
"Trump ha confermato i dazi del 10% sul Pecorino Romano, ora la politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento". Così il presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, Gianni Maoddi, commenta l'esito della revisione tariffaria varata dall'amministrazione statunitense, che lascia invariato il dazio sull’export del primo formaggio ovino italiano nel mercato americano.
Mentre per alcuni dei principali concorrenti del comparto lattiero-caseario italiano sul mercato americano la nuova intesa commerciale ha portato una riduzione della tariffa dal 25 al 15%, per il Pecorino Romano il quadro resta invariato: il dazio si conferma al 10%, un aggravio sempre più insostenibile per il comparto. "Per il Pecorino Romano al momento è tutto confermato così com'era”, dice Maoddi. “Ora analizzeremo in modo puntuale il documento Usa di oltre 400 pagine e siamo in attesa della convocazione della task force ministeriale nei prossimi giorni. Il nostro auspicio è che ci sia ancora qualche spiraglio per far rientrare il Pecorino Romano tra i prodotti esentati, e continueremo a lavorare intensamente per questo: seguiamo con attenzione ogni margine che le trattative in corso possano ancora aprire. Ma ci servono aiuto e supporto da parte della politica, di quella nazionale e di quella regionale, con azioni e interventi immediati a supporto di un comparto che è fondamentale per l’economia della Sardegna e dell’agroalimentare italiano”.
Intanto, la delibera con cui la Regione Sardegna estende anche al comparto lattiero-caseario gli strumenti finanziari attivati dalla Sfirs, la società in house della Regione, viene accolta con soddisfazione dal Consorzio. "È una delibera attesa, che viene incontro alle esigenze della nostra filiera in un momento in cui ogni strumento di sostegno è importante – sottolinea Maoddi – bene anche il coinvolgimento della Sfirs: ci affidiamo ora alle competenze di entrambe, Regione e Sfirs, per entrare subito nella fase operativa. Non c’è un minuto da perdere: tra due mesi inizia la nuova campagna produttiva e dobbiamo assolutamente invertire la rotta per garantire stabilità al comparto”.

(Adnkronos) - Il 26 luglio le facciate di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio saranno illuminate dalle 20:30 alle 01:00 di colore giallo, colore simbolo della lotta contro i sarcomi. Lo ha chiesto e ottenuto ALE CON NOI ETS, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione delle Istituzioni su questa tipologia di tumori, per i quali spesso le diagnosi sono tardive con prognosi difficilmente prevedibili.
Un gesto simbolico ma di alto valore umano e civile per un segno tangibile di vicinanza alle persone affette da tale patologia e alle loro famiglie da parte delle Istituzioni che ringraziamo infinitamente per la sensibilità dimostrata nell’accettare la nostra proposta.
Nel mese di luglio si celebra il mese internazionale dedicato alla consapevolezza sui Sarcomi, famiglia numerosa di neoplasie rare e aggressive che colpiscono i tessuti connettivi (muscoli, osso, nervi, cartilagini, tessuti molli, …). I sarcomi sono tumori spesso silenziosi e difficili da riconoscere e possono insorgere in qualsiasi parte del corpo e a qualunque età.
Nel ricordo di Alessandro, ALE CON NOI ETS continua a essere impegnata nel sostegno alla ricerca sui sarcomi che aggrediscono l’osso, in particolare sugli Osteosarcomi, che colpiscono prevalentemente l’età pediatrica e dei giovani adulti (AYA).
Nello specifico, ALE CON NOI finanzia un importante Progetto di ricerca, “Nuove terapie a bersaglio molecolare nei sarcomi pediatrici e dell’adulto”, condotto dall’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.
Il Progetto sta portando avanti lo studio per mettere a punto una nuova strategia terapeutica basata sull’immunoterapia con le cellule CAR-T, sicuramente una delle più innovative negli ultimi anni. I risultati raggiunti dal Progetto sono molto più che promettenti, base eccellente per continuare gli studi con grande determinazione e prudente ottimismo.
ALE CON NOI partecipa, inoltre, anche al finanziamento del Progetto Sarcomi, istituito per il tramite della Fondazione Bambino Gesù Onlus e condotto dal Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
L’Associazione ALE CON NOI nasce il 26 giugno 2019, dopo poco più di un anno dalla prematura scomparsa di Alessandro Parisi, un ragazzo di soli 17 anni, a causa di una grave patologia, l’osteosarcoma.
