
(Adnkronos) - Una donna di 72 anni è stata trovata senza vita nel tardo pomeriggio di oggi in un terreno a Corigliano Rossano. Sul posto i poliziotti impegnati nelle indagini. Al momento non è esclusa alcuna ipotesi, nemmeno quella del femminicidio.

(Adnkronos) - Estratta la combinazione del SuperEnalotto di oggi 18 agosto 2026: 10, 16, 24, 25, 39, 66; Numero Jolly 70; SuperStar 6. Nessun 6 né 5+1, mentre in 4 hanno centrato il montepremi a disposizione dei punti 5, incassando rispettivamente 40.905,70 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 vola quindi a 211.700.000,00 euro.

(Adnkronos) - Tittia fa 13. Giovanni Atzeni, 'in arte' Tittia, trionfa nel Palio dell'Assunta di oggi, 18 agosto 2026 e riporta la contrada del Nicchio alla vittoria dopo un digiuno di 28 anni. Tittia centra il 13esimo successo personale nel Palio, confermandosi il fantino più vincente in attività e arrivando ad un solo passo dal leggendario Andrea Degortes detto Aceto, re di Siena in 14 occasioni. Atzeni ha compiuto l'impresa dominando i tre giri di piazza del Campo con Anda e Bola, castrone baio che si è rivelato superiore alla concorrenza: per il cavallo di dieci anni, secondo successo al Palio.
Tittia, 41 anni, aggiunge un'altra perla ad una carriera da record. Nato in Germania, a Nagold, il 13 aprile 1985 da papà sardo e madre tedesca, il fantino costruisce il suo rapporto con il Palio a partire dal 2003, quando a luglio debuttò con la Contrada del Nicchio. Nella sua parabola, ha portato al trionfo una serie di contrade dominando anche altre corse storiche, da Asti a Legnano.
La vittoria di questa sera con il Nicchio è finita per lui però malamente: è caduto da cavallo dopo aver superato il bandierino. Con un'ambulanza è stato portato all'ospedale di Santa Maria alle Scotte di Siena per accertamenti. "E' cosciente", hanno fatto sapere i sanitari. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.

(Adnkronos) - La Asl di Teramo fa registrare il primo caso del 2026 in Abruzzo di infezione da West Nile nell'uomo. Lo si legge in una nota, nella quale si evidenzia che alla fine dello scorso mese di luglio è stata individuata la circolazione del virus West Nile (Wnv) tra le zanzare.
Il paziente è un 85enne che si è recato ieri al pronto soccorso dell'ospedale di Teramo lamentando febbre e dolori osteoarticolari. Oggi nel primo pomeriggio il risultato delle analisi del sangue ha confermato che si tratta di West Nile. Adesso il paziente è ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Teramo, diretto da Antonella D'Alonzo: è in buone condizioni e la sintomatologia si sta risolvendo. Intanto il servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) della Asl di Teramo ha immediatamente avviato l'indagine epidemiologica prevista dal piano operativo regionale per la prevenzione, sorveglianza e controllo delle Arbovirosi nella Regione Abruzzo.
L'indagine è stata orientata a ricostruire i luoghi frequentati dal paziente e a individuare il possibile luogo di esposizione al vettore. Sulla base delle risultanze dell'indagine epidemiologica e della valutazione entomologica, saranno concordate con le competenti autorità le ulteriori misure di prevenzione e controllo del vettore previste dal Piano, come ad esempio le procedure per il controllo del vettore (disinfestazioni).
La West Nile, ricorda la Asl, è un'infezione virale trasmessa all’uomo e ad altre specie animali dalla puntura della Culex pipiens, la comune zanzara che punge prevalentemente dal tramonto all'alba: "È importante rassicurare la popolazione: la presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate -sottolinea il direttore del Siesp della Asl di Teramo, Maurizio Belfiglio-. Nell'uomo, in circa l'80% dei casi, l'infezione decorre in forma assolutamente asintomatica. Circa il 20% delle persone infette può sviluppare una sindrome simil-influenzale. In una percentuale inferiore all'1%, soprattutto negli anziani, negli immunodepressi o nelle persone affette da patologie croniche, l’infezione può evolvere verso forme neuro-invasive più gravi, che richiedono un tempestivo ricovero ospedaliero".
La situazione in provincia è tenuta sotto controllo, come spiega il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo Mario Di Domenicantonio, grazie alla costante attività di monitoraggio regionale svolta sul territorio provinciale anche dal servizio veterinario di sanità animale della Asl di Teramo, diretto da Andrea Di Provvido. In provincia di Teramo i controlli dei servizi veterinari previsti dal piano regionale comprendono l'esame delle carcasse di uccelli selvatici rinvenuti morti e il controllo delle specie sensibili, la sorveglianza entomologica, attraverso la ricerca del virus nelle zanzare effettuata nei laboratori dell'Istituto zooprofilattico di Teramo, e i controlli sugli equidi, soprattutto in presenza di sintomatologia neurologica. La tempestività nell'aver rilevato zanzare positive al virus, spiega Belfiglio, dimostra l'efficacia del sistema di sorveglianza attivo su tutto il territorio regionale, consentendo l'immediata attivazione delle misure precauzionali previste. Si raccomanda, quindi, al fine di evitare punture di zanzare, l'utilizzo di repellenti cutanei, preferire abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali e notturne, l'uso di zanzariere alle finestre/porte ed evitare i ristagni d'acqua in sottovasi, secchi, contenitori o in altri luoghi nei quali le zanzare possono riprodursi. Belfiglio invita infine la popolazione, soprattutto anziani e soggetti più fragili, a rivolgersi al proprio medico curante qualora a seguito di punture di zanzara dovessero comparire febbre elevata e cefalea intensa associate a sintomi neurologici.
I servizi competenti del dipartimento di prevenzione della Asl di Teramo operano in stretta collaborazione con il dipartimento sanità della Regione Abruzzo, con i Comuni interessati e la Regione, con il supporto dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, riferimento tecnico scientifico e analitico necessario sul rischio Arbovirosi. La Asl di Teramo, peraltro, ha approntato, d’intesa con la Regione, e in linea con il piano regionale Arbovirosi approvato dalla Regione con Dgr del 31 dicembre 2025, un protocollo per la gestione ospedaliera di eventuali casi ed è stato creato un gruppo di lavoro di cui fanno parte il direttore sanitario aziendale Francesco Delle Monache, quello dell'ospedale di Teramo Guido Angeli, la responsabile delle malattie infettive Antonella D'Alonzo, il direttore del Siesp Maurizio Belfiglio, quella del dipartimento di emergenza e urgenza Anna Rita Gabriele e quella della patologia clinica Sofia Chiatamone Ranieri. "L'attività di sorveglianza e di prevenzione che stiamo portando avanti - dichiara il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia - conferma l'impegno quotidiano della Asl di Teramo nella tutela della salute della comunità, attraverso il lavoro dei nostri professionisti e la collaborazione con le istituzioni del territorio".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione di interesse per gli stabilimenti ex Ilva. La manifestazione è stata sottoscritta, oltre che da Federacciai, da 14 imprese associate: Abs Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (Gruppo Asonext), Afv Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, O.R.I. Martin e Rubiera Special Steel.

