
(Adnkronos) - “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Il primo danno a cui dobbiamo fare fronte è sul piano del numero di donne fertili: a parità di tasso di natalità, nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Nell’immediato abbiamo cominciato con dei provvedimenti a sostegno della famiglia ”. Così Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervenendo al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.
“Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su 3 assi fondamentali", spiega Roccella. Il primo riguarda "i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico. Qui - continua - riconosciamo che il Governo precedente, nelle sue ultime battute, aveva messo in campo questo provvedimento. Noi abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Non abbiamo potuto aumentare ulteriormente l’assegno unico perché è andato in procedura d’infrazione europea e ci siamo trovati veramente soli a difenderlo. Abbiamo ottenuto di uscire dalla procedura d’infrazione, quindi oggi è un provvedimento messo in sicurezza”.
Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato “l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità - osserva il ministro - La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, per esempio, con i rimborsi, aumentando i rimborsi per gli asili nido, oltre ad aumentare, anche grazie al Pnrr, il numero degli asili”. Il tasso di natalità “si sta abbassando in tutto il mondo, in particolare e prima di tutto nei paesi del benessere - sottolinea Roccella - Lo sviluppo frena le nascite. Il caso della Corea è evidente, perché si è passati da 6 figli per donna trent’anni fa, a meno di uno. Adesso la velocità con cui calano le nascite in molti paesi europei, per esempio la Francia, la Danimarca, la Germania, è più rapida della nostra. La tendenza - conclude - è evidente".
“Penso che Vannacci non abbia molto chiara la differenza sessuale tra un uomo e una donna. Nel femminicidio non c’è una questione valoriale, cioè non è che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo, mi pare evidente, e non era certo questa l’intenzione del legislatore. Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna, cioè si uccide una donna in quanto donna”

(Adnkronos) - Almeno dieci colpi, inferti con violenza contro il cranio e la parte superiore del volto, hanno ucciso Roberto Pietro Guerrino, l'interprete di fama internazionale trovato morto sabato scorso nel suo appartamento al civico 11 di via Oxilia, in zona Nolo. Sono i primi risultati - a quanto apprende l’Adnkronos - dell’autopsia sul corpo del sessantenne, svolta questa mattina all’istituto di medicina legale di Milano, con la supervisione della professoressa Cristina Cattaneo.
I colpi sarebbero stati inferti frontalmente con un oggetto contundente. I carabinieri del nucleo investigativo di Milano e della compagnia Duomo, che indagano sull’omicidio coordinati dal pm Carlo Scalas, hanno sequestrato nell’appartamento in cui la vittima viveva sola alcune statuette di Buddha insanguinate. Resta da accertare che si tratti dell’arma usata per il delitto. Così come è da chiarire l’orario della morte dell’interprete, rientrato in casa venerdì pomeriggio e ritrovato senza vita solo il giorno successivo.

(Adnkronos) - L'Inghilterra festeggia la prima vittoria ai Mondiali 2026 e canta gli Oasis. La Nazionale allenata da Tuchel ha battuto la Croazia 4-2 all'esordio nella rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, nella prima giornata del girone L e a fine partita i giocatori si sono fermati sotto al settore dedicato ai propri tifosi.
A Dallas, sono quindi risuonate le note di 'Wonderwall', celebre successo degli Oasis, che i tifosi dell'Inghilterra hanno cantato a squarciagola.
A unirsi al canto anche alcuni giocatori come Rice e Gordon, ripresi dalle telecamere, mentre Jude Bellingham non ha nascosto un po' di emozione, mostrandosi commosso di fronte alla 'sua' curva.

(Adnkronos) - Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) si conferma migliore università a livello mondiale con livelli record in termini di ricerca, insegnamento e prospettive di lavoro. Lo certifica il QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds: l'ateneo si pone davanti all'Imperial College di Londra e all'università di Stanford negli Stati Uniti. Alle spalle dei soliti nomi (Oxford, Harvard, Cambridge, Zurigo) si affermano atenei asiatici come quelli di Singapore, Hong Kong e Pechino.
Per quanto riguarda l'Italia, peraltro, emerge una positiva 'eccezione'. Infatti, mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel Ranking 2027 il nostro Paese si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l’unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo.
Il progresso è ampio e diffuso. Tutte le prime dieci università italiane migliorano la propria posizione, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare. Il Politecnico di Milano si conferma il primo ateneo italiano per il dodicesimo anno consecutivo e, salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l’87° posto mondiale: il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un’università italiana. Rimane inoltre l’unico ateneo italiano nella top 100 globale. Negli ultimi dieci anni ha guadagnato 95 posizioni, passando dal 182° posto del 2017 all’87° del 2027.
L’Italia conta così oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017. Si tratta - sottolinea QS - "di un risultato particolarmente significativo in un Paese chiamato a confrontarsi con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita. Lo è ancora di più se si considera che l’Italia continua a investire nell’istruzione superiore meno di molti dei suoi principali concorrenti. Secondo l’OCSE, la spesa per le istituzioni dell’istruzione terziaria equivale a circa l’1% del PIL, collocando il Paese nella fascia bassa delle economie avanzate. La crescita italiana poggia, dunque, sulla qualità della ricerca e sulla reputazione dei suoi atenei, non sulla spesa: un progresso reale, ma anche più fragile, che convive con debolezze strutturali ancora marcate nell’internazionalizzazione, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti".
Il risultato del Politecnico di Milano si inserisce - come detto - in una dinamica più ampia che coinvolge alcune delle principali università italiane. Sapienza Università di Roma raggiunge l’111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell’ultimo decennio (+40,9%), mentre l’Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica.
Nel complesso, le cinque università italiane meglio classificate hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell’arco dell’ultimo decennio. Il Politecnico di Milano (+52,2%) e Sapienza (+50,2%) hanno sostanzialmente dimezzato la distanza che li separava dai vertici mondiali, mentre Bologna, Padova e il Politecnico di Torino consolidano la presenza italiana nella fascia delle prime 250 università al mondo. La crescita non si esaurisce però negli atenei di vertice. L’Università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l’Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell’intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%). Anche l’Università degli Studi di Napoli Federico II migliora sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni, +16,1%), mentre l’Università degli Studi di Firenze sale dal 451esimo al 409esimo posto (+42 posizioni, +9,3%).

