
(Adnkronos) - "L'impatto dell'ipoparatiroidismo sulla vita dei pazienti, soprattutto nei casi non controllati, può essere molto diverso da paziente a paziente. Alcuni riescono a condurre una vita del tutto normale grazie alle terapie convenzionali, basate principalmente su calcio e vitamina D, con una buona qualità della vita. Esiste però una quota, seppur minoritaria, di pazienti che non risponde adeguatamente a questi trattamenti. In questi casi la malattia diventa più difficile da gestire, perché alla base c'è la carenza di paratormone, spesso dovuta a un danno delle ghiandole paratiroidi. Questa carenza altera la regolazione del calcio nell'organismo, causando livelli nel sangue troppo bassi o, talvolta, troppo alti a causa delle terapie. Si tratta di condizioni che possono accompagnare il paziente per tutta la vita e incidere in modo significativo sul benessere quotidiano". Lo ha detto Andrea Frasoldati, presidente dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) e direttore dell'Endocrinologia di Reggio Emilia, intervenuto alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell'ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
Le principali complicanze legate alla malattia, spiega Frasoldati, "derivano proprio dall'alterato equilibrio del calcio. In particolare, l'organismo fatica a trattenere il calcio, che viene eliminato in eccesso con le urine (ipercalciuria). Questo - sottolinea l'esperto - porta a un doppio problema: da un lato poco calcio nel sangue (ipocalcemia), dall'altro troppo calcio nelle urine. Per compensare i pazienti assumono più calcio, ma questo può provocare aumenti temporanei dei livelli nel sangue, aggravando ulteriormente l'eliminazione urinaria. Nel tempo, questo squilibrio può aumentare il rischio di calcoli renali, nefrocalcinosi e, nei casi più gravi, danni alla funzione dei reni".
E sul meccanismo d'azione del palopegteriparatide: "E' una forma sintetica del paratormone che agisce come terapia sostitutiva - illustra Frasoldati - La sua caratteristica principale è il rilascio graduale e prolungato nell'arco della giornata, che garantisce una copertura più stabile delle 24 ore. A differenza delle terapie precedenti, che richiedevano più somministrazioni giornaliere, questa soluzione consente un controllo più uniforme della malattia. Si tratta, di fatto, dell'ormone che mancava: un approccio già familiare in endocrinologia, dove si sostituiscono gli ormoni carenti. Le evidenze disponibili mostrano che questa terapia è in grado di riportare sotto controllo la malattia, soprattutto nei pazienti refrattari alle cure tradizionali".

(Adnkronos) - "Convivo con l’ipoparatiroidismo da 31 anni, quindi per oltre metà della mia vita. La diagnosi è arrivata dopo una tiroidectomia totale nel 1995, in un'epoca molto diversa da oggi dal punto di vista delle cure. Nel tempo ho imparato a convivere con questa patologia, che però ha sempre condizionato profondamente la mia quotidianità. E' una malattia imprevedibile: ogni giorno può iniziare e finire in modo diverso. I sintomi sono numerosi, così come i disturbi e i dolori, e questo incide su ogni aspetto della vita. Per questo l'arrivo di una nuova terapia rappresenta per noi un cambiamento fondamentale: finalmente si interviene sulla causa della malattia, fornendo ciò che ci manca, cioè il paratormone". Lo ha detto Simona Colonna, referente per il Lazio di Appi - Associazione pazienti ipoparatiroidismo, intervenuta alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell'ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
Con l'approvazione in Italia del palopegteriparatide, per Colonna "dal punto di vista della gestione della malattia cambia tutto. Siamo ad una svolta. Con la nuova terapia - spiega la paziente - è sufficiente una piccola iniezione sottocutanea al mattino e poi si può affrontare la giornata senza il continuo pensiero dei farmaci. Prima, invece, la vita era scandita da una gestione costante: quando prendere il calcio, quanto muoversi, evitare sforzi come fare le scale. Era un condizionamento continuo".
"Oggi si può tornare a stare bene, con una drastica riduzione dei sintomi. Significa passare da una vita limitata dalla malattia a una vita molto più libera e serena. Ed è questo il messaggio più importante: guardare al futuro con maggiore fiducia, grazie a terapie che migliorano davvero la qualità della vita. Sono felicissima", conclude.

