
(Adnkronos) - Utilizzo smisurato e bisogno di curarsi. Sono queste le motivazioni che spingono alcuni tossicodipendenti a recarsi a San Patrignano. All'interno della struttura lavora il responsabile terapeutico Antonio Boschini, che spiega all'Adnkronos come si arriva all'ultima fase: la dipendenza. "La storia di chi è dipendente inizia in adolescenza, con la cannabis o il binge drinking. Poi alcuni progrediscono tra i 18 e i 20 anni, iniziando a utilizzare le droghe sintetiche, come le anfetamine, stimolanti, ecstasy, chetamina e allucinogeni", dice Boschini.
Il responsabile su un aspetto è chiaro, la sostanza che dà più dipendenza e che porta la maggior parte delle persone a San Patrignano "è la cocaina, per via nasale, che solitamente si usa insieme all'alcol, e sotto forma di crack, spesso associato alla cannabis e all'eroina". Boschini sostiene, invece, che il "fentanyl non sia ancora entrato nel mercato. Di persone che lo usano sapendo di farlo ce ne sono pochissime, poi non escludo che, ogni tanto, l'eroina sia tagliata con un po' di fentanyl".
Un metodo insidioso, che utilizzano gli spacciatori, è quello di adescare i giovani per renderli dipendenti dalle sostanze e portarli a spacciare a loro volta. Secondo Boschini "non è una novità, perché chi fa uso di droga è costretto, per poi poterla avere a sua volta, a farsi dare dallo spacciatore qualche grammo per rivenderla e guadagnarsi la dose per sé. Si tratta di un mercato come un altro, la promozione c'è a tutti i livelli". Il terapeuta spiega anche che gli adolescenti "è raro che siano dipendenti, nel nostro centro vengono perché sono mandati da un Giudice in maniera preventiva, non hanno un uso continuativo ma strumentale delle sostanze".
Eppure, qualcosa è cambiato nel rapporto tra gli adolescenti e le droghe. "Ora ci sono molte più sostanze disponibili rispetto a una volta - continua Boschini - ed è per questo che per prevenire la tossicodipendenza bisogna iniziare a dire che le droghe non vanno usate perché il nostro cervello, quando le assume, viene alterato. Ma è una messaggio che bisogna iniziare a dare precocemente, non a 17 anni", conclude.

(Adnkronos) - Ogni giorno, milioni di persone in Italia ricevono un pasto grazie alla ristorazione collettiva: un servizio essenziale che opera silenziosamente nelle scuole, nelle strutture sociosanitarie e nei luoghi di lavoro. Con quasi 1 miliardo di pasti serviti all’anno e più di 100.000 professionisti impiegati e circa 5 miliardi di fatturato complessivo, il settore è una delle infrastrutture sociali più capillari e strategiche per il welfare del Paese. Eppure, il suo valore resta spesso invisibile, anche a causa della frammentazione delle responsabilità politiche e istituzionali che lo riguardano.
Per il terzo anno consecutivo, Cirfood ha così promosso il Summit della Ristorazione Collettiva, con l’obiettivo di colmare questo vuoto di riconoscimento e proporre un patto sistemico tra imprese, istituzioni, pubbliche amministrazioni, sistema sanitario e filiera agroalimentare. La sfida: costruire politiche pubbliche dedicate e garantire un nuovo equilibrio tra sostenibilità economica, sociale e ambientale per il comparto, in risposta alle trasformazioni demografiche e ai bisogni emergenti della società. Un patto per riconoscere il giusto prezzo ad un servizio di welfare pubblico essenziale per il nostro Paese.
Dall’evento è emerso l’importante segnale d’allarme del settore: oggi, più che mai, come sottolineato da Simone Gamberini, Presidente di Legacoop Nazionale, la sostenibilità economica della ristorazione collettiva è a rischio. La mancata revisione dei prezzi negli appalti, l’inasprimento dei requisiti normativi e la crescita dei costi di produzione stanno spingendo molte aziende a rinunciare alla partecipazione alle gare, per non incorrere in perdite strutturali. Un ipotetico scenario che rischia di tradursi in una crisi sistemica in grado di mettere in discussione la continuità stessa di un servizio essenziale per milioni di cittadini italiani.
Una crisi che non riguarda solo le imprese, ma rischia di compromettere un presidio educativo e sociale fondamentale, come evidenzia il dibattito quanto mai urgente sul futuro dei servizi pubblici in un Paese segnato dal calo demografico. In questo scenario, mense scolastiche e ristorazione collettiva – infatti - si confermano presidi educativi e sociali fondamentali, capaci di promuovere abitudini alimentari sane, ridurre le disuguaglianze e favorire la conciliazione vita-lavoro. Come evidenzia il white paper “Evoluzione demografica. Il futuro della società, dei servizi e della ristorazione collettiva” elaborato da Alessandra De Rose per l’Osservatorio Cirfood District presentato durante il Summit, la demografia condizionerà sempre più il settore della ristorazione collettiva, visti i molti cambiamenti in corso nel mondo della scuola, del lavoro, delle famiglie e considerata la crescente consapevolezza di consumatrici e consumatori verso temi come sostenibilità ambientale, salute e varietà di opzioni alimentari.
E a proposito di salute pubblica, l’intervento di Denise Giacomini, direttore della UOC "Valutazione del rischio in sicurezza alimentare e Focal Point Efsa" (Ufficio 3 della Direzione generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema, Diretta dal dottor Alessio Nardini), ha evidenziato l’importanza della ristorazione collettiva come uno degli strumenti di educazione alimentare a livello nazionale e framework di prevenzione, anche attraverso l’implementazione di programmi specifici che possano aiutare l'empowerment dei cittadini in tutte le fasce d’età (studenti, famiglie, insegnanti e operatori), diffondendo i principi della dieta mediterranea, sana e sostenibile, capace di valorizzare l'approccio One Health e che rappresenta un vero e proprio modello di prevenzione.
Ettore Prandini, Presidente Nazionale Coldiretti, ha sottolineato come la ristorazione collettiva rappresenti l’approdo naturale di una filiera agroalimentare che ogni giorno porta sulle tavole di bambini, pazienti, lavoratori e lavoratrici prodotti sani e autenticamente Made in Italy. In questa prospettiva, ha ribadito l’impegno a costruire un percorso condiviso tra produttori e imprese della ristorazione, per valorizzare la qualità delle materie prime — comprese quelle delle filiere agroalimentari tradizionali — garantire il giusto valore economico al pasto e sostenere i piccoli produttori nell’adeguamento a norme e certificazioni.
Un impegno condiviso che non può fermarsi alla filiera. L’on. Laura Cavandoli, componente della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, ha evidenziato come la ristorazione collettiva meriti grande attenzione da parte delle istituzioni perché incide direttamente sulla qualità di vita dei cittadini e sull’equità sociale. “Anche per questo, con il correttivo del codice appalti è stata introdotta la possibilità di applicare clausole di revisione straordinarie per adeguare i corrispettivi all’aumento dei costi e garantire la sostenibilità economica del servizio. Ora è necessario diffondere la conoscenza di questa norma e favorirne l’applicazione, anche grazie alle linee guida e allo studio del tavolo tecnico istituito al MIT dal viceministro Rixi a tal fine”.
A tal proposito, nel corso dell’evento è stato, letto un messaggio inviato dal Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha affermato “è necessario che venga riconosciuto al comparto della Ristorazione Collettiva il ruolo fondamentale che ricopre, attraverso politiche pubbliche dedicate. Desidero quindi rinnovare il mio sostegno e quello del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a un percorso di dialogo costruttivo, volto a valorizzare una filiera che costituisce una componente essenziale del sistema Paese”.
Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, ha dichiarato: “La ristorazione collettiva è uno dei pilastri silenziosi, ma fondamentali del nostro welfare quotidiano. Garantire il giusto valore economico a questo servizio significa rafforzare una rete che, ogni giorno, sostiene famiglie, studenti, lavoratori, anziani e persone fragili. In Emilia-Romagna riconosciamo a questo comparto un ruolo che va ben oltre la sola funzione nutrizionale: la ristorazione collettiva è un presidio educativo e culturale, capace di promuovere la consapevolezza verso un’alimentazione sana e varia, la sostenibilità ambientale e la coesione sociale. Investire in questo settore significa anche fare prevenzione, perché la salute si costruisce anche a tavola, a partire dalle scelte quotidiane. A questo fine, nella legge regionale sulla prevenzione che stiamo predisponendo, la ristorazione collettiva avrà sicuramente un ruolo importante. Anche con l’obiettivo di sostenere un modello di ristorazione collettiva equo, accessibile e di qualità”.
Un modello che si conferma fondamentale, anche secondo Daniele Ara, Assessore a Scuola e Agricoltura del Comune di Bologna, oggi in rappresentanza della Commissione Istruzione ANCI, secondo cui la ristorazione collettiva è un tema molto sentito all’interno dell’associazione dei Comuni perché promuove corretti stili di vita, educazione ed equità. Per continuare a far sì che questo comparto prosegua il suo impegno è necessario intervenire con azioni mirate e studiare nuovi modelli di produzione e consumo responsabile.
Un altro esempio concreto di collaborazione virtuosa arriva da Modena, dove il Comune – come raccontato dal Sindaco Massimo Mezzetti – ha avviato un progetto di Partenariato Pubblico Privato con Cirfood, per la realizzazione di un centro pasti innovativo e sostenibile, finanziato dall’impresa di ristorazione e che diventerà, a tutti gli effetti, patrimonio della città di Modena.
«Vedere oggi tanti interlocutori impegnarsi concretamente per dare valore al nostro settore è il risultato che ci eravamo prefissati. Ora serve trasformare le parole in azioni: dobbiamo costruire tavoli di lavoro stabili, mettere a sistema competenze e ruoli diversi e dare finalmente il giusto prezzo a un servizio di welfare essenziale, soprattutto alla luce dei cambiamenti strutturali cui va incontro la nostra società. La pubblicazione della circolare interpretativa sui CAM, di cui si è discusso lo scorso anno al Secondo Summit della Ristorazione Collettiva e pubblicata alcune settimane fa dal MASE, è un primo passo concreto: dimostra che il dialogo tra istituzioni e imprese può portare risultati. Ora dobbiamo continuare, insieme, su questa strada» ha dichiarato Chiara Nasi, Presidente Cirfood.
Dalla scuola alla sanità, dalla filiera agroalimentare alle amministrazioni locali, il Summit ha mostrato come la ristorazione collettiva necessiti di alleanze volte a costruire soluzioni che guardino alle prossime generazioni, cogliendo l’opportunità di definire una prospettiva di sistema che valorizzi il comparto, per continuare a nutrire il futuro, insieme.
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(Adnkronos) - "Dobbiamo impostare il nostro futuro sul concetto One Health come integrazione tra la salute dell'ambiente, quella animale e quella umana. Solo così riusciremo ad andare avanti in modo sostenibile e lasceremo un futuro valido per i nostri figli". Lo ha detto Stefano Marini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, all'evento 'One health: educazione, ricerca e cooperazione per un futuro sostenibile', oggi alla Camera, dedicato alla presentazione della rete formativa istituita dalla Facoltà di Medicina dell'ateneo per il corso di laurea in Medicina veterinaria.
"I nostri ragazzi - sottolinea - vivono già in un contesto globale, quindi è importante per loro andare a vedere, studiare e vivere in un contesto diverso dall'Italia. Loro, con tutti i mezzi di cui disponiamo, come Internet, vivono già una realtà virtuale internazionale, bisogna anche fargliela sperimentare davvero".
Leggi tutto: Università, Marini (Tor Vergata): "Impostare nostro futuro su concetto One Health"

