizione avvenuta in Norvegia (estate 2025) o durante un viaggio in Thailandia (gennaio 2026)". Anche in Austria "la D. congolensis è stata identificata in 10 persone nel 2025 e in 7 entro metà 2026 (per lo più uomini), secondo i dati di 2 laboratori di Vienna".
A una prima valutazione, l'Ecdc ha definito "il rischio complessivo" associato alla dermatofilosi "molto basso per la popolazione generale, data la bassissima probabilità di infezione da D. congolensis e il bassissimo impatto dovuto al decorso clinico lieve della malattia. Tra gli uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi che hanno più partner sessuali, il rischio complessivo è considerato basso, data la bassa probabilità di infezione - che riflette le attuali evidenze di trasmissione da uomo a uomo, principalmente tramite contatto cutaneo diretto durante l'attività sessuale - e il bassissimo impatto dovuto al decorso clinico lieve della malattia. La probabilità aumenta negli uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi che hanno più partner sessuali e frequentano locali per incontri sessuali. In questo gruppo, la probabilità di infezione sale a moderata a causa delle attuali evidenze epidemiologiche di esposizione in questi locali. Dato il bassissimo impatto dovuto al decorso clinico lieve della malattia, il rischio complessivo rimane basso".
L'agenzia Ue elenca alcune raccomandazioni: "I Paesi dovrebbero continuare le indagini epidemiologiche e microbiologiche per caratterizzare meglio le vie di trasmissione, i fattori di rischio e l'entità della diffusione, e sono incoraggiati a condividere i risultati tramite la piattaforma EpiPulse". I Paesi sono inoltre invitati a "eseguire il sequenziamento del genoma intero di tutti i casi e degli isolati ambientali per migliorare la comprensione delle vie di trasmissione e identificare la fonte originaria. L'Ecdc può fornire supporto agli Stati che non dispongono di capacità interne". L'agenzia chiede poi di "sensibilizzare i medici e i laboratori per favorire il riconoscimento tempestivo, i test, l'accesso precoce al trattamento e la segnalazione dei casi", nonché di "implementare una comunicazione mirata sui rischi e consigli di prevenzione per uomini gay, bisessuali e altri maschi che hanno rapporti sessuali con maschi, inclusi messaggi sulla dermatofilosi. L'imminente stagione del Pride offre un'importante opportunità di comunicazione", rimarca l'agenzia. L'Ecdc esorta infine a "collaborare con le organizzazioni di comunità per raggiungere queste popolazioni in modo efficace e senza generare stigma. I proprietari e i gestori di locali in cui si pratica sesso dovrebbero rafforzare le misure igieniche".

(Adnkronos) - E' stata condannata dal tribunale per aver licenziato due suoi collaboratori "senza giusta causa". Non stiamo parlando di un imprenditore senza scrupoli ma della paladina di Avs, Ilaria Salis. E, ironia della sorte, a far tornare nei guai l'eurodeputata è stato ancora una volta un "problema di casa". Proprio l’assenza di una residenza costa, infatti, all’europarlamentare, contumace per l'intero procedimento, una condanna a oltre 300mila euro. E' quanto stabilito dal giudice Franco Caroleo del Tribunale di Milano - sezione Lavoro con una sentenza - in possesso dell’Adnkronos - che accoglie le richieste di due ex collaboratori assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i quali hanno cercato invano di notificare il ricorso introduttivo del giudizio all’indirizzo ufficiale di residenza.
Salis, arrestata in Ungheria per aver aggredito dei militanti di estrema destra durante le manifestazioni del cosiddetto 'Giorno dell'Onore', viene eletta europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno 2024. Una vittoria a cui concorrono anche i due ex collaboratori, poi licenziati solo dopo pochi mesi (nel febbraio 2025) e senza preavviso. I due contratti, entrambi con scadenza a fine del mandato parlamentare (16 luglio 2029), come si legge nella sentenza di cui l'Adnkronos è in possesso, hanno sostanzialmente la stessa retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili: lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, l’assistenza per i contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico.
