
(Adnkronos) - Lacrime e commozione al Grande Fratello Vip. Stasera, martedì 19 maggio, i sei concorrenti finalisti del reality show di Canale 5 sono stati protagonisti di alcune sorprese da parte degli autori. Prima di spegnere le luci della Casa, infatti, i vips hanno potuto riabbracciare i loro cari dopo più di due mesi di viaggio all'interno del reality.
Il primo a ricevere una sorpresa inaspettata è stato Renato Biancardi, primo eliminato della serata. Il concorrente, dopo aver perso al televoto contro Raimondo Todaro, è uscito dalla porta rossa dove ha potuto riabbracciare la sua piccola Roberta, la figlia nata dall'amore con la sua ex moglie Enrica. "Lei rimarrà per sempre un pezzo del mio cuore e poi mi ha regalato mia figlia", ha detto Renato riferendosi all'ex moglie.
Sorpresa inaspettata anche per Alessandra Mussolini. Dopo aver visto un video sul suo percorso al Grande Fratello Vip l'ex europarlamentare si è commossa ribadendo quando questa avventura l'abbia cambiata in positivo. Ad attenderla in giardino c'è la sorella Elisabetta: "Sono qui per te, solo per te", ha detto Elisabetta Mussolini apparsa per la prima volta in televisione. "Per me è uno sforzo enorme", ha detto alla conduttrice Ilary Blasi. Ma ne è valsa la pena.
Una grande emozione anche per il concorrente Raul Dumitras. In confessionale si è 'nascosta' la mamma, protagonista protagonista del gioco 'Indovina la canzone'. Ilary ha invitato il concorrente a indovinare a chi appartiene la voce che ascolterà. Dopo pochi istanti, però, Raul interrompe il gioco e si commuove: "Ma quale canzone Ilary! Questa è mia madre". Raul corre dalla madre, e mentre l'abbraccia nella stanza ritrova anche il padre e il fratello Davide.
Lacrime per la sorpresa ad Adriana Volpe. Complici anche Antonella Elia e Alessandra Mussolini che vengono chiamate ad accogliere Giselle, la figlia di Adriana. Dopo un divertente sketch, le due si abbracciano forte: "Amore mio, quanto ti amo. Mi sei mancata tanto, mi manca la tua luce", ha detto Volpe tra le lacrime.

(Adnkronos) - Donald Trump per ora congela il nuovo attacco degli Stati Uniti ma l'Iran già si prepara alla guerra. I negoziati tra Washington e Teheran non decollano e la ripresa del conflitto, ora dopo ora, diventa un'ipotesi sempre più concreta.
E' in questo clima ad alta tensione e in vista di una possibile nuova escalation, riferisce Axios, che il presidente americano ha convocato una riunione con il suo team di sicurezza nazionale: al centro una relazione sulle opzioni militari. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe e altri alti funzionari, secondo fonti Usa. Il meeting si è concentrato sulla strategia da adottare nella guerra con la Repubblica islamica, sullo stato degli sforzi diplomatici e sui vari piani militari statunitensi per attacchi contro Teheran.
Nello stesso giorno in cui ha spiegato che alcuni alleati in Medio Oriente gli avrebbero riferito che si è "molto vicini a raggiungere un accordo", il tycoon è però tornato ad attaccare, dettando i tempi e lanciando un nuovo ultimatum.
Gli Stati Uniti, ha detto, hanno concesso all'Iran "due-tre giorni, forse fino a venerdì o sabato o domenica, o inizio della prossima settimana" per tornare al tavolo negoziale e trovare un accordo, che deve in ogni caso arrivare entro "un periodo di tempo limitato".
"Ero a un'ora dal colpire" l'Iran, ha detto parlando della sospensione dell'attacco previsto per la giornata di ieri contro Teheran, aggiungendo quindi che "potremmo dover colpire forte l'Iran ancora un'altra volta. Non ne sono sicuro, lo sapremo presto".
Intanto il vicepresidente americano JD Vance ha spiegato di non poter affermare con sicurezza che con l'Iran si arriverà ad un accordo. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, Vance ha detto di ritenere che l’Iran voglia un accordo, ma ha anche detto di non potersi pronunciare con sicurezza sulla possibilità di raggiungere l’intesa finché ciò non avverrà.
Ai giornalisti che gli chiedevano se "personalmente lo pensasse", ha ribattuto: "Personalmente credo che la risposta onesta sia: come potrei mai saperlo? Si negozia con le persone e a volte si ha la sensazione di fare progressi, altre volte invece si ha la sensazione di non farne". "Non posso dirlo con certezza, perché non so cosa pensi l’altra parte".
Ci sono "due strade che possiamo percorrere" sull'Iran. Quella dei negoziati e quella di una ripresa dell'operazione militare, ha poi ribadito, spiegando che "il presidente ci ha chiesto, ci ha detto di negoziare con determinazione con gli iraniani", precisando che "su quella questione fondamentale del non avere mai un'arma nucleare, pensiamo di aver fatto molti progressi. Pensiamo che gli iraniani vogliano raggiungere un accordo".
"C'è un'opzione B, e l'opzione B è che potremmo riprendere la campagna militare per continuare a cercare di raggiungere gli obiettivi dell'America", ha aggiunto. "Non è quello che vuole il presidente. E non credo sia nemmeno quello che vogliono gli iraniani". "Bisogna essere in due per ballare il tango", le parole di Vance, che ha tuttavia assicurato come questa guerra non sia "senza fine", facendo riferimento alla promessa spesso fatta da Trump di tenere gli Stati Uniti fuori da guerre come quelle in Iraq e Afghanistan.
"È importante che il popolo americano sappia" che qualsiasi fine della guerra "sarà per la loro sicurezza e prosperità". "E anche che questa non sarà una di quelle cose che durano per sempre".
"Questa non è una guerra senza fine. Svolgeremo il nostro compito e torneremo a casa. Questo è ciò che il presidente ha promesso e ciò che manterremo".
Intanto, se gli Stati Uniti definiscono la sospensione "temporanea" di un possibile attacco all'Iran come una finestra utile ai negoziati, allo stesso tempo dichiarano di essere pronti a un'azione militare su larga scala in qualsiasi momento, fa notare il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in un messaggio diffuso sui social. "Questo significa - ha detto - presentare una minaccia come un'opportunità di pace. L’Iran è unito e pronto ad affrontare ogni aggressione militare, per noi la resa non significa nulla: o vinciamo o diventiamo martiri".
Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, l'Iran avrebbe intanto sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici.
Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l'8 aprile, si legge, Teheran si è adoperata per "riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un'eventuale ripresa degli attacchi". Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d'accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid.

