
A fine maggio, quando era candidato alle comunali che si sono
svolte ieri anche nel suo paese, Ottana, era stato sospeso dalla
carica di sindaco dalla prefettura di Nuoro Alessandra Nigro sulla
base della legge Severino. Oggi, a meno di 24 ore dalla sua
riconferma come primo cittadino, Franco Saba, è stato nuovamente
sospeso "permanendo nei suoi confronti la misura cautelare degli
arresti domiciliari per il reato di tentata concussione in
concorso, a norma degli articoli 110, 56 e 317 del codice penale",
si legge in una nota della prefettura. Il decreto è stato inviato
al Comune e alla Regione Sardegna per i rispettivi adempimenti del
caso.
Proprio ieri, a scrutini aperti, gli è stata
confermata la misura degli arresti domiciliari dal tribunale del
Riesame.
Saba, che ha respinto ogni addebito attraverso
il suo legale, è stato rieletto sindaco avendo superando il quorum
con il 60,8% dei votanti, essendo l'unico candidato per la carica
di primo cittadino.
Secondo quanto appreso il sindaco Saba appena proclamato ha
nominato il vicesindaco e gli assessori. Questo passaggio
istituzionale dovrebbe evitare il commissariamento del Comune da
parte della Regione autonoma della Sardegna - che ha potestà
legislativa primaria in materia di enti locali - e 'salvare' la
consiliatura che verrà aperta a breve dalla prima assemblea
cittadina, nonostante la sospensione del sindaco.
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(Adnkronos) - Come nasce l’innovazione tecnologica in sanità? Come vengono progettati un nuovo ecografo, un mammografo o un angiografo di “nuova generazione”? In quali luoghi ed a partire da quali bisogni e processi nascono le 'tecnologie avanzate'? E l’intelligenza artificiale: a quali necessità di salute può rispondere? A partire da queste domande, fedele alla sua vocazione di concretezza professionale, l’Associazione italiana ingegneri clinici-Aiic, per il suo 26.esimo Convegno nazionale, propone come titolo ‘Facciamo innovazione: come le tecnologie nascono in corsia’, un invito - dal 10-13 giugno, Officine Grandi Riparazioni, Torino - a comprendere bisogni, origini, competenze, collaborazioni e obiettivi reali dello sviluppo tecnologico in corso. “Al centro del nostro evento nazionale - afferma Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno Aiic- c’è la necessità di riportare tutta l’attenzione sul tema della salute e sui bisogni di una popolazione che è sempre più cronica e sempre più anziana. Desideriamo partire da qui, dal bisogno, più che dalla rivoluzione tecnologica, e quindi parlare di quella innovazione che nasce dal letto di degenza, dalla corsia, dall'esigenza di salute colta dentro l’ospedale, e che si traduce in strumenti innovativi a tutto vantaggio dei pazienti”.
E’ un approccio inedito, quindi, quello proposto nel 26.esimo Convegno Aiic che, afferma Umberto Nocco, presidente Aiic, “privilegia l’analisi delle necessità di salute colte attraverso la collaborazione con i clinici, la voce dei cittadini, il dialogo con le organizzazioni ed anche con i produttori affinché si possano produrre benefici per i pazienti, oltre che per l’insieme del Sservizio sanitario nazionale”. Da qui la scelta di dar voce alle esperienze che animeranno la Sessione inaugurale (giovedì 11 giugno, ore 14.30) con alcuni esponenti dell’innovazione concreta, tra cui l’inventore dello standard Mpeg ed Mp3, Leonardo Chiariglione, presidente Mpai e Claudio Ronco, Irriv- International Renal Research Institute Vicenza, nefrologo riconosciuto a livello internazionale, che ha messo a punto numerosi sistemi avanzati per emodialisi.
“Nelle giornate torinesi - spiega Stefano Bergamasco, presidente del Comitato scientifico del Convegno - parleremo, con gli oltre 2mila iscritti, di innovazione tecnologica, analizzando l’evoluzione delle tecnologie biomediche avanzate, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi clinici, le nuove frontiere della diagnostica digitale e i dispositivi smart per la cura e il monitoraggio. Ma anche di innovazione dei processi, con approfondimenti su modelli di procurement più efficaci, ottimizzazione gestionale, approccio integrato al rischio tecnologico e nuovi metodi di valutazione delle tecnologie sanitarie. E ancora, di innovazione generata dall’industria, attraverso casi concreti di co-progettazione, standard emergenti e soluzioni che stanno ridisegnando il mercato; e di innovazione proposta dalle strutture sanitarie, dai centri di ricerca, dalle start up con elementi di radicamento nella concretezza ospedaliera”.
Il Convegno Aiic - informa una nota - si apre domani, mercoledì 10, con i corsi di formazione curati da Giovanni Poggialini, componente del Consiglio direttivo Aiic e coordinatore dei Corsi, con 2 sessioni d’apertura: la prima, ‘Touchpoint ingegneria clinica’, rivolta a scuole e università con gli interventi: di Filippo Molinari, pro-rettore Politecnico Torino; Anna Forlenza, direttore Fondazione Its Academy Biotecnologie Piemonte e Daniela Cameroni, assessore alla formazione Regione Piemonte. La seconda sessione, ‘Connessioni di valore: impresa, sanità e innovazione’, vedrà gli interventi di: Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e attività produttive, Regione Piemonte; Cesare Mangone, Unione Industriali Torino; Alberta Pasquero, Bio Industry Park; Adriano Leli, presidente Fare; Mario Alparone, FinPiemonte e Alessandro Preziosa, presidente Associazione elettromedicali, Confindustria Dispositivi medici.
L’agenda convegnistica si sviluppa poi con un corpus di 45 sessioni, tra cui 4 appuntamenti con esperienze realizzate di intelligenza artificiale, e con le plenarie Sanità e Spazio: il futuro è ora (venerdì 12, ore 9.30); Innovazione nei modelli di organizzazione dell’assistenza tecnica (venerdì 12, ore 11.30); l’Ecosistema delle start-up e degli incubatori d’impresa (venerdì 12, ore 14.30); Creare innovazione tecnologica: modelli a confronto (venerdì 12, ore 16.30). A fianco di queste, una serie di altri approfondimenti come: La catena di valore delle tecnologie in telemedicina (giovedì 11, ore 11.30); Focus sui giovani ingegneri biomedici (venerdì 12, ore 11.30) e Dopo la Cot: ospedali di comunità e case di comunità (sabato 13 giugno, ore 11.00).
“Affermare che l’innovazione nasce in corsia significa sottolineare che è nella contaminazione dei saperi e nella collaborazione effettiva che nasce la risposta tecnologica ai bisogni di salute”, ricorda Nocco, che sottolinea i tanti eventi congiunti che sono previsti a Torino e all’interno dei quali Aiic dialogherà con: i radiologi, all’interno di una sessione a cui parteciperà la presidente Sirm Nicoletta Gandolfo; con l’associazione dei manager di sala operatoria Aiorm; nelle Sessioni Aiic-Fiaso e Aiic-Federsanità Anci; nella Sessione Aiic-Associazione sanità digitale e nella Sessione Aiic-Ingesan, dove saranno presenti gli ingegneri gestionali del Ssn. Il tutto senza dimenticare gli ‘eventi nell’evento’. Il primo - riferisce la nota - è l'appuntamento dedicato al rapporto tra Hta e Clinical Costing. Il secondo è la sessione proposta dall’Associazione nazionale tecnici delle apparecchiature biomediche (Antap9. “Il Convegno 2026 di Aiic propone dunque un programma complessivo ricco e vastissimo – conclude Leogrande - che conferma, anche con queste sessioni congiunte, la vocazione degli ingegneri clinici ad essere professione di connessione tra gli operatori della sanità”.

