
E' visitabile fino al prossimo 2 giugno, al Museo internazionale della ceramica (Mic) di Faenza la mostra “Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura”. Organizzata dallo stesso museo e dalla Fondazione Museo Ginori, l'esposizione rilegge due secoli di storia della manifattura di Doccia, proponendo una narrazione inedita dell’evoluzione della ceramica nel XVIII e XIX secolo.
Attraverso un’ampia selezione di opere e manufatti provenienti dalle collezioni del Museo Ginori e del Mic Faenza, le curatrici Oliva Rucellai e Rita Balleri mettono in scena la dialettica tra creatività e limiti imposti dalla materia, tra ricerca estetica e progresso scientifico, tra tradizione e mutevolezza del gusto della committenza.
“Spesso, dietro a un certo impasto, al colore di uno sfondo o a una particolare forma che oggi ci appaiono scontati – racconta Oliva Rucellai, capo-conservatrice del Museo Ginori - ci sono scoperte, invenzioni, ricerche e fallimenti di cui non siamo consapevoli. Questa mostra è un invito a leggere la storia della Manifattura Ginori anche attraverso queste conquiste".
Il racconto ha inizio nella prima metà del Settecento, quando Carlo Ginori, appassionato di chimica, fonda l’omonima manifattura e si dedica personalmente alla ricerca della ricetta dell’impasto della porcellana.
Il percorso si snoda poi in diverse sezioni dedicate alle sculture in porcellana; al progressivo arricchirsi della decorazione pittorica e della tavolozza cromatica; alle innovazioni di Carlo Leopoldo Ginori (inventore della fornace a quattro piani), di Giusto Giusti (il chimico della manifattura che riscopre la ricetta del lustro delle antiche maioliche rinascimentali) e dei primi direttori artistici della manifattura.
L’esposizione si chiude con il passaggio della Ginori a vera e propria industria e con uno sguardo rivolto al XX secolo, quando la neonata Richard-Ginori fonderà gran parte della sua prosperità sulla produzione di porcellane elettrotecniche, solitamente non esposte in ambito museale.
Con questa mostra il Mic Faenza rende nuovamente omaggio alla ricchezza delle collezioni del Museo Ginori (attualmente chiuso al pubblico a causa dei lavori di ristrutturazione della sua sede di Sesto Fiorentino), in continuità con la collaborazione avviata in occasione della mostra Gio Ponti – Ceramiche, ospitata a Faenza dal 17 marzo al 13 ottobre 2024.
“Questa mostra si inserisce in un programma del nostro Museo di valorizzazione delle manifatture italiane che hanno fatto la storia della ceramica italiana. – continua la direttrice del Mic Faenza Claudia Casali - Ginori è sinonimo di eleganza ma anche di ricerca, tecnica e tecnologia. Questa esposizione è una straordinaria opportunità di vedere riuniti gruppi scultorei come Amore e Psiche di eccezionale importanza nella produzione Ginori, evento unico e difficilmente riproponibile”. Dal 7 febbraio, ogni sabato alle ore 16, visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto.
Maria Rita Parsi, la tragedia di Crans-Montana e un appello ai giornalisti: "Non vi fate intimidire"

Maria Rita Parsi, scomparsa oggi a 78 anni, è considerata da tutti una delle voci più autorevoli in tema di diritti dei bambini e dell'infanzia. Ci siamo incrociati recentemente, il 5 gennaio scorso, pochissimi giorni dopo la tragedia di Crans Montana, negli studi di Storie italiane, la trasmissione di Rai 1 condotta da Eleonora Daniele.
Abbiamo commentato, a distanza di uno sgabello, i fatti e le conseguenze di quei fatti, le storie di sofferenza di chi nel locale svizzero 'Le Constellation' ha perso la vita e di chi sta lottando per guarire dalle ferite che ha riportato in quella notte di Capodanno. La professoressa Parsi era particolarmente indignata per le responsabilità, che già apparivano chiare, di chi per lucrare il più possibile ha scelto di sacrificare la sicurezza, e la vita, di tanti ragazzi e ragazze. E anche, ovviamente, per chi ha scelto di consentirglielo, omettendo i soccorsi.
Nei suoi interventi di quel giorno aveva però focalizzato con grande lucidità le implicazioni psicologiche per i genitori, per i ragazzi sopravvissuti, evidenziando altre responsabilità, quelle degli adulti verso i ragazzi, che passano per i diritti, il rispetto e l'educazione. Era la sua cifra, quella che ha ispirato tutta la sua carriera e i suoi sforzi di divulgazione.
Quel giorno, durante uno stacco pubblicitario, ci siamo scambiati una rapidissima considerazione a microfoni spenti. Come capita in quei pochi secondi che servono anche ad allentare la tensione. Mi ha fatto un cenno di complicità e mi ha detto con un tono più severo: "Non vi fate intimidire". Si riferiva a me e a tutti gli altri giornalisti, al lavoro che l'informazione stava facendo, e sta facendo ancora, per non far spegnere i riflettori su una storia che ha tante vittime e che dovrà, con i tempi e le procedure della giustizia, definire fino in fondo le responsabilità e punire i colpevoli. E' l'ultimo contatto che ho avuto con Maria Rita Parsi e rimarrà qualcosa più del ricordo della professionista e della persona perbene che era. (Di Fabio Insenga)

Treni, aerei, trasporto pubblico locale. Il mese di febbraio conta 26 scioperi proclamati, di cui sei nazionali, con tre date in particolare da segnare sul calendario: il 16 febbraio, giornata nera del trasporto aereo in tutto il Paese; e il 27 e 28 febbraio, quando a fermarsi sarà quello ferroviario interessato dallo sciopero nazionale. Senza dimenticare il 6 febbraio, giorno della protesta di 24 ore del trasporto marittimo e dei lavoratori dei porti di tutta Italia, indetta da Usb.
