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Dal 12 giugno del 2023, giorno della morte di Silvio Berlusconi, si
sono fatti i nomi del sultano del Brunei, di miliardari arabi e
anche di grandi catene alberghiere. Tutti potenziali acquirenti. Ma
erano solo semplici contatti o rumors che circolavano senza trovare
alcun riscontro nella realtà. Adesso, stando a quanto riporta il
quotidiano La Nuova Sardegna, sarebbe solo questione di ore per
vedere Villa Certosa, storica dimora estiva del fondatore di Forza
Italia a Punta Lada, a Porto Rotondo, passare di proprietà.
(Adnkronos) - "L'economia del Veneto non si è fermata, ha rallentato e la stima di Banca d'Italia mette in evidenza comunque due aspetti. Industria ed export sono punti di forza, ma rendono la regione più esposta a dazi, crisi energetiche e tensioni geopolitiche". Così la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, intervenendo a Venezia al Roadshow promosso da Cdp e Confindustria.
Carron ha evidenziato come il Veneto "continui a distinguersi per il forte contributo dell'industria manifatturiera alla produzione di ricchezza regionale e per una spiccata vocazione all'export, due elementi che rappresentano un vantaggio competitivo ma che, allo stesso tempo, aumentano la sensibilità del territorio alle dinamiche internazionali". Per la presidente degli industriali dell'area metropolitana Venezia-Padova-Rovigo, "le recenti tensioni commerciali e geopolitiche stanno incidendo in modo significativo sulle prospettive di crescita delle imprese venete".
"Cassa Depositi e Prestiti è per noi un partner strategico, non solo un'istituzione finanziaria", ha detto la presidente di Confindustria Veneto Est, le imprese "sono chiamate a compiere un salto dimensionale e a rafforzare la propria struttura patrimoniale per affrontare le sfide poste dall'innovazione e dalla competizione globale. In questo percorso, il supporto di strumenti finanziari innovativi può rappresentare un elemento decisivo".
La presidente di Confindustria Veneto est inoltre ha richiamato l'attenzione sul tema dell'abitare, sottolineando come "la competitività delle imprese passi anche dalla capacità di offrire ai lavoratori condizioni di vita sostenibili e servizi adeguati".

(Adnkronos) - Nei Paesi Bassi è stata effettuata l'eutanasia su un bambino di meno di 12 anni. Si tratta del primo caso da quando il governo olandese ha ampliato, nel febbraio 2024, la normativa che autorizza l'eutanasia per i minori di età compresa tra 1 e 12 anni affetti da malattie incurabili e che provano un dolore insopportabile. Le autorità olandesi non hanno rivelato l'età esatta, il sesso o le condizioni di salute del bambino e non hanno fornito alcuna informazione sulla situazione familiare o sulla struttura sanitaria dove era ricoverato. Il governo olandese ha spiegato che il medico curante aveva segnalato la procedura alla commissione speciale incaricata, che ha esaminato la cartella clinica e intervistato il dottore. La commissione ha trasmesso il proprio parere alla procura, che stabilirà se il professionista ha rispettato il quadro giuridico applicabile. Nel sistema olandese, la supervisione viene effettuata a posteriori, non previa autorizzazione.
Per l'eutanasia di minori è necessario il consenso dei genitori e dei medici, secondo i quali non ci possono alternative ragionevoli per alleviare la sofferenza. Nei Paesi Bassi l'eutanasia è limitata ai bambini gravemente malati e la cui morte è considerata imminente. Tra le patologie considerate figurano gravi malformazioni congenite, malattie metaboliche e gravi danni agli organi vitali. Al momento della sua adozione, il governo ha specificato che la norma avrebbe riguardato un "piccolo gruppo" di 5-10 bambini di età inferiore ai 12 anni l'anno, per i quali le cure palliative sono insufficienti ad alleviare le sofferenze.
Nel 2002 i Paesi Bassi sono stati il primo Paese a legalizzare l'eutanasia e il suicidio assistito. Sono stati anche i primi, nel 2014, ad autorizzarli per i minori di età superiore ai 12 anni capaci di discernimento, nonché per i neonati di età inferiore a un anno, con il consenso dei genitori. La legislazione è stata successivamente estesa nel 2024 ai bambini di età inferiore ai 12 anni in circostanze specifiche. Secondo un rapporto pubblicato nel maggio 2025 dai Comitati regionali di revisione dell'eutanasia, il 2024 ha fatto registrare un nuovo record con 9.958 casi, il 10% in più rispetto all'anno precedente. Ciò rappresenta il 5,8% dei 172.049 decessi registrati nel Paese.

(Adnkronos) - "Per competere sui mercati globali, gli imprenditori hanno oggi una duplice necessità: accelerare sugli investimenti, legati in particolare alla transizione green e digitale, e disporre di strumenti finanziari flessibili e accessibili". Lo ha detto il presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini intervenendo alla tappa a Venezia del Roadshow di Cdp e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese'.
"Lo sviluppo delle nostre aziende - ha aggiunto - non può giocarsi solo sul credito ordinario, fondamentale per la quotidianità ma non più sufficiente a livello strategico. È necessario un cambio di passo culturale che incentivi la diffusione dell’equity, ma soprattutto serve una grande operazione di sistema che coinvolga tutti gli stakeholder – parti sociali, banche, confidi e investitori – attorno a un 'piano del credito' condiviso. In questo contesto, la collaborazione con le istituzioni, a partire dalla Regione e da partner strategici come Cdp, sono leve formidabili per sbloccare il potenziale inespresso delle nostre pmi, favorire l'innovazione e sostenere una crescita che sia non solo competitiva, ma strutturale e sostenibile nel tempo”.
"Le nostre imprese possono e, anzi, devono un po' cambiare pelle. Questa è un'opportunità". Secondo Boscaini, il momento economico attuale evidenzia "la necessità di aggiornare il modello di sviluppo che ha sostenuto per anni la crescita del Nord Est. Pur restando un punto di forza del sistema produttivo italiano, il tessuto imprenditoriale regionale è chiamato oggi a confrontarsi con nuove sfide che richiedono strumenti e approcci differenti. In questo percorso di trasformazione, la finanza alternativa rappresenta una leva importante per accompagnare le imprese verso una maggiore capacità di investimento e una più solida competitività sui mercati".

(Adnkronos) - "La nostra istanza principale è quella di essere finalmente considerati liberi cittadini, con diritti e doveri, al pari degli altri. Vogliamo essere liberi di scegliere, non vogliamo essere attori di un film scritto da altri, ma protagonisti della nostra vita in tutti gli ambiti". Così Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d'Oro, in occasione dell'incontro con la stampa al Centro nazionale della Lega del Filo d'Oro a Osimo (Ancona), a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della sordocecità del 27 giugno.

