
(Adnkronos) - "I momenti difficili li attraversiamo tutti, anche se non sempre vengono raccontati. Mi piacerebbe vedere più persone condividere non solo i successi, ma anche le proprie fragilità e il modo in cui si superano". Gian Marco Tamberi, oro olimpico nel salto in alto a Tokyo nel 2021, torna a parlare in occasione della presentazione del nuovo spot di Olio Cuore a Milano e parte da un tema molto sentito: la capacità dei campioni di mostrarsi non sempre invincibili, ma vulnerabili. Lo fa ripartendo da un post pubblicato sui social pochi giorni fa, in cui aveva raccontato le difficoltà vissute negli ultimi mesi tra una fascite plantare e un nuovo problema di calcoli. "Aprile è stato un mese complicato. Sapevo cosa avrei dovuto fare, ma non ero in grado di reagire e mi sentivo in colpa. Alla fine ho trovato il coraggio di riprovarci e oggi ne sono felice. La cosa più difficile è stata la paura di non riuscire a raggiungere i miei obiettivi". Con lo sguardo sempre fisso verso Los Angeles 2028.
Ci arriverà con diversi cambiamenti...
"L’arrivo di Camilla è stato il motivo per cui ho smesso di pensare a Parigi con tristezza. Quando mia moglie Chiara mi ha detto che era incinta, qualcosa è cambiato. Fino a quel momento mi capitava ancora di piangere ripensando alle ultime Olimpiadi e non avevo deciso davvero se continuare o meno. Lì ho capito che dovevo provarci ancora, sentivo di dover dare un messaggio. Camilla non era ancora nata, ma mi aveva già dato una forza enorme. Ha cambiato i miei equilibri".
La vedremo agli Europei di Birmingham ad agosto?
"Mancano due mesi e mezzo all’appuntamento. Ci proverò".
Pochi giorni fa il Golden Gala a Roma con un bel segnale di Marcell Jacobs, tornato a correre sotto i 10 secondi. Vi siete sentiti?
"A Savona l’avevo visto correre bene, ma ancora molto rigido. Non era la sua corsa naturale. A Roma ho notato un gran cambiamento, anche se magari due centesimi sembrano nulla per i non addetti ai lavori. Sono contento per lui, per Marcell questo è un anno di transizione verso Los Angeles. Deve ritrovare sé stesso e il ritorno con coach Paolo Camossi, che lo aveva portato a livelli straordinari, può essere una svolta. Gli ho fatto i complimenti, spero ci sia l’occasione di vederci prima degli Europei di Birmingham o in qualche altro evento. Ora che è tornato in Italia sarà più facile".
In sua assenza, il salto in alto azzurro sorride con Matteo Sioli, fresco vincitore del Golden Gala di Roma.
"Per me è un fratellino, ha un talento straordinario. Dopo la vittoria gli ho fatto subito i complimenti e poi l’ho chiamato. Gli ho detto: 'Non potevo non farlo. Io ci ho provato per sei anni senza riuscirci, tu hai vinto al primo colpo'. Vedere tanti giovani azzurri crescere così mi rende orgoglioso. In loro ritrovo lo stesso modo di gareggiare che avevo io, a partire dalla sfrontatezza".
Chi è rimasta delusa dall’appuntamento di Roma è Nadia Battocletti, tredicesima nei 5000 metri. Cosa ne pensa?
"Parlare di fallimento per una gara sbagliata da un’atleta del suo valore è follia. In Nadia vedo la stessa fame e la voglia di migliorarsi che hanno i grandi, nonostante i grandi risultati già raggiunti. È un’atleta straordinaria, scommetto che riuscirà a fare ancora meglio di quanto ci aspettiamo".
Qualche mese fa ha commentato con un post social le dichiarazioni dell’ex presidente della Figc Gabriele Gravina sugli sport dilettantistici...
"Credo sia un argomento superato, ho detto la mia con una foto e due parole. Ha commesso un errore, non ha senso parlarne ancora".
A proposito di calcio, conosce molto bene Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della Figc. È l’uomo giusto?
"Sono felice che abbia l’opportunità di mettersi ancora una volta in gioco, al servizio dello sport. Gli ho scritto subito per complimentarmi. Ha contribuito in modo significativo alla crescita dello sport italiano, i risultati parlano per lui. Quando ha iniziato, l’atletica attraversava un periodo molto difficile e il nuoto non era lo stesso, così come il tennis. Il merito non è solo suo, ovvio, ma ha avuto un ruolo importante. Può far bene anche nel calcio". (di Michele Antonelli)

(Adnkronos) - "Le infrastrutture digitali hanno assunto lo stesso valore che nel Novecento avevano porti, ferrovie e reti energetiche: non sono soltanto strumenti tecnologici, ma infrastrutture economiche e civiche che producono efficienza, semplificazione e fiducia". Lo ha detto la presidente della Camera di commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie in occasione dei 25 anni si Infocamere sul territorio.
"In questo percorso - ha sottolineato - il Registro delle imprese e i servizi sviluppati da Infocamere rappresentano un patrimonio pubblico di grande valore, capace di rendere più semplice il rapporto tra imprese e Pubblica amministrazione. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare sempre più il patrimonio dei dati certificati in servizi, conoscenza e opportunità per cittadini e imprese, costruendo amministrazioni realmente interoperabili e orientate allo sviluppo. Oggi la competitività di un territorio si misura anche dalla qualità delle sue infrastrutture digitali e Bari ha dimostrato di poter giocare questa partita da protagonista".

(Adnkronos) - "Scegliere di investire a Bari venticinque anni fa significava fare una scommessa controcorrente, in un'epoca in cui chi voleva lavorare nel digitale sentiva di dover per forza fare le valigie per il Nord". Lo ha detto oggi il presidente di Infocamere, Antonio Santocono, in occasione dei 25 anni sul territorio.
"Oggi - ha spiegato - possiamo affermare con orgoglio di aver vinto quella scommessa industriale, culturale e sociale: InfoCamere ha dimostrato che quando le infrastrutture materiali si uniscono a quelle immateriali - come l'università, la cultura e il talento - il Sud non si limita a competere, ma può guidare l'innovazione del Paese. Questa sede non è una semplice succursale, ma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione digitale per l’intera nazione. Il nostro impegno per il futuro è chiaro: restiamo e cresciamo qui, continuando a scommettere sul talento locale per vincere le sfide globali della trasformazione digitale".

