
(Adnkronos) - Settima giornata di match a Wimbledon 2026. Oggi, domenca 5 luglio, torna in campo il campione in carica Jannik Sinner. Il numero uno del mondo e testa di serie numero uno chiuderà il programma sul campo central contro il giapponese Shintaro Mochizuki. Tocca anche al serbo Novak Djokovic che aprirà le danze sul Centre Court contro il russo Roman Safiullin. Ecco il programma di giornata, tutti i match e dove vederli in tv e streaming.
Ecco il programma di oggi a Wimbledon:
Centrale, dalle 14:30
Safiullin-Djokovic
Sabalenka-Osaka
Sinner-Mochizuki
Campo 1, dalle 14
Pegula-Jovic
Auger Aliassime-Davidovich Fokina
Benic-Gauff
Campo 2, dalle 12
Muchova-Krejcikova
Hurkacz-Struff
Tutte le partite di Wimbledon 2026 sono trasmesse in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Tor Vergata, 4 luglio. Qui, come promesso, la favola è diventata realtà. Quando Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, canta “Dove gli ultimi forza hanno e insieme cantano” (‘Pianeti), le sue parole diventano il manifesto di 250mila persone che lo hanno atteso per un anno intero. Un boato scuote un'area di oltre 150mila metri quadrati, inaugurando di fatto una delle arene per concerti più grandi d'Europa, pronta da oggi ad accogliere anche i giganti della musica internazionale. Ma questa notte è tutta per un ragazzo romano, 30 anni, cresciuto in periferia, precisamente nel quartiere di San Basilio, che ha promesso di dare voce agli ultimi. E ci è riuscito. E tutti gli 'ultimi' che si sentono rappresentati dal suo cantautorato emotivo, dove l'urgenza personale è il cardine, sono diventati la sua grandissima forza, quella che lo ha reso il primo artista a radunare una platea oceanica, a soli 30 anni.
La cronaca di un evento da record inizia molto prima che la musica parta. Inizia giorni prima, con i fan più devoti accampati con tende e ombrelli, per una devozione che non teme caldo, pioggia e stanchezza. E raggiunge il climax in un torrido sabato romano che è anche un anniversario: il 4 luglio, come il giorno del suo primo concerto all'Olimpico del 2019. Ad aprire le danze sulla cattedrale di acciaio e luci lunga 140 metri, ci pensa l’amico di sempre: Fabrizio Moro, il primo a credere in lui e nella sua arte. "Questa è la fotografia più bella della musica italiana", ha detto, proponendo un brindisi: "A voi, a Nic e al 4 luglio. Alla faccia di chi ci vuole male". Un passaggio di testimone simbolico prima del momento che tutti aspettano. E poi, il boato. Un elicottero sorvola la folla. Non è un film, è l'arrivo di Niccolò. Una scelta scenica che evoca l'impresa di Vasco Rossi per il suo storico concerto da quasi 230mila persone a Modena Park ma con un nuovo record: con 250.000 spettatori, l'allievo supera il maestro.
Quando finalmente appare sul palco, l'arena esplode. L'inizio è affidato a 'Pianeti', mentre sugli schermi lampeggia il suo manifesto: “Beati gli ultimi perché saranno i primi”. Da lì, comincia un viaggio senza sosta nel suo universo musicale. La scaletta è un'antologia di successi. "Roma, sei un capolavoro", dice prima di intonare 'Il capolavoro', per poi scatenare l'energia con 'Sono pazzo di te'. Ogni canzone è un coro, ogni parola urlata da 250mila voci che cantano la propria vita. Il viaggio prosegue tra la delicatezza di 'La stella più fragile dell'universo', la spensieratezza di 'Vieni nel mio cuore' e l'omaggio alle radici con 'Fateme Cantà'. Poi arriva il momento più emozionate: l'unico ospite della serata, il mentore Fabrizio Moro, torna sul palco. L'abbraccio tra i due sulle note della loro collaborazione del 2018, 'L'eternità (Il mio quartiere)', sigillando un legame artistico e umano.
C'è spazio per tutto: per la band, potentissima nel medley di 6 brani che unisce ‘L'ultima poesia’ e ‘Tutto questo sei tu’, e per l'intimità, con un lungo set al pianoforte sospeso. È qui che Ultimo trova la sua dimensione naturale e da solo con i suoi tasti, regala ‘Questa insensata voglia di te’, ‘Buon viaggio’, l'iconico ritornello di Alba e ‘Quel filo che ci unisce’, brano diventato a tutti gli effetti il manifesto della sua storia d'amore con la compagna Jacqueline Luna Di Giacomo, con la quale ha avuto il suo primo figlio, Enea, nato il 30 novembre 2024.
“Ho visto gente esclusa ridere a squarciagola”, canta in ‘22 Settembre’. E basta guardarsi intorno per capire che quella gente è tutta lì. Non sono semplici fan, sono un popolo. Un fenomeno di aggregazione che in Italia ha pochi eguali, paragonabile solo a quello generato da Vasco o Renato Zero. È il popolo di chi si è sentito fragile, incompreso, e ha trovato una voce nelle sue canzoni.
La chiusura è affidata al suo manifesto, ‘Sogni Appesi’. E quando le parole “Da quando ero bambino, solo un obiettivo / Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo” risuonano per l'ultima volta nell'arena di Tor Vergata, è chiaro a tutti che questa non è stata solo la festa di Niccolò. Le sue parole finali, prima che i fuochi d'artificio sigillino la serata, lo confermano: "Ho fatto pace con tutti, ho fatto pace con tutto. Siamo nella storia". È stata la festa di un'intera generazione che ha trovato il suo primo posto nel mondo. Poco importa a che ora si tornerà a casa. Questa notte è già un "io c'ero" che migliaia di ragazzi si racconteranno per anni. La favola di Ultimo è diventata storia. E per i suoi fedeli, ora, la domanda è una sola: dopo aver toccato il cielo, dove può ancora volare Ultimo? (di Loredana Errico)

