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(Adnkronos) - Donald Trump è convinto che "domani sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran come ha riferito oggi, lunedì 20 aprile, la giornalista di Fox News, Maria Bartiromo, rivelando in diretta tv di aver parlato con il presidente. "Mi ha detto che si aspetta che l'Iran firmi un accordo domani sera in Pakistan e che tutti i punti sono stati ormai negoziati. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se non firmeranno l'accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria in Iran tutte le centrali elettriche e molto altro", ha dichiarato la giornalista. "Il presidente - ha proseguito - mi ha detto pochi istanti fa che dovrebbe essere una cosa 'rapida' perché il negoziato è concluso, che hanno cercato di tirarsi indietro sull'accordo ma ora non lo faranno più".
Intervistato dal New York Post, Trump si è detto poi disponibile a incontrare personalmente la leadership di Teheran. "Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli". E alla domanda se gli Stati Uniti sanno chi in questo momento sta guidando il Paese, Trump risponde: "Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste". Quantoal negoziato ribadisce la richiesta non negoziabile: "Si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari". Ma con la scadenza della tregua di due settimane alle porte, il tycoon dice di "non voler entrare nei dettagli in questo momento" di quello che succederebbere se Teheran non accetta le sue condizioni. "Lo potete immaginare, non sarebbe bello".
La delegazione Usa guidata dal vice presidente DJ Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da suo genero Jared Kushner, intanto è "in viaggio in questo momento, saranno lì questa notte, ora di Islamabad", ha confermato Trump. "Dovremmo avere dei colloqui", ha aggiunto, respingendo i dubbi sul fatto che i negoziati possano naufragare. "Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti".

(Adnkronos) - Le reti d’impresa continuano a crescere: nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi, +7,6% rispetto al 2024, con il coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in crescita del 5,2%. Questo è quanto emerso dall’edizione 2025 dell’Osservatorio nazionale sulle reti d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice school of management dell’università Ca’ Foscari Venezia. Il rapporto presso nel corso dell’evento organizzato in collaborazione con la piccola industria di Confindustria Campania, ha confermato ''la solidità delle reti d’impresa e l’importanza della loro diffusione nel sistema produttivo italiano, a distanza di oltre sedici anni dall’introduzione nell’ordinamento'', si legge in un comunicato.
Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1 milione e 743 mila addetti. Le microimprese, pur rappresentando la maggioranza numerica (50,8%), hanno inciso solo per il 4,6% sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur essendo meno del 10%, hanno concentrato oltre l’80% degli addetti. Gli obiettivi principali delle reti sono stati soprattutto legati alla competitività: aumento del potere contrattuale (37,6%), condivisione di risorse (27,5%) e partecipazione a bandi e appalti (25,8%).
''Le reti hanno mostrato livelli complessivamente positivi di performance e coesione, ma una capacità di innovazione ancora contenuta, confermando la necessità di rafforzare la gestione condivisa dell’innovazione e delle competenze'', si evidenzia nel rapporto. In termini dimensionali, le reti italiane sono rimaste prevalentemente di piccole dimensioni: l’87,5% è composto da meno di 10 imprese e oltre il 54,5% da micro-aggregazioni di 2-3 soggetti. Continuano a prevalere le reti-contratto (86%) rispetto alle reti-soggetto (14%), a conferma della preferenza degli imprenditori per formule organizzative più leggere e flessibili.
Sul piano territoriale, il fenomeno si è confermato diffuso in tutte le regioni italiane. Il Lazio resta la prima regione per numero di imprese in rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Oltre il 52% delle reti ha coinvolto imprese della stessa provincia e circa il 70,8% è costituito da aggregazioni uniregionali, anche se è cresciuta la quota di reti interregionali (19,7%).
Sul piano settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio (11,4%). Le reti hanno individuato come prioritari gli ambiti della digitalizzazione, dell’ict, della sostenibilità e del marketing, ma hanno evidenziato difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in interventi formativi strutturati. Anche il tema delle competenze si è confermato strategico, ma da potenziare: è infatti emerso un significativo mismatch tra domanda e offerta, soprattutto nelle aree produttive, tecniche e della ricerca e sviluppo. Per dare una risposta concreta a queste esigenze, nel rapporto sono richiamati strumenti come la codatorialità e il ricorso ai fondi interprofessionali, così come le nuove agevolazioni fiscali introdotte dalla legge annuale pmi.
Nel complesso, i contratti di rete si sono confermati ''uno strumento efficace e consolidato per la competitività delle imprese italiane, ma ancora chiamato a un salto di qualità''. Rafforzare innovazione, competenze e capacità manageriale resta infatti la sfida principale per accompagnarne l’evoluzione e sostenerne l’impatto sul sistema economico nazionale.

(Adnkronos) - Ospite a 'Belve' nella puntata di martedì 21 aprile, l'attrice e modella icona degli anni '80 Brigitte Nielsen svela a Francesca Fagnani momenti inediti e scioccanti della sua vita: dal bullismo subito a scuola alla dipendenza dall’alcol, l’incontro con l’attuale marito e il turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. "Sono come la bomba atomica perché so tutto. Ma ho firmato un contratto…", dice riferendosi alle clausole di riservatezza dell'accordo prematrimoniale con l'attore e regista americano. "Lei dopo 19 mesi di matrimonio ha fatto le valigie all'improvviso e se n'è andata", dice Fagnani. "Qualcosa è cambiato la stessa notte del matrimonio. Terribile, una cosa che non dimenticherò mai. Una tragedia la vita che stava per iniziare. Era molto cattivo, psicologicamente e fisicamente", racconta Nielsen. E prosegue: "Era ossessivo. Mi sentivo in pericolo, non andava bene". "La sua carriera sarebbe stata la stessa senza di lui o è stato determinante?", chiede la giornalista. "Mi ha distrutto la carriera da quando sono andata via da lui. Mi ha fatto entrare nella black list di Hollywood. Non poteva credere che qualcuno lo lasciasse", spiega l’attrice. E poi la frecciatina: "Stallone? A letto era più un coniglio…".
Nielsen racconta la difficile fase della dipendenza dall'alcol e ricorda la sofferenza di quando nel 2012 è stata paparazzata in evidente stato di alterazione alcolica, con una bottiglia con sé, in un parco a Los Angeles: "È stata una giornata proprio orribile. Qualcuno mi ha fatto una foto. Mi ha rotto mezza anima". E poi ancora in merito all’episodio del 2003, in cui Nielsen aveva tentato di risolvere un momento di profonda crisi personale ingerendo un cocktail di ansiolitici e whisky: "Si è salvata perché non voleva morire o perché è stata fortunata?". "Volevo pace", confessa Nielsen. "L’origine di tutto quel malessere era il rapporto infelice con l’allora suo marito?", chiede Fagnani. "Un rapporto devastante. Mi aveva fatto il lavaggio del cervello. Sai, come l’ISIS. Non ero più me stessa", la sua commossa risposta.
Non mancano momenti esilaranti, come il racconto di una lite con Madonna in un club: "Lei continuava a pestarmi i piedi. L’ho guardata, questa miniatura di Madonna, e le ho dato una spinta".
Oltre a Brigitte Nielsen, sono ospiti della puntata di 'Belve' di domani martedì 21 aprile anche Elettra Lamborghini e Shiva.

