
(Adnkronos) - Belen ha rifiutato la conduzione all'Isola dei Famosi. Dopo settimane di indiscrezioni sul suo possibile coinvolgimento nel reality show, la showgirl ha deciso di rompere il silenzio e di fare un po' di chiarezza.
Con una storia Instagram Rodriguez ha spiegato: "Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all'estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli". La showgirl ha ammesso che non sarebbe stata in grado di svolgere il suo ruolo al meglio: "Avrei mancato di rispetto al mio lavoro e, con la mia assenza, anche alla mia famiglia". Belen ha poi ringraziato Mediaset per l'opportunità e "per aver capito la situazione" aggiungendo che "sicuramente avremo altre occasioni".
Archiviata l'ipotesi di Belen Rodriguez, per il ruolo di conduttrice sul campo la scelta è ricaduta su Selvaggia Lucarelli, che ha inaugurato il suo rapporto con Mediaset quest'anno come opinionista al 'Grande Fratello Vip'.

(Adnkronos) - Il feretro di Pamela Genini può essere stato profanato da un'unica persona, senza l'aiuto di complici. E' quanto ha confermato una simulazione tecnica svolta questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo e della sezione operativa della compagnia di Zogno, nel cimitero di Strozza, il paese natale della 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall'ex compagno Gianluca Soncin.
Le prove tecniche, nell'ambito delle indagini coordinate dalla procura di Bergamo per vilipendio di cadavere, sono state svolte questa mattina alla presenza del sindaco di Strozza, del personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero e del titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. L'obiettivo era "verificare le concrete modalità esecutive della profanazione" e in particolare - riferiscono i carabinieri del comando provinciale in una nota - la "possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro all’interno del loculo". Per la simulazione sono state riprodotte "fedelmente le condizioni originarie" in cui il la bara si trovava, dopo essere stata tumulata lo scorso 24 ottobre nel piccolo cimitero del comune della Bergamasca.
I carabinieri si sono serviti di una cassa "analoga per caratteristiche e peso a quella della vittima, appositamente zavorrata fino a raggiungere un carico complessivo corrispondente al peso in vita della donna". Diverse le prove pratiche eseguite dagli investigatori: inizialmente il feretro è stato estratto con gli strumenti usati nei cimiteri, poi si è provato a muoverlo "senza alcun ausilio meccanico, facendo ricorso esclusivamente allo sforzo fisico". In due - un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero e un carabiniere - ci sono riusciti: da soli hanno estratto il feretro, lo hanno posizionato e poi reinserito all'interno del loculo. La simulazione tecnica ha dimostrato così - viene evidenziato dai carabinieri - la "concreta possibilità che le operazioni di movimentazione del feretro possano essere eseguite anche da un solo soggetto, mediante il solo impiego della forza fisica".
Per il vilipendio del cadavere è indagato l'amico della vittima, Francesco Dolci. Gli esiti della simulazione - viene comunicato - "saranno ora valutati congiuntamente agli ulteriori elementi investigativi già acquisiti e in corso di sviluppo, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili".

(Adnkronos) - "Al contrario di altri Paesi europei, in Italia non è recepita una metodologia come la Pas 2090, il primo standard internazionale che definisce come condurre valutazioni del ciclo di vita (Lca) per i prodotti farmaceutici, misurando l'impatto ambientale dall'analisi del Carbon Budget fino al fine vita del prodotto stesso. Sarebbe importante che” queste normative “fossero adottate anche in Italia perché renderebbero il quadro normativo più omogeneo. Questo darebbe la possibilità al Sistema sanitario italiano, così come all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), di valutare il reale impatto dei prodotti e, di conseguenza, di introdurre un concetto di premialità per quelli che hanno un minore impatto nell'ambito della sostenibilità ambientale". Lo ha detto oggi a Roma, Raffaello Innocenti, Ceo and Managing Director at Chiesi Italia, partecipando al convegno ‘Respiriamo il futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria’, organizzato dall'azienda farmaceutica alla Camera dei deputati per promuovere un dialogo sinergico tra le istituzioni e il mondo scientifico, ponendosi come catalizzatore per la definizione di strategie sostenibili nella gestione delle patologie respiratorie croniche e per il futuro orientamento delle politiche sanitarie.
"È fondamentale che si lavori a un quadro normativo omogeneo, in modo da poter operare con obiettivi molto chiari - sottolinea Innocenti -. Per Chiesi gli obiettivi sono estremamente definiti: siamo una Società Benefit, quindi all'interno del nostro Statuto abbiamo inserito traguardi di carattere sia sociale che ambientale. Per quanto riguarda questi ultimi, l'obiettivo è molto ambizioso: raggiungere le zero emissioni nette (Net zero) nel 2035". "Le emissioni si dividono nei vari Scope - conclude -. Se consideriamo il tema del consumo energetico, che è elevato sia per i nostri siti produttivi sia per le nostre sedi, l'energia elettrica deriva già interamente da fonti rinnovabili. Tuttavia, vogliamo raggiungere un risultato molto importante anche sulle emissioni Scope 3, ovvero quelle indirette. Su questo fronte stiamo lavorando per portare in commercio un nuovo inalatore Pmdi con un propellente a bassa emissione carbonica, riducendo così l'impatto del 90%, passando dall'attuale Hfc al nuovo Hfa 152a. Questo è un aspetto fondamentale sul quale stiamo investendo - sottolinea - abbiamo anche acquisito il sito di Nerviano, dove cambieremo la piattaforma di produzione per realizzare i dispositivi con il nuovo propellente".

