
(Adnkronos) - La rigenerazione urbana richiede un cambio di passo sul piano dei processi decisionali e dei tempi di attuazione. È quanto ha sottolineato Gianluca Capri, responsabile del Centro ricerca e sviluppo dell'Agenzia del Demanio, intervenendo a Rebuild 2026.
Capri ha evidenziato la complessità che caratterizza il coinvolgimento congiunto di soggetti pubblici e operatori privati nei progetti di trasformazione urbana, richiamando la necessità di una maggiore continuità nella visione e nella capacità di risposta del sistema pubblico. Un nodo centrale riguarda i tempi di realizzazione degli interventi e gli iter autorizzativi, spesso percepiti come troppo lunghi.
"Occorre una visione continua e una capacità di risposta del sistema pubblico in tempi più rapidi. I tempi autorizzativi sono spesso troppo dilatati", ha sottolineato.

(Adnkronos) - "Siamo qui a Rebuild 2026 come Federcasa, che riunisce 85 aziende pubbliche, per parlare di Piano casa. Il governo, infatti, ha varato la settimana scorsa questo imponente piano, che è in fase di attuazione perché è stato assegnato alla Camera dei deputati per la discussione alla Commissione ambiente e noi commenteremo le dotazioni e le opportunità per le nostre aziende e per il sistema casa in generale". A dirlo Marco Buttieri, presidente Federcasa, alla dodicesima edizione di Rebuild, l'evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro congressi di Riva del Garda (Tn).
"Avevamo partecipato all’edizione di Rebuild di due anni fa e, personalmente, l'ho vista molto implementata e attiva: complimenti all'organizzazione e a tutti i partecipanti", conclude.

(Adnkronos) - Fino al 50% degli esami di imaging negli anziani potrebbe essere considerato non necessario o a basso valore clinico: un fenomeno che incide direttamente sulle liste d'attesa, sulla sostenibilità del Ssn, sulla qualità dell'assistenza ai pazienti più fragili. In Italia gli over 70 sono oggi oltre 10 milioni e il progressivo invecchiamento della popolazione sta determinando un aumento costante della domanda di prestazioni diagnostiche e radiologiche. In questo scenario, l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento strategico non solo per supportare il lavoro dei radiologi, ma anche per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e contribuire concretamente a ridurre gli esami inutili. Negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato il potenziale dell'Ia nella gestione dei flussi diagnostici e nella selezione degli esami realmente necessari. Sistemi avanzati di supporto decisionale possono contribuire a ridurre gli esami inappropriati, ottimizzare i percorsi radiologici e migliorare l'efficienza delle strutture sanitarie, liberando risorse per i pazienti che necessitano realmente di approfondimenti diagnostici. Particolare attenzione viene oggi rivolta alla popolazione geriatrica, dove fragilità clinica, pluripatologie e invecchiamento fisiologico rischiano talvolta di determinare un eccesso di prescrizioni diagnostiche. Di questi temi si è discusso al convegno 'Attualità in Radiologia: tra nuove strategie organizzative e gestionali ed imaging geriatrico', promosso dalla Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) nell'ambito del raduno annuale dei gruppi regionali Emilia Romagna e Marche, organizzato a Fermo nei giorni scorsi.
Il programma scientifico ha dedicato ampio spazio al rapporto tra Ai, appropriatezza prescrittiva e imaging geriatrico, con sessioni specifiche sulla gestione delle criticità organizzative, sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei percorsi diagnostici e sulle nuove sfide legate alla presa in carico del paziente anziano. "Un convegno voluto da Sirm per confrontarci sulla radiologia nei pazienti geriatrici anche in relazione alla questione delle liste di attesa - spiegano Gianluca Valeri, presidente sezione regionale Marche, e Marco Miceli, presidente sezione regionale Emilia Romagna - L'età non è una malattia e porta con sé alcune problematiche che non sono patologie. Per questo dobbiamo dialogare anche con i medici di medicina generale sul tema delle prescrizioni di esami diagnostici, non sempre indispensabili. Il problema delle liste di attesa non si risolve aumentando l'offerta, ma scremando quelle davvero necessarie ai pazienti, attraverso una collaborazione fattiva con i medici prescrittori. In questo senso ci viene incontro anche l'Ia, che in alcuni Paesi come l'Inghilterra è stata introdotta per valutare la reale necessità di effettuare esami in una persona anziana".
"La radiologia geriatrica rappresenta oggi una priorità per Sirm - sottolinea Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova - L'invecchiamento della popolazione impone un cambio di paradigma culturale e organizzativo: dobbiamo garantire ai pazienti anziani percorsi diagnostici appropriati, sostenibili e realmente utili. La Sirm è impegnata da tempo nella promozione di una radiologia sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, alla multidisciplinarietà e all'utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, compresa l'intelligenza artificiale, che può supportare il medico nelle decisioni cliniche senza mai sostituire il rapporto umano con il paziente". Anche Andrea Giovagnoni, past president Sirm, spiega il valore strategico dell'innovazione tecnologica applicata alla popolazione anziana: "L'Ia può rappresentare un'opportunità concreta per migliorare l'efficienza del sistema sanitario e la qualità dell'assistenza ai pazienti geriatrici. Gli algoritmi possono aiutare a individuare priorità cliniche, a valutare l'appropriatezza degli esami e a supportare il radiologo nell'interpretazione delle immagini. Tuttavia, è fondamentale che queste tecnologie vengano integrate all'interno di percorsi clinici ben definiti, con una supervisione medica costante e con particolare attenzione agli aspetti etici, organizzativi e relazionali della cura". L'obiettivo, sottolineano gli esperti, "non è ridurre le prestazioni sanitarie, ma renderle più appropriate, tempestive ed efficaci. In una popolazione sempre più anziana, l'innovazione tecnologica può infatti contribuire a costruire un modello di sanità più sostenibile, capace di coniugare qualità delle cure, umanizzazione dell'assistenza e migliore gestione delle risorse disponibili".

