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(Adnkronos) - "Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me - i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto 'dialogue coach' per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei 'cavernicolo'". Queste le parole di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in una precisazione affidata a 'Dagospia'.
"Per non parlare - continua la figlia di Berlusconi - di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero 'body shaming'. Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente 'patriarcali' – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza. Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca".
"Certo - affonda -, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante", conclude la presidente Fininvest.

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(Adnkronos) - Dramma a Palermo dove un'insegnante di 59 anni, Giovanna Somma, è morta a scuola, colta da un improvviso malore mentre era in classe con i suoi studenti. La tragedia è avvenuta nel liceo classico Vittorio Emanuele II. La professoressa di italiano e latino si sarebbe sentita male mentre stava facendo lezione e ogni tentativo di rianimarla è stato vano. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i carabinieri.

(Adnkronos) - "Rispetto al mondo della tecnologia o dei cellulari, che negli ultimi quarant'anni hanno più che duplicato la produttività, la sanità ha segnato, nello stesso tempo, solo un aumento del 6%. Significa che non si è mai veramente messa al passo con i tempi, non ha mai sfruttato le tecnologie per riuscire a dare ai cittadini delle prestazioni sanitarie migliori riducendo la spesa. Si è sempre solo aumentata la spesa. L'intelligenza artificiale diventa un supporto a tutti i professionisti sanitari, ma anche a chi fa programmazione, a chi fa gestione dei budget, a chi fornisce prestazioni sanitarie, per controllare e ottimizzare, lungo tutti i passi del percorso, quello che viene restituito al cittadino". Lo ha detto Federico Esposti, direttore strategico Irccs ospedale San Raffaele di Milano, intervenendo al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Dal punto di vista pratico", per Esposti "l'intelligenza artificiale deve diventare prima di tutto - citando alcuni progetti che sono partiti - un 'companion', un assistente del medico che lo supporta nel velocizzare la raccolta delle informazioni anamnestiche, soprattutto della storia clinica precedente. A volte pensiamo che la tecnologia allontani - osserva - ma non è vero perché, se noi non abbiamo bisogno che il medico scriva tutto il tempo al computer mentre fa una visita, ma è il computer che ascolta e trascrive, il medico e il personale sanitario possono guardare in faccia il paziente, possono visitarlo effettivamente, cambiando radicalmente il lavoro. Quindi in realtà è un investimento prima di tutto sull'umanizzazione delle cure".
Allo stesso tempo, "la robotica ci permette di riuscire a essere molto più efficienti, ad esempio in problemi che magari visti da fuori ospedale sembrano banali, ma non lo sono, come il trasporto dei pazienti tra un reparto, la radiologia, la fisioterapia - chiarisce l'esperto - Un ospedale come quello in cui lavoro, il San Raffaele" di Milano, ogni giorno "ha circa 5mila trasporti tra una stanza e un servizio, una palestra, eccetera. Sono delle parti del processo a scarso valore aggiunto, rispetto al processo di cura, ma che sono estremamente dispendiose. L'Ai, in questo caso, aiuta nella pianificazione, la robotica aiuta nella movimentazione delle merci o assiste nella movimentazione dei pazienti".
L'intelligenza artificiale, inoltre, "aiuta l'estrazione del dato per rendere al cittadino dei servizi migliori - prosegue Esposti - L'Italia ha una ridotta competitività nel mondo dei clinical trial e della sperimentazione farmaceutica. Altri Paesi europei, come ad esempio la Spagna, utilizzano l'Ai come un pilastro fondamentale di sostenibilità del sistema. Attualmente abbiamo iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale nel supportare il reclutamento dei pazienti nei clinical trial, quindi nella possibilità di coinvolgere cittadini in cure innovative: l'Ai è in grado di analizzare autonomamente un referto di visita appena conclusa e segnalare al clinico se esiste un clinical trial attivo di cui il paziente potrebbe beneficiare. Sono tanti piccoli elementi che complessivamente ci permettono di modernizzare il percorso e quindi tentare di arrivare a quell’aumento di servizi prestati al paziente a parità di investimento di budget".
