
(Adnkronos) - Addio a Glen Hansard. Il cantautore irlandese premio Oscar e frontman del gruppo rock irlandese The Frames è morto in un incidente in moto nella sua città natale, Dublino. Hansard, 56 anni, diventò celebre vincendo il premio Oscar per la migliore canzone originale, 'Falling Slowly', tratta dal film a basso budget 'Once' (uscito nel 2007). Come riporta 'Bbc', la polizia sta cercando testimoni in seguito all'incidente stradale che ha coinvolto un solo veicolo e che si è verificato sulla Lower Road a Lucan, a ovest di Dublino.

(Adnkronos) - Quaranta anni fa, il 23 luglio 1986, a Londra si celebrarono le nozze fra l'allora principe Andrew - carismatico figlio della regina Elisabetta II e membro della famiglia reale più popolare nei sondaggi dopo il suo servizio militare nelle Falkland - e Sarah Ferguson, giovane ragazza piena di entusiasmo e amore per la vita, dirigente commerciale di un'azienda di arti grafiche e figlia di uno degli allenatori di polo del principe Carlo. Quel matrimonio finì tra gli scandali e, quando la cerchia ristretta della famiglia reale minacciò di estromettere la coppia, il loro legame si intensificò ulteriormente. A quattro decenni di distanza, sembra che quella che un tempo appariva come una relazione modello fosse solo una comoda copertura. Dopo sontuose nozze nell'Abbazia di Westminster (onore solitamente riservato agli eredi al trono e alle più importanti cerimonie di stato) e appena dopo 8 anni, nel 1992 iniziarono a manifestarsi le prime crepe, e 4 anni dopo, nel 1996, la coppia divorziò. In quel periodo, circolarono foto di Sarah che scatenarono uno scandalo: ritraevano la duchessa di York, ancora sposata, in un momento intimo con John Bryan, un uomo che si pensava fosse il suo consulente finanziario.
Fergie si trovava presso i Windsor, al Castello di Balmoral, durante lo scandalo, un evento che segnò una svolta nei suoi rapporti con i suoceri, in particolare con il Principe Filippo, che, secondo alcune voci, le avrebbe proibito di vivere di nuovo sotto lo stesso tetto. Nel 2010, un nuovo scandalo danneggiò irreparabilmente l'immagine pubblica di Sarah Ferguson. Il News of the World pubblicò un video in cui si vedeva la Duchessa di York mentre accettava una valigetta contenente 57.000 dollari in contanti, un acconto sui 720.000 dollari che stava chiedendo a un giornalista che si spacciava per un uomo d'affari, in cambio dell'organizzazione di un incontro con il suo ex marito, il Principe Andrea, all'epoca Rappresentante Speciale del Regno Unito per il Commercio e gli Investimenti. Il divorzio fu finalizzato nel 1996, lo stesso anno di quello tra Carlo e Diana, ma la separazione non fu mai vissuta come una vera e propria rottura. Andrea e Sarah costruirono il mito degli "ex ideali", una coppia che, nonostante tutto, continuava a condividere vacanze, feste di famiglia e un legame apparentemente indissolubile. In un periodo in cui la famiglia reale era travolta da uno scandalo dopo l'altro, i due offrivano una storia più serena: due adulti che si rendevano conto che il loro matrimonio non aveva funzionato, ma la loro famiglia restava unita.
Nelle interviste, Sarah ripeteva che erano "la coppia divorziata più felice del mondo" e che si sostenevano a vicenda nella genitorialità condivisa, insistendo sul fatto che la famiglia fosse "la cosa più importante". Scherzava sul fatto di essere single e su quanto fosse difficile trovare un nuovo compagno, il che non faceva altro che rafforzare l'idea che il suo legame con Andrew fosse ancora il centro della sua vita. Pubblicamente, Sarah non ha avuto problemi a definire il giorno del suo matrimonio "il giorno più felice della sua vita" e a definire Andrew "l'uomo migliore" che conoscesse, sottolineando che era suo dovere sostenerlo e che gli York erano "una famiglia che si difende a vicenda". Queste dichiarazioni arrivavano dopo un periodo in cui Sarah e le sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, avevano dato il loro pieno sostegno ad Andrew come padre di famiglia, proprio mentre lui stava negoziando un accordo per evitare qualsiasi tipo di testimonianza legale legata al caso Epstein.