(Adnkronos) - "Quando una Tac total body viene proposta a individui asintomatici e a basso rischio, il cittadino viene spesso presentato come un potenziale beneficiario di una diagnosi precoce. Più raramente vengono illustrati con la stessa enfasi i rischi di sovradiagnosi, falsi positivi, incidentalomi, procedure invasive successive ed esposizione a radiazioni ionizzanti. Si crea così un'asimmetria informativa che può compromettere una decisione realmente consapevole". Lo afferma in una nota Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Società italiana di radiologia medica e interventistica. ricordando come "negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della 'prevenzione personalizzata', nel quale esami complessi e costosi vengono proposti direttamente ai cittadini attraverso campagne pubblicitarie che fanno leva su paure profondamente radicate: il timore di una diagnosi tardiva, l'ansia per il cancro e il desiderio di utilizzare le tecnologie più avanzate per proteggere la propria salute". Il messaggio "implicito è semplice e potente: 'più si cerca, più si previene'. Tuttavia - spiega Gandolfo - questo slogan non trova conferma nelle evidenze scientifiche disponibili. La medicina preventiva non si basa sulla quantità di esami eseguiti, ma sulla dimostrazione che tali esami producano un beneficio netto per la persona sottoposta allo screening".
Secondo Gandolfo "non va, inoltre, trascurato il fatto che gli screening total body rappresentano un'attività economicamente redditizia. Il modello commerciale che ne deriva rischia di generare un fenomeno noto in letteratura come 'disease mongering', ovvero l'espansione del concetto di malattia o di rischio di malattia a popolazioni sempre più ampie, trasformando persone sane in potenziali pazienti e ampliando conseguentemente la domanda di prestazioni sanitarie. In questo scenario la comunità scientifica ha il dovere di riaffermare un principio essenziale: l'indicazione a un esame diagnostico non può essere determinata da strategie di marketing, ma deve derivare da prove scientifiche solide e da una valutazione appropriata del rapporto tra benefici, rischi e costi".
La prevenzione "non dovrebbe essere un prodotto da vendere - avverte Gandolfo - ma un intervento sanitario da prescrivere quando esistono evidenze che ne dimostrino l'efficacia. Confondere questi due piani significa correre il rischio di sostituire la medicina basata sulle prove con una medicina guidata dal mercato. Trovare qualcosa non significa salvare una vita. Un principio fondamentale dell'epidemiologia degli screening è che l'identificazione precoce di un'anomalia non coincide necessariamente con un beneficio clinico". Molte lesioni "individuate incidentalmente non avrebbero mai causato sintomi o danni durante la vita della persona. Questo fenomeno, noto come sovradiagnosi (overdiagnosis) - sottolinea - può trasformare individui sani in pazienti, esponendoli a ulteriori esami, biopsie, interventi chirurgici e ansia senza alcun reale vantaggio".
La "probabilità di questi risultati indesiderati aumenta quando si esaminano persone a basso rischio. In termini statistici, quando la probabilità pre-test di malattia è molto bassa, aumenta la quota di risultati falsamente positivi. La Tac total body è estremamente sensibile - rimarca la presidente della Sirm - e spesso individua piccole alterazioni di significato incerto: noduli polmonari, cisti renali, angiomi epatici, noduli tiroidei, adenomi surrenalici. Questi reperti, definiti incidentalomi, sono molto frequenti e raramente rappresentano una minaccia per la salute. Tuttavia, una volta scoperti, generano quasi inevitabilmente ulteriori controlli, esami di secondo livello e talvolta procedure invasive. Il risultato può essere un percorso diagnostico complesso e costoso innescato da una lesione che non avrebbe mai provocato alcun problema".
Gandolfo ricorda che "da anni le principali organizzazioni scientifiche e regolatorie non raccomandano la TAC total body come screening di popolazione nei soggetti asintomatici. La Food and drug administration statunitense, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'American College of Radiology (Acr) che è la associazione professionale dei radiologi americana , la AAPM (American Association of Physicists in Medicine) e numerosi articoli scientifici di gruppi di ricerca indipendenti - chiarisce Gandolfo - appaiono tutti concordi nell’affermare che non esistono prove scientifiche che dimostrino un rapporto beneficio-rischio favorevole per lo screening total body nei soggetti senza sintomi e sottolinea il rischio di falsi positivi e di esposizione radiologica non necessaria. La medicina moderna non soffre più soltanto di sottodiagnosi; sempre più spesso deve confrontarsi con overdiagnosi (l’eccesso di diagnosi) e con il conseguente rischio di overtreatment (sovratrattamento o sovramedicalizzazione) cioè l'esecuzione di trattamenti, interventi o prescrizioni mediche di cui il paziente non ha effettivo bisogno".
La prevenzione efficace "non consiste nell'eseguire il maggior numero possibile di esami ma piuttosto nell'applicare screening validati a persone che possono realmente beneficiarne: mammografia nelle fasce di età appropriate, screening del tumore colorettale, screening del carcinoma della cervice uterina, Tac a bassa dose nei forti fumatori ad alto rischio. La differenza è sostanziale: questi programmi hanno dimostrato di ridurre mortalità e complicanze. La Tac total body nei soggetti sani, invece, non ha ancora fornito prove convincenti di produrre gli stessi benefici. In medicina, come nella vita, più informazioni non significano necessariamente decisioni migliori. A volte il rischio maggiore non è non trovare una malattia, ma cercarla dove la probabilità che esista è estremamente bassa".
Gandolfo poi elenca i 5 miti della Tac total body da sfate: 1. 'Più esami faccio, più mi proteggo'. "Non sempre. Un esame è utile solo se il beneficio supera i rischi. Nelle persone sane, la Tac total body non ha dimostrato di ridurre la mortalità o aumentare l'aspettativa di vita". 2. 'Se trovo qualcosa prima, è sempre meglio'. "Molte anomalie individuate incidentalmente non avrebbero mai provocato sintomi o danni. Scoprirle può portare a biopsie, interventi e controlli inutili". 3. 'La Tac è solo una fotografia innocua'. "La Tac utilizza radiazioni ionizzanti. Il rischio individuale è basso quando l'esame è appropriato, ma non è nullo e non dovrebbe essere accettato senza una valida indicazione clinica". 4. 'Se l'esame è negativo posso stare tranquillo'. "Nessun test garantisce l'assenza di malattia. Anche una Tac total body può non identificare lesioni molto piccole o tumori che si svilupperanno successivamente". 5. 'La tecnologia più avanzata coincide con la migliore prevenzione'. "La prevenzione efficace non consiste nell'eseguire il maggior numero possibile di esami, ma nell'applicare interventi e screening che abbiano dimostrato di migliorare la salute delle persone. Una colonscopia eseguita al momento giusto o la cessazione del fumo hanno un impatto documentato sulla sopravvivenza molto maggiore di uno screening total body indiscriminato" conclude Gandolfo.