(Adnkronos) - “È un momento importante quello del Manifesto IncontraDonna, ma oggi ancora di più perché si inserisce in un percorso in cui il ministero della Salute ha già dato segnali concreti e rilevanti.” Così Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento Programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Ssn del ministero della Salute intervenuto all'incontro con la stampa su 'Tumori: dallo screening ai test molecolari, un anno di risultati del manifesto IncontraDonna' oggi a Roma. “Con la legge di bilancio - continua Mennini - per la prima volta dal 1978, sono stati incrementati in modo strutturale i fondi per la prevenzione, con risorse aggiuntive dal 2026, destinate in particolare agli screening e all’ampliamento della platea per lo screening mammografico”. L’obiettivo è “trasformare la prevenzione da spesa corrente a investimento, anche in linea con l' Europa, liberando risorse e rafforzando il Fondo sanitario nazionale”.
Mennini ha poi evidenziato il lavoro su Lea e omogeneità territoriale. “Stiamo lavorando all’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e al riconoscimento di patologie come l’obesità, oltre a un sistema di monitoraggio più efficace per ridurre le disuguaglianze regionali”. Infine, ha richiamato il ruolo della programmazione nazionale: “Con il nuovo Piano sanitario nazionale e strumenti di valutazione e premialità per le regioni virtuose, puntiamo a garantire maggiore uniformità nell’accesso alla prevenzione e alle cure sul territorio”.

(Adnkronos) - “La prevenzione deve essere personalizzata, così come oggi si parla sempre più di cura personalizzata, seguendo i fattori di rischio e la storia familiare per costruire percorsi più appropriati e mirati”. Lo ha detto Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna, alla presentazione del Manifesto della Fondazione 'Un impegno per la salute 2025-2027', oggi a Roma. Nato come strumento di patient advocacy, il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici lungo tutto il patient journey.
“Siamo già sicuri di aver ottenuto risultati importanti sul fronte dello screening mammografico e del fondo per i test molecolari, ma la legge da sola non basta: servono ancora decreti attuativi e un investimento maggiore sulla genetica e sulla prevenzione personalizzata”, ha aggiunto Bonifacino, sottolineando come “il vero traguardo sia guardare oltre e continuare a lavorare insieme alle associazioni e ai territori per una sanità più equa e realmente operativa”.
La fondatrice di IncontraDonna ha poi richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà associative e istituzioni. “Il Manifesto raccoglie circa 50, tra associazioni e società scientifiche - ha precisato - ed è già arrivato a risultati concreti nel primo anno, ma funziona perché è un’alleanza operativa, non solo formale”. Infine, sul tema dei Pdta, Percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, ha evidenziato la necessità di una maggiore centralizzazione. “Devono partire dal ministero della Salute - ha concluso - per garantire equità, perché oggi le differenze regionali non assicurano a tutti le stesse opportunità di cura”.

(Adnkronos) - Una studentessa è stata fermata dalla polizia di Manchester perché avrebbe accoltellato tre compagni di scuola. Lo rende noto la polizia di Greater Manchester, mentre i media locali riportano che la bambina fermata ha solo 12 anni e una delle vittime 11.
La polizia ha quindi spiegato che la Co-op Academy di Plant Hill Road a Blackley, dove si è registrato l'attacco, è stata posta in lockdown. Nessuno dei feriti non versa in gravi condizioni, precisa Sky News. "Al momento si ritiene che non vi sia alcuna minaccia per gli alunni e il personale scolastico", si legge in una nota della polizia.
Media britannici spiegano che, tra i feriti, c'è una bambina di 11 anni con una lacerazione nella parte superiore della spalla che è stata portata in ospedale ed è stata successivamente dimessa. Le indagini sono ancora in corso.

(Adnkronos) - “Ritrattazione della massaggiatrice sul caso Minetti? Non è nemmeno una ritrattazione, è proprio una smentita di non aver mai detto le cose che secondo quel giornale avrebbe detto quindi per noi il caso è chiuso”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo al Forum della Pubblica amministrazione.
Interpellato sulla grazia concessa a Nicole Minetti e sulla ritrattazione della testimone chiave intervistata nell’inchiesta del Fatto Quotidiano, il ministro Nordio ha aggiunto che “la magistratura italiana non può fare una rogatoria verso l'Uruguay perché non è prevista dai trattati internazionali. È un paletto che la Procura generale di Milano ha già spiegato benissimo e che noi conoscevamo. Inoltre le forme di controllo di questa persona sono già state fatte dalla stessa procura di Milano”.
Sulla possibilità di intentare cause civili contro il giornale di Marco Travaglio come ha già fatto Giuseppe Cipriani nella sedi nazionali e internazionali, il ministro ha detto: “Questo lo deciderà il mio legale”. Decisione già presa invece dal ministro nei confronti della giornalista Bianca Berlinguer e della sua trasmissione a Mediaset. “Ha narrato fatti falsi e non ha nemmeno chiesto scusa lì sono quindi dovuto intervenire, ma non con una querela, ma con un’azione civile di risarcimento il cui ricavato, ammesso che un giorno arrivi, andrà in beneficenza e alla protezione animali”, ha specificato.
In merito invece alle critiche che giornali e opposizioni politiche gli hanno diretto nel corso del caso Minetti, il ministro le ha definite “parte della fisiologia politica. Non mi permetterei mai di reagire in sede giudiziaria. Non ho reagito nemmeno reagito nei confronti di Ranucci quando mi ha attribuito quei fatti falsi, ha chiesto scusa e questo a me è bastato. Sono stato aggredito in modo improprio in Parlamento dall'opposizione, posso dire che fa parte della fisiologia della politica, quello che mi ha stupito è che queste persone non hanno capito che l'attacco di quel giornale non era nei miei confronti, ma era nei confronti del capo dello Stato e che quindi sono cadute in questo tranello quando anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io, ma era Mattarella”. E sul Fatto Quotidiano in particolare. “Quel giornale lì da 4 anni dice che sono un ubriacone. Non ho mai risposto e non mi sono mai degnato di rispondere perché sono affermazioni che si commentano da sole. Altra cosa è quando invece ti attribuiscono un fatto che non è avvenuto, cioè una falsità e allora lì bisogna reagire. Io l'ho già fatto in una una volta contro questo giornale che ha detto che avrei addirittura favorito un mio dentista su una cosa che non era affatto il mio dentista e quella cosa non c'era, per cui ho dovuto intervenire in sede civile”.

