
(Adnkronos) - "Saranno programmi monografici dedicati al grande repertorio: sette incontri con sette autori fondamentali come Mozart, Beethoven, Brahms. Portarli per strada, a contatto diretto con le persone, in una zona popolare come Garbatella, ha tolto quell'aspetto elitario che esiste in certo mondo della musica classica ma che è completamente assente dallo spirito della Roma Tre Orchestra. È un'occasione per rendere popolare e democratica la grande musica, per portarla davvero a tutti". Lo ha dichiarato Valerio Vicari, direttore artistico della Roma Tre Orchestra, a margine della presentazione del festival estivo di musica classica e lirica a Roma 'La musica è una cosa meravigliosa' che si è tenuta presso il Ministero della Cultura.
"Torna per la seconda volta il festival alla Garbatella - ha proseguito Vicari - in una sede bellissima che ci mette a disposizione Inps e grazie al sostegno di Fondazione Roma e del Ministero della Cultura. Tutto questo avviene dopo il successo dello scorso anno. La Roma Tre Orchestra è composta da 60 elementi, giovani under 35, che saranno guidati da grandi direttori come Gustav Kuhn, Enrico Bronzi, Luigi Piovano e tanti altri. L’idea è quella di rendere davvero questo grande repertorio accessibile a tutti. Il pubblico penso lo abbia capito e ha amato questi capolavori per quello che sono, senza filtri, in maniera estremamente naturale".

(Adnkronos) - Prima, una tregua stabile tra Stati Uniti e Iran, poi la definizione di una missione internazionale insieme ai partner europei (e non), infine il via libera del Parlamento, accompagnato dallo stanziamento delle risorse necessarie. Una presenza navale italiana nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale, è oggi poco più di un’ipotesi operativa. Ma nei palazzi della Difesa la pianificazione è già partita, con uno schema prudenziale: un gruppo di quattro unità, centrato su due cacciamine, affiancati da una nave di scorta e da un’unità logistica per il rifornimento. Al momento, però, tutto resta legato a una road map precisa. E la 'conditio sine qua non' rimane la durata effettiva dello stop alle ostilità.
A delineare il perimetro di un possibile intervento italiano è stato il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, ospite di “Cinque Minuti”. "Noi abbiamo otto cacciamine disponibili, basati alla Spezia nella Quinta divisione navale. La pianificazione prudenziale del Capo di Stato maggiore della Difesa prevede un gruppo su due cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che consenta di prolungare la permanenza in area: in totale quattro navi", ha spiegato l'ammiraglio. L’obiettivo è garantire la sicurezza della navigazione in uno dei passaggi più sensibili al mondo, dove la minaccia principale resta quella delle mine.
Il tempo di arrivo delle unità navali nello Stretto è stimato tra le due e le tre settimane. I cacciamine costituirebbero il cuore operativo dell'operazione, grazie alla loro capacità di individuare e neutralizzare eventuali ordigni. La nave di scorta garantirebbe protezione ravvicinata, mentre l’unità logistica assicurerebbe autonomia operativa e continuità, soprattutto per quanto riguarda il rifornimento di carburante.
Tra le unità potenzialmente coinvolte figurerebbero anche Atlante e Vulcano, quest’ultimo già impiegato come nave di supporto logistico di ultima generazione. Non è escluso, inoltre, un rafforzamento del dispositivo con una componente di difesa aerea e missilistica. In questo caso, potrebbe essere aggiunta una fregata o un cacciatorpediniere, elevando il livello di protezione in uno scenario che resta potenzialmente instabile anche dopo la fine delle ostilità.
Resta poi il nodo dei costi. Il Ministero della Difesa è stato incaricato di elaborare una stima della spesa, ma il calcolo non è ancora concluso. Fonti di governo tendono a escludere, al momento, il ricorso a uno scostamento di bilancio per finanziare l’eventuale operazione, lasciando intendere che si cercherebbe di coprire le spese nell’ambito delle risorse già disponibili. Nel frattempo, la macchina militare si prepara, in attesa che la politica sciolga i nodi.

