
(Adnkronos) - Poste Italiane avvia a Milano, nella zona dei Navigli, la sperimentazione delle nuove cargo e-bike per il recapito di posta e pacchi. Si tratta di un progetto dedicato alla logistica urbana sostenibile, pensato per rendere le consegne ancora più efficienti, sicure e a basso impatto ambientale nei contesti cittadini più complessi.
La sperimentazione milanese - spiega il gruppo in una nota - si inserisce in un percorso avviato da Poste Italiane in collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt, con partner tecnologici del settore automotive e finanziato coi fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, coinvolge Italian Aluminium Technology, Pirelli e ricercatori dell’Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Dopo una prima fase di test in Puglia e Toscana, il progetto prosegue ora anche a Milano, dove la nuova bicicletta elettrica viene impiegata quotidianamente nel quartiere dei Navigli.
Il veicolo è dotato di un vano modulare con capacità fino a 700 litri e 100 chilogrammi di carico. La configurazione a tre ruote garantisce maggiore stabilità e consente di operare in sicurezza anche in presenza di traffico intenso o pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari, come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. Le cargo e-bike integrano inoltre sistemi avanzati di supporto alla guida, sensori e radar per il rilevamento degli ostacoli, monitoraggio dello stato degli pneumatici, antibloccaggio delle ruote, rigenerazione energetica attraverso la frenata e pannelli fotovoltaici, oltre a dispositivi per il monitoraggio di alcuni parametri ambientali come qualità dell’aria, temperatura e umidità. Soluzioni che puntano a rafforzare la sicurezza del recapito e a raccogliere dati utili allo sviluppo di modelli di mobilità urbana sempre più evoluti.
La sperimentazione delle cargo e-bike si inserisce nel più ampio percorso di rinnovo della flotta green di Poste Italiane che conta 30 mila veicoli a basse emissioni di cui oltre 6.200 elettrici. In Lombardia i mezzi a basse emissioni sono 1.005, mentre a Milano sono oltre 300 e rappresentano più della metà dei veicoli circolanti in città.
(di Maria Grazia Marilotti) Ginevra Di Marco ritorna in Sardegna
con il suo tour che prende il nome dall'ultimo disco, Kaleidoscope,
premio Tenco 2025 come miglior album d'interprete.
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Dislocati in Sardegna i primi mezzi antincendio della flotta aerea
nazionale del Dipartimento della Protezione civile coordinati dal
Centro operativo aereo unificato. A Olbia è già arrivato un
Canadair, ma è possibile che nei periodi di maggiore rischio venga
affiancato da altri due velivoli, mentre a Cagliari è schierato un
elicottero HH412 dell'Esercito in assetto Aib e nella base aerea di
Decimomannu un HH139 dell'Aeronautica militare, sempre in assetto
antincendio. Per il periodo di massima attenzione per i roghi,
dall'1 luglio al 5 settembre, a Olbia saranno dislocati altri due
Canadair della flotta nazionale antincendio boschivo coordinata
dalla Protezione civile. Tra esattamente 15 giorni saranno quindi 3
gli aerei presenti in Sardegna. A questi si aggiungono i due
elicotteri (dell'Esercito e dell'Aeronautica militare) dislocati
già ora all'aeroporto di Cagliari-Elmas e nella base aerea di
Decimomannu. In campo dai primi di giugno, poi, i 12 velivoli della
flotta regionale per la lotta alle fiamme: nove elicotteri leggeri,
con capacità media di carico pari a 900 litri d'acqua, un
elicottero medio-pesante AB412 con capacità di 1.200 litri e 2
elicotteri pesanti Super Puma, in grado di trasportare fino a 4.000
litri. Questi ultimi sono schierati all'aeroporto di Oristano
Fenosu e ad Alà dei Sardi, in Gallura. Gli altri velivoli della
flotta nazionale sono schierati a Genova, Casarsa della Delizia
(Pordenone), L'Aquila, Viterbo, Rieti, Roma-Urbe, Ciampino,
Napoli-Capodichino, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Catania,
Sigonella e Trapani. Nel periodo di massima attenzione, che va
dall'1 luglio al 5 settembre 2026, la flotta è composta da 15
velivoli Canadair CL415 in linea di volo e da 4 elicotteri Erickson
S64F.
(Adnkronos) - C'è un indagato per accesso abusivo al sistema informatico nell'inchiesta della Procura di Milano - che si avvale della Polizia locale per le indagini - sulla chat in cui alcuni dipendenti di Atm si scambiavano foto di passeggere, corredandole da commenti sessisti. Un caso segnalato da una passeggera e reso pubblico sui social e su cui l'azienda di trasporti milanesi ha aperto una propria indagine interna. Da quanto si apprende sono in corso anche delle perquisizioni.
