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(Adnkronos) - Se c’è una cosa che i Windsor non hanno mai smesso di produrre, oltre agli eredi, sono le complicazioni. E se c’è qualcuno che sa trasformarle in una radiografia spietata e con una buona dose di ironia britannica, è Antonio Caprarica. In un'intervista all'Adnkronos, l’ex corrispondente Rai da Londra osserva il ritorno di Harry e Meghan con lo sguardo di chi conosce molto bene la macchina monarchica e, soprattutto, i suoi meccanismi mediatici. Il verdetto? Altro che ritorno a casa: qui, più che il richiamo del sangue, sembra esserci quello dei riflettori. E sul possibile disgelo con William, Caprarica non lascia molto spazio alle speranze: "Scommetterei una sterlina sulla pace con William, nella serena consapevolezza che, se vinco, divento ricco".
Perché Harry e Meghan tornano proprio adesso? È davvero un ritorno a casa o una 'Meghanexit' dall'America?
"Non tornano certo per ragioni affettive. Mi pare chiaro. Del resto, tutti gli osservatori comprendono che le ragioni affettive qui non hanno alcun peso, perché, se lo avessero avuto, avrebbero pesato molto prima. Il ritorno è dovuto semplicemente al fallimento delle imprese artistiche o delle iniziative artistico-imprenditoriali americane. Un fiasco dopo l’altro. Una volta esaurita la vena delle confessioni anti-Windsor, raccontate tutte le malefatte che potevano essere raccontate, o inventate, sulla famiglia reale, molto altro non restava. Come ha detto esplicitamente un agente di Hollywood, essere famosi non significa avere talento. E quindi hanno dovuto ripiegare sull’unico porto sicuro: la Gran Bretagna e, ovviamente, l’aggancio con la famiglia reale. Diciamo che il valore commerciale dei Sussex è direttamente proporzionale alla loro vicinanza ai reali: più si staccano e meno valgono. A furia di starsene nelle loro montagne in America, la gente finalmente li stava dimenticando, che era una buona notizia per tutti. E invece eccoli di nuovo a far parlare di sé. Come? Con il ritorno".
Restare a Montecito, del resto, gli costava non poco.
"Non possono permettersi di mantenere quella reggia, che costa solo di sicurezza quattro milioni e mezzo di dollari l’anno".
E adesso che cosa succede? Chi telefona per primo a chi? Come reagiranno Carlo e William?
"Carlo è stato informato debitamente domenica. Qualcuno sostiene che la cosa fosse stata preparata, che ci fosse stato tutto un lavorìo diplomatico. Una sciocchezza assoluta. È una cosa che il giovanotto ha deciso di testa sua. L’unica cosa che il padre gli aveva detto, quando si erano visti a luglio, era che Harry si era impegnato, in segno di buona fede, a non aprire più bocca con interviste televisive o sui giornali. E a questo, per ora, sta tenendo fede. Non è vero, invece, che avesse informato il padre della sua intenzione di tornare o di dove sarebbe tornato. Questa roba l’ha decisa, secondo me, in stretta concordanza con zio Charlie (Spencer, il fratello di Diana, ndr). Perché zio Charlie, come è noto, esce proprio a settembre, cioè nel periodo in cui il nipotino torna sul suolo britannico, con il suo nuovo libro di rivelazioni sulla povera Diana".
A proposito di Diana, sembra non trovare mai pace.
"Continuano a rivelare su di lei, non so più cos’altro ci sia da rivelare. Abbiamo tutto: sappiamo perfettamente persino quando è stata la prima volta che è andata a letto con Dodi, sappiamo che era impossibile che rimanesse incinta, sappiamo praticamente tutto. Però adesso il conte ci regalerà nuove rivelazioni, di cui gli saremo certamente grati".
E con William?
"Con William la situazione è molto più complicata. Harry non ha parlato con lui, né William intende parlare con lui finché non ci saranno scuse pubbliche e formali per la diffamazione operata tanto sul suo conto quanto su quello della moglie. Prevedo quindi facilmente un fallimento di questa operazione di ritorno. Perché o c’è un vero rapprochement, ma come presupposto indispensabile, irrinunciabile, richiede una pubblica ammenda del Duca di Sussex. E, come è evidente a tutti, loro non sono affatto disposti a farla. Neanche lei".
Con Re Carlo, invece, il rapporto potrebbe essere diverso?
"Sì. Con il re ci saranno rapporti, perché il re è un padre e ha deciso di passarci sopra. Vuole vedere i nipoti: sono i suoi nipoti. Questo, tra l’altro, taglia anche la testa attorno ai famosi dubbi sulla paternità di Harry. Perché, difficilmente, se non fosse il padre, Carlo avrebbe tanta comprensione nei confronti di questo giovanotto, per così dire, cinquantenne".
Insomma, il ritorno potrebbe trasformarsi in una nuova stagione televisiva della Royal Family?
"Direi proprio di sì. Essendo in Inghilterra, come fai a celebrare Natale, Pasqua e Capodanno senza passare dal balcone, dalla televisione e da tutto il resto? Immagina se vanno, per esempio, a Natale a Sandringham: tutti alla chiesetta di Santa Maria Maddalena, tutti in coda, e ci saranno anche i Sussex. Ci saranno i loro bambini, finalmente esposti agli occhi delle telecamere, dopo che quella furbacchiona della mamma li ha sempre tenuti gelosamente, come degli oggetti sacri. E sarà ora! Noi giornalisti non possiamo che essere grati a Meghan per il contributo che dà al nostro sostentamento".
E gli inglesi? Come stanno vivendo questo ritorno?
