
(Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato.
Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola.
L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile.
All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo.
“Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”.
“Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".

(Adnkronos) - "Il problema delle liste d'attesa e della carenza di servizi sanitari è il risultato di anni di scelte strutturali che hanno ridotto progressivamente le risorse del sistema. Negli ultimi anni, infatti, sono stati tagliati posti letto, prestazioni e personale sanitario. Inoltre, c'è un blocco di spesa fermo dal 2008. Questo ha portato a una conseguenza diretta: abbiamo meno medici e infermieri, il Servizio sanitario nazionale è in grado di offrire meno servizi e quindi meno prestazioni ai cittadini. A questo si aggiunge il fatto che anche alcune attività fondamentali, come la prevenzione secondaria e terziaria, sono state ridotte. L'offerta sanitaria, quindi, non si è sviluppata, ma si è progressivamente ridotta". Lo ha detto Guido Quici, presidente nazionale del sindacato medici Cimo- Fesmed, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.
Quici sottolinea anche che "molti medici lasciano il sistema non solo per motivi economici, ma anche per altre criticità: il difficile equilibrio tra vita privata e lavoro, il rischio di aggressioni nelle strutture sanitarie, l'alto livello di contenziosi legali e la scarsa autonomia nelle decisioni cliniche e organizzative da parte dei medici". Risultato: "Un sistema con meno personale, meno strutture e quindi meno capacità di rispondere alla domanda di salute. Questo contribuisce all'allungamento delle liste d'attesa". In questo contesto, conclude il leader sindacale, "la frustrazione dei cittadini spesso si scarica sui medici, che però si trovano in prima linea, ma non sono responsabili delle decisioni strategiche che dipendono invece dalle scelte politiche e organizzative del sistema sanitario".

(Adnkronos) - "C'è un tema di aderenza alle terapie e di farmacovigilanza su cui si può agire per ridurre i rischi di una iperprescrizione di farmaci. Noi vediamo gli anziani cronici in cui l'aspetto principale è che vengono inondati di farmaci. Faranno bene tutti questi farmaci o vanno valutati in un'ottica di appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche? Sappiamo che c'è un assorbimento di risorse molto alto nella fase più avanzata dell'età: quasi tutte le risorse vengono sostanzialmente assorbite negli ultimi anni di vita. Valutare questi aspetti in termini sia di aderenza terapeutica, ma anche di eventi avversi, effetti collaterali e farmacovigilanza, può migliorare e garantire una migliore salute", favorendo la sostenibilità del sistema. Lo ha detto Nicola Pinelli, direttore Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), nel suo intervento al convegno ‘Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Abbiamo sostenuto il disegno di legge sulla farmacia di comunità come luogo di prossimità di salute, specie nelle aree interne - ricorda Pinelli - C'è un ulteriore disegno di legge, che sta girando, sul rafforzamento di una dinamica territoriale perché, anche rispetto alle Case di comunità, abbiamo applicato uno standard che non tiene conto tanto delle criticità orografiche e della reale disponibilità di professionisti soprattutto nelle aree interne, che sono più sguarnite non soltanto di popolazione, ma anche di professionisti. Del resto - osserva - c'è meno attrattività per uno specialista nell'andare a lavorare in una zona territoriale interna rispetto al grande polo universitario. Per occuparsi di comorbidità, oltre al medico di medicina generale, abbiamo una vasta platea di professionisti da intercettare: gli specialisti ospedalieri, gli infermieri di comunità, i tecnici".
In termini di prevenzione, "con le nuove tecnologie abbiamo i dati per la medicina personalizzata, i test genetici - sottolinea il direttore Fiaso - Possiamo andare a capire se c'è una familiarità di certe malattie e quindi fare non solo diagnosi scientifica, ma anche intercettare persone che sono più a rischio, più esposte a sviluppare patologie rispetto ad altre perché c’è una familiarità. In questo l’intelligenza artificiale ci può aiutare. Però - avverte - non è soltanto una questione di strumenti, ma anche di risorse, di pieno ingaggio dei professionisti, di pieno ingaggio dei cittadini, pazienti e famiglie. E' una vasta operazione in cui, se si intende mantenere e sostenere il Servizio sanitario nazionale, bisogna uscire da logiche particolari, corporative e di interessi particolari, e vedere le cose in modo più sistemico".

(Adnkronos) - Le miotonie non distrofiche sono canalopatie ereditarie del muscolo scheletrico che colpiscono fino a circa mille pazienti in Italia. Nonostante la bassa prevalenza, hanno un impatto clinico rilevante, in quanto rigidità muscolare, dolore, affaticabilità e difficoltà motorie possono compromettere significativamente la qualità di vita, l'autonomia personale e la partecipazione scolastica e lavorativa dei pazienti. Il trattamento sintomatico di prima linea è rappresentato dalla mexiletina, principio attivo del farmaco che ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio tramite procedura centralizzata dall'Agenzia europea dei medicinali (Ema) nel dicembre 2018. Tale approvazione ha permesso l'accesso al trattamento in diversi Paesi europei, con rimborsabilità riconosciuta in Francia dal 2021 e in Spagna dal 2023. In Italia, invece, il farmaco è stato collocato in classe C ai fini della rimborsabilità, determinando una conseguente eterogeneità regionale nell'approvvigionamento e nelle modalità di accesso.
Un gruppo multidisciplinare di esperti, coordinato da Guido Primiano, neurologo presso la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, ha elaborato un position paper dal titolo 'Accesso tempestivo e appropriatezza terapeutica: una priorità per le miotonie rare non distrofiche'. Il documento - pubblicato da INNLIFES e realizzato con il contributo non condizionante di Avas Pharmaceuticals - analizza il contesto italiano con particolare attenzione a tre aspetti centrali: diagnosi precoce, appropriatezza prescrittiva e continuità terapeutica. Tra le principali criticità - informa una nota - emergono il ritardo diagnostico, la limitata diffusione delle competenze specialistiche al di fuori dei centri di riferimento e la variabilità regionale nei percorsi di accesso alla terapia. Il position paper descrive la mexiletina come caso paradigmatico di una riflessione più ampia sulla governance delle malattie rare, evidenziando come l'attuale assetto regolatorio e organizzativo possa tradursi in percorsi di accesso non uniformi sul territorio nazionale, con possibili ricadute sulla stabilità del trattamento e sulla qualità di vita dei pazienti.
"Le miotonie non distrofiche presentano oggi un elemento positivo importante, rappresentato dalla disponibilità di opzioni farmacologiche efficaci - spiega Primiano - Permangono però bisogni insoddisfatti significativi, in particolare il ritardo diagnostico e la persistente eterogeneità nell'accesso alle cure a livello nazionale, con ricadute concrete sulla qualità di vita dei pazienti. E' quindi necessario promuovere soluzioni in grado di rendere più tempestivi, equi e uniformi i percorsi di diagnosi e cura". Aggiunge Giovanni Meola, professore onorario di Neurologia, università degli Studi di Milano, presidente Fondazione Malattie miotoniche Ets, responsabile presidio Malattie rare, Casa di cura Igea, Milano: "E' fondamentale garantire una distribuzione del farmaco uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando disguidi di approvvigionamento. Oggi, infatti, in alcune regioni il farmaco viene preparato in forma galenica, mentre in altre deve essere importato dall'estero, con inevitabili ritardi. Questa situazione ha un impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, che necessitano di una terapia continuativa". All'elaborazione del documento, come componenti dell'expert panel, hanno contribuito Graziella De Martino, Maria Galdo, Marzia Mensurati e Giovanni Meola.