La chat ‘Ticinese Staff’ esiste. A confermarlo - a quanto apprende l’Adnkronos - non ci sarebbe solo la foto dello schermo del telefono di un autista fuori servizio, scattata sabato mattina su un tram della linea 15 dalla passeggera. Quell’immagine, in cui oltre alle foto di donne, si notano anche i commenti sessisti tra colleghi, è stata subito postata dalla ragazza e in breve condivisa da altri utenti sui social, finendo all’attenzione di Atm. L’azienda già sabato sera si è messa in contatto con la passeggera, suggerendole di presentare una formale segnalazione dell’accaduto.

(Adnkronos) - “Il concetto di sicurezza urbana è un approccio in continua evoluzione, anche grazie a interventi governativi che mirano a correggere strutturalmente le cause dell’insicurezza”. Lo ha detto Roberto Massucci, questore di Roma, intervenendo al convegno “Sicurezza urbana: innovazione, infrastrutture e partenariato pubblico-privato per le città del futuro”, promosso nella Capitale dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma e dall’Ordine degli Architetti Ppc di Roma e provincia e dedicato al contributo di istituzioni, professionisti e imprese per la sicurezza delle città. Secondo Massucci, il tema della sicurezza richiede un approccio integrato e il coinvolgimento di competenze diverse. “Le collaborazioni con gli ordini professionali, che apportano il proprio know-how tecnico, sono fondamentali”, ha sottolineato.
Il questore di Roma ha richiamato anche il rapporto tra qualità degli spazi urbani e comportamenti sociali. “La psicologia sociale ci insegna che l’ambiente impatta significativamente sul comportamento delle persone”, ha osservato, evidenziando il valore delle iniziative che favoriscono il confronto tra istituzioni e professionisti. "Queste iniziative di incontro ci permettono di mettere in campo quella che definisco una operazione di sartoria sociale: un filo che unisce azioni convergenti per rivedere la sicurezza sul territorio”, ha spiegato.
Per Massucci, l’attenzione alle aree più fragili rappresenta una condizione essenziale per migliorare la sicurezza complessiva della città. “Partire dalle periferie è la precondizione principale per la sicurezza di una grande collettività come quella romana”, ha affermato. "L’azione delle forze dell’ordine deve essere supportata da strategie di visione e correzione strutturale, attivando un percorso di miglioramento continuo per la sicurezza di tutti", ha concluso.

(Adnkronos) - Salvo Sottile successore di Milo Infante? A poche ore dalla seduta del Cda Rai che giovedì varerà i palinsesti della prossima stagione, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile approdo di Salvo Sottile alla conduzione di 'Ore 14' e 'Ore 14 Sera' su Rai2, gli spazi d'approfondimento finora condotti da Milo Infante, il cui passaggio a Mediaset è stato ufficializzato la scorsa settimana.
Lo apprende l'Adnkronos da fonti vicine ad ambienti televisivi. Naturalmente, nelle settimane che seguiranno è possibile che format e titolo potranno essere rinnovati almeno in parte in vista della nuova conduzione e alla luce di eventuali nuovi innesti tra gli autori. Sottile lascerebbe così la conduzione di 'Far West' su Rai3, dove potrebbe arrivare Antonino Monteleone, che attualmente conduce sulla stessa rete 'Filorosso'.

(Adnkronos) - Ai Mondiali 2026 è il giorno dell'Argentina. Oggi, nella notte tra martedì 16 giugno e mercoledì 17 giugno, la nazionale campione del mondo in carica fa il suo esordio in Coppa del Mondo contro l'Algeria dell'ex allenatore della Lazio Vladimir Petkovic, all'Arrowhead Stadium di Kansas City. Si tratta di una delle sfide del gruppo J, con Austria e Giordania. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Argentina-Algeria, in campo stanotte alle 3:
ARGENTINA (4-3-1-2): E. Martinez; Molina, L. Martinez, Otamendi, Medina; De Paul, Enzo Fernandez, Mac Allister; Messi; Lautaro Martinez, J. Alvarez. Ct. Scaloni
ALGERIA (4-3-3): Zidane; Belghali, Bensebaini, Mandi, Ait-Nouri; Chaibi, Bentaleb, Boudaoui; Mahrez, Gouiri, Amoura. Ct. Petkovic
La partita tra Argentina e Algeria sarà visibile in esclusiva, in diretta e in streaming, su Dazn.