(Adnkronos) - Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno contrassegnato con dei numeri, scritti in fronte, i palestinesi fermati durante un raid in Cisgiordania. Lo scrive il sito di Haaretz diffondendo la foto di un palestinese con il numero ''44'' scritto in fronte e spiegando che l'esercito israeliano ha confermato che i sospettati interrogati dalle truppe venivano numerati. Le Idf hanno anche dichiarato di aver effettuato raid in 100 edifici a Qabatiyah, in Cisgiordania a sud di Jenin, e di aver arrestato due sospetti che, secondo l'esercito, erano coinvolti nella pianificazione di attentati. Fonti palestinesi e locali hanno però parlato di un numero maggiore di persone arrestate.
Secondo quanto riportato dai fonti locali, alcuni degli arrestati sarebbero stati picchiati dalle forze israeliane. Diversi palestinesi che erano stati fermati per essere interrogati sono stati poi rilasciati con dei numeri scritti con un pennarello sul viso o sul corpo, per identificarli. In un comunicato delle Idf si legge che "i comandanti hanno sottolineato la gravità dell'accaduto". Il deputato di Ta'al, Ahmad Tibi, ha scritto su X che si tratta di un fatto "scioccante e ripugnante: soldati e ufficiali scrivono numeri di identificazione sulla fronte dei palestinesi a Qabatiyah prima di interrogarli. Ecco come si presenta la disumanizzazione: cancellare la persona e trasformarla in un numero. Un'immagine che ricorda periodi bui e che dovrebbe sconvolgere tutti".
"Mi è stato assegnato il numero 44", siamo stati trattati "come se fossimo animali o bestie", ha confermato Ahmed Al-Hatnawi, palestinese residente a Qabatiyah vicino a Jenin in Cisgiordania, che ha raccontato a radio Al-Shams del suo fermo da parte dei soldati delle Idf. Soldati che gli hanno scritto un numero sulla fronte per identificarlo, ''per umiliarmi''. Lo stesso numero gli è stato scritto con un pennarello anche sul braccio, ha proseguito Al-Hatnawi all'emittente di Nazareth, prima di farlo salire a bordo di una jeep e di trasferirlo in una struttura improvvisata per interrogarlo. "Sono stato interrogato per circa due ore. L'agente di sicurezza mi ha parlato con tono minaccioso", ha affermato. Al-Hatnawi ha spiegato di aver detto ai soldati israeliani che non stava cercando lo scontro, ma che loro non potevano trasformare i palestinesi in "sacchi da boxe per i coloni". Le Idf hanno confermato di aver effettuato un raid in 100 edifici a Qabatiyah e di aver arrestato due sospetti che, secondo i militari, erano coinvolti nella pianificazione di attentati.