(Adnkronos) - Negli ultimi 10 anni le persone seguite dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro sono cresciute da 806 a 1.405, segnando nel 2025 il livello più alto mai registrato (+74%). Una crescita che racconta non solo l'espansione di un'organizzazione, ma anche l'aumento della capacità di raggiungere persone sordocieche che altrimenti resterebbero sole e le loro famiglie. È in questo contesto che la Fondazione sceglie la Giornata internazionale della Sordocecità (27 giugno) per diffondere questi dati - informa una nota - insieme alle raccomandazioni emerse dalla recente Conferenza nazionale delle persone sordocieche, riguardo gli ambiti del lavoro, delle passioni, della cultura, delle relazioni e sulla tutela dalla violenza. Si tratta di un insieme di richieste concrete che chiedono alla società un cambio di paradigma, di vedere le persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale - 360mila in Italia (0,7% della popolazione) - non come destinatari di assistenza, ma come cittadini che possono contribuire attivamente alla società.
Dal 2015, la presenza territoriale si è ampliata da 8 a 12 regioni italiane - informa la Fondazione - con l'obiettivo di essere sempre più vicina alle persone sordocieche e alle loro famiglie. Un percorso destinato a proseguire con la prossima apertura della Sede Territoriale di Nuoro, che estenderà ulteriormente la presenza dell’ente anche in Sardegna, per un totale di 13 regioni nel 2026. In dieci anni è cresciuta anche la rete dei volontari, passata dai 592 del 2015 ai 769 del 2025 (+29,9%), che nel 2025 hanno donato oltre 64mila ore di volontariato, di cui 56.684 a diretto contatto con gli utenti, a conferma di un impegno sempre più continuativo e qualificato. Anche l'organico della Fondazione ha superato le 800 persone, rispetto alle 570 di dieci anni fa: nel 2025 i dipendenti con contratto a tempo indeterminato sono stati 723, pari al 90% dell'organico complessivo.
“Negli ultimi anni la Lega del Filo d'Oro ha continuato a crescere per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone sordocieche e delle loro famiglie - spiega Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d'Oro - ma siamo consapevoli che il percorso da compiere è ancora lungo. Anche nei prossimi anni continueremo a muoverci lungo il cammino tracciato, rafforzando la nostra presenza nei territori, integrando competenze e modelli di intervento e mantenendo al centro i percorsi di vita e le capacità di ogni persona".
Insieme ai dati di crescita, e con la stessa intenzione di mettere al centro le persone, la Fondazione porta all'attenzione le raccomandazioni emerse dalla Conferenza delle Persone sordocieche 'Liberi di scegliere' da cui è emersa la richiesta di un cambio di prospettiva netto per essere riconosciute come una risorsa per la società, non come un peso. Le raccomandazioni si articolano in cinque aree: 1) Lavoro. Si chiede la piena attuazione della legge 68/1999 e del decreto legislativo 62/2024 su tutto il territorio nazionale, per eliminare le disuguaglianze regionali. Se la vista o l'udito di una persona peggiorano nel tempo, il posto di lavoro deve essere riadattato e deve esserci la possibilità di attingere a dei Job Coach sul territorio; 2) Passioni e tempo libero. Il tempo libero per una persona sordocieca non dovrebbe mai trasformarsi in un ‘tempo vuoto’ epr questo si chiede di migliorare e potenziare i centri di assistenza alla mobilità — come la ‘Sala Blu’ delle ferrovie e la ‘Sala Amica’ degli aeroporti — estendendoli anche agli autobus a lunga percorrenza; 3) Sport e cultura. Si chiede alle Istituzioni di garantire e finanziare l'accessibilità dei luoghi di sport e cultura come impianti sportivi, musei e biblioteche, affinché le persone sordocieche possano avvicinarsi alle discipline sportive più adatte e partecipare pienamente alla vita culturale del paese, superando le barriere comunicative e fisiche che ancora oggi lo impediscono.
E ancora: 4) Tutela dalla violenza. Le persone sordocieche, e in particolare le donne, sono più esposte al rischio di abusi e spesso non possiedono gli strumenti per sottrarvisi. Si chiede alle Istituzioni di predisporre protocolli specifici per supportare le vittime sordocieche, garantendo loro accesso agli strumenti e ai servizi di tutela già previsti per legge, ma ancora inaccessibili a chi non vede e non sente. Infine, 5) Relazioni e affettività. Le persone sordocieche hanno il diritto di innamorarsi e costruire relazioni autentiche. Si chiede alla società e alle Istituzioni di impegnarsi attivamente per abbattere i pregiudizi culturali che ancora oggi limitano questo diritto, riconoscendo che la disabilità non è un ostacolo all'amore né alla piena vita affettiva.
"Per troppo tempo le persone sordocieche sono state considerate soprattutto in relazione ai loro bisogni di assistenza - sottolinea Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro - Oggi è necessario cambiare prospettiva e riconoscere il loro valore come cittadini che possono contribuire attivamente alla società. La libertà di scegliere come vivere la propria vita è alla base della dignità di ogni persona. Solo così l'inclusione diventa reale" .

(Adnkronos) - "Il Veneto è una delle principali locomotive economiche e industriali del Paese, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale dinamico e orientato all’innovazione e all’export". Lo ha detto l'ad di Cdp Dario Scannapieco intervenendo alla tappa a Venezia del Roadshow di Cdp e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese'.
"Cdp ha una forte presenza in questo territorio - ha aggiunto - tra gennaio 2022 e dicembre 2025, Cassa Depositi e Prestiti ha destinato 7,1 miliardi a sostegno di imprese, infrastrutture essenziali ed enti pubblici della Regione, raggiungendo oltre 13.000 aziende e finanziando complessivamente 248 Comuni. Con l’incontro di oggi, insieme a Confindustria, intendiamo consolidare ulteriormente questo impegno, contribuendo alla creazione di nuove opportunità di crescita per il Veneto e per l’intero sistema produttivo del Nord Est”.

(Adnkronos) - Nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Veneto e risposte efficaci alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di Cdp e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese' che oggi - dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze, Bari, Torino e Napoli - ha fatto tappa a Venezia. Presenti all'incontro il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini, l'ad di Cdp Dario Scannapieco, il vice presidente di Confindustria per il credito, la finanza e il fisco Angelo Camilli, la Presidente di Confindustria Veneto est Paola Carron e il presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini.
L’incontro - si sottolinea in una nota - "mira a individuare strategie comuni per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, supportare gli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, rilanciare il Mezzogiorno e rafforzare l’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A questi obiettivi si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte le attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato".
Obiettivi che "verranno perseguiti da Cdp e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria". La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. Cdp e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende venete attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.
"La tappa in Veneto del Roadshow di Cdp e Confindustria rappresenta un momento di particolare rilevanza nel percorso di avvicinamento di Cassa ai territori - ha detto Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cdp - In una Regione che esprime un tessuto produttivo tra i più dinamici del Paese, è fondamentale consolidare un dialogo costante e qualificato con le imprese, in stretta sinergia con le Istituzioni locali, per costruire le migliori condizioni che permettano un maggiore sviluppo del territorio. In questa prospettiva, Cdp guarda al futuro con una visione di lungo periodo, orientata a valorizzare il capitale produttivo e sociale del Veneto, trasformando le potenzialità in opportunità concrete e durature per l’intero sistema Paese”.
Per la presidente di Confindustria Veneto est, Paola Carron "la sfida di crescere e di competere passa oggi da un rafforzamento strutturale del capitale e della governance, soprattutto per le pmi. Da una cultura d’impresa sempre più orientata alla crescita dimensionale, attraverso reti, aggregazioni, apertura del capitale per investire ed innovare. In questo quadro, l’accordo tra Confindustria e Cdp e l’impegno del Gruppo di destinare alle imprese oltre il 60% delle risorse costituiscono una scelta strategica e una leva essenziale di politica industriale, anche per il Veneto: nuovi strumenti di credito, finanza ed equity accessibili anche alle pmi, mettendo al centro investimenti, innovazione, filiere e tecnologie ad alto potenziale, soluzioni per l’abitare sostenibile e giovani. La crescita è una missione collettiva che deve vederci tutti attori protagonisti: istituzioni, associazioni d’impresa e sindacati, banche e finanza. Come Confindustria Veneto Est, sentiamo forte questa responsabilità, affinché produca risultati misurabili, diffusi e duraturi a beneficio dell’economia e dei nostri territori”.

