
(Adnkronos) - "Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualita, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a proposito della scomparsa dell'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico Alex Zanardi.
"La sua figura - ha continuato il Capo dello Stato - ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica".
Questo il ricordo, sui social, della premier Giorgia Meloni: "L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex".
"Si spegne una 'luce' straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi. Alex è andato oltre l’ordinario, nella velocità, di fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre". Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha ricordato così - su X - Alex Zanardi, scomparso all'età di 59 anni.
Abodi ha aggiunto: "Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore".
Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. “Perdiamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Buonfiglio - capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni".
"Purtroppo l'aspettavamo da tempo, sapevamo la situazione, però adesso se n'è andato definitivamente. A parte il dolore, naturalmente eravamo preparati, tutto il mondo è preparato. E' stato un personaggio di grandissimo valore non solo agonistico, ma mediatico. È stato veramente colui che ha proiettato il Comitato Paralimpico ad alti vertici, ha aiutato la crescita del Comitato Paralimpico, soprattutto negli ultimi anni. E io ho avuto la grande fortuna e il grande piacere di averlo come capo missione sia a Londra, quando alzò in maniera emblematica la sua handbike dopo la vittoria, poi bissata, e poi a Rio de Janeiro. Mi ricordo le serate, mi ricordo tante cose. E' stato un personaggio straordinario. Uno dei pochi personaggi di grandissimo valore agonistico e mediatico perché ha non solo aiutato il mondo paralimpico, ma era un personaggio che poteva stare in qualunque settore, anche perché viene dal mondo dei normo. È stato anche un grande atleta normo e quindi un grandissimo atleta para". Lo dice il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, all'Adnkronos commentando la morte di Alex Zanardi.
"Ha aiutato tantissimo il movimento e avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo. Dal presidente del Cip a qualunque altro tipo di ruolo, perché aveva una grande comunicativa, aveva grandissimi doti, grandissime capacità. Ed era anche umanamente straordinario. Io lo dico sinceramente, l'ho sempre detto, e lo confermerò sempre. Sicuramente gli poteva stare stretto, perché lui non era un atleta solo. Ormai aveva 54, 55 anni quando ha smesso. E poteva fare tutto, poteva raggiungere qualunque obiettivo, lui era già un personaggio di livello mondiale, quindi non è che avesse bisogno di fare il presidente del Cip, ma poteva benissimo farlo. Anzi, se ci fosse stato lui non avrei fatto io il passo e sarei rimasto alle bocce, ma io sono una persona sincera e trasparente, insomma Zanardi aveva tutto per fare qualunque cosa", ha concluso De Sanctis.

(Adnkronos) - Timmy in libertà. La megattera, 12 metri per 12 tonnellate di peso, era rimasta 'intrappolata' per settimane al largo della costa tedesca e ora le ultime notizie sono state confermate dal team responsabile dell'iniziativa privata che ha organizzato la complessa operazione per salvarla e dalle immagini trasmesse in diretta da News5. Dopo il trasporto su una chiatta, dalle 9 di stamani è nelle acque del Mare del Nord, ha detto Jens Schwarck. I soccorritori sperano che il gigante del mare sia in grado di nuotare e raggiungere l'Atlantico.

(Adnkronos) - "Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". Inizia così il messaggio commosso di Bebe Vio, che ha ricordato così sui social Alex Zanardi. La schermitrice e campionessa paralimpica ha continuato: "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico e poi abbiamo realizzato il sogno insieme".
Nel suo post, Bebe Vio ha poi aggiunto: "A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi, è stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita".

