
(Adnkronos) - Aids: Nunnari (Simit), 'terapia long acting parte della prevenzione Hiv'
'Con terapia antiretrovirale per 2 mesi si riduce anche stigma'
“La prevenzione dell'Hiv è tra i principali strumenti per contrastare l’infezione. In Italia abbiamo circa 2.400 casi all’anno di nuove diagnosi, e di questi il 60% riguarda soggetti che arrivano tardi alla diagnosi per la mancata prevenzione". Oltre al test, per ridurre il contagio, è importante anche "la terapia antiretrovirale stabile: con una carica virale soppressa, quindi senza virus nel sangue, non si è contagioi. La terapia long acting aiuta perché l’aderenza alla cura non dipende più dall’assunzione giornaliera del farmaco, che può essere dimenticato". Tale condizione può causare " resistenze virali e i soggetti che prima erano 'virologicamente soppressi' incominciano a presentare virus nel sangue e nei liquidi biologici seminali", aumentando il rischio della "trasmissione della malattia". Lo ha detto Giuseppe Nunnari, presidente Simit Sicilia e professore ordinario di malattie infettive dell'Università di Catania, all'incontro che si è svolto oggi a Palermo, 'Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero', promosso da Sanitanova, con il patrocinio della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Università di Palermo e dipartimento promozione della salute materno-infantile, di medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro.
La terapia a lunga durata d'azione ha cambiato lo scenario nella cura dell’Hiv. “Siamo passati da una terapia antiretrovirale composta da tante compresse più volte al giorno a una compressa una volta al giorno - chiarisce l'esperto - La terapia long acting rappresenta una rivoluzione". L'efficacia "dura circa 2 mesi e, nei prossimi anni, durerà anche 4 mesi, tutto a vantaggio dei soggetti con l’infezione da Hiv, che possono ‘dimenticare‘ la terapia antiretrovirale per 2 mesi”.
Un altro aspetto riguarda lo stigma che resta "una tematica attuale - sottolinea Nunnari - Chiaramente la percezione del soggetto con infezione Hiv che fa terapia long acting migliora, perché non dovendo assumere giornalmente la compresse, pensa meno alla sua condizione e soffre meno dello stigma: c’è sicuramente un miglioramento”, da questo punto di vista, “dimostrato da molti studi internazionali”

(Adnkronos) - “I farmaci che abbiamo oggi a disposizione per la cura dell’Hiv, soprattutto i farmaci long acting, sono i farmaci che sì inizialmente potrebbero costare un poco di più rispetto a quelli tradizionali, ma sul lungo termine portano sicuramente a un risparmio per il sistema sanitario nazionale”. Così Giacomo Matteo Bruno, professore di Hta- Health technology assessment e Farmacoeconomia dell'Università di Pavia, intervenendo, oggi a Palermo, 'Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero', promosso da Sanitanova, con il patrocinio di Simit-Società italiana di malattie infettive e tropicali, Università di Palermo e dipartimento promozione della Salute, materno-infantile, di medicina interna e specialistica di eccellenza G. D’Alessandro.
“La sostenibilità economica dei farmaci dipende dal tempo di trattamento del paziente - continua l'esperto - Dai dati dell’analisi famacoeconomica che facciamo abbiamo visto che abbiamo dei valori assolutamente accettabile, attorno ai 15mila euro, quando il limite valore soglia ed accettabilità del nostro sistema sanitario è attorno ai 30mila euro. Possiamo tranquillamente dire che il farmaco è un investimento sostenibile per il nostro sistema sanitario. La prevenzione è comunque un fattore molto importante, per contenere i costi di gestione del paziente”.
Ma quanto può essere vantaggiosa questa terapia? “Può essere consigliata e suggerita, soprattutto nei pazienti che sono ancora in attività lavorativa, perché bisogna considerare anche il tema dei costi indiretti - chiarisce Bruno - All’aggravarsi della situazione clinica del paziente i costi per il Sistema sanitario salgono in maniera esponenziale, quindi è importante che valutazioni economiche accompagnino le terapie. Accogliamo con favore l’innovazione clinica e il mantenimento in parallelo di una valutazione economica di sostenibilità. La Regione siciliana sta portando avanti un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) che penso sia un documento estremamente importante che valuta tutti gli aspetti clinici terapeutici e assistenziali e anche di sostenibilità economica”, conclude l’esperto.

(Adnkronos) - Una ragazza di 22 anni di origine marocchina è stata aggredita e sfregiata da un 27enne di origine algerina mentre si trovava sulla banchina della metropolitana all'altezza della fermata Duomo. L'uomo, irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato dalla polizia locale di Milano, mentre la ragazza è stata soccorsa e trasportata in ospedale in codice giallo.
Prima dell'aggressione, il 27enne le avrebbe gridato: "Cosa hai da guardare, sono uomo e musulmano".

(Adnkronos) - La diffusione delle terapie long acting in Sicilia richiede un rafforzamento dell’organizzazione dei centri che seguono le persone con Hiv. “Il modello organizzativo deve puntare su un lavoro integrato tra medici e infermieri e su un’attenta condivisione della scelta terapeutica con il paziente”. Lo ha detto Antonio Cascio, direttore dell’unità Malattie infettive e Centro regionale di riferimento Aids del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, intervenendo oggi, nel capoluogo siciliano all'evento 'Hiv e terapie Long-Acting: un passo verso infezioni zero'.
“L’ambulatorio deve essere strutturato - ha continuato Cascio - con un database per accedere alle cartelle elettroniche, così come è importante il supporto infermieristico perché, ovviamente, sono gli infermieri che devono somministrare la terapia. La long acting, oltre a migliorare l’aderenza alle cure, riduce il peso psicologico della terapia quotidiana, contribuendo ad attenuare lo stigma e il continuo richiamo alla malattia”.
Al policlinico di Palermo “sono circa 115 le persone in cura con long acting, un numero uguale a quelli trattati dagli ospedali Civico di Palermo e Garibaldi di Catania - ha illustrato l'esperto - Inoltre, il tasso di abbandono è molto contenuto, ed è legato soprattutto al dolore nel sito di iniezione, generalmente limitato alle prime somministrazioni. L’obiettivo resta quello di ampliare ulteriormente l’accesso a queste cure, nella consapevolezza che oggi l’Hiv, se adeguatamente trattato - ha concluso - è una condizione cronica che consente una qualità e un’aspettativa di vita paragonabili a quelle della popolazione generale”.