(Adnkronos) - A partire da oggi, Alexa+, la nuova assistente personale basata sull’intelligenza artificiale generativa, è disponibile in Italia in Accesso anticipato, gratuitamente per tutti. Alexa è diventata parte integrante della vita quotidiana, un vero e proprio membro aggiuntivo delle famiglie italiane: solo negli ultimi tre anni, infatti, i clienti in Italia hanno interagito con Alexa oltre 40 miliardi di volte. Alexa+ è in grado di aiutare concretamente nella vita di tutti i giorni. Prenotazioni al ristorante, shopping, sicurezza domestica, scoperte musicali, gestione degli impegni: Alexa+ fa tutto questo attraverso conversazioni naturali, come se si stesse parlando con un’amica. I clienti in Italia possono iniziare a provarla da oggi gratuitamente, grazie al programma di Accesso anticipato.
La prima cosa che si nota con Alexa+ è quanto tutto diventi semplice e immediato. Niente più comandi specifici o parola di attivazione da ripetere: non si sta parlando a una tecnologia, ma a qualcuno che capisce davvero. Pensieri incompleti, modi di dire, richieste complesse: tutto scorre naturalmente nella conversazione e Alexa+ risponde con una voce migliore, più naturale ed espressiva. Si può cambiare argomento, interrompere, tornare indietro, e lei segue senza problemi.
Alexa+ si basa su modelli linguistici avanzati di grandi dimensioni grazie ad Amazon Bedrock, e la differenza fondamentale è ciò che può fare concretamente per gli utenti. Un'architettura completamente nuova collega centinaia di servizi e dispositivi, trasformando l'intelligenza di Alexa in azioni reali. Alexa+ può intervenire nel mondo reale: sceglie la musica in base al mood, suggerisce un regalo per un parente e glielo fa recapitare, abbassa il termostato quando le viene detto ‘Alexa, fa caldo qui’, suggerisce una ricetta tenendo in considerazione quello che piace di più. Alexa+ è connessa ai servizi che i clienti italiani usano già ogni giorno: gestione della casa intelligente, musica tramite Amazon Music, Spotify o Apple Music, notizie e radio da fonti locali affidabili. Inoltre, a partire dalle prossime settimane, i clienti potranno utilizzare TheFork per prenotare ristoranti semplicemente usando la voce. Continueranno ad aggiungersi nuovi partner nei prossimi mesi per arricchire l’esperienza dei clienti e ampliare ulteriormente le possibilità di utilizzo.
Oltre all'intelligenza, Alexa+ porta attenzione, empatia e, quando serve, anche un pizzico di ironia. Più si interagisce con lei, più diventa utile. Non è più solo ‘Alexa’: è la ‘tua Alexa’. Impara le preferenze: la musica che si ama, i libri che si leggono, i cibi che si evitano, le abitudini della propria famiglia. Grazie al riconoscimento vocale e visivo, distingue i membri della famiglia e personalizza le risposte per ciascuno. Adatta il tono delle conversazioni: se la propria squadra del cuore vince, sarà più entusiasta quando si parla della partita. Se si sta pianificando un viaggio, ricorderà le destinazioni preferite e aiuterà a organizzare i dettagli. E' possibile parlarle della propria routine quotidiana o dei propri progetti e lei aiuterà a rendere la giornata più fluida. Nel caso in cui, per esempio, si dovesse rientrare stanchi dal lavoro, Alexa+ potrebbe abbassare le luci e far partire la propria playlist preferita una volta rientrati a casa. Ricorderà che la mamma è vegetariana o che un membro della famiglia detesta i broccoli, e lo terrà in considerazione per suggerimenti su ristoranti o ricette.
Alexa+ c’è sempre: in cucina mentre si parla con il proprio Echo Show, sull’app Alexa quando si è fuori casa, in salotto davanti a Fire TV o mentre si lavora alla scrivania. Presto, infatti, i clienti in Italia potranno accedere ad Alexa+ direttamente dal browser e ricevere aiuto ovunque si trovino in modo ancora più semplice. Ciò che rende tutto questo ancora più potente è la continuità delle conversazioni. E' possibile iniziare a cercare ricette per la cena su Echo Show in cucina, continuare sul telefono mentre si va a fare la spesa, e Alexa+ riprenderà esattamente da dove si era lasciato, ricordando il contesto e ciò di cui si stava parlando, senza mai perdere il filo.
Finito il caffè? Basta dirlo: Alexa+ suggerirà il marchio preferito al miglior prezzo e chiederà conferma prima di ordinare. Si sta pianificando una cena? Alexa+ crea la lista della spesa considerando le preferenze alimentari dell’utente e della famiglia. Tiene traccia delle consegne, segnala variazioni di prezzo interessanti, aiuta a scoprire prodotti in linea con i propri interessi. Può anche confrontare prodotti, riassumere recensioni e suggerire alternative. Parlare con lei è come chiedere consiglio a un’amica esperta.
Con milioni di dispositivi smart home collegati ad Alexa in Italia, è possibile gestire la casa semplicemente parlando in modo naturale. Dicendo ‘è buio’, Alexa accenderà le luci. Chiedendo ‘pulisci qui’, farà partire il robot aspirapolvere compatibile. È anche possibile creare routine personalizzate completamente con la voce, combinando più azioni: regolare le luci, riprodurre musica, condividere le previsioni meteo, senza bisogno di aprire l'app Alexa.
Alexa+ si muove con l’utente anche da una stanza all'altra. Se si sta preparando la cena in cucina e si dice ‘Alexa, riproduci il mio artista preferito’, partirà sul dispositivo Echo più vicino. Quando ci si sposta in salotto, basta dire ‘Alexa, sposta la musica qui’ e lei lo farà, senza interruzioni. Presto sarà possibile anche controllare consegne e visitatori tramite il proprio videocitofono Ring: basta dire ‘Alexa, è stato consegnato qualche pacco oggi?’ e lei si collegherà alla videocamera Ring, analizzerà le registrazioni e mostrerà se qualcuno ha lasciato un pacco alla porta.
Sviluppare Alexa+ per l'Italia richiede molto più che tradurre qualche parola. Significa capire come le persone in Italia comunicano davvero. L'espressione ‘salute’, per esempio, può essere un brindisi, una risposta a uno starnuto, un augurio sincero, tutto dipende dal contesto. Sono queste sfumature culturali che fanno sì che la tecnologia sembri davvero parte della vita quotidiana. L’Italia si contraddistingue anche per la sua diversità linguistica: dai dialetti del Nord a quelli del Sud, passando per le varietà regionali del Centro, ogni area ha un modo unico di esprimersi.
Scienziati, ingegneri e specialisti del linguaggio italiani che lavorano presso il Centro di Ricerca e Sviluppo Alexa di Torino, hanno dato ad Alexa+ una personalità autenticamente italiana, perfezionando i modelli linguistici e sviluppando nuove tecniche di comprensione del linguaggio naturale. L’obiettivo è fare in modo che Alexa+ capisca non solo cosa si dice, ma anche come lo si dice. È proprio questa combinazione, una tecnologia sviluppata in Italia capace di comprendere davvero la vita quotidiana degli italiani, che fa sì che Alexa+ sembri da sempre parte della famiglia: conosce espressioni locali, le squadre di calcio, la musica più amata, i piatti della tradizione. È possibile chiederle di ricordare la propria squadra del cuore e sarà in grado di capire perfettamente cosa si intende con ‘Quand’è la prossima partita in casa?’. Non è nemmeno necessario specificare la squadra, perché Alexa+ ricorda il contesto e apprende le preferenze.
Alexa+ è stata progettata nello stesso modo in cui viene sviluppato ogni dispositivo: mettendo il cliente al primo posto, proteggendo la privacy, offrendo trasparenza e dando all’utente il controllo completo. La dashboard sulla privacy di Alexa consente di rivedere e gestire le interazioni con Alexa+ in un unico posto. È possibile ascoltare esattamente cosa ha registrato Alexa, controllare i contenuti condivisi, modificare per quanto tempo vengono conservate le registrazioni vocali ed eliminare registrazioni in qualsiasi momento. Tutto è facilmente accessibile nell'app Alexa e online. È l’utente ad avere il controllo.
Durante il periodo di Accesso Anticipato, Alexa+ sarà gratuita per tutti. Successivamente, sarà disponibile a €22,99 al mese, ma continuerà ad essere disponibile senza costi aggiuntivi per tutti i clienti Amazon Prime, aggiungendosi ai numerosi benefici già inclusi: consegne veloci illimitate, Prime Video, Amazon Music Prime, eventi di offerte esclusive come Prime Day e Festa delle Offerte Prime, Amazon Luna, Amazon Photos, migliaia di libri e una selezione di riviste Leggi con Prime e molto altro. Sono due i modi per accedere. 1) Acquistare un dispositivo Echo per avere accesso immediato. In particolare, Echo Show 11, Echo Show 8, Echo Dot Max ed Echo Studio sono dispositivi progettati appositamente per supportare le esperienze di nuova generazione basate sull'intelligenza artificiale generativa, con maggiore potenza di elaborazione, memoria ed edge computing. 2) Chi possiede già un dispositivo Echo compatibile, può registrarsi su amazon.it/nuovalexa per manifestare il proprio interesse all’Accesso Anticipato di Alexa+. Nelle prossime settimane, i clienti italiani saranno invitati a partecipare, espandendo gradualmente l'accesso.

