Il festival Dromos, venerdì 7 agosto, fa tappa a Pompu,
nell'Oristanese per un doppio appuntamento in piazza Cavour (ore
21.30). La serata si apre con "Tres Continentes", progetto che
riunisce tre musicisti, la violinista e cantante giapponese Aska
Maret Kaneko, il chitarrista sardo Bebo Ferra e il contrabbassista
argentino Carlos "El Tero" Buschini. La sensibilità di Aska Maret
Kaneko, sospesa tra tradizione e sperimentazione, dialoga con il
jazz europeo e mediterraneo di Bebo Ferra e con il respiro profondo
della musica sudamericana portato da Carlos "El Tero" Buschini -
che condivide con Aska Maret Kaneko la militanza nel quartetto Gaia
Cuatro.
(Adnkronos) - I Plazma Youth Sports Games rappresentano il più grande evento sportivo amatoriale europeo dedicato a bambini e ragazzi. In trent'anni di attività hanno coinvolto oltre 3.869.000 giovani, raggiungendo nell'estate 2026 il traguardo della 30ª edizione. Le celebrazioni principali si terranno a Spalato in occasione delle Finali Internazionali, in programma dal 17 al 22 agosto 2026. Gli appuntamenti centrali, previsti per venerdì 21 agosto, saranno la cerimonia ufficiale al Teatro Nazionale Croato di Spalato e la tradizionale partita esibizione All-Star in programma a Prokurative (Piazza della Repubblica). La cerimonia ufficiale per celebrare la trentesima stagione dei Plazma Youth Sports Games si svolgerà presso il Teatro Nazionale Croato di Spalato. Nel corso della cerimonia saranno ufficialmente nominati nuovi Ambasciatori dei Giochi Goran Ivanisevic, leggendario tennista e allenatore croato, Ana Ivanovic, ex campionessa di tennis di fama mondiale, e Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari Interni e la Migrazione. L'evento renderà inoltre omaggio a tutte le persone che, con il loro impegno e il loro sostegno nel corso degli anni, hanno contribuito a trasformare quella che era una semplice idea in un progetto capace di raggiungere milioni di bambini. Oltre a promuovere lo sport, l'amicizia e il fair play, la missione dei Giochi è incoraggiare i più giovani a trascorrere meno tempo davanti agli schermi e ad adottare stili di vita sani destinati a durare nel tempo.
"Trent'anni fa avevamo un'unica idea: offrire a ogni bambino l'opportunità di praticare sport. Oggi milioni di bambini, migliaia di città e cinque Paesi sostengono quella stessa idea e i Giochi vengono organizzati completamente gratuitamente. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri partner, gli sponsor, le istituzioni, le città ospitanti e tutte le persone che hanno creduto in questa visione negli ultimi tre decenni. Ringraziamo tutti coloro che hanno fatto parte di questo percorso, in particolare i bambini, che continuano a ispirarci a fare sempre meglio. Siamo convinti di essere sulla strada giusta perché ogni bambino merita l'opportunità di giocare e le Finali Internazionali di quest'anno, le più grandi di sempre, ne sono la dimostrazione», ha dichiarato Zdravko Marić, presidente dei Plazma Youth Sports Games. I Giochi si sono estesi dalla Croazia alla Bosnia-Erzegovina sedici anni fa, per poi coinvolgere Serbia, Slovenia e, da quest'anno, anche la Macedonia del Nord, continuando a unire i bambini dell'intera regione attraverso lo sport.
Nella suggestiva cornice di Prokurative (Piazza della Repubblica), nel cuore di Spalato, una squadra All-Star affronterà una selezione di giovani partecipanti ai Plazma Youth Sports Games. La formazione All-Star sarà composta da rappresentanti della Uefa, Ambasciatori e amici dei Giochi, insieme a celebri leggende del calcio internazionale, nomi riconosciuti in tutto il mondo. Questa tradizione è nata nel 2021, è tornata nel 2023 e da allora è diventata uno degli appuntamenti più attesi delle Finali Internazionali. Ogni edizione vede la partecipazione di un parterre esclusivo di grandi protagonisti del calcio. Nell'ultima edizione sono scesi in campo, tra gli altri, Aleksander Ceferin, Luís Figo, Nasser Al-Khelaifi, Predrag Mijatovic, Darijo Srna, Nemanja Vidić, Esteban Cambiasso, Christian Karembeu e Mario Stanic. Le partite si disputano sempre in un'atmosfera straordinaria e con autentico spirito competitivo. La squadra dei Plazma Youth Sports Games affronta ogni volta la sfida con determinazione, spirito di squadra e qualità tecniche, misurandosi con alcuni dei più grandi nomi del calcio mondiale.
L'All-Star Day, sul lungomare Riva di Spalato, si aprirà con una simultanea di scacchi, nella quale i migliori giovani scacchisti provenienti dai cinque Paesi membri dei Giochi sfideranno il celebre Grande Maestro inglese Nigel Short.Il programma proseguirà con le Finali Internazionali della Sprite 3x3 Cup, nelle categorie maschile e femminile, che vedranno affrontarsi le migliori squadre giovanili di basket dei Paesi partecipanti. Alle 21.00 si terrà sulla Riva la Cerimonia ufficiale di chiusura delle Finali Internazionali. Lo spegnimento simbolico della fiamma dei Giochi sancirà la conclusione di un'altra stagione indimenticabile. Il pubblico potrà assistere a spettacoli musicali e performance artistiche, oltre a uno spettacolare drone show che illuminerà il cielo di Spalato. La serata si concluderà con un concerto del gruppo Crvena Jabuka, offerto alla Città di Spalato e a tutti i partecipanti alle Finali Internazionali.