"Direi con fastidio, generalmente. Intanto l’opinione pubblica, formata dai giornali, è chiaramente avversa. Sono ormai stufi di una coppia che li ha insultati in tutti i modi possibili e immaginabili, parlando male del Paese, dell’istituzione che lo rappresenta e così via. Naturalmente ci sono gli irriducibili, quelli che sono sempre contrari: quel 20 per cento che dice 'poverini, tornano, sì, perdonate tutta questa roba qui'. Ma è veramente una minoranza".
Se dovessi scommettere un solo colpo di scena nei prossimi dodici mesi, su cosa punteresti? Pace con William, disgelo con Kate, un nuovo libro?
"Il nuovo libro lo abbiamo già: arriva dallo zio. La condizione fondamentale perché i Sussex possano rimanere con un briciolo di speranza è che stiano zitti. Quindi bisogna escludere nuovi libri e bisogna escludere nuovi documentari. Se dovessi scommettere un centesimo, lo scommetterei sulla pace con William. Ma farei una scommessa tipo una a cinquemila, come la vittoria del Leicester nel campionato di Premier League. Ecco: scommetto una sterlina sulla pace con William, nella serena consapevolezza che, se vinco, divento ricco. Ma non c’è nessuna, nessuna possibilità che questo accada".
E se volessimo chiudere con un colpo di scena davvero clamoroso?
"Immaginiamo che alla fine dei conti tutta la faccenda si risolva con Harry che ritorna in Inghilterra, magari si tiene i figli, e la signora se ne va a Hollywood. Questa non è un’ipotesi da escludere del tutto".

(Adnkronos) - Inizia il campionato anche per la Lazio. Oggi, lunedì 24 agosto, i biancocelesti fanno il loro esordio stagionale in Serie A contro il Bologna - in diretta tv e streaming - allo stadio Dall'Ara. La squadra di Gattuso arriva dalla brutta eliminazione ai trentaduesimi di Coppa Italia contro il Mantova, che si è imposto 2-0 all'Olimpico, ed è chiamata subito a riscattarsi.
Alle 20.45 la giornata si chiuderà con Roma-Fiorentina.

(Adnkronos) - L'Iran mette una taglia su Barron Trump, figlio ventenne del presidente americano Donald Trump. I media statali di Teheran hanno diffuso un video di circa tre minuti contenenti minacce contro il giovane, sostenendo di "monitorarne del tutto" gli spostamenti. Nel filmato intitolato "Dove e come uccidere Barron Trump?" e tradotto da Euronews, vengono mostrate immagini della sede della New York University frequentata dal ragazzo e si sostiene di aver individuato alcuni suoi account online e quelli di alcuni compagni di università.
"Questo è solo l'inizio. Barron Trump, aspettaci!", afferma il video nelle battute finali. Secondo Al Bawaba, il filmato è stato rilanciato dai media legati ai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Secondo il New York Post, diverse fonti vicine al regime hanno inoltre riferito di una presunta taglia da 10 milioni di dollari sulla testa del figlio del presidente.
Non è la prima volta che media vicini a Teheran diffondono contenuti di questo tipo contro la famiglia Trump. A luglio l'agenzia Tasnim, legata ai Pasdaran, aveva pubblicato un filmato intitolato "Dove uccidere Melania?", nel quale sosteneva di conoscere la posizione della First Lady. Nello stesso periodo, in Piazza della Rivoluzione Islamica a Teheran era comparso un cartellone raffigurante Trump apparentemente morto in una bara accompagnato dalla scritta in inglese "We Kill Trump", mentre in un altro video su "Dove uccidere Trump?" si ricostruivano i percorsi utilizzati dal corteo presidenziale negli spostamenti tra le residenze del presidente in Florida e New York. Trump è da anni oggetto di minacce iraniane, in particolare dopo l'uccisione nel gennaio 2020 del generale Qassem Soleimani in un raid americano ordinato dallo stesso presidente.

(Adnkronos) - L’abbronzatura c’è ancora, ma l’effetto vacanza comincia a svanire. E davanti allo specchio si fanno i conti con i segni di sole, caldo, mare e settimane trascorse all’aria aperta. 7 italiane su 10 al rientro dalle vacanze dichiarano di non sentirsi esteticamente al meglio, mentre il 78% nota almeno un cambiamento di viso, corpo o capelli che vorrebbe correggere. È quanto emerge da un'indagine di Cod Marketing, azienda italiana che supporta i centri estetici professionali in strategie digitali e di marketing. L’indagine è stata condotta su un campione di 1.000 donne tra i 30 e i 60 anni, coinvolte attraverso il panel di centri estetici italiani seguiti dall’agenzia e distribuiti in diverse regioni del territorio nazionale. Ne emerge una sorta di 'sindrome della bellezza post vacanza': finita la stagione di sole, mare, tintarella e vita all’aria aperta, settembre diventa il mese in cui le italiane tornano a osservare con maggiore attenzione pelle e corpo e sentono la necessità di recuperare idratazione, luminosità e benessere.
