
(Adnkronos) - Milano è stata confermata all'unanimità alla presidenza della 'Rete italiana Città sane - Oms', l'associazione nazionale dei Comuni impegnati nella promozione della salute urbana secondo il modello dell'Organizzazione mondiale della sanità. La riconferma è arrivata durante l'Assemblea nazionale della rete, ospitata a Roma nell'ambito del Meeting dedicato ai 25 anni dell'associazione. Milano aveva assunto la guida del network nel 2023 e, nel corso del mandato, ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento dei Comuni soci, il dialogo con istituzioni e stakeholder e il posizionamento pubblico sui temi della salute urbana e della prevenzione. Alla presidenza è stato confermato Lamberto Bertolé, con Francesco Caroli nel ruolo di coordinatore nazionale della rete. La riconferma, si legge in una nota, arriva in una fase importante in cui il ruolo delle città nei processi di salute pubblica è sempre più centrale.
Oggi oltre il 70% dei cittadini dell'Unione europea vive in aree urbane, tra città, centri urbani minori e sobborghi. Parallelamente, l'Italia continua a registrare un forte invecchiamento della popolazione: nel 2024 l'indice di vecchiaia ha raggiunto quota 208 persone con più di 65 anni ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni. A questo si aggiunge il tema della solitudine, che l'Oms ha indicato come una priorità globale di salute pubblica: riguarda 1 persona su 6 nel mondo ed è associata a oltre 871mila morti ogni anno. Numeri che evidenziano come la salute non si costruisca soltanto negli ospedali o nei luoghi tradizionali della cura, ma anche nei quartieri, negli spazi pubblici, nelle relazioni sociali, nei servizi di prossimità, nella mobilità urbana, nell’ambiente e nelle politiche locali.
"Questa riconferma unanime è un riconoscimento importante per Milano, ma soprattutto una responsabilità verso l'intera comunità della rete", dichiara Lamberto Bertolé, presidente nazionale Rete Città sane - Oms. "Dalla celebrazione dei 25 anni della rete - continua - è emersa con forza una prospettiva chiara: le città devono essere riconosciute come protagoniste della produzione di salute. Non si tratta solo di curare meglio le malattie, ma di creare prima le condizioni perché le persone possano vivere meglio, più a lungo e con minori disuguaglianze. Casa, ambiente, mobilità, scuola, lavoro, alimentazione, relazioni sociali, spazi pubblici e servizi di prossimità sono determinanti decisivi di salute. Per questo i Comuni hanno un ruolo essenziale. Le città possono diventare luoghi salutogenici, capaci di generare benessere, prevenzione, autonomia, inclusione e qualità della vita. Nel nuovo mandato vogliamo lavorare perché questo ruolo venga riconosciuto con più forza nelle politiche pubbliche nazionali ed europee. La rete dovrà rafforzare la propria capacità di rappresentanza, costruire alleanze stabili con istituzioni, sistema sanitario, università, terzo settore e mondo produttivo, e aiutare i Comuni a misurare meglio l'impatto delle politiche urbane sulla salute".
Tra i progetti che continueranno a essere sviluppati figurano anche Everyone4MentalHealth, dedicato alla salute mentale e al contrasto dello stigma, e Donne in salute, percorso itinerante focalizzato sulla salute femminile e sulla medicina di genere. Iniziative che puntano a rafforzare prevenzione, consapevolezza e accesso equo ai servizi sanitari.
"Il lavoro dei prossimi anni – sottolinea Francesco Caroli, coordinatore nazionale Rete Città Sane - Oms - sarà rafforzare la rete come spazio nazionale di confronto, progettazione e rappresentanza dei Comuni. La sfida è passare dalle buone pratiche a una capacità comune di incidere: produrre conoscenza, costruire alleanze e rendere più riconoscibile il contributo delle città alla salute pubblica".
Nel corso dell’assemblea è stato rinnovato anche il direttivo della rete, composto dai Comuni di Ancona, Alfianello, Bologna, Sacile, Tollo, Martina Franca, Torino, Verona, Padova e Modena. Durante il meeting è stata inoltre presentata la pubblicazione 'Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani', realizzata per i 25 anni del network e disponibile gratuitamente sul sito della Rete italiana Città sane - Oms. Il volume raccoglie esperienze dei Comuni, contributi istituzionali, scientifici e degli stakeholder, con l'obiettivo di valorizzare il ruolo delle città nella promozione della salute.

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Si è svolto nei giorni scorsi alla Comunità La Collina il secondo
evento di "Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con
i protagonisti di ieri e di oggi. Omaggio a Nando Martellini e
Bruno Pizzul - Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa,
contro discriminazioni e disuguaglianze".
