Organico dell'Assemblea a 134 unità, con 60 nuovi assunti e
concorsi in vista...
Il romanzo pubblicato da Camena, la vita vista con gli occhi di un
bottone...
La scoperta durante gli scavi nell'aerea antistante il pozzo del
villaggio...
'Troppe leggi impugnate dal governo, riequilibrare rapporti con
Stato'... 
Mirabilandia è pronta a riaprire i cancelli: giovedì 2 aprile, dalle 10.30 alle 18, il parco divertimenti più grande d’Italia accoglierà nuovamente il suo pubblico per una nuova stagione.
In occasione delle festività pasquali, l’apertura di Mirabilandia si trasformerà in un vero e proprio lungo ponte di 6 giorni consecutivi, l’occasione perfetta per scoprire il parco e lasciarsi sorprendere da esperienze uniche ed emozionanti. A dare il benvenuto ai visitatori ci saranno tutti i personaggi di Nickelodeon Land, da SpongeBob e Patrick alle Tartarughe Ninja, fino a Dora e la Paw Patrol, con le tante sorprese dell’area tematizzata dedicata alle famiglie con bambini e ai giovani adulti.
La stagione 2026 di Mirabilandia promette inoltre un calendario ricco di eventi esclusivi, show e spettacoli pensati per ogni tipo di pubblico. Per gli amanti dell’adrenalina, non mancheranno le attrazioni da record come iSpeed, Katun e Divertical e i rombanti motori di Ducati World. Atmosfere fuori dal tempo si troveranno nella Far West Valley e nell’area preistorica di Dinoland. Gli amanti del brivido troveranno pane per i loro denti nella horror house The Walking Dead, ispirata alla celebre serie TV e unica nel suo genere in Italia. Da sabato 13 giugno a domenica 30 agosto torna anche Mirabeach, il parco acquatico più caraibico della Romagna. Per rendere il divertimento sempre più accessibile a tutti, anche quest’anno sarà possibile usufruire dei servizi buy now, pay later (compra ora, paga dopo) grazie alla partnership con Scalapay, che permette di rateizzare la spesa per gli abbonamenti e per i soggiorni con formula Parco+Hotel. La stagione 2026 di Mirabilandia prenderà il via giovedì 2 aprile e si concluderà domenica 1° novembre. Per ulteriori informazioni e calendario: mirabilandia.it

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che in Spagna sarà vietato l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Il governo di Madrid, ha spiegato, modificherà la legge in modo da ritenere responsabili i dirigenti dei social per contenuti illegali o incitanti all'odio contenuti sulle piattaforme. L'obiettivo, ha proseguito Sanchez, è quello di ''affrontare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e garantire un contesto digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali''.
Il premier spagnolo, a Dubai per partecipare al Vertice mondiale dei governi, ha anche riferito che ''si indagherà su possibili violazioni commesse da parte di Instagram, TikTok e Grok''.
La proposta del premier spagnolo segue la decisione adottata lo scorso 27 gennaio dalla Francia[1]. L'Assemblea nazionale ha votato a favore del divieto di utilizzo dei social media per i minori di 15 anni. Senza specificare quali piattaforme sarebbero vietate, il disegno di legge chiarisce che le "enciclopedie online" e gli "annuari educativi o scientifici" sono esenti, così come anche i servizi di messaggistica privata.
Oltre a Spagna e Francia, è stata l'Australia il primo Paese al mondo[2] a vietare ai bambini e agli adolescenti di età inferiore ai 16 anni di avere un proprio account su molte delle principali piattaforme. La legge è entrata in vigore il 10 dicembre 2025 e piattaforme come TikTok, Instagram e Facebook rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani se non impediscono l'accesso agli under 16
Sulla questione è in corso un dibattito anche nel Regno Unito, dove la Camera dei Lord ha votato a favore di un divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni che deve ancora essere approvato dalla Camera dei Comuni. In Danimarca, il governo ha concordato con l'opposizione di introdurre un'età minima nazionale di 15 anni per l'accesso ad alcune piattaforme social. In Germania, è in corso un dibattito sull'opportunità di limitare l'accesso dei minori ai social media.