(Adnkronos) - Nella pratica clinica, il passaggio della definizione della sindrome dell’ovaio policistico (Pcos) a Sindrome ovarica poliendocrino-metabolica (Pmos) “sicuramente cambia molto l’approccio terapeutico”. Lo ha detto Roberto Baldelli, direttore Uosd Endocrinologia Azienda ospedaliera San Camillo - Forlanini di Roma e membro Egoi - Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) commentando il contenuto della recente pubblicazione su 'The Lancet' del consenso internazionale sulla nuova definizione della sindrome, che tiene conto della componente metabolica.
Come spiega Baldelli, direttore del primo ambulatorio pubblico dedicato alla patologia, “la definizione di policistosi riportava tutto all'ovaio e a una gestione prettamente ginecologica. La nuova definizione” di Pmos tiene conto di quello che come “endocrinologi abbiamo sempre portato avanti”, e cioè che si tratta di “una patologia multifattoriale che coinvolge tanti aspetti di tipo endocrino-metabolico, con movimento di numerosi assi ormonali” che comportano “insulino-resistenza, dislipidemie, rischio cardiovascolare, diabete, obesità, patologia cutanea - illustra l’esperto - La nuova definizione chiarisce meglio la patologia multifattoriale ma anche il quadro clinico che è veramente eterogeneo”.
L'infertilità “è la cosa che più frequentemente, in passato e attualmente, porta la paziente dal ginecologo - chiarisce Baldelli - Ma ci sono altri aspetti importanti che poi vanno a connotare meglio la sindrome nell'aspetto multifattoriale. Fondamentalmente - precisa - ci sono: l'obesità e il sovrappeso, non sempre obesità; un problema di ipercolesterolemia, di dislipidemia o di alterazione della tolleranza ai carboidrati con il rischio diabetico. Il peso, lo stile di vita e l'alimentazione sono l'aspetto preponderante della patologia - rimarca Baldelli - Il ruolo del nutrizionista in un gruppo multidisciplinare è fondamentale: la maggior parte delle pazienti, oltre il 50%, possono presentarsi con disturbi del peso o di obesità franca e ristabilire una condizione di peso normale va ad abbattere quello che normalmente è il quadro di insulino-resistenza che spesso troviamo in queste pazienti. La riduzione del peso e il miglioramento dello stile di vita facilitano anche poi l'approccio terapeutico alla paziente - sottolinea - ma è fondamentale un percorso in parallelo con il nutrizionista. Alla luce anche di tutti i nuovi farmaci che ci sono per l'obesità, il risultato e anche la soddisfazione della paziente nel vedere il raggiungimento dell’obiettivo - conclude - sono fondamentali”.

(Adnkronos) - Il passaggio dall’acronimo Pcos (sindrome dell’ovaio policistico) a Pmos (sindrome ovarica poliendocrino-metabolica) “cambia completamente la definizione della malattia perché, invece” di focalizzare la patologia “sull'ovaio finalmente si punta sull'origine, che è metabolica. L'ovaio è solo l'organo bersaglio della patologia metabolica. È un cambiamento molto importante, molto più grande della sola definizione del nome”. Così Annamaria Colao, vice-presidente Consiglio superiore di sanità e membro Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos), commenta la recente pubblicazione su 'The Lancet' del consenso internazionale sulla nuova definizione della sindrome. “Il percorso assistenziale diagnostico è già comprensivo della parte metabolica, quindi non cambierà - spiega - Cambieranno invece gli organismi multidisciplinari che dovranno occuparsi della paziente: non più solo il ginecologo, ma il ginecologo insieme all'endocrinologo e al nutrizionista perché, essendo una patologia metabolica, deve essere affrontata da tutti i punti di vista”.
La Pmos “non è altro che l’espressione ovarica di una iperinsulinemia compensatoria dovuta proprio a un difetto di trasmissione del segnale a livello dei recettori dell'insulina muscolari - quella che noi chiamiamo insulino-resistenza - chiarisce l’esperta - Questa condizione si collega a diabete, obesità e quindi a rischio cardiovascolare. Ecco perché questa patologia che affligge le giovani donne - a un’età in cui né l'obesità né il diabete e nemmeno le malattie cardiovascolari si sono ancora manifestate - può essere vista come una sorta di campanello d'allarme”.
Il Sistema sanitario “non può ancora considerare questa una patologia sistemica - precisa Colao - La nuova definizione è veramente recentissima. Chi si occupa della patologia, cioè i ginecologi e gli endocrinologi sanno bene che è una patologia sistemica. Fino a che la chiamavamo sindrome dell'ovaio policistico, è chiaro che collegavamo tutto all'ovaio e non alla sua natura invece sistemica. Il cambio di definizione - conclude - renderà giustizia a quella che è una patologia metabolica, quindi sistemica, con espressione ovarica”.