(Adnkronos) - Venticinque anni di investimenti in innovazione, valorizzazione del territorio e, soprattutto, nella crescita delle persone. Infocamere - la società delle Camere di commercio italiane per l’innovazione digitale - festeggia il primo quarto di secolo della propria presenza a Bari. Nata nel 2001 come una scommessa in stile start-up, oggi la sede barese è un polo tecnologico di eccellenza nazionale per la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione e delle imprese. Un traguardo raggiunto grazie al legame simbiotico e alla costante collaborazione con la Camera di Commercio di Bari, in una visione che si è dimostrata capace di trattenere i talenti del territorio, contribuendo ad arricchire e far crescere il panorama imprenditoriale pugliese.
L'evoluzione dell'insediamento di Infocamere a Bari è stata ripercorsa oggi nel corso dell'evento 'Radici digitali, orizzonti reali' presso il Centro Congressi della Fiera del Levante, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, dell’Assessore al Bilancio e alla Fiscalità Locale del Comune di Bari, Diego De Marzo, del Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino e del rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti. La strategia intrapresa da InfoCamere ha contribuito ad invertire la narrazione della 'fuga dei cervelli' in Puglia, offrendo ai giovani laureati formati dall'Università degli Studi di Bari e dal Politecnico la concreta opportunità di costruire una carriera ambiziosa senza dover abbandonare la propria terra. I dati presentati durante l'iniziativa fotografano una realtà aziendale ad altissima specializzazione e fortemente attrattiva per i talenti locali. L'organico della sede di Infocamere a Bari è infatti cresciuto costantemente nel tempo, passando dai soli 16 pionieri del 2001 e dai 91 collaboratori del 2019 – anno del trasferimento nell’attuale sede all'interno di un padiglione della Fiera del Levante di proprietà della Camera di Commercio e modernamente ristrutturato – fino a raggiungere i 180 professionisti di oggi.
Il team si distingue per un profilo d'eccellenza: l’86% degli addetti è laureato, a testimoniare lo stretto legame con il mondo accademico locale, mentre il 70% appartiene alla generazione dei Millennials, segnando un netto ricambio generazionale capace di governare le tecnologie emergenti. Oggi il 40% del personale ricopre ruoli critici ad alta competenza, operando come Software Engineer o Technical Lead nello sviluppo di progetti strategici nazionali. Tra questi spiccano l'evoluzione dell'architettura dei Suap (Sportelli unici per le attività produttive), le piattaforme del Registro imprese e i sistemi di Intelligenza Artificiale applicati ai servizi camerali. Più che significativa la quota del 26% di presenza femminile in organico; un dato che, pur risentendo del divario di genere che storicamente caratterizza i percorsi universitari Stem, rappresenta un segnale concreto di progressiva e cruciale evoluzione delle donne nel mondo dell’alta tecnologia.
In occasione dell'anniversario, l'analisi evolutiva dei dati del Registro delle Imprese ha tracciato una vera e propria metamorfosi del sistema produttivo di Bari e della Puglia nell'arco dell'ultimo quarto di secolo. Meno imprese, ma più strutturate: se da un lato il numero complessivo delle imprese a Bari ha registrato una diminuzione di circa il 9,5% (in controtendenza rispetto al dato nazionale, cresciuto del 2%), dall'altro si assiste a una forte patrimonializzazione del tessuto economico. Le società di capitale a Bari sono infatti letteralmente volate, segnando un aumento di circa il 160% e surclassando la media italiana (+120%).
Boom dell'occupazione: la ritrovata solidità aziendale si riflette sul fronte del lavoro. Nel periodo 2014-2025, gli addetti a Bari sono aumentati del 27,2%, una performance nettamente superiore a quella dell'intera penisola (+167%). La spinta del settore ICT: il comparto delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione si conferma il vero motore della trasformazione. L'incremento degli addetti Ict a Bari è stato del 57,2% (allineato al +49,8% della media nazionale), mentre a livello regionale la Puglia ha registrato un eccezionale +74,3%.
L'andamento delle startup: dopo aver toccato un picco massimo di crescita nel 2022, il comparto delle startup innovative ha vissuto una fase di stabilizzazione, ritornando nel corso dell'ultimo anno ai livelli del 2018.
(Adnkronos) - Giovedì 4 giugno a Palazzo Chigi si è riunito il Consiglio dei ministri. Tra i principali provvedimenti approvati, un decreto-legge con misure urgenti in materia di giustizia e per l’adozione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo. In ambito giustizia, tra l’altro, viene prevista: una nuova disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato; alcune modifiche in materia di proprietà industriale e diritto d’autore; la proroga di alcuni termini relativi al giudice per le indagini preliminari e all’uso delle infrastrutture digitali per le intercettazioni; nuovi indennizzi per i danni dovuti all’irragionevole durata di un processo. Per quanto riguarda l’attuazione del patto dell’Ue su migrazione e asilo il provvedimento adegua le normative nazionali alle nuove direttive su protezione internazionale, accoglienza, procedure alla frontiera, rimpatri, accertamenti. Una sezione centrale della normativa riguarda la procedura di asilo alla frontiera da applicare a partire dal 12 giugno per un primo periodo di 12 mesi con analisi di massimo 16.032 domande annue. La procedura di frontiera si applica obbligatoriamente in caso di soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale o che abbiano presentato documenti falsi. Durante le procedure di frontiera, che devono concludersi entro 12 settimane, il richiedente è tenuto a soggiornare nella zona della frontiera esterna o in altri luoghi designati dallo Stato membro. In determinati casi, è previsto il fermo del soggetto alla frontiera per un massimo di 72 ore per effettuare accertamenti ulteriori su identità e pericolosità. Tra gli altri provvedimenti, il Cdm ha dato il via libera definitivo al decreto-legislativo sul testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e al decreto per l’attuazione della direttiva Ue per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. In ambito di energie rinnovabili, infine, il Cdm ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale su 14 progetti di impianti eolici e agrivoltaici da realizzare in Puglia, Lazio e Sardegna.
Il comunicato del Governo

