(Adnkronos) - Palazzi 'piegati' e edifici squassati a La Guaira, a una ventina di chilometri da Caracas, dopo le due scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela. Prima un sisma di magnitudo 7.2, poi dopo 40 secondi un'altra scossa di magnitudo 7.5.

(Adnkronos) - Il Messico batte la Repubblica Ceca per 3-0 nell'ultima giornata del Gruppo A dei Mondiali 2026 e chiude il girone a punteggio pieno. Il Sudafrica supera la Corea del Sud per 1-0 e a sorpresa è secondo a quota 4, scavalcando la selezione asiatica, terza a 3 punti e ad un passo dall'eliminazione. Out la Repubblica Ceca, ultima a quota 1.
(Adnkronos) - La doppia scossa di terremoto che ha colpito oggi il Venezuela ha provocato il crollo di edifici e palazzi nella capitale Caracas, a circa 300 km dall'epicentro del sisma. Prima una scossa di magnitudo 7.2, poi un'altra di magnitudo 7.5. I video realizzati nella capitale documentano uno scenario spettrale, tra edifici collassati e palazzi sventrati.
(Adnkronos) - Due violentissime scosse di terremoto colpiscono il Venezuela. Il sisma fa tremare l'aeroporto di Maiquetia. I video realizzati nello scalo documentano la fuga disperata delle persone mentre la terra trema.

(Adnkronos) - Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela oggi, giovedì 25 giugno, provocando il crollo di edifici nella capitale Caracas. Il bilancio complessivo di morti e feriti non è ancora chiaro. Le prime frammentarie notizie fanno riferimento a 3 vittime a Baruta, nella municipalità di Caracas.
La prima scossa di magnitudo 7.2 si è verificata nell'area di San Felipe, capitale dello stato di Yaracuy nel nord del paese, poco dopo le 18 locali di mercoledì 24 giugno. Dopo appena 40 secondi, una scossa di magnitudo 7.5 è stata registrata a 23 km a sudest di Yumare, nello stesso stato a circa 300 km da Caracas, in un'area che ospita nel più grandi raffinerie del paese. L'US Geological Survey ha diffuso un'analisi preliminare descrivendo una "sequenza sismica doppia di grave entità". Non è stato emesso un allarme tsunami.
A Caracas, dove sono crollati edifici, migliaia di persone si sono riversate nelle strade per il sisma più violento nel paese dal 1900. La presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato lo stato di emergenza. "A coloro che purtroppo hanno subito la perdita di un familiare, porgiamo le nostre più sentite condoglianze", ha affermato in un discorso in tv. Rodriguez non ha fornito dati sul numero delle vittime ma ha esortato medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti.
I paesi confinanti hanno offerto aiuti umanitari e supporto per i soccorsi. Il presidente dell'Ecuador, Daniel Noboa, ha ordinato l'invio immediato di aiuti umanitari in Venezuela. Si sono attivati immediatamente anche Panama e Brasile. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha incaricato il ministero degli Esteri di valutare interventi immediati. Dal Salvador, il presidente Nayb Bukele ha annunciato l'invio di 300 soccorritori.
Gli Stati Uniti manderanno squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e umanitarie e altri beni di prima necessità in Venezuela, ha reso noto Jeremy Lewin, alto funzionario del Dipartimento di Stato responsabile degli aiuti esteri. Con un post sui social ha annunciato che gli Stati Uniti stanno coordinando le operazioni con i loro partner nel governo venezuelano e che il Dipartimento di Stato ha già mobilitato un team di assistenza.

(Adnkronos) - Furia Carlo Ancelotti in Brasile-Scozia. Oggi, giovedì 25 giugno, la Nazionale verdeoro ha affrontato quella scozzese nella terza giornata della fase ai gironi dei Mondiali 2026 di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La partita è stata caratterizzata anche da un contestato episodio arbitrale, con un gol annullato a Vinicius Jr nel corso del primo tempo.