(Adnkronos) - Un “mondo dell’odio talmente vasto, sempre più vasto”, una “valanga d’odio”, che “nonostante io abbia la scorta da anni e abbia 96 anni, trascina persone a mandarmi messaggi con scritto ‘perché non muori?’”. E' l'amara constatazione della senatrice a vita Liliana Segre. La senatrice a vita sopravvissuta all’Olocausto ha ricordato di quando da bambina “avevo mania di correre nei corridoi e andare a rispondere al telefono a muro. Finché venne la campagna razziale nel ‘38 e mio padre mi disse di non rispondere più al telefono. Di solito obbedivo ma qualche volta no: rispondevo e spesso quello dall’altra parte non era bambino, ma un uomo o una donna, che dicevano ‘perché non muori?’. Mai mi sarei aspettata, dopo tutto quello che c’è stato, a quasi 96 anni, di ricevere ancora tali minacce”. Quindi la domanda al ministro Piantedosi, definito “un amico che mi fa molto piacere”: “Sarà da curare?” chi la minaccia di morte online.
Quanto all'episodio di intolleranza verso la Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano in cui sfilava anche il figlio Luciano Belli Paci, Segre ammette che “da madre ero molto preoccupata”. “Ero molto preoccupata anche da figlia”, ha aggiunto la senatrice sopravvissuta all’Olocausto.
Sull'episodio è stata espressa la “condanna più netta e assoluta” e “una rinnovata solidarietà a chiunque abbia subito quell’atto vile” dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Mentre l’ex parlamentare Pd e presidente di Sinistra per Israele, Emanuele Fiano, presente al convegno, sottolineando che “sentirsi cacciati da una manifestazione che difende la libertà - ve lo assicuro io - non è una bella sensazione, è una ferita amara, che insieme bisogna risolvere, ma bisogna risolverla non pensando che ci sia la colpa da una parte e dall'altra”. Secondo Fiano “la folla dell'altro giorno ci deve preoccupare perché vuol dire che c'è un odio molto diffuso e che oggi bisogna stare attenti a fenomeni di massa”. Tuttavia, ha sottolineato Fiano, “penso che questa accusa di antisemitismo all'Anpi sia sbagliata, penso che invece serva dialogo”.
“Avrei delle critiche da fare sull'organizzazione del corteo. L'Anpi ha mosso una critica alla Brigata ebraica per essersi arrogata il diritto di stare in testa al corteo, ma invece la scelta legittima e motivata sicuramente da un problema di ordine pubblico di mettere la Brigata ebraica in quel posto è stata delle forze dell'ordine e a loro va chiesto il perché”, ha detto Fiano, ricostruendo che “dall’aver accusato la Brigata ebraica di arroganza istituzionale o di aver infranto i patti è nata una reazione uguale contraria, che non condivido. Non condivido neanche la critica che è stata fatta alla Brigata ebraica e bisogna fermarsi e parlare, perché il 25 aprile è la festa della Liberazione e la Brigata ebraica ne è un elemento. Non credo che tutti quelli che hanno inveito contro la guida ebraica urlando cose molto o poco commendevoli sappiano esattamente la loro storia. Per quello è giusto, ma questo lo dice anche l'Anpi, che la Brigata ebraica sfili al corteo”.
Dopodiché, ha aggiunto, “le regole comuni andrebbero riviste e io personalmente mi farò parte dirigente perché la prossima volta ci sia un discorso comune su cosa si può e cosa non si può fare in manifestazione per impedire che qualcuno ritenga che qualcosa è una provocazione, ma non si può certo comunque accettare che una minoranza del corteo decida chi può stare dentro il corteo o chi non può stare, questo vuol dire calpestare la Costituzione. Si può discutere su come ti presenti, su quali bandiere ci sono quali o non ci sono, se ci sono delle fotografie o non ci sono, si può discutere di tutto e io sono pronto a farlo, ma bisogna stare molto attenti a non produrre ferite”.

(Adnkronos) - "Fino a oggi il trattamento per l'ipoparatiroidismo" - malattia endocrina rara caratterizzata da bassi o inappropriati livelli di ormone paratiroideo, che determinano una riduzione dei livelli di calcio e un aumento dei livelli di fosfato nel sangue - "si è concentrato soprattutto sulla gestione dei sintomi, quindi il deficit biochimico, attraverso la somministrazione di calcio e vitamina D attivata per correggere lo squilibrio nel sangue. Si tratta però di un approccio 'cosmetico' che non interviene direttamente sulla fisiopatologia della malattia. Le nuove linee guida indicano un cambio di prospettiva: passare da una gestione puramente biochimica a un trattamento che agisca sui meccanismi alla base della patologia". Lo ha detto Riccardo Pofi, professore associato di Endocrinologia e Malattie del metabolismo alla Sapienza università di Roma e tesoriere della Società italiana di endocrinologia (Sie), intervenuto alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell’ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
"Questa nuova terapia, il palopegteriparatide - spiega Pofi - rappresenta un passo avanti importante. Gli studi dimostrano infatti come la somministrazione del farmaco, seppur giornaliera, permette di migliorare l'aderenza alle cure e, nella maggior parte dei casi, di ridurre o addirittura sospendere l'assunzione di calcio e vitamina D che fino ad oggi eravamo costretti ad utilizzare. In questo modo il paziente assume meno farmaci e beneficia di un trattamento più efficace".