Per quanto riguarda il trasporto aereo, il 16 febbraio sarà il giorno di una serie di scioperi nazionali che renderanno davvero complicato prendere un volo: si fermeranno per 24 ore gli assistenti di volo di Vueling, dalle 00.00 alle 23.59; Ita Airways sarà interessata dallo sciopero nazionale di 4 ore (dalle ore 13.00 alle ore 17.00) indetto da Usb, e da quello di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00 con fasce di garanzie 7-10 e 18-21) indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac, Anp; scioperano per 24 ore anche i lavoratori del comparto aereo e aereo-portuale-indotto delle aziende associate a Assohandler (dalle ore 00.00 alle ore 23.59) e i lavoratori di Alha (settore air cargo).
Dal 27 febbraio al 28 si ferma invece il trasporto ferroviario per lo sciopero nazionale di 24 ore di gruppo Fsi, Mercitalia Rail, Trenitalia, Trenitalia Tper Scarl, dalle ore 21.00 del 27 alle ore 20.59 del 28 febbraio. A incrociare le braccia saranno tanto il personale di macchina quanto il personale di bordo.
Se queste saranno le giornate più complicate a livello nazionale, il mese di febbraio è però iniziato con lo sciopero di 23 ore del personale di Trenord, proclamato da Orsa Trasporti, in corso dalle ore 3 di questa mattina, 2 febbraio, e che terminerà alle ore 2 di domani, 3 febbraio. la protesta impatta sui treni Regionali e Suburbani, in Lombardia e regioni limitrofe, i treni a lunga percorrenza di Trenord e i collegamenti aeroportuali Milano-Malpensa Aeroporto e Malpensa Aeroporto-Bellinzona. Sono previste le fasce di garanzia 06.00-09.00 e 18.00-21.00.Per garantire il collegamento con l’aeroporto, in caso di cancellazione dei treni, è istituito il servizio bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna (via Paleocapa ,1) e Malpensa Aeroporto e tra Stabio e Malpensa Aeroporto. Anche i treni regionali di Trenitalia della relazione Milano-Domodossola possono subire variazioni.
Disagi diffusi un po' in tutto il Paese, in questa prima metà del mese, per una serie di proteste a livello locale che interessano il settore dei trasporti: il 5 febbraio si fermano per otto ore i lavoratori di Trenitalia a Rimini, dalle ore 9.01 alle ore 16.59. Lo sciopero è indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa. Tocca poi all'Abruzzo, il 6 febbraio, con una serie di scioperi del Tpl, per cui sono previsti disagi per l'intera giornata da Pescara a Chieti a Lanciano. Sempre il 6 febbraio sono previsti disagi per il Tpl di Bari per lo sciopero indetto da Uiltrasporti dalle ore 08.30 alle ore 12.30. Il 12 febbraio tocca a Bolzano e Catania, e il 13 a Udine, Catania e Termoli.
Da segnalare anche, il 6 febbraio, lo sciopero del personale di Autostrade per l'Italia indetto da Uiltrasporti (dalle 22.00 del 5 febbraio alle 22.00 del 6) a Piacenza, Parma, Varese, Como, Milzano, Bergamo, Brescia e Lodi.

Filippo Magnini compie oggi, lunedì 2 febbraio, 44 anni. A celebrare il traguardo dell'ex nuotatore italiano, ci ha pensato la moglie ed ex velina Giorgia Palmas che ha condiviso sui social una foto di coppia accompagnata da una dedica d'amore.
"Buon compleanno alla metà del mio cielo, al mio porto sicuro, all’amore infinito della mia Vita, al mio migliore amico, al mio comico preferito, al mio compagno di 'viaggi', al cuore che batte all’unisono col mio. Buon Compleanno Amore mio", ha scritto Palmas. Parole piene di amore e gratitudine, condivise poi da Magnini che ha aggiunto "Grazie amore mio. Per rendere la mia vita più bella".
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Un post condiviso da Giorgia Palmas (@giopalmas82)[1]
L'inizio della storia d'amore della coppia risale al 2018, nello stesso periodo in cui Magnini era stato accusato di doping. Ospite a Verissimo, la showgirl aveva descritto così il primo incontro: "La prima volta che l'ho visto ho subito pensato che fosse l'amore della mia vita. Mi sono sentita sicura, appoggiata".
La coppia ha vissuto un momento di crisi proprio recentemente, quando Magnini è diventato ufficialmente concorrente di Ballando con le stelle. Un'esperienza che ha messo alla prova la coppia: "Con la lontananza siamo stati mesi a dura prova, siamo stati lontani quattro mesi. Non abbiamo vissuto la quotidianità, ed è stato difficilissimo. Non condividere insieme tante cose ci ha portato a litigare tanto", avevano ammesso entrambi ospite nel salotto di Silvia Toffanin.

