
(Adnkronos) - Il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, a quanto apprende l’Adnkronos, ha inviato una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana dopo che il difensore di Mauro Caroccia ha depositato in procura una memoria con le chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il suo assistito, indagato per il caso della Bisteccheria d'Italia che sta già scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni, chiedendone l’acquisizione.
Nei giorni scorsi la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto no alla richiesta dei pm di Roma di acquisire le chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e Caroccia e per domani è prevista la relazione della Giunta in aula alla Camera.
L’avvocato Fabrizio Gallo lo scorso 24 luglio aveva annunciato che avrebbe depositato in giornata presso la procura di Roma, "una memoria con tutte le chat tra l’ex sottosegretario Delmastro e il suo assistito, con richiesta di acquisizione immediata”. Delmastro in una nota aveva fatto sapere di non avere "alcun problema" rispetto al deposito delle conversazioni, anzi avranno un valore chiarificatore sull'intera vicenda. "Le interlocuzioni di carattere amichevole sono e restano tipiche del dialogo che si può avere con un ristoratore romano del quale confermo non ho mai nemmeno supposto coinvolgimenti veri o presunti con ambienti criminali", aveva aggiunto Delmastro in una nota.

(Adnkronos) - Gabriele Gravina e Gianluigi Donnarumma scrivono a Giovanni Malagò. Oggi, mercoledì 29 luglio, il presidente della Figc ha presentato in conferenza stampa il nuovo ct della Nazionale Roberto Mancini e il nuovo dt Claudio Ranieri, ma nel corso della presentazione c'è stato spazio anche per un aneddoto che ha catturato l'attenzione di tutti.
"Vi regalo un aneddoto", ha esordito Malagò allargando il sorriso, "dopo la conferenza di ieri ho ricevuto un messaggio dal presidente Gravina che si congratulava per la scelta di Mancini 'è esattamente quello che avrei fatto io' mi ha scritto".
Ma Gravina, che ha lasciato l'incarico proprio a Malagò dopo l'ennesimo fallimento ai playoff per i Mondiali 2026, non è stato l'unico a scrivere al presidente Figc: "Ho ricevuto un altro messaggio da Gianluigi Donnarumma, che mi aveva invitato al matrimonio ma avevo altro per la testa e non sono andato", ha detto Malagò, "mi ha scritto 'grazie presidente, era quello di cui io e la squadra avevamo bisogno'".

Italia contro Grecia per decidere chi andrà in finale alla
Summer cup iniziata questa mattina al Tc Cagliari. L'altra
semifinale invece sará Spagna-Polonia. Dalle 9 Raffaele Ciurnelli,
Simone Massellani e Matteo Gribaldo in campo per provare ad
arrivare il più lontano possibile e guadagnarsi il viaggio per la
Final Eight in programma dal 3 al 5 agosto a Vichy, in Francia.
V La Summer cup è il torneo che ha battezzato
campioni come Rafael Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, Gaël
Monfils, Richard Gasquet, Jo-Wilfried Tsonga, Marin Cilic e Juan
Martín del Potro. È un campionato europeo a squadre con i migliori
under 18 del continente. Sei nazionali in campo a Cagliari, ma due
sono giá fuori: la Grecia, prossima avversaria dell'Italia, ha
eliminato Monaco al termine di una sfida tiratissima, almeno nei
primi due singolari. L'incontro si è deciso soltanto con il doppio:
6-1, 6-0 per gli ellenici. Gli azzurri dovranno stare attenti
soprattutto a Panagiotos Grammatikatis, il vincitore del duello di
stamattina nel singolare contro il monegasco Leonardo Ljubicic.
Dall'altra parte del tabellone facile vittoria della Polonia, 3-0,
contro Andorra.
Raffaele Ciurnelli, Simone Massellani e Matteo
Gribaldo, capitanati da Federico Malanca possono diventare i
Sinner, Cobolli e Musetti del futuro: per ora sono rispettivamente,
sotto i 18 anni, i numeri 25, 28 e 29 al mondo. Nel 2027 sará
Cagliari a ospitare le fasi finali delle Summer Cups Under 18.
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(Adnkronos) - "Dobbiamo metterci in testa che dobbiamo cambiare approccio perchè Berlusconi non c'è più e non ci sarà mai più...". Antonio Tajani interviene alla riunione del gruppo di Forza Italia al Senato. Il vicepremier, a quanto apprende AdnKronos, di fronte ai parlamentari azzurri, rievoca e rende omaggio a Silvio Berlusconi ma ribadisce che il partito deve sempre guardare avanti, oltre il suo fondatore.
