"La divisa dei Vigili del Fuoco è progettata per proteggere da
fiamme, fumi e sostanze tossiche, ma può nascondere un rischio per
la salute. I materiali utilizzati, come il Teflon e altri Pfas,
sono sostanze chimiche artificiali che, quando utilizzate a lungo
ed esposte ad alte temperature, possono essere assorbite
dall'organismo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
Environmental Science & Technology evidenzia come i PFAS possano
interferire con i meccanismi di difesa delle cellule, rendendole
più vulnerabili allo sviluppo di tumori". Lo afferma il capogruppo
del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Michele Ciusa, che
ha presentato una mozione coi colleghi di partito - di cui è primo
firmatario - per chiedere al governo maggiori controlli e tutele
per la categoria. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione sanitaria
attraverso biomonitoraggi, l'inserimento di specifici controlli
nelle visite periodiche e il riconoscimento del lavoro dei Vigili
del Fuoco come attività particolarmente usurante.
(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, la squadra di Antonio Conte ospita la Lazio al Maradona in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. Gli azzurri arrivano dal pari nell'ultimo turno contro il Parma, mentre gli uomini di Sarri hanno perso contro la Fiorentina.
Dove vedere Napoli-Lazio? La partita sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Napoli ospiterà la Cremonese venerdì 24 aprile al Maradona (ore 18:30). La Lazio ospiterà invece l'Udinese all'Olimpico lunedì 27 aprile (ore 20:45).

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, la squadra di Antonio Conte ospita la Lazio al Maradona in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. Gli azzurri arrivano dal pari nell'ultimo turno contro il Parma, mentre gli uomini di Sarri hanno perso contro la Fiorentina.
Dove vedere Napoli-Lazio? La partita sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Napoli ospiterà la Cremonese venerdì 24 aprile al Maradona (ore 18:30). La Lazio ospiterà invece l'Udinese all'Olimpico lunedì 27 aprile (ore 20:45).

(Adnkronos) - Scossa di terremoto di magnitudo 3.0 nel Maceratese oggi, sabato 18 aprile. L'evento, localizzato dalla Sala Sismica Ingv-Roma, si è verificato alle 14:53 con epicentro a circa 3 chilometri da Sant'Angelo in Pontano e a una profondità di 21 chilometri. La scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione, anche nel Fermano.

(Adnkronos) - Diverse persone sono morte e altre, tra cui una bambina, sono rimaste ferite dopo che un uomo ha aperto il fuoco in un supermercato nel quartiere Holosiivskyi di Kiev. Lo ha riferito il sindaco della capitale ucraina, Vitaliy Klitschko, in una nota citata dall'emittente Rbc.
"È in corso un'operazione speciale per arrestare l'uomo che ha aperto il fuoco e che attualmente si trova all'interno del supermercato. Secondo le prime informazioni, si starebbero esplodendo colpi d'arma da fuoco anche all'interno dell'edificio", ha dichiarato Klitschko. Sul posto sono intervenute squadre di polizia e le forze speciali Kord.

(Adnkronos) - E' di due morti e cinque feriti, tra cui una bambina, il bilancio di una sparatoria avvenuta oggi in un supermercato a Kiev, dove un uomo ha aperto il fuoco per poi barricarsi all'interno. Lo ha reso noto su Telegram il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, secondo il quale è in corso un'operazione di polizia.

(Adnkronos) - Sono stati oltre 6.000 i visitatori che dal 16 al 18 aprile hanno popolato i padiglioni del Piacenza Expo per la 6ª edizione del Gic - Giornate Italiane del Calcestruzzo e degli Inerti da Costruzione e Demolizione, la principale mostra-convegno anche a livello europeo dedicata alle macchine, alle attrezzature e alle tecnologie per la filiera del calcestruzzo, alla prefabbricazione, alla demolizione delle strutture in cemento armato, al trasporto e al riciclaggio degli inerti, alle pavimentazioni continue e ai massetti. Un’edizione che, già prima dell’apertura, si è prospettata come quella dei record, grazie alle 330 aziende espositrici (+27% vs 2024), ai 9.328 metri quadri di superficie netta espositiva (+22% vs 2024) e ai 64 espositori esteri (+33% vs 2024).
Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions, ha dichiarato: "In uno scenario condizionato dalle tensioni geopolitiche e dai timori legati anche ai possibili tagli ai travel budget, registrare un bilancio positivo è già di per sé un segnale estremamente incoraggiante. Nei primi due giorni, e alla vigilia della chiusura, abbiamo rilevato numeri record di partecipazione, che ci portano a stimare il superamento dei 6.000 visitatori unici nell’arco di tre giorni, con una forte incidenza di pubblico ed espositori esteri. Un dato particolarmente significativo riguarda la qualità dei visitatori, tutti operatori altamente qualificati: un risultato che ci consente di tracciare un bilancio positivo e guardare con fiducia anche ai prossimi appuntamenti. Mediapoint & Exhibitions proseguirà infatti con nuove manifestazioni dedicate a temi strategici come energia e innovazione industriale – dal nucleare alle tecnologie per la transizione energetica – ambiti oggi sempre più centrali anche alla luce della necessità di garantire autonomia, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività al sistema produttivo".