L'osteosarcoma “classico” è un tumore raro ad elevata malignità, la cui incidenza in Europa è di circa 1-2 casi per milione per anno. In Italia si verificano circa 120-130 nuovi casi all’anno. È il tumore maligno primitivo dell'apparato scheletrico più frequente in età pediatrica e giovanile adulta. Può colpire tutti i segmenti ossei, con una prevalenza per le ossa lunghe in circa il 90% dei casi.
Alessandro aveva un osteosarcoma al femore sinistro.
La diagnosi arriva a fine aprile del 2015. Ale ha appena compiuto 14 anni, è il ritratto della salute, è un ragazzo solare, allegro, buono e mite, generoso con tutti, sempre con il sorriso sulle labbra.
Dopo tutti i primi accertamenti, presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (IRE), il 30 giugno 2015 subisce un importante intervento chirurgico effettuato dal Prof. Roberto Biagini del Dipartimento di Chirurgia ortopedica, con cui gli viene asportato il tumore, ma anche quasi tutto il femore e gli viene installata una protesi.
Seguono tre anni di cure, tutte quelle possibili, per cercare di sconfiggere la malattia, che, a momenti, dopo un ciclo di terapia sembra indebolirsi e fermarsi, ma dopo poco tempo si ripresenta più aggressiva di prima. È sottoposto a innumerevoli cicli di chemioterapia, sempre presso l’IRE, seguito dalla dott.ssa Virginia Ferraresi, ora Responsabile della UOSD Sarcomi e Tumori Rari, a un trattamento di adroterapia presso il CNAO di Pavia, alla radioterapia. Viene anche sottoposto ai test per tentare la strada dell’immunoterapia che purtroppo non risulta percorribile in quanto non compatibile.

(Adnkronos) - Social impazziti per la strana coppia dell'estate. Ultimo, il cantautore romano dei record, in barca con Erling Braut Haaland, il calciatore norvegese, attaccante del Manchester City e della nazionale norvegese, protagonista con sette gol ai Mondiali 2026. A rivelare l'incontro è stato lo stesso Haaland, che su Instagram ha postato delle foto di una vacanza italiana, in cui spicca uno scatto che ritrae Ultimo, con la maglietta del Manchester City, su uno yacht, tra due giganti del calcio norvegese: Haaland da un lato e Sander Berge (centrocampista del Fulham e della nazionale norvegese) dall'altro.
Data l'altezza dei due, circa un metro e 95 centimetri a testa, Ultimo è salito su un gradino per lo scatto. L'incontro sembra essere avvenuto in un mare cristallino con scogliere a picco sul mare, che ricorda quello delle Eolie. Sotto il post di Haaland, Ultimo ha commentato con un "nice" mentre Clemente Zard, il patron di Vivo Concerti (che organizza i live di Ultimo, compresa quello con 250.000 spettatori di Tor Vergata) ha scritto: "Campioni veri".
(di Stefano Ambu) I tesori etruschi su un lato dello spazio
espositivo del Museo Civico "Giovanni Marongiu", a Cabras, quelli
sardi dall'altro. Così lontani, così vicini, c'è scritto in una
parete. E il punto di incontro (ma di punti di incontro ce ne sono
tanti) è una statuetta trovata a Vulci, esposta in superficie di
circa 1500 metri quadri. Piccola, ma sembra proprio una copia in
miniatura di uno dei Giganti di Mont'e Prama. Ci sono altri esempi,
ma questo forse è il più eclatante.
"Cambia la normativa sui dazi d'importazione Usa per i prodotti provenienti da Italia ed Europa. Un aggiornamento che porta una notizia migliorativa per le nostre imprese esportatrici". Ad affermarlo Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese a inserirsi e a esportare nel mercato americano. Ma cosa cambia da oggi? "Scadono - precisa Lucio Miranda - i dazi temporanei previsti dalla Section 122 (in vigore dal 24 febbraio) ed entrano ufficialmente in vigore i nuovi dazi della Section 301. La differenza fondamentale sta nel metodo di calcolo: prima (section 122) il dazio del 10% si aggiungeva al dazio base Mfn (Most Favored Nation), mentre oggi (Section 301) il dazio fissa un tetto massimo complessivo del 10%".
Miranda fa un esempio pratico: "Esportazione di un compressore industriale (dazio Mfn: 4,2%). Fino a ieri (Section 122): 4,2% (Mfn) +10% (aggiuntivo), pari al 14,2% di dazio totale. Da oggi (Section 301): 4.2% (Mfn) + 5,8% (integrativo), pari al 10% di dazio totale. E per i prodotti con dazio Mfn già superiore al 10%? "Il dazio aggiuntivo della Section 301 è pari allo 0% (si applica solo il dazio base)".