(Adnkronos) - Piatti pronti, carni lavorate, bevande zuccherate e snack confezionati occupano una porzione sempre più ampia delle diete occidentali: "in molti Paesi ad alto reddito gli alimenti ultra-processati contribuiscono ormai fino al 50-60% dell'apporto energetico giornaliero totale. Un fenomeno che riguarda da vicino anche l'Italia, dove la transizione verso abitudini più occidentalizzate si accompagna a un progressivo allontanamento dai modelli alimentari tradizionali, e in particolare dalla dieta mediterranea, storicamente associata a benefici metabolici e anti-infiammatori". A fare il punto sull'impatto dei cibi ultra-processati sulla salute dell'apparato digerente è la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) oggi alla Camera dei Deputati in una conferenza stampa ospitata su iniziativa dell’onorevole Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura. Le evidenze presentate confluiranno in un position paper della Società, la cui pubblicazione è prevista entro la fine dell'anno.
I cibi ultra-processati sono definiti dalla classificazione Nova "come formulazioni industriali composte prevalentemente da sostanze estratte dagli alimenti e combinate con additivi (emulsionanti, conservanti, dolcificanti e coloranti), con poco o nessun alimento intero residuo, gli ultra-processati sono progettati per massimizzare appetibilità, praticità e durata di conservazione. Nel novero rientrano gli snack dolci e salati, i prodotti confezionati e persino lo yogurt alla frutta", ha ricordato la Sige che ha passato in rassegna le associazioni emerse dalla letteratura più recente: "per le malattie infiammatorie croniche intestinali il rischio risulta quasi raddoppiato in alcune popolazioni, in particolare per il morbo di Crohn; per la sindrome dell'intestino irritabile i dati della UK Biobank descrivono una relazione dose-risposta tra consumo di ultra-processati e incidenza. Un elevato consumo - hanno ribadito gli specialisti - è inoltre associato a un possibile aumento del rischio di infezione da Helicobacter pylori e ulcera peptica, a un maggior rischio di steatosi epatica metabolica (Masld) e della sua progressione, e ad associazioni con i tumori del colon-retto e dello stomaco, oltre a rischi aumentati per i tumori di esofago, pancreas e fegato".
"L'antico adagio ‘siamo quello che mangiamo’ non è mai stato così attuale e scientificamente fondato come oggi. La salute del nostro organismo, a partire dall'apparato digerente, si costruisce a tavola attraverso scelte alimentari informate e consapevoli. Valutare e controllare ciò che immettiamo nel nostro organismo è il primo e più potente atto di prevenzione che abbiamo a disposizione, e ben si allinea con le più moderne raccomandazioni sanitarie a livello europeo che indicano come sia essenziale una transizione dalla terapia agli atti preventivi. In questo scenario, l'ascesa globale degli alimenti ultra-processati rappresenta una sfida complessa: prodotti spesso ricchi di additivi, zuccheri raffinati e grassi idrogenati, che rischiano di allontanarci dai modelli alimentari protettivi. Al contrario, l'Italia dispone di un patrimonio straordinario di alimenti non ultra-processati, pilastri di una tradizione agroalimentare che tutto il mondo ci invidia e prende a modello non solo per la salute dell’apparato digerente ma per preservare il benessere globale. E’ per queste ragioni che è opportuno che anche le società scientifiche, come la SIGE, si interessino e producano documenti volti a difendere la salute pubblica delle future generazioni anche sostenendo la cultura del cibo vero, fresco e minimamente lavorato”, ha spiegato Edoardo Giannini, presidente di Sige, direttore della Clinica Gastroenterologica dell'Università degli Studi di Genova e Irccs Aom Policlinico San Martino.
La Società ha poi sottolineato come "l'impatto sulla salute di questi prodotti non si spieghi soltanto con la composizione nutrizionale: la lavorazione industriale introduce infatti modifiche strutturali e chimiche, oltre a un'ampia gamma di additivi, in grado di influenzare in modo indipendente la fisiologia dell'apparato digerente".
“La promozione della salute passa anche attraverso la conoscenza. Come componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ritengo importante che il confronto sugli alimenti ultra-processati si basi sulle evidenze scientifiche, evitando semplificazioni che rischiano di confondere i cittadini o di mettere in discussione, senza ragione, il valore delle produzioni agroalimentari italiane. Questa iniziativa - ha commentato Cristina Almici che ha promosso l'iniziativa - nasce con uno spirito molto semplice: offrire elementi di conoscenza che aiutino i consumatori a compiere scelte alimentari più consapevoli. La ricerca scientifica rappresenta uno strumento prezioso per rafforzare la prevenzione e promuovere una corretta cultura dell’alimentazione. Il Governo sta investendo con decisione nella tutela e nella valorizzazione del Made in Italy agroalimentare, della dieta mediterranea e delle nostre filiere produttive. In questa direzione assumono un valore fondamentale un’etichettatura chiara, l’indicazione dell’origine delle materie prime, la tracciabilità delle filiere e il contrasto a ogni forma di informazione fuorviante, affinché ogni cittadino possa sapere cosa acquista e cosa porta in tavola. Difendere il Made in Italy significa tutelare un patrimonio costruito dal lavoro delle nostre imprese agricole, garantire qualità, sicurezza e trasparenza e sostenere un modello produttivo che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità. La ricerca scientifica e la qualità dell’agroalimentare italiano non sono realtà contrapposte. Al contrario, possono procedere insieme e rafforzarsi reciprocamente, contribuendo a migliorare la salute delle persone, a valorizzare la dieta mediterranea e a rendere ancora più competitivo il nostro sistema agroalimentare. È questa la direzione che il Governo Meloni ha scelto di perseguire e che continueremo a sostenere anche nell’attività parlamentare”.
”L'effetto degli alimenti ultra-processati non dipende soltanto dall'eccesso di zuccheri, grassi o sale – ha aggiunto Giovanni Sarnelli, professore ordinario di gastroenterologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II – I processi industriali di trasformazione e le cotture ad alte temperature favoriscono infatti la formazione di prodotti di glicazione avanzata (AGEs), molecole che possono promuovere stress ossidativo e infiammazione e contribuire al danno della barriera intestinale. Oggi non disponiamo di strumenti per intervenire in modo significativo sui processi industriali che ne determinano la formazione; per questo le raccomandazioni si concentrano sulla prevenzione attraverso scelte alimentari consapevoli. È opportuno limitare il consumo di alimenti ultra-processati e privilegiare i prodotti tipici della dieta mediterranea, come frutta, verdura, legumi e alimenti fermentati, ricchi di composti bioattivi e antiossidanti che possono contribuire a contrastare gli effetti biologici degli AGEs. Il messaggio non è demonizzare singoli alimenti, ma favorire una dieta varia, equilibrata e basata prevalentemente su alimenti freschi o minimamente processati”.
“Le evidenze disponibili indicano che gli alimenti ultra-processati possono alterare l'omeostasi dell'ecosistema intestinale attraverso diversi meccanismi biologici, coinvolgendo microbiota, barriera mucosale e risposta immunitaria. Questo aiuta a comprendere perché un consumo abituale sia stato associato, negli studi epidemiologici, non solo a disturbi gastrointestinali molto frequenti come la sindrome dell'intestino irritabile e le malattie infiammatorie croniche intestinali, ma anche a un aumento del rischio di alcune neoplasie dell'apparato digerente, in particolare del colon-retto. Pur trattandosi di un ambito ancora in evoluzione, oggi disponiamo di un quadro biologico molto più coerente rispetto al passato – ha osservato Giovanni Marasco dell'Università di Bologna – richiamando i meccanismi biologici che rendono plausibili queste associazioni: un'alterazione del microbiota intestinale (disbiosi), con ridotta diversità microbica, minore produzione di acidi grassi a catena corta ed espansione di specie pro-infiammatorie, e una compromissione della barriera intestinale, in cui emulsionanti e dolcificanti artificiali aumentano la permeabilità epiteliale favorendo l'attivazione della risposta immunitaria della mucosa intestinale e processi infiammatori cronici che coinvolgono l’apparato gastrointestinale e la salute globale dell’individuo”.
È stato inoltre affrontato il tema dell’importanza dell’approccio One-health nella tracciabilità dei prodotti agroalimentari, insieme al Giuseppe Campanile, professore di zootecnia speciale dell'Università degli Studi di Napoli Federico II: “L’Italia – ha detto Campanile – è la patria della dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come modello alimentare associato alla tutela della salute. Essa non si limita a definire un insieme di alimenti, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita, capace di promuovere il benessere sia fisico sia mentale. Principio fondamentale della produzione agroalimentare consiste nell’adottare tecniche produttive sostenibili, rispettose dell’ambiente e orientate a favorire la presenza di molecole bioattive negli alimenti. Tali composti esercitano, nella maggior parte dei casi, un’azione protettiva, contribuendo a modulare i processi infiammatori, che costituiscono uno dei principali fattori coinvolti nello sviluppo delle patologie cronico-degenerative. Per preservare e valorizzare le proprietà salutistiche degli alimenti - ha concluso - è pertanto indispensabile rispettare i cicli naturali di produzione, seguendo la stagionalità delle colture ed evitando di forzarne la produttività al di fuori dei periodi fisiologici propri di ciascuna specie. In quest’ottica, un’alimentazione sana dovrebbe fondarsi su tre principi cardine: stagionalità, varietà e qualità delle produzioni. Allo stesso tempo, la trasformazione agroalimentare deve essere orientata alla valorizzazione della materia prima, preservandone le caratteristiche nutrizionali e sensoriali e consentendo l’ottenimento di prodotti di elevata qualità”.