(Adnkronos) - Si è chiusa oggi con grande successo la seconda edizione di Nuclear power-expo, la quinta edizione di Hydrogen expo e la terza edizione di Cybsec-expo a Piacenza Expo. Le tre manifestazioni organizzate da Mediapoint & exhibitions di Fabio Potestà hanno confermato e superato le attese, con una partecipazione di operatori altamente qualificati e specializzati, provenienti dal mondo industriale, istituzionale e accademico. Tre giorni intensi, tre filiere strategiche in dialogo, un’unica risposta sistemica alle sfide dell’energia e della sicurezza del Paese.
"Chiudiamo questa triplice kermesse con una stima di 5.000 visitatori e la conferma, da parte dei 170 espositori, dell'altissimo livello professionale dei partecipanti. Un risultato ottimale che premia la scommessa di aver unito Nuclear, Hydrogen e Cybersec Expo, tre pilastri strategici per il futuro energetico e la transizione del Paese. I 32 convegni in tre giorni testimoniano l'intensità del dibattito, specialmente sul fronte dell'energetica nucleare e della filiera industriale. Ora lo sguardo si sposta a Piacenza dal 22 al 24 ottobre con due novità assolute per la logistica e l'allestimento industriale: T3 Expo e Agv Expo", sottolinea Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & exhibitions.
L’ultima giornata di Nuclear power-expo ha messo al centro i due pilastri operativi della filiera nucleare: gli standard di qualificazione internazionale e il decommissioning. Il mattino è stato dominato dal Joint Meeting Asme bpv Italy Iwg Section III e IX – preceduto da una sessione introduttiva su come Asme può aprire nuovi mercati e opportunità alla filiera italiana – con la partecipazione di esperti di Walter Tosto, Safas, Aipe e Lrqa. Nel pomeriggio, il convegno sul Decommissioning di impianti nucleari – aperto con i saluti di Fabio Potestà – ha affrontato in modo concreto le tecnologie di demolizione controllata, i modelli digitali Bim-Oriented, il taglio con filo diamantato e le soluzioni di sollevamento e trasporto eccezionale in ambito nucleare, con la partecipazione di Nucleco, Diamond Pauber, Brokk Italia, Vernazza Autogrù e Mammoet Italia. “Il decommissioning nucleare italiano è un settore in evoluzione e può diventare un modello per l’Europa. Pur non essendo partito per primo, l’Italia oggi è pronta a guidare anche altri mercati, grazie all’esperienza maturata e alle competenze delle imprese, con casi come la centrale di Latina che rafforzano questo ruolo”, ha dichiarato Valeriano Parizzi, consulente indipendente sui temi delle decostruzioni controllate e sicurezza operativa, intervenuto al panel “Decommissioning di impianti nucleari: dalle tecnologie di demolizione alle attività di sollevamento e trasporto eccezionale”.
Hydrogen expo ha chiuso con tre sessioni dense e trasversali. Il convegno Idrogeno: il vettore energetico di oggi, organizzato da Allestimenti & Trasporti e Hydrogen News, ha affrontato gli sviluppi più recenti nel comparto automotive e nella mobilità pesante, con la partecipazione di operatori del trasporto e di Gruber Logistics. La sessione H2IT sulla produzione di idrogeno rinnovabile, moderata da Cristina Maggi, Direttrice H2IT, ha fatto il punto su Hydrogen Valleys, decreto idrogeno e regole operative Gse, con un dialogo aperto tra le imprese della filiera. Infine, il convegno della Regione Emilia-Romagna su Territori, imprese, ricerca e innovazione per la filiera idrogeno in Emilia-Romagna ha presentato i risultati dei progetti regionali con la partecipazione di Enea, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e dei principali cluster territoriali.
La tre giorni di Piacenza Expo si è confermata dunque come un formidabile catalizzatore industriale in grado di offrire un’unica risposta sistemica alle sfide dell’energia e della sicurezza del Paese attraverso il dialogo ravvicinato tra tre filiere strategiche. Con oltre 32 sessioni tecniche e più di centoventi relatori, le manifestazioni hanno superato le attese della vigilia, registrando una straordinaria partecipazione di operatori altamente qualificati e specializzati provenienti dal mondo industriale, istituzionale e accademico.
Nel comparto dell’idrogeno, durante Hydrogen-expo, riflettori accesi sulla concretezza e sulla maturità economica della filiera. “L’evento ha offerto un bilancio dei risultati del PNRR sull’idrogeno e uno sguardo al futuro per valorizzare l’impegno di pubblica amministrazione e imprese. Il settore è in crescita e richiede tempo per una piena attuazione: ora la sfida è promuovere uso e diffusione dell’idrogeno nella transizione energetica, grazie a un solido rapporto pubblico-privato”, ha dichiarato Stefania Crotta, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Lo stesso Alberto Dossi di H2IT ha celebrato il Pnrr come un eccezionale trampolino di lancio verso la competitività rispetto ai combustibili fossili, mentre le aziende espositrici hanno tracciato l’evoluzione pragmatica del settore, spaziando dall’auspicio di Marzio Ferrara (Macchi Boiler) per una crescita sul modello statunitense e dall’impegno di Alessandro Bialetti (Arco Technologies) nella diffusione di una cultura dell’H2 in ambiente industriale, fino ai traguardi commerciali di Matteo Riva (Maximator Italy) con ben sette stazioni realizzate, ai progetti di decarbonizzazione tramite blending al 28% presentati da Claudio Vitalini (IIT Hydrogen), alla sperimentazione avanzata della locomotiva merci di Antonio Ghiglia (Sitav) e alla duplice presenza strategica (tra idrogeno e nucleare con TecTubi Raccordi) illustrata da Renato Velli per il Gruppo Allied. Anche per Giovanni Deregibus, (Economy Solutions) il settore è in crescita, con prospettive positive per tutta la filiera.
Parallelamente, la seconda edizione del Nuclear power-expo ha ribadito la centralità della manifattura italiana in Europa: secondo Stefano Monti (Presidente Ain), il confronto tra operatori ha confermato, la forza della filiera nucleare italiana, seconda manifattura nucleare in Europa dopo la Francia, già attiva sui mercati internazionali e potenzialmente centrale nel futuro programma nazionale. Monti ha inoltre evidenziato come il dibattito abbia fatto emergere opportunità e sfide del comparto, offrendo indicazioni utili alle imprese interessate a entrare nella supply chain. Un mercato in forte accelerazione che Francesco Squaratti (Atb Riva Calzoni – Aipe) ha ricordato richiedere “competenze solide, risorse umane qualificate e una visione di lungo periodo”. In questo contesto, Squaratti ha sottolineato il ruolo di Aipe nell’allargare la filiera industriale, evidenziando come “per entrare nel nucleare non basti l’intenzione, ma servano persone, competenze e un percorso pluriennale, con ritorni di investimento necessariamente diluiti nel tempo”.
Durante il convegno dedicato alle prospettive e criticità della supply chain, Andrea Bombardi (Rina) ha evidenziato le enormi opportunità globali derivanti dai 42 nuovi Paesi che si stanno affacciando all’atomo. Nel dibattito sono emerse inoltre le strategie industriali di operatori come Valvitalia, con Claudio Scuratti, orientata alla certificazione Asme entro il 2027, mentre Marianna Ginola (Simic) e Luca Ferrante (Nuclear Advisory) hanno confermato la piena prontezza delle imprese nel supportare i progetti di fissione e fusione e l’evoluzione del quadro normativo nazionale. Giancarlo Gobbi (3HCSI) ha infine sottolineato l’importanza dei codici internazionali per facilitare il percorso delle aziende verso le certificazioni ASME. Secondo Marco Lumachi (Mouvers), il nucleare europeo è in pieno sviluppo e l’Italia si sta allineando a questo trend.
Infine, il Cybsec-expo ha ridefinito la sicurezza informatica come un asset competitivo imprescindibile per la logistica, i porti e i trasporti. “La distinzione tra sicurezza pubblica e privata nelle infrastrutture critiche non è più attuale: reti e sistemi sono ormai interconnessi. Serve un’integrazione tra sicurezza cibernetica pubblica e privata per affrontare un contesto sempre più complesso e rischioso”. Così Andrea Margelletti, Presidente CESI. All’interno dei tavoli tecnici dedicati, Danilo Diomede (RINA) ha invocato una difesa sistemica estesa a tutta la catena del valore di fronte alle opportunità e alle minacce duali generate dall’adozione dell’Intelligenza Artificiale, una visione condivisa da Alessandro Ferrari (Assiterminal), che ha rimarcato l’importanza vitale di investire nella formazione del personale e in solide strategie di business continuity per garantire la resilienza dell’intero sistema import-export nazionale.
Questa convergenza di visioni, che dimostra la profonda interconnessione tra transizione energetica, indipendenza delle fonti e sicurezza digitale, ha trovato la sua massima celebrazione nella serata del 10 giugno si è tenuta la cerimonia della 4ª edizione degli IHTA – Italian Hydrogen Technology Awards, i riconoscimenti ideati per valorizzare a livello nazionale e internazionale le imprese e i professionisti italiani che operano nella filiera tecnologica dell’idrogeno. I premi, assegnati nelle categorie che coprono l’intera catena del valore – dalla produzione allo stoccaggio, dalla distribuzione alle applicazioni industriali e di mobilità – hanno celebrato l’eccellenza di un comparto in rapida crescita, riconoscendo le realtà che stanno guidando la transizione verso un mercato dell’idrogeno pienamente operativo.
Il premio “Progetto dell’Anno” è stato assegnato a Polytec Energy per H2_Polytec, iniziativa per la produzione e distribuzione locale di idrogeno verde in Trentino-Alto Adige. Rina ha ricevuto il riconoscimento per la Produzione dell’Idrogeno con il progetto Aslan, impianto da circa 700 MW alimentato da rinnovabili e integrato con sistemi di desalinizzazione. Nello Stoccaggio è stata premiata 01Green per la tecnologia Safeteasy basata su magnesio dopato, mentre per Componenti e Materiali il premio è andato ex aequo a Henkel, per le soluzioni di sigillatura Hydrogen Ready Loctite e a Contitech Industrial Solutions, per le tubazioni flessibili destinate al trasferimento offshore di ammoniaca liquefatta. Nel settore Trasporti ha vinto Fincantieri con il progetto Viking Libra, tra le prime applicazioni navali con sistemi di propulsione e stoccaggio dell’idrogeno a bordo, mentre IIT Hydrogen è stata premiata nel settore Industriale per un modello di decarbonizzazione della produzione di conglomerati bituminosi tramite idrogeno verde. Nel settore Energia il riconoscimento è andato a Sofinter per un generatore di vapore ibrido alimentabile con miscele di idrogeno e gas naturale. Tra le Società di Servizi – Sicurezza ha vinto 3pSafety con il progetto Efesto, laboratorio per prove su componenti ad alta pressione, mentre nella categoria Verifica e Testing il premio è stato assegnato ad Aumatech e Cedem per un sistema di collaudo di serbatoi compositi per idrogeno. Riconoscimenti speciali a Giuseppe Grassi, fondatore di DEREC Consulting, nominato Personalità dell’Anno – Università e Ricerca per progetti sull’idrogeno con il mondo accademico, e a Guido Ghiglia, Premio Speciale alla Carriera per il contributo all’industria ferroviaria e lo sviluppo della locomotiva da manovra a idrogeno Fenhyce.
Il bilancio complessivo delle tre giornate consegna un’edizione che ha segnato un salto qualitativo rispetto alle precedenti. I padiglioni di Piacenza Expo hanno ospitato espositori italiani e internazionali, delegazioni istituzionali di primo piano e una platea di visitatori professionali altamente qualificati. I convegni – oltre quaranta sessioni tecniche e istituzionali distribuite sui tre giorni – hanno visto la partecipazione di più di centoventi relatori, confermando la capacità delle tre manifestazioni di attrarre i protagonisti reali delle filiere nucleare, idrogeno e cybersecurity. Proprio a conferma della rilevanza della tre giorni piacentina, le manifestazioni hanno ottenuto un ampio sostegno istituzionale, con numerosi patrocini concessi sia da enti e istituzioni di primo piano che dalle principali associazioni a cui sono andati i ringraziamenti personali di Fabio Potestà. Tra tutti: Aeronautica Militare, Enea– Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, Isin – Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione, Mimit – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria e Comune di Piacenza. Sul fronte delle associazioni di categoria e del mondo accademico: Ain – Associazione Italiana Nucleare, Aipe – Associazione Italiana Pressure Equipment, Aipnd – Associazione Italiana Prove Non Distruttive, Animp – Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale, Anver, Cepi, Cicpnd – Comitato Italiano Coordinamento Prove Non Distruttive, Cirten – Consorzio Interuniversitario per la Ricerca Tecnologica Nucleare, Confapi Industria Piacenza, Confindustria Piacenza, Federacciai, GISI, H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile e Unione Parmense degli Industriali.
Una serata speciale sotto le stelle, preludio al Carbonia Film
Festival. In attesa dei cinque giorni di proiezioni, incontri e
ospiti internazionali - in programma dall'11 al 15 novembre - il
festival propone un'anteprima estiva il 28 luglio dedicato al
cinema d'autore contemporaneo e alla regista Carolina Cavalli,
ospite della manifestazione. Organizzata dalla Società Umanitaria
di Carbonia, direzione artistica di Francesco Giai Via il Cff si
configura come osservatorio sulle trasformazioni del presente
attraverso lo sguardo del grande schermo.
(Adnkronos) - Un anziano di 84 anni di Pieve di Soligo (Treviso) rischia una condanna a 16 anni per pornografia minorile e atti sessuali compiuti sui propri nipoti minori di 10 anni. Le violenze filmate erano poi scambiate sul dark web.
Questa la richiesta formulata ieri dalla Procura distrettuale di Venezia per i reati informatici durante l’udienza preliminare, nonostante l’uomo abbia richiesto il rito abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena. Il nonno trevigiano, conosciuto come un attivo pensionato e volontario nella comunità locale in cui risiede, è stato identificato grazie a una segnalazione giunta dagli analisti di Ncmec, una ong statunitense specializzata nella caccia ai pedofili sul web.
Sono stati loro ad attivare i canali Europol fino ad arrivare alla Polizia postale di Treviso che in aprile ha poi identificato il pensionato, perquisendo la sua casa e mettendolo ai domiciliari su ordine del Gip. L’uomo comprava il silenzio dei nipotini, peraltro conviventi con lui, con banali regalini. Sono almeno una decina gli episodi che gli vengono contestati, consumati tra il 2024 e il 2025. Il gup veneziano Benedetta Vitolo deciderà le sue sorti nell'udienza fissata per il 17 giugno prossimo.