(Adnkronos) - L’Italia è oggi uno dei Paesi più longevi al mondo. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 la speranza di vita ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, e quasi un quarto della popolazione italiana ha più di 65 anni. Questo cambiamento demografico rappresenta una delle principali trasformazioni economiche e sociali dei prossimi decenni e sta ridefinendo in profondità il settore assicurativo e sanitario. L’aumento della longevità, insieme alla crescita dei costi sanitari e alla crescente centralità della prevenzione, sta accelerando il passaggio da un modello di protezione reattivo a un ecosistema integrato di servizi continuativi legati a salute, assistenza e benessere. In questo scenario si inserisce la seconda giornata degli Insurtech Days 2026, l’evento organizzato da Italian Insurtech Association (IIA) in programma il 3 luglio presso Le Village by CA Milano, dal titolo “From Insurance to Health & Wealth Partner”. La giornata sarà dedicata all’evoluzione del settore assicurativo nei segmenti vita, salute e longevità, con un focus sui nuovi modelli di ecosistema che integrano assicurazione, tecnologia, dati e servizi, abilitando un ruolo sempre più attivo delle compagnie come partner di prevenzione, cura e pianificazione del benessere.
Secondo Ania, nel 2024 la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto i 185 miliardi di euro, di cui circa 47 miliardi sostenuti direttamente dalle famiglie. Un dato che evidenzia la crescente centralità della salute nel sistema di welfare e il ruolo sempre più rilevante che il settore assicurativo è chiamato a svolgere nel supportare cittadini e imprese lungo tutto il ciclo di vita, attraverso soluzioni di prevenzione, monitoraggio e presa in carico. Tali fattori stanno accelerando la trasformazione del settore. Il valore dell'assicurazione oggi non risiede più esclusivamente nella capacità di intervenire quando si verifica un evento avverso, ma sempre più nella possibilità di aiutare clienti e famiglie a prevenirlo, gestirlo e affrontarlo nel tempo. La diffusione di tecnologie come Intelligenza Artificiale, wearable device, analisi predittiva e piattaforme digitali sta rendendo possibile un nuovo approccio alla protezione, basato sulla capacità di anticipare i bisogni, monitorare i rischi e favorire comportamenti più virtuosi. Un’evoluzione che sta progressivamente trasformando il ruolo delle assicurazioni, sempre meno focalizzate esclusivamente sull’indennizzo e sempre più orientate alla prevenzione e alla gestione attiva del rischio.
“L’allungamento della vita media, l’aumento dei costi sanitari e la crescente attenzione al benessere stanno modificando profondamente le aspettative dei cittadini. Le persone non cercano più soltanto una copertura assicurativa, ma strumenti che le aiutino a prevenire i rischi, gestire la propria salute e pianificare il futuro con maggiore serenità. Per le compagnie assicurative si apre quindi una sfida nuova: evolvere da semplici provider di polizze a partner capaci di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo della vita, integrando protezione, servizi, tecnologia e consulenza. La sfida dei prossimi anni sarà costruire modelli in grado di coniugare salute, longevità e benessere finanziario, offrendo risposte sempre più personalizzate ai bisogni delle persone”, dichiara Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association. Nel corso della giornata saranno presentate due ricerche realizzate da IIA e dedicate ai temi della salute e della longevità, che offriranno una fotografia dell'evoluzione dei bisogni di protezione e delle opportunità di sviluppo per il settore assicurativo.
Il cuore del dibattito vedrà alternarsi sul palco di alcuni dei principali player del settore. Reale Mutua porterà una riflessione sull’evoluzione dei modelli assicurativi verso logiche di ecosistema salute, con particolare attenzione ai temi della prevenzione e longevità, della continuità di relazione e dell’integrazione tra servizi e coperture. AXA Italia indagherà il tema "Life Insurance 2.0", analizzando come l’IA stia trasformando la customer experience e, sulla longevity, il ruolo chiave dell’innovazione continua in prevenzione e protezione lungo tutto l’arco della vita e la necessità di un impegno in logica di ecosistema, che metta al centro la salute e il benessere delle persone.. Generali illustrerà come i nuovi canali digitali siano un abilitatore della relazione con i clienti per facilitare la gestione delle richieste, favorire la sinergia tra servizi, aumentare l’ingaggio del cliente con contenuti personalizzati capaci di connettere in un unico network compagnie assicurative, strutture ospedaliere e soluzioni di sanità digitale. Alleanza Assicurazioni, compagnia del Gruppo Generali, si focalizzerà sull' evoluzione del proprio modello, che integra protezione, previdenza, risparmio, investimento e servizi bancari per offrire una consulenza patrimoniale a 360°. Un approccio che abilita soluzioni personalizzate lungo tutte le fasi della vita, valorizzando modelli flessibili e il ruolo centrale del consulente. Infine, Visa, tra i leader globali nei pagamenti digitali, approfondirà il ruolo dei pagamenti innovativi e della fiducia nell’utilizzo degli strumenti digitali quali abilitatori chiave di un'esperienza assicurativa personalizzata e progettata a partire dalle esigenze del cliente.
Al termine della giornata saranno, inoltre, assegnati gli Insurtech Awards 2026, i riconoscimenti promossi da Italian Insurtech Association per valorizzare le realtà che stanno contribuendo alla trasformazione del settore assicurativo attraverso tecnologia, dati, intelligenza artificiale e nuovi modelli di servizio.

