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(Adnkronos) - “Guardando sotto il profilo del sistema energetico e di come i data center rappresentino un’opportunità per lo sviluppo del sistema industriale italiano, è importante immaginare questa risorsa come generatore capace di sostenere l’incremento delle altre risorse, quali ad esempio quelle rinnovabili, stabilizzando il consumo in alcune zone del paese; questa industria sta facendo passi importanti nella direzione della crescita, è bene metterla nella condizione di poter effettivamente partecipare con un ruolo attivo”.
Sono le parole di Orazio Privitera, Ceo Key to Energy, partecipando a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione proprio con Key to Energy.
“In che modo è possibile tutto ciò? - aggiunge ancora Privitera - Muovendosi lungo gli anelli della catena industriale del settore stesso. Sono risorse che sicuramente hanno bisogno di energia, di altre facility, ma proprio guardando alla parte energetica il tema della connessione è molto importante”.
Poi conclude: “Ho letto dai media che c'è tanta preoccupazione intorno al discorso della saturazione della rete a causa della concentrazione di alcune iniziative: ecco, come tutte le risorse ormai che partecipano al mercato energetico, un mercato a livello europeo ma anche a livello italiano molto evoluto, dove le risorse non possono essere viste come singolo elemento ma in maniera integrata, anche per i data center sarà importante guardare alle opportunità di insediarsi in alcune zone del paese dove effettivamente l'impatto può essere addirittura positivo”.

(Adnkronos) - “L’idea di questa giornata di approfondimento - ha spiegato Massolo - è nata dal fatto che non è ignorabile una realtà come l’India per popolazione, per estensione, per avanzamento tecnologico, per ruolo strategico e per questa dottrina dell’allineamento variabile che il suo governo propugna. Il Centro studi americani, che chiaramente ha come asse di interesse quello di inseguire gli sviluppi della realtà internazionale, con particolare riguardo agli Stati Uniti, non poteva non occuparsi di questo importante attore della scena internazionale. Anche gli americani evidentemente puntano sull’India nell’ambito di un equilibrio globale che vede invece Cina e Stati Uniti come i maggiori rivali strategici di quest’epoca”.
Massolo ha poi commentato i possibili effetti dell’accordo commerciale di libero scambio firmato da Unione Europea e India, dopo circa 20 anni di trattative. “Naturalmente il mercato indiano è un mercato grande - ha sottolineato Massolo - che noi speriamo sia accogliente anche per i prodotti europei e viceversa. Quando si parla di rapporti fra grandi aree economiche integrate bisogna sfruttare le opportunità ma anche guardarsi dalle insidie. Del resto la via di accordi come questi è una via obbligata anche per l’Europa che deve cercare mercati di sbocco in un momento in cui qualche mercato tradizionale, a cominciare da quello americano, invece si chiude”.

(Adnkronos) - “Abbiamo atteso questo accordo di libero scambio tra Unione Europea e India dal 2008, è stato negoziato a lungo ed è sicuramente un accordo di estrema importanza per l’Europa e per l’Italia. Aldilà degli scambi commerciali, della riduzione delle tariffe, del tempo che ci vorrà per applicarlo e delle linee rosse che sono state messe a protezione dei rispettivi settori strategici, il vero sviluppo sarà quello di poter avere partenariati sugli investimenti di natura strategica, sui settori tech, che sono quelli di cui oggi l’India ha bisogno. Insieme ad altri paesi europei possiamo essere fornitori, quindi esistono grandissime prospettive, non immediate, ma sicuramente molto importanti per noi”. Lo ha dichiarato Lorenzo Angeloni, già ambasciatore d’Italia in India, a margine dell’evento “India potenza emergente: crescita, opportunità e impatti globali” organizzato dal Centro studi americani di Roma.
Angeloni ha poi commentato la politica di autonomia strategica dell’India: “È uno dei pilastri su cui questo paese basa le sue ambizioni di grande potenza. Secondo il punto di vista indiano, in un mondo in cambiamento e verso un approccio multipolare, la politica estera dell’India dipende sostanzialmente dall’India. Non ci sono alleanze preconfezionate ma eventualmente rapporti su basi concrete, su questioni non ideologiche. Una politica quindi che deve sapersi destreggiare, date queste premesse, e devo dire che il governo indiano appare in grado con Modi di saperlo fare. Si è registrato un grande incremento di accordi e di relazioni in questi anni, anche con grandi difficoltà nei confronti degli Stati Stati Uniti e della Cina che però vanno gestite accuratamente cercando di evitare che diventino dei conflitti. L’India riesce attraverso questo insieme di leve a gestire un rapporto di politica estera con tutto il mondo”.