Accanto alla partita esibizione All-Star in programma a Prokurative (Piazza della Repubblica), i visitatori potranno partecipare al quiz interattivo "Diventa Green SIM Ambassador", condotto dal noto quizmaster ed enigmista croato Dean Kotiga. L'iniziativa rientra nel progetto "Zero Waste - Be Part of the Game - Save Our Planet", che i Plazma Youth Sports Games portano avanti per il quinto anno consecutivo in collaborazione con The Coca-Cola Company e con il programma globale "World Without Waste". Le celebrazioni vedranno inoltre la partecipazione degli Ambasciatori dei Giochi, di campioni di fama internazionale e di numerosi ospiti illustri, tra cui Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, Zlatan Ibrahimovic, Goran Ivaniševic, Luís Figo, Alastair Campbell, Nasser Al-Khelaifi, Oleksandr Usyk, Ana Ivanovic, Zeljko Obradović, Slaven Bilic, Ettore Messina, Predrag Mijatović, Nemanja Vidić, Aleksandar Kolarov, Sime Vrsaljko, Goran Dragic, Darijo Srna, Nemanja Matic, Dino Rada, Nikola Karabatic, Marcel Desailly, Aitor Karanka, Mario Stanic, Christian Karembeu, Ivana Spanovic, Fernando Hierro, Radoslav Nesterovic, Aljosa Asanovic e molti altri. Le Finali Internazionali dei Plazma Youth Sports Games, in programma a Spalato, riuniranno 1.224 partecipanti provenienti da sei Paesi: i migliori giovani atleti dei cinque Paesi membri dei Giochi – Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Slovenia e Macedonia del Nord.
Una delle principali novità di questa edizione sarà la partecipazione di 204 bambini provenienti dall'Ucraina, Paese ospite dei Giochi. La loro presenza sarà accompagnata da quella del campione mondiale dei pesi massimi di pugilato Oleksandr Usyk. I partecipanti si contenderanno il titolo di Campioni Internazionali dei Plazma Youth Sports Games nelle competizioni di Coca-Cola Cup, calcio a 5 Under 12, basket, pallamano, pallavolo, beach volley, tennis, tennistavolo, scacchi, dodgeball e atletica leggera. Nel corso dei cinque giorni di gare, i giovani avranno l'opportunità di incontrare i propri idoli sportivi, stringere nuove amicizie con coetanei provenienti da tutta la regione e vivere l'atmosfera unica di Spalato. Per molti di loro sarà il primo viaggio senza i genitori, la prima medaglia conquistata e l'inizio di amicizie destinate a durare ben oltre un'estate.
Giunti alla trentesima stagione, i Plazma Youth Sports Games continuano a perseguire la loro missione: offrire a ogni bambino la possibilità di praticare sport, promuovere stili di vita sani e diffondere i valori del lavoro di squadra, della tolleranza e dell'inclusione. La partecipazione a tutte le competizioni e alle attività collaterali è completamente gratuita ed è aperta a bambini e ragazzi di età compresa tra 7 e 18 anni, indipendentemente dal fatto che pratichino sport a livello agonistico o che desiderino semplicemente vivere per la prima volta un'esperienza sportiva. Sebbene le competizioni siano di carattere amatoriale, i Giochi sono organizzati secondo i più elevati standard professionali, offrendo a ogni partecipante l'esperienza di sentirsi un vero atleta.
L'evento sportivo di punta delle Finali Internazionali sarà la Finale della Coca-Cola Cup, il più grande torneo europeo amatoriale di calcio a 5. Solo nell'edizione di quest'anno la competizione ha coinvolto 172.748 partecipanti in 703 tornei, con finali internazionali riservate sia alle squadre maschili sia a quelle femminili. Negli ultimi anni il calcio femminile ha assunto un ruolo sempre più importante all'interno del programma dei Plazma Youth Sports Games. Una tappa fondamentale è stata raggiunta nel 2020, quando i Giochi hanno avviato una collaborazione con la UEFA e la UEFA Foundation for Children, guidate dal presidente Uefa e Ambasciatore dei Giochi Aleksander Ceferin. Quest'anno 17.445 ragazze hanno preso parte alla Coca-Cola Cup.
"È straordinario vedere come questo evento si prenda cura dei bambini e promuova i valori giusti. Quando li vedi così felici, senza odio ma soltanto amicizia, e osservi quanto si divertano praticando il calcio e tanti altri sport, capisci quanto siano importanti iniziative come questa. Nel mondo di oggi non esistono abbastanza esempi positivi come questo", ha dichiarato Aleksander Ceferin.

(Adnkronos) - Ieri ha partecipato al vertice dei leader del centrodestra a casa di Giorgia Meloni per fissare la road map del governo in vista della ripresa a settembre. Alle prese con le crisi internazionali Antonio Tajani cercherà di ritagliarsi qualche giorno per staccare la spina con la sua famiglia: il segretario nazionale di Fi trascorrerà il Ferragosto nella casa di Fiuggi, pronto a imbarcarsi all'aeroporto di Ciampino in caso di emergenza diplomatica.
Una settimana fa il vicepremier doveva incontrare Marina Berlusconi per un saluto prima della pausa estiva. Ma gli impegni reciproci hanno determinato un rinvio del colloquio: la primogenita del Cav e il leader di Fi dovrebbero vedersi, raccontano fonti parlamentari azzurre all'Adnkronos, a fine mese e non è escluso che il ministro degli Esteri possa raggiungere la presidente di Fininvest nella villa a Châteauneuf-de-Grasse, Valbonne, circa 35 chilometri da Nizza, dove usualmente trascorre le vacanze.
Il faccia a faccia, che rientra nei periodici incontri tra il segretario nazionale azzurro e la presidente del gruppo Mondadori, sarà l'occasione per fare il punto della situazione politica, con particolare attenzione alle priorità di Forza Italia.