(Adnkronos) - Saudi ConTech e Redcon Construction hanno annunciato la firma di un memorandum of understanding strategico durante Fii Priority Europe 2026, a Roma, per accelerare l’adozione delle tecnologie applicate alle costruzioni in Arabia Saudita.
L’intesa punta a individuare e implementare soluzioni innovative nei progetti di Redcon nel Regno, sostenendo i programmi di trasformazione digitale, la collaborazione con fornitori tecnologici e il rafforzamento dell’ecosistema saudita dell’innovazione nel settore delle costruzioni.
Attraverso la partnership, le due organizzazioni definiranno un quadro di lavoro comune per valutare tecnologie emergenti, sviluppare iniziative di digital transformation e creare nuove opportunità di collaborazione tra leader industriali e startup innovative. Il memorandum prevede anche la possibilità di esplorare future opportunità di investimento nel settore delle construction technology, subordinatamente alla definizione di accordi vincolanti e alle autorizzazioni regolatorie eventualmente necessarie.
La collaborazione si inserisce nel percorso di Saudi Vision 2030, con l’obiettivo di aumentare produttività, sostenibilità e innovazione in un comparto centrale per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Regno.
Saudi ConTech è la piattaforma saudita dedicata all’ecosistema delle tecnologie per le costruzioni e mette in connessione leader industriali, innovatori, investitori e fornitori tecnologici per accelerare la trasformazione digitale del settore. Redcon è una delle principali società di costruzioni della regione, attiva in Arabia Saudita e Medio Oriente nella realizzazione di grandi progetti, con un focus su innovazione, qualità e sostenibilità.

(Adnkronos) - Jannik Sinner show al matrimonio di Armand Duplantis. Il tennista azzurro, che è tornato ad allenarsi a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon 2026, ha partecipato alle nozze dell'amico e campione del salto con l'asta con la modella Desiré Inglander insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, mostrandosi con un completo elegantissimo.
Vestito nero e papillon dello stesso colore, Sinner ha posato con Duplantis con in mano un bicchiere di champagne, in una foto pubblicata dal profilo Instagram di Vogue. 'Mondo' invece ha scelto una giacca bianca e pantaloni neri per la cerimonia.
Sotto al post condiviso dalla coppia, che ha postato alcuni scatti delle nozze sui propri profili Instagram, è arrivato anche il commento di Laila Hasanovic, fidanzata di Sinner: "La giornata più bella. Sono così felice per voi due", ha scritto la modella danese allegando diversi cuori.
Cinque piani, dieci sale operatorie più due ibride, una superficie
di 17.268 metri quadrati: sono i numeri di uno dei più importanti
investimenti della Regione Sardegna degli ultimi anni. Dopo dieci
anni di attesa per l'Arnas Brotzu di Cagliari comincia il percorso
che porterà il più grande ospedale della Sardegna a
un'implementazione tecnologica e funzionale senza precedenti,
destinata a cambiare il volto del presidio sanitario: è la nuova
Piastra Tecnologica per l'Emergenza-Urgenza, un progetto partito
dieci anni fa e che ora, dopo l'ok del consiglio comunale di
Cagliari espresso all'unanimità alla variante urbanistica
necessaria, è arrivato al traguardo della conferenza di
servizi.
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La tassa dell'Ets (emission trading system, il balzello sulle
emissioni che alterano il clima) rischia di rallentare o
scoraggiare anche il decollo del porto canale di Cagliari e
l'arrivo di un possibile terminalista. A lanciare l'allarme è il
presidente dell'Autoritá di sistema dei mari di Sardegna Domenico
Bagalà, a margine del convegno organizzato dai Riformatori sardi
"Costi ed Ets: il mare ci separa sempre di più", con la
partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione
Liguria, Marco Bucci.
(Adnkronos) - Una firma che non costa nulla, ma che può contribuire a sviluppare nuove cure, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la vita di migliaia di pazienti.
Con questo messaggio la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo lancia la campagna 5xmille 2026 'Dietro la tua firma c'è tutto questo', invitando cittadini e contribuenti a sostenere uno dei principali centri italiani di ricerca e cura. Dietro una firma c'è molto più di un nome - sottolineano dall'Irccs - Ci sono medici, infermieri, ricercatori e professionisti della salute che ogni giorno lavorano per offrire diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e nuove opportunità di cura. Ci sono laboratori, studi clinici, tecnologie avanzate e progetti di ricerca che contribuiscono a migliorare concretamente la vita delle persone. La campagna - si legge in una nota - nasce per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: l'impatto concreto che una semplice firma può generare. Un gesto che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma che può trasformarsi in ricerca, innovazione e progresso medico. Al Policlinico San Matteo la cura nasce dall'incontro continuo tra assistenza clinica e ricerca scientifica. Le nuove terapie, i trattamenti più avanzati e i progressi della medicina sono il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, pazienti e comunità. Un percorso che può continuare a crescere anche grazie al sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000.
Dietro ogni firma ci sono storie concrete. Come quella di Shrika che, grazie a una terapia genica innovativa, oggi conduce una vita pienamente attiva. Un risultato che dimostra come la ricerca possa trasformarsi in nuove possibilità di vita quando trova le risorse necessarie per diventare cura. Per dare volto a questo messaggio, la campagna sceglie come protagonisti alcuni professionisti che ogni giorno operano all'interno del Policlinico San Matteo. Medici impegnati in diversi ambiti specialistici, accomunati dalla stessa missione: trasformare la conoscenza scientifica in opportunità concrete per i pazienti. A rafforzare il racconto contribuisce anche il video istituzionale della campagna, che accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla ricerca e arriva alla vita delle persone - descrivono dall'Irccs - evidenziando il ruolo fondamentale dei cittadini nel sostenere il progresso della medicina. La campagna è inoltre accompagnata da una serie di videointerviste che approfondiscono il valore della ricerca, attraverso le testimonianze di professionisti e pazienti. Tra queste quella di Vittorio Bellotti, direttore scientifico della Fondazione, che racconta il ruolo distintivo di un Irccs nel mettere in relazione attività di ricerca e attività di cura, accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica. Un esempio concreto di questo percorso è raccontato da Marco Zecca, direttore della Sc di Oncoematologia pediatrica, che ripercorre i risultati ottenuti grazie alle più recenti terapie geniche. Proprio al San Matteo due giovani pazienti hanno potuto accedere a trattamenti innovativi che hanno aperto nuove prospettive di vita, dimostrando come la ricerca possa offrire risposte anche quando non esistono altre opzioni terapeutiche, ricorda l'ospedale.
La Fondazione Irccs Policlinico San Matteo - conclude la nota - rappresenta uno dei principali poli italiani della ricerca biomedica e della medicina ad alta specializzazione. Tra le numerose eccellenze cliniche, assistenziali e scientifiche del Policlinico San Matteo, riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nella presa in carico delle patologie complesse e rare, integrando cura, ricerca e innovazione. Per destinare il proprio 5x1000 alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato al finanziamento della ricerca sanitaria e indicare il codice fiscale della Fondazione. Codice fiscale: 00303490189.

