
(Adnkronos) - Iniziano le partite della seconda giornata della fase a gironi ai Mondiali 2026. Oggi, giovedì 18 giugno, scende in campo ad Atlanta la Repubblica Ceca contro il Sudafrica, nel gruppo A. La squadra del ct Hasek è reduce dalla sconfitta per 2-1 contro la Corea del Sud, mentre la nazionale africana ha perso al debutto 2-0 contro i padroni di casa del Messico. Calcio d'inizio alle 18.
Dove vedere Repubblica Ceca-Sudafrica? La partita sarà visibile in esclusiva, in diretta tv e streaming, su Dazn.
L'altra partita del gruppo A, tra Messico e Corea del Sud, si giocherà nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno, alle 3 ora italiana.
Una piazza diventa palcoscenico con Carmine 2026, la nuova rassegna
firmata Cedac in programma dal 19 giugno al 12 settembre a
Cagliari, nel quartiere di Stampace: 18 appuntamenti fra teatro e
musica, incontri, momenti ludici e serate "a tema" su legalità e
inclusione.
Il conto alla rovescia per la 36/a edizione del Festival Cinema di
Tavolara - Una notte in Italia, in programma dal 14 al 19 luglio
2026 tra San Teodoro, Porto San Paolo e l'Isola di Tavolara è già
iniziato. Il countdown ha preso il via a giugno con le anteprime,
due appuntamenti in programma sabato 21 alle 21.30 a Porto Rotondo,
nel piazzale dello Yacht Club, con la proiezione di Némos e Andando
per mare di Marco Antonio Pani, e sabato 27 giugno alle 21 a Porto
San Paolo, in Piazza Gramsci, con il cineconcerto Metropolis.(Adnkronos) - I droni lanciati dall'Ucraina arrivano fino a Mosca e colpiscono la principale raffineria della capitale russa. I video diffusi su Telegram e su X mostrano l'esplosione di un deposito di petrolio: la copertura salta come un 'tappo' di bottiglia, alzandosi per decine di metri.

(Adnkronos) - "Le malattie oncoematologiche non sono affatto rare. I linfomi, da soli, occupano il settimo-ottavo posto tra i tumori più frequenti; a questi si aggiunge il mieloma e un insieme di altre patologie che, considerate nel loro complesso, rappresentano una realtà numericamente significativa". Lo ha spiegato Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia università degli Studi di Milano, direttore di Ematologia e direttore scientifico f.f. Istituto nazionale tumori di Milano, durante la conferenza 'Ricerca e cura in ematologia: l'impegno di Ail tra presente e futuro', presso Palazzo De Carolis a Roma, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.
"La ricerca degli ultimi 10 anni ha compiuto un salto straordinario: non solo ha consentito di allungare la vita dei pazienti e di guarirne molti che in passato non avevano prospettive di guarigione, ma ha anche migliorato in modo sostanziale la qualità della vita. Oggi abbiamo pazienti che possono convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità dell’esistenza", ha sottolineato lo specialista.
Il docente ha poi evidenziato l'importanza della ricerca indipendente sostenuta da Ail, soffermandosi su uno studio osservazionale nazionale dedicato ai pazienti affetti da mieloma sottoposti a terapie Car-T. "Ail finanzia uno studio prospettico che raccoglierà dati clinici e campioni biologici dei pazienti trattati con Car-T in Italia. Un'esperienza simile era già stata realizzata nei linfomi, con oltre 1.700 pazienti coinvolti, fornendo informazioni preziose sull’efficacia delle terapie e sugli approcci meno utili da abbandonare", ha ricordato l'ematologo. "L'obiettivo è sviluppare biomarcatori che permettano di capire in anticipo quale terapia sia più adatta per ogni singolo paziente. Si tratta di studi che difficilmente vengono realizzati dall'industria farmaceutica e che possono essere portati avanti soprattutto dal mondo accademico grazie al sostegno di enti come Ail", ha concluso Corradini.

(Adnkronos) - "Molte analisi che abbiamo condotto ci dimostrano quanto sia difficile vendere un immobile se è buio o se presenta ambienti visivamente insalubri. Di conseguenza, l'attenzione alla salubrità e alla luce naturale diventa un'opportunità commerciale per chi deve vendere una casa, ma anche un valore aggiunto per chi decide di ristrutturarla per viverci". Lo ha detto Marco Soravia, amministratore delegato di Velux Italia, partecipando alla conferenza 'Oltre l'efficienza. Qualità degli ambienti interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare', organizzata nella Sala Caduti di Nassirya al Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Gian Marco Centinaio. Un incontro durante il quale è stato presentato lo studio preliminare sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) realizzato dalla Sima proprio in collaborazione con Velux Italia.
"Il patrimonio edilizio italiano è enorme - ha proseguito -, composto da edifici vecchi che possono essere valorizzati attraverso l'innovazione tecnologica e l'isolamento ma anche con concetti progettuali orientati alla sostenibilità e alla salute. Questo è un aspetto cruciale nel momento in cui si va a rigenerare un centro storico o una periferia, bisogna ricordare che gli edifici rappresentano gli spazi dove le persone passano la maggior parte del loro tempo, a prescindere dal fatto che siano residenziali, uffici o luoghi di lavoro. In quest'ottica, pensare all'edificio con una visione che va oltre i materiali e l'efficienza energetica - ha sottolineato l'amministratore delegato di Velux Italia - è estremamente importante e rappresenta una grande opportunità. È necessario cominciare a ragionare dal punto di vista dell'utente finale che deve vivere all'interno delle case, e non semplicemente in base all'estetica dell'edificio. In questo contesto, i sottotetti e le coperture diventano opportunità progettuali enormi, che consentono di portare luce e ventilazione all'interno degli edifici", conclude.