(Adnkronos) - “Da anni la definizione di sindrome dell’ovario policistico (Pcos) era obsoleta, per due motivi: prima di tutto perché non si tratta di cisti ovariche ma di uno sviluppo follicolare arrestato nella sua fase di crescita; in secondo luogo perché, come già spiegato nella pubblicazione della nostra società Egoi-Pcos del 2023, si tratta di una malattia endocrino-metabolica, quindi sono le alterazioni metaboliche e l'insulina, prima di tutto, alla base dell'eziopatogenesi di quella che è stata ridefinita Pmos”, sindrome ovarica poliendocrino-metabolica. Così Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) commenta la recente pubblicazione su 'The Lancet', “da parte dell'amica professoressa Helena J Teede, membro dell’Eshre - European society of human reproduction and embryology, importante società internazionale che ha iniziato il percorso che come Egoi-Pcos abbiamo intrapreso anni fa”. L’obiettivo è “arrivare dove noi siamo già, cioè a elaborare nuovi criteri diagnostici e un razionale terapeutico - spiega Unfer - Attualmente l'Eshre non ci ha dato indicazioni, ha cambiato semplicemente il nome, ha fatto un primo passo. La nostra società scientifica si trova molto più avanti - chiarisce - perché Eshre, essendo internazionale, ha una gestione più complessa e molto lenta”.
Una volta “capito che si tratta di una malattia endocrino-metabolica - illustra l’esperto - abbiamo inserito, nell'ambito diagnostico, l'insulino-resistenza e l'iperinsulinemia. Abbiamo quindi collegato il fenomeno metabolico, legato all'insulina, al fattore endocrino, cioè il testosterone, identificando un rapporto tra questi due ormoni e identificando un cut off limite che ci aiuta nella diagnosi e, quindi, nel trattamento. Formare i medici e i pazienti riguardo queste importantissime novità è estremamente importante - sottolinea Unfer - Noi siamo sul campo e siamo protagonisti come Egoi-Pcos anche grazie all'apertura di numerosi ambulatori che seguono i nuovi criteri diagnostici, i nuovi approcci terapeutici che, come possiamo immaginare, riguardano, in prima linea, le modificazioni dello stile di vita e dell'abitudine alimentare. Di seguito c’è l'utilizzo di insulinosensibilizzanti, come il myo-inositolo, a volte associato con il D-chiro-inositolo, nel rapporto fisiologico 40:1”.
È una “grande soddisfazione che il primo ambulatorio dedicato sia un ambulatorio pubblico presso l'ospedale San Camillo di Roma diretto dal professor Roberto Baldelli che, grazie alla lungimiranza del direttore generale della struttura: a oggi gli appuntamenti sono arrivati ad agosto 2027 - evidenzia il presidente Egoi-Pcos - La policistosi ovarica è una malattia che ha una predisposizione genetica, ma anche fattori scatenanti come per esempio l'obesità, le alterazioni dello stile di vita o cattive abitudini alimentari. La diagnosi in adolescenza è estremamente difficile - precisa - perché alcuni fenomeni adolescenziali sono uguali a quelli che si manifestano in questa sindrome, ma oggi siamo in grado di identificare le pazienti a rischio di sviluppare, un domani, la sindrome endocrino metabolica. Vanno quindi identificate con un'accurata anamnesi, un esame obiettivo e di alcuni esami strumentali e trattate”.

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(Adnkronos) - “Non siamo persone che si girano dall’altra parte se vediamo qualcuno in difficoltà”, con queste parole Giorgia ed Emanuel Lo rompono il silenzio dopo le accuse ricevute negli ultimi giorni. È diventato virale sui social network un video, condiviso da un utente su TikTok, che ritrae la coppia in giro per le vie di Roma. Tuttavia, l’attenzione si è concentrata altrove: salendo le scale, al loro fianco, si è consumato un tentativo di scippo.
Un signore, infatti come mostra il video, si è girato di scatto invitando un uomo, che ha tentato di sottrargli il telefono, ad allontanare le mani dalle sue tasche. Dall’altro lato ci sono Giorgia e il compagno Lo che continuano a salire le scale, senza accorgersi di cosa stava accadendo. Questo è stato sufficiente per finire sotto assedio. La coppia è stata accusata sui social di non essere intervenuta a favore della vittima del tentato scippo. Diversi commenti critici li hanno tacciati di essere degli "irresponsabili".