Diventa sempre più intricato il giallo dei tre cacciatori trovati uccisi nel bosco di Montagnareale, nel messinese. Dopo l'autopsia, eseguita sabato all'ospedale Papardo di Messina, che ha confermato il triplice omicidio escludendo il suicidio-omicidio, i tre cadaveri non sono ancora stati restituiti alle famiglie per i funerali. Ma devono restare ancora a disposizione dell'Autorità giudiziaria. L'esame autoptico eseguito da Alessio Asmundo, professore ordinario di Medicina legale, e Giovanni Andò, non ha sciolto tutti i dubbi degli inquirenti che indagano. Sui corpi senza vita è stata eseguita anche la tac. Al momento, l'unica certezza è che è stato un triplice omicidio. E che nessuno dei tre è stato colpito alle spalle.
Occhi puntati, adesso, sul risultato degli esami balistici dei carabinieri del Ris di Messina. Non è escluso che si debbano riesaminare i tre cadaveri. I tre sono stati trovati a 30 metri di distanza nel bosco in cui si erano recati per una battuta di caccia. Le vittime sono Antonio Gatani, 82 anni e i fratelli Davis Pino, di 26 anni e Giuseppe Pino, di 44 anni. Inizialmente si era pensato che uno dei due fratelli avesse sparato all'anziano per poi uccidersi. Ma ora l'esame autoptico lo esclude. Nei giorni scorsi è stato interrogato a lungo un uomo, amico di Gatani, ma al momento non risulta indagato.
A dare l'allarme è stato un motociclista che ha notato uno dei tre corpi nel bosco durante un giro in motocross. Si stanno anche controllando i dati sui tabulati dei telefoni nella zona al momento del triplice omicidio, mercoledì mattina. Ora si attende l'esame balistico per dare una risposta a questo ennesimo giallo.

Il ranking 'preoccupa' Jannik Sinner. Dopo la fine degli Australian Open 2026, che hanno visto il trionfo di Carlos Alcaraz in finale contro Novak Djokovic, mattatore proprio dell'azzurro nella semifinale di Melbourne, la classifica generale Atp ha visto l'allungo dello spagnolo in vetta, con Sinner che ora vede rincorrere, mentre Musetti resta stabile in top 5 con 4.405 punti.
Vola Djokovic, che proprio grazie al ritorno in una finale Slam riesce ad arrivare al terzo posto raggiungendo quota 5.280 punti e sorpassando Alexander Zverev, quarto a 4.605.
Prima dell'inizio del torneo, Sinner si trovava al secondo posto del ranking Atp con 2150 punti di distacco da Alcaraz capolista. L'azzurro ha dovuto scartare 2000 punti, avendo conquistato il trofeo lo scorso anno, mentre lo spagnolo 'soltanto' 400, quelli dei quarti di finale persi proprio contro Djokovic lo scorso anno. Dopo le semifinali di Melbourne la differenza tra i due è arrivata a 2650 punti: Alcaraz è salito a quota 12950, mentre Sinner resta a 10300. Divario che sarebbe rimasto invariato in caso di sconfitta di Carlos in finale, ma che è aumentato con la vittoria dello spagnolo.
Grazie al trionfo su Djokovic infatti, la forbice tra i due è aumentata fino ad arrivare a 3650 punti, con Alcaraz che ha raggiunto quota 13.650 nella classifica generale.
Dal 4 febbraio al 3 maggio 2026 al Lazzaretto... 
L'ordine globale basato sulle regole, il multilateralismo a guida Usa che ha governato il mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale, è "defunto" e, anche se riesce difficile da credere che lo sia per sempre, i fatti vanno presi "per quello che sono". Lo dice l'ex premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi, parlando all'Università di Lovanio, nelle Fiandre, dove ha ricevuto una laurea honoris causa.
"Fin dalla nascita - afferma - l'architettura dell'Ue ha incarnato la convinzione che lo stato di diritto internazionale, sostenuto da istituzioni credibili, promuova la pace e la prosperità. Poiché nessuno Stato europeo era in grado di difendersi da solo, la nostra dottrina di sicurezza è stata plasmata dalla protezione offerta dall'America".
"In alleanza con gli Stati Uniti - ricorda Draghi - siamo stati in grado di affrontare qualsiasi minaccia e di portare la pace in Europa tra di noi. Senza la sicurezza garantita e con il commercio che scorreva principalmente all'interno di quell'alleanza, potevamo tranquillamente perseguire l'apertura economica come base della nostra prosperità e influenza".
"Ma l'ormai defunto ordine globale - prosegue l'ex presidente della Bce - non ha fallito perché era costruito sull'illusione. Tra l'altro mentre dico che è defunto, stento a credere che sia effettivamente defunto, morto. Ho appena saputo oggi che la vostra straordinaria e bellissima biblioteca è stata distrutta due volte, una durante la Prima guerra mondiale e una seconda durante la Seconda guerra mondiale. In entrambe le occasioni è stata ricostruita con l'aiuto e sotto l'incentivo di presidenti degli Stati Uniti. Ma questo è quello che è oggi. E, per il momento, penso che dovremmo prendere i fatti per quello che sono".
"Con l'adesione della Cina alla Wto - continua Draghi - i confini del commercio e della sicurezza hanno iniziato a divergere. Avevamo sempre commerciato al di fuori dell'alleanza, ma mai prima con un Paese di tali dimensioni, e con l'ambizione di diventare esso stesso un polo separato. Il commercio globale si è allontanato dal principio di Ricardo secondo cui lo scambio dovrebbe seguire il vantaggio comparato".
Alcuni Stati, aggiunge, "hanno perseguito un vantaggio assoluto attraverso strategie mercantiliste, imponendo la deindustrializzazione ad altri, mentre i guadagni rimanenti sono stati condivisi in modo diseguale. Ci siamo dimenticati della disuguaglianza. Questo ha seminato il contraccolpo politico che ora ci troviamo davanti", osserva Draghi.