(Adnkronos) - "Tutti gli accertamenti sono in corso e non possiamo escludere nessuna ipotesi anche se allo stato attuale non ci sono elementi per ipotizzare cause diverse da quelle accidentali". Lo sottolinea il procuratore di Velletri, Carlo Villani, in merito all'esplosione nella fabbrica di munizioni avvenuta il 13 agosto scorso nell'area industriale di Colleferro.
"I carabinieri del Ris che hanno eseguito i rilievi non hanno ancora depositato la relazione tecnica conclusiva data la complessità della situazione generata dall'esplosione. L'area dove è avvenuto l'incidente è stata sequestrata - spiega il procuratore - e il sequestro è stato poi esteso ad altre zone sia per evitare il rischio di nuovi incidenti sia per poter svolgere tutti gli accertamenti necessari ad accertare le cause. Le indagini proseguono a 360 gradi perché non ci sia alcun dubbio che le cause siano state di natura accidentale". Il fascicolo è coordinato dal procuratore Villani con i pm Federica Mattiotti e Giuseppe Travaglini.
Il governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito alla pista russa dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno", ha dichiarato ieri all'Adnkronos il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Una donna di 50 anni, polacca, è stata uccisa a coltellate oggi pomeriggio a Colleferro, in provincia di Roma. I poliziotti, intervenuti nell'abitazione in via Cristoforo Colombo, hanno fermato il marito, un 69enne tunisino, che è stato portato in commissariato. Sarebbe stato lui, secondo una prima ricostruzione, ad accoltellare la moglie.
La chiamata al 112 è arrivata intorno alle 15.30 e nonostante i tentativi dei soccorritori per rianimarla la donna è deceduta. La Procura di Velletri procede per femminicidio.
(Adnkronos) - Giù le mani da 'Report'. Il messaggio arriva dal Cdr del Tg3 che interviene con una nota per sottolineare che "le giornaliste e i giornalisti del Tg3 assistono basiti e preoccupati dall’operazione di attacco portato contro un intero programma di punta di Rai3. La vicenda giudiziaria di Ranucci farà il suo corso, la magistratura accerterà ogni aspetto di un’inchiesta che lo vede attualmente solo vittima. A prescindere da questo, è inaccettabile che ciò diventi il pretesto per distruggere un programma che è una parte fondamentale della storia del servizio pubblico in Italia. 'Report' è le sue inchieste: conta solo se quello che ha rivelato è vero o falso. E quello che ha rivelato ha resistito sempre al vaglio di ogni querela di parte, oltre a ottenere enormi ascolti a fronte di budget limitati. Crediamo quindi che sia proprio questo a dare fastidio".
"La pubblicazione di costi lordi di produzione (comprensivi di spese di trasferte, hotel, troupe ecc) spacciati per compensi degli inviati è l’ennesima prova di malafede - continua la nota - Colpisce infine, ma non stupisce, che la campagna più accanita contro 'Report' venga portata avanti da una testata appartenente al gruppo editoriale direttamente concorrente di Rai3, che da mesi erode il pubblico della nostra rete, cioè anche il nostro. A noi il disegno pare fin troppo chiaro. Allora diciamo ancora una volta ai dirigenti della nostra azienda, a prescindere da Ranucci: salviamo Rai3, non muoia Rai3, viva Rai3".
Interviene anche la Fnsi. "Ci sono momenti in cui è meglio ascoltare che parlare. Questa infinita polemica ferragostana sul caso Lavitola – Ranucci – Report è uno di quelli. La segreteria della Federazione nazionale della stampa ha deciso di non entrare nel lavoro della magistratura che sta ricostruendo la trama dell’attentato a Ranucci, così come è stato deciso di non commentare i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Ci saranno tempo e modo per fare le necessarie valutazioni, anche sul piano deontologico. Il giorno dopo l’attentato, Fnsi era in via Teulada, insieme a tanti altri, per portare la solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Ma nessuno della Fnsi salì, qualche giorno dopo, sul palco organizzato in piazza Santi Apostoli dalla politica, quella stessa politica che, quando ne ebbe la possibilità, non mosse un dito per liberare l’informazione italiana dalle querele temerarie. Bisogna mantenere la giusta distanza, per parafrasare Saviano". Così, in un lungo post sui social, la segretaria nazionale dell'Fnsi, Alessandra Costante.
"Serve obiettività - prosegue Costante - Fnsi è il sindacato dei giornalisti, non una tifoseria da curva: difende i diritti dei colleghi tutti e la libertà di informazione; difende Report, straordinario programma di informazione che deve essere patrimonio di ogni cittadino italiano, così come difende i cronisti da 5 euro al pezzo. Partendo da questo presupposto non possono esserci notizie o documenti che abbiano più dignità di altri di essere pubblicati. Ogni giornalista fa il proprio mestiere e se ne assume la responsabilità e, in nome della libertà di informazione che difendiamo ovunque, non possono esserci zone franche: per Fnsi la battaglia contro i bavagli vale sempre, non a corrente alternata".
"E bene fa l’Usigrai a chiedere con insistenza i dati sui costi e sui numeri dei programmi: la Rai è un’azienda pubblica e come tale deve essere tenuta alla trasparenza totale. Ovviamente tutti possono parlare (a titolo personale) di ciò che vogliono, ma la posizione di Fnsi è questa. Ne va della nostra indipendenza di giornalisti, della reputazione del giornalismo di inchiesta e della sua sopravvivenza", conclude Costante.

