
(Adnkronos) - Marius Borg Hoiby, figlio della principessa ereditaria norvegese Mette Marit, è stato condannato a 4 anni di carcere per una serie di reati, secondo quanto riportato dai media norvegesi. Marius Borg Hoiby è stato arrestato con l’accusa di stupro dalla polizia norvegese.
Il 29enne è nato da una precedente relazione della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, moglie dell'erede Haakon Magnus. Lo scorso agosto, Marius Borg Hoiby era stato accusato di aver aggredito fisicamente, nel suo appartamento, la fidanzata e aveva passato 30 ore sotto la custodia della polizia.
Secondo il quotidiano 'Verdens Gang' il tribunale lo ha assolto da due delle quattro accuse di stupro a suo carico. E' stato invece condannato per le altre due. Hoiby, per motivi di salute ha seguito il procedimento in videoconferenza dal carcere, doveva rispondere di circa 40 capi d'accusa. Hoiby, figliastro dell'erede al trono di norvegia, non detiene alcun titolo e non è membro ufficiale della casa reale.
Hoiby, in custodia cautelare dall'1 febbraio, si è dichiarato colpevole di altri reati (non quelli di stupro), tra cui il trasporto di 3,5 chili di marijuana, aggressioni fisiche e minacce. "Sono conosciuto principalmente come il figlio di mia madre, nient'altro. Quindi ho sempre avuto bisogno estremo di riconoscimento. E questo si è manifestato in molto sesso, molte droghe e molto alcol", ha dichiarato in tribunale.
Il pubblico ministero Sturla Henriksbo, nella sua arringa ha descritto Holby come "un uomo che pensa di poter fare quello che vuole". Holby ha ribattuto sottolineando la pressione esercitata dai media nei suoi confronti, che lo avevamo dipinto, secondo le sue parole, come "un mostro, trasformandolo in un bersaglio dell'odio di tutta la Norvegia".

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(Adnkronos) - E' morta all'età di 77 anni Anne Schedeen, attrice statunitense ricordata soprattutto per il ruolo di Kate Tanner nella popolare sitcom 'Alf', andata in onda tra il 1986 e il 1990. La notizia della scomparsa, avvenuta domenic 14 giugno, è stata annunciata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale dell'attrice, come riporta l'Adnkronos. Le cause del decesso non sono state rese note.
"Con il cuore più pesante condividiamo che Anne è morta serenamente", si legge nel messaggio. "Lascia un'eredità straordinaria fatta di energia creativa, umorismo brillante, amore per la famiglia, adorazione per i cagnolini, passione per i mercatini dell'usato e per le belle stori"». La famiglia ha ricordato anche il suo talento artistico, dalle sculture ai dipinti a olio, fino ai gioielli realizzati a mano. Anche il suo agente, Tom Markley, presidente e amministratore delegato della Metropolitan Talent Agency, ha confermato la notizia: "Anne era una vera artista e un'amica. Una persona unica. Mi mancherà".
Nata come Luanne Ruth Schedeen l'8 gennaio 1949 nei pressi di Portland, in Oregon, crebbe in una fattoria e sviluppò molto presto la passione per la recitazione. In un'intervista raccontò di aver iniziato a recitare all'età di sei anni utilizzando come 'attori' teiere e fiori. Dopo gli studi e le prime esperienze teatrali tra Oregon e Hawaii, si trasferì a New York per tentare la carriera professionistica. Gli inizi non furono semplici. Prima del successo lavorò come commessa e modella, partecipando anche a produzioni teatrali estive e spot pubblicitari. La svolta arrivò con un contratto per gli Universal Studios, che le aprì le porte della televisione americana. Nel corso degli anni Settanta e Ottanta apparve in numerose serie televisive di successo, tra cui 'Marcus Welby', 'Squadra emergenza', 'Tre cuori in affitto', 'Il profumo del successo', 'Simon & Simon' e 'La signora in giallo'. Sul grande schermo recitò in film come 'Embryo' (1976) e 'Omicidio a New Orleans' (1996).
La consacrazione arrivò però con 'Alf', la sitcom che raccontava le avventure di un alieno irriverente precipitato nel garage della famiglia Tanner nella periferia californiana. Schedeen interpretò la madre di famiglia Kate Tanner in tutti i 101 episodi della serie, diventando uno dei volti più amati della televisione americana dell'epoca. L'attrice raccontò in seguito di essersi innamorata immediatamente del progetto: "Quando lessi la sceneggiatura pensai che fosse davvero divertente. Quell'alieno mi faceva ridere".
Tuttavia, negli anni successivi descrisse il lavoro sul set come "un incubo tecnico", spiegando che le riprese delle scene con il pupazzo di Alf erano particolarmente lente e complesse. In un'intervista a 'People' definì la produzione "una grande famiglia disfunzionale". Dopo la conclusione della sitcom continuò a lavorare in televisione, partecipando a produzioni come 'Perry Mason: Omicidio sull'asfalto', 'Splendida e mortale' e 'Giudice Amy', prima di allontanarsi progressivamente dalle scene. Anne Schedeen era sposata con l'attore e produttore Christopher Barrett. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - "I vaccini personalizzati a mRNA funzionano e diventeranno il riferimento per la cura del cancro. Chissà se ora ci sarà il solito fenomeno che li continuerà a chiamare ancora sieri genici sperimentali?". Così su X l'infettivologo Matteo Bassetti che ricorda i risultati di uno studio presentato al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco).
"Un vaccino personalizzato a mRNA ha dimezzato il rischio di recidiva o di morte per melanoma. Uno studio clinico ha rivelato che l'abbinamento di un vaccino oncologico personalizzato a mRNA con l'immunoterapia standard migliora drasticamente gli esiti a lungo termine per i pazienti affetti da melanoma. Condotto dai ricercatori del Perlmutter Cancer Center del Nyu Langone Health, lo studio di fase 2b, denominato 'Keynote-942', ha valutato la combinazione del vaccino personalizzato intismeran e del farmaco immunoterapico pembrolizumab. I dati con un follow-up a 5 anni sono stati presentati all'Asco e hanno dimostrato che la terapia combinata ha ridotto del 49% il rischio di recidiva o di decesso rispetto alla sola immunoterapia. Questa strategia terapeutica - continua - si basa su intismeran, un vaccino personalizzato, sviluppato utilizzando i dati genetici del tumore di ciascun paziente per stimolare una risposta immunitaria altamente specifica contro le cellule tumorali. Dopo cinque anni, quasi il 69% dei pazienti trattati con la terapia combinata è rimasto senza il cancro, rispetto al solo 49% di coloro che avevano ricevuto solo l'immunoterapia standard. Inoltre, la terapia combinata ha ridotto del 59% il rischio di metastasi".

