
Completamente nudo si è presentato alla caserma dei carabinieri ed ha abbandonato droga davanti all'ingresso. E' accaduto durante la notte di Capodanno a Poggio Rusco, nel Mantovano, dove un 43enne è stato denunciato.
L'uomo, di nazionalità marocchina, si è presentato senza alcun indumento indosso alla caserma di Poggio Rusco e ha iniziato a suonare insistentemente il campanello, nonostante a quell'ora gli uffici fossero chiusi; alcuni residenti che rincasavano dai festeggiamenti hanno assistito alla scena e hanno chiamato il 112. Mentre giungeva una pattuglia dei carabinieri della stazione di Magnacavallo, sono intervenuti anche alcuni militari della stazione di Poggio Rusco che, davanti alla porta di ingresso della caserma, hanno trova varie banconote e due involucri di droga, contenenti 5 grammi di hascisc e 5 grammi di cocaina.
L'uomo è stato rintracciato poco dopo mentre girovagava per il centro di Poggio Rusco. Ai militari ha spiegato di aver assunto stupefacenti e di aver sentito la voce di Allah che gli diceva di liberarsi del peccato e di tutto ciò che fosse connesso allo spaccio di droga. E proprio perché i suoi abiti erano stati acquistati con il denaro proveniente dallo spaccio di droga, aveva deciso di uscire nudo. I carabinieri lo hanno quindi riaccompagnato in caserma, fornendogli una coperta e offrendogli un the caldo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno confermato la scena descritta dallo stesso 43enne, che è stato denunciato e segnalato alla prefettura di Mantova quale assuntore di sostanze stupefacenti. Per lui anche una sanzione amministrativa relativa agli atti osceni in luogo pubblico, oltre a una denuncia per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio italiano. La droga è stata posta sotto sequestro.

A 10 anni dalla morte di David Bowie, oggi venerdì 9 gennaio esce per Hoepli la biografia 'David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo' di Paul Morley, uno dei biografi più autorevoli del mondo musicale britannico, giornalista di NME, autore anche del volume di successo 'The Age of Bowie'. La versione italiana - curata da Ezio Guaitamacchi, con la traduzione di Leonardo Follieri - è accompagnata da una prefazione scritta a quattro mani di Manuel Agnelli e Paolo Fresu.
Non una semplice biografia, ma un viaggio a struttura tematica dentro l’universo di un artista che ha riscritto le regole della musica, dell’arte e dell’identità. Dalla Londra ribollente degli anni ’60 alla Berlino sperimentale, dalla nascita di Ziggy Stardust al mistero del Duca Bianco, fino all’ultimo saluto cosmico di Blackstar: ogni tappa rivela un Bowie diverso, sempre un passo avanti al proprio tempo.
Il libro è diviso in capitoli che riflettono la natura duale dell’artista ('Fantasia e realtà', 'Sopravvivenza ed esistenza', 'Arte e morte', 'Est e Ovest', 'Caso e ordine', ecc.). Morley delinea il paesaggio culturale e sociale in cui Bowie si muove, ne racconta gli incontri, le ispirazioni, i timori, anche attraverso estratti di interviste e analisi di performance e collaborazioni, costruendo una sorta di playlist esistenziale, che va oltre le sue hit e mostra come l’artista abbia saputo anticipare estetiche e paure del XXI secolo.

"Io ho un'idea del mondo in cui non esiste il bene. Non credo in nulla". Si apre con queste parole, pronunciate dallo stesso protagonista, il trailer di 'Fabrizio Corona: Io sono notizia', docu-serie in cinque episodi da oggi, 9 gennaio, su Netflix. Un racconto senza filtri che attraversa l'era berlusconiana, l'avvento dei social e le contraddizioni della giustizia italiana. Non una semplice biografia, ma l'affresco di un Paese che, dagli Anni 90 a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality.
"Raccontare Fabrizio Corona significa accettare una sfida narrativa complessa: come si racconta l'uomo più sovraesposto d'Italia, colui che ha fatto della propria vita un reality show permanente? Il nostro obiettivo non è stato quello di giudicare il personaggio, né di assolvere l'uomo, ma di indagare le terre di confine: tra il bene e il male, tra realtà e finzione", spiegano in una nota il regista e autore Massimo Cappello e l'autrice Marzia Maniscalco. "Non volevamo solo documentare i fatti, ma svelare l'umanità fallibile dell'antieroe nascosta dietro la maschera del superuomo". Per questo "ci siamo affidati ai toni della tragicommedia: un registro che abbiamo sentito adatto ad aderire alla realtà di un'esistenza sempre sopra le righe. Abbiamo cercato la leggerezza non per sminuire le vicende, ma per portare lo spettatore a riflettere con il sorriso. Perché la vitalità disperata di Fabrizio, quell’abilità di trasformare la caduta in spettacolo e il dolore in aneddoto, riesce sempre, anche nei momenti più drammatici, a trasformare la tragedia in una commedia umana".
Figlio di Vittorio Corona, giornalista visionario che ha plasmato l'editoria degli Anni 80, Fabrizio cresce con l’ossessione di dimostrarsi all’altezza. Se il padre viene emarginato dal sistema, il figlio decide di mangiarsi quello stesso sistema dall'interno, trasformando il gossip in un'arma di potere e identificando nel denaro l'unico metro di giudizio dell'affetto e del successo.
Dove Vittorio cercava la verità, Fabrizio trova il business e, al fianco di Lele Mora, Corona costruisce un impero basato sulla vendita delle vite altrui. Fino all'inchiesta Vallettopoli: l'accusa di estorsione trasforma il golden boy in un nemico pubblico, segnando però al contempo la nascita definitiva del suo personaggio, svelando un uomo capace di trasformare la propria esistenza in uno spettacolo disperatamente vitale, in una vita costellata da personaggi surreali e situazioni tragicomiche, in cui realtà e finzione il più delle volte si confondono.
Inizia così una guerra mediatica e giudiziaria combattuta a colpi di prime pagine e dichiarazioni incendiarie destinate a polarizzare e dividere l’opinione pubblica italiana. Tra le oltre 20 interviste e contributi nella docu-serie figurano Marianna Aprile, Mauro Coruzzi aka Platinette, Lele Mora, Nina Morić, Marysthell Polanco, Francesca Persi, Marco Travaglio e Costantino Vitagliano.

Dopo la morte di una donna per mano di un agente dell'Ice a Minneapolis, è alta tensione in Usa. Oggi due persone sono rimaste ferite in una sparatoria che ha coinvolto agenti federali a Portland, nell'Oregon. Il dipartimento di polizia della città ha riferito in un comunicato che un uomo e una donna sono stati portati in ospedale e le loro condizioni sono sconosciute. Il Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) ha dichiarato che l'incidente è avvenuto quando un membro di una gang venezuelana è stato fermato e "ha tentato di investire" gli agenti con la sua auto.
Non è chiaro quali siano le loro condizioni. L'ufficio dell'Fbi di Portland ha dichiarato in un post su X che la sparatoria ha coinvolto agenti della Customs and Border Protection e che stanno conducendo le indagini. Agenti di polizia di Portland sono intervenuti nel isolato 10200 di Southeast Main Street per una segnalazione di sparatoria, si legge in un comunicato del Portland Police Bureau. Gli agenti hanno confermato il coinvolgimento di agenti federali nella sparatoria dopo essere intervenuti per soccorrere un uomo e una donna rimasti feriti a colpi d'arma da fuoco e sono stati trasportati in ospedale.
"Siamo ancora nelle fasi iniziali di questo incidente", ha dichiarato il capo della polizia Bob Day. "Comprendiamo l'emozione e la tensione che molti stanno provando in seguito alla sparatoria di Minneapolis[1] , ma chiedo alla comunità di mantenere la calma mentre cerchiamo di saperne di più".