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(Adnkronos) - "Sono veramente felice che da quella promessa sia iniziata una 'rivoluzione gentile'. Un seme piantato nel dolore dell'agosto del 2023 che oggi vedo fiorire e mi scalda il cuore". Così Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, commenta all’Adnkronos l'intervento del rapper Geolier che ieri, dal palco del concertone del Primo Maggio a Roma, ha ricordato le giovani vittime di Napoli, tra cui anche Giogiò. Un gesto che, per la madre del musicista ucciso nell'agosto 2023, ha radici profonde.
"Quando mio figlio è morto, davanti alla sua bara, feci un appello", racconta Daniela Di Maggio. "Chiesi ai cantanti neomelodici e a Geolier di venire, per far vedere da che parte stavano, quella dei giusti. Lì, davanti alla bara, gli chiesi: 'Emanuele, tu mi prometti che non scriverai più canzoni con le pistole?'. E lui, davanti al sangue di Giogiò, mi disse: 'Te lo prometto'. Mi portò anche un mazzo di fiori bellissimo, e lì è iniziata questa forma catartica del cambiamento".
"Da Sanremo ho visto in lui una nuova gentilezza, è diventato un altro ragazzo. Io sento che in questo cambiamento c'è anche la mano di mio figlio", continua. "Ieri, su quel palco enorme e importante, quando ha letto i nomi dei ragazzi vittime innocenti come Giogiò, Santo Romano e Francesco Pio Maimone mi ha dimostrato di aver mantenuto quella promessa fatta quasi tre anni fa. È la dimostrazione che Giogiò è riuscito a fare qualcosa anche da lassù”.

(Adnkronos) - Il 15 settembre 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita del pilota automobilistico Alex Zanardi cambiò improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perse il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - venne centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani.
Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezzò a metà la monoposto di Zanardi, il quale subì l’amputazione immediata di entrambe le gambe. Quando arrivò il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe erano staccate dal corpo e il sangue colava sull’asfalto. Bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione.
L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 venne dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.
Zanardi non si arrese, recuperò dall'infortunio e si reinventò. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione divenne l'handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquistò il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivarono i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, conquistò altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquistò anche 12 titoli mondiali, che ne fecero il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo.
Ma la vita di Zanardi è stata fatta di lotta, sacrificio e sofferenza. Il 19 giugno 2020, con l'Italia riaperta da poco dopo il lockdown, Zanardi partecipò alla staffetta di beneficenza Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, l'ex pilota sulla sua handbike andava a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146 in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perse il controllo ribaltandosi e finendo contro un camion che arrivava in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione perse il casco.
Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena. Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lasciò l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese, e poi in altri centri del nord Italia. E' qui l'atleta ha affrontato il suo periodo di recupero funzionale, tornando a comunicare ma non a parlare. A un anno e mezzo dal terribile nuovo incidente nel Senese, la moglie Daniela annunciò che Alex era tornato a casa. (di Paolo Martini)

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(Adnkronos) - Addio ad Alex Zanardi. L'ex pilota di Formula 1 è morto all'età di 59 anni. "E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio", ha annunciato la famiglia dell’ex pilota di Formula 1. "Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto".
"L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex", conclude Meloni.