(Adnkronos) - "Webuild consolida la sua presenza nel mercato canadese con la firma del contratto da 2,7 miliardi di dollari di valore complessivo per la realizzazione del lotto Pape tunnel and underground stations (Ptus) della Ontario line di Toronto". Lo scrive la società in una nota. "Conclusa la prima fase di sviluppo e progettazione avanzata aggiudicata nel 2024, il lotto Ptus entra ora nella fase esecutiva con l’avvio dei lavori che porteranno alla realizzazione della tratta sotterranea destinata a collegare alcuni dei principali nodi della rete di trasporto della città e a contribuire alla riduzione dei tempi di percorrenza nell’area metropolitana", si legge. Webuild, con una quota del 50%, guida la joint venture con Fcc incaricata da Metrolinx e Infrastructure Ontario della progettazione e costruzione dell'opera.
Il lotto Ptus prevede la realizzazione di due tunnel gemelli lunghi circa 3 chilometri ciascuno, due stazioni sotterranee e la connessione con la linea 2 della metropolitana, elemento essenziale per l’integrazione della futura linea con la rete esistente. "Con i suoi 15,6 chilometri di estensione, 15 stazioni e oltre 40 connessioni con la rete di trasporto esistente, la Ontario line rappresenta uno dei più importanti investimenti per la mobilità pubblica oggi in corso in Canada", sottolinea Webuild. "Una volta completata, consentirà di trasformare gli spostamenti a Toronto, riducendo a meno di 30 minuti i tempi di percorrenza da un capolinea all’altro".
Il lotto Ptus è sviluppato secondo il modello 'progressive design and build', una modalità contrattuale che prevede una collaborazione strutturata tra committenza, progettisti e costruttori sin dalle prime fasi. Questo approccio "consente di gestire in modo più efficace opere ad elevata complessità tecnica, favorendo una progressiva definizione delle soluzioni progettuali, dei costi e delle modalità costruttive, con una maggiore certezza nell’esecuzione", secondo Webuild. La firma del contratto conferma "la rilevanza del mercato canadese nel percorso di crescita e sviluppo internazionale del gruppo, che è già oggi coinvolto su alcuni dei più significativi programmi di investimento dedicati alla mobilità sostenibile". Ai contratti Ptus e Rssom per la Ontario line, si affianca anche la Hazel McCallion line, una linea ferroviaria leggera di circa 18 chilometri attualmente in costruzione tra le città di Mississauga e Brampton nei pressi di Toronto.
(Adnkronos) - Agivano come una "squadretta" i cinque agenti della polizia locale di Milano arrestati per peculato, arresto illegale e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale. Nella misura cautelare in carcere si contesta un solo episodio che riguarda l'aver sottratto 1.400 euro a un presunto pusher il 16 luglio scorso, ma sono diversi gli episodi su cui si indaga.
La misura cautelare per il gruppo, "sospettato di aver agito più volte con lo stesso modus operandi", è scattata per il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di reiterazione del reato. Il gip Elio Sparacino interrogherà domani pomeriggio a San Vittore i cinque arrestati, una ufficiale e quattro agenti che si trovano nel reparto protetti del carcere di San Vittore.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Benedetta Parodi compie oggi, giovedì 6 agosto, 54 anni. La conduttrice televisiva e cuoca sta festeggiando questo giorno speciale in compagnia del marito Fabio Caressa.
E per l'occasione, il giornalista sportivo ha condiviso sui social una dedica speciale: "Ogni giorno più bella! Buon compleanno amore mio", si legge a corredo delle due immagini che li ritraggono in costume da bagno a bordo di una barca mentre si scambiano un tenero abbraccio.
La coppia ha da poco festeggiato i 27 anni di matrimonio. I due si sono sposati l'11 luglio del 1999 e sono genitori di tre figli. Nel 2002 sono diventati genitori di Matilda, nel 2004 di Eleonora e nel 2009 di Diego.

(Adnkronos) - E' la stella più riconoscibile di Hollywood. E la più colpita, nel vero senso della parola. La stella di Donald Trump, a Hollywood, si presenta 'ammaccata'. Non è una novità, a quanto pare. La star intitolata al presidente è probabilmente la più nota tra quelle che accompagnano le passeggiate dei turisti. Viene vandalizzata e, di conseguenza, riparata o sostituita. A chi si gode qualche giorno di vacanza a Los Angeles in questo periodo, la mattonella che ospita la stella si presenta profondamente scheggiata. E, come bonus, 'propone' anche un messaggio supplementare: 'Fuck Ice', un insulto scritto a pennarello e indirizzato all'agenzia che contrasta l'immigrazione illegale.

Il podcast 'Marcinelle: il fuoco e la memoria[1]' è il podcast che ricorda il disastro dell'8 agosto 1956 nella miniera belga del Bois du Cazier, in cui persero la vita 262 lavoratori, tra cui 136 italiani. Un racconto che intreccia storia, memoria e cultura della prevenzione realizzato dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione dell'Inail. Dall'emigrazione italiana al disastro del Bois du Cazier. Partendo dal contesto dell'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra, il podcast ricostruisce le condizioni che portarono migliaia di lavoratori a trasferirsi nelle miniere carbonifere della Vallonia in seguito agli accordi tra Italia e Belgio. Attraverso una narrazione essenziale, si rievocano gli eventi della mattina dell'8 agosto 1956, quando un tragico incidente nella miniera di Bois du Cazier provocò un incendio che invase rapidamente le gallerie sotterranee, intrappolando centinaia di minatori nel sottosuolo.