(Adnkronos) - "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle cronicità impongono un ripensamento profondo dei modelli di assistenza sanitaria e sociale, con particolare attenzione alla salute delle donne". Lo ha dichiarato Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in Commissione Affari sociali, intervenendo da remoto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon. Malavasi ha richiamato l'attenzione sui numeri dell'invecchiamento in Italia. "Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di persone over 65, quasi la metà ha più di 75 anni e circa 4 milioni non sono autosufficienti. Questo richiede una riorganizzazione dei modelli socio-assistenziali e un rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare". Secondo la deputata dem, la medicina di genere deve diventare "non solo un tema culturale, ma un vero approccio clinico, terapeutico ed economico. Ancora oggi - ha osservato - molti percorsi di cura sono costruiti prevalentemente sul modello maschile, mentre uomini e donne rispondono in modo diverso alle patologie e alle terapie, anche dal punto di vista fisico e biologico".
Malavasi ha inoltre denunciato il rischio di "ageismo sanitario", cioè il sottotrattamento delle persone anziane. A tale proposito, ha osservato, "servono linee guida e percorsi di cura che garantiscano qualità e pari accesso alle cure anche nella fase dell'invecchiamento. La sfida è assicurare non solo una maggiore aspettativa di vita, ma anche qualità della vita". Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle donne nel sistema di assistenza: "Le donne rappresentano la maggioranza sia nel comparto sanitario e socio-assistenziale sia tra i caregiver familiari. Per questo è fondamentale sostenere le famiglie con servizi territoriali adeguati".
La deputata ha ricordato come l'assistenza agli anziani sia ancora insufficiente. "In Italia i posti nelle strutture residenziali per over 65 sono limitati, i centri diurni sono pochissimi e l'assistenza domiciliare integrata copre solo una parte della popolazione anziana. Senza un rafforzamento dei servizi territoriali sarà difficile garantire un invecchiamento dignitoso e sostenibile". Infine, Malavasi ha criticato l'azione del Governo sulla sanità pubblica: "La tutela e il rilancio del Servizio sanitario nazionale dovrebbero essere una priorità strategica. Servono investimenti strutturali, assunzioni e un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa e garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini", ha concluso.

(Adnkronos) - "Le variazioni ormonali hanno un ruolo rilevante in diverse patologie neurologiche, molte delle quali presentano una maggiore prevalenza nella popolazione femminile. Tra queste, una delle più importanti è la sclerosi multipla, una malattia cronica con un coinvolgimento del sistema immunitario. Esiste anche una comorbilità tra sclerosi multipla ed emicrania. In questo contesto, gli ormoni possono avere effetti sul decorso della malattia, talvolta anche incredibilmente positivi. Ad esempio, durante la gravidanza le donne con sclerosi multipla vivono un periodo felice, possono andare incontro a una riduzione delle recidive dell'infiammazione fino al 70%. Al contrario, purtroppo, dopo il parto è possibile che la donna possa avere delle ricadute e delle fluttuazioni importanti della sintomatologia e questo è dovuto alla stretta interazione che c'è tra gli ormoni, in particolare gli ormoni del ciclo femminile, e l'attività del sistema immunitario". Lo ha detto Innocenzo Rainero, direttore Ssd Malattia di Alzheimer e demenze correlate e Centro di ricerca sulle cefalee Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, presidente eletto Sisc (Società italiana per lo studio delle cefalee), intervenuto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
"Un'altra patologia, anche questa parzialmente comorbida come l'emicrania, è l'epilessia - ha proseguito Rainero - Durante il periodo perimestruale le donne affette dalle diverse forme di epilessia possono avere un'accentuazione della frequenza delle crisi, anche in questo caso gli ormoni possono avere un ruolo significativo. Queste sono le patologie forse più evidenti, più importanti. Studi importanti anche dal punto di vista della prevalenza ci dicono che patologie come il deficit cognitivo, ad esempio la malattia di Alzheimer, o lo stroke, le varie forme di vasculopatia cerebrale, possono essere influenzate dall'attività ormonale, tant'è che la prevalenza di queste patologie spesso è più alta nel sesso femminile. Quindi l'aspetto delle variazioni ormonali e l'incidenza, così come anche le caratteristiche cliniche, il fenotipo delle patologie correlate alle variazioni del ciclo mestruale e degli ormoni femminili possono essere estremamente importanti".

(Adnkronos) - "Le donne presentano una diversa incidenza di numerose patologie rispetto agli uomini e questo rende indispensabile un approccio clinico specifico e di genere". Così Annamaria Colao, direttore Uoc di Endocrinologia presso il Policlinico Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco 'Educazione alla salute e allo sviluppo sostemninile', intervenuta all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
"In ambito oncologico, il tumore della mammella rappresenta la principale patologia femminile, mentre i tumori dell’apparato digerente risultano sostanzialmente simili tra uomini e donne - spiega Colao -. Più marcate le differenze in altri ambiti: disturbi neurologici come depressione ed emicrania, così come osteoporosi e patologie tiroidee, colpiscono le donne con una frequenza fino a cinque volte superiore rispetto agli uomini". Accanto a queste patologie a prevalenza femminile, esistono condizioni che interessano entrambi i sessi ma che si manifestano in modo diverso, come le malattie cardiovascolari, alcune patologie epatiche e renali. "Non esistono organi 'neutri' dal punto di vista del genere", osserva Colao, "perché le differenze biologiche influenzano l’espressione e la progressione delle malattie".
