
(Adnkronos) - Carlos Sainz rinnova con la Williams con un accordo pluriennale e farà coppia con Alex Albon. A dare l'annuncio ufficiale il club inglese con una nota sul proprio sito web. "L'Atlassian Williams F1 Team annuncia che Carlos Sainz ha firmato un nuovo contratto pluriennale con la squadra a dimostrazione della fiducia riposta nel progetto a lungo termine della Williams per competere ai vertici della Formula 1. Carlos è entrato a far parte della Williams nel 2025 e ha svolto un ruolo fondamentale nel portare avanti la ricostruzione del team, combinando un approccio ingegneristico dettagliato con velocità pura, una guida fluida e una determinazione incrollabile nel migliorare le prestazioni in ogni ambito". Felice per il rinnovo il 31enne driver spagnolo. "Sono entusiasta di annunciare la mia continuazione del percorso con l'Atlassian Williams F1 Team! Credo fermamente nelle persone che compongono questa squadra, sia in fabbrica che in pista, e negli investimenti e nel duro lavoro che vengono svolti dietro le quinte. Abbiamo tutto ciò che serve per ribaltare la situazione insieme. Sono determinato come il primo giorno ad aiutare la Williams a tornare dove merita e non vedo l'ora di creare altri ricordi con il team".
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Una voce, i suoni che la accompagnano, introdotti piano piano come
in una sorta di performance musicale improvvisata. Debutta in prima
nazionale per la regia di Maurizio Rippa La Cena delle Anime.
Rilettura in forma scenica dell' omonimo romanzo di Maria Laura
Berlinguer. Fa il suo esordio il 22 agosto alle 21 a Rebeccu, borgo
fantasma a pochi chilometri da Bonorva e che rivive con Rebeccu
Arte, diretto da Valeria Orani, nel segno del teatro, danza,
musica, letteratura. Una rassegna inserita all'interno del Festival
Multidisciplinare Sardegna, organizzato dall'Associazione Enti
Locali.
(Adnkronos) - Sono in corso le ricerche della minore Almagiulia, 14enne allontanatasi nel pomeriggio di ieri, martedì 18 agosto, dalla propria abitazione di Rezzato, in via Donizetti. La giovane, riferiscono i carabinieri, si sarebbe allontanata dall'abitazione tra le 16 e le 17. La prefettura di Brescia ha attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, coordinando le operazioni che interessano il territorio delle province di Brescia, Verona e Trento. Il dispositivo di ricerca è stato esteso, attraverso le rispettive prefetture, anche ai territori veronese e trentino.
Gli accertamenti sono in corso lungo le possibili direttrici di allontanamento. Non si esclude, allo stato, che la ragazza possa aver raggiunto la stazione ferroviaria di Brescia e aver utilizzato un treno per spostarsi fuori provincia. Al momento dell’allontanamento Alma indossava un vestito rosa e scarpe da ginnastica bianche e portava con sé una borsa in tela di colore nero. Le forze di polizia invitano chiunque abbia visto la ragazza o disponga di informazioni utili sui suoi spostamenti a contattare immediatamente il Numero unico di emergenza 112..

(Adnkronos) - "Zandvoort segna l’inizio della seconda parte della stagione: il nostro approccio resta lo stesso, affrontare una gara alla volta concentrarci su noi stessi. Abbiamo ricaricato le batterie e siamo pronti per quella che ci aspettiamo essere una competizione molto serrata". Queste le parole del team principal della Ferrari Frederic Vasseur a pochi giorni dal Gp d'Olanda a Zandvoort, la prima gara dopo la pausa estiva del circus.
"Come sempre con il formato Sprint, avremo a disposizione una sola sessione di prove libere prima della Sprint Qualifying, il che rende ancora più importante la preparazione e il fatto di riuscire a fare tutto nel modo giusto fin dai primi giri -aggiunge Vasseur-. Zandvoort è una pista impegnativa sia per i piloti sia per le vetture e il nostro obiettivo sarà metterci nella migliori condizioni possibili per sfruttare al massimo le opportunità che si presenteranno."

(Adnkronos) - Un uomo di 72 anni è morto nelle campagne di Nardò, in provincia di Lecce, dopo essere stato azzannato con tutta probabilità da due cani di razza rottweiler, in località Pittuini. Si chiamava Giuseppe Pampo, di Leverano.
Il corpo è stato trovato dai familiari. Sul la salma sono stati trovati morsi precisamente alla testa e alle gambe. L’uomo era uscito in mattinata, alle 5.30 circa, per raccogliere i fichi. I familiari preoccupati per l'assenza prolungata hanno si sono messi alla sua ricerca nelle campagne frequentate da Pampo.
All’arrivo dei carabinieri sul posto non vi erano cani. La salma si trova nella camera mortuaria del'ospedale Vito Fazzi di Lecce.