(Adnkronos) - Il Golfo guarda a Roma per cercare una via d’uscita alla crisi mediorientale. A quanto apprende l'Adnkronos, si svolge oggi nella Capitale il Med-Gulf Summit, promosso dall’Istituto Affari Internazionali con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo-Fondazione Csf: un incontro a porte chiuse che riunisce consiglieri, negoziatori ed esperti provenienti, tra gli altri Paesi, da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Libano e Palestina, insieme a rappresentanti di alto livello del ministero degli Esteri e dell’Unione europea.
Al centro del confronto ci sono la situazione regionale, lo stato dei negoziati sulla crisi in Medio Oriente e i possibili spazi di mediazione in una fase segnata da equilibri fragili e da un’incertezza crescente. Nel pomeriggio il vertice, che include anche i principali think tank della regione, si allargherà anche ad alcune aziende socie e partner dello Iai, attive in settori strategici come finanza, energia e difesa, per affrontare il nodo dello sviluppo economico e delle infrastrutture regionali.
L’iniziativa nasce dalla constatazione che, dopo la guerra Usa-Israele contro l’Iran e il successivo accordo quadro tra Washington e Teheran, nessuno dei tre attori centrali della crisi sembra oggi in grado di garantire stabilità. Il tentativo israeliano di ridisegnare gli equilibri regionali non ha prodotto l’ordine atteso, l’Iran resta in una posizione di stallo e gli Stati Uniti continuano a inviare segnali contraddittori.
In questo vuoto strategico emerge il ruolo degli Stati del Golfo. Grazie alla loro capacità diplomatica, alla visione di lungo periodo e alla leva economica, le monarchie della regione possono contribuire alla costruzione di un nuovo equilibrio insieme ai partner mediterranei, nel delicato bilanciamento tra deterrenza e diplomazia.
La premessa del summit è che l’instabilità mediorientale non sia più confinabile entro una geografia ristretta. Da Gaza al Libano, fino allo Stretto di Hormuz, le crisi incidono ormai su rotte commerciali, sicurezza energetica, investimenti, infrastrutture e flussi migratori. Golfo e Mediterraneo vengono così letti come un unico spazio geopolitico, attraversato da corridoi, porti, gasdotti e reti ferroviarie alternative.
Il tassello mancante, secondo l’impostazione dell’iniziativa, è un coordinamento d’insieme capace di mettere in relazione questi progetti e trasformarli in una cornice politica più stabile. Il Med-Gulf Summit punta proprio a questo: costruire una rete di fiducia tra diplomatici, negoziatori, imprese ed esperti, promuovendo un multilateralismo agile, attivabile sia nelle fasi di crisi sia nei momenti di stabilità.
L’obiettivo, rivelano i partecipanti al summit all'Adnkronos, è contribuire alla nascita di un ordine regionale più duraturo e inclusivo, fondato non solo sulla gestione dell’emergenza, ma anche su una prospettiva di pace, sicurezza e prosperità condivisa. (di Giorgio Rutelli)

(Adnkronos) - “Siamo finalmente arrivati a questa nuova edizione del We Make Future: startup da tutto il mondo, aziende, big tech, innovatori, professionisti, qui a Bologna per sviluppare connessioni e business, ma non solo. Questa fiera, infatti, unisce attivisti da tutto il mondo che si ritrovano per scoprire insieme le linee di sviluppo di un futuro inclusivo, innovativo e sostenibile, e per capire come applicare l’Intelligenza artificiale, la tecnologia e il digitale non solo per obiettivi di business, ma anche per migliorare la nostra società”. Lo dice Cosmano Lombardo, founder e ceo di Search On Media Group e ideatore del We Make Future, a margine della cerimonia di inaugurazione del festival, che andrà in scena da oggi a venerdì nei padiglioni di BolognaFiere.
Tra i più grandi eventi mondiali dedicati alla tecnologia e all’innovazione digitale, al Wmf 2026 parteciperanno oltre mille speaker, più di 3mila fra startup, pmi e investitori, oltre 50 delegazioni estere e 20 padiglioni internazionali con realtà provenienti da più di 90 Paesi: sarà "un’edizione record, con oltre 800 espositori da tutto il mondo", sottolinea Lombardo. "Avremo anche il lancio dell’aereo di carta più grande al mondo, uno spettacolo di oltre 500 droni, e domani sera una festa a Palazzo Re Enzo con cui porteremo l’innovazione anche in città".