Succede tutto al 22'. Un altro errore difensivo imperdonabile della Scozia trova pronto Vinicius, che ruba palla all'ultimo difensore, nell'occasione Hendry, troppo leggero nella protezione del pallone, e batte ancora il portiere per la doppietta e il raddoppio verderoro.
La gioia brasiliana però dura poco. L'arbitro viene richiamato dal Var per analizzare il contrasto tra Vinicius ed Hendry, con le immagini che mostrano come l'attaccante del Real Madrid, nel tentativo di recuperare il pallone, tocchi la caviglia dello scozzese. Il contatto è leggero e abbastanza in dinamica, ma tanto basta all'arbitro che annulla la rete tra le proteste di Vinicius in campo e di Ancelotti in panchina.

(Adnkronos) - Non si ferma l'ascesa dell'afa sull'Italia. L'ultimo bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute mostra un inarrestabile crescendo di città in rosso. Il livello di allerta massima già oggi, giovedì 25 giugno, interessa ben 17 città. Numero che salirà ancora domani, con 18 capolughi con bollino rosso sui 27 monitorati.
Sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo i capoluoghi con bollino rosso per allerta massima di oggi.
Domani, venerdì 26 giugno, saliranno a quota 18 con anche Genova segnalata al livello 3 di allerta, indice di "condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche".
Il caldo torrido continua a colpire soprattutto al Centro-Nord, ma comincia a guadagnare terreno anche al Sud, come dimostra il bollino rosso previsto da oggi per Bari, fino a ieri in arancione (livello di allerta 2, "condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili").
Domani, giornata in cui è prevista la punta più alta in termini di capoluoghi colpiti dal caldo, completano il quadro 9 bollini gialli (livello 1 di pre-allerta, ovvero "condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore"), concentrati in particolare al Sud: Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste, unica città del Nord.
(Adnkronos) - Una tragedia familiare ha sconvolto la Versilia. Nella frazione collinare di Pieve di Camaiore, Lucca, Piero Moriconi, muratore di 63 anni, ha ucciso a colpi di fucile da caccia la moglie Kathy Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko, 24 anni, all'interno dell'abitazione di famiglia in via della Costa. Dopo aver sparato, l'uomo si è spostato sul tetto della casa, dove è rimasto fino all'arrivo delle forze dell'ordine che lo hanno successivamente disarmato e arrestato senza che opponesse resistenza.
L'allarme è scattato ieri intorno alle 14.30. Una telefonata al 118, effettuata da un familiare che aveva udito gli spari provenire dall'abitazione, segnalava una sparatoria in corso e la presenza di una persona armata sul tetto dell'edificio. "Venite, stanno sparando, aiuto", sarebbe stato il contenuto della richiesta di soccorso che ha fatto immediatamente attivare il protocollo di emergenza. Sul posto sono confluiti numerosi mezzi di soccorso: i sanitari del 118, i carabinieri e i vigili del fuoco, subito impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dell'area. Quando le forze dell'ordine hanno reso sicura la scena del crimine, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatare il decesso della donna e del giovane, entrambi colpiti mortalmente dai proiettili esplosi dal fucile da caccia detenuto dall'uomo. L'arma è stata successivamente sequestrata dagli investigatori dei carabinieri.
Secondo le prime ricostruzioni, Moriconi avrebbe impugnato il fucile, aprendo il fuoco contro Mirko e poi contro la moglie intervenuti in difesa del figlio. Terminata la sparatoria, è salito sul tetto della casa, dove è rimasto fino all'arrivo dei carabinieri. Una volta raggiunto dai militari dell'Arma, si è lasciato disarmare senza opporre resistenza.
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti vi sono anche alcune frasi che l'uomo avrebbe pronunciato subito dopo il delitto. A parenti e vicini accorsi sul luogo della tragedia avrebbe detto: "Mi sono liberato di loro". Dichiarazioni che saranno ora oggetto di approfondimento investigativo nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Lucca.