(Adnkronos) - Dal 13 maggio al 16 maggio si tiene a Milano il Transpotec Logitec, la più importante manifestazione in Italia per il trasporto merci e la logistica. Per la giornata inaugurale è previsto il convegno 'Trasporti passeggeri e merci, politiche pubbliche e transizione: il sistema si confronta', all’interno del quale si terrà il tavolo trasporto merci-logistica organizzato dal comitato centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori per conto di terzi e incentrato sul settore del trasporto su strada e della logistica, le relative problematiche e prospettive e gli interventi in corso da parte del comitato centrale. Si tratterà di un momento per fare il punto della situazione anche in vista degli Stati Generali dell’Autotrasporto che si terranno all’inizio di ottobre.

(Adnkronos) - Tra i più importanti fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca, l'ipertensione si stima colpisca a livello globale oltre 1,28 miliardi di persone tra i 30 e i 79 anni. Circa la metà, però, non è consapevole della propria condizione e solo una minoranza riesce a mantenere valori pressori adeguatamente controllati. Anche in Italia la diffusione della patologia è molto elevata. Secondo i dati della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (Siia), circa 1 italiano su 3 è iperteso, una condizione che aumenta significativamente con l'età e rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica. Per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del controllo della pressione arteriosa, in occasione della Giornata mondiale dell'ipertensione che si celebra il 17 maggio la Siia promuove iniziative di prevenzione con gazebo e punti di misurazione gratuita della pressione su tutto il territorio nazionale.
In alcuni pazienti - spiega Siia in una nota - nonostante le modifiche dello stile di vita e le cure farmacologiche, i valori pressori possono rimanere elevati, configurando quadri di ipertensione difficile da controllare (situazione clinica identificata da valori pressori superiori a 140/90 mmHg, nonostante l'impiego di più farmaci antipertensivi). Si tratta di una condizione particolarmente rilevante perché associata a un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
Negli ultimi anni - informano gli esperti - si è progressivamente affermata un’opzione terapeutica innovativa per questi pazienti: la denervazione renale, una procedura endovascolare mini-invasiva che agisce sul sistema nervoso simpatico a livello delle arterie renali e consente di ottenere una riduzione duratura dei valori pressori. La tecnica prevede l'introduzione di un catetere molto sottile attraverso l'arteria femorale, guidato fino alle arterie renali. Attraverso l'erogazione di energia a radiofrequenza, il dispositivo consente di disattivare selettivamente parte delle terminazioni nervose simpatiche coinvolte nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa. Al termine della procedura il catetere viene rimosso e non viene impiantato alcun dispositivo nel paziente. Le più recenti linee guida della Società europea dell'ipertensione (European Society of Hypertension - Esh) hanno riconosciuto la denervazione renale come terzo pilastro nel trattamento dell'ipertensione non controllata, accanto ai cambiamenti dello stile di vita e alla terapia farmacologica. Le raccomandazioni sottolineano come questa procedura rappresenti un'opzione terapeutica sicura ed efficace nei pazienti nei quali i farmaci non consentono di ottenere un adeguato controllo dei valori pressori.
Accanto ai progressi terapeutici, la prevenzione resta uno strumento fondamentale per contrastare la diffusione dell'ipertensione. "Il controllo della pressione arteriosa è un elemento chiave nella prevenzione delle malattie cardiovascolari - rimarca Agostino Virdis, presidente Siia - La denervazione renale, accanto alla terapia farmacologica e al corretto stile di vita, rappresenta un'opzione terapeutica innovativa che consente un approccio più mirato e amplia le possibilità di trattamento per i pazienti".
L'iniziativa proposta per la Giornata mondiale dell'ipertensione - appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione riguardo una delle principali cause di malattie cardiovascolari - contiene un messaggio preciso: la diagnosi precoce è fondamentale, insiste la Siia. L'ipertensione è infatti spesso definita 'killer silenzioso', perché può rimanere a lungo asintomatica mentre aumenta progressivamente il rischio cardiovascolare.

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(Adnkronos) - La replica de Il Commissario Montalbano, in onda su Rai1, vince la prima serata di ieri martedì 12 maggio con 2.762.000 spettatori e il 16,9% di share. Medaglia d'argento per il Grande Fratello Vip su Canale 5 che ha interessato 2.052.000 spettatori raggiungendo uno share maggiore (18,2%) dovuto alla messa in onda più lunga. Terzo posto per la prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026 su Rai2 con 1.856.000 spettatori e il 10,1% di share.
Fuori dal podio troviamo La7 con 'DiMartedì' che ha incollato allo schermo 1.386.000 spettatori (9,2% share) mentre 'Indovina Chi Viene a Cena' su Rai3 ha interessato 874.000 spettatori (4,8% share). Seguono: Italia 1 con 'Le Iene presentano: Inside' (780.000 spettatori, 6,7% share); Rete 4 con 'È Sempre Cartabianca' (657.000 spettatori, 5,4% share); Nove con 'Michael Jackson - Anatomia di una Caduta' (246.000 spettatori, 1,5% share) e Tv8 con 'Italia's Got Talent' (244.000 spettatori, 2% share).
In access prime time testa a testa tra Rai1 e Canale 5. 'Affari tuoi' ha registrato 4.560.000 spettatori (22,3% share) mentre 'La Ruota della Fortuna' ha raccolto 4.517.000 (22,1% share).