(Adnkronos) - Scossa di terremoto di magnitudo 5.5 registrata tra la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Lo rende noto il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze (Gfz), precisando che il sisma si è verificato a una profondità di 10 chilometri. Al momento non sono state segnalate informazioni su eventuali danni o vittime, mentre il terremoto è stato avvertito in diverse aree dei due Paesi.
Cantina Contini annuncia un passaggio generazionale ai vertici
dell'azienda: Mauro Contini è il nuovo presidente della storica
cantina di famiglia, succedendo al cugino Alessandro Contini, che
ne aveva assunto la guida al momento del passaggio di consegne
dallo zio Paolo Contini, oggi presidente onorario della cantina più
antica della Sardegna, istituita nel 1898. Il passaggio di consegne
è avvenuto formalmente nelle scorse settimane dopo l'ultimo
consiglio di amministrazione a fine Maggio.
Il prossimo 13 agosto apertura di un nuovo tratto di strada nella Carlo Felice tra gli abitati di Monastir, Nuraminis e Serrenti.
Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme.
Nei giorni scorsi Anas ha rimosso la deviazione al traffico all'altezza dello svincolo di Nuraminis in direzione Cagliari.
L'intervento rientra proprio nell'ambito dei lavori di realizzazione del nuovo tratto di dieci chilometri a quattro corsie della strada statale 131 "Carlo Felice", tra Monastir e Serrenti.