(Adnkronos) - "Le Regioni stanno cercando di intervenire per ridurre le liste d'attesa, ma il tema è complesso e va letto in modo più ampio. Da un lato, ci sono due elementi positivi: cresce la richiesta di salute e in Italia l'accesso alle cure è gratuito, quindi più persone possono farsi curare. Dall'altro lato, però, questi aspetti generano anche alcune criticità. Il fatto che le cure siano gratuite porta in alcuni casi a richieste non sempre appropriate o necessarie. Inoltre, l'aumento dell'età media della popolazione e il maggiore bisogno di assistenza sanitaria fanno crescere la domanda di prestazioni. A tutto questo si aggiunge un altro fattore importante: la sanità oggi è più costosa rispetto al passato, perché diagnostica, tecnologie e terapie sono sempre più avanzate e costose. Dunque, il sistema sanitario si trova a dover gestire una domanda in aumento e più complessa, con costi sempre più elevati". Lo ha detto Roberto Grassi, presidente della Fondazione Fism (Federazione italiana società scientifiche), intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.
(Adnkronos) - "È stato un papà severo, ma oggi è lui che prende in giro noi". Così Marianna e Marco Morandi, ospiti oggi a La volta buona, raccontano il loro rapporto con papà Gianni Morandi.
I due fratelli, nati dal matrimonio del cantautore con Laura Efrikian, ricordano con affetto gli anni dell'infanzia: "Io volevo fare la mamma con Marco, lui era un bambolotto per me", racconta lei. Al contrario, Marco ricorda tutte le volte in cui veniva svegliato di notte "perché lei voleva giocare con me".
Oggi il rapporto padre-figli è cambiato: "Ci prende sempre in giro, c'è molta autoironia nella nostra famiglia", dicono entrambi ricordando che papà Gianni "è stato molto severo, rigido, basato su dei principi fondamentali". Valori che oggi, Marco, papà di tre maschi, riconosce, con orgoglio, di aver trasmesso ai suoi figli: "A volte quando parlo con loro mi rendo conto di rimproverarli esattamente come papà Gianni faceva con me".
I due parlano poi della famiglia allargata e del loro fratello minore, Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro, nato dal matrimonio di Morandi con Anna Dan, sua attuale moglie. Marco ricorda il momento emozionante di quando papà Gianni è salito sul palco del Festival di Sanremo per duettare con il figlio Tredici Pietro: "È stato davvero un momento emozionante, papà aveva la voce rotta. Noi non l'avevamo mai visto così emozionato. A noi non hanno raccontato nulla, è stato bellissimo".