Al centro del ragionamento di Colao c’è il ruolo dell’assetto ormonale, che regola numerosi processi dell’organismo. "Gli ormoni non agiscono su un singolo organo, ma su tutto il corpo: ogni funzione biologica è influenzata da un sistema complesso di interazioni endocrine, che risponde continuamente a fattori come alimentazione, ambiente e stile di vita", sottolinea l'endocrinologa. Per questo motivo, l’assetto ormonale dovrebbe essere considerato in modo sistematico nella valutazione della salute di ogni individuo, lungo tutto l’arco della vita. Tuttavia, secondo Colao, "il ruolo degli ormoni è ancora sottovalutato" nella pratica clinica quotidiana. Da qui la necessità di un "approccio multidisciplinare. Solo il confronto tra specialisti diversi consente di leggere il paziente nella sua complessità e di costruire percorsi di cura più efficaci" conclude.

(Adnkronos) - "Le donne vivono più a lungo, ma spesso trascorrono molti anni in condizioni di salute non ottimali. Per questo è fondamentale intervenire prima, accompagnandole in ogni fase della vita con un approccio integrato e multidisciplinare". Lo ha dichiarato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia, intervenuta all'evento istituzionale 'Qui, per la salute di ogni Donna' - promosso da Organon Italia oggi a Roma - che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna.
"Abbiamo scelto una missione distintiva: essere al fianco delle donne lungo tutto il loro percorso di vita, dalla contraccezione alla pianificazione familiare, fino alla menopausa e alla gestione delle patologie croniche e delle comorbilità - ha spiegato Binetti - Ma il tema centrale resta la consapevolezza: molte donne conoscono ancora poco i cambiamenti legati alle diverse fasi della vita e le possibilità di prevenzione e cura disponibili". Secondo l'Ad di Organon Italia, è necessario superare un approccio frammentato alla salute femminile: "La donna ha bisogni complessi che devono essere affrontati a 360 gradi. Per questo è essenziale mettere in rete medicina generale e specialistica, evitando percorsi discontinui, duplicazioni di esami e sprechi per il Servizio sanitario nazionale".
Binetti ha inoltre richiamato l'attenzione sulla 'predisposizione di genere' nell'approccio alle cure: "Le donne affrontano molte patologie in modo diverso rispetto agli uomini. Lo vediamo, ad esempio, nell'ambito cardiovascolare: spesso sono più informate, ma tendono a prendersi cura degli altri trascurando se stesse, con una minore aderenza alle terapie. Comprendere queste differenze significa migliorare gli esiti clinici e rendere più efficace il sistema sanitario". Infine, il tema della sostenibilità sociale e lavorativa. "Come azienda vogliamo mettere in pratica ciò che promuoviamo. Oggi ci sono sempre più donne medico e professioniste sanitarie, con esigenze nuove legate all’equilibrio tra vita privata e lavoro. Servono modelli organizzativi capaci di sostenere genitorialità, caregiving e crescita professionale, modelli evolui", ha poi concluso.

(Adnkronos) - La salute della donna non è solo una priorità clinica, ma una leva strategica per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per la medicina del futuro. E' questo il messaggio al centro dell'evento 'Qui, per la salute di ogni donna' - promosso da Organon Italia oggi a Roma - che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna. A guidare i lavori nel corso dell'intera giornata il giornalista Gianluca Semprini. Per tutto il giorno un serrato confronto tra istituzioni, clinici ed esperti sui cambiamenti che stanno ridefinendo i bisogni di salute delle donne del nostro Paese.
"Dedicarsi alla salute della donna significa andare oltre la cura della singola patologia e guardare alla persona nella sua interezza, nelle diverse fasi della vita - ha dichiarato Joe Morrissey, Ceo Organon - In Organon crediamo che colmare i gap nella salute femminile non sia solo una questione di equità, ma una scelta strategica per la salute collettiva. Per questo vogliamo essere un partner attivo del sistema, capace di ascoltare, collaborare e contribuire a soluzioni concrete".
Al centro del confronto è emersa innanzitutto la voce delle donne rispetto a temi quali prevenzione, preservazione della fertilità, accesso tempestivo alle cure e qualità della presa in carico nella cronicità: voci e testimonianze che confermano ancora una marcata distanza tra bisogni percepiti e risposta del sistema. A partire da questi elementi, il dibattito si è concentrato sull'evoluzione della domanda di cura dei prossimi decenni, alla luce delle elaborazioni della Società italiana di medicina generale (Simg), che fotografano uno scenario di profondo cambiamento: continua diminuzione della natalità, invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e delle disuguaglianze di salute e ampliamento del gender health gap. In questo contesto, le donne - che vivono più a lungo ma con più anni di malattia - rappresentano il punto di snodo di una transizione che impone un ripensamento strutturale che ponga al centro la salute della donna come elemento essenziale per la ridefinizione dei modelli assistenziali.