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale fanno squadra per valorizzare lo sport nell’area di riferimento dell’AdSP. Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il Presidente dell’AdSP, Raffaele Latrofa, hanno sottoscritto oggi - al Foro Italico - un protocollo d’intesa finalizzato allo sviluppo di una collaborazione, soprattutto in vista di grandi eventi agonistici. L’accordo si prefigge, fino al termine dell’attuale quadriennio olimpico, la promozione del movimento dando risalto al ruolo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta nell’accogliere delegazioni, atleti e tifosi in arrivo via mare e sviluppando poli nelle zone retroportuali, anche come leva di rigenerazione urbana.
Previsto anche l’eventuale utilizzo di aree demaniali portuali dismesse o riqualificate per la realizzazione di strutture temporanee, l’organizzazione di crociere tematiche in occasione di manifestazioni nonché di campus sportivi nelle aree interessate, con la possibilità di favorire l’inclusione sociale, veicolando gli ideali sportivi a beneficio dei giovani e delle scuole presenti nelle zone portuali.
La sinergia, destinata anche a diffondere discipline sportive come vela, canottaggio, canoa e kayak, nuoto in acque libere e altri sport nautici all’interno dei porti e dei bacini gestiti dall’AdSP, vivrà nel segno della sostenibilità, mediante progetti di decarbonizzazione e appuntamenti pilota su sport a impatto zero. Le rispettive competenze e visioni strategiche si fondono in una cooperazione che intende utilizzare lo sport come fondamentale motore di crescita nei territori portuali. "Con questo Protocollo vogliamo trasformare i nostri porti in veri e propri luoghi di incontro tra mare, sport e comunità. È una grande opportunità per promuovere inclusione, sostenibilità e valorizzare il territorio, in sintonia con i grandi eventi che attendono la nostra regione. Mi piace definirlo 'sport nei porti', perché l’atto di oggi è una cornice straordinaria che riempiremo di contenuti concreti, alcuni dei quali sono già frutto di rapporti con il Coni. I porti accolgono il mondo e lo sport italiano rappresenta la Nazione: insieme possiamo rafforzare il legame porto-città e diffondere i valori dello sport", commenta il presidente dell'AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Raffaele Latrofa.

"Quando hai tutto il mondo contro è difficile rialzarsi". Raoul Bova commenta senza filtri i mesi più difficili della sua vita, segnati da una vera e propria bufera mediatica iniziata da alcuni audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social travolgendo la sua sfera privata - come la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale.
Ad aiutarlo a superare questo difficile momento sono stati "i figli, gli amici e la fede - aggiunge l'attore in occasione della conferenza stampa di 'Don Matteo 15' a Roma - che non mi hanno mai abbandonato. C'è poi un istinto di sopravvivenza che ti spinge a rialzarti, ma anche la voglia di trovare giustizia".
"Non ho fatto la cosa giusta, però vado avanti, non posso non andare avanti. A meno che non decida di buttarmi dal quinto piano, ma a quel punto la darei vinta a chi cerca di affossarmi", dice l'attore romano. L'incontro è anche l'occasione per togliere ogni dubbio sul presunto licenziamento della Rai dopo lo scandalo: "In molti lo hanno scritto, ma non è vero. Per rispetto della serie e del pubblico ho subito detto che ero pronto a dare le mie dimissioni, se fosse stato ritenuto giusto, senza oppormi". Dall'azienda, dalla produzione e dal cast è arrivato un grande supporto: "Tutti mi hanno dato fiducia facendomi sentire parte di una famiglia, senza alcun giudizio".
Parlando di Don Massimo, Bova spiega come ci sia tanto di lui nel personaggio che interpreta: "Il tema di questa serie è la vocazione, la ricerca di sé stessi e la ricerca di un posto nel mondo. Sono domande che io stesso mi pongo. C'è tanto di me in Don Massimo: il rapporto con Dio e la debolezza, a volte, nell'affrontare determinate situazioni", ma anche "il sostegno delle persone che ti sono attorno". Diretta da Alexis Sweet, Alessandro Tonda, Tobia Campana, Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, 'Don Matteo 15' – una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction – va in onda a partire da questa sera, 8 gennaio, e per 10 serate.
La parola d’ordine della stagione è 'cuore' perché tutti i protagonisti, tra quelli noti al pubblico ed i nuovi, si trovano a fare i conti con i sentimenti. Accanto a Don Massimo, Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini, l’intrecciarsi di storie segue la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri, Diego Martini (Eugenio Mastrandrea) e Giulia Mezzanotte (Federica Sabatini), la sorella di Don Massimo. E se Diego sembra avere le idee chiare, sono molte le domande che angustiano Giulia, che ha appena perso la madre, non ha una vera direzione a livello professionale e non riesce ancora a capire quale sia il suo posto nel mondo. A mettere in crisi il Maresciallo Cecchini arriva Caterina Provvedi (Irene Giancontieri) nuova e agguerrita Marescialla il cui trasferimento - forse frutto di un disguido - la porta a contendersi il posto proprio con Cecchini. Anche per Don Massimo non mancano le sfide che hanno, soprattutto, il volto della misteriosa Maria (Fiamma Parente), adolescente incinta e senza memoria. Ad arricchire le trame - investigative e non - delle dieci serate le partecipazioni di Diletta Leotta, Max Tortora e Tosca D’Aquino, Valeria Fabrizi, Alessandro Borghese, Giulio Beranek e Carolina Benvenga.

Infastidito dal volume troppo alto della musica ha esploso diversi colpi di arma da fuoco contro la cassa di un locale. Protagonista un 59enne di Acireale, in provincia di Catania, arrestato dai carabinieri che hanno denunciato anche il fratello di 62 anni. L'accusa per loro è di detenzione illecita di armi e munizioni. I militari sono intervenuti nei pressi di via Serra, nella periferia del paese, dove era stata segnalata l'esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto hanno notato, sul muro di cinta di un esercizio commerciale, una cassa acustica con un foro del tutto simile a quello prodotto da un proiettile. Il titolare del negozio ha raccontato loro che proprio quella cassa era da tempo al centro di una diatriba con uno dei residenti del quartiere. L'uomo, disturbato dal 'rumore', quella mattina però aveva deciso di passare alle vie di fatto, esplodendo svariati colpi di pistola dalla sua abitazione, mentre il titolare si trovava all'interno del negozio insieme al padre e a due clienti.
Raggiunto nella sua abitazione, il 59enne, dopo avere inizialmente negato il possesso di armi, ha consegnato un fucile calibro 12, nascosto sotto un armadio. Su un muretto del bagno, i carabinieri hanno trovato una pistola calibro 38 special carica e 9 munizioni, mentre nel camino c'erano 13 bossoli dello stesso calibro, verosimilmente quelli poco prima esplosi. L'uomo ha spiegato ai militari che le armi ritrovate nella propria abitazione erano di proprietà del defunto padre, nella cui casa - di cui aveva le chiavi solo il fratello 62enne dell'uomo - dentro un armadio blindato erano custodite una pistola calibro 32 e 74 cartucce di vario calibro, mentre altre 272 cartucce calibro 12 erano nel garage. "Nell'originaria denuncia di detenzione - spiegano gli investigatori dell'Arma - risultano altre armi che, allo stato, sono mancanti". L’arresto del 59enne è stato convalidato e l'uomo è stato posto ai domiciliari. Per il fratello, invece, è scattata la denuncia.