Così, la cantante e il ballerino hanno rotto il silenzio commentando a loro volta l’accaduto sui social: “Purtroppo io ed Emanuel Lo non ci siamo accorti di quello che è accaduto vicino a noi qualche giorno fa a Roma, ce ne siamo resi conto vedendo il video online. C’erano diverse persone, stavamo parlando tra di noi e abbiamo sentito solo un signore chiedere ad un altro di non appoggiarsi a lui mentre saliva le scale e l’altro chiedere scusa”.
E ancora: “Non abbiamo, e aggiungo purtroppo, percepito un pericolo o una situazione in cui fosse necessario intervenire. Ci spiace leggere che sia sembrato qualcosa di diverso perché chi conosce me o Emanuel sa che non siamo persone che si girano dall’altra parte se vediamo qualcuno in difficoltà“.

(Adnkronos) - A soli 2 anni la diagnosi di un tumore tra vescica e prostata, una 'sliding door' che cambia direzione alla vita di un bambino: non più solo giochi e spensieratezza, ma lunghi giorni in ospedale, fra visite, esami e cure pesanti. Per A., oggi trentenne, è stato così. L'infanzia e l'adolescenza sono state scandite da anni di chemio, radioterapia e una serie di interventi ricostruttivi dell'apparato urinario che dopo un percorso così difficile e lungo decenni è fragile e alterato come un 'campo di battaglia'.
Inesorabile arriva l'ennesima complicazione: una calcolosi massiva della neovescica e dei reni, che lo spinge dentro un vicolo cieco. I medici alzano bandiera bianca. Zero prospettive, chance di vita normale esaurite. Solo il dolore come costante delle sue giornate. "Ero arrabbiato e spaventato - racconta oggi - Nell'ospedale che mi seguiva da tutta una vita mi dissero che non potevano più fare niente. Mi sono presentato in pronto soccorso di notte, in preda al dolore, senza una prospettiva". La svolta arriverà dall'incontro con un medico e da un intervento 'sartoriale' di alta complessità, disegnato su misura per lui all'ospedale San Carlo di Nancy a Roma.
La sfida non era semplice: A. ha convissuto per decenni con l'incontinenza e la fragilità di un'anatomia alterata, una condizione in cui nemmeno con la chirurgia tradizionale si poteva più intervenire in alcun modo. Numerose strutture ospedaliere si erano rifiutate di operarlo. Per via del complesso quadro caratterizzato da stent calcificati e impossibili da rimuovere, il giovane viene indirizzato all'équipe di Alessandro Calarco, professore responsabile dell'Unità operativa complessa di Urologia del San Carlo di Nancy, struttura accreditata con il Ssn di Gvm Care & Research. "Ero impaurito perché non lo conoscevo ancora - ripercorre A. - ma finalmente mi ero imbattuto in qualcuno che sapeva cosa fare e mi ha rassicurato fin dal primo ricovero".
L'intervento che ha cambiato il corso della sua vita è una procedura innovativa che ha combinato accessi simultanei: una chirurgia percutanea retroperitoneale sui reni associata a una transaddominale sulla neovescica. "Questo caso - spiega Calarco - ha rappresentato una sfida clinica e umana: ci siamo trovati davanti a un'anatomia profondamente segnata da 30 anni di battaglie, dove le tecniche standard non erano più applicabili. Abbiamo scelto di non arrenderci e abbiamo disegnato un intervento su misura, combinando simultaneamente più accessi chirurgici per bonificare i reni e la neovescica. Ogni paziente è unico, la chirurgia deve esserlo altrettanto", assicura l'esperto. "Vedere un ragazzo di trent'anni ritrovare una quotidianità libera dal dolore è ciò che dà il senso più profondo al nostro impegno quotidiano".
Il caso di A. ora fa scuola: l'eccezionalità dell'approccio adattato specificamente alle necessità anatomiche del paziente e la riuscita dell'intervento mininvasivo hanno consentito al team di Calarco di presentare questa storia al Congresso nazionale di Urologia come esempio di trattamento personalizzato in un contesto anatomico estremamente complesso.
"Sono orgoglioso dell'impegno dei medici nei miei confronti, pur avendo piena consapevolezza della rarità della mia condizione", dice oggi A. La qualità della sua quotidianità è radicalmente cambiata, racconta ancora, nonostante la cronicità del caso clinico e il percorso di trattamento che richiederà periodici interventi di revisione. "Quando non ho le nefrostomie (impianti con lo scopo di drenare l'urina quando si ripresentano le occlusioni ricorrenti di cui soffre, ndr) sto bene", prosegue il paziente. "Non posso alzare pesi, ma faccio una vita normale, senza dolore tutto il giorno: per me - conclude - questo è un grande passo avanti".