Rivolto poi ad Adriano Galliani, amico storico del leader azzurro, nonchè suo braccio destro calcistico ai tempi d'oro del Milan, il ministro degli Esteri avrebbe usato una metafora calcistica: "Qui c'è Adriano e lui sa bene che quando non c'è stato più Van Basten, il Milan ha dovuto cambiare modulo e anche noi stiamo cambiando metodo", sarebbe stato il monito-appello di Tajani, che nel suo ragionamento paragona l'ex premier al campione olandese Marco Van Basten, in grado di vincere con la maglia rossonera due Coppe dei campioni e tre palloni d'oro.

(Adnkronos) - "Dobbiamo metterci in testa che dobbiamo cambiare approccio perchè Berlusconi non c'è più e non ci sarà mai più...". Antonio Tajani interviene alla riunione del gruppo di Forza Italia al Senato. Il vicepremier, a quanto apprende AdnKronos, di fronte ai parlamentari azzurri, rievoca e rende omaggio a Silvio Berlusconi ma ribadisce che il partito deve sempre guardare avanti, oltre il suo fondatore.
Rivolto poi ad Adriano Galliani, amico storico del leader azzurro, nonchè suo braccio destro calcistico ai tempi d'oro del Milan, il ministro degli Esteri avrebbe usato una metafora calcistica: "Qui c'è Adriano e lui sa bene che quando non c'è stato più Van Basten, il Milan ha dovuto cambiare modulo e anche noi stiamo cambiando metodo", sarebbe stato il monito-appello di Tajani, che nel suo ragionamento paragona l'ex premier al campione olandese Marco Van Basten, in grado di vincere con la maglia rossonera due Coppe dei campioni e tre palloni d'oro.
Galliani, avrebbe a tal proposito ricordato che in assenza del centravanti olandese, uno dei 'tulipani volanti' del Milan stellare allenato da Arrigo Sacchi, i rossoneri arrancarono in campionato, posizionandosi al settimo posto in classifica. "Beh sì, dopo Van Basten è arrivato Lapadula ed infatti siamo arrivati settimi", avrebbe tagliato corto l'ex ad milanista.

(Adnkronos) - L'inchiesta era partita dall'esplosione avvenuta il 30 maggio scorso a Enego (Vicenza), quando un ordigno provocò danni agli immobili confinanti. Le immagini dell'impianto di videosorveglianza della famiglia del giornalista avevano ripreso una persona a volto coperto che, dopo aver lanciato una busta contenente minacce di morte rivolte ad Adriano Cappellari, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, collocava davanti all'abitazione un involucro con bombolette di gas, alcool, liquidi infiammabili e artifici pirotecnici.
Secondo gli investigatori, l'episodio presentava forti analogie con altri atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra novembre 2025 e febbraio 2026: lettere anonime con minacce di morte, fotografie dell'uomo, di Meloni e di don Patriciello con i volti cerchiati in rosso e contrassegnati da una 'X', oltre a una busta contenente tre cartucce calibro 22. Dopo tali episodi erano state disposte misure di tutela nei confronti del giornalista, dapprima con vigilanza radiocollegata e successivamente con un dispositivo di protezione dedicato dell'Arma dei carabinieri, comprensivo di veicolo istituzionale e personale di scorta.
Determinanti per l'inchiesta sarebbero stati gli accertamenti tecnici sui materiali utilizzati nell'ordigno. I carabinieri hanno ricostruito, attraverso acquisti effettuati su una piattaforma di e-commerce, che le bombolette di gas e le bottiglie di alcol impiegate erano state ordinate e pagate da Cappellari poche settimane prima dell'esplosione utilizzando una carta di credito e un numero di telefono a lui riconducibili. Gli investigatori evidenziano inoltre che l'altezza dell'indagato è compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere e che le immagini registrate la sera dei fatti collocherebbero Cappellari nei pressi dell'abitazione negli stessi minuti in cui venne azionato il dispositivo incendiario.

(Adnkronos) - L'inchiesta era partita dall'esplosione avvenuta il 30 maggio scorso a Enego (Vicenza), quando un ordigno provocò danni agli immobili confinanti. Le immagini dell'impianto di videosorveglianza della famiglia del giornalista avevano ripreso una persona a volto coperto che, dopo aver lanciato una busta contenente minacce di morte rivolte ad Adriano Cappellari, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, collocava davanti all'abitazione un involucro con bombolette di gas, alcool, liquidi infiammabili e artifici pirotecnici.
Cappellari è indagato per incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di ente pubblico. Secondo gli investigatori, l'episodio presentava forti analogie con altri atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra novembre 2025 e febbraio 2026: lettere anonime con minacce di morte, fotografie dell'uomo, di Meloni e di don Patriciello con i volti cerchiati in rosso e contrassegnati da una 'X', oltre a una busta contenente tre cartucce calibro 22. Dopo tali episodi erano state disposte misure di tutela nei confronti del giornalista, dapprima con vigilanza radiocollegata e successivamente con un dispositivo di protezione dedicato dell'Arma dei carabinieri, comprensivo di veicolo istituzionale e personale di scorta.