(Adnkronos) - E' tutto pronto a Piazza del Campo, dopo due rinvii causa maltempo, oggi è il giorno del Palio di Siena. Per la prima volta dopo 50 anni si correrà il 18 agosto, nel 1976 vinse la Civetta con Aceto su Panezio. Alle 19 le dieci contrade usciranno dall’entrone per contendersi il Drappellone di Teodora Axente. Sul tufo ci saranno l’Aquila con Carlo Sanna detto Brigante e Benitos, la Chiocciola con Jonatan Bartoletti detto Scompiglio e Arestetulesu, la Giraffa con Elias Mannucci detto Turbine e Euskaldi, l’Istrice con Federico Guglielmi detto Tamurè e Ares Elce, la Lupa con Dino Pes detto Velluto e Diodoro, il Nicchio con Giovanni Atzeni detto Tittia e Anda e Bola, l’Oca con Michel Putzu detto Spago e Diamante Sauro, l’Onda con Andrea Sanna detto Virgola e Viso d’Angelo, la Selva con Sebastiano Murtas detto Grandine e Canarinu, la Torre con Giuseppe Zedde detto Gingillo e Donrodrigo.
Lo scorso luglio la contrada dell'Aquila ha vinto il Palio dedicato alla Madonna di Provenzano con il fantino Giovanni Atzeni, detto Tittia, sul cavallo Diodoro, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dal 1992.

(Adnkronos) - ''Sono profondamente scosso da quanto sta succedendo''. Così il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, sull'ultraleggero disperso sull'Alto Tirreno in Calabria, in provincia di Cosenza, a bordo del quale si trovava anche l'avvocata materana Angela Buccico. ''Rocco Buccico, caro amico prima ancora che vicesindaco, mi aveva informato di quanto stava accadendo già nelle prime ore - ha detto Nicoletti - e oggi condividiamo la grande preoccupazione insieme con tutta la nostra comunità, che segue con il fiato sospeso le ricerche della nostra concittadina. Alla famiglia, al papà Emilio Nicola, già sindaco della città, e al nostro vicesindaco Rocco, desidero rivolgere la mia personale vicinanza e quella dell'intera città di Matera. In un momento così difficile il pensiero di tutti noi è rivolto ad Angela e all'avvocato Carlo Arnulfo, e ai rispettivi familiari''.
Il sindaco ha ringraziato tutti coloro che ''in questo momento, sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso, con professionalità, coraggio e senza risparmiarsi, adottando le migliori tecnologie disponibili. Continuiamo a guardare a queste ore con speranza, stringendoci alle famiglie e confidando nel lavoro incessante dei soccorritori''.
Le ricerche, dunque, continuano senza sosta. Disperso insieme ad Angela Buccico anche l'avvocato romano Carlo Arnulfo. Le operazioni già ieri, subito dopo la scomparsa, erano state effettuate con l'uso di tecnologie IMSI Catcher, capaci di triangolare la posizione di un cellulare anche in assenza di copertura rete.