Tutti al mare? Sì ma non per tutti. Da qualche anno infatti il motto delle famiglie italiane e non solo è tutti ai parchi acquatici. Un successo certificato da Maurizio Crisanti, direttore generale Assoparchi, l’organizzazione nazionale di categoria dei parchi tematici, acquatici, zoo, acquari, parchi avventura, attrazioni turistiche e installazioni esperienziali.
Come si prospetta l’estate 2026?
Dopo una primavera sostanzialmente in linea con il 2025, l’estate 2026 è ancora tutta da giocare. Al netto della variabile meteo, i segnali sono positivi: da un lato continua a crescere l’attrattività dell’Italia per i turisti stranieri, dall’altro gli italiani confermano una forte propensione per il turismo di prossimità. Sono due fattori che possono sostenere la domanda, soprattutto per i parchi di maggiori dimensioni e per quelli inseriti in destinazioni a forte vocazione turistica. C’è poi un elemento che merita di essere sottolineato: in questi anni i parchi italiani hanno assorbito in larga parte la pressione inflazionistica, contenendo gli aumenti dei biglietti e continuando a proporre promozioni molto competitive. Non sempre il pubblico italiano ha piena consapevolezza di quanto costi oggi visitare un parco all’estero: il rapporto qualità-prezzo dell’offerta italiana è tra i più interessanti a livello internazionale. A rafforzare questo quadro ci sono anche gli investimenti: nel triennio in corso il settore sta mettendo in campo circa 500 milioni di euro per nuove attrazioni, ampliamenti, tematizzazioni, tecnologie, eventi ed efficientamento energetico.
Qual è il giro economico tra guadagni dei parchi in Italia?
I dati Siae oggi disponibili, riferiti ai parchi a tema, acquatici e faunistici, indicano ricavi da biglietteria superiori a 300 milioni di euro, con 21,1 milioni di visitatori. Ma il valore economico dei parchi non si esaurisce con il biglietto d’ingresso. I parchi sono vere e proprie destinazioni turistiche, sviluppano al loro interno food&beverage, servizi tecnici e attività commerciali, e attivano una filiera molto ampia sul territorio, dall’hotellerie ai trasporti, fino alla ristorazione, solo per citarne alcuni. Per questo il nostro Osservatorio permanente stima in circa 8 miliardi di euro il valore complessivo dell’indotto generato dal comparto. E’ un dato che racconta bene il ruolo del settore non solo come intrattenimento, ma come motore economico per molte aree del Paese.
Quanti sono gli occupati del settore e quali le diverse competenze?
Tra personale fisso e stagionale, gli occupati diretti sono più di 25.000 e coinvolgono in modo trasversale un’ampia gamma di professionalità. La forte componente innovativa del settore alimenta la domanda di competenze specializzate: ingegneri, architetti, progettisti, esperti di sicurezza e sostenibilità, creativi e professionisti del marketing, figure sempre più centrali nella progettazione di esperienze immersive, nella realizzazione di spettacoli e nell’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. Sul fronte del personale stagionale, le figure più richieste sono gli addetti alla ristorazione, alle attrazioni, al customer care e alle pulizie. Nella maggior parte dei casi si tratta di posizioni aperte anche ai giovani, per le quali è previsto un percorso di inserimento e formazione. Da segnalare anche la richiesta di assistenti bagnanti e, con frequenza crescente, di animatori, performer, costumisti e artisti, in linea con il peso sempre maggiore degli spettacoli dal vivo all’interno dell’offerta dei parchi.
Quali sono le richieste del settore?
Negli ultimi anni l’attenzione delle istituzioni verso il settore è cresciuta, ma ora serve un ulteriore salto di qualità. I parchi divertimento sono player rilevanti sia per il turismo sia per l’intrattenimento: investono, creano lavoro, contribuiscono alla destagionalizzazione e aiutano a rendere più attrattivi i territori. Al Governo chiediamo quindi misure che riconoscano questo ruolo e accompagnino la competitività delle imprese. Una proposta, condivisa con la Rete imprese di spettacolo/Agis, riguarda la riduzione dell’Iva sui biglietti, in linea con il modello britannico. Sarebbe un intervento concreto per rendere l’offerta ancora più accessibile, sostenere i consumi interni per il tempo libero e rafforzare la capacità competitiva del sistema italiano.
Chiediamo inoltre un aggiornamento di alcune normative che, nate per altri contesti, rischiano oggi di penalizzare i parchi. E’ il caso delle regole sul secondary ticketing: pensate per contrastare il bagarinaggio negli eventi dal vivo, nella pratica impongono procedure complesse che rendono difficile la distribuzione dei biglietti attraverso le piattaforme online specializzate in attività, escursioni e turismo esperienziale. Sono canali utilizzati da milioni di viaggiatori e operatori in tutto il mondo: limitarne l’uso significa ridurre la visibilità internazionale dei parchi italiani rispetto ai concorrenti europei. Una maggiore apertura a queste piattaforme potrebbe generare alcuni punti percentuali di crescita per l’intero comparto, indicativamente intorno al 3/5%, con benefici anche per l’erario. Su questo punto abbiamo presentato due interrogazioni parlamentari al Parlamento europeo e interessato il Ministero delle Finanze.
Infine, stiamo partecipando al dibattito europeo dedicato al dynamic pricing: su questo fronte è importante distinguere le attività dei parchi da quelle di teatri ed eventi dal vivo. Le pratiche speculative a cui spesso assistiamo nella vendita dei biglietti dei concerti, con prezzi di partenza abbordabili che possono raggiungere quote imprevedibili, non si verificano nei parchi: nel nostro caso esiste un prezzo massimo, generalmente applicato alla cassa, mentre la modulazione tariffaria avviene in riduzione, avvantaggiando chi acquista in anticipo o sceglie giornate meno richieste. E’ uno strumento che amplia l’accessibilità, anche nel caso delle famiglie meno abbienti, distribuisce meglio i flussi tra festivi e feriali e migliora l’esperienza dei visitatori.
(di Sabrina Rosci)
A Gavoi, paese gioiello della Barbagia, è di scena L'Isola delle
Storie, organizzato dall'omonima associazione. Dal 2 al 5 luglio il
20/o Festival Letterario si diffonde tra vie, piazze e luoghi
simbolo tra incontri, reading, musica, dialoghi sul presente,
installazioni e mostre tra cui quella di Daniela Zedda. Tra gli
ospiti Pegah Moshir Pour, Marta Serafini, Nadeesha Uyangoda, Widad
Tamimi, Francesco Pacifico, Eshkol Nevo, Giancarlo De Cataldo,
Maria Attanasio, Saba Anglana, Elena Testi, Fabio Genovesi,
Francesco Abate. Tanti i luoghi abitati dal festival, tra cui il
Giardino comunale che ospita dalle 21.30 l'inaugurazione seguita da
Carapace, spettacolo musicale di Roy Paci.
(Adnkronos) - Il principe Harry e Meghan Markle potrebbero soggiornare ad Althorp House durante la loro visita nel Regno Unito per gli eventi che si terranno a Birmingham tra il 10 e il 17 luglio in preparazione degli Invictus Games. Lo rivelano i media britannici. Althorp House, la dimora ancestrale della defunta madre del principe Harry, Diana Spencer, principessa del Galles, dista solo un'ora di macchina da Birmingham, il che rende la location una scelta logica. Secondo quanto riportato sul suo sito web, la storica casa che appartiene agli Spencer da oltre 500 anni, rimarrà chiusa tra il 10 e l'11 luglio. La proprietà di oltre 5mila ettari apre al pubblico ogni anno tra il 1° luglio e il 31 agosto, offrendo ai fan di Diana di tutto il mondo l'opportunità di visitare la casa d'infanzia dove la principessa è sepolta.
Il fatto che la tenuta rimarrà chiusa per due giorni durante questo periodo indica che i Sussex potrebbero soggiornare presso il conte Charles Spencer, fratello minore della madre di William e Harry, durante gli eventi degli Invictus Games. Secondo Hello! Magazine, la residenza è stata offerta a Harry e Meghan, ma la coppia non ha ancora deciso se soggiornarvi. Non è stato confermato se il Duca e la Duchessa di Sussex riceveranno una scorta di sicurezza finanziata dai contribuenti durante il loro soggiorno. Il principe Harry deve presentare la richiesta con 30 giorni di anticipo rispetto alla data del viaggio, e la concessione viene decisa caso per caso.
È confermato che Harry e Meghan porteranno i loro figli, il principe Archie, di sette anni, e la principessa Lilibet, di cinque, nel Regno Unito per la prima volta dal 2022. Archie è nato al Portland Hospital di Westminster il 6 maggio 2019 e ha trascorso i primi cinque mesi di vita a Frogmore Cottage, a Windsor, prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Lilibet, invece, è nata al Santa Barbara Cottage Hospital, in California, il 4 giugno 2021, dopo il trasferimento dei genitori a Montecito, nei pressi di Los Angeles, dove vive la madre di Meghan, Doria Ragland. Lilibet ha viaggiato nel Regno Unito all'età di un anno per celebrare il Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II, dove ha incontrato Re Carlo per la prima volta.
Il principe Harry aveva già soggiornato ad Althorp House nel 2024 per partecipare al funerale di Lord Robert Fellowes. Nel suo libro di memorie 'Spare', Harry ha descritto dettagliatamente la sua visita alla tomba della principessa Diana con Meghan in occasione del 25° anniversario della sua morte. L'ex moglie di Carlo riposa su un'isola nel lago Oval, nella tenuta di Althorp. Il duca ha scritto: "Nessuna visita in questo luogo è mai stata facile, ma questa... Venticinquesimo anniversario. E la prima volta per Meg. Finalmente, stavo portando a casa la ragazza dei miei sogni per presentarla alla mamma. Abbiamo esitato, ci siamo abbracciati, e poi sono andato io per primo. Ho deposto dei fiori sulla tomba. Meg mi ha lasciato un attimo di respiro, e ho parlato con mia madre nella mia mente, le ho detto che mi mancava e le ho chiesto guida e chiarezza".