In questo quadro, la manifestazione – anche grazie ai 16 convegni altamente qualificati in programma – ha rappresentato un momento di confronto fondamentale per l’intera filiera del calcestruzzo. Il conflitto in Medio Oriente, oltre a incidere sui costi energetici, ha infatti evidenziato i rischi legati all’approvvigionamento di materiali strategici per l’edilizia, alimentando pressioni sui prezzi lungo tutta la catena delle costruzioni. Allo stesso tempo, i recenti eventi che hanno messo in luce la fragilità del territorio e delle infrastrutture italiane hanno riportato al centro il tema della sicurezza e della manutenzione delle opere. Il GIC si è così confermato una piattaforma di dialogo tra imprese, istituzioni e mondo tecnico, rafforzando il confronto sui temi della stabilità delle filiere e della resilienza delle infrastrutture.
A sottolineare la primaria importanza della fiera a livello europeo, oltre alla rinnovata presenza dell’Aeronautica Militare Italiana, giungono le dichiarazioni di alcune fra le maggiori associazioni patrocinati. Fra tutte, Giovanni Grondona Viola, presidente di Assimp Italia, ha ribadito come il Gic si sia confermato "un luogo privilegiato di dialogo tra imprese, professionisti e istituzioni" sui temi cruciali dell’innovazione, della sostenibilità e della chiarezza normativa per la filiera. Anche Assobeton ha espresso soddisfazione: "Le Giornate Italiane del Calcestruzzo hanno rappresentato un’importante occasione per riportare al centro del dibattito il materiale che ha fatto la storia delle costruzioni civili", ha dichiarato il presidente Enrico Dassori, rinnovando l’impegno dell’associazione nel promuovere sicurezza, qualità e sostenibilità del comparto. Un settore che, come sottolineato da Giuseppe Ruggiu, presidente di Atecap, sta vivendo "una profonda trasformazione tecnologica, culturale e normativa", con il passaggio da una logica centrata sul prodotto a un approccio orientato alla prestazione e al ciclo di vita delle opere. In questo quadro, il GIC si è confermato anche un punto di connessione con la dimensione europea: "La nostra presenza ha puntato a rafforzare il dialogo tra strategie europee e realtà nazionale", ha spiegato Alessio Rimoldi, segretario generale di Bibm, evidenziando come l’evento abbia promosso una visione condivisa su innovazione, sostenibilità e competitività del settore. "La partecipazione di Nadeco al Gic è perfettamente in linea con la nostra strategia di crescita e consolidamento del settore", ha sottolineato Stefano Panseri, presidente di Nadeco, evidenziando il valore della fiera, anche in questa sesta edizione, come spazio di condivisione di best practice e standard normativi.
La cerimonia di premiazione degli Idra Italian Demolition & Recycling Awards, alla sua seconda edizione, nella serata di venerdì 17, ha dato visibilità al lavoro delle imprese e dei professionisti che operano nei comparti della demolizione, del decommissioning di impianti e strutture industriali e del riciclaggio degli inerti da C&D, riconoscendone la professionalità, l’importanza per l’economia circolare e il beneficio per l’ambiente e lo sviluppo del Paese. Ben 22 le realtà premiate: il Premio Impresa di demolizioni dell’anno è andato a Monaci Demolizioni Speciali, mentre quello Impresa Riciclaggio Inerti da C&D dell’anno a Fratelli Perico. Il riconoscimento Demolizione dell’anno è stato assegnato ad Eco Demolizioni. Laurini Officine Meccaniche si è aggiudicata il riconoscimento Innovazione di Prodotto: macchine e attrezzature per la demolizione controllata. Pilosio ha ricevuto il Premio Innovazione in ambito ambientale, mentre Green Trasporti Az il Premio Speciale Green Award. Il Premio Speciale Lady Award è andato a Chiara Scaglia. Grande attenzione per il Premio Speciale alla Carriera, andato, nelle sue differenti declinazioni a: Paolo Ceresoli, Boschini Srl, Luigi Magri e Giancarlo Marchetti, Guido Azzalini, Renzo Saglietti, Effelle Srl, Fg Commerce & Demolition, Fracasso Srl, Franco Morari, Virginio Longhi, Mauro Martini, Nicola Bontempi, Mauro Pedroncelli, Cav. Lauro Riani, Valeriano Parizzi.
Chiude dunque la 6ª edizione del Gic, ma l’attività di Mediapoint & Exhibitions non si ferma. La società dà infatti appuntamento per le prossime fiere in programma dal 9 al 11 giugno, sempre nei padiglioni del Piacenza Expo: Hydrogen-Expo, la più grande mostra-convegno italiana dedicata al comparto tecnologico per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno; Npe – Nuclear Power-Expo la prima mostra-convegno italiana dedicata al comparto dell’energia nucleare e Cybsec-Expo, la nuovissima esposizione dedicata alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche, che si terranno in contemporanea.
(Adnkronos) - Durante il corteo ‘Milano è migrante', organizzato da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni centri sociali milanesi in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega, un gruppo di manifestanti ha preso di mira un manifesto che pubblicizzava l’iniziativa del Carroccio in piazza Duomo. Subito sono partiti cori e slogan per esprimere dissenso nei confronti della Lega. Poi, un gruppetto di ragazzi ha afferrato una bici elettrica del bike sharing parcheggiata nelle vicinanze e, utilizzandola come scaletta, uno di loro si è arrampicato sul palo per strappare il manifesto. Vedendo però che il tessuto era particolarmente resistente, è spuntato fuori un coltello e a quel punto il manifesto è stato ridotto a brandelli, tra gli applausi dei presenti.

