Portovesme srl - RIPRODUZIONE RISERVATABene il progetto di continuità produttiva nello stabilimento di San Gavino dove operano una cinquantina di lavoratori, meno bene lo stallo sul progetto litio a Portovesme, dove è attiva la cassa integrazione sino al 2027 per i 470 dipendenti e dove è in funzione l'impianto Waelz per i fumi di acciaieria. E' in sintesi la posizione di Cgil, Cisl e Uil sul tavolo di crisi della Portovesme srl tenutosi oggi al Mimit.
    Come ha spigato all'ANSA il segretario della Filctem Cgil del territorio Emanuele Madeddu, "è positivo che San Gavino, che sino a 2 anni fa era considerato chiuso, oggi sta lavorando con un progetto e si va verso il test semi-industriale sul bismuto con lo stabilimento che si sta candidando a diventare hub europeo per Glencore per trattare materiali particolari. Sul litio - aggiunge - invece registriamo una fase di stagnazione derivata molto anche dal mercato che chiederà il materiale non prima del 2030-31. Tuttavia occorre arrivare pronti perché oggi le normative per la black mass non sono tali da permettere di lasciare la black mass in Europa. L'altra novità è il rapporto tra Regione Sardegna e Glencore per studiare il possibile riutilizzo delle discariche minerarie in chiave industriale: tuttavia occorre da un lato modificare la normativa sui rifiuti minerari, ma dall'altra serve un livello di tempistica sulle autorizzazioni che non può essere quello attuale. Oggi per approvare una bonifica servono 10 anni".
    "Ci sono due cose positive. La prima è che per San Gavino ci hanno garantito la continuità di marcia per tutto quest'anno e anche per il 2027 - sottolinea Nino D'Orso della Cisl - L'altra novità importante è che si è parlato di terre rare: Glencore e Regione stanno ragionando di poter trattare questi materiali prelevati, magari...

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