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(Adnkronos) - Finire nell’oblio è forse una delle paure più grandi di ogni essere umano. Vivere sapendo che un giorno nessuno ricorderà più chi sei stato, cosa hai fatto, cosa hai lasciato. Van Gogh, durante la sua vita, aveva venduto un solo dipinto. Solo dopo la morte il mondo si è accorto davvero del valore della sua arte. Ci sono artisti che vengono capiti troppo tardi. E poi ce ne sono altri che riescono a vedere il peso della propria eredità mentre sono ancora qui. Che assistono in prima persona al momento in cui la loro storia smette di appartenere solo a loro e diventa di tutti. ‘King Marracash’ parte proprio da questo: dal bisogno di fermare un momento preciso della vita e della carriera di un rapper che si è costruito da solo. Parte proprio dal bisogno di custodirlo quel momento prima che il tempo lo trasformi in ricordo.
Il film documentario su Fabio Bartolo Rizzo - prodotto da Groenlandia e Disney+ e diretto da Pippo Mezzapesa, arriva al cinema dal 25 al 27 maggio - e racconta il suo 2025, arrivato dopo un anno di traguardi e consacrazioni. In una delle sue prime interviste Marracash diceva che il suo sogno più grande era cantare a San Siro. Oggi quel sogno lo ha messo in tasca. Insieme a un disco di diamante per ‘Persona’, l’album che ha segnato un prima e un dopo nella sua carriera, e un Block Party nel quartiere dove è cresciuto e dove è tornato da re.
Ma la forza di ‘King Marracash’ sta proprio qui: nel fatto che Fabio abbia scelto di raccontarsi senza nascondersi più. Attraverso la musica, le persone che ama e quelle che lo hanno accompagnato fino a qui. Quella famiglia che Marracash ha sempre tenuto lontana dai riflettori. Forse perché, dopo che la storia con Elodie è finita sulla bocca di tutti - fino al palco del Festival di Sanremo - Fabio ha imparato la lezione, e cioè quanto possa essere violento lasciare entrare il mondo nella propria intimità.
C’è un fratello, Mirko, che Marra definisce il suo opposto. Si è costruito una famiglia, ha avuto dei figli. Tutte quelle cose che lui racconta in ‘Dubbi’ e osserva da lontano, quasi con la paura di non poterle meritare davvero. Poi c’è un padre, Salvatore - in perfetto stile siciliano - e una madre, Filippa, che lo hanno cresciuto come meglio potevano. Prima Nicosia, piccolo paese dell’entroterra siciliano, poi Milano, lo sfratto, fino alla Barona. La storia di questa famiglia sembrava già scritta. Persino il nome ‘Marracash’ nasce da quella sensazione di sentirsi diverso: da bambino lo chiamavano ‘marocchino’, ‘Marrakech’, per quei lineamenti mediterranei e per le sue origini siciliane. Fabio ha preso quel soprannome e lo ha trasformato in un’identità. In qualcosa che oggi tutti conoscono.
La storia di questa famiglia sembrava già scritta. E invece no. Marracash ha preso quella rabbia sociale, l’ha trasformata in parole e si è costruito una carriera barra dopo barra. Perché il 2025, per lui, ha significato soprattutto questo: chiudere dei cerchi. Prima ancora che davanti agli altri, davanti a sé stesso.
Nel docufilm Marra racconta anche il suo rapporto ‘malato’ con l’insonnia. Un problema che si trascina da quando era bambino, da quando per lasciarsi andare beveva di nascosto qualche bicchiere del vino di suo padre. E che ancora oggi continua a tormentarlo. Un male apparentemente incurabile, che Fabio prova a zittire con anni di sonniferi. Più che un’abitudine, quasi una sopravvivenza. In ‘King Marracash’ si mette a nudo davvero come forse non aveva mai fatto prima. I suoi genitori sono lì, nella loro umiltà disarmante. Un padre e una madre commossi sotto al palco mentre Fabio, tornato a Nicosia, riceve la cittadinanza onoraria.
C’è anche Elodie. Poche settimane fa l’abbiamo vista salire sul palco del ‘MARRA BLOCK PARTY’ alla Barona, mandando il pubblico completamente in tilt. Un’immagine, un momento che li ha rivisti insieme, che nessuno dimenticherà facilmente. C’è Guè, compagno di 'Santeria' e fratello prima ancora che collega. C’è Paola Zukar, la manager che Marracash considera uno dei pilastri fondamentali della sua vita. C’è il suo produttore, che accompagna ogni sua scelta artistica. E poi c’è una figura fondamentale: lo psicoterapeuta. Una persona che, negli anni, lo ha aiutato a scavarsi dentro, a fare i conti con quel bisogno costante di rincorrere l’euforia anche quando il mondo intorno tace.
È da lì che nasce il dualismo Fabio-Marracash. Un conflitto interiore che lui ha trasformato in una trilogia e in un tour negli stadi. C’è chi ha visto Fabio diventare Marracash e Marracash arrendersi a Fabio. Due anime che per troppo tempo si sono fatte la guerra, fino a capire di non poter esistere davvero l’una senza l’altra.
La sua storia artistica è una delle più particolari degli ultimi anni. Marracash pubblica ‘Persona’ il 31 ottobre 2019. Un album che sembrava un rischio: intimo, vulnerabile, diverso da tutto quello che aveva fatto prima. Poi arriva il successo. E con lui ‘Noi, loro, gli altri’ nel 2021. Dopo ancora, anni di silenzio. Quasi sparisce. Non perché manchi qualcosa da dire, ma perché Marracash è uno di quelli che hanno bisogno di chiudersi in una bolla prima di tornare a raccontarsi davvero. Così, all’improvviso, il 13 dicembre 2024 arriva ‘È finita la pace’. Un album che suona come uno sfogo: denuncia sociale, disillusione, ma anche voglia di rimettersi in discussione e ricominciare ancora una volta.