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(Adnkronos) - "Stiamo vivendo una frammentazione dell'ordine globale aggravata dal fatto che, mentre l'Occidente è distratto dalle crisi più vicine, nazioni come Cina e Russia approfittano della situazione agendo, pur senza ammetterlo ufficialmente, in totale sinergia. Mosca monitora le lacune nelle capacità altrui e pianifica le proprie azioni in modo da massimizzare l'impatto politico". Di rientro dal vertice Nato di Ankara, Tobias Ellwood, già sottosegretario britannico alla Difesa sotto il governo di Theresa May, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Comuni e ufficiale del reggimento dell'esercito britannico, parlando con l'Adnkronos non usa mezzi termini per descrivere le sfide che attendono l’Occidente, diviso tra le "crescenti minacce internazionali e la miopia della politica nazionale".
Secondo Ellwood, la priorità deve rimanere chiara: "L'obiettivo principale è la sicurezza europea, ed è per questo che la Nato è stata creata. Soprattutto ora che sta scricchiolando fortemente il rapporto con l’alleato numero uno: gli Stati Uniti. Perché disimpegnandosi dall'Europa, dalla comunità internazionale e dall'ordine globale, Trump non fa altro che incoraggiare la scivolata verso un mondo distopico. L'America ha una responsabilità, la quale inizia proprio dal suo presidente".
Questo pericolo si riflette direttamente su Regno Unito, descritto come un territorio altamente esposto a causa di 62 cavi sottomarini critici, in merito ai quali Ellwood avverte che "basterebbero 62 esplosioni per paralizzarci completamente bloccando la nostra macchina amministrativa su tutti i livelli". Una situazione geopolitica complessa in cui "la sicurezza nazionale ha un costo e richiede una pianificazione strutturale che in Uk è venuta drammaticamente a mancare, con conseguenze dirette sulla politica interna e sull'imminente cambio di primo ministro".
Il collasso del governo laburista di Keir Starmer viene letto da Ellwood non solo come una crisi di leadership, ma come il fallimento di una classe dirigente priva di reale visione, colpevole di non aver saputo gestire le risorse e i finanziamenti pubblici necessari per mantenere il Paese competitivo e sicuro. "La mancanza di un piano chiaro, in particolare sul fronte vitale dei fondi alla Difesa in un periodo di forti tensioni globali, segna il destino di qualsiasi premier. Si è visto molto chiaramente con i laburisti, i quali hanno vinto le elezioni generali del 2024 dicendo praticamente nulla. E ora Starmer - sottolinea Ellwood - viene cacciato proprio perché non avevano un piano. Soprattutto sul fronte dei finanziamenti sulla Difesa; i continui ripensamenti con tagli, inversioni di marcia e poi ritorni sulle decisioni iniziali, non hanno fatto altro che minare la sua precaria stabilità portandolo a presentare le dimissioni. La sicurezza di un Paese è una cosa seria, direi centrale per qualsiasi Governo. Non perché siamo nel pieno dei Mondiali di calcio, e l’Inghilterra sta andando avanti nel suo percorso, significa che possiamo dormire sonni tranquilli certi che non ci potranno essere escalation degli attuali conflitti, con un nostro coinvolgimento diretto".
"Questa incapacità cronica di fornire risposte concrete e di stanziare investimenti adeguati - continua Ellwood - ha lasciato praterie aperte alle derive populiste in stile Nigel Farage”. Figure che, aggiunge l'ex sottosegretario, “danno voce alla rabbia popolare ma si limitano a denunciare i problemi senza mai proporre soluzioni governabili”. Per uscire da questa impasse, l’ex sottosegretario guarda a modelli virtuosi dai quali il Regno Unito dovrebbe prendere ispirazione, come la Finlandia.
“Un esempio di resilienza e ottimizzazione delle risorse in cui, nonostante le dimensioni contenute delle forze armate permanenti, ogni individuo nella società ha un ruolo da svolgere e l'infrastruttura di difesa può essere potenziata in un istante”. Ellwood concludendo lancia un monito a chi sarà nominato prossimo primo ministro. “In passato era un requisito assoluto aver fatto i compiti a casa su cosa si voleva fare con il Paese una volta eletti, mentre oggi questo non accade più”. La vera sfida per il prossimo inquilino di Downing Street sarà proprio questa: “Tornare a governare i processi e finanziare adeguatamente la sicurezza dello Stato, abbandonando la pericolosa illusione che per guidare una nazione basti semplicemente vincere un’elezione”. (di Alessandro Allocca)

ue uomini sono stati arrestati ieri dai carabinieri a Sassari con l'accusa di avere truffato due anziane a Olbia e Alghero, fingendosi militari ed estorcendo loro denaro e gioielli con l'inganno.
Secondo quanto appurato dai carabinieri della Compagnia di Sassari e del Reparto territoriale di Olbia, la sera del 7 luglio 2026, a Olbia, gli indagati avrebbero contattato telefonicamente una donna di 75 anni, qualificandosi falsamente come magistrati del Tribunale di Tempio Pausania.
Nel corso della conversazione, gli indagati paventavano l'imminente arresto della figlia della vittima, dicendo che si era resa responsabile di una rapina consumata a bordo dell'auto in uso alla famiglia.
In questo modo convincevano l'anziana a consegnagli gioielli per un valore di circa 4mila euro.

(Adnkronos) - Depositato alla procura di Larino il referto sulle autopsie di Antonella e Sara, le due vittime dell’avvelenamento da ricina a Pietracatella. La dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale incaricato per l'esame autoptico dalla Procuratrice Antonelli, ha dichiarato all’Adnkronos: "Ho trasmesso martedì, per via digitale, il referto, dove confermo che entrambi i decessi sono stati causati da dosi letali di ricina".
Tocca ora alla procura stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime. C’è stato un intervento esterno, oppure la pista dell’omicidio maturato all’interno del nucleo familiare resta quella più plausibile? Le indiscrezioni parlano di una possibile svolta nelle indagini, sospetti precisi, ma non c’è ancora niente di concreto. Bocche cucite in Procura e in Questura, il mistero continua a pervadere il giallo di Pietracatella.