"Se si condanna il pestaggio del poliziotto, devono allora essere condannati con la stessa fermezza anche gli abusi delle forze dell'ordine". Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, con un lungo post su X si esprime sui "fatti di Torino", le violenze che hanno caratterizzato il corteo per il centro sociale Askatasuna sabato scorso.
"Partiamo dal buco nero di questi giorni, dall'episodio 'del martello', da cui prendo le distanze", scrive Salis facendo riferimento all'aggressione subita da un'agente della polizia, colpito anche con un martello da un gruppo di manifestanti a volto coperto.
"Detto ciò, sia chiaro: in uno stato di diritto, il potere politico deve restare nettamente separato da quello giudiziario. Si tratta di un principio democratico tanto semplice quanto essenziale, che sembra però sfuggire al Governo, come del resto sfugge ai suoi alleati (sic) dell'estrema destra internazionale, da Orbán a Trump fino a Netanyahu. La Presidente del Consiglio si tolga le vesti del Magistrato ed eviti di suggerire come debba essere qualificato un eventuale reato. Si concentri sul suo lavoro ché, visto come vanno le cose in questo Paese, mi pare ci sia molto ma molto da fare", aggiunge Salis.
"È sbagliato ridurre l'opposizione sociale a pochi secondi di video, cancellando deliberatamente il contesto e appiattendo la narrazione. Accettare questa semplificazione significa avvallare, consapevolmente o meno, l'operazione di psico-polizia messa in campo dal Governo. Così come è sbagliato praticare il doppio standard nella condanna - sì, quell'odioso doppio standard che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene nella politica internazionale", prosegue.
"Coerenza vorrebbe che, se si condanna il pestaggio del poliziotto, devono allora essere condannati con la stessa fermezza anche i numerosi – e spesso almeno altrettanto brutali – pestaggi e abusi di potere compiuti dalle forze dell'ordine contro i manifestanti. Le immagini esistono, anche se non le troverete nei media mainstream, ma solo sui canali indipendenti e sui social. Guardatele e giudicate da voi", dice l'europarlamentare.
"Altroché compiacenza, il dibattito pubblico in questo Paese, dominato dai benpensanti e povero di spirito critico, risulta schiacciato tutto da una parte. E così si finisce solo per fare il gioco di questo Governo, che sta già sfruttando cinicamente il clima orchestrato per portare avanti la propria agenda autoritaria. Il loro obiettivo è evidente, non ne fanno mistero: comprimere lo spazio del dissenso e trasformare progressivamente l'Italia in qualcosa di simile all'Ungheria di Orbán. Per me la linea resta chiarissima. Nessuna collaborazione con questo Governo oppressivo e ipocrita. Opposizione!", conclude.

Carlos Alcaraz esulta dopo aver vinto gli Australian Open 2026. Con il successo su Novak Djokovic in finale, il tennista spagnolo è diventato il più giovane di sempre a completare il Career Grande Slam, ovvero vincere tutti gli Slam nel corso della carriera, a soli 22 anni. Con il successo di Melbourne però non si esauriscono gli obiettivi da raggiungere nel 2026: "Gli Slam sono sempre lì. Poi ci sono le Atp Finals e la Coppa Davis, che sono tra i più importanti".
Alcaraz però, nel successo di Melbourne, non vede un punto d'arrivo ma di partenza: "Sento che sia parte del mio percorso. Sono incredibilmente felice di questo titolo, ovviamente, per tutto quello che ho ottenuto: essere il più giovane di sempre ad aver vinto tutti e quattro i tioli Slam, ma soprattutto per come sono migliorato nel corso delle settimane, soprattutto rispetto alla scorsa stagione", ha detto lo spagnolo, numero uno del mondo, in un'intervista ad As, "credo di aver fatto un salto di qualità e di forza mentale, da qui in poi continuerò ad andare avanti".