(Adnkronos) - In uno scenario sempre più complesso, le imprese sono chiamate a gestire volumi crescenti di dati, documenti, transazioni e obblighi normativi, spesso distribuiti tra canali, sistemi e geografie diverse. Questa complessità si muove frequentemente tra digitale e analogico, generando frammentazione, inefficienze e nuove sfide di governabilità. In un’ottica moderna di Enterprise content and process management (ecm), è necessario che tecnologia, governance e trasformazione del business possano convergere in un unico 'brain' aziendale, Le organizzazioni devono poter disporre di un modello più integrato, intelligente e conforme che gestisca informazioni, processi e relazioni, il tutto, all’interno dell’ecosistema Sap. Questo è il messaggio principale che emerge da Brain, l’evento Archiva Group, azienda punto di riferimento dal 1998 in ambito Enterprise Content and Process Management, in collaborazione con Sap, leader globale nelle applicazioni aziendali e nella Business AI.
Archiva Group, attraverso le soluzioni proprietarie Ddm, permette alle aziende di centralizzare, automatizzare e governare contenuti e processi transazionali dire ttamente all’interno di Sap, secondo un approccio Clean Core, valorizzando il potenziale di Sap Business AI Platform. Sap Business AI Platform è la nuova base per creare e distribuire intelligenza artificiale di livello enterprise basata sul contesto reale di business e offre soluzioni uniche per la compliance, la gestione end to end dei processi e la centralizzazione in SAP di tutto il patrimonio informativo aziendale.
“Il nostro contributo all’Autonomous Enterprise è garantire la piena governance del patrimonio informativo aziendale, sia che il dato si trovi già dentro Sap, oppure risieda su sistemi esterni o sia ancora intrappolato in documenti cartacei o pdf, il nostro lavoro è andare a prenderlo ovunque esso sia e portarlo al “Brain” centrale che trasformerà questa automazione in autonomia”, commenta Loris Marchiori, corporate communication director di Archiva Group.
“Stiamo quindi immaginando una soluzione sviluppata su Btp, totalmente interfacciata con il sistema di conservazione a norma Archiva Group — interrogabile con Joule in linguaggio naturale — questo significa che ogni dato, ogni documento, ogni transazione, ogni log gestito nel perimetro Sap, arricchito dai flussi che Archiva Group porta da fuori, diventa parte di un patrimonio informativo immodificabile, con valore di prova. L'Archivium — nel senso latino del termine. La memoria storica dell'impresa. Completa, viva, interrogabile. E qui il cerchio si chiude. La predittività di Sap Business AI Platform diventa esponenzialmente più potente quando lavora su una memoria storica completa e senza distorsioni — capace di identificare tendenze, pattern, anomalie che solo la profondità del tempo sa rivelare. Non predittività o memoria storica. Predittività e memoria storica. Insieme. Un'impresa che governa il presente con dati affidabili conosce il proprio passato con certezza e anticipa il futuro con precisione — questa è la visione di Archiva Group. Ed è su questo terreno che si gioca la partita della competitività.”
“Le aziende stanno entrando in una nuova fase della trasformazione digitale, in cui l'obiettivo non è più soltanto automatizzare i processi, ma costruire le basi dell'Autonomous Enterprise, per decisioni più rapide e informate grazie all'integrazione tra dati, processi e intelligenza artificiale”, commenta Carla Masperi, amministratore delegato di SAP Italia. “Per raggiungere questo traguardo è fondamentale disporre di dati affidabili, accessibili e governati lungo l'intera catena del valore. La collaborazione con Archiva Group rappresenta un elemento importante per aiutare le imprese italiane a centralizzare e valorizzare il proprio patrimonio informativo, creando le condizioni per una gestione sempre più intelligente, conforme ed efficiente", spiega.
L’evento si è svolto sotto il patrocinio di Uninfo, è andato in scena a Verona il 9 giugno ed ha visto la partecipazione di oltre 140 tra leader aziendali, decisori tecnologici, esperti di compliance. Sul palco della sessione plenaria, sotto la guida della conduttrice Lavinia Spingardi, si sono alternate personalità importanti del mondo tech e della business community italiana che hanno approfondito importante tematiche legate allo scenario italiano di innovazione e digitalizzazione: Carla Masperi, amministratore delegato Sap Italia; Eligio Papa, sap btp and data&ai, sales head Sap Italia; Samuele Fini, sales director Archiva Group; Moreno Ferri, head of sap practice di Archiva Group; Alberto Sartor, founder e coo DDM, parte di Archiva Group; Benedetto Santacroce e Alessandro Mastromatteo dello Studio Santacroce & Partners; Enrico Maria Bignami, socio fondatore e managing partner di Bignami Associati; Luciano Quartarone, ciso & dpo Archiva Group e vicepresidente di Uninfo; Pierangelo Chiappini, cio Mutti; Satiris Chantzis, vp architecture, governance & business intelligence, Brembo; Arturo Preti, group enterprise application manager, Ima Group; Simone Farini, it strategic project manager, Ima Group; Stefano Ferrari, Group IT Director, De Rigo Vision.
La giornata si è conclusa con quattro teatri verticali che hanno declinato la visione strategica della plenaria in approfondimenti concreti per area aziendale, scenario normativo e ambito di processo.

(Adnkronos) - Uno degli strumenti più efficaci per massimizzare la raccolta selettiva degli imballaggi in plastica e metallo per bevande, e quindi favorire processi di riciclo più performanti, è rappresentato dai sistemi di deposito cauzionale (o Drs secondo l’acronimo inglese deposit return system). I sistemi di deposito attualmente sono impiegati principalmente per imballaggi per bevande, in diversi Paesi Ocse e non Ocse per garantire elevati tassi di raccolta e la qualità di specifici prodotti a fine vita.
Attraverso l’impiego del deposito cauzionale per gli imballaggi per bevande, quando il consumatore procede all’acquisto del prodotto viene aggiunto un piccolo sovrapprezzo a titolo di cauzione o deposito. L’importo, che nei sistemi europei si aggira solitamente tra i 10 e i 25 centesimi di euro per imballaggio, viene interamente restituito quando il consumatore riporta il contenitore vuoto ed integro presso un punto di raccolta, generalmente presso un rivenditore di bevande (quale un supermercato o un altro esercizio al dettaglio, in modo da rendere la restituzione altrettanto facile quanto l’acquisto).
Gli imballaggi vengono da lì prelevati e inviati presso un centro di smistamento e successivamente mandati ai riciclatori che li trasformano in nuovi contenitori come materia prima seconda.
Questo meccanismo non solo incoraggia la raccolta differenziata e il riciclo attraverso la leva economica, ma garantisce anche un’effettiva economia circolare che “chiude il cerchio” con un riciclo di elevata qualità, da “bottiglia a bottiglia” e da “lattina a lattina”. Gli imballaggi per bevande raccolti non diventano materia prima seconda per produrre filati, ricambi per auto o altri oggetti che non hanno più un circuito di riciclo (cosiddetto downcycling), ma alimentano la produzione di imballaggi identici per la cui produzione, in mancanza di materiale da riciclo, dovrebbero essere impiegati polimeri o metalli vergini.
In questo modo si evita un prelievo di risorse che, in un Paese povero di materie prime come l’Italia, mette in crisi anche gli obiettivi climatici e di decarbonizzazione nazionali, e in particolare i target europei per la raccolta ed il riciclo degli imballaggi.
I benefici ambientali, economici e sociali di un sistema Drs: l’esperienza dei Paesi con Drs dimostra vantaggi chiari e misurabili. Sul piano ambientale, tassi di raccolta selettiva superiori al 90% con conseguente riduzione significativa del littering, riduzione della dispersione di plastica e metalli leggeri in natura e aumento del riciclo di qualità. Sul piano economico, efficienza nella raccolta selettiva, stimolo all’innovazione e alla filiera del riciclo, risparmi per i Comuni in termini di gestione dei rifiuti. Tra gli aspetti sociali, la creazione di posti di lavoro qualificati nel settore della logistica e del trattamento e il coinvolgimento attivo del cittadino che riceve un incentivo economico per ogni contenitore restituito. La cauzione genera inoltre impatti socioeconomici positivi: in molti Paesi europei che hanno adottato il Drs, l’importo della cauzione può essere donato ad enti di beneficenza favorendo la creazione di “economie del dono”.
Il Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio 2025/40 (Ppwr) rafforza le disposizioni già stabilite dalla Direttiva sulle plastiche monouso 2019/904 (Supd) per quanto riguarda la riduzione del littering dei contenitori per bevande e l’incremento del tasso di circolarità dei materiali, imponendo l'introduzione di sistemi di deposito cauzionale Drs in tutti gli Stati membri entro il 2029, sia per le bottiglie in plastica che per le lattine in metallo.
Gli Stati membri che possono certificare il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica e delle lattine entro il 2026, e che riescono a raggiungere il 90% di raccolta nel 2029 mantenendo tale raccolta stabile negli anni, sono esentati dall’introduzione di un sistema Drs. L’esenzione viene tuttavia rimossa qualora per tre anni consecutivi non si consegua l’obiettivo del 90%, che si configura dunque come il target fondamentale ed obbligatorio. Questa esenzione sembra essere volta unicamente a ritardare l'implementazione degli ultimi sistemi Drs mancanti in Europa, poiché solo attraverso questi sistemi è possibile centrare l’obiettivo di raccolta del 90%. Ci si aspetta dunque che tutti gli Stati membri introducano sistemi Drs al più tardi entro il 2032.
Ad oggi sono 19 i Paesi europei con sistemi Drs per il riciclo attivi, mentre altri 8 hanno già preso una decisione politica favorevole in merito. La direttiva Sup prevede la raccolta selettiva dei contenitori per bevande in plastica del 90% entro il 2029 (con un obiettivo intermedio del 77% entro il 2025) ed il raggiungimento di un target minimo del 30% di plastica riciclata nelle bottiglie stesse entro il 2030 (con un obiettivo intermedio del 25% entro il 2025).
In Italia fronte di un immesso al consumo di circa 450-470 mila tonnellate annue di PET per contenitori per bevande, il sistema consortile stima di aver raggiunto nel 2024 un tasso di raccolta differenziata compreso tra il 68% e il 70%, mentre il contenuto di plastica riciclata impiegato per produrre nuove bottiglie si attesta al 20%, al di sotto del target europeo del 25% previsto per il 2025. L'Italia deve quindi colmare un divario significativo per raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione europea. Ad oggi, inoltre, non sarebbe ancora stata avviata una discussione strutturata sull'introduzione di un sistema di deposito cauzionale, mentre negli ultimi anni si è puntato su progetti sperimentali basati su eco-compattatori, come il programma Mangiaplastica, il progetto del consorzio Coripet e il progetto promosso da Corepla. Nel frattempo il dibattito politico si è intensificato: tra il 2025 e il 2026 sono state presentate diverse proposte di legge sul tema e, nel corso di un convegno svoltosi alla Camera dei deputati lo scorso maggio, esponenti istituzionali e stakeholder hanno rilanciato il confronto sull'adozione del sistema Drs anche in Italia.

