"Con le trebbiatrici che stanno entrando nei campi della Sardegna,
le quotazioni del grano duro precipitano, con un calo ancora in
movimento, a 27 euro al quintale, ben al di sotto dei costi di
produzione. Un quadro che prefigura, di fatto, l'arrivo di una
delle peggiori stagioni mai registrate negli ultimi anni dal
comparto isolano". L'allarme arriva dal presidente di
Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras.
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(Adnkronos) - "Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta l'istituzione del 'patentino antifascista' proposto dagli organizzatori della Fiera nazionale della piccola e media editoria 'Più Libri Più Liberi', prevista a Roma per il prossimo dicembre.
Le parole di Nordio arrivano dopo quelle della premier Giorgia Meloni, che aveva parlato di "censura". "Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si svolgerà a Roma, le case editrici - aveva scritto du X - dovranno ottenere quest’anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono".
"La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno - concludeva - Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica".
Alla presidente del Consiglio aveva quindi risposto una nota della Fiera della Piccola e Media Editoria: "La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili, non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera. È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato".
“Siamo rammaricati di quanto sta accadendo - proseguiva il comunicato -, l’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale".

(Adnkronos) - L'azzurro Jannik Sinner, che sta lavorando in attesa di rientrare sull'erba del torneo di Wimbledon, dopo il ritiro al Roland Garros, ha completato la 76esima settimana da numero 1 del mondo in carriera. Il campione altoatesino guida il gruppo di sei italiani tra i primi 50 del mondo e di 8 nei primi 100 nel ranking Atp. In questa settimana, tra l'altro, c'è il primo torneo da Top 10 di Flavio Cobolli, impegnato a Halle contro Frances Tiafoe. Il movimento più significativo, rispetto all'ultima classifica, l'ha compiuto Mattia Bellucci, che ha guadagnato ben quattro posizioni grazie ai quarti di finale del torneo sull'erba di Stoccarda, ora è numero 74 del mondo. Da segnalare anche il best ranking di Federico Cinà (n. 181, +4) grazie alla semifinale al Challenger di Bratislava, e il debutto in Top 300 di Filippo Romano (298, +57), semifinalista al Challenger di Ilkley.
Sinner guida il ranking Atp con 13.500 punti, per quanto riguarda gli altri italiani seguono al decimo posto Flavio Cobolli (3.540), al n. 15 (+1) Lorenzo Musetti (2.315), al 17 (+1) Luciano Darderi (2.300), al 34 (=0) Matteo Arnaldi (1.336), al 49 (-1) Matteo Berrettini (985), al 65 (+1) Lorenzo Sonego (855) e al 74 (+4) Mattia Bellucci (814). Pochi i movimenti tra i Top 20 con Daniil Medvedev che supera Novak Djokovic e sale alla posizione numero 7 con il serbo che scivola in ottava. Nelle prima sei posizioni restano Sinner, Carlos Alcaraz (9.960), Alexander Zverev (7.190), Auger-Aliassime, Shelton e de Minaur. In nona posizione, appena sopra Cobolli, c'è Fritz.
Nella classifica del ranking Wta l'azzurra Jasmine Paolini è sempre la prima italiana, stabile in 14esima posizione. Alle sue spalle scende di cinque posizioni Elisabetta Cocciaretto (n.46), mentre recupera ben 21 posizioni Lucia Bronzetti (n.126), mentre Lisa Pigato è al numero 135, d la 18enne romana Tyra Caterina Grant è ora numero 161. Nella top ten Aryna Sabalenka è sempre in vetta e mantiene un vantaggio di poco meno di 950 punti sulla kazaka Elena Rybakina, seconda, che conferma il “best ranking”. Sul terzo gradino del podio, stabile la polacca Iga Swiatek.