(Adnkronos) - L'aggressione fuori dal bar e le 20 coltellate alla schiena. È stato un gesto violento e, al momento, del tutto inspiegabile quello che si è consumato ieri, sabato 4 luglio, intorno alle 7.30 del mattino in zona San Siro, a Milano.
Un uomo di 55 anni è davanti al tavolo di un bar e parla con il padre, seduto lì accanto. Alle sue spalle arriva un giovane con il volto seminascosto. Si chiama Lamine Saidilly, ha 22 anni ed è di Conegliano Veneto. In mano regge un coltello dalla lama affialata. Sette centimetri che affonda una ventina di volte nella schiena della vittima senza alcun motivo.
E' all'esterno del bar 'La Giada', in via Capecelatro, zona San Siro, che si consuma l'aggressione. Saidilly, un ragazzo italiano di origine gambiana, viene fermato dalle forze dell'ordine dopo essere stato bloccato a terra dall'anziano padre della vittima e da un cittadino egiziano insieme ad alcuni avventori del locale. La vittima è trasportata in codice rosso all'ospedale Niguarda, dove versa in condizioni molto gravi. Secondo le prime ricostruzioni, il 55enne si era fermato a chiacchierare con alcuni clienti e con il padre all'esterno del locale. All'improvviso, il 22enne, che camminava da solo lungo la via, si è avvicinato e, senza dire una parola, ha estratto un coltello dalla lama di circa 7 centimetri, scagliandosi contro il 55enne.
Un'aggressione che sembrerebbe essere del tutto immotivata: i due non avrebbero alcun legame pregresso. Nato a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, Lamin Saidilly avrebbe trascorso del tempo nel Regno Unito. Risulta essersi allontanato dalla propria casa circa una settimana fa e si trovava a Milano solo da pochi giorni. Al momento, gli inquirenti fanno sapere che non risultano precedenti ricoveri o trattamenti per problemi psichiatrici a carico del giovane. Le indagini della polizia sono in corso.

(Adnkronos) - Continua a salire il bilancio delle vittime del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. I morti sono 2.954, secondo quanto emerge dai dati ufficiali diffusi oggi. Il numero dei decessi è aumentato di oltre 300 unità rispetto al giorno precedente.
Oltre 16mila persone hanno perso la propria abitazione e 856 edifici sono stati danneggiati, ha inoltre indicato il ministero venezuelano delle Comunicazioni, senza fornire dati sul numero dei dispersi, che secondo le Nazioni Unite potrebbe arrivare fino a 50.000 persone.
La prima scossa si è verificata a una profondità di 21,9 km, circa 200 km a ovest di Caracas. È stata seguita da una seconda a 10 km di profondità, registrata 39 secondi più tardi a 45 km di distanza, e poi da una ventina di repliche, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo l’Usgs, il terremoto di magnitudo 7,5 è il più forte dal 1900 a colpire il Venezuela, Paese di quasi 30 milioni di abitanti la cui economia è in crisi da anni.
La situazione nel Paese sudamericano rimane critica, con molti cittadini che continuano a cercare rifugio e assistenza. Le autorità locali stanno lavorando per fornire aiuto e supporto alle popolazioni colpite, ma l'entità del disastro sta rendendo difficile un intervento rapido ed efficace. Il governo venezuelano ha confermato che i lavori di ricerca e soccorso proseguiranno senza sosta, con l'obiettivo di trovare eventuali sopravvissuti e portare sollievo alle famiglie delle vittime.
Le due scosse di terremoto, avvenute a 39 secondi di distanza l’una dall’altra, hanno colpito principalmente il nord del Paese. La Guaira, località balneare a circa quaranta chilometri dalla capitale Caracas, presenta numerosi edifici completamente ridotti in polvere. Molti sfollati si trovano ancora senza casa o in rifugi precari nei parchi. Anche Caracas è stata colpita: alcuni edifici sono crollati, ma i danni sono stati molto inferiori rispetto a La Guaira.
Giovedì, a 8 giorni dal terremoto, un uomo è stato estratto vivo dalle macerie. I soccorritori, racconta la Bbc, hanno lavorato per più di cento ore per salvarlo dopo averlo individuato tra le macerie di un edificio crollato, un parcheggio di un centro commerciale a La Guaira. La rete britannica racconta la storia di Hernán Gil, individuato dai soccorritori sotto 140 tonnellate di macerie. Alle operazioni per trarlo in salvo, ha riferito la Bbc, hanno contributo squadre di Venezuela, Cile, Costa Rica, El Salvador, Messico, Portogallo e Stati Uniti. Solo la notte appena passata sono riusciti a stabilire un contatto visivo con l'uomo.
Poche ore prima era stato un bambino di appena tre anni a essere estratto vivo. "Questi sono casi rari, se non rarissimi. Dopo un sisma come quello accaduto in Venezuela, ci sono molte variabili: la prima è il luogo, ovvero se il superstite riesce a muoversi in piccoli spazi sotto le macerie; poi l'accesso a fonti per idratarsi; infine le temperature a cui è esposto, se è in profondità o in superficie. A seconda di questo parametro, il corpo umano riesce a mantenere un certo equilibrio. Oltre a queste 3 varibili si deve aggiungere lo stato di salute generale prima della catastrofe: un ragazzo o un bimbo hanno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto ad un anziano che già non stava bene. Possiamo avere 1-2 casi di sopravvissuti a un sisma dopo le 72 ore", ha spiegato all'Adnkronos Salute è Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza 118 dell'Asl Cn1.: una storia che sfida ogni statistica e riaccende la speranza dei soccorritori.