(Adnkronos) - Si chiama 'War' il nuovo album di Astro, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato cd, vinile, cd autografato, vinile nero autografato e vinile trasparente autografato da venerdì 12 giugno per Atlantic Records Italy/Warner Music Italy. Si presenta come il progetto più ambizioso, stratificato e maturo della carriera dell'artista: un concept album curato nei minimi dettagli musicali e visivi, capace di abitare la sottile linea di confine tra la realtà e la percezione. Il disco nasce da una tensione reale e lacerante: quella tra chi si è davvero e chi si deve sembrare per funzionare in un determinato sistema. L'ambiente che circonda l'album è un sistema in cui la percezione conta più della realtà e dove le persone finiscono per adattarsi alla versione di sé più comoda per gli altri.
Al centro di 'War' c'è il sogno del successo, della realizzazione personale, di un posto all'interno di un sistema che sembra promettere tutto a chi riesce ad arrivare abbastanza in alto rappresentata come una forza capace di muovere le persone, di spingerle oltre i propri limiti e di dare una direzione precisa alle proprie scelte. Questo sentimento viene fotografato in continuo cambiamento e più ci si avvicina più diventa difficile capire se ciò che si sta inseguendo è ancora il sogno iniziale oppure una sua versione deformata.
Nel corso del disco Astro alterna momenti di affermazione a riflessioni profonde sul prezzo del successo. L'immaginario della vittoria, della leadership e della conquista convive con confessioni intime, ricordi d'infanzia e interrogativi mai completamente risolti. La sicurezza ostentata lascia spesso spazio alla vulnerabilità, mentre dietro il racconto di relazioni sentimentali emergono metafore più ampie che parlano di aspirazioni, dipendenze emotive e del rapporto complesso con l'industria musicale.
Anche musicalmente 'War' riflette questa continua oscillazione. L'album attraversa banger ad alta intensità, momenti introspettivi, atmosfere malinconiche e aperture più melodiche, mantenendo sempre una forte coerenza narrativa. Le collaborazioni con Nerissima Serpe, Sayf, Tedua, Quest e Ghali non interrompono il racconto ma ne ampliano la prospettiva, portando all'interno del disco punti di vista differenti sullo stesso campo di battaglia.
A livello visuale e narrativo 'War' prende ispirazione dal cinema psicologico e dalle narrazioni costruite su più livelli di interpretazione. Il riferimento più vicino è Mulholland Drive di David Lynch, opera che esplora il rapporto tra desiderio, successo e perdita dell'identità. Come nel film, anche all'interno dell'album nulla è completamente definito: ogni immagine può essere letta da prospettive diverse e ogni risposta genera nuove domande.
La struttura stessa del disco è concepita come un percorso circolare. Ascoltato dall'inizio alla fine racconta l'ingresso progressivo all'interno di un sistema, l'ambizione, la conquista e la trasformazione. Riascoltato al contrario assume invece un significato diverso, quasi opposto: quello di qualcuno che, nel tentativo di vincere, ha lentamente sacrificato parti di sé senza accorgersene.

(Adnkronos) - Londra celebra re Carlo. Oltre 1.400 i soldati, 200 cavalli e 400 musicisti prenderanno parte al Trooping the Colour, la grande parata in programma per sabato a Londra per celebrare come ogni anno nel secondo sabato di giugno il compleanno ufficiale del Sovrano. Il corteo si snoderà da Buckingham Palace lungo The Mall fino a Horse Guards Parade, affiancato dai membri della Famiglia Reale a cavallo e in carrozza. La parata riunisce reparti della Household Division e della Household Cavalry in un esercizio di precisione, accompagnato da musiche reggimentali, salve d'onore e dal tradizionale sorvolo finale della Royal Air Force sopra Buckingham Palace. L'evento, trasmesso dalla Bbc, è seguito da milioni di spettatori nel Regno Unito e all'estero.
Carlo ha compiuto gli anni il 14 novembre, quello di sabato è il festeggiamento ufficiale. Come lui, anche Elisabetta e i suoi predecessori celebravano il compleanno in due date. La tradizione risale a secoli fa, e precisamente al 1748 quando Re Giorgio II, decise che il clima di novembre - quando cadeva il suo compleanno - non consentisse di festeggiare adeguatamente in pubblico la ricorrenza e introdusse il secondo - e pubblico - festeggiamento, poi associato al Trooping the Colour. Tradizionalmente, la cerimonia si teneva di giovedì. Tuttavia, durante il regno della Regina Elisabetta II, fu spostata al sabato per consentire al pubblico di partecipare.
La giornata del sovrano britannico si concluderà su una nota di tristezza: secondo quanto riporta la stampa britannica sempre il 13 si svolgeranno i funerali di Lady Pamela Hicks, cugina della regina Elisabetta e sua dama di compagnia. Le esequie sarebbero in programma per le 15 nella chiesa di Brightwell Baldwin nell'Oxfordshire, ad un'ora di strada circa da Londra. La parata Trooping the Colour dovrebbe prendere il via alle 10, concludersi con il sorvolo degli aerei della Raf intorno alle 13. A seguire Carlo potrebbe raggiungere la Chiesa in tempo per la funzione.