(Adnkronos) - Scoperta un'enorme riserva di gas molecolare nell'Universo primordiale. È stato un team internazionale di ricerca, di cui fa parte anche Andrea Pallottini, ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa: si tratta di un’enorme riserva di gas molecolare freddo in Rebels-25, una galassia che esiste da quando l’Universo aveva appena 700 milioni di anni, meno del 5% della sua età attuale. Questo gas rappresenta il combustibile necessario alla formazione di nuove stelle e la sua scoperta aiuta a capire come le prime galassie siano riuscite a svilupparsi così rapidamente nelle prime fasi della storia cosmica. Lo studio è stato pubblicato su "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" (Oxford Academic).
"Per la prima volta abbiamo una prova diretta che alcune galassie dell'Universo primordiale erano estremamente ricche di gas molecolare, il combustibile da cui nascono le stelle", commenta Andrea Pallottini del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa. "Comprendere le caratteristiche fisiche di questo materiale è essenziale per ricostruire i processi che hanno portato alla formazione delle prime galassie e all'evoluzione dell'Universo nei suoi primi miliardi di anni".
Il risultato è stato ottenuto grazie alle osservazioni del radiotelescopio Very Large Array (VLA) negli Stati Uniti e dell'interferometro Alma in Cile. I ricercatori hanno identificato il segnale emesso dal monossido di carbonio presente nella galassia, una traccia fondamentale per misurare la quantità di gas molecolare disponibile. I risultati aprono inoltre nuove prospettive per lo studio dell'Universo giovane. I futuri radiotelescopi di nuova generazione permetteranno di estendere queste osservazioni a un numero molto più ampio di galassie, offrendo una visione sempre più dettagliata delle prime fasi dell'evoluzione cosmica. Lo studio è stato diretto da Karin Cescon, studentessa di dottorato dell'Università di Leida (Paesi Bassi) e ha coinvolto ricercatrici e ricercatori che provengono da numerose istituzioni, tra cui l'Osservatorio di Leida, il National Radio Astronomy Observatory (Nrao) degli Stati Uniti, l'European Southern Observatory (Eso), il Cosmic Dawn Center (Danimarca) e diversi atenei e centri di ricerca europei, asiatici e nordamericani.

(Adnkronos) - Un'ondata di attacchi russi ha colpito nella notte l'Ucraina provocando almeno nove morti, quattro a Kiev e cinque a Kharkiv. A renderlo noto sono le autorità ucraine. "Purtroppo, il numero dei morti sale a quattro", ha scritto su Telegram il capo dell'amministrazione militare di Kiev, Timour Tkatchenko, dopo aver comunicato una prima cifra di due vittime. Poche ore prima, il ministro dell'Interno Igor Klymenko aveva riferito che "cinque soccorritori dei servizi di emergenza statali (erano) stati uccisi mentre combattevano gli incendi" a Kharkiv.
La Russia ha poi confermato di aver condotto un "attacco massiccio" contro siti dell'industria militare a Kiev, aggiungendo che obiettivi militari sono stati colpiti a Kharkiv e a Dnipro.
Intanto, in seguito all'attacco, il monastero di Kyiv-Pechersk Lavra in Ucraina, fondato nel 1050 e patrimonio dell'Unesco, ha subìto gravi danni, hanno riferito le autorità locali. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha aggiunto che l'attacco ha danneggiato le linee elettriche e ha lasciato 140.000 residenti della capitale senza corrente oltre ad aver provocato 20 feriti.
Mosca ha tuttavia negato di aver bersagliato lo storico monastero, affermando che il sito è stato invece colpito da un missile di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense. "Secondo rapporti confermati, il complesso della di Kiev Pechersk Lavra è stato colpito da un missile del sistema missilistico antiaereo americano Patriot. Una delle ragioni del malfunzionamento del sistema potrebbe essere stata che i paesi occidentali hanno fornito al regime di Kiev missili 'scaduti'", ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato.

(Adnkronos) - Marius Borg Hoiby, figlio della principessa ereditaria norvegese Mette Marit, è stato condannato a 4 anni di carcere per una serie di reati, secondo quanto riportato dai media norvegesi. Marius Borg Hoiby è stato arrestato con l’accusa di stupro dalla polizia norvegese.
Il 29enne è nato da una precedente relazione della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, moglie dell'erede Haakon Magnus. Lo scorso agosto, Marius Borg Hoiby era stato accusato di aver aggredito fisicamente, nel suo appartamento, la fidanzata e aveva passato 30 ore sotto la custodia della polizia.
Secondo il quotidiano 'Verdens Gang' il tribunale lo ha assolto da due delle quattro accuse di stupro a suo carico. E' stato invece condannato per le altre due. Hoiby, per motivi di salute ha seguito il procedimento in videoconferenza dal carcere, doveva rispondere di circa 40 capi d'accusa. Hoiby, figliastro dell'erede al trono di norvegia, non detiene alcun titolo e non è membro ufficiale della casa reale.
Hoiby, in custodia cautelare dall'1 febbraio, si è dichiarato colpevole di altri reati (non quelli di stupro), tra cui il trasporto di 3,5 chili di marijuana, aggressioni fisiche e minacce. "Sono conosciuto principalmente come il figlio di mia madre, nient'altro. Quindi ho sempre avuto bisogno estremo di riconoscimento. E questo si è manifestato in molto sesso, molte droghe e molto alcol", ha dichiarato in tribunale.
Il pubblico ministero Sturla Henriksbo, nella sua arringa ha descritto Holby come "un uomo che pensa di poter fare quello che vuole". Holby ha ribattuto sottolineando la pressione esercitata dai media nei suoi confronti, che lo avevamo dipinto, secondo le sue parole, come "un mostro, trasformandolo in un bersaglio dell'odio di tutta la Norvegia".