(Adnkronos) - Colloqui in pausa tra Iran e Usa. I due Paesi hanno infatti deciso di sospendere per una settimana i negoziati fino alla conclusione delle cerimonie funebri della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Le esequie, che dureranno 5 giorni, sono iniziate sabato con una tappa in Iraq, per concludersi il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad.
Sono circa 15 milioni le persone attese nei prossimi giorni secondo il ministero della Salute iraniano, citato dall'agenzia Tasnim, precisando che la stima riguarda l'insieme degli eventi in programma. Ieri, nel giorno del corteo funebre, è restato "completamente chiuso" lo spazio aereo di Teheran.
Il ministero della Salute ha riferito inoltre che i preparativi delle esequie sono in corso da un mese e che sono stati allestiti ospedali da campo nei pressi della Grande Mosalla Imam Khomeini di Teheran, dove sono esposte le bare di Khamenei e di alcuni membri della sua famiglia. Le équipe mediche sono in stato di massima allerta, mentre anche le città di Qom e Mashdad ospiteranno cerimonie commemorative. Secondo il comune di Teheran, citato dall'agenzia Fars, oltre 2,2 milioni di persone hanno utilizzato la metropolitana tra le 5:30 e le 15 di ieri.
Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare", ha commentato il presidente americano Donald Trump affermando di seguire attentamente i funerali della Guida suprema iraniana. E ha ribadito ad Axios che gli iraniani "stanno supplicando di fare un accordo" per archiviare definitivamente la guerra. Le parti intanto hanno deciso di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri dell'ayatollah e dei suoi familiari uccisi negli attacchi di 4 mesi fa. "In questo momento, nessuno sparerà all'altro - ha detto - Sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare".
Le autorità iraniane si starebbero preparando all'eventualità che le cerimonie funebri di Ali Khamenei possano causare situazioni di emergenza e fino a 3mila morti. A scriverne, citando un documento riservato e fonti municipali di Teheran, è il quotidiano tedesco 'Die Welt'. L'articolo, scritto da Teheran da un autore anonimo la cui identità è nota alla redazione del giornale, afferma che i funzionari hanno elaborato piani per far fronte a una possibile situazione di emergenza - timori presumibilmente legati alla presenza di una folla così numerosa e con un caldo estremo - con conseguenti potenziali vittime - anche molto numerose - durante le processioni funebri per l'ex Guida Suprema.
Secondo Die Welt, citato da Iran International, una lettera riservata della Mezzaluna Rossa iraniana e dell'organizzazione nazionale per la gestione delle crisi, indirizzata al Primo Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, prevede un numero di morti compreso tra 1.500 e 3mila. L'articolo riporta inoltre che sarebbe stata istituita un'unità speciale per gestire i morti e i dispersi, mentre migliaia di nuove tombe sarebbero state predisposte nel cimitero di Behesht-e Zahra a Teheran. Un'impiegata del comune di Teheran, identificata con uno pseudonimo per motivi di sicurezza, avrebbe dichiarato alla Welt che i colleghi del centro di coordinamento della crisi avrebbero confermato.
"Le fosse comuni preparate esistono davvero", ha affermato. "Ai responsabili è stato detto che fino a 3mila morti non sarebbero stati un problema. Con una folla così numerosa e questo caldo estremo, nessuno sa cosa succederà". Le cerimonie funebri di Khamenei sono iniziate a Teheran sabato e dovrebbero proseguire a Qom, nelle città irachene di Najaf e Karbala, e infine a Mashhad, dove è prevista la sepoltura giovedì.
Die Welt ha riferito che le autorità stanno pianificando una vasta operazione di sicurezza e logistica a Teheran, che include restrizioni alla circolazione, possibili interruzioni del traffico aereo, migliaia di autobus, cucine temporanee e l'utilizzo di scuole e moschee per ospitare i partecipanti. Secondo il quotidiano, il Comune di Teheran, guidato dal sindaco Alireza Zakani, sta svolgendo un ruolo centrale nei preparativi, mettendo a disposizione 11mila autobus e garantendo la circolazione e il funzionamento continuo di metropolitana e autobus a transito rapido.
Dipendenti comunali hanno riferito al giornale che per ciascun distretto di Teheran sono stati stanziati l'equivalente di circa 500-650mila euro per i tre giorni di cerimonie, esclusi i fondi aggiuntivi destinati a enti come i vigili del fuoco, l'ente gestore dei parchi, le autorità dei trasporti e le imprese edili.
L'entità dei preparativi ha destato preoccupazione, perché l'Iran ha una storia recente di calche mortali durante i funerali. Almeno 56 persone sono morte e oltre 200 sono rimaste ferite durante i funerali del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Qasem Soleimani a Kerman nel 2020, mentre anche i funerali di Ruhollah Khomeini nel 1989 sono degenerati in scene di caos, causando almeno otto morti e centinaia di feriti.
Welt ha inoltre descritto una profonda tensione politica intorno alle cerimonie, affermando che i sostenitori radicali della Repubblica Islamica hanno sfruttato gli assembramenti notturni per denunciare il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e minacciare alti funzionari coinvolti nei negoziati, tra cui il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Alcuni partecipanti hanno chiesto la continuazione della guerra per vendicare l'uccisione di Khamenei, mentre video diffusi online mostravano oratori religiosi estremisti pronunciare discorsi militanti, con alcuni partecipanti armati di fucili, si legge.