Determinanti per l'inchiesta sarebbero stati gli accertamenti tecnici sui materiali utilizzati nell'ordigno. I carabinieri hanno ricostruito, attraverso acquisti effettuati su una piattaforma di e-commerce, che le bombolette di gas e le bottiglie di alcol impiegate erano state ordinate e pagate da Cappellari poche settimane prima dell'esplosione utilizzando una carta di credito e un numero di telefono a lui riconducibili. Gli investigatori evidenziano inoltre che l'altezza dell'indagato è compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere e che le immagini registrate la sera dei fatti collocherebbero Cappellari nei pressi dell'abitazione negli stessi minuti in cui venne azionato il dispositivo incendiario.
"Sono esterrefatto, è una notizia che mi state dando voi, stento a credere che abbia inscenato tutto, per la sua giovane età, per la sua limpidezza". E' quanto dice all'Adnkronos don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, a proposito dell'indagine a carico di Cappellari. "Conto di chiamarlo al più presto, l'avevano messo sotto scorta, vedremo quello che emergerà", chiude il parroco di Caivano.
La giunta regionale, su proposta dell'assessore degli Enti Locali,
Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, ha deliberato la nomina
del commissario regionale per la reggenza del Comune di Ottana
(Nuoro), in attesa della definizione della vicenda davanti al Tar
della Sardegna dopo il ricorso presentato dal ministero
dell'Interno secondo il quale il sindaco Franco Saba, - prima ai
domiciliari poi in carcere con l'accusa di tentata concussione in
concorso - non poteva nominare vicesindaco e giunta appena rieletto
lo scorso giugno. L'incarico di commissario è stato affidato a
Giovanni Basolu.
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(Adnkronos) - Monica Leofreddi seguirà Milo Infante a Mediaset, come opinionista fissa dei nuovi programmi del giornalista.
Leofreddi non lo dice esplicitamente ma lo fa intendere chiacchierando con Manuela Moreno nel dietro le quinte della puntata di oggi de 'La Vita in Diretta'. Una conversazione ripresa con un cellulare e postata sui social da Moreno, che accanto scrive un allusivo: "In bocca al lupo amica mia. Mi mancherai".
Lo scambio tra le due giornaliste, arriva proprio mentre diventa certo che Milo Infante debutterà su Mediaset dal 24 agosto per due settimane nel pomeriggio di Canale 5 (con un gioco d'anticipo che ricorda la mossa riuscitissima dell'anno scorso con Gerry Scotti e 'La Ruota della Fortuna'), in una sorta di lancio dei due nuovi programmi che condurrà su Rete4: 'Ore 11', che partirà sempre il 24 agosto da poco prima delle 11 alle 13, e il nuovo programma di prime time in onda dal primo settembre su Rete4, il cui titolo provvisorio è 'Verità nascoste'.
Nel video Leofreddi e Moreno chiacchierano di estate e progetti futuri: "Quando vai in vacanza?", chiede Manuela Moreno. "Domani", risponde Leofreddi. "Ma, soprattutto, quando torno dove vado?", aggiunge sibillina Leofreddi, che era già opinionista fissa di 'Ore 14' e 'Ore 14 Sera' con Infante su Rai2. "Sei la mia ultima visita in Rai... dell'estate", conclude poi con un sorriso sornione. "Ma tu sei sicura? Mi mancherai", è la reazione di Manuela Moreno che chiude il video.

(Adnkronos) - È il giorno della conferenza stampa di Roberto Mancini e Claudio Ranieri. Oggi, mercoledì 29 luglio, il nuovo, rispettivamente, commissario tecnico e direttore tecnico della Nazionale si presentano in conferenza stampa. Per Mancini si tratta di un ritorno, avendo seduto sulla panchina azzurra per cinque anni dal 2018 al 2023, con la conquista dell'Europeo 2021, la mancata qualificazione ai Mondiali 2022 e il burrascoso addio che ne è seguito, quando scelse di lasciare l'incarico per accettare la ricchissima offerta dell'Arabia Saudita.
Ranieri invece, che aveva sfiorato la panchina della Nazionale dopo le dimissioni di Spalletti, prende il posto di Paolo Maldini, il cui regno da direttore tecnico è durato appena 17 giorni per lo scoppio del caso Pirlo.
La conferenza stampa di Mancini e Ranieri è in programma oggi, mercoledì 29 luglio, alle ore 18 circa. L'evento sarà trasmesso in diretta televisiva sui canali Rai e su quelli SkySport, oltre che in streaming su RaiPlay, sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - I dirigenti del calcio tedesco oggi si sono uniti alle dure critiche contro i piani della Fifa di cedere quote dei suoi eventi, a partire dai Mondiali, a investitori privati. "Molti nel calcio europeo considerano i piani della Fifa un attacco diretto al calcio. Condivido questa opinione", ha dichiarato Hans-Joachim Watzke, vicepresidente della Federazione calcistica tedesca e vicepresidente del comitato esecutivo della Uefa, alla rivista sportiva Kicker.
