
"Stiamo vincendo a livelli mai visti prima, e rapidamente". A esultare nel corso di un'intervista alla Cbs è il presidente americano Donald Trump, che commenta così l'andamento dell'operazione militare in Iran.
"È stato incredibile il lavoro che abbiamo fatto. I missili sono stati ridotti in mille pezzi - ha detto il presidente -. Ne sono rimasti pochissimi. I droni sono stati distrutti. Le fabbriche vengono fatte saltare in aria proprio mentre parliamo. La marina non esiste più, è sul fondo del mare, 42 navi in sei giorni. La marina è sparita. L’aviazione è sparita".
"Ogni singolo elemento delle loro forze armate è sparito. La loro leadership è sparita. Non c’è nulla che non sia stato eliminato", le parole del tycoon.
Trump ha poi liquidato le minacce arrivate dal capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano[1] Ali Larijani: "Non ho idea di cosa stia dicendo, né di chi sia. Non potrebbe importarmi di meno. È già stato sconfitto".
Larijani ieri aveva spiegato che il leader americano avrebbe "pagato il prezzo" per gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Trump quindi, forse riferendosi al presidente Masoud Pezeshkian, ha affermato che Larijani "intendeva prendere il controllo del Medio Oriente" ma che "ha già ceduto e si è arreso a tutti quei Paesi proprio a causa mia". "Ha già capitolato davanti a tutti i Paesi del Medio Oriente, perché stava cercando di conquistare l’intera regione - ha aggiunto - tutti quei razzi erano da tempo puntati contro quei Paesi. Aveva pianificato tutto molto prima che questa vicenda iniziasse".
Quindi ecco arrivare la 'bacchettata' agli alleati che non hanno partecipato dall'inizio all'operazione contro Teheran. "Non mi potrebbe importare di meno", ha tuonato Trump, se gli alleati potessero fare di più per aiutare nella guerra contro l'Iran. "Possono fare quello che vogliono. Quelli leali sono già dentro". Quanto al Regno Unito che ha approntato portaerei per un possibile dispiegamento in Medio Oriente, Trump ha commentato: "È un po' tardi per inviare navi, vero? Un po' tardi".
Su social Truth Social, Trump aveva chiarito che gli Stati Uniti non hanno bisogno delle due portaerei britanniche in Medio Oriente. "Il Regno Unito, un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l'invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di persone che si uniscono alle guerre dopo che le abbiamo già vinte!"
Dal presidente degli Stati Uniti anche un nuovo apprezzamento per la premier Giorgia Meloni e per la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente. In una breve conversazione telefonica con il Corriere della Sera, il leader americano ha lodato la premier italiana.
"Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader", ha detto Trump. Interpellato sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: "Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica".

"Nei giorni scorsi il Foglio ha pubblicato uno scambio di lettere tra Gianni Alemanno e Goffredo Bettini. Tutto muoveva dalla reclusione del primo e approdava all’amichevole solidarietà del secondo. Ma in quelle parole che attraversano idealmente le sbarre di un carcere e anni di contesa politica c’era qualcosa di più. E cioè il richiamo a una politica che cerca di illuminare le coscienze, acuire le sensibilità e magari scavalcare le frontiere.
I due protagonisti sono stati e sono agli antipodi l’uno dall’altro. E io mi sento agli antipodi di tutti e due. Così, il primo istinto, quasi un riflesso condizionato, è quello di scavare nelle loro parole quasi a trovarvi, se non una radice comune, almeno una sorta di affinità nel valore che entrambi concedono alle ideologie novecentesche. Sia pure ideologie opposte. L’antico giovane democristiano che sopravvive in me tende infatti quasi istintivamente ogni volta a denunciare gli opposti estremismi. E a sospettare -insieme- sia delle loro contrapposizioni che dei loro incroci. Poiché appunto 'loro' una volta erano ideologici e forse sotto sotto continuano ad esserlo - sia pure in modi diversissimi da prima. Mentre 'noi' ideologici non eravamo, e dunque possiamo vantarci di essere stati all’epoca più 'laici' e disincantati rispetto alle fedi politiche troppo sistematiche e assertive di quegli anni - lontani ma non troppo.
E poi però in tutti questi ragionamenti troppo sicuri di sé si apre una breccia. Perché Alemanno riconosce a Bettini di 'non aver perso la curiosità per l’altro da sé, per l’avversario politico che rappresenta idee diverse e non un semplice antagonista di potere'. E Bettini a sua volta riconosce che 'le ideologie (novecentesche) hanno perso la singolarità e unicità delle persone'. E in quel loro accorciare le reciproche distanze si coglie qualcosa di meno occasionale, di più sentito e sofferto. Così, in virtù di circostanze particolarissime, e dolorose nel caso di Alemanno, affiora in quel dialogo curioso qualcosa che va al di là del rispetto delle forme. Non è la confessione di un’affinità tra loro. E’ il riconoscimento del fatto che il culto eccessivo delle ragioni di ognuno di noi ha finito per creare una distanza che a lungo andare non è più umana. Né, forse, più politica.