(Adnkronos) - "Nel 2025 in Italia si sono verificati tre importanti cluster di botulismo, a Cagliari, Cosenza e, a fine anno, in Sicilia. Episodi che hanno determinato un numero di casi nettamente superiore rispetto agli anni precedenti. Le indagini sono ancora in corso, ma è probabile che all'origine ci siano state criticità nella conservazione di alcuni alimenti, come il mantenimento a temperature non adeguate". Così all'Adnkronos Salute Carlo Locatelli, già presidente della Società Italiana di tossicologia e direttore dell'Unità di Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di Informazione tossicologica dell'Irccs Maugeri, a margine del 23esimo congresso nazionale della Sitox a Bologna.
Secondo l'esperto, "il rischio di intossicazioni può aumentare in contesti come fiere, eventi all'aperto o attività di vendita ambulante", dove è più complesso garantire il rispetto costante della catena del freddo e dell'igiene degli alimenti. "Nei locali pubblici, come bar e ristoranti, che operano secondo le procedure previste dalla normativa i controlli sono maggiori e i rischi si riducono", osserva l'esperto.
Locatelli ricorda tuttavia che, in Italia, "la maggior parte dei casi di botulismo è tradizionalmente associata alle conserve domestiche. Il problema - spiega - può nascere quando questi prodotti vengono mescolati con altri alimenti oppure quando prodotti commerciali non vengono conservati correttamente. Se non vengono rispettate temperatura e modalità di conservazione, esiste il rischio di sviluppo di batteri del genere Clostridium e della produzione delle relative tossine".
Alla domanda su quali precauzioni possano adottare i consumatori, Locatelli invita a non demonizzare il cibo acquistato per strada. "Non possiamo certo dire alle persone di non comprare un panino da un venditore ambulante: sarebbe un danno per molti commercianti. È però importante che chi vende alimenti disponga di frigoriferi funzionanti, mantenga i prodotti alla temperatura corretta e li conservi adeguatamente anche durante la notte. In sostanza, il consumatore deve poter contare sul fatto che il cibo sia stato gestito e conservato in modo appropriato".
L'esperto sottolinea inoltre che il rischio di contaminazioni non riguarda esclusivamente i prodotti artigianali. "Negli anni scorsi abbiamo registrato episodi legati alla presenza di alcaloidi tropanici che hanno portato al ritiro di spinaci, broccoli e altri alimenti, anche industriali. Anche i prodotti confezionati possono quindi, in alcuni casi, veicolare tossine". Tuttavia, conclude Locatelli, "il sistema di sorveglianza italiano è ottimale e consente di individuare rapidamente le criticità. Grazie al lavoro dei Centri Antiveleni e dell'intera rete dell'igiene e sicurezza alimentare, che coinvolge Asl e ministero della Salute, è possibile intercettare i prodotti pericolosi e procedere tempestivamente al loro ritiro dal mercato" conclude.