(Adnkronos) - Resta in rianimazione Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. La donna si trova ricoverata da ieri, mercoledì 17 giugno, all'ospedale di Vigevano (Pavia) dopo "un'overdose di farmaci". I legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Catalliotti, sono stati autorizzati dalla famiglia a confermare che "si è trattato di un tentativo di suicidio". Una scelta - spiegano i difensori all'Adnkronos - dettata "dalla paura che altri possano fornire dati medici sensibili e per provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social".
La notizia del ricovero è arrivata ieri dopo che la donna è stata soccorsa da un'ambulanza e ricoverata d'urgenza "per un eccesso o diciamo overdose di assunzione di farmaci tranquillanti". I difensori hanno anche invitato ad abbassare i toni su una vicenda a cui la madre dell'indagato è estranea: "Lei con questo processo non c'entra nulla, non essendo null'altro che una testimone e speriamo di ridarle la tranquillità che merita" conclude l'avvocato Cataliotti.

(Adnkronos) - La prima giornata del Mondiale 2026 è andata in archivio e a mettersi in mostra sono stati i protagonisti annunciati. Su tutti, Leo Messi che, con la tripletta all’esordio dell’Argentina con l’Algeria, si è subito preso lo scettro eguagliando il record di miglior marcatore nella storia dei Mondiali di Miroslav Klose, a quota 16. Mbappè, uomo copertina nella gara della Francia con il Senegal con una doppietta, è a soli due gol da entrambi e ha ottime chance di raggiungerli, ma non è stato da meno nemmeno il debutto di Erling Haaland e Harry Kane, protagonisti anche loro con una doppietta, rispettivamente ad Iraq e Croazia. Tutti vanno a caccia del nuovo record e puntano a battere quello di Just Fontaine che, ancora oggi, detiene il primato di maggior numero di gol segnati in una singola edizione dei Mondiali: 13 reti in sole sei partite. Per gli esperti di Sisal è a 16,00 l’ipotesi che questo record venga infranto in questa edizione della Coppa del Mondo.
La lotta per il titolo di capocannoniere è appena cominciata e, per gli esperti Sisal, vede favorito Mbappé, a 3,75: nelle ultime due edizioni del torneo iridato il francese è stato il giocatore che ha segnato più reti (12) e partecipato a più gol (14), è lui il primo candidato a vincere il titolo di miglior marcatore del torneo e lo farebbe per la seconda volta consecutiva, dopo quello del Mondiale 2022. Come allora, anche oggi la sfida sarà soprattutto con Leo Messi, a 4,50, alla pari con Harry Kane, forte dei suoi 61 gol realizzati in tutte le competizioni con il Bayern di Monaco in stagione. Dietro il terzetto dei favoriti c’è Erling Haaland, l’attaccante della Norvegia ha dominato le qualificazioni con 16 reti in appena 8 incontri, il doppio di qualsiasi altro giocatore europeo, senza dimenticare che la sua stagione al Manchester City racconta di 38 reti in 52 partite: l’eventualità di vederlo capocannoniere è a 9,00. La sfida Messi vs Mbappè si ripropone anche nelle quote sul Miglior Giocatore del Mondiale, con La Pulce che in questo caso comanda, a 5,00 contro il 5,50 del francese.
E Cristiano Ronaldo? Il fuoriclasse portoghese, a secco nella prima partita con il Congo, ha deluso le attese e non è riuscito a stare al passo del suo rivale di sempre, Messi. CR7 vanta il primato di essere l’unico calciatore ad aver segnato in cinque diverse edizioni dei Mondiali, ma il suo cammino in questa edizione è partito in salita tanto che, al momento, vederlo capocannoniere è un’ipotesi a 50 volte la posta.