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(Adnkronos) - E' morta all'età di 77 anni Anne Schedeen, attrice statunitense ricordata soprattutto per il ruolo di Kate Tanner nella popolare sitcom 'Alf', andata in onda tra il 1986 e il 1990. La notizia della scomparsa, avvenuta domenic 14 giugno, è stata annunciata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale dell'attrice, come riporta l'Adnkronos. Le cause del decesso non sono state rese note.
"Con il cuore più pesante condividiamo che Anne è morta serenamente", si legge nel messaggio. "Lascia un'eredità straordinaria fatta di energia creativa, umorismo brillante, amore per la famiglia, adorazione per i cagnolini, passione per i mercatini dell'usato e per le belle stori"». La famiglia ha ricordato anche il suo talento artistico, dalle sculture ai dipinti a olio, fino ai gioielli realizzati a mano. Anche il suo agente, Tom Markley, presidente e amministratore delegato della Metropolitan Talent Agency, ha confermato la notizia: "Anne era una vera artista e un'amica. Una persona unica. Mi mancherà".
Nata come Luanne Ruth Schedeen l'8 gennaio 1949 nei pressi di Portland, in Oregon, crebbe in una fattoria e sviluppò molto presto la passione per la recitazione. In un'intervista raccontò di aver iniziato a recitare all'età di sei anni utilizzando come 'attori' teiere e fiori. Dopo gli studi e le prime esperienze teatrali tra Oregon e Hawaii, si trasferì a New York per tentare la carriera professionistica. Gli inizi non furono semplici. Prima del successo lavorò come commessa e modella, partecipando anche a produzioni teatrali estive e spot pubblicitari. La svolta arrivò con un contratto per gli Universal Studios, che le aprì le porte della televisione americana. Nel corso degli anni Settanta e Ottanta apparve in numerose serie televisive di successo, tra cui 'Marcus Welby', 'Squadra emergenza', 'Tre cuori in affitto', 'Il profumo del successo', 'Simon & Simon' e 'La signora in giallo'. Sul grande schermo recitò in film come 'Embryo' (1976) e 'Omicidio a New Orleans' (1996).
La consacrazione arrivò però con 'Alf', la sitcom che raccontava le avventure di un alieno irriverente precipitato nel garage della famiglia Tanner nella periferia californiana. Schedeen interpretò la madre di famiglia Kate Tanner in tutti i 101 episodi della serie, diventando uno dei volti più amati della televisione americana dell'epoca. L'attrice raccontò in seguito di essersi innamorata immediatamente del progetto: "Quando lessi la sceneggiatura pensai che fosse davvero divertente. Quell'alieno mi faceva ridere".
Tuttavia, negli anni successivi descrisse il lavoro sul set come "un incubo tecnico", spiegando che le riprese delle scene con il pupazzo di Alf erano particolarmente lente e complesse. In un'intervista a 'People' definì la produzione "una grande famiglia disfunzionale". Dopo la conclusione della sitcom continuò a lavorare in televisione, partecipando a produzioni come 'Perry Mason: Omicidio sull'asfalto', 'Splendida e mortale' e 'Giudice Amy', prima di allontanarsi progressivamente dalle scene. Anne Schedeen era sposata con l'attore e produttore Christopher Barrett. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - "I vaccini personalizzati a mRNA funzionano e diventeranno il riferimento per la cura del cancro. Chissà se ora ci sarà il solito fenomeno che li continuerà a chiamare ancora sieri genici sperimentali?". Così su X l'infettivologo Matteo Bassetti che ricorda i risultati di uno studio presentato al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco).
"Un vaccino personalizzato a mRNA ha dimezzato il rischio di recidiva o di morte per melanoma. Uno studio clinico ha rivelato che l'abbinamento di un vaccino oncologico personalizzato a mRNA con l'immunoterapia standard migliora drasticamente gli esiti a lungo termine per i pazienti affetti da melanoma. Condotto dai ricercatori del Perlmutter Cancer Center del Nyu Langone Health, lo studio di fase 2b, denominato 'Keynote-942', ha valutato la combinazione del vaccino personalizzato intismeran e del farmaco immunoterapico pembrolizumab. I dati con un follow-up a 5 anni sono stati presentati all'Asco e hanno dimostrato che la terapia combinata ha ridotto del 49% il rischio di recidiva o di decesso rispetto alla sola immunoterapia. Questa strategia terapeutica - continua - si basa su intismeran, un vaccino personalizzato, sviluppato utilizzando i dati genetici del tumore di ciascun paziente per stimolare una risposta immunitaria altamente specifica contro le cellule tumorali. Dopo cinque anni, quasi il 69% dei pazienti trattati con la terapia combinata è rimasto senza il cancro, rispetto al solo 49% di coloro che avevano ricevuto solo l'immunoterapia standard. Inoltre, la terapia combinata ha ridotto del 59% il rischio di metastasi".