I residenti della zona hanno riferito agli investigatori dell'esistenza di tensioni e dissidi all'interno del nucleo familiare, pur sottolineando come nulla lasciasse presagire un epilogo così drammatico. Diverse testimonianze avrebbero descritto Piero Moriconi come una persona particolarmente turbata negli ultimi tempi e spesso lamentosa riguardo ai rapporti con la moglie e il figlio.
Le indagini si stanno concentrando anche sul difficile rapporto tra padre e figlio. Mirko Moriconi, che lavorava come cameriere nel litoriale versiliese ed era conosciuto in zona come cantante amatoriale, aveva raccontato pubblicamente in passato il proprio disagio familiare legato alla sua omosessualità. In un post pubblicato sui social il 12 ottobre 2022 aveva scritto: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay". In alcuni contenuti video diffusi online aveva inoltre riferito che il padre avrebbe manifestato una forte ostilità nei confronti del suo orientamento sessuale.
Il giovane, che sui social utilizzava il cognome della madre e il nome d'arte Michelangelo Andreoni, aveva spesso dedicato messaggi affettuosi a Kathy Andreoni. In occasione della Festa della Mamma aveva pubblicato una lunga poesia accompagnata da musica, nella quale descriveva la madre come un punto di riferimento fondamentale nella propria vita. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire se le tensioni familiari emerse nelle testimonianze abbiano avuto un ruolo determinante nel maturare del duplice omicidio. L'abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi tecnico-scientifici e la completa ricostruzione della dinamica dei fatti.

(Adnkronos) - Lavorare congiuntamente per il successo del prossimo vertice Nato, che si terrà ad Ankara il 7 e 8 luglio, procedendo insieme in cinque aree specifiche. Questo il risultato del vertice dei Paesi E5, ossia Francia, Germania, Italia, Polonia e Gran Bretagna, le cinque principali potenze militari europee i cui leader Macron, Merz, Meloni, Tusk e Starmer si sono riuniti alla sede della cancelleria di Berlino, con il segretario generale della Nato Mark Rutte che ha partecipato in collegamento da Washington, per coordinarsi in vista dell'appuntamento di inizio luglio.
Nel corso della conferenza stampa congiunta di fine lavori, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha illustrato i cinque punti poi apparsi in una dichiarazione congiunta.
In testa, l'impegno dei leader E5 a rafforzare il ruolo dell'Europa nella Nato, con il Vecchio Continente chiamato ad assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza transatlantica condivisa, seppur in stretto coordinamento con gli Stati Uniti. I cinque hanno accolto con favore i progressi compiuti dagli alleati nell'attuazione degli obiettivi di investimento concordati al vertice Nato dello scorso anno all'Aia e convenuto di sviluppare congiuntamente percorsi per rafforzare i contributi europei alle capacità dell'alleanza.
Secondo, i cinque leader hanno concordato di rafforzare in modo proattivo la postura di deterrenza e difesa dell'Alleanza, anche aumentando i contributi in tal senso, "al fine di rispondere e scoraggiare la minaccia più significativa e diretta, proveniente dalla Russia", oltre alla minaccia asimmetrica del terrorismo, in linea con l'approccio a 360 gradi dell'Alleanza. Hanno anche riaffermato il loro impegno fondamentale per la sicurezza dell'area euro-atlantica e la determinazione ad agire tempestivamente e congiuntamente qualora tale sicurezza fosse minacciata.
Terzo, i leader hanno riconosciuto l'importanza di una più stretta cooperazione industriale nel settore della difesa per garantire capacità, prontezza operativa e resilienza alla velocità, scala e valore necessari. I cinque hanno concordato di rafforzare tale cooperazione con un focus su difesa aerea, sistemi senza pilota, intelligenza artificiale e capacità di fuoco a lungo raggio, accelerando in particolare lo sviluppo e l'acquisizione congiunti europei di capacità di attacco di precisione a lungo raggio. I leader hanno sottolineato l'importanza di sfruttare le tecnologie emergenti attraverso meccanismi finanziari in grado di attrarre capitali e investimenti, anche per colmare lacune critiche nelle capacità e aumentare l'interoperabilità.
