
(Adnkronos) - Lo scenario della celiachia in Italia è in rapida evoluzione: lo screening combinato alla diagnosi del diabete di tipo 1, la possibilità di estendere la diagnosi senza biopsia anche agli adulti, le recenti evidenze sui biomarcatori e il follow-up dei pazienti, alla luce delle nuove linee guida europee che propongono un approccio personalizzato nel medio e lungo termine. Alle novità terapeutiche e diagnostiche per la celiachia la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) ha dedicato una sessione all'interno dell'ultima giornata del XXXII Congresso nazionale delle malattie digestive, promosso dalla Federazione italiana delle società delle malattie dell'apparato digerente (Fismad), che si è svolto a Roma.
La diagnosi 'biopsy-free', introdotta in Europa per i bambini nel 2012, sta trovando spazio anche negli adulti. "Diversi studi condotti nella popolazione adulta hanno dimostrato che livelli superiori a 10 volte il valore normale degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA hanno un elevato valore predittivo, aprendo la possibilità di evitare la biopsia in pazienti selezionati - spiega Fabiana Zingone, professoressa associata di Gastroenterologia all'università degli Studi di Padova e membro del Consiglio direttivo della Sige - Per la prima volta questa opzione (diagnosi senza biopsia quando i livelli di anticorpi tTG IgA>10 volte il valore normale) è stata inclusa nelle linee guida europee del 2025, se applicata a soggetti con età inferiore ai 45 anni, privi di sintomi di allarme e seguiti presso centri di riferimento, previa conferma della positività sierologica in un secondo prelievo".
Allo stesso tempo, stanno emergendo nuovi biomarcatori, tra cui il rilascio di interleuchina-2 nel siero immediatamente dopo l'esposizione al glutine. "L'utilizzo dell'IL-2 come biomarcatore - indica l'esperta - potrebbe aumentare l'accuratezza diagnostica sia nel contesto di una diagnosi biopsy-free, sia nei pazienti già a dieta senza glutine, così come potrebbe migliorare le nostre conoscenze sui livelli minimi di glutine capaci di stimolare l'attivazione immunitaria".
Sul fronte terapeutico, la dieta senza glutine rimane l'unico trattamento approvato, "ma circa 1 paziente su 5 - sottolinea Zingone - continua a manifestare sintomi o segni di malattia, nonostante una presunta corretta aderenza alla dieta. Per questo motivo è in corso un'intensa attività di ricerca su nuove terapie che possano affiancare la dieta, con l'obiettivo di modulare la risposta infiammatoria al glutine. Tra le strategie allo studio, vi sono farmaci che interferiscono con l'azione della transglutaminasi o con la presentazione del glutine alle cellule dell’infiammazione, oltre a inibitori selettivi di specifiche citochine coinvolte nella cascata infiammatoria. Pur essendo ancora in fase preliminare, queste ricerche rappresentano prospettive concrete per il futuro".
La Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva svolge un ruolo centrale nella promozione della conoscenza e nel miglioramento della gestione della celiachia, evidenzia la società scientifica. "La Sige - descrive la specialista - è stata promotrice delle linee guida nazionali pubblicate dall'Istituto superiore di sanità nel 2023, che quest'anno saranno aggiornate anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche". Attraverso attività di formazione continua e iniziative scientifiche, la Sige può contribuire a diffondere approcci diagnostici e di follow-up sempre più aggiornati e appropriati: "Tra le iniziative in ambito della malattia celiaca in cui la Sige è coinvolta, vi è uno studio multicentrico presentato al Centro studi della società, coordinato dall'università di Padova, che raccoglie dati sulle forme complicate di malattia celiaca in diversi centri italiani, per comprenderle meglio e sviluppare percorsi preventivi e terapeutici anche per queste condizioni più complesse".
In base all'annuale Relazione al Parlamento sulla celiachia a cura del ministero della Salute, "sappiamo che le diagnosi raggiungono quasi i 280mila casi, con una prevalenza sulla popolazione generale ancora sotto il 50%: più della metà dei celiaci restano ancora nella parte sommersa dell'iceberg, simbolo ancora valido per descrivere la malattia, in Italia e nel mondo", rimarca la presidente dell'Associazione italiana celiachia (Aic), Rossella Valmarana. Primo e unico Paese a livello globale, l'Italia nel 2023 ha approvato la legge 130 che introduce lo screening neonatale di celiachia e diabete di tipo 1. Fatto e concluso lo studio pilota nelle regioni Sardegna, Campania, Marche e Lombardia, l'applicazione su scala nazionale partirà dall’anno in corso. "Oltre che nuove diagnosi - prospetta Valmarana - ci attendiamo dallo screening informazioni scientifiche nuove che possano scrivere nuove pagine della storia naturale della malattia celiaca".
Oltre allo screening, il Parlamento ha compiuto ulteriori passi, ricorda la senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo parlamentare Celiachia, allergie alimentari, lattosio e Aimf: "Abbiamo voluto affiancare a questo impegno anche misure di semplificazione e sostegno concreto dedicate alla celiachia, come l'approvazione in legge di Bilancio dell'articolo 77 che prevede la dematerializzazione e la circolarità dei buoni su tutto il territorio nazionale per l'acquisto di prodotti senza glutine e l'istituzione di un fondo di 1 milione di euro dedicato alla comunicazione e all’informazione. La sfida ora è rendere pienamente operativo e uniforme su tutto il territorio nazionale il programma di screening e la circolarità dei buoni, superando le disuguaglianze regionali e garantendo a tutti i cittadini le stesse opportunità di diagnosi e cura. Investire in prevenzione significa ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e rendere sostenibile il Servizio sanitario nazionale nel lungo periodo".
Tra i bisogni dei pazienti, per favorire una reale integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita, "senz'altro attendiamo la circolarità dell'assistenza - auspica Valmarana - che consenta di ritirare la terapia anche fuori dalla residenza abituale del paziente. L'ultima legge di Bilancio ne ha previsto la realizzazione e siamo in attesa dei decreti necessari". Aic "organizza ogni anno il convegno scientifico rivolto alla rete medica impegnata nella diagnosi e trattamento della celiachia in Italia, con l'obiettivo di aggiornare gli operatori sanitari sui temi scientifici di maggiore attualità; finanzia con il suo bando annuale la migliore ricerca scientifica sulla celiachia e dermatite erpetiforme; e ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della celiachia il 16 maggio, promuove la Settimana nazionale della celiachia, una campagna di corretta informazione alla popolazione generale, per sfatare le tante e resistenti fake news e la dieta senza glutine".

(Adnkronos) - Negli ultimi 50 anni i vaccini hanno salvato oltre 150 milioni di vite nel mondo: circa 6 vite ogni minuto, ogni giorno, per 5 decenni. Un risultato che li rende una delle più grandi conquiste della sanità pubblica. Rilancia questo la Società italiana di pediatria (Sip), in occasione della Settimana europea delle vaccinazioni (19-25 aprile) e della Settimana mondiale delle vaccinazioni (24-30 aprile), promosse dall'Organizzazione mondiale della sanità e dedicate al tema 'I vaccini funzionano per ogni generazione'. "Le vaccinazioni hanno cambiato la storia della medicina e continuano a proteggere milioni di persone ogni anno - dichiara il presidente della Sip, Rino Agostiniani - Ma il loro valore non riguarda solo l'infanzia: la protezione deve accompagnare tutto l'arco della vita, dalle donne in gravidanza ai neonati, dai bambini agli adolescenti, fino all'età adulta. In particolare - sottolinea - nell'adolescenza si osserva spesso un calo dell’attenzione vaccinale: richiami non effettuati o vaccinazioni raccomandate non completate possono lasciare scoperta una fascia che, per stili di vita e socialità, è più esposta al rischio di infezioni".
In questo contesto un'attenzione particolare va riservata anche alla gravidanza. "La donna in gravidanza e il neonato sono particolarmente vulnerabili ad alcune malattie infettive prevenibili con vaccino, spesso associate a elevata morbosità e mortalità - afferma Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni Sip - Nonostante i benefici dell'immunizzazione materna, questa pratica non è ancora pienamente integrata nella routine assistenziale ed è spesso limitata da barriere culturali e organizzative. E' quindi fondamentale inserire la consulenza vaccinale a pieno titolo nel percorso della gravidanza e rafforzare, a livello territoriale, le occasioni di informazione e proposta vaccinale, ad esempio nei corsi di accompagnamento alla nascita. In questo processo è cruciale il ruolo attivo di ginecologi, ostetriche, pediatri e medici di medicina generale, punti di riferimento per accompagnare le future madri verso scelte consapevoli".
Accanto alla promozione della vaccinazione, resta centrale il tema dell'informazione. Proprio per rafforzare il dialogo con le famiglie la Sip, in occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, potenzia il proprio servizio telefonico dedicato ai genitori, attivo durante tutto l'anno ogni mercoledì. Dal 24 al 30 aprile gli esperti risponderanno alle domande dei genitori ogni giorno, dalle 15 alle 17, al numero 389 4945150. In questa direzione si inserisce anche l'opuscolo informativo 'Proteggi il tuo bambino - Non è mai troppo presto', realizzato da Sip e Sin (Società italiana di neonatologia), disponibile gratuitamente online e tradotto in 7 lingue per raggiungere tutte le famiglie. Lo strumento offre informazioni semplici e aggiornate sulle vaccinazioni nei primi anni di vita e rappresenta un supporto concreto per contrastare la disinformazione e aiutare i genitori a compiere scelte consapevoli. Il messaggio è chiaro: i vaccini continuano a funzionare e a salvare vite, ma la loro efficacia dipende dalla continuità nel tempo e dalla partecipazione consapevole di tutte le generazioni.

(Adnkronos) - 'Premio di consolazione' per Flavio Cobolli a Monaco di Baviera. Il tennista azzurro ha perso la finale dell'Atp 500 tedesco, cedendo in due set all'americano Ben Shelton dopo aver eliminato Alexander Zverev in semifinale, con il punteggio di 2-6, 7-5, ma a fine partita ha ottenuto la maglia di Mats Hummels, ovviamente della 'sua' Roma.
Il difensore tedesco, nell'ultima stagione proprio alla Roma prima di decidere di ritirarsi al termine dell'anno, ha infatti assistito alla finale e a fine partita ha incontrato Cobolli, tifosissimo giallorosso. Ne è nato un inedito scambio di maglie, con l'azzurro che ha regalato a Hummels la sua divisa da gioco ricevendone una della Roma firmata proprio dal tedesco.
Il tutto è stato condiviso sul profilo Instagram di Hummels: "Che torneo hai disputato", ha scritto nella descrizione taggando proprio Cobolli, "e grazie per la mia prima maglia da tennis scambiata. Daje!". Nei commenti la risposta di Flavio: "Grazie mats, sei una leggenda!! Ci vediamo presto e speriamo di giocare bene a padel insieme".

(Adnkronos) - La lotta al tumore al pancreas mette a segno un primo gol nella lunga partita contro questo cancro, oggi 'big killer'. Un vaccino terapeutico sperimentale e personalizzato, che utilizza l'Rna messaggero (mRna), sta mostrando risultati promettenti in un piccolo gruppo di pazienti in uno studio clinico di fase 1 portato avanti dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center (Msk) americano. I risultati di follow-up indicano che "quasi il 90% delle persone il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino era ancora in vita fino a 6 anni dopo l'ultima somministrazione del trattamento", riferiscono i ricercatori del centro Usa in una nota pubblicata sul sito dell'istituto.
Secondo il report Cancer Statistics 2026 dell'American Cancer Society, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per il tumore al pancreas è di circa il 13%. Per questo la prospettiva di avere in futuro un vaccino per la terapia di un cancro così nefasto ha suscitato molto interesse sui social che hanno rilanciato lo studio. "Questi primi risultati dimostrano che questo nuovo approccio immunoterapico ha il potenziale per fare la differenza nella lotta contro uno dei tumori più letali", afferma Vinod Balachandran, specialista Msk, coordinatore dello studio e direttore dell'Olayan Center for Cancer Vaccines (Occv) al Msk. Balachandran - che ha presentato i dati al congresso annuale dell'American Association for Cancer Research (Aacr) - spiega che "gli ultimi dati di questo piccolo studio suggeriscono che i vaccini possono stimolare in modo significativo il sistema immunitario in alcuni pazienti con tumore al pancreas e questi pazienti continuano a stare bene anche anni dopo la vaccinazione".
Lo studio di fase 1 condotto dal team di Balachandran ha testato cevumeran autogeno (Bnt122, Ro7198457), un vaccino terapeutico a mRna contro il cancro, sviluppato e studiato dalla tedesca BioNTech e dalla statunitense Genentech, società del gruppo svizzero Roche. Una parte cruciale della ricerca ha riguardato l'individuazione e il monitoraggio delle cellule T del sistema immunitario attivate dal vaccino. Questa attività è stata guidata dal biologo computazionale Benjamin Greenbaum, co-direttore dell'Occv.
Nello studio di fase 1 - riferisce Msk - 16 pazienti hanno ricevuto il vaccino autogeno cevumeran dopo un intervento chirurgico per tumore al pancreas, insieme a chemioterapia e a un farmaco immunoterapico inibitore del checkpoint immunitario. I vaccini sono stati creati su misura per ciascun paziente in base alle specifiche alterazioni del Dna tumorale. In 8 dei 16 pazienti il vaccino ha attivato le cellule immunitarie tumore-specifiche, ovvero ha 'insegnato' al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali come estranee. Questo ha innescato la produzione da parte dell'organismo di linfociti T in grado di colpire e distruggere le cellule tumorali. Degli 8 pazienti il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino, 7 (87,5%) erano ancora vivi a distanza di 4-6 anni dall'intervento. Tra gli 8 pazienti che non hanno risposto, solo 2 (25%) erano ancora vivi, con una sopravvivenza mediana di 3,4 anni.
"I risultati sono incoraggianti - commenta Balachandran, componente del programma di Immuno-oncologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center - Questi risultati alimentano i nostri sforzi per testare i vaccini a mRna personalizzati su un numero maggiore di pazienti e per un numero maggiore di tumori". Sulla base dei risultati della fase 1, uno studio clinico globale di fase 2 - promosso da Genentech in collaborazione con BioNTech - sta ora testando il cevumeran autogeno su un gruppo più ampio di pazienti presso il Msk e altri centri in tutto il mondo.
La speranza che arriva dai vaccini contro il cancro ha avuto molto seguito sui social. Rispetto a questa prospettiva sul tumore del pancreas, in tanti hanno rilanciato la storia di Donna Gustafson. "Lei è stata la prima persona a partecipare alla sperimentazione clinica del cevumeran autogeno alla fine del 2019, più di 6 anni fa. Le era stato diagnosticato un cancro al pancreas all'età di 66 anni, mentre lei e suo marito Ed erano in visita in Australia da una delle loro 3 figlie", riporta la nota del Msk che racconta la storia di Donna. "Ero sotto shock e il mio pensiero è andato subito ai miei figli", ricorda la paziente. "Chiedevamo al medico: 'Ne è sicuro? E' entrato nella stanza sbagliata per sbaglio?'. Ma eravamo determinati a fare tutto il possibile per sconfiggere la malattia".
"La famiglia è tornata negli Stati Uniti e ha scelto il Memorial Sloan Kettering Cancer Center per le cure. Dopo aver incontrato il chirurgo Jeffrey Drebin, Donna Gustafson ha scoperto di essere idonea per la sperimentazione del nuovo vaccino. Drebin, insieme a Balachandran e all'oncologa Eileen O'Reilly, le ha illustrato passo dopo passo il percorso. Innanzitutto il tumore sarebbe stato rimosso chirurgicamente e analizzato geneticamente per creare un vaccino che avrebbe insegnato alle sue cellule immunitarie ad attaccare specifiche mutazioni presenti solo nel suo tumore. Dopo l'immunoterapia e la vaccinazione, avrebbe ricevuto la chemioterapia standard. Nei mesi successivi Donna ha ricevuto il farmaco immunoterapico e 8 dosi di vaccino, seguite dalla chemio e infine da un'ultima dose di vaccino.
"La chemioterapia è stata dura per il mio corpo, ma il vaccino ha avuto pochissimi effetti collaterali, e non sono durati a lungo - dice Donna - Questo è successo proprio all'inizio della pandemia Covid, il che ha reso difficile rimanere al sicuro durante i continui spostamenti per le cure, ma il Memorial Sloan Kettering Cancer Center mi ha supportato in tutto e per tutto". Oggi Donna ha 72 anni e vive la vita al massimo. Lei ed Ed hanno festeggiato il loro 50esimo anniversario di matrimonio in Sicilia l'anno scorso, continuano a viaggiare molto e a trascorrere del tempo con le loro 3 figlie e i 6 nipoti. "Non ci sono limiti a ciò che posso fare, quindi per me è stato davvero un miracolo", conclude Donna.

(Adnkronos) - In occasione della Milano Design Week, anche quest’anno, glo – brand di punta di Bat Italia nel segmento dei dispositivi scalda stick per consumatori adulti – sarà tra i protagonisti della manifestazione che animerà la città meneghina, riconfermando la propria vocazione di mecenate dell’arte e svelando al pubblico Y.o.u. Your Own Universe, un "progetto immersivo e partecipativo perfettamente in equilibrio tra arte, intelligenza artificiale e tecnologia", firmato dal collettivo Numero Cromatico.
Dal 20 al 26 aprile, Y.o.u. Your Own Universe - spiega glo in una nota - sarà il fulcro dello spazio glo a Palazzo Moscova, nel cuore del Brera Design District, tra gli epicentri più vitali del Fuorisalone, nell’ambito dell’iniziativa 'glo for art'. L’installazione, che interpreta il tema del Fuorisalone 2026 'Essere Progetto', dimostra - viene evidenziato - "come l’arte possa cambiare pelle attraverso un gesto individuale, totalmente soggettivo, che diviene linguaggio condiviso, e ribalta al contempo il ruolo del pubblico: non più spettatore, ma presenza attiva, parte integrante di un sistema aperto e dinamico, da vivere oltre che da osservare".
Y.o.u. Your Own Universe "ridefinisce il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio, trasformando il chiostro di Palazzo Moscova in un paesaggio multisensoriale vivo e in continua evoluzione. L'opera costruisce un paesaggio visivo dinamico, in continua trasformazione, in cui il visitatore non è spettatore esterno ma parte integrante del sistema e della sua dimensione simbolica. Un oracolo algoritmico – una sorta di macchina poetica ideata da Numero Cromatico – che condivide visioni sul futuro, mettendo in relazione intelligenza artificiale e linguaggio umano. Il pubblico attraversa lo spazio muovendosi all’interno di un ambiente luminoso e immersivo, in cui la luce disegna un paesaggio visivo in continua evoluzione. Al centro, un grande cerchio interattivo – simbolo di connessione e appartenenza – accoglie i visitatori e li invita a partecipare. Qui, la scelta individuale diventa parte di una narrazione collettiva: con un gesto, il pubblico seleziona parole che si trasformano in messaggi condivisi, proiettati sulle pareti del chiostro. Ogni interazione contribuisce a plasmare l’opera, che evolve costantemente attraverso le azioni dei visitatori, dando vita a un paesaggio percettivo dinamico e in divenire. Una rappresentazione di come il futuro non sia una visione astratta, ma un’esperienza che prende forma nella relazione e nelle connessioni, quando le persone passano dall’'io' al 'noi'".
Così, attraverso l’arte, la tecnologia diventa strumento di un linguaggio poetico e presenza viva: un ponte tra creatività e innovazione che rende ogni visitatore parte integrante dell’opera. Tra riflessi e superfici luminose emergono gli innovativi dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, integrati in modo coerente nel racconto visivo: la loro spiccata vocazione alla personalizzazione li avvicina all’installazione di Numero Cromatico, con la quale il visitatore può interagire in modo diretto e immediato, facendo sì che ogni suo gesto possa tradursi in un segno distintivo, un’impronta personale nello spazio.
"Con Y.o.u. e Numero Cromatico, glo – con i dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus** – torna al Fuorisalone riaffermando il proprio ruolo di mecenate contemporaneo dell'arte, capace di sostenere e valorizzare nuove forme di espressione artistica. Il progetto unisce arte, design e tecnologia in un’esperienza immersiva che supera i confini dell’intrattenimento e apre a modalità più accessibili, inclusive e partecipative. Al centro dell’installazione, il Cerchio – simbolo iconico del brand – evolve da elemento grafico a spazio fisico e relazionale: una soglia da attraversare e un punto di incontro in cui le persone diventano parte attiva dell’opera, contribuendo a generare connessioni e significati condivisi. Un approccio che riflette la visione di glo verso A Better Tomorrow™, dove innovazione, creatività e accessibilità si incontrano per dare vita a esperienze capaci di creare valore culturale e lasciare un impatto concreto e duraturo nelle comunità", ha dichiarato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia.
"L’opera non offre risposte definitive né significati univoci. Le frasi emergono come possibilità aperte, talvolta enigmatiche, mai completamente traducibili. Proprio questa indicibilità diventa il motore di una reazione proiettiva: ogni visitatore è chiamato a completare il senso attraverso la propria esperienza, a riconoscersi o a prendere distanza, a costruire relazione", ha commentato il collettivo Numero Cromatico.
Attraverso la creazione di format esperienziali, glo - viene evidenziato nella nota - "rafforza il proprio impegno nel creare spazi di condivisione memorabili, capaci di lasciare un segno concreto; una visione che si traduce anche nello sviluppo dei dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, i più avanzati mai realizzati dal brand, progettati per offrire ai consumatori adulti un’esperienza superiore, grazie a funzionalità innovative e a un design raffinato e distintivo". La Milano Design Week 2026 costituisce inoltre l'occasione per svelare un nuovo importante progetto: glo presenta una limited edition di glo Hilo Plus** dal design ispirato a McLaren Racing, il brand sinonimo di prestazioni tecnologiche, design avanzato e continua ricerca della perfezione. Questa ispirazione si riflette in un’esclusiva edizione limitata del dispositivo glo Hilo Plus, l’ultima generazione dei prodotti glo, in cui l’estetica trae spunto dal mondo di McLaren Racing.
"Ci rende molto fieri aver realizzato questa Limited Edition di glo Hilo Plus, espressione concreta di una collaborazione ormai consolidata tra Bat Italia e McLaren Racing, che continua a evolversi nel tempo. Un percorso condiviso che ci ha permesso di tradurre l’eccellenza di McLaren Racing in un’esperienza tangibile per i nostri consumatori. Questa partnership rappresenta per noi un passo naturale che ci ha portato a unire design distintivo e spirito pionieristico per dare vita a un prodotto in grado di andare oltre il solo aspetto della funzionalità e diventare espressione di stile e personalità", ha sottolineato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia.
glo Hilo Plus dal design ispirato a McLaren Racing sarà accompagnata da un esclusivo kit composto da un dispositivo Hilo Plus in edizione limitata, una raffinata custodia protettiva e un’elegante docking station, progettata per ricaricare il device con semplicità. "Ogni dettaglio racconta una storia di bellezza, dinamismo e connessione, frutto di una partnership condivisa che si rinnova nel tempo e si traduce in una costante ricerca della perfezione e nella volontà di superare i limiti", viene sottolineato in conclusione da glo.

(Adnkronos) - Brigitte Nielsen, Elettra Lamborghini e Shiva Torna sono gli ospiti della nuova puntata di 'Belve', in onda domani, martedì 21 aprile, in prima serata su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+.
Nei suoi iconici faccia a faccia Francesca Fagnani si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca. Ospiti diversi disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle domande chiare, dirette e spesso irriverenti della conduttrice.
Da quest’anno in ogni puntata vanno in onda anche i provini di Belve: persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà come di consueto la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico.

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(Adnkronos) - “Da un punto di vista di ricerca, Philip Morris nella propria trasformazione ha depositato ben 5.000 brevetti. Devialet nella sua breve storia è riuscita a depositare 250 brevetti in un ambito estremamente competitivo. Due dati che illustrano quanto la ricerca e la tecnologia siano la chiave del successo sia per Devialet sia per Philip Morris”. Così Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia in occasione della presentazione di Soundsorial Design, il progetto realizzato per la Milano Design Week da Iqos, il sistema di riscaldamento del tabacco numero uno al mondo, e Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica.
“È l’undicesimo anno consecutivo di presenza di Iqos alla Milano Design Week – spiega Frega – abbiamo iniziato questo percorso per capire dove andava il design, in realtà siamo diventati contributori della creazione di design attraverso gli anni. Philip Morris accompagna la propria trasformazione con prodotti che sono altamente iconici e la collaborazione di quest'anno con Devialet vede due aziende impegnate nella ricerca, nell'innovazione e nella creazione di quello che non esiste. Siamo molto felici di poter condividere con tutti Soundsorial, che è un'esperienza che mette a fattore comune la musica, il suono e la creazione appunto di cose che non esistono”.

(Adnkronos) - “Pensiamo che il design e l'innovazione siano fondamentali perché dietro design e innovazione c'è la ricerca di qualcosa che non è ordinario, qualcosa che magari è difficile da percepire da parte delle persone. Dietro il design e l'innovazione c'è un impegno e un investimento notevole”.
Lo ha detto Daniela Della Monica, head of smoke-free products category di Philip Morris Italia, durante la presentazione di Soundsorial Design, l’installazione realizzata da Iqos con Devialet per la Milano Design Week. Per Iqos si tratta dell’undicesima partecipazione al Fuorisalone meneghino.
“La collaborazione tra Iqos e Devialet nasce da una forza comune: la forza della curiosità – prosegue Della Monica – Si tratta di quella forza che ci spinge ad andare oltre i confini della tecnologia, a sfidare lo status quo, a puntare all'eccellenza in tutto ciò che facciamo. Quando parliamo di offrire un prodotto o un'esperienza alle persone vogliamo che sia la migliore possibile. La Milano Design Week è il luogo migliore per concretizzare questa collaborazione con un’installazione meravigliosa che offre un'esperienza immersiva non soltanto di suono ma anche di luci, di acqua, di movimenti”.
Sono diversi i punti in comune tra Iqos, il sistema di riscaldamento del tabacco numero uno al mondo, e Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica. “Per Iqos e tutti i prodotti senza combustione – spiega Della Monica - abbiamo registrato oltre 5.000 brevetti e investito oltre 16 miliardi negli ultimi anni in ricerca e sviluppo dando la misura di quanto questo impegno sia concreto. Devialet è una realtà eccellente con 250 brevetti registrati, con oltre 120 premi internazionali ricevuti”.
“Un altro elemento che ci accomuna è il fatto che non ci fermiamo mai, non accettiamo l’ordinario, ma puntiamo sempre all’eccellenza per offrire le soluzioni migliori” conclude Della Monica.

(Adnkronos) - “Con Iqos condividiamo la stessa ambizione: accelerare e sviluppare nuove tecnologie. Questo e il design rappresentano il cuore della mia azienda. Soundsorial va in questa direzione sia in termini di tecnologia sia di design, è un abbinamento perfetto”. Lo ha detto Jacques Demont, deo di Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica presentando Soundsorial Design, l’installazione realizzata in collaborazione con Iqos e inserita all’interno della settimana del design più rilevante a livello globale.
La missione di Devialet di riportare il suono al centro dell’esperienza di ascolto, attraverso innovazioni acustiche, incontra lo spirito all’avanguardia di IQOS, che guida il brand in un percorso costante di ricerca e sviluppo. Due culture orientate all’innovazione, unite da una comune ricerca dell’eccellenza.
“Soundsorial è l’incontro tra il nostro perfetto sound design e l’evoluzione tecnologica. Questo permette di far scoprire ai visitatori i nostri due brand. È incredibile quello che abbiamo sviluppato insieme. Siamo orgogliosi di essere alla Milano Design Week, aspettiamo i feedback dei visitatori, ma sono sicuro che non ci saranno sorprese: rimarranno impressionati” conclude Demont.

(Adnkronos) - Exposanità è l'evento di riferimento per la sanità e il settore sociosanitario. L'edizione 2026 si tiene a BolognaFiere dal 22 al 24 aprile e adotta il concept 'Planning Solutions'. Ci sarà Sovran Ai che partecipa a Exposanità perché la manifestazione è il contesto più coerente per mostrare la propria tesi di fondo: "In sanità l'intelligenza artificiale genera valore quando passa da feature isolata a infrastruttura operativa, integrata nei processi e misurabile nei risultati. La presenza in Fiera serve a rendere questa idea concreta", si legge in una nota.
Sovran Ai porta casi d'uso, demo e sessioni tematiche per mostrare come gli agenti virtuali possano automatizzare in modo controllato interazioni e processi ad alto volume: richieste informative, prenotazioni, modifiche, cancellazioni, promemoria, follow-up, raccolta dati, handover verso operatori e integrazione con sistemi Cup o Crm. Il messaggio centrale è che "l'Ia in sanità diventa strategica quando riduce il carico operativo sui front office, migliora l'accessibilità ai servizi, riduce inefficienze e no-show, rende più fluidi i passaggi tra canali e mette a disposizione Kpi chiari per la governance del servizio".
Il programma di Sovran Ai a Exposanità è costruito così: si parte dall'efficienza del sistema sanitario, si affronta il passaggio dell'intelligenza artificiale da strumento a infrastruttura, si estende il ragionamento alla continuità di cura e si chiude con il tema della governance dell'Ia generativa.
Il 22 aprile alle 11 è in programma il convegno 'Ai per un sistema sanitario più efficiente'. Affidato a Giampaolo d'Agnese (Innovation Manager - Idi Irccs) e rivolto a direttori sanitari, direttori generali e direttori amministrativi, l'evento - scrivono i promotori - è il punto di ingresso più istituzionale del programma, scrivono gli organizzagtori. Il focus è sulle leve organizzative, tecnologiche e di governance che possono migliorare l'efficienza del sistema sanitario, ridurre le liste d'attesa e garantire un accesso più equo alle cure. I contenuti toccano quattro assi: evoluzione dei modelli di presa in carico con approcci più centrati sul paziente; integrazione ospedale-territorio-domicilio come condizione per la continuità assistenziale; ottimizzazione dei processi clinici e amministrativi; uso dei dati per supportare decisioni strategiche basate su evidenze. Sempre il 22 aprile, alle 16 ci sarà la tavola rotonda 'Dall'Ia come ctrumento all'Ia come Infrastruttura': partecipano Giampaolo d'Agnese (Innovation Manager - Idi Irccs), Elena Bassetto (Operations Manager Centro Medico Tiziano), Acismom con Edoardo Bellomo, Gvm con Elena Sini e l'Ordine degli Ingegneri). Il target è costituito dagli interessati a capire che cosa significhi, in concreto, integrare l'Ia nel funzionamento quotidiano di una struttura sanitaria. Il punto centrale è il passaggio dall'Ia come semplice feature all'Ia come componente strutturale dei workflow clinici e amministrativi. Il tema non è se usare o meno l'intelligenza artificiale, ma dove collocarla nell'architettura operativa: nei front office, nella gestione delle richieste, nei processi di presa in carico, nei flussi di documentazione, nelle interfacce tra canali e sistemi.
Il 23 aprile alle 11 è in agenda 'Monitoraggio remoto e continuità di cura', con l'intervento di Andrea Trudu (Chief of Staff). Il target include associazioni, servizi Adi e produttori di software applicativi e dispositivi per l'assistenza domiciliare: un pubblico interessato non solo alla tecnologia, ma alla trasformazione del modello di cura. Il contenuto si concentra su come digitalizzazione, intelligenza artificiale, cloud computing e reti wireless avanzate possano cambiare il telemonitoraggio e la gestione delle patologie croniche, abilitando una sanità più proattiva e predittiva, centrata sul paziente. Ancora, il 23 aprile alle 16 l'evento 'L'Ia generativa in aanità: utilizzo consapevole e sicuro'. La chiusura del programma è affidata a Giovanni Andreani (Founder e Head of R&D) ed è rivolta soprattutto ai dirigenti dei sistemi informativi ospedalieri e ai direttori sanitari. Qui il focus si sposta dall'adozione dell'Ia in senso generale a un nodo oggi molto sensibile: come integrare l'Ia generativa nei processi sanitari in modo sicuro, etico e conforme al quadro normativo europeo. Questa sessione mette in relazione innovazione e accountability. Offre un quadro su come le aziende del settore intendano affrontare temi come rischio, conformità, affidabilità, sicurezza dei dati e misurabilità del ritorno. In altre parole, sposta la generativa dal terreno della curiosità al terreno della gestione. Ai viene presentata prima come leva per migliorare l'efficienza del sistema, poi come infrastruttura dei processi, quindi come abilitatore della continuità di cura e infine come tecnologia da governare con attenzione quando entra nella dimensione generativa.

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(Adnkronos) - Il "profondo senso del dovere" e la sua capacità di "ritagliarsi un ruolo" in un mondo dominato dagli uomini. Sono le qualità che aveva la Regina Elisabetta II e di cui ha parlato la Regina Camilla in un documentario della Bbc andato in onda in occasione del centenario della sua nascita, che cade domani 21 aprile. "Credo che il dovere abbia prevalso su tutto", ha detto della defunta Sovrana, scomparsa nel settembre 2022 all'età di 96 anni e dopo 70 anni di regno. "Non credo di aver mai visto nessuno avere un senso del dovere come il suo". Camilla ha inoltre elogiato la compostezza di Elisabetta nell'essere diventata regina a soli 25 anni, quando Giorgio VI morì improvvisamente il 6 febbraio 1952, mentre Elisabetta e il futuro principe Filippo erano in viaggio in Kenya. Al suo ritorno, Elisabetta fu accolta da Winston Churchill e dai membri del suo governo. "Dev'essere stato davvero difficile, essere circondata da uomini molto più anziani. Non c'erano donne primo ministro o presidentesse. Lei era l'unica, quindi penso che si sia ritagliata un ruolo tutto suo", ha detto Camilla. Ricordando la parata per il Giubileo di Platino nel giugno 2022, tre mesi prima della sua scomparsa, Camilla ha detto: "Ricordo che c'erano migliaia e migliaia di persone lungo le strade, lungo The Mall. Eravamo tutti alla ricerca di qualcosa che ci tirasse su il morale. È stato un giubileo incredibile. Lei era davvero al centro dell'attenzione. Non ho mai visto niente di simile. Tutti erano di buon umore".
Il documentario 'Queen Elizabeth II: Her Story, Our Century' ha esplorato l'evoluzione della Gran Bretagna durante il regno record di Elisabetta e si è avvalso delle testimonianze di amici, familiari, leader mondiali e storici, tra cui Barack Obama, Tony Blair, David Attenborough, il nipote maggiore Peter Phillips, Tom Jones e Helen Mirren, che ha interpretato Elisabetta nel film 'The Queen' del 2006 . Mirren ha dichiarato: "Era diventata una parte così intrinseca del tessuto della nostra vita, che era come se, tirando un filo, tutto si sarebbe sfaldato".
Blair - ricorda il Times - fu uno stretto consigliere di Elisabetta dopo la morte di Diana, Principessa del Galles, nel 1997, quando la famiglia reale dovette affrontare un'ondata di critiche pubbliche per non essere tornata immediatamente a Londra, scegliendo invece di rimanere in Scozia per alcuni giorni con i giovani principi William e Harry, che all'epoca avevano rispettivamente 15 e 12 anni. Parlando del ritorno di Elisabetta a Londra e del suo discorso in diretta alla nazione da Buckingham Palace alla vigilia dei funerali di Diana, che calmò gli animi dell'opinione pubblica, Blair ha affermato: "Aveva una chiara consapevolezza di quale dovesse essere il suo ruolo e di cosa rappresentasse, soprattutto in un momento così difficile per il Paese. E il suo genio consisteva, in un certo senso, nel guidare la monarchia attraverso quel periodo senza cambiare molto lei stessa... Non era 'una' Regina, ma 'la' Regina. Non credo che ne vedremo un'altra come lei".
Il programma esplora anche la leadership della defunta Regina in tempi di crisi nazionale, inclusa la pandemia di Covid, durante la quale morì Filippo all'età di 99 anni. Rigide restrizioni nazionali anti-Covid erano in vigore per il suo funerale, svoltosi il 17 aprile nella Cappella di San Giorgio a Windsor, a cui parteciparono solo 30 persone. Downing Street aveva offerto alla famiglia reale di derogare ad alcune restrizioni, tra cui il distanziamento sociale e la "bolla familiare", che prevedeva che solo i membri dello stesso nucleo familiare potessero sedersi insieme. Ma la Regina rifiutò e seguì le linee guida osservate dal pubblico. Ciò portò a una delle immagini più emblematiche del suo regno: a capo chino, con indosso una mascherina nera, seduta da sola in lutto per la morte del marito, con cui era stata sposata per 73 anni. Obama e sua moglie, Michelle, strinsero un forte legame con Elisabetta dopo la loro visita di Stato nel Regno Unito nel 2011.
"Ciò che mi ha colpito in ogni conversazione che ho avuto con lei è stata la profondità della sua esperienza", ha detto Obama. "Comprendeva la portata della storia. Questo le conferiva rispetto sulla scena mondiale. La combinazione del senso del dovere con una qualità profondamente umana di gentilezza e considerazione, e senso dell'umorismo. Credo che sia questo che l'abbia resa così amata, non solo in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo. Grazie al fatto di aver conosciuto ogni personaggio di spicco del XX secolo, rappresenta un ponte con la storia".

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(Adnkronos) - Allarme infortunio per Jannik Sinner a Madrid. Oggi, lunedì 20 aprile, il tennista azzurro ha lamentato un problema alla spalla al termine delll'allenamento nella capitale spagnola. Sinner è sceso in campo per un allenamento ad alta intensità sotto il sole di Madrid, prendendo confidenza con i campi e le condizioni del torneo.
Dopo oltre un'ora di allenamento, secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, Sinner avrebbe acccusato un leggero fastidio alla spalla sinistra, terminando quindi la sessione. Il problema andrà sicuramente approfondito nelle prossime ore, ma non sembra destare particolare preoccupazione in vista dell'esordio al Masters 1000 spagnolo.
Jannik Sinner ha scoperto oggi, lunedì 20 aprile, il tabellone e i possibili avversari. L'azzurro esordirà nel Masters 1000 di Madrid al secondo turno, avendo ricevuto un bye nel primo. A sfidare l'azzurro sarà un qualificato, mentre al terzo turno potrebbe attenderlo uno tra l'americano Alex Michelsen o il canadese Gabriel Diallo. Ottavi di finale potenziali contro lo statunitense Tommy Paul o il ceco Tomas Machac.
Ai quarti invece attenzione alla sfida con l'australiano Alex De Minaur, il russo Andrej Rublev o il brasiliano Joao Fonseca, già battuto, seppur con qualche difficoltà, a Indian Wells. In semifinale ad attendere Sinner potrebbe esserci l'americano Ben Shelton, che ha battuto Flavio Cobolli nella finale dell'Atp di Monaco di Baviera, il francese Arthur Fils, fresco vincitore a Barcellona, o il derby azzurro con Lorenzo Musetti.
Soltanto in finale infine la sfida con la seconda testa di serie del torneo, il tedesco Alexander Zverev, oppure con il russo Daniil Medvedev o ancora con il canadese Felix Auger-Aliassime.
Quando giocherà Sinner a Madrid? Ecco tutte le possibili date dei match del numero uno nel Masters 1000 spagnolo:
Secondo turno venerdì 24 o sabato 25 aprile
Terzo turno domenica 26 o lunedì 27 aprile
Ottavi di finale martedì 28 aprile
Quarti di finale mercoledì 29 o giovedì 30 aprile
Semifinali venerdì 1 maggio
Finale domenica 3 maggio

(Adnkronos) - Fabio Caressa 'sfotte' Paolo Di Canio. Il giornalista è stato protagonista di un siparietto con l'ex attaccante, tra le altre, della Lazio durante l'ultima puntata di Sky Sport Club, porgendo a Di Canio un cuscino per non ripetere quanto visto la settimana precedente.
Di Canio infatti, durante il dibattito calcistico, aveva preso a testate il tavolo, finendo per farsi male. Tutto era iniziato da una domanda della giornalista Federica Masolin, che gli aveva chiesto quando le squadre di Serie A sarebbero arrivate al livello di quelle di Premier League. Un tema che ha mandato in escandescenza Di Canio, che ha ribattuto con un "vuoi farmi intristire?", cominciando a prendere a testate il tavolo, "tu mi hai provocato e io mi spacco la testa". Risultato? Bernoccolo e imbarazzo in studio.
Per scongiurare tutto questo Caressa ha detto all'ex attaccante: "Aspetta Paolo, se parliamo di calcio inglese ti metto il cuscino, non sia mai che dai altre capocciate sul tavolo", porgendo a Di Canio un vero cuscino e provocando le risate dello studio.

(Adnkronos) - In occasione del Fuorisalone 2026, Geberit apre ufficialmente al pubblico il suo nuovo Geberit Experience Center, il primo spazio polifunzionale del Gruppo a livello internazionale presso Opificio 31, nel cuore del distretto milanese del design. Pensato come luogo di incontro e confronto con progettisti, architetti, imprese, installatori, stakeholder e comunità locale, il nuovo spazio nasce con l’obiettivo di raccontare l’identità del brand attraverso un’esperienza aperta, immersiva e relazionale. Ad accompagnare questa apertura, con l’evento Flow. Form. Function, è la presentazione in esclusiva dell’installazione RŌS realizzata dallo studio di design svizzero atelier oï che darà il benvenuto al pubblico al Geberit Experience Center. Pensato in esclusiva per la Milano Design Week 2026, il progetto dà forma fisica all’idea che la comprensione profonda del flusso dell’acqua possa diventare il punto di partenza per un design che svolge realmente una funzione, traducendo il know-how tecnologico di Geberit in un’esperienza visiva e spaziale ad alto impatto. L’installazione si sviluppa come un percorso immersivo in cui centinaia di sottili molle in acciaio inossidabile guidano il movimento delle gocce d’acqua lungo traiettorie definite in una composizione dinamica, capace di rivelare la bellezza nascosta dei sistemi idrici normalmente invisibili. Il loro movimento conserva tuttavia una sottile variabilità: a volte veloce, a volte lento, si arresta, si unisce o si divide.
È una narrazione che unisce arte, design e funzione, portando in primo piano ciò che solitamente resta dietro la parete e rendendo percepibile, anche emotivamente, l’intelligenza che governa il rapporto tra acqua, spazio e tecnologia. Il risultato è una tensione suggestiva tra ingegneria ed emozione, tra controllo e libertà. La scelta di collaborare con atelier oï riflette la volontà di Geberit di confrontarsi con uno studio capace di interpretare contenuti tecnologici complessi attraverso un linguaggio progettuale poetico, essenziale e contemporaneo. In questo incontro tra visione creativa e competenza industriale prende forma un progetto che non si limita a mettere in scena l’acqua, ma la trasforma in principio generativo di tutto il racconto espositivo. “Con RŌS abbiamo voluto dare forma visibile a ciò che normalmente resta nascosto: il movimento dell’acqua, la sua precisione, la sua capacità di generare relazione tra tecnica ed emozione. Per noi il flusso diventa un gesto progettuale, un’esperienza capace di esprimere insieme leggerezza, funzione e armonia”, sottolinea Timo Heiniger, Associate Interior Design atelier oï. L’installazione ha inoltre l’obiettivo di accogliere il visitatore e introdurlo nell’universo Geberit, invitandolo a scoprire il Geberit Experience Center. Punto di partenza per lo sviluppo dello spazio è stata la sfida di voler tradurre in altri codici comunicativi e visivi Mastering Water, concept del brand che rappresenta la perfetta sintesi tra know-how e capacità di gestione dell’acqua lungo tutto il percorso all’interno degli edifici.
Un’idea tradotta, a livello di spazi e planimetrie, rendendo visibili flussi, infrastrutture e soluzioni normalmente nascoste e trasformando la competenza tecnica in esperienza tangibile per il visitatore. Geberit Experience Center, che si estende su quasi 800 metri quadrati, è stato progettato come un ambiente esperienziale in cui l’acqua è il filo conduttore dell’intero percorso e dove l’identità dell’azienda prende forma attraverso aree dedicate all’innovazione, alla dimostrazione dei sistemi, al dialogo e al product testing. Un progetto che inaugura durante la Design Week, ma che ha l’ambizione di alimentare una riflessione strutturata e articolata sulla progettazione e la gestione dell’acqua come sottolinea Silvia Del Vitto, Responsabile Marketing Geberit: “Lo spazio non nasce come semplice showroom, ma come luogo permanente, vivo e relazionale, concepito per ospitare durante tutto l’anno momenti di formazione, workshop, eventi, networking e confronto con professionisti, partner, studenti e stakeholder. L’obiettivo è farne un punto di riferimento aperto alla città e al settore, dove competenza tecnica, cultura dell’acqua e innovazione possano tradursi in dialogo continuo ed esperienza diretta”.
(Adnkronos) - "La polemica improvvisa tra Ranieri e Gasperini? Caspita! Il calcio è così tanto bello, bello giocato, bello dentro le quattro linee. Le polemiche fuori... Le polemiche a me non piacciono. A me piace giocare, piace scherzare, piace divertirmi dentro al campo. Sono due uomini... due persone che dovevano portare un po' di tranquillità a tutti i calciatori. Speriamo che questa polemica possa finire il più presto possibile". Sono le parole dell'ex difensore della Roma Marcos Cafu, a proposito della polemica tra il senior advisor del club giallorosso Claudio Ranieri e il tecnico Gian Piero Gasperini, in occasione dei Laureus Awards a Madrid.

(Adnkronos) - Rapina in una gioielleria nel centro commerciale Euroma2 a Roma. Sul caso sono in corso le indagini della polizia intervenuta sul posto. Da una primissima ricostruzione, 4-5 persone hanno fatto irruzione a volto coperto nella gioielleria del centro commerciale. Armati di picconi hanno rotto i vetri e sono entrati nel negozio lanciando fumogeni e usando un estintore. Sono poi scappati con un bottino ancora da quantificare.

(Adnkronos) - L'ex 'Pendolino' giallorosso Marcos Cafu parla della polemica tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini, invitando a ritrovare serenità e a lasciare parlare il campo. Dai Laureus Awards di Madrid, l’ex bandiera giallorossa commenta anche il lavoro del tecnico e le ambizioni della Roma, tra corsa Champions e sogni di Scudetto.
"La polemica improvvisa tra Ranieri e Gasperini? Caspita! Il calcio è così tanto bello, bello giocato, bello dentro le quattro linee. Le polemiche fuori... Caspita, a me non piacciono. A me piace giocare, piace scherzare, piace divertirmi dentro il campo. Sono due uomini... due persone che dovevano portare un po' di tranquillità a tutti i calciatori. Speriamo che questa polemica possa finire il più presto possibile", ha detto Cafu.
"Il lavoro di Gasperini alla Roma è buonissimo. I problemi ci sono in tutte le squadre, anche la Roma può avere dei problemi, ma il lavoro è stato, fino adesso, molto bello. Speriamo che lui possa far sognare un'altra volta la Roma e anche vincere lo Scudetto nella prossima stagione. Corsa Champions? È ancora aperta, è ancora da giocare. Sono tutte squadre che hanno possibilità di giocarsela, anche la Roma ha le sue possibilità, però dipende solo da loro", ha aggiunto l'ex esterno brasiliano.

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz salta gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros? L'infortunio rimediato a Barcellona dal tennista spagnolo, che lo ha costretto a saltare il Masters 1000 di Madrid, preoccupa e potrebbe costringerlo a restare fuori dai campi per molto tempo, con il rischio di scivolare ancora più indietro nel ranking Atp dopo il sorpasso piazzato da Jannik Sinner al numero 1.
A lanciare l'allarme è stato Feliciano Lopez, il direttore del torneo della capitale spagnola, che a Radioestadio ha raccontato di aver subito un infortunio simile da giocatore: "Io sono stato fermo circa due mesi, ma non so quale sia l’entità del suo infortunio. Io non riuscivo nemmeno a tenere la racchetta in mano, dopo tornei intensi arrivi stanco e un problema de genere può accadere".
"Spero non ci sia rottura di qualche piccolo osso del polso", ha spiegato, "ma penso che sia quasi impossibile che possa giocare a Roma, speriamo riesca a recuperare per Parigi e recuperare il prima possibile, perché per lui è un momento importante della stagione. Ci sono circa 4.000 punti in palio".
Carlos Alcaraz ha rimediato un infortunio al polso durante il match contro Virtanen nel primo turno dell'Atp 500 di Barcellona, vinto in due set 6-4, 6-2. Durante il primo set infatti, Alcaraz si è toccato il polso dolorante, chiedendo l'interruzione e l'intervento del fisioterapista. Dopo il trattamento lo spagnolo è riuscito a tornare il campo e chiudere il parziale, salvo poi ritirarsi al termine del match.
"E' complicato sedermi qui oggi e annunciare che non potrò proseguire il torneo", ha detto Alcaraz in conferenza stampa, "nel match diho sentito un dolore al polso, è aumentato gradualmente. Non credevo sarebbe diventata una situazione grave, ma è un infortunio più serio del previsto".
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