Il fatto è che quando la lotta politica travalica i suoi confini e incrocia l’umanità delle persone, il loro lato privato, a volte privatissimo, finisce col trovare ragioni che nella sua quotidianità stanca e rituale tritura impietosamente. Succede così che due figure pubbliche -non si offendano- un po’ estreme tutte e due, volutamente lontane dal main stream e anche piuttosto irridenti verso le categorie del moderatismo e delle vie di mezzo finiscano a un tratto per rivelarsi capaci di una comprensione profonda l’uno verso l’altro. Quasi una sorta di complicità che li lega nonostante si siano lungamente trovati appostati al check point Charlie del nostro lungo e tormentatissimo Novecento.
Il problema è che questi incroci sono sempre l’eccezione e mai la regola. E quando avvengono lasciano perfino qualche spazio al sospetto (ingiustificato). Siamo troppo abituati a pensare che la regola sia quella della più estrema distanza tra noi. Così, non appena quella distanza viene minimizzata sorge il dubbio che un’affinità inconfessata (e magari inconfessabile) abbia preso il posto di una limpida dialettica. In questo modo la giostra ricomincia e ognuno di noi torna infine nella casella di partenza del suo percorso. Laddove tutti i conflitti possono sembrare nobili e generosi.
E invece una generosità ancora maggiore sta semmai nell’attraversare le linee del pregiudizio e della faziosità. Così all’apprezzamento mi unisco perfino io, che sono lontano mille miglia dall’uno e dall’altro. Ma che ho imparato da piccolo, dalla nobiltà umana e politica di Aldo Moro, la cosa più semplice e più rivoluzionaria. E cioè che la democrazia non siamo mai noi stessi. E’ sempre l’altro. Magari quello più lontano". (di Marco Follini)
Tra schiarite, nubi e rischio temporali, è un meteo in equilibrio precario quello analizzato nelle previsioni degli esperti per la giornata di oggi, domenica 8 marzo, e per i giorni a venire.
L'Italia, spiegano gli esperti, si ritrova infatti in una sorta di stallo atmosferico, sospesa in un limbo tra le ultime resistenze dell'alta pressione e l'avvicinamento di correnti più instabili. I prossimi giorni non vedranno scossoni eclatanti, ma piuttosto un graduale dinamismo che spazzerà via la staticità e il pulviscolo africano delle ultime ore.
Meteo in equilibrio precario, cosa dice l'esperto
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma che il tempo non subirà grandi variazioni nel brevissimo termine, mantenendosi in un equilibrio precario tra stabilità e infiltrazioni fresche. La giornata di domenica inizierà con ampie schiarite su gran parte del Paese, ma sarà un'illusione mattutina: nelle ore pomeridiane l'instabilità prenderà il sopravvento, specialmente nelle zone interne del Centro-Sud. Qui non sono esclusi i primi temporali di stagione generati dall'attività convettiva, ovvero il riscaldamento del suolo che favorisce lo sviluppo di nubi a evoluzione verticale. Più sole invece al Nord.
Sul fronte della visibilità, le notizie sono positive per gran parte della Penisola. Le fitte nebbie degli ultimi giorni lasceranno spazio a una maggiore limpidezza, con l'unica eccezione rappresentata dalle solite zone lungo il corso del Po. In queste aree, a causa dell'inversione termica e del ristagno di umidità tipico della valle, banchi di nebbia o nubi basse potranno ancora manifestarsi durante le ore più fredde, diradandosi comunque con il passare delle ore.
Per vedere un cambiamento più organizzato al Nord bisognerà attendere la giornata di martedì. Un debole fronte perturbato riuscirà a scalfire il bordo dell'alta pressione, portando il ritorno delle piogge sui settori del Nord-Ovest e Toscana. Si tratterà di fenomeni localizzati e non particolarmente intensi, ma rappresentano il segnale di un'atmosfera che sta provando a ritrovare la sua naturale variabilità primaverile, mettendo fine alla monotonia anticiclonica che ha caratterizzato l'ultimo periodo.
Poche variazioni a livello termico, il nostro Paese continuerà a restare in compagnia di temperature sopra la media del periodo e non si intravedono importanti cali termici nemmeno a lungo termine.
Le previsioni nel dettaglio
Domenica 8. Al Nord: nubi in aumento al Nord-Ovest, con possibili piovaschi sulla Liguria. Al Centro: instabilità in aumento nelle ore pomeridiane, con acquazzoni primaverili nelle zone interne. Al Sud: variabile, rischio acquazzoni sparsi al pomeriggio, in attenuazione serale.
Lunedì 9. Al Nord: nubi irregolari. Al Centro: instabilità pomeridiana sui rilievi interni. Al Sud: ancora variabilità con acquazzoni sparsi e sole.
Martedì 10. Al Nord: piogge sparse al Nordovest. Al Centro: instabilità pomeridiana sugli Appennini. Al Sud: poco nuvoloso, ma con instabilità pomeridiana sui rilievi.