Un pensiero Alcaraz lo dedica al suo allenatore, Samuel Lopez, che ha preso le redini del team dopo l'addio di Juan Carlos Ferrero[1] ed è stato premiato a sua volta nella cerimonia degli Australian Open: "È bello riconoscere l'importanza dell'allenatore, le vittorie non sono solo frutto del lavoro del giocatore. Sono stato davvero felice perché so che Samuel ha lavorato tutta la vita per un momento così", ha raccontato Alcaraz, "per me è uno dei migliori allenatori del mondo, se non il migliore".
Proprio l'addio con Ferrero, alla vigilia dello Slam che ha aperto la nuova stagione, aveva attirato critiche e dubbi: "Non credo di dover dimostrare nulla a nessuno, nemmeno quando faccio cose con cui la gente potrebbe non essere d'accordo. Per esempio, con il documentario si è parlato molto del fatto che non sono professionale, che mi piace divertirmi, fare festa e così via. Ma una cosa non nega l'altra", ha spiegato Alcaraz, "per essere il numero uno al mondo, vincere sette tornei del Grande Slam, arrivare dove sono, ci vogliono lavoro, disciplina, essere lì giorno dopo giorno. Penso che sia questo che la gente dovrebbe capire: lavoro duramente ogni giorno per essere qui. Cerco di non pensare a quello che pensano gli altri. Gioco per me stesso, per la mia famiglia, per la mia squadra. Ciò che mi appassiona è stare su un campo da tennis, intrattenere gli altri e divertirmi".
I risultati stanno portando Alcaraz nell'Olimpo del tennis mondiale, con inevitabili paragoni: "Ormai non vengo più paragonato soltanto a Nadal come prima. Sento parlare dei Big Three (Nadal, Djokovic e Federer, ndr) , e non so quale sia peggio", ha detto ridendo, "i paragoni quando sei giovane ci saranno sempre, ci saranno finché non avrò 26 o 27 anni. Ma suppongo di essere finalmente riuscito a essere me stesso, a seguire la mia strada, a scrivere la mia storia. È davvero bello che ora le persone si concentrino sul mio percorso e lo riconoscano".
Ma cosa ascolta Alcaraz prima di una partita? "Dipende dal mio umore. Prima delle partite, metto su un po' di Bad Bunny o Don Omar. Inizio anche con un po' di techno house, qualcosa che mi dia buone vibrazioni. Per esempio, ascolto molto 'It Goes Like Na-Na-Na' di Peggy: mi dà buone vibrazioni e mi tiene in movimento. Poi metto la radio su Spotify e ascolto tracce simili".

È un successo su due fronti quello del FantaSanremo 2026 che, a 22 giorni dalla chiusura delle iscrizioni, viaggia verso un doppio record: quello delle squadre iscritte e quello della sua sigla ufficiale, 'Scapezzolate', diventata virale. Sul fronte del gioco, secondo quanto apprende l'Adnkronos, sono già 628.000 le formazioni create, con una crescita del +7,3% rispetto al 2025 e una proiezione che punta a superare il milione entro la prossima settimana. Il bacino d'utenza totale della piattaforma ha raggiunto i 3,8 milioni di iscritti. Parallelamente, il brano ufficiale firmato da Tony Pitony, tra gli artisti più imprevedibili della nuova scena musicale, sta macinando numeri da record. Uscita il 23 gennaio, 'Scapezzolate' è esplosa sui social: su Instagram ha superato i 2,2 milioni di visualizzazioni (con 120mila 'like'), su TikTok ha raggiunto 785mila visualizzazioni (100mila 'like'), mentre su YouTube conta 100mila visualizzazioni.
Il fermento si riflette anche nelle classifiche di gradimento dei fantallenatori. In vetta alla classifica degli artisti più scelti si registra un sorpasso: Dargen D'Amico è ora il più gettonato, superando Elettra Lamborghini. L'effetto degli annunci si fa sentire: Ditonellapiaga è entrata nella top five degli artisti più acquistati dopo aver ufficializzato il suo duetto nella serata cover proprio con Tony Pitony, legando così i due fenomeni del momento.