Non solo un presidio accademico ma un polo strategico capace di coniugare clinica, ricerca e formazione in un’unica visione orientata al benessere mentale e all’inclusione. E' stato inaugurato il primo Centro dei servizi clinici universitari psicologici (Scup) del Sud Italia nell’Ateneo Vanvitelli. "Questa giornata assume un valore particolarmente significativo – ha detto il rettore Gianfranco Nicoletti - non soltanto per la nostra comunità accademica, ma per l’intero territorio campano, e più in generale per il Mezzogiorno, al quale il nostro Ateneo è storicamente e profondamente legato. Oggi, infatti, inauguriamo il Centro di Ateneo dei servizi clinici universitari psicologici, che nasce da una visione chiara e lungimirante: quella di tradurre le competenze scientifiche della psicologia in una risorsa concreta, accessibile e integrata, capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, a partire dai nostri studenti fino ad abbracciare l’intera collettività".
"Questo progetto si inserisce pienamente – prosegue il rettore - nella cosiddetta 'terza missione' dell’Università: non soltanto produrre sapere, ma restituirlo al territorio, contribuendo alla crescita civile, sociale ed economica delle comunità in cui opera. Viviamo, infatti, in un contesto in cui il benessere mentale è sempre più riconosciuto come componente essenziale della qualità della vita. Investire nella salute psicologica significa quindi investire nel futuro, nella coesione sociale e nella dignità delle persone. In questa prospettiva, lo Scup si impegnerà a promuovere l’inclusione e l’equità, con particolare attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento, contribuendo a rendere l’Ateneo sempre più accessibile, equo e rispettoso delle differenze". Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega di funzioni in materia di Politiche per il Sud, Luigi Sbarra, "questa giornata è un momento particolarmente significativo non solo per la comunità accademica, ma anche per il territorio e per l’intero Mezzogiorno, che ha bisogno di istituzioni capaci di generare conoscenza, innovazione e servizi di qualità a beneficio degli studenti, della comunità accademica e a favore della collettività".
"L’apertura del Centro - ha aggiunto - testimonia la vitalità e la capacità progettuale dell’Ateneo, confermando il ruolo dell’università quale motore di crescita sociale, culturale e civile. Un modello innovativo che integra competenze, servizi e percorsi formativi, mettendo al centro la persona e i suoi bisogni". "Servizi clinici psicologici, prevenzione, formazione, ricerca, comunicazione e inclusione per gli studenti con disabilità e Dsa – ha spiegato la direttrice dello Scup, Barbara Morgillo – sono le principali aree di attività del Centro. Lo Scup mira a promuovere benessere, cultura e sviluppo professionale all’interno della comunità accademica e nel territorio campano. E' un luogo che accompagna ciascuno nel proprio cammino di crescita, consapevolezza e benessere. Un luogo che allegerisce e restituisce libertà, consapevolezza, possibilità".
Il Centro coordina i servizi psicologici, diagnostici e clinici dell’Ateneo all’interno di una struttura unitaria, assicurando appropriatezza e continuità delle prestazioni. L’integrazione tra competenze e la collaborazione con le eccellenze del territorio permettono di offrire percorsi di consulenza e supporto fondati su evidenze scientifiche.