Quella che un tempo sembrava una relazione modello si è rivelata una "comoda copertura", ha dichiarato l'esperto reale Andrew Lownie, secondo cui il fatto che Sarah si sia poi allontanata da Andrew, dopo lo scandalo dovuto ai legami con il finanziere americano morto suicida, dimostra che l'immagine della "coppia divorziata più felice del mondo" serviva in realtà a rafforzare la reputazione pubblica di entrambi e a proteggersi a vicenda in un ambiente sempre più ostile. Andrew aveva bisogno del sostegno della famiglia per attutire il suo tracollo pubblico, mentre Sarah doveva rimanere vicina alla famiglia reale per mantenere a galla i propri progetti. L'armonia era reale, ma serviva anche agli interessi di entrambi. Intanto, si apprende che Sarah avrebbe ereditato parte dell'ingente patrimonio da 600 milioni di sterline (circa 700 milioni di euro) del suo ex fidanzato, l'imprenditore ed ex pilota automobilistico Paddy McNally, morto a 88 anni qualche giorno fa dopo una lunga malattia. McNally ebbe una relazione con la Ferguson negli anni '80, prima che sposasse Andrew Mountbatten Windsor. McNally possedeva Warneford Place nel Wiltshire, ex residenza del creatore di James Bond Ian Fleming, e Buckland House nell'Oxfordshire. Si ritiene che McNally abbia ospitato l'ex Duchessa di York nel suo chalet svizzero da 15 milioni di sterline dopo che lei e Andrew sono stati sfrattati da Royal Lodge quest'anno.
James Hunt era uno che di queste cose ne aveva viste e soprattutto vissute sulla propria pelle a migliaia (e non è un modo di dire!): negli anni '70, infatti, la leggenda della Formula 1 non era soltanto un campione delle corse automobilistiche, ma anche il numero uno dei playboy dell'epoca: sembra infatti che, da conquistatore seriale qual era, in tutto l'arco della sua carriera come tale, abbia collezionato 'successi' con 5.000 donne, tra cui con 33 assistenti di volo della British Airways nell'arco di sole due settimane. Eppure, le grida (di piacere) di Sarah Ferguson, nel 1976 durante un rapporto sessuale con l'allora suo assistente (e futuro pilota e manager delle corse) Paddy McNally, furono qualcosa che gli rimasero impresse, come rivelò alla giornalista Caroline Graham.
"James - racconta al Daily Mail - mi disse di aver avuto la sfortuna di alloggiare in una stanza d'albergo accanto a Fergie e al suo amante durante una delle gare di quella stagione, descrivendola come 'la donna più rumorosa che abbia mai sentito'. Era furioso perché le sue urla di passione lo avevano tenuto sveglio tutta la notte. James gridava: 'Oh Paddy! Oh Paddy!' ogni volta che Fergie passava. A suo merito, lei la prendeva con umorismo".
Sarah aveva conosciuto il 'Rospo', come aveva soprannominato McNally dopo la fine della loro relazione fra 1982 e il 1985 - "durante tre anni di vita sessuale straordinariamente vivace" (il copyright è sempre di Hunt) - quando lavorava come tata per i suoi due figli, Sean e Rollo. Nonostante lui avesse 22 anni più di lei, Fergie sognava di sposarlo, abbandonando infine questa speranza quando McNally respinse l'ultimatum che lei gli aveva posto durante il Gran Premio d'Italia. Rimasero comunque sempre in ottimi rapporti e sembra che, dopo la 'cacciata' dalla Royal Lodge a seguito dello scandalo Epstein che ha coinvolto l'ex marito Andrea e la stessa ex duchessa di York McNally, l'imprenditore abbia ospitato l'ex Duchessa di York nel suo chalet svizzero (soprannominato nel periodo il "Castello delle cocaina") da 15 milioni di sterline. Non solo: quando è morto una settimana fa a 88 anni, il genio del marketing della Formula 1 ha lasciato, come detto, a Sarah parte del suo patrimonio da 700 milioni di euro.