"Europa rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata"
Draghi avverte che l'Ue rischia di diventare "subordinata, divisa e deindustrializzata", le tre cose "contemporaneamente". Il crollo dell'ordine multilaterale, per Draghi, "non è di per sé una minaccia. Un mondo con meno commercio e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l'Europa si adatterebbe. La minaccia è ciò che potrebbe sostituirlo. Ci troviamo di fronte a degli Stati Uniti che, almeno nella loro posizione attuale, sottolineano i costi sostenuti" per sostenere quell'ordine internazionale, "ignorando i benefici raccolti. Stanno imponendo dazi all'Europa, minacciando i nostri interessi territoriali e rendendo chiaro per la prima volta che considerano la frammentazione politica europea confacente ai propri interessi".
Inoltre, continua, "ci troviamo di fronte a una Cina che controlla nodi critici nelle catene di approvvigionamento globali e costringe gli altri a sopportare il costo dei propri squilibri". Si prospetta dunque "un futuro in cui l'Europa rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata allo stesso tempo. Un'Europa che non riesce a difendere i propri interessi non preserverà i propri valori a lungo", scandisce.
"Europa per essere potenza deve federarsi"
Per diventare una "potenza", l'Europa deve passare "dalla confederazione alla federazione", dice l'ex presidente della Bce. "Dove l'Europa si è federata - continua - sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico o sulla politica monetaria, siamo rispettati come potenza e negoziamo come tale. Lo vediamo oggi, negli accordi commerciali di successo negoziati con India e America Latina".
"Presi come singoli - aggiunge Draghi - la maggior parte dei Paesi dell'Ue non sono nemmeno potenze medie in grado di orientarsi in questo nuovo ordine formando coalizioni, ognuna delle quali apporta risorse specifiche, che si tratti di materie prime, nicchie tecnologiche o geografia strategica".
"Collettivamente abbiamo qualcosa di più grande - prosegue Draghi - dimensione, ricchezza, cultura politica e 75 anni di costruzione delle istituzioni di un progetto comune. Tra tutti coloro che ora sono intrappolati tra Stati Uniti e Cina, solo gli europei hanno la possibilità di diventare una vera potenza".
Quindi, dice ancora, "dobbiamo decidere se rimanere semplicemente un grande mercato soggetto alle priorità degli altri oppure se prendere le misure necessarie per diventare una potenza".
Ma occorre essere "chiari: raggruppare piccoli Paesi non produce automaticamente un blocco potente. Questa è la logica della confederazione, la logica con cui l'Europa opera ancora nella difesa, nella politica estera e nelle questioni fiscali. Questo modello non produce potenza: un gruppo di Stati che si coordina rimane un gruppo di Stati, ognuno con un veto, ognuno con un calcolo separato, ognuno vulnerabile all'essere eliminato, uno per volta", avverte l'ex presidente della Bce.
"Agendo insieme riscopriremo l'orgoglio, da tempo dormiente"
Draghi dice che agendo "insieme", noi europei riscopriremo cose che sono state a lungo "dormienti", come il nostro "orgoglio". "Alcuni - afferma - potrebbero illudersi che il mondo non sia realmente cambiato, altri che la geografia li rende immuni. Altri potrebbero credere che rinunciare all'indipendenza economica o addirittura al territorio non minacci la loro capacità di preservare i valori che ci definiscono, ma questo non dovrebbe impedire ai più lungimiranti di andare avanti".
In Europa, prosegue, "siamo tutti nella stessa posizione di vulnerabilità, che lo vediamo o no. Le vecchie divisioni che ci paralizzavano sono state superate da una minaccia comune, ma la minaccia da sola non ci sosterrà. Ciò che è iniziato nella paura deve continuare nella speranza. Agendo insieme riscopriremo cose che sono state a lungo dormienti: il nostro orgoglio, la nostra fiducia in noi stessi, la fede nel nostro futuro. E su questa base sarà costruita l'Europa".
'Comune competente per autorizzare evento', Attesa per decisione
cavalieri... 
Al via davanti alla Prima Corte di Assise il processo che vede imputato Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili a Roma. Per Kaufmann lo scorso novembre la procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
Alla luce degli elementi raccolti i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano all’americano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere.
Kaufmann, che si è dichiarato come Rexal Ford, detenuto nel carcere di Rebibbia dopo essere stato estradato dalla Grecia dove era stato rintracciato diversi giorni dopo il ritrovamento dei corpi, oggi è presente in aula per l’avvio del processo, difeso dall’avvocato Paolo Foti.

Polemiche in Liga dopo la partita tra Real Madrid e Rayo Vallecano. I Blancos di Arbeloa, che ha sostituito l'esonerato Xabi Alonso in panchina, sono riusciti a vincere al Bernabeu per 2-1 grazie a un rigore trasformato da Kylian Mbappé al 100', in pieno recupero. Ma proprio il penalty assegnato al Real è al centro delle critiche, per un contatto che non sembra così falloso.
Succede tutto al 98', durante l'ultimo degli otto minuti assegnati dall'arbitro Isidro Diaz de Mera. Brahim Diaz entra in area di rigore e subisce l'intervento di Mendy. Il difensore ospite, nel tentativo di allontanare il pallone, finisce per colpire allo stomaco l'attaccante ex Milan, protagonista in negativo dell'ultima finale di Coppa d'Africa[1], con il direttore di gara che assegna quindi il penalty.