Quarto, i Paesi E5 si sono impegnati a continuare a sostenere in modo sostanziale l'Ucraina nella sua difesa contro l'aggressione russa, anche attraverso sanzioni e pressioni economiche su Mosca e attraverso il sostegno alla resilienza del settore energetico ucraino. I cinque leader hanno espresso supporto agli impegni di aiuto militare che verranno formalizzati al vertice Nato e all'intensificazione della cooperazione con Kiev attraverso le iniziative dell'Alleanza, incluse Jatec e Nsatu, rispettivamente il centro congiunto Nato-Ucraina che analizza le lezioni apprese dal conflitto per trasformarle in dottrine e programmi di addestramento per l'Alleanza e il braccio operativo della Nato che coordina forniture militari e addestramento immediato per le forze armate ucraine. In più i leader si sono detti allineati sulle condizioni per una pace giusta e duratura e sostengono proposte per un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Usa ed Europa.
Il quinto e ultimo punto è dedicato all'Iran, con i cinque leader che hanno accolto con favore il memorandum d'intesa Usa-Iran, "raggiunto sotto la guida del presidente Trump con il supporto dei Paesi mediatori", concordando che si tratta di un "momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale". Hanno ribadito l'impegno a sostenerne l'attuazione nell'ambito di un "seguito urgente" che garantisca una pace duratura, sottolineando che l'Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Gli E5 hanno anche riaffermato l'importanza della libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni nello Stretto di Hormuz, confermando l'intenzione di partecipare alla missione militare multinazionale guidata da Gran Bretagna e Francia non appena le condizioni lo consentiranno, nel rispetto dei rispettivi requisiti costituzionali.

(Adnkronos) - Bufera dopo le affermazioni del Segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo il quale "500 aerei Usa" avrebbero utilizzato basi italiane "per supportare" l'operazione 'Epic Fury' contro l'Iran. Una ricostruzione "totalmente fallace" secondo la Difesa italiana, intervenuta con una dura nota in risposta al numero uno dell'Alleanza atlantica. Nel mezzo la protesta delle opposizioni, ma anche la disponibilità del ministro Crosetto a fornire tutte le informazioni e i chiarimenti in Aula. A chiudere una lunga giornata di polemiche, ecco quindi arrivare l'ennesima lamentela di Trump sui leader europei, 'rei' di averlo abbandonato durante il conflitto.
Durante un'intervista a Fox News, il Segretario generale della Nato ha affermato che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane "per supportare" l'operazione 'Epic Fury' di Usa e Israele contro l'Iran.
"Hanno reso disponibili le loro basi paese dopo paese, alleato dopo alleato", ha sottolineato il numero uno dell'Alleanza Atlantica. "Se prendi per esempio l'Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi statunitensi in Italia per sostenere Epic Fury. Una cosa imponente", le parole di Rutte.
Il segretario generale, ha spiegato poi un alto funzionario Nato, durante l'intervista "ha sottolineato come gli alleati, Italia compresa, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi e sorvoli". Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale, aggiungono le fonti, "riguarda la logistica o l'assistenza tecnica".
"Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, ed il ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti", la replica del ministero della Difesa in una nota rispondendo al segretario generale della Nato.
"Come già chiarito nel corso dell’informativa al Parlamento del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti - si legge nella nota del ministero della Difesa -. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione. Per questo, sorprende che il Segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un’approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi", la conclusione dal ministero.