"L’approccio di genere nella medicina non è più un'opzione culturale, ma un imperativo clinico ed economico - ha spiegato Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg - Le donne concentrano una quota crescente della domanda di cura per cronicità, fragilità e neurodegenerazione. Senza un rafforzamento della medicina territoriale e della presa in carico continuativa, il sistema non sarà in grado di sostenere la pressione dei prossimi decenni". Durante il dibattito è emersa con forza la necessità di adottare un approccio multidisciplinare alla salute della donna, per integrare competenze diverse e accompagnare le pazienti lungo tutto l'arco della vita: dalla pianificazione familiare alla preservazione della fertilità, dall'emicrania fino ad arrivare alla gestione delle patologie croniche, quali l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari, che possono interessare le donne nella fase della vita più matura. Ampio spazio è stato dedicato all'integrazione tra competenze specialistiche e medicina territoriale, come condizione imprescindibile per rispondere con efficacia ai bisogni di salute femminili che evolvono nel tempo e richiedendo percorsi personalizzati e una continuità di cura reale tra territorio e specialistica.
In particolare, gli esperti hanno evidenziato l'importanza di un approccio multidisciplinare alla salute delle donne under 40, per aumentare l'informazione e il counseling personalizzato su patologie quali l'emicrania, sulla fertilità e sulla sua preservazione. Centrale il ruolo della collaborazione tra ginecologi, medici di medicina generale, endocrinologi, neurologi e centri di fertilità, anche attraverso modelli organizzativi e buone pratiche regionali, per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute riproduttiva delle donne e contrastare denatalità e accessi tardivi alle cure. Il dibattito ha posto al centro anche i bisogni di salute delle donne over 40, sottolineando l'importanza di una corretta informazione sulla salute riproduttiva che si modifica con l'avanzare dell’età e sui cambiamenti cardiometabolici legati alla fase di peri e post menopausa. Anche in questa fase la parola chiave è multidisciplinarietà per migliorare i percorsi di procreazione medicalmente assistita (Pma), intercettare precocemente condizioni come disturbi metabolici e cardiovascolari, osteopenia, osteoporosi ed emicrania, e contrastare il sottotrattamento al fine di preservare salute e qualità di vita.
In questo scenario, Organon ribadisce il proprio ruolo come partner strategico del sistema salute. "Essere qui, per la salute di ogni donna, significa assumersi una responsabilità che va oltre il farmaco - ha affermato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia - Vuol dire contribuire allo sviluppo di un approccio multidisciplinare centrato sulla persona, che tenga conto dell’evoluzione dei bisogni di salute della donna nelle diverse fasi della vita in grado di garantire un invecchiamento in buona salute e una migliore qualità di vita. Come azienda ci proponiamo inoltre di favorire il dialogo tra specialisti ed istituzioni e di aiutare alla comprensione dei reali bisogni di salute delle donne superando tabù e falsi miti".
Dal confronto tra ginecologi, endocrinologi, cardiologi, neurologi e medici di medicina generale è emersa infine l'importanza della rete territoriale e del coordinamento tra medicina generale e specialistica, come leva decisiva per garantire continuità assistenziale e una presa in carico realmente integrata. La partnership annunciata tra Organon e Simg si inserisce in questa visione condivisa, con l'obiettivo di rafforzare l'attenzione alla salute femminile nella pratica clinica quotidiana e valorizzare il ruolo della medicina generale, nell'ottica di una sempre maggiore sinergia con gli specialisti per migliorare la presa in carico della paziente e realizzare percorsi multidisciplinari integrati sul territorio.
"La salute delle donne è il vero banco di prova della sostenibilità del nostro sistema sanitario - ha concluso Cricelli - . Investire oggi in integrazione delle cure, medicina di genere e continuità assistenziale significa evitare domani costi umani, sociali ed economici molto più elevati".

(Adnkronos) - Boehringer Ingelheim ha pubblicato oggi i risultati di un'indagine globale che accende i riflettori sugli aspetti spesso trascurati della medicina veterinaria, essenziali per proteggere gli animali, le persone e la società, informa l'azienda in una nota. Basata sulle risposte di 1.046 professionisti veterinari qualificati in 51 Paesi, la survey ha identificato tre degli aspetti più importanti, ma anche meno riconosciuti della pratica veterinaria: individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore, identificati dall'87% dei veterinari per animali da compagnia e dal 60% dei veterinari equini; protezione della sicurezza della filiera alimentare, identificata dal 65% dei veterinari per animali d'allevamento; programmi di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie, identificati dal 62% dei veterinari per animali d'allevamento. Risultati che evidenziano "il ruolo di vasta portata della professione veterinaria nella nostra vita quotidiana, dalla cura degli animali da compagnia presenti in oltre la metà delle famiglie del mondo, alla tutela degli animali e dei prodotti di origine animale che aiutano a nutrire il 97% della popolazione mondiale", commenta la società biofarmaceutica attiva nel settore della salute umana e animale.
"Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull'uomo - dichiara Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia - In un contesto sempre più interconnesso, il veterinario rappresenta un presidio chiave di equilibrio tra salute animale, umana e ambientale. Rendere più evidente questo suo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all'interno dell'approccio One Health, a beneficio dell'intera collettività". Queste competenze invisibili nascono da anni di formazione, sottolinea l'azienda. Individuare problemi di salute e definire il percorso terapeutico richiedono infatti un livello di conoscenza che non è immediatamente evidente. "Molto spesso, durante una visita veterinaria, il proprietario vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio. Dietro quelle decisioni, però, ci sono anni di formazione universitaria, specializzazione ed esperienza clinica - afferma Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) - Il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali. Non sorprende quindi che l'87% dei veterinari per animali da compagnia indichi proprio questa capacità diagnostica come l'aspetto meno riconosciuto della professione. E' un lavoro spesso invisibile, ma essenziale non solo per la salute animale, bensì anche per la salute pubblica e per l'equilibrio dell'approccio One Health".
Il percorso per diventare veterinario - si ricorda nella nota - richiede generalmente 5 anni di studi universitari, ai quali si possono aggiungere fino ad almeno 3 anni di formazione specialistica. Alcune decisioni cliniche sono quindi basate su oltre un decennio di studi ed esperienza clinica pratica. Per cani e gatti, questa expertise può fare la differenza nelle diagnosi precoci di condizioni gravi, come ad esempio il diabete o la malattia renale cronica. Con l'aumento delle aspettative dei proprietari di animali in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario diventa sempre più centrale in tutte le fasi della cura: dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione di condizioni complesse. Eppure, gran parte di questo lavoro resta invisibile: non a caso quasi 9 veterinari per animali da compagnia su 10 ha indicato "l'individuazione di problemi di salute nascosti" come l'aspetto più importante, ma meno riconosciuto del loro ruolo. "Ogni giorno i medici veterinari svolgono un lavoro silenzioso, ma essenziale: proteggono la salute e il benessere degli animali, garantiscono la sicurezza degli alimenti e contribuiscono alla prevenzione e al controllo delle malattie che possono avere un impatto anche sull'uomo - avverte Gaetano Penocchio, presidente Fnovi (Federazione nazionale Ordini veterinari italiani) - Gran parte di questo impegno resta invisibile agli occhi del pubblico, proprio perché la prevenzione efficace spesso non fa notizia. Questa indagine contribuisce a riportare l'attenzione sul valore strategico della professione veterinaria all'interno dell'approccio One Health, evidenziando il ruolo fondamentale dei medici veterinari nella tutela della salute collettiva e della società".
Gran parte della medicina veterinaria è orientata alla prevenzione, prosegue la nota. Interventi tempestivi e osservazione attenta permettono di evitare l'aggravarsi di problemi di salute e di ridurre l'impatto emotivo ed economico per i proprietari. Nel caso dei veterinari per equini, l'indagine ha rilevato che tra gli aspetti più importanti, ma meno riconosciuti della loro professionalità ci sono "l'identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie", per 6 su 10, e "l'utilizzo dell'ambiente e della storia clinica del cavallo per prevedere i rischi legati alla sua salute", per il 42%. Nella pratica, questo significa fornire indicazioni personalizzate sull'alimentazione del cavallo, sulla sua igiene orale e degli zoccoli, vaccinazioni, controllo dei parassiti, valutazione dello stato osteoarticolare e la gestione degli ambienti in cui vive, contribuendo a prevenire patologie come coliche, laminite, zoppie, malattie respiratorie e cardiocircolatorie. "Nel nostro settore - riferisce Giorgio Strozzi, prsidente Sive (Società italiana veterinari per equini) - una parte fondamentale del lavoro veterinario si svolge lontano dai riflettori: significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali. Questo approccio non solo migliora il benessere e le performance del cavallo, ma consente anche di prevenire patologie complesse e costose. Rendere più visibile questo valore significa riconoscere il contributo specialistico dei veterinari equini all'interno dell'approccio One Health e alla sostenibilità dell'intero sistema".