(Adnkronos) - “E’ sempre un piacere per noi tornare a presenziare a questo evento di Rebuild; quest'anno, in particolare, in cui si parla della abitabilità dell'abitare, che è comune con quanto sviluppiamo come azienda nello spazio, Thales Alenia Space, infatti, è leader internazionale europeo e mondiale sullo sviluppo dei sistemi abitabili e abitati nello spazio. Pertanto, è piacevole discutere e verificare quanto c’è in comune tra gli sviluppi terrestri e gli sviluppi spaziali e quanto si può essere di trasferimento tecnologico tra un dominio e l'altro”. Lo ha detto Walter Cugno, Senior Advisor Esplorazione e Scienza - Thales Alenia Space, intervenendo al panel ‘Quando le tecnologie digitali cambiano la vita delle città e dei territori’, nella seconda giornata di lavori della dodicesima edizione di Rebuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile del mondo delle costruzioni in corso al Centro Congressi di Riva del Garda (Tn).
“All’interno del panel abbiamo parlato proprio di questo ed è stato veramente interessante capire soprattutto come corre la tecnologia, in questi ultimi tempi, spinta dalle potenzialità dell'intelligenza artificiale che comunque ha un impatto significativo sia su quanto viene fatto e sviluppato per le applicazioni spaziali, parimenti quanto viene fatto e sviluppato nell'applicazione terrestre”, conclude.

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(Adnkronos) - Una capsula di caffè può avere una nuova vita. A ReNest, percorso esperienziale e multisensoriale dedicato alla scoperta di un sistema alimentare più sostenibile, realizzato a Milano in CityLife dal Gruppo Nestlé in Italia, il progetto Recap racconta in modo integrato l’intera filiera del recupero delle capsule di caffè in plastica.
Recap nasce nel 2021 come progetto pilota in Friuli-Venezia Giulia, da un’idea condivisa tra Nestlé Italiana e illycaffè. Due aziende produttrici di capsule di caffè, un obiettivo comune: costruire un sistema strutturato per raccogliere e valorizzare le capsule in plastica esauste, recuperando sia la componente plastica sia il caffè esausto contenuto al loro interno. Nel tempo, all’alleanza hanno aderito anche Essse Caffè e Caffè Borbone e la raccolta si è ampliata in 32 comuni tra il Friuli-Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna e il Veneto.
Il percorso di una capsula raccolta attraverso Recap inizia con il conferimento nel contenitore. Il caffè esausto estratto diventa fertilizzante, seguendo una filiera dedicata gestita da partner come Fomet. La plastica, invece, viene avviata al riciclo meccanico in impianti come quelli di Montello e trasformata in nuova materia prima. A rendere possibile tutto questo è una rete capillare che coinvolge anche istituzioni territoriali - tra cui le Regioni Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna e il Consiglio di Bacino Padova Centro - municipalizzate e ovviamente i cittadini.
"Recap dimostra concretamente che la collaborazione è un elemento chiave per sviluppare soluzioni efficaci di economia circolare. Solo mettendo a sistema competenze diverse, aziende, istituzioni e operatori della filiera, è possibile affrontare sfide complesse come il riciclo delle capsule di caffè e generare un impatto reale, anche grazie al ruolo fondamentale dei consumatori. Ruolo che continuerà ad essere significativo anche con l’avvio della raccolta differenziata delle capsule di plastica in tutta Italia, rispetto alla quale le sinergie con i consorzi e gli altri attori sul territorio restano fondamentali", osserva Marta Schiraldi, responsabile Sostenibilità, Salute e Sicurezza di Nestlé Italia e Malta.
Al talk si è anche parlato insieme a Davide Pollon, responsabile R&S di Corepla, della svolta attesa dal settore: a partire dal 12 agosto 2026, le capsule di plastica saranno qualificate come imballaggio e potranno essere conferite nella raccolta differenziata domestica della plastica. Un passo che richiede coordinamento, test e analisi: in Lombardia è già attivo un progetto pilota che coinvolge circa 170 comuni, avviato da Corepla insieme ai partner territoriali.
Recap proseguirà il proprio percorso di raccolta e riciclo, mantenendo centrale uno dei suoi elementi più distintivi: la valorizzazione del caffè esausto attraverso una filiera dedicata, capace di trasformarlo in nuove risorse.