Dalla ricerca preclinica ai modelli organ-on-a-chip, dalle piattaforme in silico e dai digital twin per accelerare lo sviluppo dei farmaci fino alla produzione biotech avanzata, ai servizi regolatori e alle opportunità di investimento nei territori: è una proposta ampia e integrata quella che l’Italia porta alla BIO International Convention 2026, il principale appuntamento mondiale dedicato alle biotecnologie e alle scienze della vita, in corso a San Diego fino al 25 giugno. La missione italiana è organizzata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il supporto di Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Invitalia e Invest in Italy.
Un’edizione inaugurata insieme a un evento del Montalcini Global Biotech Tour e della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, che ha messo in dialogo l’ecosistema biotech italiano con quello statunitense, riunendo aziende, cluster dell’innovazione, istituzioni di ricerca, investitori e organizzazioni strategiche dei due Paesi. Al centro dell’evento una tavola rotonda moderata da Clarissa Ceruti, Executive Director di ISSNAF, a cui hanno partecipato Marco Pravetoni di CounterX Therapeutics, Luca Scaccabarozzi di Euromed Pharma, Alba Grifoni del La Jolla Institute for Immunology e Nicola Torre di Menarini Biotech. In apertura gli interventi di Raffaella Valentini, Console Generale d’Italia a Los Angeles, Giosafat Riganò, Trade Commissioner dell’Ufficio ICE di Los Angeles, Benjamin Moore, senior advisor per gli Affari esteri del sindaco di San Diego, e Armando De Crinito, direttore generale per lo Sviluppo economico della Regione Lombardia.
La partecipazione italiana alla BIO International Convention, in corso dal 22 al 25 giugno, racconta un settore che pesa per oltre il 10% del PIL nazionale e un ecosistema che unisce ricerca, produzione, trasferimento tecnologico, servizi regolatori, proprietà intellettuale e opportunità di investimento. Il Padiglione nazionale riunisce aziende biotech e pharma – tra cui diverse realtà attive nella ricerca per conto terzi, CRO, e nello sviluppo e produzione, CDMO – società di servizi specializzati, cluster regionali, parchi scientifici e agenzie di attrazione investimenti locali.
La BIO International Convention è il più grande appuntamento mondiale dell’industria biotech: una piattaforma globale che riunisce per quattro giorni leader, imprese, investitori, policy maker e partner industriali dell’intera filiera biotech e biopharma. All’edizione 2026 partecipano oltre 20mila stakeholder da più di 76 Paesi, con oltre 1500 espositori, quasi 150 conferenze e più di 600 speaker. Il programma copre 18 aree tematiche, dall’intelligenza artificiale alla digital health, dalle bioterapie di nuova generazione al business development.
Nell'ambito della più ampia missione volta a promuovere l'eccellenza italiana e a rafforzare le relazioni commerciali internazionali, la BIO International Convention 2026 è stata selezionata come una delle iniziative strategiche all'interno di OpportunItaly, il programma di accelerazione del business lanciato di ICE Agenzia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo del programma è di mettere in contatto buyer, distributori e imprenditori esteri con il know-how e l’eccellenza del Made in Italy, attraverso un portale pensato per incentivare la partecipazione attiva degli operatori esteri alle iniziative di promozione di ICE Agenzia e favorire lo sviluppo di connessioni commerciali con le imprese italiane.
Il comparto delle scienze della vita vale oltre il 10% del PIL nazionale. Per l’Italia si tratta di un settore di importante competitività internazionale: l’Italia è prima nell’Unione Europea per valore della manifattura farmaceutica CDMO, con una quota pari al 24% del totale, ed è prima in Europa e seconda al mondo per produttività brevettuale, ovvero il rapporto tra domande di brevetto depositate e brevetti effettivamente concessi dall’organo internazionale di riferimento – nel caso dell’Italia l’Ufficio Europeo dei Brevetti. Un’eccellenza riconosciuta anche dal mercato internazionale. Negli ultimi cinque anni, le esportazioni italiane nell’ambito delle scienze della vita sono cresciute del 60%, raggiungendo i 52 miliardi di euro annui. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per il pharma italiano. Nel 2025 le esportazioni italiane oltreoceano in questo segmento hanno toccato i 15,7 miliardi di euro, con una crescita del 54% rispetto al 2024. Le esportazioni biotech, sempre verso gli USA, hanno raggiunto quota 3,2 miliardi. Questo settore rappresenta peraltro la principale componente delle esportazioni italiane hi-tech verso gli Stati Uniti, con una quota pari al 36,8%.
Il padiglione italiano a BIO 2026. Le realtà italiane presenti a San Diego portano una rappresentazione ampia della filiera nazionale delle life sciences. Si va dalla ricerca preclinica e dalla drug discovery ai modelli organ-on-a-chip per test farmacologici più predittivi, dalle piattaforme di simulazione in silico, digital twin e AI per accelerare lo sviluppo dei farmaci ai sistemi di decision making assistiti dall’intelligenza artificiale. A queste soluzioni si affiancano competenze nella produzione di soluzioni biotecnologiche avanzate – tra cui vaccini genetici, immunoterapie oncologiche e innovazioni per la medicina personalizzata – ma anche nei servizi regolatori e di market access verso l’Europa.
Il fronte dei servizi e delle infrastrutture industriali è presidiato da realtà attive nella distribuzione internazionale di farmaci innovativi, nella gestione di programmi di clinical trial, nel packaging, ma anche nella tutela della proprietà intellettuale e nell’assistenza legale specializzata per operazioni corporate, rapporti con la pubblica amministrazione, contrattualistica e procedure pubbliche nel settore medicale e farmaceutico. Le aziende espositrici all’interno del padiglione italiano a BIO 2026 sono Accelera (Nerviano, MI), BiomimX (Milano), Butterfly Decisions (Salerno), Euromed Pharma (Napoli), Fondazione Ri.MED (Palermo), InSilicoTrials (Trieste), IRBM (Pomezia, RM), Masotti Cassella (Milano), Menarini Biotech (Pomezia, RM), Regulatory Pharma Net – RPN (Pisa), Società Italiana Brevetti (Roma), Soffieria Bertolini (Candiolo, TO) e Takis (Roma).
Accanto a loro trovano spazio anche cluster regionali, parchi scientifici, enti di ricerca e agenzie di attrazione investimenti raccontano la forza degli ecosistemi territoriali italiani: dalle reti dedicate alla medicina di precisione ai programmi di trasferimento tecnologico, dagli strumenti per l’insediamento di imprese estere ai servizi di supporto per startup, ricerca e sviluppo, business development e collaborazione tra università, ospedali, centri di ricerca, industria e istituzioni. Sono il Life Sciences Cluster Friuli-Venezia Giulia–Polo Tecnologico Alto Adriatico, Invest in Lombardy, YesMilano Business & Convention Bureau, BION–Cluster lombardo scienze della vita, Bioindustry Park Silvano Fumero (bioPmed–Piemonte Healthcare Cluster), Fondazione HEAL Italia e Invest in Trentino.

(Adnkronos) - Nicoletta Luppi nominata presidente di Vaccines Europe. La presidente e amministratrice delegata di Msd Italia affiancherà questo incarico al ruolo di vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences, nonché a quello di coordinatrice del gruppo Prevenzione e invitata del Comitato di presidenza di Farmindustria. Alla guida dell'organizzazione porterà una consolidata esperienza nel settore farmaceutico e una visione strategica del ruolo chiave della prevenzione e dell'innovazione per il futuro dei sistemi sanitari europei. Lo comunica con una nota Msd. Vaccines Europe - ricorda l'azienda - è il gruppo di riferimento per il settore dei vaccini e dell'immunizzazione all'interno di Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations), la federazione che rappresenta l'industria farmaceutica innovativa europea. Nata nel 1991 con l'obiettivo di rappresentare la voce dell'industria dei vaccini in Europa, l'organizzazione riunisce aziende di tutte le dimensioni attive nel settore, comprese le principali realtà globali impegnate nella ricerca e nello sviluppo di vaccini, insieme a piccole e medie imprese innovative. In questo ruolo, si legge nella nota, Luppi "contribuirà a orientare il dialogo dell'industria con decisori pubblici e stakeholder sui temi dell'immunizzazione e delle priorità di salute pubblica a livello europeo, continuando a dimostrare un forte impegno nei confronti dei pazienti, della scienza e dell'innovazione. Attraverso una partecipazione di lungo corso alle principali piattaforme associative nazionali ed europee, tra cui Vaccines Europe in qualità di membro del Board, ha contribuito ad affermare e rafforzare il contesto di policy in cui opera il settore".
"Assumere la presidenza di Vaccines Europe rappresenta per me un onore straordinario e una responsabilità di grande rilievo, che accolgo con profondo senso del dovere e piena consapevolezza della complessità e della portata delle sfide che ci attendono - ha dichiarato Luppi - Oggi più che mai l'Europa è chiamata a rafforzare la propria leadership sulla scena globale, definendo una visione ambiziosa e lungimirante sulle priorità di salute pubblica, sulla competitività scientifica e sulla capacità di innovazione del continente. In questo contesto, la prevenzione vaccinale e l'immunizzazione costituiscono un asset strategico essenziale, chiave. Non solo perché rappresentano uno degli strumenti più efficaci a disposizione per proteggere la salute delle persone e favorire un invecchiamento in buona salute, ma anche perché contribuiscono a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari, la produttività delle economie e la capacità dell'Europa di rispondere alle sfide demografiche, epidemiologiche e sociali dei prossimi decenni. Per questo, promuovere una cultura della prevenzione significa affermare una visione delle politiche sanitarie orientata al futuro, nella quale salute, innovazione e sostenibilità non siano obiettivi distinti, ma elementi di una medesima strategia di sviluppo e progresso. È con questa convinzione che, sono certa, Vaccines Europe continuerà a promuovere il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, industria e tutti gli attori coinvolti, affinché l'innovazione vaccinale e di immunizzazione possa tradursi in benefici concreti per la salute pubblica e contribuire a rafforzare la sicurezza sanitaria europea. In questo nuovo ruolo, metterò a disposizione tutta la mia esperienza e il mio impegno personale per contribuire a costruire una visione condivisa, capace di affermare il valore della prevenzione come priorità strategica per il futuro dell'Europa e delle sue comunità", ha aggiunto.
Laureata con lode in Lingue e Letterature moderne e con un Mba Luiss, Nicoletta Luppi entra in Msd nel 1993 e ricopre nel tempo ruoli di crescente responsabilità fino a diventare nel 2012 presidente e Ad di Sanofi Pasteur Msd, nel 2015 President and Managing Director dell'affiliata italiana di Msd e nel 2018 Senior Vice President. Nel corso della sua carriera ha inoltre ricoperto diversi e importanti incarichi istituzionali e associativi. La sua nomina, conclude la nota, "riflette non solo il grande valore dell'esperienza, della credibilità e della visione strategica della dottoressa Luppi, ma altresì la volontà di considerare l'immunizzazione e la prevenzione come asset per il progresso della salute pubblica e il futuro dei sistemi sanitari in Europa".