Il racconto di una tragedia che ha segnato l'Europa. Viene così restituita la dimensione umana di quella catastrofe, con le drammatiche operazioni di soccorso e la lunga attesa dei familiari. Dopo giorni di ricerche, il bilancio fu devastante: 262 vittime su 275 lavoratori presenti nella miniera e soltanto 13 sopravvissuti. Tra i morti, 136 erano italiani. Marcinelle divenne così una delle pagine più dolorose dell'emigrazione italiana e uno degli eventi simbolo della storia del lavoro in Europa, lasciando aperte, per molti, ferite profonde legate alla ricerca della verità e delle responsabilità.
La memoria come impegno per la sicurezza e la dignità del lavoro. Quell’evento conserva ancora oggi un significato importantissimo. Marcinelle non deve infatti essere cristallizzata solo nel recinto di un luogo della memoria, ma va utilizzata come richiamo permanente all'importanza della sicurezza, della prevenzione e della tutela della dignità dei lavoratori. Non a caso la Vicepresidente della Commissione europea – recependo la richiesta avanzata dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali del Governo italiano Marina Calderone – ha annunciato la proposta di istituire l'8 agosto, anniversario del disastro, Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori. Il podcast invita a considerare la memoria delle vittime come uno strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva, affinché tragedie come quella del Bois du Cazier non abbiano più a ripetersi.
Il podcast è disponibile a questo link: https://www.spreaker.com/episode/marcinelle-il-fuoco-e-la-memoria--73487364[2]

(Adnkronos) - "La notte non è il lato oscuro del giorno, ma una parte importante della nostra società, dove centinaia di migliaia di persone lavorano, e che va messa in garanzia e in tutela, come accade negli altri Paesi europei". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, a margine della presentazione della proposta di legge regionale "Disposizioni per promuovere la sicurezza integrata", nata dal lavoro del Forum regionale "Le Città della Notte".
"Il Forum della Notte nasce dall'esigenza di rafforzare e tutelare tutto quello che è il mondo notturno, che non è fatto soltanto di movida, ma di tante persone che lavorano nel mondo della notte: dal personale sanitario alle forze dell'ordine, fino alle tante attività che sono aperte e ci consentono di produrre", ha spiegato Aurigemma.
La proposta di legge, ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale, "va nella direzione di rafforzare, con la sicurezza sussidiaria, le attività dei locali e dei Comuni della nostra regione, con progetti di sicurezza mirati che vanno a supporto del lavoro delle forze dell'ordine, che garantiscono la nostra tutela sul territorio". Secondo Aurigemma si tratta di "una proposta di legge importante che presentiamo oggi per la prima volta, per aprirci al confronto", nata dalle esigenze emerse durante gli incontri del Forum della Notte.

(Adnkronos) - Presentata oggi in Regione Lazio la proposta di legge regionale "Disposizioni per promuovere la sicurezza integrata", primo provvedimento nato dal Forum regionale "Le Città della Notte", promosso dal Consiglio regionale del Lazio.
Il testo punta a rafforzare la sicurezza integrata, sostenere i progetti di sicurezza locale, favorire la vivibilità delle aree urbane nelle ore serali e notturne e incentivare la collaborazione tra istituzioni, enti locali e operatori del settore. Tra le misure previste anche protocolli per la sicurezza notturna, potenziamento del trasporto pubblico serale e il "Pass per la sicurezza" per le guardie particolari giurate sui mezzi del trasporto pubblico locale.
"Il mondo della notte non è fatto solo di movida, ma di persone che vogliono divertirsi e anche riposare - ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma - L'obiettivo è ascoltare chi vive questo mondo, tutelare i lavoratori, garantire qualità e sicurezza per chi si diverte e per i genitori". Secondo Aurigemma, nell'ottica della prevenzione questa proposta rappresenta "una prima serie di norme per tutelare i lavoratori e chi ha il sacrosanto diritto al riposo".
Per Fabio Schiuma, segretario organizzativo del Forum "Le Città della Notte", "la notte non è solo movida". "La Roma by night è per popolazione il decimo comune italiano: ci sono tra le 50 e le 100mila persone che vivono la notte e meritano un'amministrazione all'altezza". "La notte non può essere gestita con improvvisazione e slogan: servono professionalità, competenza e serietà", ha concluso, ricordando che l'obiettivo è fare dell'intrattenimento notturno "un volano e non un problema o un fastidio".

(Adnkronos) - "Finalmente ci siamo... Giuro di dire la verità sul mio onore. Non troverete miei comportamenti illeciti". Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, si presenta davanti alla Commissione Covid per l'audizione in programma oggi, 6 agosto. "Questa Commissione è stata concepita come un plotone d'esecuzione nei miei confronti e, al contempo, anche come una gabbia di protezione per gli amministratori locali dei propri partiti. Si è detto che avessi paura di parlare davanti a questa commissione. Chi lo ha detto, non mi conosce", dice Conte.
Giuro sull'onore, sì, l'onore che qualcuno qui ha perso, permettetemi di dirlo, già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea, si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L'onore che quel qualcuno non ha poi riguadagnato in occasione di questa commissione che è stata concepita, ormai è chiaro, come un plotone di esecuzione nei miei confronti e al contempo anche come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti", afferma.
"Vorrei chiarire il punto del giuramento che mi sembra preliminare. Vorrei chiarire che io mi assumo con queste mie dichiarazioni la piena responsabilità giuridica di quello che dirò. Quindi non ho difficoltà a giurare", dice Conte aprendo l'audizione. "È una formula che mi consente di dire che mi espongo a tutte le conseguenze anche quelle pleno iure, direbbero i giuristi, per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza e quindi oggi vengo qui consapevole di dover riferire in scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti. E aggiungo anche mi assumerò tutta, e mi sono sempre assunto, la responsabilità anche politica ovviamente delle mie condotte oltre che delle mie dichiarazioni", afferma.