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(Adnkronos) - Ascendis Pharma Italia - azienda biofarmaceutica globale focalizzata sullo sviluppo di terapie per il trattamento di malattie endocrine rare - annuncia di aver raggiunto un importante traguardo con l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico. L'ipoparatiroidismo è una malattia endocrina rara, caratterizzata da bassi o inappropriati livelli di ormone paratiroideo, che determinano una riduzione dei livelli di calcio e un aumento dei livelli di fosfato nel sangue, riporta Ascendis in una nota. La maggior parte dei pazienti sviluppa ipoparatiroidismo in seguito a danni o alla rimozione accidentale delle ghiandole paratiroidi durante un intervento chirurgico alla tiroide (circa il 75% dei casi). Altre cause non chirurgiche includono disordini autoimmuni, disturbi genetici e forme idiopatiche. La prevalenza stimata della malattia varia da 6,4 a 37 casi ogni 100.000 persone, con un'incidenza di 0,8-2,3 nuovi casi ogni 100.000 persone all'anno. In Italia si stima che ci siano circa 10.500 pazienti.
"L'ipoparatiroidismo è una delle condizioni endocrine in cui, per molti anni, è stato particolarmente evidente il divario tra la comprensione dei meccanismi biologici e la disponibilità di opzioni terapeutiche - spiega Diego Ferone, presidente nazionale della Società italiana di endocrinologia (Sie) - Si tratta di una patologia che richiede competenze specialistiche, continuità assistenziale e un approccio integrato, poiché il suo impatto va oltre il semplice controllo biochimico, influenzando significativamente la qualità della vita e gli esiti clinici a lungo termine. Rafforzare l'attenzione verso questa condizione significa riconoscerne la complessità e promuovere un approccio clinico più strutturato e consapevole".
Nei pazienti con ipoparatiroidismo - prosegue la nota - il deficit di Pth può essere associato a manifestazioni cliniche acute, come irritabilità neuromuscolare, e a complicanze a lungo termine, tra cui complicanze renali, calcificazioni extrascheletriche e alterazioni neurocognitive. "L'ipoparatiroidismo è una condizione che richiede una gestione continua e complessa, in particolare nei pazienti in cui è difficile mantenere un adeguato controllo della malattia - sottolinea Andrea Frasoldati, presidente nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) - La difficoltà nel mantenere livelli stabili di calcio espone infatti a conseguenze rilevanti, ad esempio a carico delle funzioni neuromuscolari, cognitive e renali. Finora le strategie terapeutiche disponibili hanno consentito di controllare alcuni aspetti della malattia, senza tuttavia intervenire sulla causa alla base. La terapia sostitutiva con Pth, ora rimborsata dal Ssn, agisce sul deficit ormonale e può migliorare il quadro clinico dei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia convenzionale".
Le Linee guida nazionali italiane sull'ipoparatiroidismo, presentate al 24esimo Congresso nazionale Ame a novembre 2025 - si legge ancora nella nota - evidenziano l'importanza di un monitoraggio clinico e biochimico rigoroso e di trattamenti appropriati per prevenire episodi acuti, ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità della vita dei pazienti. "Per chi convive con l'ipoparatiroidismo, ogni giorno è segnato da sintomi come spasmi, formicolii e profonda stanchezza, che incidono su ogni aspetto della vita quotidiana, dalla dieta alla mobilità fino ai momenti più delicati dal punto di vista emotivo - afferma Simona Colonna, rappresentante Appi (Associazione per i pazienti con ipoparatiroidismo) Regione Lazio - La disponibilità di palopegteriparatide come nuova opzione terapeutica in Italia può rappresentare un cambiamento importante per i pazienti perché consente di intervenire sulla carenza ormonale alla base della malattia".
Palopegteriparatide è un profarmaco dell'ormone paratiroideo (Pth 1-34) che, somministrato per via sottocutanea 1 volta al giorno, consente un rilascio sostenuto di Pth attivo, mantenendo livelli fisiologici dell'ormone nell'arco delle 24 ore, descrive Ascendis. "L'approvazione della rimborsabilità di palopegteriparatide rappresenta una pietra miliare per i pazienti che convivono con l'ipoparatiroidismo in Italia, che avranno accesso a una terapia sostitutiva con Pth rimborsata, progettata per rispondere alle esigenze della gestione quotidiana della malattia - dichiara Thomas Carlo Maria Topini, direttore generale di Ascendis Pharma Italia - Come azienda, continueremo a lavorare con determinazione per rendere disponibili questa e altre innovazioni nell'ambito delle malattie endocrine rare, con l'obiettivo di contribuire in modo concreto e duraturo al miglioramento dei percorsi di cura dei pazienti".

(Adnkronos) - Sono stati annunciati i vincitori della terza edizione della rassegna letteraria “Pagine d’aMare”, promossa e organizzata dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, in collaborazione con il Ministero della Cultura e, per questa edizione, con il Comune di Pisa.
La Giuria, presieduta da Sveva Sagramola e composta da Vittorio Macioce e Alberto Luca Recchi, ha assegnato il premio per la sezione Narrativa a “33 Isole” di Lucio Bellomo (Ugo Mursia Editore), con menzioni speciali a “Prua a Ovest” di Massimo Gregori Grgič (Il Ciliegio Edizioni) e a “Il sale di Penelope” di Ilaria Potenza e Carlotta Santolini (Ugo Mursia Editore). Per la sezione Saggistica, il riconoscimento è andato a “I vagabondi del mare” di Giorgia Bollati e Marta Musso (Codice Edizioni), con menzioni speciali a “Donne di mare” di Macrina Marilena Maffei (Pungitopo Editrice) e a “Relitti” di Leonardo D’Imporzano (Nutrimenti Mare).
“Questa rassegna – spiega il ministro Nello Musumeci – si conferma un appuntamento di rilievo nel panorama culturale, capace di raccontare il mare nelle sue molteplici dimensioni attraverso opere di qualità e autori di grande sensibilità”. La cerimonia di premiazione si terrà l’8 maggio 2026 a Pisa, presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, alle 17:30.

