All'alba di sabato 5 settembre, gli Scalzi partiranno dalla chiesa
di Santa Maria Vergine Assunta a Cabras e percorreranno i sette
chilometri che conducono al villaggio di San Salvatore: una
processione fra la polvere e la fatica con la devozione individuale
che si unisce alla forza di un rito condiviso. Tutta la comunità è
coinvolta: sono circa 900 gli uomini attesi alla Corsa, con una
trentina di giovani under 20 tra i nuovi iscritti.Con la Festa di San Salvatore e la Corsa degli Scalzi da oltre quattro secoli, Cabras rinnova la sua promessa: undici giorni di festa, dal 28 agosto al 7 settembre. Saranno le donne del paese ad aprire ufficialmente i festeggiamenti. All'alba di venerdì 28 agosto, in cinquecento parteciperanno alla processione Santu Srabadoeddu: la più piccola è Agata, nata nel marzo 2024, seguita da Chiara e Aurora, del 2022. Un centinaio sono minorenni e tre hanno superato i settant'anni. Scalze e vestite con gli abiti tradizionali, percorrono a piedi i sette chilometri di su camminu de su Santu portando Santu Srabadoeddu, la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore, dal paese al villaggio campestre.
L'evento è organizzato dal Comune con il sostegno dell'assessorato regionale del Turismo, della Fondazione Mont'e Prama e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con l'Associazione "Is Curridoris di San Salvatore", l'Associazione "Santu Srabadoeddu" il Comitato organizzatore per i festeggiamenti civili e con l'organizzazione dell'Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Quattro i momenti clou. Venerdì 28 agosto la processione di Santu Srabadoeddu. Sabato 5 settembre, la Corsa degli Scalzi: all'alba. Domenica 6 settembre, al tramonto, la Corsa si ripete in senso inverso, con il rientro del simulacro a Cabras. Lunedì 7 settembre la Processione di Santu Srabadoeddu chiude i festeggiamenti religiosi.
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