(Adnkronos) - Locorotondo o Savelletri? Ceglie o Polignano? Tutti a caccia di Giorgia Meloni e della località scelta per le sue vacanze estive. La premier, però, si è dimostrata un osso duro, riuscendo a far perdere le tracce e alzando un muro di protezione intorno alle sue giornate lontane da palazzo Chigi. Un po' come la sua avversaria politica per definizione, Elly Schlein, che da quando è segretaria del Pd ha sempre avvolto nel riserbo più assoluto le sue ferie. Non è semplice per un leader politico ripararsi dietro la privacy, figurarsi a Ferragosto. In passato il binomio premier e vacanze, in particolare, si è dimostrato spesso una miscela esplosiva. Quasi sempre condita da polemiche infuocate.
Meloni ne sa qualcosa, visto che nel 2025 un suo week end a New York con la figlia era finito addirittura negli atti parlamentari, con una interrogazione presentata da Italia viva. "Ho svolto il ruolo più naturale, quello di madre", si era difesa la presidente del Consiglio annunciando querele. Nell'interrogazione, tra le altre cose, si chiedeva: "Che fine ha fatto Giorgia Meloni?". Niente di nuovo sotto il sole, però. Perché una decina di anni prima la stessa sorte era toccata a Matteo Renzi.
Non avendo news natalizie dell'allora premier, Carlo Sibilia (M5s) rivelò sui social del viaggio di un Falcon 900 di Stato da Firenze ad Aosta con a bordo la famiglia Renzi. "Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza regole", replicò il presidente del Consiglio ammettendo il breve 'break' sulla neve. Renzi, però, fece subito sapere di aver messo mano al suo portafogli per pagare affitto degli sci (450 euro), pasti e skipass (485 euro al giorno). Ma tant'è, la polemica politica sulle sue vacanze non si placò.
Sempre restando ai premier, nel ciclone finì anche Giuseppe Conte, anche lui oggetto di una interrogazione parlamentare. "Quanto è costata la vacanza di Conte a Cortina?", chiese la senatrice di Iv Silvia Fregolent depositando l'atto parlamentare sulle ferie dell'ex premier. In quel caso a fare la spia erano stati i social, con una foto apparsa a sorpresa sulle timeline con il leader M5s ripreso davanti a un lussuoso resort della 'capitale' delle Dolomiti. "Per Capodanno, per non rimanere solo a Roma, se c'è la mia famiglia a Cortina la raggiungo, pagando di tasca nostra, e credo che non ci sia nessuna colpa, nulla di cui giustificarsi", la replica di Conte. Ma anche in quel caso per settimane non si parlò d'altro.
Una certa dimestichezza con la privacy, invece, la dimostrò Enrico Letta ai tempi in cui occupava le stanze di palazzo Chigi. Per le vacanze di Natale del 2013 l'allora premier riuscì a far perdere completamente le sue tracce. A cavallo di Capodanno riapparì improvvisamente, senza scorta e in compagnia della famiglia, in fila al banco di un autonoleggio all'aeroporto di Trieste: era appena sceso da un volo di linea Alitalia e stava noleggiando una automobile (una Peugeot familiare, per la cronaca) per un giro in Slovenia e Croazia. Una vacanza 'fai da te' rimasta top secret fino alla fine. Un blitz così ben riuscito da non dare adito ad alcuna polemica.
Ma da quando i politici sono diventati dei personaggi a tutti gli effetti, più o meno con la Seconda Repubblica, le cose non sono andate sempre così. Certamente non si poteva pretendere di bussare a casa Berlusconi per trovare esempi di privacy blindata. Il Cavaliere amava apparire e condividere le sue 'gesta'. Come quell'estate del 2004 quando sì, era riuscito brevemente a far perdere le sue tracce. Ma poi era apparso a Porto Cervo, bandana in testa, per una passeggiata in paese con Tony Blair e la moglie.
Sempre alla luce del sole, quando ancora non esisteva la morbosa attenzione dei social per la vita dei Vip, le vacanze di Romano Prodi. In estate per diversi anni a Castiglione della Pescaia, dove si presentava rigorosamente con tutta la famiglia e alla guida della sua vettura (una Fiat Croma, per gli appassionati). Un'estate, era il 2007, sul taccuino dei cronisti che lo seguivano con discrezione risultarono appuntati ben 14 giorni di ferie in Maremma per il premier. Altri tempi.
All'opposto, con una vacanza estiva mordi e fuggi, Mario Draghi. Nella calda estate del 2021 il premier decise di rinunciare a ferie prolungate. Troppi dossier sul tavolo, a partire dal Pnrr. Dopo aver trascorso la prima settimana di agosto a palazzo Chigi, Draghi si concesse solo qualche giorno di riposo a casa sua a Città della Pieve. Fiumi di inchiostro spesi, invece, sulle vacanze in barca di Massimo D'Alema, ai tempi in cui timonava la sua Ikarus nelle acque del Mediterraneo. Mentre nel calderone delle polemiche finì anche l'estate di Mario Monti presidente del Consiglio. Sulle vacanze della famiglia Monti si scatenò la discussione politica quando un settimanale glamour pubblicò le foto esclusive.
Palazzo Chigi decise allora di replicare con una nota ufficiale: "Con riferimento ad articoli di stampa circa la settimana di vacanza trascorsa dal presidente Mario Monti a Silvaplana in Svizzera si precisa che l'affitto pagato per l'appartamento condominiale di quattro vani (non una "villa di due piani") non è di 10.000 euro la settimana, ma di 15.000 franchi svizzeri (circa 12.500 euro) per i quattro mesi da giugno a settembre. Monti ha potuto trattenersi soltanto una settimana circa, ma i suoi familiari hanno utilizzato e utilizzeranno l'appartamento più volte in questo periodo. Come negli anni precedenti, sia il contratto sia il pagamento effettuato da Monti sono avvenuti nel rispetto delle norme italiane e svizzere". Precisazione formale per l'ennesima polemica estiva.