(Adnkronos) - "Il nostro Servizio sanitario nazionale ha 48 anni , è un sistema di regole e organizzazione rimasto fermo a com'era quasi 50 anni fa, mentre la società è cambiata profondamente: le persone vivono più a lungo grazie anche al progresso farmaoclogico, assistiamo alla cronicizzazione delle malattie, la medicina è più avanzata e i bisogni di salute sono diversi. In questo contesto, non basta mettere più soldi se il sistema non viene aggiornato". Così Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti del Ssn Anaao-Assomed, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.
Un punto critico, secondo Di Silverio, riguarda anche "l'uso dei dati e degli strumenti di controllo. Sapere, ad esempio, perché si formano le liste d’attesa è utile - sottolinea - ma questi strumenti non devono diventare un modo per limitare il lavoro dei medici. Se si impongono regole rigide uguali per tutti, si rischia di peggiorare la qualità delle cure, perché ogni paziente ha una situazione diversa e richiede decisioni cliniche personalizzate". Per migliorare il sistema "servirebbero invece cambiamenti profondi nell'organizzazione del lavoro dei dirigenti medici, che oggi spesso operano in un contesto rigido, soprattutto ospedaliero, che non valorizza la professione e non permette di lavorare sempre nel luogo più adatto al paziente".
Si parla molto di "integrazione tra ospedale e territorio", ma "nella pratica non è mai stato chiarito bene cosa significhi davvero - osserva Di Silverio - Secondo questa visione, sarebbe più utile distinguere chiaramente i diversi livelli di cura, invece di usare definizioni generiche. L'obiettivo dovrebbe essere quello di garantire al paziente il luogo di cura più appropriato, nel momento giusto e con il professionista giusto. Inoltre, non bisognerebbe limitarsi a curare la malattia quando è già evidente, ma intervenire prima, prendendo in carico le persone in modo precoce, anche prima che la patologia sia conclamata". E ancora: "Il Ssn dovrebbe essere guidato da criteri pratici e non ideologici. La sanità deve essere uguale per tutti, indipendentemente da condizioni personali o sociali, sesso, religione o provenienza geografica", incalza il leader sindacale. Infine, "non è corretto ragionare in termini di Regioni migliori o peggiori, come se fosse una colpa. Le differenze territoriali esistono e ci saranno sempre, l'autonomia differenziata non farà altro che attrarre i professionisti dalle regioni che stanno peggio, lasciando alla deriva le Regioni più penalizzate che esultano quando escono da un commisariamento. Invece, le aree in difficoltà dovrebbero essere aiutate di più, non penalizzate. Altrimenti si rischia di aumentare ulteriormente i divari, anche nella distribuzione di medici e professionisti", conclude Di Silverio.

(Adnkronos) - "Investire in educazione finanziaria spesso non è un tema all'ordine del giorno -commenta Antonio Biffi, country manager Italia, a margine della conferenza stampa per il lancio italiano di Dr. Finanza-. Per questo promuovere questo tipo di attività credo che possa fare una grande differenza e avere un impatto pratico per le famiglie. Questo è proprio il valore che vogliamo creare, investendo sul nostro cliente, dandogli gli strumenti per poter decidere. Gli forniamo consulenza gratuita per capire le sue scelte e orientarle. L'utile, per la nostra realtà, arriva infatti dalla mediazione creditizia presso le banche. Sono dunque convinto che la gestione finanziaria e l'educazione finanziaria in Italia possa trarre beneficio dall'ingresso di Dr. Finanza, così come il gruppo trarrà beneficio dall'espansione in Italia".
"E' necessario arrivare a far capire al risparmiatore italiano come cogliere le opportunità soprattutto nel medio e lungo termine -aggiunge Biffi-. Quando si compie una scelta finanziaria è importante uscire dall'idea, tipica del nostro Paese, di basarsi solo sulla stabilità; è provato matematicamente, ad esempio, che un mutuo nel corso degli anni possa portare a un beneficio anche doppio rispetto a quanto investito. Ad ogni modo, sono proprio queste le tematiche che affrontiamo con i nostri clienti, e lo possiamo fare perché abbiamo a disposizione gli strumenti per garantire loro una valutazione, totalmente indipendente, dell'asset su cui investire", conclude.

(Adnkronos) - Arriva il super autovelox, l'Intelligenza artificiale comincia a correre sulle strade europee. Dal 13 aprile le autorità locali della contea del Sussex hanno ufficialmente attivato una nuova rete di telecamere intelligenti destinate a cambiare radicalmente l'approccio al controllo del traffico. Non si tratta più dei tradizionali misuratori di velocità: i nuovi dispositivi, potenziati dall'intelligenza artificiale, possiedono la capacità di 'guardare' all'interno dei veicoli in transito, permettendo agli agenti di sanzionare comportamenti scorretti storicamente difficili da contestare. Il sistema, fornito dalla società specializzata Acusensus, prevede l'uso di telecamere ad altissima definizione dotate di un flash a infrarossi che permette di catturare immagini nitidissime attraverso il parabrezza di qualsiasi veicolo.
La tecnologia funziona 24 ore su 24, di giorno e di notte, e in qualsiasi condizione atmosferica, quindi con pioggia, nebbia o sole accecante. L'algoritmo dell'IA scansiona istantaneamente l'immagine per identificare due infrazioni specifiche: l'uso del cellulare tenuto in mano dal conducente e il mancato utilizzo della cintura di sicurezza da parte degli occupanti. Il progetto è finanziato attraverso i costi di recupero della sicurezza stradale della polizia del Sussex, che includono i proventi dei corsi di rieducazione stradale.
"Purtroppo - commenta con Adnkronos/Labitalia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori - quella che era la regola generale di contestazione immediata di un'infrazione, è diventata un'eccezione. Oggi si usano quasi esclusivamente postazioni fisse di rilevamento automatico. I controlli da remoto hanno sostituito i vigili. Un pericoloso passo indietro sul fronte della sicurezza, dato che se un automobilista sta andando troppo forte o sta usando il cellulare, è in quel momento che costituisce un pericolo per la circolazione e che dovrebbe essere fermato e multato. Far pervenire una multa 90 giorni dopo è certo meglio di niente, ma non serve ad impedire gli incidenti. Insomma, si punisce a posteriori, quando spesso è troppo tardi. Per il resto qualunque mezzo utilizzato può andare bene a condizione che si rispettino due principi: che l'apparecchio sia omologato dal ministero e che sia sempre garantito il diritto di difesa e la privacy del consumatore. Basta, ad esempio, con le foto che, per dimostrare che si è passati con il rosso, mostrano il veicolo con solo le due ruote anteriori oltre la linea d’arresto".