(Adnkronos) - "Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta". A dirlo è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando l'accordo tra Usa e Iran.
"L’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l’Iran - continua la premier - non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz".
Ora, secondo Meloni, è necessario "che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese".

(Adnkronos) - Caldo record, aria dal deserto e afa intensa: l'Italia si prepara a diventare rovente. L'avanzata di un'alta pressione di matrice nordafricana determinerà infatti nei prossimi giorni un consolidamento della stabilità atmosferica, accompagnato da un progressivo e marcato incremento dei valori termici. E le temperature anomale dureranno a lungo. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 15 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’arrivo di una fase estremamente calda e stabile che ci accompagnerà per lungo tempo. A guidare questa netta svolta è l'espansione verso il Mediterraneo di un potente promontorio anticiclonico di origine subtropicale, il celebre anticiclone africano, pronto a fare da scudo contro le perturbazioni e ad azzerare le piogge su tutto il Paese.
La spinta al caldo record arriverà dalle masse d'aria richiamate direttamente dal deserto sahariano (tra Algeria, Tunisia e Libia). Nel loro viaggio verso l'Italia, queste correnti roventi e secche attraverseranno il Mediterraneo, caricandosi di umidità nei bassi strati. Il cambiamento sarà tangibile già da oggi, lunedì 15 giugno: il sole dominerà ovunque, con massime tra i 28 e i 32°C in pianura padana (Bologna sarà tra le città più calde) ed intorno ai 30°C al Centro Sud e sulle isole. Da segnalare solamente il rischio di qualche veloce acquazzone nella seconda parte di lunedì su Alpi e Prealpi orientali e le vicine pianure del Triveneto.
La vera fiammata africana si consumerà poi da metà della prossima settimana. Da mercoledì 17 in avanti le pianure del Nord e gran parte del Centro-Sud vedranno i termometri superare diffusamente i 35°C, con picchi verso i 39/40°C a Bologna, Firenze, Foggia e nelle aree interne della Sardegna. Sulle coste, invece, l'alto tasso di umidità trasformerà il calore in afa intensa, amplificando la sensazione di disagio soprattutto di notte a causa della totale assenza di vento.
Insomma, detto in parole, prepariamoci alla prima e seria ondata di caldo anomalo di giugno che darà il via all’Estate 2026.
Lunedì 15. Al Nord: locali temporali su Alpi orientali, soleggiato altrove. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sereno o poco nuvoloso ovunque.
Martedì 16. Al Nord: locali rovesci sulle Alpi; sole altrove. Al Centro: sereno, temporali tra Abruzzo e Lazio. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Mercoledì 17. Al Nord: sole e caldo in aumento, qualche temporale in montagna. Al Centro: soleggiato. Al Sud: sole su tutti i settori.
Tendenza: alta pressione subtropicale in deciso rinforzo, caldo e sole su tutta Italia e temporali di calore sulle Alpi.