(Adnkronos) - Sei mesi da primato per la logistica di Poste Italiane, che da gennaio a giugno ha consegnato la cifra record di 179 milioni di pacchi, segnando una crescita anno su anno del 12,5%. Aumenta anche il numero di pacchi recapitati dai portalettere: 81 milioni, +22,6% rispetto al primo semestre 2025. Un dato che cresce trimestre dopo trimestre: tra aprile e giugno, infatti, i portalettere di Poste Italiane hanno effettuato quasi la metà delle consegne totali in tutto il Paese. Un risultato che riflette il nuovo assetto della logistica avviato con la nascita della nuova rete corriere a gestione diretta che potrà contare, grazie ad un nuovo accordo sindacale, su un modello di distribuzione a zone capace di garantire maggiore flessibilità ed efficienza per milioni di clienti. (VIDEO)
Portalettere, dunque, sempre più centrali nella logistica di Poste Italiane legata all'e-commerce, secondo una strategia ogni giorno più green costruita su una flotta di 30 mila i veicoli a basse emissioni, 6.200 dei quali full green. E nell’ottica di avere consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti una gran varietà di punti di ritiro: la rete dei circa 12.700 uffici postali a cui si aggiungono i circa 20 mila punti, tra Rete Punto Poste e Locker, offre una nuova soluzione flessibile che, accentrando la consegna, permette una consistente riduzione delle emissioni di CO2. Una soluzione, questa, che gode del doppio vantaggio di rispondere alla domanda di consegne flessibili e alle esigenze di tutela dell’ambiente.
Il Barumini Music & Heritage Festival si prepara al suo gran finale
dopo le emozionanti serate con Gabriele Lavia e Francesco Demuro.
Venerdì 31 luglio, alle 21, la Reggia di Barumini ospita "Puccini's
Opera. Voci di donne", creazione firmata da Monica Casadei per
Artemis Danza.
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Via libera in Consiglio regionale anche al secondo disegno di legge
in materia finanziaria. Dopo quello del Rendiconto 2025 della
Regione, l'Aula ha approvato stamane, a maggioranza, il ddl
sull'assestamento di bilancio 2026-2028. Il documento, passato con
34 sì 20 no, certifica le maggiori entrate per il 2026, per un
totale lordo di 1 miliardo 175 milioni di euro, risultato di
conguagli fiscali del triennio 2023-2025, maggiori entrate
tributarie per il 2026 e di entrate riscosse direttamente dalla
Regione. Da questa cifra vanno sottratte le quote da riversare allo
Stato e i residui attivi.
(Adnkronos) - La Uefa potrebbe boicottare i prossimi Mondiali. Il massimo organo di governo del calcio europeo sta accelerando i tempi per convocare questa settimana una riunione d'emergenza delle sue 55 federazioni affiliate, al fine di discutere i piani, tra cui c'è proprio il potenziale boicottaggio dei Mondiali 2030, per opporsi alla proposta della Fifa di raccogliere 20 miliardi di dollari attraverso la vendita di azioni a investitori esterni, secondo quanto riporta Espn da fonti della Uefa.
Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha annunciato ieri che l'organo di governo mondiale del calcio cercherà investitori per finanziare la Fifa Forward Enterprise (FFE), un organismo di nuova costituzione che assumerà il controllo delle attività commerciali e degli eventi, comprese le future edizioni della Coppa del Mondo maschile e femminile. Per fare tutto questo la Fifa sta intavolando discorsi con diversi soggetti tra cui la società di servizi finanziari JP Morgan, ma anche Thrive Eternal, società fondata da Joshua Kushner, il cui fratello Jared Kushner è genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
La Uefa già ieri ha replicato duramente al piano della Fifa affermando che "il calcio non è di sua proprietà" e che "non può venderlo" ma ora valuta altre azioni vista la forte oppozioni di diverse Federazioni alla proposta della Fifa e risulta "altamente probabile" che venga programmata una riunione virtuale della Uefa entro la fine della settimana. L'ipotesi del boicottaggio era stata avanzata dalla Uefa già alla proposta di disputare il Mondiale ogni due anni

(Adnkronos) - "Tuo marito ti ha urlato contro, lascialo". Un biglietto scritto con un pennarello e infilato sotto un tergicristallo si diffonde sul web. Il messaggio è stato lasciato su un'auto parcheggiata a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. A scriverlo e a firmarlo "una passante", che si rivolge ad una donna apostrofata dal marito poco prima. "A te, a cui tuo marito urlava per sistemare un parasole, auguro il coraggio di lasciarlo perché le merde non cambiano mai. Meriti sicuramente rispetto e soprattutto un vero uomo", si legge sul foglio che viene postato sul gruppo 'Rinascita Castellaneta Marina' e rapidamente rimbalza ovunque, diventando argomento di discussione su pagine e siti.