(Adnkronos) - Zayn Malik ricoverato in ospedale. L’ex One Direction ha raccontato– con una foto condivisa su Instagram - di aver accusato un malore e di trovarsi ora ricoverato in ospedale. Il cantante ha dovuto annullare tutti gli eventi promozionali previsti in settimana per il lancio del nuovo album.
“Ai miei fan. Grazie a tutti voi per il vostro amore e supporto, ora e sempre: è stata una lunga settimana e mi sto ancora riprendendo in modo inaspettato”, ha esordito il cantante che ha provato a tranquillizzare i fan.
“Sono distrutto dal fatto di non potervi vedere tutti questa settimana – ha aggiunto - non sarei dove sono oggi senza di voi e vi sono davvero grato per la vostra comprensione”.
Il cantante non ha raccontato nei dettagli cosa è accaduto ma ha ringraziato lo staff medico che si è preso cura della sua salute tempestivamente: “Medici, infermieri, cardiologi, personale gestionale e amministrativo e a tutti quelli che mi hanno aiutato lungo il percorso e continuano a farlo. Siete tutti dei grandi! Tanto tanto amore”, ha scritto citando il reparto di cardiologia.

(Adnkronos) - "È stato vergognoso". Antonella Clerici ha ricordato, ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT', il periodo in cui le venne tolta la conduzione de 'La prova del cuoco' dopo essere rimasta incinta.
La conduttrice ha spiegato: "Avrei dovuto andarmene per un periodo e poi tornare. Invece mi dissero 'basta, non sei più prevista'". Inizialmente fu uno choc, soprattutto considerando il grande successo che aveva ottenuto il programma grazie alla sua conduzione: "Avevo fatto 15 anni di programma".
Poi dopo la conduzione di 'Ti lascio una canzone', Clerici ottenne la sua rivincita. "Tutto il pubblico si alzò ad applaudirmi, anche il direttore che mi aveva tolto il posto". E dopo il Festival di Sanremo 2010 mi chiesero cosa avessi voluto condurre: "Ho detto 'rivoglio la mia Prova del cuoco'. Perché è stato vergognoso come vi siete comportati. Per tutte le donne". E così fu.
Clerici ha raccontato un altro episodio sempre legato alla gravidanza, quando la notizia venne pubblicata sui giornali prima ancora che lei lo comunicasse alla sua famiglia.
In un primo momento provò a contattare la redazione del giornale per smentire la notizia, ma la conduttrice venne a sapere che le sue analisi del sangue erano state vendute. "A quel punto non ho potuto negare. Ma ero ancora all’inizio e non l’avevo ancora detto a mio padre. Lui ha visto il giornale e mi ha chiesto: ‘Devi dirmi qualcosa?'". "Quella cosa mi è dispiaciuta - ha aggiunto - però penso che sia anche quello il prezzo della notorietà".
(Adnkronos) - Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo a Milano. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo.

(Adnkronos) - "Ozempic?". È la domanda, dal tono polemico, posta da un'utente a Emma Marrone, sotto un post social in cui la cantante salentina mette in mostra il suo fisico asciutto. Nella foto, in bianco e nero, la cantante appare riflessa a uno specchio con l'addome in evidenza.
La provocazione dell'utente fa riferimento al farmaco nato per trattare il diabete di tipo 2, spesso associato alla perdita di peso. Il commento ha spinto Emma Marrone a replicare in modo chiaro e diretto, senza rinunciare all'ironia: "No cucciola allenamento e piano alimentare", ha esodito la cantante spiegando da dove derivano i frutti della nuova forma fisica. "Lo stavo aspettando un commento da stronza. Sei arrivata prima, brava”, ha aggiunto.
Ne è nato un botta e risposta. L’utente ha controreplicato: "Bel lavoro. Non vedo niente di offensivo in quello che ho scritto e domandato, piuttosto tu che mi dai della stronza mi lascia perplessa". L’artista ha poi concluso: “Guarda, non mi segui però vieni a commentare. La risposta sta tutta li. Stronza è un modo di dire, come ‘Ozempic’ giusto?”.
La cantante ha ricevuto tutto il sostegno da parte dei fan e da un utente in particolare che, dopo aver elencato alcune complicanze fisiche, ha scritto: "Tu sei l'esempio che posso farcela". La replica: "Ci puoi scommettere. Lotto da anni, ci vuole tempo per imparare a capire un corpo nuovo. Ma sono sicura che riuscirai a trovare il tuo equilibrio, non mollare", le parole.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli agguanta la vittoria più importante della sua carriera, contro il numero 3 del ranking Atp Alexander Zverev, e scoppia in lacrime. Oggi, sabato 18 aprile, l'azzurro ha dedicato il suo successo nella semifinale dell'Atp 500 di Monaco a Mattia Maselli, 13enne promessa del Tennis Club Parioli, morto ieri.
Flavio lo aveva ricordato poche ore fa sui social: "Ogni punto che giocherò, ogni palla che toccherò, ogni passo che farò, penserò a te. La scuola tennis non sarà mai la stessa cosa senza di te, ma ti giuro che non verrai mai dimenticato".
Il pianto liberatorio al termine della semifinale contro Zverev racconta il difficile momento emotivo dell'azzurro, che domani giocherà la finale del torneo tedesco contro il vincente della sfida tra Alex Molcan e Ben Shelton.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo.
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.