Converteo - società di consulenza leader nella gestione dei dati, dei sistemi di Intelligenza Artificiale e della IA Agentica - annuncia l’apertura della sua nuova sede a Milano. Questa mossa segna una tappa fondamentale nella strategia di espansione globale del Gruppo Dékuple (di cui Converteo fa parte), che in contemporanea rafforza la sua presenza in Nord America con l'apertura di un ufficio a Toronto. L'ingresso nel mercato italiano risponde a una chiara esigenza di mercato. Nello specifico, Converteo supporta le imprese nella valorizzazione del proprio patrimonio informativo e nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale, inclusa l’IA agentica, attraverso lo sviluppo di soluzioni scalabili e ad alto impatto sul business. L’attività è orientata alla progettazione e implementazione di sistemi di IA che non si limitano a rispondere a esigenze operative, ma contribuiscono in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi strategici, di crescita e di trasformazione delle organizzazioni.
La società affianca i propri clienti lungo tre direttrici principali: la definizione delle strategie di gestione dei dati e di adozione dell’IA; la progettazione e lo sviluppo di prodotti e soluzioni avanzate basate sull’Intelligenza Artificiale, inclusi sistemi agentici e applicazioni generative; e l’integrazione di tecnologie cloud e data platform nei processi aziendali. L’obiettivo è trasformare dati e tecnologie in un vantaggio competitivo sostenibile, generando valore di business concreto, misurabile e duraturo.
La guida della filiale italiana è affidata a Michele Caruso, nominato amministratore delegato di Converteo Italia. Caruso vanta una solida esperienza internazionale maturata in realtà di primo piano come Accenture, EY e WPP. “In quanto seconda economia manifatturiera d'Europa - dichiara Caruso - l'Italia rappresenta un ecosistema aziendale incredibilmente solido, dal lusso ai beni di consumo, che ha già ampiamente recepito la necessità di adottare l’IA.” “Oggi la sfida non consiste più nel sensibilizzare sull'IA o nel moltiplicare progetti pilota isolati, bensì nello scalare e industrializzare queste tecnologie per generare un valore di business misurabile e a lungo termine. E' proprio per questo che Converteo si espande in Italia: per colmare il divario tra strategia ed esecuzione. Sono incredibilmente orgoglioso di guidare questa crescita e di portare il nostro modello operativo integrato e unico, che unisce agilità strategica e competenze ingegneristiche avanzate, per rendere l'IA un vero motore di crescita e di vantaggio competitivo per le imprese italiane”.
Con un team multidisciplinare di oltre 450 consulenti, ingegneri e data scientist, Converteo collabora già a livello europeo con leader mondiali del calibro di LVMH, Kering, L’Oréal, Michelin e Crédit Agricole, ENGIE. L'azienda vanta inoltre partnership strategiche con i principali player tecnologici globali, tra cui Google Cloud.
Oggi Converteo si inserisce nel panorama italiano in una posizione distintiva, collocandosi tra le grandi società di consulenza tradizionali e le realtà locali altamente specializzate. L'azienda offre una combinazione di visione strategica, eccellenza tecnologica e capacità di esecuzione rapida. L'ambizione per il mercato italiano è chiara: diventare il partner di riferimento per le medie e grandi imprese, aiutandole a trasformare l'innovazione in performance e successo di business duraturo.
"L'apertura dei due nuovi uffici, a Milano e Toronto, segna una pietra miliare nella nostra accelerazione internazionale", spiega Thomas Faivre-Duboz, co-fondatore di Converteo, che supervisiona l'espansione globale. "Le nostre competenze all'avanguardia nella gestione ed elaborazione dei dati e nella progettazione di esperienze digitali rafforzano significativamente la nostra capacità di realizzare progetti su scala globale. Siamo più attrezzati che mai per supportare i nostri clienti in ogni singola fase delle loro sfide tecnologiche più complesse".

(Adnkronos) - Torna domenica 12 luglio l'appuntamento con MirabilAvis, la giornata speciale che unisce divertimento, solidarietà e sensibilizzazione alla cultura del dono. L'iniziativa, giunta quest'anno alla sua nona edizione, nasce dalla collaborazione tra Mirabilandia e Avis Provinciale Ravenna con l'obiettivo di promuovere l'importanza della donazione di sangue e plasma coinvolgendo donatori, famiglie e nuovi potenziali volontari in una grande festa all'insegna della condivisione. Per l'occasione, tutti gli iscritti a un'Associazione italiana dei donatori che si presenteranno all'Info Point dedicato, allestito all'ingresso del Parco, esibendo la propria tessera associativa, potranno accedere alla tariffa promozionale di soli 21,90 euro. La speciale agevolazione sarà estesa anche ai loro accompagnatori, fino a un massimo di tre amici o familiari, anche non donatori. MirabilAvis rappresenta un'importante opportunità per avvicinare nuove persone al mondo del volontariato e della donazione: la stessa tariffa promozionale sarà infatti riservata anche a chi desidera diventare donatore. Per candidarsi sarà possibile compilare in anticipo il modulo 'Iscrizione online' disponibile sul sito di Avis Emilia-Romagna oppure presentarsi direttamente il giorno dell'evento presso l'Info Point Avis situato all'ingresso del Parco, lasciando i propri dati e manifestando il proprio interesse a entrare nella grande famiglia dei donatori.
“Siamo orgogliosi di rinnovare anche quest'anno la collaborazione con Avis Provinciale Ravenna per un'iniziativa che rappresenta perfettamente i valori di condivisione e attenzione verso la comunità che Mirabilandia intende promuovere - dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia. - MirabilAvis è diventato negli anni un appuntamento molto atteso, capace di coniugare il divertimento con un importante messaggio di solidarietà. Offrire ai donatori e a chi desidera avvicinarsi al mondo della donazione una giornata speciale all'interno del Parco significa contribuire concretamente alla diffusione di una cultura del dono che genera valore per l'intera collettività”.
“Anche quest'anno abbiamo scelto di mantenere il colore giallo come elemento distintivo di MirabilAvis. Una scelta che non è casuale: il giallo richiama il plasma, una risorsa preziosa e sempre più necessaria per il sistema sanitario - dichiara Renzo Angeli, presidente Avis Provinciale Ravenna - MirabilAvis rappresenta per noi un'occasione straordinaria per incontrare migliaia di persone, sensibilizzarle e raccontare quanto un semplice gesto possa fare la differenza nella vita di tanti pazienti. Il nostro obiettivo è continuare a diffondere questa cultura della solidarietà e contribuire a rendere la raccolta di plasma sempre più adeguata ai bisogni del territorio e del Paese”.