Abbondano i messaggi di solidarietà nei confronti della donna, con commenti che accendono i riflettori su storie di persone che rivedono la propria situazione in quelle poche righe: "Quando vivi in un rapporto del genere, sei quasi anestetizzata. Da fuori si nota, da dentro no", il tenore di molti commenti che condividono l'esortazione contenuta nel messaggio. C'è anche chi si preoccupa dell'eventuale reazione del marito: "Vedrà anche lui quel messaggio". E c'è chi, nella migliore tradizione del web, non crede che l'episodio sia reale: "Tutto finto". Chissà.

(Adnkronos) - Un colpo di fortuna che vale 110 mila euro. A San Giorgio Canavese, in provincia di Torino, un uomo durante un trasloco ha ritrovato due libretti di risparmio che da 50 anni erano chiusi in un cassetto. Quei libretti, oggi, valgono una vera e propria fortuna, capace di dare una svolta alla vita di Fabio Minetti, 61 anni.
Mentre metteva a posto i mobili del padre Luigi, scomparso nel settembre di sei anni fa, l'uomo ha ritrova i due libretti, che, aperti alla 'Cassa di Risparmio di Torino' nel gennaio del 1971, avevano un valore totale di 5 milioni di lire. Il primo libretto valeva2 milioni e 280mila lire, con due versamenti datati 1971 e 1973. Il secondo invece contava 3 milioni e 608 mila lire. Totale? 110 mila euro.
A raccontarlo, come riportato da La Stampa è proprio Minetti: "Li ho trovati quasi per caso. Nessuno, in famiglia, ne era a conoscenza. Sono spuntati fuori nel 2022 a casa dei miei genitori, qui a San Giorgio", ha raccontato, "erano probabilmente dei risparmi messi da parte per qualche esigenza che poi, col passare degli anni, non si è materializzata, e sono rimasti lì".
Il conto totale del 'tesoro nascosto' è salito non solo grazie alla conversione lira-euro, ma soprattutto con interessi, capitalizzazioni e rivalutazioni. Per evitare che il deposito potesse essere considerato nullo dalla banca, nel caso specifico Unicredit, l'uomo ha interpellato Associzione Italia, un'associazione di consumatori e utenti, che ha riscontrato come i dieci anni di prescrizione per questo tipo di deposito decorrano soltanto da quando il soggetto che riceve i soldi è "in grado di far valere il proprio diritto". Una risposta dalla banca però deve ancora arrivare ed è possibile che la storia trovi il suo finale in tribunale.

Un positivo giudizio di massima sulla riforma della giustizia tributaria, senza tralasciare alcune criticità. E' quello espresso dall'Istituto nazionale tributaristi (Int), che è stato invitato, dalle commissioni Giustizia e Finanze del Senato della Repubblica, a presentare una memoria in merito allo schema di decreto legislativo Ag 419, recante disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria. Il presidente dell'Int, Riccardo Alemanno, che ha firmato la memoria, ringraziate le commissioni, ha espresso un positivo il giudizio di massima sull'Ag 419 e più in generale sulla riforma della giustizia tributaria, senza però tralasciare di evidenziare alcuni punti di criticità.
Nella relazione dell’Int, in particolare, si legge: “Viene colmato il vuoto normativo sullo 'status' del magistrato togato: la legge n. 130/2022 aveva introdotto i magistrati tributari professionali disciplinandone il reclutamento e il trattamento economico, ma senza regolarne l'assetto ordinamentale. Il decreto colma questa lacuna equiparando, per quanto compatibile, lo status dei magistrati tributari a quello dei magistrati ordinari e istituisce il Ruolo unico nazionale, che sarà pubblicato annualmente e sarà tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt), ciò è sicuramente di grande importanza e si auspica una celere emanazione di decreti ministeriali e delle necessarie delibere del Cpgt”.
L’Int inoltre condivide gli interventi sulla responsabilità disciplinare, in particolare “il chiarimento che l'attività di interpretazione del diritto e valutazione delle prove non costituisce illecito disciplinare e il rafforzamento delle garanzie difensive".