Forse perché la sua storia personale lo ha segnato profondamente. Forse perché partire dal nulla - da una “famiglia del ceto medio-basso” - e arrivare a diventare il King del Rap lascia addosso qualcosa che non passa mai davvero. Oggi Marracash è una delle penne più potenti e rispettate della scena musicale. Uno di quelli che hanno aperto la strada anche ad artisti come Sfera Ebbasta e Achille Lauro. Eppure, a guardarlo bene, sembra che una parte di Fabio faccia ancora fatica ad accettare davvero a tutto questo. Perché dentro di lui è rimasto quel ragazzo della Barona che viveva di strada e rubava motorini. Un figlio di genitori siciliani che cercava nelle barre un modo per non sentirsi inghiottito e trasformava i pensieri più bui in poesie. Marracash fa qualcosa che forse non siamo più abituati a vedere. In un mondo musicale dove si parla spesso di droga, sesso e soldi, lui parla delle proprie debolezze. Delle fragilità. Di quella emotività maschile che spesso viene soffocata.
Per la prima volta nella sua carriera spiega anche il vero significato di 'Crudelia'. Forse il suo brano più streammato. Un amore viscerale, che toglie il fiato, ma non nel modo giusto. Un amore che marcisce prima ancora di nascere, che diventa tossico. Un amore che gli ha tolto tanto, ma che gli ha restituito tutto sotto un'altra veste: il successo. “Mentire senza emozioni, come fai?/ Il mio amore è marcito in odio”. È il pezzo durante cui ai concerti si spengono le luci e si accendono migliaia di torce. Quello che canti a squarciagola mentre lasci uscire tutto il dolore che hai dentro. Ed è strano pensare che una persona così amata possa sentirsi ancora così sola. Di giorno ci sono i fan, gli stadi, l’affetto, le persone che ti vedono come un idolo. Poi arriva la notte. E con lei il silenzio. Una testa che non smette mai di pensare, di muoversi, di fare rumore.
Fabio e Marracash hanno imparato a convivere. E nel 2025 Marracash sembra aver capito che, per chiudere certi cerchi, serve trovare una forma di pace interiore. E che per aprirne di nuovi bisogna avere il coraggio di raccontare la propria storia fino in fondo. La storia di un bambino che si vergognava perché sua madre faceva le pulizie nelle case dei compagni di scuola. La storia di un bambino che non avrebbe mai immaginato che tutto questo potesse diventare reale. Eppure è successo. Ma nemmeno alzare un disco di diamante tra le strade della Barona è bastato davvero. Nemmeno cantare in via Enrico De Nicola, nel posto dove anni fa usciva per spacciare, è bastato. Perché certi traguardi non riescono mai a riempire del tutto quello che hai dentro.
Forse è anche per questo che la notte non riesce a dormire. Perché è difficile accettare di aver realizzato davvero tutto ciò che sognavi. E forse, a volte, basterebbe guardare gli occhi di una madre orgogliosa per capire fino in fondo cosa si è diventati. Marracash è questo. E molto altro. Lui lo sa. Fabio forse lo sta ancora capendo. Ma una cosa è certa: l’oblio non gli appartiene. La sua storia è ancora all’inizio.
Arriveranno altri album, altri successi, altri pezzi di vita da raccontare. Lui sta ancora scrivendo il suo libro. Noi, forse, siamo solo a metà. Ma sì, l’oblio non gli appartiene. Viva la musica. E viva chi nella musica riesce ancora a raccontare le proprie fragilità senza vergognarsene. Viva Marracash, che è riuscito a costruirsi un'identità da zero. E viva Fabio, che i suoi sogni a occhi aperti è riuscito a renderli reali. (di Marica Di Giovanni)

(Adnkronos) - La Commissione europea sta "esaminando" la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per far fronte alla crisi energetica ed è "pronta a reagire agli sviluppi", pur tenendo in considerazione l'esistenza degli stabilizzatori automatici e le limitazioni fiscali dei Paesi Ue. Lo dichiara il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis nel corso della conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche primaverili dell'Ue.
"In termini di flessibilità fiscali, sì, stiamo esaminando questa risposta politica e ciò che deve essere fatto anche sul fronte della politica fiscale e siamo pronti a reagire agli sviluppi", risponde a una domanda sull'eventuale utilizzo della flessibilità già concessa dall'esecutivo Ue per l'aumento delle spese della difesa. "Ma ho già delineato i parametri principali, sia in termini di flessibilità che esistono già in un quadro che possiamo lasciare agire come stabilizzatori automatici, come anche alcune parole di cautela sulle limitazioni che affrontiamo in termini di spazio fiscale", aggiunge il commissario Ue.
Per quanto riguarda il potenziale peggioramento delle previsioni economiche Ue rispetto alle proiezioni presentate oggi, Dombrovskis evidenzia che la finestra per la normalizzazione ipotizzata nel 2027 secondo lo scenario di base "si sta effettivamente restringendo. Detto questo, il nostro scenario di base rimane il nostro scenario principale che useremo anche per valutare la performance fiscale degli Stati membri e così via". L'analisi degli scenari "si basa su determinate ipotesi" tra cui "le curve future dei mercati energetici, ovvero quali sono le aspettative del mercato in termini di evoluzione dei prezzi dell'energia, mentre la valutazione dello scenario si basa solo su determinate ipotesi", aggiunge, spiegando che se i prezzi dell'energia rimangono più alti più a lungo l'esecutivo Ue ne terrà conto nella sua analisi.
Le previsioni economiche di primavera dell'Ue, pubblicate oggi dalla Commissione europea, rivedono al ribasso le previsioni di crescita del Pil dell'eurozona, che cala a 0,9% nel 2026 e 1,2% nel 2027 rispetto all'1,2% e 1,4% indicati dalle previsioni dello scorso autunno. L'esecutivo Ue si aspetta che l'inflazione raggiunga il 3% nel 2026 e cali al 2,3% nel 2027, un netto incremento rispetto allre previsioni autunnali dell'1,9% e 2% rispettivamente. Analogamente, il Pil dell'intera Unione passa da una crescita prevista dell'1,4% all'1,1% nel 2026, per poi tornare all'1,4% nel 2027. Le previsioni economiche primaverili vedono l'inflazione Ue al 3,1% nel 2026, un punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti, e un attenuamento al 2,4% nel 2027.
L'indebolimento dell'attività economica si deve principalmente al conflitto in Medio Oriente, l'innesco di un "nuovo choc energetico" che "riaccende l'inflazione e scuote il sentiment economico", come spiega l'esecutivo Ue. A febbraio 2026 si prevedeva che l'economia dell'Unione continuasse a espandersi, seppure a un "ritmo moderato", e che l'inflazione calasse ulteriormente, ma le prospettive sono cambiate "sostanzialmente" dall'inizio del conflitto, con l'inflazione che ha cominciato a salire poche settimane dopo il suo inizio per via del forte aumento dei prezzi di petrolio e gas, e l'attività economica sta "perdendo slancio". Secondo la Commissione , la situazione "è destinata a migliorare leggermente nel 2027 se le tensioni sui mercati energetici si allenteranno".
"Il principale rischio che circonda la previsione riguarda la durata del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni per i mercati energetici globali. Dato l'insolito grado di incertezza, e la finestra sempre più ristretta per una rapida normalizzazione delle condizioni di offerta, la previsione di base è integrata da uno scenario alternativo che ipotizza perturbazioni più prolungate", scenario in cui i prezzi delle materie prime energetiche saliranno "significativamente" al di sopra delle curve dei futures di base, raggiungendo il picco a fine 2026 prima di riallinearsi gradualmente con esse entro la fine del 2027. In questo scenario, "l'inflazione non si attenuerebbe e l'attività economica non riuscirebbe a riprendersi nel 2027 come previsto nella previsione di base", con prezzi più elevati che potrebbero spingere famiglie e imprese a ridurre in modo più marcato i consumi e gli investimenti.
Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027.
Secondo l'esecutivo europeo, l'incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all'andamento del debito, "nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d'imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti". Resta invece "limitato" l'effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari.
Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, "sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari", dal 146,1% registrato nel 2025.
Conti pubblici: previsioni Ue, debito/pil Italia a 139,2% entro fine 2027
Il rapporto tra debito e Pil italiano è destinato a raggiungere il 139,2% entro la fine del 2027, crescendo dal 137,1% registrato nel 2025. È quanto emerge dalle previsioni economiche primaverili rilasciate dalla Commissione europea, che segnano un netto peggioramento rispetto al 137,2% previsto dalle previsioni dello scorso autunno per la fine del 2027.
Secondo l'esecutivo europeo, l'incremento è riconducibile a un differenziale tra tassi di interesse e crescita sfavorevole all'andamento del debito, "nonché a consistenti aggiustamenti stock-flusso legati ai crediti d'imposta per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno gravato sul disavanzo negli anni precedenti". Resta invece "limitato" l'effetto di riduzione del debito derivante dagli avanzi primari.
Se confermate, le previsioni economiche vedrebbero il rapporto debito pubblico/Pil italiano superare quello greco nel 2027, che dovrebbe scendere al 134,4%, "sostenuto dalla robusta crescita del Pil nominale e dai persistenti avanzi di bilancio primari", dal 146,1% registrato nel 2025.

(Adnkronos) - Governi, big tech, hyperscaler, grandi gruppi industriali e alcuni dei più importanti scienziati mondiali per discutere il futuro di quantum computing, artificial Intelligence, Hpc ed energia: è il programma di World Tech Conference di Milano.
Tra gli oltre 200 speakers attesi ci sono Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per Tech Sovereignty, Security and Democracy, insieme ad alcuni dei maggiori fisici e matematici contemporanei, tra cui Alain Connes, Medaglia Fields e Premio Crafoord, Michele Parrinello del Politecnico di Zurigo, Gian Francesco Giudice del Cern, Thibault Damour dell’Ihés, Jürg Fröhlich dell’Eth Zürich, Alan Baratz di D-Wave Quantum Inc. e Hidetoshi Nishimori, considerato uno dei padri teorici del quantum annealing. È inoltre previsto un contributo speciale del Premio Nobel Giorgio Parisi.
Tra i protagonisti centrali della conferenza vi sarà D-Wave, azienda pionieristica del quantum computing applicato, oggi riconosciuta a livello internazionale per avere trasformato il quantum da tec-nologia sperimentale a piattaforma industriale operativa. I sistemi quantum annealing di D-Wave, con oltre 4.400 qubit e architetture avanzate dedicate all’ottimizzazione computazionale - viene ricordato nel comunicato stampa di lancio di World Tech Conference - vengono oggi utilizzati per affrontare problemi considerati tra i più complessi al mondo e spesso intrattabili dai computer classici, quali ad esempio: ottimizzazione finanziaria e bancaria, gestione del rischio, logistica avanzata, reti energetiche intel-ligenti, telecomunicazioni, AI infrastructure optimization, supply chain, ricerca farmaceutica, drug discovery, simulazione molecolare, difesa, cybersecurity e gestione di infrastrutture critiche".
Il tema centrale del World Tech Conference sarà infatti la convergenza tra Quantum Computing, AI ed energia, in una fase storica in cui c’è una crescita esplosiva che sta creando una domanda ed una offerta senza precedenti di capacità computazionale ed efficienza energetica. Secondo gli organizzatori, il quantum computing rappresenta oggi una delle poche tecnologie capaci di intervenire concretamente sull’ottimizzazione di sistemi industriali complessi, riducendo costi energetici, tempi computazionali e inefficienze infrastrutturali.
L’obiettivo del World Tech Conference - viene spiegato nella nota - "è trasformare Milano e la Lombardia nel principale punto di convergenza europeo tra governi, industria e ricerca avanzata sulle nuove architetture computazionali". La presenza di D-Wave assume in questo contesto "un valore altamente strategico anche per il posizionamento dell’Italia all’interno del nuovo scenario tecnologico europeo, sempre più orientato verso capacità computazionale sovrana, AI industriale, medicina computazionale e infrastrutture energetiche avanzate".
Il World Tech Conference punta inoltre a favorire la partecipazione dei principali player mondiali del settore quantum, creando in Italia il primo grande tavolo europeo dedicato al futuro industriale del Quantum Computing. Milano si prepara così ad ospitare uno dei più importanti eventi europei dedicati alle tecnologie strategiche del prossimo decennio.

(Adnkronos) - La Germania accelera sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di concedere a Kiev lo status di “membro associato” dell’Ue, come passaggio preliminare all’adesione completa, destinata però a richiedere tempi lunghi e negoziati complessi. "E' evidente che non saremo in misura di portare a termine il processo di adesione in un futuro prossimo, tenendo conto degli innumerevoli ostacoli e delle complessità politiche del processo di ratifica", ha scritto in una lettera ai vertici dell'Ue, anticipata dall'Afp. Di conseguenza, Berlino propone la concessione a Kiev dello status di "membro associato", "tappa decisiva" prima dell'adesione a tutti gli effetti.
Merz sottolinea nella lettera inviata, fra gli altri, al Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, e alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non si tratterà in alcun modo di una "associazione light", al ribasso. Tale status consentirà all'Ucraina di partecipare ad alcune riunioni del Consiglio europeo, di disporre di un commissario 'associato', e di deputati europei 'associati'.
L'Ucraina ha ottenuto nel 2023 lo status di candidato ufficiale all'adesione all'Ue ma i negoziati di adesione sono stati frenati dal veto dell'Ungheria di Viktor Orban. La vittoria di Peter Magyar alle elezioni dello scorso 12 aprile, cambia la situazione. La Germania e la maggior parte degli altri Paesi europei auspicano che i negoziati possano ora iniziare effettivamente. Ma si tratterà di trattative lunghe e difficili, in particolare sul settore dell'agricoltura.

(Adnkronos) - “Come agenzia spaziale noi lavoriamo con tecnologie che mettono in connessione persone e dati su grandissima scala. Il problema oggi è come tradurre questi mezzi di comunicazione ai ragazzi per trasmettergli dei valori”. Lo ha detto Jacopo Tirillò, componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana nel suo intervento alla Maratona del Bullismo 2026 organizzata dall'Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile al palazzo dell'Informazione dell'Adnkronos. Al centro del panel di oggi il tema del linguaggio mediatico moderno e di come il fenomeno del bullismo sia rappresentato nel mondo digitale. “Il linguaggio è sempre lo stesso, ma la società di oggi è cambiata e il mondo digitale è diventato un’assuefazione”, ha sottolineato Tirillò affrontando i tanti sistemi mediatici “che mettono i ragazzi all’interno di una lavatrice di stimoli, dove i giovani si trovano di fronte a una realtà con sistemi differenti dal nostro passato”. Comprendere questi cambiamenti è alla base per avvicinarsi alle nuove generazioni. “La nostra vita frenetica ci vieta l’ascolto, ma se rallentiamo forse riusciamo a capire il sistema di disagio in cui si trovano a vivere i giovani di oggi”.

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(Adnkronos) - Geni killer e cicatrici sul cuore tra le cause nascoste della morte improvvisa anche di giovani e sportivi apparentemente sani. E' quanto emerge da tre studi internazionali coordinati dalla Società Italiana di Cardiologia (Sic), pubblicati su JAMA Cardiology, European Heart Journal e JACC: Heart Failure. Secondo quanto si legge, "alcune mutazioni genetiche e la presenza di cicatrici nel tessuto muscolare cardiaco, rilevabili solo tramite risonanza magnetica cardiaca, possono essere cause nascoste di arresti cardiaci improvvisi e finora inspiegati, anche in individui giovani e sportivi apparentemente sani e con esami di routine come l'ecocardiogramma spesso completamente nella norma". Le ricerche, spiega la Sic, "delineano in modo più preciso il profilo di rischio per morte cardiaca improvvisa", proponendo un cambio di paradigma nella valutazione del pericolo e in prevenzione. Nuovi parametri "chiave per decidere se impiantare un defibrillatore anche in chi ha un cuore apparentemente sano".
Gli studi evidenziano la necessità di "un approccio innovativo che superi il tradizionale paradigma clinico, che ormai potremmo definire superato, basato esclusivamente sulla frazione di eiezione, parametro grossolano che stima la capacitá del cuore di pompare sangue". Afferma Gianfranco Sinagra, presidente della Sic e direttore della Scuola di specializzazione e della Struttura complessa di Cardiologia dell'università di Trieste: "La stima, peraltro grossolana, della funzione sistolica del ventricolo sinistro ha rappresentato per decenni il principale parametro nella valutazione del rischio di aritmie fatali, ma le nostre ricerche stanno espandendo i confini della quantificazione del rischio clinico introducendo nuovi parametri. Ci sono pazienti portatori di mutazioni genetiche maligne che, nonostante presentino un cuore apparentemente sano, vanno incontro ad aritmie fatali senza sintomi premonitori, mentre altri, seppur presentando un'importante compromissione della funzione sistolica, sembrano immuni ad eventi aritmici gravi. Questo significa che il solo parametro della capacità del cuore di pompare sangue non è sufficiente a indirizzare le decisioni cliniche per prevenire episodi potenzialmente fatali".
"I 3 studi - riassume Sinagra - forniscono un nuovo paradigma per la prevenzione e la valutazione del rischio di morte cardiaca improvvisa nei giovani individui, che non può più fondarsi su un parametro unico, ma richiede un approccio che integri genetica, salute del tessuto muscolare valutata con imaging avanzato e storia clinica individuale, calibrati sulla condizione specifica di ciascun paziente, per una vera medicina di precisione".
I primi 2 studi, dettaglia la Sic in una nota, si focalizzano sul ruolo della genetica per la prevenzione della morte improvvisa. Il primo, pubblicato su 'Jama Cardiology', ha analizzato 308 portatori di una mutazione della proteina strutturale del muscolo cardiaco, filamin C, raccolti in 19 centri internazionali specializzati nella gestione delle malattie del muscolo cardiaco. "Si tratta di una proteina che ha la funzione di tenere ancorate le fibre muscolari durante le contrazioni cardiache - illustra Sinagra, co-autore del lavoro - Quando il gene che la produce (Flnc) presenta una variante 'troncante', la proteina viene espressa in modo incompleto o non viene prodotta affatto. Il risultato è che le cellule cardiache perdono stabilità diventando estremamente vulnerabili alle aritmie maligne. Un paziente può avere un cuore di dimensioni e morfologia normali, che pompa sangue normalmente, senza che vi siano sintomi rilevanti e tuttavia essere a rischio di aritmie anche fatali. E' per questo che il criterio tradizionale per impiantare un defibrillatore, basato sulla funzione sistolica ventricolare sinistra stimata all'ecocardiografia, può essere fallace".
"Lo studio - specifica Marta Gigli della Cardiologia di Trieste, primo autore della ricerca e coordinatrice di un network internazionale - è riuscito anche a definire esattamente il rischio di aritmie fatali e, nel corso del follow-up, quasi 1 paziente su 5 ha subito un evento maggiore, con un'incidenza annuale di 4 casi ogni 100 persone, che sale a 8 nel primo anno dalla diagnosi, confermando l'importanza di un inquadramento precoce. Abbiamo quindi identificato 5 variabili che, combinate insieme, permettono di stimare precocemente il rischio individuale prevenendo eventi potenzialmente letali". Le variabili sono "età, sesso maschile, storia di sincopi, presenza di episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta e la frazione di eiezione - elenca Marco Canepa dell'università di Genova, che ha contribuito allo studio - Con questi semplici parametri è possibile calcolare il rischio individuale di evento aritmico nei successivi 12-72 mesi, con un'accuratezza che supera quella garantita dai mezzi raccomandati dalle linee guida europee".
"Abbiamo inoltre rilevato - aggiunge Gigli - che il rischio di aritmie non cresce progressivamente al peggiorare della capacità contrattile del cuore, ma che al di sotto del 58% il rischio rimane sostanzialmente lo stesso. Il pericolo, quindi, rimane sostanzialmente invariato per valori molto bassi o solo lievemente ridotti, svuotando sostanzialmente di significato lo stesso parametro. In questi pazienti quindi la sola frazione di eiezione potrebbe portarci a non proteggere chi è a effettivo rischio".
Anche il secondo studio, pubblicato sullo 'European Heart Journal', si concentra sul ruolo della genetica focalizzandosi sulle forme cardiomiopatia non-dilatata del ventricolo sinistro (Ndlvc), un sottotipo di cardiomiopatia introdotto formalmente dalle linee guida europee solo nel 2023. "In questa condizione il cuore non si dilata e la funzione sistolica può risultare normale all'ecocardiogramma, mentre nel tessuto muscolare sono presenti cicatrici espressione di fibrosi del cuore visibili soltanto alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto", descrive Marco Merlo, co-autore del lavoro. Su 337 pazienti seguiti in 2 grandi centri italiani e validati su una coorte indipendente di 216 casi in 11 centri europei, il 15% ha subito un evento aritmico maggiore entro i successivi 5 anni. "Lo studio ha identificato 7 parametri - indica Merlo - e da questi dati è nato un nuovo punteggio che permette di inquadrare i pazienti in 4 classi di rischio con una probabilitá di eventi a 5 anni che va da meno del 5% a oltre il 40%, orientando in tal modo la decisione se impiantare o meno un defibrillatore. Prima di questo studio non avevamo a disposizione strumenti per questa specifica manifestazione di malattia e il rischio era di sbagliare in entrambe le direzioni: sovra-trattare chi non ne ha bisogno, o non trattare chi invece è davvero in pericolo".
Il terzo tassello arriva da 'Jacc Heart Failure'. L'ultima ricerca firmata dalla Sic ha studiato un gene ancora poco noto, Nexn, che codifica per la proteina nexilin e potrebbe essere alla base di una nuova forma di cardiomiopatia aritmogena finora ampiamente sconosciuta. In uno studio condotto attraverso la collaborazione di 12 centri internazionali, coordinato da ricercatori italiani e che ha visto la partecipazione delle università di Udine, Brescia, Firenze e Trieste , le varianti troncanti di Nexn sono risultate significativamente più frequenti nei pazienti con cardiomiopatia rispetto alla popolazione generale. "Anche in questo caso - avverte Matteo Dal Ferro della Cardiologia di Trieste - il cuore appare normale, il ventricolo non è dilatato e la funzione sistolica è solo moderatamente ridotta. Eppure, nel 64% dei casi la fibrosi del muscolo cardiaco è estesa, e 1 paziente su 4 sviluppa aritmie ventricolari maggiori nel follow-up, con un rischio simile a quello dei portatori di mutazioni del gene filamin C".
(Adnkronos) - "È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste...ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta, non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero, ogni pensiero è rivolto ai feriti alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all'incubo di sabato". Inizia così un lungo messaggio audio che, tra le lacrime, pronuncia la sorella di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha deliberatamente investito e ferito sette passanti in centro a Modena.

(Adnkronos) - Il mercato italiano del risparmio presenta un evidente paradosso strutturale: alla forte propensione teorica alla pianificazione non corrisponde un'effettiva capacità di trasformare le intenzioni in scelte concrete a lungo termine. Satispay, la super App che rende semplice e accessibile la gestione del denaro e dei servizi finanziari, compie un nuovo passo nel suo impegno per trasformare gli italiani da risparmiatori a investitori. Dopo il Salvadanaio Remunerato e la sezione Investimenti, amplia oggi il suo raggio d'azione nel welfare aziendale con il servizio di Educazione previdenziale: un percorso strutturato per dare ai dipendenti piena consapevolezza nel costruire una sicurezza economica per il proprio futuro, anche alla luce delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025, n. 199) in materia di previdenza complementare, tra cui la portabilità del contributo datoriale, operativa dal 31 ottobre 2026. (VIDEO)
Alberto Dalmasso, Ceo e co-founder Satispay, spiega: “Con il servizio di Educazione previdenziale vogliamo colmare un gap informativo che riguarda l'intero sistema. Il 48% dei lavoratori lascia il Tfr in azienda per inerzia, non per scelta consapevole, e quasi 6 giovani su 10 si dichiarano disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali, a patto di trovare formati più semplici e qualcuno di cui fidarsi. La tecnologia offre opportunità di accesso straordinarie, ed è quello che facciamo ogni giorno con Satispay. Ma i dati ci dicono che 1 italiano su 2 vuole ancora parlare con un esperto per capire quale fondo pensione sia più adatto alla propria situazione".
"È proprio per rispondere a questo bisogno che nasce il servizio di Educazione Previdenziale: perché l'accesso all’informazione da solo non basta, serve anche qualcuno che accompagni le persone nel fare scelte consapevoli. Con oltre 40.000 aziende clienti e più di 350.000 lavoratori che utilizzano i nostri servizi welfare, su questo oggi possiamo generare un impatto tangibile. La vera sfida è dare alle persone informazioni chiare e strumenti semplici per acquisire consapevolezza e trasformare l'incertezza in scelte autonome, restituendo agli italiani il pieno controllo sul proprio futuro", aggiunge.
L'Osservatorio 'Gli italiani e la previdenza complementare', realizzato tra il 13 e il 28 aprile 2026 da Swg per Satispay su un campione rappresentativo di italiani tra i 18 e i 74 anni, restituisce l'immagine di un Paese bloccato tra un forte bisogno di sicurezza futura e un marcato disorientamento presente. Sebbene il 58% degli italiani si autodefinisca 'pianificatore', il potenziale resta largamente inespresso: quasi uno su due vorrebbe pianificare il proprio futuro economico ma si percepisce già in ritardo, bloccato da disorientamento e scarso accesso a informazioni chiare.
Sul fronte previdenza complementare, la conoscenza del Tfr è diffusa, ma la scelta di lasciarlo in azienda, che riguarda ancora il 48% degli italiani, è spesso il risultato di inerzia o scarsa chiarezza delle alternative, non di una preferenza consapevole. Il 43% degli intervistati non è a conoscenza delle novità che entreranno in vigore dal prossimo ottobre, con un evidente rischio informativo. Il grande potenziale inespresso emerge soprattutto tra i giovanissimi: la Gen Z è la generazione più disorientata dal punto di vista tecnico, ma anche la più pronta ad agire, con quasi sei su dieci disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali al pari di quelli di investimento, a patto di poter contare su formati più semplici e accessibili. Inoltre, non si può prescindere dalla componente umana, infatti un intervistato su due preferisce ancora un colloquio diretto con un esperto come primo punto di accesso.
Con il servizio di Educazione previdenziale Satispay coglie la sfida di fornire gli strumenti di conoscenza per trasformare un’intenzione già presente in decisioni effettive, riducendo le barriere della complessità percepita e dello scetticismo. Trasforma un tema complesso in un percorso semplice e strutturato per aziende e dipendenti. Il servizio prevede innanzitutto un webinar di formazione per tutta l’azienda, una sessione interattiva che offre le basi dell’educazione previdenziale e del risparmio futuro, aiutando tutti a capire come funziona il sistema pensionistico, qual è il ruolo del Tfr e quali sono le principali opzioni di previdenza complementare. A questa introduzione collettiva si affiancano, per i dipendenti che ne fanno richiesta, incontri individuali con esperti, durante i quali ogni lavoratore può ottenere informazioni chiare sulla propria posizione previdenziale. L'intero pacchetto è sostenuto dall'azienda, che può dedurlo integralmente o finanziarlo tramite Fondi Interprofessionali: per i dipendenti si tratta quindi di un benefit a costo zero. Il servizio nasce con l'obiettivo di fare chiarezza sulle scelte previdenziali, alleggerendo al tempo stesso il carico operativo degli uffici Hr e trasformando l'educazione previdenziale in uno strumento concreto per attrarre e fidelizzare i talenti.

(Adnkronos) - Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale fa tappa a Rimini per un confronto dedicato al tema chiave della sostenibilità energetica. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio della Romagna e con l’associazione Figli del Mondo, è per lunedì 25 maggio 2026 alle 15 all’auditorium RivieraBanca di via Marecchiese 227. L’obiettivo è riunire imprese, istituzioni, accademici e Terzo Settore per mettere a fuoco nuovi modelli di efficienza energetica, buone pratiche già attive nei territori e nuove traiettorie di sviluppo sostenibile.
Ad aprire i lavori saranno Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone, Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, e Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo. Sarà l’occasione per delineare il ruolo crescente della responsabilità sociale nelle politiche energetiche e per evidenziare come la Romagna stia affrontando le sfide della transizione con un approccio collaborativo e orientato al futuro. “L’efficienza energetica è oggi un pilastro delle politiche di tutte le organizzazioni grazie ai benefici economici, sociali e ambientali che genera - commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - Particolarmente importante è il ruolo delle imprese che investono in strategie innovative per andare verso una transizione che richiede profondi cambiamenti nella gestione di processi e prodotti ma anche nella relazione tra i diversi attori sociali”.
Il pomeriggio proseguirà con la sessione Scenari e strategie, che offrirà una lettura aggiornata delle politiche nazionali e locali. Andrea Maria Felici, direttore generale della Direzione Generale Domanda ed Efficienza Energetica del Mase, presenterà le linee guida ministeriali e le prospettive di sviluppo dell’efficienza energetica in Italia. Anna Montini, assessora all’Ambiente del Comune di Rimini, porterà invece il punto di vista del territorio, raccontando progetti, priorità e visioni che stanno guidando la città verso una gestione più sostenibile delle risorse.
La seconda parte dell’incontro, Voci dal territorio, darà spazio alle esperienze concrete di imprese e organizzazioni che stanno contribuendo alla trasformazione energetica locale. Interverranno Enzo Mataloni, Ceo di Serint Group; Marco Cardinali, direttore generale di Sgr Efficienza Energetica; Andrea Zanzini, Project Leader di Appenninol’Hub e Andrea Montanari, responsabile Terzo Settore di RivieraBanca. Le loro testimonianze offriranno uno sguardo diretto su soluzioni innovative, modelli collaborativi e progetti che uniscono tecnologia, sostenibilità e impatto sociale. Seguirà un intervento dedicato alla Voce dei giovani con Carlotta Santolini, Co-Founder dell’associazione Mariscadoras, che attraverso il progetto BluEat promuove il consumo del granchio blu per trasformare una specie alloctona e invasiva in un’opportunità.
"Sappiamo bene che lo sviluppo del nostro sistema economico richiede innovazione ed investimenti in grado di accrescere il valore aggiunto dei beni e servizi generati dalle nostre imprese - commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna - La digitalizzazione e l'Ai con la relativa formazione degli addetti sono gli elementi decisivi di questa trasformazione in atto ma è altrettanto decisiva la capacità di adottare le corrette scelte energetiche a partire dall'efficientamento. Un ulteriore fattore competitivo per lo sviluppo sostenibile è dato altresì dalla vitalità sociale che viene anche dalle relazioni tra le istituzioni, le reti associative ed il sistema imprenditoriale. La Camera di commercio della Romagna è attivata per essere parte integrante in questa dinamica strategica".
"Le decisioni energetiche - conferma Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo - sono una delle prove tangibili di una responsabilità sociale autentica: un impegno che si misura nella sostenibilità, nella tutela ambientale e nell'efficienza".

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni oggi a Niscemi per una visita istituzionale, accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.
Si tratta della terza visita della presidente del Consiglio, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha colpito la città siciliana.

(Adnkronos) - L'industria farmaceutica "rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell'innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale. Noi ci siamo e non a caso abbiamo istituito il Tavolo della politica industriale e sanitaria insieme al ministro" della Salute "Schillaci, perché serve un lavoro congiunto tra dicasteri e anche con le Regioni, che proprio sulla sanità devono dimostrarsi costruttive e partecipi di un progetto nazionale". Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, partecipando, da remoto alla diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria.
Si tratta di "un tavolo di confronto e di concertazione con le industrie farmaceutiche e con le associazioni che la rappresentano - spiega il ministro - per cambiare ottica e considerare questo settore importante non solo per la salute, che è un diritto costituzionale, ma anche per gli investimenti, la ricerca, l'innovazione e l'industria italiana. Nel documento di politica industriale - il primo realizzato dal nostro Paese da qualche decennio a questa parte - 'Made in Italy 2030', abbiamo inserito l'economia della salute, quindi l'industria farmaceutica e biomedicale, come uno dei nuovi comparti crescenti del Made in Italy, accanto alle 5 'A' tradizionali: alimentazione, abbigliamento, arredo, automazione e auto, che ci hanno resi conosciuti nel mondo come prodotti di eccellenza e qualità".
L'Italia, "in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei. Lo dimostrano i dati sulle esportazioni, cresciute in maniera record anche in contesti difficili, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei". Ha aggiunto Urso. "Nel 2025 - ha spiegato - nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all'Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all'aumento dei flussi turistici".
In un contesto di crisi della globalizzazione e di tensioni geopolitiche, "l’'Italia cresce e attrae investimenti, dimostrando maggiore resilienza e dinamicità rispetto ad altri Paesi - rimarca il ministro - Questa dinamica si riflette anche nella politica commerciale che deve accompagnare la politica industriale. Per questo è importante sostenere e finalizzare accordi di libero scambio come quelli già realizzati, come quelli con Cile, Giappone, Canada e Corea del Sud. E' quindi fondamentale proseguire su questa strada con nuovi accordi con India, Indonesia, Australia, Mercosur e Messico, oltre al rafforzamento delle relazioni non solo gli Stati Uniti, ma anche Canada e America Latina. Particolarmente rilevante è anche il tema degli accordi con gli Emirati e con i Paesi del Golfo: mercati strategici per le esportazioni italiane".

(Adnkronos) - “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione” farmaceutica con interventi come “il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”. Lo ha detto Armando Magrelli, direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa- Agenzia italiana del farmaco, nel corso della diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute’ promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria.
“Aifa è attivamente coinvolta nei processi regolatori europei e internazionali, con una serie di attività che riguardano la valutazione dei farmaci, il monitoraggio, le ispezioni e altre funzioni regolatorie svolte sia a livello centrale sia nazionale - illustra Magrelli - In questo senso Aifa ha un ruolo duplice: partecipa attivamente all’interno dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e a una serie di altre realtà internazionali che riguardano questioni regolatorie per la qualificazione di metodologie comuni nella produzione e gestione dei farmaci e, a livello nazionale, è attiva su temi che riguardano accesso, rimborso e controllo dei farmaci sul mercato italiano”.

(Adnkronos) - "La forza" della farmaceutica "è la sua capacità di fare innovazione, di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Oggi nel Centro-Sud l'industria farmaceutica italiana è diventata il primo serbatoio di produzione industriale e di export. E' un dato straordinario, in una nazione che ha avuto per anni settori forti più tradizionali come il meccanico, l'automotive, il food. Oggi c'è una 'stella' che dobbiamo continuare a sostenere affinché possa brillare di crescita, di innovazione, di valore aggiunto per i cittadini in termini di salute e naturalmente per l'economia del Paese in termini di player industriale ed export, garantendo all'Italia una posizione stabile e forte nel mercato internazionale". Così Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, intervenendo in diretta streaming al talk Adnkronos realizzato con il contributo non condizionante di Farmindustria, dal titolo 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute’.
Dal punto di vista dell'innovazione, ricorda Cattani, la farmaceutica vale "in investimenti in ricerca e sviluppo oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra scienza, ricerca clinica e tecnologia industriale. Ma anche, se guardiamo ai numeri, rispetto all'economia e allo sviluppo industriale, oggi l'industria farmaceutica è il polmone, è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo che riguarda la nuova occupazione: una cresciuta di quasi 2 punti percentuali da un anno all'altro".

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(Adnkronos) - Antonino Monteleone ricoverato in ospedale. "I piccoli acciacchi capitano a tutti, specialmente quando si conduce una vita piena, intensa, sempre con l’acceleratore premuto". Così in un post su Facebook il giornalista Rai.
"Un ringraziamento sincero a tutto il personale medico e sanitario che mi ha assistito in questo piccolo 'tagliando' di manutenzione - scrive - Ne siamo usciti, e ne siamo usciti bene. E a chi sperava diversamente, non sono bastate le vostre 'malelingue'. Munitevi di un cannone, che è meglio".
"Il lavoro viene prima di tutto. Per questo lunedì cercherò di essere regolarmente in onda su Replay, per me che sono ancora vivo e vegeto e per gli spettatori a cui devo tutto. Non si molla di un millimetro!", conclude.
In una storia su Instagram aggiunge: "Grazie a tutti per questa ondata di affetto incredibile. Mi aiutate a recuperare ancora più velocemente...".

(Adnkronos) - “Ci hanno portato all’aeroporto Ben Gurion con manette e catene alle caviglie, poi chiusi per ore in una cella di polizia”. È il racconto del giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, rientrato a Fiumicino insieme al deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto dopo essere stati fermati a bordo della Flotilla intercettata da Israele.
“I documenti non mi sono stati restituiti, durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni con il portafogli dentro e non me l'hanno più ridato”, ha aggiunto Mantovani, denunciando un trattamento che definisce “non privilegiato”, ma durissimo. "Sono stato chiuso tutta la giornata dentro una cella di un ufficio di polizia perché siamo arrivati lì verso le 3 del pomeriggio e ci hanno imbarcato sull'aereo per Atene alle 11. Lì è venuto un segretario di ambasciata, un ragazzo molto giovane che, per carità, ha chiesto come stessimo e ha intercesso perché mi dessero una sigaretta ma insomma... Escludo di aver avuto un trattamento di favore dal governo israeliano, immagino che qualcuno nel governo italiano mi abbia fatto 'sto favore". “Credo che qualcuno del governo italiano sia intervenuto, ma Israele è protetto da molti governi europei, compreso il nostro”, ha aggiunto.
I due sono atterrati questa mattina all’aeroporto Leonardo da Vinci su un volo da Atene e sono stati accolti da giornalisti e deputati tra i quali il dem Arturo Scotto e Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle.
“Mi hanno ammanettato, hanno fatto di tutto. Ed io da quella panic room sono uscito in piedi”, le parole di Carotenuto che racconta come uno degli attivisti "è stato portato in infermeria con probabili lesioni interne, c’erano persone bendate, alcune con fratture e traumi cranici, episodi di violenza sessuale, anziani torturati”. “Ci hanno chiamato per numero, il mio è 147. Erano con i mitra spianati contro di noi, avevamo le mani alzate. Ci hanno fatto avanzare, poi girare. Sono stati forse i secondi più lunghi della mia vita. Poi ci hanno preso per il collo e diviso. Da quel momento non so più niente dei miei compagni”.
Il deputato ha poi aggiunto di aver mantenuto un contatto con la Farnesina: “Ho sentito l’unità di crisi e voglio ringraziarla, hanno fatto tutto quello che potevano. Ma la politica non fa abbastanza. Questi ragazzi sono lì perché i governi non fanno abbastanza e stanno rischiando la vita”.
Secondo Carotenuto, la missione della Flotilla rappresenta un segnale politico e umanitario: “Tutti i governi dovrebbero cogliere questo messaggio di pace e speranza. Stiamo offrendo solo una prospettiva di guerra, mentre loro stanno piantando semi di pace”.
La vicenda si inserisce nel caso della Global Sumud Flotilla, intercettata dalle autorità israeliane, che ha provocato una forte reazione politica in Italia. Le immagini degli attivisti legati, bendati e in ginocchio al porto di Ashdod, mentre vegono irrisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, hanno innescato proteste istituzionali.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali”, mentre Palazzo Chigi ha definito le immagini “inaccettabili” chiedendo chiarimenti formali e le scuse di Israele.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una possibile “linea dura” del governo italiano, mentre si è lavorato per il rientro degli attivisti. Secondo fonti diplomatiche, gli italiani sarebbero stati trasferiti verso Grecia o Turchia.

(Adnkronos) - Diplomazia ancora al lavoro per una risoluzione della guerra tra Iran e Usa. Teheran rende noto di "aver ricevuto le osservazioni degli Stati Uniti" e di essere ora in fase di valutazione. "Le stiamo valutando", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Nour News, confermando l’esistenza di un canale di comunicazione indiretto tra le parti.
Il Pakistan intanto continua a operare come mediatore. Ci sono stati fra i due Paesi diversi scambi di messaggi, via Islamabad, a partire dal piano in 14 punti proposto da Teheran per la fine del conflitto.
In questo contesto è attesa a Teheran la visita del capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, figura chiave nel tentativo di mediazione portato avanti da Islamabad. Secondo i media iraniani, Munir dovrebbe consegnare alle autorità iraniane un nuovo messaggio proveniente da Washington.
Parallelamente, sul fronte della diplomazia regionale, il premier pakistano Shehbaz Sharif si recherà in visita ufficiale in Cina da sabato a martedì prossimi, su invito del premier cinese Li Qiang, secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri di Pechino. La Cina si conferma attore chiave nei delicati equilibri regionali: negli ultimi giorni, infatti, Teheran ha ospitato anche incontri diplomatici che hanno coinvolto figure di primo piano come il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, in un quadro di crescente attività diplomatica multilaterale.
Sul fronte americano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che attenderà “qualche giorno” prima di prendere ulteriori decisioni sul dossier iraniano, sottolineando di aspettarsi “la risposta giusta” da Teheran nel complesso dialogo volto a scongiurare una ripresa del conflitto, attualmente congelato da una tregua fragile.
Ma il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti sono “pronti all’azione”. In un post di tre parole pubblicato su X, il capo del Pentagono ha rilanciato una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato nel briefing alla Casa Bianca, in cui viene ribadita la posizione americana: “Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un’arma nucleare. Pertanto, come mi ha appena detto il presidente Donald Trump, siamo pronti all’azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario”.
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