(Adnkronos) - "Il piglio del Patronato è quello del fare. E lo abbiamo voluto sottolineare attraverso questo progetto che è scaturito in occasione dei nostri 80 anni, l'11 febbraio 2025 scorso, e che si pone l'obiettivo di andare nelle scuole, istituti tecnici e istituti professionali, e provare sostanzialmente a lanciare dei moduli informativi. Perchè la prevenzione non è mai abbastanza, la conoscenza è un elemento su cui lavorare, perchè la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è l'obiettivo che dobbiamo traguardare. Ci siamo resti quindi protagonisti di un progetto che ha parlato ai giovani. Sono stati numerosi quelli che abbiamo incontrato con l'obiettivo di gettare un seme e avere anche un 'ritorno' da quell'esperienza per ragazzi e ragazze. E proprio in occasione della Giornata mondiale della sicurezza nei luooghi di lavoro abbiamo deciso di premiare i lavori realizzati dai ragazzi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza nei luoghi di lavoro, spiega gli obiettivi del concorso 'Dalla scuola al lavoro. La tutela prima di tutto' che ha visto la premiazione dei vincitori nella giornata di oggi.
"I responsabili della sicurezza della Cgil, della Flc che è la categoria che segue la conoscenza, e quelli dell'Inca hanno interloquito con questi ragazzi -continua- e hanno chiesto loro di reallizare prodotti multimediali come video e podcast che potessero sottolineare il valore di questa esperienza. Abbiamo coinvolto, da Nord a Sud, 7 capoluoghi di Regione del Paese, che poi sono quelli dove il fenomeno degli infortuni sul lavoro è stato più accentuato. E non escludiamo che questa esperienza possa essere ripetuta nel tempo", sottolinea ancora.
D'altrone, ricorda Pagliaro, i numeri degli infortuni sul lavoro non lasciano alternative a un impegno sempre maggiore di tutti. "Siamo sicuramente di fronte a una situazione molto critica. Nel 2025 sono state 598mila le denunce di infortunio suL lavoro, con un aumento dell'1,4% rispetto all'anno precedente. di queste 81mila, e quindi il 14% hanno riguardato giovani. E sempre nel 2025 sono state 1.093 le denunce di morti sul lavoro, di cui 8 hanno rigurdato giovani e abbiamo anche tre casi mortali che rigurdano giovani a inizio 2026. E poi sono oltre 98mila le denunce di malattia professionale. Sicuramente numeri allarmanti che impongono una riflessione a tutto tondo perchè siamo di fronte a una vera e propria emergenza", conclude.

(Adnkronos) - Il Patronato Inca, insieme a Cgil e Flc, la categoria che segue il comparto istruzione premia gli istituti superiori di sette città italiane per i lavori realizzati nell'ambito di un concorso nazionale sulla salute e la sicurezza sul lavoro. La cerimonia si è tenuta oggi, 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. L'iniziativa rientra nelle celebrazioni per gli 80 anni di attività del Patronato Inca. Sono 365 le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato alle premiazioni, previste in contemporanea, a Bari, Bologna, Catanzaro, Palermo, Perugia, Potenza e Torino. C’è chi ha realizzato manifesti, chi ha prodotto video - uno dei formati più popolari - e molto altro ancora. Tutte e tutti, giovani, docenti, rappresentanti locali e nazionali di sindacato e patronato, per confrontarsi ancora una volta sul diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro e ribadire che la tutela inizia dalla scuola.
La scelta delle città non è casuale: si tratta di capoluoghi di regioni tra le più colpite da infortuni e morti sul lavoro in rapporto agli occupati, territori da cui si è scelto di partire per investire in prevenzione e consapevolezza.
Le classi hanno seguito moduli formativi tenuti da esperte ed esperti di Cgil, Flc e Inca, con materiali multimediali e riferimenti a fatti di cronaca, per rendere il tema concreto e fornire strumenti pratici per riconoscere i rischi e adottare comportamenti corretti. Al centro del progetto i giovani impegnati nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, la nuova denominazione - in vigore dall'anno scolastico 2025/2026 - dei precedenti Pcto. I lavori realizzati dalle ragazze e dai ragazzi alla fine del percorso formativo sono stati giudicati da una commissione di esperti nell'ambito di un concorso nazionale. La scuola vincitrice di ciascuna città ha ricevuto un premio di 1.000 euro.
Il concorso, fortemente voluto da Cgil, Flc e Inca, nasce in un contesto dove i numeri di infortuni e malattie professionali sono ancora critici. Nel 2025 ci sono state quasi 598 mila denunce di infortunio, in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente, e 1.093 morti sul lavoro. Nel solo primo bimestre 2026 si sono registrati oltre 63 mila infortuni in occasione di lavoro (+2,4%) e 13.217 in itinere (+8,5%). Ancora più allarmante il dato sulle malattie professionali, che segnano un +11,3% nel 2025, arrivando a 98.000 denunce, e nei primi due mesi del 2026 sono ulteriormente aumentate del 14,2%.
E gli studenti? È bene sapere che oggi la copertura Inail per chi studia è strutturale e permanente, così come si è assicurati anche per gli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono non solo tra la scuola e il luogo di stage, ma anche tra l’abitazione e il posto in cui si effettua il tirocinio. Nel 2025, ci sono state circa 81.000 denunce di infortunio (14% del totale). Di queste, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”. I casi mortali sono stati 8. Nei primi due mesi del 2026, gli infortuni sono stati oltre 15 mila, di cui 151 nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Tre i morti.
"La sicurezza non è un obbligo formale, ma un diritto soggettivo da conoscere e praticare fin dalla scuola – ha dichiarato da Palermo, una delle città in cui è avvenuta la premiazione, Michele Pagliaro, presidente di Inca - anche durante i tirocini di Formazione Scuola-Lavoro, i giovani godono dei medesimi diritti di ogni lavoratrice e lavoratore. Fornire alle nuove generazioni gli strumenti per difendere la propria salute e sicurezza è una missione fondamentale, che deve necessariamente precedere il loro effettivo ingresso nel mercato del lavoro".
Per Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale della Flc Cgil: “La cultura della sicurezza non si apprende quando si comincia il primo rapporto di lavoro, ma è una mentalità, un processo, con costante attenzione e rispetto delle regole. A scuola, tra le priorità di chi educa, non ci sono solo apprendimenti strumentali, ma consapevolezze e valori. Per la Flc Cgil, la formazione alla sicurezza è parte del percorso più generale di formazione alla cittadinanza affidata dalla Costituzione”.
"Anche quest'anno ci troviamo fare i conti con una condizione di lavoro che non migliora – ha sottolineato Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil – Bisogna intervenire sulla catena degli appalti, sui subappalti, sulla precarietà del lavoro. La vera cartina di tornasole per capire se un’impresa funziona o no è la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo diciamo oggi, 28 aprile, giornata mondiale sulla salute e sicurezza sul lavoro, e lo ribadiamo ogni giorno: rimettiamo al centro le persone.”

(Adnkronos) - Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle prime norme Ue in materia di allevamento, alloggio, tracciabilità, importazione e gestione di cani e gatti, concordate con il Consiglio a fine 2025. Il testo è passato a larghissima maggioranza, con 558 sì, 35 no e 52 astensioni.
In base alla nuova legge, tutti i cani e i gatti presenti nell'Ue, compresi quelli di proprietà privata, dovranno essere identificabili con un microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili.

(Adnkronos) - Arisa sarà alla cerimonia di premiazione dei David di Donatello. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, la cantante di 'Magica Favola' salirà sul palco come ospite musicale. E non sarà l’unica: arriveranno anche Annalisa, come annunciato dall'Adnkronos nei giorni scorsi, e Tommaso Paradiso pronti ad animare la serata degli 'Oscar italiani', quest'anno condotti da Flavio Insinna, Bianca Balti e Nino Frassica.
I premi saranno assegnati il 6 maggio negli Studi di Cinecittà a Roma, in diretta in prima serata su Rai1.
La Regione Sardegna mette in campo 100 milioni di euro per
sostenere le filiere tecnologiche considerate "critiche"
dall'Unione Europea, attraverso l'iniziativa Step (Strategic
Technologies for Europe Platform).
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(Adnkronos) - Problemi intestinali per Valeria Marini al Grande Fratello Vip. La showgirl è entrata da poco nella casa, ma si è fatta subito notare. Nella serata di ieri infatti, Marini ha accusato problemi intestinali, cominciando a vomitare e passando una notte travagliata, che è stata notata anche dal resto dei concorrenti.
Il primo ad accorgersene è stato Raul Dumitras: "Sta vomitando", ha fatto notare agli altri. Al rientro la spiegazione di Marini non ha convinto: "È stata quella mela che ho mangiato, aveva qualcosa sopra". Antonella Elia, con cui la showgirl aveva avuto qualche dissapore in passato, ha chiesto, con una punta di ironia, se ci fosse "qualcosa di tossico sopra", mentre Adriana Volpe ha fatto notare come Marini non segue un'alimentazione propriamente equilibrata, visto che ha mangiato pasta al forno e altri cibi pesanti.
Nella casa si è poi diffusa la preoccupazione che Marini possa aver contratto un virus, tanto che Alessandra Mussolini e Paola Caruso hanno deciso di non passare la notte nella sua stessa stanza. La prima a parlare di virus è stata proprio Volpe: "Sta ancora male Valeria, dicono che ha continuato a rimettere", ha confidato alle altre concorrenti, "quindi vuol dire che magari ha qualche altra cosa. Igienizziamo tutto e laviamoci spesso le mani".

(Adnkronos) - Cos'è la grazia? Come funziona? Si può revocare? Il caso Minetti ha rimesso sotto i riflettori l'atto di clemenza che la nostra Costituzione inserisce tra quelli in capo al presidente della Repubblica. E' l'articolo 87 della Carta a prevedere che il presidente della Repubblica può, con un proprio decreto, concedere grazia e commutare le pene.
La grazia estingue in tutto o in parte la pena inflitta o la trasforma in un'altra pena (esempio, una multa al posto del carcere).
Ma come si concede la grazia? Il procedimento di concessione è disciplinato dall’articolo 681 del Codice di procedura penale. La procedura prevede che la domanda di grazia sia diretta al presidente della Repubblica ma va presentata al ministro della Giustizia. L'iniziativa è del condannato, di un suo prossimo congiunto, del convivente, del tutore o curatore o dell'avvocato. Ci sono indicazioni particolari se il condannato è detenuto. Sempre il codice di procedura penale prevede che la grazia possa essere concessa di ufficio (senza domanda e proposta).
Sulla grazia esprime il proprio parere il Procuratore generale presso la Corte di Appello (a meno che si tratti di condannato detenuto) dopo una istruttoria che comprende la valutazione di diversi elementi come la posizione giuridica del condannato, il perdono delle persone danneggiate dal reato, i dati della Polizia, le valutazioni dei penitenziari. Il parere del procuratore della Corte di appello viene acquisito dal ministro della Giustizia, che quindi trasmette la domanda (o la proposta) di grazia al capo dello Stato aggiungendo il suo "avviso", cioè specificando se è favorevole o contrario alla concessione del beneficio. La Corte costituzionale, con la sentenza 200 del maggio 2006 che risolveva proprio il conflitto di attribuzione sollevato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nei confronti del ministro della Giustizia Roberto Castelli proprio sul potere di grazia, ha affermato nella sostanza che il Capo dello Stato è titolare della grazia.
La grazia si può revocare? Sì se, come avviene in via generica, nei decreti di grazia o di commutazione della pena è inserita la condizione della revoca dell’atto in caso di commissione da parte del beneficiario di un delitto non colposo entro 5 anni dal decreto presidenziale (10 anni in caso di grazia riguardante la pena dell’ergastolo). I precedenti sono quasi inesistenti ma in questo caso c'è quello di Graziano Mesina, il bandito sardo graziato da Carlo Azeglio Ciampi nel 2004 e poi condannato nel 2016 a 30 anni di reclusione dal tribunale di Cagliari con conseguente revoca della grazia. Per gli altri casi i precedenti non aiutano. Diversi costituzionalisti hanno tirato in ballo, a proposito del caso Minetti, il principio giuridico generale in forza del quale se dovessero essere verificati da una istruttoria i presupposti infondati del beneficio si apre la possibilità di revocarlo con un apposito atto.

(Adnkronos) - Momenti di leggerezza e comicità, commozione quando parla del figlio e poi le accuse al sistema Ferragni sulla vicenda del Pandoro Gate. Elena Santarelli si racconta senza nascondersi nell'intervista a 'Belve' che sarà trasmessa questa sera, martedì 28 aprile.
Botta e risposta esilarante sulle doti del marito Bernardo Corradi: "Mio marito è un dieci e lode, Bernardone mio! Non è mai successo che non mi abbia sfiorata per mesi". La conduttrice Francesca Fagnani provoca Santarelli sulla sua gelosia. "Da mio marito ho voluto sapere tutte quelle con cui è stato, e sono tante t'assicuro. Siamo stati delle ore a scorrere la rubrica del telefono, c’erano tutte: Rai, Mediaset, Sky, La7, tutte le reti!", svela divertita la showgirl che prosegue: "Se qualche direttore delle risorse umane perde il telefono sappia che mio marito ha tutta l’agenda!".
Sul noto caso del 'Pandoro-gate', Santarelli sferza poi un attacco deciso. Fagnani le domanda del suo impegno per le associazioni per la ricerca: "Si è trovata davanti a casi di beneficenza che non erano quello che sembravano?". Santarelli risponde dura: "Sono molto delusa da Chiara Ferragni e da tutte le persone che le sono state attorno. C'è tanta gente che operava con opacità. Ci sono mamme che impacchettano pandori con tanta fatica e non meritano tutto questo: hanno creato un danno. Sono incazzata nera, le sue scuse non me le bevo. Sei Chiara Ferragni con 22 milioni di follower dovresti smuovere la ricerca". Poi la stoccata. "Quando è venuto Fedez qui ospite ho pensato: ma poverina, guarda questa donna chi si è trovata in casa fino ad adesso…".
Quando Fagnani le chiede chi le deve delle scuse, Santarelli rivela un noto personaggio della tv che "secondo me mi ha licenziata ingiustamente perché ho rifiutato un invito a cena". E infine svela la corte di un famoso calciatore che al tempo era sposato.
Quella di stasera è l'ultima puntata della stagione e oltre a Elena Santarelli verranno intervistati anche Sal Da Vinci e Romina Power. Poi il programma di Francesca Fagnani torna con tre puntate di 'Belve Crime'.

(Adnkronos) - Proprio nel giorno del suo 57mo compleanno, Pier Silvio Berlusconi finisce sotto i riflettori del più prestigioso quotidiano economico tedesco, la Börsen-Zeitung, che gli dedica un ampio ritratto mettendo al centro la sua visione e le operazioni industriali di MFE-MediaForEurope.
“Berlusconi crede nel futuro della televisione”, scrive il giornale, indicando la linea che guida tutte le mosse del gruppo: rafforzare il ruolo della Tv anche nell’era delle piattaforme globali. Una convinzione che, secondo il quotidiano, trova conferma anche nel consolidamento del mercato europeo.
Il profilo tracciato è quello di un manager “che si muove con pazienza e determinazione”, capace di portare avanti un progetto industriale nel tempo, senza trionfalismi ma con coerenza strategica.
Ed è proprio nelle operazioni di MFE-MediaForEurope che questa linea prende forma. “Con l’acquisizione del 75,6% di ProSiebenSat.1, si è avvicinato in modo significativo all’obiettivo di costruire un grande gruppo europeo della TV e dello streaming”, sottolinea la Börsen-Zeitung, indicando il passaggio chiave della strategia.
A questo si aggiunge l’espansione internazionale: dopo l’ingresso anche in Portogallo, MFE è oggi presente in Italia, Spagna, Germania, Portogallo, Svizzera e Austria, rafforzando la propria dimensione paneuropea.
Nonostante il cambiamento delle abitudini di consumo e la crescita delle piattaforme digitali, il quotidiano ribadisce che Berlusconi resta convinto del ruolo centrale della televisione. Una visione sostenuta anche dai risultati: nel 2025 il gruppo ha più che raddoppiato l’utile e ha portato i ricavi a circa 4 miliardi di euro.
Sul piano strategico, il Ceo punta sulle sinergie tra i diversi mercati: “acquisti centralizzati, integrazione di piattaforme e tecnologie e una gestione unificata della raccolta pubblicitaria”. Nel mirino ci sono nuovi Paesi europei, tra cui Paesi Bassi, Polonia e Francia.
Il quadro che emerge è quello di una strategia chiara: attraverso le operazioni di MFE-MediaForEurope, Pier Silvio Berlusconi sta costruendo, passo dopo passo, il più grande broadcaster europeo.
Infine, il ritratto evidenzia anche lo stile di leadership: "Sul piano editoriale, Berlusconi non interviene direttamente nei contenuti - anzi, ha inserito in MFE anche diversi giornalisti di area progressista", sottolinea il quotidiano. E, pur mantenendo relazioni col mondo politico ("sostiene un ricambio generazionale in Forza Italia", aggiunge la Börsen-Zeitung), per il momento "esclude un impegno politico in prima persona".

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(Adnkronos) - Re Carlo ha avuto modo, durante il suo primo giorno di visita ufficiale negli Stati Uniti, di parlare di una sua grande passione, il lavoro a maglia. E lo ha fatto con un ex campione di tuffi, l'olimpionico britannico Tom Daley, che durante i Giochi Parigi 2024 era stato ripreso a bordo vasca mentre faceva la maglia per stemperare la tensione. Una passione condivisa, quindi, di cui re Carlo e Daley hanno parlato, in tono scherzoso, durante un ricevimento in giardino offerto nella residenza di Washington dell'ambasciatore britannico, Sir Christian Turner. Un modo, anche questa volta, di stemperare la tensione e concludere in modo rilassato una giornata ricca di incontri diplomatici di alto livello.
Tra i 650 ospiti al ricevimento c'erano politici, leader di organizzazioni benefiche e personalità del mondo della cultura, ma è stata la conversazione di Carlo con Daley a catturare l'attenzione. "Mi ha detto che aveva provato a lavorare a maglia quando aveva otto anni e non era molto bravo - ha rivelato Daley - Ma ha aggiunto che potrebbe riprendere, perché sa che fa molto bene alla salute mentale". Il campione olimpico, che ora vive a Los Angeles con il marito e i due figli, ha descritto il lavoro a maglia come il suo "sfogo per la creatività, la consapevolezza e la meditazione", e ha accennato a una futura collaborazione con il re. "Vorrei provare a reinserirlo nel programma scolastico e forse lui può aiutarmi a farlo", ha aggiunto.
Tra gli ospiti presenti al ricevimento c'erano il segretario del Tesoro Scott Bessent, il senatore Ted Cruz, l'ex presidente della Camera Nancy Pelosi, l'attuale presidente della Camera Mike Johnson e il compagno di scuola del Principe William, Guy Pelly, ma anche star dello sport come la calciatrice britannica Esme Morgan, vincitrice di un titolo europeo con la nazionale inglese femminile e giocatrice del Washington Spirit.
La regina Camilla, che si è detta ''molto stanca per il jet lag'' e il lungo viaggio in aereo, durante il ricevimento ha parlato con i responsabili di organizzazioni benefiche impegnate nella lotta contro lo sfruttamento minorile e gli abusi sessuali. Michelle DeLaune, amministratrice delegata del National Centre for Missing and Exploited Children, ha definito la regina "meravigliosa" per aver "sensibilizzato l'opinione pubblica", sottolineando che "molte persone soffrono in silenzio e avere qualcuno, come lei, a cui ispirarsi, dà la sensazione di non sentirsi così soli". Sulla possibilità che Carlo e Camilla incontrino le vittime di Epstein, DeLaune ha detto: ''Penso che debba essere una scelta individuale, del re e della regina'' e ''credo che le voci delle vittime e dei sopravvissuti non solo vengano ascoltate, ma che si stiano anche compiendo progressi. Continueremo a lavorare per garantire che le loro voci siano forti e chiare".