"È stato superato un limite. C'è un ampio consenso su questo punto tra le federazioni affiliate, come mi hanno dimostrato diverse discussioni che ho avuto negli ultimi giorni con (il presidente della Uefa) Aleksander Ceferin e altri colleghi. Ai Mondiali, sei squadre europee hanno raggiunto i quarti di finale e tre le semifinali".
Se il calcio europeo si unisse nell'opporsi a questi piani, avrebbe un peso enorme. Ieri la Fifa ha annunciato l'intenzione di lanciare una sussidiaria, la Fifa Forward Enterprise (Ffe), per unire la vendita dei diritti commerciali con la gestione operativa dei suoi tornei, a partire dai Mondiali, che generano la maggior parte delle entrate per la Fifa.
La Fifa ha dichiarato che la Ffe sarà aperta agli investitori privati per l'acquisizione di quote di minoranza e ha valutato la società 20 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato, il presidente della Fifa Gianni Infantino avrebbe scritto alle 211 federazioni affiliate, promettendo loro 40 milioni di dollari ciascuna, con un pagamento iniziale di 20 milioni, se approveranno il piano Fifa entro il 19 settembre. Chi non aderirà riceverà 2,7 milioni di dollari, in base all'attuale schema di distribuzione globale.
Max Eberl, membro del consiglio di amministrazione del Bayern Monaco, ha definito i piani della Fifa "vergognosi" e ha affermato: "Mi vergogno che nel mondo del calcio si parli di idee del genere". "Come hanno già detto i tifosi: il calcio non ci appartiene. È solo un gioco", ha dichiarato Eberl durante la presentazione del nuovo acquisto Nathaniel Brown.
"Per me, la Fifa esiste per sostenere il calcio, per stabilirne la struttura e le regole e per organizzare i Mondiali. Al momento, ho la sensazione che la Fifa sia lì solo per fare profitto. Anche io, che mi sento veramente a casa nel mondo del calcio, trovo tutto questo ripugnante".
Eberl ha affermato di accogliere con favore la ferma condanna della Uefa e ha anche parlato delle voci secondo cui la Uefa potrebbe prendere in considerazione il boicottaggio degli eventi Fifa. "Non sono a favore dei boicottaggi; anzi, credo fermamente nel dialogo. Ma se si arrivasse a questo, sarei favorevole al fatto che noi, come Europa, ci opponessimo e dicessimo: 'No, non lo accetteremo'. Questo non è il nostro sport", ha detto Eberl.
L'allenatore del VfB Stoccarda, Sebastian Hoeness, ha definito i piani della Fifa "catastrofici" e l'amministratore delegato del Borussia Dortmund, Carsten Cramer, ha affermato: "Non riesco proprio a capire perché la Fifa voglia fare questo passo".
"Non capisco la logica alla base di questi piani", ha dichiarato Cramer durante la tournée pre-campionato del Dortmund in Giappone. "Non solo la mia prima impressione, ma anche i primi riscontri, non sono affatto positivi. Perché la Fifa sente il bisogno di reinventare la ruota? A mio avviso, questa iniziativa non è affatto una buona idea".

(Adnkronos) - "Ci sono i finti medici su TikTok, il cui unico titolo è quello scritto nella bio del profilo; ci sono farmaci scaduti, non conformi o di provenienza incerta; e ci sono appartamenti, saloni di parrucchiere e centri estetici trasformati in studi medici senza autorizzazioni e garanzie sanitarie". Sono le "mille facce dell'abusivismo" nel settore dei ritocchi di bellezza, raccontate dalle pagine di cronaca e dai 777 controlli eseguiti dal Comando dei Carabinieri per la Salute nel 2026. A insidiare i pazienti - mette in guardia la Fime, Federazione italiana medici estetici - ci sono "trappole multiformi" che possono scattare ovunque, da Nord a Sud: "Ci sono persone denunciate perché avrebbero eseguito trattamenti di medicina estetica senza averne la qualifica, come successo a Cosenza, Napoli, in un bed & breakfast a Palermo, a Treviso, Cremona e a Catania. Numerose anche le attività prive, secondo gli accertamenti, dei titoli o delle autorizzazioni richieste, come ad Afragola, a Roma dove un centro estetico sarebbe stato trasformato in clinica abusiva, a Crotone, Pescara, presso un parrucchiere di Napoli, ma anche a Capua. Diversi i sequestri di prodotti non idonei, come le 1.400 fiale di botulino intercettate da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane con l'operazione Dorian Gray all'aereoporto di Fiumicino, e un ambulatorio a Bari con prodotti scaduti per 150mila euro".