Per quanto riguarda le criticità, si possono così sintetizzare. Procedura d'Infrazione Ue sui giudici onorari: la Commissione europea ha avviato (con lettera del 4 giugno 2026) una procedura d'infrazione per la disparità di trattamento e le differenti condizioni di lavoro tra giudici tributari onorari e magistrati professionali. Il decreto disciplina lo stato dei soli magistrati togati, lasciando aperto il nodo della tutela dei giudici onorari ancora presenti.
Ancora, il decreto Ag 419 rappresenta un fondamentale passo in avanti nell'istituzione di una magistratura tributaria professionale e strutturata al pari di quella ordinaria. Tuttavia, lascia irrisolti, secondo l'Int, nodi strutturali pressanti, in primis la procedura d'infrazione europea sui giudici onorari e la sostenibilità dei carichi di lavoro nel periodo transitorio di ricambio generazionale.
E per l'Int, si ritengono elementi di criticità le incompatibilità familiari e territoriali nel contesto dello schema di decreto legislativo, i magistrati tributari finiscono per subire limitazioni geografiche e professionali più stringenti rispetto a quelle previste per i magistrati ordinari o amministrativi, ponendo l'esigenza di un riallineamento che valorizzi l'accertamento concreto dell'interferenza anziché automatismi su vasta scala territoriale.
Alemanno ha colto l’occasione per sottolineare la necessità di rivedere l’abilitazione del tributarista all’ assistenza tecnica dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria: “Attualmente i tributaristi iscritti al 30/09/1993 nei ruoli dei periti ed esperti in tributi sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Corti di giustizia tributaria ed inseriti nell’Elenco unico nazionale per l’esercizio di tale funzione. L’iscrizione nei ruoli ha evidentemente funzione di tutela della parte assistita e di qualifica del tributarista, essendo però legata alla data del 30/09/1993, il ministero della Giustizia, in ossequio al D.Lgs. del 10/10/2022 n.149, ha individuato nel tributarista qualificato ai sensi della legge 4/2013 una adeguata e nuova forma di tutela dei terzi, nonché di qualificazione professionale, tant’è che il tributarista qualificato è abilitato all’iscrizione negli albi Ctu/Ctp", ha continuato.
"Un professionista che per ruolo e competenza può essere ausiliario del giudice in ambito civile e penale, dovrebbe poter assistere in contenzioso il contribuente per cui cura già tutti gli adempimenti tributari e contabili. Ci si scusa per questa introduzione ad una problematica relativa alla Giustizia tributaria, ma non propriamente all’Ag 419, ma l’occasione di poter evidenziare a codeste commissioni un’esigenza professionale non più differibile, è troppo importante per chi, ai sensi della legge 4/2013, ha compiti di tutela dell’utenza e di qualificazione dei professionisti rappresentati", ha concluso il presidente dell'Int.

(Adnkronos) - Dopo il boom di ascolti della serata di lunedì, che ha registrato un record storico con lo share più alto di sempre del 34,05%, 'Temptation Island' su Canale 5 continua a dominare il prime time. Ieri sera, infatti, ha registrato un nuovo record salendo a 4.405.000 telespettatori e a uno share del 34,1%. Risultati con cui il programma ha conquistato il gradino più alto del podio. Secondo posto per Rai1 con 'Il Giovane Montalbano' che in replica ha interessato 1.820.000 telespettatori raggiungendo uno share del 13,4%. Terzo posto per Rai3 con 'Lucio per Amico – Ricordando Battisti' che ha totalizzato 966.000 telespettatori e il 6,3%.
Fuori dal podio su Italia1 'Bastardi senza gloria' ha registrato 759.000 telespettatori e il 5,8% di share mentre su Retequattro 'Lo chiamavano Bulldozer' è stato seguito da 656.000 telespettatori (share del 4,7%). Su La7, invece, 'In Onda Prima Serata' ha ottenuto 626.000 telespettatori e il 4,2%. Su Rai2 'Ritorno in Paradiso' è stato visto da 536.000 telespettatori (share del 3,8%) mentre sul Nove 'Segnali dal futuro' ha conquistato 276.000 telespettatori e il 2,1% di share. Su Tv8 'Casino Royale' ha realizzato 198.000 telespettatori e l'1,6%. Nell'access prime time su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha intercettato 4.588.000 telespettatori pari a uno share del 28,9% mentre su Rai1 'L’Eredità Summer' ha interessato 2.561.000 telespettatori (share del 16,2%).