(Adnkronos) - Sotto un cielo plumbeo e con il rischio di sospendere l'evento a causa dei fulmini - evitato solo all'ultimo - la storica serata dell'Ultimate Fighting Championship nel giardino sud della Casa Bianca si è svolta ieri sera, nell'ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'America. E nello stesso giorno in cui il presidente Donald Trump ha compiuto 80 anni. Un evento che, secondo i critici, è sembrato più un regalo per il leader americano, piuttosto che una commemorazione per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza statunitense, che avverrà il 4 luglio.
Dodici jet militari hanno aperto la serata sorvolando la Casa Bianca, mentre l'inno americano veniva cantato sul ring. Trump, con la mano sul cuore, ha ascoltato le note di "The Star-Spangled Banner" dal balcone di Truman, accompagnato dal fondatore della Ufc, Dana White. Poco prima, partendo dallo Studio Ovale, Trump e White avevano fatto il loro debutto, camminando a passo spedito fino all’arena, accolti da applausi e musica a tutto volume come fossero due lottatori. Con lo sfondo della residenza presidenziale, i combattenti si sono affrontati in una serie di sei incontri sotto gli occhi del presidente, della moglie Melania, della sua famiglia, di diversi membri del gabinetto presidenziale fra cui il “veep” JD Vance e di altri 4500 spettatori ospitati sotto quella che chiamano “The Claw”, l’arena ad arco incrociato con il ring ottagonale nel mezzo.
Altri 100mila spettatori hanno assistito ai vari match dal parco limitrofo alla White House, chiamato l’Ellisse, convertito nella mega fan zone dell’evento. Fra loro c’era Evan Hitchcock, che racconta ad Adnkronos di aver viaggiato dalla West Virginia insieme a un amico per essere qui stasera. "È una sensazione piuttosto surreale - ha detto - E' qualcosa di molto americano". Nicole Grove, dell'Iowa, ha spiegato di voler essere presente perché si tratta di "un'esperienza unica nella vita". Mentre alcuni fan hanno preferito stiparsi sotto lo schermo principale della fan zone, in un'atmosfera che ricorda quella di un festival musicale, altri hanno preferito trovarsi un angolo di prato libero, godendosi la visione degli schermi da lontano.
L’intero centro città della capitale americana ha visto un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine fin dal venerdì, con chilometri e chilometri di strade chiuse al traffico e un dispostivo di sicurezza visto poche volte in passato a Washington. La polizia metropolitana di Washington D.C. ha operato a fianco di membri della Guardia Nazionale, della US Park Police, della polizia del Secret Service e di agenti della Homeland Security Investigations. Nel frattempo, l’Eisenhower Building è stato usato come spogliatoio dai fighters, l’ingresso sud della Casa Bianca è stato trasformato nello scenico punto d’ingresso dei vari combattenti, mentre la notte intitolata “UFC Freedom 250” è stata tutto un turbinio di luci, musica e patriottismo a stelle e strisce.
Dalla sua postazione a bordo gabbia, Trump è stato visto più volte sporgersi per conversare sia con la First Lady che con White, applaudendo i lottatori, seguendo con interesse gli incontri e sorridendo alla fine di ogni match. Diversi atleti, come il brasiliano Bo Nickal, dopo aver vinto i loro match hanno scavalcato la gabbia per andare a salutare il presidente americano. Parlando con il commentatore tv Joe Rogan nell'intervista post-incontro, Nickal ha definito "incredibile" l'incontro svoltosi sul prato della Casa Bianca. Ha poi definito Trump una "persona speciale" per la sua disponibilità "a fare una cosa del genere; nutro un profondo rispetto per lui. È un sentimento che provo da tempo e sono semplicemente grato di essere qui, grato di farne parte". Diversi i vip presenti alla “UFC Freedom 250”, fra cui l’ex calciatore Zlatan Ibrahimovic e l’ex boxer professionista Tyson Fury.
Tra gli invitati, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che si è avvicinato al presidente Trump e ha conversato con lui per diversi minuti durante una pausa, concludendo la chiacchierata con una foto di gruppo. Al termine del terzo incontro, parte del pubblico ha intonato "Tanti auguri" al presidente. Tuttavia, non c’è mai stato alcun momento ufficiale in cui il compleanno del tycoon di New York sia stato riconosciuto pubblicamente o celebrato. Quando si è arrivati a uno dei due match dei pesi massimi, lo speaker dell'Ottagono ha annunciato prima dell'incontro tra i lottatori Josh Hokit e Derrick Lewis: “Questo incontro è orgogliosamente sponsorizzato da TruthSocial”.
Dopo aver vinto l'incontro dei pesi massimi, Hokit si è avvicinato alla postazione di Trump e ha regalato una catenina al presidente. Successivamente, durante l'intervista con Rogan al centro della gabbia, ha concluso il suo intervento insultando Michelle Obama. "Michelle Obama è un uomo, non è vero America? - ha detto Hokit - Un plauso a Trump per aver avuto le p*** di organizzare una cosa del genere", ha aggiunto l’atleta. Rogan, che, come spesso accade, svolgeva il ruolo di intervistatore all'interno dell'ottagono, non ha fatto una piega dopo l’insulto. In un breve istante ripreso dalle telecamere, nel frattempo, Trump è parso accennare un mezzo sorriso pochi secondi dopo l'affermazione di Hokit, già circolata in precedenza online.
Tra la folla si è levato un misto di applausi e fischi. Verso le 23, un B-1B Lancer ha sorvolato l'evento UFC Freedom 250, procedendo da sud verso nord sopra il complesso della Casa Bianca. Impossibile non notarlo: il bagliore arancione ha illuminato il cielo e il rombo fragoroso dei postbruciatori ha fatto tremare il terreno dell’Elipse. Uno show pirotecnico al National Mall, infine, ha concluso la serata. Trump non ha mai preso la parola durante lo show. Un compleanno che il tycoon – al di là dell’evento UFC – ha trascorso fra lo Studio Ovale e la residenza presidenziale, lavorando alla finalizzazione del memorandum d’intesa con l’Iran e l'accordo che è stato annunciato poco prima dell’inizio della “UFC Freedom 250”. Tuttavia, l'Iran ha rimandato l’annuncio dell’intesa fino alle prime ore di oggi (ora locale), potendo così sostenere di non aver firmato nel giorno del compleanno di Trump, come invece lui avrebbe voluto. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Mentre Iran e Usa raggiungono l'accordo per mettere fine alla guerra, la cui firma è attesa per venerdì in Svizzera, Israele fa sapere che non si ritirerà dal Libano né si considera vincolato dalla clausola contenuta nell'intesa di Washington con Teheran. Ad assicurarlo è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L'annuncio sull'intesa tra Teheran e Washington è arrivato ieri al termine di una giornata segnata da un'escalation di tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato un nuovo attacco contro Beirut, motivando l'azione come una risposta ai raid di Hezbollah. A stretto giro la reazione di Teheran che ha minacciato una risposta "imminente".
Poi la svolta con l'annuncio del mediatore Pakistan. "A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha reso notoieri su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.
"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto - ha aggiunto Sharif - Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso. Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari all'implementazione porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma".
Il presidente Usa Donald Trump ha quindi confermato l'intesa raggiunta con un post su Truth. "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!".
Accordo Usa-Iran, i punti critici: nucleare, sanzioni e fondi di Teheran
Intanto, secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito a Trump che le Forze di Difesa Israeliane manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture terroristiche e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi è la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu ne ha ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto.
"L'accordo di Trump non ci vincola. Israele non è subordinato agli Stati Uniti, siamo una nazione indipendente e sovrana", ha poi commentato il ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir, aggiungendo che "la mia posizione è chiara: non siamo partner di questo accordo, che non si preoccupa della nostra sicurezza. Non dobbiamo ritirarci da nessun territorio conquistato dai nostri combattenti".
Dura la posizione di Trump nei confronti del premier israeliano. L'attacco a Beirut, aveva infatti spiegato ieri il tycoon, "non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo".
"Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!", aveva concluso il presidente americano.
Trump aveva quindi parlato anche con Barak Ravid, giornalista di Axios. "Perché Bibi ha dovuto fare quel fottuto attacco? Mi sono così arrabbiato con lui, gliel'ho detto. Non ha giudizio, gliel'ho detto", le parole del presidente Usa che nella breve conversazione riportata da Ravid aveva criticato aspramente la decisione di Netanyahu in un momento decisivo del dialogo tra Stati Uniti e Iran.
Intanto, nel giorno in cui si riuisce il G7 a Evian, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto l'istituzione di un "cessate il fuoco robusto e duraturo" in Libano. "Un cessate il fuoco robusto e duraturo è indispensabile", ha dichiarato su X, mentre un attacco israeliano nella periferia sud di Beirut ha causato ieri altri tre morti.