(Adnkronos) - “Non lo sento da qualche settimana, non lo vedo di persona da 10 anni, ma siamo sempre in contatto, anche con i miei figli. Dimytro è venuto negli anni ad Atripalda quattro-cinque volte. E’ come un figlio per me”. Lo racconta all’Adnkronos Domenico Ventre, maresciallo dei Carabinieri in pensione, nato a Fracolise (Caserta), un pezzo di vita professionale ad Atripalda, in provincia di Avellino, poi trasferitosi con la famiglia a Bellinzago Novarese (Novara). Ventre ha accolto a casa sua sin dall’estate del 1986 l’ex ministro degli Esteri del governo ucraino, Dmytro Kuleba. Dopo il disastro nucleare di Chernobyl, di cui nei giorni scorsi è stato il 40esimo anniversario, dall'Ucraina partirono molti bambini, attraverso le associazioni, per trascorrere spesso le vacanze in Italia, che era considerata più sicura per la loro salute. Tra Avellino e dintorni ne arrivano circa 40: tra loro c'era anche il giovane Dmytro. Che anche in recenti interviste ha detto di voler tornare ad Atripalda, una volta finito il conflitto in Ucraina.
“Lui viveva in condizioni economiche difficoltose ai tempi, il reddito familiare era piuttosto basso, seppure la madre fosse un'insegnante ed il padre fosse un ambasciatore in Polonia e poi in Svizzera. Tra l’altro lo incontrai a Napoli nel 1994 per il G7”, rammenta Ventre, “ma l’ho rivisto anche ad Atripalda e poi a Kiev, dove siamo stati con tutta la famiglia. Una città meravigliosa, ora deturpata dai bombardamenti. A Dmytro ho detto che ancora oggi casa mia è casa sua, quando vuole”.
C’è un aneddoto sull'ex ministro Kuleba che Ventre racconta con il tratto di un genitore: “Quando Dmytro è andato via la prima volta da Atripalda, tra le lacrime di mia moglie che si era affezionata tantissimo a lui, prima che salisse sul bus diretto verso Kiev mi feci dare la sua macchina fotografica e, senza che se ne accorgesse, al posto del rullino infilai 200 mila lire, dicendogli di portare poi la macchina al collo, senza piazzarla tra i bagagli, che venivano ispezionati al dettaglio. La sorpresa fu grande al suo ritorno a casa, quei soldi sono stati una salvezza per lui e la sua famiglia, valevano ben più della futura liquidazione che avrebbero incassato sia il padre che la madre. Poi sono venuti tutti a Milano, Dmytro con i genitori è stato presente al matrimonio di mia figlia. E’ un pezzo della mia famiglia, per sempre”.

(Adnkronos) - 232.841 imprese, 1,09 milioni di occupati e 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (circa il 4% del totale nazionale).
Questi i numeri della Blue Economy in Italia che emergono dal report “Blue Economy: una leva strategica per la crescita dell’economia italiana” curato dall’Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di Bper Banca. Lo studio approfondisce a 360 gradi la realtà e le prospettive di quella che viene definita “una delle principali direttrici di sviluppo dell’economia globale”, dal valore pari al 3% del PIL mondiale, con ampi focus sui contesti europeo, italiano e dei singoli territori. Un settore in cui il nostro Paese, in un quadro europeo caratterizzato da una forte specializzazione e da segmenti ad alto contenuto tecnologico, si colloca ai primi posti in diversi ambiti.
Tra i principali attori in Europa “l’Italia si colloca al 3° posto per valore aggiunto ed occupazione distinguendosi per un modello ibrido e diversificato che integra turismo, logistica e industria” con la cantieristica navale che “rappresenta un’eccellenza industriale, con il ponendosi al 2° posto in UE per valore aggiunto e con una leadership globale nei segmenti ad alta complessità”, spiega l’analisi di Bper. Nel comparto “il volume d’affari complessivo è superiore a 16 miliardi di euro, con circa 31–32 mila addetti e una forte capacità di attivazione lungo filiere ad alta specializzazione”.
La Blue Economy italiana si conferma quindi come “una leva strategica per la crescita sostenibile e la competitività del Paese, in grado di coniugare vocazioni territoriali, capacità industriale e posizionamento internazionale”. La sfida per consolidare il primato del Paese nel medio-lungo periodo è quella di saper valorizzare le eccellenze esistenti (dalla cantieristica alla logistica, fino al turismo costiero) e sviluppare nuove traiettorie di crescita ad alto contenuto tecnologico in un contesto dove transizione energetica, sostenibilità degli ecosistemi e tensioni geopolitiche possono condurre alla necessità di tempestivi riposizionamenti competitivi.
Per uno sviluppo che per dispiegarsi pienamente, afferma il report di Bper, avrà bisogno di “un rafforzamento delle infrastrutture logistiche e portuali, un’accelerazione negli investimenti nei comparti innovativi (in particolare nelle energie marine e nella digitalizzazione della filiera) e una maggiore integrazione tra politiche industriali, ambientali e di coesione territoriale”.
“BPER guarda da sempre alla Blue Economy con attenzione, affiancando alle aziende del comparto una struttura corporate dedicata - afferma Eliana Chessa, Responsabile Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di BPER - Il report che abbiamo elaborato testimonia quanto il settore sia fortemente dinamico, articolato ed espressione di diverse eccellenze del Made in Italy. Accompagnare lo sviluppo di questo mondo significa valorizzare competenze e iniziative che sono un patrimonio unico dell’imprenditoria italiana con ricadute positive importanti sui nostri territori. Ci auguriamo che il paper che BPER oggi presenta possa essere di supporto a tutti gli attori che credono che il futuro del Paese abbia nel mare una risorsa fondamentale”
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