(Adnkronos) - Comincia il Mondiale della Corea del Sud e della Repubblica Ceca, che si affrontano nella seconda giornata del torneo, a completare il Gruppo A. Per i sud coreani si tratta dell'undicesima partecipazione di fila e non hanno avuto nemmeno grandi difficoltà a qualificarsi, chiudendo al primo posto nel Gruppo B, senza perdere nessuna delle loro dieci partite. La nazionale ceca, invece, torna a disputare un Mondiale dopo 20 anni e ha rischiato di mancare anche questo appuntamento, vincendo ai rigori entrambi gli spareggi playoff con Irlanda e Danimarca. La gara si presenta molto equilibrata, gli esperti di Sisal favoriscono di poco la Corea del Sud, a 2,70, indietro di un soffio la Repubblica Ceca, a 2,90, il pareggio vale 3,00. Equilibrio che potrebbe protarsi per tutto il primo tempo, con la possibilità che i primi 45 minuti del match finiscano in parità a 2,05. La nazionale del ct Hong ha tanti giocatori di esperienza, tra questi c’è ovviamente Heung-min Son, ex Tottenham ora in forza al Los Angeles FC nella MLS, che ha all'attivo quasi 56 gol in 145 partite con la Corea del Sud: è lui il primo indiziato al gol, a 3,00. Tra i cechi, spicca Patrik Schick, ex Roma, che è stato il miglior marcatore della sua nazionale durante le qualificazioni al Mondiale nel 2026 e con il Bayer Leverkusen ha messo a segno un bottino di 16 gol: anche lui è dato marcatore a 3,00.
Il Canada, altro padrone di casa del torneo, comincia l’avventura Mondiale contro la Bosnia Erzegovina al Toronto Stadium, per il primo match del Gruppo B. Gli esperti Sisal vedono un netto dominio dei padroni di casa - reduci da una sola sconfitta nelle ultime 15 partite prima del torneo –favoriti a 1,80, ma occhio alla Bosnia, che ai playoff ha eliminato l’Italia e si presenta come una delle squadre più ostiche del torneo: il suo successo sale però a 4,50, con il pareggio a 3,60. Il Canada vanta tre clean sheet nelle ultime cinque partite e anche stavolta potrebbe chiudere un match senza subire reti, ipotesi a 2,20. In cerca di riscatto Jonathan David, dopo una stagione deludente alla Juventus, con appena 8 reti: l’attaccante bianconero potrebbe cominciare il suo Mondiale con un gol, ipotesi a 2,75. Ermedin Demirović è il nome più pericoloso dell'attacco bosniaco, il centravanti del VfB Stuttgart ha chiuso la Bundesliga con 12 gol in 25 presenze e può essere protagonista del match con una marcatura a 5,00. La Bosnia però, pende sempre dai gol di Edin Dzeko che, anche se in forte dubbio per la gara, resta il pericolo numero uno, a 4,00.

(Adnkronos) - "La bozza del decreto sulla riforma della medicina territoriale accantonata che ha fatto tanto infuriare l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso? Per noi è una buona notizia. Come Sumai siamo soddisfatti, perché nelle Case di Comunità i medici di medicina generale già lavorano. Negli ultimi cinque anni il numero degli specialisti ambulatoriali territoriali è diminuito del 17%, mentre avrebbero dovuto farsi carico di circa 12 milioni di pazienti cronici all’interno delle Case di Comunità. I medici di medicina generale non mancheranno sul territorio: hanno già dato la loro disponibilità a garantire un numero di ore adeguato. Semmai il problema è la specialistica". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali.
"La vera criticità riguarda le ore di specialistica ambulatoriale, che oggi sono insufficienti - rimarca Magi -. Le patologie croniche richiedono infatti competenze specialistiche. Per far partire le Case di Comunità nei tempi previsti è necessario che la Conferenza Stato-Regioni emani l’atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei convenzionati per il triennio 2025-2027. Solo successivamente si potrà lavorare a un raddoppio dell’offerta di ore specialistiche sul territorio".

(Adnkronos) - Prima hanno speronato l'auto e poi tentato una rapina, il colpo però è fallito perché le vittime a bordo erano due poliziotti liberi da servizio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno portato questa mattina all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, gravemente indiziate dei reati di rapina aggravata tentata.
I fatti risalgono allo scorso 23 gennaio, quando alcune persone, a bordo di una Volkswagen Polo, mentre percorrevano la Strada stalr 268 (l'asse mediano), all'altezza dello svincolo di Sant'Antimo, speronarono un'altra autovettura sulla quale viaggiavano due operatori della Polizia di Stato del Commissariato Dante, in quel momento liberi dal servizio.
Gli autori dello speronamento - secondo quanto ricostruito - una volta arrestata la marcia del veicolo tamponato in conseguenza del violento impatto, scendevano dall'auto e, brandendo una grossa mazza da baseball, si avvicinavano alle vittime, intimando loro di consegnare l'autovettura.
La rapina, tuttavia, non fu consumata in quanto gli autori dello speronamento si davano alla fuga, abbandonando la propria autovettura - al cui interno furono trovati i loro documenti di identità - quando le vittime si qualificavano quali appartenenti alle forze dell'ordine.
Le successive indagini consentivano di appurare che pochi istanti prima dell'aggressione in danno degli agenti di polizia, un'altra persona era stata vittima di analogo episodio nei pressi dello svincolo di Sant'Antimo con le medesime modalità e con la stessa autovettura che, dopo il violento impatto, si poneva di traverso per bloccarne la marcia. Anche in tal caso, così come emergeva dalla denuncia della vittima, i rapinatori non riuscivano ad impossessarsi del veicolo per la pronta reazione del conducente.
Le successive attività investigative, svolte anche mediante l'acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e dall'individuazione fotografica ad opera delle vittime, hanno consentito di raccogliere numerosi elementi indiziari nei confronti degli indagati, entrambi domiciliati nei campi Rom della circumvallazione esterna di Napoli. Le attività svolte hanno inoltre consentito di rinvenire, nella disponibilità degli indagati, alcuni orologi di noti marchi, tre mazze da baseball e diversi arnesi atti allo scasso.

(Adnkronos) - Catherine Birmingham, la mamma della famiglia nel bosco, potrà vedere i 3 figli per due volte a settimana e non più una sola volta. L'incremento degli incontri è maturato ieri tra le parti coinvolte nella vicenda della famiglia che fino a pochi mesi fa viveva a Palmoli, in provincia di Chieti. A renderlo noto è l’avvocato Simone Pillon, legale della famiglia, attraverso una nota nella quale riferisce gli esiti del confronto al quale hanno preso parte i genitori, la tutrice dei minori, la direttrice della casa famiglia di Vasto (Chieti) dove si trovano i bambini da novembre e le operatrici del Servizio sociale competente.
Secondo quanto comunicato dal legale, l’incontro è stato organizzato con l’obiettivo di superare le incomprensioni emerse nei mesi scorsi e di favorire una collaborazione tra tutte le parti coinvolte, nell’interesse dei bimbi. Il risultato più significativo emerso riguarda le occasioni di incontro tra la madre e i tre figli. Gli incontri, infatti, passano da uno a due giorni alla settimana, mentre restano confermati gli incontri quotidiani con il padre Nathan Trevallion.
“Il clima è stato franco e costruttivo, con l’obiettivo di superare le incomprensioni e di lavorare nell’interesse dei minori”, dice Pillon, sottolineando come il dialogo abbia consentito di raggiungere un primo risultato concreto. Il legale inoltre esprime un ringraziamento alle operatrici del Servizio, alla direttrice della casa famiglia e alla collega che segue la tutela dei minori per la disponibilità dimostrata nel corso dell’incontro. “Riteniamo si tratti di un passo importante nella direzione del rientro in famiglia e sono sicuro che i bambini ne trarranno un grande beneficio”, conclude la nota.