(Adnkronos) - Tre settimane d’estensione del cessate il fuoco per cercare di arrivare a un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano: è questo l'esito del secondo round di colloqui fra gli ambasciatori dei due paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con Donald Trump che ha partecipato ad una parte dell'incontro. L'iniziale tregua di dieci giorni, entrata in vigore venerdì 17 aprile, sarebbe dovuta scadere il prossimo lunedì. “Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele, e credo che il presidente del Libano e il primo pinistro di Israele, nel corso delle prossime due settimane, verranno qui - ha affermato il presidente americano - Hanno concordato ulteriori tre settimane di, immagino, assenza di spari, un cessate il fuoco, niente più spari. Vedremo. Speriamo che ciò accada. Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”.
Secondo il segretario di Stato Marco Rubio, che il 16 aprile aveva ospitato al dipartimento di Stato il primo round di colloqui, il coinvolgimento di Trump ha permesso di estendere la tregua per altri ventuno giorni. “Il presidente ha voluto essere coinvolto personalmente, e sono lieto che lo sia stato, perché ciò ha reso possibile ottenere questa proroga e dà a tutti il tempo di continuare a lavorare per quella che sarà una pace duratura tra due Paesi che desiderano vivere in pace", ha dichiarato Rubio nello Studio Ovale. Trump, al momento dell’annuncio, che aveva anche anticipato poco prima su Truth Social, era affiancato da Rubio, dal vicepresidente JD Vance, dall'ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, dal'ambasciatore americano in Libano Michel Issa, dall'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter e dall'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti Nada Hamadeh Moawad, questi ultimi i due diplomatici che si erano riuniti la settimana scorsa al Dipartimento di Stato.
Non è ancora chiaro come Hezbollah, che non partecipa ai colloqui, risponderà all’estensione del cessate il fuoco. Rubio ha osservato che sia Israele che il Libano siano vittime del gruppo, aggiungendo che “il popolo libanese merita di vivere in un Paese pacifico e prospero. E ciò che ostacola tutto questo è un'organizzazione terroristica che opera all'interno del loro territorio nazionale. Questa minaccia deve essere eliminata”. “Sono molto ottimista sul fatto che, tra poche settimane, saremo più vicini a quel tipo di pace duratura che i popoli di Israele e del Libano meritano”, ha aggiunto.
Intervenendo al fianco di Trump, l'ambasciatore Leiter ha affermato che Israele e il Libano “non sono mai stati così vicini come oggi” e ha ringraziato Trump e Vance per una giornata che, a suo dire, è stata in preparazione per decenni. “Continueremo ad andare avanti, lavorando per la pace. Speriamo di raggiungerla il prima possibile”, ha detto. Da parte sua, l'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad, ha ringraziato Trump per aver presieduto “questo momento storico”. Ha poi aggiunto: “Credo che, con il vostro aiuto e il vostro sostegno, potremo rendere nuovamente grande il Libano”. Per quanto riguarda una possibile visita di Benjamin Netanyahu e di Joseph Aoun alla Casa Bianca per finalizzare l’accordo di pace, Trump è convinto che l’evento sarà fattibile prossimamente. “Non si sono mai incontrati; sono l'uno accanto all'altro, eppure non si sono mai incontrati”, ha detto. Incalzato dai giornalisti nello Studio Ovale, il Presidente ha affermato di ritenere che vi sia una “grande possibilità” di pace tra Israele e Libano quest'anno.
“Sono alleati su determinate questioni, e nemici su altrettante - ha continuato il leader della Casa Bianca - E la cosa riguarda, si potrebbe dire, un paio di Paesi; ma certamente, se si guarda a Hezbollah, è proprio su quel fronte che tutti sembrano essere uniti: contro di loro”. Guardando anche all’Iran, il repubblicano ha ribadito che gli Stati Uniti continuano a esigere che Teheran cessi il sostegno ai gruppi per procura in Medio Oriente, incluso Hezbollah in Libano, come parte di qualsiasi accordo con Washington volto a porre fine alla guerra fra i due Paesi.
“Sì, dovranno interromperlo”, ha affermato Trump in risposta alla domanda di un giornalista riguardo agli aiuti al gruppo, " è un requisito imprescindibile”. Una pace duratura, allo stesso tempo, dipenderebbe dalla capacità del governo libanese di tenere a freno Hezbollah, sostenuto dal regime degli ayatollah. Un limite che, finora, non è quasi mai riuscito a imporre. Una sospensione dei combattimenti in Libano, inoltre, è considerata cruciale per favorire qualsiasi accordo di pace tra Iran, Stati Uniti e Israele. Prima che il cessate il fuoco venisse negoziato la scorsa settimana, quasi 2.300 persone erano rimaste uccise in Libano e 13 in Israele. Da allora, il numero degli attacchi aerei israeliani e degli attacchi di Hezbollah si è ridotto drasticamente. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Lorenzo Musetti esordisce a Madrid. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista azzurro sfida il polacco Hubert Hurkacz - in diretta tv e streaming - nel secondo turno del Masters 1000 spagnolo. Musetti arriva all'appuntamento dopo l'eliminazione ai quarti di finale di Montecarlo, dove è stato battuto da Arthur Fils, mentre a Montecarlo si era arreso al primo turno a Valentin Vacherot.
La sfida tra Musetti e Hurkacz è in programma oggi, venerdì 24 aprile, alle ore 11. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con il parziale fermo sul 2-2. L'ultimo incrocio risale al terzo turno del Wimbledon del 2023, quando il polacco si impose in tre set.
Musetti-Hurkacz, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.

(Adnkronos) - Esordio per Jannik Sinner a Madrid. Oggi, venerdì 24 aprile, il fuoriclasse azzurro affronterà il francese Benjamin Bonzi - in dirett tv e streaming - nel secondo turno del Masters 1000 spagnolo. Per l'azzurro, sarà il numero 104 del ranking Atp il primo ostacolo verso la conquista del quinto torneo di categoria consecutivo dopo i successi a Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo. Obiettivo allungare su Carlos Alcaraz, ritiratosi per infortunio dal torneo, al primo posto del ranking Atp.
La sfida tra Sinner e Bonzi è in programma oggi, venerdì 24 aprile, non prima delle ore 16. I due tennisti si sono affrontati in tre precedenti, con l'azzurro che guida il parziale con un netto 3-0. L'ultimo incrocio risale al terzo turno dell'Atp di Rotterdam del 2023, quando Sinner si impose in due set.
Sinner-Bonzi, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.

