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(Adnkronos) - "In relazione a quanto accaduto negli ultimi giorni, sento il dovere di intervenire pubblicamente per chiarire, con fermezza, la mia posizione. Anzitutto, è necessario chiamare i fatti con il loro nome. Quello che è avvenuto non è stato un diverbio, non è stato uno scontro tra due persone che si sono affrontate ad armi pari, non è stato un semplice momento di tensione reciproca". Inizia così una lunga nota del noto tipster Kristian Pengwin, protagonista negli ultimi giorni di un acceso confronto con l'attaccante della Fiorentina Moise Kean.
Pengwin, che aveva ricevuto alcuni messaggi molto duri dal centravanti azzurro sui social dopo averlo criticato per la prestazione in Nazionale contro la Bosnia, ha avuto un confronto di persona con Kean (organizzato da Le Iene) e la situazione è degenerata: "Si è trattato - scrive Pengwin - di una aggressione verbale unilaterale nei miei confronti, nel corso della quale Moise Kean ha pronunciato parole gravi e minacciose, travalicando in modo evidente ogni limite del confronto, anche acceso, che può fisiologicamente accompagnare il mondo del calcio e del commento sportivo. Ed è proprio questo il primo punto che non può essere ridimensionato né confuso: io non ho preso parte a una lite tra pari, ma ho subito un comportamento intimidatorio e verbalmente aggressivo, che avrebbe meritato da subito ben altra consapevolezza e ben altra presa di posizione".
"Tuttavia, per quanto quelle minacce siano state gravi e inaccettabili, c’è un aspetto che, sul piano umano e civile, mi ha colpito ancora più profondamente. Mi riferisco alle espressioni utilizzate da Moise Kean con riferimento alla mia presunta non italianità" aggiunge Pengwin, con riferimento all'attacco verbale di Kean, che lo ha definito "polacco".
"Parole di questo tipo - aggiunge - non rappresentano una semplice offesa personale, ma evocano un contenuto ben più pesante, perché colpiscono la dignità della persona e richiamano un criterio di esclusione identitaria che non dovrebbe trovare alcuno spazio né nello sport né nel dibattito pubblico. Si tratta di parole tanto più dolorose in quanto provenienti da chi, per storia personale e per il ruolo pubblico che ricopre, dovrebbe avere particolare sensibilità verso il peso dei pregiudizi, delle etichette e delle discriminazioni. Proprio per questo, da Moise Kean ci si sarebbe aspettati maggiore lucidità, maggiore responsabilità e soprattutto la capacità di comprendere fino in fondo la gravità di certe espressioni". Il tipster tira in ballo anche la Fiorentina: "Non posso poi non evidenziare la posizione della Fiorentina. Dinanzi a parole così gravi e a una aggressione verbale così evidente posta in essere da un proprio tesserato, ci si sarebbe aspettata una presa di distanza chiara, un richiamo serio, una stigmatizzazione inequivoca. Nulla di tutto questo è avvenuto con la forza e la nettezza che la situazione avrebbe imposto. Il fatto che Moise Kean sia successivamente comparso in un’intervista realizzata nei campi di allenamento della Fiorentina, in un ambiente completamente brandizzato e immediatamente riconducibile alla società, senza una contestuale e chiara condanna delle parole pronunciate, ha dato l’impressione che si sia voluto trasformare un episodio gravissimo in un’occasione di visibilità, anziché in un momento di responsabilità. Ed è proprio questo che trovo inaccettabile".
In chiusura, Pengwin ribadisce la gravità di quanto accaduto: "Le parole hanno un peso. Le minacce hanno un peso. Le allusioni discriminatorie hanno un peso ancora maggiore. E quando tutto questo viene tollerato o anche solo non chiaramente condannato, il messaggio che passa è devastante. Nonostante l’amarezza che questa vicenda mi ha lasciato, continuerò a fare il mio lavoro con la stessa libertà, la stessa serietà e la stessa passione di sempre. Non ho alcuna intenzione di alimentare ulteriormente questa storia, né di trasformarla in uno scontro permanente. Ho detto ciò che ritenevo doveroso dire e, per quanto mi riguarda, finisce qui.

(Adnkronos) - Dopo Londra e Marsiglia, potrebbe saltare anche la tappa italiana di Kanye West a causa delle controversie legate a dichiarazioni antisemite del rapper. Con una diffida urgente inviata al Prefetto di Reggio Emilia il Codacons ha chiesto oggi lo stop al concerto atteso il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, nell’ambito dell’Hellwatt Festival.
Dopo la decisione del Regno Unito di revocare il permesso d’ingresso al rapper americano, che era atteso al Wireless Festival di Londra, a causa di alcune sue dichiarazioni giudicate 'antisemite', il caso dell'artista è esploso anche in Italia. "La presenza dell’artista è attualmente al centro di una diffusa e crescente controversia internazionale, determinata da dichiarazioni e condotte pubbliche dello stesso, già oggetto di forti reazioni istituzionali – scrive il Codacons nell’istanza – Una partecipazione che potrebbe generare tensioni, manifestazioni di protesta e potenziali situazioni di disordine pubblico. Un rischio che appare concreto, attuale e prevedibile, alla luce di elementi oggettivi e convergenti: il clamore mediatico internazionale, i precedenti divieti e rinvii adottati in altri Paesi europei per ragioni di ordine pubblico, nonché la prevedibile mobilitazione di gruppi contrapposti in occasione di un evento di rilevanza straordinaria e ad altissima affluenza".
"In tale contesto, trova piena applicazione il principio di precauzione, che impone all’Autorità amministrativa di intervenire anche in presenza di un rischio potenziale, quando siano coinvolti beni primari quali la sicurezza e l’incolumità pubblica. Non può essere tollerato che un evento già ritenuto problematico sotto il profilo dell’ordine pubblico in altri Paesi europei venga autorizzato in Italia in assenza di una rigorosa valutazione preventiva”. Per tali motivi il Codacons ha diffidato la Prefettura di Reggio Emilia a "disporre l’immediato annullamento dell’evento in oggetto, evitando che il territorio nazionale divenga teatro di criticità già ritenute incompatibili con il bene pubblico in altri ordinamenti europei. Si ritiene che l’Italia, in questo momento storico segnato da forti tensioni sociali e internazionali, non ha bisogno di eventi divisivi e potenzialmente destabilizzanti, ma di scelte responsabili, improntate alla massima tutela dell’ordine e della sicurezza collettiva".