(Adnkronos) - Quattro donne hanno accusato l’attore premio Oscar e cantante statunitense Jared Leto, frontman della band Thirty Seconds to Mars, di presunte condotte sessuali criminali, in episodi che, secondo le testimonianze raccolte dalla Bbc, sarebbero avvenuti quando erano adolescenti. Le accuse sono contenute nel documentario della Bbc "Jared Leto: Hollywood’s Dark Secret", nel quale dieci donne raccontano presunti comportamenti inappropriati attribuiti all’artista. Nove di loro hanno deciso di rendere pubbliche le proprie testimonianze per la prima volta. Una delle donne afferma di essere stata aggredita sessualmente in un bagno di un motel nel 2002, quando aveva 17 anni. Un’altra sostiene che Leto, allora 41enne, l’avrebbe minacciata di violenza sessuale nel corso di un incontro in una stanza d’albergo nel 2013, quando lei aveva 19 anni.
Una terza donna racconta di aver avuto rapporti sessuali con l’attore a 17 anni in California, circostanza che, secondo la legge dello Stato, potrebbe configurare il reato di violenza sessuale su minore. La donna sostiene che Leto avesse minimizzato un precedente confronto sull’età del consenso, fissata a 18 anni in California. Una quarta accusatrice riferisce invece di essere stata oggetto di presunte condotte di adescamento quando aveva 16 anni, attraverso telefonate dal contenuto sessualmente esplicito. La donna sostiene inoltre di aver ricevuto successivamente un accordo di riservatezza per impedirle di parlare del rapporto con l’attore, documento che ha rifiutato di firmare.
La Bbc riferisce di aver verificato alcuni elementi delle testimonianze attraverso amici e familiari a cui le donne avrebbero raccontato gli episodi all’epoca dei fatti, oltre ad aver esaminato fotografie e messaggi a sostegno dei loro racconti. Jared Leto, 54 anni, non ha risposto alle richieste di commento della Bbc sulle accuse.

Una Sardegna da sfogliare, ammirare e assaporare in tutte le
stagioni tra angoli di natura, arte, artigianato, archeologia,
enoturismo, produzioni tipiche e una visione contemporanea legata
all'accoglienza. Sardinia Magazine celebra vent'anni di
pubblicazioni e si presenta con un rinnovato formato editoriale
pensato per rafforzare la presenza della testata nei luoghi più
prestigiosi dell'ospitalità sarda.
La ricorrenza è stata festeggiata a Cagliari, a
Casa Clàt alla presenza di rappresentanti istituzionali,
albergatori, direttori di strutture ricettive, sponsor e partner
del progetto. Nel corso della serata l'editore Fabio Usai ha
ripercorso le tappe principali del progetto editoriale partito con
un focus sul Sud Est dell'isola e che man mano ha coinvolto
l'intera Sardegna. Il racconto di un'Isola dei suoi territori, dei
brand di qualità, della sua visione internazionale e i tratti
identitari, attraverso immagini, contenuti, esperienze.
Per i 20 anni di Sardinia Magazine è stato dato
alle stampe il nuovo formato in versione maxi da affiancare al
classico formato bag, elemento di pregio per l'hôtellerie di lusso,
da sfogliare nelle camere, all, lounge, reception, aree living e
spazi di rappresentanza delle strutture ricettive.
"Sardinia Magazine è un progetto di relazione -
ha sottolineato Fabio Usai, richiamando il valore della rete
costruita negli anni - con il nuovo formato, Sardinia Magazine
conferma la volontà di evolvere il proprio posizionamento nel
segmento premium dell'editoria turistica e territoriale, mantenendo
la forza del cartaceo e affiancandola a contenuti digitali,
strumenti multilingue e nuovi progetti di comunicazione".
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(Adnkronos) - "Qui abbiamo depavimentato e messo il calcestre, che è un materiale permeabile, e qui ci sono tante belle sedute. Oggi siamo davvero contenti di riconsegnare alle romane e ai romani e ai tanti visitatori che vengono nella nostra città da tutto il mondo una piazza Risorgimento completamente rinnovata. La piazza è stata trasformata in uno spazio più bello, più funzionale, accogliente e verde". Parole datate 22 dicembre 2024 e pronunciate dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha voluto presentare in prima persona, con uno degli ormai tradizionali video pubblicati sui propri profili social, la 'nuova' piazza Risorgimento dopo i lavori per il Giubileo.