(Adnkronos) - Atmosfera distesa prima dell'avvio della sessione di lavoro mattutina al G7. Giorgia Meloni scherza con i colleghi leader e si concede una battuta che strappa sorrisi: "Consider me a fighter" - consideratemi una combattente. L'ironia della premier è una risposta al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva notato la sua scelta di stile: un tailleur con giacca e pantalone chiari, completato da una cravatta. Nei minuti di conversazione informale prima dell'inizio dei lavori, Meloni ha chiacchierato con gli altri capi di Stato anche di fumo e sigarette.
Intanto fonti italiane descrivono lo scambio di ieri tra Meloni e il presidente Usa Donald Trump come un incontro di chiarimento. Secondo le fonti, non si è trattato di un confronto caratterizzato da battute o toni informali.
L’incontro viene definito “utile” nel contesto del G7, dove le occasioni di contatto tra leader sono numerose. Al centro, l’interesse a ribadire il principio di unità dell’Occidente, ritenuto “necessario in questa fase di crisi”.
Il confronto non avrebbe riguardato un singolo punto specifico, ma sarebbe inserito in una serie di occasioni di interlocuzione che proseguiranno oggi e domani.
Non si sarebbero registrate tensioni particolari durante la cena dei leader sul tema dello Stretto di Hormuz, precisano le stesse fonti. La questione sarà affrontata nella colazione sul Medio Oriente, con la partecipazione di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Da parte statunitense sono attese indicazioni più dettagliate sulla prima fase dell’intesa con l’Iran, mentre l’Italia intende ribadire il tema della libertà di navigazione.

(Adnkronos) - “Con Federdistribuzione abbiamo avviato una convenzione di ricerca per analizzare tre macro temi: la gestione dell’aging, l’ingresso delle tecnologie avanzate e il ruolo della contrattazione aziendale. Abbiamo cercato di capire come la grande distribuzione stia affrontando il tema dell’invecchiamento attivo e quali siano le buone pratiche che si stanno diffondendo tra le imprese del settore”. Queste le parole di Michele Faioli, professore associato di Diritto del Lavoro università Cattolica del Sacro Cuore, durante l'evento organizzato da Federdistribuzione, a Roma, “Il valore della diversità generazionale e l'innovazione tecnologica. Prospettive per il lavoro nel retail di domani”, in occasione del quale sono state presentate le evidenze dell’”Osservatorio Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata”, realizzato dall'università Cattolica del Sacro Cuore.
“La popolazione lavorativa cambia e diventa necessario individuare strumenti capaci di valorizzare esperienza e competenze dei lavoratori più maturi” ha spiegato Faioli
Sul fronte tecnologico, il docente ha sottolineato il ruolo dell’innovazione come supporto al lavoro: “Abbiamo analizzato come intelligenza artificiale e robotica stiano entrando nella Gdo anche per accompagnare questa fase di trasformazione, con strumenti che possono essere di sostegno alla persona, come soluzioni tecnologiche per ridurre i rischi e migliorare le condizioni operative”.
“Un altro tema centrale è quello della contrattazione aziendale, che insieme ai principi del contratto nazionale rappresenta la cabina di regia delle politiche interne alle imprese”, ha aggiunto Faioli. “È uno strumento fondamentale per affrontare le complessità legate al cambiamento demografico e accompagnare gli investimenti in innovazione”.

(Adnkronos) - “Il mondo del retail e della grande distribuzione rappresenta un settore fondamentale della nostra economia, capace di garantire ai cittadini servizi di qualità e migliaia di posti di lavoro, con una presenza significativa di lavoratrici”, Lo ha dichiarato Anna Maria Furlan, già Segretaria generale Cisl, membro della 10ª Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), intervenuta ell’evento “Il valore della diversità generazionale e l'innovazione tecnologica. Prospettive per il lavoro nel retail di domani”, organizzato da Federdistribuzione a Roma.
“Il confronto di oggi affronta due temi centrali: come favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e come superare l’idea che un lavoratore o una lavoratrice sopra i 50 anni siano persone non più adatte al cambiamento”, ha spiegato Furlan. “Serve un grande patto tra generazioni, tra giovani e lavoratori più esperti, valorizzando competenze, esperienza e nuove sensibilità”.
Secondo Furlan, anche l’introduzione dell’intelligenza artificiale deve essere affrontata con equilibrio: “Le nuove tecnologie non devono spaventare, ma non possono nemmeno essere adottate senza mantenere la centralità della persona. L’innovazione deve essere uno strumento per migliorare il lavoro e accompagnare la trasformazione del settore”.