Il gioco, che permette di comporre una squadra di sette artisti con un budget di 100 "baudi", chiuderà le iscrizioni alle 23:59 di lunedì 23 febbraio. La novità principale di quest'anno è una vera e propria rivoluzione strategica: la possibilità di modificare la propria formazione (titolari, riserve e capitano) sarà limitata a due sole finestre temporali: venerdì 27 febbraio (giorno delle cover) e sabato 28 febbraio (giorno della finale), sempre dalle 8 alle 20.

Dall'importanza del gioco alla necessità di vivere la vita con coraggio, sono tanti gli insegnamenti trasmessi da Maria Rita Parsi nella sua lunga carriera da psicologa e psicoterapeuta. La professionista, punto di riferimento in Italia e all'estero per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, è morta a Roma all'età di 78 anni[1], e in queste ore tanti tornano a rileggere ciò che ha dichiarato in questi anni. Ecco cinque delle sue frasi più note.
La prima base sicura
"Bisogna essere riconosciuti, amati, desiderati, compresi, ascoltati, poiché questa è la prima base sicura per diventare persone che si stimano e che stimeranno, poi, gli altri".
L'importanza del gioco
"Un bambino che ha potuto giocare sarà un adulto sereno. Quando l’infanzia è stata triste, il bambino interiore dell'adulto rimane ‘murato dentro"
La figura del genitore
“I figli non chiedono genitori perfetti, ma genitori presenti. Adulti capaci di dire i ‘sì’ che nutrono e i ‘no’ che proteggono.”
La famiglia
"La famiglia è la prima scuola di vita. Non serve scomodare Freud o manuale di pedagogia: il bambino impara tutto da lì tutto quello che poi uscirà nel mondo esterno. Se in casa ci sono rispetto, amore e libertà c'è speranza di crescere adulti sani".
Il coraggio di vivere
"Bisogna sognare, esaltare la bellezza e la capacità di pensare, solo così si sconfigge la madre di tutte le paure: l'angoscia di morte. Il problema non è avere il coraggio di morire, ma di vivere ogni giorno".

"E' una sentenza rivoluzionaria che definisce una volta per tutte i contorni del riconoscimento dell'assegno di divorzio". Così Gian Ettore Gassani, tra i maggiori avvocati esperti in diritto di famiglia, nazionale e internazionale, commenta con Adnkronos/Labitalia la sentenza numero 1999 della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di un'ex moglie sottolineando la revoca dell'assegno divorzile, se manca la dimostrazione del sacrificio patrimoniale subito dal coniuge durante il matrimonio.
"Negli ultimi anni - spiega - la Cassazione ha dato un giro di vite per evitare un indiscriminato riconoscimento dell'assegno divorzile, a qualsiasi coniuge uomo o donna che sia, per il solo fatto di essere ex coniuge. Con questa sentenza, la Cassazione sancisce che se non si dimostra il sacrificio che si è fatto per la crescita umana, personale, professionale, economica e sociale dell'altro, quindi di aver dato un contributo importante alla vita del matrimonio dell'altro coniuge si perde il diritto all'assegno".
"Un po' - sottolinea - come succede in tutti gli altri Paesi d'Europa, in cui se non c'è un accordo prematrimoniale difficilmente viene riconosciuto un assegno, salvo che l'altro coniuge che lo richiede sia inabile al lavoro e con difficoltà estreme".
"E' - afferma l'avvocato Gassani - una sentenza moralizzatrice che dice 'attenzione se non hai dato alcun contributo alla crescita economico-sociale di tuo marito o di tua moglie non puoi ricevere nessun assegno'. Questo perché l'assegno divorzile spesso ha una natura risarcitoria, in qualche modo deve riconoscere i sacrifici dell'altro, è compensativa e perequativa. Nei matrimoni 'mordi e fuggi' o che non hanno avuto una lunga durata dove non c'è più sacrificio, giustamente la Cassazione ha voluto finalmente chiarire i termini di questa questione".
"Non c'è più l'assegno di divorzio come pensione e rendita di posizione - fa notare - ma c'è l'assegno di divorzio come principio di solidarietà verso chi merita questo sussidio a vita".