"Lindsay Kemp è stato follemente innamorato di David Bowie. Dopo aver scoperto un suo tradimento tentò il suicidio, si tagliò le vene in camerino, dopo uno spettacolo, sgorgava sangue...naturalmente tutto molto teatrale. Ma fecero pace e ritornarono a teatro insieme con 'Ziggy Stardust and Spiders from Marts', un capolavoro, uno spartiacque nella storia dei concerti rock". Parla con l'Adnkronos, a 10 anni dalla scomparsa di David Bowie, Daniela Maccari, una delle più note interpreti di Lindsay Kemp, oggi erede accanto a David Haughton, dell'immenso patrimonio del grande artista inglese.
"Non ho mai conosciuto personalmente David Bowie - aggiunge - Ma Lindsay ha raccontato nelle sue memorie, che negli anni mi dettava in inglese, e che presto saranno pubblicate, l'incontro che ha profondamente influenzato tutta la poetica musicale e spettacolare di Bowie. Era il 1967, galeotta fu l'agenzia teatrale Nems Enterprises che rappresentava i due artisti, Lindsay e un quasi sconosciuto David Jones, a cui il regista, danzatore e coreografo aveva 'rubato' le note del suo brano 'When I live my dream' per 'Clowns' al Littlle Theatre di Londra".
Il primo appuntamento fra loro a Batemen Street nel quartiere di Soho. "Una casa in cui abitavano come all'interno di una grande famiglia, ballerini, attori, vicini di casa di passaggio, chi per fumare, chi per chiedere una birra...Bowie non si spaventò, più tardi confesserà, 'sin dal primo momento ho desiderato unirmi a questo circo' - prosegue Daniela Maccari - 'Tutto quello che pensavo fosse bohèmien...era la vita stessa di Lindsay, la sua quotidianità è puro teatro'. Comincia in quegli anni una grande avventura artistica e sentimentale che unirà Lindsay e David non solo sul palcoscenico. Una 'rivoluzione gentile' la loro, una 'soft revolution', dopo la tragedia della guerra, alla riscoperta di una nuova libertà".
"Nasce 'Pierrot in Turquoise', un omaggio alla Commedia dell'Arte, al turchese, pietra simbolo di eternità per il buddismo. In quegli anni - ricorda ancora - David Bowie stava pensando di ritirarsi in un monastero buddista, scherzando confesserà più tardi che 'Lindsay mi ha salvato dal radermi la testa'".
La relazione tra Lindsay Kemp e David Bowie va avanti, tra alti e bassi, tra scappatelle e tradimenti, fino al 1968, poi la rottura, ma non la separazione definitiva. "Nel 1972 - racconta ancora la biografa di Kemp - Lindsay è ad Edimburgo per il primo embrione di 'Flowers' ed è Angela Bowie, la Angie della canzone dei Rolling Stones, a chiedere di realizzare la regia di 'Ziggy Stardust'. Lindsay accetta la sfida, sarà l'uomo delle stelle, lo 'Starman', dell'omonima canzone. Scendeva da scale altissime e ogni sera si pentiva di aver avuto quella idea registica - sottolinea ancora - Lui che aveva il terrore dell'altezza".
"Aveva firmato, non solo la regia, ma anche la scenografia (scale, ballatoi molto simili alla messa in scena di 'Flowers'), i costumi (l'abito a ragnatela, che utilizzerà anche nei suoi spettacoli) il trucco, di ispirazione giapponese. Un trionfo anche per David Bowie, nasceva il 'theatre rock', 'glam rock', il 'glitter rock", conclude Daniela Maccari, che nel 2020 ha firmato i costumi, il trucco e le coreografie dello spettacolo 'The Bowie Show' con Andy dei Bluvertigo & The Bowie Show, ispirandosi allo storico 'Ziggy Stardust' del '72.

''In questo momento il peggior incubo di Khamenei'', la guida suprema dell'Iran, è quello di ''fare la fine di Maduro'', il deposto presidente venezuelano catturato in un blltz dagli Stati Uniti e portato in un carcere di Brooklyn per poi essere processato a Manhattan. Ma quello che è ''altamente improbabile'' è che l'Ayatollah Ali Khamenei faccia ''la stessa scelta di Assad'', l'ex presidente siriano rimosso nel dicembre del 2024, e ''che abbia l'aereo pronto per andare in Russia come ha fatto lui''. Lo spiega all'Adnkronos Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell’Insubria, sottolineando che ''Khamenei ha 86 anni, ha passato tutta la sua vita a difendere la Repubblica islamica'' e ''preferirebbe la morte con il martirio e passare alla storia come quello che si è sacrificato come l'Imam Hossein nel 680 d.C.'' piuttosto che fuggire.
Inoltre, ''a differenza di Maduro, Khamenei può ancora contare sul sostegno della cerchia dei suoi fedelissimi e dei Pasdaran'', sebbene ''anche in Iran c'è un'infiltrazione del Mossad, altrimenti lo scorso giugno non ci sarebbe stata la strage dei Pasdaran''. Quello che ''è possibile che gli Stati Uniti facciano un tentativo, non è da escludere, è questo è il peggior incubo di Khamenei in questo momento''.
Sabahi ricorda che ''anche nella guerra dei 12 giorni'' con Israele a giugno Khamenei ''era rinchiuso in un bunker, era sparito dai riflettori'' e anche quella odierna è ''una situazione che sicuramente percepisce come delicata''. Però l'Iran ''non è lo stesso Paese'' del Venezuela, ''l'Iran non è nel giardino di casa degli Stati Uniti, per gli americani arrivare a Teheran non è immediato come arrivare a Caracas''. Tra l'altro i dodici giorni della guerra di giugno con Israele ''hanno fatto disamorare gli iraniani in Iran rispetto a un intervento militare estero''.
Per quanto riguarda le manifestazioni, esplose nuovamente il 28 dicembre per il carovita e allargatesi ad altri settori della società civile con gli studenti universitari in prima linea, secondo Sabahi ''la piazza non ha un leader''. Autrice di 'Alla corte dello scià' e di 'Noi donne di Teheran', Sabahi sottolinea che ''non c'è nessun giornalista occidentale in questo momento in Iran'' e le notizie che ''noi leggiamo sui media dell'opposizione'' che parlano di ''slogan a favore dell'ultimo scià e di suo figlio non sappiamo con che frequenza ci siano realmente''.
Sabahi riflette sul fatto che ''Reza Pahlavi è un principe, primogenito dell'ultimo scià, nato nel 1960 che ha lasciato l'Iran quando aveva 16 anni per la formazione militare negli Stati Uniti e da allora non è più potuto rientrare''. Reza Pahlavi ''si è detto pronto a guidare la transizione verso la democrazia'', ma ha anche chiarito di ''non voler trasferirsi stabilmente in Iran per il resto della sua vita'' perché ''negli Stati Uniti ha tutti i suoi affetti''.
Inoltre ''il nome di Reza Pahlavi evoca sì lo splendore dell'antico regno persiano, ma evoca anche le disuguaglianze sociali che c'erano in Iran al tempo dello scià e le torture della Savak, la polizia segreta dello scià, e l'asservimento dell'Iran agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna'', spiega.
Sull'Iran incombe poi ''il rischio di un ulteriore bombardamento israeliano'', già minacciato durante una conferenza stampa congiunta a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ''A giugno, dopo il bombardamento israeliano, l'opinione pubblica iraniana si era compattata con il regime'', afferma Sabahi, ricordando che ''erano stati bombardati interi quartieri residenziali di Teheran, era stato detto alla popolazione della capitale di andarsene perché c'era l'intenzione di condurre raid a tappeto''. L'effetto delle minacce di Trump e Netanyahu, quindi, è in parte quello di unire gli iraniani, ma ''dipende''.
''Viste dalla diaspora iraniana, le minacce di Trump contro il regime'' sono ''aiuti'', perché il presidente americano si è detto disposto a intervenire nel caso venissero uccisi manifestanti come nelle precedenti manifestazioni. ''Ma intervenire come? Con le bombe? Da chi è in Iran questo intervento ovviamente non viene visto favorevolmente'', anche perché ''di recente i bombardamenti hanno sventrato interi quartieri residenziali'' oltre che ''l'enorme deposito di carburante'' per cui ''a un certo punto non si poteva più scappare'' e anche ''mio padre era rimasto bloccato lì''. Inoltre ''Israele aveva annunciato di voler bombardare il carcere di Evin per far scappare i detenuti, ma hanno bombardato le palazzine dove erano detenuti prigionieri politici causando morti''.