(Adnkronos) - A quattro giorni dal vernissage della Biennale Arte 2026, la più importante manifestazione culturale italiana è stata travolta da un terremoto istituzionale che non ha precedenti nella sua storia recente. La giuria internazionale si è dimessa in blocco, la cerimonia inaugurale del 9 maggio è saltata, i premi sono stati rinviati al 22 novembre, giorno di chiusura della 61esima Esposizione d'Arte e per la prima volta i Leoni d'oro e d'argento saranno assegnati dai visitatori. E sullo sfondo, come una faglia mai davvero sopita, si muovono le tensioni geopolitiche globali.
Il punto di rottura va cercato nella decisione presa il 23 aprile dalle cinque giurate - Solange Oliveira Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi - di escludere dalla premiazione Israele e la Federazione russa in quanto paesi sotto processo per "crimini contro l'umanità" davanti alla Corte penale internazionale. Una scelta definita inizialmente “autonoma” dalla Fondazione Biennale di Venezia, ma che ha immediatamente innescato reazioni politiche e legali.
L’esclusione colpisce due nodi sensibili: da un lato Israele, nel pieno di una crisi internazionale che alimenta accuse e controaccuse; dall’altro la Russia, già assente dal 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina ma ora pronta a riaffacciarsi nei propri spazi storici ai Giardini. La risposta non è tardata ad arrivare. L’artista israeliano Belu-Simion Fainaru, chiamato a rappresentare il suo paese nel padiglione nazionale, ha inviato una diffida formale, parlando di “discriminazione razziale” e “antisemitismo” e minacciando un ricorso fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una mossa che ha trasformato una decisione curatoriale in un potenziale caso giudiziario internazionale. È qui che la crisi ha compiuto un salto di qualità. La Fondazione, attraverso il proprio ufficio legale, ha messo nero su bianco un elemento decisivo: le giurate potrebbero essere chiamate a rispondere personalmente dei danni in caso di contenzioso. Non si sarebbe trattato più solo di una disputa culturale o politica, ma di una questione patrimoniale diretta. Il rischio di dover risarcire - di tasca propria - eventuali danni richiesti dall’artista israeliano o dalla stessa Fondazione ha cambiato radicalmente lo scenario.
Secondo quanto emerso durante l’ispezione a Ca' Giustinian del 29 e 30 aprile, ordinata dal ministero della Cultura, come ha appreso l'Adnkronos, le giurate sono state informate sia dell’impatto mediatico negativo della loro decisione sia della loro esposizione legale. È in questo contesto che è maturata la scelta di dimettersi.
Nel frattempo, il caso era già da settimane all'attenzione del governo. Il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli ha inviato gli ispettori a Venezia per fare luce sui rapporti tra la Biennale e alcuni Paesi, in particolare la Russia. L’ispezione - formalmente legata anche alle richieste di chiarimento provenienti da Bruxelles circa il rispetto delle sanzioni imposte alla Federazione russa dopo l'aggressione all'Ucraina - ha analizzato documenti, procedure e scelte organizzative. Ufficialmente il ministero si è dichiarato estraneo alle dimissioni, ma il tempismo è significativo: l’addio della giuria è arrivato proprio mentre gli ispettori lasciavano Ca’ Giustinian, nel pomeriggio di giovedì 30 aprile.
Sul tavolo non c’è solo il caso russo. Anche Israele e Iran sono finite sotto osservazione, in un clima di crescente pressione internazionale. L’Unione europea è arrivata a minacciare la sospensione di 2,3 milioni di euro di finanziamenti del programma 'Creative Europe' per progetti legati al cinema. Di fronte al rischio di una crisi legale e finanziaria, la Fondazione guidata da Pietrangelo Buttafuoco ha compiuto una scelta drastica: cancellare la decisione della giuria e riammettere Russia e Israele alla competizione. È la scintilla finale. Da Gerusalemme, il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha esultato e attaccato: "Non c’è posto per la politica, i boicottaggi e l’antisemitismo nel mondo della cultura".
A rendere ancora più instabile la situazione della Biennale Arte contribuisce un elemento spesso sottovalutato: l’assenza della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa un anno fa. La mostra, intitolata "In Minor Key", nasceva da un’idea precisa: sottrarsi allo “spettacolo dell’orrore” per restituire dignità e ascolto. Un principio che sembra essersi infranto contro la realtà geopolitica. Senza una guida forte e con tensioni accumulate per mesi - in particolare sulla riapertura del padiglione russo - la Biennale arriva all’inaugurazione in condizioni di estrema vulnerabilità.
Le conseguenze delle dimissioni della giuria sono immediate e clamorose. La cerimonia di inaugurazione del 9 maggio è stata cancellata (peraltro il ministro Giuli aveva già fatto sapere con largo anticipo che non ci sarebbe stato a causa della partecipazione russa). Con essa, la tradizionale assegnazione dei Leoni. Non c'erano i tempi tecnici per nominare una nuova giuria e così la Fondazione ha deciso di rinviare tutto al 22 novembre, ultimo giorno della mostra, citando esplicitamente “l’eccezionalità della situazione geopolitica internazionale”. Nel pieno della tempesta, Buttafuoco ha rilanciato con una soluzione senza precedenti: saranno i visitatori a decidere i vincitori. Nascono così i “Leoni dei visitatori”, un esperimento che ribalta il modello tradizionale basato su una giuria di esperti. Una scelta che il presidente ha definito “emergenziale”, paragonandola alle misure adottate durante la pandemia da covid. Dietro la mossa, però, c’è anche una necessità: tenere in vita la manifestazione, evitando un vuoto totale di legittimazione dopo le dimissioni della giuria.
La crisi della Biennale Arte 2026 non è il risultato di un singolo errore, ma l’effetto cumulativo di più fattori: tensioni geopolitiche globali, fragilità istituzionali, rischi legali, pressioni politiche e assenza di una direzione curatoriale forte. La decisione iniziale della giuria - escludere Russia e Israele - ha agito da detonatore. Ma la vera esplosione è arrivata quando quella scelta ha incontrato il terreno minato del diritto internazionale, dei finanziamenti europei e degli equilibri diplomatici. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Un'esplosione, avvenuta ieri sera intorno alle 22.30, ha danneggiato la serranda metallica del negozio Lazio Store in via Carlo Bosio, ad Ostia. Sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Ostia dopo diverse segnalazioni al 112 Nue da parte di residenti. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri.