(Adnkronos) - Non basta studiare molte ore per affrontare al meglio la maturità. Per ottenere il massimo delle proprie prestazioni cognitive bisogna allenare il cervello attraverso una combinazione di studio efficace, attività fisica, meditazione, sonno e una corretta gestione delle tecnologie digitali. E' questa la 'ricetta' prescritta agli oltre 500mila studenti italiani che hanno cominciato le prove scritte da Christian Brogna, neurochirurgo di fama internazionale, specializzato nella chirurgia dei tumori cerebrali complessi, nella neuro-oncologia, nella chirurgia spinale e dei nervi periferici, oggi responsabile di Neurochirurgia presso il Paideia International Hospital di Roma.
Secondo l'esperto, uno degli errori più frequenti dei ragazzi è pensare che il rendimento aumenti proporzionalmente alle ore trascorse sui libri. "Il cervello - spiega Brogna - non è progettato per mantenere livelli elevati di attenzione per molte ore consecutive. È molto più efficace alternare sessioni di studio di 20-30 minuti a brevi pause, possibilmente con una passeggiata all'aria aperta. Il movimento aumenta il flusso sanguigno cerebrale e aiuta il cervello a elaborare e consolidare meglio le informazioni". Tra gli strumenti che il neurochirurgo considera più efficaci c'è la meditazione, da praticare più volte nel corso della giornata. "La meditazione riduce i livelli di cortisolo e stress, migliora la regolazione delle emozioni e favorisce una maggiore consapevolezza dei propri processi mentali - descrive lo specialista - In una fase delicata come quella della maturità, può rappresentare un supporto concreto per affrontare l'ansia e mantenere lucidità e concentrazione". Il medico suggerisce di dedicare alcuni minuti alla meditazione al mattino, durante la pausa pranzo e alla sera, integrandola nella normale routine quotidiana. Un'altra tecnica consigliata è la visualizzazione mentale: "Immaginare in modo vivido il contesto dell'esame, vedersi seduti davanti alla commissione, ripercorrere mentalmente le domande e le possibili risposte aiuta il cervello a familiarizzare con la situazione. In questo modo l'esame viene percepito come qualcosa di meno nuovo e meno minaccioso".
Fondamentale il sonno, una fase essenziale dell'apprendimento. "Durante la notte il cervello consolida le informazioni acquisite durante il giorno - ricorda Brogna - I contenuti appresi vengono progressivamente trasferiti dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Per questo motivo studiare fino a tarda notte sacrificando il riposo è spesso controproducente", avverte il neurochirurgo. Che mette in guardia dall'abuso di telefonini e tablet: "Le neuroscienze hanno dimostrato che il multitasking digitale frammenta l'attenzione. Passare continuamente da social network, notifiche, chat e video riduce la capacità di concentrazione profonda e aumenta la distraibilità", ammonisce l'esperto. L'indicazione è creare blocchi di studio senza interruzioni digitali, limitando l'accesso allo smartphone ai momenti di pausa. "Il cervello dei ragazzi è ancora in fase di maturazione, soprattutto nelle aree prefrontali coinvolte nella pianificazione e nel controllo dell'attenzione. Per questo è particolarmente sensibile agli effetti della sovrastimolazione digitale", aggiunge Brogna.
Tra le raccomandazioni più importanti c'è l'esercizio fisico quotidiano. "L'attività fisica intensa è un vero e proprio farmaco cognitivo - assicura il neurochirurgo - Stimola la produzione del Bdnf, una sostanza fondamentale per la plasticità cerebrale, favorisce la formazione di nuove connessioni neuronali e migliora la capacità di apprendimento". Secondo lo specialista, per ottenere benefici significativi sarebbe opportuno dedicare almeno 40-60 minuti al giorno al movimento.
Infine, Brogna invita studenti e famiglie a rivalutare il ruolo del tempo libero e della cosiddetta 'noia costruttiva': "Quando il cervello non è continuamente bombardato da stimoli digitali, entra in funzione una rete neurale legata alla creatività, all'introspezione e alla pianificazione del futuro. Lasciare spazio a momenti di silenzio e riflessione non significa perdere tempo, ma allenare capacità fondamentali per la crescita cognitiva", precisa il medico.
Per l'esperto, dunque, la preparazione alla maturità non passa esclusivamente dai libri. "Studiare è fondamentale, ma per rendere al massimo occorre mettere il cervello nelle condizioni migliori per funzionare. Sonno, attività fisica, meditazione, pause di qualità e una gestione consapevole della tecnologia - riassume Brogna - sono strumenti altrettanto importanti per affrontare con successo una prova impegnativa come l'esame di Stato".

(Adnkronos) - Il tema della prevenzione, che poi arriva anche alla prevenzione delle malattie infettive e quindi ai vaccini, “è cruciale rispetto agli strumenti per far fronte a questi trend demografici. L’aumento dell’aspettativa di vita è un successo della medicina, ma chiaramente ha un peso sociale ed economico e anche un impatto sulla salute. Se l’aspettativa di vita in Italia è quasi a 85 anni, quella in buona salute si ferma a 58-60 anni. Per cui gli obiettivi di sanità pubblica sono preservare la buona salute, non solo diagnosticare e curare le patologie e le comorbidità che, chiaramente, grazie al driver dell’età, aumentano. E qui entra il tema della prevenzione”. Lo ha detto Anna Odone, professore ordinario di Sanità pubblica all'Università di Pavia, presidente sezione 3 Consiglio superiore di sanità, partecipando al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma
La prevenzione primaria “si occupa di preservare la salute - spiega Odone - Si riferisce alla vaccinazione, agli screening, agli stili di vita corretti perché si guadagna in salute e, in una prospettiva di popolazione, ha un impatto economico molto importante. Nell’ambito della prevenzione delle malattie infettive, siamo abituati a parlare di vaccinazioni pediatriche, ma con questi numeri demografici la prevenzione diventa uno strumento di invecchiamento in salute e attivo anche per la popolazione adulta, anziana e fragile. Abbiamo a disposizione straordinari strumenti di vaccinazione nei confronti di patologie diffuse nella popolazione anziana, per le quali l’età rappresenta un fattore di maggiore rischio per forme complicate o gravi”.
Sul tema della prevenzione di prossimità, “legato al Pnrr, il monitoraggio dell’implementazione - illustra Odone - mostra, nei diversi contesti territoriali, alcune criticità importanti, che vengono affrontate dai diversi servizi regionali, e riguarda anche la prevenzione vaccinale. Pensare una prevenzione che si allontana dai luoghi tradizionali, ospedali e dipartimenti di prevenzione, e abbraccia modelli sperimentati in contesto emergenziale, come la vaccinazione nelle farmacie, significa costruire un sistema che resta e può essere utilizzato anche a regime. Sono modelli di prevenzione che avvicinano il cittadino. La medicina di prossimità - conclude - integra farmacisti, medicina di famiglia e servizi territoriali, e unisce le necessità sanitarie con quelle sociali, in un’ottica di integrazione sociosanitaria e promozione della salute”.