L'idillio politico si trasforma presto in scontro. Prima un’assistente riceve un recesso anticipato per il "venir meno del rapporto fiduciario" che trasforma la collaborazione in una "situazione di incompatibilità ambientale e personale"; quindi a un collega viene revocato l’incarico con effetto immediato "tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione". Una frattura insanabile di fronte alla quale Ilaria Salis non avrebbe tentato nessun tipo di accordo, e che la vede poi sconfitta davanti al giudice. Nel verdetto dello scorso marzo in possesso dell'Adnkronos, si sottolinea che "spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa", ma "nel rimanere contumace" Salis "non ha evidentemente assolto al proprio onere" e "deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati". Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato, e 10mila euro per le spese legali.

(Adnkronos) - Uno studio coordinato dall'Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibba), in collaborazione con ricercatori dell'università di Firenze, ha confermato che "una dieta pesco-vegetariana - ricca di pesce, verdure e alimenti di origine vegetale - se associata all'acido acetilsalicilico (aspirina), migliora la salute intestinale e svolge un'azione preventiva rispetto all'insorgenza di processi infiammatori anche potenzialmente legati allo sviluppo di tumori del colon-retto, ad oggi la seconda causa di morte per cancro nel mondo". Lo comunica il Cnr spiegando che il lavoro, pubblicato su 'Scientific Reports' (gruppo Nature), prosegue un filone di ricerca già intrapreso da anni presso l'Ibba, che aveva già evidenziato come il microbiota intestinale sia uno dei principali mediatori degli effetti della dieta sul rischio di sviluppare il tumore del colon-retto. Il nuovo studio, oltre a confermare il ruolo centrale dell'alimentazione nel modulare le comunità microbiche dell'intestino e lo sviluppo di cancro colorettale, dimostra anche l'effetto combinato di dieta e trattamento farmacologico.
I ricercatori hanno analizzato gli effetti di una dieta pesco-vegetariana in modelli animali geneticamente predisposti allo sviluppo del tumore del colon-retto, e i dati mostrano che "l'adozione di questo tipo di dieta riduce in modo significativo la formazione di tumori intestinali a livello del colon-retto, parallelamente ai cambiamenti del microbiota intestinale". Un risultato "ancora più marcato quando la dieta viene associata all'acido acetilsalicilico (aspirina), farmaco già noto per le sue proprietà antinfiammatorie e preventive nei confronti di diverse patologie croniche". Ma per gli autori "il dato forse più interessante emerge dall'analisi del microbiota intestinale, l'enorme ecosistema di microrganismi che vive nel nostro intestino e che svolge un ruolo cruciale nella salute umana". Lo studio dimostra, infatti, che "tra i microrganismi favoriti dalla dieta pesco-vegetariana figurano gruppi batterici già noti per la produzione di metaboliti benefici e per la loro capacità di mantenere l'equilibrio dell'ambiente intestinale. Anche l'aspirina ha mostrato la capacità di influenzare il microbiota, selezionando specifici batteri potenzialmente coinvolti negli effetti protettivi osservati: tra questi il genere Roseburia, produttore di butirrato, una sostanza fondamentale per il benessere della mucosa intestinale e per il controllo dell'infiammazione".
"I nostri risultati confermano che il microbiota intestinale rappresenta un punto di incontro fondamentale tra alimentazione e salute", afferma Carlotta De Filippo, ricercatrice del Cnr-Ibba che ha coordinato lo studio. "Comprendere come dieta, farmaci e microbiota interagiscano tra loro ci permetterà di sviluppare in futuro strategie di prevenzione sempre più efficaci e personalizzate, soprattutto per le persone a maggior rischio di sviluppare questa malattia", prospetta la ricercatrice. "Lo studio - conclude - suggerisce che, in futuro, la combinazione di diete mirate e interventi capaci di modulare il microbiota potrebbe diventare uno strumento importante della medicina di precisione per la prevenzione oncologica". Al lavoro - riporta una nota - hanno collaborato Sofia Chioccioli (già dottoranda presso il Dipartimento Neurofarba dell'università di Firenze, attualmente ricercatrice presso il Meyer Children's Hospital); Giovanna Caderni (professore associato Neurofarba UniFi), Niccolò Meriggi (Cnr-Ibba), Mariela Mejia Monroy (dottoranda dell'università di Siena associata al Cnr-Ibba); Sonia Renzi e Benedetta Cerasuolo (Dipartimento di Biologia dell'università di Firenze).

(Adnkronos) - Jasper Philipsen vince la 17/a tappa del Tour de France, la Chambery-Voiron di 175 km. Il belga del team Alpecin Premier Tech si impone in volata davanti allo svizzero Mauro Schmid (Jayco Alula) e all'olandese Olav Kooij (Decathlon).
Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Emirates), giunto in gruppo a quasi 9' dal vincritore conserva la maglia gialla di leader della classifica generale con 4'32" sul belga Remco Evenepoel (Red Bull-Bora Hansgrohe) e 6'51" sul messicano Isaac Del Toro, suo compagno di squadra. Domani si torna a salire con la 18/a frazione, che partira da Voiron e arriverà a Orcières-Merlette dopo 185 km.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
A Nuoro apre un hub per imprese, formazione e innovazione, promosso
dalla Camera di Commercio e gestito da Villanova Coworking.
'NEXT-Nuoro EXperience & Technology' è stato allestito in via del
Lavoro, in un immobile un tempo destinato ad alloggiare il
personale camerale e ospiterà, grazie a un accordo con Unitelma,
l'Università telematica della Sapienza di Roma, il primo master
nazionale sulla longevità, con corsi e lezioni sia in presenza che
a distanza.
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - "La firma del protocollo d'intesa tra le due istituzioni, il Consiglio delle autonomie locali e la Difesa civica, rappresenta un ulteriore momento di supporto per i cittadini e per le amministrazioni locali che compongono l'universo Cal nella Regione Lazio". Queste le parole del Difensore civico del Lazio, Marino Fardelli, in occasione della sottoscrizione del protocollo di intesa tra il difensore civico e il Consiglio delle autonomie locali del Lazio. "Come difesa civica - ha continuato - rappresentiamo e puntiamo a essere sempre un punto di riferimento per tutte quelle persone che si trovano in difficoltà quando hanno bisogno di chiedere, con le loro stanze, diritti alle pubbliche amministrazioni. Il difensore civico - ha ribadito Fardelli - non è un nemico della pubblica amministrazione ma è, al contrario, un supporto. Il valore concreto di questo protocollo sta proprio nella possibilità di creare una rete sempre più forte tra Cal e difesa civica, un accordo di collaborazione di informazione e di condivisione delle esperienze".
È intervenuto per i saluti istituzionali il presidente del consiglio della Regione Lazio, Antonello Aurigemma, il quale ha sottolineato come la sottoscrizione del protocollo d'intesa "rafforza sempre di più la presenza della difesa civica sul territorio avvicinando le istituzioni ai cittadini e costruendo una rete".
Infine, è intervenuta durante l'evento anche la presidente del Cal Lazio, Luisa Piacentini: "È un percorso che nasce nell'anno precedente, l'intesa di creare un protocollo che possa in qualche modo raggiungere, rafforzare la difesa dei cittadini all'interno di un contesto come quello degli enti locali, in rappresentanza di quelle che sono le province e i comuni della nostra regione. Sul percorso legislativo che si è avviato negli anni precedenti - ha concluso Piacentini - credo che sia fondamentale questo momento, in cui la rappresentanza delle autonomie locali sottoscrive questo documento, affinché possa essere di interesse dei territori, ma soprattutto che possa dare voce a chi è protagonista di questo percorso, i cittadini delle nostre comunità".

"In Italia esiste un problema strutturale che impedisce la crescita dei salari, con due conseguenze distinte ma collegate tra loro. La prima riguarda i redditi bassi: la produttività non cresce e, di conseguenza, non crescono tutti i redditi lordi nel loro complesso. Su questo fronte i governi che si sono succeduti sono intervenuti, giustamente, con misure di sostegno ai redditi più bassi. Questo intervento, però, ha reso evidente un secondo problema: i redditi medio-alti italiani, pur essendo complessivamente più bassi di quelli di altri paesi europei, scontano un netto ancora più penalizzato rispetto agli standard internazionali. È infatti sui redditi più elevati, dove si concentra il prelievo fiscale, che il fiscal drag e la conseguente perdita di potere d'acquisto si fanno sentire maggiormente". Così il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, sul tema dei salari.
Secondo Ballarè, "la conseguenza diretta è la fuga di talenti, giovani e meno giovani, verso paesi dove possono guadagnare di più: senza queste risorse e competenze, la crescita del Paese resta bassa". "Per questo è necessario intervenire sul ceto medio, riducendo il carico fiscale e alzando lo scaglione di riferimento. I dati presentati ieri dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio nello studio 'La dinamica retributiva e il ruolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche' confermano questa lettura", sottolinea.