(Adnkronos) - Giornata di cortei oggi sabato 18 aprile a Milano. E' partito da piazza Lima, ‘Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano', uno dei cortei organizzati da sinistra, associazioni antirazziste e alcuni dei centri sociali milanesi, in risposta al raduno dei Patrioti organizzato dalla Lega in piazza Duomo. Al corteo si sono uniti anche i pro Pal, che si erano radunati poco prima in piazza Argentina.
‘Fuori i razzisti e fascisti da Milano’, ‘Milano è di chi la vive’, ‘No one is illegal’ e ‘Chi se ne deve andare sono quelli che vogliono cambiare la Costituzione’, sono alcune delle frasi che appaiono sugli striscioni. “Come tutti i sabati -spiegano gli attivisti del Csa Vittoria - siamo ancora in piazza insieme alla Milano antifascista, antirazzista, antimperialista e antisionista, con le bandiere palestinesi contro la presenza a Milano di Salvini e la sua banda europea razzista e xenofoba”.
È partito anche il corteo di centri sociali e antagonisti contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ di piazza Duomo. “No borders, no nation, fuck Remigration”, il grido dei manifestanti, qualche centinaio. Diversi gli slogan contro il segretario della Lega, Matteo Salvini, come “Lega Salvini e lascialo legato” e “Matteo Salvini fuori da Milano”. In testa al corteo, che come gli altri due già partiti ha come destinazione piazza Santo Stefano, lo striscione “antifa”.
Sono esplose subito le tensioni tra i manifestanti di area antagonista e le forze dell’ordine al corteo contro il raduno dei ‘Patrioti europei’ in corso in piazza Duomo. All’angolo tra via Mascagni e via Visconti di Modrone i manifestanti, circa seicento persone, hanno proseguito dritto verso il centro, in largo Toscanini, blindato con i mezzi alari. Incappucciati e coperti da un lungo striscione protettivo con scritto “Ieri partigiani oggi antifascisti” gli antagonisti in testa hanno lanciato fumogeni e bottiglie di vetro verso le forze dell’ordine, inneggiando cori contro la polizia, che li ha respinti usando gli idranti. “Servi dello Stato” continua a intonare il gruppo (VIDEO).
“Vogliamo che Matteo Salvini torni al ministero dell’Interno per fermare i clandestini e riportare sicurezza” uno dei cori dal corteo dei Patrioti in corso a Milano.
“Un bel coro contro la Salis e i centri sociali. Noi non siamo centri sociali”, ma anche “Von der Leyen go home” e “Europa cristiana, mai musulmana”, ha incitato la folla del corteo dei Patrioti, partito da Porta Venezia, il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Corbetta. Reazione tiepida dai partecipanti.

(Adnkronos) - La Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti ha annunciato di aver autorizzato il rinnovo degli ordini di commercializzazione, già precedentemente concessi, per due versioni del dispositivo Iqos e tre varianti degli stick di tabacco a marchio Heets come prodotti del tabacco a rischio modificato (Modified Risk Tobacco Product – Mrtp). Questo rinnovo consente a Pmi di continuare a condividere informazioni sulla riduzione dell’esposizione con gli adulti statunitensi di età pari o superiore a 21 anni che utilizzano prodotti del tabacco tradizionali, come le sigarette. Lo rende noto Philipp Morris in una nota, spiegando che l’Agenzia ha concluso che il rinnovo delle autorizzazioni Mrtp per Iqos e Heets è “appropriato per promuovere la salute pubblica e dovrebbe apportare benefici alla salute della popolazione nel suo complesso, tenendo conto sia degli utilizzatori di prodotti del tabacco sia delle persone che attualmente non ne fanno uso”.
“In qualità di unica azienda ad aver ottenuto e mantenuto con successo autorizzazioni Mrtp per prodotti a tabacco riscaldato negli Stati Uniti, siamo fiduciosi che le nostre alternative basate sulla scienza possano aiutare i fumatori adulti ad abbandonare le sigarette”, ha dichiarato Stacey Kennedy, ceo di Pmi Us. “Questa decisione della Fda – ha aggiunto – riflette sia il rigoroso fondamento scientifico a supporto di Iqos sia il nostro impegno continuo a offrire in modo responsabile alternative senza combustione ai consumatori adulti”.
Nel rilasciare gli ordini di rinnovo Mrtp per Iqos, la Fda ha ribadito che “le evidenze scientifiche disponibili, anche in assenza di studi epidemiologici a lungo termine, dimostrano che una riduzione misurabile e sostanziale della morbilità o della mortalità tra i singoli utilizzatori di prodotti del tabacco è ragionevolmente probabile”. Il sistema Iqos 2.4 “è stato il primo prodotto a tabacco riscaldato autorizzato attraverso il processo Mrtp della Fda nel 2020 come “appropriato per la promozione della salute pubblica”, dopo aver ottenuto l’autorizzazione tramite il processo di Premarket Tobacco Product Application (Pmta) nel 2019. Il sistema Iqos 3 ha ottenuto l’autorizzazione Mrtp nel 2022, a seguito dell’autorizzazione pre-commerciale ricevuta nel 2020. La Fda continua a esaminare le Pmta relative a Iqso Iluma e, grazie alla solidità dell’application e alla comprovata capacità di convertire i fumatori in età legale verso un’alternativa migliore, PMI ritiene che la richiesta consenta un’azione rapida da parte della Fda”, si legge nella nota.