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Cresce l'affluenza alle urne nei 148 Comuni su 377 al voto in
Sardegna. Alla chiusura delle operazioni di voto, alle 15 ha votato
il 61,6% contro il 59,6% registrato alla stessa ora nelle
precedenti consultazioni.
Nella Città Metropolitana di Cagliari il dato è
cresciuto rispetto alla precedente tornata attestandosi al 56,35%
(contro il 53,33% precedente), conteggi chiusi per la
partecipazione al voto anche nel Medio Campidano che dal 53,2%
della scorsa tornata, sale al 61,49%. Nuoro fa il pieno con il
69,87 % degli elettori che si sono recati alle urne (contro il
67,84%), buon risultato anche per l'Ogliastra con 66,96% dei
votanti(contro il precedente 67,31%). Il Sulcis Iglesiente va alle
urne in massa, al momento è il risultato più alto con il 70,74%
(contro il precedente 66,72%). Nel Sassarese si attesta al 66%
rispetto al precedente 65,68%, mentre a Oristano l'affluenza arriva
al 64,9% rispetto al 62,6% della scorsa tornata elettorale. Infine
in Gallura l'affluenza arriva al 69,09% rispetto al precedente
64,01%.
A Quartu Sant'Elena la sfida più attesa: qui i
votanti sono in calo (48,29% contro il 49,76% delle precedenti
elezioni).
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(Adnkronos) - Iniziative capaci di trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità per il Paese, generando impatti tangibili per persone, comunità e territori: sono quelle premiate in occasione della seconda edizione dell’Impact Award, promosso da Polimi Graduate School of Management in collaborazione con il centro di ricerca Tiresia e con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).
Il riconoscimento è stato consegnato ai rappresentanti dei sette progetti vincitori nel corso dell’evento che si è tenuto presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e che ha visto la partecipazione del Presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato di Cdp, Dario Scannapieco, e della Rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto.
La sfida più grande per aziende e Istituzioni, sottolinea Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, "è coniugare competitività e sostenibilità, garantendo al tempo stesso una transizione che non lasci indietro nessuno. Cdp ha un approccio equilibrato e pragmatico: sosteniamo lo sviluppo del Paese facilitando l’accesso al credito e indirizzando i finanziamenti verso progetti capaci di produrre impatti positivi. Inoltre, guardiamo all’innovazione che oggi più che mai richiede un impegno di sistema. Le esperienze che premiamo insieme al Politecnico di Milano con l'Impact Award sono un esempio chiaro del legame tra sostenibilità e trasformazione digitale".
I vincitori e i finalisti della seconda edizione dell’Impact Award, aggiunge Dario Scannapieco, Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, "raccontano casi concreti di realtà che progettano il futuro in chiave sociale e green, generando impatti reali e misurati grazie anche alle nostre metodologie di valutazione e al lavoro con il Politecnico di Milano. Come emerso dalla ricerca Doxa, aziende ed Enti continuano a vedere gli investimenti in sostenibilità come possibilità di crescita nel medio-lungo periodo. Il compito di Cdp è quello di mettere a disposizione risorse e competenze per promuovere un circolo virtuoso verso una transizione giusta".
Come università tecnologica impegnata per il bene comune, sottolinea Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, "crediamo che l'impatto vada oltre i risultati ottenuti; è importante anche la capacità di generare nuova conoscenza e opportunità per i territori. L'Impact Award riconosce non solo ciò che è stato fatto, ma anche il potenziale di crescita delle persone e delle iniziative premiate per renderne gli effetti ancora più solidi, trasformando esperienza e conoscenza in valore condiviso".
Giunto alla seconda edizione, l’Impact Award si articola in più categorie: pmi, Imprese, Infrastrutture, Pubblica Amministrazione – con riconoscimenti distinti per l’impatto ambientale e sociale – e Cooperazione internazionale. I sette progetti vincitori si distinguono per la capacità di produrre benefici misurabili per l’ambiente e le persone, grazie a soluzioni innovative che rispondono a bisogni concreti con effetti positivi e duraturi. L’iniziativa è rivolta ai soggetti attivi in tali ambiti che hanno siglato un accordo di finanziamento con Cdp. La giuria, composta da esperti di sostenibilità e innovazione provenienti dall’imprenditoria, dal settore pubblico, ma anche dal mondo accademico e dal terzo settore, ha selezionato i vincitori a partire da una rosa di 20 finalisti.
I progetti vincitori per la categoria Pmi Simpro S.p.A. (Piemonte): ha realizzato un edificio industriale per azzerare la quasi totalità dei consumi energetici, grazie a un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e strutture per la mobilità elettrica; per la categoria Imprese Ambientale Damiano S.p.A. (Sicilia): ha sviluppato l’efficientamento idrico del processo produttivo lungo la filiera della frutta secca, la digitalizzazione del magazzino e la creazione di un reparto dedicato agli allergeni; per la Categoria Imprese Sociale Esaote S.p.A. (Liguria): ha creato e commercializzato un dispositivo di risonanza magnetica per la chirurgia del glioma cerebrale, collaborando con neurochirurghi e utilizzando tecnologie innovative.
Per la Categoria Infrastrutture E-Distribuzione S.p.A. (Lazio): ha investito nel potenziamento della rete di distribuzione elettrica nazionale, migliorando la qualità, l’efficienza del servizio e rafforzandone la resilienza climatica; per Categoria Pa Ambientale Abc Napoli (Campania): ha realizzato una piattaforma di ultima generazione per ridurre le perdite della rete idrica, migliorando l'efficienza del servizio e la gestione sostenibile della risorsa acqua; Categoria Pa Sociale per Arca Puglia Centrale (Puglia): ha avviato la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, con priorità all'eliminazione delle barriere architettoniche e all'accessibilità degli alloggi. Per la categoria Cooperazione Internazionale XacBank (Mongolia): ha ampliato il portafoglio prestiti a sostegno delle micro, piccole e medie imprese mongole, in particolare a guida femminile e giovanile e nelle aree rurali, e di progetti green e della filiera del cashmere sostenibile.
Nel corso della premiazione è stata inoltre presentata l’indagine “Sostenibilità, competitività e impatto” curata da Doxa, parte del Gruppo Ipsos, dalla quale emerge come, in uno scenario globale caratterizzato dall’incertezza, le aziende orientate a investire in sostenibilità e gli Enti locali dedichino maggiore attenzione alla dimensione sociale e di governance, pur senza trascurare la componente ambientale. Si delinea insomma uno spostamento progressivo dalla componente E verso le componenti S e G della sostenibilità. Nel dettaglio, la quota delle imprese, Pmi incluse, che dichiara di volere - nei prossimi tre anni - aumentare gli investimenti nel benessere e nella tutela dei lavoratori (offrendo smart working, flessibilità dell’orario lavorativo, welfare aziendale e formazione), raggiunge il 66%, in incremento dal 44% degli ultimi tre anni. Cresce il numero delle realtà imprenditoriali che mirano ad accrescere l’impegno per la salute e la salvaguardia dei dipendenti anche in termini di sicurezza: 53% dal 44% del triennio precedente. In rialzo infine le percentuali relative agli investimenti per migliorare la governance (39% dal 33%). L’indicazione per una riduzione dell’impatto ambientale invece, diminuisce pur restando prioritaria, passando al 69% dall’89%. Maggiore attenzione alla componente sociale si rileva anche per gli Enti locali: il 35% dei Comuni che investono in sostenibilità sono intenzionati a rendere più attrattivi i loro territori in termini di infrastrutture e servizi (era al 26% nei tre anni passati) mentre rimane costante l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale (69%). La ricerca evidenzia inoltre come per l’intero campione degli intervistati la sostenibilità non rappresenti più solo un fattore reputazionale ma sia percepita sempre più come una leva economico-finanziaria nel medio-lungo periodo: in particolare per il 30% delle imprese migliora le performance finanziarie e per il 26% facilita l’accesso ai fondi pubblici ed europei. Infine, per accelerare gli investimenti, l’81% delle aziende e il 93% dei Comuni ritiene necessario un supporto, con risorse e competenze, soprattutto nella fase di progettazione tecnica ed economica.

(Adnkronos) - "Belzutifan è la prima e unica terapia target sistemica approvata per la sindrome di Vhl ed è già disponibile. È stata autorizzata dall'Aifa - Agenzia italiana del farmaco la settimana scorsa. Adesso si tratta di attendere le Regioni che, speriamo, procedano con altrettanto passo celere: 6 hanno già detto di sì. Speriamo che anche per le altre Regioni questa promessa di nuova vita" per i pazienti "possa arrivare molto presto". Così Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata Msd Italia, intervenendo oggi a Roma all'incontro organizzato in occasione del via libera al rimborso della prima opzione terapeutica per la sindrome di von Hippel-Lindau (Vhl). "Ci sforziamo ogni giorno - aggiunge - di ricordarci che la medicina è per le persone, e quando riusciamo ad arrivare, come in questo caso, a dare una risposta a un bisogno di salute che coinvolge pochi, ma importanti pazienti, per noi è motivo di grande orgoglio”.
"Follow the science - prosegue Luppi - è quello che ci piace fare da sempre, perché attraverso la scienza si può restituire speranza e futuro", in questo caso "a chi fin da piccolo scopre di avere questa malattia e saprà che avrà davanti una vita di interventi importanti. Continuare, però, in questo scenario, andando avanti verso scoperte che fanno la differenza nella vita delle persone, significa credere nella ricerca, ma anche creare quell'ecosistema intorno affinché anche l'Italia possa essere attrattiva e possa continuare a investire sempre di più in salute andando a ridurre la macchina della burocrazia - ancora predominante nel nostro Paese quando si tratta di ricerca - e, allo stesso tempo, eliminare quei fardelli come il payback. Accelerare l'accesso precoce dei farmaci una volta autorizzati, eliminare il payback e credere ancora di più in una ricerca che possa essere inserita in un network - conclude - farà dell'Italia un avamposto anche in Europa per una ricerca per sempre più salute per tutti i pazienti e cittadini".