(Adnkronos) - Donald Trump preannuncia nuovi attacchi contro l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti, oggi 11 giugno, insiste con la strategia della massima pressione contro Teheran e annuncia che stasera gli Stati colpiranno "con grande forza" la Repubblica islamica per il terzo giorno consecutivo. Il messaggio su Truth del presidente Usa si inserisce nell'escalation nella guerra tra i due Paesi e la nuova ondata di attacchi.
Si tratta dell'ennesima minaccia del tycoon, il quale ha anche affermato che "in un futuro non troppo lontano", gli Usa prenderanno il controllo dell'isola di Kharg e di "altri siti delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d'America".
Secondo un'analisi della Cnn, Trump torna a puntare sulla pressione militare per piegare l'Iran e ottenere concessioni da Teheran al tavolo negoziale, nonostante i mesi di conflitto finora abbiano dimostrato che la Repubblica islamica non è intenzionata a cedere sotto i bombardamenti. Negli ultimi giorni il presidente americano ha ordinato nuovi attacchi contro obiettivi militari, accusando il regime di prendere tempo e non voler raggiungere un'intesa.
L'offensiva - sancita anche dalle parole del capo del Pentagono Pete Hegseth "se dobbiamo negoziare con le bombe, negozieremo con le bombe" - evidenzia la crescente frustrazione della Casa Bianca per lo stallo dei colloqui e conferma la convinzione di Trump che la forza possa costringere gli ayatollah a fare concessioni. Tuttavia, secondo diversi osservatori, il rischio è che l'escalation produca l'effetto opposto, irrigidendo ulteriormente la posizione iraniana e allontanando una soluzione negoziale. Teheran, infatti, ha sempre sostenuto - e continua a farlo - che non accetterà accordi imposti sotto minaccia. "Nessun accordo duraturo può essere raggiunto attraverso intimidazioni o uso della forza", ha confermato l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani.
L'esercito americano intanto ha annunciato di aver messo fuori uso la terza petroliera nell'arco di una settimana accusata di aver violato il blocco dei porti iraniani, mentre appare sempre più precario il cessate il fuoco tra i due Paesi.
Secondo quanto riferito dal Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, un aereo Usa ha lanciato due missili Hellfire contro la sala macchine dell'imbarcazione battente bandiera della Guinea-Bissau dopo che l'equipaggio "ha ripetutamente ignorato le istruzioni impartite dalle forze statunitensi". Stando sempre al Centcom, si tratta del nono raid di questo tipo condotto dall'avvio del blocco il 13 aprile scorso. L'operazione è avvenuta nel Golfo dell'Oman nelle scorse ore, mentre la nave stava tentando di trasportare petrolio nonostante le restrizioni imposte da Washington.

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(Adnkronos) - "Anche l’industria farmaceutica può essere motore della transizione sostenibile ambientale e industriale: perché questo avvenga è necessario anche un quadro regolatorio stabile, prevedibile e armonizzato. La traiettoria verso prodotti e processi a minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori medici con gas propellenti a ridotto impatto ambientale, su cui Chiesi sta investendo, richiederebbe l’adozione di nuovi standard condivisi, come ad esempio il protocollo Pas 2090:2025, approvato dalla Federazione europea Epfia, utile per misurare anche gli impatti ambientali dei farmaci e contribuire a dimostrare l’importanza del binomio sostenibilità ed efficacia. In questa prospettiva, innovazione, salute pubblica e responsabilità sono le leve della strategia futura delle scienze della vita". È quanto emerso nel corso del convegno "Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria", organizzato oggi alla Camera dei deputati da Chiesi Italia, azienda con sede a Parma e parte del Gruppo Chiesi, che integra ricerca e sviluppo, innovazione e sostenibilità nel proprio modello industriale. L’iniziativa - informa una nota dell'azienda - ha promosso un confronto tra istituzioni e comunità scientifica con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni sostenibili per la gestione delle malattie respiratorie croniche, anche in un’ottica di evoluzione delle policy sanitarie. Diventa infatti sempre più urgente colmare il divario tra il peso reale delle patologie respiratorie e la loro priorità nell’agenda politica.
In Italia, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) coinvolgono circa 4 milioni di persone - si legge - e le patologie respiratorie croniche restano tra le principali cause di morte e di assorbimento di risorse sanitarie, in un quadro tendenziale in aumento per l’invecchiamento della popolazione, che genera disuguaglianze territoriali sostanziali nell’accesso prevenzione, diagnosi e cura. Per affrontare questa emergenza è necessario adottare un approccio sistemico e integrato, coerente con il paradigma One health, che riconosce il legame tra salute umana, ambiente e contesto socio-economico. In questa prospettiva, la prevenzione ha un ruolo strategico prima dell’inizio del percorso di cura, insieme alla diagnosi precoce e al rafforzamento di un accesso equo e appropriato ai servizi sanitari. Allo stesso tempo, è prioritario agire sui determinanti ambientali della salute, in particolare sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio modificabili. Questi interventi sono essenziali per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari nel lungo periodo e per rafforzare l’integrazione tra politiche sanitarie, ambientali e di salute pubblica. In questo contesto, anche l’industria farmaceutica è chiamata a contribuire attivamente alla definizione di modelli più sostenibili.
"La politica ha il compito di definire gli obiettivi di interesse pubblico per la sanità, garantendo che il Servizio Sanitario Nazionale assicuri l’universalità delle cure - ha detto Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento -. È necessario riflettere non solo sull’entità della spesa, ma anche sulla qualità dell’offerta sanitaria, e su come tutti insieme possiamo assicurare risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione. La qualità dell’assistenza sanitaria si misura sia nella quantità di risorse investite nel sistema, sia nella capacità di rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini. L'obiettivo rimane di natura pubblica, ma è fondamentale che vi sia una collaborazione costruttiva tra settore pubblico e privato, coinvolgendo tutti gli operatori. Solo così potremo dare risposte concrete e mantenere un indispensabile punto di equilibrio nell'interesse di tutti".
"Proteggere i polmoni significa proteggere la vita: un obiettivo che richiede politiche pubbliche efficaci e un accesso equo alle cure - haaffermato Valentino Valentini, vice ministro delle Imprese e del Made in Italy -. Le malattie respiratorie rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica e rendono sempre più urgente investire in innovazione, prevenzione e sostenibilità. In questo contesto, Chiesi rappresenta un esempio di come l’industria possa coniugare tutela della salute, competitività e responsabilità ambientale, sviluppando soluzioni innovative e a basso impatto. Il Governo è impegnato a sostenere le imprese che investono in ricerca, innovazione ed efficienza, promuovendo al tempo stesso un dialogo costante tra istituzioni, industria e pazienti. Respirare meglio è un diritto e costruire un futuro più sano e sostenibile è una sfida che dobbiamo affrontare insieme".
"Sicuramente questa è la dimostrazione dei grandi risultati che la ricerca è in grado di produrre - ha osservato Andrea Costa, già sottosegretario alla Salute e consigliere del ministro Schillaci per le Strategie di attuazione del Pnrr -. Si aprono nuove opportunità e il compito della politica è creare le condizioni affinché queste innovazioni diventino un'occasione concreta per chi ne ha bisogno. Credo che questo sia anche un esempio concreto di come il concetto di One Health possa essere applicato realmente. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno strumento che fornisce risposte importanti in termini di sanità e salute, ma che al tempo stesso garantisce anche il rispetto dell'ambiente. Si tratta, quindi, di un approccio che tutela la salute del pianeta e che, di conseguenza, contribuisce a migliorare il benessere delle persone. È una grande iniziativa e una grande opportunità. Ribadisco, però, che c'è bisogno di una politica capace di allineare i tempi delle decisioni, rendere attuabili queste innovazioni e fare in modo che siano realmente messe a disposizione dei cittadini e di chi ne ha bisogno".
Per Elena Murelli, Commissione Affari sociali, Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato: "Quando un cittadino fatica a respirare, si trova di fronte a un problema grave: le malattie respiratorie hanno un impatto rilevante sul Ssn e richiedono interventi tempestivi. Considerando la crescita della popolazione - ha spiegato - l’inquinamento e le sfide ambientali, è fondamentale garantire una continuità assistenziale. Non possiamo limitarci a intervenire solo nelle fasi più gravi della malattia, ma dobbiamo puntare sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio costante. Dobbiamo, quindi, rafforzare la rete territoriale del Ssn per assicurare la sostenibilità delle cure, puntando sulla capillarità dell’assistenza e sulla sua efficacia, in particolare nelle aree interne dove i servizi sono meno accessibili, soprattutto per i pazienti più fragili e gli anziani".
"Le sfide sanitarie e ambientali che oggi affrontiamo richiedono un approccio integrato, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità delle cure, mettendo al centro i bisogni delle persone. Per questo in Chiesi - ha sottolineato il CEO & Managing Director di Chiesi Italia, Raffaello Innocenti -. investiamo nello sviluppo di soluzioni a ridotto impatto ambientale, attraverso il progetto Carbon Minimal Inhaler (CMI), espressione di un impegno continuo in Ricerca e Sviluppo e di investimenti industriali orientati all’innovazione, anche nel nostro Paese, come la riqualificazione del sito di Nerviano, un polo produttivo e tecnologico dedicato allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative".
Secondo Paola Rogliani, presidente Società italiana di pneumologia: "L’apparato respiratorio ha un contatto diretto con l’ambiente per cui sarebbe sbagliato disgiungere la salute respiratoria dalla salute ambientale. L’apparato respiratorio rappresenta benissimo il paradigma del concetto One health, cioè dell’interazione tra salute e ambiente. Questo ci impone di avere un atteggiamento omnicomprensivo nell’approccio alle condizioni respiratorie che partono sicuramente dalla prevenzione e dall’attenzione all’ambiente". All’evento hanno preso parte, inoltre: Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera; Agostino Santillo, vice presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera; Cristina Almici, Commissione Agricoltura della Camera; Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria; Luca Degrassi, presidente Federfarma Friuli-Venezia Giulia.