(Adnkronos) - Pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. Sono questi i motivi che hanno portato la giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi a convalidare il fermo e confermare il carcere per Salim El Koudri, fermato per strage e lesioni aggravate dopo che sabato 16 maggio alla guida della sua auto ha travolto e ferito gravemente sette pedoni in pieno centro a Modena. La giudice ha anche disposto che il 31enne, al quale in passato è stato diagnosticato un disturbo psichiatrico, venga sottoposto, da parte dell'amministrazione penitenziaria, "a un periodo di osservazione" per vigilare - si legge nel provvedimento della giudice - "sulle condizioni psichiche dell'indagato, con eventuale trasferimento presso Reparti specializzati", da individuarsi a cura della stessa struttura carceraria.
Le testimonianze di chi ha assistito alla carambola dell'auto e le immagini delle telecamere pubbliche e private restituiscono "una precipitosa e violenta fuga". Non riuscendo a riaccedere l'auto El Koudri "è sceso dal veicolo, armato di coltello, e ha corso a piedi verso una via laterale nel tentativo di depistare i suoi inseguitori nei cui confronti peraltro non esitava ad usare l'arma", tanto che Luca Signorelli, uno dei primi passanti a tentare di bloccare il 31enne, è stato accoltellato due volte. Una fuga, scrive la giudice Pianezzi, "con l'evidente finalità di non essere identificato e di non rispondere delle azioni poste in essere".
Se non opportunamente fermato, "si ritiene che si sarebbe dato facilmente alla fuga" magari all'estero. "Trattandosi di un soggetto che non ha in Italia un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria ad eccezione dei genitori e della sorella, si può prevedere che lo stesso - se lasciato libero - possa lasciare il nostro Paese per fare rientro in Marocco, dove avrebbe una famiglia a fornirgli sostegno e riuscendo cosi a sottrarsi alle gravi conseguenze che derivano dall'azione delittuosa compiuta". Inoltre, "le specifiche modalità e circostanze del fatto, la gravità dello stesso e la personalità di El Koudri inducono a ritenere concretamente sussistente il pericolo che l'indagato possa commettere altri delitti della stessa specie" si legge nel provvedimento.
Per la gip va inoltre considerato "che - allo stato - non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente dell'azione criminosa e che ciò, in questa fase, rende ancora più preganti le esigenze cautelari" .
E ancora: "Si verte al cospetto di un reato efferato e di particolare allarme sociale, in quanto il gesto è stato compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate e la condotta posta in essere è facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica". Tali circostanze "denotano una specifica capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi e delle proprie azioni nonché un'efferatezza nell'esecuzione del proposito criminale maturato". Anche la condotta "violenta e aggressiva" posta in essere dopo aver abbandonato l'auto, "è un evidente indice del pericolo di reiterazione del reato". Per la giudice "è evidente che, se lasciato in libertà, l'indagato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero indeterminato e indeterminabile di soggetti, anche in contesti diversi dalla città di Modena".
"Non vi sono, allo stato, elementi concreti e conclusivi per ritenere che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di non punibilità o che sussista allo stato una causa di estinzione del reato", uno dei passaggi del provvedimento con cui la gip ha convalidato il fermo.
"D'altronde se è vero che dalla documentazione sanitaria in atti emerge che El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il dicentro di salute mentale Castelfranco Emilia, tuttavia non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere al momento della commissione del fatto". Ma, proprio alla luce della documentazione agli atti, la giudice ritiene sia comunque, "quanto meno opportuno, disporre un periodo di osservazione psichiatrica", una vigilanza demandata all'amministrazione penitenziaria.
Il reato, si legge ancora, è "efferato e di particolare allarme sociale" poiché "compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate". Un comportamento, quello messo in atto sabato 16 maggio, che a dire della giudice è idoneo a configurare il reato di strage. Il 31enne, nato a Bergamo e di origini marocchine, "ha percorso ad altissima velocità una via del centro cittadino, di solito percorsa da numerosi pedoni e ciclisti, in un soleggiato sabato pomeriggio di maggio, in un orario in cui erano dunque presenti tanti cittadini, turisti ed avventori degli esercizi commerciali che venivano da lui raggiunti in maniera del tutto indiscriminata e indeterminata".
Una volontà di mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica della collettività che può essere desunta, si legge nel provvedimento, dal mezzo utilizzato, "ossia un'autovettura lanciata a forte velocità che ha poi preso la traiettoria del marciapiede e che, dunque, si è rivelata un'arma assolutamente potente ed estremamente efficace". Salim El Koudri a bordo della propria auto, "si è scagliato ad elevata velocità contro ignari passanti intenti ad affollare le vie centrali del centro storico della città, di sabato pomeriggio, ponendo cosi in essere una condotta idonea a ledere un numero indeterminato di soggetti, come desumibile anche dalla traiettoria seguita dall'autovettura che è andata anche sopra i marciapiedi".
Una corsa che ha lasciato sull'asfalto sette feriti, di cui quattro ancora gravi tra cui una donna a cui hanno amputato le gambe. Un tragitto terminato contro la vetrina di un negozio.

(Adnkronos) - La Russia e Vladimir Putin in difficoltà, la guerra in Ucraina cambia volto. Le forze militari di Kiev e hanno guadagnato nelle ultime settimane un vantaggio tattico e tecnologico, i soldati di Mosca ormai da mesi sono bloccati. E' troppo presto per dire che la guerra ha raggiunto un punto di svolta, solo questa estate si potrà capire se questo lieve vantaggio potrà tradursi in una svolta strategica ma l'inversione di rotta è più di un'ipotesi.
La guerra per Mosca sta andando male, ma non male abbastanza da forzare la mano di Putin che non lascia trapelare segni di voler cedere di un millimetro sul suo obiettivo di sottomettere l'Ucraina. Tratti della lunga linea del fronte, quasi mille chilometri, sono ora disputati in entrambe le direzioni: una situazione diversa rispetto allo scorso anno, quando l'Ucraina era sulla difensiva quasi ovunque.
"L'Ucraina è in una posizione più forte di quanto molti avessero previsto. Ma la guerra implica diversi cicli di adattamento e la questione è ora è quella di capire se la Russia riuscirà a trovare risposte ai progressi dell'Ucraina. In questa fase della guerra, possiamo solo fare previsioni fondate di poche settimane", ha commentato Franz-Stefan Gady, analista militare e direttore di Gady Consulting, come evidenzia il Wall Street Journal.
Gli ucraini stanno procedendo a passo spedito sullo sviluppo di droni. L'aumento della loro autonomia oltre le linee è il cambiamento maggiore di questa primavera. Aumentano le dimensioni della flotta di droni a medio raggio, come gli Hornet e gli FP-2. E l'impiego della rete di satelliti Starlink, che a Mosca è stata negata di recente, insieme a sistemi di intelligenza artificiale, offre a Kiev un ulteriore vantaggio ai droni. Per questo, Kiev sta creando problemi alla logistica oltre il fronte, bombardando le infrastrutture del petrolio e obiettivi militari sempre più in profondità.
"Non stiamo solo tenendo la linea ma stiamo aumentando le pressioni", aveva commentato il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov. Morti e feriti in Russia eccedono ora i militari reclutati. "Ogni metro di territorio ucraino sta diventando estremamente costoso per il nemico".
Le forze di Kiev hanno imparato come affrontare meglio le tattiche di infiltrazione russa, usate all'inizio con molto successo intorno a Pokrovsk dalla scorsa estate, cacciando i soldati nemici che riescono a bucare le porose postazioni di fanteria con droni e squadre a terra. L'Ucraina è inoltre riuscita a migliorare le sue contromisure contro i droni a medio raggio russi, costruendo un sistema multistrato con radar, sistemi di disturbo elettronico e intercettori, lo stesso che hanno proposto ai Paesi del Golfo, del Caucaso, e in Europa. Kiev rimane ancora vulnerabile ai missili balistici russi. Ma l'umore è migliorato questa primavera, dopo il terribile inverno al gelo che non ha provocato l'esodo massiccio delle città lasciate al buio e al freddo dagli attacchi di Mosca contro le infrastrutture energetiche.

