
(Adnkronos) - Si concentrano anche nel lago di Barrea (Aq) le ricerche di Alisya Di Giacinto, 16 anni, e della sorella Sarah, 12 anni, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi, tra sabato e domenica, dalla struttura residenziale “Ofh Hope” di Civitella Alfedena (Aq). Nelle ultime ore i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione nello specchio d'acqua, soffermandosi in particolare sotto i due ponti, mentre droni e unità cinofile continuano a battere il territorio dell'Alto Sangro. Sul posto è presente anche il padre delle due ragazze, Stefano, con il proprio legale, Francesco Riccardi, che segue con apprensione le operazioni tra Barrea e Villetta Barrea. Al momento, tuttavia, le ricerche non hanno fornito elementi utili al ritrovamento delle due sorelle.
Nel frattempo la famiglia ha voluto fare chiarezza su alcuni dettagli emersi in questi giorni. Alisya e Sarah sono entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa, dopo una difficile separazione dei genitori. In un primo momento Alisya era stata ospitata in una struttura di Cassino, per poi essere trasferita a Civitella Alfedena. Sarah, invece, dopo un periodo nella stessa città laziale, era stata trasferita a Colli sul Velino, in provincia di Rieti. Le due sorelle sono rimaste separate per circa due anni e sono state ricongiunte soltanto un anno fa nella struttura abruzzese. La responsabilità genitoriale fu revocata a entrambi i genitori dopo il divorzio a causa di "conflittualità" e a fine maggio restituita al padre dal Tribunale per i minori di Cassino. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, proseguono a tutto campo.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori vi è anche la recente sentenza di divorzio dei genitori che ha appunto disposto il riaffidamento delle minori al padre. Il fascicolo resta aperto per sottrazione di minori, mentre i carabinieri continuano a verificare ogni possibile pista, compresa quella di un eventuale aiuto ricevuto durante l'allontanamento dalla struttura. Si parla anche di alcune auto viste nei dintorni della struttura prima della scomparsa. Il padre Stefano lancia un ulteriore appello: "Ritrovatele al più presto, sono sparite da 8 giorni. Ci tengo a dire che non è vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire, il mercoledì precedente alla scomparsa, mi hanno contattato tramite Whatsapp e mi hanno raccontato tutto quanto avevano fatto durante la giornata".

(Adnkronos) - Andrea Kimi Antonelli costretto al ritiro nel Gran Premio di Barcellona di Formula 1, dopo essere stato a rischio penalità. Oggi, domenica 14 giugno, il pilota della Mercedes ha affrontato una gara più complicata del previsto, soprattutto per le caratteristiche del circuito catalano, che lo hanno messo davanti ad alcune difficoltà con i track limits, ovvero con l'obbligo di rimanere dentro i confini del tracciato, delimitati dalla linea bianca, e che è culminata nel ritiro a tre giri dal termine a causa di un problema con la macchina.
Nel corso della gara Antonelli ha ricevuto infatti due 'strike', cioè due avvertimenti da parte della direzione di gara. Il giovane pilota della Mercedes è stato infatti 'beccato' a sforare i track limits in curva in due occasioni e quindi lo hanno avvertito di fare maggiore attenzione perché al terzo strike sarebbe arrivata una penalità di cinque secondi.
Sicura del terzo strike la McLaren, che ha avvertito Lando Norris, per larga parte della gara alle spalle del pilota italiano, di stare incollato ad Antonelli perché, secondo loro, aveva più volte superato i track limits. La scuderia papaya ha anche comunicato di aver segnalato tutto alla direzione di gara.

(Adnkronos) - Charles Leclerc nervoso con la Ferrari nel Gran Premio di Barcellona. Oggi, domenica 14 giugno, il pilota della Rossa è stato protagonista di una gara difficile, dopo essere partito decimo per l'incidente occorso in qualifiche all'inizio del Q3, con qualche momento di nervosismo con il proprio muretto.
Leclerc infatti, proprio come successo a Montecarlo, non è sembrato d'accordo con la strategia della Ferrari e lo ha fatto sapere via radio. "Rientra ai box Charles per coprire Piastri", gli hanno comunicato dal muretto, con l'intenzione di difendere la posizione sul pilota della McLaren.
"Non mi importa di Piastri", è stata la risposta stizzita di Leclerc, che ha quindi deciso di fare di testa sua, per la 'rassegnazione' della Ferrari: "Ok, resta fuori".