Due nuove biografie raccontano chi era David Bowie. A dieci anni dalla sua scomparsa, l'ombra del cantautore britannico continua a proiettarsi sulla musica, sull’arte e sull’immaginario collettivo. E il 2026 si apre con due nuove biografie che, da prospettive diverse ma complementari (scritte rispettivamente da un critico italiano e da uno inglese) provano a restituire la complessità di un artista che ha attraversato epoche, generi e identità come pochi altri.
Da un lato 'David Bowie. For Ever and Ever (White Star)' di Claudio Fabretti, 208 pagine corredate da un’ampia sezione fotografica, uscito a fine 2025 e già tradotto in più lingue. Dall’altro 'David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo' (Hoepli), il nuovo lavoro di Paul Morley, tra i più autorevoli biografi britannici e giornalista della Nme. Due libri diversi nello sguardo, ma uniti dall’urgenza di raccontare un Bowie che continua a mutare anche dopo la sua morte.
Fabretti ripercorre il viaggio del ragazzo di Brixton diventato dandy del rock, attraversando tutte le sue metamorfosi: dal menestrello psych-folk a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco berlinese al soulman plastificato, fino all’outsider post-industriale. Una galleria di personaggi che non furono mai semplici maschere, ma proiezioni dei suoi tumulti interiori. "E' un libro fotografico che nasce dall'idea di raccontare Bowie attraverso le sue evoluzioni -spiega all'Adnkronos Fabretti, critico musicale e direttore della rivista on-line OndaRock - che non sono stati solo travestimenti di facciata, ma hanno espresso i suoi mutamenti interiori. Scavando un po', si scopre che nei suoi personaggi ci sono tante questioni filosofiche, politiche, sociali che lui voleva esprimere in questo modo".
Il volume alterna biografia e analisi musicale, fino all’ultimo atto orchestrato con Blackstar, pubblicato due giorni prima della morte. "Da Ziggy Stardust al Duca Bianco, al Clown Pierrot di 'Ashes to Ashes', esprime tutta una serie di contraddizioni e di complessità". La modernità di David Bowie resta ancora oggi un faro evidente nella musica e non solo. "E' sempre riuscito a precorrere i tempi -dice Fabretti- Era già avanti alla sua epoca, ha anticipato il punk, la new wave nel periodo di Berlino, aveva una sua preveggenza, uno sguardo lontano anche sui temi politici. Basta pensare alla sua canzone 'I'm afraid of Americans' (tratto da 'Showgirls', 1995, ndr), niente di più attuale", sorride il critico.
Paul Morley sceglie invece una struttura tematica: fantasia e realtà, arte e morte, Est e Ovest. Oltre lo spazio e il tempo, nella versione italiana curata da Ezio Guaitamacchi con prefazione di Manuel Agnelli e Paolo Fresu, in uscita domani, venerdì 9 gennaio, racconta un Bowie che continua a trasformarsi anche nell’era digitale. "Ho iniziato a notare che su YouTube potevo guardare un’incredibile quantità di materiale su David Bowie, e in qualche modo grazie a questi video stava prendendo forma un altro Bowie, qualcosa che non avremmo potuto prevedere all’epoca in cui sono stati girati", dice Morley all'Adnkronos. "E ho pensato che fosse interessante il fatto che l’idea di Bowie stesse cambiando con le nuove tecnologie in modi per i quali lui, in un certo senso, si era quasi preparato. Ho iniziato a notare che persino le performance più strane e poco conosciute di David Bowie facevano parte del modo in cui Bowie si presentava al mondo, al futuro".
Il libro attraversa Londra, Berlino, Ziggy, il Duca Bianco e il saluto cosmico di Blackstar, componendo una 'playlist esistenziale' che mostra come Bowie abbia anticipato estetiche e inquietudini del XXI secolo. Due libri, due prospettive, un’unica certezza: dieci anni dopo, David Bowie continua a parlarci. E, come sempre, è ancora un passo avanti.