Ma che cosa vedono le italiane quando si guardano allo specchio dopo le vacanze? "Al primo posto c’è la disidratazione del viso, segnalata dal 64% delle intervistate. Il 61% nota capelli più secchi, sfibrati o difficili da gestire e il 58% percepisce la pelle del corpo più secca rispetto all’inizio dell’estate - si legge nella nota - Ma c’è anche un altro effetto che preoccupa: il 42% dichiara di aver notato macchie o discromie più evidenti, mentre il 46% lamenta maggiore gonfiore o ritenzione e il 35% percepisce il viso meno luminoso. Quando viene chiesto quale sia il principale 'segno dell’estate' che vorrebbero cancellare, il 31% indica proprio macchie e discromie, seguito dalla pelle secca o spenta (27%), gonfiore e ritenzione (18%), capelli stressati (14%) e imperfezioni (6%). L’esposizione solare può effettivamente contribuire all’invecchiamento cutaneo e alla comparsa di macchie: i raggi Uva sono associati a fotoinvecchiamento, rughe e age spots, mentre luce solare e luce visibile possono contribuire all’iperpigmentazione2.
Oltre la pelle, però, per molte donne settembre sembra assumere lo stesso valore simbolico di gennaio: finite le vacanze, ricominciano lavoro, scuola e routine quotidiana e cresce contemporaneamente il desiderio di riprendere in mano il proprio benessere. "Alla domanda 'Con l’arrivo di settembre senti il desiderio di cambiare qualcosa delle tue abitudini?', il 74% risponde sì. Il 53% dichiara di voler tornare a prendersi maggiormente cura di sé, il 41% vuole riprendere con maggiore regolarità l’attività fisica, il 37% pensa di modificare l’alimentazione e il 32% vuole cambiare la propria beauty routine. Il 28%, invece, programma o vorrebbe programmare un trattamento estetico professionale. Non sorprende quindi che il 71% consideri settembre il momento ideale dell’anno per 'rimettersi in cura' dopo gli eccessi o le abitudini meno regolari dell’estate - prosegue la nota - Cambia anche il concetto di bellezza associato al rientro. Se tradizionalmente settembre significava soprattutto cercare di mantenere il più a lungo possibile l’abbronzatura conquistata durante le vacanze, oggi le priorità sembrano essere altre. Alla domanda: 'Qual è il risultato estetico che vorresti ottenere per primo dopo l’estate?', il 38% indica una pelle del viso più luminosa, il 26% vuole recuperare idratazione, il 18% desidera sentirsi più tonica e leggera, soprattutto a livello del corpo, mentre il 12% punta soprattutto a rendere più uniforme l’incarnato. Soltanto in seconda battuta emerge il desiderio di conservare la tintarella: il 55% vorrebbe prolungare l’aspetto luminoso e dorato della pelle, ma senza rinunciare alla sua salute e alla sua qualità. Il dato suggerisce quindi un cambiamento culturale interessante: l’obiettivo non sembra più essere semplicemente apparire abbronzate, ma apparire curate".
"Il 67% delle intervistate dichiara che dopo l’estate sentirebbe il bisogno di concedersi almeno un trattamento professionale per viso o corpo e quasi una donna su due (49%) sarebbe disponibile a destinare a settembre un budget maggiore del solito alla cura personale, purché il trattamento venga individuato sulla base delle reali necessità della propria pelle. Tra gli interventi maggiormente desiderati - evidenzia l'indagine - figurano i trattamenti idratanti e illuminanti per il viso (52%), seguiti da quelli dedicati a macchie e uniformità dell’incarnato (39%), dai trattamenti corpo drenanti e rimodellanti (37%), dall’esfoliazione e rigenerazione della pelle (34%) e dai percorsi dedicati a tonicità e compattezza (29%). Ma proprio qui emerge uno dei risultati più interessanti della ricerca: desiderio di intervenire e conoscenza non sempre vanno di pari passo. Il 51% delle intervistate ammette infatti di non sapere con certezza di quale trattamento abbia realmente bisogno la propria pelle dopo l’estate. E il fai-da-te continua ad avere un peso importante. Il 44% cerca consigli sui social o online, il 39% acquista autonomamente nuovi prodotti cosmetici, mentre solo il 36% dichiara di rivolgersi subito a un professionista per una valutazione personalizzata. A complicare il quadro sono anche alcuni falsi miti ancora molto diffusi. Secondo la rilevazione, il 62% delle donne intervistate crede ad almeno una convinzione errata sulla cura della pelle dopo l’estate. Tra le più diffuse c’è l’idea che una pelle abbronzata sia necessariamente una pelle sana (38%), che esfoliare significhi inevitabilmente 'cancellare' l’abbronzatura (35%) o che sia sufficiente aumentare l’idratazione domestica per rispondere a qualsiasi necessità della pelle dopo mesi di esposizione a sole e caldo (32%)".
"Quello che osserviamo nei centri estetici con cui lavoriamo è un cambiamento molto interessante: la cliente non cerca più soltanto 'un trattamento', ma ha sempre più bisogno di capire che cosa sia davvero adatto a lei", spiega Marian Bornaz, ceo di Cod Marketing. "Settembre, in questo senso, rappresenta un momento strategico. Le donne tornano dalle vacanze motivate a prendersi cura di sé, ma spesso arrivano con una quantità enorme di informazioni raccolte attraverso social, influencer, prodotti e trend che non necessariamente corrispondono alle necessità individuali. Il valore del professionista sta sempre più nella capacità di leggere il bisogno, costruire un percorso e accompagnare la cliente nel tempo". Una trasformazione che riflette anche l’evoluzione dell’intero comparto beauty italiano. Nel 2025 l’industria cosmetica nazionale ha raggiunto 18 miliardi di euro di fatturato, mentre l’intera filiera allargata vale 49 miliardi di euro e coinvolge circa 500 mila occupati. E la spesa cosmetica mostra una particolare stabilità anche nei periodi di incertezza economica, confermando quanto la cura personale venga sempre meno percepita come un consumo puramente voluttuario.