(Adnkronos) - "Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta". A dirlo è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commentando l'accordo tra Usa e Iran.
"L’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l’Iran - continua la premier - non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz".
Ora, secondo Meloni, è necessario "che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese".

(Adnkronos) - Caldo record, aria dal deserto e afa intensa: l'Italia si prepara a diventare rovente. L'avanzata di un'alta pressione di matrice nordafricana determinerà infatti nei prossimi giorni un consolidamento della stabilità atmosferica, accompagnato da un progressivo e marcato incremento dei valori termici. E le temperature anomale dureranno a lungo. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 15 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’arrivo di una fase estremamente calda e stabile che ci accompagnerà per lungo tempo. A guidare questa netta svolta è l'espansione verso il Mediterraneo di un potente promontorio anticiclonico di origine subtropicale, il celebre anticiclone africano, pronto a fare da scudo contro le perturbazioni e ad azzerare le piogge su tutto il Paese.
La spinta al caldo record arriverà dalle masse d'aria richiamate direttamente dal deserto sahariano (tra Algeria, Tunisia e Libia). Nel loro viaggio verso l'Italia, queste correnti roventi e secche attraverseranno il Mediterraneo, caricandosi di umidità nei bassi strati. Il cambiamento sarà tangibile già da oggi, lunedì 15 giugno: il sole dominerà ovunque, con massime tra i 28 e i 32°C in pianura padana (Bologna sarà tra le città più calde) ed intorno ai 30°C al Centro Sud e sulle isole. Da segnalare solamente il rischio di qualche veloce acquazzone nella seconda parte di lunedì su Alpi e Prealpi orientali e le vicine pianure del Triveneto.
La vera fiammata africana si consumerà poi da metà della prossima settimana. Da mercoledì 17 in avanti le pianure del Nord e gran parte del Centro-Sud vedranno i termometri superare diffusamente i 35°C, con picchi verso i 39/40°C a Bologna, Firenze, Foggia e nelle aree interne della Sardegna. Sulle coste, invece, l'alto tasso di umidità trasformerà il calore in afa intensa, amplificando la sensazione di disagio soprattutto di notte a causa della totale assenza di vento.
Insomma, detto in parole, prepariamoci alla prima e seria ondata di caldo anomalo di giugno che darà il via all’Estate 2026.
Lunedì 15. Al Nord: locali temporali su Alpi orientali, soleggiato altrove. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sereno o poco nuvoloso ovunque.
Martedì 16. Al Nord: locali rovesci sulle Alpi; sole altrove. Al Centro: sereno, temporali tra Abruzzo e Lazio. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Mercoledì 17. Al Nord: sole e caldo in aumento, qualche temporale in montagna. Al Centro: soleggiato. Al Sud: sole su tutti i settori.
Tendenza: alta pressione subtropicale in deciso rinforzo, caldo e sole su tutta Italia e temporali di calore sulle Alpi.