(Adnkronos) - Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato ad Ankara la firma di un accordo con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per la vendita di caccia Eurofighter Typhoon, in un’intesa decennale dal valore di circa 9,5 miliardi di euro.
"Si tratta di un accordo davvero significativo, perché vale 8 miliardi di sterline in ordini - posti di lavoro che dureranno per dieci anni nella produzione dei Typhoon, quindi una grande opportunità per il nostro Paese", ha dichiarato Starmer. Secondo il ministero della Difesa britannico, il contratto prevede la fornitura di 20 velivoli da combattimento all'aeronautica turca.
Erdogan ha definito l'accordo "storico", presentandolo come un "nuovo simbolo delle relazioni strategiche tra due alleati stretti". L’intesa, ha aggiunto il presidente turco dopo la firma ad Ankara con il premier britannico Starmer, "rafforza la nostra cooperazione nel campo della difesa e contribuirà allo sviluppo tecnologico e industriale della Turchia".

(Adnkronos) - “Ringrazio il presidente Brunetta per l’averci ospitato al Cnel, che è punto di partenza importante che avrà sviluppi altrettanto importanti. I vari presidenti dei Consigli regionali intervenuti hanno posto in essere istanze fondamentali e non banali da cui partire nell’agenda dei lavori da svolgere d’ora in poi. Questo incontro è nato in maniera casuale ma convergente, partendo dalle relazioni annuali che da qualche anno a questa parte ci segnalano punti di criticità: inverno demografico; aumento della speranza di vita e intelligenza artificiale. L’unico modo per avere una rappresentanza reale su questi temi è avere una convergenza tra i consigli regionali e il Cnel, come sta iniziando a capitare già da oggi in maniera pratica e attiva”. Così Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto oggi a Roma all’incontro interistituzionale tra Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Cnel, che segna l’inizio di una collaborazione su alcune tematiche specifiche come salute, imprese e lavoro.
“Il protocollo investirà in mondo della formazione, che ha necessità di avere una politica che dia risposte immediate a bisogni che mutano in continuazione. Cercare di connettere queste due dimensioni di rappresentanza economica e sociale con le assemblee legislative significa costruire una sinergia stabile per una progettazione basata su evidenze condivise. In un tempo in cui i processi economici e sociali cambiano a velocità altissima, i temi della salute, dell’impresa e del lavoro sono tutti uniti e comunicanti tra loro: la salute dei cittadini può garantire sostenibilità alle imprese, che a loro volte possono contribuire al sostentamento del sistema sanitario. Infine il lavoro, che è il collante che tiene tutto unito: senza lavoro non ci sono crescita, dignità, sviluppo e futuro”, ha specificato il presidente del Consiglio regionale del Lazio.
I primi passi, secondo Aurigemma, “vanno stilati subito tramite un programma, partendo dalle assemblee regionali, dove la politica incontra i problemi reali delle comunità rappresentate e governate". "Per questo, uno Stato che ascolta le Regioni che sanno dialogare tra loro - ha detto - è uno Stato all’altezza dell’Italia che vogliamo ricostruire. Nel campo della salute, le Regioni hanno competenze cruciali. Dobbiamo porre un freno ai cosiddetti ‘viaggi della speranza’, che danneggiano sia la salute dei pazienti, sia le casse delle varie Regioni. La prima tappa da organizzare va centrata su questa tematica. Dobbiamo creare un Drg che sia uguale a livello nazionale, così come dobbiamo investire in formazione a livello di Intelligenza Artificiale, rendendo questa storica innovazione una possibilità per le nostre imprese. La connessione che va creata può colmare il gap che sussiste tra il mondo della formazione universitaria e quello delle imprese. Non basta più parlare di incentivi, ma creare un ambiente che premi innovazione, sostenibilità e qualità del lavoro. Dobbiamo produrre una norma per regolamentare il problema delle gare al ribasso, che portano spesso le imprese a tagliare su salari o, peggio ancora, sui dispositivi di sicurezza. Il protocollo che oggi firmiamo deve essere una convergenza tra l’attività di analisi e quella legislativa. Va creata una rete che possa mettere in contatto le diverse realtà del nostro Paese. Il primo tavolo che verrà costituito è quello della salute”, ha concluso il presidente del Consiglio regionale del Lazio.