(Adnkronos) - "Da oggi il governo che ho l’onore di guidare diventa il secondo più longevo della storia repubblicana. Non lo vivo come un traguardo da festeggiare, ma come una responsabilità ancora più forte verso gli italiani. Grazie a chi continua a sostenerci, a credere nel nostro lavoro e nella serietà del nostro impegno. Andremo avanti con determinazione per completare il percorso avviato, con rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini italiani e con una sola bussola: l’interesse nazionale". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che oggi taglia il traguardo dei 1.288 giorni di governo, arrivando al secondo posto nella classifica degli esecutivi più longevi della storia della Repubblica italiana.

(Adnkronos) - Weekend con il sole, ma da lunedì cambia tutto secondo quanto indicano le previsioni meteo. Il lungo ponte del Primo Maggio sarà una vera e propria oasi di serenità meteorologica per l'Italia, spiegano gli esperti de iLMeteo.it, grazie alla protezione di un’alta pressione che, pur senza gli eccessi termici diffusi delle scorse settimane, garantisce condizioni ideali per le attività all'aperto. Tuttavia, si tratta dei titoli di coda: i modelli matematici indicano infatti un ribaltone imminente dalla prossima settimana con l'apertura della "porta atlantica".
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il fine settimana trascorrerà all'insegna della stabilità su quasi tutto il Paese. Il sole sarà il protagonista indiscusso, accompagnato da temperature piacevoli e tipicamente primaverili. Le massime si attesteranno diffusamente tra i 22°C e i 25°C, con picchi di 25-27°C in Pianura Padana e zone interne del Centro nella giornata di domenica, quando però inizieranno ad arrivare anche la prime nubi. Il vero cambiamento, però, è alle porte. Già dall'inizio della prossima settimana, l'alta pressione inizierà a cedere sotto la spinta di una serie di perturbazioni provenienti dall'Oceano Atlantico. Questo flusso umido e instabile segnerà la fine del periodo asciutto, portando una fase di forte instabilità che colpirà in modo particolare le regioni del Nord-Ovest. Le precipitazioni potrebbero risultare abbondanti e persistenti. Il contrasto tra l'aria più fresca oceanica e il calore accumulato in questi giorni di sole farà da innesco per fenomeni violenti: non si escludono i primi temporali stagionali a carattere grandinigeno, capaci di colpire con intensità le pianure del Nord.
Le regioni maggiormente colpite saranno quelle settentrionali, la Toscana e il Lazio. Dopo un aprile a tratti eccezionale, maggio sembra voler ripristinare il tipico dinamismo della primavera. La perturbazione in arrivo non sarà un evento isolato, ma l'inizio di una serie di impulsi instabili che riporteranno la pioggia dove più serve, pur con il rischio di fenomeni localmente estremi a causa della tanta energia termica in gioco. E’ molto probabile che su diverse regioni italiane il mese di maggio possa risultare, in alcuni tratti, addirittura più fresco rispetto a quanto sperimentato durante il mese di aprile. Questo scenario si concretizzerà soprattutto nelle giornate in cui mancherà il diretto irraggiamento solare. Sotto la copertura nuvolosa e in presenza di precipitazioni insistenti, i termometri faranno fatica a salire, rischiando di non toccare nemmeno la soglia dei 20°C durante il giorno.
Sabato 2. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: bel tempo e più caldo. Al Sud: soleggiato, nubi sparse sui rilievi, un po’ ventoso.
Domenica 3. Al Nord: cielo velato. Al Centro: bel tempo salvo velature sulle aree tirreniche. Al Sud: soleggiato e più caldo, qualche velatura in Sicilia.
Lunedì 4. Al Nord: nuvoloso, piogge su Piemonte e Liguria. Al Centro: nubi in aumento, piovaschi in Toscana entro sera. Al Sud: poco o parzialmente nuvoloso.
Tendenza: tempo perturbato per gran parte della settimana, piogge e temporali specie al Centro-Nord.