(Adnkronos) - "Le competenze come leva strategica per governare la trasformazione dell’industria farmaceutica, sostenere innovazione e produzione, attrarre talenti e rafforzare la competitività del Paese". È questo il messaggio emerso dal talk ‘L’industria farmaceutica scommette sulle competenze’, secondo appuntamento del ciclo ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria, che si è tenuto oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, con la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, e Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita. In un contesto segnato da cambiamenti sempre più rapidi dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data alla medicina di precisione fino all’evoluzione dei processi produttivi, il settore farmaceutico conferma la centralità del capitale umano. Le competenze, è stato il filo conduttore del confronto, non sono più un elemento accessorio, ma la condizione necessaria per accompagnare la transizione tecnologica e trasformarla in investimenti, brevetti, occupazione qualificata e crescita industriale.
“Le competenze sono fondamentali. L’industria farmaceutica ha un obiettivo molto semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci, nuovi vaccini per curare meglio patologie esistenti o curarne di nuove. E per fare questo le competenze sono la base essenziale”, ha sottolineato Cattani, ricordando come la farmaceutica rappresenti in Italia una delle filiere più dinamiche sul fronte dell’innovazione, dei brevetti, della produzione e dell’export: “Un primato costruito nel tempo grazie a un modello di competenze distribuito lungo tutta la filiera e su tutto il territorio nazionale, oggi guardato come riferimento anche oltre i confini italiani”, ha ricordato.
Sul fronte del lavoro, Durigon ha richiamato l’attenzione sul tema del mismatch tra domanda e offerta di professionalità. “Dopo la stagione del Pnrr andiamo verso una fase con meno risorse e dovremo essere molto più attenti a come utilizzarle”. Da qui la necessità, ha aggiunto, di “una grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese per indirizzare gli investimenti sulla formazione che serve davvero al mercato del lavoro”. Un punto chiave, per il sottosegretario è la qualità dei percorsi formativi: “Non possiamo più sbagliare la formazione: deve essere sempre più mirata sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori. L’orientamento e gli Its Academy sono strumenti fondamentali su cui investire per il futuro”.
Per Maracchioni, il nodo delle competenze è ancora più strutturale. “Le competenze non sono una variabile dipendente dell’innovazione, ma la sua condizione abilitante”, ha affermato. “Senza competenze e senza un linguaggio condiviso tra ricerca, industria e autorità regolatoria, il rischio è non riuscire a trasformare il valore generato in competitività, sviluppo industriale e attrazione di investimenti”. Da qui l’urgenza di allineare formazione e tecnologie: “Dobbiamo parlare ai giovani in modo chiaro e indicare prospettive concrete di crescita, altrimenti il rischio è perdere competenze e valore che si spostano all’estero”.
Il tema della formazione continua è stato indicato come leva strategica per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. “Lo skill progressivo è fondamentale – ha osservato Durigon – e alcune best practice, come quelle del contratto farmaceutico, vanno estese perché dimostrano che qualità del lavoro e crescita professionale possono andare di pari passo”.
Per Cattani, lo sviluppo delle competenze riguarda l’intera filiera, dalla ricerca alla produzione fino ai nuovi modelli industriali: “Non parliamo solo delle grandi aziende, ma anche di tutto il comparto Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization, ndr), che rappresenta una forza propulsiva fondamentale. Questa dinamica positiva di formazione, assunzione e retention dei talenti deve essere rafforzata lungo tutto il sistema”. E ha aggiunto: “Le competenze trasversali legate a dati e algoritmi stanno diventando sempre più centrali ed è evidente che il tema sarà ancora più strategico per il futuro del settore”. Per un comparto che è già oggi leader in Europa e tra i primi al mondo, la vera scommessa non riguarda solo la tecnologia ma la capacità di sviluppare, attrarre e trattenere le competenze giuste. “Dobbiamo uscire da una dimensione autoreferenziale e avere il coraggio di fare scelte rapide, perché il mondo si muove più velocemente di noi. Le imprese farmaceutiche sono tra le più dinamiche al mondo perché investono in ricerca e nei giovani: dobbiamo rafforzare questa capacità insieme alle istituzioni”, ha concluso Cattani.

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(Adnkronos) - Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L'ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieri all'esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico di un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, già consigliere di amministrazione della società 'Stretto di Messina Spa', un imprenditore 65enne reggino residente a Roma e un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio 2026).
Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre - indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio - tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica 'Ponte sullo Stretto di Messina'.
L'avvocato e l'imprenditore, al fine di condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della società 'Stretto di Messina Spa', avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest'ultimo, dal canto suo, secondo l’accusa, avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa.
Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della 'Stretto di Messina Spa', una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate.

(Adnkronos) - Per anni il successo nel retail è stato misurato in termini di prodotti venduti. Oggi, però, una nuova sfida sta ridefinendo il settore: progettare prodotti che durino più a lungo, possano essere riparati, riutilizzati e condivisi. È in questa direzione in cui, si legge in una nota, si inserisce il percorso di Decathlon che, attraverso il Sustainability Report 2025, racconta l'evoluzione di un modello che punta a rendere lo sport sempre più accessibile riducendo al tempo stesso l'impatto ambientale associato alla produzione e al consumo di articoli sportivi. La trasformazione parte dalla progettazione: l'azienda continua a investire nello sviluppo di prodotti più durevoli, riparabili e realizzati con materiali a minore impatto ambientale. Oggi il 22,1% dei prodotti Decathlon è progettato per essere riparabile, con l'obiettivo di raggiungere il 30% entro il 2026.
Nel 2025 oltre il 53,9% delle vendite globali di Decathlon è stato generato da prodotti sviluppati secondo criteri di eco-design, rispetto al 48,3% dell’anno precedente: ciò significa accompagnare le persone più a lungo nella pratica sportiva, utilizzando meno risorse e limitando le emissioni climalteranti. Un esempio concreto di questo approccio è il monopattino per bambini B500 Tomato, realizzato con il 90% di polipropilene riciclato, a dimostrazione di come l’eco-design possa essere integrato anche nei prodotti destinati ai più giovani e alla pratica sportiva quotidiana. Se l’eco-design consente di ridurre l’impatto ambientale già nella fase di progettazione, è attraverso i servizi di riparazione, noleggio e Second Life che Decathlon estende concretamente il ciclo di vita dei propri prodotti, trasformando la sostenibilità da caratteristica del prodotto a modello di utilizzo.
Accanto all'innovazione di prodotto, Decathlon continua infatti a sviluppare servizi che consentono di prolungare la vita utile degli articoli sportivi. Riparazione, noleggio, Second Life e buy-back rappresentano oggi alcuni degli strumenti attraverso cui l'azienda promuove un approccio più circolare allo sport. Nel 2025 i modelli di business circolari hanno registrato una crescita del 24% rispetto all'anno precedente e generano oggi il 2,64% delle vendite complessive del Gruppo. L'obiettivo è ridurre gli sprechi e rendere lo sport economicamente più accessibile, favorendo un utilizzo più efficiente e prolungato dei prodotti. In Italia, questa strategia si traduce già in risultati concreti: nel corso del 2025 Decathlon ha effettuato 20.413 riparazioni di articoli sportivi, registrando una crescita dell'11,1% rispetto all'anno precedente.
Nello stesso periodo, 126.704 prodotti hanno trovato una seconda vita attraverso programmi di Second Life, buy-back e rivendita di biciclette provenienti dal noleggio, con una crescita del 9% rispetto all'anno precedente. Anche i modelli basati sull'utilizzo continuano a crescere: oltre 33.400 biciclette sono state utilizzate attraverso formule di abbonamento e più di 120.000 noleggi hanno riguardato sci e snowboard. Le categorie più rappresentative di questa trasformazione sono oggi il ciclismo e il fitness per quanto riguarda la riparazione, mentre ciclismo, sport invernali e sport acquatici (Sup e kayak) guidano lo sviluppo dei servizi di noleggio. L'economia circolare non rappresenta però soltanto una leva ambientale. Permette anche di rendere lo sport più accessibile, offrendo ai consumatori alternative all'acquisto tradizionale e contribuendo a ridurre il costo di accesso alla pratica sportiva.
Nel 2025 Decathlon ha ridotto del 16,2% le proprie emissioni assolute di gas serra rispetto al 2021, raggiungendo 7,95 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, in diminuzione dell'1,8% rispetto al 2024. In Italia, negli anni c'è stato un lavoro e un'attenzione costante alla riduzione dei consumi tramite progetti mirati, maggior sensibilità e attenzione ai consumi. Sono stati aggiunti nuovi impianti fotovoltaici fino ad arrivare a fine 2025 ad avere 36 impianti fotovoltaici attivi con una potenza di 6.765 kW che hanno prodotto nel 2025 quasi l'11% del fabbisogno di Decathlon Italia. Questo risultato è stato ottenuto grazie a interventi lungo tutta la catena del valore, dall'eco-design alla decarbonizzazione produttiva, fino all'ottimizzazione della logistica e allo sviluppo dei modelli circolari.
Nel corso del 2025 quasi 28.000 collaboratori hanno partecipato alla definizione del nuovo Purpose, della Vision 2035 e del piano strategico di lungo periodo dell'azienda. Oggi Decathlon conta oltre 102.000 collaboratori nel mondo, con il 90% delle persone che dichiara di essere felice di andare al lavoro ogni mattina e il 93% che si dichiara orgoglioso di lavorare per l'azienda. La sostenibilità diventa così non soltanto una strategia ambientale, ma una tras formazione culturale che coinvolge persone, prodotti e modelli di consumo. Anche in Italia, questa trasformazione si traduce in un crescente coinvolgimento delle nostre 7.000 persone. “Crediamo che il futuro dello sport passi dalla capacità di rendere i prodotti più durevoli, cioè riparabili e riutilizzabili per una seconda vita. Per questo continuiamo a investire in eco-ideazione, riparazione, noleggio e Second Life, con l'obiettivo di accompagnare sempre più persone nella pratica sportiva riducendo al tempo stesso il nostro impatto ambientale", ha dichiarato Dorothée Monsigny, Sustainability Leader Decathlon Italia.