Dopo le dichiarazioni di Rutte hanno innescato un duro confronto politico in Italia, con Pd, M5S e Avs che hanno chiesto un'informativa urgente del governo e chiarimenti sul ruolo svolto dall'esecutivo. Ed è così che il titolare della Difesa ha rilanciato, dicendosi disponibile a fornire tutti i chiarimenti necessari e ribadendo la linea già espressa dal ministero: l'Italia ha autorizzato esclusivamente voli di natura tecnica e logistica, nel rispetto degli accordi vigenti, e non attività offensive.
Interpellato dall'Adnkronos, Crosetto ha affermato: "Non ho problemi a riferire in Aula ciò che abbiamo scritto nel comunicato della Difesa, così come non ho problemi ad autorizzare qualcuno della Difesa a riferire, areo per aereo, i voli che sono stati autorizzati, nella sede che sarà ritenuta opportuna". "Quelli che fanno polemica dovrebbero sapere che parliamo della gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano", ha rimarcato il ministro.
Al termine di una lunga giornata di polemiche, è arrivata quindi l'ennesima lametela di Donald Trump. Il tycoon, che ha ricevuto il segretario generale Nato Rutte alla Casa Bianca, ha infatti ripetuto che gli Stati Uniti "sono stati abbandonati" nel loro sforzo bellico contro l'Iran, in particolare dalla Spagna. Ma il presidente americano ha criticato, nuovamente, anche Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia.

(Adnkronos) - Marocco e Haiti si sfidano in un match del gruppo C dei Mondiali 2026. Alla mezzanotte tra oggi mercoledì 24 giugno e domani, giovedì 25 giugno, i nordafricani affrontano la formazione centramericana ad Atlanta. La nazionale campione d'Africa guida il girone insieme al Brasile con 4 punti, mentre Haiti è ancora senza punti. In contemporanea a Miami i verdeoro sfidano la Scozia.
Alle 3 in programma Messico-Repubblica Ceca e Corea del Sud-Sudafrica.

(Adnkronos) - Il Brasile sfida la Scozia ai Mondiali 2026. Alla mezzanotte tra oggi mercoledì 24 giugno e il 25 giugno, la Selecao affronta i britannici a Miami. La nazionale allenata da Carlo Ancelotti guida il suo girone insieme al Marocco con 4 punti mentre la Scozia segue con un punto in meno. In contemporanea ad Atlanta si gioca Marocco-Haiti.
Alle 3 in programma Messico-Repubblica Ceca e Corea del Sud-Sudafrica.

(Adnkronos) - “Benvenuti a 'Chi l'ha visto?'. Con grande energia iniziamo questa puntata". Con queste parole Federica Sciarelli ha aperto la puntata di questa sera. Parole che assumono un significato particolare alla luce della notizia del giorno: dopo 22 anni, la giornalista lascerà la conduzione del noto programma di Rai3 dedicato alla ricerca di persone scomparse e all’approfondimento di casi di cronaca.
È di questa mattina, infatti, la comunicazione ufficiale della Rai. In una nota, l'azienda ha spiegato che, in vista della scadenza del contratto, sta ragionando con la conduttrice "sul futuro professionale della giornalista e sui possibili progetti che la vedano protagonista nelle prossime stagioni". Mentre si delinea un nuovo percorso per la Sciarelli, resta da sciogliere il nodo sul futuro di ‘Chi l'ha visto?’. Sono infatti in corso riflessioni su chi potrà raccogliere l’eredità del programma di cui la Sciarelli è da oltre vent'anni il volto di riferimento. Intanto l’ultima puntata stagionale del programma di Rai3 andrà in onda mercoledì 1 luglio.

(Adnkronos) - Jannik Sinner pronto alla protesta a Wimbledon 2026. Il tennista azzurro, insieme agli altri giocatori del circuito maschile e femminile, è pronto a 'boicottare' gli incontri obbligatori con i media in occasione dello Slam londinese, al via il prossimo 29 giugno.