(Adnkronos) - La Fiorentina ha annunciato ufficialmente che "Fabio Grosso è il nuovo allenatore della Prima Squadra viola". Il nuovo allenatore viola ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028. Nato a Roma il 28 novembre 1977, Grosso ha intrapreso la carriera da allenatore nel 2013 nel Settore Giovanile della Juventus. Il debutto alla guida di una Prima Squadra risale al 2017, sulla panchina del Bari in Serie B. Nel corso della sua carriera, il nuovo Mister viola ha allenato anche, tra le altre l’ Olympique Lione, il Frosinone e il Sassuolo, centrando due promozioni dalla Serie B alla Serie A e raggiungendo, nel corso dell’ultima stagione alla guida dei neroverdi, l’undicesimo posto in classifica da neopromosso. "Tutta la Fiorentina è lieta di accogliere con grande entusiasmo un Campione del Mondo e un allenatore che ha dalla sua competenza, freschezza ed entusiasmo: benvenuto Mister Fabio Grosso!".
“Siamo molto felici di accogliere Fabio Grosso alla Fiorentina -ha ribadito il Presidente Giuseppe B. Commisso- Fabio non è soltanto un Campione del Mondo: è un allenatore che si è costruito il proprio percorso con lavoro, idee e risultati, dimostrando di saper guidare squadre e affrontare sfide importanti. Dopo una stagione difficile, vogliamo aprire una nuova fase con energia, ambizione e senso di responsabilità. Crediamo che Fabio abbia la personalità, il metodo e l’entusiasmo per aiutarci a costruire una Fiorentina più forte, più competitiva e sempre legata alla sua identità. Gli diamo il benvenuto con grande fiducia. Forza Viola!”.
E il nuovo tecnico della Fiorentina ha commentato così: “Ringrazio tutta la Società, in particolare il Presidente Giuseppe Commisso e sua madre Catherine per avermi affidato la guida tecnica della Fiorentina. Sono davvero felice di poter cogliere questa straordinaria opportunità -ha detto Mister Fabio Grosso- Arrivo in un club prestigioso, con una tifoseria appassionata e una città che vive il calcio con grande intensità. Non amo mai fare promesse, ma consapevole delle responsabilità che mi aspettano, mi sento fin da subito di poter garantire serietà, professionalità e coinvolgimento nel costruire una squadra che abbia coraggio e ambizione. Sono sinceramente entusiasta e non vedo l’ora di iniziare”.

(Adnkronos) - “È fondamentale che l'appello di inserire anche le patologie ematologiche nel Piano nazionale della cronicità venga effettivamente accolto dalle istituzioni. Questo passaggio è fondamentale perché garantisce una maggiore attenzione a tutti quei bisogni che oggi spesso restano inespressi o che non vengono considerati alla stregua di altre necessità. Riteniamo che l'inserimento nel Piano rappresenti un beneficio immediato per tutti i nostri pazienti”. Lo ha detto Gaetano Biallo, direttore generale Ail - Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, partecipando, oggi a Roma, al ministero della Salute, all'evento organizzato con Apfiaco- Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza e Salutequità, per chiedere al ministero e alle istituzioni l’inserimento immediato nel Pnc delle neoplasie ematologiche croniche e psoriasi.
La richiesta è rafforzata dall'evoluzone nei trattamenti. “Il panorama è profondamente cambiato - spiega Biallo - oggi circa il 48-50% delle neoplasie ematologiche si cronicizza e di conseguenza le esigenze e i bisogni dei pazienti rispetto al passato sono diversi. Si è passati da una richiesta focalizzata quasi esclusivamente sulla guarigione a un'importante richiesta di miglioramento della qualità della vita. Come associazione lavoriamo molto in questa direzione, oltre a continuare a supportare la ricerca scientifica”, conclude.

(Adnkronos) - "Lascio Parigi con il sorriso sulle labbra grazie alle fantastiche partite che ho giocato e perchè gli esami effettuati negli ultimi giorni non hanno rilevato lesioni muscolari significative. Sto già lavorando alla riabilitazione con l'obiettivo di arrivare a Wimbledon nella migliore forma possibile". Questo il messaggio tranquillizzante su Instagram di Matteo Berrettini, che dopo il ritiro nei quarti di finale del Roland Garros contro Matteo Arnaldi, punta al prossimo Slam, sull'erba londinese, dove arrivò in finale nel 2021.
"In queste due settimane, e soprattutto dopo il mio ritiro, ho sentito un'ondata di affetto e sostegno che mi ha fatto sentire ancora una volta grato e fortunato di avere una famiglia, una squadra, degli amici e dei tifosi così fantastici al mio fianco", ha sottolineato il 30enne tennista romano, risalito al numero 48 del ranking Atp.

(Adnkronos) - Si è aperto oggi a Bologna il 23esimo congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox), in programma dall'8 al 10 giugno all’Hotel Savoia. Tre giorni di lavori, oltre 80 esperti coinvolti tra relatori, moderatori e componenti dei panel, più di 20 sessioni scientifiche e momenti congressuali, comunicazioni orali, poster session e flash communication per fare il punto sul ruolo della tossicologia nella tutela della salute pubblica. Il congresso, dal titolo 'Tossicologia e Salute Pubblica: dall’evidenza scientifica alle politiche sanitarie', mette al centro il contributo della tossicologia alle decisioni sanitarie e regolatorie, in un equilibrio tra salute pubblica, sostenibilità e crescita economica. Il programma abbraccia numerosi ambiti: alimenti, farmaci, dispositivi medici, botanicals e integratori, agrofarmaci, nanomateriali, tossine naturali, tossicologia analitica e clinica.
La giornata inaugurale è dedicata al gruppo Sitox Giovani, con un focus sulle nuove frontiere della disciplina: terapie a base di oligonucleotidi, valutazione preclinica della sicurezza, modelli in vitro, approcci in silico, Qivive, modelli 3D e New Approach Methodologies-NAMs, strumenti sempre più importanti per rendere la valutazione del rischio più predittiva e vicina alla medicina del futuro. "La tossicologia è una disciplina in profonda trasformazione – dichiara il presidente Sitox, Orazio Cantoni -. Le nuove generazioni sono chiamate a integrare biologia, clinica, modelli computazionali, dati e regolazione, per rendere la valutazione della sicurezza sempre più utile alle decisioni di salute pubblica".
Nei tre giorni di congresso saranno affrontati alcuni dei temi più attuali per cittadini, clinici, ricercatori e istituzioni: nuove sostanze psicoattive, oppioidi sintetici, intossicazioni acute, ruolo dei Centri Antiveleni, sicurezza dei farmaci in gravidanza, cannabinoidi e neurosviluppo, inquinanti ambientali, interferenti endocrini, nanoplastiche, Pfas, contaminanti negli alimenti, dispositivi medici, cosmetici, dipendenze, alcol, nicotina, oppioidi e sicurezza stradale. Il programma della prima giornata punta su un formato nuovo: lavori in inglese, sessioni dedicate alle terapie avanzate e alle NAMs, comunicazioni orali e uno spazio di networking pensato per trasformare il congresso in un’occasione di incontro operativo tra chi fa ricerca, chi sviluppa prodotti, chi valuta la sicurezza e chi applica le evidenze nella pratica clinica e regolatoria.
"Per la prima volta il congresso Sitox dedica un’intera giornata al Gruppo Sitox Giovani, nato da circa un anno – aggiunge Melania Serafini, coordinatrice del Gruppo Sitox Giovani e ricercatrice all’Università degli Studi di Milano -. È un segnale importante: vogliamo costruire uno spazio stabile per le nuove generazioni di tossicologi, favorendo il confronto tra università, imprese, clinica e agenzie regolatorie. La scelta di svolgere i lavori in inglese va nella direzione di aprire progressivamente la platea, rafforzare le collaborazioni internazionali e rendere i giovani ricercatori sempre più protagonisti nel dialogo scientifico". La giornata inaugurale prevede anche un momento dedicato al networking e allo skills board, pensato per favorire lo scambio di competenze e conoscenze, creare contatti tra giovani ricercatori e promuovere nuove collaborazioni tra mondo accademico, imprese, clinica e ambito regolatorio.