(Adnkronos) - "Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo. L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del Governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani "sgombera il campo dagli equivoci" nell'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadendo ancora una volta che "un impegno che potrà concretizzarsi, lo sottolineo con chiarezza, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità".
"Tutti concordano sul fatto che un accordo credibile deve prevedere la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Che non può essere tenuto in ostaggio con la forza militare, o attraverso l’imposizione di pedaggi", ha ribadito aggiungendo: "La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono priorità assolute. Hormuz deve tornare a essere uno Stretto internazionale libero e aperto: è nell'interesse dell'Italia, è nell'interesse dell'Europa, è nell'interesse del mondo".
Tajani ha quindi ricordato che il nostro Paese "ha interessi vitali nel Golfo: energetici, commerciali, strategici" e per questo "non possiamo essere spettatori". "Questo è il nostro impegno. Un impegno che portiamo avanti sempre in stretto raccordo con i partner, in Europa e nel G7, e con le organizzazioni multilaterali", ha affermato ribadendo "ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento lo abbia autorizzato, nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che vi sia un quadro giuridico internazionale preciso". Ma è necessario non farsi trovare impreparati, nel momento in cui si verificheranno le condizioni necessarie".
E dopo aver risposto sulla posizione dell'Italia sulla guerra all'Iran ("La risposta viene dallo stesso presidente americano, che non ha gradito alcune posizioni" del nostro Paese, ha ricordato che "quanto sta avvenendo nello Stretto di Hormuz non può essere ridotto a una crisi regionale da cui, come vorrebbero alcuni, stare alla larga. Si tratta di uno choc globale. Una crisi che incide direttamente sulla sicurezza nazionale e sulla competitività del nostro sistema produttivo".
"Teheran deve impegnarsi a negoziare in buona fede, e con flessibilità, per una soluzione costruttiva, a riprendere la collaborazione con l'Agenzia dell’Onu per il nucleare e a ristabilire le relazioni con i Paesi del Golfo", è stato quindi il monito ribadito dal ministro degli Esteri, che ha detto di aver consegnato questo stesso messaggio al ministro degli Esteri cinese Wang Yi, "quando il mese scorso sono stato in missione a Pechino". "La Cina - ha sottolineato - gode di un’indubbia influenza sull’Iran ed è uno dei Paesi più interessati al ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". "L’impegno di Pechino per la pace è fondamentale", ha riaffermato ancora, a poche ore dalla visita di Donald Trump in Cina.
"Il momento è complesso, e richiede compattezza, senso di responsabilità, gioco di squadra. È un appello che voglio rinnovare anche in questo passaggio", ha detto ancora il vicepremier aggiungendo: "Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo. L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". E "sgombera il campo dagli equivoci" nell'audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadendo ancora una volta che "un impegno che potrà concretizzarsi, lo sottolineo con chiarezza, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità".
"Teheran non può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici in grado di minacciare la regione", è la posizione ribadita dal ministro degli Esteri, ricordando che "il regime iraniano è ancora quello che ha represso con la violenza, solo pochi mesi fa, i propri giovani che chiedevano libertà e democrazia. E continua a farlo anche oggi, con le esecuzioni capitali di chi ha osato opporsi". "È il regime che ha attaccato in maniera indiscriminata aree residenziali, alberghi, ospedali, infrastrutture energetiche in tutti i Paesi del Golfo", accusa il ministro in un'audizione in Parlamento, che torna a ribadire "la solidarietà agli Emirati Arabi Uniti per i continui attacchi, anche di questi giorni, che mettono a repentaglio la vita di tanti innocenti".
"Al netto di una tregua che appare fragile e precaria, è indispensabile mantenere un raccordo continuo, serio e responsabile, sia con i nostri alleati internazionali, sia nel necessario e imprescindibile rapporto tra Governo e Parlamento. Vorrei chiarire, sin da subito, un punto essenziale. Non siamo qui, oggi, per chiedervi di autorizzare una nuova missione militare, che prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento, né un ampliamento del perimetro operativo di quelle in essere, già definito dal Parlamento. Ci muoviamo, cioè, vorrei fosse chiaro, all’interno delle prerogative attribuite al ministro della Difesa e nel quadro delle missioni militari all’estero già autorizzate dalle Camere. Proprio ieri ho avuto un ulteriore colloquio con i ministri della Difesa di nostri Paesi partner con cui abbiamo registrato la piena convergenza su alcuni principi fondamentali: la necessità di garantire la sicurezza della navigazione in uno dei punti strategicamente più sensibili del mondo e, al tempo stesso, la volontà di mantenere ogni iniziativa rigorosamente separata dal conflitto in corso", ha detto dal canto suo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione ala Camera.
"L’obiettivo condiviso - ha ribadito - resta quello di favorire, il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima dell’area. Spero venga largamente condivisa la necessità che eventuali future iniziative – di natura esclusivamente difensiva - possano effettuarsi solo qualora siano rispettate alcune condizioni essenziali e non derogabili: per primo, non un temporaneo ‘cessate il fuoco’ ma una tregua vera credibile e stabile, meglio ancora se una pace definitiva; una legittima cornice giuridica internazionale; l’accordo di tutte le parti interessate".
"Il tema subito emerso tra le nazioni coinvolte a livello multilaterale è quello dei tempi di reazione. Laddove 'scoppiasse' la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione, a tutte le unità delle nazioni alleate indicate, per raggiungere il Golfo Persico. Ecco perché ci stiamo organizzando anche noi per avvicinarci a quell’area, pur rimanendo a distanza di sicurezza. Infatti, per quanto riguarda l’Italia, quando e se le condizioni e i paletti si verificheranno, sarà il Parlamento a valutare e decidere o meno di contribuire all’iniziativa internazionale e in che modo. L’eventuale contributo nazionale farebbe leva principalmente sulle capacità altamente qualificate della Marina Militare italiana, in particolare nel settore del contrasto alle mine; si dovrà valutare l’impiego o meno del supporto aereo, ambiti nei quali l’Italia dispone di eccellenze riconosciute a livello internazionale. Sappiamo infatti che il tema delle mine navali nello Stretto di Hormuz sarà da affrontare prima o poi", ha aggiunto.
"Pertanto, come detto, in via esclusivamente precauzionale, considerando i tempi necessari al trasferimento e al rischieramento degli assetti, stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto - ha spiegato - inizialmente nel Mediterraneo Orientale e successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso, Mediterraneo Sicuro e Aspides, e sempre rigorosamente all’interno del quadro autorizzato delle missioni internazionali dell’Italia. Si tratta di assetti specialistici, altamente tecnologici, che richiedono settimane per essere trasferiti nell’area. Ed è proprio per questo che una pianificazione anticipata e un pre-posizionamento diventano elementi essenziali. Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani se sarà possibile. Una scelta di responsabilità come quella di altri Paesi europei. La Francia, di fatto, si è già mossa, mentre Regno Unito, Germania, Belgio e altri partner stanno sviluppando analoghe attività di pianificazione e predisposizione prudenziale di assetti specialistici. Questo approccio, meramente funzionale, consentirà all'Italia, qualora maturassero finalmente le condizioni per una stabilizzazione dell’area, e fatte salve le valutazioni e le decisioni del Parlamento, di poter contribuire, senza ulteriori ritardi, a eventuali iniziative internazionali volte al ripristino della sicurezza della navigazione. I principi del diritto internazionale, a partire dal diritto del mare e della libertà di navigazione, il più antico diritto al Mondo, e della cooperazione internazionale, cardine di legittimità internazionale troppo spesso violato, ci portano a doverci preparare e organizzare per interventi cautelativi, comunque e in ogni caso di carattere difensivo e conformi alle necessità".
"E' vero che Hormuz non era un problema prima della guerra, lo è diventato per una tattica dell'Iran, che ha cambiato la tattica di guerra, che non ha risposto agli aggressori come aveva fatto nella prima guerra, ma ha allargato il caos, attaccando paesi che non l'avevano attaccato perché i paesi del golfo che non l'avevano attaccato sono stati coinvolti in questa guerra. La tregua è possibile? Non lo so, non penso,oggi e questa settimana penso sia meno facile di quanto pensavo una settimana fa. Ciò detto, ci stiamo preparando a farla? Sì, ci stiamo preparando perché speriamo che alla fine prevalga il buonsenso", ha concluso.