(Adnkronos) - Come previsto ampiamente i timori per pressioni inflazionistiche, legati al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto il Consiglio direttivo della Bce a rialzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, una decisione - si spiega - "solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo choc potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro".
"Le prospettive - continua il comunicato dell'Eurotower - restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello choc sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto".
"Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza, causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".
Con il rialzo deciso oggi daI Consiglio direttivo i tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno.

(Adnkronos) - La neurologia è oggi al centro di una trasformazione profonda: l’evoluzione dei bisogni di salute, i cambiamenti demografici e la crescente complessità dei percorsi di cura impongono nuovi modelli organizzativi e nuove competenze professionali. In questo scenario, la Digital health si afferma come una leva strategica per rendere la presa in carico del paziente neurologico più personalizzata, continua e sostenibile, rafforzando al tempo stesso l’integrazione tra ospedale e territorio. Nasce da questa consapevolezza la terza edizione del Digital Neuro Hub, progetto promosso dalla Società italiana di Neurologia (Sin), in partnership con Biogen Italia, pensato come spazio di confronto, formazione e sperimentazione sui temi chiave della trasformazione digitale in ambito neurologico. L’edizione 2026 si svolgerà dall'11 al 14 giugno presso Cascina Erbatici, a Mezzana Bigli (Pavia), in un contesto progettato per favorire apprendimento attivo, collaborazione interdisciplinare e networking.
Rivolto a giovani neurologi selezionati tramite bando, il percorso - informa una nota - si configura come un’esperienza formativa avanzata e altamente interattiva, con l’obiettivo di accompagnare la nuova generazione di specialisti nello sviluppo di competenze innovative e operative. Il programma prevede una full immersion di quattro giorni tra moduli dedicati a intelligenza artificiale, big data, telemedicina, comunicazione digitale, sicurezza dei dati e innovazione, workshop pratici su applicazioni cliniche, momenti di confronto interdisciplinare e un “NeuroHackathon” in cui i partecipanti lavorano in team su sfide neurologiche reali.
Al termine del corso, i partecipanti - si legge - potranno ottenere la certificazione di 'Neurologo Digitale', previo superamento di tre prove di esame, secondo la norma Uni Cei En Iso/Iec 17024. Un riconoscimento che attesta competenze validate secondo standard internazionali e che restituisce con chiarezza il senso di un progetto che non vuole limitarsi a trasferire conoscenze, ma intende contribuire alla costruzione di una nuova cultura professionale per la neurologia contemporanea. "Oggi la neurologia è chiamata a rispondere a sfide sempre più complesse, determinate dall’evoluzione demografica e sociale e dalla trasformazione del sistema sanitario - spiega Mario Zappia, presidente della Sin -. In questo contesto, la Digital health è una risorsa strategica e imprescindibile. Il Digital Neuro Hub nasce per accompagnare i giovani specialisti verso una neurologia più predittiva, personalizzata, integrata con le tecnologie digitali e sempre più centrata sulla persona. Formare il neurologo digitale significa investire in professionisti capaci di coniugare competenze cliniche, visione sistemica e capacità di guidare il cambiamento, traducendo l’innovazione in valore concreto per i pazienti e per il sistema sanitario".
"Il Digital Neuro Hub, giunto alla sua terza edizione, rappresenta in modo concreto un percorso ormai consolidato sviluppato in partnership con la Sin, che testimonia il nostro impegno nel promuovere l’innovazione. In questi anni abbiamo visto come il digitale non sia più una prospettiva futura, ma una componente essenziale e già pienamente integrata nella pratica neurologica. Investire nella formazione dei giovani neurologi - sottolinea Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato di Biogen Italia - significa contribuire a costruire competenze capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone che convivono con patologie neurologiche complesse e spesso croniche. Preparare oggi i professionisti di domani è per noi una priorità strategica, pienamente coerente con la nostra missione aziendale e con il nostro impegno a generare valore per i pazienti e per la comunità scientifica".

(Adnkronos) - Le carni avicole si confermano protagoniste della tavola italiana, non solo per diffusione (9 italiani su 10 le consumano ) ma anche per il loro profilo nutrizionale e per le implicazioni positive sulla salute in una dieta varia ed equilibrata. Pollo e tacchino si distinguono infatti per l’alto contenuto di proteine ad alto valore nutrizionale, il basso contenuto lipidico nei tagli magri senza pelle (inferiore all’1-1,2% su 100 g di prodotto crudo), l’ottima presenza di vitamine del gruppo B e minerali (ferro, zinco e selenio) ma anche per gli elevati livelli qualitativi di aminoacidi. Il Digestible indispensable amino Acid Score, il metodo raccomandato dalla Fao per misurare la qualità proteica degli alimenti, le colloca infatti tra le migliori fonti proteiche disponibili. Le evidenze scientifiche delineano un quadro complessivamente positivo per queste proteine nobili, evidenziando effetti potenzialmente protettivi sul declino cognitivo e in alcuni contesti, potrebbero contribuire a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, in particolare quando inserite in una dieta sana ed equilibrata. Sono questi alcuni risultati della revisione scientifica condotta dal gruppo di lavoro Sinu (Società italiana di nutrizione umana) presentata in occasione del congresso annuale a Bergamo. Il lavoro, coordinato da Livia Pisciotta, ordinaria di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Genova e direttrice della Scuola di Specializzazione, raccoglie le evidenze scientifiche più aggiornate degli ultimi anni.
"Secondo le raccomandazioni nutrizionali nazionali e internazionali e le nuove conoscenze scientifiche emerse sul tema della salute pubblica, la carne avicola conferma di avere un ruolo centrale, a tutte le età, nell’alimentazione umana - afferma Pisciotta - Pollo e tacchino si configurano come una risorsa alimentare preziosa, in grado di conciliare esigenze nutrizionali e sicurezza alimentare, purché il loro consumo sia collocato nelle quantità raccomandate, all’interno di una dieta ricca e varia sul modello della dieta mediterranea".
"La V Revisione dei Livelli di assunzione di riferimento nutrienti ed energia per la popolazione italiana (Larn) pubblicata dalla Sinu - riporta una nota di Sinu e Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova - riconferma la porzione standard di 100 g per le carni 'bianche', categoria nella quale sono incluse le carni avicole, e le Linee guida Crea per una sana alimentazione consigliano da 2 a 3 porzioni settimanali di carne, preferendo quelle bianche non trasformate. Questo corrisponde a un apporto di circa 30-45 g/die, che è in linea con la media nazionale attuale . Le 2-3 porzioni settimanali di carne avicola contribuiscono a soddisfare il fabbisogno proteico e di micronutrienti, senza eccedere nell’apporto lipidico. Lo studio conferma inoltre come le carni avicole sono adatte a tutte le età: nello svezzamento per il buon apporto di ferro e la minore possibile allergenicità rispetto ad altre fonti proteiche di origine animale; negli anziani per il mantenimento della massa muscolare; in gravidanza per il supporto ai fabbisogni nutrizionali; negli sportivi per recupero e performance".
"Le carni avicole si confermano una scelta di valore assoluto, capace di armonizzare salute, sicurezza alimentare e accessibilità - sottolinea Lara Sanfrancesco, direttrice di Unaitalia -. In un contesto in cui la consapevolezza alimentare è sempre più centrale, il profilo nutrizionale di pollo e tacchino, confermato dalla Sinu, si distingue per la capacità di rispondere alle esigenze moderne di prevenzione e benessere ad ogni età. Queste caratteristiche, unite alla grande versatilità, rendono le carni avicole tra le più apprezzate dagli italiani, con un consumo in costante crescita".
Una preferenza confermata dai numeri: in Italia - conclude la nota - si è passati dai 21,38 kg pro-capite del 2023 ai 22,05 kg del 2024, toccando il valore più alto dell’ultimo decennio. Una tendenza in linea con quella globale, che secondo le proiezioni Fao-Ocse porterà il pollame a coprire entro il 2030 quasi la metà del mercato mondiale delle carni. In questo scenario, l’Italia vanta un primato strategico: il comparto avicolo nazionale è l’unico, tra quelli zootecnici, completamente integrato e capace di coprire interamente il fabbisogno interno, con un livello di autoapprovvigionamento che nel 2024 ha raggiunto circa il 105%.