(Adnkronos) - Tre persone sono morte e una risulta dispersa in seguito alla collisione avvenuta oggi tra un grande catamarano con a bordo oltre 120 persone e una barca a vela nel Mar Adriatico, al largo delle coste croate. Lo hanno annunciato le autorità di Zagabria. L'incidente è avvenuto nelle acque tra le isole croate di Šolta e Brač, quando un'imbarcazione passeggeri gestita da una compagnia privata croata si è scontrata con una barca a vela battente bandiera francese, che è poi affondata, ha precisato il ministero degli Affari Marittimi e dei Trasporti croato.
Al momento dell'incidente, a bordo del catamarano si trovavano 118 passeggeri e sette membri dell'equipaggio. A bordo della barca a vela c'erano otto persone: tre sono morte, una risulta dispersa, mentre gli altri quattro passeggeri sono stati tratti in salvo in mare. Non sono state specificate la nazionalità delle vittime né la dinamica dell'incidente. Il quotidiano regionale Slobodna Dalmacija ha riportato, citando fonti non ufficiali, che le vittime erano ceche.

(Adnkronos) - “Con oltre 52mila metri quadrati espositivi, più di 1.000 espositori e brand provenienti da 44 paesi produttori e visitatori attesi da oltre 100 nazioni, Expo Riva Schuh e Gardabags si conferma una delle piattaforme internazionali di riferimento per il settore. Quest'anno, grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency e al supporto del Governo italiano, accogliamo oltre 250 buyer selezionati provenienti da 50 paesi del mondo, chiamati a individuare le collezioni che caratterizzeranno la stagione primavera-estate 2027”. A fare il punto sui numeri e sulle novità della 105ª edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags è stata Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, durante l'inaugurazione della manifestazione in programma dal 13 al 16 giugno 2026.
Tra gli elementi distintivi dell'edizione 2026, Albarelli ha evidenziato il Summit dei leader delle associazioni calzaturiere dell'America Latina. “Si tratta di un appuntamento di rilievo mondiale che riunisce i presidenti delle principali associazioni del comparto latinoamericano. Un'iniziativa particolarmente significativa anche per l'Europa, alla luce delle opportunità che possono derivare dagli accordi commerciali tra l'Unione Europea e i paesi del Mercosur, favorendo nuovi scambi e occasioni di business per le imprese”. Grande attenzione anche all'innovazione e alle nuove tecnologie applicate al settore moda. “Per la prima volta abbiamo realizzato una sfilata interamente costruita con l'intelligenza artificiale, mettendo al centro le calzature e le borse dei nostri espositori. È una sfida che mette in dialogo due mondi apparentemente opposti: da una parte la tecnologia più avanzata, dall'altra il sapere manifatturiero, la creatività e la capacità artigianale che contraddistinguono le imprese del settore”.
La direttrice generale ha infine illustrato un ulteriore progetto sperimentale sviluppato nell'ambito della manifestazione. “Abbiamo introdotto due corrispondenti basati sull'intelligenza artificiale, ciascuno specializzato in un ambito diverso. Uno sarà dedicato all'analisi dei mercati e dei principali scenari internazionali, mentre l'altro si concentrerà sui trend di prodotto. L'obiettivo è offrire agli operatori strumenti utili per interpretare i cambiamenti in atto e orientarsi con maggiore consapevolezza in un contesto economico sempre più complesso”, ha concluso Albarelli.

(Adnkronos) - Due alpinisti ventenni sono morti sul Monte Pasubio oggi verso le 12, nella zona del Sojo d'Uderle nel lato vicentino. A perdere la vita un ragazzo di 26 anni e una ragazza di 25, precipitati per circa 100 metri. Un terzo compagno di cordata è invece rimasto illeso. Sulla zona imperversano difficili condizioni meteo che rendono complicato il recupero delle salme e del terzo escursionista per l'elicottero del Soccorso alpino di Trento.