(Adnkronos) - Avrebbe tentato di avvelenare la moglie mettendole della candeggina nel caffè. Per questo, con l'accusa di lesioni gravissime, martedì 12 maggio, è stato arrestato dai carabinieri a Pistoia un operaio di 55 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura della città toscana, sabato 9 maggio l'uomo avrebbe offerto alla moglie un caffè 'allungato' con la candeggina. La notizia è pubblicata oggi dal quotidiano 'La Nazione' nell'edizione della cronaca di Pistoia.
La donna avrebbe accusato un malore subito dopo aver bevuto il caffè preparato in casa ma è riuscita a chiedere aiuto ed è stata soccorsa dai sanitari del 118. Attualmente si trova ricoverata in osservazione all’ospedale San Jacopo di Pistoia.
L’uomo, padre di due bambini, si trova nel carcere di Pistoia, in attesa di comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.

(Adnkronos) - Delusione per San Marino, tensione per la qualificazione di Israele e una caldissima accoglienza per l'Italia con Sal Da Vinci. Primi verdetti dalla Wiener Stadthalle di Vienna per l'Eurovision Song Contest 2026, che quest'anno celebra i suoi 70 anni. Ieri sera si è tenuta la prima delle due semifinali e sono stati annunciati i primi dieci Paesi che accedono alla finalissima di sabato 16 maggio.
In ordine casuale, hanno staccato il pass per la finale: Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia. La serata ha riservato diverse sorprese, come la qualificazione della Polonia e del Belgio. Tornano in finale dopo alcuni anni di assenza anche Moldavia, Serbia e Croazia. La Lituania, invece, prosegue la sua striscia positiva, centrando la sesta qualificazione consecutiva dal 2021.
Delusione per San Marino: la coppia formata da Senhit e la star internazionale Boy George con il brano 'Superstar' non è riuscita a superare il turno. Si interrompe così il sogno del Titano, che negli ultimi anni aveva puntato molto sulla sua selezione nazionale, prima 'Una Voce per San Marino' e dal 2025 'San Marino Song Contest', portando sul palco artisti come Achille Lauro e Gabry Ponte. Si fermano anche Portogallo ed Estonia, sempre qualificatisi rispettivamente dal 2021 e 2022, e prosegue il digiuno dalla finale per il Montenegro.
La qualificazione di Israele con Noam Bettan era attesa, ma è avvenuta in un clima di forte tensione. Già prima dell'esibizione, l'artista è stato fischiato dal pubblico presente in arena, da cui si sono levati cori 'Stop the genocide'. La partecipazione israeliana è stata al centro di polemiche per mesi, portando al boicottaggio della competizione da parte di cinque Paesi: Spagna, Islanda, Slovenia, Irlanda e Paesi Bassi. Nonostante le proteste, Israele, forte di un secondo posto nel 2025 e un terzo nel 2023, si conferma una delle nazioni più competitive.
Durante la serata si sono esibiti anche i rappresentanti di Italia e Germania, già qualificati di diritto alla finale. Sal Da Vinci per l'Italia ha presentato 'Per sempre sì' in una performance che ha incluso un abito da sposa con il tricolore e fuochi d'artificio, ricevendo un'ottima accoglienza. Al termine della semifinale si è svolto il sorteggio per la composizione dell'ordine di esibizione della finale.
Per Sal Da Vinci, così come per Croazia, Moldavia, Finlandia, Germania e Israele, è stata estratta la 'Producer's choice': saranno quindi gli organizzatori (Orf ed Ebu) a decidere la loro posizione in scaletta. Svezia, Lituania e Polonia sono state sorteggiate per la seconda metà della finale, mentre Serbia, Grecia e Belgio si esibiranno nella prima metà. L'ordine di uscita definitiva sarà reso noto dopo la seconda semifinale di giovedì.