Il fenomeno si inserisce in un mercato dalle dimensioni sempre più rilevanti. "La Global Survey 2024 dell'International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps) stima che in Italia i chirurghi plastici abbiano eseguito 1.371.220 procedure estetiche: 480.047 chirurgiche e 891.173 non chirurgiche. Con questi volumi l'Italia risulta al quarto posto mondiale, dopo Stati Uniti, Brasile e Giappone", sottolinea la Fime. E "più cresce la domanda - afferma il presidente della Federazione, Nicola Zerbinati - più aumenta lo spazio per chi tenta di trasformare la medicina estetica in un servizio commerciale senza regole. Erroneamente si pensa che un intervento che dura pochi minuti sia innocuo, ma non è così: una reazione allergica, un'infezione o una complicanza vascolare richiedono riconoscimento tempestivo, farmaci adeguati e competenze cliniche. Il paziente deve essere attento e valutare bene a chi si affida, senza fidarsi solo dei social o del passaparola".
Non significa che debba "trasformarsi in un investigatore - precisa Raffaele Rauso, vicepresidente Fime e presidente del Congresso nazionale della Federazione, in programma a Napoli dall'11 al 13 settembre - ma deve sentirsi pienamente legittimato a fare domande - Chiedere il nome del prodotto, controllare l'iscrizione del medico all'Ordine, pretendere il consenso informato o domandare come verrebbe gestita una complicanza non significa essere diffidenti. Significa essere consapevoli. Un professionista serio non si infastidisce davanti a queste richieste: risponde, documenta e, quando necessario, sa anche dire di no". Proprio "per aiutare i cittadini a distinguere la comunicazione social da una corretta presa in carico medica", la Fime indica 7 controlli da fare "prima di affidare il proprio volto a qualcuno". Una sorta di checklist pre-trattamento.
Ecco il vademecum della Fime: 1) Un nome e un cognome, non soltanto un nickname. Prima di prenotare occorre conoscere l'identità completa della persona che eseguirà il trattamento. L'iscrizione del medico può essere verificata gratuitamente nell'Albo unico nazionale Fnomceo. "La dicitura 'doctor', 'specialist' o 'aesthetic expert' inserita nella biografia di un social non prova il possesso di alcun titolo. È inoltre legittimo chiedere quale formazione specifica abbia seguito il professionista per la procedura proposta", dice Rauso; 2) Controllare il luogo, non lasciarsi ingannare dalla scenografia. La sede deve essere chiaramente identificabile, rispettare i requisiti sanitari previsti e garantire igiene, privacy, corretta conservazione dei prodotti e strumenti per affrontare le possibili complicanze. "Appartamenti, B&B, camere d'albergo, retrobottega e 'beauty day' itineranti in location temporanee rappresentano importanti segnali d'allarme, soprattutto quando non vengono fornite informazioni chiare sulle autorizzazioni", avverte la Fime; 3) Prima dell'iniezione deve esserci una visita vera. Ogni trattamento deve essere preceduto da una valutazione medica: stato di salute, allergie, farmaci assunti, precedenti trattamenti, patologie, aspettative e possibili controindicazioni. Un questionario compilato in pochi secondi via chat non sostituisce l'anamnesi. Il professionista deve anche verificare che la richiesta sia realistica e che il trattamento sia realmente indicato.
Ancora: 4) Il consenso informato non è una liberatoria da firmare in fretta. Il consenso deve essere spiegato, personalizzato e sottoscritto prima della procedura. Deve indicare benefici attesi, limiti, alternative, possibili effetti avversi, complicanze e comportamento da seguire dopo il trattamento. Il paziente deve avere il tempo di fare domande e ricevere una copia della documentazione. Una firma richiesta quando si è già sul lettino non rappresenta una corretta informazione; 5) Sapere sempre che cosa viene iniettato. Il paziente ha diritto di conoscere nome commerciale del prodotto, produttore, numero di lotto e data di scadenza. Per i filler e gli altri dispositivi monouso, la confezione deve essere integra e identificabile; quando previsto, l'etichetta o il tagliandino di tracciabilità devono essere inseriti nella documentazione clinica e consegnati al paziente. Mai accettare siringhe anonime, prodotti travasati o confezioni prive di etichette comprensibili; 6) Chiedere chi interverrebbe in caso di complicanza. La sicurezza si misura anche dalla capacità di riconoscere e gestire rapidamente un evento avverso. Prima del trattamento è utile chiedere quali protocolli vengono adottati, quali farmaci e dispositivi di emergenza siano disponibili e chi sia reperibile nelle ore e nei giorni successivi. Devono essere previsti un contatto diretto e un programma di controllo, non l'invito generico a scrivere sui social in caso di problemi; 7) Diffidare delle offerte lampo e della medicina 'da algoritmo': "Solo per oggi", "porta un'amica", "due zone al prezzo di una", risultati garantiti e prezzi incompatibili con il costo dei prodotti sono campanelli d'allarme. La medicina estetica richiede tempo, materiali certificati, documentazione, aggiornamento e gestione del rischio. Anche la richiesta di pagare esclusivamente in contanti, l'assenza di fattura o l'impossibilità di ricevere una cartella clinica dovrebbero indurre a fermarsi. Le fotografie prima e dopo e le recensioni online possono essere manipolate: non sostituiscono la verifica dei titoli e della struttura.