(Adnkronos) - La Costa d'Avorio sfida l'Ecuador all'esordio nei Mondiali 2025. Nella notte tra oggi, domenica 14 giugno, e domani, lunedì 15, la Nazionale africana affronta quella sudamericana - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del gruppo F, completato da Germania e Curacao. La partita si giocherà al Philadelphia Stadium di Philadelphia.
La sfida tra Costa d'Avorio ed Ecuador è in programma oggi all'1 della notte italiana. Ecco le probabili formazioni:
Costa d'Avorio (4-3-3): Fofana; Douè, Kossonou, Agbadou, Konan; Sangaré, Kessié, Oulai; Diallo, Guessand, Diomandé. Ct. Fae.
Ecuador (4-3-3): Galindez; Preciado, Ordonez, Pacho, Hincapie; Vite, Caicedo, Franco; Yeboah, Valencia, Plata. Ct. Beccacece
Costa d'Avorio-Ecuador sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - "Quante volte avete sentito Giorgia Meloni toccare il governo Draghi precedente al suo? Fateci caso, arriva sempre a Conte. Di mezzo c'è il governo Draghi, un anno e mezzo non viene mai toccato. E' diventata la beniamina dell'establishment economico e finanziario, europeo e internazionale. Sono stato lì, so quello di cui parlo". Così il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, intervistato da Bruno Vespa al Forum in Masseria a Manduria in provincia di Taranto. "Se avessi fatto io l'accordo per beneficiare l'industria delle armi, le banche, le imprese assicurative, i fondi di investimento internazionali, per lo più americani, per compiacere le agenzie di rating, sarei durato", ha aggiunto. "E' facile. Però siccome abbiamo fatto delle misure rivoluzionarie per chi non aveva da mangiare e per sopravvivere e abbiamo fatto crescere l'industria a livelli record, sono andato a casa. Poi non mi hanno perdonato i 209 miliardi - ha proseguito Conte - questo li ha fatti impazzire poiché hanno pensato che li avremmo gestiti noi con il nostro rigore, con la nostra intransigenza e i presidi di legalità e anticorruzione".
"Questo governo ha tradito la sua vocazione di destra sociale, ha fatto il patto per rimanere al governo e per stabilire il record - ha scandito il leader M5S - Tra un po', dopo l'estate, Giorgia Meloni si fregerà di avere il governo più longevo della nostra storia repubblicana. Potrà arrivare alla fine della legislatura perché li vedo ben consolidati sulle poltrone e destinati a non lasciarle fino all'ultimo giorno. Potranno vantarsi di questo. Saranno cinque anni e zero riforme".
"Tutto questo è stato possibile perché sono compatti?", si è chiesto. "No, su ogni tema stanno litigando. Adesso tutta la polvere sotto il tappeto sta venendo fuori, è tutto un polverone di litigi. Sta durando tanto perché ha promesso agli italiani che avrebbe migliorato le cose, la crescita, potere reale dei salari più consistente, rilancio delle nostre filiere industriali, benessere e invece ha tradito queste promesse per fare un patto con i poteri forti", ha attaccato Conte.
E, ancora, riferendosi al rapporto tra il governo Meloni e il presidente americano Donald Trump: "Siamo stati mollati da Trump dopo una corte spietata, non abbiamo ottenuto nulla, solo un voto a perdere. Alla fine che hai avuto da Trump, il giorno che gli hai detto di no ti ha mollato".
Riguardo al Movimento, Conte ha detto che la definizione di "progressisti indipendenti è stata scelta dalla base. Nella definizione della nostra identità hanno scelto questa formula". "Progressisti - ha spiegato - perché non possiamo dirci 'sinistra', siamo una forza giovane, non apparteniamo alle famiglie tradizionali della sinistra, è un fatto oggettivo. Lo dico anche con rispetto per tutto quello che storicamente hanno fatto le forze di sinistra. Marchiamo una differenza. Allo stesso tempo - ha evidenziato Conte - la definizione progressista è una formula che ci consente di abbracciare un campo più ampio, in contrapposizione alle forze conservatrici nel migliore dei casi, e reazionarie come questo governo nel peggiore dei casi. Ci consente quindi di avere uno spazio dove non ci sono solo i partiti tradizionali ma c'è anche la possibilità per una forza come la nostra".
"La nostra forza si riconosce in valori come la legalità, interna e internazionale, fondamentali da difendere. Il potere di chi non ha potere. Chi si ritrova senza possibilità di difendere le proprie ragioni, a cosa si può appellare? Alla legge, ecco perché è importante che sia uguale per tutti", ha sottolineato il leader del Movimento Cinque Stelle. "La legalità internazionale - ha aggiunto - ormai viene distrutta anche da alleati tradizionali come il governo di Israele e degli Stati Uniti. Bisogna ripristinarla. Poi la giustizia sociale è l'altro pilastro di una forza che si definisce progressista. Come si può rimanere indifferenti rispetto a una logica di mercato che non vogliamo sovvertire ma va regolamentata. Se il mercato lo lasci correre, lo stiamo vedendo - ha sottolineato Conte - avremo sempre di più i super ricchi e sempre più una moltitudine di persone che si impoveriscono, ormai anche il ceto medio".
Quanto alla sicurezza, "ci sono varie sensibilità nel Pd, posso garantire per quanto ci riguarda che quando ci sederemo al tavolo per il programma di governo la sicurezza sarà un pilastro fondamentale, con misure concrete per rispondere a questo bisogno dei cittadini".
Tema migranti. "Questo governo non è riuscito a risolvere il problema dei rimpatri. A destra su tutte queste questioni si va avanti a forza di slogan e propaganda", ha attaccato il leader M5S. "Adesso arriva Vannacci, un'altra presa in giro con la remigrazione, una grande truffa per tutta l'opinione pubblica. Si alza l'asticella, fai credere che puoi fare tornare in patria intere comunità. E' una follia, una cosa stupida, impraticabile e incostituzionale", ha scandito.

