Scuola Civica di Musica di Cagliari, Secchi: «Non è un problema burocratico ma un’emergenza sociale»

CAGLIARI – «Ciò che sta accadendo alla Scuola Civica di Musica di Cagliari non è un semplice inconveniente burocratico, ma una vera e propria emergenza sociale».
A denunciarlo è il consigliere comunale Ferdinando Secchi, che ha portato la questione all’attenzione dell’aula consiliare in apertura di seduta.
Secondo quanto riferito dal consigliere, cinque dipendenti, che da oltre quindici anni garantiscono con competenza e continuità un presidio culturale fondamentale per la città, si sono visti ridurre l’orario di lavoro da 29 a sole 8 ore settimanali, con contratti peggiorativi e retribuzioni al di sotto della soglia minima di sussistenza.
«È intollerabile – afferma Secchi – che un ente pubblico permetta che un proprio servizio venga gestito sacrificando la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Con queste condizioni non riuscirebbero nemmeno ad arrivare a fine mese».
Il consigliere parla apertamente di un arretramento inaccettabile sul piano dei diritti: «Non si può accettare un ritorno all’era preindustriale delle tutele del lavoro».
Da qui l’appello all’Amministrazione comunale affinché intervenga con urgenza: «Chiedo al Comune di Cagliari di verificare immediatamente quanto denunciato dai lavoratori e di ripristinare le condizioni contrattuali originarie, garantendo rapporti di lavoro equi, dignitosi e rispettosi».
Secchi annuncia inoltre un’iniziativa formale in Consiglio comunale: «Le rimostranze dei lavoratori della Scuola Civica verranno portate all’attenzione di tutto il Consiglio attraverso un’interrogazione, per fare chiarezza su un sistema di appalti che rischia di trasformarsi in un vero e proprio caporalato, mettendo a dura prova la vita delle persone».
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