(Adnkronos) - "Com'è andata? L’ambiente lo conosco molto bene, queste due ore di chiacchierata sono state straordinarie. La fiducia mi fa molto ragionare, ma non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura. Lo farò solo dopo aver incontrato le varie componenti". Sono le parole dell'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, al termine dell'Assemblea straordinaria della Lega Calcio Serie A di oggi, lunedì 20 aprile. Malagò si è confrontato con i club della massima serie, che hanno indicato il suo nome per la presidenza della Figc in vista delle elezioni federali del 22 giugno.
L'ex numero uno dello sport italiano ha sottolineato l'importanza degli incontri fissati con le altri componenti per sciogliere la riserva sulla sua candidatura: "Se le altre componenti non saranno d'accordo, ringrazierò e mi farò da parte. "Se ho parlato con il ministro per lo Sport Abodi? Dopo l'incontro con le componenti, è giusto che io parli con il ministro Abodi".
In vista di un confronto con le altre componenti, Malagò ha aggiunto: "Barattare una non elezione pur di non fare accordi con tutti che non potrei rispettare? Assolutamente sì. Io non mi sono candidato, ho un mio percorso e ognuno può giudicarlo. Non ho interessi in merito. So far parlare le persone, anche io poi ho chi non mi ama, ma se c’è uno che passa per avere buoni relazioni sono io. Va sostituita la parola compromesso con convincimento. Non ci si deve fermare sulle posizioni, devono darmi fiducia. Bisogna essere bravi a spiegare che c’è una prospettiva molto più importante dopo ed è un discorso che farò anche con le altre componenti".
Relativamente alle richieste avanzate dai club, Malagò ha poi precisato che "il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, c'è un tema di ricavi e anche di costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, con modelli di riferimento presi anche da altre discipline sportive. Le idee sono fondamentali, ma anche gli impegni di spesa lo sono altrettanto. Se è felice la Serie A, motore del movimento, saranno felici sicuramente anche le altre componenti federali". E ancora: "Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi, si deve mettere in condizione di essere considerato in modo diverso a livello istituzionale. Come dimostrato da altre discipline".

(Adnkronos) - "Com'è andata? L’ambiente lo conosco molto bene, queste due ore di chiacchierata sono state straordinarie. La fiducia mi fa molto ragionare, ma non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura". Al termine dell'Assemblea straordinaria della Lega Calcio Serie A di oggi, lunedì 20 aprile, Giovanni Malagò non dà certezze ma sorride. L'ex presidente del Coni si è confrontato con i club della massima serie, che hanno indicato il suo nome per la presidenza della Figc in vista delle elezioni federali del 22 giugno: "Nei prossimi giorni parlerò con le altre componenti. Se non saranno d'accordo, ringrazierò e mi farò da parte. Se sentirò il ministro per lo Sport Andrea Abodi? Dopo l'incontro con le componenti, è giusto che io parli con il ministro".
In vista di un confronto con le altre componenti, Malagò ha aggiunto: "Barattare una non elezione pur di non fare accordi con tutti che non potrei rispettare? Assolutamente sì. Io non mi sono candidato, ho un mio percorso e ognuno può giudicarlo. Non ho interessi in merito. So far parlare le persone, anche io poi ho chi non mi ama, ma se c’è uno che passa per avere buoni relazioni sono io. Va sostituita la parola compromesso con convincimento. Non ci si deve fermare sulle posizioni, devono darmi fiducia. Bisogna essere bravi a spiegare che c’è una prospettiva molto più importante dopo ed è un discorso che farò anche con le altre componenti".
Relativamente alle richieste avanzate dai club, Malagò ha poi precisato che "il sistema deve essere prima di tutto sostenibile" perché "c'è un tema di ricavi e anche di costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, con modelli di riferimento presi anche da altre discipline sportive. Le idee sono fondamentali, ma anche gli impegni di spesa lo sono . Se è felice la Serie A, motore del movimento, saranno felici sicuramente anche le altre componenti federali". E ancora: "Penso che il calcio debba mettere da parte i personalismi. Deve mettersi in condizione di essere considerato in modo diverso a livello istituzionale, come dimostrato da altre discipline".
Malagò risponde anche a una domanda sul nome del prossimo ct della Nazionale: “Tifosi del Milan preoccupati per Allegri? In questi giorni ho letto di 6-7 allenatori, ma io non so nemmeno se mi candido, di cosa parliamo... Figuratevi se posso aver pensato a questo. Altri allenatori di cui ho letto sono persone con cui ho un buon rapporto e che stimo professionalmente”. In chiusura, l'ex numero uno dello sport italiano dà le sue coordinate sulle tempistiche per sciogliere la riserva: “Non credo che lo farò al termine di questa settimana, bisogna essere seri. Dopo questa settimana raccoglierò tutte le idee e sotto il profilo formale servirà un programma per candidarsi”. La corsa per via (Gregorio) Allegri, sede della Figc, è appena iniziata. (di Michele Antonelli)

