
(Adnkronos) - "Non mi considero l’uomo della speranza, credo di essere la speranza di quelle 100mila persone che si sono iscritte al mio partito. Non credo di essere la speranza della sinistra tant'è vero che non vedo tanta gente di sinistra che sia venuta a questo congresso, io penso di essere invece la speranza di quegli italiani che cercano il cambiamento, perché oggi fra destra e sinistra si porta avanti l'agenda Draghi, si supporta questa Commissione europea e con le sue politiche scellerate, che ci hanno ridotto nelle condizioni in cui siamo e questa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che continua a portare avanti le scelte del Green deal, della finanza internazionale e della guerra". Così il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, durante la conferenza stampa del secondo giorno di assemblea costituente del suo partito in corso all’Auditorium della Conciliazione, a Roma.
Parlando poi delle elezioni ad aprile del 2027, Vannacci afferma: "Futuro nazionale è già pronto, è già in trincea". E continua: "II nostro programma non si esprime in maniera manichea ma in base agli interessi nazionali italiani, quindi l'Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi". "Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell'Italia quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l'Italia, noi dobbiamo cercare la pace", aggiunge.
"Sono entrato nella Lega come indipendente, ho preso mezzo milioni di voti, me ne sono andato quando ho eccepito per questioni di sicurezza, ognuno ha avuto il suo vantaggio. Io non voglio fare implodere il centrodestra, ho fondato un partito indipendente e vado avanti. Le alleanze si fanno prima delle elezioni, ho delle linee rosse che non sono disposto a negoziare", sottolinea ancora Vannacci.
Quanto alla "remigrazione non è solo il rimpatrio, è un concetto politico. È il sacrosanto diritto di difendere popoli autoctoni, questo è il concetto. Si applica in maniera culturale perché si deve proteggere la cultura, la civiltà dei popoli autoctoni. E poi c'è il problema degli elementi esogeni perché se io ho un popolo autoctono e lo riempio di elementi esogeni, questa cultura identità viene annacquata, diluita e questo comporta tre problematiche fondamentali: c'è un problema economico, questi elementi esogeni costano di più di quanto non facciano guadagnare a una nazione, poi c'è un problema di sicurezza e poi c'è il problema più grave che è quello della coesione". "La soluzione è di far ritornare al Paese di origine, è un sacrosanto diritto di ogni persona umana come dice l'articolo 13 della Dichiarazione dei diritti umani ogni cittadino di ritornare al Paese di origine. Fare ritornare al Paese di origine chi è entrato illegalmente da noi e che quindi è illegale e clandestino, non ha alcun diritto di rimanere", aggiunge.
Riusciremo a fare i rimpatri "perché mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e vedremo. Applicherei la politica di Vannacci rispetto alla remigrazione prevedendo e stipulando accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti", afferma ancora.
Quanto a Calenda, "che mi ha definito la rovina dell'Italia, non gli rispondo, non è un interlocutore".

(Adnkronos) - "Ancelotti ha sbagliato, il Brasile ha deluso". Il Brasile pareggia per 1-1 nel suo esordio ai Mondiali 2026 e partono i primi processi alla selecao. Nel mirino finisce anche il ct Carlo Ancelotti, criticato in particolare da Felipe Melo. L'ex centrocampista di Juventus e Inter, oggi opinionista per SporTV, accende i riflettori sulle scelte dell'allenatore. "Ancelotti è uno dei più grandi tecnici della storia, ma non può permettersi di sbagliare e di commettere certi errori. Ha schierato una formazione sbagliata all'inizio, Ibanez non avrebbe dovuto giocare titolare: è un difensore centrale, non un terzino. Non è colpa sua, ma la squadra è migliorata quando è uscito dal campo", l'analisi di Felipe Melo. "L'atteggiamento della squadra non mi è piaciuto, sono serviti un paio di cambi", aggiunge evidenziando le difficoltà dei verdeoro, in balia del Marocco per buona parte del primo tempo.
Un lampo di Vinicius ha permesso al Brasile di pareggiare. "Vinicius ha fatto la differenza, ma la squadra nel suo complesso ha reso ben al di sotto delle aspettative. Il Marocco è stato un collettivo migliore, il Brasile non ha mostrato nemmeno l'organizzazione difensiva di cui si è spesso parlato: bisogna migliorare molto", aggiunge Felipe Melo. "Tre giocatori fermi a guardare Brahim Diaz che imbuca e fa uno splendido assist: non si può vedere una cosa del genere", dice facendo riferimento al gol realizzato dalla selezione africana. "Il Brasile è più forte di quanto si sia visto contro il Marocco. Bisogna fare decisamente meglio non solo per battere Haiti nel prossimo match ma anche per pensare di fare strada nella seconda fase del torneo".