(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran raggiungono l'accordo per porre fine alla guerra. L'intesa verrà firmata venerdì a Ginevra e non è nota nel dettaglio. Da una parte gli annunci di Donald Trump, dall'altra le comunicazioni di Teheran: il quadro non è ancora definito e non mancano aree 'grigie' con messaggi apparentemente in conflitto. I punti fermi, citati da Trump, sono rappresentati dalla rimozione immediata del blocco navale americano e dalla riapertura dello Stretto di Hormuz "senza pedaggi" subito dopo la firma dell'accordo.
Le parti quindi negozieranno per un accordo ulteriore sul programma nucleare iraniano: senza fumata bianca, dice Trump al New York Times, gli attacchi americani potrebbero riprendere. In alternativa, gli Usa potrebbero diventare "il guardiano del Medio Oriente" per vigilare sulla stabilità della regione in cambio del 20% dei ricavi prodotti dall'area.
L'inizio dei negoziati sul programma nucleare rischia di diventare un nodo. Le trattative, che dovrebbero durare 60 giorni, secondo l'Iran inizierebbero solo dopo lo scongelamento di beni - per miliardi di dollari - attualmente bloccati. Secondo il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, i negoziati ulteriori partiranno quando verranno soddisfatte 3 condizioni: la rimozione del blocco navale, lo stop alle operazioni militari e "lo scongelamento dei fondi iraniani".
"Questo non è affatto vero", la replica di un funzionario americano alla Cnn. "L'accordo prevede pagamenti per prestazioni", la sintesi della fonte. "Non ci saranno fondi scongelati se gli iraniani non onoreranno i loro impegni", aggiunge il funzionario ribaltando la situazione.
Gharibabadi, particolarmente loquace in queste ore, mette sul tavolo anche il tema delle sanzioni: "Abbiamo diverse questioni da affrontare. La prima è la cessazione di tutte le sanzioni contro la Repubblica islamica", dice alla tv di stato. L'alleggerimento delle misure comprenderebbe anche "la cessazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell'AIEA".
Sullo sfondo, rimane da definire la posizione di Israele. Il premier Benjamin Netanyahu non si è ufficialmente pronunciato sull'accordo. Trump, in un'intervista al New York Times, ha definito il primo ministro "una persona davvero difficile. Dovrebbe ringraziarci per quello che stiamo facendo: se l'Iran avesse l'arma nucleare, Israele sparirebbe in un paio d'ore", le parole del presidente degli Stati Uniti che, nella giornata di domenica, non ha nascosto il suo malumore per l'attacco delle Idf su Beirut: la nuova azione condotta da Israele in Libano ha messo a rischio la conclusione dei colloqui.

(Adnkronos) - Il Belgio esordisce ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 15 giugno, la Nazionale belga sfida l'Egitto - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone G, completato da Iran e Nuova Zelanda, nella rassegna iridata iniziata in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Seattle Stadium di Seattle.
La sfida tra Belgio ed Egitto è in programma oggi, lunedì 15 giugno, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Belgio (4-2-3-1): Lammens; Meunier, Mechele, Theate, De Cuyper; Witsel, Raskin; Lukebakio, Vanaken, Moreira; Lukaku. All. Rudi Garcia
Egitto (4-2-3-1): El Shenawy; Hany, Fathy, Ibrahim, Fotouh; Lasheen, Ateya; Salah, Ashour, Trezeguet; Marmoush. Ct. Hassan
Belgio-Egitto sarà visibile su Dazn, che trasmetterà tutte le partite del torneo, ma anche in chiaro sui canali Rai. La sfida sarà visibile anche in streaming sull'app e la piattaforma web di Dazn e su Rai Play.