(Adnkronos) - Incidente stradale con due donne ferite in modo grave, stamattina intorno alle 10.30, in viale della Serenissima all'incrocio con via Cherso a Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Da una primissima ricostruzione, un furgone ha tamponato un'auto che, a sua volta, ha investito due donne.
Una di queste ultime nell'impatto è finita sotto a una vettura in sosta e i vigili del fuoco sono intervenuti per estrarla dall'auto: entrambe le ferite sono state affidate al personale del 118 e trasportate in due ospedali in codice rosso.
(Adnkronos) - "Non è all'ordine del giorno". Così il vicepremier e presidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ha risposto, a margine del suo intervento al Forum in Masseria, a chi gli chiedeva di un possibile rimpasto nel governo con Salvini al Viminale. Voto anticipato l'11 aprile? "Pure la data, avete più informazioni di me", ha detto poi a chi gli chiedeva di ipotesi di stampa sulla possibilità di elezioni politiche anticipate.
Tajani ha parlato anche di Roberto Vannacci che "parla di 'Italia agli italiani', poi nel suo discorso cita i paracadutisti francesi. Non era meglio citare i paracadutisti italiani visto che lui è un paracadutista?", ha detto il ministro degli Esteri rispondendo a una domanda di Bruno Vespa circa i rapporti politici della coalizione di centrodestra con il leader di Futuro Nazionale.
"Le decisioni le prendiamo noi, non le prende Calenda. Mi pare, l'ho già detto, che Vannacci sia in questo momento la quinta colonna della sinistra, perché ha deciso lui di uscire dal centrodestra e di fare opposizione al centrodestra. Quindi le conclusioni sono facili", ha poi sottolinato riferedosi all'affermazione di Carlo Calenda, che ieri, sempre all'evento organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners, aveva parlato un'alleanza all'ultimo minuto tra Vannacci e centro destra per le prossime elezioni.
"Noi siamo per individuare un sindaco vincente, siamo pronti a far sì che ci possa esserci anche una coalizione più ampia. Individuiamo il miglior candidato possibile. Io sono assolutamente favorevole a un candidato civico. Valutiamo, sentiamoci con le altre forze politiche. Abbiamo sempre detto, anche noi di Forza Italia, che siamo favorevoli ad avere Azione con noi", ha detto ancora Tajani. E riferendosi ancora al partito di Calenda, ha sottolineato che "governiamo bene insieme in Basilicata, per esempio, quindi a livello amministrativo anche nelle grandi città, compresa Roma, siamo favorevoli a fare accordi con Azione, e individuare insieme il miglior candidato possibile".
"Speriamo che sia una giornata importante, che si arrivi alla firma, anche digitale. Quindi noi continuiamo a parlare con gli interlocutori per far sì che si possa finalmente chiudere questo momento che ha provocato anche danni economici, oltre a tante vittime", ha affermato il ministro degli Esteri aggiungendo che "non c'è un'ora prevista" per la firma della pace: "Gli iraniani stanno ritardando un po'. "Adesso è importante che si riapra lo stretto di Hormuz, sia per quanto riguarda il costo dell'energia, sia per quanto riguarda la ripresa dell'economia, ma anche per quanto riguarda le esportazioni di fertilizzanti, che sono fondamentali non solo per la nostra agricoltura, ma anche per quella di molti paesi africani che vivono esclusivamente di agricoltura", ha sottolineato Tajani.
"Hormuz se si arriva a un cessate il fuoco sarà gradualmente riaperto. Ci sono ancora le mine, per aprire tutto e far passare tutte le navi serve più spazio. Noi siamo pronti a partire se ci fosse missione internazionale Onu, Ue o accordo internazionale per contrubuire allo sminamento. Noi siamo disponibili a farlo", ha concluso.

(Adnkronos) - Sono in corso le indagini della polizia intervenuta nei giorni scorsi all'ospedale Santobono di Napoli dove era stata portata una bimba di poco più di un anno. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione che la piccola, sottoposta ad accertamenti, era risultata verosimilmente positiva a sostanze stupefacenti: sono quindi intervenuti sul posto i poliziotti del commissariato Vomero. A quanto si apprende è ancora tutto in fase di accertamento per fare chiarezza su quanto accaduto e capire come la bimba sia eventualmente venuta a contatto con la sostanza.

(Adnkronos) - Torna in pista la Formula 1. Oggi, domenica 14 giugno, il Mondiale torna protagonista con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - che vedrà George Russell scattare in pole position. Si riparte dal trionfo della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, leader della classifica Piloti, a Montecarlo, con la Ferrari di Lewis Hamilton, seconda a Monaco, prima inseguitrice, mentre Charles Leclerc punta al riscatto dopo l'incidente nell'ultimo Gp.
Il Mondiale tornerà domenica 28 giugno con il Gran Premio d'Austria.