(Adnkronos) - Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e - con tono scherzoso, come evidenzia la Cnn - ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne "prendano il controllo". "E' originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo", ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida.
Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. "Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro", ha affermato, riferendosi all'Iran. "Di ritorno dall'Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno 'molte grazie, ci arrendiamo'", ha aggiunto, alludendo a quella che - a suo avviso - potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva.
Cuba ha già definito "illegali" e "abusive" le nuove sanzioni annunciate dagli Usa.

(Adnkronos) - Verissimo torna con le storie' nelle puntate di oggi sabato 2 e domani domenica 3 maggio alle ore 16.30 su Canale 5. Nel programma condotto da Silvia Toffanin verranno proposte, oltre a contenuti inediti, alcune tra le interviste più emozionanti realizzate in questa stagione. Oggi il pubblico potrà rivedere le chiacchierate con Ditonellapiaga, Eva Riccobono, Martina Colombari e Manuela Arcuri. Inoltre, spazio all’attrice Ilenia Pastorelli, in uscita al cinema con L’amore sta bene su tutto e al duro racconto di vita e al percorso di rinascita di Alessandra Battaglia.
Domani, alle 16.30, le storie e i ritratti di Romina Power, Katia Ricciarelli, Iva Zanicchi, Serena Brancale, Rossella Brescia e Samira Lui.

(Adnkronos) - Amici torna questa sera, sabato 2 maggio, con un nuovo appuntamento. La finale è sempre più vicina per gli otto allievi rimasti in gara al talent show di Canale 5.
In corsa per la vittoria ci sono i cantanti Angie e Lorenzo per la squadra Cuccarini-Peparini; i ballerini Emiliano e Nicola e i cantanti Elena e Riccardo per la squadra Zerbi-Celentano; il cantante Gard e il ballerino Alessio per la squadra Pettinelli-Emanuel Lo.
A giudicarli come sempre: Gigi D’Alessio, Elena D’Amario, Amadeus con Cristiano Malgioglio. A intrattenere il pubblico torna Alessandro Cattelan con una nuova sfida di 'Password' che questa settimana coinvolge gli attori Marco Bocci e Giulia Michelini.
Tornano sul palco di Amici superospiti di questa puntata due vincitrici del talent: Gaia vincitrice della 19esima edizione che si esibisce con il nuovo singolo 'Bossa Nostra' e Sarah Toscano vincitrice della 23° edizione che si esibisce con 'Atlantide' colonna sonora del film 'Non abbiam bisogno di parole' che la vede protagonista.

(Adnkronos) - Como e Napoli in campo oggi per la 35esima giornata della Serie A. Il match - in diretta tv e in streaming - è in programma alle 18 di oggi, sabato 2 maggio. I lariani padroni di casa, quinti in classifica con 61 punti, vanno a caccia di una vittoria per tenere vive le speranze di acciuffare la qualificazione alla Champions League. I partenopei, secondi con 69 punti a 10 lunghezze dall'Inter capolista, devono fare risultato per non consegnare lo scudetto ai nerazzurri. In caso di k.o. del Napoli, l'Inter potrebbe festeggiare davanti alla tv.
Como - (4-2-3-1) - Butez; Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Fabregas
Napoli - (3-4-2-1) - Milinkovic-Savic; Olivera, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Conte.
La partita Como-Napoli, valida per la 34esima giornata di Serie A, sarà trasmessa in esclusiva in diretta tv e in streaming da Dazn alle 18.