In tema di prevenzione, "negli ultimi 3-4 anni abbiamo investito molto sulla capacità di creare dei sistemi di previsione: tecniche di machine learning, che abbinano i dati del paziente agli outcome - descrive il direttore strategico Gsd - L'idea è tentare di capire come sarà il decorso di quel paziente a prescindere dalle condizioni cliniche del giorno. Una grande opportunità poi riguarda la gestione dei dati genetici, che contengono molta informazione utile alla pianificazione di strategie di prevenzione primaria e secondaria, che in questo momento sono difficilmente accessibili. Noi riteniamo che un misto fra sistemi, strumenti infrastrutturali ben fatti e software di intelligenza artificiale su cui stiamo testando in questo momento, ci abiliteranno - nel senso di sistema - a realmente utilizzare l'informazione genetica per fare prevenzione".

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz si ritira dal torneo Atp di Barcellona e Jannik Sinner rimane numero 1 del mondo. Lo spagnolo, numero 2 del ranking Atp, annuncia il forfait per un problema al polso. L'iberico perde così la possibilità di riconquistare il primato nella classifica, perso con la sconfitta contro Sinner nella finale dell'Atp Masters 1000 di Montecarlo. "E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", dice Alcaraz in conferenza stampa. "Nel match di ieri" vinto contro il finlandese Otto Virtanen per 6-4, 6-2 "ho sentito un dolore al polso, è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto".

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al termine del faccia a faccia, le parole della presidente del Consiglio su una possibile "produzione congiunta di droni" tra Roma e Kiev.
"Continuiamo il sostegno a 360 gradi nei confronti dell’Ucraina. Ci siamo oggi confrontati molto anche su come rafforzare la nostra cooperazione in materia di difesa. L’Italia, in particolare, è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina, in questi anni, è diventata una nazione guida", le parole di Meloni.
Dal canto suo, Zelensky ha dichiarato di "lavorare con i Paesi interessati", per la "protezione dagli attacchi degli Shahed e la loro difesa". Parlando a Palazzo Chigi, il leader di Kiev ha riferito di un "importante interesse dell'Italia" verso il programma di cooperazione sui droni: "Abbiamo concordato con Giorgia Meloni che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma".

(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, semplificando, è fatta solo di 3 componenti: i dati, la capacità computazionale che forniamo, come Lenovo, e gli algoritmi che istruiscono le macchine per fare questa analisi. Noi vogliamo aiutare le aziende, le imprese, le amministrazioni a tirar fuori da questi dati delle previsioni. In sanità, possiamo iniziare a ottimizzare, possiamo per esempio fare telepresenza, sempre più e sempre meglio". Così Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer, Italy, Lenovo, partecipando al convegno ‘Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Non è vero che l'Ai si usa sempre - afferma Chiriatti - Si usa quando abbiamo un contesto nel quale non abbiamo delle regole, ma vogliamo avere, dai dati, una correlazione che ci suggerisca cosa fare. La nostra valutazione umana è quindi necessaria, perché il risultato ottenuto con una calcolatrice è legato a un metodo deterministico, classico, ma quando usiamo l'Ai, invece, partiamo da un processo induttivo: si parte dai dati, la macchina aiuta a correlarli e ci propone delle ipotesi. Il risultato è probabilistico, statistico. E' un aiuto nella previsione che ci aiuta a ridurre i costi per usare questi servizi per una larga platea".
Attualmente, illustra l'esperto, "in varie università e in vari ospedali stiamo utilizzando queste tecnologie - proteggendo i dati e i diritti sui dati dei pazienti - per formulare delle previsioni di cure, ma non solo. In questo contesto demografico, ad esempio, sta aumentando la produzione di robot umanoidi, più dei robot industriali, perché servono non solo nelle fabbriche, nella manifattura, ma nelle case per assistere anche gli anziani. E' evidente che c'è tutto un impatto empatico - osserva - ma l'innovazione tecnologica, quando è accompagnata dalla formazione e dall'investimento, porta davvero benefici. Dobbiamo capire come poter governare la tecnologia, in condivisione, affinché non sia uno strumento di potere dell’uno rispetto all'altro".