Per il presidente di Manageritalia, "la riduzione media delle retribuzioni lorde reali di circa il 6% dal 1990 a oggi evidenzia una perdita di potere d'acquisto che incide sulla competitività del Paese, sui consumi e sulla capacità di attrarre e trattenere competenze. Lo studio dell'UPB evidenzia inoltre come, per i redditi più elevati, il carico fiscale effettivo sia aumentato negli ultimi tre decenni principalmente a causa del cosiddetto fiscal drag, determinato dalla mancata indicizzazione all'inflazione degli scaglioni Irpef e degli altri parametri monetari dell'imposta. La soglia individuata dall'UPB è pari a circa 35.100 euro annui (a prezzi 2026): al di sotto di questo livello il sistema fiscale attuale risulta più favorevole rispetto al 1990, mentre al di sopra diventa progressivamente più oneroso".
Secondo Ballarè, "l'analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio conferma ciò che Manageritalia sostiene da tempo: non è più rinviabile una profonda rimodulazione dell'Irpef che restituisca equità al sistema fiscale e sostenga il reddito netto di lavoratori dipendenti e pensionati".
Per il presidente di Manageritalia, "le misure adottate finora per sostenere i redditi più bassi sono state giuste e necessarie, ma hanno reso ancora più evidente il secondo nodo irrisolto: l'erosione del potere d'acquisto e il drenaggio fiscale hanno progressivamente aumentato il peso dell'imposizione su una parte sempre più ampia di lavoratori con redditi medio alti, penalizzando proprio chi produce valore, competenze e crescita. Se non correggiamo questo squilibrio rischiamo di continuare a perdere talenti che vanno a lavorare, e a pagare le tasse, altrove".
"Adeguare gli scaglioni all'inflazione e rendere il sistema più coerente con l'evoluzione dei redditi -continua ancora- significa rafforzare la competitività delle imprese e sostenere la domanda interna. Occorre rendere automatico l'adeguamento all’inflazione, restituire ai lavoratori dipendenti il fiscal drag e innalzare lo scaglione corrispondente all'aliquota media fino a 60.000 euro, intervenendo così sul ceto medio. Una riforma dell'Irpef non è soltanto una misura fiscale: è una scelta di politica economica a favore della crescita del Paese", conclude.

(Adnkronos) - Sulle spiagge di Salerno e della Calabria arriva il progetto di Cial, il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio 'Ogni Lattina Vale'. Si tratta di una iniziativa internazionale dedicata alla raccolta e al riciclo delle lattine per bevande in alluminio nei contesti 'fuori casa', realizzata anche grazie al supporto di Coca-Cola Italia. L'obiettivo è semplice e concreto: intercettare le lattine proprio nei luoghi in cui vengono consumate - come gli stabilimenti balneari - e facilitare il gesto della raccolta differenziata anche durante il tempo libero.
A Salerno, il progetto ha coinvolto circa 30 stabilimenti balneari in collaborazione con Salerno Pulita, attraverso la distribuzione di raccoglitori dedicati e materiali informativi per i bagnanti, supportati da una campagna di comunicazione su TV e radio locali, social e stampa. L'iniziativa si affianca a quanto già avviato in Calabria, dove 'Ogni Lattina Vale' è stato realizzato nei lidi dei Parchi Marini Regionali, con il patrocinio della Regione Calabria, coinvolgendo numerosi stabilimenti balneari e comunità locali lungo la costa.
Nei Parchi Marini Regionali, il progetto si è inoltre integrato con un percorso itinerante di sette tappe realizzato grazie a Mavisto (MareVisione Sostenibilità), un'imbarcazione confiscata ai trafficanti di migranti e restituita alla collettività attraverso un percorso di riconversione sociale e ambientale. Oggi Mavisto promuove la cultura della sostenibilità e della tutela del mare, offrendo al contempo opportunità di inclusione e formazione a ragazzi in situazioni di fragilità. Un'azione che ha rafforzato la presenza del progetto nel Sud Italia, trasformando le spiagge in luoghi di sensibilizzazione ambientale e partecipazione attiva.