(Adnkronos) - Il countdown verso la 23ª edizione della Coppa del Mondo, la prima allargata a 48 squadre, è cominciato. A tre giorni dalla partita inaugurale Messico – Spagna, gli esperti di Sisal fanno le loro previsioni sulle Nazionali favorite e su quali giocatori saranno protagonisti. Sono due le squadre più indiziate ad alzare la Coppa del Mondo, entrambe a 6,00: la Spagna, che punta all'accoppiata Europeo-Mondiale, non perde una partita ufficiale nei tempi regolamentari da ottobre 2023 e vuole sfatare il tabù di non riuscire a superare il primo turno a eliminazione diretta dal suo unico trionfo iridato del 2010; e la Francia, che ha raggiunto la finale in quattro delle ultime sette edizioni, tra cui le ultime due, e dispone di una rosa senza rivali. Alle loro spalle, l’Inghilterra proverà a riportare in patria una vittoria che manca da 60 anni, la nazionale dei Tre Leoni è a 9,00, appaiata con il Portogallo piena di talenti nuovi e “vecchi” come Cristiano Ronaldo, al suo ultimo Mondiale. Dietro le europee, ecco Argentina e Brasile suonare la carica per il Sudamerica: i Campioni del Mondo, con Messi ai saluti, e i verdeoro guidati da Carlo Ancelotti sono alla pari, a 10. Occhio alle possibili sorprese, la prima potrebbe essere la Germania, che non vince dal 2014, a quota 16, mentre Olanda e Norvegia, rispettivamente a 25 e 33, recitano il ruolo di outsiders, forti soprattutto di due potenze in attacco come Malen e Haaland che potrebbero fare la differenza.
A proposito di campioni, il Mondiale sarà una parata di stelle e la corsa al titolo di Capocannoniere si presenta come una delle più agguerrite di sempre. Tra i campioni in lizza, il primo candidato è Mbappé, il curriculum dei suoi Mondiali parla da solo: nelle ultime due edizioni il francese è stato il giocatore che ha segnato più reti (12) e partecipato a più gol (14) e arriva da una stagione da assoluto protagonista con il Real Madrid con 42 reti in 43 presenze. La vittoria del titolo è a 6,00 su Sisal.it, a 9,00 l’opzione di vincere il titolo di Miglior giocatore del torneo. Il capocannoniere della Bundesliga, con 64 gol in 56 partite, Harry Kane è un altro nome gettonatissimo, a 7,50 e anche lui MVP a 9,00. Sul terzo gradino del podio c’è Mikel Oyarzab, uno dei punti fermi della Spagna ed eroe del trionfo delle Furie Rosse all'ultimo Europeo, dato capocannoniere a 12, ma scalpita anche Erling Haaland, che ha dominato le qualificazioni con 16 reti in appena otto incontri, il doppio di qualsiasi altro giocatore europeo, e può vincere la classifica dei marcatori, opzione a quota 16. Mai sottovalutare Cristiano Ronaldo, a quota 20, mentre l’astro nascente Lamine Yamal è a 25, alla pari con Messi, Vinicius e Raphinha. Tra i giocatori della nuova generazione, non si può non menzionare Michael Olise, che esordisce ai Mondiali dopo una stagione che lo ha candidato al Pallone d'Oro con il Bayern Monaco. L’esterno offensivo francese ha segnato 25 gol e fornito 28 assist e su Sisal.it può recitare un ruolo da assoluto protagonista, è infatti tra i favoriti per la vittoria del titolo di Miglior giocatore, a 9,00.

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(Adnkronos) - C'è un luogo, nel cuore della sede Barilla di Parma, dove è possibile trovare una confezione di pasta degli anni Venti che convive con i manifesti di Mina, oppure le prime trafile in bronzo insieme allo storico spot “Rigatoni” firmato dal maestro Federico Fellini, fino ai gadget del Mulino Bianco che hanno acceso la fantasia di generazioni di bambini. È l'Archivio Storico Barilla: non solo la memoria di un'azienda, ma uno specchio di come l'Italia è cambiata nel corso di un secolo e mezzo. In occasione della Giornata Internazionale degli Archivi, istituita dall’Unesco e celebrata ogni anno il 9 giugno, Barilla rilancia il valore di questo patrimonio unico nel suo genere, composto da una documentazione che parte dalla fine del XIX secolo e arriva fino ad oggi: si tratta di oltre 60.000 documenti - fotografie, filmati, manifesti, oggetti, trafile - organizzati in 20 diverse tipologie e distribuiti in circa 200 mq, snodandosi per oltre due chilometri lineari.
Fondato nel 1987 per volontà di Pietro Barilla, l'Archivio Storico è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Cultura come "sito di notevole interesse storico" perché racconta l'evoluzione del costume italiano. Un riconoscimento che va ben oltre la storia aziendale: Barilla nasce nel 1877, a pochi anni dall'Unità d'Italia, e la sua traiettoria si intreccia con quella del Paese e con i suoi usi e costumi.
Tra i documenti custoditi, spiccano oltre 150 manifesti pubblicitari che coprono un arco temporale che va dagli anni Venti del Novecento ad oggi, circa 3.500 filmati per la televisione e il cinema, e una sezione dedicata al merchandising dove è possibile trovare oggetti vintage che appartengono all'immaginario condiviso di più generazioni. Come, ad esempio, il "Coccio", la tazza color panna protagonista di una raccolta punti diventata simbolo della nascita della colazione all'italiana.
Nel tempo, Barilla ha continuato a preservare e innovare gli spazi dedicati all'Archivio Storico. Nel 2024 ha compiuto un passo avanti significativo con l'introduzione di un nuovo sistema di scaffalature mobili su rotaia - il cosiddetto compatto - capace di ospitare oltre 8.000 raccoglitori d'archivio in soli 200 mq. Gli ambienti sono dotati di tecnologie avanzate per la prevenzione degli incendi e per il controllo costante di umidità e temperatura, garantendo condizioni ottimali per la conservazione della documentazione cartacea nel lungo periodo. Ma la vera rivoluzione è digitale: l'intero patrimonio dell'Archivio è stato progressivamente digitalizzato e reso accessibile a tutti, gratuitamente, sul sito www.archiviostoricobarilla.com.
L'Archivio Storico Barilla è a disposizione di studiosi e ricercatori presso la sede centrale di Parma, ed è parte integrante del programma "Porte Aperte", che ogni anno porta migliaia di visitatori - consumatori, associazioni, enti, istituzioni e scolaresche - alla scoperta della storia e della produzione Barilla. Insieme alla Collezione Barilla d'Arte Moderna e al Pastificio di Pedrignano, l'Archivio rappresenta uno dei tre pilastri di un'esperienza immersiva che unisce industria e cultura. Nel 2025 sono stati oltre 6.000 i visitatori che hanno varcato la sede dello stabilimento di Pedrignano (PR), il più grande e sostenibile pastificio del mondo, mentre per il 2026 si contano 90 gruppo già prenotati.
Ma l'Archivio non è solo un luogo da visitare o un sito da esplorare: è anche una voce. Lo dimostra il podcast "È sempre domenica", realizzato in collaborazione con Chora Media, in cui la voce di Orietta Berti guida gli ascoltatori attraverso dieci episodi e un secolo di storia italiana raccontata dagli oggetti custoditi nell'Archivio. Dalla Blue Box ai Fusilli sulla Stazione Spaziale Internazionale, dagli spot di Mina ai Caroselli firmati da Fellini: ogni puntata è un frammento di identità collettiva. Tutti gli episodi sono disponibili gratuitamente su Spotify, Apple Podcasts e sul sito di Chora Media.