La medicina veterinaria applicata al mondo dell'allevamento - che protegge animali come bovini, suini e pollame - ha un impatto diretto e misurabile sulla filiera alimentare, contribuendo a circa il 34% dell'apporto proteico globale, riporta Boehringer Ingelheim. E' inoltre cruciale per la salute pubblica: il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e uomini, e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale. Per Vito Loconte, presidente Sivarsib (Società italiana veterinari per animali da reddito e buiatria), "questa indagine contribuisce a far emergere un aspetto ancora poco noto della professione. Nella pratica quotidiana, i veterinari che operano nel settore buiatrico sono impegnati non solo nella cura degli animali, ma anche nella prevenzione, nel monitoraggio continuo degli allevamenti e nella gestione dei rischi sanitari che possono avere un impatto sull’intera collettività. Rafforzare la consapevolezza di questo contributo è essenziale per valorizzare una professione che è parte integrante dell'approccio One Health e della sostenibilità delle produzioni zootecniche". Ma nonostante i dati, secondo i veterinari specializzati in animali d'allevamento intervistati, questo impatto più ampio del loro ruolo è spesso sconosciuto. Per questo nella survey il 65% ha identificato la "protezione della sicurezza alimentare" come l'aspetto del loro lavoro più trascurato dal pubblico, seguito dalla "sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie" (62%).
"Questa indagine - commenta Bartolomeo Griglio, presidente Aivemp (Associazione italiana veterinari per la medicina pubblica e le produzioni) - evidenzia con chiarezza quanto il ruolo del medico veterinario sia ancora oggi percepito solo in parte nella sua reale ampiezza e complessità. Accanto alla cura e al benessere degli animali, la professione veterinaria svolge infatti una funzione essenziale nell'ambito della sanità pubblica, della sicurezza alimentare, della prevenzione e sorveglianza delle malattie. Ogni giorno i veterinari operano per garantire la tutela della salute animale e umana, contribuendo concretamente alla sicurezza delle produzioni alimentari e al rafforzamento dell'approccio One Health, sempre più centrale nelle sfide sanitarie contemporanee".

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(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Il tennista azzurro ha battuto il francese Clement Tabur in tre set all'esordio dello Slam di Parigi, volando così al secondo turno, dove domani, giovedì 28 maggio, incontrerà domani Juan Manuel Cerundolo - in diretta tv e streaming - numero 56 del ranking Atp. L'argentino ha superato a sua volta in tre set il britannico Jacob Fearnley al primo turno.
La sfida tra Sinner e Cerundolo è in programma domani, giovedì 28 maggio, alle 12. I due tennisti si sono incrociati in un solo precedenti, risalente al primo turno di Wimbledon 2023, vinto da Sinner in tre set.
Sinner-Cerundolo, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Il calciatore inglese Will smallbone, naturalizzato irlandese, e centrocampista della squadra inglese del Millwall, in prestito dal Southampton, ha scelto Roma per celebrare il suo matrimonio con la compagna Sofia Lepore. I due hanno annunciato il matrimonio nel giugno del 2024 quando il calciatore ha chiesto la mano della fidanzata a Los Angeles. Dopo un anno hanno scelto la storica Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, nel centro storico della Capitale, per celebrare le loro nozze. Nella serata di ieri, invece, la coppia ha celebrato la “notte prima del matrimonio” nel cortile interno dell’Hotel de la Villa.
Questa mattina invece la cappella, nel quartiere romano di Campo Marzio, è stata riservata dalle 13 alle 17 e arredata con fiori bianchi per l’occasione. Sposi e invitati hanno attraversato l’ingresso della chiesa facendosi spazio tra i turisti che erano lì per visitare la storica cappella, ma sono stati bloccati all’entrata. Al suo arrivo la sposa è stata accolta dagli applausi dei turisti fermi in piazza e dai clacson delle macchina bloccate nel traffico.

(Adnkronos) - Rossella Erra ha denunciato gli insulti e le minacce che riceve sui social, anche a causa del suo peso. L'opinionista, ospite oggi, mercoledì 27 maggio, di Caterina Balivo a 'La volta buona', è tornata a parlare dei leoni da tastiera che quotidianamente commentano con cattiveria il suo aspetto fisico.
"Hai un fisico che definirei volgare, chiatta e piuttosto bruttarella. Chi sei e cosa fai nella tua vita". "Vai da un chirurgo plastico perché fai schifo". "Non è un'attrice, è una vacca pronta per il macello in occasione della pasqua". Questi sono alcuni dei commenti pubblici che l'opinionista ha letto oggi nel salotto di Caterina Balivo. Commenti che ha definito quasi "leggeri", perché quelli "gravi" non possono essere nemmeno letti in diretta.
"Ci sono almeno 30 utenti che in modo sistematico vengono sotto il mio profilo a insultarmi chiamandomi vacca e mongolfiera", ha detto Erra spiegando il motivo per cui ha deciso di denunciare: "Quando ho cominciato a ricevere insulti da utenti che mi dicevano che sono buona solo a fare cose sessuali, è intervenuto il mio avvocato che li ha invitati a moderare i termini. Ma anche lui ha cominciato a subire insulti".
Negli ultimi giorni, però, gli insulti si sono trasformati in minacce di morte: "Mi hanno detto anche 'non vediamo l'ora di vederti al binario per...'", ha spiegato l'opinionista.