'Ogni Lattina Vale' è la declinazione italiana del programma internazionale Every Can Counts, attivo oggi in 21 Paesi, con l'obiettivo di promuovere il valore dell'alluminio come materiale riciclabile al 100% e all'infinito. Il progetto punta a portare il messaggio del riciclo nei luoghi di consumo - eventi, festival, spazi pubblici e turistici - utilizzando strumenti semplici, immediati e ad alta visibilità per coinvolgere pubblici diversi, in particolare i più giovani. In Italia, 'Ogni Lattina Vale' è coordinato da Cial e si avvale della collaborazione di partner istituzionali e aziendali per ampliare la diffusione sul territorio e migliorare la raccolta delle lattine anche fuori casa. Le iniziative sul territorio si inseriscono in un contesto nazionale particolarmente positivo. Nel 2025, in Italia, il tasso di riciclo delle lattine per bevande in alluminio ha raggiunto il 92,8%, uno dei livelli più alti in Europa e in linea con i migliori sistemi basati sul deposito cauzionale. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra cittadini, Comuni e operatori della filiera, che ha permesso di avviare a riciclo 65.000 tonnellate di imballaggi in alluminio, evitando oltre 460.000 tonnellate di CO₂ e generando un significativo risparmio energetico.
Nonostante le performance elevate, la raccolta delle lattine nei contesti di consumo fuori casa rappresenta ancora una delle sfide più rilevanti per avvicinarsi all'obiettivo del 100% di riciclo. È proprio su questo fronte che si concentra 'Ogni Lattina Vale', trasformando momenti di svago - come una giornata al mare - in occasioni concrete di partecipazione attiva e responsabilità ambientale.
''Portare 'Ogni Lattina Vale' sulle spiagge di Salerno e della Calabria significa rafforzare il legame tra territorio, cittadini e buone pratiche ambientali, accompagnando il gesto della raccolta differenziata anche nei momenti di svago. Le alte percentuali di riciclo che il nostro Paese raggiunge dimostrano quanto il sistema funzioni, ma per crescere ulteriormente è fondamentale intervenire proprio nei contesti fuori casa'', dice Stefano Stellini, Direttore Generale di Cial. ''Grazie alla collaborazione con enti locali e operatori del territorio possiamo rendere il riciclo sempre più semplice, immediato e accessibile, trasformando ogni lattina raccolta in una risorsa concreta per l’ambiente''.
"Con il nostro supporto vogliamo contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore del riciclo", commenta Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia. "Il riciclo delle lattine in alluminio vuote è un esempio concreto di come un imballaggio, se correttamente conferito nella raccolta differenziata, potrebbe avere una nuova vita. Promuovere questo messaggio nei luoghi di consumo, come le spiagge, significa incoraggiare comportamenti virtuosi e sostenere un modello sempre più responsabile per l'uso delle risorse."

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia chiede le dimissioni del sindaco di Bologna Matteo Lepore dopo le parole del poliziotto ferito negli scontri seguiti alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir. Luca Calabrese, intervistato in esclusiva dall'Adnkronos, aveva raccontato dall'interno i tumulti giudicandoli come una vera e propria "guerriglia urbana", scatenando così le reazioni della politica.
“Sono toccanti le parole di Luca Calabrese, il poliziotto ferito nella guerriglia urbana che si è scatenata a Bologna qualche giorno fa, che ha detto di essere rammaricato per la mancata solidarietà da parte del sindaco Lepore", ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami all'Adnkronos, "dinanzi alle scene viste, alla violenza e alle devastazioni rimango attonito per il silenzio del primo cittadino, che subito avrebbe dovuto esprimere vicinanza alle nostre donne e uomini in divisa oggetto, per l’ennesima volta, di indegne aggressioni dei soliti estremisti di sinistra".
"Io stesso nell’immediatezza avevo telefonato al Questore esprimendo per suo tramite solidarietà e vicinanza ai nostri ragazzi in divisa", ha continuato Bignami, "questo silenzio è l’ennesimo schiaffo ai bolognesi onesti che hanno dovuto assistere alla loro città nuovamente messa a ferro e fuoco. Tutto ciò conferma che Lepore non può rimanere un minuto di più alla guida di questa città, che va liberata dal ricatto degli estremisti e dei violenti di sinistra. Fratelli d’Italia ribadisce con forza la richiesta delle dimissioni sue e di tutta la Giunta”.