(Adnkronos) - Torna in campo il Napoli. Oggi, venerdì 13 aprile, gli azzurri ospitano la Cremonese - in diretta tv e streaming - al Maradona nella 34esima giornata di Serie A. La squadra di Conte è reduce dalla sconfitta interna contro la Lazio, che si è imposta 2-0, mentre quella di Giampaolo ha pareggiato in casa per 0-0 contro il Torino nell'ultimo turno.
La sfida tra Napoli e Cremonese è in programma oggi, venerdì 13 aprile, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic; Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Politano, Lobotka, Anguissa, Spinazzola; De Bruyne, McTominay; Hojlund. All. Conte
Cremonese (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani, Grassi, Maleh, Vandeputte; Bonazzoli, Sanabria. All. Giampaolo
Napoli-Cremonese sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà inoltre disponibile anche in streaming sulla piattaforma web e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Roma celebra il 25 aprile con diversi cortei, eventi istuzionali e sportivi. Dal centro alle periferie sono diversi i quartieri coinvolti, dalla zona di Piramide fino a Centocelle e Quarticciolo. La macchina della sicurezza sarà imponente per garantire lo svolgimento di tutte le iniziative. I dettagli del piano saranno messi a punto oggi nel corso di un tavolo tecnico che si terrà in Questura. La giornata si aprirà con la tradizionale cerimonia all’Altare della Patria alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle alte cariche dello Stato. L’area di piazza Venezia sarà presidiata dalle forze dell'ordine.
Alle 10.30 è previsto il corteo dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, che da Porta San Paolo raggiungerà il Parco Schuster. Il percorso si snoderà tra via Ostiense, via Matteucci, via Benzoni, via Pullino, piazza Albini, via Licata, via Ferrati, piazza Romano, via Cravero, via Giovannipoli, via e piazza Leonardo da Vinci, viale Giustiniano Imperatore.
I movimenti e i collettivi studenteschi, tra cui anche Cambiare Rotta e Osa, e i pro Pal si sono dati, invece, appuntamento alle 8.30 alla Fao per un preconcentramento. Dopo un omaggio all’Ambasciata di Cuba e al 'suo eroico popolo' raggiungeranno la partenza del corteo di Porta San Paolo. 'Cuba no està sola, Palestina libera, ora e sempre Resistenza' è lo slogan dei movimenti studenteschi, 'Resistere all'imperialismo, opporsi al riarmo, da Cuba alla Palestina, dalla parte dei popoli che resistono', quello dei pro Pal.
Dalle 9.30 è previsto un corteo per la Festa della Liberazione anche a Valle Aurelia. Circa 150 persone sfileranno lungo viale delle Milizie, via Pietro Pomponazzi, largo Trionfale e via Andrea Doria. 'Corteo antifascista' contro la guerra e 'con chi resiste' a Roma est, alle 10.30 da piazza delle Camelie per raggiungere via Molfetta. I manifestanti percorreranno via dei Castani, piazza dei Mirti, piazza dei Gerani, via Filippo Parlatore, via Federico Delpino, via Emilio Chiovenda, viale delle Orchidee e via dei Gelsi. Prima della partenza in piazza delle Camelie sarà istallato un monumento per la resistenza palestinese.
Nel pomeriggio è infine previsto un altro corteo dalle 17 a Primavalle: da piazza San Zaccaria Papa a via Taggia percorrendo via Borromeo, via dei Barbarigo, via di Sant’Igino Papa, via Borgia, via Maffi, via Zigliara, via Cogoleto. Nell’area di Caracalla si svolgerà il Gran Premio ciclistico della Liberazione e tra le 12 e le 13 è prevista una pedalata tra Caracalla, Piramide, il Circo Massimo e Bocca della Verità, piazza Venezia e via di San Gregorio.
(Adnkronos) - Snack di mezzanotte antistress? E' capitato a tutti, nelle notti insonni, di cedere alla tentazione di uno spuntino quando tutti dormono e il sole è calato ormai da ore. Ma non è una buona idea e non solo per l'effetto sul peso e sulla bilancia. Parola di scienziati. Una nuova ricerca, che verrà presentata alla Digestive Disease Week (Ddw) 2026, svela l'impatto che l'alimentazione notturna ha sull'intestino, in combinazione proprio con lo stress. E' noto che questa combinazione - stress cronico e pasti fuori orario - può alterare la funzionalità intestinale. Lo studio suggerisce che mangiare a tarda notte amplifica questi effetti, con implicazioni sia per la salute dell'apparato digerente che per il microbiota intestinale.
"Non conta solo cosa si mangia, ma anche quando lo si mangia", avverte Harika Dadigiri, prima autrice dello studio e specializzanda del New York Medical College - Saint Mary's and Saint Clare's Hospital. "E quando siamo già sotto stress, quel momento può rappresentare un 'doppio colpo' per la salute intestinale".
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 11mila partecipanti al National Health and Nutrition Examination Survey per esaminare i legami tra stress cronico, consumo di pasti a tarda notte e disfunzioni intestinali.
Risultato: le persone con un punteggio elevato in termini di stress fisiologico cumulativo riflesso nell'indice di massa corporea (Bmi), nel livello di colesterolo e nella pressione sanguigna, che hanno anche riferito di consumare più del 25% delle calorie giornaliere dopo le 21, avevano una probabilità 1,7 volte maggiore di soffrire di problematiche intestinali rispetto a chi aveva punteggi inferiori e non mangiava a tarda notte. Analogamente, i dati di oltre 4mila partecipanti all'American Gut Project hanno evidenziato che le persone con alti livelli di stress e abitudini alimentari notturne avevano una probabilità 2,5 volte maggiore di segnalare problemi intestinali. Queste persone presentavano una diversità del microbiota intestinale significativamente inferiore, con un potenziale effetto negativo non limitato all'intestino ma doppio: l'orario dei pasti potrebbe amplificare l'impatto dello stress sul microbiota attraverso l'asse intestino-cervello, ovvero il sistema di comunicazione bidirezionale che coinvolge nervi, ormoni e batteri intestinali.
Lo studio è di tipo osservazionale, quindi i risultati evidenziano associazioni, piuttosto che rapporti di causa-effetto, precisano gli esperti. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio come stress, abitudini alimentari e salute intestinale siano collegati. Tuttavia, i risultati sottolineano la crescente consapevolezza che si sta acquisendo dell'importanza della 'crononutrizione': cioè dell'influenza del ritmo circadiano del corpo sul modo in cui l'organismo elabora il cibo. Dopo lunghe e faticose giornate, è comprensibile concedersi uno spuntino a tarda notte, osserva Dadigiri, che si annovera tra chi cede a questa abitudine controproducente. "Non voglio certo fare la parte della 'polizia del gelato'", sorride la ricercatrice. "Tutti dovrebbero mangiarlo, ma magari preferibilmente al mattino. Piccole abitudini costanti, come mantenere una routine alimentare strutturata, possono contribuire a promuovere un'alimentazione più regolare e a sostenere la funzione digestiva nel tempo", conclude.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 5.8 si è verificato oggi venerdì 24 aprile a Creta, in Grecia. Registrato alle 5:18 ora italiana dall'Ingv, il sisma è stato localizzato a una profondità di 15 km.
La scossa è stata segnalata anche dal Centro tedesco di ricerca per le geoscienze (GFZ) che parla di magnitido 6 e dal Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) secondo il quale il sisma si è verificato a circa 11,5 chilometri a sud-est della città costiera di Ierapetra.
Non ci sono notizie immediate di vittime o danni. La Grecia è un paese soggetto a frequenti terremoti.