Oltre che sull'emergenza abusivismo, gli esperti richiamano l'attenzione sulla "pressione esercitata dai modelli estetici diffusi online. Filtri, immagini ritoccate e risultati standardizzati possono rendere apparentemente ordinari trattamenti che restano a tutti gli effetti atti medici, favorendo richieste sempre più precoci e aspettative poco realistiche". Il rapporto tra social network, percezione di sé e domanda di trattamenti sarà uno dei temi del Congresso nazionale Fime. Una sessione - anticipa la Federazione - sarà dedicata ai cosiddetti 'social lip filler', diventati il simbolo di una medicina estetica raccontata online come rapida, accessibile e priva di rischi. Nadia Fraone, presidente della Società italiana di carbossiterapia funzionale ed estetica, analizzerà come filtri, immagini ritoccate e modelli ripetuti sui social possano condizionare la percezione del volto e anticipare il ricorso ai filler, talvolta anche prima dei 18 anni.

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(Adnkronos) - "Aran e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Sanità hanno sottoscritto oggi l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027. Il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto". Lo annuncia l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.
"Sul piano economico - comunica l'Aran - l'accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l'insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri".
L'ipotesi di accordo sarà ora trasmessa agli organi di controllo competenti per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, ai sensi dell'articolo 47 del decreto legislativo 165/2001. La sottoscrizione definitiva avverrà a esito positivo della procedura, precisa l'Aran che in una nota entra nei dettagli dell'intesa raggiunta. Capitolo risorse: "La legge di Bilancio ha destinato al comparto Sanità, a regime dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro, con incrementi progressivi già previsti a decorrere dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026. A queste si aggiungono ulteriori risorse destinate a specifiche categorie di personale, in particolare a quello infermieristico: 445 milioni di euro per l'indennità di specificità infermieristica; 193 milioni per l'indennità di tutela del malato; 35 milioni per il personale operante nei servizi di pronto soccorso".
Gli incrementi economici. "L'incremento medio complessivo a regime è pari a 209 euro mensili lordi, così composti: 145 euro derivanti dalle risorse ordinarie; 64 euro derivanti dalle risorse aggiuntive. L'incremento percentuale sull'intero triennio si attesta al 7,76%. Per alcune categorie gli aumenti sono più elevati. Per il personale infermieristico l'incremento medio raggiunge i 240 euro mensili, superando l'8%. Cresce inoltre di 100 euro l'indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di pronto soccorso".
Quanto agli arretrati, "l'accordo prevede la corresponsione degli arretrati con decorrenza dal 1° gennaio 2025, che saranno riconosciuti a tutto il personale interessato. Calcolati alla data del 31 ottobre 2026, gli importi medi sono pari a 1.226 euro per l'insieme del comparto e a 2.300 euro per il personale infermieristico".
L'Aran evidenzia le principali novità previste dall'accordo. "Il contratto introduce per la prima volta un Titolo interamente riservato all'intelligenza artificiale. Le aziende e gli enti che intendano introdurre sistemi di Ia o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un'informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull'organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance. È esclusa - puntualizza l'agenzia - ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Al dipendente è inoltre garantito il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi utilizzati. Restano ferme, e non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali. I riflessi dell'Ia sull’organizzazione dei servizi rientrano inoltre tra le materie della contrattazione integrativa".
"Il contratto - prosegue l'Aran - aggiorna anche l'ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche". Ancora, "le disposizioni intervengono sulle relazioni sindacali, sulle progressioni economiche e sulle nuove tutele per il benessere dei dipendenti, con permessi specifici per le malattie gravi e misure di sostegno alla genitorialità". Infine, "il contratto definisce le modalità del lavoro a distanza e della formazione strategica, confermando la centralità dell'aggiornamento professionale continuo nel settore sanitario".

(Adnkronos) - "C’è poco da fare, Salvini è un handicappato". Inizia così il post di Maurizio Bufi, iscritto ad Azione e responsabile provinciale organizzazione del partito a Terni. Ed è bufera, con la replica del vicepremier e ministro e le scuse di Calenda.
"C’è poco da fare, Salvini è un handicappato con l’aggravante di essere un populista e la recidiva di professare il sovranismo. Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Lasciamo stare l’operato come ministro", si legge nel post pubblicato su X dall'esponente di Azione.