Tendenza: instabilità pomeridiana tipica della primavera nelle aree interne, specie del centro-sud

Nuovo appuntamento oggi, domenica 8 marzo, con Che tempo che fa, il programmo condotto da Fabio Fazio in onda dalle ore 19.30 in diretta sul NOVE e in streaming su discovery+. Tanti ospiti tra attualità, cronaca, sport, cinema, musica.
In studio Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, e il filosofo e divulgatore Lorenzo Gasparrini, collaboratore della Fondazione Giulia Cecchettin, che, in occasione della Giornata internazionale della donna, inaugurano un ciclo di incontri sull’educazione affettiva a Che tempo che fa.
Spazo a Patty Pravo, protagonista all’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Opera”, presto in tour nei teatri di tutta Italia, e che nel 2026 celebra i 60 anni di straordinaria carriera, costellata di brani intramontabili.
Fazio accoglie quindi Stefano Massini, il drammaturgo italiano vivente più rappresentato all’estero, vincitore di 5 Tony Award, in occasione dell’evento TV “IO, VLADIMIR – Stefano Massini racconta Putin”, in onda mercoledì 11 marzo sul NOVE.
Ancora musica con Arisa, live con “Magica favola”, brano con il quale si è classificata quarta all’ultimo Festival di Sanremo, dopo il terzo posto conquistato durante la serata cover con “Quello che le donne non dicono” insieme al Coro del Teatro Regio di Parma.
E ancora: Massimo Lopez, presto nei teatri italiani con “Massimo Lopez Show”; Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera e autore di “Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti”; il direttore del Post Francesco Costa; l’editorialista de la Repubblica Massimo Giannini; l’inviato di Avvenire Nello Scavo; Cecilia Sala; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.
A chiudere la puntata l’immancabile appuntamento con “Che tempo che fa – il Tavolo” con: Simone Deromedis, Medaglia d’Oro nello skicross alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e primo italiano nella storia a vincere un Oro in questa disciplina; Nino Frassica; Mara Maionchi; Ubaldo Pantani; Paolo Rossi; Arisa; Massimo Lopez; Raul Cremona, tra i protagonisti della nuova stagione di “Only Fun – Comico Show” sul NOVE e a teatro con “Bravissssssimo!”; Cristiano Malgioglio; Gigi Marzullo; la Signora Coriandoli; Orietta Berti; Francesco Paolantoni; Giucas Casella.

Verissimo torna oggi, domenica 8 marzo, su Canale 5 con un nuovo appuntamento condotto da Silvia Toffanin.
Direttamente dal terzo posto conquistato al 'Festival di Sanremo' sarà ospite Ditonellapiaga.
Sempre dal successo ottenuto alla kermesse sanremese, sarà in studio con le sue emozioni e la sua voce inconfondibile: Serena Brancale.
Spazio poi ad Arianna Fontana, una super campionessa, che grazie agli ultimi successi ottenuti nello short track a 'Milano Cortina 2026', è diventata l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi olimpici.
E ancora, intensa intervista per l’attore Gabriel Garko e le novità nella vita di Paola Caruso.
Inoltre, il dolore e l’indignazione di Fabrizio e Angela, genitori di Davide Borgione, il diciannovenne torinese, morto, nella completa indifferenza, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, dopo una caduta dalla bicicletta.
E, infine, la drammatica testimonianza di Cristina, Mariangela e Raimondo, i figli di Gaetano Russo, il panettiere di Sarno ucciso a coltellate nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, proprio nel suo negozio.

Reduci dal recente successo sanremese, Elettra Lamborghini, con il brano “Voilà”, e Francesco Renga, con “Il meglio di me”, ospiti oggi 8 marzo del nuovo appuntamento con “Domenica In”, condotto da Mara Venier affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio, in onda dalle 14 su Rai 1, in diretta dagli Studi Fabrizio Frizzi di Roma.
La puntata ospiterà anche numerosi protagonisti del cinema e della televisione, a partire da Alessandro Gassmann che presenterà la nuova serie-tv “Guerrieri – La regola dell’equilibrio” in cui interpreta l’avvocato Guido Guerrieri, in onda da lunedì 9 marzo alle 21.30 in prima visione su Rai 1, diretta da Gianluca Maria Tavarelli.
Vanessa Scalera parlerà della quinta stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, uno dei personaggi televisivi più amati dal pubblico della fiction Rai, che torna da domenica 8 marzo in prima serata su Rai 1 per la regia di Francesco Amato.
Rocco Papaleo interverrà, invece, in veste di regista per presentare il suo nuovo film “Il bene comune”, nelle sale dal 12 marzo, che vede nel cast Claudia Pandolfi e Vanessa Scalera.
Dalla serie cult “Mare Fuori” arriverà Vincenzo Ferrera, l’amatissimo “Beppe”, per raccontare la sesta stagione dello show, disponibile con i primi sei episodi dal 4 marzo su RaiPlay.