(Adnkronos) - "Le malattie del sangue, in particolare quelle neoplastiche, stanno vivendo una fase di grandi progressi e miglioramenti. Un cambiamento che passa innanzitutto attraverso l'innovazione nella diagnosi". Così Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia, direttore scientifico Fondazione per la ricerca-From, ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, intervenuto a Roma alla conferenza 'Ricerca e cura in ematologia: l'impegno di Ail tra presente e futuro', in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. "Oggi siamo in grado di definire con molta più precisione la diagnosi di ogni paziente e di comprenderne l'eterogeneità biologica grazie agli strumenti della biologia molecolare. Questo ci permette di identificare in maniera più accurata le cause delle malattie e di scegliere trattamenti innovativi che non si basano più esclusivamente sulla chemioterapia", ha spiegato Rambaldi.
Secondo l'ematologo, "i benefici sono particolarmente evidenti nei pazienti più anziani. Per molte patologie, tra cui la leucemia mieloide acuta che colpisce soprattutto persone sopra i 60 anni, disponiamo oggi di farmaci mirati molto efficaci e meno tossici. Questo ha determinato un significativo miglioramento della prognosi e della qualità delle cure".
Rambaldi ha inoltre sottolineato il ruolo della comunicazione e del coinvolgimento dei pazienti. "C'è sempre bisogno di una comunicazione chiara, comprensibile e coinvolgente. La comunità ematologica italiana ha beneficiato enormemente del sostegno dei pazienti e delle loro famiglie, che hanno contribuito non solo alla ricerca, ma anche allo sviluppo di attività di supporto e accoglienza. Strutture e servizi dedicati hanno consentito a molti malati di affrontare il percorso terapeutico con una migliore qualità di vita".

(Adnkronos) - "Questa è una giornata di grande rilevanza perché celebra il ruolo che Ail svolge nel nostro Paese a supporto dei malati affetti da patologie oncoematologiche". Lo ha dichiarato Franco Locatelli, direttore area clinica di Onco-ematologia pediatrica, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione della conferenza di presentazione della XXI Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, a Roma.
"L'ematologia oncologica sta registrando straordinari successi e miglioramenti continui che stanno cambiando concretamente la storia di molti pazienti. Ogni grande appuntamento scientifico internazionale porta nuove evidenze di grande interesse e rilevanza. Anche il recente congresso europeo di Stoccolma ha confermato i progressi che stiamo osservando nel settore", ha spiegato Locatelli. Secondo lo specialista, il sostegno alla ricerca rappresenta un elemento decisivo per accelerare questi risultati. "Investire nella ricerca, come fa Ail attraverso numerose iniziative dedicate ai percorsi di ricerca traslazionale, significa investire nel futuro e nelle possibilità di cura dei pazienti oncoematologici. L'obiettivo è sviluppare trattamenti sempre più mirati, specifici ed efficaci".
"Accanto all'efficacia delle cure, oggi assume un ruolo sempre più importante anche la qualità della vita dei pazienti. Le nuove terapie consentono non solo di migliorare gli esiti clinici, ma anche di ridurre il peso degli effetti collaterali. È un aspetto fondamentale, perché il progressivo miglioramento delle possibilità di guarigione impone di prestare crescente attenzione alla vita delle persone durante e dopo il percorso terapeutico", ha concluso Locatelli.