(Adnkronos) - “Ringrazio il presidente Brunetta e il presidente Aurigemma per aver dato l’opportunità oggi di questo importante confronto istituzionale. Come già affermato in precedenza, abbiamo ricostruito un percorso che riguarda il diritto alla salute. L’articolo 32 della Costituzione Italiana è uno dei più belli, ma l’esigibilità del diritto che sancisce deve essere il tema centrale di discussione. Le difficoltà nascono anche da vicende storiche”. Così Egidio Schiavetti, responsabile della Segreteria tecnica/Europa del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto oggi a Roma all’incontro interistituzionale tra Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Cnel, che segna l’inizio di una collaborazione su alcune tematiche specifiche come salute, imprese e lavoro.
“Oggi al Cnel, organo costituzionale di primo piano, vanno approfondite - ha detto - le difficoltà d’accesso al Servizio Sanitario pubblico. Le Regioni, in questo, sono centrali: quarant’anni fa, con la riforma della legge 833, momento fondante e universale a livello parlamentare con un voto unanime, si è portata a compimento una delle più grandi infrastrutture della storia del nostro Paese. Le riforme del 1992 e del 1999 hanno puntato a temi di collaudo e gestione delle aziende. Questo modello aziendalista ha guardato troppo alle esigenze individuali. Nel 2001 siamo andati a rafforzare il ruolo delle Regioni, che oggi governano questo sistema. Lo Stato stabilisce le regole, il finanziamento e i Lea. Il binomio rappresenta il quadro costituzionale, dove va rafforzata la governance per una nuova unità nazionale. In tutte le Regioni italiane i cittadini devono poter trovare eguali livelli di accoglienza".
"La legge 311 del 2004 - ha proseguito Schiavetti - sui commissariamenti delle Regioni, a lungo termine, non ha portato alle soluzioni che il legislatore aveva auspicato. Purtroppo, le Regioni sono uscite dalle situazioni di difficoltà, peggiorando però complessivamente l’offerta a beneficio dei cittadini. Il finanziamento del Fondo sanitario nazionale ha raggiunto livelli altissimi, con 137 miliardi nel 2025, a salire poi nei prossimi anni secondo la legge di bilancio appena presentata. La Corte Costituzionale ci ha detto nel 2024 che le spese per la salute sono costituzionalmente necessarie. Il rapporto tra lo Stato e le Regioni deve essere forte, ma vanno trovate sintesi sulle liste d’attesa e sulle altre criticità del sistema. Credo che questa opportunità che ci viene data oggi possa essere quella di aprire una nuova visione all’interno del sistema della salute, con una riforma bipartisan che ricalchi il coraggio del 1978, senza guardare bandiere politiche”, ha concluso il membro del Consiglio Regionale del Lazio.

(Adnkronos) - “La nostra è la rete più vera e profonda dell’Italia. L’idea di questo incontro viene da Antonello Aurigemma e dal nostro segretario generale Massimiliano Monanni. Mi misi in testa già quarant’anni fa il fatto che ogni Regione dovesse avere internamente il suo Cnel. Ne sono nati pochissimi, uno anche nel Lazio, purtroppo con poca fortuna. Questa dimensione di rappresentanza della società civile faceva fatica a trovare un suo insediamento. Grazie all’intuizione di un bravo ministro della Pubblica Istruzione, attorno al 2009/2010, siamo stati costretti dal Parlamento a redarre un rapporto sui servizi pubblici, che sono l’oggetto più importante per gli Stati sotto il profilo della spesa pubblica. Noi, ogni anno, produciamo questo rapporto sui servizi pubblici, con Marcella Mallen che con grande pazienza mette insieme le analisi dirette e indirette sui servizi pubblici italiani". Così Renato Brunetta, presidente del Cnel, intervenendo oggi a Roma all’incontro interistituzionale tra Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Cnel, che segna l’inizio di una collaborazione su alcune tematiche specifiche come salute, imprese e lavoro.
"Abbiamo scoperto che a Roma e nel Lazio - ha sottolineato - esiste un ente che è preposto all’analisi dell’efficienza dei servizi pubblici, dipendendo dal Consiglio comunale della Capitale. Ho pensato che, qualora dovessimo coinvolgere tutti i consiglieri, avendo per ogni Consiglio regionale il giusto numero di interlocutori, avremmo una rete operativa straordinaria. Immaginate la valenza a livello regionale di un rapporto sui servizi pubblici redatto direttamente dai consiglieri regionali della data regione. Se riuscissimo a parlare pure di sanità, che a livello regionale non è un tema casuale, di lavoro e di imprese, noi potremmo avere un sistema di monitoraggio straordinario".
"Questa è l’idea di base: siamo un organo di rilevanza costituzionale così come voi (Regioni, ndr); allo stesso modo siamo entrambi dei legislatori, pure se noi al Cnel non abbiamo la prerogativa di approvare le modifiche legislative. Un giorno mi ha chiamato un presidente di Regione dell’Italia centrale, chiedendomi dell’algoritmo di distribuzione del fondo sanitario regionale e segnalandomi di come penalizzasse le regioni italiane con minor densità di popolazione e con orografia complicata sotto il profilo territoriale", ha ribadito.
"Se su questi argomenti - ha proseguito Brunetta - riuscissimo a mettere in piedi un algoritmo diverso, con un bel disegno di legge da presentare in Parlamento con l’appoggio delle Regioni, forse riusciremmo a riaprire il dibattito sull’efficacia degli attuali algoritmi di distribuzione dei fondi sanitari su base regionale. Questo è solo un piccolo esempio delle decine dei problemi che abbiamo da risolvere, partendo proprio dalla sottoscrizione dell’accordo odierno, col quale potremo veramente cambiare l’Italia”.
“Noi, lato Cnel, abbiamo necessità di avere rilevanza e impatto regionale; voi, lato Consigli regionali, avete l’esigenza di un coordinamento e di una verticalizzazione. Dobbiamo far confluire i bisogni comuni nel protocollo d’intesa che firmeremo alla fine del nostro incontro: abbiamo già messo in piedi tre gruppi di lavoro con focus specifici su Sanità, Lavoro e Imprese. Alla fine del nostro incontro, stilato il protocollo d’intesa, metteremo in piedi subito la tabella di marcia", ha detto.
"Sono solito dire due cose, che sono sempre le stesse. In lingua italiana la parola ospite ha due significati distinti, riferiti a chi ospita e a chi viene ospitato. Oggi, come Cnel, sto ospitando qui le Regioni. Il Cnel è ospitato parimenti da voi Regioni e ho la netta sensazione di essere dentro i Consigli regionali sia dal punto di vista contenutistico sia dal punto di vista delle prerogative istituzionali. Questo è l’atteggiamento più fecondo che possiamo avere. Oggi, con quel che sta succedendo in demografia, nel mondo delle energie e della geopolitica, chi ha una rete ha un tesoro e voi siete una straordinaria rete territoriale fatta di popolazione, imprese e welfare. Voglio approfittare della vostra straordinaria rete democratica e rappresentativa”, ha concluso il presidente del Cnel.