"È pronta per essere vissuta da residenti, turisti e pellegrini, superando i limiti del passato quando l'area era percepita soltanto come una grande rotonda scollegata dal contesto urbano", aveva detto Gualtieri, per poi indicare uno per uno tutti i cambiamenti apportati alla piazza con i lavori, "qui prima passavano le macchine e ora si può passeggiare in sicurezza".
Un video che, a meno di due anni di distanza, stride con il servizio della Cnn, che ha mostrato il degrado sviluppatosi nell'estate romana proprio a piazza Risorgimento: "l'intervento giubilare ha previsto l'incremento dello spazio pedonale e della capacità di accoglienza dell'area, infatti l'area pedonalizzata passerà dal 52% al 75%, trasformando questa piazza in un luogo di incontro e non solo di passaggio. Tutta la nuova illuminazione è alimentata da pannelli solari e ci sono bagni pubblici. Oltre alla pedonalizzazione questo bellissimo progetto ha previsto l'incremento delle alberature, salvaguardando quelle esistenti e l'aumento delle superfici permeabili. C'è una parte morbida per i bambini, l'infopoint e una delle tante case dell'acqua di Acea: acqua naturale, frizzante e ricariche per cellulari e tablet".
Il tutto accompagnato da una didascalia entusiastica: "Continuiamo con la chiusura del cantieri! Siamo davvero contenti di riconsegnare alle romane e ai romani e ai tanti visitatori che vengono nella nostra città una Piazza Risorgimento completamente rinnovata: uno spazio più bello, funzionale, accogliente e verde, pronto per essere vissuto da tutti".

(Adnkronos) - "Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua 'diversità'. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio. Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse". Lo scrive Beppe Grillo in un post sui social, dove attacca direttamente il Movimento 5 Stelle e il suo leader Giuseppe Conte.
"Noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet. Oggi la crisi del modello occidentale è più profonda, il sistema viene consumato dall’interno e messo sotto pressione dall’esterno; anche il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anziché curare. Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati, dentro una società divisa. Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo".
"Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto. Le domande riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio. Prendiamo il lavoro, se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta? Le macchine lavoreranno e gli esseri umani guarderanno? Avremo pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza? Questo scenario impone politiche sul reddito e sul lavoro, impone anche di ripensare la formazione e l’immigrazione. Persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale. Bene! Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione!".
"Prendiamo la sanità- prosegue Grillo- l’intelligenza artificiale cambierà la diagnostica e l’assistenza, inciderà anche sulla ricerca. Il problema della salute non può essere ridotto ai costi, dobbiamo domandarci chi controllerà questi strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti?".
"E poi i nostri i dati, lo ripeto da una vita, viviamo nel capitalismo della sorveglianza, siamo osservati e classificati da società private che conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari, sanno dove siamo, cosa compriamo e cosa desideriamo, cercano anche di prevedere quando cambieremo idea. Quei dati sono nostri, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici. Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus".
"Prendiamo poi la democrazia, la rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…".

(Adnkronos) - Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita per il crollo verificatosi questa mattina in un cantiere a Mesagne, in provincia di Brindisi. La vittima è un operaio che è deceduto sul posto. Il ferito sarebbe il figlio di quest'ultimo che è stato portato in codice rosso all'ospedale Perrino di Brindisi ed è in fase di valutazione. Probabilmente verrà sottoposto a una tac. Sul posto sono intervenuti agenti della polizia locale, vigili del fuoco, che stanno ancora operando, e personale dello Spesal.

(Adnkronos) - Tra i temi affrontati dal presidente della Figc Giovanni Malagò nel suo intervento in udizione in commissione Cultura al Senato nell’ambito dell’esame delle disposizioni in materia di sistema calcistico italiano c'è stato quello relativo alla percentuale delle scommesse che dovrebbero gravare sul sistema calcio, ma che non ha mai trovato una chiave concreta di soluzione. “Mi vorrei soffermare sulla storia della percentuale delle scommesse che dovrebbero gravare sul sistema calcio e che invece non hanno mai trovato una chiave concreta di soluzione. Se c’è un incontro tra Francesco Boccia e Giusy Versace sul ring e ci sono delle scommesse. Secondo voi può esistere uno sport dove entrambi i protagonisti non percepiscono un solo euro di tutte le persone che scommettono su di loro? Lo trovate giusto e corretto? La stessa cosa la potrei declinare sotto tutti i punti di vista”, ha detto Malagò.