(Adnkronos) - Perché nascono sempre meno bambini? “Fondamentalmente per due motivi. Il primo, ed è il più importante, è una riduzione marcata delle donne in età fertile, conseguenza della riduzione delle nascite che si è avuta nel nostro Paese dal 1975 in poi. La riduzione è stata molto forte: meno donne significa meno bambini. C’è stato un leggero incremento delle nascite tra il 1995 e il 2008, legato ai fenomeni migratori, ma anche questo effetto si è poi ridotto. Il secondo motivo è che si fanno pochi bambini per ciascuna donna: il nostro indice di fertilità è sceso a 1,4 figli per donna ed è in continuo calo. Su questo si può realmente incidere sia attraverso incentivi economici, come hanno fatto e stanno facendo altri Paesi, sia, soprattutto, attraverso servizi per la prima infanzia. Questa è la strategia che funziona di più ed è quella adottata dai Paesi scandinavi: offrire servizi che permettano di conciliare la scelta di avere figli con la possibilità di accudirli nel percorso di crescita”. Lo ha detto Rino Agostiniani, presidente Sip-Società italiana pediatria, nel suo intervento al dibattito ‘La demografia cambia la società’, organizzato oggi da Adnkronos, a Palazzo dell’Informazione a Roma
Sugli effetti dell’uso precoce e prolungato degli schermi di smartphone e tablet e le conseguenze sulla salute, “come Società italiana di pediatria abbiamo analizzato la letteratura esistente - spiega Agostiniani - I dati sono molto forti: questa modalità, sempre più diffusa ha ripercussioni sui tempi di acquisizione del linguaggio e sullo sviluppo del cervello. Faccio spesso il paragone con un muscolo: se alleno sempre lo stesso muscolo, quello si sviluppa più di altri. Lo stesso vale per la corteccia cerebrale. Se invece di abituare il bambino alla relazione - guardarsi negli occhi, osservare le espressioni degli adulti - lo abituiamo allo schermo, attiviamo aree cerebrali che saranno meno utili per il suo sviluppo futuro. Quindi il danno che si crea quando questi strumenti vengono usati come ‘pacificatori’ per calmare il bambino - ad esempio quando si è a cena fuori, ma non solo - è rilevante, e non c’è ancora una reale consapevolezza da parte dei genitori. Per questo siamo molto impegnati come Sip e stiamo lavorando insieme a Terre des Hommes, un’associazione attiva nella tutela dell’infanzia, per elaborare una proposta di legge che limiti l’utilizzo degli strumenti digitali nei primi 36 mesi di vita. Questa fascia d’età è estremamente critica, anche più di quella adolescenziale”.
Sulla proposta della Gran Bretagna di fissare a 16 anni l’accesso ai social Agostiniani osserva che “il divieto è uno strumento forte. È importante per dire: ‘attenzione, questa cosa è pericolosa’. È chiaro però che il divieto da solo non funziona, perché deve essere accompagnato da una progettualità di educazione al digitale che deve partire fin da piccoli, anche in ambito scolastico. I genitori sono la prima categoria da sensibilizzare - rimarca l’esperto - Non è pensabile dire a un ragazzo ‘non usare il cellulare dopo cena’ se poi il genitore stesso lo usa continuamente. Quindi - conclude - ben vengano i divieti, ma devono essere accompagnati da alternative: il cellulare non si usa perché esistono attività più stimolanti e gratificanti. Se ci limitiamo a dire ‘questo non si fa’, senza costruire altro, non funziona”.

(Adnkronos) - Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre più cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualità di vita. È questo l'obiettivo di 'In seno al futuro', campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. L'iniziativa, informano i promotori, si articola attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave - ricerca, fiducia, percorso, relazione - che delineano il percorso di cura delle pazienti dopo una diagnosi di tumore al seno metastatico e le accompagnano alla scoperta del proprio futuro. L'ambassador del progetto è Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato più profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura.
Ogni video - spiega una nota - ha come focus proprio una delle 4 parole e si sviluppa attraverso un dialogo emozionante e profondo tra Diego e i rappresentanti delle associazioni pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forlì di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all'università Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano. Il risultato - si legge - è uno scambio di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una sempre diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole.
"Sono molto felice - afferma Passoni - di far parte di 'In seno al futuro', un progetto che vuole raccontare le nuove possibilità che la ricerca e l'innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguirà la campagna a capire il vero significato di questo percorso".
Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico, ricordano i promotori della campagna. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% già di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo può accadere anche molti anni dopo l'intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso.
"Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di 'In seno al futuro' - dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia - È importante sostenere campagne come questa perché oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e più aderente alla realtà delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perché esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, è sempre più possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualità di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall'alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un'evoluzione reale dei percorsi di cura". Aggiunge Alessandra Dorigo, Head of Oncology AstraZeneca: "'In seno al futuro' è una campagna che aiuta a superare stigma, silenzio e disinformazione che ancora accompagnano una diagnosi oncologica. Si parla di futuro perché oggi, grazie a ricerca scientifica e innovazione, sono disponibili terapie avanzate e personalizzate in grado di dare nuove prospettive alle pazienti. L'Italia ha un ruolo centrale in questo percorso: il nostro Paese è riconosciuto tra i leader europei e mondiali nella ricerca oncologica per qualità scientifica, competenze cliniche e capacità di arruolamento negli studi clinici. Per compiere progressi come questi servono collaborazione, visione condivisa e capacità di unire eccellenze complementari, per dare risposte concrete ai pazienti. L'alleanza con Daiichi Sankyo nasce da questo principio: due aziende che mettono insieme competenze scientifiche, ricerca e risorse per accelerare l’innovazione a beneficio dei pazienti".
Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it.