(Adnkronos) - Non solo Belen Rodriguez. L'ansia, la depressione e le crisi di panico sono disturbi molto diffusi e 'democratici' che non risparmiano persone di successo che appaiono realizzate, come nel caso della showgirl che ha più volte parlato dei suoi problemi di attacchi di panico e depressione, ricoverata lunedì e poi dimessa dopo una crisi.
"Senza andare nel caso specifico, possono esserci problemi diversi, che si esprimono in forme differenti e che, di sicuro, possono riguardare anche personaggi che noi consideramo 'fortunati' per gli obiettivi raggiunti e per la loro notorietà. Anzi: esiste proprio una 'depressione da successo'", spiega all'Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di terapia comportamentale e cognitiva (Sitcc), Fabio Monticelli, a margine di 'Parola alla medicina', format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.
Essere realizzati, insomma, "non rende immuni". Il problema "è come ci si rappresenta il successo". Per quanto riguarda le crisi di panico, "se la sensazione è quella di stare al settimo piano senza balaustra si vive con un senso di potenziale rischio incombente, per il quale si è impotenti rispetto alle conseguenze", descrive lo psichiatra. Per quanto riguarda invece "la depressione, le forme sono diverse. C'è la depressione endogena che può colpire qualsiasi persona in maniera indiscriminata. Ci sono poi forme che hanno un'origine psicologica oppure una grande componente psicologica. Ogni depressione ha la sua storia , insomma".
E c'è, ribadisce lo specialista, "anche la depressione da successo. Faccio un esempio: se suono il violino e ho come obiettivo massimo andare a suonare nel posto più prestigioso del mondo e ci riesco, la mia situazione psicologica può cambiare. Perché la motivazione, una volta percorsa la strada per raggiungere l'obiettivo, può svanire senza che io percepisca un vantaggio profondo. E, nel momento in cui ho dimostrato di essere il più bravo, non mi sento comunque 'amabile', meritevole dell'affetto delle altre persone". Come salvarsi da questo? "Serve un lavoro personale su se stessi, attraverso la psicoterapia. E' un interveto utile per le persone che vogliono sentirsi più libere. Perché la nevrosi, il disagio mentale sono una limitazione della libertà. La psicoterapia non si fa perché si è matti. Questo è lo stigma. Si fa per essere più liberi", conclude Monticelli.

(Adnkronos) - Antonella Clerici dice basta all'"eccessiva magrezza". La conduttrice televisiva ha condiviso un messaggio di body positivity attraverso il suo profilo X in cui esalta la bellezza autentica e denuncia i modelli estetici estremi imposti dalla società: "Questa cosa del porre come canone di bellezza, l'eccessiva ed emaciata magrezza ci sta portando verso una pericolosa deriva", ha scritto Clerici, senza riferimenti diretti a persone o situazioni specifiche.
Poi, conclude: "Ognuno è bello nella sua fisicità sana e non forzata". Il messaggio ha avuto un forte impatto tra gli utenti che hanno commentato il post ringraziando la conduttrice per aver affrontato un tema così delicato come quello dei modelli estetici diventati ormai irreali, spinti all'estremo.

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Sono possibili disagi giovedì 28 maggio per le utenze idriche di
una decina di Comuni del centro-nord Sardegna. Per consentire
all'Egas (Ente acque della Sardegna) la manutenzione straordinaria
della condotta nei pressi della diga Alto Temo, nel territorio di
Monteleone Rocca Doria, dalle 8 alle 18 Abbanoa dovrà fermare
l'impianto di potabilizzazione Temo che alimenta i serbatoi di
Birori, Borore, Bosa, Dualchi, Macomer, Magomadas, Montresta,
Noragugume, Sedilo, Tresnuraghes, Bonorva, Giave, Mara, Padria,
Semestene, Villanova Monteleone e Putifigari.
Durante l'intervento la condotta non potrà
convogliare l'acqua grezza all'impianto di potabilizzazione, quindi
nei centri interessati si prevedono cali di pressione e temporanee
interruzioni dell'erogazione idrica, che sarà, invece, garantita in
altri sette centri urbani fino all'esaurimento delle scorte
presenti nei serbatoi: Bonorva, Giave, Mara, Padria, Semestene,
Villanova Monteleone e Putifigari.
Il servizio tornerà regolare una volta conclusi
i lavori.
L'acqua, inizialmente, potrebbe presentarsi
torbida a causa dello svuotamento e del successivo riempimento
delle tubazioni.
Eventuali anomalie - ricorda Abbanoa - potranno
essere segnalate al servizio guasti, al numero verde 800.022.040
attivo 24 ore su 24.