(Adnkronos) - Una volta erano considerate delle neoplasie rare, ma oggi i gliomi sono sempre più diffusi. In Italia i casi annui ammontano a oltre 3mila e corrispondono al 40% di tutti i tumori cerebrali primitivi. Tra i gliomi, quelli di basso grado di frequenza più rara rappresentano una sfida clinica rilevante anche per la loro evoluzione e l'assenza di trattamenti mirati, oltre alla resistenza che dimostrano ai trattamenti convenzionali. Sono malattie orfane di cui si parla poco anche fra i clinici, tra le istituzioni e sui media. Perciò la Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) ha lanciato nei mesi scorsi 'I gliomi', una campagna nazionale online di formazione e informazione. Sono stati organizzati webinar rivolti agli oncologi medici e alle altre figure sanitarie coinvolte nel team multidisciplinare. Sono stati indirizzati a pazienti e caregiver ulteriori eventi online insieme a un'attività di sensibilizzazione sui principali social media. I risultati dell'iniziativa sono presentati oggi in una conferenza stampa virtuale promossa da Fondazione Aiom. Il progetto è stato realizzato con il contributo non condizionante del Gruppo Servier in Italia.
"Sono tumori cerebrali molto complessi e che spesso vengono diagnosticati in età giovanile - afferma Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom - Si sviluppano da cellule del cervello chiamate gliali e possono avere una prognosi variabile, ma potenzialmente a lungo termine. La gestione della patologia richiede una stretta collaborazione fra neurochirurgo, radioterapista e oncologo medico. Attraverso il bisturi è possibile rescindere la massa tumorale oppure eseguire una biopsia grazie a nuove e sofisticate tecnologie. La radioterapia permette di ridurre il rischio di recidiva o eliminare quella parte di cancro che non è stato possibile rimuovere chirurgicamente. Viene somministrata insieme alla chemioterapia e le sedute sono di solito diluite nel corso del tempo, per limitare l'impatto degli effetti collaterali. Infine, l'oncologo medico deve scegliere i farmaci da somministrare e deve selezionarli valutando le condizioni cliniche del singolo paziente".
"Anche per il trattamento dei gliomi, in particolare quelli di basso grado, si può ricorrere all'oncologia di precisione che potrà ridisegnare la pratica clinica nel prossimo futuro - illustra Enrico Franceschi, direttore dell'Oncologia del sistema nervoso all'Irccs Istituto delle scienze neurologiche di Bologna - E' molto importante verificare la presenza o meno delle mutazioni Idh1 e Idh2. Questi biomarcatori indicano specifiche patologie caratterizzate da una prognosi decisamente più favorevole e maggiore sensibilità dei gliomi alla radio e chemioterapia. Al momento della diagnosi è quindi essenziale l'esecuzione precoce di alcuni test molecolari per identificare al meglio i diversi sottotipi di gliomi. Tra le terapie di nuova generazione vi è anche vorasidenib, un farmaco orale inibitore Idh1 e Idh2 che ha dimostrato di essere un trattamento efficace nel posticipare la radio e chemioterapia nei gliomi di basso grado ed è una rilevante innovazione medico-scientifica".
"Come tutti i tumori cerebrali - prosegue Cinieri - anche i gliomi di basso grado hanno un forte impatto sulla vita del paziente. Sono tante le complicanze che possono verificarsi durante l'intero percorso di cura, perché intervenire sul cervello umano con radiazioni ionizzanti o con interventi chirurgici può comprometterne alcune funzioni basilari. Tra queste vi sono le capacità di parlare o di movimento. Si rendono a volte necessari interventi riabilitativi di logopedisti, fisioterapisti o altri professionisti come lo psiconcologo. Ricevere la notizia della presenza di un tumore in una zona così particolare e delicata porta quasi sempre a depressione e ansia, soprattutto quando il primo approccio è un periodo di osservazione privo di un trattamento attivo. Le terapie innovative sono in grado di prolungare in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione e garantiscono un buon profilo di sicurezza e tollerabilità".
"Ancora una volta l'oncologia medica è centrale nella gestione multidisciplinare di neoplasie estremamente complesse ed insidiose - sottolinea Franceschi - Il trattamento dei gliomi inizia nel momento della diagnosi che deve essere sia morfologica che molecolare. Esistono infatti 150 diversi sottotipi di neoplasia cerebrale ed è fondamentale riconoscere fin da subito le caratteristiche del singolo caso per poter così selezionare le terapie più appropriate. Fino a pochi anni fa avevamo a disposizione solo chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Ora i farmaci ad azione mirata sono una realtà anche nella cura dei tumori cerebrali che esprimano specifiche alterazioni molecolari".
"Nasce da questo rapido progresso nei trattamenti la nostra campagna d'informazione rivolta principalmente a specialisti clinici e pazienti - conclude Cinieri - L'oncologia medica è in costante evoluzione ed è compito di associazioni e fondazioni garantire sempre un aggiornamento scientifico qualificato. L'oncologia di precisione è una realtà consolidata in molte forme di cancro ed è un approccio che indirizza sempre più le nostre scelte terapeutiche. Sta portando a risultati davvero interessanti ed inimmaginabili fino a pochi anni fa anche per neoplasie rare e difficili da trattare come i gliomi di basso grado Idh mutati".
Leggi tutto: Neoplasie cerebrali, in Italia ogni anno 3mila casi di glioma

(Adnkronos) - Nextalia, per conto del fondo Nextalia Capitale Rilancio , annuncia il perfezionamento del secondo investimento in Flo S.p.A., primario gruppo italiano specializzato nel packaging alimentare, con posizioni di leadership a livello europeo in specifici segmenti e accesso a tecnologie innovative e sostenibili. Flo è un player internazionale nella produzione di contenitori per alimenti realizzati in plastica, bioplastica, carta e materiali sostenibili premium (tra cui Alpha, la linea realizzata con carta e Qwarzo). Nata nel 1973 e guidata dalla famiglia Simonazzi, l’azienda ha costruito un percorso di crescita che l’ha portata a servire oltre 2.600 clienti, con circa 680 dipendenti e 5 stabilimenti produttivi (3 in Italia, 1 in Francia e 1 nel Regno Unito), fino a raggiungere €180m di ricavi nel 2024.
L’operazione – realizzata tramite un aumento di capitale – sostiene il rafforzamento patrimoniale, operativo e competitivo di Flo, con focus su efficientamento, valorizzazione del capitale umano e investimenti in capacità produttiva per lo sviluppo di prodotti sempre più innovativi e sostenibili.
La struttura prevede l’acquisizione da parte di Nextalia di una quota di minoranza, mentre la famiglia Simonazzi manterrà la maggioranza, a conferma della collaborazione di lungo periodo e delle prospettive di ulteriore consolidamento del Gruppo.
Francesco Canzonieri, Ceo di Nextalia, ha commentato: "L’investimento in Flo conferma il potenziale della strategia di Nextalia Capitale Rilancio: affiancare imprenditori e imprese italiane d’eccellenza in un percorso di rafforzamento competitivo, apportando capitale e competenze operative. Supporteremo Flo nel consolidare la leadership in un settore trainato da tendenze strutturali come sostenibilità e riciclabilità”.
Daniele Simonazzi, Ceo di Flo, ha aggiunto: “L’ingresso di Nextalia segna un momento chiave per la nostra crescita. Condividiamo una visione strategica in cui innovazione, sostenibilità ed economia circolare sono pilastri fondamentali. Insieme potremo accelerare lo sviluppo di progetti ad alto valore aggiunto e rafforzare la nostra leadership in un settore in continua evoluzione” .
Nextalia si è avvalsa dell’assistenza di Alvarez & Marsal per la due diligence finanziaria, Bain & Company per la business due diligence, STS Deloitte per la due diligence fiscale, Alma LED per gli aspetti legali, WST per gli aspetti IP, Ashurst in qualità di financing legal advisor a supporto degli istituti di credito, Ethica Group in qualità di M&A e Debt advisor, Greenberg Traurig per gli aspetti di Golden Power e Antitrust, Marsh per gli aspetti assicurativi, ERM per gli aspetti EHS / ESG. Flo è stata assistita da Marco Polo e Banca Investis come financial e debt advisor, da Studio Industria e Studio Belli Bertora come legal advisor e da AGFM come tax advisor.
Leggi tutto: Imprese, fondo Nextalia perfeziona nuovo investimento in Flo