(Adnkronos) - La lista del socio Tortora (Plt Holding), che ricandida Luigi Lovaglio alla carica di Ad, ha prevalso all'assemblea di Mps ottenendo il 49,95%. La lista del Cda si è fermata al 38,79% e quella di Assogestioni ha conseguito il 6,94%.

(Adnkronos) - “Il mio contributo al progetto è essere qui oggi, riuscire a parlare e trasmettere la mia esperienza.
Spero di riuscire ad ispirare non solo i più giovani ma anche tutti i presenti. È veramente bello vedere come molti si impegnano per la formazione non solo dei giovani, ma anche delle persone che si stanno rimettendo in gioco e vogliono trovare una nuova strada, quindi questo è molto bello. Credo che più che di parole le nuove generazioni hanno bisogno di esempi concreti, veri, reali. Non hanno bisogno di un esempio perfetto. Siamo umani, quindi sbagliamo e commettiamo errori però l’importante è come come reagiamo e come riusciamo ad alzarsi in piedi. Questo credo sia l’esempio più importante da trasmettere”. Lo ha dichiarato Arianna Fontana, atleta e campionessa olimpica a margine del Ceo Meeting del Consorzio Elis che si è svolto a Roma. Durante l’evento sono stati presentati i primi risultati del progetto 'GenerAzione Talento', inaugurato nel turno di presidenza di Silvia Rovere, presidente di Poste Italiane.

(Adnkronos) - BeOne, azienda oncologica globale, annuncia la nomina di Silvia Ottolina a Franchise Head Solid Tumors. Contestualmente Roberto Damele, nel ruolo di Franchise Head Hematology, continuerà a guidare l'area ematologica, ambito in cui BeOne ha avviato il proprio percorso e che continuerà a rappresentare una priorità strategica grazie a una pipeline estremamente promettente, sottolinea la società.
Entrata in BeOne Italia nel 2022 come Customer Engagement Director Hematology/Oncology - informa una nota - Ottolina assume oggi la guida della Franchise Solid Tumors ed entra a far parte del leadership team a riporto diretto di Marco Sartori, General Manager di BeOne Italia. Nel corso della sua carriera ha maturato una solida esperienza in ambito oncologico ed ematologico, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità dapprima in Celgene, Bristol Myers Squibb e poi in Roche, prima di approdare in BeOne come Customer Engagement Director. "Sono onorata di entrare a far parte del Leadership Team di BeOne Italia - dichiara - Il nostro obiettivo è trasformare gli standard di cura attraverso lo sviluppo di opzioni terapeutiche innovative che non solo prolunghino la sopravvivenza, ma contribuiscano concretamente a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. La ricerca di BeOne sta generando risultati clinicamente significativi, rafforzando il nostro impegno nelle neoplasie più complesse da trattare. Assumere la responsabilità della Franchise Solid Tumors rappresenta un'importante evoluzione del mio percorso professionale: metterò a disposizione le competenze maturate in ematologia per contribuire allo sviluppo di strategie integrate, capaci di rispondere in modo sempre più efficace alle sfide del sistema salute".
Damele continuerà dunqud a ricoprire il ruolo di Franchise Head Hematology, garantendo continuità e sviluppo a un'area di crescita strategica per l'azienda. "Silvia - afferma - ha dimostrato in questi anni una visione strategica solida e una grande capacità di costruire relazioni di valore. La sua nomina è il naturale riconoscimento di un percorso di crescita coerente. L'ematologia rappresenta le radici e il cuore di BeOne. Continuare a guidare questo franchise significa consolidare un percorso costruito nel tempo, guardando con ambizione a una fase di ulteriore evoluzione scientifica e terapeutica che renderà l'ematologia sempre più cruciale nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è continuare a generare valore duraturo per i pazienti e per il sistema sanitario".