(Adnkronos) - Entra nel vivo la corsa per la panchina della Nazionale, che negli ultimi giorni ha ritrovato grande entusiasmo (e risultati) con i giovani scelti da Silvio Baldini. Quest’ultimo, da ct dell’Under 21 e individuato come traghettatore nei due test con Lussemburgo e Grecia, ha convinto per la sua decisione di puntare su un gruppo dall’età media bassissima, tanto che – come riporta Agipronews –, secondo i betting analyst di Goldbet e Better la quota della sua conferma è crollata a 3,50; basti pensare che fino a pochi giorni fa questa ipotesi valeva 15 volte la posta. Da sottolineare, però, che il grandissimo favorito è Roberto Mancini, il cui ritorno sulla panchina azzurra è dato a 1,75: la scelta potrebbe ricadere su di lui, considerando come Mancini abbia aperto a più riprese a un suo ritorno dopo il trionfo agli Europei nell'estate 2021. Defilata, al momento, la candidatura di Antonio Conte.
Come riportato anche dall'esperto di mercato Fabrizio Romano, Roberto Mancini è dunque al momento il candidato principale per la panchina della Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del gruppo di Gattuso. Tanto dipenderà dalle prossime elezioni Figc e dal nuovo presidente federale: in pole position, per la successione del dimissionario Gabriele Gravina, c'è Giovanni Malagò.

(Adnkronos) - Una dieta equilibrata, unita a sonno e idratazione, è sinonimo di benessere e longevità. E lo è per 9 italiani su 10. Per questo alimentazione e nutrizione sono temi di grande interesse. Lo sa bene Cuore, brand che dal 1959 è pioniere dell’alimentazione funzionale e sinonimo di benessere, che torna in comunicazione con una nuova campagna on air dall’8 giugno, che rinnova in chiave contemporanea un format iconico, quello del ‘salto della staccionata’, storicamente interpretato da volti noti della comunicazione come Nino Castelnuovo, Dino Zoff, e più recentemente da Linus. Lo spot punta su un concept innovativo, semplice e credibile che parte da una domanda per far riflettere proprio sul rapporto con il cibo e sui ritmi quotidiani frenetici che rendono quasi normale saltare i pasti. Protagonisti d’eccezione il campione di salto in alto Gianmarco Tamberi e la mamma Sabrina (ex saltatrice in lungo) che giocheranno con il claim “Salti o non Salti?”, per ricordare agli italiani che la leggerezza è legata all’idea stessa di benessere e di equilibrio contro ogni ansia da prestazione, nello sport e nella vita. La campagna - che ha come product hero lo storico Olio di mais che aiuta a mantenere i normali livelli di colesterolo - abbraccia tutta la gamma dei prodotti Cuore e supporterà anche il lancio di un nuovo prodotto della linea Cuore, le Fette croccanti, pensate per rispondere ai bisogni del consumatore moderno, orientato al consumo di spuntini o snack più piccoli e frequenti durante la giornata.
Sempre in tema di food, da tempo, ci si informa su diete e cibo con una differenza generazionale legata anche alle diverse modalità. Adulti e tardo-adulti scelgono tv, radio e giornali, mentre GenZ e Millennials optano per i canali digitali e social media. In particolare poi, si stima che 10-11 milioni di italiani seguano contenuti di influencers (professionisti o no) in materia di nutrizione, con una vera iper-esposizione a messaggi, trend e consigli spesso in contrapposizione, che possono generare disorientamento. Oltre 6 su 10, infatti, dichiarano che "leggendo le informazioni sui temi alimentari sui social network trovano idee opposte e non sanno a chi credere". Stare bene, però, non significa seguire estremismi o mode, ma trovare il giusto equilibrio, a partire dalla tavola.
Ed infatti Cuore lancia le nuove fette croccanti e arricchisce la sua gamma di prodotti. Croccantezza unica, aspetto distintivo e un profilo nutrizionale d’eccellenza, grazie all’apporto di fibre e proteine e alla presenza di Olio Cuore. Sono questi i tratti caratteristici delle nuove Fette croccanti Cuore, nate per offrire ai consumatori alternative alimentari orientate verso il benessere. "Le nuove Fette croccanti - spiega Fausta Fiumi, chief division officer food di Gruppo Montenegro - sono un ulteriore tassello del percorso evolutivo di Cuore, che negli ultimi anni è passato da marca monoreferenza, identificata con il noto Olio del salto della staccionata, ad un ricco e variegato portafoglio prodotti pensato per accompagnare il consumatore attraverso più momenti della giornata, all’insegna del benessere e della funzionalità. Olii (mais e girasole), condimenti (maionese vegetale e sale iposodico), bakery dolce e bakery salato. All’interno di quest’ultimo comparto si inserisce il nuovo lancio, pronto a bissare il successo delle Sfoglie Cuore, oggi affermate sul mercato con performance anche superiori rispetto a referenze storicamente presenti nella categoria". Aspettative in linea con i trend del comparto del bakery salato che registra +5% nei panetti croccanti, +3% nei crackers e +4% nelle specialità croccanti.
Proprio all’idea di ricerca del benessere a tavola, Cuore - marchio di punta della Divisione Food di Gruppo Montenegro - risponde con un approccio leggero ma comunque attento e autentico, guidato dal buonsenso. "Per Gruppo Montenegro - spiega Lorenza Guerra Seràgnoli, presidente Lgs SportLab, azionista e board member di Gruppo Montenegro - il mondo Cuore, come tutta la divisione Food con i suoi brand storici e iconici, gioca un ruolo fondamentale in termini di business. La scelta di lanciare un nuovo spot per comunicare ai consumatori il portafoglio prodotti in continuo allargamento rappresenta un punto strategico, che si traduce nell’individuazione di due testimonial credibili, ironici e perfettamente in target con i messaggi della marca, che rimandano in primis al benessere a tavola che passa da scelte consapevoli".
La creatività della campagna è stata affidata a Leonardo Guerra Seràgnoli (regista, produttore, azionista e board member di Gruppo Montenegro) e Vincenzo Vigo (Ceo di Mosquito e consulente di comunicazione di Gruppo Montenegro). "Con questa nuova campagna - spiega Leonardo Guerra Seràgnoli - celebriamo l’importanza del legame che esiste tra cibo e benessere e lo facciamo puntando su equilibrio, buonsenso e leggerezza. 'Salti o non Salti?' è la domanda da cui siamo partiti per esaltare il mitico salto della staccionata che ha segnato la storia della pubblicità in Italia ma anche la memoria del brand, reinterpretandolo in chiave più fresca e moderna". Aggiunge Vincenzo Vigo: "Se storicamente negli spot dell’olio della staccionata si sono alternati iconici personaggi come Nino Castelnuovo, Dino Zoff e più di recente Linus, questa volta abbiamo puntato su due saltatori al posto di uno. Sono loro i nuovi 'eroi' quotidiani che con leggerezza e ironia interpretano i valori della marca con un linguaggio semplice e credibile. E con una frase 'Salti o non salti?' che ha la forza per entrare a far parte della memoria collettiva".
La campagna si articola in una serie di spot tv, declinati a 30' e 15' (gamma), accanto ai brevi formati da 10' dedicati alle singole linee di prodotto (tra cui Olio Cuore Girasole, Maionese Cuore e la gamma del bakery salato, composta da Sfoglie croccanti cotte al forno e le nuove Fette croccanti Cuore) in linea con il concept 'Salti o non Salti?'. La pianificazione prevede la messa in onda sui principali canali Tv (generalisti e pay) e sulle più importanti piattaforme digitali (ad esempio Youtube e My Personal Trainer). Sono previsti anche contenuti digitali dedicati, declinati in formati brevi e adattati ai diversi touchpoint online, oltre il formato classico televisivo.