(Adnkronos) - "Un viaggio dentro il cuore pulsante della sanità". Si presenta così 'Globuli Bianchi', il "primo podcast interamente realizzato da un ospedale pubblico". A promuoverlo è l'Asst Valle Olona, che ha scelto di "condividere esperienze, sfide, emozioni e racconti di chi lavora ogni giorno per proteggere la salute" delle persone. La sanità vista con gli occhi di chi la vive da dentro. Il progetto, spiegano oggi i promotori durante la presentazione del nuovo podcast istituzionale, nasce per "avvicinare i cittadini al mondo della sanità pubblica attraverso storie reali" e "competenze di professionisti sanitari, sociosanitari e amministrativi".
Un racconto pensato per rendere la sanità più comprensibile, accessibile e vicina, ideato e narrato dal giornalista Simone Girardin, dirigente della comunicazione di Asst Valle Olona, che ha scelto per i contenuti un linguaggio semplice, "ma - assicurano dall'Asst - rigoroso, nel pieno rispetto della privacy". Poco dopo la mezzanotte, quindi a partire da sabato 18 aprile, sarà 'on air' la prima puntata. Ognuna durerà 10 minuti. "Raccontiamo ciò che spesso resta dietro le quinte: le persone, le scelte, le responsabilità e l'impegno quotidiano di chi lavora nella sanità", spiega Girardin parlando direttamente dalla sala podcast realizzata all'interno dell'ospedale. "La prima serie si intitola 'La febbre del venerdì sera' ed è ambientata nei nostri pronto soccorso durante le notti del fine settimana". Un'immagine: voci e sirene in lontananza, luci al neon e lunghe attese, introduce il trailer: "E' venerdì sera e, mentre la città va a dormire, il Pronto soccorso dell'Asst Valle Olona si popola di storie". Questa serie di puntate del podcast porta gli ascoltatori "dove nessuno lo ha mai fatto prima - dice Girardin nell'audio 'prefazione' - dove la scritta 'accesso vietato ai non addetti' vale per tutti, ma non per noi e neanche per voi". 'La febbre del venerdì sera', continua il giornalista, "attraverso le voci di medici e infermieri, offre uno sguardo autentico - a tratti ironico, a tratti toccante - su ciò che accade nelle ore più intense". Ogni episodio è "una storia vera, a volte incredibile, a volte surreale", ma capace di emozionare. Una finestra sul mondo degli operatori che "vivono la notte, tra situazioni improbabili, casi assurdi e momenti di pura umanità".
Obiettivo dell'iniziativa? "Vogliamo costruire un rapporto più diretto con i cittadini, basato su fiducia, trasparenza e ascolto", commenta il direttore generale Daniela Bianchi che ha fortemente voluto questo progetto. Interamente realizzato e prodotto dall'Asst grazie al team della Comunicazione (Anna Maffucci e Chiara Colombo), 'Globuli Bianchi' sarà disponibile ogni sabato sulle principali piattaforme podcast, sul canale ufficiale YouTube e sui canali digitali di Asst Valle Olona. E dopo l'estate, preannunciano dalla struttura lombarda, si partirà anche con il vodcast (video podcast). Titolo: 'Fuori orario'.

(Adnkronos) - Dall'esplosione del caso mediatico legato al suo rapporto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Claudia Conte ha scelto di non rispondere ai media, annunciando di essersi rivolta a un legale per tutelare la sua persona. Oggi l'avvocato Domenico Forgione del foro di Napoli scrive una lettera al direttore dell'Adnkronos Davide Desario in cui chiarisce la posizione della giornalista, annunciando azioni legali e smentendo l'uscita di rivelazioni o di libri-confessione.
“La dott.ssa Claudia Conte, mia assistita, in questi ultimi giorni, nonostante il linciaggio mediatico subito, non è mai voluta intervenire per non alimentare il gossip sulla sua persona. E tuttavia proseguono insolenze e attacchi inaccettabili, oltre a varie offerte di spazi di visibilità che non le interessano in alcun modo. Rispetto a tutto questo, la mia assistita chiede il rispetto della sua privacy e della sua persona. Non intende rilasciare né oggi né in futuro dichiarazioni o interviste sulla sua vita privata. Tantomeno ha intenzione di scriverne un libro scandalistico con improbabili rivelazioni choc su chicchessia, come pure sostiene in maniera del tutto infondata qualche organo di informazione che per questo sarà chiamato a risponderne in tribunale”, si legge nella lettera all’Adnkronos.
“Claudia Conte rispetta le persone e chiede rispetto, un suo diritto che chiedo formalmente di osservare. A sua tutela sto intraprendendo le necessarie azioni legali, in corso di deposito, che saranno portate avanti nei confronti di chi - sui mass media e sui social media - ha sostenuto fatti diffamatori, come ad esempio riguardo all’assenza di titoli di studio appropriati o che abbia ricevuto incarichi per intervento illecito di esponenti di governo o peggio ancora che abbia mai avuto intenzioni ricattatorie verso chicchessia”, prosegue il legale.
“Hanno vivisezionato la sua carriera e non è emerso un solo incarico, ancorché gratuito, riconducibile a illecite sollecitazioni o a favoritismi da parte di chicchessia, men che meno da parte di esponenti di governo. Più scandagliano e più trovano lavori risalenti nel tempo con committenti diversi tra loro, il più delle volte riferibili a diversi ambiti politici ed istituzionali. Senza contare che, in tutti i casi emersi, chi le ha dato gli incarichi ha spiegato di averla scelta autonomamente per i suoi meriti e senza condizionamenti di sorta. La sua carriera si è dunque sviluppata del tutto autonomamente”, scrive ancora Forgione nella sua lettera all'Adnkronos.
“Quanto al tema ricatti, la mia assistita non ha né l’indole né l’intenzione né tantomeno ha elementi o informazioni per condizionare qualcuno al fine di ottenere un tornaconto di qualsivoglia natura. Né ha senso alimentare l’attesa di chissà quali rivelazioni che non ci saranno mai, per il semplice motivo che non c’è nulla da rivelare. Chi insiste nell’affermare il contrario verrà chiamato a risponderne. L’unica cosa che chiede è, come detto, quella di essere lasciata in pace per poter vivere e lavorare con tranquillità, come merita e come ha diritto”.
“Così come sono del tutto inaccettabili le allusioni a una vicinanza di Claudia Conte ad ambienti della criminalità, fatto destituito di qualsiasi fondamento fattuale che oltretutto offende il suo impegno personale da sempre finalizzato alla difesa della legalità. Anche la tesi dell’adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo è completamente infondata, talmente ridicola che non si può nemmeno commentare”, prosegue il testo.
“I diffamatori si rassegnino al fatto che ci sono zero rivelazioni choc, zero illegalità, zero complotti e zero ricatti da utilizzare per poter portare ancora avanti questa campagna di stampa denigratoria, infondata e strumentale su un tema che peraltro non dovrebbe suscitare alcun reale interesse pubblico. Chiaramente tutti quelli che hanno sostenuto o anche fatto allusioni diffamatorie su questi aspetti ne risponderanno nelle sedi appropriate”.
“Riguardo l’ultimo paradossale gossip, cavalcato con “interpellanze urgenti” anche da esponenti politici, la mia assistita non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l’Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi e completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo, conseguendo il titolo di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza”, si legge nella lettera all'Adnkronos.
“Il diritto di cronaca non può e non deve diventare dileggio, come peraltro prevede il codice deontologico dell'ordine dei giornalisti. Il tentato accostamento con precedenti casi è del tutto infondato, non essendoci alcuna analogia sul piano dei fatti, delle dinamiche, dei comportamenti personali e della postura mediatica. La compostezza e il silenzio della mia cliente sulla propria vita privata - ora e per il futuro - ne sono la riprova”, conclude il legale.