Come ogni anno la Befana ha portato con sè anche tantissimi premi per i fortunati vincitori della Lotteria Italia 2026. Ma cosa fare dopo aver scoperto di essere in possesso di uno dei biglietti vincenti? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
"Dopo aver scoperto di essere in possesso del biglietto vincente -spiega Cuchel- occorre verificare ufficialmente la vincita attraverso i canali autorizzati (Bollettino Ufficiale dell’estrazione della Lotteria Italia 2025 sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli www.adm.gov.it). È consigliabile mantenere la massima riservatezza e valutare il supporto di un professionista (commercialista, notaio o avvocato), soprattutto per premi di importo elevato", sottolinea.
Ma come funziona il ritiro dei premi? "Il ritiro dei premi della Lotteria Italia 2025 cambia a seconda che il biglietto vincente sia cartaceo oppure acquistato online. In entrambi i casi, però, ci sono regole e scadenze precise da rispettare", spiega Cuchel.
Biglietto cartaceo vincente: cosa fare e dove andare
"Se la vincita riguarda un biglietto stampato, la prima cosa da fare -spiega Cuchel- è conservarlo con cura, evitando pieghe, strappi o altri danni: il tagliando deve essere integro e originale. Il premio va reclamato entro 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale dell’estrazione. Il biglietto può essere presentato: all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali S.r.l. a Roma (Viale del Campo Boario, 56/D); oppure presso uno sportello Intesa Sanpaolo: in questo caso la banca ritira il biglietto, lo inoltra all’Ufficio Premi e rilascia al vincitore una ricevuta.
Secondo il commercialista, "al momento della richiesta servono: documento d’identità; codice fiscale; Iban del conto su cui accreditare la vincita (se si sceglie l’accredito). Il vincitore può scegliere tra tre modalità di pagamento: assegno circolare dell’importo vinto (incassabile presso Intesa Sanpaolo), accredito su conto bancario, accredito su conto postale".
Biglietto vincente online, la procedura cambia
"Per i biglietti comprati su internet -spiega Cuchel- la riscossione segue un iter specifico: può richiedere il premio solo il titolare del conto gioco con cui è stato acquistato il biglietto. Anche in questo caso ci si può rivolgere: all’Ufficio premi, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo, che rilascia ricevuta e trasmette la domanda a Lotterie nazionali. Il termine resta lo stesso: 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino sul sito Adm. Qui, oltre ai documenti personali, viene richiesta anche: la stampa del promemoria di gioco (recuperabile nelle sezioni 'Movimenti e giocate' e 'I miei biglietti' del conto gioco), documento d’identità, codice fiscale, Iban intestato al titolare del conto gioco, e la scelta della modalità di pagamento (assegno, accredito bancario o postale)".
Tempi di pagamento
"Secondo il regolamento, i premi dell’estrazione finale (6 gennaio 2026) vengono liquidati entro 45 giorni da quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione i fondi necessari per i pagamenti", sottolinea Cuchel.
Tassazione: niente trattenute
"Un elemento importante -conclude Cuchel- riguarda le imposte: le vincite della Lotteria Italia non subiscono ritenute né prelievi; quindi, l’importo previsto dal premio viene pagato per intero al vincitore".

Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, Poste Italiane sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian Aluminium Technology, Pirelli e da ricercatori della Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi.
Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2.
Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo, offre innovativi servizi di supporto al conducente; e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici, fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni.
Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione Nfc; mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi. Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e di contribuire a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano.
Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto
dal piano strategico quadriennale “2024–2028 The Connecting Platform”. La flotta green di Poste Italiane, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

"Siamo tutti ancora molto scossi". Così Jasmine Carrisi, la figlia di Al Bano e Loredana Lecciso, ospite oggi a La volta buona, ha parlato della tragedia che si è consumata a Crans-Montana la notte di Capodanno, dove un incendio nel noto locale 'Constellation' ha provocato la morte di 40 giovani. Tra i partecipanti, avrebbe dovuto esserci anche il fratello Bido.
"Siamo molto legati a Crans-Montana, mio fratello ha frequentato il liceo lì e si era creato tanti amici. Leggere questa notizia è stato davvero triste", ha detto la figlia di Al Bano ospite di Caterina Balivo. "Era molto scosso, mi ha mostrato le immagini di quando frequentava il locale, che per lui era un punto di riferimento. Per Bido era un ricordo bellissimo", ha aggiunto.
Bido, figlio di Loredana Lecciso e Al Bano, con la fidanzata Emily avrebbe dovuto trascorrere infatti il Capodanno a Crans-Montana e sarebbe andato nel locale della tragedia. Ma alla fine è tornato a Cellino San Marco, evitando così di trovarsi al centro della tragedia.
"La Puglia lo ha salvato", ha detto Loredana Lecciso in un'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno. La showgirl ha spiegato: "Bido si è diplomato a Crans-Montana e ci ha trascorso le estati con Jasmine (la sorella, ndr). La sua fidanzata, Emily, è del posto. Ci eravamo riuniti per trascorrere il Natale tutti insieme. È una località bellissima. Passeggiando a piedi ero passata proprio davanti al locale della strage. Mio figlio e la sua ragazza hanno deciso all’ultimo di scendere in Puglia per dare il benvenuto al nuovo anno. Tra le varie alternative, c’era quella di festeggiare a Crans e se ci fossero rimasti, sarebbero stati quasi sicuramente a Le Constellation. Al Bano afferma che Cellino San Marco li ha salvati".
"Sono felice che sia andata così, ma il mio sollievo non allevia il dolore per il dramma che stanno vivendo i famigliari. Non oso immaginare cosa provino quelle povere mamme e quei poveri papà. Il mio cuore è con loro", ha concluso.

Chiudere i supermercati la domenica, la proposta fa discutere. A lanciare il sasso, nei giorni scorsi, è stata la Coop con Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, attraverso un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'. La Coop ci sta pensando, ha spiegato, in quanto l'iniziativa potrebbe far abbassare costi aggiuntivi, visto che la domenica vanno pagati gli straordinari e anche perché è sempre più difficile trovare personale disposto a lavorare nei giorni festivi. L'ipotesi è stata lanciata anche agli altri attori della Gdo. "Come Coop stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con il sistema della Grande distribuzione", ha sostenuto Dalle Rive.
Una proposta che però, per ora, non ha trovato sponda. A stretto giro, infatti, Carlo Alberto Buttarelli, alla guida di Federdistribuzione, la federazione che rappresenta le aziende della Distribuzione Moderna, ha sbarrato la strada alla proposta, sempre a mezzo stampa, ritenendola "antistorica contro le imprese e i clienti". Buttarelli rincara la dose e sostiene che "per i supermercati paradossalmente la domenica è un giorno importante perché sempre più persone non riescono a fare la spesa settimanale negli altri giorni e così non resta che la domenica, giornata insostituibile". Intanto, più possibilista si è mostrato Giangiacomo Ibba, presidente e ad di Crai: "La riflessione di Coop tocca un tema centrale per tutta la distribuzione ma bisogna pensare a specificità e esigenze dei territori e delle comunità locali".
Il primo round quindi si chiude con un dialogo tra sordi, Coop da una parte e Federdistribuzione dall'altra, visto che la federazione rappresenta il 52,2% della quota di mercato, un fatturato complessivo di 86 miliardi di euro, 225mila addetti e 18.600 punti vendita. Due fronti contrapposti ma la riflessione potrebbe aprirsi la prossima settimana quando tutti gli attori della filiera si ritroveranno a Bologna il 14 e 15 gennaio per la fiera Marca, il salone internazionale della marca del distributore, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con Adm, l'associazione della Distribuzione Moderna.

Saranno nuovamente interrogati dagli inquirenti domani mattina a Sion Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Cras-Montana, in Svizzera, teatro della tragedia di Capodanno nella quale hanno perso la vita almeno 40 persone. Lo riferisce l'emittente Bfmtv, secondo la quale sono previste due udienze nell'ambito delle indagini sull'incendio. Inoltre nel pomeriggio di oggi sarà interrogata una delle cameriere del bar sopravvissuta. Gli avvocati delle vittime e i loro rappresentanti legali sono stati invitati a queste udienze. Secondo le informazioni ottenute da Bfmtv, le nuove udienze riguarderanno "la situazione personale" della coppia e non i fatti del caso.
Contattato da Bfmtv, l'avvocato Sebastien Fanti, che rappresenta le famiglie di numerose vittime, spera che questa sia l'occasione per "mettere i due proprietari in custodia cautelare". Jacques e Jessica Moretti sono sospettati di "omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo". Martedì i due hanno dichiarato di essere "devastati e sopraffatti dal dolore" promettendo la loro "piena collaborazione" alle indagini e che "non avrebbero in alcun modo tentato di eludere la giustizia".