(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta ad Agia Napa, sulla costa orientale di Cipro, a cercare "risposte" dall'Ue. Lo ha detto lei stessa, come prima cosa, arrivando nel complesso con tanto di Marina per yacht e barche a vela che ospita i leader dell'Unione per il Consiglio Europeo informale, convocata dalla presidenza di turno cipriota. Dopo un abbraccio sul tappeto rosso con il presidente cipriota Nikos Christodoulides, un buon amico dell'Italia, la premier si ferma a parlare con i cronisti. E chiarisce subito quello che pensa.
Non prende domande in inglese, cosa che ogni tanto fa: solo in italiano. E parla solo di una cosa, a parte un commento sul patto Italia-Albania: la crisi energetica, i rincari di gas e petrolio innescati dalla guerra in Iran, che stanno mettendo a dura prova l'economia italiana, quando manca appena un anno e mezzo alla fine della legislatura. Ora, dopo che Eurostat ha certificato che il deficit dell'Italia nel 2025 è rimasto sopra il 3% del Pil, al 3,1%, è sfumata la speranza di poter uscire dalla procedura per deficit eccessivo questa primavera. Se ne riparla nella primavera del 2027.
Ma nell'autunno del 2027 si vota, cosa che nessun politico, o nessuna politica, può permettersi di ignorare. E dunque la premier, che si è nettamente distinta per una linea responsabile sui conti pubblici e a Bruxelles è assai apprezzata anche per questo, ora chiede all'Ue quelle "risposte" che l'Unione fa molta fatica a dare, perché è divisa al suo interno. "Per il caro energia", ha detto Meloni, "noi dobbiamo trovare delle risposte: siamo venuti a cercarle qui. Penso che l'Europa debba essere molto più coraggiosa".
Ieri la Commissione Europea ha presentato una comunicazione che suggerisce agli Stati membri cosa fare per contenere i danni dei rincari energetici. Nessuna proposta dirompente, anzi: aiuti di Stato, che favoriscono chi ha ampi margini di bilancio a detrimento di chi non ne ha, un Osservatorio sul cherosene per capire come stanno veramente le cose sul carburante per gli aerei e una lunga lista di raccomandazioni non vincolanti per ridurre la domanda, tra cui il consiglio di organizzare corsi di guida 'eco' e la promozione del trasporto su rotaia.
E quindi: "Chiaramente apprezzo - ha aggiunto Meloni - la proposta che ha fatto la presidente della Commissione Europea" Ursula von der Leyen "sul tema dell'energia". Tuttavia, "è un passo in avanti, ma non è sufficiente", ha notato. E ha avvertito: "Penso che sarebbe un errore se noi credessimo di dover seriamente affrontare queste questioni solo quando siamo arrivati oltre, come è accaduto in passato". Perché, "quando ci si muove troppo tardi, il prezzo che si paga è più alto". E, quindi, "secondo me, bisogna ragionare con maggiore apertura, efficacia ed efficienza. E questo riguarda anche il tema del patto di stabilità".
La Commissione Europea parla di flessibilità sugli aiuti di Stato: "Ok, è ragionevole e corretto - ha detto la premier, usando gli stessi argomenti che usava all'epoca il suo predecessore, Mario Draghi, per difendere l'interesse nazionale in sede Ue - ma noi sappiamo che, quando si parla di aiuti di Stato, lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti. E, quindi, bisogna ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate, per esempio come si fa con il Safe sulle spese di difesa". Vale a dire: i soldi spesi per contenere il caro energia non devono pesare ai fini della valutazione del rispetto del patto, esattamente come si fa per le spese militari.
Meloni ha fatto capire che non pensa ad aiuti a pioggia. "Bisogna capire a quali settori ci si rivolge - ha detto - oggi abbiamo un'emergenza che è legata all'autotrasporto: tutti capiscono che, di fronte a una situazione che sfugge di mano in quel settore, ci ritroviamo con un aumento che rischia di impattare su tutti i beni di consumo e che, quindi, diventa un problema di inflazione". E ha notato: "Tenere a bada l'inflazione non era una priorità dell'Unione Europea? Ecco, siamo venuti qui a portare la nostra posizione determinata, non per fare semplicemente l'interesse italiano, che è come sempre la cosa che per noi è più importante di tutte, ma per fare l'interesse europeo. Perché, se non si risponde per tempo su questi temi, si rischia di farsi molto male".
E allora l'Italia, se non dovesse ottenere alcuna risposta, potrebbe assumere un atteggiamento diverso: alla Commissione ricordano benissimo il governo Conte uno, con il deficit al 2,7% poi portato al 2,07% dopo un'asta di Btp andata male e interminabili negoziati a ridosso del Natale. Meloni si è rivelata un'altra storia, e lo sa. Ma, se messa con le spalle al muro, potrebbe anche decidere di agire in altro modo, magari con uno scostamento di bilancio: "Ad oggi non stiamo escludendo niente, ovviamente - ha risposto - la nostra priorità è dare delle risposte" alla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, "però preferiremmo farlo in una cornice più confortevole", cioè senza scontri con Bruxelles.
Dopodiché, una volta esposta la sua posizione, la premier ricorda che, quando ha preso in mano le redini del governo, la finanza pubblica versava in condizioni assai peggiori, e rivendica di avere rimesso i conti non in ordine, ma "molto in ordine". E sottolinea che, "noi avevamo, quando ci siamo insediati avevamo un deficit all'8,1%. Oggi ce l'abbiamo al 3,1%. La previsione del governo era il 3,3%. Abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni. Avrei voluto scendere sotto il 3%, certo. Avrei voluto fare ancora meglio, ma nessuno può dire che l'Italia oggi non ha i conti in ordine".
Qualcuno "può dire - ha aggiunto la premier - che li aveva molto in disordine ieri. E purtroppo pesa quel disordine, ancora pesa. Perché io - ha sottolineato - finirò di pagare i debiti del Superbonus quando arriveranno le elezioni politiche. Diciamo che qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo successivo doveva per cinque anni ripagare, e questo purtroppo anche pesa". Certo, "noi possiamo sempre fare meglio, avremmo probabilmente potuto fare meglio, però, abbiamo fatto tutto quello che potevamo per centrare l'obiettivo" di scendere sotto il 3%, "oggettivamente".
"E non penso - ha osservato Meloni - che si potesse andare oltre la politica seria che abbiamo fatto, spendendo le risorse che potevamo spendere su delle priorità che erano giuste, evitando di spendere risorse su cose che non avevano senso". I conti pubblici, ha aggiunto la premier, "non li vedo a rischio. Non credo che cambi la serietà e la solidità percepita dell'economia italiana". Ma "chiaramente - ha proseguito la premier, che era ministra della Gioventù del Berlusconi IV, che venne fatto cadere dalle vendite sui Btp - che cosa il contesto può produrre io non lo posso dire e dipende marginalmente da me, ma non credo che cambierà per questo che, ripeto, è un risultato migliore delle nostre stesse previsioni".
"Poi chiaramente - ha ammesso - stai al 3,1% e ti dispiace, perché stavi proprio vicinissimo all'obiettivo. Però noi avevamo previsto il 3,3% e siamo partiti dall'8,1%. Quindi penso che tutti vedano gli sforzi che ha fatto questo governo". Sforzi che andrebbero premiati, è il ragionamento in sottotesto, e non puniti, costringendo il governo in una situazione poco sostenibile, a un anno e mezzo dalle elezioni". E dunque, "oggi io ho la priorità delle spese energetiche. Ho la priorità di dare risposta ai bisogni dei cittadini. Poi, chiaramente, vogliamo mantenere tutti i nostri impegni e fare un lavoro che abbiamo sempre considerato importante e che consideriamo importante. Dipende però da quali sono le priorità che dobbiamo affrontare". Commissione avvisata, mezza salvata. (dall'inviato Tommaso Gallavotti)