(Adnkronos) - Amway, l'azienda numero 1 al mondo nel settore della vendita diretta , annuncia il lancio di Amway Tracing Tool in Italia. Questa piattaforma interattiva, ottimizzata per i dispositivi mobili, segna un importante traguardo nell'ambito dell'impegno globale di Amway verso la trasparenza, consentendo ai consumatori di esplorare il percorso completo di numerosi prodotti Amway, dal seme agli integratori e ai prodotti per la cura della pelle. Oggi i consumatori si aspettano dai marchi sempre più trasparenza e responsabilità per questo la richiesta di informazioni credibili e accessibili sui prodotti è in continuo aumento.
La trasparenza è un impegno di lunga data per Amway. Fin dalla sua fondazione nel 1959, Amway ha tracciato gli ingredienti di origine vegetale, dalla coltivazione, nelle fattorie di sua proprietà e nelle aziende agricole partner certificate, fino ai prodotti finiti, rispettando rigorosi standard scientifici e di qualità in ogni fase. Gli scienziati Amway sottopongono infatti gli ingredienti botanici a valutazioni dettagliate di sicurezza, sulla base delle risorse messe a disposizione dalle massime autorità sanitarie, nonché dai comitati di revisione scientifica a livello internazionale.
“Il lancio di Amway Tracing Tool nell'area ESAN è un passo decisivo che consente ai clienti di effettuare scelte consapevoli”, ha dichiarato Ahmed Shehata, chief marketing officer, Amway ESAN (Europa, Africa Australe, Australia e Nuova Zelanda). “Al giorno d'oggi la trasparenza costituisce le fondamenta della fiducia. Mettendo il percorso dei nostri prodotti direttamente nelle mani degli Amway Partner e dei loro clienti, non ci limitiamo a raccontare la nostra storia, ma forniamo dettagli che illustrano chiaramente il processo di creazione dei nostri prodotti, passo dopo passo”.
Questo impegno per la qualità continua ancora oggi nelle migliaia di ettari di terreni agricoli di Amway certificati come biologici negli Stati Uniti, in Messico e in Brasile e nelle aziende agricole partner in tutto il mondo che devono attenersi a rigorosi standard di tracciabilità e qualità nella coltivazione delle piante che vengono poi utilizzate nei prodotti Amway. Vengono tenuti registri meticolosi che descrivono in dettaglio l'intero ciclo di vita di queste piante, da chi le ha seminate, a chi le ha raccolte e quando. Grazie a questo processo, ogni pianta proveniente da coltivazioni Nutrilite, è accompagnata da un "certificato di nascita" che ne traccia la storia, dalla farm al prodotto finale, garantendo la massima trasparenza in ogni fase.
Amway Tracing Tool offre un accesso senza precedenti ai processi scientifici, di approvvigionamento e di produzione alla base di specifici prodotti Nutrilite e Artistry. Dall'origine degli ingredienti alla formulazione, ai test e al confezionamento, lo strumento offre ai consumatori informazioni dettagliate su tutti i passaggi di realizzazione dei prodotti Amway, rafforzando la fiducia attraverso la trasparenza.
Questa nuova piattaforma consente di seguire il processo di creazione dei prodotti in cinque semplici passaggi. 1) Scienza: Amway consente di conoscere i fornitori delle materie prime grazie a una rigorosa documentazione delle ricerche scientifiche effettuate. 2) Ingredienti: gli ingredienti chiave vengono selezionati e acquistati attentamente, tenendo conto dell'origine e delle condizioni di coltivazione. 3) Produzione: i prodotti vengono realizzati a livello globale con processi tracciabili, dalle materie prime al confezionamento finale. 4) Test e controlli: ogni lotto deve superare rigorosi test prima del rilascio. Ogni anno, Amway esegue circa 30.000 test di qualità, a cui si aggiungono altri 12.000-14.000 test condotti dai laboratori di confezionamento dell'azienda. 5) Progettazione e smaltimento: il packaging è progettato in modo attento e consapevole.
Per la prima volta, i consumatori possono ottenere informazioni trasparenti sui prodotti di diversi marchi Amway all'interno di un'unica piattaforma digitale unificata. Per iniziare, gli utenti devono semplicemente selezionare un prodotto da un menu a discesa. Con una serie di passaggi è possibile accedere a informazioni dettagliate sulla creazione del prodotto quali: i principi scientifici, gli ingredienti, i luoghi di produzione e il confezionamento. Man mano che si procede viene visualizzata una mappa interattiva che evidenzia dove si svolge ogni fase, mostrando le origini degli ingredienti e il processo di creazione del prodotto, sottolineando l'impegno di Amway verso prodotti puliti, sicuri, di alta qualità e realizzati in modo responsabile.
Amway Tracing Tool è attualmente disponibile in Italia, Australia, Austria, Germania, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Turchia e Ungheria.

(Adnkronos) - Luciano Darderi a caccia della semifinale agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, mercoledì 13 maggio, il tennista azzurro sfida lo spagnolo Rafael Jodar - in diretta tv e streaming, anche in chiaro - nei quarti di finale del Masters 1000 di Roma. Darderi arriva al match dopo aver eliminato Hanfmann all'esordio, Paul al terzo turno e Zverev negli ottavi. Jodar invece ha superato Borges, Arnaldi e Tien.
La sfida tra Darderi e Jodar è in programma oggi, mercoledì 13 maggio, non prima delle ore 20.30, essendo fissata come secondo match del programma serale del campo Centrale. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quella di Roma che sarà la loro prima sfida.
Darderi-Jodar sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma visibile anche in chiaro su Tv8. La sfida sarà inoltre disponibile in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di Tv8.