(Adnkronos) - Ebola torna a fare paura in Congo con l'epidemia legata al virus Bundibugyo. I casi sospetti sono oltre 500, i morti più di 130. A fare il punto sull'emergenza, dal primo alert fino alle ultime notizie, è l'Istituto superiore di Sanità.
Il 5 maggio 2026, l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) è stata allertata per un'epidemia ad alta mortalità, con decessi anche tra gli operatori sanitari, causata da una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, nella Repubblica democratica del Congo. Il 14 maggio, in otto campioni, le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di una variante del virus Ebola: il virus Bundibugyo.
Contemporaneamente, il ministero della Salute ugandese ha confermato un focolaio di malattia da virus Bundibugyo in seguito all'identificazione di un caso importato dalla Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di un uomo congolese deceduto nella capitale Kampala. Il 16 maggio 2026, il direttore generale dell'Oms, dopo aver consultato gli Stati in cui è noto che l'evento è attualmente in corso, ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda costituisce un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Pheic), come definita dalle disposizioni del Regolamento Sanitario Internazionale.
Al momento secondo l'Oms sono 30 i casi confermati, ma sono oltre 500 quelli sospetti con 131 possibili morti. La dichiarazione di 'Emergenza internazionale di salute pubblica' viene usata dall'Oms per "un evento straordinario che costituisce un rischio di salute pubblica per altri Stati attraverso la diffusione internazionale di una malattia, e che potenzialmente richiede una risposta coordinata a livello internazionale". Si tratta quindi di una procedura che permette di far scattare un'allerta internazionale, mobilitare risorse straordinarie e coordinare una risposta internazionale, non è necessariamente legata a un rischio di pandemia.
La definizione, spiega il sito dell'Oms, implica una situazione che sia "seria, improvvisa, inusuale o inattesa", che abbia "implicazioni per la salute pubblica al di là dei confini dello stato affetto" e che "richieda immediata azione internazionale". In passato sono state dichiarate altre Pheic ad esempio per epidemie causate da Mpox, virus influenzali, virus Zika e virus Ebola. Secondo l’Ecdc, “In base alle informazioni disponibili e alle attuali incertezze, la probabilità di contagio per i residenti dell'Ue/See o per i viaggiatori diretti nella provincia dell'Ituri è considerata bassa. Per la popolazione generale dell'Ue/See, la probabilità di contagio è molto bassa a causa della limitata possibilità di importazione e successiva trasmissione in Europa”.
La malattia da virus Bundibugyo è una forma grave e spesso fatale della malattia Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi, e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L'infezione umana si verifica attraverso il contatto ravvicinato con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, tra cui pipistrelli o primati non umani. Si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o con superfici contaminate. La trasmissione è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure, che spesso vengono adottate nei paesi colpiti, che comportano il contatto diretto con il defunto.
In passato sono state documentate due epidemie da Bvd, in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2007 e nel 2012, con un tasso di mortalità tra il 30% al 50%. A differenza della malattia da virus Ebola, non esiste un vaccino autorizzato e non sono disponibili terapie specifiche contro il virus Bundibugyo. Tuttavia un intervento tempestivo di supporto è salvavita. Il periodo di incubazione della Bvd varia da 2 a 21 giorni e gli individui di solito non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi.
I sintomi iniziali non sono specifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, il che complica e può ritardare la diagnosi e la segnalazione della malattia. Questi sintomi progrediscono con disturbi gastrointestinali, disfunzioni d'organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche.
Ci sono delle indicazioni per i Paesi che non sono colpiti? Sì, l’Oms raccomanda quanto segue: nessun paese dovrebbe chiudere i propri confini o imporre restrizioni ai viaggi e al commercio. Tali misure vengono solitamente attuate per paura e non hanno alcun fondamento scientifico. Spingono il movimento di persone e merci verso valichi di frontiera informali non controllati, aumentando così le probabilità di diffusione della malattia. Ancora più grave, queste restrizioni possono anche compromettere le economie locali e influire negativamente sulle operazioni di risposta dal punto di vista della sicurezza e della logistica; le autorità nazionali dovrebbero collaborare con le compagnie aeree e gli altri settori dei trasporti e del turismo per garantire che non vengano superate le raccomandazioni dell'Oms sul traffico internazionale.
Gli Stati dovrebbero fornire ai viaggiatori diretti nelle aree colpite e a rischio dalla malattia da virus Bundibugyo informazioni pertinenti sui rischi, sulle misure per minimizzarli e consigli su come gestire una potenziale esposizione. Il pubblico dovrebbe ricevere informazioni accurate e pertinenti sull'epidemia di malattia da virus Bundibugyo e sulle misure per ridurre il rischio di esposizione. Gli Stati dovrebbero essere pronti a facilitare l'evacuazione e il rimpatrio dei propri cittadini (ad esempio, operatori sanitari) che sono stati esposti al virus Bundibugyo. Non si ritiene necessario sottoporre passeggeri di ritorno da zone a rischio a controlli all'ingresso presso gli aeroporti o altri punti di ingresso, al di fuori della regione interessata.
In Italia, il ministero della Salute ha diffuso una circolare in cui si definisce "necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica democratica del Congo e dell'Uganda".
Nel documento, firmato dal capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie Maria Rosaria Campitiello, vengono allegati un modello di dichiarazione sanitaria, "essenziale per la tracciatura ai fini di sanità pubblica della persona in arrivo", da sottoscrivere a cura del responsabile dell'organizzazione, o del singolo progetto, in caso di personale di Ong o di altre organizzazioni e da inviare al ministero della Salute con almeno 48 ore di anticipo rispetto alla partenza dalla zona affetta. Il modulo "dovrà riportare - in seguito ad autodichiarazione del cooperante - che lo stesso non manifesta sintomi". E viene allegata anche una scheda anamnestica per la registrazione dei dati dello screening primario, da compilare direttamente dalla persona in arrivo e dal medico dell'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera Usmaf-Sasn territorialmente competente. In caso il cooperante rientrasse in Italia con mezzi che non prevedono ingresso aeroportuale (treni, bus, auto propria) la stessa scheda dovrà essere compilata dal medico dell'Asl di riferimento con le informazioni acquisite al momento dell'attivazione della sorveglianza, si spiega nella circolare.
In via cautelativa, aggiunge la circolare, "si raccomada di attivare comunque la stessa sorveglianza dei contatti a basso rischio" anche "per gli operatori provenienti da zone a rischio che non abbiano riportato alcun tipo di esposizione nei 21 giorni precedenti, o per i quali non sia possibile stabilire se l’esposizione sia avvenuta o meno". Le indicazioni potranno subire modifiche in base all’evoluzione epidemiologica dell’evento. Gli Usmaf e le altre strutture territorialmente competenti cureranno l'accesso alle informazioni per il personale, sanitario e non, di queste organizzazioni "in partenza verso o di ritorno dalle già citate zone a rischio".