(Adnkronos) - “Lo studio realizzato da Engie con la collaborazione di Key to Energy ha evidenziato una prospettiva di grande crescita dei data center in Italia nei prossimi anni, una crescita anche più alta rispetto a quella prevista in Europa. Governarla significa avere a che fare anche con la tematica energia. Noi pensiamo che questa possa essere un'opportunità di competitività e di abilitazione della transizione energetica”. Lo ha detto Monica Iacono, Ceo Engie Italia, commentando i risultati dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso dall’operatore energetico in collaborazione con Key to Energy e presentato a Milano.
Poi prosegue: “Accesso alla rete, approvvigionamenti da rinnovabili stabili e tempi di autorizzazione, autorizzativi certi, sono tutti fattori imprescindibili e abilitanti per cogliere questa opportunità. Engie si propone come operatore integrato su tutta la filiera energetica, quindi in grado di gestire questi progetti complessi dalla tematica energetica alla tematica anche operativa” afferma.
Soffermandosi poi sull’incontro a Milano, osserva: “La sintesi di questa giornata credo sia ben chiara, la trasformazione digitale ed energetica del Paese non è la sfida di un singolo settore, ma richiede il contributo coordinato di tutti gli attori coinvolti. Il digitale sta cambiando radicalmente il modo in cui lavoriamo, impariamo, ci muoviamo, siamo alle prese con una rivoluzione e dietro questa rivoluzione ci sono infrastrutture fisiche che stanno diventando a tutti gli effetti dei pilastri più sensibili del processo di modernizzazione del paese ovvero i data center”.
Infine: “Vogliamo creare un ambiente che abiliti l'interlocuzione tra tutti gli stakeholder, in grado di facilitare il confronto costruendo soluzioni condivise e contribuendo a governare una delle trasformazioni con impatto diretto sulla competitività e sulla sostenibilità del Paese; con questo spirito abbiamo promosso un momento di confronto e con lo stesso spirito intendiamo proseguire il lavoro, facendo dialogare energia e digitale per costruire insieme, un modello di sviluppo solido, sicuro e orientato al futuro”, conclude

(Adnkronos) - “I data center sono un abilitatore fondamentale per il salto industriale del Paese: rappresentano oggi quello che in passato sono state ferrovie e autostrade per lo sviluppo economico”. Sono le parole di Giovanni Savini, dirigente del ministero delle Imprese e del Made in Italy, intervenuto a Milano alla presentazione dello studio ‘Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale’, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy.
Savini ha sottolineato come il settore stia registrando “un segnale di grande attenzione verso l’Italia, sia da parte di operatori nazionali sia internazionali”, evidenziato dall’elevato numero di richieste di connessione per nuovi progetti.
Dal lato istituzionale, ha spiegato, “l’obiettivo è creare le condizioni affinché questi investimenti restino in Italia e arrivino a compimento”.
Tra le misure adottate, Savini ha ricordato le procedure semplificate per i progetti strategici e il lavoro di coordinamento tra amministrazioni: “Abbiamo messo attorno ad un tavolo tutti i soggetti coinvolti, dal ministero dell’Ambiente a Terna, per risolvere criticità concrete e favorire lo sviluppo dei progetti” ha concluso Savini.

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Due reperti archeologici trafugati e battuti all'asta a New York
sono stati recuperati e riportati in Sardegna. Si tratta di una
statuina femminile preistorica di pietra alta circa 35 cm e di un
bronzetto nuragico frammentario, alto poco più di 8 cm.
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(Adnkronos) - In occasione della 64esima edizione della Milano Design Week, Gruppo Saviola conferma il proprio ruolo di riferimento nella cultura del progetto e dell’innovazione sostenibile partecipando alla manifestazione con il suo prodotto di punta, Pannello Ecologico, che sarà protagonista di diverse installazioni che mettono al centro materia, design e responsabilità ambientale.
Tra i principali appuntamenti, dal 20 al 26 aprile, Pannello Ecologico è parte del progetto “Sensory Landscape” di Elle Decor Italia, allestito nello storico Palazzo Bovara in Corso Venezia 51 (Milano). L’installazione, ideata da Piero Lissoni in collaborazione con Antonio Perazzi per il landscape design e con il contributo di netsuke studio per la exhibition design coordination, esplora la sensorialità come strumento di riconnessione profonda con lo spazio. Un invito a rallentare e a riscoprire i cinque sensi attraverso un linguaggio progettuale essenziale, dove la materia diventa elemento narrativo discreto ma centrale. In questo contesto, Pannello Ecologico, attraverso la finitura Zero.Matt Evolution, contribuisce a dare forma a un paesaggio percettivo che riflette i valori di sostenibilità, sottrazione consapevole e cultura del progetto condivisi da oltre 50 aziende.
Durante la Design Week, Pannello Ecologico è inoltre protagonista di altri importanti progetti del Fuorisalone: Presso Galleria Lorenzelli (Porta Venezia – Milano) la mostra “Mask Il Volto Nascosto” di Lorenzelli Arte, allestita con Pannello Ecologico, esplora il potenziale espressivo della materia attraverso l’allestimento e il racconto del prodotto. Un percorso che mette in dialogo design, materia e identità di brand, aperto per tutta la durata della manifestazione.
Altro progetto di grande ispirazione sarà rappresentato dalla presenza di Pannello Ecologico con “Techneteca” promosso da Repubblica del Design, archivio del “saper fare” sostenibile nato per celebrare i 100 anni del complesso scolastico di viale L.Bodio 22 (Milano), è un progetto diffuso con sedi nel capoluogo Lombardo e in Provincia di Venezia.
Il progetto prende forma in un contesto volutamente paradossale: un bunker, che non è solo uno spazio fisico, ma è simbolo di protezione e stratificazione, in cui ciò che normalmente resta invisibile, diventa oggetto di osservazione e confronto. Dedicato ai temi della memoria del progetto, della sostenibilità e della transizione ecologica, “Techneteca” debutta durante la Milano Design Week per poi diventare un archivio permanente, valorizzando il patrimonio storico e culturale del design.
Resta confermata la presenza di Pannello Ecologico all’Adi Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (Milano), con StrippedWood, finitura di grande tendenza in questo contesto che è esposta fino al 4 giugno 2026. Il prodotto Saviola è stato selezionato tra quelli in concorso per il Compasso d’Oro 2026, riconoscendo il contributo dell’azienda alla ricerca sui materiali e all’evoluzione del design italiano.n Attraverso queste installazioni, tutte aperte al pubblico, Gruppo Saviola ribadisce il proprio impegno nella promozione di un design responsabile, capace di coniugare innovazione, estetica e sostenibilità, dimostrando come Pannello Ecologico® possa essere non solo materiale industriale, ma un vero e proprio linguaggio progettuale.