Ci sarà anche uno spazio dedicato a Domenico Caliendo, il “piccolo guerriero” scomparso a soli due anni e mezzo dopo un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli che sarà ricordato dalla sua mamma Patrizia Mercolino.
Per lo spazio attualità, Mara Venier e Tommaso Cerno commenteranno i fatti della settimana insieme al conduttore di “FarWest” Salvo Sottile.
Infine, Enzo Miccio analizzerà i look della 76ª edizione del Festival di Sanremo, mentre Teo Mammucari, con la sua consueta ironia, intratterrà il pubblico con il gioco telefonico “La cassaforte di Domenica In”.

Torna in campo la Roma. I giallorossi sfidano oggi, domenica 8 marzo, il Genoa - in diretta tv e streaming - del grande ex Daniele De Rossi nella trasferta della 28esima giornata di Serie A. Al Ferraris la squadra di Gasperini arriva dopo il pareggio per 3-3 contro la Juventus, mentre quella dell'ex capitano giallorosso è stata battuta dall'Inter 2-0 a San Siro.
Genoa-Roma, orario e probabili formazioni
La sfida tra Genoa e Roma è in programma oggi, domenica 8 marzo, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Malinovskyi, Frendrup, Amorim, Martin; Vitinha, Colombo. All. De Rossi
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Koné, Rensch; Pisilli, Pellegrini; Malen. All. Gasperini
Genoa-Roma, dove vederla in tv
Genoa-Roma sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app di SkyGo, sulla piattaforma di Dazn e su NOW.

Perché si regala mimosa il giorno della donna? A rispondere 'Interflora', gruppo mondiale di organizzazioni commerciali, che offrono un servizio di consegna a domicilio di omaggi floreali in 64 Paesi del mondo.
Nel linguaggio dei fiori il significato della mimosa è legato alla forza e femminilità ma è anche utilizzata per esprimere libertà, autonomia e sensibilità tutte caratteristiche e qualità che si sposano perfettamente con la causa e con il genere femminile. Puoi decidere, infatti, di regalare mimose a un'amica, una sorella o qualsiasi altra donna importante della tua vita.
Perché si regala l'8 marzo
In secondo luogo, è un fiore che in Italia cresce spontaneamente per cui è facile ed economico da reperire, garantendo a tutti la possibilità di celebrare la donna con un mazzo di mimose per la Festa della donna. Infine, ciò che ha ulteriormente agevola l’associazione del ramo di mimosa a questa ricorrenza è la sua fioritura che avviene proprio qualche settimana prima di questa occasione. Un bouquet di mimose per il giorno dedicato alle Donne è d’obbligo. La mimosa è un fiore che in Italia cresce spontaneamente per cui è facile ed economico da reperire, garantendo a tutti la possibilità di celebrare la donna con un mazzo di mimose per la Festa della donna. Infine, ciò che ha ulteriormente agevola l’associazione del ramo di mimosa a questa ricorrenza è la sua fioritura che avviene proprio qualche settimana prima di questa occasione.
L'alternativa alle mimose
Un bouquet di mimose e rose può aggiungere un tocco romantico al dono. È noto a tutti come la rosa sia il simbolo di amore e passione, per la Festa della donna la presenza delle rose nel bouquet renderebbe il regalo non solo importante ma anche di grande valore affettivo. In alternativa, si può abbinare il ramo di mimosa oppure una mimosa in vaso ad altri fiori invernali come i tulipani. Un mazzo di tulipani e mimose renderebbe ancora più esplicita la celebrazione della forza, femminilità e grazia delle donne. In questo caso, Interflora consiglia di prediligere i tulipani rosa.
Per uno strappo alla regola, si può scegliere di acquistare un bouquet di fiori misti di stagione sempre sulle tonalità del giallo o di stravolgere completamente l’usanza di regalare mimose per la Festa della Donna. In quest’ultimo caso, perché non regalare tulipani alla donna della propria vita? Che siano colorati o di un unico colore, le donne apprezzeranno molto riceverli come dono l’8 marzo.
Come nasce la mimosa?
La città di Mandelieu-La Napoule, nelle Alpi Marittime, è la capitale internazionale della mimosa. Dal 1931, viene celebrata ogni anno a febbraio durante una grande festa popolare che dura 10 giorni. La mimosa è stata importata in Europa dall’Australia all’inizio del XIX secolo dal grande esploratore James Cook. L’arbusto si è poi adattato in modo formidabile al suo nuovo ambiente, apprezzando il clima soleggiato e le gelate poco frequenti anche delle nostre coste. Gli aristocratici europei furono i primi a decorare i loro giardini con questa pianta
Ma la storia della mimosa è piena di insidie e il primo grande disastro si verificò il 13 febbraio 1929, con gelo e neve. Così, due anni dopo, per celebrare la rinascita della mimosa e la perseveranza dei suoi coltivatori, il 16 febbraio 1931 si tenne a Mandelieu-La Napoule la prima Festa della Mimosa. Oggi, la sua coltivazione mobilita un centinaio di coltivatori locali di mimosa e più di 8 milioni di mazzi di mimosa vengono inviati in tutto il mondo ogni anno.