Sindaco, 'un uomo che ha guardato al nostro territorio con amore e
lungimiranza'... 
In media 767 euro per un gatto, 1.263 per un cane; questi, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Emg Different, i costi che hanno dovuto sostenere nel 2025 gli oltre 22 milioni di italiani che possiedono animali da compagnia. Costi che, si legge ancora nello studio, negli ultimi 12 mesi sono cresciuti di 149 euro ad animale, ma sono arrivati a superare i 500 euro per i 4,1 milioni di proprietari che hanno dovuto far fronte a spese veterinarie impreviste. Spese che i più previdenti, circa 329.000, si sono visti rimborsare in toto o in parte grazie all’assicurazione attivata a tutela del proprio gatto o cane.
L’indagine, condotta a gennaio 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana che ha uno o più animali da compagnia, ha potuto stabilire quali siano le maggiori spese che vanno sostenute per la cura di cani e gatti. Nel primo caso a svettare in cima alla classifica è il cibo (in media 358 euro all’anno), seguito da pet sitter/asilo (202 euro) e spese veterinarie (193 euro).
Anche per i gatti il cibo è la spesa maggiore (240 euro), ma questa volta il veterinario arriva al secondo posto (107 euro) e al terzo si trova l’acquisto di lettiere/sabbie e traverse (82 euro). Nel corso del 2025, secondo quanto dichiarato dagli intervistati, ad essere aumentati più di tutti sono i costi legati ai controlli veterinari (in media 44 euro all’anno per ciascun animale); quasi il doppio del cibo (27 euro) e molto più dell’assicurazione (20 euro), rispettivamente seconda e terza voce nella classifica dei rincari percepiti. Cambi di abitudini e rinunce Un incremento di costo così sostenuto ha spinto moltissimi proprietari a modificare le proprie abitudini.
Se circa 2,4 milioni dichiarano di essere ormai costantemente alla ricerca di sconti e promozioni o di acquistare formati scorta (1,9 milioni), preoccupa scoprire che per ragioni economiche quasi 4 milioni di loro abbiano scelto di rimandare visite veterinarie o esami diagnostici di cani e gatti.
"Proprio come avviene per gli esseri umani -spiegano gli esperti di Facile.it- anche per i nostri amici a quattro zampe il monitoraggio della salute è importante e, se non fatto costantemente, potrebbe rappresentare un grave pericolo. Senza dubbio tutto ciò ha un costo, ma ancora troppi proprietari non considerano il fatto che una buona assicurazione li alleggerirebbe da queste spese senza mettere a rischio la salute del loro cane o gatto".
Numeri alla mano, sono appena il 22% del totale i proprietari che hanno sottoscritto una polizza a tutela del proprio animale, ma visti i costi contenuti delle coperture (ormai si trovano sul mercato polizze molto complete a meno di 20 euro al mese che comprendono sia l’assistenza sanitaria sia la responsabilità civile) e quelli in aumento del mantenimento, più di 2,9 milioni hanno dichiarato di avere intenzione di sottoscriverla a breve. E i loro amici a quattro zampe ringraziano

Alcol o crampi? La domanda ha attraversato i campi di Gold Coast, in Australia, dove si sta tenendo un torneo Atp. Pochi giorni dopo la conclusione degli Australian Open 2026, il tennis continua a regalare spettacolo e qualche momento di ilarità. Tomislav Edward Papac, giocatore australiano numero 1325 del mondo, ha avuto qualche problema di equilibrio, per usare un eufemismo, durante il suo match contro il connazionale Sam Ryan Ziegann.
Un video diventato rapidamente virale mostra infatti Papac faticare a muoversi, sia al servizio che con il dritto. Il passo è lungo e le gambe non sembrano reggere il peso del corpo, con il giocatore che cade anche a terra dopo aver sbagliato un colpo e si rialza aiutandosi con la racchetta.