"Rispetto sia alla Section 122, sia ai precedenti dazi reciproci Ieepa che fissavano il tetto al 15%, la misura entrata in vigore oggi garantisce una riduzione sensibile dei costi di importazione sul mercato americano", assicura.

(Adnkronos) - Mentre il mondiale di F1 fa tappa in Ungheria ed il leader del campionato, Kimi Antonelli, è concentrato sull’ultimo fine settimana di gara prima della pausa estiva, emerge una notizia su una causa che lo sta interessando da oltre un anno. Il pilota italiano, infatti, è stato citato in giudizio nel 2025 presso il Tribunale di Bologna dal suo ex manager Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo Minardi, ha intentato una causa volta per ottenere i compensi non percepiti e un risarcimento da parte di Antonelli per il recesso unilaterale dall’accordo di gestione con il suo manager prima dell’ingresso nella massima serie. "Giovanni Minardi ha sofferto enormemente per quanto accaduto e si è rivolto alla giustizia ordinaria perchè era rimasta l'unica via", ha spiegato all'Adnkronos Mattia Grassani, legale del manager Giovanni Minardi. "Tanti anni di lavoro, sacrifici e investimenti sul giovane pilota meritavano ben altro riconoscimento. La strada della giustizia ordinaria è stata una scelta obbligata".
"Si tratta di un procedimento pendente da quasi un anno, molto complesso, e per il quale si sono già celebrate numerose udienze e che vede contrapposti, Giovanni Minardi e Kimi Antonelli con i genitori per l'inadempimento del contratto di manager conferito al minorenne Kimi e dai genitori parecchi anni fa, rispetto al quale quando il pilota passò in Mercedes, e il team Antonelli ritenne che non ci fossero più le condizioni per proseguire. Di qui è nata la controversia", ha aggiunto Grassani. "Ci sono state opportunità per definirla stragiudizialmente, ma le offerte formulate sono state ritenute irricevibili dall'ex manager, il quale ha dato ampia disponibilità, ma purtroppo, non si è arrivati a trovare un punto d'incontro. Non è solo una questione economica, ma anche e soprattutto di rispetto e di principi, visto che Giovanni Minardi ha creduto in un pilota all'epoca sconosciuto, lo ha seguito fin dagli otto anni ed è stato colui che poi ha favorito la carriera che adesso sta facendo, presentandolo prima alla Ferrari e poi alla Mercedes", ha sottolineato Grassani che ha aggiunto come questa sia stata "una scelta obbligata perché tutte le altre strategie e gli altri percorsi che potevano essere compiuti non si sono realizzati. La giustizia ordinaria ha rappresentato l'extrema ratio, ma l'unica via percorribile per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni da parte di Giovanni Minardi. Confidiamo nell'accoglimento delle ragioni fatte valere dall'ex manager avanti al Tribunale di Bologna e anche in un felice esito della causa civile", ha concluso il legale.

(Adnkronos) - Un malore legato anche al caldo. Il professor Matteo Bassetti spiega di aver accusato una crisi ipotensiva nei giorni caratterizzati da temperature elevatissime. "Nei giorni scorsi ho avuto una crisi ipotensiva, con pressione inferiore a 90 su 60 mmHg. Avevo giramenti di testa, mi sentivo veramenti fiacco, molle, non riuscivo davvero a fare niente", dice sui social l'infettivologo, che parte da un'esperienza personale per spiegare come difendersi da episodi simili, particolarmente comuni in estate e con il caldo, specie in chi magari assume farmaci antipertensivi, come lo stesso Bassetti fa. "Prendo una pastiglia per la pressione", confida, raccomandando a chi è in cura di evitare il 'fai da te' e rivolgersi al medico per eventuali aggiustamenti di dosaggio.
Ma da cosa è causata la crisi ipotensiva che in tanti sperimentano in questa stagione? "Principalmente dalla vasodilatazione periferica indotta dal caldo e dalla perdita di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione. Riconoscere i segnali d’allarme e agire tempestivamente è fondamentale per evitare giramenti di testa, svenimenti e cadute traumatiche", spiega il primario della Clinica di Malattie infettive dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova.