La documentazione Mrtp presentata da Pmi “ha incluso un ampio corpus di evidenze scientifiche che indicano come il sistema Iqos produca un aerosol con livelli sostanzialmente inferiori di sostanze nocive e potenzialmente nocive rispetto al fumo di sigaretta. Sebbene Iqos non sia privo di rischi e fornisca nicotina, sostanza che crea dipendenza, un numero crescente di dati basati su esperienze reali – provenienti da mercati come il Giappone – indica che la disponibilità dei prodotti a tabacco riscaldato è stata associata a riduzioni significative del consumo di sigarette convenzionali”, assicura l’azienda.
“I prodotti a tabacco riscaldato, come Iqos, riscaldano il tabacco senza bruciarlo, riducendo in modo significativo la formazione delle sostanze chimiche dannose generate dalla combustione, offrendo al contempo il gusto reale del tabacco. Il rinnovo dell’autorizzazione riguarda i seguenti prodotti: Sistema Iqos 2.4 – Holder e Charger; Sistema Iqos 3.0 – Holder e Charger; Heets: Amber, Green Menthol, Blue Menthol”. L’azienda assicura di essere “impegnata a offrire alternative migliori rispetto ai prodotti del tabacco tradizionali ai 45 milioni di consumatori statunitensi di nicotina in età legale – circa 25 milioni dei quali fumano ancora sigarette, di gran lunga il modo più dannoso di consumare nicotina”. E ricorda che “dal 2008, Pmi ha investito oltre 16 miliardi di dollari a livello globale per sviluppare, sostanziare scientificamente e commercializzare prodotti innovativi senza combustione destinati agli adulti che altrimenti continuerebbero a fumare, con l’obiettivo di porre fine completamente alla vendita di sigarette”. Pmi “è entrata per la prima volta nel mercato statunitense nel 2022, a seguito dell’acquisizione di Swedish Match – leader nei prodotti con nicotina per uso orale – creando un leader globale nella categoria dei prodotti senza combustione. L’ambizione di Pmi è che tutti gli adulti che altrimenti continuerebbero a fumare abbandonino definitivamente le sigarette, smettendo del tutto o passando completamente il prima possibile a prodotti senza combustione scientificamente sostanziati. Le politiche e le decisioni regolatorie possono accelerare in modo sostanziale la velocità e l’entità di questo cambiamento storico”.

(Adnkronos) - Una selezione delle novità in libreria: tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
Arriva in libreria con Mondadori 'Pane e cannoni', l'ultimo saggio del giornalista e scrittore Federico Rampini. Per trent’anni abbiamo creduto di vivere nell’era della globalizzazione: mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell’illusione- spiega Rampini - è finita. Oggi l’economia parla il linguaggio delle strategie militari, e al tempo stesso la guerra torna a essere più 'normale'. Le nazioni combattono sempre con i missili e le portaerei, ma anche con dazi e sanzioni, il controllo di tecnologie strategiche, il dominio su risorse energetiche e materie prime critiche. Le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione geopolitica. Le aziende private sono arruolate nella competizione tra potenze. I generali entrano nei consigli d’amministrazione e i governi tornano a fare politica industriale per difendere la sicurezza nazionale. È la nuova epoca della geoeconomia, dove commercio, tecnologia, finanza e potenza militare si fondono in un unico campo di battaglia. In questo libro Federico Rampini racconta come siamo arrivati a questa svolta storica e cosa significa per il futuro dell’Occidente.
Spiega le nuove dimensioni della rivalità tra Stati Uniti e Cina, destinata a dominare il XXI secolo; perché la Russia resta una minaccia strategica; perché la corsa alle tecnologie decisive – intelligenza artificiale, energia, semiconduttori – determinerà i nuovi equilibri di potere e come è entrato in crisi il modello europeo, un continente che per decenni ha potuto permettersi il lusso del pacifismo perché altri garantivano la sua sicurezza. La storia non ha mai smesso di essere governata dai rapporti di forza. Oggi lo scopriamo di nuovo, mentre le guerre divampano, la capacità militare riemerge come ultima garanzia della libertà, e la sua assenza può risultare fatale. Perché, nel mondo che sta nascendo, pane e cannoni tornano a essere inseparabili: la prosperità economica e la sicurezza nazionale sono ormai due facce della stessa realtà. E ignorarlo è il più pericoloso degli errori.
Rizzoli manda sugli scaffali 'Il coltello della memoria' di Franco Currò. “Conveniva a tutti” sta scritto nel biglietto di addio che viene ritrovato accanto al cadavere di Alberto Novelli, nel salotto del suo appartamento in Porta Venezia. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia non ha dubbi: il critico cinematografico – un tempo celebre ma ormai dimenticato dai vecchi compagni di militanza del Sessantotto – si è ucciso. Incuriosito e insieme attratto dal messaggio, il vicecommissario Peppuccio Loporto si appassiona alla storia di Novelli, nella quale rivede le promesse mancate della propria giovinezza.
E accanto a lui Pietro, il figlio di Alberto, da sempre un estraneo per quel padre che non aveva mai accettato di fare il padre. Ora Pietro è costretto ad affrontare ciò che ha sempre evitato: l’enigma di chi fosse davvero Alberto Novelli e della sua eredità politica e intellettuale, in grado di far tornare a galla ideali traditi e segreti che nessuno ha interesse a riesumare. Sullo sfondo di una Milano che cambia volto a ogni pagina, l’indagine diventa per Pietro un sofferto viaggio alla scoperta di sé, della sua rinuncia ad amare e di una generazione che ha creduto di cambiare il mondo ma che ancora oggi fatica a fare i conti con la storia. Ironico e disincantato, 'Il coltello della memoria' è un romanzo sorprendente per la sua capacità di illuminare una stagione controversa e vitale del nostro passato. Che continua a pesare sul nostro presente, forse più di quanto non immaginiamo.
