
(Adnkronos) - "Chi non sente dolore e non soffre poi non cresce nemmeno. Anch'io ho partecipato a quel dispiacere perché ho vissuto la Nazionale: non avrei avuto meriti se ci fossimo qualificati e non ho avuto responsabilità per la sconfitta, ma il sentimento è quello". Così Luciano Spalletti, allenatore della Juve ed ex ct della Nazionale, ha commentato la mancata qualificazione degli Azzurri ai Mondiali prima della partita contro il Genoa.
"C'è l'enorme malessere per la Nazionale, per Gattuso, ma sono cose da assorbire. Vorrei concludere facendo i complimenti a Silvio Baldini, che sta facendo bene con l'Under 21. C'è qualcosa di buono che ci dà spiragli di luce per il futuro".
Spalletti ha poi aggiunto: "Li conosco, so quanto amore e passione ci hanno messo. Dal mio punto di vista c'è il dispiacere per quanto successo, ma ora è bene fare riflessioni corrette. Penso sia giusto ragionare a mente fredda e poi programmare in maniera corretta. Da domani torneremo a pensare a fare risultati per la nostra squadra, ma chiediamoci se vogliamo valorizzare davvero i nostri giocatori. In Italia ci sono molte proprietà straniere: ci fa piacere investano nel nostro calcio, però se gli si chiede di avere cura dei talenti italiani loro possono fare ragionamenti diversi. O c'è un sentimento spontaneo per la Nazionale oppure bisogna che ce lo impongano delle regole. Penso ci siano ancora delle mamme come quelle di Baggio, Totti, Del Piero, Cannavaro... Bisogna andare a saper usare ciò che queste mamme 'producono', ci metteranno a disposizione altri talenti e non dobbiamo fare delle regole che ci impongano di valorizzarli".

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 4 aprile . Centrati invece sette '5' che vincono 34.257,71 ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 145.9 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 8, 21, 29, 46, 60, 81. Numero Jolly: 42. Numero SuperStar: 80.

(Adnkronos) - Uno sciatore è morto oggi ai piedi della parete sud del Monviso, nelle montagne nella zona di Pontechianale, in provincia di Cuneo: l'incidente è avvenuto nei pressi del bivacco Andreotti, quando l'uomo ha perso il controllo degli sci ed è deceduto.
L'allarme è stato dato intorno alle 16 del pomeriggio da due scialpinisti che, a circa 3.700 metri di altitudine, hanno trovato gli sci appartenenti a un uomo incontrato precedentemente in cima e che aveva iniziato la discesa prima di loro. Sul posto i tecnici del soccorso alpino e speleologico piemontese e l'elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, che hanno individuato il corpo dello sciatore, sul fondo di un canale, e lo hanno recuperato.

(Adnkronos) - La Fiorentina batte 1-0 il Verona in un match della 31esima giornata di Serie A oggi, sabato 4 aprile. A decidere la partita del Bentegodi il gol di Fagioli all'82'. Le due squadre terminano il match in dieci per le espulsioni di Suslov e Gudmundsson all'86'. In classifica c'è lo scatto salvezza dei viola, che salgono al 15° posto con 32 punti, mentre i gialloblù restano fermi in 19esima posizione insieme al Pisa a quota 18.
Dopo un avvio che registra l’unica vera occasione viola del primo tempo — traversa di Fagioli su sviluppi di un cross di Gudmundsson — la gara è controllata dai padroni di casa. La formazione di Sammarco costruisce le migliori opportunità soprattutto sulla corsia di sinistra, grazie alle combinazioni tra Belghali e Bernede, ma non riesce a concretizzare. De Gea è attento, mentre Bowie e Orban sprecano da buona posizione.
Nella ripresa il copione non cambia: Fiorentina in difficoltà e poco pericolosa. Al 58’ Vanoli inserisce Piccoli per Fabbian (problema all’adduttore) e passa al 4-4-2, senza però ottenere miglioramenti significativi. Nel finale spazio anche a Fazzini e al classe 2006 Luis Balbo, all’esordio in Serie A. L’episodio decisivo arriva all’82’: ripartenza viola, Harrison — fino a quel momento poco incisivo — serve Fagioli al limite dell’area, conclusione rasoterra sul primo palo e pallone in rete dopo aver colpito il palo interno. Nel finale tensione elevata e rissa tra i giocatori: espulsi Gudmundsson e Suslov. Il risultato non cambia con la Fiorentina che compie un passo importante verso la salvezza. Situazione sempre più critica invece per il Verona, alla settima stagione consecutiva in Serie A e ora vicino alla retrocessione.

(Adnkronos) - Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social sul suo tour in Arabia Saudita, Qatar edEmirati Arabi Uniti .
"Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica", ha detto ancora.
"In un momento come questo, in un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto forse costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia", ha aggiunto Meloni. "Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni perché per me la politica estera non è una materia lontana, è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l'Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione".
"Quando nel Golfo cresce l'instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie. Perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo", ha sottolineato la premier aggiungendo: "Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia che è necessaria, anche in Italia. Pensate che il solo Qatar, che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l'area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve". "E' per questa ragione che sono qui, a parlare con leader con i quali -sottolinea Meloni- l'Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali".