(Adnkronos) - Papa Leone, in visita pastorale a Lampedusa, varca la Porta d’Europa e -con un fuoriprogramma- si incammina da solo sugli scogli salendo su quello più alto e guarda l’orizzonte mentre lo zucchetto viene portato via dal vento. E’ la potentissima immagine che più di ogni altra sintetizza la visita nella patria dell’accoglienza. “Più delle parole contano i gesti, il mondo sia più umano”, aveva detto poco prima Leone salutando i lampedusani al campo sportivo dove ha celebrato messa.
Il primo atto della visita, nel solco dei migranti e dopo quella compiuta da papa Francesco a inizio pontificato, è iniziato al cimitero di Lampedusa: qui, tra croci anonime, sono sepolti anche migranti, ci sono anche bambini, morti nei viaggi della speranza. E’ stata la prima volta di un Pontefice. Una visita privata durante la quale il Papa si è inginocchiato, si è raccolto in preghiera, lasciando una corona di fiori. Quindi Leone e’ arrivato alla Porta d’Europa dove ha incontrato due famiglie di migranti. Tra loro, il piccolo Leo, arrivato a Lampedusa da solo dieci anni fa. Qui il fuoriprogramma di grande impatto, fortemente simbolico.
Al molo Favaloro, dove papa Francesco nel 2013 lanciò una corona di fiori in mare per commemorare i tanto morti nei viaggi della speranza, papa Leone ha scoperto una targa intitola al predecessore: ‘Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità’. Qui ha incontrato anche alcuni migranti ospitati nell’hot spot lampedusano. Quindi, sulla Fiat Campagnola che utilizzo’ anche il predecessore nel suo viaggio sull’isola, papa Prevost e’ arrivato al campo sportivo, per un giorno ‘cattedrale a cielo aperto‘, per la celebrazione della messa alla quale hanno preso parte anche il governatore siciliano Renato Schifani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e Claudio Baglioni, grande estimatore di Lampedusa: “Un grande dono per l’isola la visita di due papi”.
Nell’omelia, il chiaro messaggio politico sul dramma dei migranti. “C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”, la denuncia di Leone. Poi la sferzata all’Europa: “Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado – in quest’area – di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare. Tutto questo vigilando sul rispetto della dignità di ogni persona”. Il Papa, al termine dell’omelia, saluta i lampedusani con un’espressione che letteralmente significa ‘o mio respiro’ ed e’il saluto più affettuoso usato dagli abitanti dell’isola per accogliere e confortare: “A voi comunità di Lampedusa e Linosa, non manchi mai il respiro della fede, della speranza e della carità: ‘O’scià!’”.
“A noi, posti provvidenzialmente nel cuore del Mediterraneo e alle porte dell’Europa, spesso tocca il compito di far gustare il sapore della terra promessa a chi riesce a sbarcare nelle nostre coste, dopo aver provato l’amarezza della schiavitù che si è lasciato alle spalle e l’incertezza della traversata che ha dovuto affrontare. Ma è una “terra promessa” strana, la nostra, perché non ha potenzialità e risorse tali da garantire un futuro; e, proprio per questo, solitamente è solo una terra di passaggio”, le parole dell’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano. (dall’inviata Elena Davolio)