"Per prevenire le crisi ipotensive durante i mesi caldi", il medico consiglia: "Idratazione costante: bevi almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anticipando lo stimolo della sete; pasti piccoli e frequenti: evita digestioni lunghe e pasti ricchi di carboidrati, che causano ipotensione post-prandiale; cibi ricchi di minerali: consuma molta frutta (banane, albicocche) e verdure fresche ricche di potassio e magnesio; rimedi naturali: assumi moderatamente della vera liquirizia o integratori salini naturali a base di magnesio e potassio", e "non fare l'errore di prendere acqua e zucchero; no ad alcol e calore estremo: evita superalcolici (sono forti vasodilatatori), saune, bagni turchi e l'esposizione al sole nelle ore centrali (11-16); movimenti lenti: passa dalla posizione sdraiata a quella eretta per gradi, soffermandoti qualche istante seduto". Bassetti chiude con un'avvertenza terapeutica: "Se segui una cura contro l'ipertensione e noti cali drastici, non sospendere mai i farmaci da solo. Consulta il medico per una rimodulazione estiva dei dosaggi".

(Adnkronos) - Sgombero del 'Castello delle Cerimonie' del reality show di Real Time. L'atto avviiene in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina per il reato di invasione di terreni o edifici, con il conseguente ordine di sgombero coato emesso dalla stessa Procura guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
Via, dunque, alle operazioni di sequestro e di sgombero dei locali commerciali del complesso immobiliare di Sant'Antonio Abate denominato Grand Hotel La Sonrisa oggetto di confisca e divenuto di proprietà del Comune abatese. Le operazioni sono condotte dalla Polizia Municipale del Comune di Sant'Antonio Abate, coadiuvata dal Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia e dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, come rende noto il procuratore Fragliasso. Sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali nonché i cartelli monitori, pubblicizzanti il sequestro, alle strutture e all'ingresso principale, si sta procedendo allo sgombero delle persone presenti e, in prosieguo, si procederà allo sgombero degli arredi e dei macchinari.
Il provvedimento arriva al termine di un complesso iter, con la confisca definitiva di febbraio 2024 e l'ordine di sgombero, scaduto, emesso lo scorso maggio dal Comune, mentre le attività di ristorazione e albergo erano cessate già a giugno, senza che i locali fossero stati liberati e consegnati al Comune, divenutone proprietario, come precisa la Procura in una nota. Il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, in accoglimento della richiesta della Procura, ha ritenuto configurabile il reato di invasione di terreni o edifici, sulla scorta della più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha ritenuto integrato il reato su indicato in tutti i casi di occupazione contra ius e sine titulo di un immobile altrui, a prescindere dalla violenza o dalla clandestinità dell'occupazione, anche nel caso del proprietario dell'immobile che ne abbia perduto la proprietà, essendo stato lo stesso acquisito al patrimonio comunale, e che sia rimasto indebitamente nel possesso del bene, essendo sufficiente, per l'integrazione del reato, l'arbitrarietà dell'occupazione.
II GIP, inoltre, ha ritenuto che la sottrazione coattiva dell'immobile alla disponibilità del privato che occupa abusivamente fosse necessaria, al fine di inibire la protrazione del reato oggetto di contestazione, che ha natura permanente, e l'aggravamento delle conseguenze dello stesso. Essendo gli indagati già a conoscenza della necessità di liberare gli immobili, alla stregua dei provvedimenti su indicati e, in particolare, dell'ordinanza comunale di sgombero dell'11.5.2026, alla quale non hanno inteso dare spontanea attuazione, e per l'esecuzione della quale in data 16.7.2026, in sede di Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, era già stato autorizzato l'impiego della Forza pubblica, si è ritenuto non necessario che l'ordine coatto di sgombero fosse preceduto dall'intimazione allo sgombero con concessione di un termine per provvedervi spontaneamente.

(Adnkronos) - L’avvocato Fabrizio Gallo, legale di fiducia di Mauro e Miriam Caroccia, ha annunciato che depositerà in giornata presso la procura di Roma, "una memoria con tutte le chat tra l’ex sottosegretario Delmastro e il suo assistito, con richiesta di acquisizione immediata”. Il penalista ribadisce che "sul punto, il Parlamento non può negare l’acquisizione per il caso di specie. Tali chat - sostiene - hanno una rilevanza fondamentale per dimostrare l’estraneità dei miei assistiti rispetto al reato contestato e fanno risalire a chi sia il vero proprietario dell’attività". “D’altronde la vicenda giuridica si scontra - sottolinea Gallo -tra il diritto inviolabile della difesa (art. 24) e il diritto ad una immunità parlamentare (art. 68 c.3). L’Immunita Parlamentare, come recita una sentenza della Corte Costituzionale che sul tema si era già espressa nel 2007, non può prevalere sul diritto di difesa di un cittadino quando soprattutto la produzione di tali chat sono favorevoli per l’indagato. Nel caso di specie siamo di fronte a due situazioni collegate (semplice cittadino e parlamentare) e non ‘coimputate’ di talchè se una prova è favorevole per il cittadino, di certo non sarà pregiudizievole per il Parlamentare, sconfessando quindi quella ratio richiesta per far valere l’immunità". "Non si può trasformare un immunità parlamentare in un privilegio personale e non si può consentire che una prova favorevole al reo, che coinvolge solo terzi che hanno interloquito con un parlamentare non possaessere acquisita pregiudicando altamente il cittadino indagato”, conclude Gallo.