(Adnkronos) - Può bastare un uomo fuori controllo, la Milano poco affollata di metà agosto e una persona incontrata per caso. Dopo la rissa di inizio agosto documentata dall’Adnkronos (quando sono volati bottiglie, sassi, bastoni e spranghe), sempre tra i Bastioni di Porta Venezia e viale Vittorio Veneto, c'è un rewind, ancora più inquietante: un'aggressione a freddo, priva di movente, senza un senso. Venerdì scorso, intorno alle 12.30, un uomo in evidente stato di alterazione aggredisce una giovane coppia sulla trentina. Il ragazzo riesce a divincolarsi. La ragazza no: "E' stata colpita cinque volte, tre pugni alla schiena, due alla testa. Due minuti lunghissimi", racconta all'Adnkronos un testimone: "Siamo intervenuti in cinque per difendere la coppia", aggiunge. "E, per fortuna, uno di noi aveva con sé un cane. È bastato quello a mettere in fuga l’aggressore".
Ma l'aggressore non si è fermato. "Ha iniziato a correre lungo i giardini di viale Vittorio Veneto, ancora in evidente stato di alterazione. E poco dopo ha aggredito un'altra persona". Secondo il racconto del testimone, “è successo tutto in pochi minuti". Una fuga, un'altra aggressione, ancora paura. "Poi, fortunatamente, nessuna conseguenza grave. Solo lividi". Ma l'inquietudine è tanta. Perché non c'era un bersaglio preciso. Nessuna lite. Nessun precedente. Nessun movente. "C'era soltanto un uomo fuori controllo e persone che, semplicemente, si trovavano sulla sua strada", dice il testimone. E il particolare più inquietante arriva dopo. Poco tempo più tardi, l'aggressore era di nuovo libero. "Siccome non ci sono state lesioni né rapina, l'uomo è stato messo in libertà", racconta il testimone.
Siamo nel cuore di Milano. Non in una periferia dimenticata. Eppure, bastano pochi minuti perché una normale giornata di agosto possa essere ricordata. "Abbiamo paura - racconta il portiere di uno stabile di via Manin all'Adnkronos – abbiamo iniziato a chiudere il portone, non è la prima volta che succedono queste cose". Ma perché? Secondo quanto apprende Adnkronos da fonti qualificate, l'area intorno ai Bastioni, in particolare quella dei giardini di viale Vittorio Veneto, sarebbe ormai diventata una zona di spaccio, soprattutto di crack. Una presenza che porta con sé anche il problema del consumo in strada.
E delle alterazioni che possono seguirne: stati di panico, allucinazioni, perdita del controllo, comportamenti aggressivi e imprevedibili. Il risultato è una roulette urbana. Chi passa può diventare un bersaglio. Una coppia. Un passante. Chiunque. Non serve una lite. Non serve un regolamento di conti. Non serve nemmeno conoscersi. "Ci sono persone - racconta un altro testimone all'Adnkronos - che attraversano la strada e scavalcano per entrare nei giardini Montanelli: la sera qua diventa terra di nessuno". (di Andrea Persili)

(Adnkronos) - Un imprenditore di 60 anni è morto questa mattina dopo essere caduto dal tetto di un capannone a Deruta, in provincia di Perugia. Secondo quanto ricostruito l'uomo stava effettuando dei lavori di manutenzione quando una lastra di plexiglass ha ceduto facendolo precipitare per diversi metri. Inutile ogni tentativo di rianimarlo. Sul posto sono intervenuti il personale della Usl, il 118 e i carabinieri.

(Adnkronos) - Amanda Anisimova ha bevuto una birra durante la partita? La tennista russa è stata protagonista di una scena particolare durante il match contro Alex Eala a Cincinnati, vinto al terzo set. Proprio durante l'ultimo e decisivo parziale, portato a casa con un netto 6-2, durante un cambio campo Anisimova ha tirato fuori dalla borsa un bicchiere contenente un liquido di colore giallo e della schiuma, richiamando immediatamente alla birra.
La domanda è diventata rapidamente virale sui social: "Sta bevendo una birra?". In realtà è più probabile che si tratti di una bevanda energetiva di color giallo, che è stata mostrata al pubblico per il divieto per i tennisti di bere da un recipiente chiuso.
Il bicchiere trasparente, che richiama proprio quello usato in molti pub per servire la birra, ha quindi alimentato il mistero.

(Adnkronos) - Litiga con un ragazzo, poi - non pago - torna armato sotto casa del minore ma ad affrontarlo si trova di fronte il padre del diciassettenne e non esita e sparare. E' quanto accaduto la scorsa notte a Paullo, alle porte di Milano, dove un 37enne è stato ferito con un colpo di pistola mentre il suo aggressore si dava alla fuga. Una 'latitanza' durata poche ore: i carabinieri hanno fermato un 20enne, con l'accusa di tentato omicidio, a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese.
Vittima e aggressore sono entrambi italiani di origine marocchina. Ancora da chiarire i dettagli della lite nata nel pomeriggio di ieri tra i due ragazzi, il fermato e il figlio del ferito, in zona Navigli, la 'miccia' che ha portato a cercare un confronto a notte fonda in via Vigorelli a Paullo. A portare i militari sulle tracce del ventenne è stata la visione delle immagini delle telecamere. Il ferito, raggiunto da un colpo all’addome, si trova ricoverato all'ospedale Niguarda e non è in pericolo di vita.