Gli arbitri in campo dovevano avere, sempre, l'ultima parola. Il Var doveva essere un supporto utile a correggere errori gravi. Una serie di protocolli, discutibili, dovevano regolare il ricorso alla tecnologia. Tutto questo, per migliorare la gestione delle partite di Serie A e fare in modo che le polemiche intorno alle decisioni arbitrali non catalizzassero l'attenzione di chi fa calcio, società, calciatori e allenatori, e di chi il calcio lo guarda o lo vive con passione, i telespettatori e i tifosi allo stadio.
Oggi, alla metà esatta della stagione 2025-2026, i fatti dicono che del Var, e più in generale del contributo della tecnologia all'operato degli arbitri, si è perso il controllo. Basta riferirsi a quanto successo nell'ultima giornata di campionato, in particolare in Lazio-Fiorentina e in Napoli-Verona, per descrivere un cortocircuito evidente e porre una domanda banale: come se ne esce?
Una maglia tirata in area può essere o non essere rigore (Pongracic su Gila in Lazio-Fiorentina), un contatto leggero su un piede (Gila su Gudmunsson, ancora Lazio-Fiorentina) può essere o non essere rigore. Un fallo di mano può non essere rigore se c'è contemporaneamente un fallo dell'attaccante sul difensore (Valentini su Buongiorno, in Napoli-Verona). I fischi in campo sono discutibili, gli interventi o mancati interventi del Var sono difficilmente comprensibili. Il risultato è che si resta in balia del caso, una cosa può essere o non essere senza nessun ragionevole margine di certezza.
Siamo oltre le polemiche di una singola squadra o di un singolo allenatore. Il dato, generalizzato, è che la somma delle decisioni prese produce una confusione tale da rendere l'esito di ogni intervento, o mancato intervento, del Var una lotteria. Anche di fronte alle immagini, diventa impossibile prevedere quale interpretazione possa prevalere. La conclusione di fronte alla quale si trovano i tifosi è che, così, valga tutto. Nel senso che la discrezionalità e il margine di errore di un singolo arbitro sul campo si estende alla somma di discrezionalità e dei margini di errore di più persone, arbitro, guardalinee, Var e Avar, che devono interagire tra loro e lo fanno ogni volta interpretando il loro ruolo in modo diverso.
Serve, e questo è evidente, una rapida correzione. A meno che non si voglia consegnare il calcio alle logiche del gioco d'azzardo, non più alle regole e alla loro conseguente applicazione, ma alla casuale, o arbitraria nelle interpretazioni più maliziose, combinazione di fattori accidentali. (Di Fabio Insenga)

Neve e gelo 'record' in Italia. Oggi, giovedì 8 gennaio, continua il freddo polare che ha travolto il Paese nella settimana dell'Epifania, dopo l'ondata di maltempo che ha colpito l'ultimo weekend. L'Italia si è risvegliata con temperature così basse come con accadeva da 10 anni: minime sottozero e valori intorno ai -20°C in montagna (anche a 2000 metri sulle Alpi) e gelate diffuse in pianura al Centro-Nord con picchi di -10°C. Ma cosa sta succedendo e quanto durerà?
Gelo artico e neve in Toscana e Puglia
Neve è arrivata in diverse parti della Toscana, come raccontato dal presidente della Regione Eugenio Giani: "Neve su Siena! Temperature minime nella notte con formazione di ghiaccio, -12 al Passo Radici, -9,5 a Pieve Santo Stefano, -6,2 a Montopoli, -4,4 a Firenze. Mezzi operativi sulle strade, prestiamo prudenza alla guida, allerta gialla in corso per rischio ghiaccio su tutta la Toscana fino alle ore 12".
Anche la Puglia si è svegliata innevata, in particolare nel Gargano e nel Subappennino dauno, in provincia di Foggia, inducendo diversi sindaci a un provvedimento di chiusura delle scuole. In particolare e ad esempio a San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Monte Sant'Angelo, Faeto. Solo una spruzzata nella zona murgiana della provincia di Barletta-Andria-Trani, in particolare a Minervino Murge.
Cosa sta succedendo in Italia
"Una settimana invernale, novecentesca: abbiamo avuto un episodio freddo, sotto la media, ma che sarebbe stato assolutamente normale per quegli inverni classici che avevamo negli anni '80 e '90, prima che il surriscaldamento globale portasse all'innalzamento delle temperature. A dicembre il freddo è arrivato solo il 31". Così all'Adnkronos è Luca Mercalli[1], climatologo e divulgatore scientifico.
"Abbiamo avuto temperature che, in pianura padana, sono state tra i -3 e i -7, -8 gradi. In montagna - continua - , sopra i mille metri, siamo attorno ai -10, -15: quindi un bell'episodio di normale inverno, di 'vero' inverno' che, adesso, ci stupisce un po'", con temperature e condizioni che sono state "meno consuete per questi ultimi 25 anni, dove gli episodi di freddo sono stati più rari. Ma nella storia recente ne abbiamo avuto di molto peggiori: ricordo quello del 2012 che è stato nettamente più intenso, ma anche quello del febbraio del 2018".
Quanto durerà?
Il gelo sull'Italia però durerà poco. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che tra oggi e domani l’aria artica è destinata a tornare nelle zone di origine e ci sarà un graduale aumento delle temperature. Il ciclone, responsabile della neve in Pianura Padana e sulle coste del Centro-Nord, si sta spostando in queste ore verso est nord-est: entro 48 ore avrà attraversato i Balcani, la Romania, la Polonia e tornerà nell’area scandinava da dove ha iniziato la propria discesa alcuni giorni fa. Su queste nazioni porterà un altro carico di neve e gelo.
In Italia quindi ci sarà un aumento delle temperature: le massime saranno in risalita di 5°C al Centro-Nord (ancora fredde al Sud), mentre le minime di venerdì 9 gennaio saliranno addirittura di 10-12°C rispetto al giorno prima tra Toscana, Umbria e Appennino settentrionale, in generale aumenteranno di 5-6°C su tutto lo Stivale.
In pratica, da venerdì inizieremo a rientrare quasi nelle medie del periodo ma, attenzione, il vento soffierà forte durante tutto il weekend (un potente Maestrale) e accentuerà la sensazione di freddo. Avremo anche i venti di foehn protagonisti sul Nord-Ovest italiano, con raffiche impetuose.