Il vero trend del rientro 2026, sembra dunque essere il beauty reset. Non una corsa a cancellare l’abbronzatura o gli effetti delle vacanze, ma la volontà di riportare l’attenzione sulla qualità della pelle e sul proprio benessere. Per il 69% delle intervistate, infatti, prendersi cura del proprio aspetto al rientro significa soprattutto 'sentirsi nuovamente bene con se stessa'; solo il 17% indica come motivazione principale il desiderio di apparire più giovane e appena il 9% quello di adeguarsi a un modello estetico. Un dato che racconta forse il cambiamento più significativo: il beauty post-estate si sposta dalla correzione alla cura, dall’apparire al sentirsi bene.

(Adnkronos) - Ancora una giornata di maltempo sull'Italia: accanto alla risalite delle temperature, si prevedono temporali soprattutto sulle regioni centro-settentrionali. Per questo, la Protezione civile ha diramato un avviso si allerta meteo gialla per domani, martedì 25 agosto, su quelle più a rischio.
Stando all'ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, la Protezione civile ha dichiarato allerta meteo gialla per temporali sui settori delle seguenti regioni: Emilia Romagna (Montagna piacentino-parmense, Alta collina romagnola, Montagna emiliana centrale, Collina emiliana centrale, Montagna romagnola, Alta collina piacentino-parmense, Collina bolognese, Montagna bolognese), Lazio (Bacino Medio Tevere, Bacini di Roma, Bacini Costieri Nord), Liguria (Bacini Liguri Marittimi di Levante) Marche (Marc-2, Marc-6, Marc-1, Marc-3, Marc-4, Marc-5), Piemonte (Valli Orco, Lanzo e Sangone, Valli Varaita, Maira e Stura, Valli Susa, Chisone, Pellice e Po, Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Pianura settentrionale, Pianura Torinese e Colline), Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia), Umbria (Medio Tevere, Chiascio - Topino, Alto Tevere, Trasimeno - Nestore, Nera - Corno, Chiani - Paglia).
E' stata lanciata anche una allerta meteo per rischio idrogeologico su Lombardia (Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine) e ancora Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia).
Secondo le previsioni meteo di domani, martedì 25 agosto, la giornata sarà contrassegnata dal passaggio di un fronte moderatamente instabile che interesserà con alcuni rovesci o temporali alternati a schiarite al mattino le regioni settentrionali, la Toscana, l'Umbria e il Lazio, nel pomeriggio soltanto i confini alpini e localmente il pesarese, basso Lazio e alta Campania, come riferiscono gli esperti de IlMeteo.it.

(Adnkronos) - Claudio Lotito scrive una lettera ai tifosi della Lazio. Oggi, lunedì 24 agosto, a poche ore dall'esordio in campionato, con i biancocelesti che sfideranno il Bologna nella prima giornata di Serie A, il presidente ha voluto inviare una lettera a cuore aperto al proprio popolo: "Un gesto di cuore per una fede biancoceleste", si intitola così la lettera pubblicata sul sito ufficiale della Lazio.
"Scrivo con il cuore colmo di emozione e con un profondo senso di appartenenza ai colori biancocelesti, che per me non rappresentano soltanto una squadra, ma una vera fede, un legame che attraversa le generazioni e che vive dentro le famiglie come un sentimento autentico, sincero e indelebile".
"La fotografia che accompagna questa mia lettera racchiude tutto questo: l’amore per la Lazio, la tenerezza di un legame familiare, la bellezza di un’attesa condivisa, la purezza di una passione che nasce fin da piccoli e che si trasforma in un ricordo da custodire per sempre", ha spiegato il senatore, allegando al comunicato una foto di due bambini, uno vestito con la maglia della Lazio.
"È l’immagine di ciò che davvero conta: l’affetto, l’identità, la fede, il sentirsi parte di una storia più grande. In ogni famiglia ci sono sacrifici, fatica, doveri e responsabilità che accompagnano il cammino di ogni giorno. Eppure, nonostante tutto, resta sempre un pensiero capace di unire e di dare forza: la propria squadra del cuore, la propria fede, i propri colori. Forza Lazio!".
'PUNTA SARDEGNA-PORTO RAFAEL.
(Adnkronos) - Maxi sequestro all'aeroporto di Milano Malpensa dove i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i militari della Guardia di Finanza hanno bloccato un viaggiatore in arrivo da Tokyo con ben 605 carte da collezione Pokémon e One Piece dal valore complessivo di 27mila euro senza che fossero state dichiarate alla dogana.
Il controllo - riporta il comunicato ufficiale dell'Agenzia - è avvenuto al varco "nulla da dichiarare" dell'area arrivi extra Schengen del principale scalo lombardo. Alla richiesta del personale di indicare eventuali merci soggette a dichiarazione doganale, il viaggiatore ha risposto di non trasportare beni soggetti a dichiarazione. La successiva ispezione dei bagagli, tra cui una valigia, un trolley e uno zaino, ha invece consentito di rinvenire, tra gli effetti personali, il bottino.
Non essendo il viaggiatore in possesso di documentazione attestante il valore della merce, il personale ha così proceduto a una ricognizione degli esemplari, dalla quale è emerso un valore commerciale di oltre 27mila euro, di gran lunga eccedente la franchigia di 430 euro prevista per i viaggiatori in arrivo per via aerea da Paesi terzi. I diritti doganali evasi ammontano a circa 6.900 euro, tra dazio e imposta sul valore aggiunto (IVA). La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca ed è stata contestata la relativa violazione.