(Adnkronos) - "Il farmaco può fare tantissimo sulla questione delle liste d'attesa. Noi medici di medicina generale siamo assolutamente favorevoli nel togliere tutto quello che può essere di intralcio all'accesso al farmaco - procedure di tipo burocratico, amministrativo - che sottraggono chiaramente tempo e risorse all'assistenza dei pazienti. Per esempio, riteniamo che sia necessario passare dal piano terapeutico al piano di cura che abbia una forte impronta di tipo clinico, con la possibilità, nel tempo, di visionare i dati clinici anche con automatismi: oggi le tecnologie ce lo permettono". Così Roberto Venesia, responsabile area farmaco Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), nel suo intervento, oggi a Roma, al convegno ‘Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'
"La salute costa, ma la malattia costa molto di più. E' quindi necessario prevenirla e il farmaco può fare tantissimo nella prevenzione secondaria - osserva il medico - Se ci sono 6 fattori di rischio che determinano il 60% della spesa complessiva di un sistema sanitario, forse dobbiamo agire in termini preventivi. Se 15 patologie determinano l'80% della spesa sanitaria, forse il focus va messo lì. Abbiamo però bisogno anche di una maggiore integrazione tra i professionisti - medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacisti - che lavorano sul territorio. Le Case della comunità devono essere riferimenti delle aggregazioni funzionali dei medici, cioè dei team", evidenzia. "Devono essere la sede principale dove avviene l'incontro multiprofessionale con i livelli specialistici, il luogo dove io mando il mio paziente, saltando il Cup, perché stiamo lavorando su una presa in carico della complessità".
In questo contesto, Venesia indica alcune "mosse da fare. La prima riguarda la valutazione dei contesti: l'invecchiamento della popolazione comporta appunto comorbilità, la complessità. Si tratta poi di rafforzare quelle parti del Servizio sanitario nazionale che sono deboli, come la frammentazione dell'assistenza, ma anche le linee guida inadeguate. Se devo trattare un paziente complesso che ha una malattia principale e ne ha altre due - chiarisce il medico - ho linee guida che mi dicono quando prescrivere un farmaco e molto poco sulla deprescrizione, ad esempio. E c'è comunque una complessità che devo gestire. C'è poi la necessità di erogare un'assistenza centrata sulla persona e il processo decisionale condiviso: il medico di medicina generale che è il curante, lo specialista e il paziente. Oggi - conclude Venesia - il fallimento delle terapie non sta nel non avere i farmaci buoni, ma nel non assumerli. C'è tutto un problema di aderenza e di persistenza" da affrontare.

(Adnkronos) - Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, celebra la 'Giornata nazionale del made in Italy', istituita per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana aprendo alle scuole del territorio le porte dello stabilimento di San Giorgio in Bosco. L’iniziativa si inserisce tra le attività sostenute dal ministero delle Imprese e del Made in Italy nel mese di aprile per promuovere il ruolo sociale e il contributo del Made in Italy allo sviluppo economico e culturale del Paese.
L’impegno di Sanpellegrino per il Made in Italy si esprime attraverso una gamma di prodotti capace di interpretare gusti ed esigenze di consumo diversificati, che contribuiscono a far conoscere le eccellenze italiane a livello internazionale. Un approccio che valorizza la qualità delle materie prime e le filiere locali del Gruppo, costituite dall’82% di fornitori che hanno attività produttive in Italia. La collaborazione con ristoranti e chef di fama internazionale rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso, attraverso il quale Sanpellegrino crea esperienze distintive e momenti speciali a tavola.
“Celebrare il Made in Italy significa valorizzare un patrimonio fatto di competenze, tradizioni e cultura che rendono unici i prodotti italiani nel mondo. Con le nostre bibite e con le acque minerali S.Pellegrino e Acqua Panna portiamo ogni giorno sulle tavole di oltre 150 Paesi i valori distintivi dei territori d’origine dei nostri prodotti, espressione della cultura enogastronomica e dello stile di vita italiano", ha dichiarato Ilenia Ruggeri, Direttore Generale del Gruppo Sanpellegrino. "La scelta di condividere la Giornata del Made in Italy con i giovani si inserisce in un percorso che ci vede, da anni, impegnati con progetti e iniziative volti a valorizzare la formazione delle competenze e il talento, per accompagnare le nuove generazioni nella costruzione del proprio futuro", ha continuato.
Sanpellegrino ha accolto gli studenti e gli insegnanti delle classi prima e seconda dell’Its Meccatronico Veneto di Bassano nello stabilimento di San Giorgio in Bosco dove vengono prodotte le bibite, da quasi un secolo simbolo della qualità e dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo. L’incontro, culminato con la visita alle linee produttive, ha dato ai partecipanti l’opportunità di entrare nel vivo dei processi produttivi e di conoscere le tecnologie alla base dell’attività.
I ragazzi coinvolti, terminato il percorso di studi, diventeranno infatti figure professionali qualificate con competenze nell’integrazione, programmazione e manutenzione di sistemi industriali. Un momento di orientamento e scoperta per gli studenti, e al tempo stesso un’opportunità per Sanpellegrino di presentare la propria realtà ai professionisti di domani.
L’esperienza ha permesso di avvicinare concretamente i ragazzi al contesto industriale e alle competenze richieste dalle aziende ed è stata per Sanpellegrino l’occasione per rafforzare il legame con il territorio. Una sinergia che negli anni scorsi ha portato all’inserimento in azienda di diplomati Its con la formula dell’apprendistato duale che prevede tre giorni in aula e due giorni in azienda con la possibilità di mettere in pratica quanto si è imparato. Sanpellegrino si propone, infatti, di valorizzare i talenti emergenti con percorsi di carriera che, dall’apprendistato consentono di sviluppare progressivamente una professionalità per ricoprire, negli anni, posizioni di crescente responsabilità, dal supervisore fino a posizioni manageriali nell’ambito della manutenzione e dell’engineering.

(Adnkronos) - "Non abbiamo più lo stesso rapporto". Dopo l'intervista al Corriere della Sera, Donald Trump risponde ad una domanda sulle relazioni con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la guerra in Iran. A intervistarlo è Maria Bartiromo, giornalista di punta del network cche ha ricevuta la cittadinanza "per meriti speciali" solo pochi mesi fa, proprio su proposta del governo Meloni.
Maria Bartiromo è cittadina statunitense, nata a New York nel settembre 1967. La sua famiglia però ha forti radici italiane: i nonni materni emigrarono da Agrigento alla fine del 1800, mentre suo nonno paterno arrivò a inizio 1900 dalla Campania. I suoi genitori, italo-americani, hanno gestio un ristorante italiano a Brooklyn, mentre lei si è dedicata allo studio dell'economia e del giornalismo.
Nel corso degli anni è diventata un volto molto noto del giornalismo televisivo negli Stati Uniti. Ha lavorato alla Cnn e alla Cnbc prima di passare nel 2014 a FoxNews. Ha svolto il ruolo di moderatrice in diverse edizioni del Forum economico mondiale di Davos e ha pubblicato numerosi articoli sui periodici finanziari, tra cui il Financial Times e il New York Post. Per i suoi reportage economici ha ricevuto diversi premi tra cui due Emmy Awards.
Sin dalla prima amministrazione Trump, è diventata una sostenitrice dell'attuale presidente degli Stati Uniti.
Maria Bartiromo ha ottenuto la citadinanza italiana a settembre 2025 per meriti speciali. "La signora Bartiromo, - si legge nella nota del Consiglio dei Ministri - nel corso della sua carriera ultratrentennale da giornalista, ha contribuito in modo significativo a rafforzare i rapporti tra Italia e Stati Uniti, mantenendo costante il suo impegno verso le Istituzioni italiane". Il Consiglio dei Ministri aveva deliberato di proporre il conferimento della cittadinanza al Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, vista la proposta di attivazione della procedura avanzata dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.