(Adnkronos) - "Più di 1 studente italiano su 6 tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d'azzardo". Emerge dall'indagine nazionale 'Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0', realizzata tra ottobre e dicembre 2025 dal Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di studenti italiani, ha coinvolto 198 istituti scolastici e oltre 18.000 ragazzi, di cui 8.272 delle scuole secondarie di primo grado e 10.123 delle secondarie di secondo grado. I risultati mostrano che "il 17,3% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, pari a circa 280.000 studenti, e il 17,9% dei 14-17enni, oltre 400.000, presenta almeno uno dei tre comportamenti a rischio analizzati".
Per Simona Pichini, direttore del Centro dipendenze e doping dell'Iss, "i risultati mostrano come le dipendenze comportamentali rappresentino una delle aree emergenti della salute pubblica in età evolutiva: videogiochi, gioco d'azzardo e social media possono assumere, per alcuni adolescenti, caratteristiche problematiche, fino a interferire con il sonno, lo studio, le relazioni, il tempo libero e il benessere psicologico". L'Iss auspica "interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali".
Il gaming problematico è diffuso in particolare tra gli studenti più giovani, indica lo studio. "Il gaming, cioè il gioco attraverso dispositivi elettronici come console, computer, smartphone e tablet, rappresenta il comportamento problematico più frequente tra gli studenti di 11-13 anni. In questa fascia di età il 13,6% presenta un profilo compatibile con un disturbo da gaming, pari a circa 219.000 studenti. Tra i 14 e i 17 anni la quota scende al 7,9%, corrispondente a circa 183.000 ragazzi". Il gaming diventa motivo di attenzione non per il semplice utilizzo dei videogiochi, ma quando risulta persistente e difficilmente controllabile, precisa l'Iss. "Anche la sovrapposizione con altri comportamenti problematici è rilevante - dice Claudia Mortali del Centro nazionale dipendenze e doping - Tra gli 11-13enni con gaming problematico il 9,5% presenta anche un profilo di giocatore d'azzardo problematico, rispetto allo 0,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi. Similmente, tra i 14-17enni con gaming problematico il 15,3% presenta anche un profilo di giocatore d'azzardo problematico, rispetto al 2,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi". Un elemento attenzionato è la spesa: "Tra gli studenti con gaming problematico - riporta l'Iss - quasi 1 su 2 dichiara di aver speso denaro negli ultimi 12 mesi per avanzare più rapidamente o ottenere vantaggi nel gioco. Anche tramite l'acquisto di loot box, ovvero pacchetti digitali dal contenuto 'misterioso', o chiavi per aprirli che consentono di ottenere ricompense dall'esito incerto".
Passando al gioco d'azzardo, attività vietata ai minori di 18 anni, "continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti", rilevano gli esperti. "Tra gli studenti di 11-13 anni il 10,6% dichiara di aver giocato d'azzardo negli ultimi 12 mesi, mentre tra i 14-17enni la percentuale sale al 22,1%. Complessivamente si stimano circa 340.000 studenti italiani con un comportamento di gioco d'azzardo a rischio o problematico. I profili più critici risultano associati a propensione al rischio, impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, esperienze di cyberbullismo e minore monitoraggio da parte degli adulti". Viene considerata "particolarmente critica" la modalità di gioco online: "Tra i 14-17enni che giocano esclusivamente online, i giocatori problematici sono il 20%, contro il 13,7% di chi gioca esclusivamente in luoghi fisici. Il dato rafforza la necessità di impedire l'accesso dei minorenni alle piattaforme di gioco d'azzardo attraverso sistemi affidabili di verifica dell'età e controlli efficaci".
Infine i social, il cui uso problematico appare in diminuzione. "L'uso problematico dei social media - si legge - interessa l'1% degli studenti di 11-13 anni (circa 15.900 ragazzi) e il 2,1% dei 14-17enni (circa 48.600 studenti), registrando un calo rispetto al 2022. Il dato positivo non elimina tuttavia la necessità di attenzione verso gli studenti per i quali l'uso dei social diventa eccessivo e compulsivo, interferendo con il sonno, lo studio, le relazioni e il benessere psicologico". In generale, commenta Pichini, "i risultati mostrano che gaming, gioco d'azzardo e uso problematico dei social media non sono fenomeni isolati, ma condividono spesso le stesse condizioni di vulnerabilità e possono presentarsi contemporaneamente". Da qui la necessità di "interventi precoci e integrati".