(Adnkronos) - Sotto un cielo plumbeo e con il rischio di sospendere l'evento a causa dei fulmini - evitato solo all'ultimo - la storica serata dell'Ultimate Fighting Championship nel giardino sud della Casa Bianca si è svolta ieri sera, nell'ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'America. E nello stesso giorno in cui il presidente Donald Trump ha compiuto 80 anni. Un evento che, secondo i critici, è sembrato più un regalo per il leader americano, piuttosto che una commemorazione per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza statunitense, che avverrà il 4 luglio.
Dodici jet militari hanno aperto la serata sorvolando la Casa Bianca, mentre l'inno americano veniva cantato sul ring. Trump, con la mano sul cuore, ha ascoltato le note di "The Star-Spangled Banner" dal balcone di Truman, accompagnato dal fondatore della Ufc, Dana White. Poco prima, partendo dallo Studio Ovale, Trump e White avevano fatto il loro debutto, camminando a passo spedito fino all’arena, accolti da applausi e musica a tutto volume come fossero due lottatori. Con lo sfondo della residenza presidenziale, i combattenti si sono affrontati in una serie di sei incontri sotto gli occhi del presidente, della moglie Melania, della sua famiglia, di diversi membri del gabinetto presidenziale fra cui il “veep” JD Vance e di altri 4500 spettatori ospitati sotto quella che chiamano “The Claw”, l’arena ad arco incrociato con il ring ottagonale nel mezzo.
Altri 100mila spettatori hanno assistito ai vari match dal parco limitrofo alla White House, chiamato l’Ellisse, convertito nella mega fan zone dell’evento. Fra loro c’era Evan Hitchcock, che racconta ad Adnkronos di aver viaggiato dalla West Virginia insieme a un amico per essere qui stasera. "È una sensazione piuttosto surreale - ha detto - E' qualcosa di molto americano". Nicole Grove, dell'Iowa, ha spiegato di voler essere presente perché si tratta di "un'esperienza unica nella vita". Mentre alcuni fan hanno preferito stiparsi sotto lo schermo principale della fan zone, in un'atmosfera che ricorda quella di un festival musicale, altri hanno preferito trovarsi un angolo di prato libero, godendosi la visione degli schermi da lontano.
L’intero centro città della capitale americana ha visto un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine fin dal venerdì, con chilometri e chilometri di strade chiuse al traffico e un dispostivo di sicurezza visto poche volte in passato a Washington. La polizia metropolitana di Washington D.C. ha operato a fianco di membri della Guardia Nazionale, della US Park Police, della polizia del Secret Service e di agenti della Homeland Security Investigations. Nel frattempo, l’Eisenhower Building è stato usato come spogliatoio dai fighters, l’ingresso sud della Casa Bianca è stato trasformato nello scenico punto d’ingresso dei vari combattenti, mentre la notte intitolata “UFC Freedom 250” è stata tutto un turbinio di luci, musica e patriottismo a stelle e strisce.
Dalla sua postazione a bordo gabbia, Trump è stato visto più volte sporgersi per conversare sia con la First Lady che con White, applaudendo i lottatori, seguendo con interesse gli incontri e sorridendo alla fine di ogni match. Diversi atleti, come il brasiliano Bo Nickal, dopo aver vinto i loro match hanno scavalcato la gabbia per andare a salutare il presidente americano. Parlando con il commentatore tv Joe Rogan nell'intervista post-incontro, Nickal ha definito "incredibile" l'incontro svoltosi sul prato della Casa Bianca. Ha poi definito Trump una "persona speciale" per la sua disponibilità "a fare una cosa del genere; nutro un profondo rispetto per lui. È un sentimento che provo da tempo e sono semplicemente grato di essere qui, grato di farne parte". Diversi i vip presenti alla “UFC Freedom 250”, fra cui l’ex calciatore Zlatan Ibrahimovic e l’ex boxer professionista Tyson Fury.
Tra gli invitati, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che si è avvicinato al presidente Trump e ha conversato con lui per diversi minuti durante una pausa, concludendo la chiacchierata con una foto di gruppo. Al termine del terzo incontro, parte del pubblico ha intonato "Tanti auguri" al presidente. Tuttavia, non c’è mai stato alcun momento ufficiale in cui il compleanno del tycoon di New York sia stato riconosciuto pubblicamente o celebrato. Quando si è arrivati a uno dei due match dei pesi massimi, lo speaker dell'Ottagono ha annunciato prima dell'incontro tra i lottatori Josh Hokit e Derrick Lewis: “Questo incontro è orgogliosamente sponsorizzato da TruthSocial”.
Dopo aver vinto l'incontro dei pesi massimi, Hokit si è avvicinato alla postazione di Trump e ha regalato una catenina al presidente. Successivamente, durante l'intervista con Rogan al centro della gabbia, ha concluso il suo intervento insultando Michelle Obama. "Michelle Obama è un uomo, non è vero America? - ha detto Hokit - Un plauso a Trump per aver avuto le p*** di organizzare una cosa del genere", ha aggiunto l’atleta. Rogan, che, come spesso accade, svolgeva il ruolo di intervistatore all'interno dell'ottagono, non ha fatto una piega dopo l’insulto. In un breve istante ripreso dalle telecamere, nel frattempo, Trump è parso accennare un mezzo sorriso pochi secondi dopo l'affermazione di Hokit, già circolata in precedenza online.
Tra la folla si è levato un misto di applausi e fischi. Verso le 23, un B-1B Lancer ha sorvolato l'evento UFC Freedom 250, procedendo da sud verso nord sopra il complesso della Casa Bianca. Impossibile non notarlo: il bagliore arancione ha illuminato il cielo e il rombo fragoroso dei postbruciatori ha fatto tremare il terreno dell’Elipse. Uno show pirotecnico al National Mall, infine, ha concluso la serata. Trump non ha mai preso la parola durante lo show. Un compleanno che il tycoon – al di là dell’evento UFC – ha trascorso fra lo Studio Ovale e la residenza presidenziale, lavorando alla finalizzazione del memorandum d’intesa con l’Iran e l'accordo che è stato annunciato poco prima dell’inizio della “UFC Freedom 250”. Tuttavia, l'Iran ha rimandato l’annuncio dell’intesa fino alle prime ore di oggi (ora locale), potendo così sostenere di non aver firmato nel giorno del compleanno di Trump, come invece lui avrebbe voluto. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Mentre Iran e Usa raggiungono l'accordo per mettere fine alla guerra, la cui firma è attesa per venerdì in Svizzera, Israele fa sapere che non si ritirerà dal Libano né si considera vincolato dalla clausola contenuta nell'intesa di Washington con Teheran. Ad assicurarlo è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
L'annuncio sull'intesa tra Teheran e Washington è arrivato ieri al termine di una giornata segnata da un'escalation di tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato un nuovo attacco contro Beirut, motivando l'azione come una risposta ai raid di Hezbollah. A stretto giro la reazione di Teheran che ha minacciato una risposta "imminente".
Poi la svolta con l'annuncio del mediatore Pakistan. "A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha reso notoieri su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.
"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto - ha aggiunto Sharif - Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso. Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari all'implementazione porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma".
Il presidente Usa Donald Trump ha quindi confermato l'intesa raggiunta con un post su Truth. "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!".
Accordo Usa-Iran, i punti critici: nucleare, sanzioni e fondi di Teheran
Intanto, secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito a Trump che le Forze di Difesa Israeliane manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture terroristiche e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi è la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu ne ha ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto.
"L'accordo di Trump non ci vincola. Israele non è subordinato agli Stati Uniti, siamo una nazione indipendente e sovrana", ha poi commentato il ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir, aggiungendo che "la mia posizione è chiara: non siamo partner di questo accordo, che non si preoccupa della nostra sicurezza. Non dobbiamo ritirarci da nessun territorio conquistato dai nostri combattenti".
Dura la posizione di Trump nei confronti del premier israeliano. L'attacco a Beirut, aveva infatti spiegato ieri il tycoon, "non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo".
"Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!", aveva concluso il presidente americano.
Trump aveva quindi parlato anche con Barak Ravid, giornalista di Axios. "Perché Bibi ha dovuto fare quel fottuto attacco? Mi sono così arrabbiato con lui, gliel'ho detto. Non ha giudizio, gliel'ho detto", le parole del presidente Usa che nella breve conversazione riportata da Ravid aveva criticato aspramente la decisione di Netanyahu in un momento decisivo del dialogo tra Stati Uniti e Iran.
Intanto, nel giorno in cui si riuisce il G7 a Evian, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto l'istituzione di un "cessate il fuoco robusto e duraturo" in Libano. "Un cessate il fuoco robusto e duraturo è indispensabile", ha dichiarato su X, mentre un attacco israeliano nella periferia sud di Beirut ha causato ieri altri tre morti.