(Adnkronos) - e ha conseguenze reali. Fino a pochi anni fa, una terapia come quella che ho ricevuto sembrava impensabile. Oggi rappresenta una possibilità concreta per tanti pazienti. Essere stata la prima persona in Italia e in Europa ad affrontare questo percorso mi fa sentire ancora più forte e consapevole della responsabilità di testimoniare quanto la ricerca possa fare la differenza”.
Sono le parole di Shrika che nel 2025 ha ricevuto una nuova terapia genica. Si tratta del primo caso in Italia ed Europa.
“Quando i medici mi hanno parlato della terapia genica ho pensato che la mia vita potesse davvero cambiare - racconta la giovane - Dopo anni trascorsi tra ricoveri, crisi, trasfusioni e complicanze, ero abituata a convivere con la malattia e a gestirne le conseguenze. Per la prima volta, mi sono trovata davanti a una cura, alla possibilità di poter riscrivere la mia storia. È stato, al tempo stesso, un momento molto delicato: non avevo punti di riferimento, essendo la prima persona in Italia e in Europa a intraprendere questo percorso. Non potevo parlarne con qualcuno che lo avesse già vissuto o che potesse dirmi cosa aspettarmi. Ho avuto paura, è impossibile negarlo - ammette - Ma quella paura era accompagnata da una speranza ancora più grande. Pensavo a tutto ciò che la malattia mi aveva tolto e alla possibilità di riconquistare quello che avevo sempre desiderato: una vita meno condizionata”.
Di fatto “convivere con l’anemia falciforme e la talassemia significa affrontare una malattia che non concede pause”, spiega Shrika che fin da bambina ha dovuto imparare “a convivere non solo con il dolore, ma anche con ricoveri frequenti, terapie continue e l’incertezza costante di non sapere come mi sarei sentita il giorno successivo”. “Nel mio caso - continua - la malattia ha avuto un impatto importante sulla vita quotidiana. Le crisi dolorose hanno richiesto spesso il ricovero ospedaliero e l'uso di terapie molto forti, fino alla morfina. Ho subìto complicanze ossee significative, come infarti ossei, che hanno limitato i miei movimenti e reso difficili anche le attività che per molte persone sono normali”.
Oltre alla sofferenza fisica, quella emotiva: “La fase più difficile non è solo quella fisica, è convivere con la consapevolezza che ogni progetto, ogni viaggio, ogni scelta deve tenere conto della malattia - riflette - Bisogna imparare a essere forti anche quando si è stanchi e continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà. Questa esperienza mi ha insegnato molto: a non dare nulla per scontato, ad apprezzare i momenti di benessere e a trovare la forza anche nei periodi più complessi”.
Poi una luce ha acceso la speranza. La terapia genica ha cambiato la vita di Shrika: a un anno dalla prima infusione, “riesco a guardare al futuro in un modo che prima non mi era possibile - racconta - Per anni, la mia vita è stata composta solo da trasfusioni, visite e dalle paure indotte dalla malattia, che era sempre presente e influenzava ogni decisione. Oggi continuo il percorso di controlli, ma sento di aver acquisito una libertà che non avevo mai conosciuto: la possibilità di vivere senza essere costantemente in attesa della prossima complicanza. Questo ha cambiato profondamente il mio modo di vedere la vita. Ora riesco a fare progetti con maggiore serenità, a immaginare un futuro con fiducia e a dedicarmi alle cose che amo. Il cambiamento più importante non è solo fisico, ma anche emotivo: dopo tanti anni trascorsi a combattere contro la malattia, oggi sento di poter finalmente dare più spazio alla persona che sono, non solo alla paziente che sono stata”.
La terapia ha avuto un impatto tale su Shrika che la giovane ha potuto finalmente assecondare un desiderio prima inesaudibile: “Sono sempre stata un’amante della montagna, ma non potevo fare lunghe camminate. Uscita dall’ospedale, sono andata a fare due settimane di trekking in montagna e sono arrivata in cima, un traguardo che fino a due anni fa non avrei mai immaginato. La terapia mi ha aperto a una vita diversa - sottolinea - non solo fisicamente ma anche mentalmente: quando sono arrivata fin su, ho pensato a quante cose mi ero persa e a quante attività adesso ho la possibilità di recuperare”.
“Ho scelto di fidarmi della ricerca, dei medici che mi seguivano e di tutto il lavoro che aveva reso possibile questa opportunità - si sofferma ancora - È stata una delle decisioni più importanti della mia vita e oggi sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di fare questo passo. Se ho avuto l’opportunità di accedere a una terapia innovativa - conclude - è grazie a decenni di studio, al lavoro dei ricercatori e dei medici e a chi ha creduto nella ricerca scientifica”.

(Adnkronos) - “La talassemia e l’anemia falciforme sono due malattie genetiche del sangue. Oggi disponiamo di diverse strategie per affrontarle. La prima è rappresentata dalle terapie mediche di supporto, che mirano, da un lato, a correggere l’anemia attraverso le trasfusioni e, dall’altro, a ridurre gli episodi acuti e le complicanze dell’anemia falciforme.
Fino a oggi, l’unica terapia consolidata con la potenzialità di portare a una guarigione completa e definitiva era il trapianto allogenico di midollo osseo. Si tratta di un trattamento efficace, supportato da un’esperienza di oltre quarant’anni, che presenta però un limite importante: la necessità di disporre di un donatore compatibile. Per questo motivo, non tutti i pazienti affetti da talassemia o anemia falciforme hanno potuto beneficiare del trapianto.
Fortunatamente, negli ultimi anni si è resa disponibile una procedura estremamente avanzata: la terapia genica. Questa tecnica consente di partire direttamente dalle cellule del paziente, prelevarle e correggerle in laboratorio, rendendole nuovamente capaci di funzionare in modo adeguato e di produrre emoglobina corretta”.
Sono le parole di Marco Zecca, direttore della SC Oncoematologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Nel 2025, Zecca è stato tra i primi specialisti in Europa e in Italia a trattare con una nuova terapia genica due giovani pazienti, entrambe ventenni: una affetta da anemia falciforme e l’altra da talassemia.
Si tratta di malattie che hanno un impatto molto rilevante sulla qualità di vita dei pazienti.
“Nel caso della talassemia, si osserva un difetto nella produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi. Nell’anemia falciforme, invece, vengono prodotti globuli rossi ed emoglobina alterati. Il risultato finale è molto diverso, ma in entrambi i casi la malattia condiziona profondamente la vita quotidiana.
Nella talassemia, il paziente dipende dalle trasfusioni fin dai primi mesi di vita e per tutta la vita: deve infatti ricevere trasfusioni di globuli rossi ogni due o tre settimane per sopravvivere. Nell’anemia falciforme, invece, i globuli rossi difettosi possono causare complicanze a carico di diversi organi — scheletro, cervello, polmoni, reni, milza e fegato — e provocare frequenti crisi dolorose, che rendono molto difficile svolgere le normali attività quotidiane”, spiega Zecca.
Grazie alla terapia genica, le due pazienti trattate al San Matteo hanno potuto intraprendere un percorso terapeutico con l’obiettivo di liberarsi dal peso della malattia e recuperare una vita il più possibile ordinaria.
Ma, nello specifico, che cosa accade quando le cellule “riparate” in laboratorio vengono nuovamente infuse nel paziente?
“Dopo essere state corrette in laboratorio, le cellule vengono reinfuse nel paziente, a seguito di un breve ciclo di chemioterapia preparatoria. Una volta rientrate nell’organismo, riprendono progressivamente a funzionare e si dimostrano in grado di modificare in modo sostanziale il quadro clinico delle due malattie, fino ad azzerarne le principali manifestazioni e complicanze”, spiega Zecca.
La terapia genica è il risultato di un lungo e prezioso lavoro scientifico.
Sono convinto che investire nella ricerca sia la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi ma, soprattutto, per i nostri figli. La ricerca rappresenta il futuro”, conclude Zecca.

