"Dalle dimissioni protette come progetto alle dimissioni protette
come sistema" è l'incontro svoltosi a Palazzo di Città sui
risultati raggiunti dal progetto finanziato nell'ambito del Pnrr e
sul percorso che ha portato alla costruzione di un modello
strutturato e stabile di presa in carico delle persone fragili per
il rientro a domicilio.L'iniziativa ha consentito di fare il punto su un'esperienza che, in poco più di un anno, ha dimostrato l'efficacia dell'integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali per la presa in carico integrata dei pazienti fragili. Ssono state prese in carico complessivamente 254 persone nella delicata fase del rientro al domicilio dopo il ricovero, con 133 attivazioni attraverso il Pnrr, superando del 6,4% il target previsto, e 121 interventi finanziati attraverso il progetto Ritornare a casa dimissione protetta finanziato dalla Regione Sardegna.
La domanda registrata nel periodo aprile 2025 - giugno 2026 è stata superiore alle attese, confermando il forte bisogno di supporto post-dimissione. Il sistema ha potuto contare su una programmazione complessiva di quasi 800 mila euro, derivanti dall'integrazione tra fondi Pnrr e risorse regionali e nazionali dedicate alle politiche sociali.
Particolarmente rilevante il ruolo svolto dall'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari attraverso la Direzione medica di presidio con l'Unità di valutazione ospedaliera (Uvo-Pass), che ha contribuito all'intercettazione precoce dei bisogni assistenziali dei pazienti fragili già durante il ricovero, favorendo il raccordo con i servizi socio-sanitari del territorio.
"I risultati presentati oggi dimostrano quanto sia strategico investire nell'integrazione tra ospedale e territorio - dichiara Alberto Mura, direttore amministrativo dell'Aou di Sassari -Le dimissioni protette non rappresentano soltanto un servizio aggiuntivo, ma un elemento fondamentale per garantire continuità delle cure, appropriatezza assistenziale e una migliore qualità di vita per i pazienti e le loro famiglie. Il lavoro...