(Adnkronos) - ll Servizio sanitario nazionale è oggi chiamato a evolvere per rispondere a criticità ormai strutturali, ma anche a cogliere le opportunità offerte da prevenzione, innovazione e nuovi modelli assistenziali. E' questo il tema al centro della terza edizione del 'Q&A Forum Salute di Adnkronos', oggi al Palazzo dell'Informazione di Roma, che ha riunito istituzioni, esperti e stakeholder del settore per un confronto sulle prospettive di riforma del sistema, dall'innovazione farmaceutica all'integrazione tra pubblico e privato. Tra i partecipanti il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di Farmindustria Marcello Cattani. Liste d'attesa, carenza di personale e risorse limitate continuano a rappresentare i principali nodi della sanità italiana. In questo scenario, il rafforzamento della prevenzione, una gestione più efficace delle cronicità e il ritorno alla centralità del paziente si configurano come elementi chiave per garantire sostenibilità e qualità dell'assistenza.
A delineare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario è la rilevazione Adnkronos 2026, condotta tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti. I dati restituiscono un quadro articolato: da un lato cresce l'attenzione verso salute e prevenzione, dall'altro persistono difficoltà nell’accesso alle cure. Il livello di fiducia nel Servizio sanitario nazionale si mantiene significativo, con il 58% degli intervistati che dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico, ma nel confronto con la stessa rilevazione dello scorso anno questo dato scende (dal 65% al 58%), salendo di conseguenza chi si dice sfiduciato (dal 35% al 42%). Il 61% si considera adeguatamente informato sulle opzioni di cura, tra pubblico e privato. Resta tuttavia un'area non trascurabile di fragilità informativa: circa 4 cittadini su 10 si dichiarano poco o per nulla informati. Il dato più critico riguarda l'accesso alle prestazioni, con il 70% degli intervistati che afferma di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle lunghe liste d'attesa: un dato in crescita rispetto al 62% dello scorso anno. Una pressione che spinge sempre più cittadini verso il privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell'ultimo anno. Nonostante ciò, il ricorso a strumenti integrativi resta limitato, con solo il 29% che dispone di un'assicurazione sanitaria.
"Le liste d'attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo abbiamo già avviato interventi concreti e rafforzato il confronto con le Regioni, nella consapevolezza che serve una piena collaborazione istituzionale per ridurre davvero i tempi. Un passaggio chiave sarà la pubblicazione, già dal prossimo mese, dei dati Agenas Regione per Regione, che garantiranno finalmente trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale dove ci sono maggiori criticità. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione la riforma della medicina territoriale: è una sfida decisiva, che riguarda l'equità e l'efficienza del sistema", ha sottolineato il ministro Schillaci.
I servizi sul territorio e la sfida dell'approvvigionamento dei farmaci sono tra i temi prioritari in questa fase: "La farmacia dei servizi costituisce un presidio sanitario di prossimità strategico per il Servizio sanitario nazionale, in particolare nei territori più interni e fragili del Paese. La stabilizzazione di questo modello, sostenuta con un finanziamento dedicato di 50 milioni di euro, consente di migliorare l'accessibilità alle cure, soprattutto per anziani e soggetti più vulnerabili. Sul fronte delle carenze, stiamo rafforzando gli strumenti normativi per favorire la produzione nazionale di farmaci e principi attivi e monitorare tempestivamente eventuali criticità, a tutela della continuità terapeutica. Parallelamente, investiamo nella digitalizzazione e nell'integrazione dei dati sanitari, leve fondamentali per l'assistenza e la ricerca", ha spiegato il sottosegretario Gemmato.
Accanto alle criticità emerge una crescente apertura verso l'innovazione: si rafforza la consapevolezza del ruolo che il digitale può svolgere nel migliorare l'efficienza e l'accessibilità del sistema sanitario, indicando una direzione chiara per le politiche future. "Oggi le priorità sono chiare: sostenere l'innovazione con strumenti nuovi e superare definitivamente un meccanismo di payback che, con 2,3 miliardi di euro, è ormai insostenibile e rischia di compromettere la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il Governo ha dato un segnale importante intervenendo nella legge di Bilancio, ma ora serve un passo strutturale nel Testo unico, fondato su semplificazione, certezza delle regole, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute. In questo contesto va affrontato con decisione anche il tema della Most Favoured Nation, che non è transitorio e richiede una risposta coordinata e di alto livello. Serve garantire equità, tempi certi e accesso omogeneo all’innovazione, nell'interesse dei cittadini, del servizio sanitario e di un'industria strategica per l'Italia e per l'Europa”, ha osservato il presidente di Farmindustria Cattani.
"Accompagnare i cittadini nella comprensione delle trasformazioni della sanità è oggi una priorità. Il Q&A Forum Salute nasce con l'obiettivo di offrire contenuti autorevoli e basati sui dati, favorendo un confronto trasparente tra istituzioni, imprese e società civile. Solo attraverso un dialogo informato è possibile capire le criticità e costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e sostenibile", ha dichiarato Davide Desario, direttore Adnkronos.

(Adnkronos) - "La riforma della governance farmaceutica rappresenta, secondo il relatore, un'importante occasione per correggere alcune criticità del sistema italiano dell'assistenza ai farmaci. Tuttavia, per essere davvero efficace, dovrà affrontare alcuni nodi ancora irrisolti". Lo ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.
"Il primo - spiega Aceti - riguarda la presenza di troppi livelli decisionali. Oggi esistono diverse commissioni regionali e aziendali del farmaco e altri organismi che finiscono per sovrapporsi tra loro. Questo sistema, secondo il relatore, crea duplicazioni rispetto alle valutazioni già effettuate a livello nazionale da Aifa e a livello europeo dall'European Medicines Agency (Ema), oltre al prontuario farmaceutico nazionale. L'esistenza di prontuari regionali e aziendali viene quindi vista come un fattore di rallentamento e di disuguaglianza nell'accesso alle cure - sottolinea - perché introduce passaggi aggiuntivi che complicano il percorso dei farmaci. In un momento in cui il Servizio sanitario nazionale è già sotto pressione per le liste d'attesa e le difficoltà di accesso, aggiungere ulteriori livelli di governance rischia di rendere il sistema meno efficiente e meno equo". Per il presidente di Salutequità, un secondo punto critico riguarda "ciò che accade dopo l'approvazione di un farmaco. Autorizzare una terapia, infatti, non basta per garantire che i pazienti possano riceverla: è necessario organizzare in modo efficace i servizi sul territorio, definire centri di riferimento, costruire reti di specialisti e assicurare una diffusione uniforme. Oggi, però, questi passaggi avvengono con tempi e modalità molto diverse da una regione all’altra, creando disomogeneità nell'accesso alle cure".
Infine, viene sollevata la questione delle terapie digitali (digital therapeutics), "un ambito in forte crescita - osserva Aceti - ma ancora privo di una regolamentazione chiara in Italia. Secondo il relatore, il disegno di legge rappresenta un'occasione importante per colmare questo vuoto normativo e definire finalmente un quadro di riferimento preciso. La riforma dovrebbe puntare a semplificare i processi decisionali, ridurre le duplicazioni, garantire uniformità di efficienza ed efficacia organizzativa sul territorio e regolamentare le nuove frontiere della medicina digitale, per rendere più rapido ed equo l’accesso alle cure".