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per la Spagna. Oggi, lunedì 15 giugno, la Nazionale iberica sfida Capo Verde - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone H, completato da Uruguay e Arabia Saudita, nella rassegna iridata iniziata in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta.
La sfida tra Spagna e Capo Verde è in programma oggi, lunedì 15 giugno, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Spagna (4-3-3): Unai Simon; Marcos Llorente, Cubarsi, Laporte, Cucurella; Pedri, Rodri, Fabian; Lamine Yamal, Oyarzabal, Nico Williams. Ct. De la Fuente.
Capo Verde (4-2-3-1): Vozinha; Moreira, Lopes, Stopira, Joao Paulo; Pina, Monteiro; Mendes, Jovane Cabral, G. Rodrigues; Livramento. Ct. Bubista.
Spagna-Capo Verde sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Prima ai Mondiali 2026 per l'Uruguay. Nella notte tra oggi, lunedì 15 giugno, e domani, martedì 16, la Nazionale sudamericana sfida l'Arabia Saudita - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del gruppo H, completato da Spagna e Capo Verde, nella rassegna iridata che ha preso il via in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Miami Stadium di Miami.
La sfida tra Uruguay e Arabia Saudita è in programma oggi a mezzanotte. Ecco le probabili formazioni:
Arabia Saudita (4-4-2): Al-Owasi; Abdulhamid, Al-Amri, Altambakti, Al-Harbi; Al-Shamat, Kanno, Al-Khaibari, Al-Dawsari; Juwayr, Al-Buraikan. Ct. Donis
Uruguay (4-3-3): Muslera; Valera, Gimenez, R. Araujo, Olivera; Valverde, Ugarte, Bentancur; Canobbio, Nunez, B. Rodriguez. Ct. Bielsa
Uruguay-Arabia Saudita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

Sfogli i video dei social, ti fermi su una live. Un ragazzo tiktoker prova a fare qualcosa di semplice: accoglie altri ragazzi in diretta, li intervista, crea un momento di conoscenza reciproca. Si alternano giovani etero e gay, in un clima apparentemente disteso.
Poi arriva lui. L'odiatore seriale. L'omofobo che inneggia a Vannacci, con il suo ritornello "Italia agli italiani".
L'Attacco
Senza un costrutto logico, senza un motivo apparente, l'uomo inizia a offendere uno dei ragazzi presenti, rivolgendogli epiteti pesanti: "TikTok dovrebbe buttare fuori i ricchioni come te".
La Reazione del Ragazzo
Il giovane bersagliato non si abbassa al suo livello. Risponde con garbo, con una punta di ironia. Sottolinea la differenza tra la sua laurea da dottore e la probabile, bassa scolarità dell'aggressore. Cerca di prendere la situazione con leggerezza.
Ma l'ignoranza, si sa, non ha limiti. L'omofobo seriale continua, passa al "la sinistra vuole i ricchioni", come se fosse un mantra. Il ragazzo mantiene la posizione, con una certa superiorità, ma nel suo volto – oltre all'ironia – si legge lo sconforto. Quello di chi sa di parlare a un muro.
La Riflessione
Il problema non è la politica, non è l'orientamento sessuale. È l'incapacità di accettare l'altro, di dialogare senza aggredire. Il ragazzo ha provato a dimostrare che esiste un modo diverso di stare al mondo: con la cultura, con il garbo, con la fermezza pacata.
Ma purtroppo, in una diretta social, a volte vince chi fa più rumore. Anche quando quel rumore è solo ignoranza.

(Adnkronos) - La Svezia travolta la Tunisia per 5-1 a Monterrey oggi, lunedì 15 giugno, nel match valido per la prima giornata del Gruppo F dei Mondiali 2026. Gli scandinavi dominano il match sin dalle battute iniziali e sfondano al primo assalto. Percussione centrale di Isak, fermato dal portiere Cema. Gyokeres tiene vivo il pallone e Ayari, da 20 metri fa centro nella porta lasciata sguarnita dall'estremo difensore: 1-0 al 7'.
Il raddoppio arriva ol 30'. Gyokeres 'pulisce' il pallone a centrocampo e innesca Isak a campo aperto. L'attaccante entra in area e insacca con un tocco chirurgico sul secondo palo: 2-0.
La Tunisia rientra in partita prima dell'intervallo. La Svezia giochicchia, consente alla selezione africana di riciclare un pallone offensivo fino al cross di Mejbri che trova Rekik in beata solitudine: colpo di testa vincente, 2-1 al 43'.
La Svezia riprende il totale controllo del match al 59', complice l'harakiri della Tunisia. Skhiri perde un pallone letale, Isak serve Gyokeres che ringrazia e, davanti alla porta, non può sbagliare: 3-1.
I giallblu non si fermano e calano il poker all'84' con Svanberg, appena entrato. Punizione da destra, Isak sfiora il pallone e rimette in gioco Svanberg, partito in posizione di offside e 'sanato' dal tocco del compagno: deviazione precisa, 4-1.
In pieno recupero, altra perla di Ayari. Controllo e destro incrociato da 20 metri, palla in rete e 5-1.
La Svezia sale a 3 punti e comanda la classifica davanti alla coppia Olanda-Giappone, che insegue a quota 1. Tunisia ultima a quota zero.