(Adnkronos) - "Siamo stati contattati nel 2020 per dare una mano a costituire una Facoltà di Veterinaria nel Lazio e abbiamo prontamente aderito. Oggi siamo strutturati per poter dare la nostra assistenza e disponibilità a questi giovani laureandi che vengono in azienda". Lo ha detto Claudio Destro, Ceo azienda agricola Maccarese, in occasione dell'evento 'One health: educazione, ricerca e cooperazione per un futuro sostenibile', oggi alla Camera dei deputati, dedicato alla presentazione della rete formativa istituita dalla Facoltà di Medicina dell'università di Roma Tor Vergata per il corso di laurea in Medicina veterinaria.
"Maccarese è il più grande allevamento di vacche da latte in Italia, oltre ad avere un allevamento di bovini da carne e un modello di economia circolare - spiega Destro - Pertanto gli studenti potranno apprendere la cura dal punto di vista sanitario, ma anche di benessere animale e di sicurezza alimentare. Inoltre, è importante oggi anche il tema della sostenibilità ambientale, un aspetto che gli studenti potranno altresì verificare in quanto la nostra azienda conta 1.200 ettari di oasi che abbiamo dato in gestione al Wwf".
Leggi tutto: Università, Destro (azienda agricola Maccarese): "Strutturati per accogliere laureandi"

(Adnkronos) - "Il nostro ruolo all'interno del progetto One Health in collaborazione con Roma Tor Vergata è molto operativo: una della job description dell'Istituto zooprofilattico sperimentale prevede anche la formazione dei quadri sanitari dei professionisti che fanno parte delle aree di competenza. Di fatto, l'università ci dà agio di poter fornire loro tutta la nostra expertise in quelle materie peculiari che fanno parte della salute pubblica tout court". Lo ha detto Stefano Palomba, commissario straordinario Izs Lazio e Toscana, intervendo all'evento 'One health: educazione, ricerca e cooperazione per un futuro sostenibile', oggi alla Camera dei deputati, dedicato alla presentazione della rete formativa istituita dalla Facoltà di Medicina dell'università di Roma Tor Vergata per il corso di laurea in Medicina veterinaria.
Tra queste materie figurano "l'epidemiologia, le biotecnologie, tutto ciò che riguarda l'analisi preventiva e predittiva delle patologie e delle zoonosi, che possono essere oggetto di problematica a livello regionale e nazionale - spiega Palomba - L'approccio multidisciplinare è necessario per la nuova figura di veterinario, che dovrà essere prodotta da questa sinergia. Rappresentiamo una delle leve strategiche che l'ateneo può utilizzare per ottimizzare i suoi processi formativi e avere un prodotto veterinario che definisco 2.0, ma sarebbe meglio dire 3.0, che va oltre i dettami dell'ultimo decennio e si proietta nella nuova gestione della salute a tutto tondo, secondo il concetto di salute unica".
Leggi tutto: Università, Palomba (Izs Lazio e Toscana): "Forniamo expertise in salute pubblica"

(Adnkronos) - "Attorno alla ristorazione collettiva si giocano alcune delle sfide più importanti per il nostro futuro, a partire da un vero cambio di mentalità su cosa significhi oggi alimentazione, salute e prevenzione". Lo ha dichiarato Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, intervenendo al Terzo Summit della Ristorazione Collettiva organizzato da Cirfood al Cirfood District di Reggio Emilia, appuntamento nazionale che riunisce istituzioni, imprese e rappresentanti del settore per costruire un nuovo patto per la ristorazione collettiva in Italia.
"Una delle grandi piaghe del mondo occidentale – ha spiegato De Pascale – è l’obesità infantile, che paradossalmente si accompagna e si contrappone alla povertà alimentare diffusa in altre aree del pianeta. Per questo il tema dell’educazione alimentare e della qualità del cibo nei servizi di ristorazione collettiva, in particolare quelli scolastici, è centrale: è attraverso le mense che possiamo accompagnare bambini e ragazzi verso abitudini alimentari corrette e consapevoli". Il presidente ha sottolineato inoltre il ruolo fondamentale della ristorazione collettiva anche in ambito sanitario: "Nelle nostre strutture ospedaliere, l’alimentazione non è un servizio accessorio, ma parte integrante del percorso di cura dei pazienti. Il cibo giusto, preparato e gestito in modo equilibrato, contribuisce al benessere e alla guarigione tanto quanto le terapie mediche".
De Pascale ha evidenziato come questo settore rappresenti un nodo cruciale anche dal punto di vista economico e occupazionale: "La ristorazione collettiva coinvolge migliaia di lavoratori e imprese che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale, dalla scuola al lavoro, dalle case di cura agli ospedali. La qualità del prodotto e quella del percorso educativo che accompagna la nutrizione devono essere al centro dell’impegno comune di istituzioni, aziende e cittadini". "Solo una grande alleanza istituzionale – ha concluso – capace di valorizzare la qualità, la sostenibilità e l’educazione alimentare potrà rafforzare questo sistema strategico per il Paese. È una sfida che riguarda tutti: cittadini, famiglie, scuole, imprese e pubbliche amministrazioni. Perché dal modo in cui mangiamo passa il benessere della società di domani".
Leggi tutto: Ristorazione, De Pascale: "Tema centrale in sfide importanti per il nostro futuro"

(Adnkronos) - Valentin Vacherot 'incorona' Jannik Sinner. Il tennista monegasco, che ha trionfato a sorpresa nel Masters 1000 di Shanghai battendo il cugino Arthur Rinderknech in finale, ha parlato dell'azzurro, fresco vincitore dell'Atp di Vienna: "Io sono il più grande fan di Sinner. Lo vedevo allenarsi a Montecarlo e fin da quando aveva 17 anni sapevo che sarebbe diventato numero uno del mondo", ha detto Vacherot ospite a 'The Changeover Podcast'.
"A me piace guardare il tennis, ma mi piace anche guardare i ragazzi che conosco, con cui sono amico o che possono essere i miei idoli", ha spiegato Vacherot, che grazie al trionfo di Shanghai è diventato 40 del mondo, "non mentirò, non idolatro Fritz. Non è come una volta quando si tifava per Federer, Nadal o Djokovic".
"Adesso è più tra Sinner e Alcaraz. Io, da quando è arrivato nel tour, sono il più grande tifoso di Jannik: non sapevo quando, ma sapevo che a un certo punto sarebbe diventato numero uno", ha concluso Vacherot.
Leggi tutto: Sinner, Vacherot lo esalta: "Sono suo fan, sapevo sarebbe diventato numero uno"