(Adnkronos) - Sabrina Soussi, protagonista dell'ultima edizione di Temptation Island, ha raccontato sui social di essere stata minacciata e aggredita fisicamente da un hater dopo la sua esperienza nel docu-reality di Canale 5.
La giovane aveva partecipato al programma insieme all'ormai ex fidanzato Giovanni Grazioso, attirando diverse critiche sui social. Tuttavia, Sabrina ha però raccontato che gli attacchi nei suoi confronti sarebbero andati ben oltre le critiche legate alla sua partecipazione al programma di Filippo Bisciglia. "Non voglio passare per quella che cerca compassione o fare la vittima, voglio semplicemente raccontare quello che è successo davvero", ha spiegato.
La giovane ha ammesso di non conoscere il motivo dell'aggressione e, soprattutto, di non sapere chi possa esserci dietro il gesto: "È assurdo pensare che delle persone possano covare così tanto odio verso di me da arrivare a minacciarmi e aggredirmi, senza conoscermi realmente".
Per questo motivo Sabrina ha deciso di condividere la sua preoccupazione sui social "vi farò vedere anche gli screenshot delle minacce, perché voglio che possiate vedere con i vostri occhi quello che è successo", ha continuato. Poi, ha rassicurato i follower dicendo di aver ricevuto solo "qualche graffio, non mi hanno fatto nulla di grave".

(Adnkronos) - La ricerca italiana ha avuto “un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale” nella ricerca sul melanoma. L’Int-Istituto nazionale dei tumori di Milano, riferisce una nota, è “il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su 128 sottoposti a screening, oltre 30 pazienti randomizzati in più rispetto al secondo Centro Australiano, a livello mondiale”. Lo studio, nato dalla collaborazione internazionale tra Moderna e Merck e condotto su 1.137 pazienti - ricostruisce la nota - ha valutato l’aggiunta del vaccino personalizzato a mRna intismeran al pembrolizumab rispetto al solo pembrolizumab.
“I risultati annunciati hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di entrambi gli obiettivi primari dello studio: la recurrence-free survival (Rfs), cioè il tempo libero da recidiva, e la distant metastasis-free survival (Dmfs), il tempo libero dallo sviluppo di metastasi a distanza. “La nostra forza è essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio – sottolinea Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia medica melanomi, dipartimento di Oncologia medica dell’Int di Milano – Un risultato che testimonia lo straordinario lavoro di tutto il gruppo multidisciplinare coinvolto nella sperimentazione: chirurghi, oncologi medici, anatomopatologi, infermieri di ricerca, data manager”.
Il trattamento “è destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva: pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, con metastasi nei linfonodi regionali o, in alcuni casi, con singole metastasi a distanza radicalmente asportate. Il vaccino è costruito a partire dal materiale tumorale del singolo paziente. Dopo un controllo di qualità, il tessuto viene analizzato attraverso un algoritmo computazionale in grado di identificare fino a 34 neoantigeni, cioè proteine specifiche delle cellule tumorali di quel paziente. L’mRna che codifica per questi neoantigeni viene quindi incapsulato in nanoparticelle lipidiche, per favorire l’accesso alle cellule target”. Una volta somministrato, il vaccino stimola l’espansione delle cellule T specifiche contro il tumore e una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue che esprimano gli stessi antigeni.
“È una vera terapia personalizzata – spiega Del Vecchio – perché il vaccino viene costruito sulla base delle caratteristiche del tumore del singolo paziente. L’obiettivo è consentire al sistema immunitario di riconoscere ed eliminare anche eventuali microfocolai metastatici responsabili della ripresa della malattia”. L’immunoterapia con pembrolizumab è già oggi in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma ad alto rischio. L’aggiunta del vaccino - precisano gli esperti - ha dimostrato di aumentare ulteriormente questa capacità, riducendo in maniera statisticamente significativa sia il rischio di recidiva, sia quello di sviluppare metastasi a distanza. Particolarmente rilevante anche il profilo di sicurezza: “l’aggiunta del vaccino non ha determinato un aumento apprezzabile della tossicità rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto importante in un trattamento adiuvante, somministrato cioè a pazienti nei quali non è presente una malattia macroscopicamente evidente”.
I dati completi dello studio saranno presentati al Congresso Esmo - European Society for Medical Oncology di ottobre a Madrid. Il protocollo dello studio prevede la prosecuzione del follow-up dei pazienti per valutare anche la sopravvivenza globale. “Se questi risultati saranno confermati – conclude Del Vecchio – questo approccio potrà diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio. Per arrivare a questo obiettivo sarà fondamentale una collaborazione stretta tra varie figure professionali”.
La gestione di una terapia personalizzata di questo tipo richiede, infatti, una forte integrazione multidisciplinare: dalla qualità e analisi del materiale tumorale alla somministrazione del vaccino e al monitoraggio dei pazienti. È un percorso complesso che mette insieme competenze diverse e nel quale, e qui sta la differenza, l’esperienza maturata dall’Int di Milano, sia nel vaccino in questione sia in generale nella ricerca e cura del melanoma, rappresenta un elemento fondamentale.

(Adnkronos) - Si è spenta, nella notte di ieri, all'ospedale Pertini di Roma, la cantante lirica Bice Bochicchio, 92 anni, madre di Gabriele Paolini, il noto 'disturbatore televisivo'. Ne ha dato notizia lo stesso Paolini.
Per il decesso della madre - 'mamma Bice', come la chiamava il figlio sui social - Paolini ha presentato una denuncia per malasanità contro la casa di cura romana dove la mamma aveva fatto la riabilitazione dopo un ictus e da cui era stata dimessa a fine luglio, a parere del figlio con un'infezione non controllata.