Immediate le proteste della panchina del Rayo Vallecano, incredula per la decisione. Rivedendo le immagini infatti il contatto non appare così netto, con la gamba che non sembra colpire Brahim Diaz ma terminare il suo slancio prima di entrare in contatto con il giocatore, che poi 'di mestiere' si prende il calcio di rigore. L'episodio è stato riguardato anche al Var, che però ha confermato la decisione dell'arbitro.
Con questa vittoria il Real Madrid, uscito tra i fischi del Bernabeu nonostante il successo in extremis, sale a 54 punti, portandosi a -1 dal Barcellona capolista. Tre punti d'oro quindi per Arbeloa, reduce dalla delusione per la cocente sconfitta in Champions League contro il Benfica di Mourinho[2], che ha condannato i Blancos ai playoff.

L’associazione Nazione Futura ha depositato un atto di opposizione presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) contro la domanda di registrazione del marchio “Futuro nazionale”, presentata da Roberto Vannacci.
Alla base dell’iniziativa, spiega l’associazione fondata e presieduta da Francesco Giubilei, vi è “l’elevato rischio di confusione e di somiglianza” tra il nome e il simbolo di “Futuro nazionale” e quelli di “Nazione futura”, oltre alla necessità di tutelare un diritto anteriore già consolidato. Secondo Nazione futura, l’uso effettivo e continuativo del proprio nome e segno distintivo costituisce un elemento idoneo a impedire la registrazione di un marchio sostanzialmente identico, soprattutto in presenza di ambiti di attività sovrapponibili.
Nel documento depositato all’Euipo viene richiamato l’articolo 8, paragrafo 4, del Regolamento sul marchio dell’Unione europea, che riconosce il nome “Nazione futura” come diritto anteriore opponibile. A giudizio dell’associazione, il marchio “Futuro nazionale” risulterebbe infatti privo dei requisiti di novità e distintività, essendo composto dalle stesse componenti verbali, semplicemente invertite nell’ordine. Nazione futura sottolinea inoltre come il proprio marchio goda di notorietà su tutto il territorio nazionale, elemento che rafforzerebbe l’opposizione alla registrazione. Al momento, viene precisato, la domanda presentata da Vannacci risulta ancora “in fase di esame e valutazione” e non è stata approvata dall’ufficio europeo.
Non manca una nota politica: l’associazione esprime rammarico per la scelta di Vannacci, ricordando come l’ex generale abbia in passato partecipato a iniziative, convegni ed eventi promossi da Nazione futura. Un’imitazione del nome e del simbolo che, secondo i promotori, appare particolarmente significativa proprio alla luce di questi precedenti rapporti. Contestualmente, Nazione futura ha annunciato l’apertura del tesseramento 2026 con lo slogan “Leali e coerenti”, ribadendo il proprio posizionamento nell’area culturale e politica del centrodestra. L’associazione sottolinea inoltre di considerare ogni iniziativa che nasca a destra ma al di fuori dell’attuale coalizione di governo come un possibile vantaggio per la sinistra.
Da qui l’appello finale rivolto a quanti si dichiarano delusi dall’esperienza politica di Vannacci e dall’associazione “Il mondo al contrario”: “Iscrivetevi a Nazione futura”, invitano i vertici, definendo l’organizzazione come una comunità fondata su valori di lealtà e coerenza, “che uniscono anziché dividere”.

Il governo accelera sul pacchetto sicurezza dopo i fatti di Torino, segnati da un'aggressione ai danni delle forze dell'ordine nel corso della manifestazione per il centro sociale Askatasuna. È in corso a Palazzo Chigi la riunione convocata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per fare il punto sulle misure allo studio, con l'obiettivo di portare il provvedimento all'esame del Consiglio dei ministri già mercoledì, secondo modalità che saranno al centro dell'incontro di oggi. Al vertice partecipano i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani (quest'ultimo collegato da remoto perché impegnato in Sicilia) insieme ai ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Carlo Nordio (Giustizia). Presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e quello per l'attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari.
Sono presenti alla riunione anche il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, il comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro e il capo della Polizia, Vittorio Pisani.
In mattinata Salvini, intervenendo ai microfoni di Rtl, ha parlato di azioni "non improvvisate, ma preorganizzate" e ha sottolineato che "alcune norme che avevamo già elaborato come Lega nei mesi passati diventano urgenti". Tra le proposte, "la possibilità di fare perquisizioni sul posto se ci sono ipotesi di violenza imminente" e il "fermo preventivo, direi anche fino a 24 ore, per i sospetti". Il leader della Lega ha inoltre rilanciato l'ipotesi di una cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni: "È ora della responsabilità: anche gli organizzatori devono garantire personalmente", perché altrimenti "i danni li paga l'intera collettività". Sul pacchetto sicurezza, Salvini ha infine chiesto di accelerare l'iter parlamentare: "C'è una proposta di legge in Parlamento e proponiamo la corsia accelerata".
Grammy 2026, "ancora non ascoltano": Ricky Gervais riposta un suo discorso dopo gli attacchi all'Ice

"Ancora non ascoltano". E una faccina che ride. A poche ore dai Grammy 2026, Ricky Gervais ha ricordato con un post un suo discorso ai Golden Globe 2020 dopo gli attacchi degli artisti all'Ice.