Probabile che alla base dei problemi di Papac ci siano crampi, gli stessi che nelle scorse settiamane hanno colpito, durante lo Slam di Melbourne, prima Jannik Sinner e poi Carlos Alcaraz. Qualcuno però, commentando il video su X, ha insinuato potesse esserci altro: "Forse c'è stata troppa tequila nel pre partita".
Operazione del Corpo forestale a Maracalagonis, sequestrate anche
reti... 
Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello tornano a prendersi bonariamente gioco di Carlo Conti. Con un video condiviso sui social, l'attore toscano mette in scena una gag telefonica con Panariello, prendendo di mira il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2026.
Con il suo inconfondibile accento, Pieraccioni commenta le scelte di Conti: "Eh Giorgio... ascolta, ma quell'altro si è impazzito. Calimero si è impazzito. L'anno scorso ha chiamato Topo Gigio, quest'anno Sandokan", dice facendo riferimento all'annuncio di Can Yaman - protagonista della serie Rai 'Sandokan' - tra i co-conduttori della prima serata del Festival, al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini.
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Un post condiviso da Leonardo Pieraccioni (@leonardo_pieraccioni)[1]
La gag prosegue tra battute e frecciatine: "Gli manca solo Spongebob e Mary Poppins, quest'anno noi non ci andremo, non ci mescoliamo", conclude Pieraccioni. A rincarare la dose è Panariello nei commenti: "Quando invita il corvo Rockfeller ricoveriamolo". Piccata la replica di Pieraccioni: "Uno più abbronzato di lui non lo vorrebbe mai".
Una gag che ribadisce la forte e lunga amicizia che lega il trio toscano. Un legame che lo stesso Conti ha ricordato domenica 1 febbraio ospite a Verissimo: "Siamo fratelli nella vita da sempre".

Pioggia e neve, il maltempo non molla l'Italia. Il quadro meteo dei prossimi giorno sarà dominato dallo Scirocco, che porterà un aumento delle temperature e, allo stesso tempo, precipitazioni abbondanti tra Nord e Centro. "Vivremo una fase caratterizzata dal vento di Scirocco, il vento umido e mite proveniente da Sud-Est che favorisce temperature simil-primaverili al meridione ma anche nevicate abbondanti al Nord. Da domani la neve cadrà mediamente oltre i 500-800 metri sulle Alpi e sulle Prealpi (con quota in aumento nel corso della giornata) ma, in corrispondenza di aria fredda più pesante intrappolata al suolo (cuscinetto di aria fredda in gergo meteorologico), imbiancherà anche gran parte della pianura piemontese", dice all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it[1]'.
"Da oggi le temperature inizieranno a salire con un rialzo della quota neve e piogge diffuse in Pianura Padana centro-orientale, in Sardegna e sul versante tirrenico, dalla Toscana al Lazio; attenzione ai rovesci anche intensi specie sulle regioni tirreniche e in Friuli Venezia Giulia. Domani - continua Tedici - il maltempo colpirà nuovamente il Nord-Est, le regioni centrali tirreniche e la Sardegna con fenomeni che potrebbero risultare persistenti e forti: si rischiano situazioni potenzialmente critiche a causa dei terreni saturi, dopo un gennaio molto piovoso. Dopo una breve tregua attesa per giovedì, i modelli meteorologici prevedono, con elevata attendibilità, una nuova perturbazione sull’Italia per venerdì 6 febbraio: le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 inizieranno con un po’ di pioggia a Milano e un po’ di neve a Cortina".
"Il maltempo colpirà soprattutto il Basso Tirreno, dalla Campania alla Calabria, confermando un inizio di febbraio molto simile alla fine di gennaio, piovoso o molto piovoso. Infatti, anche il weekend vedrà un fronte atlantico dispensare piogge, 'tanto per cambiare' sempre sulle stesse zone cioè lungo il versante tirrenico e sulle Isole Maggiori: anche a Niscemi la situazione meteorologica non aiuterà la gestione del dissesto idrogeologico. Per trovare una fase più asciutta e in compagnia dell’alta pressione avremo due possibilità: o aspettare fino a metà mese in Italia o migrare in Scandinavia dove il tempo è rigido ma asciutto", conclude Tedici.
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