- RIPRODUZIONE RISERVATAAvrebbero avuto l'intenzione di assaltare un furgone che trasportava settimanalmente 30 chilogrammi di oro verso un caveau di Arezzo, lingotti prodotti nella fonderia della Portovesme srl a San Gavino, nel Cagliaritano, e del valore di circa 6 milioni di euro. Sono stati però bloccati dalla polizia prima che riuscissero a mettere in pratica il loro piano che, nell'ultimo periodo, avrebbe anche previsto di assaltare direttamente la fonderia (da qui il nome dell'operazione 'Golden Mole-la talpa d'oro). Secondo la direzione distrettuale antimafia di Cagliari la banda, con un basista all'interno della fonderia ed esperto a rifondere l'oro, era composta da 11 persone che sono state raggiunte oggi da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tre le contestazioni: tentata rapina con la nuova fattispecie del 628 bis del codice penale sugli assalti ai portavalori, ma anche le ipotesi di detenzione e porto illegale di armi e ricettazione di più veicoli. Dieci mezzi, tra i quali un carro attrezzi, sono stati rinvenuti in un ovile a Isili, nel Medio Campidano, mentre altre basi operative erano state allestite nell'area industriale San Gavino (non lontano dalla fonderia) e a Busachi. Per ora non sono state ritrovate le armi che sarebbero dovute essere utilizzate, secondo gli inquirenti, per l'assalto "che è stato più volte rimandato", ha spiegato in conferenza stampa dal procuratore della repubblica di Cagliari, Rodolfo Maria Sabelli. "Da maggio a oggi, gli indagati hanno svolto diversi sopralluoghi e incontri in varie località della Sardegna - ha spiegato - L'assalto per ragioni estranee al gruppo è stato rinviato una volta perché il furgone proveniente da Arezzo non si sarebbe imbarcato per la Sardegna, in un altro caso per un impedimento di uno dei presunti assalitori. Siamo intervenuti perché, dagli elementi che avevamo abbiamo ritenuto che...

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