Il tema dell'immigrazione è emerso con forza durante la cerimonia degli Oscar della musica. Bad Bunny ha utilizzato il suo discorso per veicolare un messaggio anti-Ice, dichiarando: "Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni, ma esseri umani e americani". E "prima di dire grazie a Dio, dirò Ice out", ha detto l'artista. Billie Eilish ricevendo il premio, sul palco con il fratello Finneas, ha affermato: "Per quanto mi senta grata, onestamente non sento di dover dire nulla, ma che nessuno è illegale su terra rubata. È davvero difficile sapere cosa dire e cosa fare in questo momento. Sento che dobbiamo continuare a combattere, a parlare e a protestare, e le nostre voci contano davvero, e le persone contano[1]."
Era il 5 gennaio 2020. Il comico non risparmiò nessuno nel suo monologo. "Se vincete un premio, questa sera, non usate questo palco come piattaforma per un discorso politico. Non siete in alcuna posizione di superiorità per dare una lezione al pubblico, su niente. Non conoscete nulla del mondo reale. Molti di voi hanno trascorso meno tempo tra i banchi di scuola di Greta Thunberg. Quindi, se vincete, venite qui, accettate il vostro piccolo premio, ringraziate il vostro agente e il vostro dio e andate a fan...", disse tra l'altro.
Il presidente della Fondazione: "Maggiore accessibilità e minore
attesa per gli utenti... 
Cristiano Ronaldo 'sciopera' in Arabia Saudita. Il fuoriclasse portoghese è stato escluso dalla lista dei convocati dell'Al Nassr per la partita di oggi, lunedì 2 febbraio, contro l'Al Riyadh, valida per la 20esima giornata della Saudi Pro Leadue, il campionato arabo. Alla base della decisione dell'allenatore Jorge Jesus però non ci sarebbero problemi fisici o tantomeno di gestione del carico di lavoro, ma a tensioni tra Ronaldo e la dirigenza.
L'attaccante portoghese, 40 anni, si sarebbe infatti rifiutato di partire per la trasferta di campionato, come riportato dal quotidiano portoghese A Bola. E il motivo sarebbero le decisioni di calciomercato del Pif, il fondo sovrano saudita proprietario di diverse squadre in Arabia, come l'Al Nassr, l'Al Hilal e l'Al Ittihad.
Ronaldo sta percependo un sostanziale disinteresse verso l'Al Nassr, in favore dei 'cugini' dell'Al Hilal. Nel mercato invernale infatti l'unico acquisto è stato il centrocampista iracheno Haydeer Abdulkareem, mentre la squadra allenata da Simone Inzaghi, e in cui militano Sergej Milinkovic-Savic e Theo Hernandez, ha ingaggiato Pablo Mari e sembra avere obiettivi di ben altra caratura sul mercato.
Numeretti a partire dalle 14 in portineria...
I biancoblu torneranno in campo mercoledì a Sassari contro
Peristeri... 
Il rischio di una guerra mondiale resta elevato. E' il nuovo avvertimento lanciato dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che ha definito “estremamente pericolosa” l’evoluzione della situazione internazionale.
Secondo Medvedev, la recente ripresa dei contatti tra Russia e Stati Uniti è un segnale positivo: “Abbiamo riavviato il dialogo e stiamo conducendo consultazioni su numerosi temi, inclusa la possibile risoluzione del conflitto in Ucraina”. Tuttavia, ha avvertito che questo non basta a ridurre le tensioni globali. “Purtroppo, un conflitto globale non può essere escluso. I rischi restano molto alti e non sono diminuiti”.
Forte della sua esperienza come ex presidente e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Medvedev individua il pericolo principale nella “diminuzione della soglia del dolore”. Ha ricordato come in passato, durante la Guerra Fredda, anche solo discutere di uno scontro nucleare tra Urss, Stati Uniti, Nato e Patto di Varsavia provocasse shock e timore diffuso.
Oggi, secondo il politico russo, l’atteggiamento verso questi temi è cambiato radicalmente, con un’evoluzione particolarmente evidente negli anni della precedente amministrazione statunitense. “Abbiamo avvertito che tutto questo poteva portare a una spirale fuori controllo”, ha spiegato. “Un attacco porta a una risposta, poi a un’altra ancora, fino a una reazione finale di portata globale e totalmente devastante”.
Richieste per Zappa, Zè Pedro, Luvumbo e Luperto... Petardo colpisce Audero, identificato tifoso: ha perso tre dita ed è stato picchiato, sarà arrestato
Il petardo lanciato dal settore ospiti dell'Inter e ha colpito Emil Audero durante la sfida con la Cremonese lascia strascichi che potrebbero avere conseguenze serie per il club nerazzurro. Secondo quanto ricostruito da 'Il Corriere della Sera', le forze del'ordine hanno rapidamente identificato l'uomo che ha lanciato in campo il petardo.
Nel farlo il tifoso ha infatti perso tre dita, con il petardo che gli è esploso tra le mani, ed è stato picchiato dai suoi stessi compagni di curva, chiaramente in disaccordo con il gesto. L'uomo è stato quindi trasportato in ospedale e sarà successivamente arrestato. La curva dell'Inter, secondo quanto risulta, non sarebbe direttamente coinvolta, con il tifoso che non farebbe parte del tifo organizzato ma di un Inter Club.
Cos'è successo allo Zini
Succede tutto a inizio secondo tempo[1], quando uno scoppio richiama l'attenzione del direttore di gara Davide Massa. L'arbitro si avvicina all'area di rigore, dove è a terra Audero, colpito dal petardo. Immediato l'intervento dello staff medico della Cremonese, in soccorso al proprio portiere, mentre i giocatori si avvicinano per assicurarsi delle sue condizioni.