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"La Casa del Made in Italy è la casa delle imprese italiane".
(Adnkronos) - Potrebbe essere un edema cronico delle corde vocali il problema fisico che ha costretto Gerardina Trovato a uno stop forzato del suo tour estivo. "Non abbiamo la diagnosi, possiamo fare delle supposizioni, ma dalla voce del video si può ipotizzare che si tratti di una doppia patologia: edema cronico delle corde vocali, noto come edema di Reinke", una malattia benigna della laringe spesso collegata al fumo di sigaretta, a cui si potrebbe associare il "laringocele", una piccola tasca della laringe.
"Sulla cisti, molto probabilmente, trattandosi di una neoformazione, lo specialista ha pensato di intervenire a scopo precauzionale e per caratterizzarne la natura. Sembra che il target dell'intervento sia quindi duplice: rimuovere la cisti per l'accertamento diagnostico e il miglioramento dei sintomi e, contemporaneamente, 'ripulire' le corde vocali".
Così Domenico Rosario Cuda, presidente Siaf (Società italiana di audiologia e foniatria), professore straordinario di Otorinolaringoiatria all'università di Parma e direttore del reparto di Otorinolaringoiatria all'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, commenta all'Adnkronos Salute il video della cantautrice Gerardina Trovato diffuso via social, con cui l'artista annuncia lo stop per doversi sottoporre a un'operazione d'urgenza alla gola che la costringerà a un periodo di fermo.
"Chi fa uso della voce per questioni professionali - spiega Cuda - può andare incontro a laringiti funzionali, i famosi noduli del cantante e dell'insegnante, per un utilizzo prolungato della voce. Ma quella del video non è una voce da 'noduletto': ci deve essere qualche altro fattore di rischio come il fumo".
Sul recupero post intervento l'esperto è ottimista: "Dipende dalla zona in cui si deve intervenire e dal come si procederà, ma con buone riabilitazioni di logopedia - assicura - si può recuperare molto bene”.

(Adnkronos) - “La realizzazione della Casa di comunità all’interno della Casa circondariale di Rebibbia rappresenta un segnale concreto della volontà di rafforzare la sanità territoriale anche nei contesti più complessi e fragili del Paese”. Così Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof, a nome del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria, esprime apprezzamento “al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al direttore generale della Asl Roma 2 e a tutto il dipartimento che ha seguito il progetto per aver trasformato un impegno in una realtà concreta. È un investimento - continua - che mette al centro il diritto alla salute e dimostra come le Case di comunità possano diventare il punto di riferimento dell’assistenza territoriale anche in ambito penitenziario”.
“Questa iniziativa conferma una convinzione che il Sumai Assoprof sostiene da sempre - spiega Magi in una nota - Le Case di comunità possono funzionare soltanto se vengono dotate delle professionalità necessarie. Tra queste, la specialistica ambulatoriale interna rappresenta un elemento imprescindibile. Gli specialisti ambulatoriali convenzionati operano da oltre cinquant’anni sul territorio, conoscono i bisogni assistenziali della popolazione e sono la componente più idonea a garantire visite, diagnostica, presa in carico delle patologie croniche, prevenzione, telemedicina e continuità delle cure”. Le Case di comunità “non possono essere semplici contenitori edilizi - sottolinea - Devono diventare luoghi nei quali il cittadino trovi risposte tempestive e integrate grazie al lavoro di équipe multiprofessionali, nelle quali gli specialisti ambulatoriali convenzionati costituiscono uno dei pilastri dell’assistenza insieme ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli infermieri e alle altre professioni sanitarie”.
Per il Sumai Assoprof, l’esperienza di Rebibbia rappresenta un modello organizzativo da sviluppare e replicare. “È adesso necessario passare rapidamente dalla realizzazione delle strutture alla piena attivazione dei servizi, investendo sul personale e valorizzando tutte le professionalità già presenti nel Servizio sanitario nazionale. La specialistica ambulatoriale convenzionata - prosegue Magi - è immediatamente disponibile a dare il proprio contributo, senza necessità di creare nuovi modelli organizzativi, ma rafforzando una rete assistenziale che ogni giorno eroga milioni di prestazioni ai cittadini. Se vogliamo ridurre realmente le liste d’attesa, garantire la presa in carico dei pazienti cronici e rendere operative le Case di comunità previste dal Pnrr e dal Dm 77, occorre investire con decisione sulla specialistica ambulatoriale interna. La Casa di comunità di Rebibbia dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e valorizzano le competenze presenti nel Servizio sanitario nazionale - conclude - è possibile realizzare una sanità di prossimità moderna, efficiente e realmente vicina ai cittadini, anche a quelli più fragili”.