"Io giuro -ribadisce- di dire la verità sul mio onore. Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda, perché comportamenti illeciti non ci sono semplicemente mai stati che mi coinvolgono. Io ho svolto il mio compito, come la Costituzione impone, con disciplina, con onore e non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che voi gettate finiscono per estendersi inevitabilmente anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale. Per non parlare poi delle famiglie, delle vittime, dei cittadini che hanno fatto enormi sacrifici per tutelare l'incolumità di tutti, a partire dai più fragili", prosegue in un altro passaggio.
Una bussola per navigare tra le retribuzioni dei diversi Paesi europei e avere punti di riferimento che vadano oltre la sola paga mensile. È il risultato dell’analisi contenuta nel nuovo approfondimento della Fondazione studi consulenti del lavoro, dal titolo 'Analisi retributiva: disciplina italiana a confronto con altri Stati comunitari', dedicata quest’anno a Grecia, Irlanda e Olanda, dopo la panoramica su Francia, Germania, Spagna, Romania e Svezia, contenuta nell’edizione 2025.
Dall’approfondimento emerge che guardare al solo cedolino mensile possa far sottostimare molti elementi presenti nel sistema italiano, che possono influenzare sensibilmente il risultato finale: le mensilità aggiuntive o il Trattamento di fine rapporto ma anche tutele come quelle per malattia o maternità. Considerazioni che appaiono quanto mai attuali, anche guardando agli ultimi dati Istat relativi a quanti lasciano il Paese per trasferirsi all’estero e quanti, invece, decidono di rientrare. I numeri parlano comunque di un trend in decrescita sul fronte degli espatri, passati dagli oltre 140 mila del 2024 ai 109 mila del 2025.
Parallelamente si evidenzia una tenuta dei rientri, sempre sopra quota 50 mila l'anno nel biennio. In questo quadro, dall’approfondimento emerge la solidità del modello italiano, dove la contrattazione collettiva è centrale, in grado di garantire un sistema di protezione e tutele quasi sempre più articolato di altri ordinamenti basati prevalentemente sul salario minimo legale. Si ricorda che di recente - con il decreto 1° maggio - l’Italia ha introdotto il Trattamento Economico Complessivo (Tec), come elemento fondante del sistema, una previsione che supera per legge il concetto di paga oraria.
Il Tec si innesta in un sistema nel quale elementi come la tredicesima mensilità e il Tfr sono diritti generalizzati, mentre la contrattazione collettiva arricchisce il trattamento economico con ulteriori mensilità, indennità e strumenti di welfare. Una sintesi della comparazione tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Romania, Svezia, Grecia, Irlanda e Olanda si trova nella tabella a seguire.
E un’analisi condotta nel 2025 sempre dalla Fondazione studi consulenti del lavoro 'Giovani all’estero: tra opportunità di lavoro e voglia di crescita', evidenzia che le mete più gettonate dai giovani che decidono di trasferirsi all’estero sono la Germania e la Spagna. Per completare l’analisi è stato realizzato quindi un confronto a partire da uno dei contratti più diffusi in Europa, quello dei metalmeccanici. Dalla comparazione emerge che per un livello C3 in Italia la retribuzione è di oltre 31 mila euro, in Spagna di quasi 22 mila euro e in Germania di 46 mila euro. Naturalmente a fare poi, concretamente, la differenza è il costo della vita.
Sempre la ricerca sui giovani con esperienza all’estero evidenzia che questo elemento è considerato dal 65% del campione degli intervistati come un aspetto negativo dell’esperienza fuori dai confini nazionali. In questo quadro, l’analisi sottolinea anche come tra le principali criticità riscontrate all’estero si annoveri l’insoddisfazione per benefit, previdenza e polizze assicurative.

(Adnkronos) - E' dal cellulare di un 14enne, residente nelle Marche e sentito insieme alla madre (intestataria del numero di telefono) dai carabinieri, che è partita la mail che, nel pomeriggio di ieri, ha fatto scattare l'allarme bomba in sei centri commerciali in provincia di Milano.
Il giovane, di origine ucraina, ha negato di aver inviato alcun messaggio di posta elettronica, sostenendo invece che possa essersi trattato di una "goliardata" di altri, avendo trascorso il pomeriggio in compagnia di amici. Chi indaga sta cercando di capire se l'autore della minaccia esplosiva sia stato il giovane, o se l'utenza sia stata usata da altri. Difficile risalire alla casella email che riporta un dominio russo. Nelle indagini sul procurato allarme, coordinate dalle procure di Milano e Lodi, non risultano indagati.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il diavolo non è così brutto come si dipinge, ma nemmeno gli angeli, spesso, sono così belli come sembrano. Durante il viaggio estivo dei Sussex in Europa - con la tappa fondamentale a Highgrove House, la residenza di campagna privata di Re Carlo nell'Inghilterra sud-occidentale, dove è avvenuta la reunion con il sovrano - Meghan Markle ha postato sui social ogni momento familiare 'idilliaco', allo scopo di mostrare una famiglia unita e felice. E' l'opinione di una fonte citata da Closer Online, secondo cui non avevano altro motivo d'essere le foto di cene all'aperto e calici di vino, di spiagge deserte in piena estate e di passeggiate tra profumati campi di lavanda. Immagini tutte patinate, persino quella della visita di Harry e dei figli alla tomba della principessa Diana. Un contesto - quest'ultimo - che stride con il resto della vacanza della coppia, perché invece richiederebbe una bella dose di intimità se non di raccoglimento, ma che nel modo plateale di rappresentarlo (i bambini in 'processione' con i mazzi di fiori) è identico. E invece dovrebbe trattarsi di un momento privato, tanto che l'osservatore reale che ha parlato con il magazine britannico ha bollato l'intera galleria fotografica vacanziera come "una sciocchezza".