“Se ci sono delle scommesse possiamo anche scegliere di non destinare una percentuale direttamente al protagonista, ma è giusto farlo nei confronti del sistema. La società, poi, ovviamente deve investire in infrastrutture, vivai, impianti sportivi, sgravi fiscali. Il senatore Marcheschi con questa proposta di legge tocca perfettamente il tema e indica in una percentuale del 2%, che più o meno è sempre stata quella suggerita da chi mi precedeva. E proprio per evitare che ci sia il tema della copertura finanziaria indica che questa cifra debba essere riconosciuta dai concessionari", ha aggiunto Malagò che puntualizza come che "l’articolo li riconosce in soggetti ex Totocalcio, ma andrebbe rivisto. Ci sono state molte evoluzioni in questi anni, il Totocalcio non è più quello che ha accompagnato un pezzo della mia vita. Oggi ci sono dinamiche di reti di concessionari che non sono rete Totocalcio, ma invece hanno scommesse importanti nel mondo del calcio. Questa sarebbe una cosa meravigliosa, sistemerebbe praticamente tutto, anche quello che sarà l’inevitabile conseguenza, di quello che è certo accadrà, con la riduzione del monte diritti che avverrà con il prossimo bando della Serie A", ha sottolineato Malagò e "darebbe tranquillità anche rispetto a tutta l’incidenza valoriale dei numeri relativi alla Legge Melandri”.
"Il ddl Marcheschi tocca un altro argomento molto sentito in particolare nel calcio professionistico. Dice che ci deve essere l’azzeramento dell’Iva esclusivamente sul trasferimento dei calciatori professionistici come c’è con gli stranieri", ha spiegato il presidente Malagò. "Quanto alla Legge 36 2021 sul vincolo sportivo e i premi di formazione, sono tutti d'accordo, serie A, B, LegaPro e Dilettanti, Aic e Aiac 'dateci una mano per rivedere questo discorso del vincolo'. E' stato fatto un errore, sull'onda che i ragazzi non dovevano essere imprigionati ma siamo poi passati da questo ad un cosa che il sistema non può sopportare", ha aggiunto Malagò.
"Tra i punti di forza del ddl c’è una volontà precisa, quella di individuare delle risorse per il sistema calcio che non ricadano sul bilancio dello Stato e che siano destinate alla valorizzazione dei vivai e del settore giovanile. Spesso e volentieri, negli anni e decenni passati, molte cose che sembravano ben fatte si sono interrotte perchè non c'era la famosissima copertura finanziaria. C’è una traccia di idee che molto apprezziamo nel ddl per avere risorse. La prima riguarda la pirateria, con la proposta di destinare il 10% del fondo - relativo ai proventi dalla pirateria - a favore del sistema calcio e del settore giovanile. Bello, ma visto che questi sono fondi che sono presi e detratti dal nostro sistema non vedo perché non debbano essere destinati al 100%", ha proseguito Malagò. "Si può mettere anche qualcosa sul sociale affinché non ci sia reiterazione del reato", ha aggiunto Malagò che ha spiegato di aver "visto nel giro di pochi giorni gli ad e gli azionisti di chi oggi ha i diritti su questo tema. Pensavo che le cose andassero un po' meglio, ma numeri alla mano, non è così. Qualche paese considerato più rigoroso ha cominciato a copiarci e ci sono incidenze su stati che hanno preso questa abitudine. Mi dicono che le leggi sono state fatte, ma non c'è l'attuazione per quanto riguarda la sanzione, una forma di deterrenza".
Infine sulla Nazionale A ha proseguito Malagò: "condivido le critiche ma abbiamo molto chiari gli obiettivi, poi bisogna vedere se riusciamo a raggiungerli". "Grazie per qusto piano infrastrutture, magari ci fosse un piano Marshall, lo dicevo già da presidente del Coni, non riguarda solo il calcio a cominciare dal rugby", ha aggiunto il numero uno della Figc che si è espresso anche sul tema degli agenti sportivi: "sappiamo cosa dice l'opinione pubblica. Individuate un equo compenso a livello legislativo, rispettando dei player indispensabili e mettendo un tetto, tipo gli agenti immobiliari, dall'1 al 5% per esempio, in modo da non andare sotto ricatto".

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