(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran raggiungono l'accordo per porre fine alla guerra. L'intesa verrà firmata venerdì a Ginevra e non è nota nel dettaglio. Da una parte gli annunci di Donald Trump, dall'altra le comunicazioni di Teheran: il quadro non è ancora definito e non mancano aree 'grigie' con messaggi apparentemente in conflitto. I punti fermi, citati da Trump, sono rappresentati dalla rimozione immediata del blocco navale americano e dalla riapertura dello Stretto di Hormuz "senza pedaggi" subito dopo la firma dell'accordo.
Le parti quindi negozieranno per un accordo ulteriore sul programma nucleare iraniano: senza fumata bianca, dice Trump al New York Times, gli attacchi americani potrebbero riprendere. In alternativa, gli Usa potrebbero diventare "il guardiano del Medio Oriente" per vigilare sulla stabilità della regione in cambio del 20% dei ricavi prodotti dall'area.
L'inizio dei negoziati sul programma nucleare rischia di diventare un nodo. Le trattative, che dovrebbero durare 60 giorni, secondo l'Iran inizierebbero solo dopo lo scongelamento di beni - per miliardi di dollari - attualmente bloccati. Secondo il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, i negoziati ulteriori partiranno quando verranno soddisfatte 3 condizioni: la rimozione del blocco navale, lo stop alle operazioni militari e "lo scongelamento dei fondi iraniani".
"Questo non è affatto vero", la replica di un funzionario americano alla Cnn. "L'accordo prevede pagamenti per prestazioni", la sintesi della fonte. "Non ci saranno fondi scongelati se gli iraniani non onoreranno i loro impegni", aggiunge il funzionario ribaltando la situazione.
Gharibabadi, particolarmente loquace in queste ore, mette sul tavolo anche il tema delle sanzioni: "Abbiamo diverse questioni da affrontare. La prima è la cessazione di tutte le sanzioni contro la Repubblica islamica", dice alla tv di stato. L'alleggerimento delle misure comprenderebbe anche "la cessazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell'AIEA".
Sullo sfondo, rimane da definire la posizione di Israele. Il premier Benjamin Netanyahu non si è ufficialmente pronunciato sull'accordo. Trump, in un'intervista al New York Times, ha definito il primo ministro "una persona davvero difficile. Dovrebbe ringraziarci per quello che stiamo facendo: se l'Iran avesse l'arma nucleare, Israele sparirebbe in un paio d'ore", le parole del presidente degli Stati Uniti che, nella giornata di domenica, non ha nascosto il suo malumore per l'attacco delle Idf su Beirut: la nuova azione condotta da Israele in Libano ha messo a rischio la conclusione dei colloqui.