(Adnkronos) - Il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha ribadito che la Fifa deve garantire che negli stadi dei Mondiali venga esposta solo la bandiera iraniana, dato che gli iraniani della diaspora potrebbero voler sventolare bandiere dell'opposizione durante le partite della nazionale iraniana negli Stati Uniti. L'Iran, atteso a Los Angeles domenica, affronterà la Nuova Zelanda lunedì nella sua partita d'esordio ai Mondiali.
"La Fifa è responsabile secondo i protocolli", ha dichiarato Taj all'Afp, in merito alla questione delle bandiere durante una sessione di allenamento della nazionale iraniana a Tijuana, in Messico. "Uno di questi protocolli prevede che la bandiera ufficiale di un Paese debba essere presente nello stadio". La prima partita della nazionale iraniana di lunedì potrebbe essere tesa, poiché Los Angeles, a volte soprannominata Tehrangeles, ospita la più grande diaspora iraniana al mondo, e una parte consistente dei suoi membri è contraria alla Repubblica Islamica. Diverse organizzazioni hanno in programma di manifestare lunedì intorno allo stadio, sventolando la vecchia bandiera iraniana, quella utilizzata prima della Rivoluzione Islamica. Il vessillo verde, bianco e rosso raffigurava un leone e un sole. Alcuni manifestanti potrebbero anche entrare nello stadio e fischiare l'inno nazionale iraniano, come accaduto in Qatar nel 2022.
Teheran ha avvertito questa settimana che una simile eventualità sarebbe inaccettabile. Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha avvertito che l'Iran sarà particolarmente vigile riguardo a "bandiere e slogan", minacciando di interrompere la partita qualora venissero esposti simboli ostili alla Repubblica Islamica. Il regolamento Fifa vieta qualsiasi oggetto "politico" negli stadi. Tuttavia, la sua applicazione è stata incoerente nei tornei precedenti e nessuno sa come verranno trattati gli avversari in possesso di biglietti. "Abbiamo presentato alla Fifa la bandiera ufficiale del nostro Paese, sta lavorando per risolvere i problemi e si è dimostrata collaborativa", ha aggiunto il signor Taj.
"Tuttavia, sono riusciti a risolvere alcuni problemi, mentre altri restano irrisolti. Speriamo che la situazione migliori in futuro", ha aggiunto. Queste incertezze sull'accoglienza del Team Melli si aggiungono alla pressione che grava sulla squadra dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Con il conflitto innescato dagli attacchi israelo-americani contro l'Iran del 28 febbraio, Teheran ha mantenuto dubbi sulla partecipazione della Nazionale ai Mondiali fino all'ultimo. Gli Stati Uniti si sono rifiutati di concedere i visti a circa quindici membri dello staff tecnico e la squadra, all'ultimo minuto, ha allestito il proprio campo base a Tijuana, in Messico, uno dei tre paesi co-organizzatori dell'evento insieme agli Usa e al Canada, anziché a Tucson, in Arizona.

(Adnkronos) - Donald Trump compie 80 anni oggi 14 giugno 2026. Il presidente Usa ha invitato la Mma e celebrerà il suo compleanno alla Casa Bianca con una festa 'UFC Freedom 250', che vedrà partecipare 14 atleti di spicco dell'Ultimate Fighting Championship, che si confronteranno in un'arena denominata 'The Claw'. Il costo di questa manifestazione ammonta a 60 milioni di dollari ed è inserito nelle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
L'iniziativa ha suscitato critiche per la sua intrinseca violenza e per l'elevato esborso finanziario, soprattutto nel contesto della guerra con l'Iran che ha comportato un aumento dei prezzi per gli americani. Nonostante la possibilità che Trump possa concludere un accordo di pace con l'Iran in concomitanza con il suo compleanno, Teheran ha manifestato scetticismo riguardo alla tempistica. Trump ha difeso l'evento UFC definendolo uno spettacolo senza precedenti, dichiarando che "sarà un evento che vi piacerà davvero".
La Claw è un'imponente struttura metallica alta 28 metri nei colori della bandiera americana - più alta della residenza presidenziale - è stata installata sotto le finestre della Casa Bianca. Nell'ottagono si svolgeranno sette incontri questa sera (a partire dalle 20 ora locale), sotto l'egida dell'UFC, la potente organizzazione di arti marziali miste (Mma) guidata da Dana White, stretto collaboratore di Donald Trump.
Come sua consuetudine, Donald Trump, che ha promesso "il più grande spettacolo del mondo", sta pensando in grande. Sono attesi oltre 4.000 ospiti selezionati personalmente intorno alla gabbia. E fino a 125.000 spettatori potranno radunarsi in un parco adiacente per guardare gli incontri su un maxi schermo.
A pochi giorni dal suo 80esimo compleanno Trump è stato sottoposto a un nuovo checkup al Walter Reed National Military Medical Center. E' in "eccellente stato di salute" ma deve dimagrire ha detto il medico personale del presidente americano, il capitano della Marina Sean Barbabella, dopo il controllo medico in un rapporto diffuso dalla Casa Bianca. Presenta una "forte funzionalità cardiaca, polmonarie, neurologica e generale", ed è "pienamente idoneo a svolgere tutte le funzioni di Comandante in capo e capo di Stato". Il medico riferisce che l'età cardiaca del presidente è "circa 14 anni inferiore alla sua età anagrafica" e che il paziente ha ottenuto un punteggio di "30 su 30" al test cognitivo Montreal Cognitive Assesment.
La nota stonata, a giudicare dal report, è rappresentata dalla bilancia: Trump pesa attualmente di 108 chilogrammi, sei in più rispetto all'anno precedente. Barbabella ha fornito al presidente "consigli preventivi, inclusi suggerimenti su dieta, attività fisica e perdita di peso". E' noto che il presidente apprezzi i menù dei fast food e le bevande zuccherate, con una predilezione particolare per la Diet Coke.
Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'attività fisica. Il numero 1 della Casa Bianca pratica il golf ma si presenta sul green senza alcun tipo di preparazione atletica: il tapis roulant, ha detto in passato, è noioso. Negli ultimi mesi, le condizioni di salute del presidente sono finite sotto i riflettori per i dettagli catturati da foto e telecamere. Trump ha mostrato lividi sulle mani e caviglie gonfie. Nel rapporto di Barbabella si segnala anche una "lieve infiammazione dei tessuti molli sulle mani dovuta alle frequenti strette di mano e all'uso di aspirina" e un "lieve gonfiore agli arti inferiori", in miglioramente rispetto ad aprile 2025.

(Adnkronos) - Per il presidente Donald Trump la firma di un accordo tra Usa e Iran è imminente, sarebbe addirittura prevista per oggi domenica 14 giugno con la riapertura immediata dello stretto di Hormuz. Dal canto suo Teheran, sebbene abbia mostrato segnali di un ottimismo finora inedito, continua a prendere tempo. Questa, per ora apparente svolta nei negoziati, è sopraggiunta dopo una nuova escalation di attacchi tra i due Paesi che hanno riacceso il conflitto.
Intanto mediatori del Qatar sono arrivati in mattinata a Teheran nell’ambito degli sforzi diplomatici per finalizzare un accordo volto a mettere fine al conflitto. Lo riporta Haaretz, citando quanto riferito a Reuters da fonti informate, secondo cui la visita rientra in una nuova fase di contatti indiretti tra le parti.
Il presidente degli Stati Uniti in un post su Truth, criticando il Jcpoa, l'accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall'allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba, ha scritto: "Il mio accordo con l'Iran è l'esatto opposto: un muro contro l'arma nucleare". Aggiungendo che gli iraniani "non vogliono più un'arma nucleare, né ne avranno una". L'accordo è previsto per domani (oggi, ndr) - ha quindi aggiunto Trump - e subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti".
Il tycoon ha inoltre sottolineato una divergenza significativa e un miglioramento nella relazione tra gli Stati Uniti e l'Iran rispetto alle precedenti amministrazioni: "La nostra relazione con l'Iran è molto diversa e migliore di quella delle precedenti amministrazioni". Sempre riferendosi al Jcpoa, ha evidenziato che "a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro", aggiungendo che "al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l'uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti". Questo materiale, ha concluso Trump, sarà "diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti", auspicando che "questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l'alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare".
"Non vediamo l'ora di lavorare con l'Iran e con tutto il Medio Oriente, nel lungo futuro. Speriamo che questo processo si risolva rapidamente, facilmente e senza intoppi. Se non dovesse succedere, abbiamo l'alternativa definitiva, speriamo di non doverla mai più usare. Grazie per la vostra attenzione a questa questione", ha concluso.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha espresso scetticismo riguardo all'imminenza della firma di un accordo, specificando che tale evento non avverrà domenica, ma potrebbe concretizzarsi nei giorni successivi, come riportato dalla Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB). L'emittente statale iraniana ha inoltre invitato alla prudenza nell'analisi del processo negoziale, adducendo incoerenze da parte della controparte. "Dobbiamo attendere il momento esatto della firma dell'accordo. Non accadrà domani (oggi, ndr), ma potrebbe avvenire nei prossimi giorni. A causa dell'incoerenza dell'altra parte, dobbiamo rimanere cauti nel commentare il processo", ha dichiarato l'IRIB citando Baghaei.
Il memorandum d'intesa proposto prevede la riapertura dello stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense, secondo quanto indicato da fonti di tutte le parti coinvolte nei colloqui. Le negoziazioni sul programma nucleare dell'Iran, una delle principali ragioni addotte da Trump per la guerra, si svolgeranno in una fase successiva. "L'Iran aprirà lo Stretto di Hormuz, questo è un requisito. Potrebbe essere aperto senza pedaggi. Mentre lo faranno, noi toglieremo il nostro blocco", ha affermato un funzionario statunitense. "Accadrà in concomitanza, e parte del prossimo passo, la fase successiva, sarà la bonifica delle mine dagli stretti", ha aggiunto il funzionario, suggerendo un potenziale ruolo dei paesi del G7 in tale operazione.
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche ha scritto su Telegram che l'"insolita insistenza" di Trump sulla firma dell'accordo rappresenta un "test per il team negoziale iraniano" e sottolineato che l'annuncio del presidente Usa arriva "nonostante i negoziatori iraniani abbiano esplicitamente dichiarato che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma di domenica è assolutamente da escludere". I Guardiani della Rivoluzione insinuano poi che Trump intendesse far coincidere la firma con il suo compleanno, il 14 giugno, per trasformarla in un "evento di propaganda personale", secondo quanto riporta SkyNews.
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è attesa oggi in Pakistan, hanno riferito fonti arabe citate dall'emittente Al-Arabiya. Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all'accordo con gli Stati Uniti. Mentre la squadra negoziale iraniana non ha in programma viaggi a Ginevra né in altre sedi nei prossimi giorni, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Baghaei, in dichiarazioni riportate dai media della Repubblica islamica. L'emittente francese Bfmtv ha riferito che un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera.

(Adnkronos) - Per il presidente Donald Trump la firma di un accordo tra Usa e Iran è imminente, sarebbe addirittura prevista per oggi domenica 14 giugno con la riapertura immediata dello stretto di Hormuz. Dal canto suo Teheran, sebbene abbia mostrato segnali di un ottimismo finora inedito, continua a prendere tempo. Questa, per ora apparente svolta nei negoziati, è sopraggiunta dopo una nuova escalation di attacchi tra i due Paesi che hanno riacceso il conflitto.
Intanto mediatori del Qatar sono arrivati in mattinata a Teheran nell’ambito degli sforzi diplomatici per finalizzare un accordo volto a mettere fine al conflitto. Una delegazione del Qatar, mediatore tra Usa e Iran, è arrivata per "esaminare gli ultimi sviluppi" dell'accordo per porre fine al conflitto, riporta Tasnim, confermando precedenti indiscrezioni dei media internazionali. Secondo l'agenzia iraniana Fars, che cita una fonte informata, la decisione finale dell'Iran sull'accordo con gli Stati Uniti è ancora in attesa di valutazione.
Il presidente degli Stati Uniti in un post su Truth, criticando il Jcpoa, l'accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall'allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba, ha scritto: "Il mio accordo con l'Iran è l'esatto opposto: un muro contro l'arma nucleare". Aggiungendo che gli iraniani "non vogliono più un'arma nucleare, né ne avranno una". L'accordo è previsto per domani (oggi, ndr) - ha quindi aggiunto Trump - e subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti".
Il tycoon ha inoltre sottolineato una divergenza significativa e un miglioramento nella relazione tra gli Stati Uniti e l'Iran rispetto alle precedenti amministrazioni: "La nostra relazione con l'Iran è molto diversa e migliore di quella delle precedenti amministrazioni". Sempre riferendosi al Jcpoa, ha evidenziato che "a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro", aggiungendo che "al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l'uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti". Questo materiale, ha concluso Trump, sarà "diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti", auspicando che "questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l'alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare".
"Non vediamo l'ora di lavorare con l'Iran e con tutto il Medio Oriente, nel lungo futuro. Speriamo che questo processo si risolva rapidamente, facilmente e senza intoppi. Se non dovesse succedere, abbiamo l'alternativa definitiva, speriamo di non doverla mai più usare. Grazie per la vostra attenzione a questa questione", ha concluso.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha espresso scetticismo riguardo all'imminenza della firma di un accordo, specificando che tale evento non avverrà domenica, ma potrebbe concretizzarsi nei giorni successivi, come riportato dalla Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB). L'emittente statale iraniana ha inoltre invitato alla prudenza nell'analisi del processo negoziale, adducendo incoerenze da parte della controparte. "Dobbiamo attendere il momento esatto della firma dell'accordo. Non accadrà domani (oggi, ndr), ma potrebbe avvenire nei prossimi giorni. A causa dell'incoerenza dell'altra parte, dobbiamo rimanere cauti nel commentare il processo", ha dichiarato l'IRIB citando Baghaei.
Il memorandum d'intesa proposto prevede la riapertura dello stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense, secondo quanto indicato da fonti di tutte le parti coinvolte nei colloqui. Le negoziazioni sul programma nucleare dell'Iran, una delle principali ragioni addotte da Trump per la guerra, si svolgeranno in una fase successiva. "L'Iran aprirà lo Stretto di Hormuz, questo è un requisito. Potrebbe essere aperto senza pedaggi. Mentre lo faranno, noi toglieremo il nostro blocco", ha affermato un funzionario statunitense. "Accadrà in concomitanza, e parte del prossimo passo, la fase successiva, sarà la bonifica delle mine dagli stretti", ha aggiunto il funzionario, suggerendo un potenziale ruolo dei paesi del G7 in tale operazione.
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche ha scritto su Telegram che l'"insolita insistenza" di Trump sulla firma dell'accordo rappresenta un "test per il team negoziale iraniano" e sottolineato che l'annuncio del presidente Usa arriva "nonostante i negoziatori iraniani abbiano esplicitamente dichiarato che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma di domenica è assolutamente da escludere". I Guardiani della Rivoluzione insinuano poi che Trump intendesse far coincidere la firma con il suo compleanno, il 14 giugno, per trasformarla in un "evento di propaganda personale", secondo quanto riporta SkyNews.
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è attesa oggi in Pakistan, hanno riferito fonti arabe citate dall'emittente Al-Arabiya. Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all'accordo con gli Stati Uniti. Mentre la squadra negoziale iraniana non ha in programma viaggi a Ginevra né in altre sedi nei prossimi giorni, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Baghaei, in dichiarazioni riportate dai media della Repubblica islamica. L'emittente francese Bfmtv ha riferito che un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera.

(Adnkronos) - Un ragazzo di 17 anni ha ucciso a coltellate la zia e ha gettato il corpo nel fiume. E' accaduto a San Stino di Livenza in provincia di Venezia. Sul caso stanno indagando i carabinieri.
Dalle primissime informazioni che trapelano il giovane, ascoltato tutta la notte, avrebbe confessato. Sono ancora in corso le ricerche del corpo della donna.

(Adnkronos) - "Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono". Lo scrive su X la presidente del consiglio Giorgia Meloni.
"La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno - conclude - Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica".

(Adnkronos) - Cosa si può dire degli A Perfect Circle? Sicuramente che sono una delle rare eccezioni alla regola. La creatura nata nel 1999 dall’incontro tra Billy Howerdel e Maynard James Keenan appartiene a quella ristretta categoria di supergruppi che riescono a sfuggire alla logica del progetto parallelo e a costruirsi un’identità forte e riconoscibile. Una formula che nella storia del rock ha spesso prodotto risultati altalenanti ma che in questo caso ha generato alcuni degli album più importanti della musica alternativa degli ultimi venticinque anni. Nel corso del tempo, la formazione ha visto passare musicisti provenienti da realtà come Queens of the Stone Age, Smashing Pumpkins e Nine Inch Nails ma il centro del progetto è rimasto immutato: da una parte la voce magnetica e inquieta di Maynard James Keenan, dall’altra le architetture sonore del chitarrista Billy Howerdel.
Sul palco del Ferrara Summer Festival gli A Perfect Circle tornano in gran forma con le loro atmosfere cupe e avvolgenti. Ad aprire la serata è prima l'inglese A.A. Williams e poi Jehnny Beth, (ex Savages) un fiume in piena mentre si esibisce saltando sui suoi immancabili tacchi Louboutin. Testi introspettivi, chitarre abrasive e arrangiamenti raffinati si fondono poi nel set degli A Perfect Circle, che attraversa tutta la loro storia discografica. L’appuntamento assume un significato particolare perché arriva dopo otto anni di assenza dai palchi europei e coincide con l’uscita di 'Starless' nuovo singolo pubblicato a pochi giorni dall’inizio del tour continentale e presentato come una naturale prosecuzione del linguaggio della band.
Registrato presso il Lankershim Ranch Studio di Howerdel a Studio City, il brano ha preso forma all’inizio dell’anno, prodotto dallo stesso Howerdel, mixato da Matty Green e impreziosito dalla batteria di Josh Freese (Nine Inch Nails), presente anche sul palco di Ferrara dietro le pelli. E' soprattutto il repertorio storico a occupare gran parte dello show. La scaletta pesca abbondantemente da 'Thirteenth Step', con esecuzioni intense di 'The Package', 'The Noose', 'Weak and Powerless' e 'The Outsider', brani che ancora oggi raccontano bene dipendenze e conflitti interiori.
Dal disco d’esordio 'Mer de Noms' non manca '3 Libras' nella versione All Main Courses Mix tratta da 'aMOTION' e accolta con sorpresa ed entusiasmo dai fan, così come arriva puntuale 'Judith' sul finale, autentico manifesto della band e uno dei momenti più attesi della serata. C’è spazio anche per i brani del più recente 'Eat the Elephant' e, da 'eMOTIVe', il ritmo marziale di 'Counting Bodies Like Sheep to the Rhythm of the War Drums', ideale prosecuzione di 'Pet' e feroce riflessione sulla manipolazione politica e sulla guerra.
Maynard e soci non hanno bisogno di effetti spettacolari o sovrastrutture sceniche per creare atmosfera e coinvolgere il pubblico. Ci pensano le canzoni e una performance eseguita con precisione. Al centro c’è sempre Maynard, lo yin e lo yang della band: canta al centro del palco ma con le luci costantemente alle spalle, trasformandosi quasi in un’ombra, una figura sfuggente che il pubblico fatica perfino a osservare in volto. Schivo ed enigmatico, riesce comunque a dominare la scena come pochi altri. Reduce dagli ultimi capitoli della sua instancabile attività con Tool e Puscifer, il cantante torna a vestire i panni degli A Perfect Circle come se il tempo non fosse mai trascorso.
Otto anni dopo l’ultima apparizione europea e in attesa di nuova musica, il concerto di Ferrara pare ribadire quanto gli A Perfect Circle occupino ancora uno spazio tutto loro nel panorama rock contemporaneo, lontano dalle mode ma mai fuori dal tempo. (di Federica Mochi)

(Adnkronos) - Primo giorno fuori dal carecere per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il 42enne ha lasciato il carcere sabato dopo 10 anni.
La Procura generale, nell'udienza di ieri, aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. L'affidamento in prova è l'ultimo passo prima della libertà per Stasi. Si attende ancora che la difesa depositi la richiesta di revisione.
"La valutazione per la concessione dell'affidamento è fatta esclusivamente sugli atti di osservazione e sui comportamenti dentro e fuori dal carcere e tenendo conto dei pareri degli organi competenti. Non è automatico, altrimenti il beneficio verrebbe concesso a tutti i detenuti che hanno meno di 4 anni da scontare" ha affermato, contattato dall'Adnkronos, il presidente della Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato.
Sulla decisione (scontata) del Tribunale di Sorveglianza ha, quindi, pesato il parere della Procura generale che ha espresso parere "positivo" visto la buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento, tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva a 'Le Iene' del marzo 2025, realizzata poco prima di ottenere la semilibertà, la presenza di Alberto Stasi nell'udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza.
Prima di questo ultimo passaggio, per Alberto Stasi c'è stato il lavoro esterno, ottenuto con un'ordinanza del 24 gennaio 2023, i permessi premio a casa degli zii dal maggio 2024, quindi la semilibertà raggiunta l'11 aprile 2025 e richiesta quando erano già stati espiati i due terzi della pena.
L'affidamento in prova si inserisce dunque in un percorso 'naturale' dei detenuti, una progressione verso il reinserimento nella società. Studio e lavoro hanno dettato per oltre dieci anni il ritmo di vita del quarantaduenne che ha prima aderito ad associazioni di volontariato, poi, ha conquistato un contratto esterno come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie a Milano, dove ha già preso casa.
L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione che punta a favorire il reinserimento sociale e che consente al condannato, a determinate condizioni, di espiare la condanna fuori dalla cella. Stasi, come ogni altro detenuto, deve rispettare alcune restrizioni, e deve mostrare impegno in un’attività lavorativa, formativa o di volontariato. Se il condannato rispetta tutte le prescrizioni, arrivato al termine del periodo di affidamento, la pena si considera estinta e solo allora torna un uomo libero. Se invece non le rispetta, il magistrato di sorveglianza può decidere di revocare l'affidamento in prova e per il condannato si potrebbero riaprire le porte del carcere.
Il 42enne continuerà quindia lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l'orario di rientro, limitazioni sugli spostamenti nel Paese. Il 42enne non può definirsi un uomo libero: l'affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Tribunale di Sorveglianza.
Questa decisione non ha nulla a che vedere con la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara. L'eventuale richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi sarà vagliata dalla Corte d'appello di Brescia.

(Adnkronos) - Silvia Toffanin torna oggi, domenica 14 giugno, con il secondo appuntamento del weekend con 'Verissimo- Le storie' con le interviste più intense della stagione e due ospiti inediti.
Spazio alle interviste inedite di René De Silvestro e Guillermo Mariotto. Andrà in onda anche l'intervista di Al Bano e il racconto di Sonia Bruganelli. Il pubblico potrà rivivere l'intervista di un'icona della musica italiana: Patty Pravo.

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per la Germania. Oggi, domenica 14 giugno, la Nazionale tedesca sfida il Curacao - in diretta tv e streaming - nella prima partita del girone E, completato da Ecuador e Costa d'Avorio. La squadra di Nagelsmann arriva all'appuntamento con il favore dei pronostici, mentre la Nazionale caraibica è alla prima storia partecipazione a una Coppa del Mondo.
La sfida tra Germania e Curacao è in programma oggi, domenica 14 giugno, alle ore 19. Ecco le probabili formazioni:
Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich; Tah; Schlotterbeck; Brown; Nmecha; Pavlovic; Sané; Musiala; Wirtz; Havertz. Ct. Nagelsmann.
Curacao (4-3-3): Room; Sambo; Obispo; Gaari; Floranus; Comenencia; J. Bacuna; L. Bacuna; Chong; Gorre; Antonisse. Ct. Advocaat.
Germania-Curacao sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Esordio ai Mondiali 2026 per l'Olanda. Oggi, domenica 14 giugno, la Nazionale orange affronta il Giappone - in diretta tv e streaming - nella prima giornata del gruppo F, completato da Svezia e Tunisia, della rassegna iridata che si svolge in Stati Uniti, Messico e Canada, e che ha già regalato gol ed emozioni, con qualche sorpresa, nelle sue prime partite.
La sfida tra Olanda e Giappone è in programma oggi, domenica 14 giugno, alle ore 22. Ecco le probabili formazioni:
Olanda (4-2-3-1): Verbruggen; Dumfries, Van Dijk, Aké, Van de Ven; De Jong, Gravenberch; Malen, Reijnders, Gakpo; Depay. Ct. Koeman.
Giappone (3-4-2-1): Suzuki; Tomiyasu, Taniguchi, Itakura; Doan, Kamada, Tanaka, Nakamura; Kubo, Ito; Ueda. Ct. Moriyasu
Olanda-Giappone sarà visibile su Dazn, che trasmetterà tutte le partite del torneo, ma anche in chiaro sui canali Rai. La sfida sarà visibile anche in streaming sull'app e la piattaforma web di Dazn e su Rai Play.

(Adnkronos) - Torna in pista la Formula 1. Oggi, domenica 14 giugno, il Mondiale torna protagonista con il Gran Premio di Barcellona - in diretta tv e streaming - che vedrà George Russell scattare in pole position. Si riparte dal trionfo della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, leader della classifica Piloti, a Montecarlo, con la Ferrari di Lewis Hamilton, seconda a Monaco, prima inseguitrice, mentre Charles Leclerc punta al riscatto dopo l'incidente nell'ultimo Gp.
La griglia di partenza del Gran Premio di Barcellona:
Prima fila
1. George Russell - Mercedes - 1'14''679
2. Lewis Hamilton - Ferrari - 1'14''743
Seconda fila
3. Kimi Antonelli - Mercedes - 1'14''998
4. Lando Norris - McLaren - 1'15''001
Terza fila
5. Max Verstappen - Red Bull - 1'15''021
6. Isack Hadjar - Red Bull - 1'15''077
Quarta fila
7. Oscar Piastri - McLaren - 1'15''090
8. Liam Lawson - Racing Bulls - 1'16''542
Quinta fila
9. Nico Hulkenberg - Audi - 1'16''657
10. Charles Leclerc - Ferrari - DNF (incidente)
Sesta fila
11. Arvid Lindblad (Racing Bulls)
12. Gabriel Bortoleto (Audi)
Settima fila
13. Franco Colapinto (Alpine)
14. Pierre Gasly (Alpine)
Ottava fila
15. Oliver Bearman (Haas)
16. Carlos Sainz (Williams)
Nona fila
17. Esteban Ocon (Haas)
18. Alexander Albon (Williams)
Decima fila
19. Sergio Perez (Cadillac)
20. Valtteri Bottas (Cadillac)
Undicesima fila
21. Lance Stroll (Aston Martin)
22. Fernando Alonso (Aston Martin).
Il Gp di Barcellona di Formula 1 sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport, mentre TV8 trasmetterà la gara in chiaro, ma in differita alle ore 18. Si potranno seguire inoltre in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - I New York Knicks sono campioni Nba 2025-2026 e conquistano il titolo dopo 53 anni di digiuno. New York non trionfava dal 1973. Il trionfo arriva con la vittoria per 95-90 sul campo dei San Antonio Spurs in gara 5 delle Finals, chiuse per 4-1. I Knicks, sotto di 16 punti, confezionano l'ennesima rimonta della serie. Il successo porta la firma di Jalen Brunson, autore di 45 punti e MVP delle Finals. Mikal Bridges e Josh Hart contribuiscono con 14 e 13 punti. Agli Spurs non bastano i 25 punti di Dylan Harper e i 19 con 14 rimbalzi di Victor Webmanyana.

(Adnkronos) - La Scozia batte 1-0 Haiti a Boston oggi 14 giugno nel match valido per la prima giornata del Gruppo C dei Mondiali 2026. La vittoria è firmata dal gol realizzato da McGinn al 28', a segno dal cuore dell'area di rigore: conclusione di sinistro, almeno una deviazione beffa Placide e vale l'1-0. Il vantaggio concretizza la superiorità scozzese nella prima frazione, caratterizzata anche dal palo clamoroso colpito da McTominay al 14'. Haiti rimane in partita, si fa viva al 34' con la doppia occasione: Providence e poi Pierrot non sfondano. La selezione caraibica non riesce ad accelerare nella ripresa: possesso palla ma poche occasioni. La Scozia avrebbe la chance per raddoppiare ancora con McGinn, che da ottima posizione non trova la porta. Haiti spinge ma non arriva dalle parti della porta scozzese, l'unico vero tentativo firmato da Pierrot è impreciso: 1-0, Scozia a 3 punti.

(Adnkronos) - Australia e Turchia si affrontano oggi, 14 giugno, nel match valido per la prima giornata del Gruppo D dei Mondiali 2006. La sfida va in scena a Vancouver.
Nell'altra partita della prima giornata del girone, gli Stati Uniti hanno battuto il Paraguay per 4-1.

(Adnkronos) - Protesta Carlo Ancelotti in Brasile-Marocco. La Nazionale verdeoro ha pareggiato con quella marocchina per 1-1 all'esordio nei Mondiali 2026, in una partita condizionata anche da un episodio arbitrale che ha suscitato più di qualche polemica. Il Brasile ha infatti chiesto l'espulsione di Achraf Hakimi per un brutto fallo su Vinicius Jr.
Succede tutto nel finale di primo tempo. Hakimi interviene in ritardo su Vinicius, che si era allungato il pallone, ma tiene il piede alto, colpendo in pieno la caviglia dell'avversario. L'arbitro sloveno Vincic assegna il fallo ma tiene in tasca i cartellini, non comminando nemmeno l'ammonizione all'esterno del Paris Saint-Germain.
Immediate le proteste dei giocatori verdeoro e della panchina di Ancelotti, che chiedevano l'espulsione di Hakimi.

Marco Carta a Sinnai per Santa Vittoria: "Perdersi all'Infinito" in Piazza
SINNAI – Dal 18 al 22 giugno, Sinnai festeggia Santa Vittoria con cinque giorni di eventi civili e religiosi.
Il Programma Civile
Venerdì 19 giugno – ore 21:30
Cantadoris: improvvisatori con Uda Marcello, Monni Marco, Melis Bruno e Atzeri Lello. Alla chitarra Luca Tiddia.
Sabato 20 giugno – 28ª Sagra de sa Tundidroxa (dalle 18:30, Piazza Santa Vittoria)
Domenica 21 giugno – ore 22:00
Freevival Band (live)
Lunedì 22 giugno – ore 21:30
Street Energy – esibizione di danza a cura di Training & Dance Studio ASD
Mostre collaterali (oratorio): Università della Terza Età e mostra del Sig. Paolo Mereu.
Marco Carta: il ritorno in terra sarda
Marco Carta, classe 1985, cagliaritano, ha vinto Amici 2008 e il Festival di Sanremo 2009 con "La forza mia". Ha all'attivo dischi di platino e d'oro e numerosi riconoscimenti. Il concerto di Sinnai fa parte del "Perdersi all'Infinito Tour 2026".
L’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito. La festa è organizzata dal Comitato Santa Vittoria con il patrocinio del Comune di Sinnai.

(Adnkronos) - E' partito il countdown per la firma dell'accordo, che avverrà a distanza, tra Iran e Usa sullo stop alla guerra. Il rincorrersi delle notizie nelle ultime ore, sui tempi del 'nero su bianco' digitale e sui contenuti del memorandum, con Teheran refrattaria a una firma immediata, sembra aver raggiunto un punto di caduta, almeno nelle parole di Donald Trump. Il condizionale è sempre d'obbligo visto l'andamento dei negoziati di questi mesi: oggi l'intesa verrà siglata.
La firma dell'accordo con l'Iran è prevista "domani" e "subito dopo lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti", le parole ieri del presidente degli Stati Uniti che è intervenuto così in un post su Truth, criticando il Jcpoa, l'accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall'allora presidente Barack Obama con Teheran e che, a suo dire, spianava la strada agli ayatollah verso la bomba. "Il mio accordo con l'Iran è l'esatto opposto: un muro contro l'arma nucleare", ha affermato Trump, secondo cui gli iraniani "non vogliono più un'arma nucleare, né ne avranno una".
Sempre riferendosi al Jcpoa, il presidente americano ha evidenziato che "a differenza delle centinaia di miliardi di dollari che Obama ha versato loro, compresi 1,7 miliardi di dollari in contanti, non ci sarà alcuno scambio di denaro", aggiungendo che "al momento opportuno, quando tutto sarà calmo, entreremo e recupereremo la polvere nucleare (l'uranio arricchito al 60% vicino alla soglia per uso militare, ndr) sepolta in profondità sotto le imponenti montagne di granito, grazie ai nostri splendidi bombardieri B-2 e ai loro brillanti piloti". Questo materiale, ha concluso Trump, sarà "diluito e distrutto, sia in Iran che negli Stati Uniti", auspicando che "questo processo si svolga in modo rapido, facile e senza intoppi. Se così non fosse, abbiamo l'alternativa definitiva, che speriamo di non dover mai più utilizzare".
In giornata in un post su X il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif aveva già annunciato che Iran e Usa sono "più vicini che mai a un accordo di pace. Con la probabile finalizzazione attesa entro le prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell'intesa di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana".
"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno costante durante i negoziati, ed estendiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli nella regione per il loro sostegno. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura", ha aggiunto Sharif. Il Pakistan ha un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington. Il post di Sharif è stato rilanciato su Truth dal presidente degli Stati Uniti.
Secondo Teheran, tuttavia, il memorandum d'intesa, mediato dal Pakistan, non sarà firmato oggi. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, spiegando che l'obiettivo immediato dell'intesa è consolidare la fine del conflitto.
Parlando a Hamedan, Baghaei - citato dall'agenzia di stampa Irna - ha affermato che il documento "non è un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti", ma un'intesa che definisce i principi generali per risolvere le controversie esistenti e sancire la cessazione delle ostilità. "Considerate le esperienze precedenti, in questa fase l'attenzione è rivolta alla fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e si è deciso di non discutere la questione nucleare", ha dichiarato il portavoce, confermando che il dossier atomico sarà affrontato entro i successivi 60 giorni. Baghaei ha ricordato che il processo negoziale, avviato circa due mesi fa con la mediazione del Pakistan e proseguito dopo il cessate il fuoco del 10 aprile, ha incontrato numerose difficoltà a causa delle "posizioni contraddittorie" assunte, a suo dire, dall'amministrazione americana.
Tra i temi già affrontati nei colloqui figurano la sicurezza della navigazione commerciale iraniana e le questioni legate allo Stretto di Hormuz. Quanto ai tempi della firma, Baghaei ha spiegato che non è ancora stata fissata una data. "Anche se non avverrà domani (oggi, ndr), non si può escludere che accada nei prossimi giorni", ha concluso.
In serata l'Iran ha nuovamente lasciato intendere che non firmerà oggi l'accordo con gli Stati Uniti. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha scritto su Telegram che l'"insolita insistenza" di Trump sulla firma dell'accordo rappresenta un "test per il team negoziale iraniano" e sottolineato che l'annuncio del presidente Usa arriva "nonostante i negoziatori iraniani abbiano esplicitamente dichiarato che il memorandum non è ancora stato finalizzato e che la firma di domenica è assolutamente da escludere". I Guardiani della Rivoluzione insinuano poi che Trump intendesse far coincidere la firma con il suo compleanno, il 14 giugno, per trasformarla in un "evento di propaganda personale", secondo quanto riporta SkyNews.
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, è attesa oggi in Pakistan, hanno riferito fonti arabe citate dall'emittente Al-Arabiya. Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all'accordo con gli Stati Uniti. Mentre la squadra negoziale iraniana non ha in programma viaggi a Ginevra né in altre sedi nei prossimi giorni, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Baghaei, in dichiarazioni riportate dai media della Repubblica islamica. L'emittente francese Bfmtv ha riferito che un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stasera terrà una riunione del gabinetto di sicurezza, a seguito dell'annuncio di Trump. "Il regime sopravvive, il programma missilistico rimane attivo e l'Iran può ricostruire il suo programma nucleare", ha scritto su X Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana. "Questo è un fallimento totale da parte di Netanyahu, che ci trasforma in uno stato cliente che riceve istruzioni in materia di sicurezza nazionale", ha aggiunto. Alti funzionari israeliani, citati in un servizio dell'emittente israeliana Canale 12 andato in onda ieri sera, hanno affermato che i termini del memorandum d'intesa "mettono a repentaglio gli interessi di sicurezza di Israele" e che Washington ha accettato le "principali condizioni" poste da Teheran.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato ieri pomeriggio con il presidente Usa. A darne notizia è stato il governo di Londra. Il premier - ha reso noto - ha espresso il proprio sostegno agli sforzi del presidente Trump volti a porre fine al conflitto con l’Iran, accogliendo con favore i progressi compiuti e sottolineando l’importanza di garantire che qualsiasi accordo porti a una pace duratura e stabile. Il premier ha ribadito che il Regno Unito è pronto a sostenere l’attuazione di qualsiasi accordo di pace e a collaborare con i partner internazionali per garantirne il successo. Entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione per attenuare gli impatti economici avvertiti a livello globale. Hanno concordato di rimanere in stretto contatto e attendono di potersi confrontare in occasione del vertice del G7 della prossima settimana.
I piani per la firma virtuale del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti sono stati messi a punto negli ultimi giorni per consolidare rapidamente l'accordo ed evitare intoppi dell'ultimo minuto. La scelta della firma virtuale è da attribuire a questioni logistiche e di calendario. A sottolinearlo sono funzionari americani citati dalla Cnn.
Sebbene Trump avesse dichiarato la scorsa settimana di aspettarsi che la firma avvenisse in presenza in Europa, con il vicepresidente JD Vance in rappresentanza degli Stati Uniti, tali piani non si sono concretizzati, in parte a causa di problemi pratici: il presidente e il vicepresidente non viaggiano all'estero contemporaneamente per motivi di sicurezza e continuità, e Trump ha in programma di partire per il vertice del G7 in Francia lunedì mattina. Far arrivare Vance a una cerimonia di firma in Europa e riportarlo indietro in tempo per la partenza di Trump sarebbe stato difficile.
Di conseguenza, è stata proposta una firma elettronica per finalizzare l'accordo. Il timore tra alcuni mediatori è che più tempo passa senza una firma, maggiore è la probabilità che qualcosa comprometta i progressi o che una o entrambe le parti si tirino indietro, spiegano le fonti citate dall'emittente, che sottolinea come allo stato attuale Washington e Teheran abbiano fornito versioni alquanto contrastanti del contenuto dell'accordo, anche al riguardo degli aiuti finanziari che l'Iran riceverà. Non è ancora chiaro se tali divergenze siano solo differenze nella comunicazione ufficiale o riguardino la sostanza dell'intesa.

(Adnkronos) - Alcuni israeliani sarebbero stati spintonati e aggrediti verbalmente durante il Pride Lgbtq a Bologna. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni a Canale 12, riporta The Times of Israel, un gruppo di israeliani sarebbe stato spintonato e aggredito verbalmente da alcuni partecipanti alla parata. Il gruppo sventolava una versione arcobaleno della bandiera israeliana, cosa che ha suscitato la reazione di altri manifestantanti. A quanto raccontato dai testimoni, una donna incinta tra gli israeliani sarebbe stata spinta violentemente.
"Ci hanno urlato contro che eravamo degli assassini, tutti i bambini presenti erano spaventati", ha dichiarato un israeliano. "Ero lì con mia moglie, mio figlio e un'altra famiglia con i passeggini, e abbiamo filmato le loro urla". Un altro ha aggiunto: "Eravamo con dei bambini, famiglie orgogliose venute a sfilare in un evento nato per promuovere i nostri diritti, e siamo stati attaccati perché siamo ebrei".

Crisi e Rincari, La Caccia al Diesel Più Economico in Sardegna: Record Sulla 554 a 1,897 Euro
SARDEGNA – Con la guerra in Medio Oriente che continua a far impennare i prezzi dei carburanti, in Sardegna è sempre più caccia al distributore più conveniente. Secondo quanto riportato dall'applicazione "prezzi benzina" , il miglior prezzo per il diesel sull'Isola si trova in un distributore della Q8 Pischedda Carburanti situato lungo la SS 554.
I Numeri Record
Il prezzo del diesel self nel distributore è di 1,897 euro al litro, mentre la benzina self è a 1,797 euro al litro. Valori che si attestano ben al di sotto della media regionale.
Il Confronto con la Media Regionale
Secondo i dati del MIMIT GOV Sardegna, i prezzi medi rilevati nell'Isola sono infatti molto più alti:
La differenza di oltre 12 centesimi al litro per il diesel (1,897 contro 2,020) rappresenta un risparmio significativo per gli automobilisti, soprattutto in un momento di crisi economica legata al caro carburanti.
La Crisi e la Guerra
Il perdurare del conflitto in Medio Oriente continua a tenere alta la tensione sui mercati energetici, con ripercussioni dirette sui prezzi alla pompa. In questo scenario, la caccia al distributore più economico è diventata una necessità quotidiana per molti automobilisti sardi.
L'app "prezzi benzina" si conferma uno strumento utile per orientarsi nella giungla dei listini e trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.
Pagina 163 di 332
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it