(Adnkronos) - "Inserire le condizioni croniche come la psoriasi" e le neoplasie ematologiche croniche "nel Piano nazionale della cronicità oggi risponde a due grandi obiettivi: uno relativo ai pazienti, ai caregiver e ai familiari, e l'altro rivolto al Servizio sanitario nazionale. Significa migliorare la tempestività, la qualità e l'equità di accesso alle cure, garantire risposte territoriali a patologie che oggi vengono trattate prevalentemente nei centri specialistici ospedalieri. Evitare trasferimenti inappropriati, grazie a un'organizzazione dei servizi che veda il territorio come protagonista, è un aiuto concreto". Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenendo oggi a Roma all’evento organizzato con Ail - Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma e Apfiaco - Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza, per lanciare un appello congiunto al ministero della Salute e alle istituzioni affinché neoplasie ematologiche croniche e psoriasi siano incluse subito nella programmazione nazionale.
Tale procedura "sosterrebbe il Servizio sanitario nazionale per quanto riguarda il sistema delle cure ospedaliere - spiega Aceti - Oggi i centri specialistici sono fortemente affollati: la territorialità aiuterebbe a decongestionarli, razionalizzando e bilanciando meglio i servizi e le cure tra ospedale e territorio. Inoltre - prosegue - verrebbe valorizzato l'importante investimento che il Paese ha stanziato con il Pnrr sul territorio in ottica di assistenza domiciliare, case e ospedali di comunità e telemedicina. Tutto ciò che è stato messo in campo con una spesa significativa verrebbe finalmente concretizzato e messo a terra attraverso l'inserimento di queste condizioni. Questo - aggiunge - garantirebbe anche la tracciabilità, un elemento fondamentale che aiuterebbe a stilare Pdta - Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali specifici".
Alla richiesta avanzata dalle associazioni "è già arrivata una risposta molto importante da parte del professor Mennini”, capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, che "ha mostrato un'apertura verso l'avvio, a stretto giro, nei prossimi giorni, di un tavolo tecnico - sottolinea Aceti - L'obiettivo è puntellare meglio la richiesta dal punto di vista tecnico e scientifico, per poi dare il via libera all'inserimento vero e proprio. Anche le Regioni si sono dimostrate sensibili: per questo confidiamo molto nella responsabilità delle istituzioni per fare gol tutti insieme". Ora "ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti, e che seguano velocemente - auspica il presidente di Salutequità - perché i pazienti non possono più attendere. Di fatto, l'inserimento di queste due patologie avviene a isorisorse: non c'è quindi bisogno di verificare un budget economico specifico. Si tratta di un segnale forte affinché le Regioni prestino ancora più attenzione a queste due condizioni", neoplasie ematologiche croniche e psoriasi, "nell'ottica di un'organizzazione dei servizi e di una risposta ai pazienti sul territorio".

(Adnkronos) - Christian Eriksen è di "buon umore", ha dichiarato il medico della nazionale danese, nonostante sia stato ricoverato in ospedale dopo essere collassato durante l'amichevole tra Danimarca e Ucraina, cinque anni dopo l'arresto cardiaco subito durante gli Europei. L'ex centrocampista del Manchester United, 34 anni, a cui è stato impiantato un pacemaker dopo il malore del 2021, è caduto a terra al 64' della partita di domenica a Odense. Lo staff medico si è precipitato in campo, mentre i giocatori di entrambe le squadre si sono radunati intorno a lui per proteggere la scena da telecamere e smartphone.
L'arbitro ha sospeso la partita e Eriksen è stato successivamente portato in ospedale, protetto dai giocatori di entrambe le squadre mentre usciva dal campo. Il medico della nazionale danese, Morten Boesen, ha dichiarato che Eriksen è stato "brevemente privo di sensi", ma "il pacemaker ha funzionato correttamente".
Oggi, lunedì 8 giugno, Boesen ha potuto fornire un aggiornamento positivo. "Ho parlato con Christian stamattina e sta bene", ha scritto in un commento pubblicato su Instagram. "È con la sua famiglia ed è di buon umore. Ci aspettiamo che venga dimesso presto e possa tornare a casa". Boesen ha affermato che lui e il suo staff medico sono in contatto regolarmente con i giocatori della nazionale danese. "Ci prendiamo cura dei giocatori e dello staff e siamo in contatto con loro regolarmente". Eriksen porta il pacemaker da quando è collassato durante la partita della fase a gironi contro la Finlandia agli Europei del 2020, disputati nel 2021. Questo lo ha costretto a rimanere lontano dal calcio per oltre sei mesi.
Il capitano della Danimarca, Pierre-Emile Hojbjerg, ha elogiato il tempestivo soccorso prestato al suo compagno di squadra. "C'era una rimessa laterale e mi sono diretto tranquillamente verso la linea laterale. Poi mi sono girato e ho visto Christian accasciarsi a terra", ha raccontato alla televisione danese TV2. "Sappiamo benissimo cosa significa e la reazione è stata estremamente rapida e rispettosa". L'allenatore della Danimarca, Brian Riemer, che ha lavorato con Eriksen al Brentford, squadra di Premier League, ha affermato che è stata "un'esperienza estremamente scioccante per tutti, lo staff, i giocatori e gli avversari". E ha aggiunto: "È una persona che per me conta molto. Si crea un legame più forte con certi giocatori rispetto ad altri, e lui era uno di quelli con cui ho legato di più al Brentford".
Eriksen ha ripreso la sua carriera al Brentford sette mesi dopo il collasso, essendo stato costretto a lasciare l'Inter a causa delle regole italiane che vietano di giocare con un pacemaker. In seguito è passato al Manchester United, dove ha vinto la Fa Cup e la Coppa di Lega, e ora gioca per il Wolfsburg in Germania, dove ha ancora un anno di contratto. È anche tornato a giocare in nazionale, partecipando con la Danimarca ai Mondiali del 2022 in Qatar e agli Europei del 2024 in Germania. La Danimarca non si è qualificata per i Mondiali in Nord America, che inizieranno la prossima settimana. L'ex attaccante danese Nicklas Bendtner ha definito l'ultimo episodio "davvero terribile", ma si è detto sollevato che Eriksen fosse cosciente. "La cosa principale è che sia riuscito ad alzarsi da solo, perché questo ti fa pensare che stia bene, viste le circostanze", ha detto Bendtner. "Ma queste sono immagini terribili che oscurano tutto il resto della serata. È la seconda volta che succede e, da amico di Christian, è davvero orribile".

(Adnkronos) - 'Uno non vale uno' quando in gioco c'è la salute del cuore. La regola che prescrive di consumare 5 porzioni al giorno di frutta e verdura funziona soltanto se si scelgono i vegetali giusti, e la stragrande maggioranza delle persone ancora non lo fa. Sollevano il problema gli autori di un maxi-studio pubblicato sulla rivista 'Food and Function', che ha coinvolto scienziati inglesi dell'università di Reading e americani della Harvard Medical School, dell'università della California di Davis (Uc Davis) e della multinazionale del settore agroalimentare Mars, Inc. Attraverso la misurazione di specifici biomarcatori, i ricercatori hanno monitorato la dieta di oltre 30mila persone fra Regno Unito e Usa, scoprendo che - anche fra chi mette in tavola le 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, e incluso chi segue linee guida standard per una sana alimentazione come la guida Eatwell del servizio sanitario nazionale britannico - meno di 1 persona su 5 raggiunge l'apporto di flavanoli antiossidanti che si è dimostrato in grado di ridurre il rischio di malattie cardiache. Dai frutti di bosco ai legumi, dalle mele (rigorosamente con la buccia) alle prugne o alle ciliegie, il tutto accompagnato da tè verde, gli scienziati mappano dunque gli ingredienti 'doc' della dieta antiossidante salvacuore.
"I flavanoli possono ridurre significativamente il rischio di morire per malattie cardiovascolari, ma solo se se ne consuma una quantità sufficiente - spiega Javier Ottaviani (Mars Edge e UcDavis), autore principale dello studio - La maggior parte delle persone presume che mangiare molta frutta e verdura sia sufficiente, ma questa ricerca dimostra che le scelte specifiche contano molto più della quantità totale. Aggiungere una manciata di more, una mela intera o bere una tazza di tè verde durante i pasti potrebbe fare una reale differenza nella quantità di questi composti benefici che si consumano e si assorbono attraverso la dieta", suggerisce l'esperto. Precedenti ricerche tra cui Cosmos, descritto come "il più ampio studio clinico sui flavanoli", hanno rilevato che "un'assunzione giornaliera di 500 mg di flavanoli riduce significativamente il rischio di morire per malattie cardiache", ricordano gli autori del nuovo lavoro, indicando alcune opzioni pratiche per centrare questo 'gol': 500 g di prugne assicurano circa 450 mg di flavanoli; 250 g di mirtilli rossi ne contengono circa 300 mg; 200 g di more circa 250 mg; una tazza da 250 ml di tè verde vale circa 200 mg di flavanoli; 80 g (una piccola manciata) di fave circa 140 mg; 400 g di ciliegie circa 130 mg; una mela media con la buccia (200 g) circa 110 mg di flavanoli; 200 g di fragole circa 90 mg; 150 g di mirtilli circa 80 mg; 40 g di fagioli pinto (pari a 2 cucchiai di prodotto secco) circa 70 mg.
In generale, i risultati dello studio sollevano "interrogativi più ampi sull'efficacia delle attuali raccomandazioni dietetiche relative al consumo di frutta e verdura". Raccomandazioni che, secondo i ricercatori "necessitano di una revisione". Commenta Gunter Kuhnle dell'università di Reading: "Il messaggio di consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno è corretto, ma forse dobbiamo riflettere più attentamente su quali 5. Frutta e verdura diverse offrono benefici nutrizionali molto diversi, oltre a vitamine e minerali, e man mano che la nostra conoscenza di questi composti cresce si apre la possibilità di rendere le linee guida dietetiche più specifiche ed efficaci. Questa ricerca rappresenta un passo avanti nella comprensione di come ciò potrebbe concretizzarsi nella pratica".