(Adnkronos) - Teresa Potenza è la prima donna ad aver rotto il muro di omertà della mafia foggiana. Nell'intervista rilasciata a Francesca Fagnani in onda stasera, martedì 19 maggio, a Belve Crime, Potenza - ora testimone di giustizia - ripercorre gli anni vissuti accanto al boss di Cerignola Giuseppe Mastrangelo, condannato a tre ergastoli per quattro omicidi anche grazie alle sue dichiarazioni.
Dalle sue parole emerge un passato segnato da violenze e soprusi, un racconto che restituisce la dimensione del terrore vissuto negli anni della relazione con Mastrangelo. Teresa Potenza racconta episodi di brutalità estrema: “Una sera mi portò in aperta campagna, mi mise la pistola in bocca poi in testa, mi prese per i capelli, mi urinò in faccia e mi disse: tu che vuoi scappare da me meriti questo. Ora scegli: vuoi essere violentata dai miei amici o ti faccio uno sfregio sul viso?”.
La testimone ricorda anche le confidenze criminali del boss, come quella su uno dei delitti simbolo della guerra di mafia di Cerignola: il triplice omicidio di tre ragazzi innocenti, poco più che ventenni, eliminati e fatti sparire solo per essere stati visti in un bar con esponenti di un clan rivale. “Sono stato io ad ammazzare quei tre ragazzi”, è la frase che Potenza riferisce di aver sentito da Mastrangelo. E aggiunge: “Diceva: loro piangevano, gridavano come conigli. Uno ha visto morire l’altro”.
Le sue dichiarazioni sono state decisive per l’operazione Cartagine, la maxi inchiesta che ha inferto il primo colpo significativo alla mafia di Cerignola. “Sono una vittima mancata di lupara bianca”, afferma oggi, ricordando di aver temuto più volte per la propria vita.
Potenza racconta un altro episodio: “Una sera Mastrangelo mi mise la pistola in bocca, poi alla testa. Lui era molto esaltato, fatto di cocaina, era fuori di sé. Lui diceva: io sono Dio, io decido chi vive e chi muore qui. Tu non sai cosa ho insegnato io ai ragazzi sotto di me. Io ho insegnato come si ammazzano le persone, io ho insegnato come si seppelliscono le persone”.
La svolta arriva quando, dopo essere stata sequestrata per settimane e incinta del figlio del boss, decide di fuggire e di collaborare con i magistrati. È per quel bambino, racconta alla Fagnani, che trova il coraggio di rompere per la prima volta l’omertà della mafia foggiana: “L’ho fatto per dare la possibilità a mio figlio di crescere libero”, dice Potenza nell'intervista.

(Adnkronos) - L'Arsenal vince la Premier League 2025-2026 e torna campione d'Inghilterra a 22 anni dall'ultimo trionfo. I gunners conquistano il 14esimo titolo della propria storia grazie al pareggio del Manchester City per 1-1 sul campo del Bournemouth - con gol di Kroupi al 39' e Haaland al 95' - nella penultima giornata in calendario. Resta da giocare il 38esimo e ultimo turno, l'Arsenal comanda la classifica con 82 punti. Il City è a quota 78 e non può più agganciare i londinesi. La formazione allenata da Mikel Arteta festeggerà il titolo domenica 24 maggio facendo visita al Crystal Palace.
Il Manchester City, invece, ospiterà l'Aston Villa: sarà l'ultima partita per Pep Guardiola sulla panchina dei citizens. Il manager catalano lascerà il club dopo 10 anni ricchissimi di successi, con un palmares impreziosito in particolare da una Champions League e da 6 edizioni della Premier.

Casu Marzu, il "Formaggio che Viene dalla Tradizione" Incanta il National Geographic: "Simbolo Estremo dell'Isola"
SARDEGNA – Il casu marzu torna protagonista sulla scena internazionale. Il National Geographic ha pubblicato un ampio e articolato reportage dedicato a uno dei prodotti più discussi e affascinanti della cultura gastronomica sarda, definendolo un emblema identitario dell'isola, capace di dividere l'opinione pubblica tra chi lo esalta e chi lo guarda con timore.
Un'Esperienza Diretta a Dorgali
Il giornalista Brett Martin racconta in prima persona l'incontro con il formaggio dalle larve viventi in un ristorante del centro storico di Dorgali, nell'entroterra nuorese. Lo chef ha scoperto una forma appena matura, rimuovendo la crosta superiore e rivelando il caratteristico movimento delle larve del moscerino Piophila casei, responsabili della fermentazione unica che rende il prodotto morbido, cremoso e dal sapore inconfondibile.
Il sapore? "Intenso, deciso, con una spiccata nota caprina e una consistenza vellutata", scrive Martin, aggiungendo di non aver avvertito particolari sensazioni dovute alla presenza degli insetti durante la degustazione.
"Formaggio Marcio" ma dal Valore Inestimabile
Il nome stesso, "casu marzu", significa letteralmente "formaggio marcio" nella lingua sarda. La preparazione tradizionale prevede che il pecorino venga lasciato maturare all'aperto per permettere al moscerino di depositare le uova. Le larve, nutrendosi della pasta, trasformano la consistenza e il profilo aromatico fino a generare quella crema decisa e speziata che ha reso celebre questo prodotto in tutto il mondo.
Vietato ma Vivo: Il Paradosso del Casu Marzu
Il reportage ricorda che il formaggio è stato vietato nell'Unione Europea circa vent'anni fa per ragioni igienico-sanitarie. Tuttavia, la produzione artigianale non si è mai fermata in Sardegna, dove decine di pastori continuano a tramandare la tecnica di generazione in generazione, mantenendo vivo un pezzo fondamentale della cultura pastorale isolana.
Più del Casu Marzu: Un'Isola di Eccellenze
Il National Geographic sottolinea che la Sardegna non è solo casu marzu. Il reportage cita altre eccellenze come su filindeu (i "fili di Dio"), la fregola con arselle e bottarga, il Cannonau, il Vermentino e una straordinaria varietà di formaggi tradizionali privi di insetti. Ma nessuno, ammette il magazine, ha il potere di attirare l'attenzione globale quanto il "formaggio che si muove".
Un Fenomeno tra Viralità e Storia
Il Guinness World Records lo ha incoronato "il formaggio più pericoloso del mondo" . È stato assaggiato in tv da Anthony Bourdain, e negli ultimi anni è diventato protagonista di video virali su TikTok e Instagram, con milioni di visualizzazioni tra stupore e curiosità.
L'Inchiesta tra i Pastori
Il reportage racconta anche la vita e il lavoro di pastori sardi come Mario Nieddu (quarta generazione di allevatori) e Andrea Logias, che ancora oggi producono il casu marzu seguendo metodi antichi. "Non si tratta di qualcosa di disgustoso – ha commentato Roberto Flore, esperto sardo intervistato dal magazine – ma semplicemente di qualcosa di insolito per chi non conosce questa cultura".
Il Reportage Originale
L'articolo, corredato da splendide fotografie di Gianluca Lanciai e da un video, è stato pubblicato il 4 maggio 2026 sul sito del National Geographic con il titolo "Sampling Sardinia's legendary maggot cheese" (Assaggiando il leggendario formaggio con larve della Sardegna).
Un ritratto che celebra la Sardegna più autentica, quella dei pastori, delle tradizioni antiche e del coraggio di guardare al cibo come espressione profonda di un'intera comunità.