(Adnkronos) - "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti". Donald Trump non si sta occupando di Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico. E il ripescaggio dell'Italia non è minimamente nei suoi pensieri. Il presidente americano cade dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto. "Sono solo speculazioni", dice Rubio. "Il problema con l'Iran non sarebbero i loro atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che vorrebbero portare con sé, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aggiunge. "Non vorremmo penalizzare gli atleti".
La voce su un possibile ripescaggio dell'Italia, con il conseguente forfait dell'Iran, si è diffusa con forza sempre maggiore dopo le parole di Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, che ha rivelato al Financial Times di "aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali". La risposta di Trump ai media fa chiarezza.
In ogni caso, nel corso della giornata, l'ipotesi era stata scartata categoricamente dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: "Non penso sia una cosa possibile", ha detto a margine del premio Città di Roma, "in più, come seconda cosa, mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali". Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Non penso sia opportuno un ripescaggio al Mondiale. Ci si qualifica sul campo".
A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.
L'ambasciata di Teheran a Roma ha preso subito posizione: "Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", ha scritto su X, "l'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche - prosegue il post - Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".
A intervenire sulla questione era stato nei giorni scorsi anche il ct dell'Iran Amir Ghalenoei: "Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", aveva detto all'agenzia tedesca Dpa.
Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: "Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione".
Cosa succederebbe se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa era stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.
L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.
Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 sarebbe a totale discrezione della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria.
Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.
Al momento però è difficile definire l'orizzonte temporale dell'eventuale decisione della Fifa. Molto, come già detto, dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. Una decisione in ogni caso non potrebbe arrivare a ridosso del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.
(Adnkronos) - E' un'Italia baciata dal sole e dalle temperature estive quella descritta dagli esperti meteo nelle previsioni per il prossimo 25 aprile. A parlare all'Adnkronos è Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it, che invita i lettori a preparare per il giorno della Liberazione "i cestini da picnic e gli occhiali da sole" perché, spiega, "ci aspetta una giornata meravigliosa".
"Quest'anno il 25 aprile regalerà a tutta la penisola un clima da cartolina, con sole pieno da Nord a Sud e cieli limpidissimi in cui non si scorgerà nemmeno una nuvola. Un 25 aprile bellissimo e sicuramente da ricordare per le gite fuori porta", continua il meteorologo, che precisa nel dettaglio "cosa ci aspetta sul fronte termico, che ci regalerà una curiosa situazione con il settentrione più caldo del meridione. Nel Nord Italia, preparatevi a un vero e proprio assaggio d'estate. Le massime toccheranno punte eccezionali di 27-28°C, in particolar modo in Trentino-Alto Adige. In Pianura Padana si registreranno 26°C diffusi, valori che si spingono in media di 8°C oltre la norma del periodo, con picchi locali che sfonderanno la media persino di 9-10°C".
"Nel Centro Italia: attenzione all'escursione termica. Al mattino l'aria sarà piuttosto fresca e frizzante, con minime che localmente scenderanno fino a 5°C. Durante il giorno, però, i termometri saliranno rapidamente garantendo un clima splendido, con massime tra i 25°C e i 26°C. Sud e Isole con clima perfetto, mite e gradevole, ma sorprendentemente più dolce rispetto alle regioni settentrionali. Le temperature massime si fermeranno infatti tra i 22°C e i 24°C. Farà quindi decisamente più caldo al Nord che al Sud, ma il sole sarà l'assoluto e incontrastato dominatore su ogni singola regione", conclude Tedici.