(Adnkronos) - Scondo turno delle elezioni amministrative. oggi per 42 Comuni. I seggi per i ballottaggi hanno chiuso alle 15 ed è iniziato lo spoglio delle schede.
Al voto sei capoluoghi — Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani — insieme a un solo Comune sotto i 15mila abitanti, mentre tutti gli altri superano quella soglia. In totale, sono chiamati alle urne oltre 1,1 milioni di elettori.
Si sono chiuse le votazioni anche in Sardegna dove si è svolta la tornata delle amministrative in 149 Comuni dell'isola per la scelta dei sindaci e il rinnovo dei Consigli comunali.
Alla chiusura dei seggi alle 23, l'affluenza per i ballottaggi alle elezioni comunali è al 39,79%. Al primo turno aveva votato il 45,6%.
Nella serata di ieri si è registrata un'inversione di tendenza per l'affluenza in Sardegna. Alla chiusura dei seggi il dato era in aumento. Alle 23 si era presentato nelle 526 sezioni aperte il 46,45% degli aventi diritto. Alle scorse amministrative la prima giornata di voto si era chiusa con un dato inferiore: il 44,30 per cento.

(Adnkronos) - "Amo il cinema fin da quando ero un bambino". A settembre compirà 86 anni ma la passione per la settima arte continua a guidarlo con la stessa intensità degli esordi. Dario Argento, maestro dell’horror italiano e autore di capolavori che hanno influenzato generazioni di registi in tutto il mondo, da 'Profondo Rosso' a 'Suspiria', continua a guardare al futuro senza smettere di interrogarsi sul presente del cinema. Lo incontriamo in un'elegante camera d'albergo a Milano: completo beige, camicia bianca, sguardo vigile e parole affilate come sempre. Questa sera sarà protagonista di una masterclass al Teatro Piccolo nell’ambito del Milano Film Fest, occasione per ripercorrere una carriera straordinaria e riflettere sullo stato di salute del cinema contemporaneo. Nell’intervista esclusiva all’Adnkronos, Argento parla del suo amore per il grande schermo nato da bambino, della crisi del cinema italiano, dell’horror di oggi, dell’intelligenza artificiale e del nuovo film che lo vedrà dirigere Isabelle Huppert, da lui definito “il più cruento” della sua carriera.
Lei è ritenuto il maestro del brivido e citato come influenza a livello internazionale. Qual è oggi il suo rapporto con il cinema e con il cinema horror in particolare?
"Il discorso è un po' complesso e difficile. Con il cinema c’è un amore una dedizione fin da quando ero bambino. Nella masterclass parlerò di questo, della mia carriera, di come sono arrivato al cinema".
Che ricordi ha?
"Il cinema è entrato nella mia vita molto presto. Mio padre faceva il produttore ma la sua vita non colpiva la mia. Eravamo diversi, non ci frequentavamo. Lui non raccontava a casa le storie del cinema e non ci portava a girare i film. E' nato tutto da me. Mio fratello non c’entrava, e neanche mia sorella".
Poi le cose sono andate diversamente...
"Fin da bambino ho avuto un grande amore per il cinema. Un grande momento importante è stato quando sono andato a studiare in Francia e ho cominciato a frequentare la Cinémathèque Française. La Cinémathèque proiettava i film antich in bianco e nero, quelli muti ed espressionisti. Era un cinema meraviglioso che in Italia non frequentavo. Così mi appassionai moltissimo al cinema e ho vissuto queste giornate intense, spesso guardando due film in un giorno, perché la Cinémathèque non era in una sola sala: era distribuita in tutta Parigi, in tante sale, e avevo la possibilità di vedere i varie pellicole. Così è nato il mio amore per il cinema. E poi la Nouvelle Vague, una grande passione della mia vita".
Oggi che cosa pensa del cinema? A Cannes è stato critico su quello italiano: ha detto che non dobbiamo sorprenderci se non finisce più nei festival internazionali o agli Oscar. Per quale motivo?
"Forse per una mancanza di ispirazione o anche per mancanza di direzione. Perché ci vuole un ministero con persone che si intendano di cinema, che vogliano il cinema, che lo amino e lo conoscano. Anche a livello istituzonale" tra commissioni e ministero "non ci possono essere ciabattini, non è così che si fa il cinema. In tutto il mondo i responsabili del cinema sono persone espertissime, colte. In Italia non è così. Non amano il cinema o magari lo amano in modo particolare, non saprei. Io non riesco a capirlo. In ogni modo, vedo che il cinema in Italia è piuttosto decaduto. E non so se si riprenderà a breve".
Non nutre speranze neanche nei giovani?
"No, non c’è tanto da sperare. Quando si dice 'i giovani'…è una parola falsa. Ma che significa, che devono fare per forza del bel cinema perché sono giovani? Non è necessario. La loro esperienza è piuttosto modesta. Poi secondo me non è solamente la mancanza di cinema: è la mancanza di spettatori".
Cosa intende?
"Sono gli spettatori che mancano. Non vanno al cinema, i cinema sono vuoti. Quindi anche loro sono responsabili di questa grave decadenza del nostro cinema. Gli spettatori non ci sono più, sono pochi e non ci capiscono niente di cinema. Vanno a vedere film modesti, commedie di cattiva qualità. Sono stati sempre accusati i registi, gli sceneggiatori, gli attori ma qui bisogna accusare pure il pubblico, perché è il pubblico che manca al cinema italiano. E quindi, mancando il pubblico, manca anche una parte importante. È per questo che noi non siamo agli Oscar, non siamo ormai nei festival che contano".
Il genere horror sta vivendo una grande stagione negli Stati Uniti, anche con pellicole low budget e produzioni indipendenti. Questa cosa la sorprende?
"No, perché dovrebbe?"
Beh, in Italia il genere horror viene ancora considerato un po’ come il figlio di un dio minore, se vogliamo. Non è un genere che porta in sala tanti spettatori
"Gli americani non è che siano eccezionali nei loro film horror. Sono molto più interessanti i film horror orientali, i film sudamericani, messicani. Anche quelli spagnoli. C’è un interesse maggiore per il cinema horror, ma per film thriller anche in Italia c'è una carenza molto forte".
Lei è un maestro riconosciuto in Italia e in tutto il mondo, perché non c’è un erede in Italia di Dario Argento, qualcuno che abbia seguito le sue orme?
"Forse perché non è facile seguire le mie orme. Anche all’estero non è facile. Alcuni ci provano ma siamo distanti. Mi vengono a cercare registi stranieri, inglesi, danesi, francesi. Mi seguono, mi chiedono consigli. A me neanche va tanto raccontarmi. Devono trovare da soli la strada, il proprio stile. Ognuno da sé, secondo le proprie ispirazioni, i propri sogni".
La musica è importantissima nel suo cinema. Lei è un appassionato sia di musica classica sia di musica rock. Oggi che cosa ascolta? Cosa le piace?
"Oggi c’è una certa confusione. Però è tornata di gran moda la musica classica. Anche i giovani, oltre che le persone di una certa età, la amano. Il melodramma è ritornato di moda, le sale sono piene. Questa è una cosa molto interessante. Poi ci sono le canzoni dei giovani. Alcune sono mediocri, alcune sono più interessanti, ma insomma non è che siamo a livelli altissimi".
L’intelligenza artificiale adesso è predominante. Lei la guarda con interesse o con preoccupazione? L’avrebbe mai usata se fosse stata disponibile negli anni Settanta?
"Negli anni Settanta non c’era. Bisogna esserci per capire se l’avrei utilizzata o meno. Ma parliamo di oggi: l’intelligenza artificiale è molto interessante ma il discorso è complesso. In giro si vedono delle pubblicità fatte con l’intelligenza artificiale e anche in televisione noto che se ne parla tanto senza però approfondire il discorso. L’altro giorno ero con mia figlia Asia. Lei mi ha detto: 'Vedi quella lì? E' intelligenza artificiale'. L’ho guardata, mi sono fermato, l’ho osservata bene e sì, era un'immagine fredda. Aveva del gelido. Questo forse era il difetto dell’intelligenza artificiale: il fatto che non ha cuore".
Oggi viviamo immersi in immagini di violenza e tragedie. Le guerre sono dominanti. Cosa le fa più paura?
"Tutto questo mi spaventa. Non spaventa solo me, ma tutti. E' un discorso molto difficile, perché non si sa da che parte voltarsi, da che parte schierarsi. È spaventoso il momento, è anche molto pauroso. Tutti abbiamo paura di noi stessi, della nostra vita. Non sappiamo che cosa ci accadrà. Io vado avanti, seguo le mie ispirazioni, i miei film. Faccio finta che questo spaventoso cataclisma non sia mai accaduto".
Sta girando un film con Isabelle Huppert e ha anticipato che sarà la sua pellicola più cruenta. Come sarà?
"E' un film molto forte, molto cruento. Isabelle Huppert è stupenda. Un’attrice di una classe inaudita. Io ho visto tutto quello che ha fatto, cinema, televisione, teatro. È uno spettacolo vederla". (di Federica Mochi)