(Adnkronos) - Atalanta e Genoa in campo per la 35esima giornata della Serie A. Bergamaschi e liguri - nel match in diretta tv e streaming - si affrontano oggi 2 maggio 2026 nell'anticipo serale. I nerazzurri, settimi con 54 punti, vanno a caccia di un successo per inseguire la qualificazione europea. Il Genoa, a quota 39, può conquistare aritmeticamente una salvezza di fatto già ottenuta.
GENOA - (3-5-2) - Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Amorim, Malinovskyi, Frendrup, Ellertson; Ekhator, Colombo. Allenatore: De Rossi.
ATALANTA - (3-4-2-1) - Carnesecchi; Ahanor, Hien, Scalvini; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; Samardzic, Raspadori; Scamacca. Allenatore: Palladino.
Atalanta-Genoa sarà trasmessa oggi in diretta tv e streaming su Dazn. Il match sarà visibile anche agli abbonati Sky. La partita andrà in onda su Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, SkyGo e Now Tv. In streaming sarà disponibile su Sky Go.

(Adnkronos) - La Formula 1 in pista oggi a Miami per la gara Sprint alle 18 italiane di sabato 2 maggio e per le qualifiche che alle 22 decideranno - in diretta tv e streaming - la griglia di partenza in vista del Gp in programma domani, domenica 3 maggio. Nella Sprint, in pole position scatta Lando Norris: il britannico, campione del mondo in carica, va a caccia del primo acuto con una McLaren aggiornata. Accanto a lui, in prima fila, la Mercedes di Kimi Antonelli, leader del Mondiale 2026 dopo i primi 3 appuntamenti. La Ferrari insegue dalla quarta posizione con Charles Leclerc e dalla settima con Lewis Hamilton.
Prima fila:
1. Lando Norris - McLaren
2. Kimi Antonelli - Mercedes
Seconda fila:
3. Oscar Piastri - McLaren
4. Charles Leclerc - Ferrari
Terza fila
5. Max Verstappen - Red Bull
6. George Russell - Mercedes
Quarta fila
7. Lewis Hamilton Ferrari
8. Franco Colapinto Alpine
Quinta fila
9. Isack Hadjar Red Bull
10. Pierre Gasly Alpine
Sesta fila
11. Gabriel Bortoleto - Audi
12. Nico Hulkenberg - Audi
Settima fila
13. Oliver Bearman - Haas
14. Alex Albon - Williams
Ottava fila
15. Carlos Sainz - Williams
16. Arvid Lindblad - Racing Bulls
Nona fila
17. Liam Lawson - Racing Bulls
18. Esteban Ocon - Haas
Decima fila
19. Sergio Perez - Cadillac
20. Valtteri Bottas - Cadillac
Undicesima fila
21. Fernando Alonso - Aston Martin
22. Lance Stroll - Aston Martin.
Sabato 2 maggio
Ore 18 Sprint
Ore 22 Qualifiche
Domenica 3 maggio
Ore 22 Gran Premio
Gp Miami, dove vederlo
Tutti gli appuntamenti del Gp di Miami saranno visibili in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport F1 e Sky Sport 4K e in streaming su Sky Go e Now. La Sprint e le qualifiche di oggi saranno visibili anche in chiaro su TV8 e Tv8.it. Il Gran Premio saranno visibili anche in chiaro, in differita su Tv8 alle 23.30.