(Adnkronos) - "Abbiamo deciso di proporre un patto per la ristorazione collettiva perché crediamo profondamente nell’importanza del cooperare per dare il giusto valore a un settore così strategico per il nostro Paese". Così Chiara Nasi, presidente di Cirfood, in un’intervista a margine del Terzo Summit della Ristorazione Collettiva organizzato al Cirfood District di Reggio Emilia, appuntamento che riunisce istituzioni, imprese, associazioni e rappresentanti della filiera agroalimentare per promuovere una visione condivisa di sviluppo sostenibile del comparto.
"La ristorazione collettiva – ha spiegato Nasi – necessita di un corretto equilibrio tra ciò che viene richiesto nei capitolati d’appalto e quanto viene riconosciuto in termini di valore economico. È un settore che garantisce ogni giorno un servizio essenziale per milioni di cittadini ed è sostenuto dal lavoro quotidiano di oltre centomila persone. Per questo – ha aggiunto – chiediamo un impegno comune da parte di istituzioni, associazioni, imprese e della filiera agroalimentare per costruire politiche pubbliche dedicate e riconoscere un giusto prezzo, che consenta di mantenere la qualità del servizio e la dignità di chi vi opera".
Dal palco del Summit, Nasi ha inoltre ricordato un importante traguardo raggiunto nell’ultimo anno: «Proprio da questo palco, dodici mesi fa, avevamo registrato un’apertura da parte del Ministero dell’Ambiente per lavorare insieme a una circolare interpretativa sui tanto discussi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la ristorazione collettiva. Sono davvero felice di poter dire che quella circolare è stata pubblicata poche settimane fa. È stato un percorso lungo, ma fondamentale per chiarire alcuni punti sui quali avevamo espresso perplessità e per ribadire l’importanza di basi d’asta congrue e della revisione dei prezzi, indispensabili per mantenere in equilibrio i servizi".
La presidente di Cirfood ha voluto sottolineare che "non si tratta di chiedere margini o guadagni straordinari, che nel nostro settore non ci sono mai stati, ma di garantire condizioni che permettano di chiudere bilanci positivi, di continuare a investire in innovazione e sostenibilità e di retribuire dignitosamente i nostri lavoratori". Nasi ha poi ringraziato tutte le realtà che hanno contribuito al risultato: "Con la pubblicazione di questa circolare abbiamo ottenuto un primo, concreto successo. Voglio ringraziare chi ha lavorato a questo obiettivo, a partire dalle associazioni e in particolare Legacoop, che si è spesa in prima linea. Ma il lavoro non finisce qui – ha concluso –: abbiamo aperto un canale di comunicazione importante con il Ministero, che sarà fondamentale quando si lavorerà all’aggiornamento del decreto. È un passo avanti verso un riconoscimento pieno del valore sociale, economico e culturale della ristorazione collettiva italiana".

(Adnkronos) - "Dobbiamo impostare il nostro futuro sul concetto One Health come integrazione tra la salute dell'ambiente, quella animale e quella umana. Solo così riusciremo ad andare avanti in modo sostenibile e lasceremo un futuro valido per i nostri figli". Lo ha detto Stefano Marini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, all'evento 'One health: educazione, ricerca e cooperazione per un futuro sostenibile', oggi alla Camera, dedicato alla presentazione della rete formativa istituita dalla Facoltà di Medicina dell'ateneo per il corso di laurea in Medicina veterinaria.
"I nostri ragazzi - sottolinea - vivono già in un contesto globale, quindi è importante per loro andare a vedere, studiare e vivere in un contesto diverso dall'Italia. Loro, con tutti i mezzi di cui disponiamo, come Internet, vivono già una realtà virtuale internazionale, bisogna anche fargliela sperimentare davvero".
Leggi tutto: Università, Marini (Tor Vergata): "Impostare mostro futuro su concetto One Health"

(Adnkronos) - "Questo progetto nasce dall'esigenza di realizzare un'offerta formativa all'avanguardia rispetto al tema 'One health', cercando di integrare le tematiche legate alla sanità dell'uomo, dell'animale e dell'ambiente". Lo ha detto il rettore dell'università degli studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, all'evento 'One health: educazione, ricerca e cooperazione per un futuro sostenibile', oggi alla Camera dei deputati e dedicato alla presentazione della rete formativa istituita dalla Facoltà di Medicina dell'ateneo per il corso di laurea in Medicina veterinaria.
"Per farlo - spiega Levialdi Ghiron - abbiamo dato vita ad una forte collaborazione interistituzionale, coinvolgendo soggetti pubblici e privati di primissimo livello che ci hanno consentito, sia in fase progettuale, sia in fase di implementazione dell'offerta formativa, di raggiungere uno standard elevatissimo, di realizzare stage e tirocini all'interno di queste realtà e di utilizzare strumenti didattici innovativi".
"Avere una rete di partner è fondamentale - sottolinea il rettore - perché le risorse necessariamente utili per il problem solving si trovano, spesso, ai confini tra le discipline e non sono necessariamente localizzate all'interno di ciascuna di esse. Pertanto, la collaborazione tra più soggetti di natura differente consente di rendere disponibili agli studenti le risorse necessarie alla soluzione dei problemi".