"Le dichiarazioni dell’agente del Reparto Mobile di Bologna Luca Calabrese" intervistato dall'Adnkronos "sono un duro monito e meritano di essere ascoltate con il massimo rispetto. Chi era in prima linea parla di una vera guerriglia urbana, racconta di bottiglie, pietre, cartelli stradali, reti metalliche e biciclette usati contro le Forze dell’Ordine e denuncia un livello di violenza mai visto prima", ha detto invece Cristina Almici, deputata di Fratelli d'Italia.
"Ancora più significativo è il passaggio in cui afferma di non aver ricevuto dal sindaco Matteo Lepore neppure una parola di solidarietà dopo quanto accaduto. Non chiede scuse, chiede il minimo che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe garantire a chi indossa una divisa e tutela la sicurezza dei cittadini. Sessantaquattro agenti feriti non sono un incidente di percorso", ha spiegato Almici, "sono il segno di un fallimento politico nella gestione dell’ordine pubblico e del clima che si è creato attorno a quella manifestazione. La morte di Abderrahim Fakir deve essere accertata dalla magistratura con serenità e senza strumentalizzazioni. Ma trasformare quella tragedia in una piazza dove gli antagonisti hanno trovato spazio fino ad arrivare agli scontri è una responsabilità politica che non può essere ignorata. Le parole del poliziotto ferito confermano ciò che molti hanno visto e che qualcuno continua a non voler ammettere. Per questo ritengo che Matteo Lepore debba compiere un gesto di responsabilità. Se ha davvero a cuore Bologna, i suoi cittadini e il rispetto delle Forze dell’Ordine, rassegni le dimissioni. Quando viene meno l’autorevolezza di chi guida una città, non basta un comunicato il giorno dopo. Servono responsabilità e coerenza".
Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco Filini, deputato di Fratelli d'Italia: "Le parole del poliziotto Luca Calabrese, ferito durante la guerriglia urbana di Bologna, rappresentano un atto d'accusa durissimo nei confronti di un sindaco che, ancora una volta, ha scelto il silenzio invece della solidarietà verso chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini", ha detto commentando l'intervista dell'Adnkronos, "di fronte a 64 appartenenti alle forze dell'ordine feriti, Bologna meritava un primo cittadino capace di condannare senza ambiguità la violenza e di schierarsi dalla parte dello Stato. Matteo Lepore non lo ha fatto, confermando una distanza inaccettabile dalle donne e dagli uomini in divisa e da tutti quei cittadini che pretendono legalità e sicurezza. Chi non è in grado di rappresentare l'intera comunità e di difendere le istituzioni nei momenti più difficili non può continuare a guidare una grande città. Per questo chiediamo le immediate dimissioni del sindaco Lepore e della sua Giunta: Bologna deve essere liberata dall'ambiguità e dalla sudditanza culturale verso chi trasforma le piazze in campi di battaglia".
Un pensiero condiviso anche dal vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon: "Il sindaco di Bologna Matteo Lepore dovrebbe almeno avere la decenza di dimettersi. La guerriglia urbana che si è scatenata nel capoluogo emiliano a seguito della manifestazione per la morte di Fakir trova in Lepore il principale responsabile. A questo va aggiunto che uno dei poliziotti feriti a seguito degli scontri, Luca Calabrese, si è detto rammaricato per la mancanza di solidarietà da parte del primo cittadino bolognese, un fatto che la dice lunga sul suo atteggiamento al riguardo di quanto accaduto", ha dichiarato, "è una vergogna, il sindaco di una città dovrebbe avere un comportamento quanto meno imparziale su quanto è successo e invece Lepore manca di sensibilità, salvo trovare il tempo per polemizzare con la premier Meloni. Per quanto ci riguarda ribadiamo il concetto che coi violenti ci vuole tolleranza zero e su questa linea ci muoveremo con fermezza”.

(Adnkronos) - Alert del ministero della Salute su alcuni integratori di moringa a rischio salmonellosi. "La rete Infosan, in data 20 luglio 2026, ha informato i propri punti di contatto, compresa l'autorità Italiana, del richiamo di vari integratori alimentari contenenti polvere di foglie di moringa, correlati ad un focolaio di salmonellosi che ha coinvolto diversi Stati americani", recita l'avviso pubblicato sul sito del dicastero.