(Adnkronos) - C’è un calcio che nasce nei centri sportivi tirati a lucido e un altro che profuma di provincia e fatica, di porte sbattute in faccia e ripartenze. Massimiliano Alvini, 56 anni, viene da qui. Prima della panchina e della promozione in A con il Frosinone, ci sono stati anni da allenatore part-time, su e giù per le strade tortuose della Toscana. Sempre in giro, con la macchina carica di suole di scarpe da vendere e mille clienti da convincere: “Io e mio fratello Walter – racconta all’Adnkronos - ci dividevamo le zone. Cercavo sempre di andare dove poteva esserci un po’ di calcio. ‘Oggi vado ad Arezzo, voglio studiare gli allenamenti di Conte. Domani a Empoli per vedere Sarri al lavoro’ gli dicevo. Di mattina così, nel pomeriggio solo pallone. L’ho fatto per una quindicina d’anni”. Fino al 2013.
Nel mezzo, tanta gavetta attraverso tutti i campionati possibili. Dai dilettanti ai professionisti: "È una cosa bella. Fa capire che c’è una realtà da affrontare per raggiungere certi traguardi. In Promozione ci allenavamo la sera alle 19, sa che fatica a fine giornata? Io sfruttavo il pomeriggio per studiare, aggiornarmi, rubare con gli occhi ciò che poteva farmi migliorare sul campo”.
Questo spirito l’ha portata in Serie A. Si è ripreso dalla festa promozione?
"Ci sarà da festeggiare ancora un po’ “. E se la ride. “Faccio fatica a rispondere a tutti i messaggi ricevuti, sono più di duemila. Ci tengo però a ringraziare ogni persona per il pensiero. Lo farò nei prossimi giorni. Mi porterà via un po’ di tempo, ma ne vale la pena”.
Quando ha capito che il sogno era possibile?
“La stagione è partita bene perché la società e il direttore sportivo Castagnini hanno dato un indirizzo di lavoro, in ogni cosa c’è stato un ordine e tutto ciò ha contribuito all’organizzazione della squadra. Dagli orari, sempre rispettati, all’impegno negli allenamenti. I ragazzi si sono adattati bene e poi, pian piano, sono stati reattivi sul campo. Dovessi individuare una parola chiave di questa fantastica stagione, direi ‘disciplina’. Senza dubbio”.
Torna nella massima serie dopo la breve esperienza del 2022 con la Cremonese. Cosa le hanno lasciato quei mesi?
“L’idea di quella Cremonese era straordinaria, ma i primi risultati non sono stati positivi ed è arrivato l’esonero dopo poche giornate. È stata un’esperienza indimenticabile, ma forse non ero ancora pronto e avevo bisogno di fare un ulteriore passaggio. Tornato in Serie B, mi sono subito posto l’obiettivo di risalire con una promozione. È successo, si è chiuso un percorso da film. Ho inseguito un sogno e me lo sono preso”.
E adesso?
“Rispetto a quell’esperienza, mi sento più tosto. Abbiamo intenzione di costruire una squadra giovane per l’anno prossimo, cercando di portare avanti il nostro metodo. Il Frosinone ha fatto per tre volte la Serie A ed è sempre retrocesso l’anno dopo la promozione. Ora puntiamo alla salvezza. E vogliamo conquistarla con idee e un’identità precisa, cercheremo di giocarcela con tutti”.
Ha centrato la promozione assemblando un Frosinone con l’età media più bassa di tutta la B. È un modello replicabile anche nella prossima stagione?
"Penso di sì, per me si può fare. Con giocatori giovani, italiani ma anche stranieri, che hanno voglia di migliorare”.
Devono poi allinearsi le situazioni...
“C’entra la famosa disciplina, che ho già citato. Parte tutto dall’alto, dalla società. In Italia si giudica sempre il risultato, quasi mai il percorso. Oggi Alvini è forte perché è stato promosso, ma fare l’allenatore non è solo questo. Deve esserci la possibilità di sbagliare, per uscirne migliori”.
Nella presentazione che fa sul suo profilo Linkedin segnala anche quattro esoneri, una cosa non da tutti. Perché?
"Sa, alleno da 25 anni. Sono riuscito a salire tutte le categorie con le vittorie sul campo, ma in alcune stagioni le cose non sono andate bene. Ci sta, fa parte del gioco e del lavoro. Un esonero non è per forza di cose da collegare a un fallimento, ci sono tante situazioni da considerare e ogni esperienza va contestualizzata. Certe cicatrici mi hanno reso un allenatore migliore. Le difficoltà mi hanno fatto diventare più forte, un esonero può aiutare a crescere più di una vittoria. Fino a cinque anni fa ho avuto un percorso fatto quasi soltanto di campionati positivi. Ecco, la realtà forse non era quella. Qualche situazione complicata, ogni tanto, può far bene”.
È vero che nei suoi anni al Tuttocuoio (2008-2015) disegnava schemi con lo shampoo negli spogliatoi?
“È capitato (sorride). A volte, preso dall’euforia di un momento, andavo dai giocatori per spiegare ciò che dovevano fare in campo. Ma non è tanto diverso da ciò che faccio oggi. Nei pranzi del giovedì, quando il presidente Stirpe, il ds Castagnini o il dg Doronzo mi chiedono qualcosa sulla squadra, prendo manciate di bustine di zucchero di colori diversi, le butto sul tavolo e ragioniamo di calcio e situazioni di gioco. Io vivo lo sport così. Venerdì, negli ultimi minuti della partita contro il Mantova, ho ripensato al punto di partenza e ai sacrifici fatti. Ho rivisto un po’ il film della mia vita. Mi sono emozionato”.
Adesso però può godersi il meritato traguardo nella sua Fucecchio...
“Il lavoro mi porta da anni in giro per l’Italia, ma cerco sempre di tornare un po’ a casa quando posso. Io e i miei amici facciamo le stesse cose da sempre. Lunedì sono stato a Empoli a vedere la Ferruzza, la squadra del mio quartiere. Ha appena vinto il campionato amatori per la settima volta, un’altra bella gioia dopo la promozione con il Frosinone. Tra un po’ di giorni qui ci sarà il Palio, non lo vinciamo dal 1981. Per me è un vero cruccio, speriamo di cambiarla questa storia”. Di solito, non c’è due senza tre. (di Michele Antonelli)