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(Adnkronos) - Howard Storm, regista di numerose sitcom di successo ed ex comico stand-up statunitense, è morto all’età di 94 anni per cause naturali nella sua casa di Beverly Hills. Nato a New York l'11 dicembre 1931, Storm aveva iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come cabarettista, per poi passare alla regia televisiva diventando una figura chiave della cosiddetta “golden age” delle sitcom americane. Una svolta decisiva arrivò negli anni ’70, quando lavorò a stretto contatto con Woody Allen sul set di "Il dittatore dello stato libero di Bananas" (1971) e "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere" (1972). Da quell’esperienza, Storm imparò i meccanismi del set e maturò la decisione di dedicarsi alla regia.
Il suo debutto ufficiale dietro la macchina da presa avvenne nel 1975 con la serie "Rhoda", a cui seguirono numerosi episodi di produzioni di successo come "Laverne & Shirley", "Mork & Mindy", "La famiglia Hogan", "Segni particolare: genio" e "Tutti amano Raymond". Con "Mork & Mindy" (1978-81), in particolare, diresse decine di episodi contribuendo al successo della serie lanciata da Garry Marshall e interpretata da Robin Williams. Storm si cimentò anche nel cinema dirigendo la commedia "Se ti mordo... sei mio" (1985), con Jim Carrey al suo primo ruolo da protagonista. Nel corso della sua lunga carriera lavorò anche a numerose altre serie televisive americane e collaborò con importanti figure dell’industria dell’intrattenimento. In età avanzata pubblicò anche un’autobiografia in cui ripercorreva il suo percorso “dalla Lower East Side di New York a Hollywood”. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Grave incidente oggi, 27 maggio, in Val Pusteria. Il bilancio è di un conducente morto, tre feriti gravi e altri sette lievi. Stamattina, intorno alle 9.30, è avvenuto un tamponamento a catena lungo la strada statale 49, nei pressi dell’imbocco della galleria San Lorenzo a Brunico (Bolzano). A rimanere coinvolti un minibus che si è ribaltato e altre tre automobili, di cui una di targa tedesca.
I tre feriti più gravi sono stati portati all'ospedale di Bolzano con l’elisoccorso, gli altri nei più vicini ospedali di Bressanone e Brunico. Sul posto oltre ai sanitari della Croce bianca, sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e polizia stradale che hanno chiuso la strada per permettere i soccorsi e determinare la dinamica dell’accaduto. Pesanti le conseguenze sulla viabilità in Val Pusteria.

(Adnkronos) - In occasione degli Stati Generali dell'Associazione degli Enti Previdenziali Privati (AdEPP), dedicato al mondo dei liberi professionisti in Italia presieduto dal Presidente Alberto Oliveti, Aldo Bisio, Ceo di Engineering, ha evidenziato il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale sovrana per imprese e pubblica amministrazione, fondata su controllo diretto dei dati, trasparenza dei processi e sostenibilità economica ed energetica. "Con la nostra architettura Is-Ia - sottolinea - abbiamo realizzato un'infrastruttura sicura e agnostica capace di rispondere a tre sfide fondamentali per le imprese e le istituzioni. La prima riguarda la protezione del patrimonio cognitivo: affidare processi, dati e know-how distintivo a modelli esterni in affitto comporta il rischio di diluire il patrimonio aziendale. L'Ia sovrana permette invece di segregare e compartimentare queste informazioni, proteggendo il vantaggio competitivo e i dati dei cittadini".
La seconda, aggiunge, "riguarda la trasparenza, perché con il passaggio a un'Ia che agisce e prende decisioni, sorge l'obbligo di poter spiegare ai cittadini, ai clienti e ai pazienti le motivazioni alla base di tali scelte. A differenza dei modelli 'frontier' da miliardi di parametri, che operano come sistemi chiusi in cui non si conoscono i bias cognitivi o il peso dei dati di addestramento, l'IA sovrana consente di "aprire il 'cofano' e comprendere l'effettivo funzionamento dei processi logici e semantici. Infine, ci sono le questioni legate alla proporzionalità, al risparmio energetico e alla riduzione dei costi. Mentre i grandi modelli globali consumano enormi quantità di energia, l'approccio di Engineering punta sulla proporzionalità: utilizzare modelli più piccoli, muovendo meno parametri, per ottenere le medesime risposte su compiti specifici. Questo approccio abbatte i consumi energetici e riduce drasticamente i costi legati ai 'token', che oggi rappresentano una spesa crescente per le aziende. La nostra soluzione si basa su una capacità di orchestrazione intelligente. L'obiettivo è indirizzare le richieste con criteri di proporzionalità: ricorrere ai grandi modelli generalisti quando i dati non richiedono particolare riservatezza, e utilizzare modelli proprietari e recintati per gestire le informazioni sensibili e distintive sotto stretto controllo governativo”.
Aldo Bisio è intervenuto insieme con Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Enel, Regina Corradini D’Arienzo Amministratore Delegato di Simest – Gruppo Cdp, Stefano Donnarumma Amministratore Delegato del Gruppo Fs Italiane.
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