(Adnkronos) - "La distribuzione dei data center è ormai una questione di sicurezza nazionale, non solo di digital divide. Concentrare queste infrastrutture in un’unica area aumenta i rischi fisici e cyber. Dobbiamo invece favorire una distribuzione che valorizzi le reti già presenti al Sud, dove le richieste in Lazio e Puglia sono in aumento, puntando con decisione sul recupero delle aree industriali dismesse che sono già infrastrutturate e pronte all'uso". Lo ha dichiarato Laura D’Aprile, capo Dipartimento Sviluppo sostenibile del Mase - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, intervenendo alla presentazione dello studio di Engie e Key to Energy a Milano.
E aggiunge: “Il decreto bollette, in particolare l'articolo 8, rappresenta una prima risposta per mettere ordine in un settore che ha vissuto una fase iniziale di confusione. L’obiettivo è accelerare la realizzazione di infrastrutture che sono essenziali non solo per lo sviluppo tecnologico e industriale, ma anche per quello sociale, poiché tutti noi utilizziamo dati che devono essere allocati quotidianamente. Con l'introduzione dell'autorizzazione unica - ha spiegato D'Aprile - stabiliamo tempi certi di dieci mesi, prorogabili solo in casi eccezionali, definendo chiaramente le competenze. Il testo è definitivo e in via di pubblicazione, frutto di un lavoro chirurgico e coordinato con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha permesso di migliorare sensibilmente la norma".
Secondo l'esponente del Mase, la regolamentazione passerà anche per strumenti di normativa secondaria: "Possiamo utilizzare atti di indirizzo e linee guida, come avviene nei paesi anglosassoni. Le linee guida sulla sostenibilità del 2024 sono in fase di aggiornamento, così come quelle per l'attrazione degli investimenti elaborate con Mimit e Mur (Ministero dell'Università e della Ricerca). La sostenibilità non è solo ambientale, ma riguarda anche i consumi energetici e i relativi costi, tema su cui il governo è impegnato proprio in questi giorni a Bruxelles nel confronto sugli Ets (Emissions Trading System)", conclude.

(Adnkronos) - Da Parigi a Stoccarda e poi Zurigo, Berna, Lussemburgo, Bruxelles passando per Londra fino alle ultime due tappe spagnole di Madrid e Barcellona in programma il 23 e 24 aprile. Il tour europeo di Filippo Neviani, in arte Nek, prosegue a pieno ritmo attraverso live che stanno toccando le principali città del continente. Ed è proprio nella capitale inglese che il cantautore questa mattina si è concesso per un fuori programma, un incontro con i fan, organizzato dall’Istituto italiano di Cultura di Londra, prima del concerto di questa sera sul palco della prestigiosa Union Chapel, una chiesa funzionante, famosa sia come luogo per eventi live (qui si sono esibiti, tra gli altri, Amy Winehouse, Nick Cave, Oasis, Prince e i Pearl Jam) ma anche per le messe domenicali.
"L'Europa è sempre una spugna che assorbe culture musicali diverse - racconta Nek all'Adnkronos prima del meet and greet all’Istituto italiano di Cultura - e muoversi in questo contesto permette a me, ma anche a tanti altri miei colleghi, di percepire l’essenza dei diversi generi musicali, delle diverse lingue in una costante fusione che diventa poi un modo per entrare in connessione con le radici di ogni singolo paese. Tante diversità che, unite tra loro, generano una enorme forza". Il pensiero di Nek sul concetto di una 'Europa musicale' si estende alla percezione di questo grande territorio non solo come palcoscenico diffuso dove esibirsi, mercato dove lanciare nuove canzoni, dare vita a iniziative di vario genere, ma come spazio di condivisione culturale su grande scala, soprattutto in un momento storico dove i rapporti tra paesi si stanno sempre più irrigidendo per divergenze politiche, sociali ed economiche. "È sempre bello quando c’è un’apertura, quando c’è la possibilità di condividere, di mischiarsi, in questo caso musicalmente e quindi, mi viene da dire, culturalmente". Questo approccio ha permesso al cantautore, proprio in occasione del suo tour fuori dai confini italiani, di riscontrare una "Europa aperta, dove la musica tradizionale si fonde con i generi più diversi, dal pop al rock, al reggae, al jazz. In questo scenario, l'identità italiana mantiene un ruolo centrale, fungendo da pilastro per la proposta artistica nazionale oltre confine. Nel mio piccolo, anch'io contribuisco: nelle mie canzoni porto un po' di Sassuolo, un po' di Emilia Romagna e quindi anche un po' di Italia", sottolineando come il riconoscimento internazionale dell'italiano passi attraverso la lingua, la melodia e il patrimonio storico e culturale universalmente riconosciuto ed apprezzato.
E non si può parlare di Europa senza fare accenno all'Eurovision Song Contest in programma tra meno di un mese, dal 12 al 16 maggio a Vienna. Un evento che ha subìto recentemente un radicale cambio di paradigma, soprattutto tra il pubblico italiano. "Non ho mai sentito parlare così tanto dell’Eurovision come negli ultimi anni - continua Nek - e devo ammettere che noto molte similitudini con il nostro Festival di Sanremo che, come è ben noto, ha recuperato una centralità strategica nel mercato discografico, ma anche nell’interesse stesso del grande pubblico. Ma un tempo si andava a Sanremo considerandolo come un'ultima spiaggia. Oggi la situazione è totalmente mutata al punto che gli artisti fanno a gara per esibirsi lì. Merito di una visione artistica più moderna iniziata con le edizioni condotte da Carlo Conti nel 2014 e 2015 e proseguite grazie all'intervento di colleghi illustri nella direzione artistica, tra tutti Claudio Baglioni, che hanno saputo trasformare la gara in una vetrina d'eccellenza capace di generare un rinnovato sentimento di appartenenza. Proprio come sta accadendo con l’Eurovision che, per noi italiani, diventa un modo per rinvigorire quel senso di appartenenza verso il nostro territorio, la nostra storia e cultura ma in senso molto ampio, più continentale".
Per Nek, il legame tra la tradizione melodica e la proiezione musicale su scala globale del nostro Paese, trova oggi in Sal Da Vinci un interprete d'eccezione, dato che il cantautore napoletano rappresenterà il Bel Paese in occasione del contest. "Sal è la nostra Italia, e lui ha una grande capacità di rappresentarla sul piano musicale quanto su quello culturale. E la sua 'Per sempre sì', sono certo, confermerà le aspettative del pubblico internazionale. Perché Sal, nel suo modo di esprimersi, è di fatto l’Italia: un grande lavoratore, con una solida esperienza maturata nel mondo teatrale e musicale, con un profilo tecnico che si sposa perfettamente con l'amore viscerale per le proprie radici. La sua forza rappresentativa risiede nel fatto che ama Napoli, ama la tradizione italiana, elementi identitari che ha già saputo esportare con successo in diverse tournée in tutto il mondo. La presenza di Sal Da Vinci sui palchi internazionali è la prova che il Festival di Sanremo rimane la fotografia dell’Italia. La stessa che mostreremo con orgoglio all’imminente Eurovision; una sintesi tra solidità tecnica e identità culturale necessaria per competere su palcoscenici di questa importanza". (di Alessandro Allocca)
Trentatrè famiglie e 80 abitanti.(Adnkronos) - In occasione del 36° Congresso della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid), in corso a Monaco di Baviera fino al 21 aprile, Shionogi ha presentato nuovi dati di real-world evidence su cefiderocol, cefalosporina siderofora di ultima generazione, in pazienti adulti con infezioni gravi causate da Enterobacterales produttori di metallo-beta-lattamasi (Mbl), patogeni Gram-negativi multiresistenti largamente diffusi in Italia, specie in ambito ospedaliero. Come riporta una nota, lo studio Circe - retrospettivo, osservazionale, multicentrico condotto tra gennaio 2023 e aprile 2025 - ha evidenziato che il 68% dei pazienti trattati con cefiderocol aveva raggiunto la guarigione clinica al giorno 14 e che l'82% presentava una risposta clinica positiva allo stesso timepoint. I tassi complessivi di sopravvivenza risultavano pari al 90% al giorno 14 e all'83% al giorno 28. Al basale, il 29% dei pazienti era immunodepresso, il 27% ricoverato in terapia intensiva e il 13% presentava shock settico.
Gli Enterobacterales produttori di Mbl - spiega l'azienda - inattivano quasi tutti gli antibiotici beta-lattamici, compresi i carbapenemi, farmaci solitamente riservati alle infezioni gravi o ad alto rischio, limitando così le opzioni terapeutiche. Nello studio Circe, i patogeni resistenti ai carbapenemi identificati con maggiore frequenza sono stati rispettivamente Klebsiella pneumoniae ed Enterobatteri spp, entrambi classificati dall'Organizzazione mondiale della sanità come patogeni ad alta priorità a causa dei loro elevati livelli di resistenza alle terapie attualmente disponibili.
"Le infezioni sostenute da Enterobacterales produttori di Mbl rappresentano una sfida clinica significativa e crescente a livello globale, in particolare nei pazienti in condizioni critiche per i quali le opzioni terapeutiche rimangono ancora limitate - afferma Ricard Ferrer, Head of the Intensive Care Department del Vall d'Hebron Hospital di Barcellona, Spagna - Questi risultati confermano l'efficacia clinica di cefiderocol nei pazienti adulti e forniscono ulteriori evidenze di real-world che potranno orientare le future scelte terapeutiche". Tra i pazienti per i quali erano disponibili colture di follow-up, i tassi di eradicazione microbiologica sono risultati pari all'85% nelle infezioni del flusso sanguigno e all'82% nelle infezioni del tratto urinario. Circa la metà dei pazienti è stata trattata con cefiderocol sulla base dei risultati dei test di sensibilità.
Ulteriori dati presentati all'Escmid 2026 - riferisce Shionogi -hanno valutato l'attività antimicrobica in vitro di cefiderocol nei confronti di oltre 4mila isolati di Stenotrophomonas maltophilia da campioni clinici raccolti nell'ambito dei programmi di sorveglianza multinazionali Sider0-Wt (2014-2019) e Sentry (2020-2024). In questo periodo di 10 anni, cefiderocol ha dimostrato un'attività in vitro costantemente elevata, senza evidenza di cambiamenti significativi nei profili di sensibilità prima o dopo la commercializzazione. Lo Stenotrophomonas maltophilia rappresenta un patogeno opportunistico con resistenza intrinseca a diverse classi di antimicrobici, una condizione che spesso limita le opzioni terapeutiche nei pazienti ad alto rischio.
"I dati derivanti da ampi programmi di sorveglianza internazionali rivestono un ruolo fondamentale per fornire dati epidemiologici sull'andamento delle sensibilità agli antimicrobici nel tempo - commenta Stefania Stefani, professore ordinario di Microbiologia dell'università di Catania e past president della Società italiana di microbiologia (Sim) - L'attività in vitro costantemente elevata di cefiderocol osservata nei confronti di Stenotrophomonas maltophilia nell'arco di un decennio, rappresenta un’evidenza microbiologica di rilievo per un patogeno caratterizzato da un noto e complesso profilo di resistenza intrinseca". Ulteriori dati presentati hanno confermato l'efficacia nella pratica clinica di cefiderocol nei confronti di questo bacillo gram-negativo multiresistente: un'analisi di sottogruppo su 119 pazienti dello studio Prove ha dimostrato la guarigione clinica in circa due terzi dei pazienti, la maggior parte dei quali era in condizioni critiche e ricoverata in unità di terapia intensiva.
"La resistenza antimicrobica rimane una delle principali minacce globali per la gestione delle infezioni gravi da Gram‑negativi. In questo contesto - conclude Mark Hill, Global Head of Medical Affairs di Shionogi - i dati presentati contribuiscono ad ampliare il corpus di evidenze scientifiche a supporto di cefiderocol nei patogeni resistenti e rafforzano l'importanza di un impegno costante nell'innovazione e nella ricerca clinica in ambito antimicrobico".

(Adnkronos) - Costantino Iacomelli con il suo discorso sull’urgenza di essere curiosi e quindi liberi (Curiosità e libertà) e Bruno Maiolo che ha esaltato l’indecisione che non è tempo perso ma tempo preso (Non l’ho deciso) sono i vincitori della quinta edizione di TVx Students’ Speech Contest, la manifestazione dell’università di Roma Tor Vergata che porta sul palco e coinvolge in un discorso pubblico studenti delle scuole superiori e studenti immatricolati dell’ateneo. Per la prima volta un ex-aequo per il premio speciale della Giuria: se lo sono aggiudicati Marco Lo Palco che ha riflettuto sulla mancanza di paura come un vanto (La paura di non avere paura) e Gabriele Rossi che ha rivendicato la battaglia contro la perfezione tossica che ci stiamo imponendo (La brillantezza dell’argento). TVx Students’ Speech Contest si è confermato un evento che porta i partecipanti a condividere dubbi, richieste, convinzioni e di farlo non solo di fronte al pubblico dell’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Ateneo, ma anche alla platea più vasta grazie al collegamento in diretta streaming su YouTube. Nell’edizione di quest’anno TVx Students’ Speech Contest è stato ritrasmesso anche da Rai Scuola che ne ha apprezzato la novità e l’impegno nel trattare le tematiche che più interessano e coinvolgono la popolazione studentesca e non solo.
I dieci ragazzi in gara - Marco Lo Palco, Viola Castignani, Raffaella Bacusca, Sofia Gabrielli, Costantino Iacomelli provenienti dalle scuole superiori e Luca d’Andrea, Andrea Lenzi, Bruno Maiolo, Gabriele Rossi, Francesca Zecca per l’ateneo - hanno ricevuto i complimenti della giuria, quest’anno composta da Roberta Serdoz (vice direttrice RAI Tgr), Lorenzo Ottolenghi (vice direttore Rai Educational e Cultura), Roberto Scalise (giornalista e comunicatore di Adnkronos Comunicazione), Sabina Simeone (responsabile dell’ufficio stampa dell’università di Roma Tor Vergata).
TVx è un contest ideato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e lanciato nella sua prima edizione nel 2022 in occasione dei festeggiamenti di TV40, quarantennale dell’Ateneo. Considerato il grandissimo successo, l’Ateneo ha deciso di renderlo un appuntamento permanente con ricorrenza annuale. Un valore, quello della ‘parola in pubblico’ sottolineato dalla presidente della giuria Roberta Serdoz: “L’università di Roma Tor Vergata è riuscita a riportare l’antica arte oratoria, che oggi chiamiamo public speaking, in una moderna Agorà. Il TVx, infatti, non è solo un contest che porta ragazzi e ragazze a scoprire le parti più profonde di loro stessi, le capacità e i disagi. È soprattutto un momento di condivisione tra generazioni. Ascoltare i temi a loro cari, le loro paure, le denunce verso una società sempre più distratta, insegna a noi adulti e anche genitori ad avvicinarci e a percepire il loro mondo così diverso dal nostro”. Attenzione quindi ai messaggi dati dalla nuova generazione. Massimiliano Schiraldi, prorettore ai Grandi eventi d’Ateneo, ideatore e organizzatore di TVx e cha animato sul palco l’evento, così lo commenta: “Dovremmo davvero fare attenzione alle riflessioni che questi ragazzi hanno il coraggio di portare sul palco. Come Ateneo siamo orgogliosi di avere ideato e lanciato questo originale format, e spero davvero che prenda piede si diffonda anche in altre sedi”. E' possibile rivedere l’evento sul canale YouTube di Ateneo, oltre che su Rai Scuola e sullo streaming di Raiplay.

(Adnkronos) - Tecnologie intelligenti che integrano automazione e intelligenza artificiale nei processi produttivi; macchinari progettati per aumentare la sicurezza degli operatori e ridurre al minimo i fermi impianto; soluzioni logistiche avanzate per il trasporto eccezionale e la movimentazione del prefabbricato; sistemi costruttivi evoluti che migliorano le prestazioni strutturali e la risposta sismica; modelli organizzativi integrati capaci di semplificare la gestione dei cantieri e superare le criticità legate ai subappalti. Le Giornate Italiane del Calcestruzzo - Italian Concrete Days, principale mostra-convegno a livello europeo dedicata alle macchine, alle attrezzature e alle tecnologie per la filiera del calcestruzzo, alla prefabbricazione, alla demolizione delle strutture in cemento armato, al trasporto e al riciclaggio degli inerti, alle pavimentazioni continue e ai massetti, la cui 6a edizione è in corso fino al 18 aprile 2026 a Piacenza Expo, sono anche questo.
A fare da cornice istituzionale ai temi emersi nei padiglioni è il richiamo al ruolo strategico dell’innovazione per la competitività del sistema europeo. “Credo che in tutti i momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, sia necessario prendere decisioni sulla base di confronto e condivisione, soprattutto per quanto riguarda le normative legate al mondo dell’edilizia e le modalità con cui ci approcciamo all’innovazione”, sottolinea Paola De Micheli, già ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Non c’è niente di più importante oggi per il continente europeo, che ha l’esigenza di riprendersi un ruolo nella geopolitica mondiale, che puntare proprio sull’innovazione in tutte le filiere”, conclude.
Nel ricco programma convegnistico del Gic 2026, il confronto tra istituzioni, associazioni e operatori del comparto ha offerto un approfondimento qualificato sui grandi temi che attraversano la filiera delle costruzioni e delle infrastrutture. Nel convegno “Materiale concreto per gli aeroporti del futuro”, il Generale Mario Sciandra, Direzione generale dei Lavori e del Demanio del ministero della Difesa, ha evidenziato come l’attuale scenario richieda un cambio di approccio nella gestione delle opere pubbliche, con particolare attenzione ai profili di sicurezza e riservatezza delle informazioni e a nuove modalità di affidamento più selettive e semplificate. Nel panel “Dalle testimonianze delle associazioni del comparto alle più recenti realizzazioni di opere infrastrutturali in Italia”, il dibattito si è invece concentrato sull’evoluzione tecnologica applicata ai cantieri e sul tema della sicurezza operativa. In questo contesto, Mariangela Marconi, presidente Conpaviper, ha sottolineato come “l’automazione dei macchinari consente di ridurre l’errore umano e aumentare la sicurezza”, ribadendo il ruolo crescente delle tecnologie nel miglioramento delle condizioni di lavoro e dell’efficienza dei processi produttivi.
Nei padiglioni del Gic 2026, l’innovazione prende forma anche attraverso l’integrazione tra tecnologie digitali e processi produttivi. “Stiamo investendo in automazione e manutenzione predittiva per aumentare la sicurezza degli operatori e ridurre i fermi macchina”, ha spiegato Fabio Carollo, direttore commerciale di Euromecc, sottolineando come affidabilità e continuità operativa siano leve decisive per la competitività. Una direzione condivisa da chi punta sull’intelligenza artificiale applicata agli impianti: “Abbiamo sviluppato un operatore digitale, Merlin, che supporta l’operatore centrale con suggerimenti sul funzionamento”, ha evidenziato Andrea Marcantonini, amministratore unico di Mct Italy.
Innovazione che si traduce anche in soluzioni produttive capaci di migliorare le performance delle opere. “La prefabbricazione con nodo a umido consente di realizzare strutture monolitiche ad alte prestazioni, con benefici in termini di risposta sismica e qualità costruttiva”, ha osservato Daniele Craighero, direttore commerciale di Sterchele Group. Mentre dal mondo della componentistica arrivano soluzioni per l’efficienza manutentiva: “I nostri mescolatori a doppio asse orizzontale consentono interventi rapidi anche in caso di manutenzione straordinaria”, ha spiegato Gianni Cardoni, sales director di Sicoma Srl. Accanto alla produzione, la logistica specializzata evolve per sostenere il prefabbricato. “Il trasporto di elementi di grandi dimensioni è un anello strategico della filiera”, ha sottolineato Imad Oudad, addetto vendite di Tagliaferri Giuliano Srl, evidenziando come soluzioni dedicate permettano di movimentare in sicurezza travi fino a 30 metri, migliorando l’efficienza di cantiere.
Anche i mezzi di trasporto si adattano a nuove esigenze operative. “La novità principale è l’application fit, ovvero la possibilità del nostro veicolo di essere da fabbrica pronto per gli allestimenti, anche nel calcestruzzo”, ha spiegato Simone Iacuzzi, product manager di Man Truck & Bus Italia, evidenziando la centralità di flessibilità e integrazione. L’attenzione si estende alla manutenzione delle grandi opere infrastrutturali. “Abbiamo presentato in anteprima Flydeck, una piattaforma sospesa per l’intradosso di viadotti, utile alla manutenzione e al risanamento”, ha spiegato Alessandro Zanatta, direttore generale di Pilosio Srl, sottolineando sicurezza ed efficienza come elementi chiave.
Sul fronte produttivo, l’innovazione si declina in soluzioni flessibili e accessibili. “Presentiamo un impianto per la vendita di calcestruzzo asciutto e semiasciutto in modalità self-service e una gamma di vibroformatrici automatiche con stampi intercambiabili”, ha spiegato Giacomo Roberto Perego, marketing manager del Gruppo Imer, evidenziando l’impatto dell’automazione sulla semplificazione dei processi. La sicurezza resta un tema trasversale.
“La problematica principale riguarda la sicurezza degli operatori che utilizzano queste macchine”, ha affermato Luca Ghersoni, amministratore unico di Agres. Infine, anche i modelli organizzativi evolvono per semplificare i cantieri. “Offrire un unico referente per mezzi, manodopera e montaggio consente di ridurre le complessità operative”, ha spiegato Andrea Binda, responsabile commerciale di Autovictor Srl.
Il Gic si conferma così non solo vetrina di innovazione, ma luogo di confronto e crescita per l’intero comparto.

(Adnkronos) - Una decina di persone sono state soccorse dal personale del 118, dai carabinieri e dalla polizia locale di Roma Capitale, rimaste intossicate a causa delle esalazioni tossiche provenienti dalla piscina del Bulgari Hotel di piazza Augusto Imperatore. Tutto è avvenuto intorno alle 16 di oggi e gli intossicati, alcuni dei quali trasportati in vari ospedali della città, sono per lo più dipendenti della struttura. Le pattuglie della polizia locale del I gruppo Centro hanno provveduto alla chiusura di via della Frezza, da via del Corso a via di Ripetta e quest’ultima da via Angelo Brunetti fino a piazza Augusto Imperatore.

(Adnkronos) - Ordine e disordine non riguardano solo il modo in cui organizziamo gli spazi, ma riflettono anche, secondo alcuni psicologi, la nostra dimensione interiore. "Una persona molto ordinata tende ad avere un forte bisogno di controllo - spiega all'Adnkronos Salute Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia dell'università La Sapienza di Roma - Questo si traduce nella necessità di disporre oggetti e organizzare eventi per mantenere una sensazione di gestione costante della realtà". Quando questa esigenza diventa estrema, può sfociare in forme patologiche, come il disturbo ossessivo-compulsivo. "In questi casi il bisogno di controllo sugli oggetti è rigido: anche piccoli cambiamenti nell'ordine stabilito possono generare forte disagio". All'opposto, il troppo disordine "può riflettere una scarsa tolleranza per l'organizzazione" e un bisogno di maggiore spontaneità. "Il disordinato vive l'ordine come un vincolo, spesso lo percepisce come una forma di oppressione", analizza Giannini. In alcuni casi "questa tendenza viene associata a profili più creativi, caratterizzati da immaginazione ed estro. Tuttavia, quando il disordine diventa estremo e cronico, può essere legato a stati di ansia o depressione che rendono difficile la gestione degli spazi", avverte la psicologa.
Esistono poi situazioni intermedie e opposte: da un lato chi accumula oggetti senza riuscire a separarsene, dall'altro chi tende a eliminare continuamente il superfluo. "In quest'ultimo caso - sottolinea Giannini - si inserisce il fenomeno del 'decluttering', una pratica sempre più diffusa che mira a liberare gli ambienti - e simbolicamente la mente - da ciò che non serve più, per ottenere ordine e leggerezza".
Il tema del riordino è stato reso popolare a livello globale anche dalla scrittrice giapponese Marie Kondo, autrice di bestseller come 'Il magico potere del riordino'. Il suo metodo, ispirato alla filosofia zen, collega l'organizzazione degli spazi domestici al benessere personale: riordinare, secondo questa visione, aiuta a rafforzare la fiducia in sé, liberare la mente e ridurre l'attaccamento al passato. Negli ultimi tempi, tuttavia, la stessa Kondo ha rivisto in parte il suo approccio, suscitando attenzione e dibattito. Dal minimalismo rigoroso si è passati a una visione più flessibile della quotidianità: "Meno regole rigide e più attenzione ai piccoli gesti di benessere, come ascoltare musica al mattino, concedersi una tazza di tè speciale o profumare l'ambiente con oli essenziali", i consigli dell'autrice.

(Adnkronos) - Dal 24 aprile al 3 maggio 2026, Livorno ospiterà la Settimana Velica Internazionale (SVI 2026), un evento che unisce sport a livello agonistico, cultura marittima e inclusività, trasformando la città in un punto di riferimento internazionale per la vela e la formazione dei giovani. Grazie ad una forte e consolidata sinergia tra Accademia Navale, Comune di Livorno e Circoli Velici Livornesi, anche per questa edizione la manifestazione avrà l’adesione da parte del Presidente della Repubblica ed il patrocinio della Regione Toscana.
Alla presenza delle autorità locali e nazionali, dei rappresentanti dei circoli velici partecipanti, il prossimo 17 aprile presso l’Accademia Navale di Livorno si svolgerà la conferenza stampa ufficiale e sarà l’occasione per presentare il programma completo delle regate e le novità della manifestazione introdotte per questa edizione 2026.
La Svi2026 conferma i grandi appuntamenti che hanno fatto la storia di questa importante manifestazione e introduce novità pensate per coinvolgere giovani velisti e atleti paraolimpici: Ran 630, la celebre regata dell’Accademia Navale, partirà il 25 aprile e metterà alla prova gli equipaggi più esperti su uno dei percorsi più lunghi, sfidanti e affascinanti del Mediterraneo. Naval Academies Regatta, che riunisce circa 40 equipaggi delle Marine estere su imbarcazioni Tridente 16, rappresenta un momento di confronto internazionale tra giovani ufficiali e futuri comandanti di diversi Paesi, rappresentativi di quattro diversi continenti, consolidando il prestigio dell’Accademia Navale di Livorno come realtà unica a livello internazionale. Classi 420 e 470, con tappa della Coppa Italia e qualificazioni per Europei e Mondiali, e altre classi in gara (Trofeo Chica Loca, Flying Junior, Fireball, Windsurf, J24, Hansa 303, 2.4 MR, Martin 16) coinvolgono attivamente giovani velisti, incentivando la partecipazione e la crescita sportiva.
Particolare attenzione è dedicata alla vela inclusiva, con classi dedicate e iniziative per persone con disabilità, come la presentazione della nuova barca Malupa 5.0, una barca-scuola innovativa, sostenibile e “spiaggiabile” che permetterà a tutti di vivere l'emozione della vela, incluse persone con disabilità fisiche, psichiche e cognitive, navigando insieme in equipaggio misto e in totale sicurezza. L’Accademia navale aprirà i suoi cancelli e sarà visitabile con tour guidati, ospitando alcuni dei numerosi eventi collaterali e culturali quali: mostra “Il mare, le vele”: in collaborazione con “Il Tirreno”, il concorso vedrà l’esposizione di elaborati fatti dalle scolaresche toscane, il quale tema è “il mare unisce i Paesi che sapara (A.Pope)”. Conferenze sulla Coppa America, Giro del Mondo del Vespucci, innovazione, sostenibilità, diritto dello sport e celebrazioni storiche, come il 160° anniversario della Battaglia Navale di Lissa.
Il Villaggio della Vela, anche quest’anno visitabile presso le Ex Officine di Porta a mare, completamente rinnovato, offrirà spazi accessibili e attività per famiglie, scuole e visitatori di ogni età. Gli appuntamenti più attesi: mostra del fotografo Carlo Mari; mostra sui sommergibili curata dall’associazione Betasom: iniziative dedicate ai giovani e all’inclusione, boat show, laboratori, raduni auto e moto d’epoca e momenti gastronomici con le eccellenze locali. Le delegazioni straniere non saranno solo protagoniste delle regate classe Tridente 16’, ma nel miglior spirito dell’accoglienza, parteciperanno alla consueta parata lungo le strade di Livorno, a cerimonie ufficiali ed a visite guidate alle bellezze del territorio. In tale contesto la SVI si conferma un’occasione di scambio internazionale, formazione e diplomazia sportiva.
Il Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale, ha dichiarato: “La Svi 2026 unisce tradizione e innovazione: rappresenta non solo una competizione sportiva di alto livello, ma anche l’occasione per testimoniare il prestigio storico e la vocazione educativa dell’Accademia Navale di Livorno. Un Ente di formazione universitaria militare unico a livello internazionale, che coinvolge e forma giovani ufficiali provenienti da diversi Paesi, i futuri comandanti di domani. La manifestazione mantiene al centro dell’attenzione la “vela inclusiva”, non solo con classi dedicate e la presentazione di una nuova imbarcazione progettata per diversamente abili, ma aprendo il mondo della vela e del mare ai più.”

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(Adnkronos) - Non sono solo i pollini a mettere in difficoltà gli occhi in primavera. A incidere sempre di più - determinando e aggravando i sintomi - possono essere anche l'inquinamento atmosferico, la qualità dell'aria negli ambienti chiusi e altri tipi di esposizioni quotidiane. E' quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata di recente sulla rivista 'Life', secondo cui i fattori ambientali hanno un ruolo importante nell'insorgenza e nel peggioramento della congiuntivite allergica. A invitare a non sottovalutare i sintomi oculari legati ad allergie e sostanze inquinanti sono gli specialisti dell'Associazione italiana medici oculisti (Aimo), ai quali stanno arrivando sempre più segnalazioni di pazienti che riferiscono sintomi oculari più intensi, persistenti e difficili da controllare rispetto al passato. Ma alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare, evidenziano gli esperti che hanno messo a punto 5 consigli ad hoc.
La revisione ha incluso 29 studi su oltre 3 milioni di visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, riferisce l'Aimo. Tra gli agenti più spesso associati a un aumento dell'incidenza e della severità dei sintomi compaiono particolato atmosferico, ossidi di azoto e ozono, mentre pollini e inquinanti sembrano agire spesso in modo sinergico, aumentando il carico infiammatorio sulla superficie oculare. In particolare, l'ozono ha provocato un aumento dell'8% delle visite ambulatoriali per congiuntivite allergica, mentre l'esposizione alle polveri sottili (Pm2.5) è associato a un rischio fino a 9 volte maggiore di congiuntivite allergica. "Negli ultimi anni il numero di studi che valutano gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico sull'occhio è aumentato. L'inquinamento può non solo aggravare sintomi oculari già presenti, ma anche causare nuove malattie oculari", spiega Alessandra Balestrazzi, presidente Aimo. "Il disturbo oculare più comune legato all'inquinamento atmosferico è l'irritazione o l'infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco", sottolinea.
"L'inquinamento atmosferico è composto da gas e particelle, come ossidi di azoto, monossido di carbonio e particolato, prodotti soprattutto dal traffico e dalle attività industriali", ricorda la specialista. Ma anche il fumo di tabacco, evidenzia, "influisce sulla superficie oculare, causando sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Non fanno eccezione gli altri dispositivi elettronici: anche aldeidi e radicali liberi rilasciati dalle sigarette elettroniche, infatti, possono alterare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie delle cellule epiteliali corneali". In altre parole, nella gestione degli occhi allergici non basta più guardare al calendario dei pollini: anche l'ambiente in cui viviamo e lavoriamo può influenzare in modo significativo la salute della superficie oculare, ammonisce l'Aimo. Nel pieno della stagione pollinica, gli esperti avvertono: "Gli occhi allergici non vanno banalizzati". Una lettura più aggiornata del problema, che tenga conto anche dell'effetto combinato tra pollini e ambiente, può aiutare a migliorare prevenzione, diagnosi e gestione clinica dei sintomi.
"I sintomi allergici oculari più comuni sono rossore, gonfiore e prurito, ma anche bruciore, lacrimazione e fastidio alla luce. A volte si associano disturbi nasali, cefalea, bruciore alla gola e tosse", descrive Balestrazzi. "E' importante rivolgersi all'oculista per una diagnosi corretta e una terapia appropriata - raccomanda - evitando il ricorso indiscriminato a colliri antibiotici o cortisonici. Un'attenzione particolare va riservata ai portatori di lenti a contatto e ai bambini, che possono presentare forme anche severe con danni che possono protrarsi nel tempo favorendo lo sviluppo di patologie corneali vere e proprie".
Il tema è rilevante anche in Italia, precisa l'Aimo. La revisione scientifica, infatti, richiama uno studio nazionale su 3.545 pazienti con allergia oculare. Inoltre, dati riportati in letteratura indicano che la rinocongiuntivite allergica riguarda il 6,5% dei bambini di 6-7 anni e il 15,5% degli adolescenti di 13-14 anni.
"Proteggere gli occhi in primavera non significa solo trattare il sintomo, ma anche ridurre l'esposizione ai fattori che possono alimentarlo. Per questo servono informazione corretta, diagnosi precisa e consigli personalizzati", conclude Balestrazzi, introducendo i 5 consigli degli oculisti Aimo per trovare sollievo e prevenire i sintomi. Eccoli: 1) Non strofinare gli occhi: peggiora irritazione e infiammazione; 2) Usare occhiali da sole avvolgenti all'aperto: aiutano a ridurre il contatto con pollini e vento; 3) Monitorare online o tramite le previsioni meteo locali la situazione dei pollini e passare meno tempo all'aperto quando c'è molto polline; 4) Portare con sé colliri a base di sostituti lacrimali che abbiano all'interno anche sostanze anti- infiammatorie o colliri antistaminici da utilizzare in caso di necessità; 5) Evitare il fai-da-te con colliri e rimedi improvvisati: se i sintomi persistono o peggiorano, è importante una valutazione specialistica.

(Adnkronos) - Un uomo di 64 anni, olandese, è morto dopo essere precipitato con il parapendio. Attivati dalla Sores, la stazione di Udine del Soccorso alpino, la guardia di finanza, i vigili del fuoco, i carabinieri e l'elisoccorso regionale.
Secondo una prima ricostruzione del Soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia, il pilota era decollato dal Monte Bernadia ed è caduto sopra Torlano di Nimis in un tratto di bosco ripido. Grazie alle coordinate fornite da Sores i soccorritori - quattro tecnici della stazione di Udine - si sono calati con l'aiuto di corde dalla strada soprastante per un centinaio di metri fino al punto in cui hanno trovato l'uomo senza vita. La salma è stata poi recuperata.

(Adnkronos) - "La Corte di Cassazione ha posto la parola fine alla travagliata vicenda giudiziaria che ha riguardato l'accertamento delle responsabilità sulla morte del piccolo Alessandro Farina, confermando che si è trattato di un caso di malasanità, che vi è stata una tardiva diagnosi della malattia da cui era affetto, diabete di tipo 1, diabete genetico, e che i protocolli utilizzati per curarlo successivamente sono stati del tutto inadeguati". Così l'avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia della vittima, in una nota commenta la sentenza con cui la Cassazione "ha confermato la responsabilità dei sanitari e dell'azienda ospedaliera di Salerno per la morte del giovane". Alessandro, ricostruisce una nota del legale, era stato condotto al Pronto soccorso dell'ospedale 'Ruggi d'Aragona' di Salerno il 23 dicembre del 2017 "con sintomi chiaramente evocativi di una crisi metabolica erroneamente inquadrata come una reazione allergica, con le conseguenti dimissioni. L'errore inescusabile - si legge - ha portato al secondo ricovero d'urgenza il giorno di Natale a seguito di una crisi iperglicemia, una condizione grave, ma ancora reversibile se si fossero adottate correttamente in reparto le linee guida di riferimento sul trattamento del diabete e sulle procedure di reidratazione, invece gravemente e colposamente disattese".
"E' una sentenza molto importante perché riguarda un fatto drammatico che è espressione anche di un fenomeno molto diffuso - sottolinea Conte - La malattia diabetica nei giovani italiani ha percentuali di diffusione molto alta ed è per questa ragione che il legislatore con la legge 130 del 2023, proprio ispirandosi al caso del piccolo Alessandro, ha stabilito come obbligatorio nel triage di pronto soccorso per i ragazzi fino a 17 anni l'adozione di uno stick glicemico. E' stata una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi, ma alla fine giustizia è stata fatta".
Afferma la madre di Alessandro, Tiziana Morra: "E' una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità - rimarca - e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante". Nel giudizio era costituito, parte civile, anche Francesco Morra, zio della giovane vittima, sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia.

(Adnkronos) - "L'Europa è l'ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano. Quella che abbiamo davanti è una un'antica sfida ideale e morale: difendere la nostra libertà costruendo finalmente gli Stati Uniti d'Europa. È sempre stato il nostro destino; ora non abbiamo alternative, dobbiamo compierlo". È l'auspicio del segretario di Azione, Carlo Calenda, per scongiurare la "dissoluzione dell'Unione europea" e la "sottomissione dei singoli paesi europei" voluta da "molte, potenti, forze schierate contro di noi: il complesso politico oligarchico americano, la Russia di Putin e la Cina di Xi". Ne parla Calenda nel suo ultimo libro 'Difendere la libertà. L'ora dell'Europa', edito da Piemme, una disamina in cui si sussegono analisi politiche e geopolitiche, oltre che riflessioni spesso correlate ad episodi vissuti in prima persona durante il suo incarico da ministro dello sviluppo economico durante il governo Renzi e poi Gentiloni.
Riflessioni dell'Autore correlate anche a fatti indicativi, avvenuti e vissuti da Calenda in prima persona quando fu ministro dello Sviluppo economico, esecutivo Renzi, che diventano spunti per il lettore per interpretare in modo critico l'Italia nella complessità dello scacchiere internazionale. Calenda rivela del "primo tentativo di bloccare il rinnovo delle sanzioni (contro la Russia - ndr) in sede europea alla riunione dei rappresentanti a Bruxelles" che "finì in un nulla dopo una telefonata dura da parte del presidente Obama a Renzi. La Russia però capì subito che l'Italia era terreno fertile per spezzare il fronte europeo e ci invitò come Paese ospite d'onore all'annuale fiera di San Pietroburgo. Invito che accogliemmo prontamente". "L'impressione fu di una intollerabile arroganza che sconfinava nel malcelato disprezzo verso di noi - prosegue - Per Putin eravamo chiaramente solo un mezzo per mettere in difficoltà l'Europa". Un'Europa malvista, secondo il leader di Azione, anche dal presidente degli Usa Donald Trump, che "è un asset di Putin da molti anni. E' un agente del caos. Come ha giustamente osservato Robert Kagan 'la potenza degli Stati Uniti che ha sorretto l'ordine mondiale negli ultimi ottant'anni viene ora utilizzata per distruggerlo'".
Ampio lo spazio dedicato da Calenda al suo sostegno ad oltranza per l'Ucraina, giustificato come "anche il frutto di una cambiale morale che sento di aver contratto con loro. Per opportunismo politico e incapacità di leggere la storia ho partecipato all'ipocrisia delle classi dirigenti europee che hanno ritenuto di poter sacrificare la Crimea per acquietare Putin. Nessuno in Europa era convinto di trovarsi di fronte a un cambio di paradigma nel rapporto con la Russia.... Solo il Regno Unito e gli Stati Uniti , dopo l'annessione della Crimea, capirono che Putin era diventato un nemico pericoloso per il mondo libero e che andava fermato mettendo l'Ucraina in grado di difendersi da una prossima invasione", scrive pur imputando allo stesso tempo all'ex presidente Usa Joe Biden di essere il responsabile della "precipitosa e vergognosa ritirata americana da Kabul nel 2021". Una ritirata che "ebbe un effetto rilevante sulla decisione della Russia, immediatamente successiva - sottolinea - di iniziare i preparativi per invadere l'Ucraina. Quando le potenze democratiche mostrano irresolutezza le autocrazie diventano più aggressive".
Secondo Calenda, nel "declino del sistema fondato sulla pax americana" si inserisce "la caduta dell'ordine liberale" che "è partita lentamente venti anni fa ed è arrivata oggi a una fase di accellerazione complusiva. Questo scritto ha lo scopo di spiegare i mutamenti profondi che ci hanno portato a questo punto e come possiamo attraversare indenni questa epoca di ferro. ... Negli ultimi 20 anni le persone che vivono in una democrazia completamente libera sono passate dal rappresentare il 46% della popolazione mondiale al rappresentarne appena il 20%, Freedom House, l'organizzazione che dal 1941 monitora l'andamento della libertà nel mondo". Quello di Freedom House, secondo l'Autore, è un alert per tutti da tenere a mente anche perché "nel 2026 ci saranno le elezioni politiche in tre grandi nazioni: Francia, Italia e Spagna. I nemici dell'Europa libera uniranno tutti i mezzi a loro disposizione per condizionarle e rafforzare i partiti antisistema che operano spesso su loro procura. Sarà un attacco mediatico e cognitivo senza precedenti per dimensione e profondità. Contemporaneamente , tra il 2026 e il 2027, secondo molti osservatori internazionali è plausibile che un confronto diretto innescato dalla Russia metta alla prova l'efficacia della Nato e la tenuta dell'Ue. Prima della conclusione del terzo mandato di Xi nel 2027, è attesa inoltre una mossa cinese su Taiwan". (di Roberta Lanzara)

(Adnkronos) - Sorpresa nell'Atp 500 di Barcellona, oggi venerdì 17 aprile. Si ferma ai quarti di finale la corsa di Lorenzo Musetti nel torneo catalano. L'azzurro, numero 9 del mondo e seconda testa di serie, cede al francese Arthur Fils, numero 30 del ranking Atp e 9 del tabellone, con il punteggio di 6-3, 6-4 in un'ora e 17 minuti di gioco.
Mai in partita l'azzurro, in difficoltà per tutto il match: ora Fils affronterà in semifinale il vincente della sfida fra Norrie e Jodar.

(Adnkronos) - "Grazie all'utilizzo di alcuni software di Mimesi siamo andati a costruire un progetto di ascolto della rete indicizzando tutti quelli che sono i contenuti sul mondo della sanità pubblicati dagli utenti sulle diverse piattaforme social e sono emersi spunti molto interessanti". Lo ha detto Gianfranco Bozzetto, head of insights, social and audiovideo Mimesi, intervenuto al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', a Roma.
"Emerge che il Covid ha fatto da spartiacque sull'attenzione che ha portato verso il tema della salute - prosegue Bozzetto - e che questa attenzione ha triplicato i contenuti che venivano pubblicati in merito nel periodo precedente, a dimostrazione di come, appunto, l'interesse nei confronti del tema sanità sia particolarmente elevato".
"Da questa analisi - riferisce - sono emersi due punti critici, ovvero quello in riferimento alle liste d'attesa, che ogni anno conta un +50% dei commenti rispetto a quelli dell'anno precedente con menzione a questa keyword, e quello legato alla digitalizzazione, un aspetto più di prospettiva che funge da contraltare per cercare di portare la sanità pubblica a superare questo periodo di difficoltà che sta vivendo".

(Adnkronos) - Mettere giù il telefono, alzarsi dalla sedia e muoversi. Sembra la normalità, ma per milioni di ragazzi non lo è: il drop out sportivo giovanile è uno dei fenomeni più preoccupanti. Sport e Salute raccoglie la sfida e, dopo aver coinvolto negli anni scorsi milioni di studenti sui temi dello sviluppo sostenibile e della corretta alimentazione, rilancia e ripropone un nuovo contest. È “Attiviamoci Tutti i giorni in Movimento” e chiamerà all’azione 12.700 scuole ed oltre 120.000 classi di scuola primaria e scuola secondaria di primo grado, già protagoniste di progetti “Scuola Attiva Kids” e “Scuola Attiva Junior”, per un totale di circa 2,3 milioni di alunni tra i 6 e i 13 anni.
La sfida lanciata alle classi è semplice: convincere amici e familiari che fare sport è bello. Attraverso una canzone, una coreografia, un video clip, un jingle o qualsiasi altro contenuto creativo che le classi abbiano voglia di inventarsi. Il punto di partenza è “Tutti i giorni in movimento”, il brano ufficiale del contest realizzato in collaborazione con Warner Music Italy, con tanto di testo, base musicale e videoclip pronti per essere reinterpretati, remixati, ballati. A disposizione anche i materiali didattici del Programma Uefa Take Care con schede, giochi e video sul benessere fisico e mentale, e su come fare amicizia con lo sport invece che con lo schermo. Le classi hanno tempo fino a venerdi 8 maggio per caricare i loro elaborati sul sito www.sportesalute.eu.
In palio materiale sportivo per le classi vincitrici — uno per provincia per le scuole primarie, tre per regione nelle scuole secondarie — e infine quattro premi nazionali assegnati dal Team Illumina di Sport e Salute. I lavori migliori saranno poi pubblicati sul sito e sui social di Sport e Salute.
Tutto il materiale su: sportesalute.eu/scuolaattiva
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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