(Adnkronos) - "Non mettetemi fretta. Non userò armi nucleari". Donald Trump non si sente sotto pressione. La tregua con l'Iran non ha una scadenza definita, ma il presidente degli Stati Uniti non ha necessità di premere sull'acceleratore. Intanto, annuncia la proroga del cessate il fuoco tra Israele e Libano per altre 3 settimane, garantendosi un ulteriore margine di manovra nella partita a scacchi con Teheran.
"Non abbiamo fretta, vogliamo un grande accordo con l'Iran. Dal punto di vista militare li abbiamo annientati", dice e ripete tra post sul social Truth e dichiarazioni. Guai a dire al presidente che dal primo maggio, a 60 giorni dall'inizio dell'operazione Epic Fury, il Congresso potrebbe condizionare le scelte della Casa Bianca. "Io ho tutto il tempo del mondo, ma l'Iran no", dice Trump, che vede il bicchiere decisamente pieno. "Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz, nessuna imbarcazione può entrare o uscire senza l'approvazione della nostra Marina. Lo Stretto è ben sigillato' fin quando l'Iran non sarà in grado di fare un accordo. Teheran perde mezzo miliardo di dollari al giorno".
Il nodo, per il presidente americano, è sempre lo stesso: "L'Iran non può avere armi nucleari". Il dialogo è complicato perché, dice Trump, "uno dei problemi è che a Teheran litigano come cani e gatti, non sappiamo chi sia il leader. Abbiamo creato il caos al loro interno, potremmo andarcene ora e sarebbe comunque un successo enorme, perché all'Iran servirebbero 20 anni per ricostruire. Lì è tutto un disastro. Abbiamo eliminato davvero tre livelli di leadership, ora fanno fatica a capire chi diavolo possa parlare a nome del Paese. Non lo sanno proprio. Abbiamo parlato con loro, ma non sanno nemmeno chi guida il Paese. Sono nel caos, quindi abbiamo pensato di dare loro un po' di tempo per risolvere la situazione almeno in parte", aggiunge facendo riferimento alle presunte divergenze tra i pasdaran e i negoziatori, vale a dire il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
Da Teheran, arriva a stretto giro la risposta: "In Iran non esistono radicali o moderati. Siamo tutti 'iraniani' e 'rivoluzionari' e, con l'unità ferrea della nazione e del governo, con la totale obbedienza alla Guida Suprema della Rivoluzione, faremo pentire l’aggressore criminale delle sue azioni", dicono Ghalibaf e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Nessuna spaccatura, quindi: "Un solo Dio, un solo leader, una sola nazione e un solo cammino. Quel cammino è la via verso la vittoria dell’Iran, più preziosa della vita stessa".
Per Trump, cambia poco. Apparentemente, gli Stati Uniti non hanno urgenza di arrivare ad un accordo. "Siamo stati in Vietnam per circa 18 anni, siamo stati in Iraq per molti, molti anni... Siamo stati impegnati nella Seconda Guerra Mondiale per quattro anni e mezzo, quasi cinque. Qui stiamo operando da 6 settimane", dice rispondendo alle domande della stampa nello Studio Ovale. "Non voglio mettermi fretta, leggo 'Trump è sotto pressione'. No, sapete chi è sotto pressione? L'Iran, perché se non riesce a far ripartire il petrolio, tutto il loro settore esploderà".
Il presidente americano contrasta la narrazione secondo cui Teheran paralizzerebbe lo Stretto di Hormuz. "Lo abbiamo chiuso noi, siamo in totale controllo della situazione", dice. Il Comando centrale (Centcom) rende noto che almeno 31 navi sono state costrette a invertire la rotta o a rientrare nel porto di partenza a causa del blocco. Per blindare l'area, Trump annuncia di aver dato alla Marina "l'ordine di sparare e distruggere qualsiasi imbarcazione, anche di piccole dimensioni, che provi a posare mine. Non deve esserci alcuna esitazione. I nostri dragamine stanno ripulendo lo Stretto proprio in questo momento". Il dispositivo si estende anche all'Oceano Indiano, dove gli Usa hanno fermato e abbordato una petroliera sanzionata che navigava e che, secondo il Pentagono, trasportava greggio dall'Iran: si tratta della seconda azione di questo tipo questa settimana.
La strategia a stelle e strisce, insomma, procede senza strappi. "Non ho fretta", ripete Trump, che perde la calma solo quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda sull'ipotesi di utilizzare armi nucleari contro la Repubblica islamica: "Perché dovrei usare un'arma nucleare? Che domanda stupida, nessuno dovrebbe mai usare un'arma nucleare".