(Adnkronos) - "Prendersela con Alessandro Vescini sarebbe come prendersela con Jack Nicholson che per girare la scena di 'Here's Johnny' pare abbia impiegato 60 tentativi". Comincia così il messaggio condiviso sui social da Pierluigi Pardo, intervenuto, per difendere l'inviato di DAZN dopo le polemiche seguite alla sua gaffe in occasione della prima giornata di Serie A.
Prima di Udinese-Como, Vescini infatti si era 'ingarbugliato' durante il suo intervento e, non rendendosi conto di essere in diretta, aveva chiesto al cameraman di ricominciare da capo. Il video della gaffe è stato condiviso sui social e da quel momento sono volate critiche nei confronti del giornalista.
Pardo ha così deciso di prendere le sue difese spiegando anche i meccanismi dietro un quaslasi collegamento televisivo: "Se registri un finto live sai che potrebbe andare o non andare in onda e che se non ti piace puoi decidere di fermarti. A me in carriera è successo centinaia di volte. Chi lo insulta sul piano professionale dimostra di non essere particolarmente acuto".
Il giornalista ha poi aggiunto: "Ora, capisco che la gente non sia tenuta a conoscere i meccanismi della tv ma pensare che uno in diretta si fermi da solo fa abbastanza ridere. Ovviamente c'è stato un errore nel mandare in onda quella clip, una gaffe evidente, ma prendersela con lui è surreale. Poi, certo, io e Ale siamo tra quelli che a volte sbagliano, non siamo brillanti, geni del public speaking e formidabili conduttori come quelli che criticano", ha detto Pardo ironizzando su se stesso e sul collega, "ma ci stiamo allenando... un abbraccio amici, facciamoci una risata qualche volta".

(Adnkronos) - Favorire lo scambio di idee, la nascita di collaborazioni e la valorizzazione dei giovani talenti è l’obiettivo del XXXII Congresso nazionale della Divisione di Chimica analitica della Società chimica italiana, il principale appuntamento scientifico nazionale del settore che, dal 6 al 10 settembre, riunirà circa 400 studiose e studiosi da università e centri di ricerca italiani al Campus Scientifico di Ca’ Foscari a Mestre il. L’organizzazione locale è coordinata dai 2 dipartimenti cafoscarini che hanno sede al Campus Scientifico: dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica e dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi. Il programma - informa una nota - comprenderà conferenze plenarie tenute da ricercatrici e ricercatori di respiro internazionale, come Susana Campuzano Ruiz dell’università Complutense di Madrid, Ralf Ebinghaus dell’Istituto di Chimica ambientale costiera, Helmholtz-Zentrum Geesthacht ed Elia Psillakis dell’università Tecnica di Creta.
Attualmente, la ricerca punta allo sviluppo di tecniche di laboratorio e strumentazioni sempre più avanzate, capaci di identificare e quantificare sostanze presenti in concentrazioni estremamente basse, anche all’interno di campioni molto complessi. “Un esempio significativo è il recente ‘caso Sinner’ - illustra la nota - Grazie all’elevata sensibilità delle tecniche analitiche impiegate nei controlli antidoping, è stato possibile rilevare tracce infinitesimali di clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico derivato dal testosterone. Nei campioni analizzati è stata rilevata una concentrazione di clostebol pari a 86 picogrammi per millilitro, corrispondente a una quantità inferiore a un miliardesimo di grammo per millilitro. Si tratta, dunque, di una concentrazione estremamente ridotta, individuabile soltanto grazie a strumenti di altissima sensibilità. Le stesse tecnologie trovano ampia applicazione anche nei controlli ambientali, consentendo di individuare contaminanti organici e inorganici presenti nell’acqua, nell’aria, nel suolo e persino del ghiaccio, consentendo di ricostruire i meccanismi di deposizione di numerose specie chimiche in aree remote”.
Un’altra delle sfide più innovative della chimica analitica riguarda lo sviluppo di dispositivi portatili, miniaturizzati e semplici da utilizzare, in grado di eseguire analisi direttamente sul luogo di interesse e, in alcuni casi, in tempo reale. “Ne sono un esempio i dispositivi per il controllo della glicemia nei pazienti diabetici - continua la nota - come i tradizionali glucometri o i piccoli sensori applicati al braccio, che permettono il monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue. In modo analogo, la ricerca nel campo dei sensori e dei biosensori è orientata alla realizzazione di sistemi capaci di monitorare continuamente numerosi biomarcatori clinici, nonché parametri legati alla qualità dell’acqua e dell’aria”. Questi dispositivi, riferiscono gli esperti - potrebbero rendere le analisi più rapide, accessibili e frequenti, favorendo interventi tempestivi sia in ambito sanitario sia nella tutela dell’ambiente.

(Adnkronos) - Nessuna limitazione per gli automobilisti di 85 anni secondo il nuovo Codice della strada. E' giusto? Sì, secondo il geriatra. "Ha fatto bene il ministro Salvini a ritirare una norma draconiana che avrebbe penalizzato gli anziani. Concordo con lui sulla necessità di puntare su una maggiore attenzione alle valutazioni personalizzate. Personalmente ritengo che dai 75 anni debbano essere effettuate valutazioni cliniche più accurate, attente e personalizzate, evitando procedure eccessivamente burocratiche", dice all'Adnkronos Salute Nicola Ferrara, professore di Geriatria all'università degli Studi di Napoli Federico II, commenta la retromarcia del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha smentito "l'arrivo di particolari limitazioni alla guida per gli over 85" nell’ambito del nuovo Codice della strada.
