In Sardegna, la lettura regionale del sondaggio Fadoi sullo stato
di lavoro nei reparti di medicina interna restituisce una
fotografia nella quale "gli ospedali fanno sempre più fatica a
garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro
sostenibili". L'indagine è stata presentata al 31/o congresso
nazionale della Federazione dei medici internisti ospedalieri a
Rimini.Secondo Fadoi emerge un diffuso disagio professionale, collegato al fenomeno del burnout e alla percezione di un progressivo peggioramento delle condizioni lavorative nel corso della carriera ospedaliera; "un segnale che riflette una pressione organizzativa crescente e una difficoltà sempre più marcata nel garantire sostenibilità al lavoro nei reparti di medicina interna".
Tra le principali priorità vi è "la necessità di rafforzare il coordinamento e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, elemento fondamentale per evitare che l'ospedale resti l'unico punto di riferimento per pazienti fragili e complessi - fa sapere la Federazione - Accanto a questo, resta centrale il tema degli organici: è necessario un rafforzamento del personale medico e infermieristico e un riconoscimento più adeguato del ruolo della medicina interna nell'ospedale". Per Fadoi, il punto non è soltanto aumentare il numero dei professionisti, "ma rendere coerente l'organizzazione dei reparti con la complessità reale dei pazienti assistiti, oggi, infatti la medicina interna oggi prende in carico persone spesso anziane, fragili, con più patologie contemporaneamente e con bisogni che non si esauriscono nel singolo episodio acuto.
Servono quindi organici adeguati, percorsi più integrati con il territorio e un riconoscimento della medio-alta intensità di cura ormai presente nella pratica quotidiana".
"I dati confermano - evidenzia Mattia Lillu presidente regionale Fadoi - che la medicina interna è uno dei punti nevralgici dell'ospedale: qui arrivano pazienti fragili, anziani, spesso con più patologie contemporaneamente. Per questo servono...