Uscirà in libreria dal 28 aprile il nuovo romanzo della serie di Kostas Charitos firmato dallo scrittore Petros Markaris: un noir teso e contemporaneo, dove l’indagine criminale si intreccia a una società sull’orlo della frattura e in cui ogni delitto è il sintomo di una malattia più profonda. In una Atene lacerata dall’emergenza abitativa, dove gli affitti divorano vite e la città si spacca tra chi una casa non può più permettersela e chi non l’ha mai avuta, un suicidio apre una crepa inquietante. Due ex coniugi, costretti a condividere lo stesso appartamento perché è per loro impossibile pagare due affitti, scelgono la morte come ultimo avvertimento. Charitos lo capisce subito. Non è un crimine, ma è un segnale.
Mentre la tensione cresce tra affittuari, senzatetto, migranti e gruppi anarchici, un omicidio aggrava la situazione: Gheràsimos Fakìs, dirigente di un’importante impresa immobiliare, viene ucciso nella sua auto all’interno del parcheggio del complesso residenziale nel quale viveva. Proprio quei palazzi che aveva contribuito a costruire sono al centro della bufera da quando un gruppo di senzatetto ha deciso di accamparsi nel vicino parco dell’Ellinikòn, per protestare contro la gentrificazione che ha alzato in modo insostenibile gli affitti nella zona.
Il direttore della polizia dell’Attica Kostas Charitos, insieme alla commissaria Antigone della squadra omicidi, si muove in un’indagine fatta di dettagli minimi, sospetti silenziosi e indizi che emergono nei luoghi meno attesi. Ogni pista sembra portare a una verità, finché un’esplosione all’alba, una cucina distrutta e una vittima innocente rimettono, ancora una volta, tutto in discussione.
Che cosa succede alla democrazia italiana? I sintomi di un declino ci sono ma riguardano anche molti altri Paesi occidentali: il sistema pensionistico è al palo, quello sanitario in grande difficoltà, permangono le disuguaglianze tra Nord e Sud, cresce la complessità e la scarsa trasparenza dei molti enti pubblici, la giustizia ha tempi lunghi e troppi imputati in attesa di giudizio, l’istruzione registra un elevato tasso di abbandono scolastico e pochi laureati. Il giurista Sabino Cassese in 'Come si misura una democrazia', in libreria con Solferino, analizza i grandi problemi nazionali, partendo da casi concreti, numeri e statistiche per arrivare alle possibili soluzioni, suggerendo di misurare il malessere, comparare la situazione italiana con quella di altri Paesi ed evitare impressionismo e pressapochismo.
Il suo è un viaggio nella democrazia ricco e articolato, che racconta un Paese attraversato da crisi istituzionali, scorciatoie populiste e rimozioni collettive. Senza catastrofismi, ma con la precisione e la chiarezza di chi conosce dall’interno la macchina dello Stato, ci offre un messaggio chiaro: l’Italia ha buone istituzioni, ma ha bisogno di un’amministrazione più efficiente, di una governance più equilibrata e di investimenti strategici. Perché ridare autorevolezza allo Stato è la strada maestra per far crescere il Paese.
Sellerio manda in libreria 'Persa e mai ritrovata' di Simon Mason. Una magnifica Rolls-Royce Phantom accartocciata contro l’ingresso di un parcheggio in una sordida stradina di Oxford è l’ultima traccia di Zara Fanshawe insieme al criptico messaggio da lei lasciato al centralino della polizia: "Sempre persa e mai ritrovata". La donna è una celebrità da rotocalco, di famiglia aristocratica, ex moglie di un miliardario, ex tossicodipendente, protagonista di clamorosi incidenti mondani. Mentre giornalisti in cerca di scoop entrano in fibrillazione, sono chiamati a occuparsi del caso i due investigatori Ryan e Ray: che cosa ci faceva Zara in quella zona malfamata? Che cosa le era accaduto? Quando viene ritrovata con il collo spezzato in una delle sue lussuosissime case, si pensa a una drammatica ricaduta nella droga. Ma gli indizi si fanno presto molteplici, le piste si sovrappongono, i ruoli si ribaltano: forse Zara era alla ricerca di qualcuno, o da qualcuno stava scappando.
I due detective incaricati sono opposti in tutto, Ray è un bel giovane appartenente alla buona borghesia nera con ambizioni di carriera, Ryan è un ragazzaccio cresciuto in un camper di bianchi poveri, troppo disobbediente e maleducato per piacere ai superiori. Però è Ryan a condurre l’inchiesta, la sorte di Zara lo ha smosso dentro ed è cresciuta in lui la convinzione che tra i diversi individui coinvolti qualcosa di sconvolgente fosse accaduto nel passato, un elemento che possa ricomporre le varie immagini in un unico quadro. 'Persa e mai ritrovata' è un giallo che si muove tra le pieghe di una Oxford abitata da senzatetto e miliardari, poliziotti rampanti e attori falliti, giovani amanti e vecchie prostitute. Un romanzo dalla scrittura brillante e disincantata, dove l’indagine sul campo si intreccia alla scoperta deduttiva illuminante.