(Adnkronos) - Jannik Sinner contro Alex Zverev nella finale del Masters 1000 di Madrid in programma domani, 3 maggio 2026. L'azzurro, numero 1 del mondo, nel match in programma non prima delle 17 (in diretta tv e streaming) va a caccia del quarto titolo consecutivo 2026 - dopo quelli vinti a Indian Wells, Miami e Montecarlo - e punta al quinto trionfo di fila in un torneo Masters 1000, impresa mai riuscita nel circuito.
In tutti i tornei vinti quest'anno, Sinner ha sempre incontrato Zverev in semifinale e lo ha sempre battuto. Ora, il faccia a faccia si sposta in finale. Sinner e Zverev si sono affrontati in 13 occasioni. L'azzurro si è imposto in 9 occasioni e ha vinto gli ultimi 8 confronti diretti. Zverev non vince un set contro la sua bestia nera dalla finale (persa) agli Australian Open a gennaio dello scorso anno. "Jannik è il miglior giocatore del mondo senza alcun dubbio, proverò a rendergli la vita difficile", dice il tedesco. "L'ho battuto 4 volte? Sì, ma non è successo nelle ultime 8 partite. Negli ultimi 8 match non ho vinto molto...", aggiunge. Sinner può diventare il primo giocatore della storia a vincere 5 Masters 1000 consecutivi. Ai 3 già conquistati quest'anno si aggiunge anche Parigi Berc y 2025. "Non penso sentirà particolare pressione - dice Zverev -. Il numero 1 gioca sotto pressione ogni settimana, penso che si stia semplicemente godendo il tennis. Gli riesce tutto facile. Magari domenica gli renderò le cose un po' più complicate".
Sinner arriva all'appuntamento con un curriculum impressionante. Il 24enne altoatesino ha vinto gli ultimi 22 match disputati e consolida il primo posto nel ranking Atp. E' già arrivato a 14.000 punti, può salire a 14.250 e prendere il largo rispetto allo spagnolo Carlos Alcaraz, secondo a quota 12.960 e fermo ai box per l'infortunio al polso destro. Il numero 1 si appresta a giocare la finale nel nono e ultimo Masters 1000 in calendario: nessun tennista ha realizzato l'en plein ad un'età così giovane.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.

(Adnkronos) - Donald Trump boccia la nuova proposta dell'Iran, allontana l'accordo per porre fine alla guerra e assesta una nuova stoccata all'Italia, 'colpevole' - come la Spagna e tutta la Nato - di non aver sostenuto gli sforzi americani. Il presidente degli Stati Uniti non risparmia nessuno nelle risposte alle domande dei giornalisti nel giardino della Casa Bianca. "Non sono soddisfatto", dice riassumendo il giudizio sulla nuova offerta consegnata da Teheran al Pakistan, che continua a svolgere il ruolo di mediatore.
"I'm not happy", dice Trump e la frase viene utilizzata anche per riassumere la posizione nei confronti di Italia e Spagna. Da giorni Trump prospetta l'ipotesi di ridurre il numero di soldati americani in alcuni paesi europei. Prima ha acceso i riflettori sulla Germania, poi si è spostato su Italia e Spagna. "Non sono contento di loro", ripete, stigmatizzando il mancato sostegno dell'anima europea della Nato agli sforzi americani nella guerra. "Per loro -dice attribuendo arbitrariamente posizioni a Roma e a Madrid - va bene se l'Iran ha armi atomiche. Chiunque tolleri che l'Iran possieda un'arma nucleare non è molto intelligente", sentenzia.
Le accuse all'Italia si aggiungono a quelle già mosse nel passato recente e recentissimo. Ventiquattro ore prima, nello Studio Ovale, Trump ha risposto "probabilmente sì" alla domanda sull'ipotesi di ridurre il numero dei soldati statunitensi sul suolo italiano. Risalgono a metà aprile, invece, le critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo...", le parole di Trump al Corriere della Sera il 14 aprile.
Italia e Spagna, ovviamente, non sono assolutamente favorevoli alla trasformazione dell'Iran in una potenza nucleare. Per Trump, lo stop al programma di arricchimento dell'uranio è il fulcro di ogni trattativa. "L'Iran vuole fare un accordo perché, di base, non ha più un esercito. Ci sono grandi contrasti a Teheran, la leadership è divisa in 2-3 gruppi, magari anche 4. Anche i falchi vogliono fare un accordo. Lì, però, lasituazione è caotica. Vediamo cosa succede, ma direi che non sono contento. L'Iran sta chiedendo cose su cui non posso essere d'accordo. Abbiamo trattative in corso, ma loro non sanno nemmeno chi sia il loro leader e non è detto si arrivi ad un'intesa", dice senza scendere nei particolari.
Secondo il Wall Street Journal, l'Iran avrebbe ammorbidito le proprie posizioni "nel tentativo di rilanciare i colloqui per terminare una situazione di stallo che si sta rivelando costosa per l'economia". La nuova proposta fa un passo verso gli Stati Uniti con la disponibilità a discutere le condizioni per l'apertura dello Stretto di Hormuz in parallelo alla valutazione delle garanzie americane di fermare gli attacchi e allentare il blocco dei porti iraniani. Finora Teheran ha considerato la rimozione del blocco navale come condizione primaria. Ora, invece, i vertici iraniani sarebbero disposti a discutere le questioni relative al dossier nucleare iraniano in cambio di un alleggerimento delle sanzioni statunitensi.
Trump, però, apparentemente tira dritto. "L'Iran non può avere armi nucleari", è la linea rossa della Casa Bianca. Le opzioni si riducono alla scelta tra una forte escalation militare e la prosecuzione dei negoziati alla ricerca della fumata bianca: "Ci sono delle opzioni. Vogliamo andare lì, scatenare l'inferno su di loro e finirla per sempre?", dice Trump prospettando la soluzione più drastica. "Dal punto di vista umano, preferirei di no. Vogliamo intervenire pesantemente e annientarli o vogliamo fare qualcosa per un'intesa?". La ripresa delle ostilità non può essere esclusa del tutto. Trump, non a caso, è stato informato sui potenziali piani d'attacco, nel corso di un briefing con il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, e con il generale Dan Caine, il Capo dello Stato Maggiore congiunto americano dei nuovi piani per possibili attacchi contro l'Iran. "Abbiamo più armi che mai, abbiamo più del doppio delle dotazioni rispetto a quanto avevamo all'inizio" della guerra.
"Abbiamo risorse in molti paesi", dice il presidente, che non ritiene di dover chiedere il via libera del Congresso per un'eventuale ripresa della guerra. La War Powers Resolution prevede che il presidente, a 2 mesi dall'inizio di una campagna militare, abbia bisogno dell'approvazione del Congresso per proseguire l'azione. "Molte persone considerano questa norma incostituzionale. Abbiamo una tregua in vigore, questo ci garantisce altro tempo", dice Trump. Il presidente, in ogni caso, ha adottato passi formali per evitare lo stop: il 7 aprile, secondo la Cnn, ha notificato al Congresso la fine delle ostilità. Formalmente, una nuova azione - secondo la Casa Bianca - ripartirebbe dal 'giorno zero'.