(Adnkronos) - "Avremo nostro candidato alle primarie? Noi lavoriamo affinché si lavori a un'intesa politica perché pensiamo che le primarie non siano lo strumento più adeguato in questa fase e quindi lavoreremo fino all'ultimo per costruire un'intesa politica". Così all'Adnkronos Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario.
Definire Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs "blocco unico mi pare eccessivo, sono tre culture politiche e tre realtà importanti che da sole fanno il 41-42%". Lo dice all'Adnkronos Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Avs, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario.
"Da parte mia - aggiunge - non c'è volontà di autosufficienza. Io sono d'accordo con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che bisogna allargare, ma bisogna allargare da un punto di vista programmatico, non è la sommatoria dei cognomi dei leader del centrosinistra che ci potrà far vincere le elezioni. Noi vinceremo le elezioni se sapremo interpretare, non solo la richiesta di cambiamento che c'è nel Paese, anche il malessere, anche le critiche che riceviamo, ma la domanda di cambiamento può avvenire solo attraverso la presentazione di una proposta, di una visione di programma nel Paese, non sulla sommatoria dei cognomi".
"Se dovessi scegliere, e continuo a dare un suggerimento, proprio perché noi dobbiamo costruire un programma per il Paese, io vorrei che ci mobilitassimo a partire da settembre per una grande stagione e percorso di consultazione popolare, partecipata per cominciare a sentire gli italiani, cosa che non è mai stata fatta. Questo è un elemento che porterà il centrosinistra a recuperare un rapporto, anche sentimentale" con il Paese. "Se oggi noi ci troviamo in questa condizione, con una destra al governo, non è solamente per l'errore del di settembre 2022, quando ci siamo separati in tre tronconi e che ha consegnato il governo del Paese su un piatto d'argento a Giorgia Meloni, ma perché negli anni passati, non certamente per responsabilità mia che non stavo al governo, c'è una sinistra che ha pensato di andare al governo non attraverso un processo democratico, ma attraverso accordi costituzionalmente legittimi dentro al Parlamento che portava sempre al governo senza passare attraverso quei processi democratici", ha detto ancora Bonelli.
Renzi ha detto che "il suo compito è portare a votare il suo elettorato che detesta Bonelli, Conte, Fratoianni - aggiunge -. Ora io sommessamente segnalo a Matteo Renzi che noi dobbiamo invece recuperare un rapporto coerente nella politica, perché se c'è una persona che mi detesta, io mai gli chiederei di votarmi perché io ho rispetto del pensiero degli altri, anche di chi mi critica, e se pensiamo di costruire un'alleanza basata su questi presupposti, dico: 'Fermiamoci', perché per noi invece l'elemento della coerenza, anche della passione, dei valori è un elemento fondamentale".
"Noi non siamo disposti a ingannare gli elettori e le elettrici, vogliamo assolutamente costruire un programma coerente per governare cinque anni, non vogliamo trovarci dopo un anno a cambiare governo. Quindi patti chiari, amicizia lunga e vogliamo rispettare il pensiero dei cittadini, mai e poi mai chiederei a chi mi detesta di votarmi, casomai ci parlo per capire le sue ragioni", conclude sul tema Bonelli.

(Adnkronos) - Nel 2025, quasi 350 mila studenti under 18 hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne, dato in aumento rispetto al 2024 (20%). Emerge dalla relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 che presentata oggi.
Secondo la relazione, cannabis e cocaina continuano a rappresentare le sostanze più diffuse, mentre si osserva una crescente diffusione di prodotti ad alta potenza e di Nuove Sostanze Psicoattive (Nps), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Tra gli studenti di 15-19 anni, dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, si osserva una ripresa dei consumi di numerose sostanze, tra cui stimolanti, cocaina, allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e ketamina, mentre la cannabis, pur restando la sostanza più diffusa tra i giovani, mostra un lieve calo.
Resta inoltre rilevante il fenomeno dell’uso combinato di sostanze, che vede coinvolti anche gli psicofarmaci assunti senza prescrizione medica: quasi 180 mila minorenni (11%) ne hanno fatto uso nel 2025, con prevalenze quasi doppie tra le ragazze.
"Continueremo a lavorare senza sosta per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e che definiscono ciò che siamo e intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi" ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio alla presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026.
"Con questo Governo - ha spiegato la premier - il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla donazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro, solo nel 2025", ma "in questi anni non ci siamo limitati a stanziare più risorse, pur fondamentali. Abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro basato sul confronto e sulla condivisione delle responsabilità. Lo abbiamo fatto con tutti coloro che sono impegnati ogni giorno in questo mondo: famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, università, forze di polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra che ci ha permesso di sciogliere nodi irrisolti per anni e costruire risposte efficaci. Ovviamente - ha concluso Meloni - il lavoro non è finito a partire dal nuovo Piano nazionale sulle dipendenze che stiamo definendo e individuerà gli obiettivi dei prossimi anni".
"Il fenomeno delle sostanze riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali, questo significa che nessuna famiglia può considerarsi immune esattamente come è stato per la pandemia". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano alla presentazione della relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026.
"Spesso il problema non inizia con la cocaina o con il crack ma con comportamenti che vengono rubricati come minori, fumo, alcol, cannabinoidi e sostanze erroneamente presentate come innocue - conclude -. Quando emergono i primi segnali la strategia migliore non è negare o aspettare che passi, ma intervenire tempestivamente, dialogare, chiedere aiuto fa la differenza tra una sperimentazione occasionale o la caduta nella dipendenza".

(Adnkronos) - Federica Sciarelli lascia 'Chi l'ha visto?', dopo 22 anni di conduzione. Secondo indiscrezioni, tra i nomi che circolano per sostituire Sciarelli al timone dello storico programma di Rai3, ci sarebbero Eleonora Daniele e Massimo Giletti, volti noti di viale Mazzini.
"Rai e Federica Sciarelli, in vista dello scadere del contratto che lega la professionista alla tv pubblica, stanno ragionando insieme sul futuro professionale della giornalista e sui possibili progetti che la vedano protagonista nelle prossime stagioni", si legge in una nota Rai. "Parallelamente, sono in corso riflessioni anche su 'Chi l’ha visto?', programma di cui Sciarelli è da oltre vent’anni il volto di riferimento e centrale nell'offerta del Servizio pubblico e su chi potrebbe raccoglierne l'eredità". Secondo indiscrezioni, i possibili successori potrebbero essere Massimo Giletti ed Eleonora Daniele, volti noti di viale Mazzini.
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