(Adnkronos) - Un vaccino sperimentale a mRna è riuscito a prevenire la recidiva o la diffusione del melanoma in uno studio, condotto su pazienti affetti dalla forma di patologia più complessa. L'annuncio arriva da Moderna e dal suo partner Merck. Si apre così la strada a un trattamento potenzialmente innovativo in grado di prolungare la vita delle migliaia di persone a cui ogni anno viene diagnosticato questo tumore della pelle potenzialmente letale.
Lo studio di fase 3 ha coinvolto pazienti sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione di un melanoma con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. "Si tratta del primo annuncio di risultati positivi di fase 3 per una terapia oncologica basata su mRna", hanno dichiarato Merck e Moderna in un comunicato congiunto. Il vaccino a mRna, somministrato in combinazione con l'immunoterapico Keytruda di Merck, ha raggiunto gli obiettivi chiave dello studio di fase 3 condotto su oltre 1.100 pazienti affetti da melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato, i quali erano stati sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione completa della massa tumorale.
"I risultati odierni rappresentano una pietra miliare per il trattamento adiuvante del melanoma. Si tratta del primo studio di fase 3 a dimostrare che Intismeran - un trattamento sviluppato sulla base dell'esclusiva 'impronta digitale' mutazionale del tumore del singolo paziente - somministrato in combinazione con Pembrolizumab, è in grado di ridurre il rischio di recidiva o morte in pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato, rispetto al solo Keytruda", ha spiega la professoressa Georgina Long, che ha guidato lo studio de direttrice medica del Melanoma Institute Australia nonché professoressa di Oncologia Medica del melanoma dell'Università di Sydney, nella nota della Merck -. La combinazione di Intismeran e Pembrolizumab ha il potenziale di stabilire un nuovo paradigma terapeutico nel contesto del trattamento adiuvante del melanoma, aiutando i pazienti a rimanere liberi dalla malattia più a lungo".
"Intervenendo più precocemente nel decorso della malattia, quando molti tumori sono considerati più trattabili, l'obiettivo della terapia adiuvante somministrata dopo l'intervento chirurgico è aumentare le probabilità di guarigione per un maggior numero di pazienti", ha affermato Dean Y. Li, presidente dei Merck Research Laboratories, che ha aggiunto "questi primi risultati di fase 3 relativi a Intismeran in combinazione con Keytruda come terapia adiuvante confermano le potenzialità di un approccio più personalizzato alla cura del cancro. Riteniamo che le terapie basate su neoantigeni personalizzati abbiano il potenziale di ridefinire il trattamento dei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato. Insieme a Moderna, attendiamo con interesse di presentare i dati dello studio 'INTerpath-001' in occasione di un congresso medico internazionale e di condividerli con le autorità regolatorie”
Moderna è stata insieme a Pfizer-BioNTech una delle prime a sviluppare e commercializzare su larga scala un vaccino contro il Covid-19 basato sulla tecnologia a mRna. "Per molti anni, l'idea di creare un trattamento a mRna, progettato specificamente per il tumore di un singolo individuo era difficile da immaginare. Oggi stiamo contribuendo a trasformare quella visione in realtà", ha affermato Stéphane Bancel, ceo di Moderna. In seguito alla diffusione di questi risultati sul vaccino anti-melanoma, le azioni di Moderna hanno registrato un forte rialzo pre-apertura alla borsa di New York. Merck e Moderna intendono ora presentare i dati a un prossimo convegno scientifico e avviare l'iter per ottenere l'approvazione normativa del trattamento.

(Adnkronos) - Il Lago di Zurigo ha raggiunto il livello più basso mai registrato dall'inizio delle misurazioni 75 anni fa. Ciò ha conseguenze per la balneazione e la navigazione. Ieri sera presso la stazione di misurazione federale dello Zürichhorn il livello del lago era di 404,45 metri sul livello del mare. È stato così superato il precedente minimo storico del 1952, quando il livello era di 405,46 metri.
Nel caso del Lago di Zurigo, a causa della possibile regolazione della portata in uscita, il calo del livello richiede più tempo rispetto, ad esempio, al Lago di Costanza. La persistente siccità ha però messo a dura prova anche le acque zurighesi, come si è potuto osservare negli ultimi giorni in diversi punti. Da inizio settimana il traghetto Horgen-Meilen non ammette più camion pesanti. Anche i conducenti di auto sportive o di altre vetture ribassate non possono più utilizzare il traghetto. "Più il livello del lago è basso, più ripido diventa il passaggio tra la rampa e il traghetto", scrive la Zürichsee-Fähre sul proprio sito web.
Anche per i giri in battello ci sono diverse limitazioni; la Società di navigazione del Lago di Zurigo (Zsg) non fa ad esempio più scalo all'isola di Ufenau e il sevizio lungo il fiume Limmat è sospeso. Dovunque nel lago si vedono barche private a secco. A Stäfa la piscina comunale ha chiuso un pontile per motivi di sicurezza poiché a causa del basso livello dell'acqua i tuffi potrebbero causare infortuni.