(Adnkronos) - Lando Norris conquista la pole position nella gara sprint del Gp di Miami, in programma domani alle 18 ora italiana. Il britannico campione del mondo, al volante della McLaren, fa segnare il miglior tempo nelle qualifiche con un giro in 1'27''869. In prima fila, Norris sarà affiancato dalla Mercedes di Kimi Antonelli, secondo con il crono di 1'28''091. Terzo tempo per la McLaren dell'australiano Oscar Piastri (1'28''108) che apre la seconda fila completata dalla Ferrari del monegasco Charles Leclerc (1'28''239).
In terza fila, con il quarto e quinto tempo, la Red Bull dell'olandese Max Verstappen (1'28''461) e la Mercedes del britannico George Russell (1'28''493). Lewis Hamilton, con l'altra Ferrari, ottiene il settimo tempo (1'28''618) e parte in quarta fila accanto alla sorprendente Alpine dell'argentino Franco Colapinto (1'29''320). In quinta fila, completano la top ten la Red Bull del francese Isack Hadjar (1'29''422) e la Alpine del connazionale Pierre Gasly (1'29''474).
Prima fila:
1. Lando Norris - McLaren
2. Kimi Antonelli - Mercedes
Seconda fila:
3. Oscar Piastri - McLaren
4. Charles Leclerc - Ferrari
Terza fila
5. Max Verstappen - Red Bull
6. George Russell - Mercedes
Quarta fila
7. Lewis Hamilton Ferrari
8. Franco Colapinto Alpine
Quinta fila
9. Isack Hadjar Red Bull
10. Pierre Gasly Alpine
Sesta fila
11. Gabriel Bortoleto - Audi
12. Nico Hulkenberg - Audi
Settima fila
13. Oliver Bearman - Haas
14. Alex Albon - Williams
Ottava fila
15. Carlos Sainz - Williams
16. Arvid Lindblad - Racing Bulls
Nona fila
17. Liam Lawson - Racing Bulls
18. Esteban Ocon - Haas
Decima fila
19. Sergio Perez - Cadillac
20. Valtteri Bottas - Cadillac
Undicesima fila
21. Fernando Alonso - Aston Martin
22. Lance Stroll - Aston Martin.
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