(Adnkronos) - "Il Portogallo occupa la penultima posizione in Europa in termini di alfabetizzazione finanziaria: fin dall'inizio, quindi, abbiamo capito che era necessario darsi da fare al riguardo - afferma Nuno Leal, Co-CEO di Dr. Finanza, intervenuto alla conferenza stampa per il lancio italiano del Gruppo - Il nostro obiettivo è sempre stato quello di aiutare le persone a gestire correttamente il proprio denaro, il proprio patrimonio e a comprendere meglio i prodotti finanziari, sia sul fronte del credito che su quello degli investimenti: ed è esattamente quello che vogliamo fare anche in Italia. Il vostro paese si trova in una posizione certamente migliore, collocandosi al 18° posto su 28 nell'Unione Europea, in termini di alfabetizzazione finanziaria; Tuttavia la strada da percorrere è ancora lunga - prosegue - La nostra attività inizierà dunque dai mutui digitali, che rappresentano probabilmente la decisioni finanziarie più importanti che un cittadino medio prenderà nella sua vita, dall'impatto economico davvero importante. Noi semplifichiamo le cose: non ci limitiamo a confrontare le offerte di una banca con quelle di un'altra, ma valutiamo tutte le offerte presenti sul mercato, comprendiamo le esigenze specifiche dei clienti e quindi consigliamo la soluzione migliore, senza limitarci a mostrare le possibilità, perché, ad esempio, la rata mensile più bassa talvolta non è l'opzione più adatta. Dipende molto dalle proprie condizioni e da ciò che si vuole ottenere. Vogliamo essere al fianco delle persone per aiutarle a gestire la propria vita finanziaria e renderla più comprensibile; trasformare insomma ciò che è complesso in qualcosa di semplice e accessibile a tutti".
"Abbiamo iniziato in Portogallo 12 anni fa, quasi 13 - continua - Abbiamo aperto la nostra sede in Spagna alla fine dello scorso anno. Stiamo ora aprendo il mercato italiano e l'obiettivo sarà consolidarlo, quindi dimostrare prima di tutto la validità del progetto. Abbiamo la volontà di ottenere un posizionamento molto forte, ma dobbiamo prima capire se il mercato sia adatto alla nostra proposta, ma siamo fiduciosi che accadrà. Vogliamo crescere in modo costante, aiutare le persone, e credo che i risultati arriveranno di conseguenza. Non abbiamo un obiettivo numerico da raggiungere in termini di fatturato o quota di mercato, bensì crescere appunto in modo costante, iniziare ad aiutare le persone e diventare un attore rilevante per l'Italia, apprezzato per la sua qualità e professionalità" conclude.

(Adnkronos) - E' di almeno quattro morti e una ventina di feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta oggi 15 aprile in una scuola media di Kahramanmaraş, nel sud della Turchia. Lo hanno confermato le autorità, secondo quanto riferisce il giornale turco Daily Sabah. Tutto è avvenuto alla Ayşel Çalık Middle School nel distretto di Onikişubat.
Il governatore Mükerrem Ünlüer ha confermato che c'è stata una sparatoria e ha confermato che ci sono vittime. Le prime notizie parlano di una ventina di feriti e di tre studenti che sarebbero stati uccisi insieme una persona tra i docenti.
Il sospetto assalitore sarebbe uno studente della scuola e secondo le autorità, riporta il giornale, si sarebbe tolto la vita dopo l'attacco in cui avrebbe utilizzato cinque armi da fuoco. In arrivo nella zona il ministro dell'Istruzione, Yusuf Tekin.
La notizia arriva all'indomani della sparatoria avvenuta in una scuola superiore a Sanliurfa, non molto distante da Kahramanmaraş. Qui il bilancio parlava di 16 feriti, fra i quali dieci studenti. L'assalitore, che in passato aveva studiato nell'istituto, si è poi tolto la vita, secondo il ministero degli Interni di Ankara.