(Adnkronos) - Un'estate con troppe aggressioni nei confronti del personale sanitario di ospedali e Pronto soccorso. L'ultimo episodio, quello forse più violento, è accaduto all'ospedale di Prato dove un detenuto ha aggredito gli agenti che lo avevano in custodia e sono stati esplosi colpi di arma da fuoco. Ma prima ce ne sono stati molti altri. Al Pronto soccorso dell’ospedale della Versilia, un infermiere è stato aggredito e colpito al volto con un pugno. Prima di Ferragosto all'ospedale Cannizzaro di Catania un uomo, con problemi di tossicodipendenza e in stato di agitazione, ha tentato di aggredire un medico in servizio. Ad inizio agosto il Policlinico Federico II di Napoli un marito di una paziente al nono mese di gravidanza avrebbe colpito uno specializzando di Ostetricia. Pochi giorni fa una professionista è stata aggredita al Pronto soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. A luglio due infermiere sono state minacciate e insultate nel presidio di continuità assistenziale di via Gabriele D’Annunzio a Firenze. Sempre a luglio un paziente in forte stato di agitazione ha aggredito e tentato di strangolare un'operatrice socio-sanitaria nel reparto di Radiologia dell'ospedale Cardarelli di Napoli. Nello stese mese nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza un visitatore, dopo aver ignorato le regole di accesso, ha perso il controllo colpendo arredi e personale prima di essere bloccato dalla vigilanza interna e dalla Polizia. A giugno il Pronto soccorso del Policlinico Sant'Orsola di Bologna è stato teatro di diversi episodi di aggressione ai danni di infermieri e altri professionisti sanitari, culminati con un tentato strangolamento ai danni di un'infermiera.
Quelle raccontate sono alcune delle violenze emerse durante gli ultmi due mesi sui media. "Il problema non si è mai risolto perché è legato principalmente ad una questione culturale e anche sociologica. La violenza è insita nella nostra società, c'è un pezzo di popolazione che pensa di poter risolvere le questioni attraverso l'arroganza e la violenza, anche negli ospedali. Pensa di ottenere quello che ha in mente senza nessun tipo di freno inibitore - spiega all'Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) - Questo problema non si risolve con aspetti repressivi, abbiamo due buone leggi. E' previsto l'arresto im flagranza differita. Ma l'azione delle legge è lenta e costante nel tempo e non dà un risultato immediato. Il problema sta nell'educazione. Come Fnomceo - ricorda - negli ultimi anni abbiamo messo al centro il tema è abbiamo tirato fuori il sommerso di episodi che non venivano evidenziati. Oggi siamo particolarmente sensibili e abbiamo creato i presupposti affinché ogni aggressione venga denunciato e sta avvenendo. Serve ovviamente una valutazione degli episodi che devono essere trasmessi all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Uno strumento di lavoro importante, dove si verificano gli episodi di violenza e le aziende sanitarie sono obbligate a fare un'analisi della situazione ambientale e applicare gli strumenti per mettere in sicurezza gli ambienti e il personale".
Ma c'è una via d'uscita o prevale la rassegnazione? "Servono tante iniziative - precisa Anelli - il tema dell'accoglienza è essenziale, può essere un meccanismo per destrutturare la violenza. Poi ci sono altri strumenti come le videocamere all'ingresso dei Ps, le body-cam agli operatori, il posto di Polizia. Serve anche una corretta applicazione della legge 81, la compilazione del documento sui rischi che molto spesso i datori di lavoro semplificano un po' troppo". Serve anche ricordare chi è stata vittima di questa violenza contro i camici bianchi, come la psichiatra Paola Labriola, aggredita e uccisa con decine di coltellate da un paziente nel Centro di salute mentale a Bari nel 2013. "Il 19 settembre a Bari ci sarà l'annuale concerto dedicato alla collega proprio per richiamare l'attenzione sul tema", conclude Anelli.
I dati più recenti. Sono state quasi 18mila, nel 2025, le aggressioni a operatori sanitari e socio-sanitari, con oltre 23mila operatori (23.367), considerato che un singolo episodio può interessare più persone. È quanto scritto nella Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, pubblicata sul sito del Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, che si celebra il 12 marzo di ogni anno.
Il rapporto evidenzia una sostanziale stabilità nel numero delle segnalazioni, con un leggero calo rispetto al 2024 (18.392 episodi). Al contrario, aumenta il numero complessivo degli operatori coinvolti: dai circa 22 mila del 2024 si passa a oltre 23 mila nel 2025. Gli aggressori sono principalmente i pazienti, seguiti da familiari o caregiver. Come già rilevato nel 2024, prevalgono nettamente le aggressioni verbali (69%), rispetto a quelle fisiche (25%) e a quelle contro la proprietà (6%). Le donne risultano le più colpite, con percentuali superiori al 60% nella maggior parte delle regioni.
Le categorie professionali maggiormente interessate sono gli infermieri (55%), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari – Oss (11%). Un ulteriore 12% delle segnalazioni riguarda altre figure, tra cui personale non sanitario, operatori di front office (3%), vigilanti, soccorritori e altri addetti ai servizi (9%). La maggior parte degli episodi si verifica in ambito ospedaliero, in particolare nei Pronto soccorso, nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) e nelle aree di degenza. Restano invece sostanzialmente stabili le segnalazioni negli istituti penitenziari (428 nel 2025 contro 433 nel 2024).