(Adnkronos) - Takeda ha ricevuto il premio Leonardo International 2026, conferito dal Comitato Leonardo a Christophe Weber, presidente e Ceo dell'azienda farmaceutica. La cerimonia ufficiale si è tenuta a Roma presso Palazzo Piacentini nell'ambito della Giornata nazionale del Made in Italy, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e di rappresentanti del mondo imprenditoriale. Il premio Leonardo International celebra ogni anno una personalità che abbia contribuito a rafforzare i rapporti economici e culturali con l'Italia, sostenendone la crescita industriale, scientifica e tecnologica. I diversi riconoscimenti, conferiti dal Comitato Leonardo - nato nel 1993 su iniziativa di Ice (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), Confindustria e di un gruppo di imprenditori - intendono promuovere e celebrare la qualità e il valore delle aziende italiane.
"Il Made in Italy continua a esprimere una straordinaria capacità di attrazione, confermandosi un fattore determinante di successo e competitività a livello globale - ha affermato Sergio Dompé, presidente del Comitato Leonardo - La qualità, la creatività, l'innovazione e il saper fare delle nostre imprese costituiscono un patrimonio unico, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Dati Istat del 2025 sul commercio estero mostrano che nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% rispetto all'anno precedente. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, instabilità delle catene del valore e nuove dinamiche competitive, il Made in Italy è chiamato a rafforzare ulteriormente la propria resilienza e capacità di adattamento. Affrontare queste sfide significa investire ancora di più in innovazione, solidità industriale e presenza sui mercati globali, preservando al contempo l'identità che rende le nostre imprese riconoscibili e affidabili nel mondo".
"Come Comitato Leonardo - ha aggiunto Dompé - rinnoviamo con convinzione il nostro impegno a promuovere e valorizzare le eccellenze del Made in Italy, preservandone l'identità e i valori distintivi. Sostenere queste realtà significa contribuire concretamente alla crescita economica del Paese e al rafforzamento del suo posizionamento internazionale. E' nostro dovere rivolgere lo sguardo tanto ai grandi campioni consolidati che rendono l'Italia protagonista sui mercati globali, quanto alle nuove realtà che rappresentano il futuro del Made in Italy. Per questo dedichiamo particolare attenzione alle imprese più giovani e al ruolo centrale della formazione quale strumento fondamentale per trasmettere competenze, visione e cultura d’impresa alle generazioni future. Investire nel capitale umano significa garantire continuità e nuova linfa al patrimonio di competenze che ci rende unici".
Nella motivazione ufficiale del premio, il Comitato Leonardo - riporta una nota - ha sottolineato come, sotto la guida di Christophe Weber, Takeda abbia rafforzato la propria presenza in Italia attraverso investimenti strategici e attività industriali e di ricerca, consolidando in modo significativo il proprio ruolo nel panorama biofarmaceutico internazionale e nella rete globale del gruppo; un riconoscimento che, conferito sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica e accompagnato ieri dal ricevimento al Palazzo del Quirinale da parte del presidente Sergio Mattarella, assume un particolare valore istituzionale e prestigio. "Takeda è onorata di ricevere questo riconoscimento in occasione della giornata del Made in Italy - ha dichiarato Weber - Da oltre 40 anni contribuiamo allo sviluppo di un ecosistema di eccellenza nelle scienze della vita, in particolare nei siti produttivi di Pisa e Rieti. Siamo orgogliosi del contributo che apportiamo per posizionare l'Italia come centro avanzato di produzione e innovazione, con investimenti che sostengono la ricerca, la produzione avanzata e l'occupazione qualificata. Confidiamo di continuare a realizzare la nostra visione di scoprire e fornire trattamenti che trasformano la vita". Investimenti che si sono tradotti per Takeda Italia anche in un rafforzato posizionamento come centro avanzato di produzione e innovazione, autorizzato all'esportazione verso oltre 50 Paesi, tra cui mercati cruciali come Usa e Cina, oltre a Giappone, Europa e Canada.
"La partnership tra Italia e Giappone è strategica per Takeda e per l'intero ecosistema dell'innovazione - ha spiegato Anna Maria Bencini, General manager di Takeda Italia - Il Premio Leonardo International conferma il valore di una cooperazione fondata su visione condivisa, investimenti e fiducia reciproca. In Italia Takeda ha sempre sostenuto la ricerca e l'industria delle Life sciences attraverso investimenti, competenze qualificate e collaborazione con le istituzioni, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo del Paese come polo d'eccellenza scientifica e produttiva internazionale".
"Il riconoscimento assegnato a Takeda rappresenta un segnale forte del valore che gli investimenti industriali e la ricerca farmaceutica generano per la nostra nazione, sempre di più in produzioni strategiche per salute e sicurezza, come nel caso dei plasmaderivati - ha commentato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria - La capacità di rafforzare il ruolo dell'Italia come hub produttivo e scientifico internazionale, insieme allo sviluppo di collaborazioni strategiche come quella tra Italia e Giappone, conferma quanto il settore delle Life sciences sia centrale per la crescita, l'innovazione e la competitività del nostro sistema industriale. In questo contesto, iniziative come il Premio Leonardo contribuiscono a valorizzare modelli virtuosi di impresa capaci di coniugare innovazione, produzione avanzata e occupazione qualificata, rafforzando l'attrattività dell'Italia a livello globale". E in questa direzione - conclude la nota - Takeda conferma il proprio impegno in R&S per sviluppare una pipeline ampia e altamente innovativa in aree terapeutiche di frontiera. Questo si affianca agli investimenti continui nei suoi oltre 25 siti industriali nel mondo, di cui 8 dedicati ai plasmaderivati, dove la capacità produttiva è aumentata del 65% negli ultimi 4 anni.