(Adnkronos) - Mentre Jannik Sinner festeggia il trionfo agli Internazionali, la fidanzata Laila Hasanovic conquista i fotografi sul red carpet di 'Amarga Navidad', il nuovo film di Pedro Almodóvar in Concorso al 79esimo Festival di Cannes. La modella danese ha scelto un look 'total white' dal sapore nuziale: un abito etereo, con un corpetto ricamato da petali di organza che le disegnava la silhouette. Un’apparizione che sembra quasi una prova generale in bianco.
Da circa un anno Laila Hasanovic è diventata, di fatto, la first lady del tennis. Lei e Jannik Sinner si sono conosciuti e innamorati nel 2025, scegliendo però fin da subito la via della discrezione assoluta. La conferma della relazione è arrivata solo col tempo: prima attraverso le parole del campione, che in diverse interviste ha ammesso di essere innamorato, poi con la presenza sempre più frequente di Laila nei tornei, spesso seduta accanto ai familiari di Jannik.

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(Adnkronos) - Presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge per il riconoscimento del carattere usurante del lavoro ferroviario. Si è svolta oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, infatti, la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge recante 'Disposizioni per il riconoscimento del carattere usurante delle mansioni del personale viaggiante e di macchina impiegato nei servizi ferroviari', promossa dall'On. Enzo Amich e dall’On. Silvio Giovine. L’iniziativa ha rappresentato l’occasione per avviare un confronto istituzionale su una lacuna normativa che riguarda una categoria professionale sottoposta a condizioni di particolare gravosità, responsabilità operativa e complessità organizzativa. Le mansioni svolte dal personale ferroviario di condotta, accompagnamento e manovra incidono, infatti, direttamente sulla sicurezza della circolazione ferroviaria e sulla regolarità del servizio, richiedendo elevati livelli di attenzione, prontezza decisionale e tenuta psicofisica.
Proprio su questo punto si è soffermato l’On. Walter Rizzetto, Presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, richiamando la necessità di: "Aggiornare la riflessione sui lavori gravosi e usuranti alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro e delle mansioni. Nel caso del personale ferroviario emergono elementi oggettivi di particolare gravosità: turnazioni, isolamento operativo, responsabilità sulla sicurezza e tenuta psicofisica lungo l’intero percorso professionale. Non parliamo soltanto di pensioni, ma di qualità del lavoro, tutela e salute nei luoghi di lavoro. Per questo la Commissione Lavoro è disponibile ad approfondire il tema, anche sulla base dei necessari elementi scientifici e delle adeguate coperture".
Una prospettiva che si lega direttamente al ruolo del sistema ferroviario come infrastruttura essenziale per il Paese, nella quale la tutela delle professionalità operative rappresenta un elemento decisivo anche per la qualità e la sicurezza del servizio. A tal proposito è intervenuto anche l’On. Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati: "Il tema riguarda non solo il settore ferroviario, ma più in generale l’intero sistema dei trasporti, dove è necessario affrontare insieme il nodo delle risorse, delle coperture e del ricambio generazionale, evitando che comparti strategici restino scoperti. Il contributo della medicina del lavoro può rappresentare uno strumento scientifico importante per programmare questo percorso. Come Commissione Trasporti c’è la massima disponibilità a lavorare, anche in vista della prossima legge di bilancio, insieme al Ministero del Lavoro e all’Inps, per avviare un percorso di riconoscimento".
La proposta di legge punta a riconoscere la specificità delle mansioni svolte dal personale ferroviario, prevedendo l’accesso alle tutele già riconosciute ai lavori usuranti, anche in assenza del requisito del lavoro notturno. "Chi ogni giorno garantisce la sicurezza della circolazione ferroviaria svolge un lavoro usurante, gravoso e ad altissima responsabilità che merita finalmente un riconoscimento normativo chiaro. Per diciotto anni ho lavorato nelle ferrovie e conosco direttamente il peso delle responsabilità che ricadono su macchinisti, capitreno e personale operativo. Dietro ogni treno che parte ci sono attenzione costante, pressione psicologica e professionalità che non possono restare invisibili. Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma un riconoscimento equo e aderente alla realtà concreta del lavoro ferroviario. Non basta investire in infrastrutture e tecnologia: il trasporto pubblico si rafforza anche tutelando chi ogni giorno lo rende possibile e garantisce la sicurezza dei cittadini. Questa iniziativa legislativa rappresenta uno dei traguardi più significativi del mio mandato parlamentare e l’auspicio è che possa ora trovare piena valorizzazione anche nell’ambito delle iniziative che i Ministeri competenti vorranno promuovere su questo tema", sottolinea l’On. Enzo Amich, che ha presentato la proposta di legge.
Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, affrontato il tema del rapporto tra lavoro e fragilità, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori fragili e all’inclusione delle persone con disabilità e cronicità nel mondo del lavoro. "L’Intergruppo 'Lavoro e Fragilità' nasce dalla consapevolezza che la fragilità non possa più essere considerata soltanto una questione sanitaria o assistenziale, ma riguardi anche l’organizzazione del lavoro, la prevenzione, la qualità dell’occupazione e la coesione sociale. Il tema del personale ferroviario rappresenta un primo banco di prova concreto: partire da una categoria specifica per aprire una riflessione più ampia sulle tutele da riconoscere ai lavoratori esposti a condizioni professionali complesse. Il metodo che intendiamo seguire è quello del confronto stabile tra Istituzioni, comunità scientifica, parti sociali e mondo produttivo, fondato su evidenze, buone prassi e criteri oggettivi", ha affermato l’On. Silvio Giovine, Presidente dell’Intergruppo parlamentare 'Lavoro e fragilità'.
All’incontro ha preso parte anche la Società Italiana di Medicina del Lavoro (Siml), che ha recentemente avviato i lavori di un gruppo di esperti dedicato alla produzione di documenti di orientamento professionale e buone prassi, con l’obiettivo di accompagnare il percorso legislativo attraverso il contributo scientifico della medicina del lavoro. "La medicina del lavoro consente di valutare l’impatto delle mansioni sulla persona non soltanto in termini di rischio immediato, ma anche rispetto agli effetti cumulativi nel medio e lungo periodo. La gravosità di un’attività non dipende solo dalla sua classificazione formale, ma da fattori concreti: carico fisico, stress operativo, turnazioni, responsabilità, attenzione prolungata, esposizione a imprevisti e gestione di situazioni critiche. Nel caso del personale ferroviario, la salute e la tenuta psicofisica del lavoratore incidono anche sulla sicurezza della circolazione, sulla regolarità del servizio e sulla tutela degli utenti. Per questo servono criteri oggettivi, prevenzione, sorveglianza sanitaria, adattamento delle mansioni e buone prassi", ha sottolineato il dottor Coggiola, Presidente della Siml. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di medicina del lavoro e lavoratori del comparto ferroviario, attraverso le testimonianze dirette di quei professionisti che hanno portato all’attenzione pubblica le condizioni operative, i carichi di responsabilità e le difficoltà quotidiane vissute nello svolgimento delle proprie mansioni.