(Adnkronos) - Si sono chiuse alle 12 le urne in Svizzera dove i cittadini hanno votato per due referendum molto attesi su immigrazione e servizio militare. Il voto principale riguarda l'iniziativa anti-immigrazione 'No a una Svizzera con 10 milioni!', promossa dal Partito popolare svizzero (Svp), che propone di fissare un tetto alla popolazione a 10 milioni entro il 2050.
Secondo le prime proiezioni dell’istituto gfs.bern, diffuse pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, gli elettori avrebbero respinto la proposta anti-immigrazione. L'esito è apparso incerto fin dall'inizio: secondo gli ultimi sondaggi il "no" sembrava leggermente in vantaggio, anche se il "sì" appariva in crescita.
Sempre in base alle proiezioni, sarebbe invece destinata all'approvazione la seconda misura sottoposta a referendum, che limita l'accesso al servizio civile sostitutivo per chi si oppone alla leva militare.
La proposta anti-immagrazione prevede misure restrittive su asilo, ricongiungimenti familiari e permessi di soggiorno, ed è sostenuta dalla destra ma osteggiata da governo, Parlamento e mondo economico. L'Svp denuncia gli effetti della "immigrazione di massa", mentre i critici avvertono del rischio di "caos" e di possibili ripercussioni sui rapporti con l'Unione europea, principale partner commerciale del Paese, evocando anche uno scenario di "Swiss Brexit".

(Adnkronos) - Le forze armate britanniche hanno intercettato nella notte nella Manica una petroliera della cosiddetta "flotta ombra" russa. Lo ha annunciato il premier britannico Keir Starmer, spiegando che l'operazione, durata circa sei ore, ha coinvolto commandos dei Royal Marines, agenti specializzati della National Crime Agency e mezzi della Royal Air Force. La nave, la Smyrtos, è stata fermata e resterà sotto monitoraggio al largo della costa meridionale dell'Inghilterra mentre proseguono le indagini.
Secondo Starmer, l'operazione rappresenta "un altro colpo alla Russia" e un messaggio a chi contribuisce a finanziare la guerra in Ucraina del presidente Vladimir Putin. Il ministero della Difesa britannico ha ricordato che Mosca utilizza una rete di oltre 700 petroliere con strutture proprietarie opache per aggirare le sanzioni internazionali sulle esportazioni di petrolio. Londra sostiene che questa flotta trasporti circa il 75% del greggio russo soggetto a restrizioni e ha già sanzionato più di 500 imbarcazioni collegate a tale sistema.
Dal canto suo l'Ucraina ha elogiato l'operazione, effettuata con il supporto francese, definendola un colpo alla "macchina da guerra" del Cremlino. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato su X che la "flotta fantasma della Russia è uno strumento di guerra" e che ogni nave fermata significa "meno denaro per la macchina da guerra della Russia". "Tagliare queste fonti di reddito contribuisce a ridurre la capacità della Russia di finanziare attacchi missilistici e con droni contro le città ucraine", ha aggiunto.