(Adnkronos) - Testa e testa nel prime time di ieri giovedì 16 aprile tra 'Stanno Tutti invitati' su Canale 5 (2.469.000 spettatori e il 19.3% di share) e 'Uno Sbirro in Appennino' su Rai1 (3.186.000 spettatori e il 19% di share). Su Rai2 'Ore 14 Sera' ottiene 1.205.000 spettatori e il 6.1%, nella prima parte, e 957.000 spettatori e il 7.9%, nella seconda parte.
Su Rete4 Dritto e Rovescio totalizza 873.000 spettatori, pari al 6.9% di share, seguito da 'Splendida Cornice' su Rai 3 con 977.000 spettatori pari al 6.5% di share, 'Armor' su Italia 1 con 780.000 spettatori e il 4.5% di share e 'In Viaggio con Barbero' su La7, con 414.000 spettatori e il 2.4% di share.
Nell'access prime time, 'La Ruota della Fortuna su Canale 5 totalizza 4.901.000 spettatori pari al 24.4% di share, su Rai 1 'Affari Tuoi' 4.496.000 spettatori pari al 22.6% di share, Cinque Minuti 3.693.000 spettatori pari al 21.4%.
Da segnalare nel mattino di Rai2 l'ottimo ascolto de 'La Pennicanza', con 408.000 spettatori e l'8.9% di share.

(Adnkronos) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in riferimento alla recente pronuncia della Corte costituzionale sulla guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope e stupefacenti, auspica la riconvocazione del tavolo tecnico istituito presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per l'analisi e la revisione delle criticità dell'articolo 187 del Codice della strada. La società partecipa al tavolo in qualità di componente scientifico.
La sentenza n. 10/2026 della Corte costituzionale ha stabilito che guidare dopo aver assunto farmaci oppiacei è punibile solo se c'è un effettivo stato di alterazione psico-fisica che crea condizioni di rischio per se stessi e per gli altri utenti della strada. "Questa sentenza - spiega Siaarti in una nota - ha evidenziato la necessità di una valutazione approfondita delle modalità di accertamento dell'influenza delle sostanze psicoattive sulla capacità di guida e richiamato l'importanza di soglie di concentrazione nei fluidi biologici definite su basi scientifiche. Va sottolineato che l'obiettivo non è indebolire le tutele per la sicurezza stradale, bensì fondare l'accertamento su criteri scientificamente solidi e proporzionati", precisano gli anestesisti-rianimatori.
Siaarti rileva che il tema richiede "un approccio interdisciplinare, fondato su evidenze cliniche e neuroscientifiche, al fine di distinguere oggettivamente tra presenza residua di una sostanza nei fluidi biologici ed effetto farmacologico attivo sulla capacità di guida: una distinzione che ha rilevanti implicazioni sia per la sicurezza pubblica sia per la tutela dei diritti individuali, quale è quello di non soffrire il dolore". La società scientifica degli anestesisti e rianimatori considera pertanto il pronunciamento della Corte costituzionale "un'opportunità significativa per riprendere i lavori del tavolo tecnico in sede ministeriale e per promuovere uno studio coordinato a livello governativo, orientato a elaborare criteri chiari e basati su evidenze scientifiche per l'identificazione di condizioni di effettivo pericolo alla guida e per la salvaguardia della salute pubblica". Siaarti, inoltre, ribadisce la propria piena disponibilità a contribuire, con le proprie competenze tecniche e quelle dei propri soci, ai lavori del tavolo tecnico, allo scopo di "pervenire a un quadro normativo equilibrato che concili la sicurezza stradale con il principio di proporzionalità nell'accertamento dell'idoneità alla guida".