Lautaro Martinez, capitano dell'Inter e autore dell'1-0, si rivolge al settore ospiti insieme a Federico Dimarco e all'allenatore Cristian Chivu per chiedere di mantenere la calma, e prevenire nuovi episodi di questo tipo.
Cosa rischia l'Inter
Probabile che il club nerazzurro vada incontro a una multa salata, ma molto dipenderà da quello che scriverà Massa nel proprio rapporto e dalla decisione del Giudice Sportivo. Possibile anche la chiusura del settore ospiti per le prossime trasferte della squadra di Chivu, ma non è da escludere che la Curva Nord possa rimanere chiusa in occasione del big match contro la Juventus a San Siro, in programma sabato 14 febbraio. Sembra scongiurata invece l'ipotesi di una sconfitta 3-0 a tavolino.
A confermarlo è Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1: "Il petardo non ha colpito l'atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l'atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l'applicazione della sanzione massima. Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio. La penalizzazione di punti all'Inter? No, non è prevista".
"Non sono abituato a fare previsioni ma la sanzione che potrà ricevere la società può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare". Ipotesi sconfitta a tavolino? "Se il portiere avesse dovuto abbandonare il campo parzialmente o definitivamente, ci poteva essere il rischio di applicazione della perdita della gara".
Le intemperanze si sono spostate all'esterno, anche lì si arriva alle sanzioni contro la società. E poi pagano tutti gli altri tifosi. La responsabilità oggettiva della società si estende anche in luoghi lontani dallo stadio? "Questo è un elemento sul quale bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione. A mio modesto avviso, le società non possono rispondere di responsabilità oggettiva per fatti che non solo non si possono evitare ma anche prevedere, al di fuori delle capacità delle società di evitare incidenti. Dovrebbero essere ben diverse le sanzioni".
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono un grande evento per gli sport invernali ma anche una grande occasione di sviluppo per il territorio. In questa chiave vanno letti gli investimenti realizzati dal Gruppo Fs per la mobilità sostenibile, che hanno un duplice obiettivo: rendere più facili e funzionali possibile gli spostamenti nel periodo delle gare e lasciare in eredità infrastrutture che restino al servizio delle comunità. Ne ha parlato diffusamente Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer gruppo Fs Italiane, durante un sopralluogo con i giornalisti nei territori interessati. Con una premessa: "L'impulso dato dall'Ad Stefano Donnarumma nell'ultimo anno e mezzo per la realizzazione delle opere di Milano Cortina 2026 è stato determinante".
Nello specifico, Rfi ha ristrutturato dieci stazioni nei territori interessati e Trenitalia si prepara a gestire flussi superiori ai 100mila passeggeri. Dal punto di vista degli investimenti, 341 milioni di euro in Lombardia e 303 milioni tra Trentino e Veneto, a cui si affianca un importante contributo del trasporto su gomma, con circa 500 bus di Busitalia al giorno diretti verso le principali destinazioni in tutta Italia
Tutto quello che è stato fatto rientra nelle prerogative del ruolo di Mobility premium partner dei Giochi olimpici che rappresenta per il Gruppo FS "un impegno di natura strategica" che, ha evidenziato Inchingolo, "si inserisce pienamente nell’attuazione del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo, orientato al rafforzamento di un sistema di trasporti moderno, integrato e sostenibile e alla promozione dell’utilizzo del trasporto ferroviario". Quello che è visibile oggi deve rimanere anche domani: "Stiamo lavorando alla riqualificazione di numerose stazioni e al potenziamento della rete ferroviaria in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, con interventi che migliorano l’accessibilità, la qualità degli spazi e la resilienza dell’infrastruttura nel lungo periodo". Una rete ferroviaria "più accessibile, efficiente e sostenibile diventerà così un patrimonio permanente per le regioni interessate e per tutto il Paese, contribuendo alla crescita e alla qualità della vita delle generazioni future".
Cambia anche il ruolo che devono avere le singole stazioni che diventano "veri e propri hub di gestione". Inchingolo si è soffermato più volte su questo piano. "Non si tratta più soltanto di luoghi di transito, ma di spazi in cui si concentrano funzioni fondamentali come l’assistenza ai passeggeri, la diffusione delle informazioni, l’indirizzamento dei flussi e il coordinamento tra diverse modalità di trasporto".
Altro elemento centrale è l'intermodalità. Sono previsti due hub di interscambio nelle stazioni di Tirano e Ponte nelle Alpi, nodi strategici per il passaggio dal treno agli autobus diretti verso le mete olimpiche. Si tratta di soluzioni operative "pensate per rendere il cambio di mezzo più semplice, guidato e veloce, riducendo il rischio di disorientamento e congestione e migliorando l’esperienza complessiva di viaggio". Nelle giornate più simboliche, come la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e quella di apertura dei Giochi Paralimpici, sarà inoltre attivato un hub di interscambio anche presso la stazione di Verona Porta Nuova. "Una scelta che evidenzia l’attenzione alla gestione dei picchi di domanda e alla necessità di un’organizzazione straordinaria proprio nei momenti di massima pressione sul sistema di trasporto".
Insieme alle soluzioni tecniche e logistiche, ci sono tutti quei fattori che concorrono a rendere il Gruppo Fs "un partner strategico dei Giochi". Con una particolare menzione per la comunicazione. "Attraverso comunicazioni trasparenti e contenuti multimediali, vogliamo far comprendere come mobilità, accessibilità e sostenibilità siano parte integrante dell’esperienza olimpica, lasciando un’eredità concreta sul territorio anche dopo l’evento". La comunicazione, quindi, "non è solo il racconto di un evento, ma uno strumento per trasmettere una visione. Milano Cortina 2026 rappresenta un’occasione unica per mostrare come la mobilità sostenibile possa diventare un motore di sviluppo, inclusione e coesione sociale".