(Adnkronos) - "Forse il dilemma dei centristi del Pd sta più nelle loro qualità che nei loro difetti. La loro natura infatti è prudente, la loro andatura è circospetta, la loro pazienza ha qualcosa di proverbiale. E così, hanno lasciato passare il tempo, mentre il centrosinistra -o campo largo che dir si voglia- ha preso forma attorno a suggestioni e parole d’ordine che non erano quasi mai le loro. Essendo moderati per natura, sono stati moderatissimi verso quelli che sono diventati i loro padroni di casa. E per quanto si siano ascoltate critiche, moniti, preoccupazioni, sollecitazioni a cambiare rotta, alla fine è sempre prevalsa la buona creanza. La progressiva radicalizzazione del centrosinistra li ha fatti soffrire ma mai fino al punto da prendere un’iniziativa che favorisse un vero e proprio mutamento di scenario.
Sono mesi e mesi che da quelle parti affiorano mugugni e lamenti per la piega troppo radicale che ha preso il centrosinistra. E con essi annunci di nuovi partiti e nuove sigle affacciate verso il glorioso passato. La nuova Margherita, il ritorno all’Ulivo del tempo che fu, il 'civismo' (qualunque cosa voglia dire), le mille altre suggestioni che avrebbero dovuto determinare un cambio di passo, bilanciando e piegando verso il centro le spinte più radicali che nel frattempo avevano saldamente occupato il quartier generale degli eserciti di opposizione.
Non si vorrebbe essere troppo severi. Ma tutto questo pulviscolo di uomini e sigle, annunci di battaglia e promesse di lealtà, prudenze e malumori non sembra finora aver sortito granché. Il quartier generale ha annotato diligentemente in agenda l’elenco delle obiezioni e quello delle ambizioni. E deve averne tratto la conclusione che con un po’ di pazienza e qualche acrobazia verbale si sarebbe potuta chiudere la disputa senza pagare dazio più di tanto. E infatti il centrosinistra si appresta alla battaglia elettorale senza aver mai costretto il M5S a una -doverosa- conversione sulla politica estera e senza aver trovato modo di dire ai suoi 'centristi' che il loro destino non sarà quello di diventare figli di un dio minore.
Il fatto è che ci si muove ormai sul territorio di una politica radicalizzata -a sinistra come a destra. E se Meloni e Salvini devono fare i conti con l’ultradestra di Vannacci, si può capire che Schlein e Conte non ardano dal desiderio di misurarsi con una formazione di centro pronta a farsi pesare di più facendo loro la predica. Ai nostri giorni sono le ali estreme che danno il tono alla musica politica. Dunque, forse non avrebbe più molto senso lamentarsi per il fatto che i due baricentri delle due coalizioni si siano spostati ancora più in là. Non tanto e non solo per la timidezza di coloro che dovrebbero fermare questa deriva. Ma semmai perché è proprio questa deriva ad incarnare lo spirito del nostro tempo.
Se è così, però, ai centristi si apre una sola possibilità: quella di fare da soli. E’ una possibilità esile, sconsigliata dai sondaggi e contraddetta dal senso comune. E infatti quasi nessuno scommette su improbabili terzi poli e difficili acrobazie condotte sbandierando le gloriose insegne del moderatismo. La moda del giorno è appunto un’altra, e la politica ha tutto il diritto, e perfino quasi il dovere, di lasciarsi impregnare dai pensieri che vanno per la maggiore. Dunque, sarebbe corretto mostrarsi più comprensivi verso le difficoltà dei 'centristi' di oggi e di ieri. A patto però che finisse anche il loro troppo incerto tormento. E che da domani si imboccasse una delle due strade aperte. O quella che conduce verso una obbediente rassegnazione alla forza maggiore. O viceversa quella che conduce verso l’assunzione di un rischio ancora maggiore fuori da ogni recinto protetto.
Di questi tempi stare in bilico nel bel mezzo di questo contesto politico richiede qualcosa di più di un lamento contro quello che una volta Saragat avrebbe chiamato il 'destino cinico e baro'". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - "Non parlo dei singoli". Carlo Ancelotti alza il sopracciglio in conferenza stampa dopo il deludente esordio del suo Brasile ai Mondiali 2026. La selecao non è andata oltre l'1-1 contro Marocco in un match a lungo dominato dalla selezione africana. Il gol di Vinicius ha evitato guai peggiori ai verdeoro. In conferenza stampa, dopo l'esordio grigio, il ct italiano deve fare i conti con la raffica di domande dei cronisti brasiliani e risponde in maniera categorica ad un paio di domande. C'è chi ritiene che Ancelotti abbia tardato ad effettuare le sostituzioni. "Ho fatto due cambi all'intervallo e una sostituzione al 59'. Ha capito? Due cambi al 45esimo e l'altro al 59esimo, non mi pare di aver perso tempo...", la risposta del ct.
Il celeberrimo sopracciglio di Ancelotti rischia di inarcarsi quando un'altra cronista cita espressamente Endrick: perché il baby attaccante è rimasto in panchina? "Non sono qui per parlare di prestazioni individuali e di giocatori singoli. Parlo della squadra: nel primo tempo non ha giocato bene, nel secondo ha fatto meglio e ha avuto qualche opportunità", taglia corto.
L'attenzione si sposta sul match contro Haiti, in programma il 20 giugno: "Dobbiamo migliorare".