A rivelarlo è Sky Sport Uk, che rivela come i principali tennisti del circuito, tra cui proprio Sinner, hanno intenzione di prolungano la campagna di proteste anche a Wimbledon, proprio come avvenuto al Roland Garros. Il motivo è sempre il caso montepremi che sta tenendo banco negli ultimi mesi, con i premi destinati ai giocatori considerati troppo bassi in relazione ai ricavi.
I giocatori si impegnano quindi a limitare le apparizioni obbligatorie con i media fino a un massimo di 15 minuti, per tutta la durata della prima settimana di Wimbledon.

(Adnkronos) - Cena a Roma Nord per Roberto Vannacci e Gianni Alemanno. I due si sono incontrati in un ristorante sardo poche ore dopo l'uscita dell'ex sindaco di Roma dal carcere di Rebibbia. Come promesso, il leader di Futuro Nazionale ha accolto Alemanno insieme a un gruppo di parlamentari del movimento, tra cui Ziello, Furgiuele, Sasso e Pozzolo. "Berremo del vino e parleremo di tante cose", ha dichiarato Vannacci (VIDEO). Segno della croce, brindisi in piedi e, a chiudere, un "A noi". È iniziata così la cena con in tutto una ventina le persone presenti.
Dopo un caloroso abbraccio, Vannacci e Alemanno si sono concessi alle domande dei cronisti, prima di accomodarsi a una grande tavolata all'aperto insieme agli altri ospiti. L'ex sindaco "ha un'esperienza che io non ho, 40 anni di politica. Conto di poter attingere da questa esperienza politica", ha detto il generale.
"Se parleremo di un possibile candidato sindaco per Roma? Non lo so, parleremo di tante cose. Comunque Futuro Nazionale avrà la sua squadra pronta per Roma, così come l'avrà pronta per Milano e, a partire dal 2027, per tutti gli appuntamenti elettorali", ha assicurato l'europarlamentare. E ancora: "Giorgia Meloni sicuramente ha il mio numero di telefono; se non lo ha, sa come recuperarlo, è una persona capace. Io sono sempre disponibile. Non mi piace parlare per interposta persona, tramite i giornali o la stampa: sono sempre stato aperto al confronto e disponibile. Ho sempre detto che siamo il principale interlocutore del centrodestra, di un centrodestra che voglia fare la destra".
"Il nostro programma? Lo abbiamo esposto per sommi capi durante l'assemblea. È chiaro che adesso c'è un lavoro certosino: scrivere un programma di un partito è una cosa abbastanza laboriosa e noi lo vogliamo fare con grande rigore. Tutte le principali tematiche che Futuro Nazionale affronta sono già presenti. Poi la formalizzazione, non appena avremo la capacità anche di metterci al lavoro e completarla, sarà fatta sul nostro sito", ha spiegato il leader di Fn.
"Futuro Nazionale - ha proseguito l'europarlamentare - è un partito futurista. Non siamo persone che scrivono le cose su una pietra e poi le lasciano là. Siamo un partito che evolve in base a quelle che sono le necessità e gli interessi degli italiani".
L'ex sindaco di Roma è uscito dal carcere oggi dopo un anno, 5 mesi e 24 giorni. Acclamato da una folla di attivisti al grido 'Gianni, Gianni' e 'Uno di noi', il leader di Indipendenza, 68 anni, si è fermato a parlare con i giornalisti. "Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo di carcere da innocente e non dovevo stare qua", ha spiegato lo storico leader della destra sociale, raccontando di avere conosciuto in questa sua esperienza "una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica".

(Adnkronos) - Un'invasione aliena durante i Mondiali 2026? Sì, secondo una veggente brasiliana. In occasione della partita di oggi tra Brasile e Scozia, valida per la terza giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, un gigantesco ufo atterrerà al centro dello stadio di Miami: questa è la 'profezia' di Vò Bahiana.
La donna, molto seguita sui social, dove conta 24 milioni di follower, è considerata in Brasile una vera e propria veggente, e da giorni ormai ha predetto l'invasione aliena, ma non solo.