(Adnkronos) - La Costa d'Avorio batte 1-0 l'Ecuador oggi, lunedì 15 giugno, nel match del Gruppo E dei Mondiali 2026 giocato a Philadelphia. La selezione africana si impone con il gol di Diallo, a segno al 90', al termine di una sfida pirotecnica caratterizzata da 4 pali.
La Costa d'Avorio parte col piede sull'acceleratore creando le prime chance con Touré e Wahi tra il 17' e il 19'. L'Ecuador risponde al 24' con Yeboah che centra la traversa. L'Ecuador insiste e poco dopo colpisce il secondo legno: Minda conclude dall'interno dell'area di rigore, un'altra traversa. Non c'è un attimo di sosta, al 35' ci riprova la Costa d'Avorio: al tiro Pépé, conclusione neutralizzata.
La fortuna non assiste l'Ecuador, che in avvio di ripresa colleziona il terzo palo: al 46' ci prova Valencia, base del montante e gol sfiorato per la terza volta. Al 58' la traversa ferma la Costa d'Avorio: Wahi colpisce a botta sicura dall'area piccola, il legno salva la porta dell'Ecuador.
Il ritmo cala nell'ultima porzione di match, il pareggio sembra inevitabile. Al 90' a far saltare il banco è la percussione di Singo, che mette in mezzo il pallone decisivo. Diallo si fa trovare puntuale all'appuntamento, deviazione vincente e 1-0. La Costa d'Avorio vince e sale a 3 punti affiancando in vetta alla classifica la Germania che affronterà il 20 giugno. L'Ecuador rimane a quota zero con Curacao: sfida tra deluse il 21 giugno.

(Adnkronos) - Italia, Francia, Germania e Regno Unito accolgono con soddisfazione l'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. I leader dei 4 paesi evidenziano l'importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz e ipotizzano la revoca di sanzioni se Teheran onorerà gli impegni relativi al programma nucleare. "Accogliamo con grande favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica. Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale", è la posizione dei leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania in una nota congiunta. "È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo. L'urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, in conformità con i nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento", prosegue la nota.
"L'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l'Iran e l'AIEA per tale fine. Siamo pronti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell'Iran sul suo programma nucleare. Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l'Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano e l'importanza di un cessate il fuoco efficace", affermano i leader.

(Adnkronos) - Su Kiev è in corso un massiccio attacco missilistico, secondo quanto riportato da un giornalista dell'Afp, che ha assistito all'intercettazione di proiettili in volo e alla caduta di detriti incandescenti sulla città. Il sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko, ha indicato su Telegram che alcuni edifici sono stati colpiti nei quartieri di Podilsky e Obolonsky. Attacchi missilistici sono stati segnalati anche dalle autorità di Kharkiv (nord-est).

(Adnkronos) - Oggi, lunedì 15 giugno, la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, incontrerà la premier del Giappone, Sanae Takaichi, in visita a Roma nell’ambito di una missione europea connessa alla partecipazione al Vertice G7 di Evian, in programma dal 15 al 17 giugno. L’incontro, nella sede del governo di Villa Pamphilij al via alle 11.15 - viene sottolineato da fonti italiane - consentirà di verificare lo stato di avanzamento delle intese concordate dai due capi di governo nel corso della missione di Meloni a Tokyo del 16 gennaio scorso e di individuare ulteriori iniziative di collaborazione da promuovere in vista del Vertice G20 di dicembre. Tali iniziative contribuiranno a consolidare il partenariato strategico bilaterale e a conseguire risultati tangibili nel 2026, anno che segnerà il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. A seguito dell’elevazione delle relazioni bilaterali al rango di Partenariato Strategico Speciale, sancita nel gennaio scorso, la cooperazione tra Italia e Giappone ha registrato una significativa intensificazione in numerosi ambiti di interesse comune. In tale contesto - ricordano le stesse fonti - il 25 e 26 maggio si è svolta a Nagoya una nuova riunione dell’Italy-Japan Business Group. Il 27 maggio si è tenuta a Tokyo la prima riunione del neoistituito Tavolo bilaterale sulla sicurezza economica, mentre il 28 e 29 maggio la capitale giapponese ha ospitato la sessione inaugurale del nuovo Dialogo intergovernativo sullo spazio.
Proprio nel settore spaziale, i due Capi di governo adotteranno una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la cooperazione tra le rispettive Agenzie spaziali, promuovere nuove sinergie tecnologiche e scientifiche e favorire lo sviluppo di partenariati industriali strategici. Prosegue, inoltre, la collaborazione nel campo della difesa, nel quadro del Global Combat Air Programme (GCAP), progetto che vede Italia e Giappone impegnati insieme al Regno Unito per sviluppare un caccia di sesta generazione per rafforzare la sicurezza euro-atlantica e nell’Indopacifico.
Inoltre l’incontro tra Meloni e Takaichi rappresenterà anche "l’occasione per imprimere un nuovo impulso al partenariato attraverso il lancio di nuove iniziative e il rafforzamento della cooperazione in ambiti di comune interesse strategico". Le due leader delineeranno inoltre nuove iniziative da promuovere conferendo maggiore concretezza e profondità alle relazioni fra le due Nazioni. Resta, infatti, un forte interesse reciproco a consolidare ulteriormente la cooperazione economica e commerciale. Il Giappone si conferma "il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia, nonché la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente asiatico". Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto i 12,3 miliardi di euro, con un saldo positivo per l’Italia pari a 4,4 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2026 gli scambi bilaterali si sono attestati a circa 3 miliardi di euro, facendo registrare un avanzo commerciale per l’Italia di circa 1 miliardo di euro.
Significativa è inoltre la presenza del sistema imprenditoriale italiano in Giappone, dove operano 166 imprese italiane con un fatturato complessivo pari a circa 3 miliardi di euro. Il colloquio fra Meloni e Takaichi offrirà, infine, l’opportunità di un approfondito scambio di vedute sui principali dossier dell’agenda internazionale, anche in vista del Vertice G7 di Evian. "Italia e Giappone - viene spiegato - confermeranno l’impegno comune per favorire una pace giusta e duratura in Ucraina e in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell'Indo-Pacifico, per aumentare la resilienza economica e ridurre le vulnerabilità negli approvvigionamenti di materie prime critiche".