(Adnkronos) - Il Mondiale 2026 negli Stati Uniti, Canada e Messico, sta entrando nel vivo, ma per l’Italia è soltanto uno spettacolo da guardare a distanza. Gli Azzurri sono ancora una volta fuori dal torneo, per la terza consecutiva, mentre sugli spalti e sui media internazionali si discute di squadre, tensioni geopolitiche e perfino di linguaggio: 'soccer', come dicono negli Usa, o 'football' all'inglese? Eppure, proprio senza gli azzurri in campo, emerge una particolarità tutta italiana che dice molto più di una qualificazione mancata. Perché mentre il resto del mondo si divide su come chiamare questo sport, solo in Italia esiste una parola diversa, naturale, autonoma: 'calcio'. Ma da dove deriva la parola comunemente in uso nel Bel Paese nel definire questo gioco a 11 con la palla. La parola “Calcio” non è una semplice traduzione, né un adattamento. È una parola che affonda le radici nella lingua latina, da calx, calcis, cioè tallone. Da qui il significato di colpo dato con il piede, il gesto più elementare e universale del gioco.
È quasi sorprendente pensare che mentre inglesi e americani hanno costruito il nome dello sport attorno a strutture associative (“football”, “association football”, poi “soccer”), l’italiano ha scelto una strada opposta. Ha preso l’azione più semplice -dare un calcio a una palla- e l’ha trasformata nel nome dell’intero sport. Una scelta intuitiva, quasi istintiva. Ed è forse proprio per questo che suona così naturale. Il momento decisivo è il 1907 quando l'ex calciatore del 'Mediolanum', poi diventato 'Milan', Luigi Bosisio, poi diventato dirigente rossonero, e primo Presidente federale, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, propose in un articolo di sostituire il termine inglese con “calcio”. Non era solo una questione linguistica, ma culturale: affermare un’identità italiana nello sport e liberarsi da un termine straniero e recuperare una tradizione già esistente, visto che “calcio” richiamava il calcio storico fiorentino, giocato fin dal Rinascimento. In quel gesto antico, violento e spettacolare, c’era già una parte della storia italiana. Bosisio ebbe intuizione e tempismo. Da lì in poi, la parola iniziò a diffondersi fino a diventare definitiva.
Oggi il quadro nel mondo è chiaro, si dice football, mentre negli Stati Uniti si dice soccer. Questo Mondiale rende tutto ancora più evidente, mentre negli Stati Uniti, Donald Trump rilancia la provocazione di chiamare “football” il “soccer” e cambiare il nome alla Nfl, l’America, che ospita il torneo globale, fatica ancora a uniformarsi al linguaggio del resto del pianeta. E così succede qualcosa di curioso: il mondo cerca una parola comune, gli Stati Uniti difendono la loro e l’Italia, anche se fuori dal Mondiale, che resta l’unico Paese con una terza via, forse la più semplice.

(Adnkronos) - “Siamo scesi in piazza ancora una volta per affermare che scegliere la vita non è soltanto urgente e necessario, ma anche qualcosa di bello. Il nostro è un corteo fatto di famiglie, bambini, musica e speranza, perché siamo convinti che una società possa ripartire soltanto se rimette al centro la tutela della vita umana. Non esiste una società davvero giusta se non è in grado di garantire questo diritto fondamentale, dal bambino non ancora nato fino alla persona con disabilità, all'anziano e a chi si avvicina al naturale tramonto della vita”. Dal palco della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' 2026 Maria Rachele Ruiu, portavoce dell'iniziativa, ha rilanciato le richieste rivolte al mondo della politica.
“Siamo qui per chiedere l'abrogazione di tutte le norme che, a nostro avviso, ledono il diritto alla vita e per sollecitare misure concrete a sostegno della maternità. Tra queste - ha sottolineato - l'istituzione di un fondo dedicato alla vita nascente, capace di aiutare quelle donne che spesso si trovano ad affrontare gravidanze difficili senza un adeguato supporto economico e sociale”.
Ruiu ha quindi commentato anche il tema del consenso informato delle famiglie rispetto ai progetti scolastici dedicati all'affettività e alla sessualità. “Riteniamo positivo che i genitori siano messi nelle condizioni di conoscere preventivamente contenuti e finalità delle attività proposte nelle scuole. È una misura di trasparenza che consente alle famiglie di esercitare pienamente il proprio ruolo educativo e che aiuta a evitare il rischio che iniziative nate con finalità condivisibili possano trasformarsi in occasioni di confronto ideologico”, ha concluso.

(Adnkronos) - “Nessuna donna dovrebbe essere costretta a rinunciare a un figlio perché lo Stato l'ha abbandonata. Un figlio non toglie il futuro, un figlio è il futuro. Noi siamo qui perché crediamo che difendere la vita non significhi soltanto dire no all'aborto, ma soprattutto pronunciare un grande sì al futuro delle mamme, dei papà e dei bambini. Oggi marciamo per il diritto universale alla vita di ogni essere umano, senza escludere nessuno, né la madre né il bambino, con determinazione e convinzione”. Così Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, nel corso della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' 2026, organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus.
“Assistiamo sempre più spesso - ha aggiunto Brandi - a una mentalità che tende a considerare un peso le persone più fragili, dai bambini con sindrome di down ai disabili e ai malati. È una visione che riteniamo disumana. Noi crediamo invece che ogni vita abbia lo stesso valore e la stessa dignità e che debba essere tutelata indipendentemente dalle condizioni di salute, dall'etnia, dalla religione o dalla nazionalità. La nostra - ha concluso - è una difesa della vita che non esclude nessuno”.

(Adnkronos) - Incidente mortale sulla strada statale 77 'della Val di Chienti' dove il traffico è stato temporaneamente bloccato in direzione Civitanova Marche al km 94,90 nei pressi di Corridonia, in provincia di Macerata. Per cause in corso di accertamento, lo scontro ha coinvolto due veicoli: due i morti. Sul posto le squadre Anas e le Forze dell’ordine per la gestione della viabilità e per il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile.