Paragonata al sole, la mimosa simboleggia magnificenza, eleganza, tenerezza e trasmette un messaggio di amicizia. Ma non solo, secondo il linguaggio dei fiori, il significato della mimosa è legato anche alla forza e femminilità ma è anche utilizzata per esprimere libertà, autonomia e sensibilità per questo è il regalo perfetto per la Festa della donna. Questo fiore non è solo l’arbusto decorativo di inizio anno oppure la mimosa per la Festa della donna, ma è anche utilizzato nella composizione di famosi profumi, come Amarige di Givenchy o Paris di Yves-Saint-Laurent.
Le piantagioni in Italia sono numerose, soprattutto nelle zone costiere e nell’Italia meridionale. Anche nel settentrione si può far crescere la mimosa, che darà il meglio di sé nelle zone in prossimità dei grandi laghi subalpini dove le temperature invernali non risultano quasi mai al di sotto gli 0°C.
Come conservare la mimosa
Come mantenere la mimosa recisa? Innanzitutto, le mimose recise dovrebbero essere conservate in un vaso con acqua. Tenete perciò i rametti in acqua per un paio d’ore, poi posizionate il vaso in piena luce, ma lontano da fonti di calore. Le mimose hanno infatti bisogno di luce ma non di temperature elevate.
Se desiderate invece essiccare il mazzolino di mimose, avvolgetelo nella carta per mantenerlo più a lungo. Sarà poi sufficiente utilizzare un libro: sistemate i rametti tra le pagine e richiudete il libro, la pressione e il buio faranno seccare la mimosa in un paio di settimane.
Come coltivare e mantenere una pianta di mimosa in vaso? La mimosa teme i terreni calcarei, pesanti o argillosi, il freddo e i venti freschi e secchi. D’altra parte, apprezza il calore, il sole (almeno tre ore al giorno) e un terreno sabbioso e ben drenato. Potete quindi coltivarla in vaso sul vostro balcone o terrazzo. L’importante è posizionare la mimosa in un luogo dove riceva almeno tre ore di luce solare diretta al giorno proprio perché ama la luce. Tuttavia, proteggete la pianta da venti e correnti d’aria, specialmente se coltivate la mimosa in vaso su un balcone. Utilizzare un vaso sufficientemente grande per consentire la crescita radicale della pianta. Optare per un vaso che abbia fori di drenaggio per evitare ristagni d’acqua.

Derby di Milano nella 28esima giornata di Serie A. Oggi, domenica 8 marzo, il Milan sfida l'Inter - in diretta tv e streaming - a San Siro in un big match di campionato che pesa in ottica scudetto. I nerazzurri arrivano alla sfida con dieci punti di vantaggio sui rossoneri e sono reduci dalla vittoria per 2-0 in casa contro il Genoa.
La squadra di Allegri invece ha battuto con lo stesso risultato la Cremonese nell'ultimo turno di Serie A.
Milan-Inter, orario e probabili formazioni
Il derby tra Milan e Inter è in programma oggi, domenica 8 marzo, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. All. Allegri
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Esposito. All. Chivu
Milan-Inter, dove vederla in tv
Milan-Inter sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, disponibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

L'ordine d'arrivo del Gp d'Australia, prima gara del Mondiale 2026 di Formula 1, e le classifiche Piloti e Costruttori.