Nel dettaglio, "la ditta Total Nutrition Inc. ha richiamato: Capsule di Moringa 100% biologica da 1.200 mg a marchio TNVitamins, lotto 2800, scadenza 02/2028; Moringa in polvere 100% a marchio TNVitamins, lotto 2782, scadenza 05/2028; Capsule di Moringa 'Ultra Potent Complete Green Superfood' da 10.000 mg (120 capsule) a marchio TNVitamins: lotti 2507199 (scad. 09/2027), 2512-304 (scad. 02/2028), 2793 (scad. 02/2028), 2748 (scad. 07/2027), 2725 (scad. 04/2027) e 2503104 (scad. 04/2027); Moringa 'Complete Green Superfood Ultra Potent' da 10.000 mg (120 capsule) a marchio Doctor's Pride: lotti 2507199 (scad. 09/2027), 2748 (scad. 07/2027) e 2725 (scad. 04/2027). Ulteriori informazioni sui prodotti richiamati sono riportate sul sito fda.gov - Total nutrition Inc".
Inoltre, "la ditta Why Not Natural ha richiamato: Capsule di Moringa biologica pura 'Green Superfood' a marchio Why Not Natural, con lotto n. A25G051 e data di scadenza 07/2028 indicata sul fondo del flacone. Ulteriori informazioni sul prodotto richiamato sono riportate sul sito fda.gov - Why not natural". Ancora, "la ditta Superfoods, Inc. DBA as Live it Up ha richiamato: tutti gli integratori alimentari in polvere 'Super Greens' a marchio Live it Up, inclusi i gusti originale e frutti di bosco, con lotti che iniziano con la lettera 'A', e tutti i prodotti in bustine monodose (stick pack) con date di scadenza comprese tra 08/2026 e 01/2028. Ulteriori informazioni sui prodotti richiamati sono riportate sul sito fda.gov - Superfoods".
Il ministero precisa che "gli integratori alimentari oggetto di richiamo sono stati venduti principalmente online, sui siti web delle aziende TNVitamins, Doctor’s Pride, Live it Up e Why Not Natural, nonché su altre piattaforme tra cui Amazon, eBay e Walmart. Poiché i consumatori potrebbero avere in casa tali integratori, si raccomanda di non consumarli né cederli ad altri".

(Adnkronos) - "Le dichiarazioni odierne del presidente americano Donald Trump rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione. Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l'introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale". È il timore di Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l'associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, che commenta in una nota l'intenzione dell'Amministrazione Usa di introdurre dazi sui medicinali generici dal 2028.
"I medicinali fuori brevetto - dichiara Zagaria in una nota - rappresentano un presidio essenziale per la salute pubblica. Garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall'applicazione dei dazi. L'introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali. La produzione dei medicinali fuori brevetto si fonda oggi su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi. L'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale. Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti".
"Rafforzare la capacità produttiva nazionale è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa - prosegue il presidente di Egualia - Proprio per questo riteniamo che debba essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato. Se l'obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un'infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione - avverte Zagaria - rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti".
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Non ci sarà il ricorso in Cassazione per Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese che la sera del 7 giugno 2019 sparò e uccise un ladro che con alcuni complici aveva rubato un macchinario cambiamonete della sua tabaccheria che si trovava accanto alla sua abitazione. In accordo con i legali, infatti, l’uomo ha rinunciato al ricorso e così la condanna a un anno e 8 mesi con pena sospesa è diventata definitiva.
“Il mio assistito, che in primo grado aveva ricevuto una condanna a 5 anni e 6 mesi per omicidio volontario - spiega all’Adnkronos uno dei legali, Mauro Ronco - ha sempre detto di provare un grande dolore per l’accaduto e che era profondamente dispiaciuto di aver causato la morte di una persona. In appello è stata accolta la nostra difesa, ossia che il mio assistito aveva agito per legittima difesa o in subordine per eccesso di legittima difesa, ed e’ stato condannato a un anno e 8 mesi per omicidio colposo, con sospensione della pena”.
“Abbiamo presentato ricorso in Cassazione nell’eventualità che il procuratore generale della Corte d’assise e d’appello lo facesse. Non è accaduto, pertanto abbiamo rinunciato al ricorso poiché abbiamo ottenuto quello che era nell’interesse del nostro assistito, e cioè una pena che non prevedeva la detenzione”, conclude l’avvocato Ronco.
Pagina 60 di 391
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it