(Adnkronos) - L'ultima tecnica di furto di automobili si serve... di una bottiglia vuota. A chi è capitato di trovare una bottiglia di plastica vuota incastrata tra lo pneumatico e il passaruota deve preoccuparsi, in quanto si tratta di un segno di furto, l'ultimo metodo 'in voga' in tutta Europa. Sui social stanno infatti circolando diverse testimonianze dirette.
I ladri utilizzano questo metodo soprattutto nei centri commerciali o nei parcheggi, quando le persone di solito vanno di fretta o trasportano bagagli pesanti, e non fanno quindi attenzione alle condizioni del proprio veicolo. L'obiettivo infatti è proprio quello di distrarre il guidatore e indurlo a scendere dalla macchina per controllare appena sente un rumore sospetto alla ruota.
Appena il guidatore scende dall'auto, il ladro si infila nella portiera, prendendo il volante e portando via così la macchina, senza alcun bisogno di forzare l'ingresso nella vettura. In alternativa i ladri possono approfittare delle porte lasciate aperte per rubare borse, zaini o beni di vario genere lasciati incustoditi sui sedili posteriori o nel bagagliaio.
Le segnalazioni menzionano principalmente la ruota posteriore del lato passeggero, che è meno visibile quando si sale in macchina dal lato guidatore. Le persone non necessariamente fanno il giro completo dell'auto, quindi la bottiglia rimane 'al suo posto' finché l'auto non è in movimento e la plastica non viene compressa contro il pneumatico.
All'avvio del motore, la ruota preme contro la plastica producendo un rumore sordo che ricorda un problema meccanico o quello di una gomma a terra. La reazione più comune è quella di frenare immediatamente, accostare a bordo strada o in uno spazio libero e scendere subito per controllare. E proprio questa naturale reazione favorisce i ladri.

(Adnkronos) - Il giorno dopo il femminicidio di Tania Terrin, uccisa nella sua abitazione di Camponogara dall'ex fidanzato che l'ha strangolata e si è poi impiccato, si susseguono le reazioni per l'ennesimo delitto contro le donne e perché Tania il suo ex lo aveva denunciato. “Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno, aveva già subito violenza e nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore. E oggi Tania non c’è più. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione”, dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
“Sul contrasto alla violenza sulle donne - prosegue Zaia - dobbiamo continuare senza sosta il lavoro culturale, soprattutto con le nuove generazioni, educando al rispetto, alla libertà e al rifiuto di ogni forma di possesso e sopraffazione. È fondamentale, in questo senso, anche il lavoro portato avanti dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che sta contribuendo a costruire una nuova consapevolezza sul rispetto e sulla violenza di genere. Ma dobbiamo essere altrettanto chiari: la cultura da sola non basta. Deve funzionare anche la repressione, e deve essere ancora più severa. Le norme devono essere ulteriormente inasprite e rese sempre più efficaci, tempestive e adeguate alla gravità del rischio. Quando una donna denuncia violenze, minacce o persecuzioni - continua Zaia - lo Stato deve poter mettere in campo tutti gli strumenti necessari per proteggerla concretamente. Non possiamo accettare che, nonostante segnali così gravi, si arrivi comunque a un femminicidio. Quando una donna viene uccisa dopo aver denunciato e dopo precedenti episodi di violenza, significa che il sistema va ulteriormente rafforzato. La risposta dello Stato deve essere ferma, rapida e senza esitazioni”. “Alla mamma di Tania, ai suoi familiari e a tutte le persone che le hanno voluto bene rivolgo le mie più profonde condoglianze e la vicinanza dell’intero Consiglio regionale del Veneto”, conclude Zaia.
"Il femminicidio di Tania Terrin, uccisa dall’ex compagno la sera di Ferragosto a Camponogara, in provincia di Venezia, ci lascia sconvolti. La vittima aveva già denunciato il suo assassino, era già stata vittima di aggressioni ed erano scattate misure a sua tutela", dice la leader dem Elly Schlein.
"Questo atroce femminicidio ci deve interrogare profondamente sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza. La politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza che ogni giorno fanno già tantissimo per accogliere e proteggere le donne vittime di violenza - prosegue la segretaria del Pd -. Anche per questo, lo ripetiamo ancora una volta, è urgente agire anche sulla prevenzione, a partire dalla formazione specifica degli operatori della giustizia, delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, in cui è fondamentale coinvolgere i centri antiviolenza e le loro competenze. La formazione e la specializzazione della rete sono essenziali per fare una accurata valutazione dei rischi che corrono le donne e disporre gli strumenti di tutela più adeguati al caso specifico".
"E la prevenzione deve partire dall’educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici, per sradicare sin da principio la cultura patriarcale del possesso sul corpo e sulla vita delle donne. Non basta la repressione se non miglioriamo la prevenzione. Ed è un dovere di tutti e di tutte, davanti a un fenomeno strutturale come la violenza di genere", conclude Schlein.
Italia Viva annuncia un'interrogazione. "Davanti all'orribile vicenda dell'uccisione di Tania Terrìn, è difficile non domandarsi se non si tratti, ancora volta, di una tragedia che forse poteva essere evitata", dice Daniela Sbrollini, senatrice di Iv-Casa Riformista. "Il femminicidio di Camponogara era stato preceduto da almeno tre aggressioni, tra cui un tentativo di strangolamento. L'ex di Tania era stato denunciato e quindi ammonito. Ma dopo poco si riavvicinava alla donna. La domanda è inevitabile: perché, nonostante ci fossero tutte le avvisaglie che la situazione fosse critica, la donna è rimasta esposta al rischio di una nuova aggressione, questa volta omicida? È indispensabile far luce fino in fondo su come si sia potuti arrivare a un epilogo tragico. E capire se esso non sia il frutto di omissioni o di un'applicazione blanda delle norme. Da parte nostra, presenteremo un'interrogazione per chiarire i contorni di una vicenda su cui grava, pesantissimo, il dubbio che Tania potesse essere salvata", conclude.