(Adnkronos) - "Dal 1946 Bristol Myers Squibb è presente in Italia, contribuendo allo sviluppo del Paese attraverso riscerca scientifica, innovazione e occupazione qualificata. Nel corso di questi 80 anni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Nel triennio 2023-2025 Bms Italia ha contribuito a generare in media, a livello diretto, indiretto e indotto, 369 milioni di euro di Pil all'anno, di cui 142 milioni di valore aggiunto diretto. Quindi, per ogni euro di valore aggiunto diretto, Bms Italia contribuisce a generare un totale di 2,6 euro di Pil nel Paese, con ricadute positive sull'occupazione, sui professionisti e sul tessuto delle Piccole e medie imprese". Lo ha dichiarato Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell'azienda in Italia oggi a Roma (Centro Studi Americani).
"Negli ultimi cinque anni abbiamo reso disponibili 40 nuove indicazioni terapeutiche e farmaci innovativi, di cui otto stanno contribuendo in modo significativo a migliorare la qualità della vita dei pazienti, modificando il decorso di molte patologie e aumentando le prospettive di sopravvivenza", ha spiegato Vasiliou. La manager ha sottolineato come i progressi ottenuti in aree terapeutiche strategiche, dall'oncologia all'ematologia, dalle neuroscienze al cardiovascolare, abbiano contribuito a cambiare la storia naturale di numerose malattie. "Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che ci spingono a fare sempre di più e sempre meglio per i pazienti", ha aggiunto.
Vasiliou ha inoltre ricordato il forte radicamento dell'azienda nel Paese: "Avere la nostra sede nella capitale d'Italia rappresenta un elemento importante per il dialogo e la collaborazione con le Istituzioni. In questi anni abbiamo continuato a investire in Italia, destinando oltre 90 milioni di euro alla ricerca clinica negli ultimi cinque anni". Guardando al futuro, Bms conferma il proprio impegno nelle aree considerate strategiche: neuroscienze, cardiologia, oncologia ed ematologia. "Continueremo a investire in ricerca e sviluppo, in particolare in oncologia ed ematologia, attraverso nuove modalità d'azione, combinazioni terapeutiche innovative e terapie cellulari avanzate. Il nostro obiettivo resta quello di migliorare ulteriormente gli esiti clinici e la sopravvivenza dei pazienti", ha concluso Vasiliou.

(Adnkronos) - “Superare approcci isolati e mettere a sistema le energie, mettere insieme la parte pubblica, la parte privata, le aziende e il contesto sociale. Nasce a qui il progetto 'Adamo'. Si immagina l’anno 2050 con la nascita dell’ultimo bambino in Italia, chiamato Adamo, e si racconta, attraverso un documentario, la storia di questi genitori che vivono l’esperienza dell’ultimo bambino. L’obiettivo è dare un risvolto emotivo al tema e aggregare più realtà possibili attorno ad esso. In parte ci siamo riusciti: molte realtà aziendali hanno iniziato a collaborare e abbiamo costruito anche una rete con la parte pubblica. C’è stato inoltre un impegno istituzionale: su indicazione e richiesta del Ministro, come azienda produttrice di alimenti per bambini, siamo stati l’unica azienda a siglare il codice per le imprese responsabili sulla natalità con la ministra Roccella”. Così Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public & Gov. Affairs - Princes Italia Spa, che a gennaio ha acquisito il gruppo Plasmon, partecipando a 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, oggi, al Palazzo dell'Informazione di Roma.
“È evidente la connessione tra la storia dell’azienda e la natalità: dai circa 10 dipendenti delle origini, ai 650 del 1969, fino ai circa 450 dipendenti del 2022. Una connessione che si sviluppa in parallelo con l’andamento demografico del Paese - osserva Cimmino Caserta - Si tratta di un gruppo gestito a livello imprenditoriale da una famiglia - il presidente è Angelo Mastrolia - e che rappresenta il primo in Italia per numero di dipendenti nel settore food and beverage. Conta circa 18mila dipendenti, di cui 13mila in Italia, con 32 stabilimenti - illustra - Nel 2025 ha chiuso con 6,7 miliardi di euro di ricavi. Il gruppo si basa sulla valorizzazione di brand del Made in Italy presenti in circa 65 Paesi".
"All’interno di questa realtà, che è una vera e propria galassia estremamente importante la volontà della proprietà è quella di mettere a fattor comune le proprie eccellenze. E una di queste è proprio legata a Plasmon. C’è quindi la volontà - spiega - di continuare a impegnarsi, anche sul fronte esterno, sostenendo attività di networking che possano contribuire, almeno in parte, a invertire questo trend demografico. Ma anche sul fronte interno - conclude Cimmino Caserta- perché è evidente che mettere i propri dipendenti nelle condizioni ottimali per poter scegliere di mettere su famiglia, per chi lo desidera, sia un elemento fondamentale. Su questo c’è un impegno concreto”.