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(Adnkronos) - "L'età media della forza lavoro in Italia ha raggiunto il 48,7 anni, il valore più elevato in Europa; in 20 anni il numero dei lavoratori con più di 50 anni è raddoppiato; nelle dichiarazioni fiscali dal 2004 al 2023 è cresciuta la quota di reddito dichiarata dai contribuenti con almeno 65 anni ed è diminuita quella dei contribuenti tra i 15 e 44 anni, dal 37 al 23 per cento. Cosa implica questa dinamica? Una profonda incidenza, tra l'altro, su produttività aggregata, sistema della previdenza, domanda di servizi pubblici. In termini più semplici, possiamo dire che non è più sostenibile un modello sequenziale, in cui nella vita prima ci si forma, poi si lavora e poi si va in pensione. È probabile e anche in qualche modo auspicabile che la divisione fra queste tre fasi sia meno netta. Infatti, se la vita professionale si allunga, sarà sempre più importante aggiornare in modo continuo le competenze. E pensiamo, tra l'altro, alla pervasività dell'intelligenza artificiale o, in ambito manifatturiero, della robotica". Ad affermarlo è il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti in un messaggio inviato in occasione del Ceo Meeting del Consorzio Elis.
Allo stesso modo, sottolinea Giorgetti, "la maggiore anzianità, lungi dall'essere un gap in termini di produttività, si correla spesso ad una expertise tecnica difficilmente sostituibile e pertanto preziosa da salvaguardare nel passaggio generazionale. Inoltre, con l’allungarsi dell’aspettativa di vita aumentano i lavoratori nelle professioni non usuranti, che vogliono comunque restare attivi nel mercato del lavoro, magari a tempo parziale. La comprensione di questa dinamica alla base della cosiddetta silver economy fu il fondamento delle riforme degli anni 2000 dell'allora ministro del Lavoro, Roberto Maroni. In una linea di continuità con questa impostazione il nostro governo in tre anni e mezzo ha introdotto diversi interventi con una direttrice comune: favorire la permanenza al lavoro di personale esperto sia nel settore pubblico sia in quello privato, contrastare la carenza di competenze e contenere in questo modo anche la spesa previdenziale. Voglio incitare, in particolare, l'incentivo per aumentare lo stipendio in busta paga a chi sceglie di rimandare la pensione anticipata".
"Fin qui le azioni del governo - sottolinea Giorgetti-, ma sarebbe irrealistico e pure sbagliato pensare che la transizione demografica nel mondo del lavoro possa essere affrontata primariamente con misure pubbliche di welfare. Il ripensamento dei modelli organizzativi e l’investimento sistematico sul capitale umano lungo l’intero arco della vita lavorativa sono compiti che spettano in primis a ciascuna organizzazione. Compiti gravosi, certamente. Per questo, affrontarli insieme, unendo gli sforzi come avviene in seno al Consorzio Elis, è una strada intelligente, un percorso di condivisione basato su analisi dei dati, sperimentazione e diffusione di soluzioni concrete e individuazione di proposte di sistema. Voglio riconoscere che il progetto “GenerAzione Talento” è proprio questo, un’attestazione di questo approccio".