(Adnkronos) - "Nuovo arrivo in casa bianconera: Guglielmo Vicario passa dal Tottenham alla Juventus in prestito fino al 30 giugno 2027". Con una nota sul proprio sito ufficiale la Juventus ufficializza l'arrivo del nuovo portiere titolare. "Portiere classe 1996, Vicario è cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese, prima di indossare le maglie di Venezia, Perugia, Cagliari ed Empoli, con cui ha raccolto 69 presenze in Serie A - dopo l’esordio nella massima serie fatto con la squadra sarda - affermandosi così come uno dei migliori portieri del campionato. Dal 2023 il passaggio al Tottenham, con cui ha giocato 117 partite, conquistando anche l’Europa League 2024/25, prima di questa nuova avventura alla Juventus. Benvenuto in bianconero, Guglielmo!". Al termine del prestito il club bianconero avrà il diritto di riscattare il 29enne estremo difensore per 8 milioni di euro, più 2 di bonus.

(Adnkronos) - Due interventi eccezionali sono stati svolti dall’équipe di Chirurgia pediatrica del Policlinico di Milano su 2 piccole pazienti colpite da tumori molto rari e aggressivi giunte in ospedale nella stessa settimana. Il primo ha riguardato una bambina di 18 mesi affetta da una rara neoplasia del rene che stava già intaccando anche il fegato e il diaframma: una “situazione estremamente delicata che ha richiesto il coinvolgimento di competenze in partnership multidisciplinare”, riferisce una nota. La rimozione della massa, di circa 12 cm e di quasi un chilo di peso, è stata eseguita da Alfredo Berrettini, direttore dell’Urologia pediatrica del Policlinico di Milano e altrettanto prezioso "è stato il contributo di anestesisti e specialisti nella ricostruzione del diaframma preservando funzionalità e anatomia del fegato. Molto importante - prosegue la nota - è stato anche il contributo del team di Chirurgia generale – trapianti di fegato diretto da Cristiano Quintini dell’Ospedale. Il caso della piccola paziente era stato approfondito dalle équipe del Policlinico in collaborazione con i colleghi dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano, il cui chirurgo urologo, Davide Biasoni, ha preso parte all’intervento chirurgico realizzato nello storico padiglione Alfieri. La via chirurgica è stata individuata come soluzione terapeutica più efficace ad aumentare le possibilità di guarigione".
"A pochi giorni di distanza, un’altra bambina di due anni e mezzo è stata sottoposta a un intervento urgente per rimuovere un sarcoma situato nella regione anteriore dell’addome. Trattandosi di una delle forme tumorali più pericolose dell’infanzia - illustra la nota - si è proceduto senza esitazione con un intervento di altissima complessità volto ad asportare la massa delle dimensioni di circa 6 cm e a ricostruire la parete addominale, intervento eseguito da Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica del Policlinico, con la collaborazione di Marco Fiore, esperto nel trattamento dei sarcomi dell’Int".
"Le 2 piccole pazienti e le loro famiglie, le cui storie si sono incrociate lungo i corridoi del reparto di degenza della Chirurgia pediatrica, abitano in Regione Lombardia ma potrebbero provenire da tutta Italia perché il dipartimento Area Materno-infantile del Policlinico, è un centro di rilievo nazionale per le patologie tumorali solide nel bambino. Da tempo sono infatti attive una collaborazione e una condivisione di casi clinici con l’Oncologia pediatrica dell'Int di Milano a garanzia di un approccio multispecialistico a carattere di eccellenza".
“Di fronte a situazioni così complesse in bambini così piccoli, la strategia vincente è aprirsi alla condivisione delle conoscenze dei professionisti chirurghi al fine di offrire la migliore risposta possibile nelle cure mantenendo al centro del proprio agire il bene di questi giovanissimi pazienti”, ha affermato Leva, direttore anche del dipartimento Area Materno-infantile del Policlinico di Milano al termine di questa ‘sfidante’ settimana in sala operatoria. “Il ruolo di riferimento del Policlinico di Milano nella diagnosi e nella cura di molte patologie malformative - ha continuato - si è consolidato nel tempo, offrendo terapie e interventi chirurgici che solo in pochi