L’intervento si è svolto durante la presentazione delle evidenze dell’“Osservatorio Lavoro della Distribuzione Moderna Organizzata”, realizzato da Federdistribuzione in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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(Adnkronos) - Non si hanno notizie dal 22 maggio scorso di Giulia Boi, 41enne di Cagliari, funzionaria dell'Agenzia delle Entrate. Corporatura esile, capelli castani, alta circa 1 metro e 60, al momento della scomparsa da Selgius aveva una maglietta a maniche corte, pantaloni lunghi, giacca nera e borsa in tela. Aveva con se due cellulari.
La donna è stata inserita nel Piano provinciale delle ricerche della Prefettura di Cagliari per le persone scomparse e finora, seppur dopo diverse segnalazioni di avvistamento, nessuna è stata utile al suo ritrovamento.
La mattina di venerdì 22 maggio è uscita dall'abitazione dei genitori, poco distante dalla sua, e da allora non è tornata a casa, né ha dato notizie. Manca anche la sua auto, una Suzuki Ignis azzurra targata GW939WH. Ha con sé i documenti e due telefoni, che risultano irraggiungibili. Il 27 maggio il padre ha ricevuto da una sua utenza un sms di auguri per la madre.
Gianfranco Piscitelli, presidente dell'Associazione 'Penelope Sardegna', rinnova un appello per Giulia attraverso i social. “Aveva parlato di voglia di tranquillità a Monte Arci o nella Valle della Luna. Serve l’aiuto di tutti per riportarla a casa - dice - È fragile e ha bisogno di sostegno. Attenzione alla macchina: in quelle zone non c’è campo telefonico”.

(Adnkronos) - La cantante gallese Bonnie Tyler è uscita dal coma farmacologico indotto a seguito di un intervento chirurgico d'urgenza eseguito il mese scorso, ma le sue condizioni di salute restano serie. La famiglia della 75enne artista gallese, celebre per brani di successo internazionale quali 'Total Eclipse of the Heart' e 'Holding Out for a Hero', ha confermato il mutamento del quadro clinico.
L'artista, 75 anni, è attualmente ricoverata nel reparto di terapia intensiva di un ospedale vicino alla sua abitazione di Faro, in Portogallo. A maggio era stata sottoposta a un intervento chirurgico d'urgenza all'intestino e dopo l'operazione, i medici avevano deciso di indurre un coma farmacologico per favorire il processo di recupero.
L'aggiornamento sulle condizioni della celebre interprete di "Total Eclipse of the Heart" è stato diffuso attraverso una nota pubblicata sul suo sito ufficiale. Nel comunicato si sottolinea che la cantante sta mostrando segnali di miglioramento, anche se il percorso verso la guarigione sarà lungo. "Bonnie non è più in coma, ma rimane molto debilitata e in terapia intensiva in ospedale in Portogallo. Sebbene le sue condizioni stiano migliorando, il recupero procede lentamente", si legge nella dichiarazione.
I medici si sono detti fiduciosi riguardo a una buona ripresa, ma hanno precisato che sarà necessario ancora del tempo prima che l'artista possa tornare alle sue normali attività.
A causa della situazione sanitaria, il management ha annunciato la cancellazione o il rinvio al 2027, ove possibile, di tutti gli spettacoli previsti durante l'estate. La decisione riguarda tutte le date in programma fino alla fine di agosto, mentre resta la speranza di poter confermare gli impegni previsti per l'autunno.
La nota arriva dopo che la famiglia della cantante aveva espresso preoccupazione per la diffusione di "voci sensazionalistiche e false" riguardanti il suo stato di salute.
Il portavoce dell'artista ha inoltre ringraziato i fan per il sostegno ricevuto da ogni parte del mondo: "Bonnie è consapevole dell'affetto e dei messaggi di incoraggiamento che le stanno arrivando ed è profondamente grata per tutti i pensieri e gli auguri ricevuti".
Tra gli eventi cancellati figura anche la partecipazione al Sunshine Festival di Worcester, prevista per agosto, oltre a numerose date europee. Al momento resta confermato il concerto del 17 dicembre alla Utilita Arena di Cardiff, anche se ulteriori aggiornamenti verranno forniti nei prossimi mesi.
Nata come Gaynor Hopkins nel Galles meridionale, Bonnie Tyler ha raggiunto la fama internazionale negli anni Ottanta grazie al successo planetario di 'Total Eclipse of the Heart', brano che conquistò il primo posto nelle classifiche britanniche e statunitensi nel 1983. La sua inconfondibile voce roca ha reso celebri anche canzoni come 'Holding Out for a Hero', pubblicato nel 1984 e integrato nella colonna sonora del film Footloose. 'It's a Heartache' e 'If You Were a Woman (And I Was a Man)'.