"Comprendo che ci possa essere chi la pensa diversamente da me, chi mi critica anche aspramente, persino chi mi odia - scrive sui social Matteo Salvini in risposta al post -Ma c’è un limite che non dovrebbe essere superato: usare la disabilità come insulto". "Quella di questo esponente di Azione non è una caduta di stile, ma una mancanza di rispetto verso milioni di persone. Non chieda scusa a me: chieda scusa a loro e alle loro famiglie".
"Mi scuso a nome di Azione con Salvini per l’uso di questo termine. E' una cosa grave, moralmente sbagliata e anche inutile quando, per descrivere Matteo, si possono usare parole come: inetto, ignorante, incapace, impreparato, ipocrita, inadatto, inutile..e questi sono solo gli aggettivi che iniziano con la I", scrive su X il segretario di Azione, Carlo Calenda.

(Adnkronos) - "In questi giorni sta circolando una fake news secondo cui le creme solari favorirebbero l'insorgenza dei tumori della pelle e che esporsi al sole senza protezione sarebbe addirittura più sicuro, proteggendo dal melanoma. Si tratta di un'affermazione falsa e priva di basi scientifiche". Anche Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, con un post social, interviene nel dibattito scatenato dal video pubblicato su Instagram da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia, che nega il legame tra sole e melanoma e, in linea con il movimento no-sunscreen, sostiene che le creme solari siano pericolose.
"I raggi Uv - ricorda l'Airc - sono il principale fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma. Un'esposizione eccessiva al sole può danneggiare il Dna delle cellule della pelle e favorire processi che, anche molti anni dopo, possono portare allo sviluppo di un tumore della pelle. Le creme solari, invece, ci proteggono dai raggi Uv del sole. Come tutti i prodotti cosmetici sono regolate da normative rigorose che vietano l'utilizzo di sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, e sono sottoposte a test di sicurezza e a una fase di vigilanza post-marketing per garantire che siano sicure per la salute umana", rassicura la Fondazione.
"Per questo - avverte Airc - il vero rischio non è usare la crema solare, ma è non usarla. La mancata protezione espone infatti a rischi certi: scottature, invecchiamento precoce della pelle, danni al Dna e un aumento del rischio di tumori cutanei. Proteggere la pelle dal sole è una scelta basata sulle evidenze scientifiche ed è uno degli strumenti più importanti per prevenire il melanoma e gli altri tumori della pelle".

(Adnkronos) - Stretta degli Usa sulle ricerche ad alto rischio nel settore delle Life Sciences, in particolare con lo stop ai finanziamenti destinati agli studi sui virus 'potenziati'. "Ho promesso agli americani una supervizione rigorosa e trasparente della ricerca sostenuta dai National Institutes of Health. Oggi sono lieto di annunciare un importante traguardo in linea con questo impegno: il Governo federale ha pubblicato la Politica del Governo degli Stati Uniti per l'Interruzione della ricerca ad alto rischio nel settore delle scienze della vita", ha comunicato Jay Bhattacharya, direttore degli Nih. "Questa politica innovativa - ha aggiunto - stabilisce, per la prima volta, un divieto esplicito per gli studi di 'guadagno di funzione'", un tipo di ricerca che "può mettere seriamente a repentaglio vite americane e rappresentare un rischio sostanziale per la sicurezza nazionale".
"La nuova politica governativa rappresenta un cambio di paradigma nella supervisione federale, adottando un quadro completo basato sul rischio, supportato da rigorose misure di applicazione, responsabilità e trasparenza", ha spiegato Bhattacharya in una nota. "Oltre al divieto di finanziamento federale per la ricerca pericolosa del tipo 'gain-of-function'", ha precisato, la strategia introduce "requisiti di revisione e rendicontazione più stringenti per tutta la ricerca nel campo delle scienze biologiche, comprese valutazioni indipendenti e dall'alto verso il basso per i progetti che potrebbero aumentare le conseguenze dannose degli agenti biologici. La politica rafforza inoltre le salvaguardie globali istituendo nuove restrizioni internazionali, tra cui il divieto di ricerca nel campo delle scienze biologiche che coinvolga determinati Paesi o entità, e il divieto di attività ad alto rischio in Paesi privi di un'adeguata supervisione". Un riferimento che rimanda alla pandemia di Covid, la cui origine è stata spesso attribuita dal presidente Usa Donald Trump a un virus di laboratorio nato in Cina.