'Stranger Things' si è conclusa con la quinta stagione. E mentre i fan pensano a come sentir meno la mancanza di Undici, Dustin, Mike, Will, Lucas, Max, Steve, Nancy, Robin, Jonathan, Hopper e Joyce, la serie diventa qualcosa di più grande. Va oltre. Si trasforma in una macchina del tempo. Ogni nota che accompagna le avventure a Hawkins e nel Sottosopra riporta agli Anni 80 chi quegli anni li ha vissuti e fa riscoprire alle nuove generazioni un mondo musicale che sembrava "lontano lontano", come la galassia di 'Star Wars'. Quasi dimenticata.
Brani come 'Should I Stay or Should I Go' dei The Clash non sono più solo vecchie canzoni: diventano colonna sonora di coraggio, di amicizia, di prime emozioni adolescenziali. Così come 'Never Ending Story', prodotto e composto dal musicista italiano Giorgio Moroder e interpretata dal cantante pop inglese Limahl. E poi c’è Kate Bush - per molti solo la cantante di 'Wuthering Heights' e 'Babooshka' - che con il suo struggente 'Running Up That Hill', datato 1985, ha conquistato le nuove generazioni per essere stato il brano che ha fatto 'resuscitare' Max, il personaggio interpretato da Sadie Sink, grazie alla sua capacità di connetterla con i suoi ricordi felici e aiutarla a sfuggire alla presa del mostro Vecna. La canzone non ha soltanto donato una nuova vita a Max, ma anche alla canzone stessa. Nel 2022, infatti, è tornata in classifica con la quarta stagione.
In cinque stagioni, 'Stranger Things' ha rispolverato un'infinità di riferimenti alla cultura pop Anni 80, spesso grazie alle colonne sonore che hanno fatto la storia (e continuano a farla). Ma è nell'ultimo episodio che i fratelli Duffer, creatori della serie, hanno fatto il colpo grosso inserendo due brani di Prince: 'When Doves Cry' e 'Purple Rain', contenute nell'album 'Purple Rain' del 1984. Ottenere i diritti non è stato per niente facile. Le licenze, infatti, non erano mai state concesse.
"L'idea di includere quei brani è arrivata quando abbiamo immaginato un giradischi come detonatore della bomba destinata a distruggere il ponte che collega il mondo reale al Sottosopra", racconta Ross Duffer alla rivista di Netflix 'Tudum'. "Non abbiamo mai discusso così tanto sulla scelta di una canzone come in quel momento", ricorda. "Ci serviva un brano epico. E penso che non ci sia niente di più epico di Prince". Per i creatori dello show "ciò che è davvero emozionante è che non era mai stata utilizzata prima".
Gli eredi di Prince generalmente "non concedono la licenza per quella canzone, eccetto per il film 'Purple Rain'". Ma ai Duffer serviva quel brano perché più di tutti sapeva riassumere l'essenza e l'emozione della scena che accompagna nell'episodio finale. "Ci è stato detto che era davvero difficile, quindi abbiamo incrociato le dita", racconta Matt Duffer. Hanno accettato, ma grazie all'effetto Kate Bush. Il ritorno in classica nel 2022 ha convinto gli eredi di Prince a concedere i due brani.
E la scelta si è rivelata vincente. Dall'uscita dell'episodio finale, come riporta 'Variety', 'Purple Rain' ha registrato un aumento del 243% degli ascolti su Spotify, con un +577% tra gli ascoltatori Gen Z a livello globale. Mentre 'When Doves Cry' è salita del 200%, con un +128% tra la Gen Z. La nostalgia che 'Stranger Things' evoca non è fine a sé stessa: diventa un ricordo che si trasforma in nuova vita. E così ci si ritrova a (ri)cantare quelle canzoni a squarciagola sotto la doccia o in macchina, a rovistare nei negozi di dischi alla ricerca del vinile o a 'consumare' le playlist sulle piattaforme digitali. Con 'Stranger Things' non si guarda solo una storia: si ascolta un’epoca, e la si sente battere dentro come se non se ne fosse mai andata.

Tensione alle stelle in casa Lazio. Il pareggio interno contro la Fiorentina, valido per la 19esima giornata di Serie A, ha aggravao l'umore della tifoseria, scottata prima dal blocco del mercato estivo e poi dalle cessioni eccellenti con cui si è aperto quello invernale, ovvero quelle di Castellanos e Guendouzi. Nel mirino dei tifosi però c'è sempre il presidente Claudio Lotito, al centro ormai di una contestazione perenne da inizio stagione e protagonista, nell'immediato post partita dell'Olimpico, di momenti di tensione con alcuni tifosi.
Al triplice fischio dell'arbitro Sozza, contestatissimo dai biancocelesti per decisioni dubbie[1] sul rigore concesso alla Fiorentina e su un penalty non accordato alla squadra di Sarri nel primo tempo, diversi tifosi presenti in tribuna Monte Mario si sono rivolti a Lotito invitandogli, con parole decisamente poco gentili, a lasciare la presidenza e vendere la società.
Ne è nato un acceso parapiglia, in cui il senatore di Forza Italia ha risposto alle accuse, mimando anche di fare silenzio, ed è stato portato via a forza dagli uomini della scorta.

Anche per i fuoriclasse esistono le regole. In campo e fuori. Leo Messi, tra i calciatori più forti di sempre, per esempio non può giocare a calcio in casa, tra le mura domestiche: "Antonella (sua moglie, ndr) non mi permette di giocare a pallone con i miei figli dentro casa. I paradossi della vita, no? Io vivo di calcio, ma non si può giocare a pallone in casa" ha raccontato il campione oggi all'Inter Miami in una curiosa intervista a Luzu tv, canale argentino.
Messi ha inoltre parlato del concetto di solitudine: "Mi piace molto stare da solo. Lontano dal caos. So di essere più strano della m... A volte il caos a casa con tre bambini finisce per saturarmi e ho bisogno dei miei momenti di solitudine. In quei momenti non faccio niente di speciale, l'importante è stare in silenzio. Spesso mi sdraio sul divano e guardo la tv. Sono suscettibile. Se, per esempio, qualcuno sposta qualcosa da dove l'ho lasciata divento subito di cattivo umore. Oppure, se succede qualcosa di imprevisto nel corso della giornata mi innervosisco subito. In quel caso mi chiudo e non ne parlo con gli altri".

'Buen Camino' è il film campione di incassi delle feste. In soli 13 giorni di programmazione, il nuovo film con Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante e distribuito da Medusa Film, si conferma uno dei maggiori successi cinematografici italiani di sempre al box office, preceduto soltanto da un altro film della coppia Zalone-Nunziante, 'Quo vado?'. 'Buen Camino ha totalizzato un incasso complessivo che sfiora i 59.000.000 di euro (58.896.398 euro), con 7.297.399 presenze nelle sale e una quota di mercato, dal 25 dicembre ad oggi, del 65,8%: oltre sei spettatori su dieci, tra quanti hanno scelto di andare al cinema, hanno visto il film.
Un fenomeno che ha raggiunto traguardi senza precedenti e conferma la straordinaria forza artistica del duo Zalone–Nunziante. Il film non solo ha dominato le presenze in sala in tutte le regioni d’Italia, dal Nord al Sud, ma ha anche avuto un impatto unico sul mercato cinematografico nazionale, con boom di presenze, prenotazioni sold out e performance record.
Nel suo primo giorno di programmazione nei cinema, giovedì 25 dicembre, 'Buen Camino' ha incassato 5.671.922 euro, registrando il miglior risultato di sempre in Italia per un film nel giorno di Natale (il precedente record apparteneva a 'Natale a New York', con 3.045.296 euro nel 2006). Con una quota di mercato del 78,8% il film ha riportato inoltre il botteghino italiano a livelli che non si registravano dal 2011[1]. Era da 14 anni che, nel giorno di Natale, il mercato cinematografico non superava i 7 milioni di euro d’incasso totali.
Il 26 dicembre, Santo Stefano, ha incassato quasi 8 milioni di euro e in soli due giorni ha sfiorato i 14 milioni di euro[2] segnando uno dei migliori 26 dicembre di sempre, terzo risultato storico dopo il 2010 e il 2009, e superando persino il concorrente internazionale 'Avatar: Fuoco e Cenere'. Nel primo weekend di programmazione, il film ha totalizzato quasi 27 milioni di euro in quattro giorni diventando la migliore apertura di sempre in Italia per un film uscito nel periodo natalizio[3]. Nel giorno di Capodanno, 'Buen Camino' ha incassato oltre 5 milioni di euro, portando il totale a oltre 41 milioni di euro con più di 5 milioni di spettatori.
Si tratta del terzo miglior risultato di sempre per un film nel primo giorno dell’anno. Davanti a 'Buen Camino' si collocano solo altri due titoli interpretati da Checco Zalone: 'Tolo Tolo' con 8.887.696 euro e 'Quo Vado?' con 7.360.192 euro, entrambi usciti proprio a Capodanno e favoriti dall’effetto novità e dall’enorme attesa che accompagna da sempre i film del comico pugliese. Nella sua seconda settimana di programmazione, 'Buen Camino' ha superato 53 milioni di euro di incasso totale sorpassando i precedenti successi di Zalone come 'Sole a Catinelle' e 'Tolo Tolo'.
Diventa così il film con il terzo maggiore incasso di sempre nella storia del cinema italiano dopo 'Avatar' (68.600.000 euro) e 'Quo Vado?' (65.300.000 euro). 'Buen Camino' è prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli ed è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con MZL e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.