(Adnkronos) - "Rispetto al mondo della tecnologia o dei cellulari, che negli ultimi quarant'anni hanno più che duplicato la produttività, la sanità ha segnato, nello stesso tempo, solo un aumento del 6%. Significa che non si è mai veramente messa al passo con i tempi, non ha mai sfruttato le tecnologie per riuscire a dare ai cittadini delle prestazioni sanitarie migliori riducendo la spesa. Si è sempre solo aumentata la spesa. L'intelligenza artificiale diventa un supporto a tutti i professionisti sanitari, ma anche a chi fa programmazione, a chi fa gestione dei budget, a chi fornisce prestazioni sanitarie, per controllare e ottimizzare, lungo tutti i passi del percorso, quello che viene restituito al cittadino". Lo ha detto Federico Esposti, direttore strategico Gruppo San Donato (Gsd), intervenendo al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Dal punto di vista pratico", per Esposti "l'intelligenza artificiale deve diventare prima di tutto - citando alcuni progetti che sono partiti - un 'companion', un assistente del medico che lo supporta nel velocizzare la raccolta delle informazioni anamnestiche, soprattutto della storia clinica precedente. A volte pensiamo che la tecnologia allontani - osserva - ma non è vero perché, se noi non abbiamo bisogno che il medico scriva tutto il tempo al computer mentre fa una visita, ma è il computer che ascolta e trascrive, il medico e il personale sanitario possono guardare in faccia il paziente, possono visitarlo effettivamente, cambiando radicalmente il lavoro. Quindi in realtà è un investimento prima di tutto sull'umanizzazione delle cure".
Allo stesso tempo, "la robotica ci permette di riuscire a essere molto più efficienti, ad esempio in problemi che magari visti da fuori ospedale sembrano banali, ma non lo sono, come il trasporto dei pazienti tra un reparto, la radiologia, la fisioterapia - chiarisce l'esperto - Un ospedale come quello in cui lavoro, il San Raffaele" di Milano, ogni giorno "ha circa 5mila trasporti tra una stanza e un servizio, una palestra, eccetera. Sono delle parti del processo a scarso valore aggiunto, rispetto al processo di cura, ma che sono estremamente dispendiose. L'Ai, in questo caso, aiuta nella pianificazione, la robotica aiuta nella movimentazione delle merci o assiste nella movimentazione dei pazienti".
L'intelligenza artificiale, inoltre, "aiuta l'estrazione del dato per rendere al cittadino dei servizi migliori - prosegue Esposti - L'Italia ha una ridotta competitività nel mondo dei clinical trial e della sperimentazione farmaceutica. Altri Paesi europei, come ad esempio la Spagna, utilizzano l'Ai come un pilastro fondamentale di sostenibilità del sistema. Attualmente abbiamo iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale nel supportare il reclutamento dei pazienti nei clinical trial, quindi nella possibilità di coinvolgere cittadini in cure innovative: l'Ai è in grado di analizzare autonomamente un referto di visita appena conclusa e segnalare al clinico se esiste un clinical trial attivo di cui il paziente potrebbe beneficiare. Sono tanti piccoli elementi che complessivamente ci permettono di modernizzare il percorso e quindi tentare di arrivare a quell’aumento di servizi prestati al paziente a parità di investimento di budget".
In tema di prevenzione, "negli ultimi 3-4 anni abbiamo investito molto sulla capacità di creare dei sistemi di previsione: tecniche di machine learning, che abbinano i dati del paziente agli outcome - descrive il direttore strategico Gsd - L'idea è tentare di capire come sarà il decorso di quel paziente a prescindere dalle condizioni cliniche del giorno. Una grande opportunità poi riguarda la gestione dei dati genetici, che contengono molta informazione utile alla pianificazione di strategie di prevenzione primaria e secondaria, che in questo momento sono difficilmente accessibili. Noi riteniamo che un misto fra sistemi, strumenti infrastrutturali ben fatti e software di intelligenza artificiale su cui stiamo testando in questo momento, ci abiliteranno - nel senso di sistema - a realmente utilizzare l'informazione genetica per fare prevenzione".

(Adnkronos) - Tre condanne per il caso dell'esame di italiano sostenuto da Luis Suarez nel 2020. Ora i giudici della prima sezione del tribunale di Perugia hanno condannato i tre imputati nel procedimento che riguardava le modalità con cui si era svolto l'esame presso l'Università per stranieri di Perugia, necessario al calciatore uruguayano per poter ottenere la cittadinanza italiana ed essere quindi tesserato come 'comunitario'.
Nel corso delle indagini uno degli indagati per falso ideologico, un componente della commissione, aveva già definito la sua posizione con patteggiamento mentre altre tre persone, l'ex rettrice dell'Università, una professoressa componente della Commissione di esame e l'ex direttore generale erano state rinviate a giudizio per tre ipotesi di falso ideologico e per rivelazione di notizie riservate.
Al termine del dibattimento, la procura di Perugia aveva chiesto l'affermazione della penale responsabilità per tutti i reati contestati e il tribunale, accogliendo in gran parte la richiesta, ha condannato i tre imputati per due ipotesi di falso e per la rivelazione di segreto alla pena di un anno e mezzo e li ha invece assolti per uno dei capi di imputazione, concedendo loro la sospensione condizionale. Il tribunale ha inoltre condannato gli imputati a risarcire l'Università per stranieri, costituitasi parte civile i danni ricevuti, liquidati in 100mila euro. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

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(Adnkronos) - "Il Testo unico è una riforma strutturale della governance farmaceutica e, a mio avviso, è una grande opportunità. All'interno delle verticali dichiarate nel Testo unico ci sono il miglioramento dell'accesso al farmaco e la crescita degli investimenti. La crescita degli investimenti possiamo declinarla come innovazione, tipica dell'industria farmaceutica, che è finalizzata alla centralità degli interessi del paziente. Accesso e innovazione sono due facce della stessa medaglia e oggi, purtroppo, la regolamentazione fa sì che l'accesso a un nuovo farmaco possa richiedere anche 2 o 3 anni". Lo ha detto Stefano Mecchia, Senior Director Communication & Corporate Public Affairs, Chiesi Italia Spa, nel suo intervento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma.
"Il tema dell'innovazione - ha aggiunto - riguarda anche la presa di consapevolezza che l'industria del farmaco è una catena ad alto valore, che va preservata non con incentivi, ma tutelata nella sua integrità, visto che l'Italia" è "tra i primi produttori di farmaci in Europa. Dovremmo avere la capacità di tutelare le produzioni a livello di continente europeo, nonché italiano, dato che aziende multinazionali e industrie farmaceutiche italiane vanno a creare le possibilità di cura in una realtà complessa e sfidante", dovuta anche a un contesto di invecchiamento demografico.
"Il disegno di legge delega del Testo unico - osserva Mecchia - prevede il superamento della logica dei payback, questione che va di pari passo con il finanziamento del Fondo sanitario nazionale". Dei passi avanti sono stati fatti, ma "fermi restando i due tetti di spesa - convenzionata e diretta - le proposte sono di creare un finanziamento percentuale rispetto al Pil e, in attesa dell'abrogazione del payback sulla diretta, andarne a diminuire" l'impatto "rispetto, ad esempio, agli investimenti in ricerca e sviluppo che vengono svolti dalle imprese farmaceutiche sul territorio italiano e continentale. A mio avviso, siamo molto vicini alla risoluzione di quello che non è più una salvaguardia, ma può essere un inibitore all'innovazione".

(Adnkronos) - "La collaborazione fra le nostre quattro generazioni in azienda è un pilastro della nostra competitività. Noi siamo un'azienda di persone a servizio dei nostri 45 milioni di clienti e quindi riuscire a valorizzare al meglio il contributo di tutte le persone in azienda per noi è assolutamente centrale. Lo abbiamo fatto con grandissimi investimenti in formazione. Siamo in Elis, che della formazione fa una delle sue missioni fondamentali. Abbiamo dedicato mediamente 6/7 milioni di ore di formazione all'anno alle nostre persone che in un momento poi di stravolgimenti del contesto competitivo, grazie all'innovazione, diventa ancora più fondamentale”. Lo ha dichiarato la Presidente di Poste Italiane Silvia Maria Rovere, a margine del Ceo Meeting del Consorzio Elis che si è svolto a Roma. Durante l’evento sono stati presentati i primi risultati del progetto “GenerAzione Talento”.
“È una formazione - ha aggiunto Rovere, presidente di turno del Consorzio Elis - che noi dedichiamo a tutte le generazioni proprio perché questo cambiamento dello scenario competitivo e le sfide dell'innovazione impongono un aggiornamento a tutte le nostre persone. La chiave sicuramente è l'aspetto della formazione ma abbiamo insistito molto anche sulla valorizzazione delle persone e dei diversi talenti che possono essere quelli dell'esperienza, della capacità di approccio critico alle problematiche, della conoscenza profonda dei processi che hanno le persone delle generazioni più mature. Al tempo stesso le generazioni più giovani ci portano molta energia, molta attitudine all'utilizzo delle tecnologie, capacità di pensare in maniera più aperta, più innovativa. È nella fusione di questi saperi, di queste conoscenze, di queste attitudini diverse che noi fondiamo la forza del nostro organico”.
In merito alla collaborazione tra pubblico e privato Rovere ha sottolineato: “Credo che le sfide della longevità e le sfide in generale dei cambiamenti demografici, impongano un ripensamento dell'organizzazione di lavoro. Noi abbiamo bisogno, avendo meno capitale umano delle nuove generazioni a causa dell'inverno demografico, di tenere sempre più legati in maniera produttiva e motivata le generazioni più anziane. Per fare questo dobbiamo dialogare con le istituzioni perché sappiano fornire anche i corretti incentivi. Sicuramente dovrà evolvere il contesto normativo, ma dovrà cambiare anche l'approccio ai contratti, a quelle che sono le condizioni di lavoro determinate dalle normative che devono essere adattate per poter rispondere in maniera più rapida e più flessibile alle sfide di questa nuova composizione della popolazione italiana".
Oggi infatti, sottolinea, "la classe degli over 55 è composta da tanti lavoratori quanti quelli nella classe al di sotto dei 35 anni e quindi devono cambiare i modelli di collaborazione e anche il modo in cui pensiamo aspetti come l'età pensionabile e l'equilibrio tra vita personale e vita lavorativa. Sono delle sfide che dobbiamo affrontare tutti insieme come azienda e il Consorzio Elis è un luogo dove la collaborazione tra aziende avviene in maniera estremamente fattiva e produttiva. È essenziale anche la collaborazione con le istituzioni, penso alla possibilità di portare dentro il Consorzio un'istituzione come l'Inps (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale), istituto fondamentale sulle politiche attive del lavoro. Fondamentale anche il supporto del governo, oggi sono intervenuti i ministri Giorgetti, già autore del bonus Giorgetti che è un incentivo che vorremmo potenziare, e Zangrillo. La pubblica amministrazione è infatti un bacino di 4 milioni di lavoratori che ha problematiche del tutto simili a quelle del settore privato. Nei prossimi anni il ministro Zangrillo ha dichiarato che mancheranno 1 milione di lavoratori proprio per la perdita di risorse che si dovranno pensionare. Abbiamo sfide comuni da affrontare con una collaborazione pubblico-privato quanto mai necessaria”.

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"La sanità sarda non è entrata in crisi ieri". Così la presidente
della Regione Alessandra Todde ha aperto la sua replica alla
mozione 111 del centrodestra nell'Aula del Consiglio regionale
sulla situazione sanitaria nell'Isola, rivendicando la scelta
politica di una "visione" di lungo periodo contro quella che ha
definito una lunga stagione di "programmazione assente". Un sistema
frammentato, con una medicina territoriale esistente solo sulla
carta e un'emergenza-urgenza "costretta a vivere
nell'improvvisazione", sono gli elementi segnalati da Todde come
ereditati dalle precedenti gestioni.
(Adnkronos) - Accord Healthcare Italia annuncia la nomina di Nicola Mazzanti a Country Director, segnando un passaggio chiave nel percorso di evoluzione strategica dell'azienda. Una scelta che valorizza una leadership giovane, dinamica e orientata al futuro, in una fase di profondo riposizionamento del gruppo nel mercato farmaceutico italiano, sottolinea la società. Health Economist di formazione - informa una nota - Mazzanti ha maturato una solida esperienza nel settore farmaceutico, assumendo responsabilità crescenti e sviluppando competenze avanzate in modellazione economica e strategia aziendale. Nel corso del suo percorso professionale, ha avuto responsabilità dirette nelle attività commerciali e di accesso al mercato, nazionale e internazionale con un focus su oncologia, malattie rare e terapie innovative. Il suo ingresso in Accord Healthcare Italia, nel marzo 2025 come Commercial Director, ha avviato un percorso di forte integrazione operativa, con la responsabilità di coordinare marketing, vendite, market access e gare d’appalto. Oggi Mazzanti assume la guida dell'azienda in una fase di consolidamento e trasformazione.
Punto di riferimento consolidato nei farmaci equivalenti - si legge - Accord Healthcare Italia sta ampliando il proprio posizionamento nelle specialty, rafforzando il focus in oncologia, dal tumore al polmone a piccole cellule fino ai carcinomi della prostata e, più recentemente, della vescica, e osteoporosi, patologia sempre più rilevante in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione. Un'evoluzione coerente con il payoff aziendale, 'Versatili per vocazione, innovativi per scelta', che trova nella leadership di Mazzanti un naturale punto di sintesi. "Accolgo questa opportunità con entusiasmo e senso di responsabilità - dichiara il nuovo Country Director - Accord Healthcare Italia è un’azienda dinamica e in forte crescita, che condivide i miei valori di accessibilità alle cure e di innovazione responsabile. Operiamo in una fase in cui innovazione, accesso e sostenibilità devono procedere insieme: insieme al team lavoreremo per rafforzare ulteriormente la nostra presenza e ampliare l'offerta di generici, biosimilari e farmaci a valore aggiunto. L'obiettivo è costruire valore duraturo, con il paziente al centro, e sviluppare modelli evoluti di risposta ai bisogni clinici, a supporto del Ssn".
La nomina di Nicola Mazzanti, tra i più giovani manager in Italia alla guida di una realtà di primo piano nel settore - si precisa nella nota - riflette la volontà di Accord di affrontare con uno sguardo nuovo le sfide del mercato. Il suo percorso accademico include un Executive Mba in corso presso la Sda Bocconi di Milano e una specializzazione presso l'università di Bologna e Oslo in Health Economics and Management; un profilo formativo che rafforza una visione manageriale strutturata e orientata alla creazione di valore, alla sostenibilità del business e alla governance di organizzazioni operanti in contesti aziendali e regolatori complessi. La nomina si inserisce in un più ampio percorso di evoluzione, volto a rafforzare il posizionamento di Accord Healthcare come attore industriale capace di rispondere in modo concreto ai bisogni clinici non soddisfatti, in particolare in oncologia e nelle patologie croniche, con un'attenzione crescente anche all'immunologia. In questo contesto, l'azienda continua a sviluppare un modello operativo flessibile, basato sulla combinazione di affiliate dirette e partnership distributive, che consente di adattarsi alle specificità dei diversi mercati e di garantire un accesso rapido e sostenibile alle terapie. Accanto alla storica focalizzazione su farmaci equivalenti e biosimilari, Accord Healthcare sta ampliando il proprio portafoglio con tecnologie innovative, includendo nuove entità chimiche (Nce), farmaci biologici e formulazioni a valore aggiunto, rimarca l'azienda. Un'evoluzione che riflette una strategia orientata a rafforzare la presenza nelle aree altamente specialistiche. In Italia questo percorso si traduce nell'introduzione progressiva di nuove soluzioni terapeutiche in ambito oncologico, con ulteriori sviluppi attesi nei prossimi anni. Una pipeline in espansione che contribuisce a consolidare il ruolo di Accord come partner sempre più affidabile.
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