Nel 2013 rappresentò il Regno Unito all'Eurovision Song Contest di Malmö con il brano 'Believe in Me'. Dieci anni più tardi, nel 2023, è stata insignita del titolo di Member of the Order of the British Empire (MBE) per il suo contributo alla musica.

(Adnkronos) - I Mondiali creano star anche sui social. Questione di momenti, magari di coincidenze. L'ultimo caso riguarda il portiere di Capo Verde Vozinha, seguito da circa 7 milioni di persone su Instagram dopo la prestazione mostruosa messa in campo contro la Spagna, valsa un clamoroso pareggio all'esordio della sua nazionale ai Mondiali. Quello del 40enne portiere africano, che milita in Serie B portoghese, non è però l'unico caso di boom mediatico nella Coppa del Mondo in corso. Prima di lui, una sorte simile era già toccata al difensore della Nuova Zelanda Tim Payne.
Sono loro le prime due star del Mondiale in corso tra Messico, Canada e Stati Uniti. Uno è diventato popolarissimo grazie a una prestazione indimenticabile contro la Spagna, mentre l'altro ci è riuscito per merito del creator argentino "Elscarso", seguito da oltre un milione e mezzo di persone sui social. L'idea? Semplice, ma originale: individuare il giocatore meno seguito dei Mondiali e trasformarlo nell'idolo del torneo. La sua scelta è ricaduta su Tim Payne, difensore della Nuova Zelanda e del Wellington Phoenix. Fino a pochi giorni fa il suo profilo Instagram contava appena 4mila follower e i suoi post raccoglievano in media circa 200 "like". Oggi, con l'effetto social ha quasi toccato i 6 milioni, superando addirittura il numero di abitanti della Nuova Zelanda (5,3 milioni). Non solo, visto che i tifosi argentini gli hanno dedicato addirittura un coro.
Al portiere di Capo Verde, che a 40 anni gioca nella Serie B portoghese, è andata ancora meglio. Vozinha contava fino a ieri circa 50 mila follower, mentre ora ha già raggiunto circa 7 milioni di seguaci. Un conto che continua a crescere.

(Adnkronos) - Mirabilandia sta per alzare il sipario su una nuova attrazione all’insegna del brivido. Una novità assoluta destinata a diventare un punto di riferimento per l’intrattenimento horror nei parchi divertimento italiani. Dall’11 al 16 agosto, in occasione dell’immancabile appuntamento con l’Halloween estivo, il Suburbia Summer Nightmare, Mirabilandia presenterà una nuova, spettacolare horror house con un percorso mai visto prima: un’esperienza immersiva che promette adrenalina pura e coinvolgimento totale.
“Paranormal Activity: Next of Kin” è ispirata all’omonimo film di Paramount Pictures e porta per la prima volta in Italia un format di successo internazionale. I visitatori saranno catapultati nella storia di Margot, una giovane donna alla ricerca della verità sulla scomparsa della madre, in un remoto e inquietante villaggio Amish. Un viaggio oscuro in cui ogni ospite sarà chiamato a scoprire segreti nascosti… sempre che abbia il coraggio di arrivare fino in fondo.
Con i suoi 350 mq e una durata di oltre 10 minuti di visita, questa horror house rappresenta la più lunga esperienza immersiva mai realizzata nella storia di Mirabilandia. Un vero e proprio viaggio multisensoriale (odori, suoni, movimento) che si snoda attraverso 16 stanze, popolate da oltre 15 personaggi inquietanti, pronti a sorprendere i visitatori. Il percorso sarà caratterizzato da un ritmo serrato, effetti speciali e un’atmosfera estremamente realistica, il tutto accompagnato dalla colonna sonora originale del film.
“Dopo The Walking Dead, abbiamo voluto portare in Italia una nuova esperienza di livello internazionale, capace di coinvolgere tutti i sensi grazie a un approccio immersivo a 360°. Questa attrazione conferma la nostra vocazione all’innovazione e al divertimento di qualità, consolidando il nostro ruolo di punto di riferimento nel panorama dei parchi divertimento europei. Allo stesso tempo, rafforza ulteriormente la collaborazione con Paramount, dopo il grande successo della nuova area dedicata alle famiglie con bambini, dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia.
Paranormal Activity: Next of Kin rimarrà aperta durante il Suburbia Summer Nightmare come grande anticipazione, per poi tornare disponibile durante la tematizzazione Halloween del Parco. L’ingresso richiede un biglietto aggiuntivo ed è aperta a tutti i visitatori dai 12 anni.
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