(Adnkronos) - Prenderà il via oggi lunedì 15 giugno a Evian il vertice del G7 organizzato dalla presidenza francese, con un'agenda incentrata sui principali dossier internazionali: dal sostegno all'Ucraina alla stabilità del Medio Oriente con l'accordo Usa-Iran, dai partenariati con i Paesi emergenti alla crescita economica, passando per l'intelligenza artificiale. I lavori si apriranno nel tardo pomeriggio con l'arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sarà ricevuto dal presidente francese Emmanuel Macron per un incontro bilaterale. In serata è previsto il benvenuto ufficiale ai leader del G7, seguito da una cena di lavoro dedicata ai grandi dossier internazionali.
La giornata di domani martedì 16 giugno sarà in larga parte focalizzata sulle questioni geopolitiche. In mattinata Macron accoglierà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per una sessione di lavoro sulla pace e la sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa alla presenza dei leader del G7. Seguirà un pranzo di lavoro con Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar incentrato sulle crisi regionali e sulla stabilità del Medio Oriente. Nel pomeriggio il summit si allargherà ai partner invitati dalla presidenza francese - Brasile, India, Corea del Sud e Kenya - che parteciperanno alla fotografia ufficiale e a una riunione dedicata ai nuovi partenariati internazionali e alla ricostruzione della solidarietà globale, con la partecipazione della Banca Mondiale e della Banca Africana di Sviluppo. La giornata si concluderà con una serie di incontri bilaterali tra i leader.
Mercoledì 17 giugno il focus si sposterà sulle questioni economiche. Una prima sessione di lavoro riunirà i Paesi del G7, i partner invitati, il Fondo monetario internazionale e l'Ocse per discutere di crescita equilibrata, inclusiva e sostenibile. A seguire, un pranzo di lavoro sarà incentrato sull'intelligenza artificiale, con la partecipazione dei leader politici e di rappresentanti del mondo imprenditoriale. La chiusura del vertice è prevista nel pomeriggio di mercoledì con la conferenza stampa finale di Macron.
Alla vigilia del vertice sono scoppiati scontri tra manifestanti anti-G7 e polizia nei pressi della sede delle Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera. Secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp, i manifestanti hanno lanciato bottiglie, pietre, pezzi di cemento e petardi contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. Diversi edifici sono stati presi di mira, tra cui gli uffici di PricewaterhouseCoopers e la sede dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU).

(Adnkronos) - Iran e Usa hanno raggiunto l'accordo per lo stop alla guerra. L'annuncio da parte del Pakistan arriva al termine di una giornata cruciale per Teheran e Washington segnata da un'escalation di tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato un nuovo attacco in Libano, a Beirut, motivando l'azione come una risposta ai raid di Hezbollah. A stretto giro la reazione di Teheran che ha minacciato una risposta "imminente". Poi la svolta.
"A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato RAGGIUNTO. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha reso noto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.
"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto - ha aggiunto Sharif - Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso. Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari all'implementazione porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma".
Il presidente Usa Donald Trump ha confermato l'intesa raggiunta con Teheran . "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! - ha scritto Trump su Truth - Con la presente autorizzo pienamente l'apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!".
Poi, in un altro post: "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza all'intera regione. Molti presidenti hanno cercato di arrivare alla pace con l'Iran e tutti hanno fallito prima di me. I leader della regione hanno, per la prima volta, trovato un presidente che può aiutarli a raggiungere una pace vera. Con l'apertura dello Stretto dopo la firma dell'accordo venerdì, per motivi legati alla rimozione delle mine, il petrolio tornerà a fluire da entrambe le estremità a vantaggio della regione e del mondo".
Il vicepresidente Usa JD Vance ha detto che intende partecipare alla cerimonia ufficiale della firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, anche se il presidente Trump potrebbe partecipare di persona. "Penso che stiamo ancora cercando di capire la logistica su chi parteciperà alla cerimonia della firma", ha detto Vance a Fox News in una breve intervista telefonica televisiva. "Ho sicuramente intenzione di essere lì, ma è possibile che il presidente stesso possa essere lì". I servizi segreti statunitensi generalmente scoraggiano le apparizioni simultanee del presidente e del vicepresidente, soprattutto in contesti internazionali, per motivi di sicurezza e successione, ricostruisce la Cnn.
L'Iran ha confermato la finalizzazione dell'accordo che "pone fine alla guerra". Il viceministro degli Esteri, Kazem Ghribabadi ha dichiarato che gli impegni assunti da Teheran nell'ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì. Dopo la conferma dell'accordo, riporta Iran International, Gharibabadi ha affermato che i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni. Ha aggiunto che l'Iran passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei suoi beni, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale della guerra.
"Il testo del memorandum d'intesa è stato finalizzato e la firma ufficiale del Memorandum d'intesa di Islamabad avverrà venerdì in Svizzera", ha detto Gharibabadi ai media iraniani. "I nostri impegni entreranno in vigore a partire da venerdì", ha sottolineato, ma "due punti entreranno in vigore immediatamente a partire dalle prime ore di questa mattina": "1. La fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. 2. La revoca e la cessazione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti alla Repubblica Islamica dell'Iran". Gharibabadi ha aggiunto che il memorandum d'intesa "non è solo il risultato di sforzi diplomatici", ma anche di quelli che ha definito "successi militari" dell'Iran.
Il traffico marittimo nelle acque del Golfo Persico verrà regolato in collaborazione con l'Iran e l'Oman. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars dopo l'accordo per il cessate il fuoco raggiunto tra Teheran e Washington. "L'Iran, dopo l'attacco a Dahieh a Beirut, aveva annullato i negoziati e si era preparato per un attacco al regime sionista, ma con le concessioni dell'ultimo minuto offerte dal presidente degli Stati Uniti, tra cui la preservazione dell'integrità territoriale del Libano, il ritiro di Israele dal confine libanese e l'immediata revoca dell'assedio, è stato persuaso a rinunciare all'attuazione dell'attacco", scrive l'agenzia.
Dura la posizione di Trump nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu. "L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran - aveva dichiarato Trump in un post su Truth - Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo".
"Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!", aveva concluso il presidente americano.
Trump aveva parlato anche con Barak Ravid, giornalista di Axios. "Perché Bibi ha dovuto fare quel fottuto attacco? Mi sono così arrabbiato con lui, gliel'ho detto. Non ha giudizio, gliel'ho detto", le parole del presidente Usa che nella breve conversazione riportata da Ravid aveva criticato aspramente la decisione di Netanyahu in un momento decisivo del dialogo tra Stati Uniti e Iran.
"Accogliamo con grande favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica. Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale", è la posizione dei leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania in una nota congiunta. "È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo.
"L'urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, in conformità con i nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento", prosegue la nota.
"L'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l'Iran e l'AIEA per tale fine. Siamo pronti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell'Iran sul suo programma nucleare. Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l'Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano e l'importanza di un cessate il fuoco efficace", affermano i leader.
Il G7 discuterà della riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, spiegando che a Evian le potenze del G7 inizieranno i colloqui proprio dalle "conseguenze" dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, inclusa la "riapertura a lungo termine" dello Stretto di Hormuz. "L'obiettivo sarà quello di esaminare le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine di Hormuz e, naturalmente, la conclusione di un accordo sui programmi nucleari e missilistici balistici iraniani", ha dichiarato il presidente francese in un video pubblicato su Instagram al suo arrivo nella città sulle rive del Lago di Ginevra, dove ospiterà Donald Trump e i leader di Germania, Canada, Italia, Giappone e Regno Unito per tre giorni a partire da oggi lunedì 15 giugno. Questi temi saranno discussi anche martedì con i leader di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ha sottolineato.
"Esamineremo anche le modalità per diversificare le rotte energetiche fuori dalla regione al fine di ridurre la nostra dipendenza", e quindi "le conseguenze della crisi in Medio Oriente sulle nostre economie", ha spiegato Macron. I prezzi del carburante sono schizzati alle stelle dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, avvenuta dopo l'inizio della guerra alla fine di febbraio, poiché gran parte delle esportazioni petrolifere della regione transita normalmente attraverso questo stretto.
Francia e Regno Unito, insieme ad altri Paesi, hanno proposto una missione marittima multinazionale per sminare e mettere in sicurezza questa via navigabile strategica, da dispiegare dopo il raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Questa opzione dovrebbe essere all'ordine del giorno del vertice del G7.