(Adnkronos) - Una donna è stata uccisa in casa dal marito a Foggia. Il femminicidio è avvenuto oggi 23 aprile in via Salvemini nella zona San Ciro, una zona centrale della città. L'uomo ha ucciso la moglie a colpi d'arma da fuoco dopo un litigio che è stato sentito dai vicini. La vittima aveva poco più di 40 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Polizia locale. L'uomo si è costituito. Quest'ultimo, secondo quanto si è appreso, lavorerebbe nel settore della vigilanza privata. Per questo avrebbe usato una pistola detenuta regolarmente.

(Adnkronos) - Due persone sono morte e cinque sono rimaste ferite in un grave incidente accaduto questa sera tra Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Da quanto si apprende da fonti sanitarie le due vittime sono un ragazzo di 21 anni e una donna di età maggiore. Due feriti sono stati portati all'ospedale di Barletta, altri due all'ospedale di Andria e per un quinto è intervenuto l’elisoccorso.

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, 23 aprile 2026. Centrati invece sette '5' che vincono ciascuno 26.361,88 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 154,3 milioni di euro. Si torna a giocare domani, venerdì 24 aprile, per il penultimo appuntamento settimanale.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 18, 24, 28, 35, 56, 58. Numero Jolly: 72. Numero SuperStar: 57.

(Adnkronos) - Meta ha annunciato con una comunicazione interna il licenziamento di 8.000 persone, pari a circa il 10% della sua forza lavoro, nonché l'eliminazione di 6.000 posizioni attualmente vacanti. Lo riferisce all'Afp una fonte vicina alla vicenda. In una nota interna, la responsabile delle risorse umane del colosso guidato dal Ceo Mark Zuckerberg, Janelle Gale, ha giustificato la decisione con la volontà di "gestire l'azienda in modo più efficiente e compensare gli investimenti" del gruppo, impegnato in una frenetica corsa all'intelligenza artificiale. A fine dicembre, Meta contava 78.865 dipendenti, secondo i documenti depositati presso la Securities and exchange commission (Sec) statunitense. Alla fine del 2022, la società madre dei social network Facebook e Instagram ha lanciato il suo primo piano di ristrutturazione, che ha interessato 11.000 posizioni, seguito da un secondo piano nel marzo 2023, con ulteriori 10.000 licenziamenti.
Tra la fine del 2023 e la fine del 2025, la forza lavoro di Meta è cresciuta di oltre 11.000 dipendenti netti. Sebbene l'intelligenza artificiale non sia stata esplicitamente citata per spiegare la riduzione del personale, Zuckerberg aveva tracciato un collegamento diretto tra questa tecnologia e il risparmio sui costi: "Progetti che in precedenza avrebbero richiesto grandi team ora vengono completati da un singolo individuo di grande talento". Di conseguenza, "puntiamo sul contributo individuale e sulla riduzione delle dimensioni dei team".
Allo stesso tempo, Meta sta investendo somme ingenti nello sviluppo e nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'azienda prevede di investire tra i 115 e i 135 miliardi di dollari entro il 2026, principalmente per garantire una capacità sufficiente per l'intelligenza artificiale, dai chip ai data center. Alla fine di febbraio Meta ha annunciato un accordo con Amd per l'acquisto di milioni di chip per almeno 60 miliardi di dollari.

(Adnkronos) - "Come Chiesa come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione". Papa Leone XIV si esprime così sul volo di ritorno dalla Guinea, come riportano i media vaticani. Il Pontefice nei giorni scorsi è stato criticato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il numero 1 della Casa Bianca ha attribuito a Leone XIV un atteggiamento 'soft' nei confronti dell'Iran. "Vorrei cominciare a dire che bisogna promuovere un nuovo atteggiamento e una cultura per la pace. Tante volte -ha osservato - quando valutiamo certe situazioni, subito la risposta è che bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando. Quello che abbiamo visto è che tanti innocenti sono morti. Ho appena visto la lettera di alcune famiglie dei bambini che sono morti nel primo giorno dell’attacco. E loro parlano del fatto che ormai hanno perso i loro figli, le figlie, i bambini che sono morti in quello (attacco). La questione non è se cambia il regime, non cambia il regime, la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti", dice il Papa.
"La questione dell’Iran - osserva - è evidentemente molto complessa. Le stesse trattative che stanno facendo, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti dicono di no e viceversa, e non sappiamo dove si va. Si è creata questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c’è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Quindi sul cambio di regime sì o no: non è chiaro quale regime ci sia in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti all’Iran".
"Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace, che le parti cerchino di mettere tutti gli sforzi per promuovere la pace, allontanare la minaccia della guerra e che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi. Io porto con me una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo 'Benvenuto Papa Leone', poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane e penso che dobbiamo avere la capacità di pensare in questa forma", afferma.
“Io condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte. Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — debba essere rispettata e protetta. Quindi quando un regime, quando un Paese prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidentemente qualcosa che va condannato", dice il Paparispondendo ad una domanda relativa al fatto che stamani è stato riportato che l’Iran ha giustiziato l’ennesimo membro dell’opposizione, e questo mentre il regime ha impiccato pubblicamente molte altre persone e assassinato migliaia dei suoi stessi cittadini.