(Adnkronos) - È online il programma del World Tech Conference 2026, ad Allianz MiCo Milano dal 24 al 27 giugno. L’evento, organizzato da Micromegas Comunicazione, per quattro giorni porterà in città istituzioni, mondo della ricerca, università, Big Tech, hyperscaler, imprese e grandi gruppi industriali per discutere il futuro delle tecnologie esponenziali e il loro impatto sui sistemi produttivi, scientifici e geopolitici. Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i grandi temi che stanno ridefinendo la competitività industriale e tecnologica globale: quantum computing, intelligenza artificiale, High Performance Computing, energia, cybersecurity, infrastrutture critiche, sovranità tecnologica europea, blockchain, salute, finanza, pubblica amministrazione e nuove architetture computazionali.
Il World Tech Conference si aprirà il 24 giugno con una giornata dedicata a “The World is Changing – Legitimacy, Vision, Paradigm Shift”. Dopo l’apertura ufficiale, il programma entrerà nel vivo con sessioni dedicate al New Tech World Order, al ruolo dell’Europa tra leadership tecnologica e regolazione digitale, e alle nuove tensioni tra tecnologia, commercio e controllo. Tra i protagonisti della giornata, Alain Connes, Luciano Maiani, Michele Grossi, Alan Baratz, Giorgio Parisi, Thibault Damour, Michele Parrinello, Gian Francesco Giudice e Viatcheslav Mukhanov. Il 25 giugno, dedicato a “The Transformation Underway – Industry, Science, Real Systems”, affronterà la trasformazione in corso nei sistemi industriali, scientifici e produttivi. La giornata si aprirà con una plenaria sulla convergenza tecnologica nei sistemi complessi, con gli interventi di Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, e Pietro Labriola, Presidente di Asstel.
Nel corso della giornata si discuterà di fiducia, etica e controllo nell’era dell’intelligenza artificiale, del rapporto tra industria e ricerca scientifica, delle applicazioni di quantum, AI e HPC in ambito health, pharma e life sciences, e del ruolo del quantum nella sicurezza nazionale. Tra gli speaker previsti anche Enrico Giovannini, Joanna Drake, Alain Connes, Massimiliano Dispenza, Alessandra Michelini, Sergio Strozzi, Jungsang Kim, Giuseppe Italiano e Marco Orlandi. Il 26 giugno il confronto si sposterà sulla governance del futuro e sulle responsabilità connesse allo sviluppo delle tecnologie strategiche. Il programma affronterà il tema delle scelte politiche, industriali e regolatorie necessarie per orientare l’innovazione, con particolare attenzione alla gestione dei sistemi complessi, all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività, alla sicurezza delle infrastrutture e alla costruzione di un ecosistema europeo capace di competere sul piano globale. In questa prospettiva, la giornata metterà in dialogo istituzioni, imprese, ricerca e mondo finanziario, con interventi dedicati anche a energia, banking, fintech, regolazione, pubblica amministrazione, drug discovery e nuove infrastrutture digitali del valore. La sessione conclusiva, “Governing Tomorrow: A Call to Action from Milan to the World”, porterà a sintesi il ruolo di Milano come piattaforma internazionale di confronto tra scienza, industria e istituzioni.
Accanto alle sessioni plenarie, il programma della World Tech Conference prevede anche un articolato percorso di Arene tematiche: spazi di approfondimento verticale pensati per entrare nel merito delle principali applicazioni delle tecnologie al centro della conferenza. Le Arene metteranno in dialogo ricerca, industria, università, imprese e istituzioni su temi come infrastrutture quantistiche, cybersecurity, AI, energia, telecomunicazioni, salute, finanza, pubblica amministrazione, regolazione e nuove piattaforme digitali. Un programma parallelo che traduce i grandi temi dell’innovazione in casi, modelli e prospettive applicative concrete.
Infine, il 27 giugno sarà dedicato alla Startup Pitch Arena – Live Session, condotta da Paola Catapano, science communicator del Cern. Una mattinata pensata per valorizzare startup, progetti e soluzioni innovative ad alto potenziale, offrendo uno spazio di visibilità e confronto alle realtà che stanno lavorando sulle applicazioni più promettenti delle tecnologie emergenti. Tra i protagonisti annunciati del World Tech Conference figurano rappresentanti istituzionali europei e italiani, scienziati di rilievo internazionale, esperti di quantum computing, intelligenza artificiale, energia, sicurezza e innovazione industriale.
La conferenza punta a fare di Milano e della Lombardia un punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove tecnologie strategiche, in una fase in cui la crescita dell’intelligenza artificiale e della capacità computazionale sta generando una domanda senza precedenti di infrastrutture, energia, sicurezza e nuovi modelli di governance. Il programma completo è disponibile sul sito worldtechconference.ai
La Sardegna ha eletto 147 nuovi sindaci su 148, circa il 40% del
totale dell'Isola (377), nella tornata delle amministrative che si
è conclusa ieri pomeriggio con lo spoglio delle schede, andato
avanti - in alcuni casi - sino alle prime ore di oggi. Solo 25 le
donne. A spoglio terminato l'unico ballottaggio dei cinque
possibili dei centri sopra i 15mila abitanti o capoluoghi di
Provincia, è quello di Tempio Pausania (Gallura). Qui l'alta
partecipazione al voto (68%) e i quattro candidati in corsa hanno
creato le condizioni per il doppio turno che si svolgerà il 21 e 22
giungo prossimi tra l'uscente Gianni Addis (32,8%) e l'outsider
civica Gianna Masu (24,89%).
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(Adnkronos) - Uno studio italiano dimostra come i dati clinici, l'intelligenza artificilale e la medicina di precisione possano guidare verso una rapida ed efficace scelta della terapia antibiotica. Lo studio, pubblicato sulla rivista 'International Journal of Infectious Diseases', coordinato dall'Idi-Irccs di Roma ed effettuato in collaborazione con università di Salerno, Kelyon, Cnr, Istituto superiore di sanità e università Link di Roma, utilizza un modello basato su machine learning e dimostra che è possibile prevedere con elevata accuratezza la sensibilità agli antibiotici attraverso l'uso di dati clinici e microbiologici raccolti nella pratica ospedaliera quotidiana. "La crescente diffusione dell'antibiotico-resistenza rappresenta una delle più gravi minacce per la salute pubblica a livello globale - si legge nello studio - Ogni ritardo nell'identificazione della terapia antibiotica più efficace può peggiorare gli esiti clinici dei pazienti, aumentare la durata dei ricoveri e favorire la selezione di microrganismi resistenti. Pertanto, prevedere efficacemente e rapidamente la risposta agli antibiotici può cambiare in maniera rilevante il decorso clinico di molte infezioni. Lo studio, condotto su quasi 10.000 pazienti italiani, dimostra che l'intelligenza artificiale può diventare un importante alleato dei medici nella scelta tempestiva e personalizzata degli antibiotici".
La ricerca ha analizzato 15.581 isolati batterici provenienti da 9.966 pazienti assistiti tra il 2018 e il 2024 in due ospedali italiani. Utilizzando dati clinici e microbiologici raccolti routinariamente nella pratica ospedaliera, i ricercatori hanno sviluppato e validato un modello in grado di elaborare un 'antibiogramma digitale' che, con un'accuratezza superiore al 90%, prevede la sensibilità dei batteri ai diversi antibiotici, con almeno 48 ore di anticipo rispetto ai tempi necessari per ottenere l'antibiogramma standard. Tra i diversi algoritmi testati, "il modello XGBoost ha ottenuto le migliori prestazioni, raggiungendo valori di accuratezza particolarmente elevati nella previsione della suscettibilità agli antibiotici sia per batteri Gram-positivi sia per Gram-negativi. Le prestazioni sono risultate ancora più elevate quando i modelli sono stati applicati a specifiche specie batteriche tra cui: Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae, Enterococcus faecalis, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Staphylococcus aureus", spiegano gli autori.
"Questi risultati dimostrano che le informazioni normalmente disponibili nelle cartelle cliniche e nei sistemi informativi ospedalieri, se correttamente utilizzate, possano essere sfruttate per supportare decisioni terapeutiche rapide, efficaci e mirate", evidenzia il microbiologo Giuseppe Piccinni, co-autore dello studio. Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro riguarda il potenziale impatto clinico. Le metodiche microbiologiche tradizionali richiedono spesso fino a 48 ore per identificare il profilo completo di sensibilità agli antibiotici. I modelli sviluppati dai ricercatori italiani consentono invece di formulare una previsione affidabile in tempi molto più brevi, fornendo suggerimenti e valutazioni utili al medico per la scelta della terapia. "Ridurre il tempo necessario per somministrare l'antibiotico corretto può fare la differenza soprattutto in pazienti fragili o in condizioni critiche, contribuendo a migliorare gli esiti clinici, ridurre la mortalità associata alle infezioni gravi, diminuire la durata delle ospedalizzazioni, ridurre i costi sanitari, limitare l'uso non necessario di antibiotici ad ampio spettro, combattere l'insorgenza di resistenze agli antibiotici", sottolineano gli esperti.
Questo studio applica concretamente il paradigma della medicina personalizzata, poiché le scelte terapeutiche suggerite non dipendono esclusivamente dal microrganismo isolato, ma anche dalle caratteristiche individuali del paziente. "Malgrado la rilevanza dei risultati raccolti, non si deve pensare che l'intelligenza artificiale finirà col sostituire il medico. Le previsioni generate dai modelli potranno essere ulteriormente migliorate, ma rappresentano uno strumento di supporto decisionale da integrare con l'esperienza clinica e la valutazione complessiva del quadro del paziente", rimarca il coordinatore dello studio, l'oncologo Antonio Facchiano.
"Ulteriori studi multicentrici - conclude - saranno necessari per confermare i risultati su popolazioni più ampie e diversificate. L'obiettivo finale è sviluppare sistemi di supporto clinico sempre più affidabili, capaci di combinare l'intelligenza artificiale con la microbiologia in tempo reale, per offrire terapie antimicrobiche di precisione e contrastare efficacemente la crescente minaccia dell'antibiotico-resistenza".