(Adnkronos) - Mercoledì 29 ottobre si terrà a Genova, presso lo Starhotels President Corte Lambruschini, un incontro di studio, in presenza e in streaming, organizzato dall’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) con la collaborazione tecnica della società Int Formazione & Servizi Srl. La giornata rientra del format 'caffè tributario' ovvero una formula che prevede una prima fase in diretta on line e in presenza in cui si susseguiranno le relazioni degli argomenti in programma e una seconda, terminato il collegamento in streaming, dove i presenti si confronteranno su tematiche di categoria sorseggiando un caffè (da qui il titolo 'caffè tributario').
Nell’incontro, valido per l’acquisizione dei crediti formativi per l’aggiornamento professionale obbligatorio, si tratteranno i seguenti argomenti: 'Regole per l’Ia negli studi professionali', 'Ravvedimento speciale', 'Sport e Terzo settore: il lavoro del Gruppo Int', 'Nuova delega unica: prime indicazioni'. Dopo i saluti del delegato provinciale di Genova, Elena Olivieri, si alterneranno quali relatori Tiziana Pucciarmati, consigliere nazionale e coordinatore del Gruppo di lavoro Ets e Società sportive, Salvatore Cuomo, consigliere nazionale e pubblicista, e Riccardo Alemanno, presidente nazionale Int.
Alemanno ha voluto evidenziare l’impegno dell’Istituto Nazionale Tributaristi nel voler seguire con attenzione l’utilizzo dell’Ia negli studi professionali: “Con la legge 132/2025 il legislatore ha voluto introdurre una serie di attenzioni, obblighi e controlli in vari settori della società, non ultimo quello professionale (art.13) rendendo obbligatoria la comunicazione ai propri assistiti dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, obbligo che noi abbiamo inserito nel nostro Codice Deontologico già dall’aprile scorso. La legge sull’uso dell’Ia ha inoltre delegato il governo, all’art.24 lettera f), a prevedere per ordini professionali, associazioni di categoria più rappresentative ed associazioni professionali ex lege 4/2013, come l’Int, percorsi di alfabetizzazione e formazione. L’incontro è un primo approccio a quello che sarà il percorso di formazione sull’Ia, dove ribadiremo gli obblighi a tutela dell’utenza oltre a qualche consiglio operativo, prossimamente pertanto avremo altri eventi che tratteranno di Ia, a partire dal nostro XXIV Convegno nazionale che si terrà a Roma nella seconda metà del mese di Novembre e dove il tema sarà Tributaristi e Intelligenza Artificiale”.
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(Adnkronos) - Arriva il nuovo contratto per il comparto sanità, con aumenti e la possibilità di sperimentare la settimana lavorativa da 4 giorni. L'accordo girmato oggi da Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e dai sindacatim relativo al triennio 2022-2024, coinvolge oltre 581mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale tra infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico.
Il contratto con l'Aran è stato firmato da Fials, Cisl, Nursind e da Nursing Up. I sindacati Cgil e Uil non hanno sottoscritto l'accordo, come già avvenuto per la preintesa firmata a giugno. Previsti aumenti medi tra i 150 e i 172 euro mensili pari al 6,8% in più rispetto alle retribuzioni attuali.
Il Ccnl "si caratterizza per numerose e rilevanti innovazioni concernenti aspetti salienti del trattamento normo-economico del personale volte a migliorare le condizioni di lavoro e valorizzare le competenze professionali in continuità con il precedente contratto - si legge in una sintesi pubblicata sul sito dell'Aran - E' stato infatti previsto, fra l'altro, l'ampliamento della platea dei possibili dipendenti che possono partecipare all'accesso all'area di elevata qualificazione: oltre alla laurea magistrale accompagnata da un incarico di funzione di almeno 3 anni, è stata introdotta la possibilità di accesso al personale in possesso della laurea triennale accompagnata da un periodo di incarico di funzione di almeno 7 anni oppure il possesso di titoli di studio equipollenti ai sensi dell'articolo 4 della Legge 26.2.1999, numero 42, unitamente ad un periodo di almeno 7 anni di incarico di funzione".
Sono stati inoltre introdotti o rivisti alcuni aspetti degli istituti contrattuali, fra i quali: "La possibilità, in via sperimentale e garantendo comunque qualità e livello dei servizi resi all'utenza, di poter articolare l'orario di lavoro di 36 ore settimanali su 4 giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori; il riconoscimento del buono pasto in lavoro agile nonché la priorità di accesso a questo istituto contrattuale per chi è in situazioni di disabilità o per assistenza a famigliari disabili; l'aggiornamento di alcuni aspetti degli incarichi già previsti dal precedente contratto, prevedendo, fra l'altro, la possibilità di poter coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino al valore di 5.000 euro", continua l'Aran.
Ancora, "è stato introdotto il nuovo profilo di assistente infermiere, già istituito con specifico accordo Stato-Regioni, figura intermedia fra i profili dell'area dei Professionisti della salute e dei funzionari e dell'area degli Operatori; sono state estese alcune tutele relative a permessi, assenze e congedi nonché la formazione del personale. Sono stati inoltre disciplinati gli istituti delle prestazioni aggiuntive e dell'attività di collaborazione alla realizzazione della libera professione intramuraria del dirigente sanitario. Particolare attenzione è stata poi riservata all'aumento dell'età media del personale prevedendo specifiche politiche e strumenti di 'age management' volte a favorire e a migliorare le condizioni di lavoro del personale pubblico che presenta oggi un'età media elevata, la possibilità di fruizione delle ferie anche ad ore, eventuali necessità temporanee del personale che possono essere affrontate attraverso la concessione di limitati periodi di part-time in deroga alla graduatoria annuale".
Prosegue l'Aran: "Data la peculiarità del settore sanitario, è stata introdotta specifica tutela per il personale oggetto di aggressioni da parte di terzi, prevedendo il patrocinio legale da parte dell'azienda e la possibilità, se richiesta dal dipendente, di supporto psicologico. Infine, sono state aggiornate le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato nonché l'indennità di pronto soccorso, prevedendo un meccanismo di distribuzione delle risorse fra Regioni in linea con quanto già introdotto con il contratto dell'area, delineando un percorso che consenta l'integrale utilizzo delle disponibilità economiche garantite dalla legge".

(Adnkronos) - Fedez starebbe lavorando a un nuovo progetto musicale. Oggi, lunedì 27 ottobre, a Milano, sui ledwall della città è apparso un video 'misterioso', in bianco e nero, che ritrae proprio il rapper di Rozzano.
Un video inteso che lo ritrae in piedi con lo sguardo rivolto verso l'alto. In pochi secondi dalla sua maglia si sprigiona un’esplosione di filamenti attraversati da uno stormo di rondini che lo sollevano, fino a lasciarlo sospeso in aria. Al momento però tutto tace, Fedez ha lasciato parlare questa immagine ambigua e potente allo stesso tempo.
Un’apparizione che arriva senza preavviso e che sembra anticipare qualcosa di più grande. Poche ore dopo, il rapper ha condiviso su TikTok un video e una piccola anticipazione di quello che sembra essere un nuovo brano: "Non stare ad ascoltare la rabbia tanto non ha importanza", ha scritto a corredo. Per i fan è chiaro, Fedez è tornato 'in cantiere' ed è in arrivo nuova musica.
Leggi tutto: Fedez, nuova musica? Il video misterioso tra le vie di Milano e spoiler sui social

(Adnkronos) - Orrore a Sezze, in provincia di Latina, dove oggi, lunedì 27 ottobre, un uomo ha ucciso e sezionato un cane, per poi raccogliere i resti dell’animale, riporli in una busta e darsi alla fuga verso le colline circostanti.
L'episodio è avvenuto in località Ceriara e sul posto, allertate da una segnalazione, sono intervenute le guardie zoofile della Fipsas, coordinate dal responsabile regionale Emiliano Ciotti, che sono riuscite a documentare l’intera scena in pochi minuti. Alla vista degli operatori, l’uomo ha raccolto i resti dell’animale ed è scappato. Il materiale fotografico e video raccolto verrà trasmesso alla Procura di Latina per gli accertamenti di competenza, al fine di chiarire ogni aspetto della vicenda ed escludere l’eventualità che si siano verificati episodi analoghi nella zona.
Le guardie della Fipsas operano da oltre 30 anni sul territorio, impegnandosi quotidianamente nella tutela ambientale, nella salvaguardia dell’ecosistema e nella protezione degli animali. Tuttavia, a quanto raccontano gli stessi volontari intervenuti, che si sono detti profondamente scossi dall’accaduto, non avevano mai assistito a un episodio ugualmente raccapricciante.
Leggi tutto: Orrore a Sezze, uccide e seziona un cane: guardie zoofile filmano tutto