"Partiamo dal principio che l’età, di per sé, non deve rappresentare un motivo di esclusione – sottolinea Ferrara -. In particolare, l'uso dell’auto è ormai un bene acquisito e rappresenta uno strumento importante per la salute, il lavoro, il tempo libero e, più in generale, per sentirsi autosufficienti. Inoltre, la mobilità è un principio fondamentale, garantito dalla Costituzione".
Con l'avanzare dell’età, tuttavia, "alcune funzioni possono modificarsi, anche in modo significativo. Parliamo dell’udito, della vista, della capacità attentiva e dei riflessi. Sappiamo inoltre che, nella popolazione anziana, c’è chi presenta una o più patologie per le quali assume farmaci. Per questo, dai 75 anni in poi, occorre una valutazione più approfondita e attenta da parte di specialisti, non solo dell’oculista, ma anche del geriatra" aggiunge. Una posizione che, dunque, non prevede un limite generalizzato legato all’età, ma un sistema di valutazione più individuale. "Per introdurre questo approccio – sottolinea Ferrara – sarà necessario modificare la legge e non sarà un percorso semplice".
In una nota, il Mit ha spiegato: "Su espressa richiesta del ministro Salvini, le disposizioni sul tema sono state da tempo espunte dalle norme di comportamento del Titolo II, per evitare di penalizzare questa fascia di età. Conseguentemente, nel testo finale, il riferimento sarà espunto anche dalla Tabella del Titolo V, sulla quale hanno lavorato anche tecnici di altre amministrazioni". La smentita è arrivata dopo la diffusione di notizie relative a specifiche limitazioni alla guida per gli over 85. Il quadro, dunque, è quello di nessun divieto per gli over 85 alla guida, accompagnato però da controlli medici più rigorosi per le persone anziane e da inasprimenti sull’uso del cellulare, anche nei confronti dei pedoni durante l’attraversamento della strada.

(Adnkronos) - Il Signore degli Anelli si trova a Gaeta. Un uomo di 56 anni, originario di Caserta e residente a Scauri, coltiva la passione per il metal detector, che utilizza sulle spiaggie campane per ritrovare le fedi nuziali dei bagnanti andate perdute nella sabbia.
L'uomo ha raccontato questo suo 'hobby' a Il Messaggero: "Ho cominciato circa vent'anni fa perché questo mondo mi aveva sempre affascinato. All'inizio, però, non riuscivo a trovare quasi nulla: il metal detector deve essere regolato correttamente e bisogna imparare a conoscerlo. Con il tempo ho acquistato apparecchi più adatti e mi sono specializzato. Ho fatto parte anche di alcune associazioni, poi ho deciso di proseguire autonomamente. Da almeno sette anni pubblico sui social le fotografie delle fedi che ritrovo e, grazie alla condivisione, in molti casi riesco a risalire ai proprietari e a riconsegnarle", ha rivelato nell'intervista.
"In media effettuo una decina di interventi ogni estate. Quando vengo contattato, cerco innanzitutto di capire il punto esatto nel quale l'oggetto è stato smarrito", ha raccontato l'uomo, "a volte le coincidenze aiutano: un giorno, per esempio, ero già in acqua a Sant'Agostino quando mi hanno telefonato per una ricerca proprio in quella zona. È importante intervenire il prima possibile e avere indicazioni precise".
"La tempestività è fondamentale. Se intervengo dopo uno o due giorni riesco quasi sempre a ritrovare l'oggetto; quando trascorre più tempo, invece, la ricerca diventa molto più difficile. Incidono anche le condizioni del mare. Se è agitato non si può lavorare bene e, in ogni caso, io entro in acqua soltanto fino a quando arriva all'altezza del collo: non mi immergo e non effettuo ricerche al largo. Preferisco le prime ore del mattino, quando il mare è generalmente più calmo e sulla spiaggia ci sono poche persone".
L'uomo ha consigliato ai bagnanti alcune precauzioni: "Dico sempre di non divulgare troppo la notizia e soprattutto di non indicare pubblicamente il punto preciso dello smarrimento. Ci sono persone che, anche durante la notte, percorrono le spiagge alla ricerca di anelli e monili d'oro da rivendere", ha rivelato, "prima di riconsegnarla chiedo alla persona di indicarmi che cosa è inciso all'interno dell'anello. È una verifica semplice, ma indispensabile per evitare che la fede finisca nelle mani sbagliate".
Nessun compenso: "Non chiedo soldi, lo faccio per passione. Chi vuole può lasciarmi una donazione libera, anche come rimborso per le spese affrontate, ma non chiedo somme".
Una buona lettura in compagnia di un cane, per creare un clima
rilassante, amichevole e stimolante: Biblioteca Comunale Pula
accoglie dal 25 al 27 agosto "Pet Therapy in biblioteca: letture a
quattro zampe" laboratori gratuiti di lettura assistita dedicati a
grandi e piccoli con una forma di disabilità.
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(Adnkronos) - Quando è troppo è troppo. Sembra essere questo il messaggio lanciato da un cervo a un turista che si era avvicinato troppo all'animale. Un video diventato virale sui social, girato lo scorso 22 agosto, mostra il momento in cui il cervo carica un uomo e lo scaraventa a terra nei pressi del lago di Scanno, famoso per la sua forma a cuore.
Il cervo era stato circondato da un gruppo di turisti: c'era chi si limitava ad ammirarlo da una certa distanza e chi, invece, si era avvicinato fino ad 'accarezzarlo'. A quel punto, probabilmente infastidito dalla presenza delle persone invadenti, l'animale selvatico ha caricato uno degli uomini presenti, spingendolo a terra con aggressività. L'uomo fortunatamente è rimasto illeso, ma il video non è passato inosservato e ha suscitato diverse critiche nei confronti dei turisti.