(Adnkronos) - “In questa tre giorni, dal 24 al 26 giugno, l’Italia e Bologna diventeranno capitale dell’innovazione: sarà un’edizione record, con oltre 800 espositori da tutto il mondo”.
Ad affermarlo è Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group, a margine della conferenza di presentazione del We Make Future 2026. L’evento – tra i più importanti a livello internazionale sul tema dell’innovazione tecnologica e digitale – porterà a BolognaFiere il meglio del settore, rappresentando un’occasione per sviluppare soluzioni, attivare relazioni e costruire nuove opportunità di business.
Come evidenzia Lombardo, ideatore della manifestazione, quest’anno ci saranno “venti padiglioni internazionali, con delegazioni di imprese e startup da tutto il mondo, e anche investitori da cinquanta Paesi”. Novità di quest’edizione saranno “'gli eventi diffusi in città'. “Il 23 sera - dice Lombardo - saremo al Tecnopolo e il 24 sera a Palazzo Re Enzo: è l’innovazione che permea la città per consentire a tutti di formarsi, informarsi e sviluppare del business”. "Questa tre giorni - conclude il ceo di Search On Media Group - va a concretizzare il lavoro del Wmf come piattaforma di innovazione che mette in connessione aziende, istituzioni, investitori, startup, big tech da tutto il mondo, che vedono la tecnologia alla luce dell’impatto positivo che può generare per migliorare la nostra società”.

(Adnkronos) - Natalia Paragoni sta affrontando la malattia con il sorriso. Lo scorso 27 aprile, quando si trovava all’ottavo mese di gravidanza, l'influencer ha ricevuto una chiamata che, come ha raccontato lei stessa, "ha cambiato la mia vita". “Mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin e, dopo aver dato alla luce Beatrice, ho iniziato il percorso di chemioterapia”.
Paragoni ha spiegato di voler condividere sui social questo momento delicato della sua vita: "Vi porterò con me in questa esperienza, come ho sempre fatto. Cercherò di portare avanti la mia quotidianità come al solito", ha detto l'influencer, ex volto di ‘Uomini e Donne’, sulle instagram stories.
Pochi giorni dopo aver raccontato per la prima volta della sua malattia, l'influencer ha mostrato il momento in cui si è tagliata i capelli dopo la prima seduta di chemioterapia. "Questa settimana ho la seconda infusione, come la chiamo io", ha aggiunto.
Queste le parole di Natalia Paragoni quando ha reso nota la diagnosi sui social: “Tutto è iniziato il 27 aprile con una telefonata che mi ha cambiato la vita. Ero incinta all’ottavo mese, dentro di me cresceva la piccola Beatrice e io avrei dovuto pensare solo alla sua nascita. Invece, una notizia inaspettata ha trasformato quel periodo di attesa e felicità in un tempo di paura, domande e incertezza. Oggi vi racconto il motivo dei miei silenzi di quest’ultimo mese. Mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin e, dopo aver dato alla luce Beatrice, ho iniziato il percorso di chemioterapia. In questo mese ho provato dolore, paura e ho pianto tantissimo, quando invece avrei dovuto solo gioire. Mi sono fatta mille domande e ci sono stati momenti davvero difficili. Per fortuna, però, non sono mai stata sola".
"Ho avuto accanto tutta la mia famiglia, nessuno escluso: Andrea, i miei genitori e gli amici più cari mi hanno dato forza, amore e sostegno ogni giorno, e vi assicuro che non è una cosa scontata. E poi ci sono le mie bambine che, con il loro amore e i loro sorrisi, riescono a darmi una forza immensa. Adesso dovrò affrontare un nuovo viaggio. Non so ancora cosa mi aspetta, ma so che ce la devo fare e ce la farò. Per le mie bimbe. Per le persone che amo. Ma soprattutto per me. Avevo bisogno di tempo prima di raccontarlo, ma oggi sento di volerlo condividere con voi con sincerità. Un passo alla volta”.
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