(Adnkronos) - Un poker di candidature interne al programma per la successione di Federica Sciarelli alla conduzione di 'Chi l'ha visto?'. A quanto apprende l'Adnkronos, il direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini, è vicino alla scelta e la rosa finale include quattro profili, tutti interni alla trasmissione: Veronica Briganti, Francesco Paolo Del Re, Raffaella Griggi e Chiara Cazzaniga.
La decisione di optare per una scelta interna da un lato risponde alla volontà di dare continuità anche stilistica al format con una conduzione che conosca a fondo la macchina complessa delle dirette, delle segnalazioni e del rapporto con i familiari degli scomparsi e dall'altro raccoglie le speranze e le sollecitazioni dei 'chilhavisters', i fedelissimi spettatori del programma, che hanno inondato di mail la redazione e di post i social, chiedendo appunto che, di fronte all'impossibilità di un ripensamento della Sciarelli, il testimone passasse ad un volto già familiare allo zoccolo duro del pubblico della trasmissione.
Sarebbero cadute, dunque, tutte le candidature esterne al programma, vere, verosimili o campate in aria, che in queste settimane hanno riguardato tanto altri volti Rai quanto professionisti esterni al servizio pubblico. La scelta sarebbe imminente, anche perché il programma, dovrebbe ripartire, con la nuova conduzione, già il 23 settembre.

(Adnkronos) - Il bilancio delle vittime dell'epidemia di Ebola che sta devastando il nordest e l'est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) è aumentato di molto nelle ultime 24 ore, raggiungendo quasi 1.300 morti e quasi 3.000 casi confermati, dopo un aggiornamento effettuato dalle autorità del Paese, che hanno armonizzato i dati nazionali e provinciali.
Il nuovo bilancio, pubblicato dall'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica della Rdc, riporta 1.269 morti e 2.905 casi al 22 luglio, con un incremento di 200 morti e circa 350 casi rispetto ai 1.033 morti e 2.536 casi segnalati il giorno precedente.
I funzionari dell'Istituto sottolineano che l'ultima stima, pubblicata oggi sul loro sito web, riflette "l'integrazione di dati armonizzati" nelle province di Ituri e Nord Kivu, epicentro iniziale dell'epidemia.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato l'epidemia, causata dal ceppo Bundibugyo, per il quale non esiste un vaccino o una cura approvati, un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). Diverse organizzazioni internazionali hanno avvertito del pericolo causato dalla diffusione del virus, che potrebbe mettere a dura prova le capacità di risposta.
La Repubblica Democratica del Congo (Rdc), che nel dicembre 2025 ha dichiarato la fine dell'ultima epidemia di Ebola nel Paese, in questo caso nel Kasai, è considerata lo Stato con la maggiore esperienza al mondo nella gestione del virus Ebola, avendo affrontato più di una dozzina di epidemie da quando il virus è stato identificato nel 1976 in una doppia epidemia che ha avuto uno dei suoi epicentri nella città congolese di Yambuku, sulle rive del fiume Ebola, da cui la malattia prende il nome.

(Adnkronos) - Lavoratori del braccio e della mente: nessuno escluso. Ormai il rischio sicurezza riguarda tutti. Mentre l'intelligenza artificiale entra negli uffici, nei call center e nei servizi clienti, cresce un paradosso che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza: migliaia di lavoratori passano parte della giornata ad addestrare gli strumenti che, almeno in teoria, potrebbero un domani rendere superflua la loro stessa mansione.
La sicurezza sul lavoro, insomma, non riguarda più soltanto caschi, impalcature e dispositivi di protezione. Sempre più spesso passa anche dalla salute mentale, dall'organizzazione del lavoro e dalla pressione psicologica generata dall'automazione. A tracciare questo scenario è Stefano Ruberto, responsabile Salute e Sicurezza della Cgil Milano, che in un'intervista all'Adnkronos invita a leggere il fenomeno senza fermarsi alla cronaca dell'ultimo incidente. "Io starei fuori dal tema emergenziale e parlerei piuttosto di una condizione strutturale - afferma Ruberto all'Adnkronos -. Lo sfruttamento lavorativo è molto pervasivo, molto orizzontale e trasversale ai diversi settori produttivi".