(Adnkronos) - È stato sottoposto a fermo il marito di Carmela Bifano, la donna di 72 anni trovata senza vita nel tardo pomeriggio di ieri in un terreno a Corigliano Rossano, nel Cosentino. A quanto riferisce la Gazzetta del Sud, sarebbe stato lo stesso marito a chiamare la polizia.
L'uomo, un 80enne originario della Sardegna, avrebbe raccontato agli investigatori di essere rientrato a casa senza trovare la moglie. Sapendo che la donna si recava spesso in un agrumeto di famiglia, sarebbe andato a cercarla. Una volta sul posto, avrebbe riferito di aver visto due persone allontanarsi in fretta dal podere, senza riuscire però a distinguerne i volti. Poco dopo avrebbe trovato il corpo della moglie, riverso a terra e con ferite alla testa.
Da questi elementi sono partite le indagini per ricostruire l'accaduto, fino alla svolta arrivata dopo diverse ore di interrogatorio. La procura di Castrovillari ha emesso nei confronti dell'uomo un decreto di fermo di indiziato di delitto.

(Adnkronos) - Monreale, Rocca Massima, Genzano di Roma. Cosa hanno in comune queste tre città? Sono tre piccoli comuni, che negli ultimi due anni hanno conferito la cittadinanza onoraria a Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, oggi al centro della vicenda di cronaca più delicata dell'estate: l'inchiesta sull'attentato contro la sua abitazione, nella quale Valter Lavitola - "amico fraterno" di Ranucci - è indagato come presunto mandante. Una storia ancora tutta da chiarire ma che da settimane infiamma il dibattito politico. L'Adnkronos ha contattato le tre amministrazioni comunali. E lo spaccato che emerge è variegato: c'è chi pensa già alla revoca della cittadinanza, chi invita ad aspettare la conclusione delle indagini e chi, invece, difende senza esitazioni il riconoscimento dato al giornalista.
Si parte da Genzano di Roma, città dei Castelli Romani affacciata sul lago di Nemi, celebre per l'Infiorata e per i suoi palazzi storici. Qui il cambio di amministrazione ha portato il centrodestra alla guida del Comune dopo la lunga esperienza del centrosinistra. Ed è proprio il nuovo sindaco, Rocco Fabio Papalia, a mettere per primo sul tavolo l'ipotesi di revoca della cittadinanza conferita nell'aprile scorso dall'amministrazione guidata da Carlo Zoccolotti. "Non avevamo condiviso quanto deciso dal mio predecessore. Stiamo valutando la possibilità di revoca alla luce dell’evolversi della situazione giudiziaria", dice Papalia all'Adnkronos.
Il sindaco definisce la vicenda "abbastanza ambigua", "nel momento in cui è emerso che uno dei migliori amici" di Ranucci è coinvolto nell'inchiesta. E sulla spiegazione fornita dallo stesso Lavitola, secondo cui avrebbe commissionato l'attentato per aumentare i livelli di scorta dell'amico, osserva: "La scusante fa un po’ sorridere...". Papalia puntualizza: "Revocheremo la cittadinanza dovessero emergere situazioni poco chiare, fermo restando che Ranucci non è indagato". E conclude: "La cittadinanza è una riconoscenza importante, che forse a suo tempo è stata un po’ regalata".
Di segno più prudente la posizione dell'ex sindaco Carlo Zoccolotti, sotto la cui amministrazione il Consiglio comunale aveva deliberato il conferimento. La cittadinanza, precisa, "è stata volontà del Consiglio comunale, non tanto la mia". Zoccolotti ammette di non avere seguito fino in fondo gli sviluppi dell'inchiesta: "Sinceramente? Non ho seguito benissimo la vicenda, francamente aspetterei un attimino". Ma aggiunge: "Non è una storia edificante. Non mi sembra il massimo. Certo, bisogna capire meglio. Siamo tutti un po’ rimasti così". L'ex sindaco ricorda quindi lo spirito che ha accompagnato la decisione di premiare il 'capo' di Report: "Il nostro intento era quello di fare un piccolo gesto per sostenere il giornalismo di inchiesta". E sulla posizione di Ranucci osserva: "È ovvio che se era coinvolto è un conto, se non lo era è un altro. Come la volti e come la giri la storia non è bella".
Da Genzano si passa alla Sicilia, a Monreale, la città che domina Palermo dall'alto del Monte Caputo e che ha nella Cattedrale normanna, patrimonio dell'umanità Unesco, il suo simbolo più riconoscibile. È qui che, nel luglio 2024, il sindaco Alberto Arcidiacono aveva conferito a Ranucci la cittadinanza onoraria, riconoscendone l'attività nel giornalismo d'inchiesta e di denuncia sociale. Piccola nota a margine: Arcidiacono, eletto come civico, nel 2025 ha aderito a Forza Italia.