L'ordine d'arrivo
1. George Russell (Mercedes) - 58 giri in 1h23'06''801
2. Kimi Antonelli (Mercedes) + 2''974
3. Charles Leclerc (Ferrari) + 15''519
4. Lewis Hamilton (Ferrari) + 16''144
5. Lando Norris (McLaren) + 51''741
6. Max Verstappen (Red Bull) + 54''617
7. Oliver Bearman (Haas) a 1 giro
8. Arvid Lindblad (Racing Bulls) a 1 giro
9. Gabriel Bortoleto (Audi) a 1 giro
10. Pierre Gasly (Alpine) a 1 giro
11. Esteban Ocon (Haas) a 1 giro
12. Alex Albon (Williams) a 1 giro
13. Liam Lawson (Racing Bulls) a 1 giro
14. Franco Colapinto (Alpine) a 2 giri
15. Carlos Sainz (Williams) a 2 giri
16. Sergio Perez (Cadillac) a 3 giri.
La classifica del Mondiale piloti
1. George Russell (Mercedes) - 25 punti
2. Kimi Antonelli (Mercedes) - 18 punti
3. Charles Leclerc (Ferrari) - 15 punti
4. Lewis Hamilton (Ferrari) - 12 punti
5. Lando Norris (McLaren) - 10 punti
6. Max Verstappen (Red Bull) - 8 punti
7. Oliver Bearman (Haas) - 6 punti
8. Arvid Lindblad (Racing Bulls) - 4 punti
9. Gabriel Bortoleto (Audi/Sauber) - 2 punti
10. Pierre Gasly (Alpine) - 1 punto.
La classifica del Mondiale costruttori
1. Mercedes - 43 punti
2. Ferrari - 27 punti
3. McLaren - 10 punti
4. Red Bull Racing - 8 punti.
5. Haas - 6 punti.
6. Racing Bulls - 4 punti.
7. Audi - 2 punti.
8. Alpine - 1 punto.

"Non cambia nulla". Per Donald Trump, non è motivo di preoccupazione se la Russia fornisce informazioni di intelligence all'Iran nella guerra contro Usa e Israele. Il presidente americano ha evaso la pratica delle domande dirette sui rapporti tra Mosca e Teheran tra battute e risate alla Casa Bianca. Prima definisce la questione un "problema semplice". Poi, sollecitato di nuovo, afferma: "Non ci sono indicazioni che stia accadendo. Se lo stanno facendo, non stanno facendo un buon lavoro: l'Iran non se la passa bene. Possono dare tutte le informazioni che vogliono, stiamo travolgendo l'Iran e travolgeremmo anche la Russia". Capitolo chiuso per Trump, che evidentemente non si preoccupa per la facilità con cui i droni iraniani arrivano 'a dama' dribblando le difese degli Stati Uniti e dei paesi del Golfo.
Più loquace sul tema è il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. "Assicuro al popolo americano che il loro comandante in capo sa benissimo chi sta parlando con chi", dice il numero 1 del Pentagono lanciando una sorta di avvertimento al Cremlino in un'intervista a '60 Minutes', in onda domenica 8 marzo.
"Qualsiasi cosa dovesse avvenire, sia pubblicamente o tramite canali segreti, sarà confrontata con forza", aggiunge Hegseth spiegando che gli Stati Uniti stanno "controllando ogni cosa" per sviluppare i piani di battaglia.
"Noi mettiamo in pericolo gli altri, questo è il nostro lavoro", la risposta di Hegseth a chi chiede se il possibile coinvolgimento degli 007 russi a sostegno dell'Iran possa mettere in pericolo i militari americani nella regione. "Non siamo preoccupati per questo, ma gli unici che devono essere preoccupati ora sono gli iraniani che pensano di rimanere vivi", le parole del Segretario alla Difesa.
Alla domanda se si prevede che vi saranno contatti con i russi per fermare il loro coinvolgimento, Hegseth risponde che Trump "ha una relazione unica con un sacco di leader mondiale e riesce a ottenere cose che altri presidenti, certamente Joe Biden, non hanno mai ottenuto". "Attraverso colloqui diretti o indiretti, direttamente da lui o tramite il suo gabinetto, saranno sicuramente inviati messaggi", la dichiarazione del capo del Pentagono.
Secondo quanto rivelato dal Washington Post, anche la Russia avrebbe un ruolo nella guerra che Stati Uniti e Israele stanno combattendo contro l'Iran. Mosca starebbe infatti fornendo a Teheran informazioni di intelligence utili per colpire le forze americane in Medio Oriente. L'intervento russo dimostrerebbe la rapida espansione del conflitto, con il coinvolgimento di uno dei principali competitor nucleari degli Stati Uniti.
L'Iran avrebbe così ricevuto informazioni relative a navi e aerei americani, una panoramica relativa ai principali asset a stelle e strisce. "Sembra davvero che si tratti di uno sforzo piuttosto completo", ha affermato una delle fonti citate dal quotidiano. La capacità dell'esercito iraniano di localizzare le forze statunitensi è diminuita a meno di una settimana dall'inizio dei combattimenti, hanno affermato le fonti. Se Hegseth in uno dei primi briefing aveva escluso un ruolo della Russia nello scacchiere, il quadro ora sembrerebbe differente.
Gli analisti hanno affermato che la condivisione di informazioni di intelligence si adatterebbe allo schema degli attacchi dell'Iran contro le forze statunitensi. "I russi sono più che consapevoli dell'assistenza che stiamo fornendo agli ucraini", ha affermato uno dei funzionari americani a conoscenza del sostegno di Mosca a Teheran. "Penso che siano molto contenti di cercare di ottenere una qualche rivincita", ha aggiunto.

Nessun '6' al concorso del Superenalotto oggi, 7 marzo 2026. Nell'ultimo appuntamento della settimana, centrato a Bari un '5+1' da 653.154,14 euro, mentre sono 6 i '5' che vincono 35.169,84 ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 132.1 milioni di euro: si torna a giocare martedì 10 marzo nel primo appuntamento della prossima settimana.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come verificare la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 3, 12, 18, 40, 45, 69. Numero Jolly: 5. Numero SuperStar: 49.

"La nostra linea è molto chiara: l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all'obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell'area". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social, parlando della guerra in Iran.
"Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell'Italia", dice la premier, sottolineando che "è certamente una fase difficile, però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell'Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace".
"In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l'azione diplomatica - spiega Meloni - Con il presidente francese Macron, con il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale".