Il ruolo di Rete Ferroviaria Italiana (RFI)
Grazie a un investimento complessivo di circa 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, RFI è intervenuta su dieci stazioni situate nelle principali aree olimpiche di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
In Lombardia, sono programmati 341 milioni di euro per efficientamento delle stazioni, nuove aree di sosta per i treni, interventi di accessibilità e restyling, soppressione di passaggi a livello e manutenzione straordinaria delle tratte più sensibili: azioni concrete che aumentano la qualità del servizio e la capacità di risposta della rete.
Tra Veneto e Trentino-Alto Adige si aggiungono 303 milioni di euro destinati a interventi di accessibilità, riqualificazione, videosorveglianza ed elettrificazione dei tratti strategici. L’obiettivo è rafforzare la continuità dei collegamenti verso le sedi di gara e rendere più robusto il sistema di mobilità in aree che, durante i Giochi, saranno attraversate da flussi eccezionali ma che, anche dopo, beneficeranno di una rete più moderna e più sicura.
Le stazioni riqualificate
Stazione di Ponte nelle Alpi. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, la riorganizzazione del piazzale della stazione con una maggiore attenzione alla pedonalità e all’intermodalità, la riqualificazione delle pensiline e l’ampliamento dell’edificio storico con l’utilizzo di materiali sostenibili e nuovi spazi dedicati al comfort dei passeggeri.
Stazione di Belluno. Il progetto ha riguardato il restyling del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e la creazione di nuovi spazi per aumentare il comfort dei passeggeri, la riqualificazione del sottopasso e la trasformazione dell’ex bocciodromo in una ciclostazione per incentivare l’uso della bicicletta.
Stazione di Feltre. Il progetto ha previsto la riorganizzazione del piazzale della stazione con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti per i mezzi pubblici e privati, il restyling del fabbricato di stazione con interventi strutturali sull’edificio storico soggetto a vincolo architettonico per renderlo più sicuro e funzionale e il potenziamento dell’illuminazione pubblica.
Stazione di Longarone. Le opere comprendono la realizzazione di nuove pensiline e il restyling di quella esistente, la costruzione di un nuovo sottopasso per garantire collegamenti più rapidi e sicuri, l’innalzamento dei marciapiedi per facilitare l’accesso ai treni e la realizzazione di percorsi tattili per l’orientamento delle persone ipovedenti. È stato realizzato un nuovo binario e un nuovo marciapiede, con l’obiettivo di potenziare la funzionalità complessiva della stazione.
Stazione di Trento. Il progetto ha previsto il restauro e il restyling del fabbricato di stazione, il recupero delle pensiline storiche e la riqualificazione delle coperture lato città, la riorganizzazione di piazza Dante con nuovi spazi pedonali e la riqualificazione di piazzetta Mazzoni e piazzetta Foti Martini. Sono stati realizzati un nuovo terminal bus in via Segantini, una nuova ciclostazione e la riqualificazione dei tre sottopassi.
Stazione di Colico. Le opere hanno riguardato il restyling dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati al comfort dei viaggiatori, la riqualificazione del sottopasso e la riorganizzazione del piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto.
Stazione di Morbegno. Gli interventi hanno migliorato l’accessibilità e il comfort dei viaggiatori attraverso l’innalzamento del marciapiede uno, la realizzazione di nuovi percorsi tattili per le persone ipovedenti, il restyling del sottopasso e della pensilina del marciapiede uno e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati ai passeggeri. È stato riorganizzato il piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’intermodalità.
Stazione di Sondrio. Gli interventi hanno compreso il restyling del sottopasso, l’adeguamento sismico e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi più confortevoli per i viaggiatori, la riorganizzazione del piazzale della stazione a favore della pedonalità e dell’interscambio e la realizzazione di una nuova postazione della Polizia Ferroviaria.
Stazione di Lecco. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, il recupero delle pensiline storiche, la riqualificazione del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e nuovi spazi per i passeggeri e la riorganizzazione del piazzale con aree pedonali dedicate e una nuova ciclostazione coperta.
Stazione di Tirano. Le opere hanno previsto la riqualificazione del sottopasso, il restyling del fabbricato di stazione con spazi più moderni e confortevoli, la riorganizzazione del piazzale e dei parcheggi con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti con autobus e altri mezzi di trasporto.
I cantieri stradali, gli interventi principali
Anas ha avviato e portato a termine un articolato insieme di interventi strategici lungo la Strada Statale 51 di Alemagna, finalizzati ad accrescere i livelli di sicurezza e di funzionalità dell’asse viario in vista dell’evento olimpico. Il programma complessivo comprende opere già concluse, varianti di tracciato prossime all’apertura e cantieri in fase di ultimazione, che saranno rimossi prima dell’inizio dei Giochi.
Gli interventi hanno comportato un investimento complessivo superiore a 360 milioni di euro e risultano in gran parte già ultimati; i restanti saranno completati o resi pienamente funzionali nelle prossime settimane. Il Ponte Cadore è stato riaperto al traffico il 23 dicembre, al termine della fase I di un complesso intervento di manutenzione straordinaria e adeguamento strutturale. Oltre la metà degli interventi realizzati sulla SS 51 a partire dal 2017 è stata dedicata alla mitigazione del rischio idrogeologico, nell’ambito delle competenze Anas limitate all’asse stradale.
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