E' in libreria con Marsilio 'Controrivoluzione', il saggio di Giovanni Orsina. Un’insurrezione politica sconvolge le democrazie. La chiamiamo 'populismo' e ne parliamo ogni giorno, ma non potremo mai capirla se non comprendiamo l’ordine impolitico e rivoluzionario contro cui si ribella. Quell’ordine inseguiva un sogno: conciliare in un equilibrio perfetto libertà individuale e solidarietà sociale, reti globali e differenze locali, sviluppo economico e tutela ambientale. Che cos’è andato storto? Ripercorrendo le metamorfosi della democrazia negli ultimi sessant’anni, Orsina mette a nudo le contraddizioni del nostro tempo: come una rivoluzione nata liberale sia divenuta sempre più moralista, come un ordine che voleva emancipare gli individui ne abbia dimenticato i bisogni quotidiani.
E come abbia preso forma, infine, un’aspra reazione di rigetto nel nome della concretezza e della vicinanza. Il desiderio urgente di rifugiarsi in una comunità che si fondi su ciò che resta della tradizione, per chi reagisce da destra, o in una comunità nuova che realizzi la democrazia autentica, per chi lo fa da sinistra. "Le definizioni del populismo - scrive Orsina - paiono descrivere qualcosa di totalmente altro dal liberalismo. Solo scavando più a fondo ci si rende conto di quanto 'l’altro' tenda a diventare 'lo stesso', di quanto la rivolta s’immedesimi nell’ordine contro cui si scaglia, e viceversa. In questo gioco di specchi rinasce la politica, ma disfunzionale. Perché ciascuno dei contendenti ha in seno pulsioni antipolitiche e rifiuta di riconoscere legittimità all’antagonista. Ma anche perché sono venute meno le condizioni che consentono di agire nello spazio pubblico in una forma strutturata, significativa e duratura. Resiste ancora la nazione, pur molto indebolita, e spinge l’insurrezione verso destra". Giovanni Orsina (Roma, 1967) è professore di storia contemporanea e direttore della School of Government all’Università Luiss Guido Carli di Roma. Editorialista della 'Stampa', autore di numerosi volumi, con Marsilio ha pubblicato 'L’alternativa liberale. Malagodi e l’opposizione al centrosinistra' (2010) e 'La democrazia del 'narcisismo. Breve storia dell’antipolitica' (2018).
La casa editrice Laterza pubblica 'La nuova logica del dominio' di Paolo Benanti. Se un tempo il potere era un’entità visibile, incarnata in monarchi, Stati o istituzioni, oggi si presenta come una forza disincarnata e onnipresente. Non risiede in un palazzo, ma in una rete, in un algoritmo, in un’infrastruttura di dati che attraversa i confini nazionali e invade la sfera privata. È il potere computazionale. È capace di modellare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identità. Non si impone con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo. Ci sfida a ridefinire concetti come libertà, giustizia e democrazia perché i dati sono la nuova moneta e gli algoritmi i nuovi legislatori. Non appartiene a un solo attore, ma è frammentato tra le grandi aziende tecnologiche, i governi e gli individui che lo usano per scopi diversi. Come possiamo assicurarci che sia usato per il bene collettivo e non per gli interessi di pochi? Di fronte a un potere così vasto e pervasivo, l’etica della tecnologia non è un semplice accessorio, un’appendice morale da aggiungere a posteriori, ma la condizione necessaria per garantire la coesistenza democratica e la giustizia sociale. Paolo Benanti affronta con grande chiarezza e organicità questi temi scrivendo un libro per capire il nuovo, e sempre mutevole, volto del potere.
"Una rivoluzione silenziosa - scrive l'autore - ma profonda sta rimodellando ogni aspetto della nostra esistenza: è la rivoluzione del potere computazionale. Non si tratta di scenari fantascientifici, bensì di una trasformazione quotidiana che pervade le nostre abitudini e altera la trama stessa della vita di tutti i giorni: una trasformazione digitale e computazionale del nostro vivere. Questa metamorfosi è così pervasiva da spingerci non solo a adattare il mondo, ma anche la nostra stessa rappresentazione della realtà, al modo in cui funzionano le tecnologie basate sulla computazione. L’impatto di questa tecnologia è tale che essa non lascia le cose come stanno, bensì cambia, in una maniera nuova e legata al software, la natura degli oggetti, crea nuove forme di agenti, plasma delle abitudini, delle aspettative e delle istituzioni inedite, sovvertendo l’ordine esistente senza necessariamente crearne uno nuovo".
Per quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava più sul piano etico che su quello concreto. Per quasi un secolo abbiamo creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. E invece oggi siamo qui, in un mondo che brucia ed è nuovamente dominato da logiche imperiali. E' da queste premesse che Vittorio Emanuele Parsi inizia il suo saggio 'Contro gli imperi', in libreria con Bompiani dal 22 aprile. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novità, dirompente e inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump, che hanno sconvolto dall’interno l’ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. Se noi abbiamo potuto vivere la nostra durevole pace è anche perché c’erano loro a garantirla, ma ora il primo ministro canadese lo ha detto con parole nette: quella in atto “non è una transizione, è una rottura”. Attingendo alla potente metafora del “modello di Schweller” queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. In questo scenario, qual è il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia?
Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidità e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servitù. Questo libro non vuole essere un requiem per le nostre democrazie. Piuttosto, Parsi ci indica cosa possiamo fare per difendere la libertà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste. Ma richiede coraggio, onestà, e la capacità di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacità di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libertà.
Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell’Australia rurale. E' da qui che inizia 'Devozione', il romanzo di Charlotte Wood in libreria con Fazi. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono.
Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall’ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete. Accolto dalla critica internazionale in maniera entusiastica, finalista al Booker Prize, tra i migliori dieci libri dell’anno per 'The New York Times' e 'The Washington Post', 'Devozione' è un romanzo che scorre calmo come la superficie di un fiume, ma che del fiume possiede la profondità, le correnti e i vortici. Intenso e commovente, è il libro fondamentale di una scrittrice di rara potenza, che si domanda cosa significhi ritirarsi dal mondo e quale sia l’effetto prolungato del dolore sull’animo umano.
Australiana, Charlotte Wood è autrice di tre saggi e sette romanzi, tra cui Il weekend. I suoi articoli sono apparsi, tra gli altri, su 'The New York Times', 'The Guardian', 'Literary Hub', 'The Sydney Morning Herald' e 'The Saturday Paper'. 'Devozione', il suo ultimo romanzo, pubblicato in Australia e Gran Bretagna nel 2024 e negli Stati Uniti nel 2025, è in fase di pubblicazione in dodici paesi. Vive a Sydney con il marito.

(Adnkronos) - Chiede chiarimenti sui compiti e la docente le taglia una ciocca di capelli davanti alla classe. È quanto sarebbe accaduto in una terza media di Mestre, in provincia di Venezia. L'episodio - nella scuola Bellini, sezione staccata dalla statale Lazzaro Spallanzani - ha suscitato la preoccupazione dei genitori che, come riporta il gazzettino, hanno protestato.
Secondo quanto ricostruito, la supplente di italiano avrebbe assegnato agli alunni un riassunto da fare per casa. E alla domanda su quanto dovesse lungo, la professoressa avrebbe estratto un paio di forbici per tagliare, all'interpellante e un'altra compagna di classe, una ciocca di capelli lunga dieci centimetri.
L'episodio ha lasciato sotto choc, oltre le due bambine, anche l'intera classe della scuola, che hanno poi raccontato quanto accaduto ai genitori.
La stessa insegnante avrebbe confermato alla preside della scuola l’episodio, ammettendo da un lato di "aver esagerato", ma aggiungendo di aver agito in questo modo "per mettersi al livello dei ragazzi e per farsi comprendere meglio". I genitori stanno protestando e la docente rischia di perdere l'incarico e di ricevere sanzioni disciplinari.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli vola in finale nel torneo Atp di Monaco. L'azzurro, testa di serie numero 4, in semifinale batte il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 1, per 6-3, 6-3 oggi 18 aprile. Cobolli attende in finale il vincente della seconda semifinale tra lo statunitense Ben Shelton, numero 2 del tabellone, e lo slovacco Alex Molcan. Cobolli va a caccia del quarto titolo della carriera e del secondo stagionale dopo quello vinto a Acapulco.

(Adnkronos) - Un giovane di nazionalità cinese è precipitato da una finestra al secondo piano di una palazzina in via Zipoli a Prato. Sul posto, venerdì 17 aprile, sono intervenute numerose pattuglie delle forze dell’ordine e i sanitari del 118. Le condizioni del giovane sono apparse immediatamente critiche. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Santo Stefano, dove è deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati nell’impatto, in particolare a livello cranico e toracico.
Sulla vicenda resta il massimo riserbo da parte degli investigatori, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. In una prima fase si era ipotizzato un gesto volontario, anche perché la vittima è stata trovata senza documenti. Con il proseguire degli accertamenti, tuttavia, è emersa una possibile pista legata al traffico di sostanze stupefacenti: nel corpo del giovane sarebbero stati rinvenuti numerosi ovuli contenenti droga (sembra 97), uno dei quali si sarebbe danneggiato in seguito alla caduta.
Gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi, compresa quella che il giovane possa essere stato coinvolto come corriere e che la caduta non sia stata accidentale o volontaria. Non si esclude la presenza di altre persone nell’appartamento da cui è precipitato. La Procura ha avviato un’indagine per fare piena luce sull’accaduto.

(Adnkronos) - Gianni Morandi e Tredici Pietro di nuovo insieme. Ieri alla data milanese - all'Unipol Forum - del tour del cantautore italiano è salito a sorpresa sul palco il figlio Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro. Un momento padre-figlio che ha ricordato il duetto sul palco del Festival di Sanremo 2026 quando, al contrario, era stato Tredici Pietro a 'ospitare' sul palco l'eterno ragazzo.
E Morandi ha voluto restituire il gesto, invitando il figlio sul palco di uno dei palazzetti più importanti di Italia. Insieme hanno duettato sulle note di 'Vita', il brano che ormai funziona come una sorta di ponte tra le due generazioni, tra i loro mondi musicali. Dopo, Morandi ha dato la possibilità al figlio di intonare 'Uomo che cade', il brano con cui ha gareggiato alla kermesse canora. E lo ha fatto indietreggiando, lasciandolo da solo davanti a un pubblico enorme.
Con gli occhi lucidi, Morandi ha detto: "Ti guardavo e pensavo sei fortunato, perché prima di portarmi all'ospizio - a metà tra ironia e commozione - abbiamo cantato insieme sul palco del Forum". "Grazie papà, signor Morandi", ha aggiunto Tredici Pietro abbracciandolo.
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