(Adnkronos) - Si è svolta oggi, al Centro di guida sicura di Aci Vallelunga a Lainate e l'Autodromo nazionale Monza, 'Insieme per la sicurezza stradale', la giornata promossa da Aci e ministero dell’Istruzione e del Merito per diffondere percorsi formativi e di sensibilizzazione in materia di educazione stradale.
L'iniziativa ha coinvolto oltre 650 studenti, tra alunni delle scuole primarie e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che hanno incontrato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il presidente dell'Aci Geronimo La Russa. Durante i lavori è stato trasmesso un videomessaggio di Kimi Antonelli, leader del campionato mondiale di Formula 1, che ha voluto sottolineare l'importanza del rispetto delle regole, soprattutto quando si è alla guida di un veicolo, ed evidenziare come sia stato fondamentale il supporto dell'Automobile club d'Italia nel suo percorso formativo di pilota.
"Parlare di sicurezza stradale ai più giovani -ha dichiarato il presidente dell'Aci, Geronimo La Russa- significa parlare di vita, di responsabilità, di futuro. I nostri ragazzi possono e devono essere i primi ambasciatori di un messaggio forte e chiaro nell'affermazione della sicurezza stradale. Una missione fondamentale nella quale l’Automobile club d’Italia è impegnato da sempre, con convinzione e continuità, attraverso attività formative, campagne di sensibilizzazione e iniziative rivolte alle nuove generazioni. Per noi la sicurezza stradale non è soltanto un insieme di norme da conoscere, ma una cultura da costruire ogni giorno, con esempi concreti, esperienze dirette e messaggi chiari. Aiutare i ragazzi a comprendere tutto questo significa non solo proteggerli oggi, ma renderli domani utenti della strada più consapevoli, più prudenti e più rispettosi della vita propria e altrui".
"L’educazione stradale -ha sottolineato il ministro Giuseppe Valditara- è, prima di tutto, educazione al rispetto: rispetto delle regole, e innanzitutto rispetto dell’altro, della vita e della sicurezza di ciascuno. Per questo abbiamo voluto rafforzare il suo ruolo all’interno delle nuove Linee guida per l’educazione civica, rendendola un vero e proprio obiettivo di apprendimento. Non più solo lezioni teoriche, svolte esclusivamente 'dalla cattedra', ma percorsi partecipati, in cui gli studenti siano protagonisti attivi ed in cui gli esempi anche drammatici svolgano un ruolo importante".
"Le testimonianze ascoltate oggi -ha aggiunto Valditara- trasmettono un messaggio chiaro: la scuola deve educare anche all’empatia e alla responsabilità. Saper sentire la sofferenza che ogni nostro comportamento sbagliato può provocare negli altri; assumere comportamenti ispirati a prudenza e maturità. Mai guidare senza adeguate condizioni psicofisiche: alcol, droghe, uso del cellulare, stanchezza sono fattori di rischio gravissimi. Promuovere una cultura della sicurezza stradale significa mettere al centro il senso della comunità: passare dall''io' al 'noi', comprendendo che ogni comportamento individuale ha conseguenze sull’intera collettività. È su questa consapevolezza che vogliamo continuare a investire".
Nel corso della giornata, ragazze e ragazzi sono stati coinvolti in un articolato percorso di educazione stradale, costruito per coniugare formazione, esperienza diretta e consapevolezza del rischio. Lezioni sulla distrazione e sulla guida consapevole, dimostrazioni di guida sicura per auto, moto e scooter, prove dedicate all’aquaplaning e alla sbandata, minicorsi sul monopattino, simulatori immersivi, Aci Ready2Go e strumenti per la simulazione degli attraversamenti pedonali, insieme al karting in piazza, hanno offerto ai partecipanti occasioni concrete e coinvolgenti per maturare una più solida consapevolezza dei temi della sicurezza stradale.
A Lainate sono state allestite postazioni dedicate ai simulatori, una delle quali con un sistema sperimentale per gli attraversamenti pedonali. Strumenti che hanno permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con situazioni realistiche e con i comportamenti corretti da adottare sulla strada.

(Adnkronos) - "Il Cpr di Gjader è pieno e funzionante così come aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni". È quanto emerge al termine della visita che oggi, lunedì 20 aprile, una delegazione di Fratelli d’Italia ha effettuato in Albania. "Si conferma la funzionalità del centro all’interno del quale sono transitate 536 persone con profili di altissima pericolosità sociale, molti dei quali sono stati rimpatriati", si legge in una nota.
La delegazione di FdI "ha ringraziato le forze dell'ordine e gli operatori sociali e sanitari per l'attività svolta. È stato altresì verificato che il centro per l'espletamento per le procedure accelerate di frontiera è già pronto per entrare in funzione non appena sarà in vigore il nuovo patto per la migrazione e l’asilo. È così smentita l’ennesima falsa narrazione delle sinistre sul mancato funzionamento della struttura che al contrario si presenta come un modello per l’Europa", concludono i parlamentari di FdI.