(Adnkronos) - Il Belgio esordisce ai Mondiali 2026. Oggi, lunedì 15 giugno, la Nazionale belga sfida l'Egitto - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone G, completato da Iran e Nuova Zelanda, nella rassegna iridata iniziata in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Seattle Stadium di Seattle.
La sfida tra Belgio ed Egitto è in programma oggi, lunedì 15 giugno, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Belgio (4-2-3-1): Lammens; Meunier, Mechele, Theate, De Cuyper; Witsel, Raskin; Lukebakio, Vanaken, Moreira; Lukaku. All. Rudi Garcia
Egitto (4-2-3-1): El Shenawy; Hany, Fathy, Ibrahim, Fotouh; Lasheen, Ateya; Salah, Ashour, Trezeguet; Marmoush. Ct. Hassan
Belgio-Egitto sarà visibile su Dazn, che trasmetterà tutte le partite del torneo, ma anche in chiaro sui canali Rai. La sfida sarà visibile anche in streaming sull'app e la piattaforma web di Dazn e su Rai Play.

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per la Spagna. Oggi, lunedì 15 giugno, la Nazionale iberica sfida Capo Verde - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del girone H, completato da Uruguay e Arabia Saudita, nella rassegna iridata iniziata in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta.
La sfida tra Spagna e Capo Verde è in programma oggi, lunedì 15 giugno, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Spagna (4-3-3): Unai Simon; Marcos Llorente, Cubarsi, Laporte, Cucurella; Pedri, Rodri, Fabian; Lamine Yamal, Oyarzabal, Nico Williams. Ct. De la Fuente.
Capo Verde (4-2-3-1): Vozinha; Moreira, Lopes, Stopira, Joao Paulo; Pina, Monteiro; Mendes, Jovane Cabral, G. Rodrigues; Livramento. Ct. Bubista.
Spagna-Capo Verde sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Prima ai Mondiali 2026 per l'Uruguay. Nella notte tra oggi, lunedì 15 giugno, e domani, martedì 16, la Nazionale sudamericana sfida l'Arabia Saudita - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del gruppo H, completato da Spagna e Capo Verde, nella rassegna iridata che ha preso il via in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita si giocherà al Miami Stadium di Miami.
La sfida tra Uruguay e Arabia Saudita è in programma oggi a mezzanotte. Ecco le probabili formazioni:
Arabia Saudita (4-4-2): Al-Owasi; Abdulhamid, Al-Amri, Altambakti, Al-Harbi; Al-Shamat, Kanno, Al-Khaibari, Al-Dawsari; Juwayr, Al-Buraikan. Ct. Donis
Uruguay (4-3-3): Muslera; Valera, Gimenez, R. Araujo, Olivera; Valverde, Ugarte, Bentancur; Canobbio, Nunez, B. Rodriguez. Ct. Bielsa
Uruguay-Arabia Saudita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

Sfogli i video dei social, ti fermi su una live. Un ragazzo tiktoker prova a fare qualcosa di semplice: accoglie altri ragazzi in diretta, li intervista, crea un momento di conoscenza reciproca. Si alternano giovani etero e gay, in un clima apparentemente disteso.
Poi arriva lui. L'odiatore seriale. L'omofobo che inneggia a Vannacci, con il suo ritornello "Italia agli italiani".
L'Attacco
Senza un costrutto logico, senza un motivo apparente, l'uomo inizia a offendere uno dei ragazzi presenti, rivolgendogli epiteti pesanti: "TikTok dovrebbe buttare fuori i ricchioni come te".
La Reazione del Ragazzo
Il giovane bersagliato non si abbassa al suo livello. Risponde con garbo, con una punta di ironia. Sottolinea la differenza tra la sua laurea da dottore e la probabile, bassa scolarità dell'aggressore. Cerca di prendere la situazione con leggerezza.
Ma l'ignoranza, si sa, non ha limiti. L'omofobo seriale continua, passa al "la sinistra vuole i ricchioni", come se fosse un mantra. Il ragazzo mantiene la posizione, con una certa superiorità, ma nel suo volto – oltre all'ironia – si legge lo sconforto. Quello di chi sa di parlare a un muro.
La Riflessione
Il problema non è la politica, non è l'orientamento sessuale. È l'incapacità di accettare l'altro, di dialogare senza aggredire. Il ragazzo ha provato a dimostrare che esiste un modo diverso di stare al mondo: con la cultura, con il garbo, con la fermezza pacata.
Ma purtroppo, in una diretta social, a volte vince chi fa più rumore. Anche quando quel rumore è solo ignoranza.