(Adnkronos) - Un bicchiere di acqua calda al mattino o alla sera? E' una delle abitudini di tanti italiani, ma perché in tanti la adottano? "Si dice spesso, con una punta di sarcasmo, che qualcuno ha 'scoperto l'acqua calda' per indicare un'ovvietà. Eppure, a guardare bene la fisiologia umana, questa risorsa così elementare e che pure ha attraversato generazioni e culture (basti pensare alla medicina cinese o all'ayurveda) nasconde benefici che la scienza, oltre che il buon senso, confermano, slegandoli dal mito per ancorarli alla biologia. Non siamo di fronte a una pozione miracolosa, ma a un efficace supporto per il nostro equilibrio interno". Così all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
Al mattino. "Bere acqua tiepida o calda al mattino, a stomaco vuoto (e, magari, anche senza il classico limone), funge da vero e proprio starter per l'organismo - spiega Minelli - Dopo le ore di digiuno notturno, il corpo necessita di un'idratazione immediata e delicata. L'acqua calda è meno 'traumatica' per le mucose gastriche rispetto a quella ghiacciata e favorisce una leggera termogenesi: il corpo, nel tentativo di riequilibrare la temperatura interna, attiva il metabolismo in modo naturale. Oltre all'aspetto metabolico, il calore gioca un ruolo cruciale nella motilità intestinale. Stimolando la peristalsi, l'acqua calda facilita la scomposizione dei residui alimentari e aiuta a contrastare la stipsi, rendendo i processi di evacuazione più regolari e meno difficoltosi".
La sera: digestione e relax. "Se al mattino l'obiettivo è l'attivazione, la sera - prosegue lo specialista - l'acqua calda si trasforma in uno strumento di gestione e recupero. Assunta dopo cena, agisce meccanicamente sui grassi ingeriti, mantenendoli in uno stato più fluido e facilitando il compito degli enzimi digestivi. Ma il beneficio non è solo biochimico - precisa il medico - Il calore ha una nota proprietà vasodilatatrice: rilassa la muscolatura liscia e invia segnali di distensione al sistema nervoso. Questo effetto calmante può abbassare i livelli di stress accumulati durante la giornata, preparando il corpo a un riposo più profondo. Inoltre, favorendo una corretta funzionalità renale e una leggera sudorazione, supporta i naturali processi di escrezione delle tossine".
Oltre il mito: buon senso e temperatura. "E' fondamentale, tuttavia, separare i fatti dalle credenze popolari - puntualizza Minelli - L'acqua calda non è un agente dimagrante diretto; può aumentare il senso di sazietà e supportare il metabolismo, ma non sostituisce una dieta bilanciata. Allo stesso modo, non 'depura' il fegato (organo che provvede autonomamente alle proprie funzioni), ma ottimizza il lavoro dei reni attraverso una migliore filtrazione dei liquidi. Un'ultima nota di cautela riguarda la temperatura: l'acqua non deve mai essere bollente. Superare i 65°C significa esporre i tessuti dell'esofago a rischi inutili e potenzialmente dannosi. Il segreto risiede nel termine 'tiepido' o 'gradevolmente caldo'. Integrare questo gesto nella propria routine non costa nulla e non ha controindicazioni. In un mondo alla costante ricerca dell'ultimo integratore di tendenza, a volte la soluzione migliore è proprio la più semplice. In fondo, 'riscoprire l'acqua calda' non è poi così male come dicono".
Allarme microplastiche. "Ogni settimana ingeriamo mediamente 5 grammi di plastica, l'equivalente fisico di una carta di credito, veicolata principalmente dall'acqua che beviamo. In un contesto dove il 30% degli italiani non si fida più della rete idrica, con picchi di diffidenza del 50% in diverse regioni", sottolinea Nicola Angius, fondatore di Aquamea Spa, che delinea il passaggio dell'acqua da semplice commodity a bene di lusso molecolare. Con un mercato globale della purificazione proiettato verso un valore di 88,8 miliardi di dollari entro il 2034, "la protezione della propria biologia diventa la nuova frontiera dell'eccellenza. Attraverso l'uso di tecnologie a osmosi inversa di nuova generazione e materiali nobili, la gestione autonoma della risorsa idrica si trasforma in un 'gioiello invisibile': un'infrastruttura di precisione che non risponde più solo alla sete, ma alla necessità vitale di sottrarre l'inquinante per difendere la salute e l'ambiente", conclude Angius.