(Adnkronos) - Il concerto-evento di Ultimo ospitato all'università degli Studi di Roma Tor Vergata rappresenta un esempio di come un grande appuntamento musicale possa trasformarsi in un'occasione di ricerca, formazione e collaborazione tra istituzioni. Lo ha sottolineato il rettore dell'Ateneo, Nathan Levialdi Ghiron, evidenziando il ruolo dell'università nell'apertura verso la società civile e il coinvolgimento diretto degli studenti.
“L'università di Roma Tor Vergata dimostra anche in questa occasione una grande capacità di accoglienza e una grande apertura verso iniziative di terza missione che coinvolgono la società e il mondo dei giovani”, ha dichiarato Levialdi Ghiron. “L'evento è stato possibile grazie a una stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune di Roma alla Prefettura, dalla Questura agli altri soggetti che hanno contribuito alla sua organizzazione”.
Il rettore ha inoltre evidenziato il valore scientifico dell'iniziativa: “Durante questo evento vengono realizzati due esperimenti molto importanti: uno sulla propagazione del suono e uno sulla misurazione del segnale delle telecomunicazioni in presenza di concentrazioni di oltre 250 mila persone”. Un'attività che, ha aggiunto, “consente ai nostri studenti di avere un ruolo proattivo e rappresenta un modo per testare nuovi modelli organizzativi per i grandi eventi”.
Secondo Levialdi Ghiron, “questa collaborazione potrà proseguire anche in futuro, offrendo nuove opportunità per replicare l'esperienza maturata e sviluppare ulteriori iniziative di ricerca, innovazione e formazione legate ai grandi eventi”.

(Adnkronos) - Una coppia a bordo di una moto Bmw è morta sul colpo oggi in un gravissimo incidente stradale avvenuto a Salgareda (Treviso), lungo la strada arginale del Piave che conduce al mare. A perdere la vita Francesco Paolo Fecarotta, 37 anni, e Jessica Laface, 32 anni, entrambi di Villorba.
I due erano a bordo della loro moto, quando hanno tamponato l’auto che li precedeva, una Dacia Sandero. Il violento impatto ha spezzato la moto in due, facendo volare la ruota anteriore per decine di metri e sbalzando i due motociclisti a terra lungo la strada dove hanno trovato immediatamente la morte. Inutile l'intervento del Suem 118. L’automobilista è ora indagato per omicidio stradale dalla Procura di Treviso e i due mezzi sono stati messi sotto sequestro.

(Adnkronos) - Il 4 luglio negli Stati Uniti è l'Independence Day. Ed è il giorno della gara degli hot dog con il consueto trionfo di Joey Chestnut, che si laurea campione per la 18esima volta. A Coney Island, New York, Chestnut ha dimostrato ancora una volta di essere un fuoriclasse (?) nella disciplina (?): ha trionfato ingurgitando 66 hot dog, 16 in più del rivale più temibile. "Sapevo che avrei vinto, avevo ancora margine", le parole di Chestnut, che non è riuscito ad avvicinare il record di 76 hot dog nella prova di 10 minuti. La prestazione, ha detto, è stata condizionata dal caldo: "Posso fare molto meglio".
Tra le donne, vittoria di Miki Sudo che ha ingerito 38 hot dog e un pezzo.

(Adnkronos) - La Francia scende in campo ai Mondiali 2026. Oggi, sabato 4 luglio, la Nazionale transalpina sfida il Paraguay - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La vincente del match troverà ai quarti il Marocco, che ha battuto il Canada 3-0.
Domani invece Brasile-Norvegia.

(Adnkronos) - La Francia scende in campo ai Mondiali 2026. Oggi, sabato 4 luglio, la Nazionale transalpina sfida il Paraguay - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La vincente del match troverà ai quarti il Marocco, che ha battuto il Canada 3-0.
Domani invece Brasile-Norvegia.

(Adnkronos) - Tragedia oggi sul pontile di Ostia, litorale romano, dove un giovane è morto. Il ragazzo si è tuffato in mare, ma ha riportato un violento trauma alla testa. Inutili i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Capitaneria di Porto e i sanitari del 118.

(Adnkronos) - Furia Grigor Dimitrov a Wimbledon 2026. Oggi, sabato 4 luglio, il tennista bulgaro ha sfidato Matteo Berrettini nel terzo turno dello Slam di Londra, in una partita caratterizzata anche da un momento di nervosismo. Al termine del terzo set, vinto dall'azzurro dopo i primi due vinti da Dimitrov, la direzione di gara decide di fermare il gioco per permettere la chiusura del tetto del Centrale a causa dell'oscurità. Una decisione che ha mandato su tutte le furie il bulgaro.
Dimitrov ha chiamato a colloquio prima il giudice di sedia e poi l'organizzazione del torneo, che gli ha spiegato la necessità di chiudere il tetto. Il bulgaro però ha chiesto "perché farlo in mezzo alla partita?", facendo intendere che era un'eventualità che si poteva prevedere.
Dimitrov ha inoltre fatto notare che il tetto è già chiuso per metà, quindi si poteva continuare così senza alterare ulteriormente le condizioni di gioco.
(Adnkronos) - La festa del 4 luglio, per l'Independence Day degli Stati Uniti, non va come previsto dalle parti di San Diego. Il tradizionale spettacolo di fuochi d'artificio, programmato per durare almeno 17 minuti, si esaurisce in pochi secondi con una maxi esplosione. I fuochi d'artificio, infatti, vengono accesi tutti simultaneamente. Risultato? Una 'bomba'...