Ma perché - si domanda il giornale - Meghan e Harry hanno improvvisamente sentito il bisogno di ostentare le loro effusioni e la loro felicità in modo così plateale? Da mesi circolano voci secondo cui la coppia condurrebbe vite sempre più separate. Harry ha ripetutamente smentito e deriso le voci di divorzio, ma ciò non ha impedito agli osservatori di notare i potenziali punti di tensione nel loro matrimonio, tra cui il presunto desiderio del duca di trascorrere più tempo nel Regno Unito e la presunta riluttanza di Meghan a fare altrettanto. Secondo Closer, Re Carlo è particolarmente consapevole delle difficoltà dei Sussex e ha chiarito che il figlio minore può rivolgersi a lui ogni volta che ha bisogno di un consiglio o semplicemente quando la sua situazione familiare dovesse diventare troppo difficile da gestire.
Una fonte interna ha affermato: "Carlo ha osservato tutto da lontano e, sebbene non desideri certo che il matrimonio di Harry fallisca, è abbastanza realista da sapere che anche le relazioni più solide possono, sotto pressione, arrivare al punto di rottura. Charles non è cieco di fronte a tutto questo e non può fare a meno di voler intervenire e cercare di aiutare. Ha vissuto un divorzio molto seguito dal pubblico e sa bene quanto le cose possano essere diverse all'interno delle mura domestiche rispetto a come appaiono in pubblico".

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti intensificano la pressione per catturare e deportare i migranti illegali con blitz negli aeroporti ma anche addirittura direttamente all'interno dei tribunali dell'immigrazione. La crisi dei migranti a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, ha riportato il tema dell’immigrazione anche al centro dell’agenda della Casa Bianca, con il presidente Donald Trump che non si è risparmiato nell’attaccare la Spagna e l’Europa per la gestione della situazione.
Per l’inquilino della Casa Bianca, si tratterebbe di un’invasione, di una catastrofe: “Succederà la stessa cosa anche a noi se i Repubblicani non verranno eletti, solo che sarà peggio. Su scala molto più vasta e molto più facile in cui ritrovarsi invischiati”, aveva detto durante una riunione di gabinetto. Il presidente assicura che, a differenza dell’Europa, le frontiere americane abbiano registrato zero arrivi dall’inizio della sua presidenza, grazie ai suoi duri sforzi per reprimere gli arrivi e deportare gli immigrati già presenti negli Usa. La realtà è un po’ diversa, sebbene vi sia un calo drastico degli arrivi: nel 2025 gli incontri con migranti lungo il confine con il Messico sono stati 237.538, un numero decisamente inferiore rispetto agli 1,5 milioni registrati nell'anno fiscale 2024. Nel 2026 gli attraversamenti sono diminuiti ulteriormente, attestandosi spesso sotto i 10.000 incontri al mese. A luglio, ad esempio, il confine meridionale ha registrato un nuovo minimo storico per quanto riguarda gli incontri con i migranti: la U.S. Border Patrol ha registrato una media di appena 148 fermi al giorno lungo l'intero confine sud-occidentale, cifra che corrisponde a circa 4.600 incontri totali al confine nel corso del mese. Si tratta di un calo significativo anche rispetto ai bassi livelli registrati nei mesi di maggio e giugno 2026.
Tuttavia, secondo Homero Lopez, un giudice dell'immigrazione durante l’amministrazione Biden-Harris, è necessario un chiarimento sull'affermazione di Trump relativa agli "arrivi zero": "Rilasci pari a zero non significano attraversamenti pari a zero: quando Trump, nell’ultima riunione di gabinetto, ha affermato che il numero di immigrati in ingresso fosse 'zero', la situazione non è proprio così", spiega Lopez ad Adnkronos. "La Cbp e il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) hanno chiarito che tale dato si riferiva a 14 mesi consecutivi senza alcun rilascio. Il perché? Un cambiamento di politica: in virtù di controlli alle frontiere più rigorosi, i migranti che tentano di attraversare illegalmente il confine non vengono più rilasciati negli Stati Uniti in attesa delle udienze in tribunale (pratica nota come 'catch and release', ovvero 'cattura e rilascio'), spiega l’ex giudice e avvocato d’immigrazione. "Ora vengono invece trattenuti, sottoposti alle procedure previste e rapidamente respinti o espulsi; ciò porta a zero, matematicamente, il numero di rilasci sul territorio nazionale, mentre i tentativi effettivi di attraversamento rimangono superiori a zero".
Allo stesso tempo, l’amministrazione Trump ha intensificato la sua offensiva sull’immigrazione. Non bastano i duri controlli alla frontiera: lo scopo ora è catturare e deportare quanti più migranti possibile negli Usa e, per farlo, varca le soglie degli scali americani e cambia radicalmente le regole del gioco per centinaia di migliaia di residenti. La nuova frontiera dei controlli non si limita più ai blitz nelle città o alle pattuglie di confine: ora gli agenti federali attendono i bersagli direttamente ai banchi del check-in e ai gate d'imbarco. Nel mirino finiscono i soggetti in "overstay", ossia coloro che sono rimasti negli Stati Uniti oltre il termine del proprio visto. Una platea vasta, composta da professionisti, ex ragazze e ragazzi del programma au pair e persino da coniugi di cittadini statunitensi.
Molti di loro non sono irregolari nel senso classico del termine: sono lavoratori muniti di regolare permesso che si trovano in un limbo burocratico, in attesa del rinnovo del titolo di soggiorno o dell'emissione della green card. Se in passato le autorità tendevano a tollerare queste posizioni temporanee – salvo in presenza di precedenti penali –, oggi la tolleranza è azzerata. L'operazione è già scattata in almeno 15 scali nazionali. Squadre dell'Ice(Immigration and Customs Enforcement) in abiti civili fermano i viaggiatori poco prima dell'imbarco o subito dopo lo sbarco. In diversi casi gli arresti sono avvenuti nell'ombra; in altri, tra lo sconcerto e le proteste degli altri passeggeri, che hanno immortalato le scene con i telefoni cellulari.