(Adnkronos) - Un bicchiere di acqua calda al mattino o alla sera? E' una delle abitudini di tanti italiani, ma perché in tanti la adottano? "Si dice spesso, con una punta di sarcasmo, che qualcuno ha 'scoperto l'acqua calda' per indicare un'ovvietà. Eppure, a guardare bene la fisiologia umana, questa risorsa così elementare e che pure ha attraversato generazioni e culture (basti pensare alla medicina cinese o all'ayurveda) nasconde benefici che la scienza, oltre che il buon senso, confermano, slegandoli dal mito per ancorarli alla biologia. Non siamo di fronte a una pozione miracolosa, ma a un efficace supporto per il nostro equilibrio interno". Così all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
Al mattino. "Bere acqua tiepida o calda al mattino, a stomaco vuoto (e, magari, anche senza il classico limone), funge da vero e proprio starter per l'organismo - spiega Minelli - Dopo le ore di digiuno notturno, il corpo necessita di un'idratazione immediata e delicata. L'acqua calda è meno 'traumatica' per le mucose gastriche rispetto a quella ghiacciata e favorisce una leggera termogenesi: il corpo, nel tentativo di riequilibrare la temperatura interna, attiva il metabolismo in modo naturale. Oltre all'aspetto metabolico, il calore gioca un ruolo cruciale nella motilità intestinale. Stimolando la peristalsi, l'acqua calda facilita la scomposizione dei residui alimentari e aiuta a contrastare la stipsi, rendendo i processi di evacuazione più regolari e meno difficoltosi".
La sera: digestione e relax. "Se al mattino l'obiettivo è l'attivazione, la sera - prosegue lo specialista - l'acqua calda si trasforma in uno strumento di gestione e recupero. Assunta dopo cena, agisce meccanicamente sui grassi ingeriti, mantenendoli in uno stato più fluido e facilitando il compito degli enzimi digestivi. Ma il beneficio non è solo biochimico - precisa il medico - Il calore ha una nota proprietà vasodilatatrice: rilassa la muscolatura liscia e invia segnali di distensione al sistema nervoso. Questo effetto calmante può abbassare i livelli di stress accumulati durante la giornata, preparando il corpo a un riposo più profondo. Inoltre, favorendo una corretta funzionalità renale e una leggera sudorazione, supporta i naturali processi di escrezione delle tossine".
Oltre il mito: buon senso e temperatura. "E' fondamentale, tuttavia, separare i fatti dalle credenze popolari - puntualizza Minelli - L'acqua calda non è un agente dimagrante diretto; può aumentare il senso di sazietà e supportare il metabolismo, ma non sostituisce una dieta bilanciata. Allo stesso modo, non 'depura' il fegato (organo che provvede autonomamente alle proprie funzioni), ma ottimizza il lavoro dei reni attraverso una migliore filtrazione dei liquidi. Un'ultima nota di cautela riguarda la temperatura: l'acqua non deve mai essere bollente. Superare i 65°C significa esporre i tessuti dell'esofago a rischi inutili e potenzialmente dannosi. Il segreto risiede nel termine 'tiepido' o 'gradevolmente caldo'. Integrare questo gesto nella propria routine non costa nulla e non ha controindicazioni. In un mondo alla costante ricerca dell'ultimo integratore di tendenza, a volte la soluzione migliore è proprio la più semplice. In fondo, 'riscoprire l'acqua calda' non è poi così male come dicono".
Allarme microplastiche. "Ogni settimana ingeriamo mediamente 5 grammi di plastica, l'equivalente fisico di una carta di credito, veicolata principalmente dall'acqua che beviamo. In un contesto dove il 30% degli italiani non si fida più della rete idrica, con picchi di diffidenza del 50% in diverse regioni", sottolinea Nicola Angius, fondatore di Aquamea Spa, che delinea il passaggio dell'acqua da semplice commodity a bene di lusso molecolare. Con un mercato globale della purificazione proiettato verso un valore di 88,8 miliardi di dollari entro il 2034, "la protezione della propria biologia diventa la nuova frontiera dell'eccellenza. Attraverso l'uso di tecnologie a osmosi inversa di nuova generazione e materiali nobili, la gestione autonoma della risorsa idrica si trasforma in un 'gioiello invisibile': un'infrastruttura di precisione che non risponde più solo alla sete, ma alla necessità vitale di sottrarre l'inquinante per difendere la salute e l'ambiente", conclude Angius.