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(Adnkronos) - Lo scenario della celiachia in Italia è in rapida evoluzione: lo screening combinato alla diagnosi del diabete di tipo 1, la possibilità di estendere la diagnosi senza biopsia anche agli adulti, le recenti evidenze sui biomarcatori e il follow-up dei pazienti, alla luce delle nuove linee guida europee che propongono un approccio personalizzato nel medio e lungo termine. Alle novità terapeutiche e diagnostiche per la celiachia la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) ha dedicato una sessione all'interno dell'ultima giornata del XXXII Congresso nazionale delle malattie digestive, promosso dalla Federazione italiana delle società delle malattie dell'apparato digerente (Fismad), che si è svolto a Roma.
La diagnosi 'biopsy-free', introdotta in Europa per i bambini nel 2012, sta trovando spazio anche negli adulti. "Diversi studi condotti nella popolazione adulta hanno dimostrato che livelli superiori a 10 volte il valore normale degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA hanno un elevato valore predittivo, aprendo la possibilità di evitare la biopsia in pazienti selezionati - spiega Fabiana Zingone, professoressa associata di Gastroenterologia all'università degli Studi di Padova e membro del Consiglio direttivo della Sige - Per la prima volta questa opzione (diagnosi senza biopsia quando i livelli di anticorpi tTG IgA>10 volte il valore normale) è stata inclusa nelle linee guida europee del 2025, se applicata a soggetti con età inferiore ai 45 anni, privi di sintomi di allarme e seguiti presso centri di riferimento, previa conferma della positività sierologica in un secondo prelievo".
Allo stesso tempo, stanno emergendo nuovi biomarcatori, tra cui il rilascio di interleuchina-2 nel siero immediatamente dopo l'esposizione al glutine. "L'utilizzo dell'IL-2 come biomarcatore - indica l'esperta - potrebbe aumentare l'accuratezza diagnostica sia nel contesto di una diagnosi biopsy-free, sia nei pazienti già a dieta senza glutine, così come potrebbe migliorare le nostre conoscenze sui livelli minimi di glutine capaci di stimolare l'attivazione immunitaria".
Sul fronte terapeutico, la dieta senza glutine rimane l'unico trattamento approvato, "ma circa 1 paziente su 5 - sottolinea Zingone - continua a manifestare sintomi o segni di malattia, nonostante una presunta corretta aderenza alla dieta. Per questo motivo è in corso un'intensa attività di ricerca su nuove terapie che possano affiancare la dieta, con l'obiettivo di modulare la risposta infiammatoria al glutine. Tra le strategie allo studio, vi sono farmaci che interferiscono con l'azione della transglutaminasi o con la presentazione del glutine alle cellule dell’infiammazione, oltre a inibitori selettivi di specifiche citochine coinvolte nella cascata infiammatoria. Pur essendo ancora in fase preliminare, queste ricerche rappresentano prospettive concrete per il futuro".
La Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva svolge un ruolo centrale nella promozione della conoscenza e nel miglioramento della gestione della celiachia, evidenzia la società scientifica. "La Sige - descrive la specialista - è stata promotrice delle linee guida nazionali pubblicate dall'Istituto superiore di sanità nel 2023, che quest'anno saranno aggiornate anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche". Attraverso attività di formazione continua e iniziative scientifiche, la Sige può contribuire a diffondere approcci diagnostici e di follow-up sempre più aggiornati e appropriati: "Tra le iniziative in ambito della malattia celiaca in cui la Sige è coinvolta, vi è uno studio multicentrico presentato al Centro studi della società, coordinato dall'università di Padova, che raccoglie dati sulle forme complicate di malattia celiaca in diversi centri italiani, per comprenderle meglio e sviluppare percorsi preventivi e terapeutici anche per queste condizioni più complesse".
In base all'annuale Relazione al Parlamento sulla celiachia a cura del ministero della Salute, "sappiamo che le diagnosi raggiungono quasi i 280mila casi, con una prevalenza sulla popolazione generale ancora sotto il 50%: più della metà dei celiaci restano ancora nella parte sommersa dell'iceberg, simbolo ancora valido per descrivere la malattia, in Italia e nel mondo", rimarca la presidente dell'Associazione italiana celiachia (Aic), Rossella Valmarana. Primo e unico Paese a livello globale, l'Italia nel 2023 ha approvato la legge 130 che introduce lo screening neonatale di celiachia e diabete di tipo 1. Fatto e concluso lo studio pilota nelle regioni Sardegna, Campania, Marche e Lombardia, l'applicazione su scala nazionale partirà dall’anno in corso. "Oltre che nuove diagnosi - prospetta Valmarana - ci attendiamo dallo screening informazioni scientifiche nuove che possano scrivere nuove pagine della storia naturale della malattia celiaca".
Oltre allo screening, il Parlamento ha compiuto ulteriori passi, ricorda la senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo parlamentare Celiachia, allergie alimentari, lattosio e Aimf: "Abbiamo voluto affiancare a questo impegno anche misure di semplificazione e sostegno concreto dedicate alla celiachia, come l'approvazione in legge di Bilancio dell'articolo 77 che prevede la dematerializzazione e la circolarità dei buoni su tutto il territorio nazionale per l'acquisto di prodotti senza glutine e l'istituzione di un fondo di 1 milione di euro dedicato alla comunicazione e all’informazione. La sfida ora è rendere pienamente operativo e uniforme su tutto il territorio nazionale il programma di screening e la circolarità dei buoni, superando le disuguaglianze regionali e garantendo a tutti i cittadini le stesse opportunità di diagnosi e cura. Investire in prevenzione significa ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e rendere sostenibile il Servizio sanitario nazionale nel lungo periodo".
Tra i bisogni dei pazienti, per favorire una reale integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita, "senz'altro attendiamo la circolarità dell'assistenza - auspica Valmarana - che consenta di ritirare la terapia anche fuori dalla residenza abituale del paziente. L'ultima legge di Bilancio ne ha previsto la realizzazione e siamo in attesa dei decreti necessari". Aic "organizza ogni anno il convegno scientifico rivolto alla rete medica impegnata nella diagnosi e trattamento della celiachia in Italia, con l'obiettivo di aggiornare gli operatori sanitari sui temi scientifici di maggiore attualità; finanzia con il suo bando annuale la migliore ricerca scientifica sulla celiachia e dermatite erpetiforme; e ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della celiachia il 16 maggio, promuove la Settimana nazionale della celiachia, una campagna di corretta informazione alla popolazione generale, per sfatare le tante e resistenti fake news e la dieta senza glutine".

(Adnkronos) - Negli ultimi 50 anni i vaccini hanno salvato oltre 150 milioni di vite nel mondo: circa 6 vite ogni minuto, ogni giorno, per 5 decenni. Un risultato che li rende una delle più grandi conquiste della sanità pubblica. Rilancia questo la Società italiana di pediatria (Sip), in occasione della Settimana europea delle vaccinazioni (19-25 aprile) e della Settimana mondiale delle vaccinazioni (24-30 aprile), promosse dall'Organizzazione mondiale della sanità e dedicate al tema 'I vaccini funzionano per ogni generazione'. "Le vaccinazioni hanno cambiato la storia della medicina e continuano a proteggere milioni di persone ogni anno - dichiara il presidente della Sip, Rino Agostiniani - Ma il loro valore non riguarda solo l'infanzia: la protezione deve accompagnare tutto l'arco della vita, dalle donne in gravidanza ai neonati, dai bambini agli adolescenti, fino all'età adulta. In particolare - sottolinea - nell'adolescenza si osserva spesso un calo dell’attenzione vaccinale: richiami non effettuati o vaccinazioni raccomandate non completate possono lasciare scoperta una fascia che, per stili di vita e socialità, è più esposta al rischio di infezioni".
In questo contesto un'attenzione particolare va riservata anche alla gravidanza. "La donna in gravidanza e il neonato sono particolarmente vulnerabili ad alcune malattie infettive prevenibili con vaccino, spesso associate a elevata morbosità e mortalità - afferma Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni Sip - Nonostante i benefici dell'immunizzazione materna, questa pratica non è ancora pienamente integrata nella routine assistenziale ed è spesso limitata da barriere culturali e organizzative. E' quindi fondamentale inserire la consulenza vaccinale a pieno titolo nel percorso della gravidanza e rafforzare, a livello territoriale, le occasioni di informazione e proposta vaccinale, ad esempio nei corsi di accompagnamento alla nascita. In questo processo è cruciale il ruolo attivo di ginecologi, ostetriche, pediatri e medici di medicina generale, punti di riferimento per accompagnare le future madri verso scelte consapevoli".
Accanto alla promozione della vaccinazione, resta centrale il tema dell'informazione. Proprio per rafforzare il dialogo con le famiglie la Sip, in occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, potenzia il proprio servizio telefonico dedicato ai genitori, attivo durante tutto l'anno ogni mercoledì. Dal 24 al 30 aprile gli esperti risponderanno alle domande dei genitori ogni giorno, dalle 15 alle 17, al numero 389 4945150. In questa direzione si inserisce anche l'opuscolo informativo 'Proteggi il tuo bambino - Non è mai troppo presto', realizzato da Sip e Sin (Società italiana di neonatologia), disponibile gratuitamente online e tradotto in 7 lingue per raggiungere tutte le famiglie. Lo strumento offre informazioni semplici e aggiornate sulle vaccinazioni nei primi anni di vita e rappresenta un supporto concreto per contrastare la disinformazione e aiutare i genitori a compiere scelte consapevoli. Il messaggio è chiaro: i vaccini continuano a funzionare e a salvare vite, ma la loro efficacia dipende dalla continuità nel tempo e dalla partecipazione consapevole di tutte le generazioni.