(Adnkronos) - La Svezia travolta la Tunisia per 5-1 a Monterrey oggi, lunedì 15 giugno, nel match valido per la prima giornata del Gruppo F dei Mondiali 2026. Gli scandinavi dominano il match sin dalle battute iniziali e sfondano al primo assalto. Percussione centrale di Isak, fermato dal portiere Cema. Gyokeres tiene vivo il pallone e Ayari, da 20 metri fa centro nella porta lasciata sguarnita dall'estremo difensore: 1-0 al 7'.
Il raddoppio arriva ol 30'. Gyokeres 'pulisce' il pallone a centrocampo e innesca Isak a campo aperto. L'attaccante entra in area e insacca con un tocco chirurgico sul secondo palo: 2-0.
La Tunisia rientra in partita prima dell'intervallo. La Svezia giochicchia, consente alla selezione africana di riciclare un pallone offensivo fino al cross di Mejbri che trova Rekik in beata solitudine: colpo di testa vincente, 2-1 al 43'.
La Svezia riprende il totale controllo del match al 59', complice l'harakiri della Tunisia. Skhiri perde un pallone letale, Isak serve Gyokeres che ringrazia e, davanti alla porta, non può sbagliare: 3-1.
I giallblu non si fermano e calano il poker all'84' con Svanberg, appena entrato. Punizione da destra, Isak sfiora il pallone e rimette in gioco Svanberg, partito in posizione di offside e 'sanato' dal tocco del compagno: deviazione precisa, 4-1.
In pieno recupero, altra perla di Ayari. Controllo e destro incrociato da 20 metri, palla in rete e 5-1.
La Svezia sale a 3 punti e comanda la classifica davanti alla coppia Olanda-Giappone, che insegue a quota 1. Tunisia ultima a quota zero.

(Adnkronos) - La Costa d'Avorio batte 1-0 l'Ecuador oggi, lunedì 15 giugno, nel match del Gruppo E dei Mondiali 2026 giocato a Philadelphia. La selezione africana si impone con il gol di Diallo, a segno al 90', al termine di una sfida pirotecnica caratterizzata da 4 pali.
La Costa d'Avorio parte col piede sull'acceleratore creando le prime chance con Touré e Wahi tra il 17' e il 19'. L'Ecuador risponde al 24' con Yeboah che centra la traversa. L'Ecuador insiste e poco dopo colpisce il secondo legno: Minda conclude dall'interno dell'area di rigore, un'altra traversa. Non c'è un attimo di sosta, al 35' ci riprova la Costa d'Avorio: al tiro Pépé, conclusione neutralizzata.
La fortuna non assiste l'Ecuador, che in avvio di ripresa colleziona il terzo palo: al 46' ci prova Valencia, base del montante e gol sfiorato per la terza volta. Al 58' la traversa ferma la Costa d'Avorio: Wahi colpisce a botta sicura dall'area piccola, il legno salva la porta dell'Ecuador.
Il ritmo cala nell'ultima porzione di match, il pareggio sembra inevitabile. Al 90' a far saltare il banco è la percussione di Singo, che mette in mezzo il pallone decisivo. Diallo si fa trovare puntuale all'appuntamento, deviazione vincente e 1-0. La Costa d'Avorio vince e sale a 3 punti affiancando in vetta alla classifica la Germania che affronterà il 20 giugno. L'Ecuador rimane a quota zero con Curacao: sfida tra deluse il 21 giugno.

(Adnkronos) - Italia, Francia, Germania e Regno Unito accolgono con soddisfazione l'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. I leader dei 4 paesi evidenziano l'importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz e ipotizzano la revoca di sanzioni se Teheran onorerà gli impegni relativi al programma nucleare. "Accogliamo con grande favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica. Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale", è la posizione dei leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania in una nota congiunta. "È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo. L'urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, in conformità con i nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per rassicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento", prosegue la nota.
"L'Iran non deve mai acquisire un'arma nucleare. Siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l'Iran e l'AIEA per tale fine. Siamo pronti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell'Iran sul suo programma nucleare. Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l'Iran e i partner regionali per cogliere questa opportunità, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine. Ribadiamo inoltre il nostro pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano e l'importanza di un cessate il fuoco efficace", affermano i leader.
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