Oggi il primo cittadino del comune siciliano non fa passi indietro, ma nemmeno anticipa giudizi. "Penso che sia sinonimo di rispetto e intelligenza attendere che si concludano le indagini prima di avanzare considerazioni. Bisogna avere maggiore prudenza e rispetto per chi sta conducendo le indagini. Una volta, potremo fare tutte le considerazioni del caso. A oggi ritengo Ranucci una persona onesta e cristallina, se questo dovesse essere smentito faremo valutazioni differenti", dice all'Adnkronos. "Io non ho elementi per dire il contrario, non mi pare sia stato condannato. Se una persona non è condannata per qualcosa, se non è un delinquente dovrebbe appartenere alle persone oneste. Se domani dovesse emergere qualcosa di diverso, avrò sbagliato io", prosegue. Poi la metafora calcistica: "Siamo tutti allenatori della nazionale...".
La terza tappa porta nel Lazio, a Rocca Massima, piccolo centro dei Monti Lepini arroccato in posizione panoramica, il comune più alto della provincia di Latina. È un paese di 1.100 abitanti, con un rapporto particolarmente stretto con Ranucci e la sua famiglia: proprio questo legame personale è stato al centro della cittadinanza conferita nell'agosto 2025. La cerimonia si svolse in piazza, con la consegna simbolica delle chiavi della città, seguita dalla tessera onoraria della Pro Loco. Qui la parola "revoca" non sembra nemmeno entrare nel vocabolario dell'amministrazione. La presidente della Pro Loco, Lucia Del Ferraro, è categorica: "Pentiti? Assolutamente no, Sigfrido resta parte integrante della comunità, non viviamo di rimpianti". Una posizione condivisa dal vicesindaco Angelo Tomei, che sottolinea come la scelta non sia nata sull'onda della notorietà televisiva di Ranucci, ma affondi le proprie radici molto più indietro nel tempo. "Non stiamo assolutamente pensando di revocarla, possiamo dire che l’idea di dare la cittadinanza parte da molto lontano, addirittura due anni prima del Covid. Non ha niente di politico".
Il vicesindaco racconta un rapporto che precede di anni l'onorificenza: "Io e tanti altri di Rocca Massima abbiamo giocato a pallone insieme a Sigfrido sin dall’infanzia. Lui spesso ha citato Rocca Massima nei suoi interventi". E mentre l'inchiesta giudiziaria continua, il Comune invita a separare i rapporti personali dagli accertamenti della magistratura: "Dobbiamo ragionare sugli atti ufficiali, la realtà dei fatti". Sullo sfondo resta un'inchiesta nella quale Ranucci è parte offesa e che dovrà ora chiarire responsabilità, movente e dinamica dell'attentato. Ma mentre la magistratura cerca le risposte, il caso continua ad alimentare interrogativi e prese di posizione. Il giallo dell'estate, insomma, è tutt'altro che risolto.

(Adnkronos) - "L'emozione è grande perché è il sogno di una vita, da quando sono bambino. Avere l’opportunità di rappresentare la Juventus significa il massimo che puoi richiedere dalla vita. Questo è un punto di arrivo per me, perché rappresentare questi colori, questo club, questa storia è un grande senso di responsabilità che mi fa assolutamente piacere prendermi e lo sento proprio dal cuore. È una cosa che faccio fatica ancora a realizzare, ma sono estremamente felice". Queste le prime parole del nuovo portiere della Juventus Guglielmo Vicario, al sito del club bianconero all'indomani dell'ufficialità del suo arrivo in prestito dal Tottenham.
"Arrivare alla Juve mi fa venire in mente il più grande di tutti, che è il mito con cui sono cresciuto, Gigi Buffon. Da Juventino, chi meglio di Gigi può ispirarti, può aprirti il cuore al ruolo del portiere -aggiunge il 29enne friulano-. Da bambino mi immedesimavo in quelle che sono state le gesta di Gigi e spero di poterle fare anch’io, ovviamente con la mia storia, che è una storia completamente diversa. Io arrivo da un altro percorso e anche l’esperienza estera degli ultimi anni mi ha lasciato molto. Quindi sicuramente mi auguro di portare un po’ di esperienza, di serenità e soprattutto anche di buon dialogo, per cercare di creare delle buone basi per affrontare una grande stagione. Cercherò di creare buone connessioni con i ragazzi. Sono convinto che sarà un inserimento semplice perché tanti compagni li conosco già e quindi c’è da parte mia la volontà di creare questo cordone unito, questa cintura juventina e bianconera unita, che ci possa portare a grandi risultati. Arrivo in un’età corretta, con una giusta esperienza sulle spalle, con il giusto percorso fatto, con grande carica, con grande entusiasmo, con anche la voglia di dimostrare chi sono in campo, che portiere sono".
Infine un messaggio ai tifosi. "La loro accoglienza mi ha fatto molto, molto piacere. Mi avrebbe fatto ancora più piacere riuscire a spenderci del tempo in più, ma sicuramente ci sarà l’occasione. Non vedo l’ora di incontrarvl all’Allianz Stadium per la prima partita, che arriverà tra poco. Abbiamo bisogno della loro spinta, del loro calore e della loro passione. Ieri ho avuto il primo assaggio, ma sono convinto che allo stadio sarà ancora più prorompente, ancora più caloroso. Forza Juventus!", conclude Vicario.