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del SuperEnalotto di oggi, sabato 4 luglio. Il jackpot per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 190,1 mln di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi è: 2, 37, 55, 62, 72, 76. Numero Jolly 34 e numero SuperStar 75.

(Adnkronos) - "Le do una notizia: è assoluta pura fantasia la notizia di un mio ruolo in Europa anche perché i ruoli di cui si è parlato vengono assegnati con crtiteri che non sono in competenza né di Giorgia Meloni né di Matteo Piantedosi". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervistato da Myrta Merlino a 'Pantelleria– Mediterraneo D'Autore', la rassegna ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor, sulla possibilità di un suo trasloco dal Viminale.
"Resta la mia amicizia con Matteo Salvini, lui ha detto che non vuole a tornare ora al Viminale, ma che ci tiene a tornarci nuovamente quando vinceremo di nuovo le elezioni", ha poi aggiunto riferendosi alle voci su un ritorno di Salvini al Viminale al suo posto. E sul suo futuro al termine di questo governo spiega: "Rientro nei ranghi come prefetto, alla peggio ho una tenuta in campagna in Irpinia, ci sono tante cose belle che si possono fare nella vita", ha affermato.
Piantedosi ha parlato anche di Vannacci e Fn: "Mi è stato chiesto anche come vedo Vannacci nel rapporto col centrodestra. Premesso che io non sono un leader di partito e quindi altri decideranno, sarà un po’ difficile, se Vannacci si dà come obiettivo politico quello di fare concorrenza solo al centrodestra, che si possa un giorno immaginare un governo di centrodestra che ricomprenda anche Vannacci. Mi è stato chiesto se io mi immagino un giorno come ministro di un governo in cui c’è anche Vannacci. A parte che sarà molto difficile che mi sia richiesto di rifare il ministro, sicuramente sarà difficile che possa capitare con questa coincidenza e con questa concomitanza". "Se, ripeto, la proposta politica che viene fatta è essenzialmente caratterizzata da una concorrenza a quelle che sono le politiche sempre teorizzate, e io dico praticate anche con progressiva efficacia dal centrodestra e dal governo di Giorgia Meloni", ha concluso.
"Il Mar Mediterraneo è centrale, cruciale e Pantelleria è un luogo straordinario perché al centro di questo mare", ha affermato poi. E riferendosi alla parole di Papa Leone XIV: "Io traduco in termini laici, che competono a un ministro dell’Interno e a un governo italiano, il messaggio del Papa, che chiaramente si alimenta di messaggi che sono anche di natura spirituale. Credo che quando ha parlato dell’immigrazione, della necessità di aprire le nostre braccia anche alle persone che scelgono percorsi legati alla pratica dell’emigrazione, si riferisca alla necessità di tenere in giusta considerazione questa situazione. Ovviamente chi governa deve governare secondo quella che è l’arte del possibile, dell’arte anche della sostenibilità di certi processi. Però io faccio mio quell’invito, quindi aprire le porte significa aprire le porte ma in maniera sostenibile, regolata". "Il nostro è un governo che ha dimostrato di non avere pregiudizi rispetto ai fenomeni migratori in quanto tali", ha poi aggiunto il ministro.
"Ieri sono stato in Somalia e in Kenya, in un caso non c'era mai stato un ministro degli Interni italiano, nell'altro l'ultimo era stato Oscar Luigi Scalfaro - ha detto ancora - E' importante guardare a nuovi scenari e in questi Paesi c'è grandissima voglia di italia, ci sono spazi vuoti utili per la nostra economia. E inoltre se non coltivi i rapporti con questi Paesi questo poi ti porta i conti nel nostro Paese, da diversi punti di vista", ha concluso. (dall'inviato Fabio Paluccio)

(Adnkronos) - Potrebbero esserci dei noodles aromatizzati dietro a un focolaio epidemico di Salmonella Stanley in diversi Paesi europei. Il monitoraggio epidemiologico ha confermato 106 casi, con una prevalenza significativa tra bambini e giovani adulti, concentrati in 14 Stati. I dati clinici indicano che almeno 49 soggetti sono stati ricoverati.
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno dichiarato: "I prodotti a base di noodles aromatizzati sono la fonte più probabile di un focolaio di infezioni in corso in più Paesi, con prove che collegano i casi ad articoli dello stesso marchio".
Le agenzie hanno identificato il ceppo Salmonella Stanley come agente eziologico, riconducendo l'origine della contaminazione allo stesso produttore in Ucraina. I casi sono stati segnalati in Austria, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Svezia. Le evidenze microbiologiche hanno isolato il ceppo epidemico in campioni di noodles al gusto di pollo e al gusto di pollo piccante prelevati in Germania e Lituania, rendendo necessari ulteriori approfondimenti investigativi.
Il quadro clinico dell'infezione da Salmonella manifesta sintomatologie quali diarrea, febbre, vomito grave, disidratazione e crampi addominali. Sebbene la prognosi sia generalmente favorevole con una risoluzione del quadro sintomatico entro sette giorni, il patogeno presenta rischi di complicazioni severe per i soggetti in età pediatrica, gli anziani e gli individui immunodepressi.