Inoltre, "per garantire la sicurezza dei confini dell'Unione europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea ma soprattutto di prevenzione".
Sul fronte dei prezzi, come governo "siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione con task force attivate per monitorare l'andamento dei prezzi dell'energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette 'accise mobili' che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta da parte di alcuni partiti dell'opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall'aumento dei prezzi per ridurre le accise, è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di centrodestra e la sua attivazione è allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell'Economia", spiega la presidente del Consiglio.

Vittoria storica per l'Italia del rugby che sconfigge 23-18 l'Inghilterra in un match valido per la quarta giornata del Sei Nazioni, disputato oggi 7 marzo allo stadio Olimpico di Roma. Per l'Italia è la prima vittoria contro l'Inghilterra dopo 32 sconfitte. "Eravamo nervosi prima del match", dice il capitano Michele Lamaro a Itv. "Sentivamo la tensione, in campo abbiamo lottato come sempre. In difesa siamo stati un muro, tutti uniti", aggiunge. Gli azzurri vanno in meta con Menoncello (33') e con Marin (72'), che realizza la segnatura decisiva. Garbisi trasforma le 2 mete (34', 73') e aggiunge 3 piazzati determinanti (20', 57', 60'). L'Inghilterra, in meta nel primo tempo con Freeman (26') e Roebuck (40'), nella ripresa non trova soluzioni: i due piazzati di Smith (45', 54'), autore di una sola trasformazione prima dell'intervallo, non bastano per espugnare Roma.
"Avevamo un piano, ma è stato difficile attuarlo a causa della pressione inglese sempre al limite delle regole. Ogni volta che abbiamo eseguito ciò che avevamo preparato, è arrivata una meta o un'occasione. Il contributo della panchina è stato decisivo. I ragazzi hanno superato il momento di nervosismo. E' un nuovo step in avanti della nostra storia", dice il ct Quesada a Sky Sport.
"Grazie a Diego Dominguez che ieri ho chiamato per la consegna delle maglie, il suo discorso ci ha dato la carica, l'ho chiamato per renderlo partecipe di questa storia. I ragazzi volevano ricompensare tutto il movimento", aggiunge Quesada che ringrazia anche un altro grande ex azzurro, Martin Castrogiovanni: "Il suo barbecue martedì ci ha compattato".
Ora in classifica gli azzurri sono al quarto posto con 9 punti; guidano Francia e Scozia a quota 16, con due lunghezze di vantaggio sull'Irlanda. La nazionale allenata dal ct Quesada chiuderà il Sei Nazioni il 14 marzo a Cardiff con il Galles.

Colpita con una spranga e violentata per ore. E' l'incubo vissuto da una giovane di 26 anni a Bottanuco, in provincia di Bergamo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, a seguito dell’arresto in flagranza operato dai carabinieri di Osio Sotto, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un marocchino 43enne, ritenuto responsabile di violenza sessuale e di detenzione di un consistente quantitativo di stupefacenti, già in un passato recente protagonista di un fatto analogo.
La vicenda ha avuto inizio nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 2026. La vittima, una giovane donna di 26 anni, è stata condotta presso l'abitazione dell'indagato a Bottanuco da un conoscente. Qui, quando lei si è rifiutata di consumare droga e di assecondare le pretese dell'uomo, la situazione è degenerata in violenza. L'indagato avrebbe colpito la donna con una spranga di ferro al fianco, riducendola in uno stato di incoscienza, per poi trascinarla in bagno. Sotto minaccia di morte, la vittima è stata costretta a subire ripetuti atti sessuali. Solo nel pomeriggio successivo, approfittando dell'assenza dell'aggressore, la giovane è riuscita a dare l'allarme utilizzando un cellulare trovato nell'abitazione.
L'attività dei carabinieri è scattata immediatamente dopo la segnalazione al 112. I militari hanno rintracciato la vittima in evidente stato di choc e con visibili segni di percosse e l'hanno portata in ospedale a Bergamo. Poi, hanno fatto irruzione nell'appartamento. All’interno sono stati rinvenuti 82 grammi di cocaina, 10 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 730 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Sono stati inoltre sequestrati i vestiti della vittima con evidenti tracce biologiche e due sciabole inguainate, compatibili con la descrizione della spranga utilizzata per colpire la vittima.
L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione di sostanze stupefacenti. A seguito dell’udienza di convalida, il gip ha convalidato l'arresto ed ha applicato la custodia in carcere, sia per il reato di illecita detenzione di stupefacente, sia per il reato di violenza sessuale. Il profilo dell'indagato è apparso allarmante non solo per le modalità della violenza, ma anche per la presenza di un recente precedente di polizia per fatti analoghi. Secondo l'ordinanza, solo la detenzione in carcere può contenere gli "irrefrenabili impulsi antisociali" dell'uomo.