Il grande giorno per i fantallenatori d'Italia è arrivato. A partire dalle 12 di oggi sono ufficialmente aperte le iscrizioni al FantaSanremo 2026, il fantasy game che accompagna e anima il Festival della Canzone Italiana. Gli appassionati possono iniziare a creare le proprie squadre aggiornando o scaricando l'applicazione dedicata, disponibile su App Store e Play Store, oppure accedendo direttamente dal sito fantasanremo.com.
Anche per questa edizione viene confermata la formula di gioco che ha riscosso un enorme successo, coinvolgendo oltre 3.5 milioni di utenti lo scorso anno. Ogni giocatore avrà a disposizione un budget di 100 "baudi" - l'ormai iconica moneta del gioco in memoria di Pippo Baudo - per acquistare una rosa di sette artisti. La squadra dovrà poi essere schierata con cinque Titolari e due Riserve, nominando un Capitano tra i cinque artisti principali. Mentre i Titolari contribuiranno al punteggio con tutti i bonus e i malus previsti dal regolamento, le Riserve potranno accumulare punti solo attraverso specifici Bonus e Malus Extra.
La vera novità di quest'anno risiede nelle rigide finestre per la modifica della formazione. I fantallenatori potranno infatti cambiare la disposizione di Titolari e Riserve, ed eventualmente nominare un nuovo Capitano, solo in due occasioni: la prima, dalle 8 alle 20 di venerdì 27 febbraio, in concomitanza con la serata delle cover; la seconda, nella stessa fascia oraria, sabato 28 febbraio per la finalissima. Il ruolo del Capitano si conferma cruciale, poiché vedrà raddoppiati sia i bonus che i malus legati alla sua posizione nella classifica finale, e sia i 20 punti bonus per un eventuale piazzamento nella top five delle prime quattro serate. Ogni utente potrà gestire fino a cinque squadre, partecipando con esse a un massimo di venticinque leghe diverse. La corsa per la creazione delle squadre terminerà alle 23.59 di lunedì 23 febbraio, salvo eventuali proroghe.
Sul fronte delle quotazioni, l'edizione 2026 si preannuncia come una delle più equilibrate e imprevedibili di sempre. Il listino ‘prezzi’ è infatti particolarmente compatto, con un range che va da un minimo di 13 a un massimo di 17 baudi, sintomo di una gara aperta e senza un vincitore annunciato. In cima alla lista, con una quotazione di 17 baudi, troviamo la coppia formata da Fedez & Masini e il cantautore Tommaso Paradiso. Subito dietro, a 16 baudi, si posizionano Arisa, Dargen D'Amico ed Ermal Meta. Un nutrito gruppo di artisti si attesta sui 15 baudi, tra cui LDA & Aka 7even, Levante, Luchè, Malika Ayane, Michele Bravi e Serena Brancale. La fascia dei 14 baudi è altrettanto affollata, con Bambole di Pezza, Eddie Brock, Elettra Lamborghini, Fulminacci, Leo Gassmann, Mara Sattei, Nayt e Samurai Jay. Chiudono il listino, a 13 baudi, Chiello, Ditonellapiaga, Enrico Nigiotti, Francesco Renga, J-Ax, la coppia Maria Antonietta & Colombre, Patty Pravo, Raf, Sal Da Vinci, Sayf e Tredici Pietro.
Il regolamento si arricchisce di bonus e malus ancora più sorprendenti. Una delle novità più attese è la sezione dedicata al Maestro Peppe Vessicchio, che per la prima volta coinvolge direttamente i direttori d'orchestra: verranno assegnati punti a chi indosserà un papillon (+10), a chi dirigerà in coppia (+20) o a chi darà il via all'esibizione con un insolito "pronti, partenza, via!" (+20). Un bonus speciale di 10 punti sarà inoltre assegnato a tutti gli artisti in gara qualora il conduttore pronunciasse la frase iconica "Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio".
Ma è nella sezione dei "bonus ad personam" che la creatività degli autori del FantaSanremo raggiunge il suo apice. Si spazia da bonus numerologici, come i +13 punti che Tredici Pietro guadagnerebbe classificandosi proprio al tredicesimo posto, a divertenti giochi di parole, come il bonus per Patty Pravo qualora facesse "girar le Bambole di Pezza", unendo il titolo della sua celebre hit "La bambola" con il nome della band in gara. Non mancano poi i riferimenti alle canzoni più iconiche: Francesco Renga, ad esempio, otterrà 10 punti se si prenderà cura di un "Angelo", con un bonus raddoppiato se l'angelo in questione fosse Angelo dei Ricchi e Poveri.
L'elenco prosegue con Samurai Jay che si assicurerebbe punti (+10) indossando un kimono, mentre Arisa potrebbe ottenerli consigliando degli antidolorifici a Carlo Conti, in un richiamo a una sua vecchia gag durante il Sanremo 2015. E ancora: Eddie Brock indossa una maschera da Venom (+10 punti); foto di Chiello con la maglia di Chiellini o viceversa (+3 punti); Fulminacci canta sotto il temporale (+10 punti); LDA & Aka 7even si presentano sul palco con Stefano Scala, l’attore scambiato per Aka 7even durante l’annuncio dei big in gara (+ 10 punti); Levante viene presentata da Leonardo Pieraccioni o Massimo Ceccherini (+10 punti); Malika Ayane restituisce uno spartito all’orchestra (+10 punti) e Maria Antonietta “perde la testa” (+10 punti).
Infine, l'esperienza di gioco si espande anche sull'app con il nuovo arcade game "FantaSanremo Adventure" e un quiz sulla storia del Festival, in arrivo a febbraio, per un coinvolgimento totale in attesa della kermesse. Si confermano poi i bonus serali, i Premium legati ai partner, gli Extra per azioni fuori dal palco e i temuti malus giornalieri segreti, che terranno tutti con il fiato sospeso.
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