(Adnkronos) - 'Premio di consolazione' per Flavio Cobolli a Monaco di Baviera. Il tennista azzurro ha perso la finale dell'Atp 500 tedesco, cedendo in due set all'americano Ben Shelton dopo aver eliminato Alexander Zverev in semifinale, con il punteggio di 2-6, 7-5, ma a fine partita ha ottenuto la maglia di Mats Hummels, ovviamente della 'sua' Roma.
Il difensore tedesco, nell'ultima stagione proprio alla Roma prima di decidere di ritirarsi al termine dell'anno, ha infatti assistito alla finale e a fine partita ha incontrato Cobolli, tifosissimo giallorosso. Ne è nato un inedito scambio di maglie, con l'azzurro che ha regalato a Hummels la sua divisa da gioco ricevendone una della Roma firmata proprio dal tedesco.
Il tutto è stato condiviso sul profilo Instagram di Hummels: "Che torneo hai disputato", ha scritto nella descrizione taggando proprio Cobolli, "e grazie per la mia prima maglia da tennis scambiata. Daje!". Nei commenti la risposta di Flavio: "Grazie mats, sei una leggenda!! Ci vediamo presto e speriamo di giocare bene a padel insieme".

(Adnkronos) - La lotta al tumore al pancreas mette a segno un primo gol nella lunga partita contro questo cancro, oggi 'big killer'. Un vaccino terapeutico sperimentale e personalizzato, che utilizza l'Rna messaggero (mRna), sta mostrando risultati promettenti in un piccolo gruppo di pazienti in uno studio clinico di fase 1 portato avanti dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center (Msk) americano. I risultati di follow-up indicano che "quasi il 90% delle persone il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino era ancora in vita fino a 6 anni dopo l'ultima somministrazione del trattamento", riferiscono i ricercatori del centro Usa in una nota pubblicata sul sito dell'istituto.
Secondo il report Cancer Statistics 2026 dell'American Cancer Society, il tasso di sopravvivenza a 5 anni per il tumore al pancreas è di circa il 13%. Per questo la prospettiva di avere in futuro un vaccino per la terapia di un cancro così nefasto ha suscitato molto interesse sui social che hanno rilanciato lo studio. "Questi primi risultati dimostrano che questo nuovo approccio immunoterapico ha il potenziale per fare la differenza nella lotta contro uno dei tumori più letali", afferma Vinod Balachandran, specialista Msk, coordinatore dello studio e direttore dell'Olayan Center for Cancer Vaccines (Occv) al Msk. Balachandran - che ha presentato i dati al congresso annuale dell'American Association for Cancer Research (Aacr) - spiega che "gli ultimi dati di questo piccolo studio suggeriscono che i vaccini possono stimolare in modo significativo il sistema immunitario in alcuni pazienti con tumore al pancreas e questi pazienti continuano a stare bene anche anni dopo la vaccinazione".
Lo studio di fase 1 condotto dal team di Balachandran ha testato cevumeran autogeno (Bnt122, Ro7198457), un vaccino terapeutico a mRna contro il cancro, sviluppato e studiato dalla tedesca BioNTech e dalla statunitense Genentech, società del gruppo svizzero Roche. Una parte cruciale della ricerca ha riguardato l'individuazione e il monitoraggio delle cellule T del sistema immunitario attivate dal vaccino. Questa attività è stata guidata dal biologo computazionale Benjamin Greenbaum, co-direttore dell'Occv.
Nello studio di fase 1 - riferisce Msk - 16 pazienti hanno ricevuto il vaccino autogeno cevumeran dopo un intervento chirurgico per tumore al pancreas, insieme a chemioterapia e a un farmaco immunoterapico inibitore del checkpoint immunitario. I vaccini sono stati creati su misura per ciascun paziente in base alle specifiche alterazioni del Dna tumorale. In 8 dei 16 pazienti il vaccino ha attivato le cellule immunitarie tumore-specifiche, ovvero ha 'insegnato' al sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali come estranee. Questo ha innescato la produzione da parte dell'organismo di linfociti T in grado di colpire e distruggere le cellule tumorali. Degli 8 pazienti il cui sistema immunitario ha risposto al vaccino, 7 (87,5%) erano ancora vivi a distanza di 4-6 anni dall'intervento. Tra gli 8 pazienti che non hanno risposto, solo 2 (25%) erano ancora vivi, con una sopravvivenza mediana di 3,4 anni.
"I risultati sono incoraggianti - commenta Balachandran, componente del programma di Immuno-oncologia del Memorial Sloan Kettering Cancer Center - Questi risultati alimentano i nostri sforzi per testare i vaccini a mRna personalizzati su un numero maggiore di pazienti e per un numero maggiore di tumori". Sulla base dei risultati della fase 1, uno studio clinico globale di fase 2 - promosso da Genentech in collaborazione con BioNTech - sta ora testando il cevumeran autogeno su un gruppo più ampio di pazienti presso il Msk e altri centri in tutto il mondo.
La speranza che arriva dai vaccini contro il cancro ha avuto molto seguito sui social. Rispetto a questa prospettiva sul tumore del pancreas, in tanti hanno rilanciato la storia di Donna Gustafson. "Lei è stata la prima persona a partecipare alla sperimentazione clinica del cevumeran autogeno alla fine del 2019, più di 6 anni fa. Le era stato diagnosticato un cancro al pancreas all'età di 66 anni, mentre lei e suo marito Ed erano in visita in Australia da una delle loro 3 figlie", riporta la nota del Msk che racconta la storia di Donna. "Ero sotto shock e il mio pensiero è andato subito ai miei figli", ricorda la paziente. "Chiedevamo al medico: 'Ne è sicuro? E' entrato nella stanza sbagliata per sbaglio?'. Ma eravamo determinati a fare tutto il possibile per sconfiggere la malattia".
"La famiglia è tornata negli Stati Uniti e ha scelto il Memorial Sloan Kettering Cancer Center per le cure. Dopo aver incontrato il chirurgo Jeffrey Drebin, Donna Gustafson ha scoperto di essere idonea per la sperimentazione del nuovo vaccino. Drebin, insieme a Balachandran e all'oncologa Eileen O'Reilly, le ha illustrato passo dopo passo il percorso. Innanzitutto il tumore sarebbe stato rimosso chirurgicamente e analizzato geneticamente per creare un vaccino che avrebbe insegnato alle sue cellule immunitarie ad attaccare specifiche mutazioni presenti solo nel suo tumore. Dopo l'immunoterapia e la vaccinazione, avrebbe ricevuto la chemioterapia standard. Nei mesi successivi Donna ha ricevuto il farmaco immunoterapico e 8 dosi di vaccino, seguite dalla chemio e infine da un'ultima dose di vaccino.
"La chemioterapia è stata dura per il mio corpo, ma il vaccino ha avuto pochissimi effetti collaterali, e non sono durati a lungo - dice Donna - Questo è successo proprio all'inizio della pandemia Covid, il che ha reso difficile rimanere al sicuro durante i continui spostamenti per le cure, ma il Memorial Sloan Kettering Cancer Center mi ha supportato in tutto e per tutto". Oggi Donna ha 72 anni e vive la vita al massimo. Lei ed Ed hanno festeggiato il loro 50esimo anniversario di matrimonio in Sicilia l'anno scorso, continuano a viaggiare molto e a trascorrere del tempo con le loro 3 figlie e i 6 nipoti. "Non ci sono limiti a ciò che posso fare, quindi per me è stato davvero un miracolo", conclude Donna.

(Adnkronos) - In occasione della Milano Design Week, anche quest’anno, glo – brand di punta di Bat Italia nel segmento dei dispositivi scalda stick per consumatori adulti – sarà tra i protagonisti della manifestazione che animerà la città meneghina, riconfermando la propria vocazione di mecenate dell’arte e svelando al pubblico Y.o.u. Your Own Universe, un "progetto immersivo e partecipativo perfettamente in equilibrio tra arte, intelligenza artificiale e tecnologia", firmato dal collettivo Numero Cromatico.
Dal 20 al 26 aprile, Y.o.u. Your Own Universe - spiega glo in una nota - sarà il fulcro dello spazio glo a Palazzo Moscova, nel cuore del Brera Design District, tra gli epicentri più vitali del Fuorisalone, nell’ambito dell’iniziativa 'glo for art'. L’installazione, che interpreta il tema del Fuorisalone 2026 'Essere Progetto', dimostra - viene evidenziato - "come l’arte possa cambiare pelle attraverso un gesto individuale, totalmente soggettivo, che diviene linguaggio condiviso, e ribalta al contempo il ruolo del pubblico: non più spettatore, ma presenza attiva, parte integrante di un sistema aperto e dinamico, da vivere oltre che da osservare".
Y.o.u. Your Own Universe "ridefinisce il rapporto tra corpo, spazio e linguaggio, trasformando il chiostro di Palazzo Moscova in un paesaggio multisensoriale vivo e in continua evoluzione. L'opera costruisce un paesaggio visivo dinamico, in continua trasformazione, in cui il visitatore non è spettatore esterno ma parte integrante del sistema e della sua dimensione simbolica. Un oracolo algoritmico – una sorta di macchina poetica ideata da Numero Cromatico – che condivide visioni sul futuro, mettendo in relazione intelligenza artificiale e linguaggio umano. Il pubblico attraversa lo spazio muovendosi all’interno di un ambiente luminoso e immersivo, in cui la luce disegna un paesaggio visivo in continua evoluzione. Al centro, un grande cerchio interattivo – simbolo di connessione e appartenenza – accoglie i visitatori e li invita a partecipare. Qui, la scelta individuale diventa parte di una narrazione collettiva: con un gesto, il pubblico seleziona parole che si trasformano in messaggi condivisi, proiettati sulle pareti del chiostro. Ogni interazione contribuisce a plasmare l’opera, che evolve costantemente attraverso le azioni dei visitatori, dando vita a un paesaggio percettivo dinamico e in divenire. Una rappresentazione di come il futuro non sia una visione astratta, ma un’esperienza che prende forma nella relazione e nelle connessioni, quando le persone passano dall’'io' al 'noi'".
Così, attraverso l’arte, la tecnologia diventa strumento di un linguaggio poetico e presenza viva: un ponte tra creatività e innovazione che rende ogni visitatore parte integrante dell’opera. Tra riflessi e superfici luminose emergono gli innovativi dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, integrati in modo coerente nel racconto visivo: la loro spiccata vocazione alla personalizzazione li avvicina all’installazione di Numero Cromatico, con la quale il visitatore può interagire in modo diretto e immediato, facendo sì che ogni suo gesto possa tradursi in un segno distintivo, un’impronta personale nello spazio.
"Con Y.o.u. e Numero Cromatico, glo – con i dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus** – torna al Fuorisalone riaffermando il proprio ruolo di mecenate contemporaneo dell'arte, capace di sostenere e valorizzare nuove forme di espressione artistica. Il progetto unisce arte, design e tecnologia in un’esperienza immersiva che supera i confini dell’intrattenimento e apre a modalità più accessibili, inclusive e partecipative. Al centro dell’installazione, il Cerchio – simbolo iconico del brand – evolve da elemento grafico a spazio fisico e relazionale: una soglia da attraversare e un punto di incontro in cui le persone diventano parte attiva dell’opera, contribuendo a generare connessioni e significati condivisi. Un approccio che riflette la visione di glo verso A Better Tomorrow™, dove innovazione, creatività e accessibilità si incontrano per dare vita a esperienze capaci di creare valore culturale e lasciare un impatto concreto e duraturo nelle comunità", ha dichiarato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia.
"L’opera non offre risposte definitive né significati univoci. Le frasi emergono come possibilità aperte, talvolta enigmatiche, mai completamente traducibili. Proprio questa indicibilità diventa il motore di una reazione proiettiva: ogni visitatore è chiamato a completare il senso attraverso la propria esperienza, a riconoscersi o a prendere distanza, a costruire relazione", ha commentato il collettivo Numero Cromatico.
Attraverso la creazione di format esperienziali, glo - viene evidenziato nella nota - "rafforza il proprio impegno nel creare spazi di condivisione memorabili, capaci di lasciare un segno concreto; una visione che si traduce anche nello sviluppo dei dispositivi glo Hilo** e glo Hilo Plus**, i più avanzati mai realizzati dal brand, progettati per offrire ai consumatori adulti un’esperienza superiore, grazie a funzionalità innovative e a un design raffinato e distintivo". La Milano Design Week 2026 costituisce inoltre l'occasione per svelare un nuovo importante progetto: glo presenta una limited edition di glo Hilo Plus** dal design ispirato a McLaren Racing, il brand sinonimo di prestazioni tecnologiche, design avanzato e continua ricerca della perfezione. Questa ispirazione si riflette in un’esclusiva edizione limitata del dispositivo glo Hilo Plus, l’ultima generazione dei prodotti glo, in cui l’estetica trae spunto dal mondo di McLaren Racing.
"Ci rende molto fieri aver realizzato questa Limited Edition di glo Hilo Plus, espressione concreta di una collaborazione ormai consolidata tra Bat Italia e McLaren Racing, che continua a evolversi nel tempo. Un percorso condiviso che ci ha permesso di tradurre l’eccellenza di McLaren Racing in un’esperienza tangibile per i nostri consumatori. Questa partnership rappresenta per noi un passo naturale che ci ha portato a unire design distintivo e spirito pionieristico per dare vita a un prodotto in grado di andare oltre il solo aspetto della funzionalità e diventare espressione di stile e personalità", ha sottolineato Simone Masè, presidente e amministratore delegato di Bat Italia.
glo Hilo Plus dal design ispirato a McLaren Racing sarà accompagnata da un esclusivo kit composto da un dispositivo Hilo Plus in edizione limitata, una raffinata custodia protettiva e un’elegante docking station, progettata per ricaricare il device con semplicità. "Ogni dettaglio racconta una storia di bellezza, dinamismo e connessione, frutto di una partnership condivisa che si rinnova nel tempo e si traduce in una costante ricerca della perfezione e nella volontà di superare i limiti", viene sottolineato in conclusione da glo.

(Adnkronos) - Brigitte Nielsen, Elettra Lamborghini e Shiva Torna sono gli ospiti della nuova puntata di 'Belve', in onda domani, martedì 21 aprile, in prima serata su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+.
Nei suoi iconici faccia a faccia Francesca Fagnani si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca. Ospiti diversi disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle domande chiare, dirette e spesso irriverenti della conduttrice.
Da quest’anno in ogni puntata vanno in onda anche i provini di Belve: persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà come di consueto la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico.

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(Adnkronos) - “Da un punto di vista di ricerca, Philip Morris nella propria trasformazione ha depositato ben 5.000 brevetti. Devialet nella sua breve storia è riuscita a depositare 250 brevetti in un ambito estremamente competitivo. Due dati che illustrano quanto la ricerca e la tecnologia siano la chiave del successo sia per Devialet sia per Philip Morris”. Così Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia in occasione della presentazione di Soundsorial Design, il progetto realizzato per la Milano Design Week da Iqos, il sistema di riscaldamento del tabacco numero uno al mondo, e Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica.
“È l’undicesimo anno consecutivo di presenza di Iqos alla Milano Design Week – spiega Frega – abbiamo iniziato questo percorso per capire dove andava il design, in realtà siamo diventati contributori della creazione di design attraverso gli anni. Philip Morris accompagna la propria trasformazione con prodotti che sono altamente iconici e la collaborazione di quest'anno con Devialet vede due aziende impegnate nella ricerca, nell'innovazione e nella creazione di quello che non esiste. Siamo molto felici di poter condividere con tutti Soundsorial, che è un'esperienza che mette a fattore comune la musica, il suono e la creazione appunto di cose che non esistono”.

(Adnkronos) - “Pensiamo che il design e l'innovazione siano fondamentali perché dietro design e innovazione c'è la ricerca di qualcosa che non è ordinario, qualcosa che magari è difficile da percepire da parte delle persone. Dietro il design e l'innovazione c'è un impegno e un investimento notevole”.
Lo ha detto Daniela Della Monica, head of smoke-free products category di Philip Morris Italia, durante la presentazione di Soundsorial Design, l’installazione realizzata da Iqos con Devialet per la Milano Design Week. Per Iqos si tratta dell’undicesima partecipazione al Fuorisalone meneghino.
“La collaborazione tra Iqos e Devialet nasce da una forza comune: la forza della curiosità – prosegue Della Monica – Si tratta di quella forza che ci spinge ad andare oltre i confini della tecnologia, a sfidare lo status quo, a puntare all'eccellenza in tutto ciò che facciamo. Quando parliamo di offrire un prodotto o un'esperienza alle persone vogliamo che sia la migliore possibile. La Milano Design Week è il luogo migliore per concretizzare questa collaborazione con un’installazione meravigliosa che offre un'esperienza immersiva non soltanto di suono ma anche di luci, di acqua, di movimenti”.
Sono diversi i punti in comune tra Iqos, il sistema di riscaldamento del tabacco numero uno al mondo, e Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica. “Per Iqos e tutti i prodotti senza combustione – spiega Della Monica - abbiamo registrato oltre 5.000 brevetti e investito oltre 16 miliardi negli ultimi anni in ricerca e sviluppo dando la misura di quanto questo impegno sia concreto. Devialet è una realtà eccellente con 250 brevetti registrati, con oltre 120 premi internazionali ricevuti”.
“Un altro elemento che ci accomuna è il fatto che non ci fermiamo mai, non accettiamo l’ordinario, ma puntiamo sempre all’eccellenza per offrire le soluzioni migliori” conclude Della Monica.