(Adnkronos) - "È stato meglio per me andare via da Napoli. L’affermazione che io non sarei in forma è semplicemente falsa. Probabilmente l’hanno detta in Italia per boicottarmi. Sono al 100% in forma per giocare. L'ultimo a Napoli è stato l'anno peggiore della mia vita". Romelu Lukaku attacca il Napoli, club per il quale ha giocato nelle ultime due stagioni, prima di trasferirsi a titolo definitivo al Fenerbahce.
"Ho firmato qui al Fenerbahce per una stagione con un’opzione per un’altra, spero di poter onorare questi due anni. Dopodiché, tornerò a casa e sarò ancora in forma. Ho sempre detto di voler continuare fino al 2030, anche con la Nazionale, dopo, sarà ‘game over’ -annuncia l'ex Inter ai microfoni della tv belga, intervistato dall’ex giocatore Gilles De Bilde, dopo l'andata dei preliminari di Champions League contro il Lione-. Se dai sempre retta alle opinioni altrui, diventi infelice. Io mi prendo cura di me stesso e ora sono tornato. Questa in Turchia è una nuova esperienza, ad alto livello professionale. Sapete bene come sono fatto, ho bisogno di motivazioni. È la soluzione migliore per me, voglio continuare a giocare ad alti livelli. Qui giocherò in un campionato forte, lotterò per vincere dei trofei e chissà, magari anche la Champions League. È un bene per me e per la Nazionale".
Lukaku infine ringrazia i tifosi turchi per la calorosa accoglienza. "È stata una delle poche volte in cui sono rimasto davvero impressionato. È stato fenomenale. Oggi avrei voluto giocare più di dieci minuti ma mi sono allenato a pieno ritmo solo per quattro giorni, seppur con doppie sessioni. È un percorso che devo seguire. Ci vorrà del tempo e devo guadagnarmi il mio posto. Con l’età si diventa più pazienti".

(Adnkronos) - Due alpinisti belgi, scomparsi nel 1992 nella regione del Weissmies, in Svizzera, sono stati identificati grazie alle analisi del Dna. I loro resti sono stati rinvenuti il 26 luglio da un escursionista sul ghiacciaio del Trift, dove erano stati riportati alla luce dallo scioglimento dei ghiacci, rende noto oggi la polizia vallesana in un comunicato.
I corpi sono stati recuperati e trasportati all'Istituto di medicina legale dell'ospedale di Sion, per l'identificazione. Il confronto diretto dei profili genetici ha permesso poi di stabilire che si trattava dei due alpinisti, che al momento della scomparsa avevano 39 e 41 anni.
La polizia cantonale tiene un elenco delle persone scomparse in alta montagna o in corsi e specchi d'acqua dal 1925.

Sono saliti a diciotto i casi umani di contagio da virus della
Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano. Per un
ultrasettantenne e un ultracinquantenne, che hanno manifestato i
sintomi della West Nile, è arrivata la conferma ed entrambi sono
ricoverati all'ospedale San Martino di Oristano.
Immediatamente sono state avviate dal
dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l'inchiesta
epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte
delle autorità competenti la disinfestazione dell'area di residenza
delle persone, che hanno contratto il virus.
Il primo caso di West Nile risale al maggio
scorso e ha riguardato un soggetto ultrasessantenne, il secondo una
persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e
sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta. Il terzo caso, un
ultrasessantenne, che è stato dimesso dal presidio ospedaliero
oristanese ed è tornato a casa, il quarto un ultra
ottantacinquenne, ancora ricoverato al San Martino, il quinto caso
e il sesto caso un cinquantenne e un ultrasettantenne, che hanno
fatto rientro entrambi nelle loro abitazioni, il settimo e l'ottavo
caso due ultrasettantenni ancora ricoverati all'ospedale San
Martino di Oristano, il nono un ultracinquantenne, che ha già fatto
rientro a casa.
Dal decimo al dodicesimo caso due
ultrasettantenni e un ultracinquantenne, ancora ricoverati presso
il presidio ospedaliero oristanese, il tredicesimo e
quattordicesimo caso un ultracinquantenne e un ultraottantenne,
anche loro ancora in osservazione nell'ospedale di Oristano, dove
si trova ancora ricoverato anche un ultrasettantenne, il
quindicesimo caso, mentre il sedicesimo, un altro ultrasettantenne,
ha fatto rientro nella sua abitazione.
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(Adnkronos) - Una ragazza di 26 anni, Sara Brugnatelli, originaria di Brescia, è morta in un incidente stradale a Tirana, insieme al marito Kleo Vrioni, 25enne albanese con il quale si era sposata qualche giorno fa. La coppia si trovava in Albania per una vacanza. I due viaggiavano a bordo di una Bmw quando Vrioni avrebbe perso il controllo del veicolo andando a schiantarsi contro una struttura in cemento. L'impatto è stato fatale per entrambi, mentre nell'impatto ha perso la vita anche un 15enne che viaggiava con loro.
Nell'incidente sono rimasti feriti anche un 25enne e un 16enne che versa in gravi condizioni. Secondo quanto riferisce il quotidiano Gazeta Panorama gli investigatori sono a lavoro per chiarire le dinamiche dell'incidente, avvenuto attorno alle 2.30 del mattino su una strada secondaria della frazione Manzë.