(Adnkronos) - Caos arbitrale in Olanda-Giappone. Oggi, domenica 14 giugno, la Nazionale orange ha sfidato quella nipponica nella prima giornata del girone F della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, in una partita condizionata da proteste e polemiche. Sui due gol firmati da Van Dijk prima e Nakamura poi, entrambi gli allenatori hanno chiesto l'annullamento delle reti.
Succede tutto a inizio secondo tempo. Al 50' Van Dijk si fa trovare a centro area e colpisce di testa su un cross dalla destra, battendo Suzuki sul palo lontano. Immediate però le proteste giapponesi, con i giocatori e la panchina che chiedevano una spinta del capitano orange sul proprio marcatore, che avrebbe portato quindi allo smarcamento decisivo per segnare la rete. Nessun intervento però del Var e gol convalidato.
Stessa sorte al 57'. Nakamura che calcia con il destro da limite dell'area e batte Verbruggen sul primo palo, ma sulla sua traiettoria il pallone viene toccato da Maeda, che sembra in posizione di fuorigioco, che nel caso sarebbe quindi attivo. I giocatori dell'Olanda chiedono l'intervento del Var e l'annullamento del gol, che però viene convalidato dopo pochi secondi.

(Adnkronos) - Almeno sei persone sono morte domenica a Rio de Janeiro in seguito allo scontro tra due elicotteri, uno dei quali trasportava il cantante americano Oliver Tree, secondo una fonte della polizia. Dopo la collisione in volo, gli elicotteri si sono schiantati nel parcheggio di una concessionaria di veicoli elettrici, provocando un incendio che ha danneggiato almeno 20 veicoli. "Sono stati confermati almeno sei decessi, tutti tra le persone a bordo dei velivoli coinvolti nell'incidente", hanno dichiarato i vigili del fuoco in un comunicato. Non ci sono stati superstiti.
Oliver Tree, che si trovava in Brasile per un tour mondiale, era nella lista dei passeggeri di uno dei due elicotteri, ha riferito una fonte della polizia all'Afp, aggiungendo che le vittime non sono ancora state formalmente identificate a causa delle gravi ustioni riportate. Tra i passeggeri che accompagnavano il cantante c'erano un produttore musicale brasiliano, un regista argentino di videoclip e lo YouTuber argentino Gaspar Prim, noto online come 'Gaspi'. In precedenza, il sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Cavaliere, aveva riferito che "a bordo di uno dei due elicotteri c'erano cittadini stranieri", senza fornire ulteriori dettagli.
Olivier Tree, 32 anni, era noto per le sue canzoni 'Life Goes On', 'Miss You' e 'Alien Boy'.
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