(Adnkronos) - “Con Iqos condividiamo la stessa ambizione: accelerare e sviluppare nuove tecnologie. Questo e il design rappresentano il cuore della mia azienda. Soundsorial va in questa direzione sia in termini di tecnologia sia di design, è un abbinamento perfetto”. Lo ha detto Jacques Demont, deo di Devialet, leader internazionale nell’ingegneria acustica presentando Soundsorial Design, l’installazione realizzata in collaborazione con Iqos e inserita all’interno della settimana del design più rilevante a livello globale.
La missione di Devialet di riportare il suono al centro dell’esperienza di ascolto, attraverso innovazioni acustiche, incontra lo spirito all’avanguardia di IQOS, che guida il brand in un percorso costante di ricerca e sviluppo. Due culture orientate all’innovazione, unite da una comune ricerca dell’eccellenza.
“Soundsorial è l’incontro tra il nostro perfetto sound design e l’evoluzione tecnologica. Questo permette di far scoprire ai visitatori i nostri due brand. È incredibile quello che abbiamo sviluppato insieme. Siamo orgogliosi di essere alla Milano Design Week, aspettiamo i feedback dei visitatori, ma sono sicuro che non ci saranno sorprese: rimarranno impressionati” conclude Demont.

(Adnkronos) - Exposanità è l'evento di riferimento per la sanità e il settore sociosanitario. L'edizione 2026 si tiene a BolognaFiere dal 22 al 24 aprile e adotta il concept 'Planning Solutions'. Ci sarà Sovran Ai che partecipa a Exposanità perché la manifestazione è il contesto più coerente per mostrare la propria tesi di fondo: "In sanità l'intelligenza artificiale genera valore quando passa da feature isolata a infrastruttura operativa, integrata nei processi e misurabile nei risultati. La presenza in Fiera serve a rendere questa idea concreta", si legge in una nota.
Sovran Ai porta casi d'uso, demo e sessioni tematiche per mostrare come gli agenti virtuali possano automatizzare in modo controllato interazioni e processi ad alto volume: richieste informative, prenotazioni, modifiche, cancellazioni, promemoria, follow-up, raccolta dati, handover verso operatori e integrazione con sistemi Cup o Crm. Il messaggio centrale è che "l'Ia in sanità diventa strategica quando riduce il carico operativo sui front office, migliora l'accessibilità ai servizi, riduce inefficienze e no-show, rende più fluidi i passaggi tra canali e mette a disposizione Kpi chiari per la governance del servizio".
Il programma di Sovran Ai a Exposanità è costruito così: si parte dall'efficienza del sistema sanitario, si affronta il passaggio dell'intelligenza artificiale da strumento a infrastruttura, si estende il ragionamento alla continuità di cura e si chiude con il tema della governance dell'Ia generativa.
Il 22 aprile alle 11 è in programma il convegno 'Ai per un sistema sanitario più efficiente'. Affidato a Giampaolo d'Agnese (Innovation Manager - Idi Irccs) e rivolto a direttori sanitari, direttori generali e direttori amministrativi, l'evento - scrivono i promotori - è il punto di ingresso più istituzionale del programma, scrivono gli organizzagtori. Il focus è sulle leve organizzative, tecnologiche e di governance che possono migliorare l'efficienza del sistema sanitario, ridurre le liste d'attesa e garantire un accesso più equo alle cure. I contenuti toccano quattro assi: evoluzione dei modelli di presa in carico con approcci più centrati sul paziente; integrazione ospedale-territorio-domicilio come condizione per la continuità assistenziale; ottimizzazione dei processi clinici e amministrativi; uso dei dati per supportare decisioni strategiche basate su evidenze. Sempre il 22 aprile, alle 16 ci sarà la tavola rotonda 'Dall'Ia come ctrumento all'Ia come Infrastruttura': partecipano Giampaolo d'Agnese (Innovation Manager - Idi Irccs), Elena Bassetto (Operations Manager Centro Medico Tiziano), Acismom con Edoardo Bellomo, Gvm con Elena Sini e l'Ordine degli Ingegneri). Il target è costituito dagli interessati a capire che cosa significhi, in concreto, integrare l'Ia nel funzionamento quotidiano di una struttura sanitaria. Il punto centrale è il passaggio dall'Ia come semplice feature all'Ia come componente strutturale dei workflow clinici e amministrativi. Il tema non è se usare o meno l'intelligenza artificiale, ma dove collocarla nell'architettura operativa: nei front office, nella gestione delle richieste, nei processi di presa in carico, nei flussi di documentazione, nelle interfacce tra canali e sistemi.
Il 23 aprile alle 11 è in agenda 'Monitoraggio remoto e continuità di cura', con l'intervento di Andrea Trudu (Chief of Staff). Il target include associazioni, servizi Adi e produttori di software applicativi e dispositivi per l'assistenza domiciliare: un pubblico interessato non solo alla tecnologia, ma alla trasformazione del modello di cura. Il contenuto si concentra su come digitalizzazione, intelligenza artificiale, cloud computing e reti wireless avanzate possano cambiare il telemonitoraggio e la gestione delle patologie croniche, abilitando una sanità più proattiva e predittiva, centrata sul paziente. Ancora, il 23 aprile alle 16 l'evento 'L'Ia generativa in aanità: utilizzo consapevole e sicuro'. La chiusura del programma è affidata a Giovanni Andreani (Founder e Head of R&D) ed è rivolta soprattutto ai dirigenti dei sistemi informativi ospedalieri e ai direttori sanitari. Qui il focus si sposta dall'adozione dell'Ia in senso generale a un nodo oggi molto sensibile: come integrare l'Ia generativa nei processi sanitari in modo sicuro, etico e conforme al quadro normativo europeo. Questa sessione mette in relazione innovazione e accountability. Offre un quadro su come le aziende del settore intendano affrontare temi come rischio, conformità, affidabilità, sicurezza dei dati e misurabilità del ritorno. In altre parole, sposta la generativa dal terreno della curiosità al terreno della gestione. Ai viene presentata prima come leva per migliorare l'efficienza del sistema, poi come infrastruttura dei processi, quindi come abilitatore della continuità di cura e infine come tecnologia da governare con attenzione quando entra nella dimensione generativa.
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