(Adnkronos) - “Il Festival della Canzone Italiana deve rimanere una grande vetrina della creatività musicale del nostro Paese. Per questo chiediamo fin da subito che, nel lavoro di selezione dei brani che impegnerà il direttore artistico nelle prossime settimane, vengano rispettati quei paletti già adottati dalle associazioni dell’industria musicale a livello globale, affinché in gara a Sanremo accedano solo brani sostanzialmente realizzati dalla creatività umana: autori dei testi, autori delle musiche, produttori e arrangiatori in carne e ossa. È una tutela per l’intera filiera e per la tradizione di un festival che negli ultimi anni ha recuperato il suo ruolo di grande vetrina dell’eccellenza della musica pop italiana”. Così Enzo Mazza, Ceo di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), affida all’Adnkronos il suo appello contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nella realizzazione dei brani che saranno in gara a Sanremo 2027. “Sono sicuro che il nuovo direttore artistico Stefano De Martino abbia a cuore la tutela della creatività musicale quanto noi. L’intelligenza artificiale può essere utilizzata come un servizio che accompagni i creativi umani, ma mai in maniera da sostituirli”, aggiunge Mazza.
Negli ultimi mesi Fimi ha già introdotto due misure chiave sul tema IA. A livello internazionale, l’industria musicale ha adottato un sistema unificato di etichettatura volontaria che distingue chiaramente tra brani “Generati dall’IA” e brani “Assistiti dall’IA”, per garantire trasparenza agli ascoltatori e tutelare l’autenticità dell’intervento umano. Parallelamente, Fimi ha definito criteri specifici per l’inclusione nelle classifiche ufficiali Top of the Music delle registrazioni sviluppate con IA generativa: solo brani realizzati con servizi autorizzati, sostanzialmente creati da esseri umani e privi di manipolazioni degli ascolti possono accedere alle chart.
Due iniziative che, sottolinea Mazza, “tracciano un confine netto tra innovazione responsabile ed etica da un lato e sostituzione della creatività umana dall'altro”, e che ora Fimi chiede vengano applicate anche alla selezione dei brani del Festival di Sanremo.

(Adnkronos) - Un elicottero con sette turisti a bordo è precipitato in Kenya. E' quanto riferiscono i media locali. Il velivolo si è schiantato nella zona del monte Ololokwe a circa 250 chilometri nord di Nairobi.
Il Dipartimento Investigativo sugli Incidenti Aerei del Ministero delle Strade e dei Trasporti, scrivono i media locali, sta indagando sulle circostanze dell'incidente. Le loro nazionalità sono ancora sconosciute. "Confermo che c'è stato un incidente in elicottero. Non ci sono sopravvissuti", ha dichiarato una fonte all'Afp, che non ha potuto precisare la nazionalità delle persone a bordo. "L'elicottero stava effettuando un volo da Loisaba a Ewasonyiro quando alle 9.13 è caduto", ha dichiarato l'Autorità dell'aviazione civile del Kenta.
Il monte Ololokwe, montagna sacra del popolo Samburu la cui vetta raggiunge i 2.000 metri di altitudine, è una zona frequentata dagli escursionisti e dai turisti. Diverse aziende offrono voli panoramici in elicottero.
Il primo marzo, sei persone, tra cui un deputato, erano morte nell'incidente di un elicottero precipitato nella parte occidentale del Kenya.

(Adnkronos) - Ora è ufficiale: Rodrigo Mora è un giocatore della Roma. A dare l'annuncio è lo stesso club giallorosso con una nota sul proprio sito web. "L'As Roma è lieta di annunciare l'arrivo di Rodrigo Mora dal Porto. L'operazione si conclude con l'acquisto a titolo definitivo. Il fantasista, classe 2007, con la prima squadra dei "Dragões" ha collezionato 80 presenze e 16 gol. Per la nuova avventura in giallorosso, Mora ha scelto la maglia numero 86. Benvenuto a Roma, Rodrigo!". Mora costerà 25 milioni di euro a titolo fisso, clausola su futura rivendita e clausola di acquisto specifica per rilevare il 100% del giocatore con altri 25 milioni di euro.

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