(Adnkronos) - "Come Chiesa come pastore, non posso essere a favore della guerra. E vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio e divisione". Papa Leone XIV si esprime così sul volo di ritorno dalla Guinea, come riportano i media vaticani. Il Pontefice nei giorni scorsi è stato criticato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il numero 1 della Casa Bianca ha attribuito a Leone XIV un atteggiamento 'soft' nei confronti dell'Iran. "Vorrei cominciare a dire che bisogna promuovere un nuovo atteggiamento e una cultura per la pace. Tante volte -ha osservato - quando valutiamo certe situazioni, subito la risposta è che bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando. Quello che abbiamo visto è che tanti innocenti sono morti. Ho appena visto la lettera di alcune famiglie dei bambini che sono morti nel primo giorno dell’attacco. E loro parlano del fatto che ormai hanno perso i loro figli, le figlie, i bambini che sono morti in quello (attacco). La questione non è se cambia il regime, non cambia il regime, la questione è come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti", dice il Papa.
"La questione dell’Iran - osserva - è evidentemente molto complessa. Le stesse trattative che stanno facendo, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti dicono di no e viceversa, e non sappiamo dove si va. Si è creata questa situazione caotica, critica per l'economia mondiale, ma poi anche c’è tutta una popolazione in Iran di persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Quindi sul cambio di regime sì o no: non è chiaro quale regime ci sia in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti all’Iran".
"Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace, che le parti cerchino di mettere tutti gli sforzi per promuovere la pace, allontanare la minaccia della guerra e che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come non è avvenuto in diversi luoghi. Io porto con me una foto di un bambino musulmano che nella visita in Libano stava lì aspettando con un cartello dicendo 'Benvenuto Papa Leone', poi in questa ultima parte della guerra è stato ucciso. Sono tante le situazioni umane e penso che dobbiamo avere la capacità di pensare in questa forma", afferma.
“Io condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte. Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — debba essere rispettata e protetta. Quindi quando un regime, quando un Paese prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidentemente qualcosa che va condannato", dice il Paparispondendo ad una domanda relativa al fatto che stamani è stato riportato che l’Iran ha giustiziato l’ennesimo membro dell’opposizione, e questo mentre il regime ha impiccato pubblicamente molte altre persone e assassinato migliaia dei suoi stessi cittadini.

(Adnkronos) - "La decisione del Tar, finalmente, rimette le cose al loro posto. I ricorsi contro l’intitolazione di Malpensa a mio padre, intrisi della solita ideologia trita e ritrita, sono stati l’ennesimo attacco giudiziario nei suoi confronti". Lo dichiara Marina Berlusconi, dopo la decisione del Tar che conferma l'intitolazione dello scalo milanese a Silvio Berlusconi. Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da alcuni Comuni della provincia di Varese.
"Intitolare Malpensa a Silvio Berlusconi -prosegue la primogenita del Cav- è il giusto riconoscimento a un uomo che è sempre stato capace di guardare oltre l'orizzonte: oggi il suo nome continua a sovrastare le piccole miserie di coloro che non riescono a perdonargli la sua grandezza. Del resto, un aeroporto serve a volare e non può restare ostaggio di chi vorrebbe tenere l’Italia ancorata a terra, prigioniera di vecchi rancori".
All'Adnkronos si esprime Barbara Berlusconi, evidenziando che "la decisione del Tar conferma che l’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi è una scelta giusta e legittima. I ricorsi si sono dimostrati privi di fondamento e presentati per motivi ideologici". La decisione "è invece un riconoscimento meritato per il suo contributo dato all’Italia e per il suo legame profondo con la Lombardia".
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini esprime "grande soddisfazione" per la decisione del tribunale. "È la vittoria del buonsenso, un omaggio a un protagonista assoluto del nostro Paese. Berlusconi è un grande italiano" dice il leader della Lega.

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia prende il largo, il Pd e il Movimento 5 Stelle crescono. Sono i dati del sondaggio Only Numbers (Alessandra Ghisleri) per Porta a Porta con le intenzioni di voto oggi, 23 aprile 2026, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia si conferma ampiamente primo partito e guadagna ulteriore terreno. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cresce dell'1,5% rispetto all’ultima rilevazione dello scorso 7 aprile e si attesta al 28,8%, seguito dal Pd al 22,5%. I dem della segretaria Elly Schlein guadagnano lo 0,2%. Passo avanti del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che passa dall'11,7% al 12,2%.
Forza Italia è all'8,6% e cede lo 0,2%, stabile la Lega all'8,3%. Nessuna variazione per Alleanza verdi sinistra al 6,5%, mentre Futuro nazionale di Roberto Vannacci è al 3,6% (+0,2%). Azione è al 3% (-0,2%), Italia viva al 2,5 % (+0,1%). Infine +Europa è all'1,7% e cede lo 0,2% mentre Noi moderati è allo 0,8%(+0,1%).
Capitolo coalizioni: il centrodestra è al 46,5% e sale dell'1,4%, mentre il centrosinistra è stabile al 30,7%. Il campo largo, invece, è al 45,4%, in crescita dello 0,6%. Gli astenuti-indecisi si attestano al 44,9% (in crescita dello 0,2% rispetto all'ultima rilevazione).
Se si votasse oggi per le primarie, secondo gli elettori del campo largo, Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, sarebbe in vantaggio, con il 36,9% dei voti sulla segretaria del Pd Elly Schlein che si attesterebbe al 32,5%.
In generale, sempre per gli elettori della eventuale coalizione di centrosinistra, nella corsa a sei a vincere sarebbe Giuseppe Conte con il 33,5%, Elly Schlein arriverebbe seconda con il 23,2%, poi Pierluigi Bersani con il 13%, Matteo Renzi con il 6,2%, Angelo Bonelli con il 3,6% e Nicola Fratoianni con lo 0,8%.
Si apre ufficialmente la fase operativa dell'Area marina protetta
di Capo Spartivento, con la prima giornata istituzionale ospitata
al Chia Laguna. Un passaggio atteso, che segna l'inizio concreto
delle attività di tutela e gestione dopo un percorso lungo oltre 12
anni.Pagina 33 di 207
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia