
(Adnkronos) - A giugno si chiude la 'Missione 6 Salute' del Pnrr, "si devono evitare le cattedrali nel deserto, le Case di comunità e gli Ospedali di comunità vanno riempiti di personale sanitario, di attrezzature. Se lo facciamo va benissimo ma se non avviene... L'obiettivo deve essere la continuità ospedale-territorio, evitare che il primo venga preso d'assalto e far sì che le persone vengano curate bene". Così Francesco Vaia, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, ma tra i protagonisti della pandemia Covid come direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma e poi come direttore della Prevenzione del ministero della Salute, nel secondo episodio del vodcast 'La salute senza filtri-Dalla pandemia alle liste d'attesa', pubblicato oggi sui canali Adnkronos. I prossimi saranno online il 30 aprile e l'8 maggio.
La medicina di prossimità dovrebbe guardare alle buone pratiche, durante la pandemia Vaia si è'inventato' per il Lazio le Uscar, "sono state l'uovo di Colombo - ricorda - rivoluzionarie per il tempo e per i risultati che hanno ottenuto. Il Lazio durante la pandemia ha fatto un buon lavoro e l'hanno riconosciuto tutti e va dato merito ai colleghi. Le Uscar erano formate da giovani medici di famiglia e infermieri di famiglia, all'inizio della pandemia non avevano strumenti per dare risposte nel territorio. Noi - aggiunge - gli abbiamo fornito ad esempio il saturimetro o l'ecografo per diagnostica una possibile polmonite in atto. In questo modo si potevano già filtrare i pazienti che avevano necessità del ricovero e chi poteva essere curato a casa".
Sul tema delle sottofinanziamento del Ssn, Vaia avverte chge "il giusto finanziamento al Ssn è importantissimo, ma non è il problema. Va dato atto al Governo di Giorgia Meloni di aver aumentato i finanziamenti in sanità ma possiamo pensare ad un cifra che cresce 'ad libitum'? Perché più aumenta l'offerta e più cresce la domanda che è potenzialmente illimitata. Allora, si deve agire su una altro punto, canalizzare meglio la domanda e come renderla più appropriata". Durante il secondo episodio Vaia ha parlato anche della rete trapianti e del caso dell'ospedale Monaldi di Napoli, dove è stato in passato direttore.
La serie è disponibile su Spotify, YouTube e sulla sezione Podcast di adnkronos.com.

(Adnkronos) - Apre il nuovo Punto vendita E.On di Cento. Obiettivo: offrire assistenza diretta e consulenza personalizzata, accompagnando famiglie e imprese verso scelte energetiche più sostenibili, efficienti e orientate al risparmio.
Qui i clienti possono ricevere informazioni e assistenza su un’ampia gamma di soluzioni. Inoltre, possono conoscere da vicino le tecnologie offerte e approfondirne le caratteristiche, come il recente impianto fotovoltaico installato presso il punto vendita. Con una potenza complessiva di 5,26 kWp, l’impianto è dotato di un sistema di accumulo composto da tre batterie da 5 kWh ciascuna, per una capacità totale di 15 kWh. Grazie all’impianto, l’80% del consumo su base annua viene autofornito. L’impianto ha inoltre aderito al bando per le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer).
L’inaugurazione si è tenuta giovedì 23 aprile alla presenza di rappresentanti istituzionali del Comune di Cento. L’evento è stato anche l’occasione per celebrare insieme i 19 anni di partnership fra E.On e Ft Energy. Nel corso dell’inaugurazione è stata inoltre illustrata la guida pratica alla bolletta, uno strumento gratuito pensato per semplificare la comprensione dei consumi e dei costi, aiutando i cittadini a orientarsi nella lettura e gestione della bolletta.
Prima dell’inaugurazione E.On ha organizzato un momento dedicato all’educazione energetica, tenuto da Andrea Giuliacci, meteorologo Meteo Expert e professore di fisica dell’atmosfera presso l’Università Bicocca, per la classe elementare 4C della scuola primaria Il Guercino, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza tra le nuove generazioni.
“Con l’apertura del nuovo Punto di Cento rafforziamo la nostra vicinanza al territorio, offrendo un supporto concreto a famiglie e imprese verso scelte energetiche più efficienti, con particolare attenzione al risparmio sui consumi e sulla spesa energetica. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per coinvolgere le nuove generazioni, accompagnandole alla scoperta, in modo semplice, del mondo delle rinnovabili. In questo modo rafforziamo il nostro legame con la comunità locale e contribuiamo a sensibilizzare i più giovani, che saranno i cittadini del futuro, sui temi energetici”, ha commentato Annette Peters, Chief Commercial Officer e Board Member di E.On Italia.

(Adnkronos) - Sempre più richiesti, sempre più diffusi. I trattamenti iniettabili – dai filler alla tossina botulinica – sono oggi tra le procedure cosmetologiche più praticate in dermatologia. Non solo per il ringiovanimento, ma anche per migliorare esiti cicatriziali con tecniche minimamente invasive. Un successo che porta con sé una sfida: garantire la massima sicurezza per i pazienti. Come ogni atto medico, anche i trattamenti iniettabili possono comportare complicanze, soprattutto se eseguiti senza adeguata valutazione clinica o da personale non sufficientemente formato. È questo il focus del 99° Congresso nazionale Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, in corso a a Rimini fino a domani, che vede i dermatologi italiani e internazionali a confronto su prevenzione delle complicanze e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla diagnostica non invasiva.
"Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici – afferma Nicola Zerbinati, ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e componente del consiglio direttivo della Sidemast – e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze". Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili – in particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio – superano complessivamente le 760 mila procedure. Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita molto marcata: la tossina botulinica passa da 194.335 a 316.385 trattamenti (+62,8%), mentre i filler a base di acido ialuronico crescono da 190.606 a 430.598 procedure (+125,9%), confermandosi come il segmento più dinamico. Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 procedure sono quasi raddoppiate.
Le complicanze sono complessivamente rare e nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (come edema ed ecchimosi) in particolare per la tossina botulinica, per la quale numerosi studi documentano un’incidenza bassa di eventi avversi. Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler; le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe (come le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose), con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità. Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica. Tra le innovazioni al centro del congresso Sidemast , l’ecografia cutanea si conferma infatti sempre più protagonista. Uno strumento non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati, come la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità.
"Le nuove tecnologie – aggiunge Nicola Zerbinati – permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati". Una delle innovazioni più promettenti è rappresentata dalle iniezioni ecoguidate, che consentono di eseguire il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche. Un approccio che migliora la precisione permette di evitare aree sensibili e può contribuire a ridurre il rischio di complicanze.
"L’ecografia– spiega Stefania Guida, docente di Dermatologia all’Università Vita-Salute San Raffaele e del direttivo Sidemast – non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli. Le iniezioni ecoguidate rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni per aumentare la sicurezza delle procedure. L’utilizzo di queste tecniche richiede però competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica durante le procedure stesse".
Nonostante i progressi tecnologici per i dermatologi Sidemast resta un punto fermo: la sicurezza dei trattamenti iniettabili è strettamente legata alla competenza del medico. "La tecnologia è un supporto prezioso, ma non sostituisce la formazione e l’esperienza clinica – concludono Zerbinati e Guida – per questo è fondamentale che i trattamenti iniettabili vengano eseguiti da medici adeguatamente formati". Da qui l’impegno di Sidemast nel promuovere formazione continua e aggiornamento in dermatologia estetica, per garantire pratiche sempre più sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche.

(Adnkronos) - Sempre più richiesti, sempre più diffusi. I trattamenti iniettabili – dai filler alla tossina botulinica – sono oggi tra le procedure cosmetologiche più praticate in dermatologia. Non solo per il ringiovanimento, ma anche per migliorare esiti cicatriziali con tecniche minimamente invasive. Un successo che porta con sé una sfida: garantire la massima sicurezza per i pazienti. Come ogni atto medico, anche i trattamenti iniettabili possono comportare complicanze, soprattutto se eseguiti senza adeguata valutazione clinica o da personale non sufficientemente formato. È questo il focus del 99° Congresso nazionale Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, in corso a a Rimini fino a domani, che vede i dermatologi italiani e internazionali a confronto su prevenzione delle complicanze e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alla diagnostica non invasiva.
"Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici – afferma Nicola Zerbinati, ordinario di Dermatologia Università degli Studi dell’Insubria-Varese e componente del consiglio direttivo della Sidemast – e richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire eventuali complicanze". Secondo i dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), in Italia nel 2024 i trattamenti iniettabili – in particolare tossina botulinica, filler a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio – superano complessivamente le 760 mila procedure. Il confronto con il 2023 evidenzia una crescita molto marcata: la tossina botulinica passa da 194.335 a 316.385 trattamenti (+62,8%), mentre i filler a base di acido ialuronico crescono da 190.606 a 430.598 procedure (+125,9%), confermandosi come il segmento più dinamico. Complessivamente, nel nostro Paese, dal 2023 al 2024 procedure sono quasi raddoppiate.
Le complicanze sono complessivamente rare e nella maggior parte dei casi lievi e transitorie (come edema ed ecchimosi) in particolare per la tossina botulinica, per la quale numerosi studi documentano un’incidenza bassa di eventi avversi. Per quanto riguarda i filler, pur mantenendo un elevato standard di sicurezza, possono verificarsi asimmetrie, noduli, irregolarità e migrazione del filler; le complicanze vascolari rappresentano quelle più severe (come le compressioni e, nei casi più gravi, le occlusioni arteriose), con un’incidenza stimata compresa tra circa 0,004% e 0,5%, confermandone comunque la rarità. Anche questi rischi possono essere ulteriormente ridotti grazie alla formazione, all’esperienza del medico e all’utilizzo di tecniche avanzate, come la guida ecografica. Tra le innovazioni al centro del congresso Sidemast , l’ecografia cutanea si conferma infatti sempre più protagonista. Uno strumento non solo per diagnosticare eventuali problemi, ma anche per pianificare interventi mirati, come la gestione di accumuli di filler o alterazioni dei tessuti che possono causare compressioni e irregolarità.
"Le nuove tecnologie – aggiunge Nicola Zerbinati – permettono oggi di visualizzare in tempo reale pelle e tessuti sottostanti, individuando anche materiali precedentemente iniettati". Una delle innovazioni più promettenti è rappresentata dalle iniezioni ecoguidate, che consentono di eseguire il trattamento osservando in diretta le strutture anatomiche. Un approccio che migliora la precisione permette di evitare aree sensibili e può contribuire a ridurre il rischio di complicanze.
"L’ecografia– spiega Stefania Guida, docente di Dermatologia all’Università Vita-Salute San Raffaele e del direttivo Sidemast – non serve solo a valutare eventuali problemi dopo il trattamento, ma può diventare uno strumento fondamentale per prevenirli. Le iniezioni ecoguidate rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni per aumentare la sicurezza delle procedure. L’utilizzo di queste tecniche richiede però competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica durante le procedure stesse".
Nonostante i progressi tecnologici per i dermatologi Sidemast resta un punto fermo: la sicurezza dei trattamenti iniettabili è strettamente legata alla competenza del medico. "La tecnologia è un supporto prezioso, ma non sostituisce la formazione e l’esperienza clinica – concludono Zerbinati e Guida – per questo è fondamentale che i trattamenti iniettabili vengano eseguiti da medici adeguatamente formati". Da qui l’impegno di Sidemast nel promuovere formazione continua e aggiornamento in dermatologia estetica, per garantire pratiche sempre più sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche.

(Adnkronos) - Da diabete a infertilità, osteoporosi e malattie tiroidee, fino a tumori neuroendocrini. Nonostante il 30% delle malattie croniche e 1 tumore su 4 dipendano da squilibri ormonali, gli ormoni restano un grande sconosciuto per la maggior parte degli italiani, che li sottovalutano e non sanno come mantenerli in salute né prevenirne le alterazioni. Per diffondere informazioni sull’impatto degli ormoni sulla vita quotidiana, in occasione del World Hormone Day 2026, gli esperti della Società italiana di endocrinologia (Sie) promuovono eventi di sensibilizzazione, educazione e prevenzione in tutta Italia e raccomandano di seguire 10 regole molto semplici per migliorare la salute ormonale e intercettare precocemente i segnali d’allarme degli squilibri ormonali.
Nel nostro organismo circolano molte decine di ormoni le cui variazioni possono fare da apripista a moltissime patologie, dall’obesità al diabete, dalle malattie della tiroide ai tumori neuroendocrini, dall’osteoporosi all’infertilità, fino a oltre 400 malattie rare direttamente correlate al sistema endocrino. Si stima che, nell’arco della vita, 3 persone su 4 dovranno prima o poi confrontarsi con un problema ormonale. "Gli ormoni sono i 'registri' della nostra salute, ma metà degli italiani non lo sa. Si tratta di messaggeri biologici prodotti dalle ghiandole endocrine come l’ipofisi, la tiroide, il pancreas, i testicoli e le ovaie. Ma anche da qualsiasi altro tessuto e organo nel nostro corpo: tessuto adiposo, stomaco e intestino, cuore, reni, pelle, polmoni e osso", spiega Diego Ferone, presidente Sie, ordinario di Endocrinologia all’Università di Genova.
"Ci sono - continua - molte decine di differenti tipi di ormoni, come l’insulina, il testosterone, il cortisolo, gli estrogeni, la prolattina, l’adrenalina, gli ormoni tiroidei, la melatonina, la leptina, l’ormone della crescita e tanti altri. Ognuno di essi ha una funzione ben specifica: sono essenziali per affrontare lo stress, crescere, regolare il metabolismo, determinare la funzione sessuale e la fertilità, ma anche per i processi cognitivi e il benessere generale. Ci dicono quando andare a dormire, quando smettere di mangiare, come regolare la pressione corporea". Lo squilibrio ormonale "può condurre allo sviluppo del 30% delle patologie croniche più diffuse, in cui anche la componente ambientale è fondamentale, ma che in molti casi possono essere prevenute come diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa, osteoporosi, malattie tiroidee, disturbi dell’accrescimento, infertilità e disfunzioni sessuali. Allo stesso tempo, ci sono più di 400 patologie rare endocrine che affliggono milioni di persone in Europa, ma che spesso non vengono riconosciute", evidenzia Ferone .
"Nonostante lo straordinario impatto sulla salute, la maggior parte degli italiani non sanno come affrontare eventuali carenze e alterazioni e a chi rivolgersi quando questi si presentano", sottolinea Salvatore Cannavò, presidente eletto Sie, ordinario di Endocrinologia all’Università di Messina. "I sintomi a cui porre attenzione, che possono mascherare problemi al sistema endocrino, sono variazioni inspiegabili di peso, disturbi del sonno, cambiamenti nell’appetito, fragilità di unghie e capelli, stanchezza eccessiva, pelle secca, sete persistente, abbassamento del tono dell’umore, calo del desiderio sessuale e infertilità. In presenza di questi campanelli è necessario rivolgersi allo specialista endocrinologo". Il primo passo per mantenere l’equilibrio ormonale, continua Cannavò che elenca i dieci consigli Sie, "è quello di adottare uno stile di vita attivo ma equilibrato. Praticare attività fisica costante, da 90 a 150 minuti a settimana a bassa intensità è, infatti, un vero e proprio 'workout ormonale' che aumenta le endorfine e la serotonina, riduce il cortisolo e migliora la sensibilità all’insulina".
Il secondo suggerimento "è quello di seguire una dieta sana e varia, ricca di frutta e verdure fresche, cereali integrali e legumi, riducendo al minimo i cibi ultra-processati e gli zuccheri semplici che alterano gli ormoni metabolici. Terzo, fondamentale, non dimenticare il sonno: dormire almeno 7 ore per notte, sempre alla stessa ora, regola la produzione di melatonina, cortisolo e ormone della crescita", riferisce Cannavò. Quarto consiglio "importante prevenire le carenze nutrizionali che destabilizzano il sistema endocrino. Un adeguato apporto di vitamina D, attraverso pesce grasso come salmone e sardine o, nei mesi invernali, integratori su indicazione medica, è essenziale così come consumare alimenti ricchi di iodio (quinto consiglio ) come frutti di mare, alghe, uova e latticini, indispensabili per il corretto funzionamento della tiroide. Non va trascurato nemmeno il calcio (sesto) contenuto in yogurt, mandorle, fagioli e verdure a foglia scura, che protegge ossa e denti e riduce il rischio di osteoporosi".
Settima regola :"occorre ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini, evitando gli imballaggi di plastica, ma preferendo contenitori di vetro o acciaio inossidabile". Ottavo consiglio è quello di migliorare la qualità degli ambienti chiusi "arieggiando regolarmente gli ambienti domestici". Nona indicazione: "scegliere con attenzione cosmetici e prodotti per l’igiene, verificando che non contengano ftalati, parabeni o triclosan, sostanze note per la loro azione perturbatrice sul sistema endocrino", suggeriscono gli esperti Sie che, come decimo consiglio, ricordano di fare attenzione a segni e sintomi precoci di malattie endocrine come aumento o perdita di peso inspiegabili, eccessiva sensazione di freddo, acambiameti dell'appetito, unghie fragili e stanchezza, infertilità, perdita di libido.

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(Adnkronos) - Parte oggi dal porto di Ancona la 'Nave della Salute' di One Health Foundation. Per il terzo anno di fila per due giorni a bordo saranno effettuate in dieci ambulatori visite e controlli medici gratuiti, grazie a 17 specialisti di diverse discipline. L’imbarcazione arriverà in serata nel porto di Durazzo e ripartirà il giorno successivo. L’obiettivo è promuovere a 360 gradi la salute e il benessere ma soprattutto la prevenzione secondaria di patologie importanti. Tra queste vi sono i tumori che ogni anno fanno registrare in Italia 390mila nuovi casi mentre altri 8.000 sono diagnosticati in Albania. La prevenzione 'sale a bordo' anche per favorire gli stili di vita, una necessità che unisce i due Paesi. Infatti, un adulto su cinque, sia in Italia che in Albania, fuma regolarmente. Beve invece dosi eccessive di alcol rispettivamente il 9% e il 5% della popolazione maschile. Mentre, in entrambe le nazioni, una persona su dieci risulta in grave eccesso di peso. Nelle due precedenti edizioni sono già state elargite in totale più di 770 prestazioni mediche ai passeggeri. Quest’anno sono previste visite senologiche e consulenze genetiche, visite dermatologiche, oculistiche, neurochirurgiche e cardio-vascolari. È inoltre possibile effettuare visite nutrizionistiche, ecografie dell’addome ed ecodoppler delle carotidi e svolgere test per Hiv, Hcv, Hbv e sifilide.
L’iniziativa promossa da One Health Foundation viene presenta oggi alla stampa sulla nave attraccata nel capoluogo marchigiano. E domani a Durazzo, a bordo della nave, si terrà l’incontro ufficiale della delegazione dei professionisti con Evis Sala (ministro della Salute della Repubblica d'Albania). A seguire, a Tirana previsto l’incontro con Xheladin Draçini (Rettore dell’Università di Medicina di Tirana) per avviare progetti di collaborazione, già in cantiere, e svilupparne altri a vantaggio dell’intera popolazione. Tra l’Università Politecnica delle Marche, guidata dal Rettore Enrico Quagliarini, e l’Università di Medicina di Tirana sarà sottoscritto un Memorandum of Understanding che contribuirà a promuovere progettualità condivise e a rafforzare la collaborazione tra i due Atenei.
"Il grande successo delle precedenti edizioni ci incoraggia a rafforzare ulteriormente il nostro impegno nella promozione di un progetto innovativo, capace di rispondere in modo concreto ai bisogni di salute dei cittadini - afferma Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto Aiom Associazione italiana di oncologia medica -. Quest’anno, inoltre, avremo l’onore di ampliare le collaborazioni con il ministero della Salute albanese e con l’Università di Tirana, consolidando una rete internazionale sempre più orientata alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica. La prevenzione primaria e secondaria rappresenta uno strumento fondamentale: intervenendo sui fattori di rischio modificabili è possibile evitare fino al 40% di tutti i casi di cancro. Allo stesso modo, l’attività fisica regolare consente di ridurre del 20–30% la mortalità per patologie cardiovascolari. Anche malattie ad alto impatto, come quelle metaboliche, oculari e dermatologiche, sono strettamente correlate agli stili di vita. Tuttavia, possono essere prevenute o diagnosticate precocemente grazie anche a semplici controlli medici".
"La Nave della Salute vuole rappresentare un ponte fra due Paesi da sempre vicini non solo per motivi geografici - sottolinea Anila Bitri Lani, Ambasciatore della Repubblica d'Albania in Italia -. È un’ottima iniziativa pensata innanzitutto per i viaggiatori che possono così usufruire di prestazioni mediche. E non solo per i viaggiatori. La Nave della Salute vuole anche costruire nuove interconnessioni tra gli operatori medici e i cittadini che vivono su entrambe le sponde dell'Adriatico. Il gemellaggio che si è creato tra Ancona e Tirana esce così rafforzato nell’interesse di entrambe le nostre collettività e si offre come un modello che si può espandere ed allargare sul Adriatico e lo Jonio, parti del Mediterraneo".
"Avvieremo nei prossimi mesi in Italia ed Albania nuovi progetti One Health e quindi basati su un approccio che unisce la salute delle persone, degli animali e la tutela dell’ambiente - sottolinea Mauro Boldrini, vice presidente di One Health Foundation e direttore Comunicazione Aiom -. Sono tre fattori che sempre più interagiscono fra di loro come ha dimostrato chiaramente la ricerca scientifica. Stiamo potenziando un proficuo rapporto di collaborazione nato ormai tre anni fa e che mette al centro il contrasto alle gravi malattie, anche grazie all’apporto di nuove collaborazioni. Fra gli ambulatori allestiti a bordo vi è anche quello di genetica oncologica. Lo studio più approfondito dei geni ci ha permesso, negli ultimi anni, di individuare quelli che comportano una maggiore predisposizione ad alcuni tumori. Un caso di cancro su dieci è legato a fattori ereditari e quindi gli esami genetici rivestono un ruolo preventivo fondamentale per alcune persone".
"La salute pubblica non può più essere considerata un obiettivo isolato - sostiene Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della Salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (One Health), ministero della Salute -. Essa è il risultato di un’azione concertata che abbraccia tutti gli ambiti della vita quotidiana, dall’alimentazione all’ambiente, dagli stili di vita alla gestione delle risorse naturali. Il Dipartimento One Health del ministero della Salute ha intrapreso in questa direzione un percorso organico e strutturato, promuovendo strategie integrate che combinano approcci educativi, scientifici e socio-sanitari per sensibilizzare i cittadini verso scelte responsabili e sostenibili".
"Anche un mezzo di trasporto può diventare un luogo dove promuovere la salvaguardia della salute dei cittadini - aggiunge Alberto Rossi, armatore della Nave della Salute -. Siamo particolarmente felici di ospitare ogni anno questo progetto a bordo della nostra nave, che dimostra come sia possibile portare informazione e prevenzione anche in contesti non convenzionali, raggiungendo un pubblico sempre più ampio. Sono sempre necessarie quelle iniziative che vogliono sensibilizzare le persone su un tema che non può essere più sottovalutato".
Il progetto la Nave della Salute da quest’anno vede la collaborazione attiva anche di Fondazione Quotidiano Sanità. "Siamo molto lieti di poter contribuire alla riuscita e allo sviluppo del progetto - sottolinea Cristiana Mormile, presidente di Fondazione Quotidiano Sanità -. Da anni siamo impegnati anche in Albania con iniziative dedicate ai bambini e più in generale ai cittadini e alle famiglie meno abbienti residenti nel paese. È un piacere e un onore avviare una collaborazione strutturata con One Health Foundation".
I professionisti che effettueranno le visite a bordo: Ambulatorio di Genetica oncologica e visite senologiche (Rossana Berardi e Silvia Villani); Ambulatorio di Medicina vascolare (Roberto Catalini e Valentina Salvatori); Ambulatorio di Oculistica (Carlo Sprovieri e Paolo Principi); Ambulatorio di Cardiologia 1 (Federico Guerra); Ambulatorio di Cardiologia 2 (Marco Marini); Ambulatorio di Dermatologia (Alfredo Giacchetti); Ambulatorio di Eco-Addome / Ecografie (Chiara Floridi e Alessandra Bruno); Ambulatorio di Nutrizione clinica: (Marina Taus e Loriana Finocchiaro); Ambulatorio di Neurochirurgia (Roberto Trignani); Ambulatorio Test Hiv, Hcv Hbv e sifilide (Luca Saracini e Fabrizio Ballanti).

(Adnkronos) - La Commissione europea (Ce) ha autorizzato la commercializzazione condizionata di tovorafenib come monoterapia per il trattamento dei pazienti di età pari o superiore a 6 mesi con glioma pediatrico di basso grado che presentano una fusione o un riarrangiamento del gene Braf o una mutazione Braf-V600, in progressione di malattia dopo una o più terapie sistemiche precedenti. Lo annuncia Ipsen, in una nota, precisando che si tratta della “prima terapia mirata” per questa patologia e che la decisione della Ce si riferisce ai 27 Stati membri della Ue, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Ogni anno in Ue vengono diagnosticati più di 800 nuovi casi di glioma pediatrico di basso grado (pLgg) con alterazione di Braf. Questo tumore cerebrale, nonostante sia classificato di basso grado (a lenta progressione), comporta un carico significativo e permanente che accompagna la persona per tutta la vita, causando spesso importanti compromissioni fisiche e neurologiche, tra cui perdita della vista, difficoltà di linguaggio e disfunzioni motorie, che possono incidere in modo significativo sull’istruzione, l’autonomia e la qualità di vita a lungo termine del bambino. Finora, molti bambini con pLgg hanno dovuto sottoporsi a interventi chirurgici invasivi, a più cicli di chemioterapia e a radioterapia, con conseguenti complicazioni della salute.
“Per i piccoli che ricevono la diagnosi di glioma di basso grado, il percorso è spesso lungo e difficile, con opzioni terapeutiche limitate - afferma Sandra Silvestri, Executive Vice President and Chief Medical Officer, Ipsen - Questa approvazione rappresenta un passo avanti significativo per questi bambini e per le loro famiglie, rafforzando al contempo il nostro impegno a rispondere a elevati bisogni clinici non soddisfatti. Ora il nostro obiettivo è garantire che i bambini eleggibili in tutta Europa possano accedere a questa terapia il più rapidamente possibile”.
L’approvazione della Ce si basa sui dati dello studio di fase 2 Firefly-1 che ha valutato tovorafenib in 137 bambini e giovani adulti con pLgg recidivato o refrattario con alterazioni di Braf che avevano ricevuto almeno una precedente terapia sistemica. Nel dettaglio, lo studio ha dimostrato una risposta tumorale clinicamente significativa con un tasso di risposta globale del 71% secondo i criteri Rano-Hgg (ResponseAssessment in Neuro-Oncology criteria for High-Grade Gliomas) e del 53% secondo i criteri Raono-Lgg (Response Assessment in Paediatric Neuro-Oncology for Low-Grade Glioma), con un tasso di beneficio clinico del 77% secondo i criteri Rano-Hgg e del 58% secondo i criteri Rapno-Lgg. Le risposte - riferisce la nota - sono state rapide e durature: sulla base dei criteri Rapno-Lgg, tra coloro che hanno risposto, il tempo mediano alla risposta è stato di 5,4 mesi con una durata mediana della risposta di 18 mesi.
Sul profilo di sicurezza, tovorafenib è stato generalmente ben tollerato, con eventi avversi legati al trattamento (Traes) prevalentemente di grado 1 o 2 e un tasso di interruzione basso (9,5% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa di eventi ritenuti dallo sperimentatore correlati a tovorafenib). I Traes più comuni comprendevano variazione del colore dei capelli, creatinfosfochinasi ematica alta, fatigue, anemia, vomito, ipofosfatemia, cefalea, eruzione cutanea maculopapulare, febbre, ritardo della crescita, secchezza cutanea. Il regime posologico semplice, con la somministrazione orale una volta alla settimana, con o senza cibo, in formulazione liquida o in compresse, ha ridotto al minimo i disagi nella routine quotidiana.
Le famiglie con piccoli colpiti dal glioma di basso grado “spesso devono affrontare anni di incertezza, difficili decisioni terapeutiche e il timore delle conseguenze a lungo termine”, evidenzia François Doz, professore di Pediatria alla Paris Descartes University, vicedirettore di Clinical Research, Innovation and Teaching al Siredo Oncology Centre of the Curie Institute (Assistenza, innovazione e ricerca nel campo dei tumori dell'infanzia, dell'adolescenza e dei giovani adulti) e direttore didattico dell’Hospital Ensemble of the Institut Curie.
Il regolamento dell'Ue sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment – Hta -Regulation), la cui attuazione è iniziata progressivamente a partire da gennaio 2025 - conclude la nota - ha introdotto un nuovo processo di valutazione clinica congiunta (Joint Clinical Assessment - Jca) volta a semplificare e armonizzare la revisione comparativa delle evidenze cliniche negli Stati membri dell'UE. Tovorafenib è il primo farmaco a essere sottoposto a una valutazione Jca.

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(Adnkronos) - “La collaborazione con Trussardi nasce in modo naturale, mettendo in dialogo due ambiti di eccellenza del Made in Italy: da un lato la nautica da diporto e la sua vetrina d’eccellenza – il Salone Nautico Internazionale, dall’altro la moda, il design e il lifestyle. Sono mondi che parlano sempre più tra loro, che condividono attenzione per la qualità, per il progetto, per i materiali, ma anche per l’esperienza complessiva dell’abitare, che sia sulla terra o in mare”. Lo ha detto oggi a Milano Piero Formenti, Presidente Confindustria Nautica, intervenendo al talk “Nautica & Lifestyle: una visione integrata per il contract” presso lo Showroom Trussardi. L’appuntamento, che si è tenuto nel corso della Design Week 2026, è stata l’occasione per annunciare la partnership tra le due realtà.
Una collaborazione che “completa il Dna dell'industria nautica italiana che a oggi è l’industria di settore più importante al mondo - osserva Formenti - Forte del saper fare italiano, unito al design e alla creatività”. In merito alla partnership con il brand di lusso, Formenti afferma: “Crediamo molto in questo tipo di sinergie - continua - perché rappresentano un’opportunità concreta di crescita e di evoluzione per entrambi i settori, in un’ottica di visione integrata. Siamo convinti che questo percorso comune potrà portare risultati importanti e generare nuove opportunità, mettendo a sistema competenze, creatività e capacità progettuale”. Durante l’incontro ospitato “in una delle case più storiche del design italiano, dove la bellezza non è ostentata, ma trasuda da ogni angolo”, è stata anche presentata la nuova edizione del Design Innovation Award, insieme alla pubblicazione dedicata alle prime sei edizioni del premio, istituito nel 2020 da Confindustria Nautica e dal Salone Nautico Internazionale. “In questo contesto - aggiunge il presidente - il Design Innovation Award rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il nostro settore racconta e valorizza l’innovazione, il talento e la qualità del progetto.
Formenti conclude soffermandosi ancora sulla collaborazione con Trussardi che arrederà diverse aree del Salone nautico di Genova. “Questa collaborazione per noi è fonte di orgoglio, ma anche di ispirazione e di visione sul futuro”, conclude.

(Adnkronos) - L'impresa di Edoardo Motta, con quattro rigori parati nella semifinale di Coppa Italia, ha colpito anche Dino Zoff, ex portiere della Juventus e della Nazionale ed ex allenatore della Lazio. "Grande prestazione, poi come li ha parati, con tranquillità, con sicurezza. Mi ha dato un'impressione straordinaria questo ragazzo, una cosa fuori dal comune, poi alla sua età. Quindi complimentissimi per tutto. Quando un portiere para i rigori, il passaggio del turno è un grande merito suo. Quattro rigori parati con tranquillità, sicurezza. Insomma ha dato un'impressione notevolissima e questo prefigura qualità. Però la vita e la strada è lunga", ha detto Zoff all'Adnkronos.
"La scuola italiana dei portieri è sempre al vertice? Effettivamente sì, - ha aggiunto - abbiamo sempre portieri da nazionale, almeno tre o quattro di buona levatura. Però non parliamo già di nazionale adesso per lui. Ha fatto delle cose straordinarie e questo sono pronto a riconoscerlo ma è presto". "Il lavoro di Sarri di grande livello? Indubbiamente si, arrivare in finale di Coppa Italia, e anche avere il coraggio di proporre un giovane in porta che ha certamente tutte le qualità", ha spiegato l'ex portiere.
L'impresa di Edoardo Motta, per Giuseppe Cruciani, "è la rivincita di Lotito". "Motta è stato preso a un milione e duecentomila euro dalla Reggiana. La stragrande maggioranza dei tifosi pensava che fosse una 'sòla'. Si diceva: 'Ecco l'ennesimo acquisto a un milione di euro di Lotito che vende Mandas e scontenta l'allenatore'". Invece, per Cruciani è "l'ennesimo colpo del presidente". "Lotito, ogni tanto, tira fuori dal cilindro questi colpi. Nessuno avrebbe scommesso su Taylor e nessuno avrebbe scommesso ancora meno su Motta. E invece, la tanto vituperata campagna acquisti di gennaio ci porta in finale di Coppa Italia", dice all'AdnKronos il giornalista e conduttore del celebre talk radiofonico 'La Zanzara', grande tifoso della Lazio.
La Lazio, prosegue Cruciani, ha giocato in modo "compatto. È una squadra che ha grandi difficoltà a segnare e grandi difficoltà a rendersi pericolosa. Ma in questo momento è difficile da battere per tutti".
Anche Pino Insegno commenta all'Adnkronos la vittoria di ieri sera della Lazio nella semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta. Per l'attore e conduttore, tifoso laziale doc, le prodezze del giovane portiere Edoardo Motta, che ha parato quattro rigori su cinque, rappresentano "la bellezza del calcio dove l'impossibile diventa possibile". "Sembra un film distopico di fantascienza: un bambino che fino a ieri doveva essere qui come secondo, terzo portiere, si ritrova catapultato in Serie A nella partita più importante della vita e diventa l'eroe. È la trama di un film", dice. La sua è "una di quelle storie che fanno bene al calcio. La cosa bella è anche che è un ragazzino italiano". Questo dimostra, secondo Insegno, che "in casa abbiamo delle potenzialità, bisogna tirarle sù, avendo il coraggio, come in Spagna o in Germania, di far crescere i nostri ragazzi. Poi puoi chiamare tutti gli stranieri del mondo". In questo senso Insegno cita il caso di "Vergara del Napoli. Se non si fosse fatto male De Bruyne non avrebbe mai giocato. Ed è un ragazzo veramente forte. O se non si fosse fatto male Provedel, Motta sarebbe rimasto nell'ombra. Per cui tante volte il destino disegna dei bellissimi film".
Sarri, aggiunge Insegno, "è stato bravo a tenere unito un gruppo in un momento così complicato, difficile. Lui, essendo ovviamente un grande tifoso non solo della Lazio, ma del calcio e della sua bellezza, è riuscito a mantenere motivato il gruppo". I giocatori biancoazzurri "presi singolarmente sono meno forti delle squadre che stanno incontrando e che stanno battendo. Però questo testimonia ancora di più che un gruppo di amici affiatato vince contro chiunque".

(Adnkronos) - “Trussardi nasce come brand di lifestyle. Va ben oltre la moda e abbraccia uno stile di vita che va dall'arredo, ai mobili, ai profumi, agli occhiali e racconta l'eleganza italiana. L'idea della partnership con il mondo della nautica, che con il suo savoir faire racconta l'eleganza italiana, è sorta in modo del tutto naturale. Vediamo una corrispondenza innata tra i nostri due Dna”. Alberto Racca, ceo Trussardi e Gruppo Miroglio, commenta così l’annuncio della partnership con Confindustria nautica, avvenuto oggi a Milano nel corso del talk “Nautica & Lifestyle: una visione integrata per il contract” presso lo Showroom Trussardi.
Una collaborazione che “nella fase iniziale prevede l'allestimento di alcune aree del Salone Nautico con oggetti di Trussardi Home” ma che vuole segnare “l'inizio del cammino di due gruppi appassionati dell'Italia e di uno stile di vita” improntato all'eleganza italiana.
Una partnership che per il mercato degli yatch “può offrire moltissime opportunità a livello di personalizzazione di interni, di eventi e di immagine”, aggiunge Racca - Nel mondo della nautica c'è un forte interesse per il legno, per la pelle. Trussardi rappresenta l'italianità” e vediamo questo contesto “un trampolino di lancio, un punto di partenza per guardare avanti insieme”, conclude.

(Adnkronos) - “Il Design Innovation Award di Confindustria Nautica è il riconoscimento indipendente che abbiamo lanciato nel 2020, un anno particolarmente difficile e instabile a causa della pandemia da Covid in cui, però, il Salone Nautico Internazionale a Genova è riuscito a svolgersi in presenza e in sicurezza, unico evento europeo del comparto. Questo premio, che riconosce l’eccellenza progettuale e promuove una cultura dell’innovazione sostenibile nella nautica, ha rappresentato una scelta coraggiosa e un atto di responsabilità non simbolico, attraverso il quale trasformare un momento di profonda incertezza in un'occasione di rilancio e di posizionamento per il Salone nautico". Lo ha detto oggi a Milano Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica, intervenendo al talk “Nautica & Lifestyle: una visione integrata per il contract” presso lo Showroom Trussardi. Durante l’incontro, che si è tenuto nel corso della Design Week 2026, è stata presentata la partnership tra le due realtà.
Il premio “riconosce l’investimento in innovazione e sostenibilità delle imprese e degli espositori presenti al Salone Nautico Internazionale e valorizza le eccellenze progettuali -. prosegue Stella - In questi anni ci ha dato grandi soddisfazioni: dai 40 progetti presentati alla prima edizione, ora siamo arrivati ad esaminare oltre 90 candidature ogni anno, con un livello di qualità sempre maggiore. Il Design Innovation Award si è inoltre sempre posto come un trampolino di lancio per realtà emergenti, in grado di interpretare le visioni progettuali future nel settore della nautica”. “Il riconoscimento è oggi parte integrante dell’identità del Salone Nautico, che non è solo una manifestazione espositiva, ma uno strumento di sistema che accompagna la crescita dell’intera filiera. Il premio rappresenta un vero e proprio osservatorio sull’innovazione: in ogni edizione, anche grazie alla qualità del percorso che abbiamo costruito, con un processo di selezione solido e uno sguardo internazionale, consente di leggere lo stato dell’arte del design nautico - conclude - e di individuare i linguaggi emergenti, le nuove soluzioni progettuali, le direzioni verso cui il settore si sta muovendo”.

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(Adnkronos) - “Con l’ingresso in Net Service Group le prospettive di crescita si fortificano. Il percorso che si conclude oggi nasce con l’obiettivo di riuscire a portare ancora di più una crescita organica della nostra struttura, insieme ad un gruppo che ci aiuterà in questo percorso”. Così Giuseppe Colistra, ceo di GreenShare, azienda che costruisce soluzioni all'avanguardia per la mobilità, a margine della conferenza stampa che si è tenuta all’Hotel Regina Margherita a Cagliari per presentare l’ingresso in Flosslab, società del gruppo Net Service Group.
“Far parte di questo gruppo è sicuramente importante per irrobustire le nostre spalle – spiega Colistra - Ci consentirà di andare a giocare partite più importanti e di andare su tavoli più prestigiosi. Lo faremo sicuramente portando la nostra esperienza, il nostro know-how, su cui siamo molto forti e ci fa piacere che il gruppo lo abbia capito”.

(Adnkronos) - “Questa operazione rappresenta un modello di crescita. Parte da lontano, c’è una visione e una consapevolezza a livello nazionale ed europeo, ma le azioni concrete si delineano attraverso il management locale, attraverso persone che conoscono il territorio. Questa interazione è la chiave del successo”. Lo ha detto Chicco Porcu, presidente FlossLab e neoletto presidente di GreenShare, durante la conferenza stampa di presentazione dell’ingresso di GreenShare, azienda che costruisce soluzioni all’avanguardia per la mobilità, in FlossLab, società del gruppo Net Service Group. L’evento si è tenuto questa mattina all’Hotel Margherita a Cagliari.
“L’ecosistema regionale della transizione digitale dagli anni ’90 con il premio Nobel Carlo Rubbia, che apre il Crs4 – continua Porcu - Nasce con le prime imprese digitali, ci ricordiamo tutti di Video On Line e di Tiscali, poi continua ancora oggi con un sistema di competenze che coinvolge l’Università, Sardegna Ricerche e le imprese private. Quindi anche una realtà come questa, piccola, ma paradigmatica nel suo approccio perché è innovativa, può aiutare un sistema che si deve alimentare e che ha bisogno sempre di nuovi protagonisti”.

(Adnkronos) - L'Iran 'boccia' il ripescaggio dell'Italia ai prossimi Mondiali. L'ambasciata iraniana a Roma ha infatti commentato la notizia del Financial Times sulla proposta che sarebbe arrivata dall'inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, che vorrebbe escludere la Nazionale asiatica, a causa del conflitto in corso con gli Stati Uniti, in favore degli azzurri. Una prospettiva che però, a quanto pare, non piace a Teheran.
"Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", ha scritto su X l'ambasciata iraniana in Italia, "l'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche - prosegue il post - Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".
Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, ha rivelato al Financial Times di "aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali". "Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
A intervenire sulla questione era stato nei giorni scorsi il ct dell'Iran Amir Ghalenoei: "Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", aveva detto all'agenzia tedesca Dpa.
Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: "Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione".
Cosa succederebbe invece se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa è stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.
L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.
Come detto, l'eventuale ripescaggio dell'Italia ai Mondiali 2026 è a totale discrezionalità della Fifa. In caso di forfait dell'Iran, toccherebbe a un'apposita commissione il compito di valutare come riempire il vuoto lasciato nel girone G, con gli azzurri che manterrebbero comunque diverse chance di essere 'scelti'. All'articolo 6 del regolamento viene spiegato come debba essere il Consiglio Fifa o il comitato competente a decidere l'eventuale sostituzione della Nazionale rinunciataria.
Il Consiglio Fifa è un organo composto da 37 membri: un presidente, eletto dal Congresso Fifa, ovvero Gianni Infantino; otto vicepresidenti e altri 38 membri eletti tra le Federazioni affiliate associate al massimo organo di governo del calcio internazionale. Per la Uefa, l'uomo che potrebbe 'spingere' la candidatura dell'Italia è il presidente Aleksander Ceferin.
Al momento però è difficile definire l'orizzonte temporale della decisione della Fifa. Molto, come già detto, dipenderà dagli sviluppi in Medio Oriente, con il proseguo della guerra tra Stati Uniti e Iran che però non lascia immaginare, almeno al momento, spiragli per una partecipazione dell'Iran alla prossima rassegna iridata. Una decisione in ogni caso non potrebbe arrivare a ridosso del torneo, il cui fischio d'inizio è fissato per il prossimo 11 giugno.

(Adnkronos) - L'Italia sarà ripescata ai prossimi Mondiali? Il possibile forfait dell'Iran, a causa del conflitto con gli Stati Uniti, paese ospitante della rassegna iridata insieme a Canada e Messico, potrebbe rimettere clamorosamente in corsa gli azzurri, eliminati dalla Bosnia nella finale dei playoff. Una prospettiva che però non piace a Enrico Mentana.
"Essere ripescati ai mondiali di calcio da imbucati, al posto di una nazione qualificata sul campo, ma esclusa perché in guerra con il paese ospitante, sarebbe squallido e ingiusto e offensivo per la nostra storia sportiva", ha scritto in un post pubblicato sul proprio profilo Instagram il direttore del Tg di La7, commentando la notizia del Financial Times sulla proposta che sarebbe arrivata dall'inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, che vorrebbe escludere la Nazionale asiatica in favore proprio degli azzurri.
Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, ha infatti rivelato al Financial Times di "aver suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali". "Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.

(Adnkronos) - Flosslab, azienda Ict sarda controllata da Net Service Group (NSG), ha perfezionato il proprio ingresso nel capitale di GreenShare, realtà anch’essa espressione del contesto locale e cresciuta a partire dal mondo della ricerca universitaria, oggi attiva nello sviluppo di soluzioni digitali per la mobilità sostenibile con clienti su tutto il territorio nazionale. L’operazione è stata presentata ufficialmente oggi a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa che ha posto l’accento non solo sul valore industriale dell’acquisizione, ma anche sul suo significato per il territorio: un percorso che nasce in Sardegna, valorizza competenze imprenditoriali locali e rafforza un ecosistema regionale dell’innovazione capace di competere su scala nazionale.
Con l’ingresso di GreenShare in Flosslab, Net Service Group consolida ulteriormente il proprio presidio nell’isola, superando i 5 milioni di euro di fatturato annuo e i 50 addetti, con una prospettiva di crescita che punta a raggiungere nel 2027 i 6 milioni di euro di fatturato e oltre 60 persone.
A rendere distintiva questa acquisizione è la scelta della capogruppo di non intervenire direttamente, ma di sostenere un percorso che valorizza due imprese radicate localmente, le loro competenze e il ruolo dei manager coinvolti anche come soci. In questo quadro di continuità e rafforzamento, Giuseppe Colistra mantiene il ruolo di ceo di GreenShare, Chicco Porcu, già presidente di Flosslab, ne assume la presidenza, mentre Daniele Sanna, già coo di Flosslab, entra in qualità di Consigliere nel nuovo CdA.
L’operazione ha previsto l’acquisizione iniziale del 51% di Greenshare da parte di Flosslab, con opzione call per il 100% delle azioni da esercitarsi in determinate condizioni. Nel corso dell’incontro sono emerse anche le forti sinergie tra le due aziende: entrambe nate come spin-off dell’Università di Cagliari, entrambe cresciute attraverso attività di ricerca e sviluppo, e attive su tecnologie abilitanti, dall’intelligenza artificiale alla blockchain, dall’IoT ai Big Data. L’integrazione dei team e delle competenze rafforza oggi la capacità di proposta verso i mercati della Pubblica amministrazione locale, del trasporto pubblico locale e, più in generale, dello sviluppo delle smart cities.
“Questa operazione rappresenta pienamente la visione di crescita di Net Service Group: costruire una rete di imprese specializzate, capaci di collaborare in modo sinergico e di generare più valore per i clienti e per i territori”, commenta Gianluca Ortolani, ceo di Net Service Group.
“L’ingresso di GreenShare, dopo quello di Oikos Area a fine 2025, rafforza ulteriormente il profilo multidisciplinare del Gruppo e amplia la nostra capacità di accompagnare organizzazioni pubbliche e private nei loro percorsi di transizione digitale. La Sardegna, in questa strategia, rappresenta per noi un territorio ricco di competenze, visione e potenziale", continua.
“Questa acquisizione ha un valore paradigmatico, perché dimostra che dalla Sardegna possono nascere e crescere operazioni capaci di generare sviluppo partendo dalle energie del territorio”, dichiara Chicco Porcu, Presidente di Flosslab e di GreenShare. “Abbiamo voluto costruire un percorso che rafforza la presenza del Gruppo nell’isola e, allo stesso tempo, mette al centro la crescita di un ecosistema locale dell’innovazione. In una regione che ha saputo distinguersi storicamente per la sua vocazione pionieristica nel digitale, questa operazione si inserisce in una prospettiva più ampia: contribuire a fare dell’innovazione una leva concreta di competitività, attrattività e sviluppo per la Sardegna", spiega.
“Per la nostra società questa operazione rappresenta un’accelerazione importante”, afferma Giuseppe Colistra, ceo di GreenShare. “Entrare, attraverso Flosslab, in un Gruppo come Net Service significa poter contare su maggiori sinergie industriali, su migliori economie di scala e su maggiori opportunità di evoluzione delle nostre soluzioni. Manteniamo la nostra identità e la nostra specializzazione nel campo della mobilità intelligente, ma con una capacità rafforzata di affrontare mercati più ampi e progetti sempre più sfidanti, solidi e integrati per i nostri clienti", continua.
L’operazione è stata supportata da Big Partners - con un team diretto dal Senior Partner Maurizio Baldassarini - in qualità di Advisor, dallo Studio Legale Eruzzi per gli aspetti legali e da Banco di Sardegna - BPER come Banca Partner.

(Adnkronos) - Come annunciato nella conferenza stampa del 9 aprile, le sezioni principali del 79° Festival di Cannes si arricchiscono di altri film. L’aggiunta più importante è Paper Tiger, crime drama con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Tiller che segna la quinta partecipazione in concorso del regista statunitense James Gray. Completata la selezione ufficiale, si può dire formalmente che il cinema italiano è fuori dal cartellone. L’unica presenza italiana resta quella del cortometraggio 'Oh Boys!' di Antonio Donato alla Quinzaine, più alcune partecipazioni a coproduzioni internazionali (Fatherland, Paper Tiger, Parallel Tales, The Unknown). Una débâcle storica.
I nuovi titoli annunciati, come riporta il sito specializzato Cinematografo.it, sono: per il Concorso 'Paper Tiger' di James Gray; per Un Certain Regard, 'Victorian Psycho' di Zachary Wigon, 'Mémoire de fille' (A Girl’s Story) di Judith Godrèche, 'Titanic ocean' di Konstantina Kotzamani (opera prima) e 'Ulysse' di Laetitia Masson (film di chiusura della sezione); per Cannes Première, 'The end of it' di Maria Martinez Bayona (opera prima), 'Marie Madeleine' (Mary Magdalene) di Gessica Généus, 'Aquí' di Tiago Guedes, 'Mariage au gout d’orange' di Christophe Honoré e 'Si tu penses bien' di Géraldine Nakache; per gli Special Screenings, 'Spring' di Rostislav Kirpičenko (opera prima), 'Ashes' di Diego Luna, 'Tangles' di Leah Nelson (opera prima di animazione), 'Le triangle d’or' di Hélène Rosselet-Ruiz (opera prima), 'Groundswell' di Joshua & Rebecca Tickell (documentario); infine, per la sezione Family Screening, 'Lucy Lost' di Olivier Clert (opera prima di animazione).

(Adnkronos) - Ottima partenza per Michael, il biopic su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua: al primo giorno di programmazione il film ha incassato 1.099.269 euro con 2.295 euro di media copia.
Risultato migliore di Bohemian Rhapsody (anche quello prodotto da Graham King), che nel novembre 2018 aveva aperto con circa 825mila euro per poi incassare poco più di 29 milioni complessivi.
Lo scarto con gli altri titoli presenti in top ten è gigantesco: Lee Cronin – La mummia è in seconda posizione con 72.335 euro e 947.762 euro complessivi, seguito da The Drama, terzo, con 66.905 euro ma l’ottimo totale di 4.696.880 euro.
Super Mario Galaxy scende al quarto posto con 66.840 euro e 12.991.182 euro complessivi, con la riedizione di Prima dell’alba in quinta posizione con 23.306 euro (84.352 euro nei 3 giorni di programmazione).
L’altra uscita evento, Tabù – Egon Schiele, è sesta con 19.552 euro e 63.057 euro in 3 giorni.
Dal settimo al decimo posto troviamo L’ultima missione – Project Hail Mary (14.996 euro e 4.789.947 euro complessivi), ...Che Dio perdona a tutti (9.844 euro e 1.554.966 euro totali), Alla festa della rivoluzione (8.938 euro e 156.017 euro totali) e Lo straniero, con 7.921 euro e 492.830 euro complessivi.

(Adnkronos) - Non molto tempo fa, a fine 2023, una delle riviste 'bibbia' della comunità scientifica - Science - ha eletti i nuovi farmaci per la perdita del peso 'Breakthrough of The Year', la svolta dell'anno: nati come potenti anti-diabete, gli agonisti del recettore del Glp-1 proprio in quel periodo erano balzati agli onori delle cronache nelle vesti di anti-obesità, per la loro capacità di garantire significative perdite di chili e attenuare i problemi di salute associati. Nel focus la rivista scientifica illustrava le promesse dei farmaci della famiglia di Ozempic e l'impatto che avrebbero potuto avere sui pazienti con obesità. Da allora gli studi si sono moltiplicati come anche il numero di persone trattate. Solo negli Stati Uniti, secondo i dati disponibili, le persone clinicamente idonee all'uso dei farmaci Glp-1 per la perdita di peso si stima siano oltre 100 milioni di persone e circa il 18% degli adulti Usa sta attualmente utilizzando o ha utilizzato in passato un farmaco Glp-1.
E questo è uno dei casi in cui una svolta medica diventa anche un fenomeno 'sociale', alimentato sia dai post che viaggiano sui social network sia dai dibattiti che continuano ad animare l'opinione pubblica su diverse arene - politica, economica, di costume - e sia per la produzione di una ricca letteratura scientifica che ogni settimana esplora nuovi aspetti e aggiunge nuovi tasselli. Basta una foto, come quella pubblicata qualche giorno fa - per tornare in Italia - dalla cantante Emma Marrone sul suo profilo Instagram ad animare piogge di commenti che tornano insistentemente sul tema. In questo caso l'artista di origini pugliesi ha semplicemente messo online uno scatto che la ritrae in gran forma. E da un utente social è arrivata quasi istantanea la domanda: "Ozempic?". La cantautrice ha replicato: solo allenamento e piano alimentare. Ma nei commenti a seguire il tema dei nuovi farmaci dimagranti si è insinuato suscitando riflessioni di varia natura, segno di quanto questi medicinali stiano segnando profondamente questo momento storico.
Da un lato sempre più aziende lavorano a questa classe di farmaci: sul mercato si affacciano nuove versioni sempre più maneggevoli, dalle versioni in pillola che si aggiungono alle formulazioni iniziali da iniettare sottocute (con le famose penne pre-riempite), dall'altro lato nuove molecole che vanno ad ampliare la famiglia di semaglutide e tirzepatide. Per esempio, proprio a inizio aprile negli Usa la Fda ha approvato in tempi record il nuovo anti-obesità in pillola orforglipron, presentato come un farmaco che può essere assunto in qualsiasi momento della giornata senza restrizioni di cibo o acqua. E altri prodotti sono in cantiere sempre su questo filone.
Quanto alla ricerca scientifica, oltre a continuare lo studio sui diversi impatti di salute legati a questi trattamenti e la documentazione sul follow up che sta diventando sempre più lungo, si approfondiscono nuovi temi: per esempio, cosa succede quando si sospendono le terapie? Questa è una circostanza frequente, spiegano gli esperti. Se, infatti, ormai quasi un adulto su 5 affetto da obesità ha assunto un agonista Glp-1 per perdere peso, è anche vero che c'è chi interrompe il trattamento e queste persone sperimentano un 'effetto yo-yo', recuperando il peso perso in media entro 18 mesi. Uno studio, che è stato reso disponibile proprio oggi e sarà presentato a inizio maggio alla Digestive Disease Week (Ddw) 2026, ha sondato le potenzialità di una strategia, che prevede una "procedura di 'reset' dell'intestino" per prevenire il recupero del peso dopo l'interruzione dei GLP-1. Si chiama 'resurfacing' della mucosa duodenale e secondo gli autori potrebbe offrire al 70% circa delle persone che sospendono i farmaci una via per non riprendere i chili persi. Lo studio porta una prima evidenza sul valore di questo metodo.
"Trovare un trattamento che permetta ai pazienti di interrompere l'assunzione di questi farmaci senza riprendere peso o perdere i benefici metabolici rappresenta un'esigenza fondamentale ancora insoddisfatta - ha fatto notare l'autrice principale Shelby Sullivan, direttrice dell'Endoscopic Bariatric and Metabolic Program del Dartmouth Health Weight Center e docente di medicina alla Dartmouth Geisel School of Medicine - Questa procedura mininvasiva potrebbe garantire un mantenimento duraturo della perdita di peso". Il resurfacing della mucosa duodenale è una procedura endoscopica sperimentale che utilizza il calore mirato per ablare il rivestimento mucoso interno danneggiato del duodeno, la parte superiore dell'intestino tenue situata appena sotto lo stomaco. Lo studio Remain-1 valuta se, stimolando la crescita di nuovo tessuto sano, possa portare a un ripristino metabolico duraturo. E i risultati presentati si basano sul primo gruppo di partecipanti allo studio, che ora dispone di dati di follow-up a 6 mesi: 29 sono stati sottoposti a resurfacing e 16 a una procedura placebo, e tutti prima avevano perso almeno il 15% del peso corporeo totale utilizzando un farmaco anti-obesità, poi interrotto.
I pazienti hanno perso circa 18 kg con la terapia a base di Glp-1. Sei mesi dopo l'interruzione del farmaco, quelli che si sono sottoposti alla procedura fittizia hanno recuperato il 40% di peso in più rispetto al gruppo trattato col resurfacing. E chi, fra questi ultimi, aveva subito un maggiore rimodellamento del tessuto ha recuperato solo 3 kg, mantenendo oltre l'80% della perdita di peso, mentre il gruppo di controllo ha recuperato circa il doppio. L'effetto sembra essere duraturo, spiegano gli esperti, e "questo - osserva Sullivan - Questo ci dà la certezza di aver individuato il bersaglio biologico giusto".
Ma non ci sono solo gli aspetti pratici. C'è anche l'impatto psicologico su cui lavorare, evidenziano gli studiosi. Un nuovo studio ha esplorato ad esempio lo stigma associato all'uso di farmaci Glp-1 per la perdita di peso, rilevando che le donne che hanno perso peso utilizzando i trattamenti sono state giudicate più severamente rispetto a quelle che hanno perso peso attraverso la dieta e l'esercizio fisico, con reazioni negative dovute in gran parte alla convinzione che la perdita di peso assistita da farmaci sia una "scorciatoia". I risultati del lavoro, pubblicato nella prima metà di aprile sulla rivista 'Stigma & Health' dell'American Psychological Association, evidenziano come le narrazioni sociali sulle strategie di perdita di peso "accettabili" possano influenzare gli atteggiamenti nei confronti delle donne obese, anche quando la perdita di peso è clinicamente significativa. "I farmaci Glp-1 possono offrire significativi benefici per la salute delle persone obese, ma molti pazienti riferiscono di provare vergogna e senso di colpa per il loro utilizzo", ha evidenziato la psicologa sociale Stacy Post, ricercatrice post-dottorato al Lombardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University.
"I nostri risultati dimostrano che la percezione di una 'via più facile' non si limita a suscitare critiche superficiali. Può tradursi in uno stigma misurabile, che include la fobia del grasso e il desiderio di prendere le distanze sociali". Per lo studio sono state reclutate 402 donne statunitensi di età compresa tra i 30 e i 49 anni, che dichiaravano di essere in sovrappeso o obese. Le partecipanti sono state assegnate in modo casuale alla lettura di una breve descrizione di una donna di nome Evette che aveva perso il 15% del suo peso corporeo attraverso una dieta e l'esercizio fisico oppure con un farmaco Glp-1. I partecipanti hanno quindi valutato Evette in base a diverse dimensioni legate allo stigma, tra cui la fobia del grasso, l'antipatia, la tendenza a incolpare e hanno indicato se credevano che avesse preso una scorciatoia per perdere peso. Lo stigma è risultato più elevato quando Evette perdeva peso con un farmaco Glp-1 piuttosto che con dieta ed esercizio fisico. In generale, hanno osservato gli esperti, lo stigma legato al peso è associato a conseguenze negative per la salute, tra cui stress, depressione, sintomi d'ansia e comportamenti dannosi per la salute. E affrontare questo tema è importante perché - hanno rimarcato gli autori - il rischio è che le persone si scoraggino dal cercare cure basate sull'evidenza scientifica. "Le decisioni terapeutiche dovrebbero essere guidate dalla salute, non da giudizi su come una persona gestisce il proprio peso. Ridurre lo stigma significa sfidare l'idea che esista un solo modo 'giusto' per perdere peso, ovvero attraverso la sola forza di volontà, soprattutto per le donne, che subiscono un'intensa pressione sociale legata all'aspetto fisico e alla corporatura", ha concluso Post che con i colleghi ha aupsicato strategie di comunicazione che spieghino meglio il funzionamento biologico dei farmaci Glp-1, che ne evidenzino i benefici per la salute e che riducano la percezione che la perdita di peso assistita da farmaci sia intrinsecamente meno legittima rispetto agli approcci basati esclusivamente sullo stile di vita.
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