(Adnkronos) - Non una rivoluzione ma un riassetto profondo costruito attorno a tre direttrici: rafforzare l’informazione, moltiplicare i grandi eventi televisivi e riportare in vita alcuni dei marchi più popolari della tv italiana. Con aperture ai possibili ritorni di volti come Amadeus ed Enrico Mentana. Mediaset svela i palinsesti 2026/2027 a Cologno Monzese, nella tradizionale serata con la stampa con Pier Silvio Berlusconi e i vertici dell'azienda. La novità più significativa riguarda Rete 4, destinata a trasformarsi sempre più in una rete interamente dedicata all’informazione. Il volto simbolo del nuovo corso sarà Milo Infante, che da settembre condurrà ‘Ore 11’, nuovo programma quotidiano in onda dalle 11 alle 13 subito dopo il Tg4 delle 10.30. Due ore di cronaca, attualità e approfondimento che, nelle intenzioni dell’azienda, accompagneranno il pubblico lungo tutta la giornata.
“‘Ore 11’ è un progetto sperimentale, una mossa coraggiosa”, ha spiegato Federico di Chio, direttore Marketing Strategico Mfe-Media For Europe, sottolineando come, fatta eccezione per 'Lo Sportello di Forum' e 'La signora in giallo', praticamente tutta la programmazione della rete sarà dedicata all’informazione fino alla tarda serata. Infante sarà inoltre protagonista anche di un nuovo programma del martedì sera, il cui titolo resta ancora riservato. Pier Silvio Berlusconi invita però a non giudicare subito i nuovi format. “Non ci diamo target particolari. Ci piace sperimentare e vedere come risponde il pubblico. Per Natale tireremo le somme”, ha spiegato, ribadendo che i programmi hanno bisogno di tempo per diventare un’abitudine degli spettatori e che l’obiettivo della prima serata sarà, progressivamente, quello di raggiungere la media della rete.
Accanto alle novità vengono confermati tutti i principali appuntamenti di Rete 4: 'Quarta Repubblica', 'Fuori dal Coro', 'Dritto e Rovescio', 'Quarto Grado', 'È Sempre Cartabianca' e 'Zona Bianca'. Debutta invece 'Giganti', il nuovo progetto di Toni Capuozzo dedicato ai grandi protagonisti della storia: i primi appuntamenti racconteranno Giovanni Paolo II, John Fitzgerald Kennedy, la regina Elisabetta II e Leonardo da Vinci. Cambia anche l’access prime time. Paolo Del Debbio continuerà a presidiare il lunedì, martedì, mercoledì e giovedì con '4 di Sera', mentre dal venerdì alla domenica arriverà Tommaso Labate con il nuovo 'RealPolitik'. Se Rete 4 punta sull’approfondimento, Canale 5 sceglie invece di rafforzare il proprio profilo di rete generalista dell’intrattenimento, costruendo la stagione attorno ai grandi eventi, ai programmi di Maria De Filippi e a numerosi nuovi show.
Tra gli eventi musicali sono già annunciati gli speciali dedicati a Irama, Achille Lauro, Emma e Giorgia. Grande spazio sarà poi riservato a 'Una storia importante', su Eros Ramazzotti che accompagnerà la tappa conclusiva del suo World Tour con numerosi ospiti, tra cui Giorgia e Max Pezzali. Restano al centro dell’offerta i programmi di Maria De Filippi, definiti da Mediaset i veri pilastri della rete grazie ai risultati d’ascolto. Torneranno quindi 'C’è Posta per Te', 'Amici', 'Tu sì que vales' e 'Temptation Island'. Su 'Amici 26', Berlusconi anticipa soltanto che ci saranno delle novità, lasciando piena libertà alla conduttrice: “Non ne so nulla e non ci metto becco. È un programma storico, iconico e sarà un’altra edizione brillantissima”. Accanto ai grandi ritorni - da 'Grande Fratello Vip' a 'Zelig', passando per 'L’Isola dei Famosi', 'Chi vuol essere milionario? - Il Torneo', 'Tim Battiti Live' e 'Scherzi a Parte', definito da Di Chio un marchio storico rivitalizzato, trovano spazio diversi format inediti.
Michelle Hunziker guiderà 'Il Club dell’1%', game show di successo internazionale, mentre arriverà anche 'El Desafío', celebrity show già affermato in Spagna, che metterà personaggi famosi alla prova con sfide fisiche e mentali. Tra gli show evento figurano inoltre 'Dive', dedicato alle grandi protagoniste della musica italiana come Patty Pravo, Rita Pavone, Marcella Bella e Orietta Berti; il ritorno di 'This Is Me' con Silvia Toffanin; 'Super Karaoke'; 'La Ruota dei Campioni'; 'Il Volo - Tutti per Uno'; 'La Festa di Natale de Il Volo', con ospiti Arisa, Noemi e Malika Ayane; il nuovo show natalizio di Giorgio Panariello, 'Torno a Natale'; il ritorno di Paolo Bonolis con 'Taratata'; 'Gigi e Vanessa Insieme', con Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada, dopo le precedenti edizioni capaci di raggiungere il 19-20% di share; e un nuovo programma firmato da Pio e Amedeo.
Lo sguardo è già rivolto anche al 2027, quando arriveranno 'Pooh - Un Paese, Mille Canzoni', racconto dell’Italia attraverso il repertorio della storica band, e 'Viva Napoli', grande evento dedicato alla canzone napoletana diretto da Gigi D’Alessio. Sul fronte fiction, Canale 5 conferma una produzione molto ampia. Tornerà la terza stagione di 'Viola come il mare' con sei serate, mentre in autunno debutterà 'Il mio nome è Carlo', dedicata a Carlo Acutis e prevista per ottobre. Berlusconi ha raccontato di aver già visto alcune immagini della serie e di tenerci particolarmente. Tra i nuovi titoli figurano anche il ritorno di 'A testa alta', con Sabrina Ferilli e ancora, 'Un mondo bellissimo', dramma familiare con Vanessa Incontrada; 'Il labirinto delle farfalle', spy romance con Can Yaman; 'Madre Terra', con Cristiano Caccamo per la regia di Cinzia TH Torrini; la seconda stagione di 'Una nuova vita' con Anna Valle; 'Erica – Detective per caso', tratto dai romanzi di Camilla Läckberg e interpretato ancora da Vanessa Incontrada; 'Alex Bravo', nuova serie con Marco Bocci. Mediaset ha inoltre annunciato due nuove produzioni, una con Gabriel Garko e una con Raoul Bova.
Importante anche l’offerta cinematografica. In prima visione arriverà 'Buen Camino' di Checco Zalone, oltre a 'La notte delle fragole' di Ficarra e Picone, 'Bentornati al Sud', “Magari un’altra volta' con Aldo, Giovanni e Giacomo, 'Spie per caso: Missione Tokyo' con Christian De Sica e Lillo e i cosiddetti 'nuovi classici' della rete, 'L’Erede' e 'Racconto di una notte'. Il daytime di Canale 5 rimane sostanzialmente invariato con 'Mattino Cinque', 'Forum', Tg5, 'Beautiful', 'Tutto per la mia famiglia', 'Forbidden Fruit', 'Uomini e Donne', 'Amici', 'Dentro la Notizia' e gli appuntamenti del weekend con 'Verissimo'. Nel preserale e nell’access tornano 'Avanti un Altro!', 'The Wall', 'Caduta Libera' e soprattutto 'La Ruota della Fortuna', che secondo Berlusconi rappresenta il simbolo della nuova strategia editoriale. Il suo successo, ha spiegato, non ha generato la scelta di recuperare altri programmi storici: è stata invece la conseguenza di un piano già avviato da tempo per rilanciare i grandi marchi Mediaset. Per questo sono già in lavorazione anche 'Passaparola', 'Ok, il Prezzo è Giusto!' e altri format storici che saranno annunciati più avanti. Non è escluso, inoltre, che 'La Ruota della Fortuna' possa approdare anche in prima serata.
Per la seconda serata tornerà Federico Rampini con quattro nuovi appuntamenti di 'Risiko - Sfide di potere', mentre da gennaio 2027 Bianca Berlinguer approderà su Canale 5 con una serie di appuntamenti politici in seconda serata, progetto annunciato in passato e poi rinviato perché, ha spiegato Berlusconi, non voleva collocarlo in orari troppo penalizzanti. Italia 1 conferma invece la propria identità con 'Le Iene', 'Le Iene Inside', 'Zelig On' e 'Sarabanda Celebrity', oltre a una ricca offerta cinematografica con 'Dune - Parte Due', 'Mission: Impossible', 'Wonka', 'Wicked', 'Cattivissimo Me 4' e 'Twisters - Forze della natura'. Centrale anche lo sport, con Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Atp Finals. Durante l’incontro con la stampa, Pier Silvio Berlusconi ha affrontato anche diversi temi legati al futuro del gruppo. Sul Festival di Sanremo affidato a Stefano De Martino ha escluso qualsiasi logica di sfida personale. La controprogrammazione, ha spiegato, dipenderà esclusivamente dal mercato pubblicitario. Del nuovo direttore artistico ha parlato con toni positivi: “Mi piace, è simpatico, ha imparato a fare televisione stupendomi in maniera inaspettata. Ha il Dna dell’entertainer. Gli auguro di fare bene”. Ancora aperto, invece, il dossier 'Striscia la Notizia'. “Stiamo valutando e ragionando. Non ho altre informazioni da dare”, ha detto, lasciando incerto il futuro dello storico tg satirico di Antonio Ricci.
Porte aperte anche per un possibile ritorno di Amadeus. “È un grande professionista. Appena ci sarà il progetto giusto sono totalmente favorevole”, ha assicurato Berlusconi, pur ricordando che la squadra di talent Mediaset è ormai molto ampia. E su Enrico Mentana, storico ex volto del Tg5: "Ha la mia stima professionale e il mio affetto per pezzi di una vita insieme, e la mia gratitudine per il Tg5, che è un pezzo portante di Mediaset Ha sempre le porte aperte". Parole di apprezzamento spese anche per Giorgio Panariello, definito una scommessa destinata a svilupparsi nel tempo e con cui il gruppo sta valutando anche una futura fiction, e per Selvaggia Lucarelli, arrivata a Mediaset con un contratto di collaborazione che la vedrà protagonista come opinionista del 'Grande Fratello Vip' e alla conduzione della prossima edizione dell’'Isola dei Famosi'. “La posizione che avrà nel Grande Fratello è totalmente innovativa e sperimentale”, ha sottolineato. Infine, Berlusconi è tornato su uno dei temi che sostiene da anni: l’anticipo degli orari di alcuni programmi. Mediaset, ha spiegato, sarebbe pronta a chiudere prima l’access prime time e a far partire prima la prima serata, ma solo se la Rai farà la prima mossa. “La Rai è servizio pubblico, noi siamo una televisione commerciale. Quando andrà alle 20.30, noi la seguiremo immediatamente. Lo prometto”. L’obiettivo, ha concluso, è restituire alle famiglie orari più sostenibili, perché “ormai la seconda serata praticamente non esiste più”. (di Federica Mochi e Andrea Persili)

(Adnkronos) - Parigi si blinda e cresce la tensione per forze dell'ordine e servizi di intelligence transalpini in vista della sfida tra Francia e Marocco, quarti di finale dei Mondiali di oggi, giovedì 9 luglio. Una sfida considerata ad altissimo rischio dalle autorità. Per garantire la sicurezza sarà interdetta l'intera area di Place de l'Étoile, attorno all'Arco di Trionfo, mentre nella capitale saranno schierati almeno 8mila agenti.
Come riportato da Bfm Tv, una circolare dei servizi fa riferimento a una serie di "rischi di problemi per l'ordine pubblico in occasione della partita, a rischio aumentato per il suo carattere di eliminazione diretta e per la posta in palio, la qualificazione in semifinale". Gli agenti delle forze dell'ordine temono scontri in entrambi i casi, passaggio del turno della Francia del Marocco, anche per la possibile presenza di "gruppi di hooligan affiliati all'estrema destra".

(Adnkronos) - Tadej Pogacar domina la sesta tappa del Tour de France, il tappone pirenaico con partenza da Pau e arrivo in salita a Gavernie Gedre di 186 km e riconquista la maglia gialla di leader. Lo sloveno del team Uae Emirates attacca sul Tourmalet, prima in compagnia del compagno di squadra Del Toro, poi da solo per i 43 km finali e si impone con 2'38" sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) e 2'57" su Del Toro. Pogacar torna al comando della classifica generale con 2'42" su Vingegaard e 3'27" su Del Toro. Domani settima frazione, la Hagetmau-Bordeaux di 175 km, adatta ai velocisti.

(Adnkronos) - "La presa in carico multidisciplinare all’interno del Centro clinico NeMo rappresenta un’opportunità di cura efficace e concreta, capace di dimostrare che le malattie neuromuscolari, in ogni loro manifestazione, possono essere affrontate e contrastate. È grazie all’alleanza tra medici, pazienti e famiglie che ogni giorno, all’interno del Centro clinico Nemo, riusciamo a dare un significato reale alla parola speranza”. Lo ha detto Alberto Fontana, ideatore del modello dei Centri clinici NeMo, durante la visita dell'assessore alla Sanità della Regione Marche Paolo Calcinaro, oggi, al Centro clinico NeMo di Ancona.
Fontana ha sottolineato il ruolo del Centro Clinico NeMo come modello integrato di assistenza e ricerca: "Oggi il Centro clinico NeMo può essere considerato un’infrastruttura della sanità pubblica perché è proprio attraverso la collaborazione con il Servizio sanitario nazionale che possiamo riaffermare l’importanza di garantire una risposta adeguata a un bisogno di salute complesso e grave, come quello rappresentato dalle malattie neuromuscolari". "È attraverso la sinergia tra il sistema pubblico e la società civile, in particolare gli enti del Terzo settore impegnati nel campo delle malattie neuromuscolari, che possiamo costruire una capacità di risposta efficace a patologie progressive, spesso caratterizzate da un forte impatto sulla qualità della vita delle persone" ha aggiunto.
Secondo Fontana, la sfida passa dalla condivisione delle conoscenze e dall’investimento nella ricerca: "Ogni giorno acquisiamo nuove informazioni e sviluppiamo la capacità di offrire risposte innovative a malattie di cui, in molti casi, non conosciamo ancora completamente i meccanismi all’origine. È proprio mettendo a disposizione competenze, dati e conoscenze che possiamo affrontare in modo più efficace il mondo delle malattie rare. Patologie come la Sla, le distrofie muscolari e le atrofie spinali possono essere contrastate solo creando le condizioni per mettere professionisti, ricerca e assistenza in stretta connessione. È questa la differenza che vogliamo contribuire a realizzare: partire dalla clinica per alimentare la ricerca scientifica e costruire, un giorno, la possibilità di sconfiggere queste malattie".

(Adnkronos) - "Un modello che coniuga competenza clinica e attenzione alla persona". È questa l'impressione riportata dall'assessore alla Sanità della Regione Marche, Paolo Calcinaro, al termine della visita al Centro Clinico NeMo di Ancona. "La prima impressione è quella di tantissima umanità, che si legge nella gratitudine degli ospiti e delle loro famiglie. Questo significa che alla base c'è una grandissima professionalità, ma anche una grandissima empatia del personale. È l'aspetto che emerge immediatamente entrando nel Centro" ha detto Calcinaro.
Secondo l'assessore, proprio l'umanizzazione delle cure rappresenta uno degli elementi più coerenti con le priorità della sanità marchigiana. "È un aspetto che non va mai sottovalutato", ha spiegato, sottolineando anche "l'importanza di intercettare i pazienti prima dell'aggravarsi delle patologie. Occorre evitare il più possibile il ricorso ai reparti intensivi, individuando precocemente, anche attraverso il lavoro del case manager, le situazioni più a rischio e accompagnandole verso un percorso di cura altamente specializzato". Calcinaro ha quindi richiamato il tema delle cure domiciliari, definendolo "una grande sfida, soprattutto per le patologie più complesse".
E sulla presa in carico multidisciplinare per chi ha una malattia rara, Calcinaro non ha dubbi: "è un passaggio obbligato. La multidisciplinarietà rappresenta una condizione imprescindibile nella presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari e patologie rare. In questi casi - ha spiegato - vengono coinvolti aspetti diversi della malattia e devono necessariamente intervenire più specializzazioni. Soprattutto nel campo delle malattie rare si entra in percorsi complessi che richiedono competenze differenti". Per l'assessore alla Sanità della Regione Marhce, "il valore del modello NeMo risiede proprio nella capacità di integrare professionalità diverse all'interno di un unico percorso assistenziale, assicurando una presa in carico coordinata e continuativa. La multisettorialità e il coinvolgimento di più specializzazioni nella gestione dei pazienti rappresentano oggi un elemento indispensabile per garantire cure efficaci e appropriate", ha concluso.

(Adnkronos) - Il Centro Clinico NeMo rappresenta "un punto di riferimento importante per la presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari e un'eccellenza di cui l'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche è orgogliosa". Lo ha detto il direttore generale dell'Aou delle Marche Armando Gozzini, a margine della visita istituzionale dell'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro nella struttura di Ancona.
"Il Centro Clinico NeMo è un punto di riferimento forte per la cura e il sostegno di tutte le patologie neuromuscolari. Credo che sia veramente un'eccellenza e di questo noi siamo orgogliosi", ha aggiunto Gozzini.
Il direttore generale ha quindi evidenziato il valore organizzativo del modello multidisciplinare adottato dal Centro, spiegando come "tante figure specialistiche convergano su un'unica patologia per dare il meglio a ogni paziente". Un "percorso che", ha poi concluso, "è reso possibile dal coordinamento di un clinical manager, chiamato a integrare competenze e conoscenze scientifiche per garantire una presa in carico completa e personalizzata".

(Adnkronos) - Cioccolato superfood, esplosione di piacere e bomba energetica. Tanto potente che per beneficiare delle sue virtù si può anche non mangiarlo: a volte basta 'sniffarlo'. Annusarne il profumo prima di una sessione di palestra può alleggerire la fatica dell'allenamento, un 'doping buono' che funziona anche a stomaco vuoto. Lo suggerisce uno studio pubblicato su 'Frontiers in Physiology', che indaga il rapporto tra olfatto, appetito e capacità di esercizio e indica che il digiuno notturno non necessariamente compromette le performance di chi comincia la giornata facendo sport, a patto però di avere del cioccolato a portata di mano.
"Esporre uomini moderatamente allenati all'odore del cioccolato, subito prima e tra una serie di esercizi di resistenza e l'altra, ha incrementato significativamente il volume di allenamento complessivo senza aumentare la percezione dello sforzo", spiega Mohamed Nashrudin bin Naharudin, autore senior del lavoro, professore assistente della Facoltà di Scienze dello Sport e dell'Esercizio dell'università della Malesia. "Osservare un aumento sostanziale delle ripetizioni senza che gli atleti avvertano uno sforzo maggiore - sottolinea l'esperto - è un risultato psicobiologico affascinante".
"Sappiamo che l'olfatto è fortemente collegato alle reti cerebrali dell'appetito e delle emozioni, ma sorprendentemente nessuno studio ha esaminato sistematicamente l'interazione a tre vie fra olfatto, appetito e capacità effettiva di esercizio di resistenza", evidenzia Nashrudin Naharudin che insieme al suo team ha voluto colmare questa lacuna. La ricerca ha coinvolto 23 maschi sani moderatamente allenati, di età compresa tra 20 e 25 anni, divisi in tre gruppi ai quali sono stati forniti tre diversi campioni di odore: cioccolato fondente fuso con il 90% di cacao, cioccolato al latte fuso con il 60% di cacao o un campione d'acqua come controllo. I partecipanti non avevano mangiato per almeno 10 ore prima di eseguire delle estensioni delle gambe, un esercizio di resistenza che si fa da seduti, alzando la parte inferiore delle gambe per sollevare un peso. Prima dell'allenamento sono stati registrati i livelli di fame, sazietà, desiderio di mangiare e intenzione di mangiare nel prossimo futuro; durante gli esercizi sono stati misurati la fame e il desiderio di mangiare, entrambi dopo 30 secondi di esposizione a uno dei tre campioni di profumo.
Le misurazioni hanno mostrato che tutti e due i tipi di cioccolato hanno avuto effetti chiari, ma differenti sui parametri legati all'appetito. Rispetto al gruppo di controllo con acqua e al campione di cioccolato al latte, chi aveva annusato cioccolato fondente ha costantemente riferito meno fame, meno desiderio o intenzione di mangiare e una maggiore sensazione di sazietà prima dell'esercizio. L'odore del cacao ha soppresso l'appetito principalmente riducendo la fame e aumentando il senso di sazietà. Al contrario, chi aveva annusato il campione di cioccolato al latte ha riportato una maggiore piacevolezza dell'odore rispetto al cioccolato fondente e al campione di acqua, ma nessun cambiamento nella fame o nell'appetito. Sniffare i campioni di cioccolato ha influenzato però non solo i parametri legati all'appetito, ma anche le prestazioni fisiche. Rispetto all'acqua, rimarca Nashrudin Naharudin, "l'annusamento di cioccolato fondente al 90% ha aggiunto circa 18 ripetizioni in più agli esercizi di estensione delle gambe, mentre quello di cioccolato al latte al 60% ne ha aggiunte circa 9 in più".
Gli autori ritengono che i cambiamenti rilevati nella percezione dell'appetito possano essere correlati a ciò che impariamo sugli odori fin dalla tenera età. Gli stimoli appresi, come i cibi che abbiamo già mangiato, generano aspettative su ciò che accade dopo aver mangiato e possono determinare il passaggio dalla fame alla sensazione di sazietà. "L'odore del cioccolato fondente - spiega Nashrudin Naharudin - funge da segnale appreso per un cibo ricco, amaro e altamente saziante, che essenzialmente inganna il sistema inducendo uno stato anticipatorio di sazietà. Al contrario, l'odore più dolce del cioccolato al latte agisce più come uno stimolo edonico di ricompensa, aumentando il volume di allenamento e creando un ambiente sensoriale molto piacevole, piuttosto che modificando i segnali metabolici di base della fame".
Questi effetti, ragionano gli scienziati, suggeriscono che "l'anticipazione del cibo potrebbe avere effetti simili al suo effettivo consumo, soprattutto perché sono osservabili anche quando le persone non hanno mangiato. Gli odori del cibo potrebbero avviare il processo digestivo o innescare cambiamenti nel corpo e nella mente che si verificano in previsione di un pasto. Questi cambiamenti imitano da vicino alcuni dei cambiamenti psicologici e fisiologici tipicamente indotti dal mangiare vero e proprio". I ricercatori precisano che le loro conclusioni restano inferenziali, cioè basate su una deduzione, perché non sono stati misurati ormoni nel sangue o percorsi neurali. Potrebbero poi esserci state lievi variazioni nell'intensità dell'odore tra i campioni di cioccolato; inoltre il campione d'acqua era inodore, il che potrebbe aver fornito ai partecipanti indizi sull'appartenenza o meno al gruppo di controllo. Infine, servono campioni di partecipanti più eterogenei per confermare questi risultati.
Ma sarà solo il cioccolato ad avere il 'super potere' dimostrato nello studio? "Non pensiamo che il cioccolato sia un caso del tutto unico, sebbene sia un segnale alimentare con associazioni di ricompensa incredibilmente forti e universalmente riconosciute", dice Nashrudin Naharudin. Benché non sia ancora stato testato, l'idea è che altri alimenti fortemente legati alla sazietà potrebbero mostrare effetti simili: "Probabilmente - ipotizza l'autore senior - una persona deve trovare l'odore familiare e attraente, o almeno non ripugnante, per innescare il cambiamento psicologico nell'appetito necessario a ottenere un miglioramento delle prestazioni".

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Il cambio di programma sulla metropolitana leggera di Cagliari
con lo stop alla tratta tra Bonaria e Poetto, già formalmente
annunciato, è in fase di definizione. «La comunicazione formale
dell'avvio del definanziamento è stata regolarmente fatta alcune
mesi fa", spiega in una nota la Città metropolitana di Cagliari.
"La formalità del definanziamento definitivo sarà fatta alla
conclusione dell'iter in fase di approvazione (con decreto
sindacale metropolitano)".
Stamattina si è tenuta una riunione per
completare gli adempimenti formali. In estrema sintesi - spiega
l'amministrazione - la situazione è questa: preavviso
definanziamento fatto, definanziamento e diniego definitivo in
arrivo. Proprio ieri è arrivata una comunicazione dal Mit che
prevede la possibilità di rimodulare i fondi originariamente
destinati alla tratta della metro leggera tra Bonaria e Poetto.
Il Comune di Cagliari propone in alternativa la
realizzazione di una linea Bus rapid transit (Brt), servita da
autobus elettrici autosnodati da 18 metri, con corsie preferenziali
dedicate e frequenze assimilabili a quelle di una metrotranvia
leggera.
"L'obiettivo", spiega l'assessore comunale alla
Mobilità, Yuri Marcialis, "resta invariato: collegare in modo
rapido, frequente, sostenibile ed efficiente il centro di Cagliari,
il Poetto, l'area di Sant'Elia, lo stadio e, in aggiunta, Quartu
Sant'Elena, riducendo il ricorso all'auto privata e rafforzando il
trasporto pubblico locale. Dal punto di vista dell'utenza, il
sistema garantirebbe livelli di servizio analoghi a quelli previsti
dalla soluzione tranviaria, con elevata capacità di trasporto,
regolarità, accessibilità e tempi di percorrenza competitivi. La
soluzione proposta consentirebbe inoltre di estendere direttamente
il servizio fino a Quartu Sant'Elena", conclude Marcialis,
"rafforzando il carattere realmente metropolitano
dell'intervento".
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(Adnkronos) - Continuano le ricerche del marito di Eugenia Roccella, scomparso nel lago di Vico. "Le difficoltà nelle ricerche derivano dal fatto che l'area è molto estesa, il lago di Vico non è piccolo come si possa pensare, e la visibilità in acqua non arriva a un metro. Il fondale è limaccioso, molto soffice e tende a nascondere quanto vi si deposita. Ma le operazioni proseguono. Ci ha fermati un'oretta fa solo una tempesta improvvisa con un vento forte che avrebbe messo a rischio i sommozzatori già in immersione". Lo dice all'Adnkronos Luca Rosiello, dirigente dell'Area Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, relativamente alle ricerche in corso di Luigi Cavallari, l'84enne marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso dal 27 giugno scorso nel lago del Viterbese.
"Attualmente ci concentriamo laddove vengono individuati dei target", spiega, "dei punti, cioè, che emergono dalla ricerca strumentale e che possono essere maggiormente significativi e comunque compatibili con quello che si sta cercando. Anche questa mattina abbiamo lavorato, e riprenderemo appena le condizioni meteo torneranno a consentirlo, secondo una divisione dell'area tra noi, i carabinieri, la polizia e la guardia di finanza. Per quanto ci riguarda, siamo 12 sommozzatori oltre agli operatori come i topografi per mappare la zona". (di Silvia Mancinelli)
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