(Adnkronos) - Il progetto Age-It, “finanziato con il Pnrr è un progetto fondamentale sull’invecchiamento, che ha avuto un forte investimento sia in termini economici sia di personale. Abbiamo più di mille ricercatori e oltre 2mila pubblicazioni. Abbiamo fatto veramente tantissime cose. Questo non è solo un progetto, ma un programma. Non vogliamo che, finito il Pnrr, tutto si chiuda, perché altrimenti sarebbe un investimento sprecato. L’idea è continuare a lavorare e portare nel dibattito pubblico una visione di demografia positiva: l’invecchiamento è una sfida, non un problema. Noi dobbiamo pensare che esiste una nuova fase della vita, dopo quella che consideriamo età pensionabile, intorno ai 65 anni, c’è una fase in cui le persone sono istruite, ancora in buona salute, si dedicano al volontariato e possono continuare a dare molto”. Così Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It, intervenendo al dibattito istituzionale 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, in corso al Palazzo dell'Informazione di Roma.
L’invecchiamento “non è tutto uguale e i nuovi anziani sono più istruiti - aggiunge Tomassini - e questo significa che fanno maggiore prevenzione, hanno uno stato di salute migliore e vivono più a lungo. In Italia, un uomo con una laurea vive in media sei anni in più rispetto a chi non ha un titolo di studio alto: quando pensiamo alle pensioni c’è anche questo elemento da considerare. I nuovi anziani, inoltre, sono più digitali rispetto al passato, quindi hanno maggiori possibilità di intervenire su vari aspetti: la salute, la telemedicina, l’accesso alle conoscenze attraverso internet. Sono tutti elementi che migliorano rispetto al passato. Le famiglie quindi sono più povere in termini di componenti orizzontali, meno fratelli, sorelle, cugini, ma con più interazioni verticali, con figli, nipoti e probabilmente anche pronipoti”.
Gli studi portati avanti con Age-It “misurano come contrastare il declino cognitivo, ma anche le disuguaglianze: territoriali, generazionali - sottolinea Tomassini - Abbiamo creato indici che cercano di capire se gli anziani, in termini di risorse e di peso politico, abbiano lo stesso peso dei giovani. Lo facciamo anche rispetto al carico di cura, perché le donne passano circa il 30% della loro vita in condizioni di maggiore carico rispetto agli uomini. Sono tutti aspetti che ci aiutano a comprendere meglio la sfida dell’invecchiamento e - conclude - a prendere decisioni politiche più consapevoli e più sagge”.

(Adnkronos) - “Una caratteristica distintiva del San Matteo è quella di aver voluto unire discipline diverse attorno alla missione della ricerca. Penso che il segreto del successo e della competitività della nostra realtà nel panorama nazionale sia proprio questo: coniugare competenze molto differenti tra loro. Nel corso della mia carriera, ho lavorato in importanti ospedali di ricerca negli Stati Uniti e soprattutto nel Regno Unito. Questa esperienza mi ha permesso di confrontare da vicino realtà scientifiche considerate tra le migliori al mondo e di constatare direttamente lo straordinario valore dei ricercatori del San Matteo e delle ricerche che qui vengono sviluppate”.
Lo ha detto il direttore scientifico della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Vittorio Bellotti, in occasione del lancio della campagna per il 5xMille a sostegno della ricerca.
Nell’istituto “lavorano più di cento giovani ricercatori, sono figure forse poco visibili al pubblico, ma fondamentali per la ricerca - si sofferma Bellotti - Non sono tutti Medici, alcuni sono specialisti in discipline come la fisica, la matematica, l'ingegneria e la chimica. Solo grazie all'integrazione del loro lavoro con quello del personale sanitario - medici e infermieri - possiamo affrontare sfide complesse. Conosco questi ricercatori - afferma – li frequento e vedo ogni giorno la loro passione e la loro soddisfazione anche di fronte a un piccolo progresso, ma ne vivo anche le frustrazioni, un aspetto che va ricordato. Donare il 5xMille al San Matteo significa aiutare questi giovani ricercatori, non lasciarli soli davanti alle difficoltà, costruendo una vera alleanza tra i cittadini e queste figure così importanti”.
“Sempre di più ci troviamo di fronte a patologie complesse: malattie per le quali la diagnosi è molto difficile, le terapie non sono completamente efficaci o, in certi casi, non abbiamo ancora cure disponibili - prosegue il direttore scientifico - L’approccio interdisciplinare del San Matteo permette di affrontare queste tematiche difficili. Così, accanto a un'eccellenza in ematologia, ne troviamo ad esempio una in ostetricia, fondamentale per affrontare una malattia rara ematologica in corso di gravidanza. Direi che è proprio la sinergia tra le tante discipline eccellenti a fare del San Matteo una realtà davvero unica nel panorama nazionale e territoriale”.
Il Direttore Scientifico si sofferma poi sull’importanza di riunire ricerca e cura in un unico istituto: “La medicina ha ancora molti limiti. Esistono situazioni nelle quali non abbiamo tutte le risposte ed è per questo che bisogna svolgere un'attività di ricerca di frontiera, al limite delle conoscenze - osserva - Questo approccio ha un impatto ovvio sulla possibilità di sviluppare nuove cure più efficaci, ma incide anche sulla sostenibilità, consentendo di evitare trattamenti non appropriati”.
“Un altro tema centrale - aggiunge - è quello di rendere le cure accessibili al maggior numero di persone, un ambito in cui il San Matteo svolge un'attività molto importante. La ricerca, infatti, non si focalizza solo sulla patologia, ma riguarda anche il miglioramento dell’organizzazione e della presa in carico del paziente, considerato non solo per il suo problema medico, ma anche per il suo vissuto rispetto alla malattia. Per questo motivo offriamo un supporto psicologico dedicato alle patologie più complicate e difficili. Al San Matteo il paziente è al centro, insieme ai suoi diritti: il modo migliore per garantire la sua individualità e identità è la necessità di lavorare per la sua cura”, conclude.