centri altamente qualificati vengono svolti. Anche per questo motivo è importante fare rete tra strutture specializzate: per i tumori solidi infantili da anni abbiamo una convenzione con l’Istituto nazionale dei tumori di Milano che consente alle équipe chirurgiche e anestesiologiche di collaborare e di condividere insieme ai loro specialisti della Pediatria oncologica, diretta da Maura Massimino, i casi che giungono alla reciproca attenzione seguendo circa 40 casi all’anno, un numero elevato in età pediatrica. Un esempio di rete tra ospedali dove per tutti noi operatori è un onore poter mettere al servizio dei nostri piccoli le conoscenze e le esperienze acquisite anche all’estero”.
La collaborazione con il Policlinico di Milano “rappresenta per il nostro Istituto motivo di soddisfazione e risponde pienamente alla nostra mission e ai nostri obiettivi istituzionali” - ha affermato Gustavo Galmozzi presidente della Fondazione Irccs Int di Milano - La capacità di 2 Irccs di mettere in comune e integrare competenze, professionalità e risorse consente infatti di valorizzare le rispettive specificità e di costruire percorsi di cura sempre più efficaci, in grado di rispondere anche ai bisogni più complessi. È un modello di collaborazione che contribuisce alla crescita di entrambe le Istituzioni e che trova il suo significato più autentico nel porre sempre al centro il paziente, i suoi bisogni e le sue necessità di cura”.
“Va ricordato - ha aggiunto Leva - il ruolo importantissimo degli infermieri di sala operatoria, fondamentali nell’accurata gestione di questi complessi interventi, e dei professionisti sanitari del reparto di Chirurgia pediatrica: personale spesso composto da madri o padri che devono saper dominare l’impatto emotivo anche di fronte alle situazioni più difficili o delicate che qui trattiamo. Lavorare con competenza, senza trascurare il lato umano e amorevole dell’assistenza, è un’altra qualità che restituisce una buona definizione di cosa è fatta l’expertise dei nostri professionisti ”.
Al policlinico di Milano “lavorano esperti specialisti da diverse discipline e questa combinazione di esperienze - ha sottolineato Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano - si unisce all’importanza di poter ricorrere a strumentazioni e tecnologie nuove, aumentando le nostre possibilità di vincere insieme le sfide che la medicina pone. Le famiglie che giungono da noi sanno, inoltre, che potranno essere accompagnate dai nostri professionisti per molto tempo perché il nostro ospedale garantisce cure specialistiche in ogni età della vita consentendo una transizione nel monitoraggio dei piccoli pazienti a lungo termine fino all’età adulta”.
Come ha osservato Maria Teresa Montella direttore Generale della Fondazione Irccs Int di Milano, “esperienze come questa dimostrano quanto sia importante accompagnare la collaborazione clinica tra le nostre Istituzioni con modelli organizzativi capaci di renderla sempre più stabile, strutturata ed efficace, in particolare in casi come questi, che riguardano patologie oncologiche pediatriche a bassa frequenza epidemiologica e che richiedono un’elevata expertise. Il nostro obiettivo è consolidare ulteriormente queste sinergie e creare le condizioni affinché competenze altamente specialistiche possano integrarsi con continuità, trasformando le esperienze positive in percorsi condivisi e in nuove opportunità di sviluppo. Una collaborazione che vogliamo far crescere nel tempo, contribuendo, attraverso il miglioramento delle nostre organizzazioni, alla qualità complessiva della sanità lombarda”.
“Storie come queste raccontano il senso più profondo del nostro essere Policlinico: mettere competenze, ricerca e capacità di fare rete al servizio dei pazienti, soprattutto quando sono così piccoli e fragili - ha concluso Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano - È anche la forza del sistema sanitario di Regione Lombardia, capace di unire le sue eccellenze per offrire risposte alle situazioni più complesse. Alle équipe che ogni giorno rendono possibile tutto questo va il ringraziamento dell’intero ospedale”.
Pagina 4 di 424
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it