(Adnkronos) - Favorire lo sviluppo di "una cultura condivisa e scientificamente validata su ciò che è realmente la telemedicina nelle sue applicazioni pratiche". Così Francesco Gabbrielli, responsabile Ricerca e sviluppo per l'attività clinica in telemedicina dell'Agenas e docente eHealth, libero professionista, università San Raffaele di Roma spiega, quale responsabile scientifico, l'obiettivo del primo corso formativo erogato tramite la piattaforma web e mobile App Tech2Doc e lanciato nel 2021 dalla Fondazione Enpam, Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. Il corso Fad dal titolo 'Fondamenti di telemedicina per il medico', accreditato Ecm, in collaborazione con 'Doctors Life', è "un percorso dedicato ai medici e agli odontoiatri per generare fiducia nell’uso della telemedicina", chiarisce l’esperto. Proprio per aiutare questi professionisti a padroneggiare la tecnologia digitale, "il corso è partito dalle definizioni delle diverse attività di telemedicina" - televisita, teleconsulto, teleconsulenza, telemonitoraggio, telecontrollo, teleassistenza - "spiegate attraverso lezioni online arricchite da esempi e strumenti didattici".
In Italia, con il Covid-19 e grazie a fondi straordinari del Pnrr, si sta realizzando un vero e proprio sistema nazionale di telemedicina. Questa pratica passa quindi dall'essere un’attività episodica e locale a diventare un sistema coordinato a livello nazionale, con l'obiettivo di potenziare i sistemi sanitari regionali. La telemedicina offre infatti ai medici nuove possibilità di cura e nuovi modelli operativi di cooperazione multidisciplinare, purché si sappia bene come utilizzarla. “La telemedicina esiste da quasi cento anni - sottolinea Gabbrielli - E' invece poco noto, anche tra i medici italiani, il modo corretto di lavorare in telemedicina. Questo per diverse ragioni storiche: la principale è che a livello di sistema e organizzazione nazionale la telemedicina è stata realmente scoperta solo con il Covid nel 2020, nonostante esistessero già molte esperienze anche in Italia, che però erano limitate a pochi esperti del settore. In pochi anni si è quindi cercato di recuperare un gap formativo accumulato nel tempo", relativo ad "alcune difficoltà nella comprensione delle modalità di utilizzo di tecnologie che evolvono molto rapidamente: ciò che non era possibile un anno può diventarlo quello successivo".
Dal punto di vista della partecipazione, "il corso ha ottenuto ottimi risultati". Oltre 17mila professionisti "hanno completato tutte le lezioni e le attività previste - illustra il responsabile scientifico - Anche il livello di soddisfazione è stato molto elevato, tanto da spingere gli organizzatori a pianificare una seconda edizione. In prospettiva futura si intende avviare" anche "una fase evolutiva con moduli più specifici. Queste nuove lezioni - precisa Gabbrielli - saranno dedicate a come lavorare concretamente in telemedicina e a eseguire correttamente le diverse attività, come la televisita, il teleconsulto e la teleassistenza".

(Adnkronos) - "Centinaia di sessioni per l'aggiornamento sulle ultime novità che riguardano la gestione delle malattie dell'apparato digerente, del fegato, del pancreas, dell'endoscopia, ma anche la formazione, le comunicazioni sui tantissimi lavori di ricerca italiana e l'impatto della tecnologia e dell'intelligenza artificiale in gastroenterologia e endoscopia, di particolare interesse e attualità. Saranno inoltre presentati i primi dati di un'indagine realizzata con Agenas per misurare gli esiti per queste patologie, dal punto di vista della salute, ma anche dell'impatto sulla sostenibilità del sistema". Così Sergio Segato, presidente della Federazione italiana delle società delle malattie dell'apparato digerente, comunica all'Adnkronos Salute i temi del 32° Congresso nazionale delle malattie digestive (Cnmd), promosso da Fismad, che riunirà circa 1.500 professionisti a Roma dal 16 al 18 aprile, per uno dei principali appuntamenti scientifici nazionali nell'ambito della gastroenterologia e dell'endoscopia digestiva.
"Abbiamo la percezione che la gastroenterologia in Italia sia sottoconsiderata - spiega Segato - Abbiamo alcuni dati, per esempio, sulla gestione delle emorragie digestive in alcune regioni, che suggeriscono che il ruolo del gastroenterologo e delle Gastroenterologie vada riconsiderato. Non vogliamo essere autoreferenziali: vogliamo un lavoro oggettivo che produca dati utili anche per il decisore: da qui il coinvolgimento di Agenas", l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. "I malati gastroenterologici non sempre finiscono in Gastroenterologia, ma anche in altri reparti medici o chirurgici - chiarisce - Vogliamo verificare se l'andamento della loro situazione patologica è uguale quando sono ricoverati nel reparto specialistico oppure no”. Al congresso saranno presentati i dati principali, "ma il lavoro - precisa il presidente Fismad - sarà sviluppato nel corso dell'anno in modo più analitico. Da Agenas, ente terzo, ci aspettiamo indicazioni sia per il miglioramento interno sia per dare suggerimenti al decisore, basati sul mondo reale”.
Dal punto di vista clinico, "oggi abbiamo diagnosi più precise e terapie endoscopiche meno invasive e cure farmacologiche più targetizzate - afferma Segato - Possiamo dare la terapia giusta al paziente giusto: fino a pochi anni fa le opzioni erano una o due e non c'era possibilità di personalizzazione". Anche la tecnologia ha un impatto importante, "soprattutto sul versante dell'endoscopia digestiva e operativa: ci sono metodiche che di fatto hanno ampiamente soppiantato la chirurgia nella gestione delle patologie biliopancreatiche, ma anche nel trattamento endoscopico dell'obesità, fino all'utilizzo di nuove strumentazioni che permettono di fare, per esempio, anastomosi, cioè collegamenti tra organi differenti".
"L'endoscopia digestiva è uno strumento nelle mani del gastroenterologo che permette non solo la diagnosi, ma anche la terapia e la terapia palliativa di molte patologie che prima erano appannaggio esclusivo del chirurgo - illustra l'esperto - Per esempio, in caso di tumore pancreatico avanzato che ostruisce l'intestino, prima era necessario un intervento chirurgico per garantire l'alimentazione: oggi è possibile intervenire in maniera endoscopica, senza sottoporre il paziente a chirurgia. Si tratta di interventi palliativi, cioè non curano la malattia, ma alleviano sintomi importanti". A livello farmacologico, abbiamo molecole "potentissime e mirate sia per le malattie del fegato di tipo virale, sia per l'epatocarcinoma, sia per le malattie infiammatorie intestinali. Lo sviluppo tecnologico è quindi a 360 gradi, sia sul versante farmacologico sia su quello dei dispositivi per l'endoscopia”.
Per quanto riguarda le prospettive, come società scientifica "lavoriamo su due binari: la formazione e l'interlocuzione con le istituzioni, basata sui dati. Tutto ciò che serve per aumentare la formazione in gastroenterologia, sia teorica sia pratica, è fondamentale - rimarca Segato - Sul coinvolgimento dei giovani, già oggi le comunicazioni scientifiche e le relazioni del congresso sono affidate per circa il 50% a professionisti under 45. Del resto le diverse società scientifiche promuovono durante l'anno numerose iniziative formative. Sull'altro versante - conclude il presidente Fismad - vogliamo essere rigorosi e fornire dati utili al decisore, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni, per programmare sulla base della realtà clinica".