"Un ufo gigante rapirà Neymar e Vinicius Jr nella partita tra Brasile e Scozia", è stata la profezia di Bahiana, come riportato da As, "il giorno 24 di giugno una nave aliena invaderà lo stadio di Miami.

(Adnkronos) - La Danimarca intende bandire la convocazione alla preghiera dei musulmani (Adhan). Il ministro dell'Immigrazione Morten Bodskov, spiega che rende parti del Paese simili a "un sobborgo di Islamabad". E ha anticipato una inchiesta del governo sulla possibilità di renderla illegale, sulla base del fatto che costituisce una "islamizzazione" e occupa troppo spazio pubblico. "La chiamata alla preghiera non deve essere sentita sui tetti danesi. Non deve avere posto in Danimarca. Non ci devono essere dubbi che siamo in Danimarca", ha dichiarato il ministro, citato dall'agenzia Ritzau.
E' la terza volta che in Danimarca si cerca di bloccare la pratica, dopo tentativi falliti nel 2020 e lo scorso anno. A Copenaghen la convocazione alla preghiera già non può avvenire attraverso altoparlanti.
Questa mossa arriva mentre la Danimarca continua a perseguire alcune delle politiche migratorie più dure d'Europa sotto la premier socialdemocratica Mette Frederiksen. In base alle controverse leggi sui "ghetti", le autorità possono costringere i migranti a trasferirsi da quartieri considerati con troppi residenti stranieri, mentre ai richiedenti asilo può essere richiesto di consegnare oggetti di valore per aiutare a coprire i costi di alloggio.

(Adnkronos) - "Oggi si manifesta un rischio nuovo, quello che a livello globale si realizzi una società in cui la ricchezza si concentra in poche centinaia di mani e dall'altra parte tanti milioni di persone che dipendono dagli interessi commerciali di questi grandi soggetti finanziari. Una visione della società che negherebbe il valore libero e autonomo del lavoro. Il lavoro è veicolo di benessere che include altri valori: l'affettivita', l'amicizia, la cultura, lo sport, la socializzazione, l'impegno sociale o politico, la tutela e la promozione della salute dell'ambiente. Questo, in realtà, è il tessuto composto dalle norme che leggiamo negli articoli della Costituzione, vale a dire il pieno e libero sviluppo della persona umana".A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un'intervista sull'articolo 1 della Costituzione al canale Geopop su Youtube.
"L'articolo uno - spiega il presidente - non invita a vivere per lavorare. Al contrario, quella è la condizione che la Costituzione ha rimosso e ha escluso, quella di ceti sociali destinati a dover soltanto lavorare duramente a beneficio di altri chiamati a vita privilegiata".
"L'ha espresso allora con efficacia il costituente che elaborò il testo definitivo di quell'articolo. Con queste parole, dicendo che la Repubblica è fondata sul lavoro si esclude che essa possa fondarsi sul privilegio, sulla nobiltà ereditaria, sulla fatica altrui. La Costituzione indica che la Repubblica è fondata sulla dignità del lavoro, visto come fattore di liberazione, di realizzazione della persona, del suo contributo alla vita comune", dice ancora il capo dello Stato.
Perché i festival letterari in Italia? Se ne parlerà, in un
confronto nazionale, sabato 27 giugno a Perdasdefogu (ore 10.30
Biblioteca comunale Daniele Lai) all'interno delle iniziative
legate al Festival SetteSere SettePiazze SetteLibri, 16.ma edizione
(27 luglio-2 agosto).
Organizza la ProLoco.