(Adnkronos) - Torna la Coppa Italia. Oggi, mercoledì 13 maggio, è il giorno della finale Lazio-Inter. Le due squadre sono curiosamente affrontate anche in campionato qualche giorno fa: ad avere la meglio sono stati i nerazzurri, con un 3-0 in trasferta firmato da Lautaro Martinez, Sucic e Mkhitaryan. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Lazio-Inter, in campo alle 21:
Lazio (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri
Inter (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinksi, Sucic, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu
La finale di Coppa Italia Lazio-Inter sarà trasmessa in chiaro su Canale 5. L’ultimo atto del torneo sarà visibile in streaming su SportMediaset e Infinity.

(Adnkronos) - Si svolge oggi, mercoledì13 maggio, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, risponde a una interrogazione sull'assegnazione delle risorse a favore degli enti locali per opere compensative connesse alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (Ruffino – AZ-PER-RE).
Il ministro dell’Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, risponde a interrogazioni in merito ad iniziative per l'introduzione di un meccanismo di indicizzazione dei parametri Irpef al fine di contenere il cosiddetto drenaggio fiscale (Guerra – PD-IPD); sugli impegni assunti a livello europeo e internazionale in materia di spese per la difesa, alla luce del peggioramento del quadro macroeconomico (Alifano – M5S); sull'esenzione Imu per le scuole paritarie, al fine di favorirne un'applicazione omogenea sul territorio nazionale (Gusmeroli – LEGA).
La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a garantire l'accesso alla cosiddetta isopensione ai lavoratori in regime pensionistico interamente contributivo (Tenerini – FI-PPE); sulle iniziative normative volte a scongiurare disparità di trattamento ai danni di lavoratori in regime pensionistico misto per l'accesso alla pensione di vecchiaia al compimento di 71 anni (Della Vedova – MISTO-+EUROPA); sulle iniziative relative ai finanziamenti e ai controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Mari – AVS); sul cosiddetto salario giusto e le connesse prospettive in termini di contrasto al lavoro povero (Bignami - FDI); sugli effetti del decreto-legge n. 62 del 2026, con riferimento agli obiettivi di un salario giusto e dell'adeguamento delle retribuzioni al costo della vita (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP). Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, risponde a una interrogazione in merito ai rischi di diffusione dell'Hantavirus in Italia e all'efficacia del nuovo piano pandemico e del Servizio sanitario nazionale rispetto alla possibile evoluzione dei contagi (Boschi – IV-C-RE).

(Adnkronos) - E' morta nella notte la piccola Alessia La Rosa, la bambina di 8 anni, che da anni lotta contro un tumore e che, nonostante la malattia aggressiva, ha continuato a frequentare lo stadio del Palermo. Diversi gli ingressi in campo con il centrocampista rosanera Jacopo Segre. Quando non era ricoverata, la bimba si recava in Curva Nord a tifare per la sua squadra del cuore.
"Il Palermo FC, con il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia City Football Group, piange la prematura scomparsa di Alessia La Rosa, piccola tifosa rosanero di soli 8 anni che ha lottato con straordinaria forza contro una terribile malattia - si legge in una nota pubblicata dal Palermo sul sito ufficiale - Scesa in campo più volte al 'Renzo Barbera' al fianco dei calciatori rosanero, e in particolare di Jacopo Segre, in occasione delle partite ufficiali, Alessia ha costruito con il Palermo un legame capace di andare oltre il calcio. Per il suo amore per il Palermo, vissuto dagli spalti della Curva Nord, e per la sua straordinaria capacità di incarnare la passione più genuina per i nostri colori, il ricordo di Alessia resterà per sempre vivo nei ricordi del Club e della grande famiglia rosanero".
E sul profilo Facebook della squadra: "Esiste un finale diverso. Uno in cui tu non te ne sei mai andata. E sei rimasta con noi, con le luci dello stadio riflesse negli occhi mentre entri in campo coi ragazzi, o lassù in curva mentre canti con tutto il fiato che hai. Questo finale, se vogliamo, è ancora possibile, finchè ognuno di noi porterà il tuo sorriso nel cuore. Ci vediamo allo stadio Ale, come sempre e per sempre".
Sul profilo Facebook della Curva Nord oggi si legge: "Addio guerriera".
La camera ardente sarà allestita allo stadio Renzo Barbera.
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