Questo salto di qualità nasce da una sinergia diretta tra l'Ice e la Tsa (Transportation Security Administration), l'ente che gestisce la sicurezza aerea negli Stati Uniti. Una collaborazione, inaugurata nel maggio 2025, condotta incrociando i dati di volo con i registri degli espellibili. In passato, Washington aveva sempre evitato di coinvolgere la Tsa nei controlli migratori per non paralizzare il traffico aereo interno e tutelare la libertà di movimento dei residenti; quella barriera, oggi, è caduta. Il giro di vite risponde a precise direttive operative. Con il nuovo Segretario per la Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, intenzionato a “mantenere altissima la pressione”, e con il coordinamento di Tom Homan, responsabile della politica migratoria della Casa Bianca, l'esecutivo ha fissato la quota di 2.000 arresti al giorno. Un ritmo quasi raddoppiato rispetto all'inizio del 2026.
“L'obiettivo è chiaro: garantire che chi non ha un titolo di soggiorno valido non possa prendere alcun volo negli Stati Uniti, se non quello di ritorno al proprio Paese d'origine", spiegano ad Adnkronos dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. Per gli esperti di diritto dell'immigrazione si tratta di una svolta drammatica. "Non si era mai vista una campagna di applicazione della legge così capillare e aggressiva", confermano diversi avvocati del settore. Il consiglio rivolto a tutti i clienti in attesa di regolarizzazione o di cambio di status è drastico: evitare qualsiasi volo all'interno del territorio nazionale.Se un tempo era sufficiente mostrare un documento d'identità valido per viaggiare tra uno Stato e l'altro degli Usa, oggi salire a bordo di un aereo può significare finire direttamente in un centro di detenzione. I dati confermano la portata dell'offensiva: solo a giugno si sono registrati oltre 43.000 arresti legati alle violazioni di viaggio e soggiorno, il dato mensile più alto dal secondo mandato di Trump, con una popolazione carceraria per motivi migratori che ha superato le 65.000 unità a metà luglio. La strategia di espansione dei luoghi d'arresto non riguarda solo gli aeroporti. Di recente, l'Ice ha difeso davanti ai giudici anche gli interventi effettuati direttamente all'interno dei tribunali dell'immigrazione di New York, sostenendo che le sedi giudiziarie rappresentano l'ambiente più sicuro per l'esecuzione dei provvedimenti di fermo. Un segnale inequivocabile: per l'amministrazione, nessun luogo pubblico è più da considerarsi neutrale. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Estate e mare fanno rima con libertà. Per alcuni anche alla guida dell'automobile, abbinando al costume infradito e ciabatte mentre si è al volante. Ma è consentito farlo dal codice della strada? E in quali conseguenze si può incorrere?
Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto all'ingegnere Luigi Di Matteo, coordinatore dell'area professionale tecnica dell'Aci: "Guidare l'auto con le infradito, le ciabatte o anche a piedi nudi non è vietato dal codice della strada. Nel codice precedente, quello ha smesso di essere in vigore nel 1993 questo divieto c'era, e cioè vi era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida, ed era una previsione utile per la sicurezza".
Nessun divieto dal Codice della strada, però da Aci il consiglio è chiaro: "Il consiglio è sempre quello di indossare delle scarpe e non infradito, perché quest'ultimo può sfuggire e incastrarsi sotto i pedali, con tutte le conseguenze per la sicurezza stradale", sottolinea. Ad oggi, ricorda l'esperto, "esiste l'articolo 140 del Codice della strada, che fissa il principio informatore della circolazione e che dice che il conducente si deve comportare in modo da non costituire pericolo o intralcio alla circolazione. Ma comunque se si si viene fermati con le infradito alla guida non si può essere multati", sottolinea Di Matteo.
Il consiglio per la sicurezza, dall'Aci, è sempre quello di usare le scarpe. E c'è di più. "In caso di incidente -spiega Di Matteo- se si indossavano le infradito l'assicurazione potrebbe dire: 'Tu hai guidato senza rispettare le norme di sicurezza, non hai avuto la piena attenzione al riguardo'. Però è molto complicato provarlo, perché poi in realtà il codice della strada non vieta l'uso delle infradito", avverte.
Il consiglio però resta: "L'Aci e chi si occupa di sicurezza sconsigliano l'uso di infradito mentre si è alla guida. Per i motivi che dicevamo, perché non si ha la possibilità praticamente di avere una giusta aderenza. L'infradito si può infilare nei pedali, può sfilarsi dal piede e quindi può essere pericoloso", sottolinea.
Ma non c'è solo la guida dell'auto. "Come del resto -spiega Di Matteo- è un'abitudine pericolosa anche per chi guida le moto. Perché non ci dimentichiamo che tante persone vanno in moto, vanno in scooter con le ciabatte, gli infradito. E in questo è anche probabilmente più pericoloso. E per i centauri il consiglio è di coprire anche il corpo mentre si è alla guida, in particolare le ginocchia, per avere una protezione in più", conclude.

(Adnkronos) - Da Enrico Mentana a Roberto Gualtieri. Oggi l'Italia si stringe nel dolore per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni, a Pavana, in provincia di Pistoia. Dal mondo dello spettacolo, passando alla cultura fino alla politica: ecco i messaggi di cordoglio.
"Gli eroi son tutti giovani e belli. Addio gigante". Così il giornalista e direttore del Tg La7 Enrico Mentana ricorda sui social il grande cantautore.