Il dibattito partirà dai libri di Umberto Eco:
oltre a quelli notissimi, "I libri anticipano l'eternità" da cui è
tratta la frase-tema della nuova edizione, "Non morirà il libro di
lettura". Per quale motivo si rinnova ogni anno l'appuntamento con
i lettori? Quali opportunità? Quali problemi? Quali scenari? Ma è
vero che i festival sono troppi? Dopo un intervento video di
Annalena Benini, direttrice del Salone del Libro di Torino, si
confronteranno i direttori artistici dei festival "Pordenone Legge"
(GianMario Villalta), "Campania libri festival" (Massimo Adinolfi),
Festival SalernoLetteratura (Daria Limatola), Festival del
Giornalismo culturale di Urbino (Lella Mazzoli), direttori e
dirigenti di alcuni festival della Sardegna: Claudio Moica di
Calasetta, Giovanni Follesa di Carbonia, la sindaca di Dorgali
Angela Testone, Marcella Mulas e Aurelio Pullara di Gavoi,
Francesca Casula di Liberos-Entula, Davide Mocci di Quartu, Luca
Manunza di Seneghe), il vicepresidente nazionale dell'Associazione
Librai (Aldo Addis).
Per la Regione Sardegna sarà presente la
coordinatrice del settore Biblioteche e promozione della lettura
Floriana Me.
Modera l'incontro la speaker ufficiale del
festival, la giornalista Francesca Lai.
"Riteniamo fondamentale, necessario, urgente,
promuovere in tutti i modi possibili la diffusione della lettura in
Italia, a partire dalle scuole", dichiara il direttore artistico
del festival di Perdasdefogu, Giacomo Mameli.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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L'amore per la natura, la sensibilità verso il diverso, la
solidarietà reciproca, il fare gruppo nel senso più positivo del
termine, il coraggio di affrontare le piccole grandi difficoltà
quotidiane sostenendosi l'uno con l'altro e ricevendo e dando aiuto
reciproco, la forza di battersi lealmente per difendere i propri
valori e portare avanti i propri ideali con coraggio. È questo il
tema de "Il posto del cuore", l'ultimo film con la regia di Monica
Zedda. La pellicola di prossima uscita, tratta da un soggetto
originale, racconta poeticamente un'amicizia misteriosa e
affascinante tra un gruppo di bambini che vive in un piccolo paese
della Sardegna negli anni cinquanta e degli alberi in grave
pericolo. A salvarli ci penseranno i piccoli.
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(Adnkronos) - Imbarazzo nel post partita per Jannik Sinner. Oggi, mercoledì 24 giugno, il tennista azzurro ha battuto Cameron Norrie nel torneo esibizione 'Giorgio Armani Tennis Classic' di scena a Londra, prendendo confidenza con l'erma in vista di Wimbledon 2026, al via lunedì 29 giugno.
Al termine della partita, vinta con un doppio 6-3, Sinner si è fermato, come sempre, a parlare dal centro del campo, dove l'intervistatrice lo ha messo un po' in difficoltà. "Cosa stavi provando lì fuori?", gli ha chiesto, provocando l'imbarazzo dell'azzurro: "Non lo so", ha risposto iniziando a ridere. "Non ci stai mentendo vero?", ha replicato l'intervistatrice, tra le risate di tutto il pubblico e dello stesso Sinner.
Dopo il siparietto, Sinner ha parlato delle sue sensazioni dopo la prima partita giocata sull'erba: ""L'atmosfera è molto bella, anche se fa molto caldo", ha detto l'azzurro, "ringrazio tutti per essere venuti, è sempre bello giocare qui. Non c'ero mai stato e devo dire che mi piace molto. È vero che è un match di esibizione, ma queste partite aiutano a trovare la giusta condizione in vista della prossima settimana".
"Su erba mi trovo bene, mi sto allenando su questa superficie da quasi una settimana. Ci sono parti del campo dove è più rapido e altre meno", ha spiegato Sinner, che poi ha aperto l'album dei ricordi, "pensare a quello che è accaduto lo scorso anno e tornare qui è molto bello. Le due settimane di Wimbledon hanno significato tanto per me, però ora parliamo di un altro torneo: anno nuovo e altre difficoltà, anche se spero nello stesso epilogo. Ho sempre detto che questo per me è il torneo più speciale".
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