(Adnkronos) - Harry torna a Londra ma senza la sua famiglia. Il figlio minore di re Carlo III si recherà a Londra la prossima settimana per una visita di cinque giorni. A differenza di quanto precedentemente trapelato, il viaggio non vedrà la partecipazione della moglie Meghan Markle e dei loro due figli, Archie e Lilibet. Lo hanno riferito all'Afp fonti vicine al duca di Sussex, senza fornire motivazioni ufficiali per questa assenza nella tappa londinese, lasciando aperta solo la possibilità che la famiglia possa unirsi a lui in un secondo momento per impegni fuori dalla capitale.
Lo slittamento di quello che sarebbe dovuto essere il primo viaggio nel Regno Unito per l'intero nucleo familiare dal 2022 potrebbe essere legato alla lunga disputa legale sulla sicurezza. Da quando la coppia ha rinunciato allo status di membri attivi della famiglia reale nel 2020, trasferendosi in California, il governo britannico ha revocato loro la scorta automatica a spese dei contribuenti. Nonostante i ripetuti ricorsi legali di Harry presso l'Alta Corte di Londra - l'ultimo dei quali respinto in appello a maggio 2025 - la protezione pubblica viene ora valutata dal comitato governativo Ravec caso per caso.
Secondo i media britannici, il principe si sarebbe detto profondamente contrariato dopo che le autorità hanno negato una richiesta di scorta ufficiale avanzata proprio in vista dell'imminento soggiorno. Senza la tutela della polizia, Harry teme che la sua famiglia possa diventare bersaglio del pubblico e della pressione asfissiante dei paparazzi fin dal momento dello sbarco. Una situazione di stallo che, a pochi giorni dall'arrivo, sembra aver fatto sfumare l'atteso incontro dei bambini con il nonno, re Carlo III.

(Adnkronos) - Addio a Bruno Ripepi. Si è spento a 80 anni lo speaker, giornalista e opinionista: una figura storica del mondo radiofonico romano e in particolare romanista. Ripepi, malato da tempo, è stato uno dei primi punti di riferimento nell'universo delle 'radio romane', le emittenti locali che hanno dedicato e dedicano tuttora buona parte del palinsesto alla Roma.
Ripepi è stato tra i protagonisti assoluti dell’etere romano, in particolare tra la fine degli anni '90 fino al 2015. La trasmissione più importante, e ancora oggi più ascoltata, fu la trasmissione con Mario Corsi su 'Radio Incontro', poi diventata 'Te la do io Tokyo', condotta da decenni da 'Marione', a cui ancor oggi gli ascoltatori si rivolgono con un saluto doc: "Ti sento dai tempi di Ripepi...".

(Adnkronos) - Maxi rissa in Canada-Marocco. Oggi, sabato 4 luglio, la Nazionale nord-americana ha sfidato quella africana negli ottavi di finale dei Mondiali 2026, in una partita caratterizzata da alcuni momenti di nervosismo. A Houston i toni si sono decisamente alzati nel corso del primo tempo, con il match che si è fatto più fisico e il Marocco che è ricorso a qualche 'trucchetto' per svilire l'entusiasmo del Canada, padrone del campo nella prima frazione.
Al 40' in campo si è generata una maxi rissa. Hakimi si lascia in profondità ma viene rimontato da Laryea, che lo supera e si mette davanti al pallone per proteggere l'uscita de portiere del Canada. Nella corsa l'esterno del Paris Saint-Germain rifila una spinta all'avversario, facendolo volare a terra.
Furente la reazione del Canada, con Hakimi che viene 'chiuso' da un avversario e poi dallo stesso Laryea, che si è subito rialzato per andare a cercare l'esterno marocchino. Nella rissa intervengono altri giocatori e in campo si genera il caos, con l'arbitro Oliver chiamato a riportare la calma. Il direttore di gara ammonisce i due protagonisti e chiude così la questione, con il primo tempo che si conclude con ben sei cartellini gialli, di cui quattro per il Marocco.