"Per essere nazional-popolari e arrivare al pubblico, bisogna sapere di sugo, altrimenti si rimane dei fighetti". Sono queste le parole, finite al centro della polemica, pronunciate da Antonella Clerici a 'È sempre mezzogiorno' e che molti hanno interpretato come un messaggio velato nei confronti di Alessandro Cattelan.
Per conquistare davvero il pubblico, secondo la conduttrice, bisogna abbandonare l'aria da "fighetto". In altre parole, se non "sai di sugo", rischi di restare indifferente nel salotto degli italiani.
Cattelan, a distanza di tempo, ha scelto l’ironia per rispondere. In un video diventato virale sui social, il conduttore si è mostrato con la camicia macchiata e ha scherzato: "Woooooooooooh mi sono sporcato di sugoooooooo!!! Ah no, è soia… Niente…".
Una battuta che per molti utenti è apparsa una replica alle parole della conduttrice e che sembrava confermare proprio ciò che la Clerici gli rimproverava.
La conduttrice aveva già pizzicato Cattelan quando, ospite nel suo podcast 'Supernova', si era sbilanciata dando una sua personale opinione sulla conduzione del collega. "Io sai che ti amo dal punto di vista professionale e trovo che tu sia bravissimo. Ogni tanto io penso che tu debba abbassarti un po’", aveva detto Clerici, senza peli sulla lingua.
La conduttrice era poi entrata poi nel dettaglio: "Il fatto è che nelle tue cose tu ti diverti tu, devi far divertire anche gli altri, devi coinvolgerli, e tu ogni tanto -questo è un rimprovero che ti ho fatto tante volte – devi dare di più dal punto di vista emotivo. E tu ce l’hai questa cosa cavolo Ale, devi tirarla fuori. Tu sei così bravo a fare le interviste, io spesso mi immedesimo, ascolto l'altro. Cerco di entrare molto in sintonia col cuore", aveva detto.
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Davide Bonolis, figlio del conduttore Paolo e di Sonia Bruganelli, è stato ospite oggi a Verissimo dove, senza filtri, ha raccontato il difficile momento vissuto per la separazione dei due genitori: "Ho dovuto prendere un po' in mano la situazione", ha raccontato.
Sonia Bruganelli ha trovato presto la serenità tra le braccia del nuovo compagno, Angelo Madonia: "All'inizio ho cercato di tenere unita la famiglia, facendo conoscere Angelo e papà, per far andare bene le cose".
"Papà è quello che ha sofferto di più - ha racconto Davide Bonolis - io ho cercato di stare vicino a entrambi. Vicino a mio padre soprattuto che ha sofferto, ma anche a mia madre per non farla sentire troppo, io voglio solo il bene di entrambi".
L'obiettivo, ha raccontato il 21enne, è quello di far stare bene entrambi i genitori: "Non è una cosa sempre semplice. È ovvio non viverla bene da figlio. Ma ora spero solo che papà trovi presto una nuova compagna".
"Siamo ancora una famiglia molto unita, per noi figlio è come se non si fossero mai separati. Facciamo tante cose insieme, sono stati davvero bravi", ha aggiunto Bonolis.
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'Problemi e decisioni stratificate nel corso di decenni'... 
In Italia la professione infermieristica resta a forte prevalenza femminile. Secondo i dati estratti dall’Albo nazionale della Fnopi Federazione nazionale professioni infermieristiche (che lavorano nel pubblico e nel privato), su 461.452 infermieri e infermieri pediatrici iscritti all’Ordine al 31 dicembre 2025, 352.399 sono donne, pari al 76,37% del totale. La fascia d’età con la maggiore presenza femminile è quella compresa tra i 51 e i 60 anni: 160.778, pari al 34, 85% (una su tre). Guardando al futuro pensionistico, dei 4.201 infermieri che nel 2026 raggiungeranno l’età pensionabile di 67 anni, ben 3.078 sono donne. Tra le generazioni più giovani emerge invece un dato di ricambio: le infermiere tra i 31 e i 35 anni sono 38.648, un numero superiore rispetto alle colleghe nella fascia 36-40 anni, che sono 33.008.
"Le donne rappresentano più del 76% della professione infermieristica", dichiara la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli." Anche nella nostra professione, al pari delle altre, le donne ogni giorno devono compiere un grande sforzo per bilanciare i tempi di vita con quelli del lavoro e riuscire a ricoprire ruoli dirigenziali e di rilievo. Una sfida che le colleghe affrontano quotidianamente riuscendo a ottenere risultati importanti”.
Molte infermiere hanno lasciato un segno nella storia della professione. Alcune di queste esperienze sono raccontate sul sito infermieristory.it, progetto promosso dalla Federazione per valorizzare le figure che hanno contribuito allo sviluppo dell’assistenza infermieristica in Italia. Tra queste Marisa Cantarelli, prima teorica italiana dell’assistenza infermieristica, considerata un punto di riferimento per generazioni di professionisti. Attraverso queste storie emerge l’impegno e la passione con cui tante infermiere hanno intrecciato la propria vicenda personale con quella del nostro Paese.
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