(Adnkronos) - Rafa Leao litiga con un giornalista ai Mondiali 2026. L'attaccante del Milan è stato uno dei protagonisti dell'esordio del Portogallo contro il Congo, che è riuscito a fermare Cristiano Ronaldo e compagni sull'1-1. Subentrato al 71', Leao non è riuscito a lasciare il segno, tanto da meritarsi più di qualche critica al termine della partita e tradendo un certo nervosismo.
In zona mista, un giornalista gli ha chiesto le ragione di una prestazioni giudicata "molle", definizione che ha fatto infuriare Leao: "Molle? In che senso?", ha risposto l'attaccante del Milan, "ho cercato di fare il massimo. Se non fai gol o assist non significa essere entrati molli in partita".
"In campo ci sono anche gli avversari, e difendono bene quindi bisogna anche dare merito a loro, che vengono con 2-3 giocatori addosso a marcarti", ha spiegato, piuttosto stizzito, Leao, "io cercherò sempre di puntare l'uomo, a volte va bene e altre no. La cosa più importante resta la squadra, abbiamo fatto un punto e non ci resta che alzare la testa e pensare alla prossima partita".

(Adnkronos) - A Londra si celebrano i vent'anni dall'uscita al cinema di 'Notte prima degli esami' con una speciale maratona in programma al Regent Street Cinema, la più antica sala inglese inaugurata nel 1896 con il debutto in Uk dei fratelli Lumière. Nel pomeriggio del 27 giugno verrà proiettata la prima delle due pellicole cult dirette da Fausto Brizzi, e alle 19.30 il sequel 'Notte prima degli esami, oggi', uscito l'anno successivo. Quella della capitale inglese non è una scelta casuale, dato che qui vive stabilmente uno degli attori principali, nonché protagonista dei Q&A che faranno seguito alle due proiezioni: Nicolas Vaporidis. "Esportiamo un po' di cultura pop italiana degli anni Ottanta. Sarà un tuffo nella nostalgia, che manca tanto a noi italiani che l'abbiamo vissuta in prima persona, utile anche al pubblico internazionale che interverrà, il quale avrà così modo di conoscere ancora più da vicino quanto l'Italia, proprio in quel periodo, abbia dato a livello mondiale in termini di moda, musica e costume", racconta ad Adnkronos Vaporidis - nel film il maturando Luca Molinari - oggi 44 anni, sposato da due anni con la compagna italo-inglese Ali Rinaldo e da poco diventato papà del piccolo Leonardo.
La maratona si tiene mentre oltre mezzo milione di studenti è alle prese con gli esami di maturità. "Se potessi viaggiare nel tempo e dare un consiglio a quel giovane Luca, così come a tutti i suoi colleghi di oggi, gli direi di ascoltare più se stesso e fidarsi di più del suo istinto, cercando di avere meno paura di quello che pensano gli altri di lui. Con il senno di poi, tutto quello che ho scelto con l'istinto, con la pancia, ha funzionato, mentre le decisioni dettate dalla testa o dalla mera convenienza si sono rivelate fallimentari e dolorose. Sbaglia, ma scegli tu", è il monito che Vaporidis regalerebbe al se stesso del passato, perché la consapevolezza di aver scelto in prima persona "ti fa digerire meglio il fatto di aver fallito poi nel risultato".
Per l'attore romano, vedere proiettato a Londra il film che non ha segnato il suo debutto sul grande schermo, ma che lo ha lanciato come giovane star sulla scena italiana, rappresenta un traguardo emotivo fortissimo. Unisce due aspetti della sua vita che sono tuttora importantissimi. "L'uno con il cinema, un percorso di vita intenso e meraviglioso. L'altro con Londra, il mio secondo grande amore, dove vivo e ho messo radici con la mia nuova famiglia. Li ho definiti un po' come mamma e papà, e vederli insieme anche se solo per un giorno, mi fa davvero sorridere e stare bene". Proprio nella capitale inglese, Vaporidis da alcuni anni ha dato vita a un altro progetto professionale legato alla ristorazione. Si tratta di un locale, 'Taverna Trastevere', gestito in tandem con il socio Alessandro Grappelli, che offre cucina tipicamente romanesca. Quella stessa romanità, tra accenti, ambientazioni ed emozioni, che fa da cornice a 'Notte prima degli esami', diventato parte del successo stesso della pellicola.
Tra gli attori principali della pellicola, anche Giorgio Faletti, il temibile professor Martinelli, scomparso nel 2014 all'età di 63 anni, del quale Vaporidis ha ancora dei ricordi molto forti. "Le sue improvvisazioni sul set sono state la parte più difficile per me, allora un giovane e sicuramente ancora poco esperto attore. Tra cui una delle frasi in assoluto più iconiche della pellicola, non prevista dal copione, è stata 'Non è importante quello che trovi alla fine della corsa ma quello che provi mentre corri', diventata un cult negli anni a seguire l'uscita al cinema. Proprio quelle improvvisazioni mi hanno insegnato molto. Mi hanno fatto capire quanto siano la forza dei grandi, quale lui era, come attore, comico, scrittore e musicista, ovvero la rara capacità di prendere molto sul serio quello che si fa e molto poco sul serio se stessi, regalando alla vita una preziosa leggerezza". L’evento di Londra è organizzato da 'Nervosa Pictures' in collaborazione con Complitaly Tv con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra. (di Alessandro Allocca)
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