(Adnkronos) - "Se oltre alla Rai guardo alle altre forzature della maggioranza mi preoccupo, perché stanno forzando le regole sulla legge elettorale, calpestando prassi e regole e ovviamente anche il dettato costituzionale. Lo stanno facendo sull'autonomia perché hanno calpestato la sentenza della Corte Costituzionale e lo stanno facendo con la bicamerale Covid che è diventato un plotone di esecuzione di un altro governo. Siamo preoccupati perché la destra sta dimostrando ancora una volta di essere concentrata sulla necessità di conservare il potere e invece non si occupa di salari, di sanità e dei problemi degli italiani". Così il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, arrivando a 'Pantelleria– Mediterraneo D'Autore', la rassegna ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor.
"Il presidente La Russa ci prova ma le aperture devono essere aperture non parentesi che si aprono e si chiudono. Lui sa molto bene che per noi la priorità non è la posizione del presidente della Rai, un posto o una poltrona. Per il Pd e per l'intera opposizione la priorità era ed è il recepimento del Media freedom act, il regolamento che consente non solo la libertà d'informazione dentro aziende pubbliche ma anche la necessità di dividere il destino di un'azienda pubblica dal governo di turno. Il presidente La Russa vuole davvero completare questa mediazione? Dica alla maggioranza di votare il Media freedom act e di recepirlo e di evitare che il Paese resti in procedura di infrazione", ha dettoancora.
Secondo Boccia sul media Freedom Act "Giorgia Meloni finge di non capire, Elly Schlein glielo ha detto tre anni fa e glielo ribadisce anche in queste ore. Se toccherà a noi lo recepiremo e questo significherà che Meloni sarà l'ultimo premier ad aver lottizzato la Rai. Vogliamo recepirlo insieme? Noi siamo pronti, quella legge pende in commissione al Senato da 2 anni e c'è ostruzionismo della maggioranza da due anni", conclude. (dall'inviato Fabio Paluccio)
"Papa Leone XIV oggi ha detto che bisogna tenersi per mano. E noi, che siamo tra l'altro popoli più anziani e anche un po' più ricchi, non sappiamo per quanti decenni, abbiamo il dovere di porgere quella mano. Di fronte a noi abbiamo l'Africa, che è lo straordinario continente ed è il più grande serbatoio di gioventù che il pianeta ha in questo momento. La politica ha il dovere di guardare lontano. Se guarda al giorno dopo o alla cosa più roboante da dire per strappare lo zero virgola, non fa altro che aumentare il fossato sociale ed è quello che sta avvenendo soprattutto tra le destre nazionaliste, non solo nel mondo, ma anche in Italia", ha sottolineato Boccia.
"Io dico solo una cosa: quando ero ragazzo sul pianeta -ha continuato- eravamo in quattro miliardi, oggi siamo otto. E tendenzialmente arriveremo durante questo secolo a dieci. E pensare di chiudere tutto in fili spinati, in distinzioni etniche, linguistiche e religiose è una cosa che forse può convincere solo coloro che credono che la ricetta per un pianeta di gente che vive per mano sia il nazionalismo più bieco", ha aggiunto.
"Io penso proprio che Pantelleria sia il luogo giusto per parlare di questo disordine mondiale, perché è inutile che continuiamo a parlare di di vecchio ordine. Il vecchio ordine non c'è più. Trump non è la causa, io penso che sia il sintomo di un mondo che non si ritrova più, così come ce l'hanno scritto i nostri avi, i nostri nonni. E dobbiamo prendere atto che siamo in un'altra fase della storia. E proprio qui da Pantelleria dire con chiarezza cose che forse da Bruxelles o da Washington si vedono meno, e cioè che il Mediterraneo non è il confine del mondo, ma il cuore della geopolitica, forse aiuta anche noi europei a capire qual è la nostra missione, qual è il nostro ruolo storico. Ed è quello di cui stiamo parlando qui, in questa bellissima rassegna, e fatto da qui davvero da il senso anche della nostra responsabilità storica. Se poi ci aggiungiamo che oggi, sempre da questo mare, Papa Leone XIV ha detto cose che non lasciano spazio a interpretazioni, il quadro si completa", ha concluso. (dall'inviato Fabio Paluccio).

(Adnkronos) - Flavio Cobolli e i problemi intestinali, una storia che si ripete anche a Wimbledon 2026. Oggi, sabato 4 luglio, il tennista azzurro ha battuto il russo Karen Khachanov al termine di una maratona di quattro ore e cinque set, in cui nel primo parziale ha subito un pesante 6-0.
Il motivo, lo ha spiegato lo stesso Cobolli al termine della partita: "Sentivo qualcosa allo stomaco, il dottore mi ha dato una mano e quando sono rientrato in campo finalmente stavo bene", ha detto l'azzurro, provocando le risate del pubblico e quelle dell'intervistatrice, che l'ha ironicamente ringraziato per la mole di informazioni.
"Sono stanco e farò in modo di essere pronto per la prossima partita", ha concluso Cobolli, che ha poi parlato della sua nuova esultanza ispirata all'attaccante del Brasile Matheus Cunha: "È stata una scommessa con il mio allenatore", ha raccontato Cobolli, "stiamo guardando i Mondiali e questa è l’esultanza che adoro imitare dell'attaccante brasiliano. Sono tre giorni che mi dimentico di farlo, oggi non potevo proprio".
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