(Adnkronos) - "Non mi considero l’uomo della speranza, credo di essere la speranza di quelle 100mila persone che si sono iscritte al mio partito. Non credo di essere la speranza della sinistra tant'è vero che non vedo tanta gente di sinistra che sia venuta a questo congresso, io penso di essere invece la speranza di quegli italiani che cercano il cambiamento, perché oggi fra destra e sinistra si porta avanti l'agenda Draghi, si supporta questa Commissione europea e con le sue politiche scellerate, che ci hanno ridotto nelle condizioni in cui siamo e questa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che continua a portare avanti le scelte del Green deal, della finanza internazionale e della guerra". Così il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, durante la conferenza stampa del secondo giorno di assemblea costituente del suo partito in corso all’Auditorium della Conciliazione, a Roma.
Parlando poi delle elezioni ad aprile del 2027, Vannacci afferma: "Futuro nazionale è già pronto, è già in trincea". E continua: "II nostro programma non si esprime in maniera manichea ma in base agli interessi nazionali italiani, quindi l'Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi". "Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell'Italia quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l'Italia, noi dobbiamo cercare la pace", aggiunge.
"Sono entrato nella Lega come indipendente, ho preso mezzo milioni di voti, me ne sono andato quando ho eccepito per questioni di sicurezza, ognuno ha avuto il suo vantaggio. Io non voglio fare implodere il centrodestra, ho fondato un partito indipendente e vado avanti. Le alleanze si fanno prima delle elezioni, ho delle linee rosse che non sono disposto a negoziare", sottolinea ancora Vannacci.
Quanto alla "remigrazione non è solo il rimpatrio, è un concetto politico. È il sacrosanto diritto di difendere popoli autoctoni, questo è il concetto. Si applica in maniera culturale perché si deve proteggere la cultura, la civiltà dei popoli autoctoni. E poi c'è il problema degli elementi esogeni perché se io ho un popolo autoctono e lo riempio di elementi esogeni, questa cultura identità viene annacquata, diluita e questo comporta tre problematiche fondamentali: c'è un problema economico, questi elementi esogeni costano di più di quanto non facciano guadagnare a una nazione, poi c'è un problema di sicurezza e poi c'è il problema più grave che è quello della coesione". "La soluzione è di far ritornare al Paese di origine, è un sacrosanto diritto di ogni persona umana come dice l'articolo 13 della Dichiarazione dei diritti umani ogni cittadino di ritornare al Paese di origine. Fare ritornare al Paese di origine chi è entrato illegalmente da noi e che quindi è illegale e clandestino, non ha alcun diritto di rimanere", aggiunge.
Riusciremo a fare i rimpatri "perché mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e vedremo. Applicherei la politica di Vannacci rispetto alla remigrazione prevedendo e stipulando accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti", afferma ancora.
Quanto a Calenda, "che mi ha definito la rovina dell'Italia, non gli rispondo, non è un interlocutore".

(Adnkronos) - "Ancelotti ha sbagliato, il Brasile ha deluso". Il Brasile pareggia per 1-1 nel suo esordio ai Mondiali 2026 e partono i primi processi alla selecao. Nel mirino finisce anche il ct Carlo Ancelotti, criticato in particolare da Felipe Melo. L'ex centrocampista di Juventus e Inter, oggi opinionista per SporTV, accende i riflettori sulle scelte dell'allenatore. "Ancelotti è uno dei più grandi tecnici della storia, ma non può permettersi di sbagliare e di commettere certi errori. Ha schierato una formazione sbagliata all'inizio, Ibanez non avrebbe dovuto giocare titolare: è un difensore centrale, non un terzino. Non è colpa sua, ma la squadra è migliorata quando è uscito dal campo", l'analisi di Felipe Melo. "L'atteggiamento della squadra non mi è piaciuto, sono serviti un paio di cambi", aggiunge evidenziando le difficoltà dei verdeoro, in balia del Marocco per buona parte del primo tempo.
Un lampo di Vinicius ha permesso al Brasile di pareggiare. "Vinicius ha fatto la differenza, ma la squadra nel suo complesso ha reso ben al di sotto delle aspettative. Il Marocco è stato un collettivo migliore, il Brasile non ha mostrato nemmeno l'organizzazione difensiva di cui si è spesso parlato: bisogna migliorare molto", aggiunge Felipe Melo. "Tre giocatori fermi a guardare Brahim Diaz che imbuca e fa uno splendido assist: non si può vedere una cosa del genere", dice facendo riferimento al gol realizzato dalla selezione africana. "Il Brasile è più forte di quanto si sia visto contro il Marocco. Bisogna fare decisamente meglio non solo per battere Haiti nel prossimo match ma anche per pensare di fare strada nella seconda fase del torneo".
Pagina 162 di 331
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it