(Adnkronos) - "E' fondamentale sottoporre a biopsia liquida tutte le donne che mostrano una progressione della malattia dopo una prima linea di trattamento con inibitori delle cicline per forme metastatiche. Svolgere la biopsia liquida è cruciale, poiché sappiamo che più del 40% di queste pazienti presenta la mutazione di Esr1: senza questo esame diagnostico la mutazione non verrebbe identificata, negando di fatto l'accesso a una terapia mirata ed efficace". Lo ha detto Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell'Esmo - European Society for Medical Oncology e professore del Dipo-Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università di Milano, intervenendo all'incontro organizzato oggi a Milano sull'accesso alla biopsia liquida per la medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2.
"Medicina di precisione - spiega Curigliano - significa isolare il Dna tumorale tramite biopsia (tissutale o liquida), sequenziarlo e identificare le specifiche mutazioni che rappresentano il bersaglio molecolare per determinate terapie. L'impiego di elacestrant nelle donne con la mutazione è un chiaro esempio di medicina di precisione applicata alla patologia mammaria". Le terapie biologiche "rappresentano una vera rivoluzione nell'ambito del tumore mammario - afferma - perché offrono una straordinaria qualità della vita, una minima tossicità e una compliance che in genere sfiora il 100%. Nello specifico - sottolinea - le terapie orali in questione sono trattamenti definiti tecnicamente biomarker-driven: per poter somministrare un farmaco attivo, è necessario identificare prima una mutazione specifica".
"Tra queste terapie orali - evidenzia lo specialista - va sicuramente menzionato l'elacestrant. Si tratta del primo farmaco della classe degli Oral Serd (degradatori selettivi orali del recettore degli estrogeni) e rappresenta un successo per lo sviluppo e la ricerca italiana, essendo commercializzato da un'azienda del nostro Paese. I pazienti eleggibili per questa terapia sono coloro che presentano una malattia metastatica endocrino-responsiva, Her2-negativa, e che sono portatori della specifica mutazione del gene Esr1, la quale deve essere ricercata tramite biopsia liquida".

(Adnkronos) - La biopsia liquida "è una delle procedure che sta permettendo di realizzare il percorso di caratterizzazione molecolare, in questo caso per le pazienti con tumore della mammella in stadio avanzato, ma in generale per molti tumori solidi. Si tratta di una procedura minimamente invasiva - un semplice prelievo di sangue - da cui viene estratto il Dna tumorale circolante. Questo viene poi analizzato per individuare la presenza di alterazioni che possono rappresentare marcatori predittivi, positivi o negativi, di risposta ai trattamenti. Nel caso specifico del tumore della mammella, permette di identificare questi marcatori e di indirizzare le pazienti verso terapie a bersaglio molecolare. E', a tutti gli effetti, una delle procedure che sta ridefinendo il panorama diagnostico e predittivo per i farmaci di nuova generazione". Lo ha detto Umberto Malapelle, coordinatore del Gruppo di patologia molecolare e medicina di precisione della Siapec - Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica e presidente Islb-International Society of Liquid Biopsy, partecipando oggi a Milano all'incontro organizzato dalla comunità oncologica e delle associazioni dei pazienti per fare il punto sulla medicina di precisione nella cura del tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 e sull'accesso alla biopsia liquida.
Lo svolgimento del test ha bisogno di una competenza particolare. "La fase di caratterizzazione - spiega l'esperto - richiede un expertise profondo, che si sviluppa all'interno dei laboratori di anatomia patologica e di patologia molecolare predittiva. Richiede l'accesso a infrastrutture dedicate, ma soprattutto un solido know-how: l'interpretazione dei risultati emersi da queste analisi necessita di una formazione specifica, poiché si lavora su micro-tracce di informazione. Eppure, queste tracce possono rappresentare un vero spartiacque per la cura dei pazienti".
Proprio per questo "bisogna investire su questa tecnologia che è prima di tutto un'opportunità per i malati - sottolinea Malapelle - E' necessario investire risorse e formazione per garantire l'accesso a questi test, consentendo così di selezionare il miglior percorso terapeutico che un oncologo possa disegnare, sulla base delle caratterizzazioni offerte dal patologo molecolare e dall'anatomopatologo".

(Adnkronos) - Tragedia a Bollengo, comune del Canavese, dove una bimba di 2 anni è morta questa mattina per le ferite riportate in un incidente sul quale sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire l’esatta sequenza dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, la piccola sarebbe stata investita per una tragica fatalità dall’auto guidata dal padre durante una manovra nel cortile di casa: all’improvviso la bimba sarebbe uscita dall'abitazione e sarebbe stata investita. Subito soccorsa, è stata trasportata in ospedale ma gli sforzi dei sanitari per salvarle la vita si sono rivelati inutili.
“Non ci sono parole per una tragedia che colpisce l’intero comune”, le parole del sindaco di Bollengo Luigi Ricca, all’Adnkronos. “Il dolore della famiglia è il dolore di tutta la nostra comunità, siamo solidali e vicini anche se purtroppo le parole non servono a nulla”, aggiunge Ricca.