(Adnkronos) - Il burro? "Basta demonizzarlo, come abbbiamo fatto per troppo tempo con i grassi"; i formaggi? "Specie quelli capra e pecora fanno molto bene al microbiota". Ma soprattutto "guardiamo di più alla qualità degli alimenti più che alla tipologia". Il cambio di paradigma sull'alimentazione e la dieta mediterranea arriva da Leonardo Calò, professore ordinario di Cardiologia all'università del Foro Italico di Roma, che torna in libreria con il nuovo libro 'Il paradosso del grasso' (Vallardi). "Quando la maggior parte delle persone sente la parola 'grasso', la mente corre immediatamente a immagini di cibo unto, arterie ostruite o accumuli adiposi indesiderati. Questa reazione istintiva è comprensibile, ma rappresenta una delle più grandi semplificazioni della scienza nutrizionale moderna", scrive Calò nell'introduzione al saggio e all'Adnkronos Salute spiega come "per troppo tempo abbiamo demonizzato i grassi, ma in passato l'abbiamo fatto per i carboidrati e poi la 'guerra' allo zucchero. I grassi però sono fondamentali per la salute del cervello".
"Il problema della dieta moderna, ricca di cibi processati, snack e oli vegetali industriali, è che abbiamo assunto una quantità spropositata di 'incendiari' (Omega-6) e pochissimi 'pompieri' (Omega-3). Il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 nella dieta dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori era probabilmente di 1:1. Oggi, nel mondo occidentale, questo rapporto è schizzato a 15:1, 20:1 o addirittura 25:1. E' come avere una città con venti squadre di incendiari e una sola squadra di pompieri - analizza lo specialista nel libro - Il risultato è un'infiammazione che non si risolve mai, un fuoco che cova perennemente sotto la cenere: l'infiammazione cronica di basso grado, oggi riconosciuta come il motore silenzioso di quasi tutte le malattie croniche moderne, dalle patologie cardiovascolari al diabete, dalle malattie autoimmuni alla depressione".
"Le membrane cellulari sono fatte di grasso - ricorda Calò - Se noi assumiamo, in modo sbilanciato, troppi carboidrati, queste si irrigidiscono e si potrebbe compromettere il sistema di comunicazione cellulare. I grassi 'buoni', come l'acido oleico o gli Omega-3, sono alla base della dieta mediterranea. Pensiamo alle nocciole, alle mandorle, alle noci, all'olio extravergine d'oliva, al pesce azzurro. L'olio d'oliva ha proprietà magiche, ma dobbiamo sempre chiederci che olio stiamo comprando. L'alta qualità ha un prezzo, ma ci garantisce una prodotto indiscutibile. Lo stesso discorso si deve fare per il burro - continua il cardiologo - Deve essere un prodotto di qualità e allora si può mangiare senza problemi e non muore nessuno. Il paradosso è che lo abbiamo demonizzato per preferire prodotti come i crackers o le fette biscottate, pieni di zucchero, carboidrati e sverniciati di grassi 'cattivi'".
Il libro nella parte finale raccoglie anche un ricettario scientifico: "Ogni ricetta in questa sezione è stata sviluppata non solo per essere deliziosa - assicura l'autore - ma anche per fornire un profilo lipidico ottimale basato sulle più recenti evidenze scientifiche. Ho calcolato attentamente il contenuto di grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi di ogni piatto, insieme al rapporto Omega-6/Omega-3 e al contenuto di antiossidanti protettivi. Questo non è un semplice ricettario: è un laboratorio culinario dove la scienza nutrizionale incontra il piacere gastronomico. Ogni ricetta include note mediche specifiche, varianti per diverse esigenze di salute e suggerimenti per ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti", scrive Calò che promuove l'avocado nella dieta, ad esempio: "Potrebbe essere considerato sia un’alternativa sia un complemento all’olio d’oliva, offrendo una diversa forma di grassi monoinsaturi".
"C'è molta confusione in termini di differenti tipi di approcci alle diete, abbiamo avuto la fase del digiurno, quella degli zuccheri, le diete iperproteiche - osserva l'esperto - Credo che alla fine abbia ragione Ippocrate, serve equilibrio. Controlliamo la provenienza dell'alimento, cerchiamo di essere consumatori attenti, per troppi anni c'è stata una spinta commerciale a non spendere troppo nel mangiare, ma la qualità può cambiare la nostra alimentazione". Da cardiologo, un consiglio finale per chi volesse cambiare registro a tavola e non solo? "Camminare sempre - chiosa Calò - soprattutto in mezzo alla natura perché respiriamo sostanze che ci fanno bene. Camminare un'ora e mezza al giorno, soprattutto dopo i pasti - colazione o cena - fa crollare l'insulina e la glicemia. Studi confermano che è un'attività che allunga la vita, quindi basta davvero poco".
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