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(Adnkronos) - Il patrimonio culturale italiano rappresenta un potenziale volano economico, ma perché questo possa accadere, è necessario che la collaborazione fra pubblico e privato sia supportata da strumenti efficaci, in primis da un quadro normativo adeguato. È uno dei messaggi che riassumono quanto emerso in occasione della 49esima Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi), dal titolo “Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese”, tenutasi oggi al Teatro Argentina di Roma.
All’incontro, presieduto dalla Presidente di ADSI, Maria Pace Odescalchi, hanno preso parte Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, membro della II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Massimo Garavaglia, Presidente della VI Commissione Finanze del Senato, Irene Manzi, membro della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Antonio Calabrò, Presidente Museimpresa, Don Alessio Geretti, già responsabile eventi d’arte Giubileo 2025 per la Santa Sede e curatore delle mostre di Illegio, Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura, Renata Cristina Mazzantini, Direttrice GNAMC Roma, Francesco Spano, Direttore Federculture, Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia e Flavio Valeri, Vicepresidente Nazionale FAI.
I dati del VI Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato confermano il ruolo economico e sociale delle dimore storiche in Italia:circa 46.000 beni culturali privati distribuiti su tutto il territorio nazionale, quasi il 30% nei comuni sotto i 5.000 abitanti, dove sono presidi culturali e identitari; il 60% genera valore diretto attraverso attività nei settori del turismo, della cultura e dell’agricoltura, contribuendo anche all’occupazione giovanile; nel 2024 oltre 35 milioni di visitatori, grazie anche alle più di 20.000 realtà che promuovono eventi e aperture al pubblico; sul fronte della manutenzione, l’85% degli interventi è autofinanziato, con una spesa media superiore a 50.000 euro annui per bene; gli investimenti in restauri hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro per gli interventi straordinari nel 2024 e oltre 1,9 miliardi complessivi, pari a più del 10% della crescita del PIL registrata nel 2023; oltre 10.000 dimore sono pronte ad ampliare le proprie attività in presenza di un contesto normativo più favorevole.
Nel corso del dibattito è stata sottolineata la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, che perseguono lo stesso obiettivo di salvaguardia del patrimonio culturale italiano, perché possa realizzare il suo potenziale di volano economico a fronte di investimenti supportati da strumenti stabili e continuativi. Tra questi l’estensione dell’Art Bonus ai beni culturali privati, gestiti da fondazioni o realtà del terzo settore, renderebbe più sostenibili gli investimenti in manutenzione, restauro e valorizzazione, con ricadute positive sulle filiere collegate e sull’occupazione nei territori.
Si è discusso inoltre della proposta avanzata da Federculture di razionalizzare e armonizzare l’Iva per i restauri e le attività nel settore culturale, rendendo più equa e favorevole l’imposizione rispetto ad altri Paesi europei. Nel caso delle dimore storiche, ciò riconoscerebbe la funzione pubblica di beni custoditi da privati che sono parte attiva delle comunità locali, attraverso aperture al pubblico, attività turistiche, eventi culturali e iniziative di interesse collettivo. Il dibattito, moderato da Andrea Ducci, si è articolato lungo due direttrici principali: da un lato, i modelli di gestione e sviluppo delle dimore storiche, sempre più centrali nel coniugare tutela e valorizzazione; dall’altro, il tema della fiscalità e dell’impatto economico, con l’obiettivo di individuare strumenti in grado di sostenere gli investimenti e rafforzare il contributo del patrimonio culturale privato al sistema Paese.
“Le dimore storiche sono oggi parte integrante del nostro sistema Paese, non solo per il loro inestimabile valore culturale, ma anche per il contributo concreto che offrono ogni giorno ai territori”. ha dichiarato Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. “Creano occupazione, sostengono intere filiere produttive – dal restauro e dalla manutenzione, all’agricoltura e all’enogastronomia di qualità – e promuovono un turismo responsabile che riscopre le aree interne e i centri minori, custodi della nostra identità e memoria”.
L’evento è stato anche occasione per la proclamazione dei vincitori della VII edizione del Premio Tesi di Laurea Adsi, promosso dall’Associazione a supporto dei giovani studiosi che scelgono di dedicarsi allo studio e alla valorizzazione dei beni culturali privati: il primo premio è andato agli architetti Elena Rizzico e Alessandro Piacentini, del Politecnico di Milano, per la tesi “Palazzo Franco a Vicenza. Prospettive metodologiche per il recupero e la valorizzazione”. Il secondo è stato assegnato all’architetto Nicola Gigli, per la tesi “Architettura rurale dell'Appennino reggiano: identità, conoscenza, missione”, mentre il terzo premio è stato attribuito alla dottoressa Concetta Sidoti Abate, dell’Università degli Studi di Palermo, per la tesi “Case museo e genius loci, promozione e valorizzazione culturale di un territorio – un caso studio: Villa Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando”.

(Adnkronos) - Le dimore storiche italiane rappresentano un patrimonio privato ma al tempo stesso un bene di interesse collettivo, che richiede un intervento concreto delle istituzioni per essere tutelato e valorizzato. È il messaggio lanciato dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, durante la 49esima Assemblea dell’Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane), dal titolo 'Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese', tenutasi al Teatro Argentina di Roma.
Secondo Mulè, il ruolo delle istituzioni deve tradursi in misure normative capaci di semplificare e accelerare i processi amministrativi legati alla gestione e alla manutenzione di questi beni. “Le istituzioni devono contribuire soprattutto attraverso la semplificazione normativa e strumenti che aiutino concretamente le dimore storiche”, ha spiegato, sottolineando la necessità di “una corsia preferenziale per una proposta di legge già depositata in Commissione Cultura che prevede tempi più rapidi per gli interventi all’interno delle dimore storiche”. Il vicepresidente della Camera ha richiamato anche il tema degli incentivi fiscali, indicando come prioritaria l’estensione e il rafforzamento dell’Art Bonus: “Occorre portare a compimento l’Art Bonus, estendendolo anche al terzo settore e alle fondazioni che gestiscono dimore storiche, con un credito d'imposta del 65% rimborsabile in tre anni”. Un intervento che, secondo Mulè, andrebbe nella direzione di una maggiore armonizzazione del sistema e di un sostegno più efficace agli investimenti.
“Si tratta di misure che puntano a semplificare e valorizzare un patrimonio diffuso composto da circa 47.000 dimore storiche italiane, che rappresentano una risorsa culturale, economica e territoriale di straordinaria importanza”, ha concluso.

(Adnkronos) - “L’Italia è la nazione della bellezza e dobbiamo saperla rappresentare per attrarre ancora più turisti. Abbiamo dimore storiche straordinarie e c’è chi le cura. Oggi, però, l’economia è cambiata e le istituzioni devono essere vicine anche alla proprietà privata, affinché queste realtà possano essere offerte al meglio e continuare a garantire la tenuta del territorio.” Ha dichiarato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, intervenuto alla 49esima Assemblea dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, dal titolo “Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese”, tenutasi a Roma al Teatro Argentina. Lollobrigida ha evidenziato come, rispetto al passato, si sia invertito il rapporto tra agricoltura e dimore storiche: “Se un tempo era l’agricoltura a sostenere queste realtà, oggi sono spesso le dimore storiche a mantenere intere aree agricole, con un modello economico profondamente mutato”.
“Questa collaborazione tra pubblico e privato nella valorizzazione dell’offerta culturale e turistica consente non solo di rendere accessibili luoghi di grande valore, ma anche di generare economia, occupazione e crescita. Mettere a disposizione questi patrimoni significa aprire le proprie case, frutto del lavoro di generazioni, e trasformarle in un’opportunità per l’intero Paese”, ha aggiunto. Sul piano degli interventi concreti, il ministro ha indicato due direttrici principali: “Da un lato è necessario supportare la manutenzione, perché spesso i proprietari non dispongono più delle risorse necessarie per sostenere questi costi; dall’altro occorre rafforzare la promozione, un’attività che l’Associazione svolge già in modo efficace, rendendo queste dimore sempre più ospitali e attrattive”.

(Adnkronos) - "Per ridurre le liste d'attesa non esistono soluzioni miracolose: è necessario aumentare il numero di medici specialisti sul territorio e rafforzare le Case di comunità". Lo ha detto Antonio Magi, presidente del Sumai Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide'.
Le liste d'attesa "riguardano soprattutto visite cardiologiche, ortopediche, neurologiche, oculistiche - sottolinea Magi - e di conseguenza la carenza di specialisti porta spesso a un uso improprio dei pronto soccorso, che vengono utilizzati anche per problemi non urgenti". Secondo Magi, "il problema non si risolve semplicemente aumentando i medici di medicina generale, se non si interviene in modo strutturale sull'organizzazione del sistema".
Il presidente del Sumai è poi tornato sulla necessità di "dare continuità al decreto sulle liste d'attesa attraverso l'approvazione del Ddl 'Professioni sanitarie' attualmente fermo alla Camera da 8 mesi dopo il via libera del Senato".
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