(Adnkronos) - Una lettera aperta al ministro della Salute Orazio Schillaci con un appello a "superare l'immobilismo per rilanciare la medicina generale" e una proposta concreta da mettere sul tavolo e su cui collaborare attivamente. A firmarla sono i medici di medicina generale riuniti nel network MedicInRete, un progetto promosso dal Dipartimento di Politiche per la salute dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. Con una certezza: "Le profonde trasformazioni demografiche ed epidemiologiche del nostro Paese impongono un cambio di paradigma non più rinviabile per la tenuta del Servizio sanitario nazionale", scrivono Luigi Bracchitta e Alessandro Nobili, a nome del Gruppo di coordinamento del progetto, intervenendo dopo l'ultimo intoppo nel percorso della riforma. "Avvertiamo la necessità di uscire da una narrazione troppo spesso improntata all'immobilismo e alla conservazione dello status quo - esordiscono nella missiva i professionisti della medicina generale attivi nell'ambito della Primary Health Care - Desideriamo pertanto esprimere pubblicamente il nostro pieno supporto e la massima disponibilità a interagire con il ministro Schillaci per contribuire attivamente alla realizzazione di una vera riforma delle cure primarie e dell'assistenza territoriale".
Ma come affrontare questa transizione? I camici bianchi che firmano la lettera partono da alcuni punti fermi emersi dal progetto MedicInRete, che ha portato a una sorta di "mappatura scientifica delle reali esperienze e dei bisogni del territorio". La medicina di prossimità, osservano gli autori, "deve evolvere verso modelli strutturati di integrazione e multiprofessionalità. Nelle Case della Comunità, il medico di medicina generale (Mmg) non può e non deve essere un elemento isolato o un mero esecutore di passaggi burocratici, bensì la figura chiave dotata di un ruolo di coordinamento clinico e di interazione continua con gli altri operatori sanitari e sociali. Per rendere concreta questa evoluzione e rispondere alla drammatica crisi vocazionale che sta svuotando la nostra professione, riteniamo fondamentale agire su due leve strategiche e urgenti", dicono. La prima si innesta proprio sul tema più caldo: l'attivazione di un "doppio canale di accesso" all'esercizio della medicina generale. La seconda, un nodo su cui c'è maggiore convergenza nel dibattito in corso, è "la riforma del percorso formativo e il superamento dei paradossi accademici".
"Senza stravolgere i diritti e i sistemi contrattuali dei medici di medicina generale già convenzionati e in attività, riteniamo maturo il tempo per introdurre un doppio accesso selettivo all'interno del Ssn per i nuovi ingressi - scrivono i firmatari della lettera aperta a Schillaci - Questa opzione non va intesa come una burocratizzazione, bensì come una tutela e un'opportunità attrattiva per i giovani medici, stremati da carichi amministrativi insostenibili. Purtroppo, in Italia ogni tentativo di riforma in tal senso sembra scontrarsi e bloccarsi davanti al vaglio e agli interessi di natura previdenziale e corporativa, piuttosto che modularsi sulle reali necessità dei giovani medici. Al contrario, guardiamo con grande interesse a sistemi sanitari solidi come quelli di Spagna e Portogallo che prevedono già da tempo, con successo, l'inquadramento dei medici di famiglia all'interno dei servizi territoriali pubblici. A questi si aggiunge la più recente e virtuosa esperienza dell'Austria, che a partire dalla pandemia ha avviato un profondo percorso di potenziamento delle cure primarie tramite lo sviluppo delle Primary Health Care Units (Phcu). In quel contesto, l'assunzione di medici di medicina generale come dipendenti all'interno di team multiprofessionali ha permesso di rafforzare la sanità territoriale e sgravare i medici dagli oneri burocratici e gestionali, mantenendo al contempo del tutto intatto e parallelo il sistema contrattuale dei medici già convenzionati sul territorio. Un modello flessibile che dimostra come la coesistenza di regole diverse possa favorire la resilienza del sistema".
Il secondo capitolo su cui urge agire, secondo il network MedicInRete, è "la riforma del percorso formativo e il superamento dei paradossi accademici. Il calo della vocazione tra i giovani medici non si arresterà finché la medicina generale continuerà a essere percepita come un percorso di serie B. Lo studio sui bisogni formativi condotto da MedicInRete evidenzia l'urgenza di una Scuola di specializzazione universitaria a tutti gli effetti. Sotto questo profilo, l'Italia vive un paradosso inaccettabile: esiste già una specializzazione universitaria strutturata per il territorio, ovvero la scuola in 'Medicina di comunità e delle Cure primarie', alla quale però è precluso l'accesso al ruolo di medico di famiglia. La soluzione ideale sarebbe l'evoluzione e l'unificazione del percorso in una specializzazione in 'Medicina generale, di Comunità e Cure primarie'. Per tutelare i professionisti già attivi sul territorio, la riforma dovrebbe prevedere un percorso integrativo e transitorio che consenta a chi è già in possesso del diploma triennale di medicina generale di vedersi pienamente riconosciuto lo status di specialista. È indispensabile garantire ai futuri Mmg una dignità accademica, economica e contrattuale paritetica a quella di qualsiasi altra specialità medica, integrando il percorso di studi con tirocini pratici e formativi direttamente sul campo, all’interno delle Case della Comunità".
In conclusione, dicono i firmatari, "riteniamo indispensabile dare vita a una proposta organica, solida e di lungo respiro, capace di mettere seriamente al centro le opinioni e i bisogni di tutti gli attori del sistema. In questo percorso, la voce dei giovani medici di medicina generale deve essere finalmente ascoltata e valorizzata, basandosi non su rivendicazioni corporative, ma sui dati e sulle evidenze fornite dalla letteratura scientifica. Ci riferiamo, in particolare, ai risultati dell'indagine nazionale che abbiamo recentemente pubblicato su PubMed (Consoloni et al), la quale fotografa con rigore scientifico i desideri di cambiamento, le incertezze contrattuali e la forte richiesta di una formazione integrata e multidisciplinare espresse proprio dai futuri medici del territorio. Le riforme necessarie hanno il carattere dell'urgenza, ma l'urgenza richiede programmazione, metodo e ascolto della scienza, non l'ennesimo scontro ideologico. Con i medici di MedicInRete siamo pronti a mettere a disposizione il nostro approccio metodologico, le nostre competenze e i nostri dati al fianco delle istituzioni per avviare questo percorso condiviso".
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Sardegna, in programma dal 9 al 25 luglio nell'area archeologica di
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