"Tutti i ricercatori e le istituzioni impegnati in attività nel campo delle scienze biologiche - è l'indicazione di Bhattacharya - dovrebbero esaminare attentamente questa politica fondamentale. Gli Nih collaboreranno strettamente con i partner interagenzie e la comunità della ricerca biomedica per supportarne una solida attuazione". Infine, ha concluso il direttore dell'agenzia, "è fondamentale che tutti gli scienziati continuino a promuovere una cultura di attenta valutazione sia dei benefici che dei rischi di ogni esperimento, indipendentemente dal fatto che rientri o meno in una classificazione ad alto rischio. Anche con solide misure di sicurezza, il lavoro che coinvolge agenti biologici può comportare rischi intrinseci, ed è nostra responsabilità collettiva prevenire la ricerca più pericolosa, garantendo al contempo che la scienza finanziata dagli Nih continui a proteggere e migliorare la salute e il benessere del pubblico americano".

(Adnkronos) - La procura di Bologna ha aperto oggi, mercoledì 29 luglio, un fascicolo per i disordini, scoppiati la sera del 20 luglio in città, il giorno dopo la morte di Abderrahim Fakir. Sono dodici gli indagati. Le accuse, a vario titolo, sono di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra i dodici indagati c'è anche il giovane arrestato la notte dei disordini e sottoposto alla misura del divieto di dimora all'esito della convalida.
Sul fronte dell'inchiesta sulla morte del 42enne, morto il giorno prima nel rione Pilastro, dopo un fermo di polizia, l'avvocato Fabio Anselmo dei familiari di Fakir ha detto, parlando con l'Adnkronos, di fidarsi dei magistrati in merito alla sua richiesta di affidare gli accertamenti a un altro corpo investigativo rispetto alla polizia. La Procura ha fatto sapere che "la terzietà delle indagini è garantita dai magistrati".
Ci sono state scene di guerriglia urbana a Bologna, durante una manifestazione. Al termine del presidio manifestanti e forze dell'ordine in tenuta antisommossa sono venuti a contatto nel centro della città. Gli scontri sono durati tutta la sera del 20 luglio tra lancio di oggetti, barricate, idranti e lacrimogeni. I vigili del fuoco sono intervenuti all'angolo tra via Bassi e via Venezian per un'auto in fiamme, mentre camionette e agenti presidiavano piazza Roosevelt per evitare che la protesta si espandesse verso altre zone del centro. Ci sono stati diversi feriti sia tra gli agenti che tra i manifestanti.

(Adnkronos) - L'immunologo Anthony Fauci, volto della lotta americana al Covid-19, ha invocato a sorpresa il quinto emendamento durante l'audizione alla Commissione per la sicurezza interna del Senato, convocata per fare luce sulla pandemia. E questo per il timore che i repubblicani potessero usare le sue dichiarazioni per perseguirlo per falsa testimonianza. "La conclusione a cui posso giungere è che l'unico motivo per cui mi ha convocato davanti a questa commissione è per farmi dire qualcosa che possa avvalorare le sue ripetute promesse pubbliche, citando le sue parole, che io finirò 'dietro le sbarre'", ha affermato Fauci rivolgendosi a Rand Paul, repubblicano del Kentucky e presidente della Commissione per la sicurezza interna del Senato.
"Qualsiasi persona ragionevole che abbia seguito la sua ossessione squilibrata nei miei confronti giungerebbe facilmente alla stessa conclusione", ha aggiunto Fauci. "Pertanto, sebbene mi addolori farlo per il rispetto che nutro per il potere legislativo e per la mia pluridecennale collaborazione con il Congresso, su consiglio dei miei avvocati mi avvalgo del mio diritto, sancito dal Quinto Emendamento della Costituzione, di astenermi dal rispondere alle vostre domande", ha proseguito l'immunologo.
Il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad attaccare l'immunologo. "Erano folli le idee" di Fauci, ha scritto Trump su Truth Social, affermando che "molte più persone sono morte di Covid sotto l'amministrazione Biden che sotto l'amministrazione Trump" e rivendicando il "successo spettacolare" della sua lotta al coronavirus.
"Fin dall'inizio ho affermato che il virus proveniva dal laboratorio di Wuhan in Cina", ha detto Trump, aggiungendo che "Fauci era fortemente in disaccordo, cercando sempre di proteggere la Cina" e "con il passare del tempo mi sono fidato sempre meno di lui". Secondo il presidente americano, Fauci "ha preso troppe decisioni sbagliate, come sulle mascherine. Ricordate che all'inizio era un anti-mascherina. Poi è diventato un super-mascherina. In ogni caso non gli ho permesso di chiudere il Paese, anche se lui lo voleva".
Il presidente Usa ha ricordato che durante la pandemia ha "seguito la via federalista e ho lasciato che fossero i governatori a decidere. I governatori repubblicani hanno fatto un lavoro molto migliore dei democratici. Fauci è stato in gran parte messo da parte, e poi è arrivato il sonnolento Joe Biden, che ha fatto di Fauci un 're!'. Ho chiamato Biden per dirgli che Fauci non valeva niente, che o non capiva niente, o era disonesto".
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