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri scrive su Facebook: "Con Francesco Guccini ci lascia una leggenda della musica e della nostra storia. Guccini ha raccontato l’Italia con una profondità e un’umanità straordinarie. Ha dato voce ai sogni, ai dubbi, alle battaglie, alle fragilità di intere generazioni, trasformando le parole in poesia e le canzoni in memoria collettiva. Roma si stringe alla sua famiglia e a tutti coloro che oggi perdono un artista immenso e un intellettuale libero - conclude - Grazie per tutto quello che ci hai lasciato, Francesco. La tua voce continuerà a emozionarci, sempre".
"Addio a uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana. Restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui. Buon viaggio". Queste invece le parole di Simona Ventura.
Su X il conduttore di 'Che Tempo che Fa' Fabio Fazio scrive: "La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. E’ un dolore grande".
Il cantautore Francesco Gabbani lo ricorda sui social: "Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza". I due artisti hanno collaborato per 'Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti...' del 2019, una raccolta di Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore e reinterpretate con differenti artisti italiani. Insieme hanno cantato 'Quattro stracci', brano del 1996. "Sei stato un riferimento - prosegue Gabbani nel post - un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco", conclude.
"Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene". Così Luciano Ligabue sui suoi social ricorda il grande cantautore. Un legame, quello tra i due artisti, suggellato dalla collaborazione nel film 'Radiofreccia' del 1998, esordio alla regia dello stesso Ligabue. In una delle sue rare apparizioni sul grande schermo, Guccini vestiva i panni di Adolfo, il burbero proprietario del bar "Laika".
"La bellezza della coerenza e di vivere esattamente come si è voluto. La mia adolescenza ad ascoltare le sue canzoni formando la mia etica e a ridere per quanto io sia riuscita a prenderlo sul serio. Non ho mai conosciuto personalmente Guccini, ma sono triste come se lo avessi vissuto. Perdiamo un poeta, un cantautore e un pensatore che non ha mai trovato attraente il sistema, l’ha sempre combattuto a modo suo un po' soffrendo e un po' fregandosene. Anarchico. Puro. Mi dispiace tantissimo". Così l'attrice e regista Anna Foglietta lo ricorda.
Anche il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, ha condiviso un messaggio ricordando il cantautore: “Esprimiamo il nostro massimo cordoglio e emozione per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini. Certamente di idee diverse dalle nostre, è riuscito con la forza dei suoi testi e della sua musica a unire intere generazioni aldilà delle appartenenze. Parliamo di vere e proprie poesie in musica che hanno raccontato la storia umana e gli umani sentimenti. Indimenticabili le sue canzoni di impegno politico contro le ingiustizie sociali, dalla Locomotiva e alla Primavera di Praga. In autunno proporrò un evento commemorativo alla Camera, come fatto con De Andrè e molti altri protagonisti della musica italiana, per consegnare la Medaglia della Camera in memoria".
Il cantautore Gianni Morandi ricorda l'amico e collega: "Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta. Ciao Francesco".
"Sempre dalla stessa parte, sempre nella stessa direzione, con intelligenza e poesia. Addio". Così l'attore e regista Alessandro Gassmann ricorda sui social Guccini.
E ancora, dal mondo della politica, Pier Ferdinando Casini scrive su Instagram: "Nelle tue canzoni ci hai raccontato il tuo mondo, che così è diventato un po’ anche il nostro. Ciao Francesco, Bologna non ti dimenticherà".
Così come la segretaria del Pd Elly Schlein: "Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale d di tutta la comunità democratica".
"Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell’Italia intera". Così il sindaco del capoluogo emiliano, Matteo Lepore, piange la sua morte. "Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L’amicizia", lo ricorda Lepore. Il sindaco, quindi, dopo aver espresso a tutta la famiglia di Francesco Guccini "l’immenso cordoglio mio e della città di Bologna", conclude il suo post sui social citando i versi di uno dei brani più celebri del cantautore.
"'Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale ma il bere non si paga e non fa male'". L'attore e regista Leonardo Pieraccioni lo ricorda sui social prendendo in prestito le parole del brano del 1983 'Gli amici'. E poi aggiunge: "Divertiti Francescone nel solito locale e grazie, grazie davvero di cuore".
"Ci ha lasciato Francesco Guccini. Non è stato solo uno dei più grandi cantautori italiani, ma un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni e dare voce a emozioni, storie di vita e a una visione che continuerà ad accompagnarci anche dopo la sua scomparsa”. Lo ha affermato in Aula alla Camera la capogruppo del Partito democratico, Chiara Braga.
“Credo sia giusto e doveroso –ha aggiunto– che la Camera, alla ripresa dei lavori a settembre, dedichi un momento per ricordare una delle figure più straordinarie della nostra musica, della nostra poesia e della nostra cultura. Ciascuno di noi potrà rendergli omaggio attraverso le sue parole e le sue canzoni”.
"La scomparsa di Francesco Guccini rappresenta una perdita significativa per la musica d'autore italiana. Attraverso la sua produzione artistica, durata oltre sessant'anni, ha lasciato un segno profondo in generazioni di ascoltatori. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo sentite condoglianze". Lo dichiara il sottosegretario alla Cultura, Pietro Cannella, commentando la scomparsa del cantautore modenese.
"'Noi corriamo sempre in una direzione ma quale sia e che senso abbia chi lo sa. Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento. Le luci, nel buio, di case intraviste da un treno'". Così il giornalista e conduttore televisivo italiano Pierluigi Pardo ricorda sui social il grande Guccini prendendo in prestito le parole del brano del 1972 'Incontro'. "Grazie, sei stato una delle ispirazioni più importanti della mia vita", conclude Pardo.
Dal mondo della musica, Antonello Venditti lo ricorda così: "Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame. Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione. Mancherai al futuro e a tutti noi. Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra".
Pagina 3 di 386
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it