(Adnkronos) - "Il sistema aerospazio del Lazio s’inserisce a pieno titolo nelle strategie industriali e di cooperazione internazionale che l’attuale Governo sta portando avanti con una forte connotazione industriale e tecnologica. La Regione intende ulteriormente rafforzare questo settore d’eccellenza attraverso un rinnovato Distretto Industriale e Tecnologico dell'Aerospazio e della Sicurezza". Lo ha dichiarato la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria, all’Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli all’apertura degli Stati Generali italiani della Space Economy organizzato dall’onorevole Andrea Mascaretti, presidente dall’Intergruppo parlamentare per la Space economy, che si è svolta a Roma nella sede del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione, partendo dal tema 'La diplomazia dello spazio: strumento di politica estera e motore di crescita'. Alla Farnesina, il Lazio ha portato il sistema dell'aerospazio e della sicurezza con una delegazione composta da imprese e organizzazioni datoriali che è stata accolta dal vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani. Il Lazio partecipa anche alle tappe di Torino del 30 ottobre e di Milano del 31 ottobre.
"Nell’ambito del settore aerospaziale, il Lazio può contare su una posizione leader in Italia. Anche attraverso le importanti opportunità della programmazione europea, vogliamo ulteriormente investire sulla Space Industry e sulla Space Economy. Un investimento strategico che recentemente ha avviato molti bandi: da Step per le tecnologie strategiche con 110 milioni di euro, 20 milioni per l’attrazione investimenti, 100 milioni sul Venture Capital, oltre ai 7 milioni stanziati per completare il progetto Rome Technopole, - continua Angelilli - il polo della ricerca e dell’innovazione al servizio delle imprese. In questa visione di crescita territoriale, la connessione tra istituzioni, industria, PMI e Start up e il mondo accademico e della ricerca, deve essere strategica e fattiva. Per questo abbiamo avviato le consultazioni con i protagonisti del settore, affinché si possa rilanciare su nuove basi lo storico distretto aerospaziale della Regione Lazio, rafforzandolo nella competitività alla luce delle nuove sfide globali e della nuova programmazione europea che stanzierà cifre senza precedenti".
Nel Lazio l’ecosistema dell’aerospazio produce ogni anno un fatturato di 5 miliardi di euro e 1,6 miliardi in export, conta 23 mila addetti e più di 300 imprese. Una filiera del valore completa che ha avuto un posto di primo piano anche agli Stati Generali europei della Difesa, Spazio e Cybersecurity che si sono svolti lo scorso settembre all’Esa-Esrin di Frascati. Nel Lazio operano grandi player del settore aerospaziale e una notevole rete di Pmi innovative. Le aree in cui il Lazio può giocare un ruolo chiave sono, tra le altre, evoluzione dei sistemi di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, osservazione della Terra, Space Smart Factory (produzione di costellazioni e componenti), accesso allo spazio e servizi in orbita. Gli Stati Generali della Space Economy della Farnesina sono stati, quindi, l'occasione per fare sistema e per approfondire e discutere delle opportunità per le imprese dell’aerospazio del Lazio connesse ai programmi internazionali di cooperazione che vedono l'Italia collaborare con molti Paesi nel mondo.
Leggi tutto: Le imprese dell'aerospazio protagoniste agli stati generali della Space Economy

(Adnkronos) - I trattamenti per la malattia di Alzheimer sono alla vigilia di una svolta. L'arrivo dei primi farmaci realmente efficaci, come lecanemab e donanemab, rappresenta un traguardo storico nella lotta contro una patologia che colpisce milioni di persone nel mondo. Tuttavia, queste terapie potranno essere prescritte solo in condizioni specifiche e a pazienti accuratamente selezionati. Per questo motivo, la Società italiana di neurologia (Sin) ha promosso e coordinato la redazione dell'Epa - Expert Panel on Alzheimer's Disease, un documento di riferimento che definisce criteri, percorsi e standard per l'applicazione clinica di queste nuove terapie nel contesto del Servizio sanitario nazionale.
L'Epa, spiegano i neurologi in congresso a Padova, nasce da un'ampia collaborazione tra la Sin e numerose società scientifiche italiane - tra cui la Società italiana di medicina nucleare, la Società italiana di radiologia medica, la Società italiana di biochimica clinica, la Società italiana di geriatria e gerontologia e la Società italiana di psicogeriatria – con il contributo di esperti in neurologia, geriatria, neuroradiologia, biochimica clinica e medicina nucleare. "L'Epa è un'iniziativa che la Sin ha fortemente voluto per costruire un linguaggio comune e un percorso condiviso tra tutte le discipline coinvolte nella gestione della malattia di Alzheimer - afferma Alessandro Padovani, presidente uscente Sin - Abbiamo ritenuto necessario riunire tutte le competenze per definire in modo chiaro chi potrà accedere alle nuove terapie, come diagnosticare precocemente la malattia e come monitorare i pazienti nel tempo. E' un lavoro che mira a rendere accessibili queste opportunità terapeutiche in modo equo su tutto il territorio nazionale".
Il documento affronta in maniera organica tutti gli aspetti fondamentali per la corretta implementazione delle nuove terapie anti-Alzheimer e definisce innanzitutto i criteri per la selezione dei pazienti, individuando come candidati ideali coloro che presentano decadimento cognitivo o demenza di grado lieve, dovuta alla malattia di Alzheimer. E' importante sottolineare - avvertono i neurologi - che queste terapie non sono indicate per tutti i pazienti, né per tutti gli stadi della malattia. Ampio spazio è dedicato alla diagnosi precoce e appropriata, con l'obiettivo di stabilire criteri chiari per l'individuazione dei pazienti nelle fasi iniziali e di semplificare il percorso diagnostico, evitando esami invasivi o costosi quando non necessari.
L'Epa promuove inoltre l'impiego dei biomarcatori plasmatici come valida alternativa ai marcatori liquorali e alle indagini Pet, così da garantire una maggiore accessibilità diagnostica in tutte le regioni italiane. In collaborazione con Sibioc - Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica, sono in corso la validazione dei parametri biochimici, la definizione dei cut-off e la standardizzazione dei protocolli. E' stato fondamentale - riferisce la Sin - anche il contributo della radiologia e della medicina nucleare, con cui il documento definisce quali tipologie di risonanza magnetica e di indagine Pet utilizzare per identificare i pazienti più idonei e ridurre il rischio di effetti collaterali. Con la Società italiana di geriatria, Epa lavora alla definizione dei criteri clinici per riconoscere le persone fragili, pre-fragili o complesse, che potrebbero non essere candidati ideali per questi trattamenti. Particolare attenzione è rivolta all'equità di accesso e al rafforzamento della rete dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd), che avranno un ruolo centrale nella selezione e nel monitoraggio dei pazienti, assicurando uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.
Il documento rappresenta una base operativa per costruire un ecosistema sanitario pronto ad accogliere le nuove terapie. Le società scientifiche coinvolte stanno già elaborando documenti attuativi che definiranno in modo puntuale i protocolli diagnostici e terapeutici, a partire dai dosaggi plasmatici fino alle procedure di imaging. "Oggi stiamo gettando le fondamenta di un percorso che cambierà radicalmente la gestione dell'Alzheimer in Italia - rimarca Padovani - Serve tempo per costruire un sistema pronto, efficiente e uniforme, ma l'obiettivo è chiaro: intercettare precocemente i pazienti che possono beneficiare di queste terapie e garantire loro un accesso equo e sicuro, ovunque si trovino". Il progetto non riguarda solo neurologi e geriatri, ma coinvolge l'intero percorso di cura: infermieri, psicologi, neuropsicologi e tutti gli operatori dei Cdcd. E' un passo decisivo verso un upgrading strutturale e culturale del sistema sanitario nella gestione della malattia di Alzheimer.
Leggi tutto: Alzheimer, dal congresso neurologi linee guida sui nuovi farmaci
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