(Adnkronos) - Donald Trump torna al centro delle polemiche dopo aver ricondiviso su Truth Social un’immagine che lo ritrae insieme a Gesù in una rappresentazione dal forte impatto simbolico e politico.
Il post originale, pubblicato da un account chiamato 'Irish for Trump', mostra Gesù che abbraccia il presidente degli Stati Uniti. Sullo sfondo, una luce intensa illumina la bandiera americana, mentre i due appaiono affiancati con un’aureola sopra il capo. Nella didascalia si legge: “Non sono mai stato un uomo molto religioso. Ma non mi sorprende che con tutti questi mostri satanici, assassini di bambini, Dio si giochi la carta Trump”.
Trump ha rilanciato il contenuto aggiungendo un commento personale: “Ai pazzi della sinistra radicale potrebbe non piacere, ma io lo trovo davvero carino”.
Il nuovo post arriva pochi giorni dopo le polemiche seguite a un’altra immagine generata dall’IA, in cui Trump appariva in una versione assimilata a una figura cristica “guaritrice”. In quell’occasione, Trump aveva inizialmente minimizzato le critiche, sostenendo che l’immagine lo rappresentasse come un medico, cancellando poi il post.
Negli ultimi giorni, inoltre, non sono mancati attacchi del presidente al Pontefice, in un clima di crescente tensione tra la Casa Bianca e il Vaticano.

(Adnkronos) - Il duca e la duchessa di Sussex hanno fatto visita ai sopravvissuti alla sparatoria di Bondi Beach e i soccorritori, nel quarto giorno del loro tour in Australia. Bagnini volontari e leader della comunità hanno incontrato Harry e Meghan sulla spiaggia di Sydney, dove a dicembre 15 persone sono morte e 40 sono rimaste ferite durante una celebrazione della festività ebraica della Hanukkah. La coppia ha visitato diverse città dell'Australia orientale, tra cui Canberra e Melbourne. I Sussex sono arrivati stamattina al Bondi Surf Bathers' Life Saving Club, dove hanno parlato con Jessica Chapnik Khan e Elon Zizer, entrambi sopravvissuti alla sparatoria mentre proteggevano i loro figli. Anche i bagnini di Bondi, acclamati come eroi per aver protetto i passanti durante l'attacco, hanno incontrato la coppia.
Erano presenti anche i rappresentanti del Sydney Jewish Museum, che sta inaugurando una mostra dedicata all'attentato, i quali hanno definito la visita del principe Harry e di Meghan "davvero speciale". La coppia è stata poi accolta dai fan che si erano radunati lungo la scalinata della Sydney Opera House, dove è salita a bordo di una barca per partecipare a un evento velico organizzato da Invictus Australia. In segito l'incontro con il veterano Joel Vanderzwan al porto, il quale ha regalato loro delle infradito personalizzate con i messaggi "G'day Hazza" e "G'day Megs" (espressioni colloquiali per dire "Buongiorno Harry" e "Buongiorno Meghan". Dopo aver accettato i regali, Harry ha scherzato dicendo che di solito riceve "costumi da bagno a slip" da Invictus Australia.
La coppia si è poi diretta al largo con un'imbarcazione progettata per essere accessibile alle sedie a rotelle, in modo che i veterani feriti possano salirvi a bordo. Nel 2018, il principe Harry annunciò che l'Australia avrebbe ospitato gli Invictus Games, una competizione da lui fondata nel 2014 per i veterani militari feriti. Si tratta del primo viaggio in Australia per la coppia dal tour del 2018. Michael Hartung, amministratore delegato di Invictus Australia, ha descritto il ritorno di Harry e Meghan al porto di Sydney come un "momento che chiude un cerchio". La coppia non svolge più attività reali e ha visitato il Paese a titolo privato.

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(Adnkronos) - Una ragazzina di 16 anni, originaria di Reggio Emilia ma a Roma in gita scolastica, è stata ferita ieri pomeriggio da alcune parti di impalcatura cadute dal cantiere della facciata della chiesa di Sant'Ignazio, nel centro storico della Capitale. Le lastre in ferro, finite a terra, sono rimbalzate finendo addosso alla studentessa, trasportata non in gravi condizioni all'ospedale Bambino Gesù. Sul posto gli agenti della Polizia Scientifica, del commissariato Trevi e i carabinieri Tutela Patrimonio Culurale.
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CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
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ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia