
(Adnkronos) - L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com, Booking.com International e Booking.com per pratiche commerciali scorrette. In particolare, Booking.com attribuirebbe alle strutture ricettive aderenti al programma partner preferiti (e alla sua estensione preferiti plus) un migliore posizionamento nei risultati di ricerca all’interno della piattaforma, elementi grafici di maggiore evidenza e claim per enfatizzarne la qualità del servizio e la convenienza in termini di rapporto qualità-prezzo, nonostante i requisiti di ammissione a questi programmi non sarebbero idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a quelle strutture.
Secondo l’Autorità, infatti, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative. Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali credendo - erroneamente - che queste strutture siano, a parità di caratteristiche, migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto alle strutture non aderenti. Questo potrebbe addirittura portare i consumatori a selezionare strutture in media più costose.
Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di Booking.com con l’ausilio del Nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza.

(Adnkronos) - "L'Iran è al collasso a livello finanziario! Vogliono lo Stretto di Hormuz immediatamente aperto". CosìDonald Trump in un post su Truth, dopo aver esteso il cessate il fuoco, parlando di una Repubblica islamica con un "disperato bisogno di denaro" che "perde 500 milioni di dollari al giorno".
"Militari e poliziotti si lamentano di non ricevere le paghe. SOS!!!", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nel messaggio, dopo che ieri sera ha annunciato - sempre via social - che alla luce della "grave frammentazione del governo dell'Iran" e su "richiesta del felmaresciallo Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif del Pakistan ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco all'Iran fin quando i loro leader e rappresentanti non si presenteranno con una proposta unitaria". Il tycoon ha aggiunto di aver ordinato alle forze Usa di "continuare il blocco" navale, "restare pronte" a tutto, nonostante la proroga del cessate il fuoco.
In un altro post su Truth ha scritto che l'Iran vuole lo Stretto di Hormuz "aperto in modo da poter fare 500 milioni di dollari al giorno". "Dicono di volerlo chiuso solo perché l'ho bloccato completamente (chiuso!), quindi vogliono semplicemente 'salvare la faccia'", ha incalzato. "Quattro giorni fa, persone mi hanno detto: 'L'Iran vuole aprire immediatamente lo Stretto' - ha proseguito nel messaggio - Ma se lo facessimo, non potrebbe mai esserci un Accordo con l'Iran, a meno che non decidessimo di far saltare il resto del loro Paese, leader compresi!".
Trump attacca anche il Wall Street Journal, che - ha affermato il tycoon - "ha perso la retta via". Il presidente degli Stati Uniti parla di "un idiota nel comitato editoriale del Wall Street Journal, di nome Elliot Kaufman", che "di me scrive che sono stato preso per un 'fesso'". "Certamente non la pensa così l'Iran! Né nessun altro", ha scritto il tycoon nelle ultime ore in un lungo post su Truth in cui fa riferimento all'editoriale di due giorni fa intitolato 'Gli iraniani prendono Trump per un fesso'.
"Davvero? Per 47 anni hanno ucciso la nostra gente e molti altri e si sono approfittati di ogni presidente, ad eccezione di me", ha proseguito Trump nel messaggio insistendo sul fatto che "lo Stretto di Hormuz è bloccato e completamente sotto il controllo degli Usa" e che "si dice l'Iran stia perdendo 500 milioni di dollari al giorno". "Tutta la loro Marina è in fondo al mare, l'Aeronautica è andata, le loro difese aeree e i radar sono stati spazzati via", ha incalzato, tornando anche sulle operazioni dello scorso giugno. "I loro laboratori nucleari e le zone di deposito sono stati distrutti - ha aggiunto - I loro leader sono morti".
Per Trump la Repubblica islamica è una "catastrofe economica appesa a un filo". Non mancano nel lungo post critiche all'ex presidente Barack Obama e ad "altri presidenti", accusati di "non aver fatto nulla per fermarli". Il tycoon conclude scrivendo di "immaginare Rupert Murdoch abbia detto" di scrivere l'editoriale "in questo modo perché il Wsj ha perso la retta via" ed è "solo un altro foglio politico in declino".

(Adnkronos) - Una tragedia si è consumata nella notte a Catanzaro. Una donna si è lanciata dal terzo piano di un edificio di via Zanotti Bianco, insieme ai suoi tre figli. Morti sul colpo la donna e due bambini. La terza figlia, di 6 anni, è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese, gravi le sue condizioni. Ignote al momento le cause del gesto disperato. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, il personale medico del 118 e della Medicina legale dell'Università 'Magna Grecia'.

(Adnkronos) - Una tragedia si è consumata nella notte a Catanzaro. Una donna si è lanciata dal terzo piano di un edificio di via Zanotti Bianco, insieme ai suoi tre figli. Morti sul colpo la donna e due bambini. La terza figlia, di 6 anni, è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese, gravi le sue condizioni. Ignote al momento le cause del gesto disperato. Sul posto sono intervenuti la Polizia di Stato, il personale medico del 118 e della Medicina legale dell'Università 'Magna Grecia'.

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 22 aprile, nuova puntata di 'Chi l'ha visto?' alle 21.20 su Rai 3. Nel corso della trasmissione di Federica Sciarelli spazio al caso dello chef Emiliano Milza, al mistero sulla morte di mamma e figlia a Campobasso e alla scomparsa di Alessandro Venturelli.
Colpo di scena nell'inchiesta sullo chef Emiliano Milza: è stato riesumato il corpo del padre. Oltre ad aver ucciso la compagna per intascare il premio dell’assicurazione l’uomo aveva già ucciso anche il padre e la badante peruviana? Mentre la Procura indaga per capire se Milza abbia somministrato loro dosi massicce di farmaci, Federica Sciarelli proporrà alcune testimonianze inedite sul caso.
Continua il mistero della morte di mamma e figlia a Campobasso: quando avrebbero ingerito la ricina? Ed erano loro i bersagli dell'avvelenamento? Decisivi gli esiti sulla ricina a Pavia ma anche gli accertamenti irripetibili sui vetrini a Bari. 'Chi l’ha visto?' ha trovato alcuni documenti inediti.
Infine, il caso di Alessandro Venturelli: il giudice ha archiviato perché non ci sono prove né spunti investigativi per ritenere che qualcuno lo stia trattenendo o gli abbia fatto del male, ma per i genitori non è possibile archiviare una scomparsa e chiedono di continuare a cercarlo.

(Adnkronos) - La sindrome di Down, in alcuni casi, potrebbe dipendere anche da una reazione autoimmune: un meccanismo di auto-attacco che porta gli anticorpi materni a bersagliare la membrana di rivestimento dell'ovocita, e che potrebbe spiegare perché a volte anche una mamma giovane può concepire un bimbo con trisomia 21. Lo suggerisce uno studio coordinato da Giuseppe Noia, docente di Medicina dell'età prenatale all'università Cattolica del Sacro Cuore - campus di Roma e della Uosd Hospice perinatale della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, nonché presidente della Fondazione Il cuore in una goccia Ets, promotrice e cofinanziatrice del progetto di ricerca.
Il lavoro, condotto al Gemelli, è stato pubblicato sull''International Journal of Molecular Sciences'. Tra gli autori di università Cattolica e Policlinico Gemelli: Marco De Santis, professore associato e direttore Uosd Hospice perinatale dell'Irccs; Maurizio Genuardi, professore ordinario e direttore Uoc di Genetica medica del Gemelli; Tina Pasciuto, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della vita e Sanità pubblica della Cattolica, e Francesco Ria, professore associato presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia translazionale dell'ateneo.
La sindrome di Down - spiegano gli esperti di UniCatt e Gemelli - è il risultato della non-disgiunzione della coppia di cromosomi 21 nell'ovocita, che porta alla genesi di una trisomia 21, ovvero alla presenza nel Dna fetale di un cromosoma 21 in più. La teoria classica finora conosciuta sulla trisomia 21 è che sia dovuta all'invecchiamento degli ovociti materni e quindi che sia età-dipendente. Tuttavia, la presenza di concepimenti con trisomia 21 in donne giovani non ha finora trovato una spiegazione plausibile. Eppure c'è una fascia di donne giovani in cui l'evento trisomico si verifica. I dati più recenti (Howard Cuckle, et al. 'Maternal age in the epidemiology of common autosomal trisomies', 'Prenatal Diagnosis' 2020) mostrano che la prevalenza nelle donne giovani non è irrilevante: dai 20 ai 30 anni è di 0,67-1,06/1.000 e dai 30 ai 40 anni di 2,83-11,6/1.000. E' in questo quadro che si inserisce il nuovo studio.
La ricerca ha preso le mosse da una proposta che nel 2020 la Fondazione Il cuore in una goccia ha rivolto al Comitato etico del Policlinico Gemelli. Il progetto puntava a verificare una nuova ipotesi sulla genesi della trisomia 21. La finalità dello studio, durato 5 anni, era quella di dosare nel sangue delle mamme che avevano avuto una gravidanza con sindrome di Down la presenza di auto-anticorpi, ossia anticorpi patologici che attaccano il corpo stesso che li produce. In particolare, i ricercatori cercavano auto-anticorpi diretti contro la zona pellucida (una membrana che protegge l'ovulo e riconosce lo spermatozoo, indispensabile per il concepimento) come fattore di autoimmunità proprio durante il concepimento. L'autoimmunità si presenta dunque come un altro possibile fattore di rischio complementare all'età materna.
Lo studio ha coinvolto una popolazione di donne che avevano avuto un bambino con sindrome di Down e una popolazione controllo di madri di neonati senza patologie cromosomiche. I dosaggi sono stati effettuati dal gruppo di Ria presso i laboratori del Policlinico Gemelli, mentre l'analisi statistica è stata effettuata da Pasciuto. "Il confronto tra le due popolazioni - riferisce Noia - ha mostrato la presenza di anticorpi anti-zona pellucida con probabilità statisticamente superiore nel sangue delle madri che avevano avuto un bambino con sindrome di Down, rispetto alla popolazione delle madri nel gruppo di controllo. In particolare, il 34% delle prime presentavano auto-anticorpi nel sangue, contro nessuna delle madri del gruppo di controllo". La teoria avanzata dagli autori si pone in maniera completamente nuova nel panorama dello studio delle cause che portano al verificarsi di una trisomia 21 da non-disgiunzione; spiega come si possano verificare concepimenti con trisomia 21 anche in donne giovani, e può motivare l'insorgenza della sindrome di Down indipendentemente dall'età materna.
"Introdurre la variabile di tipo autoimmune diventa un elemento di forte novità dello studio di questa sindrome - commenta Noia - e apre nuovi scenari di ricerca e future applicazioni cliniche in ambito preconcezionale, per consentire alle coppie a rischio di affrontare in modo consapevole la propria storia procreativa. Sottolineiamo che tale studio apre alternative, nelle consulenze preconcezionali alle coppie che scelgono la consapevolezza di conoscere un rischio, di poter intervenire per modulare la risposta immunologica. Ovviamente - conclude il docente - è al mondo medico-scientifico che verrà richiesto un ulteriore impegno di ricerca e approfondimento rispetto a tutti gli innumerevoli scenari di studio, a cui questo primo importante lavoro dà adito".

(Adnkronos) -
"Dopo vent’anni è il momento di rinnovare l’aspetto delle nostre banconote affinché i cittadini europei di ogni età e provenienza vi si possano riconoscere". Queste le parole di Christine Lagarde, presidente della Bce. Nel 2021 l'annuncio dell'intenzione di rinnovare la veste grafica di sei tagli dell'euro (5, 10, 20, 50, 100 e 200). A fine aprile 2026 una tappa importante di questo processo.
Le prime banconote in euro sono entrate in circolazione il 1o gennaio 2002. Nel dicembre 2021 l'annuncio della volontà di rinnovare la veste grafica delle banconote in euro nell’ambito del processo di sviluppo di una nuova serie. "Vogliamo assicurare che le banconote in euro continuino a essere disponibili e accessibili e che rappresentino anche in futuro un mezzo di pagamento sicuro ed efficiente. Inoltre ci preme che le banconote in euro siano più sostenibili e più rispettose dell’ambiente. È per questo che consideriamo l’impronta ambientale delle banconote per poter ridurre il loro impatto ambientale grazie a nuovi materiali e processi. Lo sviluppo della nuova serie è anche un’opportunità per rendere le banconote più inclusive", si legge sul sito della Bance centrale europea.
Il 30 novembre 2023 il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di passare alla fase successiva del processo di progettazione della nuova veste grafica delle banconote in euro, scegliendo due possibili temi: 'Cultura europea' e 'Fiumi e uccelli' e i relativi motivi decorativi. Il 15 luglio 2025 ha quindi indetto ufficialmente il concorso per le future banconote in euro, invitando a partecipare tutti i grafici residenti nell’Unione europea.
I grafici selezionati hanno ricevuto indicazioni dettagliate e devono presentare le loro proposte di progettazione, per uno o entrambi i temi, entro la fine di aprile 2026. Tutte le proposte saranno valutate dalla Giuria del concorso, composta da esperti indipendenti. La giuria sceglierà un massimo di 10 proposte (5 per tema) da sottoporre all’esame del Consiglio direttivo.
Il concorso di progettazione dovrebbe concludersi nel giugno 2026: tutti i partecipanti saranno informati dei risultati. Successivamente la Bce condurrà un’indagine pubblica per conoscere il punto di vista dei cittadini sulle proposte progettuali selezionate per la fase finale. Il Consiglio direttivo terrà conto di questi riscontri prima di annunciare la proposta progettuale definitiva per le future banconote in euro, attesa entro la fine del 2026.
Una volta scelta la proposta definitiva, il Consiglio direttivo deciderà quando iniziare a produrre ed emettere le nuove banconote in euro. La data di entrata in circolazione delle nuove banconote non è stata ancora stabilita. Ci vorranno quindi ancora diversi anni prima che arrivino nelle tasche delle persone.
La banconota da 500 euro non ci sarà più come stabilito dalla Bce già dal 2019 con lo stop alle emissioni di questo taglio per l’attuale serie in circolazione. Il 4 maggio 2016 il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso che il taglio da 500 non avrebbe fatto parte della serie Europa e che la sua emissione sarebbe cessata intorno alla fine del 2018.
Le Banche centrali dell'Eurosistema hanno continuato a distribuire le banconote da 500 fino al 26 gennaio 2019. Per assicurare una fluida transizione e per motivi logistici, le Banche centrali della Germania (Deutsche Bundesbank) e dell'Austria (Oesterreichische Nationalbank) hanno continuato a emettere il taglio da 500 fino al 26 aprile 2019.
Le banconote da 500 continuano comunque ad avere corso legale e possono essere utilizzate per i pagamenti e come riserva di valore: come tutte le altre banconote euro, manterranno sempre il proprio valore e potranno essere cambiate presso le Banche centrali dell'Eurosistema senza limiti di tempo. Gli operatori professionali (banche, società di servizi, cambiavalute, ecc.) possono ricircolare le banconote da 500.

(Adnkronos) - Torna la Coppa Italia con la seconda semifinale di ritorno. Oggi, martedì 21 aprile, si gioca Atalanta-Lazio alla New Balance Arena di Bergamo dopo il 2-2 dell'andata. I nerazzurri arrivano dal pareggio contro la Roma nell'ultimo turno di campionato, mentre la squadra di Maurizio Sarri è reduce da un grande successo al Maradona contro il Napoli. Per entrambe le squadre, la coppa nazionale diventa a questo punto un trofeo che può dare senso a una stagione. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Atalanta-Lazio, in campo stasera alle 21:
Atalanta(3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini, Djmsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Raspadori, Krstovic. All. Palladino.
Lazio(4-3-3) Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Cancellieri, Maldini, Zaccagni. All. Sarri.
Atalanta-Lazio, semifinale di ritorno di Coppa Italia, sarà visibile in diretta e in chiaro su Mediaset, Italia 1. Partita visibile anche in streaming sul sito di Sportmediaset e su Mediaset Infinity.

(Adnkronos) - La Russia contro Giorgia Meloni. Da Mosca arriva un attacco violento e volgare contro la presidente del Consiglio. A colpire è Vladimir Solovyov, uno dei più noti volti televisivi e propagandista vicinissimo al Cremlino. Il 'megafono' di Vladimir Putin prende di mira la premier italiana dal suo programma Polnyj Kontakt, in onda su Russia 1. Solovyov, in passato anche ospite di programmi italiani, insulta Meloni con una raffica di offese in italiano: "Vergogna della razza umana, idiota patentata, bestia, Giorgia putta..Meloni, brutta donnuccia, cattiva", afferma il giornalista dalla sua postazione in studio.
Quindi, l'attacco prosegue in russo: "Questa Meloni è una carogna fascista che ha tradito i suoi elettori, perché si era presentata con tutt'altri slogan. Beh, il tradimento è il suo secondo nome. Ha tradito anche Trump, al quale in precedenza aveva giurato fedeltà", prosegue Solovyov, in russo, facendo riferimento alle recenti critiche mosse da Donald Trump alla presidente del Consiglio. La conclusione del monologo è in italiano: "Ma non è necessario discutere con questo punto di vista. È la vera realtà". I toni durissimi di Solovyov contro l'Italia, in senso lato, non sono una novità. Il giornalista è stato colpito da sanzioni adottate dall'Occidente dopo l'inizio della guerra contro l'Ucraina. Le sanzioni hanno coinvolto anche le due ville che Solovyov possiede sul lago di Como, immobili del valore di circa 8 milioni di euro "Le ho comprate, ho pagato una quantità pazzesca di tasse, ho fatto tutto".
All'attacco di Solovyov, nella serata italiana, replica la presidente del Consiglio con un post pubblicato sui social. "Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada", dice Giorgia Meloni. "Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell'Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine".
Le offese di Solovyov determinano l'intervento della Farnesina. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajanu, annuncia di aver "fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyov sulla televisione russa nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza".
Alla presidente del Consiglio arriva la solidarietà del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che "esprime indignazione per le volgari parole del conduttore russo Vladimir Solovyov". Le offese alla premier vengono stigmatizzate da tutta la politica italiana, senza distinzione tra maggioranza e opposizione.
"Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al ministero degli Affari Esteri italiano per avanzare proteste in relazione a presunti attacchi indirizzati da Mosca al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni", scrive sui social l'ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov dopo la sua convocazione alla Farnesina.
Innanzitutto, scrive Paramonov, "Giorgia Meloni è un capo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell’Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale". Poi, sottolinea, "il pretesto della convocazione al Ministero (le parole di un noto giornalista russo, peraltro assai capace e popolare, pronunciate sul suo canale online privato) difficilmente può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all’intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane".
A quanto pare, sostiene l'ambasciatore russo in Italia, "il tentativo di gonfiare quest'episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell’azione, all’interno del cosiddetto 'deep state' italiano, di forze antirusse legate all’Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell'Italia gli uni contro gli altri, d'indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d’immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia".

(Adnkronos) - Donald Trump estende la tregua con l'Iran, la guerra non ricomincia, almeno per ora, anche se i negoziati non ripartono. Il presidente degli Stati Uniti annuncia la proroga del cessate il fuoco, ormai arrivato alla scadenza, mentre la Repubblica Islamica diserta il secondo round di colloqui programmato a Islamabad, in Pakistan. Le distanze tra Washington e Teheran restano ampie, complice soprattutto il blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz e mantenuto da Trump.
La mediazione del Pakistan non è sufficiente per la ripresa del dialogo diretto ma evita che la situazione precipiti. Quando si concretizza il no definitivo dell'Iran al summit di Islamabad, in una giornata che riporta il prezzo del petrolio verso i 100 dollari al barile, Trump annuncia la proroga del cessate il fuoco. Il viaggio del vicepresidente JD Vance salta, la delegazione a stelle e strisce con l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, emissario e genero del presidente, resta a Washington. Trump, fino a poche ore prima contrario ad uno spostamento della deadline, confeziona la decisione con un post su Truth: la Casa Bianca agisce su richiesta esplicita del Pakistan in un quadro caratterizzato da tensioni interne al regime.
"Considerata la grave frattura che sta colpendo il governo iraniano, circostanza non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l'attacco all'Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria", scrive Trump che allude a posizioni divergenti a Teheran.
Da un lato ci sarebbero i membri del team negoziale - il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf - dall'altra i Pasdaran: chi pesa di più e chi dovrebbe firmare l'eventuale accordo? "Ho ordinato alle nostre Forze Armate di proseguire con il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando non verrà presentata la loro proposta e non si concluderanno i negoziati, in un modo o nell'altro", aggiunge il presidente ufficializzando i tempi supplementari senza indicarne la durata. Intanto, l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, viene richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con l'Iran.
Trump prova a rimandare la palla nel campo avversario, senza però fissare un termine preciso e senza modificare minimamente le due condizioni fissate dagli Usa: il blocco navale rimane finché non si arriva ad un'intesa, l'Iran non potrà dotarsi di armi nucleari. Tocca a Teheran, afferma il presidente americano, effettuare la prossima mossa e scegliere: sedersi al tavolo per un accordo o prepararsi al secondo tempo della guerra.
L'Iran, nell'arco di una giornata che si snoda tra ipotesi e smentite, attribuisce le responsabilità dello stallo agli Stati Uniti. Il blocco navale, con il conseguente sequestro di navi, "è un atto di pirateria", dice il ministero degli Esteri. La prima reazione ufficiale all'annuncio di Trump è tutta un programma: "L'estensione della tregua da parte di Trump non ha alcun significato. La parte perdente non può dettare le condizioni", dice Mahdi Mohammadi, consigliere di Ghalibaf. "La prosecuzione dell'assedio non fa differenza rispetto al bombardamento e deve ricevere una risposta militare. Inoltre, l'estensione della tregua da parte di Trump è certamente un modo per guadagnare tempo al fine di un attacco a sorpresa. E' Il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa".

(Adnkronos) - Donald Trump ha provato a "usare i codici nucleari" nella guerra tra Stati Uniti e Iran? L'ipotesi rimbalza sul web dopo le affermazioni di un ex funzionario della Cia e la Casa Bianca è costretta a smentire. Ad innescare tutto sono le parole di Larry Johnson, ex membro della Cia che nella giornata del 20 aprile interviene nel podcast Judging Freedom, lo show condotto Andrew Napolitano, ex analista legale di Fox News. Secondo la ricostruzione di Johnson, Trump avrebbe cercato di "usare i codici nucleari" durante un infuocato meeting, andato in scena sabato scorso, sulla crisi in Medio Oriente. A ricostruire il quadro è Newsweek, che riporta anche la secca smentita della Casa Bianca che, attraverso un portavoce, "critica la diffusione" dei rumors. La ricostruzione di Johnson, non supportata da elementi concreti, fa riferimento ad un confronto acceso tra Trump e il generale Dan Caine, numero 1 degli Stati maggiori congiunti.
Secondo Johnson, lo scambio di battute si sarebbe trasformato "apparentemente in un vero e proprio litigio" nel quale il generale Caine che si sarebbe rifiutato di autorizzare l'uso dei "cosiddetti codici nucleari". Come unica prova, il podcast avrebbe mostrato un filmato di Caine che cammina a testa bassa nei giardini della Casa Bianca. Newsweek evidenzia che non è stata trovata alcuna conferma indipendente di questo scambio. Il 18 aprile si sarebbero effettivamente tenuti incontri di alto livello per discutere la scadenza del cessate il fuoco con l'Iran, ma nessuna testata giornalistica e nessun funzionario governativo ha confermato che sia mai stata invocata l'autorizzazione al lancio nucleare. "E' credibile? Avrei bisogno di un paio di conferme da fonti attendibili prima ancora di degnarmi di rispondere a questa domanda", ha dichiarato a Newsweek il senatore della Carolina del Nord Thom Tillis. "Semplicemente non ci riesco. Non riesco a immaginarlo. Conoscendo il presidente, non riesco proprio a immaginare che sia mai stata una seria ipotesi".

(Adnkronos) - Jannik Sinner si prepara all'esordio nel Masters 1000 di Madrid. Il numero uno al mondo inizierà il suo percorso nel Masters 1000 spagnolo dal secondo turno e lo farà contro un qualificato. Da oggi, martedì 21 aprile, c'è una certezza: il suo avversario nel primo match nella capitale spagnola sarà un francese. Jannik se la vedrà contro uno tra Benjamin Bonzi (già battuto tre volte in tre match) e Titouan Droguet (mai affrontato in carriera), che si sfideranno nel primo turno del torneo.
Il fuoriclasse azzurro scenderà in campo venerdì 24 aprile per il suo esordio nel Masters 1000 spagnolo (orario ancora da confermare) contro uno dei due transalpini. Ecco tutte le possibili date dei match del numero uno:
Secondo turno venerdì 24 aprile
Terzo turno domenica 26 o lunedì 27 aprile
Ottavi di finale martedì 28 aprile
Quarti di finale mercoledì 29 o giovedì 30 aprile

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi del Superenalotto di oggi, martedì 21 aprile 2026, nel primo appuntamento settimanale. Centrati invece due '5' che vinconoi ciascuno 93.725,23 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 153,5 milioni di euro. Si torna a giocare giovedì 23 aprile.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Come faccio a sapere se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 18, 19, 40, 43, 56, 77. Numero Jolly: 6. Numero SuperStar: 65.

(Adnkronos) - L'amministratore delegato di Terna, Giuseppina Di Foggia, comunica la società in una nota, "ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto". L’azienda, aggiunge la nota, "diffonderà ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance".

(Adnkronos) - L'amministratore delegato di Terna, Giuseppina Di Foggia, rinuncia alla contestata indennità di fine rapporto da 7,3 milioni di euro. Di Foggia, indicata per la presidenza di Eni, "ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto", spiega Terna in una nota, aggiungendo che saranno diffuse "ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance".
La nota della società arriva poco ore dopo la presa di posizione della premier Meloni, che, a margine della sua visita al Salone del mobile di Milano, intervenendo sulla polemica legata ai cospicui emolumenti chiesti dalla manager, aveva lanciato una sorta di ultimatum: “Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna: mi pare abbastanza semplice la questione”, aveva detto, aggiungendo: "Credo che questa sia una scelta della Di Foggia, ovviamente nel caso valuteremo le nostre alternative".
Intanto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle finanze Giorgetti e al ministro delle imprese e del made in Italy Urso sulla vicenda. Secondo Misiani “i fatti sono di una gravità che non può essere ignorata. Di Foggia, nominata da questo governo nel 2023 e ora scaricata dallo stesso esecutivo che l’aveva voluta, avrebbe chiesto a Terna una buonuscita di 7,3 milioni di euro nonostante sia destinata alla presidenza di un’altra grande partecipata pubblica. Una pretesa che appare in diretto contrasto sia con la policy di Cassa depositi e prestiti, che esclude la buonuscita in caso di transito tra società controllate dallo stesso azionista pubblico, sia con lo statuto di Terna, che non prevede severance in caso di dimissioni volontarie".
“Ho chiesto ai ministri di chiarire se siano a conoscenza della trattativa in corso - ha spiegato Misiani - e se ritengano la pretesa compatibile con le norme applicabili, quali iniziative intendano assumere per impedire l’erogazione di somme prive di idonea base giuridica, e se non sia giunto il momento di una revisione organica della disciplina dei trattamenti di fine mandato dei vertici delle partecipate pubbliche, per garantire criteri omogenei, trasparenti e proporzionati. Il Parlamento deve essere messo nelle condizioni di valutare compiutamente questa vicenda”.

(Adnkronos) - Inter e Como si affrontano in Coppa Italia. Oggi, martedì 21 aprile, i nerazzurri ospitano a San Siro la squadra di Fabregas nel ritorno della semifinale della coppa nazionale - in diretta tv e streaming -. Si riparte dallo 0-0 del Sinigaglia, che ha lasciato tutto aperto in ottica qualificazione per la finale. Calcio d'inizio alle 21.
Dove vedere Inter-Como? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva in chiaro su Canale 5. La partita si potrà vedere anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio. Chi passa il turno affronterà all'ultimo atto del torneo la vincente di Atalanta Lazio, in programma domani sera alle 21.

(Adnkronos) - Inter e Como si affrontano in Coppa Italia. Oggi, martedì 21 aprile, i nerazzurri ospitano a San Siro la squadra di Fabregas nel ritorno della semifinale della coppa nazionale - in diretta tv e streaming -. Si riparte dallo 0-0 del Sinigaglia, che ha lasciato tutto aperto in ottica qualificazione per la finale. Calcio d'inizio alle 21.
Dove vedere Inter-Como? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva in chiaro su Canale 5. La partita si potrà vedere anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio. Chi passa il turno affronterà all'ultimo atto del torneo la vincente di Atalanta Lazio, in programma domani sera alle 21.

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La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio. Chi passa il turno affronterà all'ultimo atto del torneo la vincente di Atalanta Lazio, in programma domani sera alle 21.

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Dove vedere Inter-Como? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva in chiaro su Canale 5. La partita si potrà vedere anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio. Chi passa il turno affronterà all'ultimo atto del torneo la vincente di Atalanta Lazio, in programma domani sera alle 21.

(Adnkronos) - Inter e Como si affrontano in Coppa Italia. Oggi, martedì 21 aprile, i nerazzurri ospitano a San Siro la squadra di Fabregas nel ritorno della semifinale della coppa nazionale - in diretta tv e streaming -. Si riparte dallo 0-0 del Sinigaglia, che ha lasciato tutto aperto in ottica qualificazione per la finale. Calcio d'inizio alle 21.
Dove vedere Inter-Como? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva in chiaro su Canale 5. La partita si potrà vedere anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.
La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio. Chi passa il turno affronterà all'ultimo atto del torneo la vincente di Atalanta Lazio, in programma domani sera alle 21.

(Adnkronos) - L'Inter è la prima finalista di Coppa Italia. Oggi, martedì 21 aprile, i nerazzurri battono il Como 3-2 con una rimonta 'thriller' a San Siro, nella semifinale di ritorno. Decidono la doppietta di Calhanoglu, a segno al 69' e all'86', e il gol di Sucic all'89', che rispondono alle reti di Baturina al 32' e Da Cunha al 48'. All'andata, le due squadre avevano pareggiato 0-0. Nell'ultimo atto del torneo, l'Inter aspetta ora la vincente di Atalanta-Lazio, in campo domani sera alla New Balance Arena di Bergamo (2-2 all'andata). La finale di Coppa Italia si giocherà il 13 maggio a Roma.
Il teatro della finale di Coppa Italia sarà, come di consueto, lo stadio Olimpico

(Adnkronos) - Indicente mortale in provincia di Nuoro, oggi 21 aprile: la vittima è un ciclista di 80 anni originario del Vicentino. L'anziano stava percorrendo la Statale 128 che collega Tonara e Sorgono quando, per cause ancora da chiarire, è stato travolto da un'auto. Alla guida della Fiat Panda c'era un 90enne. Per il ciclista l'impatto è stato letale e i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per ricostruire la dinamica dell'incidente mortale e le eventuali responsabilità dell'automobilista di 90 anni.
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CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
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