(Adnkronos) - L’Italia attraversa una fase di profonda trasformazione demografica, tra calo della natalità, innalzamento dell’età media e nuove sfide per il sistema di welfare. In questo scenario si inserisce la sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica e delle sue ricadute su lavoro, welfare e società, che si è tenuto oggi a Palazzo dell’Informazione, in piazza Mastai a Roma. L’evento, dal titolo ‘La demografia cambia la società, aperto dal direttore di Adnkronos Davide Desario, ha riunito esponenti di governo, parlamentari, associazioni, imprese, accademici ed esperti.
E' intervenuta Eugenia Maria Roccella, ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervistata in esclusiva, che ha dichiarato: “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su tre assi fondamentali. Il primo riguarda i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico".
"Abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità. La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, aumentando i rimborsi e costruendone di nuovi", ha aggiunto.
Da parte sua, Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, durante il suo intervento, ha affermato: “Pensare di sostenere il sistema pensionistico solo aumentando l’età lavorativa è sbagliato, serve un sistema più efficiente e capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro. La priorità è trattenere i giovani in Italia, favorendo il ricambio generazionale e contrastando la fuga di competenze. Pur ritenendo oggi sostenibile il sistema pensionistico, le pensioni future saranno più povere e per questo il Governo ha rafforzato la previdenza complementare e punta a sviluppare i fondi pensione e la long term care. Se riusciremo a costruire un sistema in cui questi elementi si integrano e si completano a vicenda, credo che potremo dare un respiro importante ai pensionati di domani".
Il sottosegretario ha inoltre rivendicato gli interventi dell’esecutivo a sostegno di famiglie e lavoratori, dal taglio del cuneo fiscale agli investimenti del Pnrr in formazione, incentivi e occupazione: “Servono infine salari in crescita e maggiore flessibilità europea per sostenere sviluppo e demografia”.
A seguire, nel corso della mattinata, si sono tenuti tre panel tematici che hanno visto il coinvolgimento di esponenti del mondo associativo, imprenditoriale e accademico, offrendo una lettura multidimensionale delle trasformazioni demografiche in atto. Il primo panel, 'Longevità: salute, costi e sfide dell’invecchiamento', ha visto la partecipazione di Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It; Anna Oddone, Università di Pavia; Paola Ansuini, responsabile comunicazione cultura finanziaria e tutela della clientela della Banca d’Italia; Roberto De Agostini, Head of Media & Public Relations di Banca Mediolanum; Giovanni Marcantonio, vicepresidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro. Al secondo panel, 'Natalità, fertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini', hanno preso parte Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public&Gov Affairs di Princes Italia; Rino Agostiniani, presidente Società Italiana Pediatria; Massimo Agosti, presidente Società Italiana Neonatologia. Il terzo panel, 'Welfare: ripensare i servizi e sostenere le persone', ha visto gli interventi di Alberto Rivolta, amministratore delegato Gruppo Artsana; Laura Di Raimondo, direttrice generale Asstel; Enza Scarangella, responsabile, Relazioni Sindacali e Welfare Gruppo FS; Manuela Giusti, Hr Management & Compensation WindTre.

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(Adnkronos) - Come sta Jannik Sinner? Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista di Wimbledon 2026, torneo a cui arriverà da campione in carica, ed è sceso in campo nel Principato con un sensore del glucosio. "Ha fatto molto discutere l'immagine di Jannik Sinner con un piccolo dischetto bianco sul braccio, sollevando dubbi e preoccupazioni. In realtà si tratta di un sensore per il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm), lo stesso strumento originariamente nato in ambito diabetologico, ma oggi ampiamente sfruttato anche nello sport di élite", racconta all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
Il medico ha quindi spiegato cos'è, come funziona e a cosa serve il 'cerotto' apparso sulla pelle del numero 1 del tennis mondiale: "Questo dispositivo, che legge i livelli di glucosio nel fluido interstiziale sottocutaneo permette agli atleti di avere un dato in tempo reale sul metabolismo energetico durante gli sforzi prolungati, evitando i cali glicemici e consentendo anche di personalizzare l'assunzione di carboidrati. Il campione italiano non vuole lasciare nulla al caso visto il recente problema accusato al Roland Garros", sottolinea Bernetti.
Per questo Sinner "sta sfruttando ogni mezzo messo a disposizione dalla medicina moderna per avere una visione globale del proprio stato fisico, soprattutto durante lo sforzo". Il device immortalato in alcune delle immagini più recenti non deve destare preoccupazione e non significa che l'atleta soffra di diabete, rassicura l'esperto. Per usare il sensore non bisogna essere per forza malati: "Da questo punto di vista", sottolinea il medico-fisiatra - la letteratura scientifica conferma l'utilità di questa pratica anche nei soggetti sani, come evidenziato da una revisione scientifica del 2022, la quale ha dimostrato che il monitoraggio continuo della glicemia aiuti a ottimizzare le strategie nutrizionali e a migliorare il recupero".
E guardando al futuro, il controllo in real time dello zucchero nel sangue è solo l'inizio di un monitoraggio a 360 gradi su cui la ricerca sta lavorando. Una sorta di 'Grande Fratello' della salute dei campioni. "Potremmo assistere ad una rivoluzione tecnologica ben più ampia", prospetta infatti Bernetti. "Sono già oggetto di sperimentazione biosensori indossabili per l'analisi del sudore. Dispositivi sotto forma di micro-cerotti o tecno-tatuaggi temporanei, dotati di canali microscopici, che non si limitano all'analisi del glucosio, ma analizzano in tempo reale una moltitudine di biomarcatori direttamente dalla sudorazione dell'atleta. Come ad esempio il lattato per individuare la transizione verso il metabolismo anaerobico, il sodio e il potassio per prevenire la disidratazione profonda e i crampi muscolari, dispositivi persino in grado di effettuare il monitoraggio dei livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) per scongiurare il rischio di sindrome da sovrallenamento", elenca lo specialista.
"In questo modo - conclude - il fisico dell'atleta verrebbe monitorato da quasi ogni punto di vista, permettendo di avere informazioni essenziali e predittive per adottare ogni strategia possibile per la massima espressione della performance atletica".

(Adnkronos) - L’Arabia Saudita può diventare una piattaforma strategica per fornire all’Europa energia verde e idrogeno a costi competitivi, contribuendo alla diversificazione degli approvvigionamenti e alla riduzione della dipendenza dal gas. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Marco Arcelli, oggi consulente e per tre anni ceo di Acwa.
"Acwa è il campione nazionale saudita per le energie rinnovabili, i cicli combinati, la desalinazione e ora anche l’idrogeno verde", spiega Arcelli. La società gestisce circa 120 miliardi di investimenti totali, quasi 100 gigawatt di capacità, 10 milioni di metri cubi di desalinazione e oltre 200mila tonnellate di idrogeno. Per dare un ordine di grandezza, la potenza di picco dell’Italia è di circa 60 gigawatt: Acwa ha quindi quasi il doppio della capacità installata.
La crescita degli ultimi anni è stata rapidissima. In tre anni la società è passata da circa 60-65 miliardi a 120 miliardi di investimenti, raddoppiando la dimensione e aumentando in modo netto la velocità dei nuovi progetti. Dopo Medio Oriente, Africa, Asia centrale, Cina e Sud-est asiatico, la prossima frontiera è l’Europa.
Il ponte energetico immaginato da Acwa poggia su un differenziale di costo molto forte. "Noi produciamo elettricità a 10-15 euro a megawattora contro gli 80-100-120 dell’Italia", afferma Arcelli. Questo rende possibile pensare a forniture di elettricità e idrogeno verde a prezzo fisso per 20 o 30 anni, con un vantaggio competitivo destinato ad aumentare in termini reali con il passare del tempo.
Il nodo infrastrutturale resta cruciale: elettrodotti per l’elettricità, gasdotti adattabili o nuove infrastrutture per l’idrogeno, rotte sicure e gestione dei rischi geopolitici. Ma Arcelli invita a non leggere il Medio Oriente come un blocco indistinto. L’Arabia Saudita, per dimensione, capacità finanziaria e visione di lungo periodo, può diventare un elemento di stabilizzazione e una fonte di diversificazione per l’Europa.
Tra i progetti chiave c’è il grande impianto di idrogeno verde sulla costa occidentale saudita, con un investimento da 9 miliardi di dollari, oltre il 90% di realizzazione e avvio previsto tra fine anno e inizio 2027. La posizione è vicina al Mediterraneo e oltre i principali chokepoint di Bab el Mandeb e Hormuz. Un secondo progetto è in sviluppo a Yanbu, sempre in una posizione favorevole rispetto alle rotte verso l’Europa.
Per il continente europeo, la prospettiva è sostituire una parte delle importazioni di gas con una nuova commodity prodotta da sole e vento. Energia verde, a costi più bassi, con contratti di lungo periodo e da un’area che punta a diventare sempre più centrale negli equilibri energetici globali.

“L’assemblea annuale di Asal è stata un’importante occasione di riflessione sul ruolo degli allestitori su temi quali concorrenza, sostenibilità degli allestimenti, badge di cantiere e intelligenza artificiale. Ci siamo confrontati per affrontare in maniera coesa le sfide di un comparto strategico per il successo delle manifestazioni fieristiche italiane e per la promozione del Made in Italy nel mondo. In particolare, è emersa l'esigenza di garantire una concorrenza leale nei quartieri fieristici, alla luce del crescente coinvolgimento diretto di alcuni operatori fieristici nelle attività di allestimento, dinamica che richiede attenzione per evitare possibili distorsioni del mercato e assicurare pari opportunità agli operatori indipendenti”. Lo ha dichiarato Marco Fogarolo, attuale presidente di Asal Assoallestimenti, nel corso dell’Assemblea dell’associazione che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le imprese italiane degli allestimenti fieristici e degli eventi, e che si è tenuta presso La Triennale di Milano. Un momento di grande partecipazione, che ha riunito imprenditori ed esperti, con l'obiettivo comune di tracciare la rotta del comparto.
Tanti gli spunti di riflessione emersi nel dibattito. Marco Morone, dirigente delle professioni sanitarie Regione Lombardia, e Ivano Bortolo, Tecnico della prevenzione, hanno approfondito il tema della sicurezza sul lavoro e della prevenzione, aspetti che rappresentano da sempre una priorità per le imprese del comparto. L'avvocato Mauro Colantoni ha analizzato il quadro normativo e regolatorio che disciplina il mercato degli allestimenti, con particolare attenzione agli equilibri concorrenziali, mentre Filippo Poletti, giornalista, autore e Linkedin Top Voice, ha guidato la platea in una riflessione sull'evoluzione digitale, illustrando come digitalizzazione, software gestionali e intelligenza artificiale rappresentino tre livelli della stessa sfida culturale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della sostenibilità degli allestimenti, considerata una delle principali direttrici di sviluppo del comparto. Le imprese associate stanno investendo sempre più in progettazione circolare, riutilizzo dei materiali, efficientamento logistico e riduzione dell’impatto ambientale delle strutture temporanee, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità richiesti dalle normative, dal mercato e dagli stessi espositori. In questo percorso un ruolo crescente è svolto proprio dall’innovazione digitale e dall’intelligenza artificiale. L’Assemblea si è conclusa con l’elezione del Consiglio di Presidenza per il quadriennio 2026-2030, composto da Giorgio Benfenati, Ares Bolognesi, Gianfranco D’Alconzo, Marco Fogarolo, Cristiano Franchi, Domenico Gagliardi, Matteo Plotini, Michele Tosetto e Massimiliano Vaj. Il completamento della governance associativa avverrà nell’ambito del rinnovo degli organi federativi previsto per l’autunno, fino alla nomina del presidente per il prossimo quadriennio.

(Adnkronos) - "L'ottantesimo anniversario della presenza di Bristol Myers Squibb in Italia rappresenta un'occasione per riflettere sul valore della ricerca clinica e sul contributo che l'innovazione farmaceutica continua a offrire al progresso della medicina e alla tutela della salute. I temi al centro della vostra iniziativa testimoniano quanto sia straordinaria la fase che stiamo vivendo, dall'immunoterapia alle nuove frontiere dell'ematologia, dall'evoluzione delle cure cardiovascolari ai progressi di patologie neurodegenerative, la ricerca continua ad aprire prospettive che fino a pochi anni fa sembravano difficilmente raggiungibili". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio inviato alla Vice President e General Manager di Bms Regina Vasiliou e ai promotori della conferenza stampa a Roma - presso il Centro Studi Americani - per celebrare gli 80 anni di Bms in Italia.
"Ogni avanzamento della scienza - ha ricordato Schillaci - amplia le opportunità terapeutiche, alimenta nuove speranze per i pazienti e per le loro famiglie. Ma innovare non basta: la vera sfida è fare in modo che i progressi della ricerca possano tradursi in benefici concreti per tutti i cittadini, garantendo un accesso sempre più equo e tempestivo ai farmaci e alle terapie innovative, indipendentemente dal territorio in cui vivono, che considero prioritario e che guida l'azione del ministero della Salute".
"In questi anni abbiamo avviato importanti riforme per modernizzare la governance farmaceutica e accompagnare l'evoluzione della ricerca - ha sottolineato il ministro -. In questa direzione si colloca anche il lavoro sul Testo unico della legislazione farmaceutica, una riforma che punta a superare la frammentazione normativa, a semplificare le procedure e a costruire un quadro regolatorio più moderno, capace di garantire ai cittadini un accesso alle cure sempre più equo, sicuro e tempestivo". La sfida "che abbiamo davanti è ambiziosa a sostenere l'innovazione, attrarre investimenti, assicurare la sostenibilità del sistema e ridurre le disuguaglianze e l'accesso ai farmaci e alle cure. Sono tutti questi gli obiettivi che richiedono una collaborazione responsabile tra Istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e l'industria farmaceutica. Sono certo che questo anniversario rappresenti una tappa significativa di un percorso che continuerà a generare innovazione e nuove opportunità di cura a beneficio dei pazienti", ha poi concluso Schillaci.

(Adnkronos) - "Sono qui oggi sia per ragioni istituzionali sia per ragioni operative. È motivo di orgoglio che Bristol Myers Squibb abbia scelto Roma come sede del proprio quartier generale in Italia. Celebrare gli 80 anni di presenza nel nostro Paese significa anche riflettere su una fase di grande trasformazione della sanità e della società, che il servizio sanitario deve saper accompagnare. Il Lazio può contare su un polo farmaceutico di straordinaria eccellenza, di cui Bristol Myers Squibb rappresenta un pilastro storico. La presenza di università prestigiose, Irccs e centri di ricerca ha favorito negli anni lo sviluppo di studi clinici di grande rilievo, contribuendo alla crescita della qualità dell'assistenza nella nostra regione". Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, intervendo - oggi a Roma (Centro Studi Americani) - alla conferenza stampa per gli 80 anni di Bristol Myers Squibb in Italia.
Rocca ha poi ricordato: "Stiamo lavorando con Farmindustria a un protocollo sui trial clinici che sarà firmato a breve. L'obiettivo - ha sollolineato il governatore - è rendere più rapide le procedure, garantendo al tempo stesso tutela della privacy, sicurezza operativa e qualità della ricerca. Crediamo che il dialogo tra sistema sanitario e industria farmaceutica debba essere costante e trasparente: abbiamo bisogno dell'innovazione e della capacità di ricerca e sviluppo delle aziende, ma questo rapporto deve sempre trovare il giusto equilibrio nell'interesse dei cittadini. La nostra ambizione è rafforzare ulteriormente l'attività clinica di eccellenza del Lazio. Per questo stiamo investendo nella creazione di una rete di centri dedicati ai trial clinici e nel potenziamento delle infrastrutture a supporto della ricerca. Tuttavia, c'è una questione che riguarda l'intera Europa: le nuove politiche industriali adottate dagli Stati Uniti rischiano di avere conseguenze importanti per il settore farmaceutico europeo. Dobbiamo essere capaci di difendere e rafforzare la competitività del nostro sistema, attrarre investimenti e sostenere la crescita della ricerca".
Per questo motivo, ha proseguito, "ritengo che vaccini, farmaci innovativi e prevenzione debbano essere considerati investimenti strategici e non semplicemente spesa corrente. Grazie alla ricerca oggi disponiamo di terapie che trasformano la vita dei pazienti: tumori che diventano malattie croniche, patologie ematologiche da cui si guarisce, terapie geniche che consentono ai bambini affetti da malattie rare di condurre una vita normale. Investire nell'innovazione significa migliorare la salute delle persone, ma anche generare risparmi per il sistema sanitario e creare sviluppo economico. È necessario favorire l'accesso tempestivo alle terapie realmente innovative, garantendo al contempo appropriatezza prescrittiva e sostenibilità". Per Rocca il tema della prevenzione resta "centrale". "Salute, ricerca e innovazione rappresentano infrastrutture strategiche per il futuro del Paese. Per questo è fondamentale lavorare insieme, istituzioni e industria, affinché il settore farmaceutico continui a investire in Italia e in Europa, preservando occupazione, ricerca e capacità di innovazione. Sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta e che, attraverso una collaborazione responsabile tra tutti gli attori coinvolti, potremo raggiungere risultati importanti per i pazienti, per il sistema sanitario e per il nostro Paese", ha poi concluso.

(Adnkronos) - L'hanno definita "la voce del Novecento", una "voce assoluta", iconica, capace come poche di toccare le corde del cuore. Un mito complesso e magico quello di Maria Callas, che nasconde anche un mistero, quello che portò negli anni Sessanta al progressivo declino vocale della Divina. Per oltre mezzo secolo è stato attribuito a molteplici fattori: stress emotivo, drastico dimagrimento, eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali farmacologici. Oggi una ricerca italiana, condotta da un team dell'università di Padova e pubblicata sul 'Journal of Voice', rilegge il giallo della voce perduta proponendo un'interpretazione clinica diversa del caso della celebre soprano. Gli autori chiamano in causa la dermatomiosite, una malattia infiammatoria che può colpire anche la laringe e i muscoli della respirazione. Secondo gli autori - specialisti dell'Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria dell'azienda ospedale-università di Padova e dell'Istituto di Storia della reumatologia - una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe essere questa rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute, ma non solo.
"La dermatomiosite può manifestarsi inizialmente con disfonia isolata o predominante dovuta al coinvolgimento infiammatorio dei muscoli intrinseci della laringe, a lesioni della mucosa delle corde vocali o, più raramente, a paresi cordali", spiega Rosario Marchese-Ragona, primo autore dello studio. "Nei casi descritti in letteratura i sintomi vocali possono variare parallelamente all'attività della malattia e alla risposta alle terapie immunosoppressive. Nel caso di Maria Callas abbiamo identificato numerose analogie cliniche e funzionali, tra cui affaticamento vocale progressivo, perdita del sostegno respiratorio, difficoltà nel mantenere la potenza del canto, disfonia fluttuante e un miglioramento parziale dopo trattamento con corticosteroidi. L'applicazione retrospettiva dei criteri diagnostici storici e contemporanei suggerisce che la dermatomiosite rappresenti un'ipotesi clinicamente plausibile per spiegare almeno una parte del declino vocale e fisico della cantante".
Lo studio ha integrato una revisione della letteratura otorinolaringoiatrica e reumatologica internazionale con fonti storiche, testimonianze mediche dell'epoca, analisi foniatriche e valutazioni delle registrazioni e delle esibizioni filmate della Callas. Oltre all'interesse storico e culturale legato alla figura di Maria Callas, il lavoro richiama l'attenzione degli specialisti sul fatto che la disfonia persistente può rappresentare una manifestazione precoce di malattie autoimmuni sistemiche.
Da un lato, dunque, l'indagine degli esperti contribuisce a una rilettura scientificamente fondata della vicenda clinica della cantante che incantò milioni di persone segnando la storia dell'opera lirica del Novecento e offre una possibile spiegazione biologica di sintomi che per decenni sono stati interpretati quasi esclusivamente in chiave psicologica, artistica o personale. Dall'altro lato però questa analisi va oltre, riconnettendosi a giorni nostri con quello che si può trarre da una vicenda umana così straordinaria. "Il messaggio clinico più importante - concludono gli autori - è che una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una malattia sistemica e richiedere una valutazione multidisciplinare che coinvolga otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi e reumatologi".

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(Adnkronos) - Un fermaglio rosso con piccoli fiorellini bianchi è stato rinvenuto nel corso delle ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse a Civitella Alfedena, nell'Aquilano. Lo riferisce l'associazione Penelope.
Secondo quanto fa sapere l'associazione si presume che il fermaglio possa appartenere a una delle due ragazze. Il papà ha confermato che Sarah portava spesso dei fermagli. Le ricerche intanto proseguono senza sosta e si sono concentrate nelle aree che circondano l’abitazione che ospitava le giovani. Alle ricerche questa mattina ha preso parte anche un elicottero che ha sorvolato a bassa quota la zona.
Sulla scomparsa delle sorelline la procura di Sulmona ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze.
Secondo quanto appreso, nella stanza occupata dalle due ragazze sarebbero stati rinvenuti bigliettini all'apparenza incomprensibili, in codice, ma che potrebbero rivelarsi decisivi. Il materiale è stato acquisito dagli investigatori che dovranno decifrarne il contenuto per comprendere se possa fornire elementi utili sulle modalità di comunicazione, sui contatti con l'esterno e sull'organizzazione della fuga.
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