(Adnkronos) - Mare mai così caldo. La temperatura media giornaliera globale della superficie del mare (Sst) ha raggiunto il livello più alto mai registrato, superando il precedente record stabilito nel marzo 2024. Copernicus Climate Change Service (C3S) ha confermato il record: con una temperatura di 21,1 °C il 22 agosto è stato superato il precedente valore massimo di 21,09 °C.
"Sebbene i record giornalieri debbano sempre essere interpretati in un contesto climatico più ampio, questo traguardo è coerente con il continuo riscaldamento a lungo termine degli oceani globali e con l'emergere di un evento El Niño estremo nel Pacifico tropicale", spiega Copernicus.
"Questo record è un altro chiaro segnale di un oceano sottoposto a crescente stress - avverte Samantha Burgess, responsabile strategica per il Clima presso l'Ecmwf - El Niño sta aggiungendo calore al sistema, ma lo fa in aggiunta a decenni di riscaldamento causato dall'uomo. Con l'aumento continuo delle temperature oceaniche, aumentano anche i rischi per gli ecosistemi marini e le comunità costiere. Le conseguenze sono già visibili: il numero di giorni di ondate di calore marine a livello globale è più che triplicato dall'inizio degli anni '90, esercitando una pressione crescente sugli ecosistemi marini e sulle comunità che dipendono da essi".
"La tempistica del record è particolarmente degna di nota - avverte C3S - Le temperature oceaniche globali sono in genere più elevate a marzo e aprile, dopo l'estate australe, eppure questo record è stato raggiunto ad agosto; inoltre, supera anche il precedente valore massimo di agosto, registrato nel 2023, di 20,98 °C. Questo ultimo record giornaliero segue, poi, una serie di valori massimi o quasi mensili di temperatura superficiale del mare osservati nel corso del 2026 nell'oceano extrapolare, a conferma del persistente riscaldamento che interessa gran parte dell'oceano globale". Il set di dati C3S Era5 risale al 1979.
Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), si prevede che El Niño si intensificherà nei prossimi mesi, mentre il sistema di previsione stagionale C3S suggerisce che il fenomeno potrebbe raggiungere livelli mai visti da diversi decenni.
L'aumento a lungo termine delle temperature oceaniche ha conseguenze di vasta portata sia per le comunità che per gli ecosistemi - spiega C3S - Un oceano più caldo contribuisce all'innalzamento del livello del mare attraverso l'espansione termica, aumentando i rischi per le comunità costiere e le nazioni insulari a bassa quota. Temperature più elevate aumentano anche la probabilità e l'intensità delle ondate di calore marine, che possono danneggiare ecosistemi chiave come le barriere coralline e le praterie di fanerogame, alterando a loro volta le reti trofiche marine e settori come la pesca e l'acquacoltura.
L'aumento delle temperature oceaniche accresce anche il potenziale di eventi meteorologici estremi. Un oceano più caldo trasferisce più calore e umidità all'atmosfera, intensificando potenzialmente le precipitazioni e alcuni sistemi temporaleschi - evidenzia Copernicus - Inoltre, un oceano più caldo diventa meno efficiente nell'assorbire anidride carbonica dall'atmosfera, indebolendo potenzialmente uno dei più importanti sistemi di protezione naturale del pianeta contro i cambiamenti climatici.

(Adnkronos) - Desme Digital ha aderito al Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy (MinIT), la rete che riunisce imprese, atenei, centri di ricerca e istituzioni attivi nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo delle filiere del Made in Italy. Il Cluster lavora su ricerca, trasferimento tecnologico, progettazione condivisa e networking, con l'obiettivo di favorire il confronto tra università e sistema produttivo. L'agenzia porta nel Cluster le proprie attività di ricerca applicata sull'intelligenza artificiale, che procedono lungo due direttrici. La prima riguarda l'applicazione dell'IA nei processi ad alta intensità di conoscenza in ambiti sensibili e ha due obiettivi: rendere esplicito e verificabile il ragionamento alla base delle risposte dei modelli generativi, attraverso approcci neurosimbolici, e proteggere la proprietà intellettuale tramite soluzioni di edge computing. La seconda riguarda l'impiego dell'Ia in ambito transmediale, per costruire ecosistemi capaci di integrare contenuti, formati e fonti diverse.
Desme Digital lavora con imprese, enti pubblici e organizzazioni su comunicazione, branding, digital marketing, rapporti con i media e progetti di trasformazione digitale. L'organico conta circa venti professionisti, in maggioranza under 40, con competenze che vanno dalla progettazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche alla produzione di contenuti. Con l'adesione al Cluster l'agenzia potrà partecipare ai tavoli di confronto della rete e concorrere a progetti condivisi con gli altri aderenti.
L'ingresso in MinIT arriva dopo anni di investimento sul territorio: sin dall'avvio l'agenzia ha costruito il proprio organico assumendo professionalità locali e creando posizioni qualificate per giovani. "L'ingresso in MinIT apre una nuova fase per noi. Crediamo che la competitività del Made in Italy si costruisca mettendo in relazione identità, tecnologia, ricerca e capacità di comunicare il valore generato. Nel Cluster porteremo le nostre competenze e la prospettiva di un'impresa radicata nel territorio, che investe nei giovani e guarda a una dimensione nazionale", dichiara Vincenzo Morello, presidente di Desme Digital.
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