(Adnkronos) - "Oggi, per fortuna, possiamo contare su tanti progressi scientifici che possono tradursi in opportunità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti. Però è importante che questa innovazione sia resa disponibile in maniera equa e tempestiva per tutti quelli che ne hanno bisogno. Purtroppo, al momento esiste un rischio di disparità anche all'interno del nostro Paese, per le differenze nelle possibilità di accesso tra varie realtà locali e regioni". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente Aiom - Associazione italiana di oncologia medica, intervenendo oggi a Milano all'incontro dedicato alla medicina di precisione nel tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo e all'accesso alla biopsia liquida.
Secondo il presidente di Aiom, oggi "la differenza non è soltanto nell'accesso al farmaco, ma anche nell’accesso al test diagnostico", indispensabile "per selezionare correttamente i pazienti che possono beneficiare di un certo trattamento. In questo contesto - osserva - non avere a disposizione un test diagnostico, tra cui per esempio la biopsia liquida, potrebbe compromettere un accesso equo e tempestivo ai migliori trattamenti disponibili. Questo test - spiega - è un esame che consente di indagare il Dna del tumore attraverso il sangue. Si tratta quindi di un esame meno invasivo per il paziente, perché consiste in un semplice prelievo ematico e non necessariamente del prelievo del tessuto tumorale, che in alcuni casi può essere complesso".
Questo strumento diagnostico, precisa Di Maio, "consente di fotografare le caratteristiche della malattia anche in momenti diversi della sua storia clinica, quando la biologia del tumore può cambiare in risposta ai trattamenti ricevuti". Oggi la biopsia liquida rappresenta "un esame standard in molte situazioni cliniche" e permette di "garantire una diagnostica moderna, capace di selezionare correttamente i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti".

(Adnkronos) - "L'appello che lanciamo oggi è che tutte le pazienti con cancro al seno metastatico abbiano accesso alle migliori terapie e all'innovazione terapeutica. Deve essere possibile per loro effettuare test diagnostici fondamentali senza che questo comporti un disagio, affrontando spese di viaggio o altri ostacoli per sottoporsi a esami evidentemente cruciali. Questo diritto deve essere garantito in tutte le regioni d'Italia". Così Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna, partecipando oggi a Milano all'incontro dedicato alla medicina di precisione nel tumore al seno metastatico ormonoresponsivo/Her2 negativo e all'accesso alla biopsia liquida, un esame che consente di indagare il Dna del tumore attraverso il sangue per utilizzare terapie mirate.
"Bisogna ridurre i pesi che gravano su queste pazienti - aggiunge Campana - a partire dalla tossicità finanziaria e temporale. Non dimentichiamo che una donna con cancro al seno, a maggior ragione se in fase metastatica, è sottoposta a continui controlli, con un impatto pesante sulla quotidianità. Dobbiamo supportarla in tutti i modi, poiché la qualità della vita spesso rischia di risentirne. Oggi la cura è cambiata proprio per porre maggiore attenzione alla qualità della vita, e la sopravvivenza è aumentata - sottolinea - In questo scenario, è fondamentale che le pazienti abbiano accesso alle terapie orali: una soluzione che comporta una minore frequentazione dei centri ospedalieri, a tutto vantaggio della loro vita e della loro gestione quotidiana".

(Adnkronos) - Smettere di fumare le sigarette per milioni di persone è una scelta che deve prevedere "delle politiche e oggi le migliori sono quelle che offrono ai fumatori alternative alle sigarette che li soddisfino e che siano meno pericolose. Ora sappiamo che c'è una buona base scientifica a supporto del fatto che questi prodotti alternativi, che non bruciano il tabacco e non generano combustione, sono meno pericolosi. Sappiamo anche, e dobbiamo educare i fumatori, che la nicotina non è la causa di nessuna malattia legata al fumo. Questi due concetti possono essere alla base di una riduzione dei fumatori e salvare vite". Lo spiega all'Adnkronos Salute Brad Rodu, professore emerito dell'università della Louisiana (Usa) ed esperto di politiche della riduzione del fumo, tra i relatori della conferenza 'Technovation-smoke free' promossa a Stoccolma da Philip Morris International.
"Per alcune persone la dipendenza potrebbe non essere eliminabile o riducibile - continua - Sono fumatori che non riescono a smettere. Ecco perché è così importante poter offrire loro altri modi per soddisfare la dipendenza senza incorrere nei pericoli del fumo. Possiamo provare a dare consigli e lezioni comportamentali per aiutarli a spostare la loro mente dalla nicotina - suggerisce - ma non possiamo rimuovere del tutto il bisogno di nicotina di alcuni fumatori. Ma possiamo aiutare queste persone dando loro alternative che siano molto più sicure".
Dal punto di vista della sanità pubblica quanto sarebbe importante distingure i prodotti legati al fumo in base al loro rischio? "Sarebbe estremamente importante - avverte - Voglio dire, se guardiamo alla società, trattiamo le auto tutte allo stesso modo? Siamo contrari alle auto mal fatte e che presentano molti pericoli. Le sigarette tradizionali presentano molti pericoli, mentre è documentato che lo 'snus', le 'nicotine pouches', le e-cig e il tabacco riscaldato sono molto più sicuri. Quindi perché dovremmo trattarli in modo identico alle sigarette? Non ha alcun senso logico farlo".
Perché l'Oms mantiene il punto sui prodotti alternativi considerandoli ancora quasi alla stregua delle sigarette? "L'Oms sembra sia fortemente influenzato da Michael Bloomberg, uno dei maggiori contribuenti dell'Oms, e Bloomberg è indiscutibilmente un proibizionista del tabacco e della nicotina. Non capisce la scienza - sottolinea il medico - Credo che abbia influenzato in modo schiacciante l'Oms per essere un'organizzazione proibizionista. Ecco l'identico approccio che hanno verso tutti i prodotti con tabacco e con nicotina".
Vede nel futuro una cambiamento dell'Oms? "Ho visto l'Iarc (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) peggiorare non solo per quanto riguarda il tabacco, ma anche per altri agenti. Hanno iniziato a sviluppare un'intera rete non solo di organizzazioni, ma anche di avvocati, studi legali per opporsi ad altri prodotti. E semplicemente - conclude Rodu - non capisco perché stiano adottando un approccio così antiscientifico a tutti questi prodotti. Gli oppositori dei prodotti alternativi al fumo non si impegneranno mai in alcun dibattito pubblico con persone come me e io faccio questo da 32 anni".

SINNAI – Ha riaperto al pubblico il Conad di Sinnai, situato nella zona industriale Sienis all'interno del centro commerciale Le Palme, dopo un importante intervento di ristrutturazione e ampliamento. Il punto vendita, che celebra il suo ventennale, si presenta completamente rinnovato con l'obiettivo di migliorare l'esperienza di acquisto e valorizzare l'offerta commerciale.
Numeri e Personale
Il supermercato si sviluppa su una superficie di 1.350 mq e impiega 62 addetti. Per garantire una spesa più comoda e veloce, sono disponibili 6 casse tradizionali, 4 self check-out e 4 torri di pagamento, oltre ai servizi di pagamento bollettini e buoni pasto.
I Reparti Freschi: Protagonista il Territorio
Particolare attenzione è stata riservata ai reparti freschi:
Eccellenze Sarde e Marchi Conad
Ampio spazio è dedicato ai prodotti a marchio Conad, comprese le linee Sapori & Dintorni, Sapori & Idee e "I Nostri Ori" , espressione della filiera corta e del sostegno concreto alle aziende del territorio sardo. Fiore all'occhiello del nuovo punto vendita è anche la cantina dei vini, con una selezione delle migliori etichette locali e nazionali.
Sostenibilità e Innovazione Tecnologica
Il restyling ha riguardato anche la sostenibilità ambientale:
Le Dichiarazioni
"Siamo lieti di annunciare il riammodernamento del nostro punto vendita di Sinnai – dichiarano i soci Conad Nord Ovest Domenico Schirru e Cristiano Cugia –. Il nuovo layout e le soluzioni adottate testimoniano una particolare attenzione ai temi del rispetto e della tutela dell'ambiente. Un intervento che assume un valore ancora più significativo perché si inserisce nell'anno in cui celebriamo il ventennale del punto vendita: un traguardo importante che abbiamo scelto di festeggiare nel modo migliore, investendo sul futuro e sulla qualità dell'esperienza di acquisto".
Orari e Omaggi
Il punto vendita è aperto tutti i giorni con orario continuato, dal lunedì alla domenica, dalle 8 alle 21. In occasione della riapertura, i clienti riceveranno in omaggio una shopper riutilizzabile Conad.
La Panchina Rossa
Nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione sociale, qualche giorno fa è stata inaugurata una panchina rossa all'ingresso del Parco della pineta di Sinnai, simbolo concreto dell'impegno contro la violenza sulle donne.
(Adnkronos) - Che fine ha fatto il punto 8? Al Senato, oggi, si discutevano e votavano le mozioni del centrodestra e del campo progressista sulla situazione energetica del Paese. Nella prima versione del testo presentata dai capigruppo di maggioranza, al punto 8 appunto, si impegnava il governo a rivedere gli accordi presi con Trump, quindi lo stop al 5% del Pil nelle spese militari Nato. Poco prima di arrivare alla prova del voto del Senato, però, il punto 8 sparisce. Chi è stato?, si chiedono dalle opposizioni, è stato Crosetto o c’è un problema tra Meloni, Salvini e Tajani. A volere il cambio di rotta pare che sia stato proprio il governo attraverso una moral suasion, specialmente per evitare ulteriori problemi con l’amministrazione statunitense. Intanto gli stessi autori del misfatto tendono a minimizzare: “Era meglio discuterne in altre sedi”, dicono sia Romeo della Lega, sia Stefania Craxi, di Forza Italia.
Tutto rientrato, insomma, o almeno così sembra, se non fosse che dal campo progressista rinizia il fuoco incrociato. “Il governo è a pezzi, hanno perso la bussola e il minimo di credibilità che avevano”, è l’accusa di Conte. "E' una penosa retromarcia", attaccano da Pd e Avs.

(Adnkronos) - “Valore Italia ha assunto questa sfida estremamente importante e dobbiamo essere grati ad Acea che ha voluto lanciare questa operazione che al centro ha il tema della valorizzazione dei giovani artisti, in questo caso dell'Accademia di Belle Arti di Roma, del Sae Institute di Milano, dell'Accademia Italiana di Roma e Firenze. Una sfida che ha messo al centro il tema dell'acqua, che è un tema estremamente interessante sia dal punto di vista progettuale che dal punto di vista dello sviluppo artistico. Proviamo una grandissima emozione nel vedere completato questo lavoro che oggi arriva in mostra con un catalogo molto prestigioso”. Lo ha dichiarato Salvatore Amura, amministratore delegato di Valore Italia, a margine della premiazione del Premio Acea Contemporanea che si è svolto a Roma presso il museo Acea Heritage. Il concorso, alla sua prima edizione, è stato promosso da Acea e Valore italia.
“Vediamo in mostra opere e approcci molto diversi tra loro - ha proseguito Amura - abbiamo installazioni artistiche, sound design, fotografie, pittura, opere di design e di moda. Tutti sono partiti dallo stesso punto di vista ma hanno sviluppato un racconto e un approccio artistico molto diverso. Le opere verranno inserite all'interno della collezione permanente di Acea, per cui rimarranno del patrimonio di Acea. Queste opere inoltre gireranno l’Italia, nelle sedi più importanti di Acea sul territorio italiano, ma arriveranno anche all'estero. È giusto valorizzare il racconto di una parte artistica del made in Italy che riguarda i giovani artisti. Tutte le opere hanno portato un'emozione e un interesse particolare perché c’è uno spirito di racconto e di avventura nell'affrontare un tema così particolare come l’acqua”.

Cuglieri, Finto Carabiniere e Videochiamata: Bloccato Bonifico da 35mila Euro. Due Denunciati
CUGLIERI – Un pensionato di 76 anni è stato preso di mira dalla ormai nota truffa del "finto carabiniere", ma un dipendente di banca insospettito ha bloccato un bonifico di circa 35.000 euro. Due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Cuglieri.
Il Raccordo Perfetto: SMS, Telefonata e Videochiamata
La vittima è stata inizialmente raggiunta da un SMS relativo a un'operazione non autorizzata sul proprio conto corrente. Poco dopo, è stato contattato telefonicamente e persino in videochiamata da un malvivente che si è qualificato falsamente come Maresciallo dei Carabinieri.
Per rendere più credibile il raggiro, al pensionato è stato prospettato uno scenario d'emergenza: i finti militari hanno raccontato di una presunta attività di Polizia Giudiziaria volta all'arresto del direttore e di un impiegato di una banca locale, ritenuti responsabili di aver truffato altri anziani.
La Richiesta di Denaro
Alla vittima è stato quindi chiesto di recarsi presso l'istituto di credito e di collaborare alle indagini effettuando con urgenza un bonifico di circa 35.000 euro per "agevolare le indagini". Un meccanismo di manipolazione psicologica che purtroppo funziona spesso con le vittime più fragili.
Il Ruolo della Banca
Il versamento dell'ingente somma è stato bloccato nell'immediatezza grazie alla tempestiva segnalazione di un dipendente della filiale. Insospettito dall'operazione, l'impiegato ha inoltrato un avviso al Servizio Antifrodi, bloccando il bonifico e permettendo il successivo sequestro dell'intera somma e la restituzione al legittimo proprietario.
L'Istruzione e i Deferimenti
Le indagini hanno rivelato che il conto bancario destinatario del bonifico era stato acceso presso uno sportello di un istituto di credito campano, risultato ancora operativo. Due soggetti sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per tentata truffa.
L'Appello dell'Arma
Il Comando Provinciale di Oristano rinnova l'invito ai cittadini, in particolare agli anziani e ai loro familiari, a prestare massima attenzione e a segnalare immediatamente al 112 qualsiasi richiesta sospetta. Le forze dell'ordine non chiedono mai denaro o beni ai cittadini.
Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.
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