Secondo il dirigente sindacale, Milano offre uno spaccato emblematico di questa evoluzione. Dall'edilizia alla logistica, dalla filiera della moda fino al food delivery, le forme di sfruttamento non rappresentano più eccezioni. "Se pensiamo ai cantieri, ma anche alla filiera della moda, ai laboratori che gravitano attorno a Milano o alla logistica, alle consegne e al delivery, vediamo che lo sfruttamento è diffuso e non risparmia praticamente nessun comparto", osserva.
Ma è nel terziario avanzato che sta emergendo una nuova frontiera del rischio. "Le condizioni di lavoro stanno peggiorando anche nei settori impiegatizi", spiega Ruberto all'Adnkronos. "L'intelligenza artificiale da una parte sostituisce alcune posizioni lavorative, dall'altra crea una forte condizione di stress perché molte lavoratrici e molti lavoratori si trovano nella situazione frustrante di addestrare quello che percepiscono come un futuro competitore. È un cambiamento che investe ormai attività quotidiane come l'assistenza clienti, gli uffici commerciali e la gestione dei servizi. "Quel lavoratore si confronta ogni giorno con chatbot e piattaforme di intelligenza artificiale", continua Ruberto. "La domanda che inevitabilmente si pone è: domani questo strumento sarà in grado di dare le risposte che oggi do io? È una frustrazione che agisce quotidianamente".
A rendere ancora più delicata la situazione è anche il fattore anagrafico. "C'è una generazione di lavoratori che non è cresciuta nell'era dell'intelligenza artificiale e che oggi deve utilizzare strumenti che cambiano continuamente", osserva il responsabile Salute e Sicurezza della Cgil Milano. "Anche questo rappresenta un elemento fortemente stressogeno". Secondo Ruberto, il concetto stesso di sicurezza sul lavoro si sta trasformando. Accanto agli infortuni tradizionali continuano infatti a pesare le malattie professionali. "Dal punto di vista clinico i rischi maggiori restano due - spiega -. Da una parte la movimentazione manuale dei carichi, con tutte le patologie dell'apparato muscolo-scheletrico; dall'altra lo stress lavoro-correlato, che è un rischio che i datori di lavoro hanno l'obbligo di valutare e che dipende in larga misura dall'organizzazione del lavoro".
Il risultato è una fotografia nella quale il rischio non riguarda più soltanto chi lavora in cantiere. Se per un operaio il pericolo resta quello di cadere da un ponteggio, per un impiegato può assumere la forma dell'ansia da prestazione, dell'incertezza occupazionale e della sensazione di contribuire ogni giorno a rendere più efficiente il software destinato, forse, a prendere il suo posto. (di Andrea Persili)

(Adnkronos) - Una turista italiana di 52 anni, la fiorentina Sidney Serpretri, è morta in un incidente stradale in Kenya sul tratto da Nairobi a Malindi. Secondo le prime ricostruzioni di Malindikenya.net, la donna era in macchina con il marito e il figlio, che si trovano attualmente ricoverati in ospedale a Mombasa, ma le cui condizioni non sarebbero gravi. Anche l'autista del taxi che trasportava i turisti italiani verso Malindi è rimasto ucciso nell'impatto con il camion che proveniva dalla corsia opposta.
Sin dalla prima segnalazione, a quanto si apprende, l'Ambasciata d'Italia a Nairobi in raccordo con la Farnesina sta seguendo la vicenda con la massima attenzione, e ha preso immediatamente contatto con l’ospedale e con il marito, che ha riferito che lui e il figlio si troverebbero in condizioni stabili. L'Ambasciata continuerà a fornire massima vicinanza e ogni possibile assistenza alla famiglia.
Lo scorso aprile, a Diani, un incidente in moto era costato la vita a Stefano Quadrelli, riminese di 63 anni, mentre l'anno prima, sempre a Diani erano morti altri due turisti, il milanese Marco Curcio e la valtellinese Karen Demozzi.

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"È stato già fatto". Così il ministro delle Imprese e del Made in
Italy, Adolfo Urso, ha risposto a Cagliari a una domanda sulla
crisi industriale del Sulcis e sulla richiesta della Sardegna di un
piano complessivo per affrontare i nodi strutturali dell'area, a
partire dai costi dell'energia e dei trasporti. "Dopo diversi anni,
con il ministero dell'Ambiente e il nostro supporto, la Regione ha
siglato un'intesa che riguarda due navi rigassificatrici che
potranno fornire gas alle imprese energivore del territorio", ha
affermato il ministro.
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