(Adnkronos) - Quella nel Golfo "non è una visita semplicemente simbolica", quello "che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell'Iran. Ma il nostro obiettivo non è semplicemente fare testimonianza, era e deve dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social sul suo tour in Arabia Saudita, Qatar edEmirati Arabi Uniti .
"Credo che per l'Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall'inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica", ha sottolineato.
"In un momento come questo, in un mondo sempre più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto forse costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia", ha aggiunto Meloni. "Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni perché per me la politica estera non è una materia lontana, è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l'Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione".
"Ho parlato" con i leader dei Paesi del Golfo "di come rafforzare la cooperazione, di come dare una mano a fermare l'escalation, di come ripristinare il prima possibile la libertà di navigazione dalle rotte da cui dipendono energia, commercio e stabilità, a partire ovviamente dallo stretto di Hormuz, da cui transita una quota enorme dell'energia mondiale".
"Quando nel Golfo cresce l'instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell'energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d'acquisto delle famiglie. Perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo", ha sottolineato la premier aggiungendo: "Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l'energia che è necessaria, anche in Italia. Pensate che il solo Qatar, che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l'area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve". "E' per questa ragione che sono qui, a parlare con leader con i quali -sottolinea Meloni- l'Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali".

(Adnkronos) - "E mo' basta, Antò". Ivan Zazzaroni contro Antonio Cassano. Il direttore del Corriere dello Sport, con un lungo post su Instagram, si toglie più di un sassolino per gli 'attacchi' dell'ex calciatore. "Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l'unico numero bloccato su 4.019. Da assiduo frequentatore della maleducazione e del delirio di onnipotenza, Cassano è un'eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona sulla spiaggia", scrive Zazzaroni, più volte nel 'mirino' di Cassano per questioni calcistiche.
"Buttò una carriera per arroganza e oggi, nella sua improbabile seconda vita da commentatore del nulla, fa lo stesso perché altro non sa fare. Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi - senza che gli scappi mai da ridere- 'un punto di riferimento' è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona", aggiunge il giornalista. "Non ho conosciuto un solo 'grande' che corresse un rischio simile perché chi è davvero grande fa di tutto per schermirsi e perché chi è davvero grande prova ad avere rispetto di sé e soprattutto degli altri", afferma ancora.
"Antonio no. Antonio si mette in posa. Antonio fa il self-tape e si ripete che senza di lui il calcio non esisterebbe. Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa", l'affondo di Zazzaroni contro l'ex calciatore. "E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a puttane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali", dice Zazzaroni prima di rivolgersi direttamente a Cassano.
"Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo", conclude.

(Adnkronos) - Torna in campo la Lazio in Serie A. Oggi, sabato 4 aprile, i biancocelesti sfidano il Parma nella 31esima giornata di campionato. La squadra di Sarri è reduce dalla vittoria contro il Bologna prima della sosta, battuto 2-0 al Dall'Ara grazie alla doppietta di Taylor, mentre i ducali sono stati sconfitti in casa dalla Cremonese con lo stesso risultato. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Lazio-Parma? La partita sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La sfida sarà inoltre disponibile in streaming sulla piattaforma web di Dazn, sull'app SkyGo e su NOW.
Nella prossima giornata di campionato, il Parma affronterà il Napoli al Tardini domenica 12 aprile alle 15. La Lazio sarà invece impegnata al Franchi contro la Fiorentina, lunedì 13 aprile alle 20:45.

(Adnkronos) - Grave lutto per l'ex terzino dell'Inter Felice Centofanti che ha perso la figlia Giorgia, nata con una disabilità. A dare la triste notizia la sorella, l'ex ginnasta azzurra Martina Centofanti sui social: "Abbiamo sempre ritenuto opportuno preservare la tua storia, la nostra storia, perché così delicata e preziosa da essere custodita con cura. Vorremmo ora però provare in qualche modo a renderti onore, per quello che sei stata per noi. Ogni giorno e dal primo momento sei stata la forza più grande che la tua famiglia abbia avuto. Il pilastro e il centro del nostro amore, un qualcosa di talmente grande che impossibile da spiegare a parole".
Il messaggio continua: "Il tuo sorriso ha illuminato ogni momento, ci bastava immaginarlo per sentirci vivi ed improvvisamente anche le cose che sembravano impossibili diventavano più semplici da affrontare e, pensando a te, sarà così per sempre. Ogni attimo passato insieme è stato essenziale per riempire il cuore di amore incondizionato, consapevoli del fatto che ogni minuto fosse prezioso ed unico e ricordandoci ogni giorno di quanto la vita vada apprezzata e vissuta a pieno".

(Adnkronos) - Cristian Chivu difende Alessandro Bastoni, dopo i giorni difficili trascorsi in Nazionale e la mancata qualificazione degli Azzurri al Mondiale: "L’ho lasciato con le stampelle e l’ho visto in campo in Nazionale tre giorni dopo, ha dato la disponibilità e ci ha messo la faccia nonostante le difficoltà. E' dispiaciuto per quanto accaduto ma, allo stesso tempo, contento di aver ricevuto il sostegno dei suoi compagni" ha spiegato l'allenatore dell'Inter in conferenza stampa, prima del big match di Pasqua contro la Roma.
Chivu ha parlato anche del possibile addio di Bastoni all'Inter, nella prossima sessione di mercato: "Non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Sarà lui a decidere, ma finché è qua darà il 100%. Sarei felice che rimanesse, così come sarei felice se anch'io restassi".

(Adnkronos) - "La malattia mi ha lasciato dei segni indelebili ma sto bene". Così Giovanni Allevi, ospite oggi a Verissimo, è tornato a parlare delle sue condizioni di salute migliorate nell'ultimo periodo dopo una lunga degenza oncologica. Al compositore è stato diagnosticato nel 2022 un mieloma multiplo, una malattia del sangue.
Allevi ha raccontato di vivere costantamente con "un dolore cronico alla schiena, ho due vertebre fratturate", motivo per cui porta un busto, "ho spesso un formicolio alle dita delle mani, ho freddo all'improvviso e sono perennemente stanco". Ma nonostante ciò, il compositore ha trovato il mondo di aggrapparsi alla vita anche in una delle fasi più delicate della sua malattia, durante la degenza oncologica: "Ho avuto un'intuizione - ha raccontato Allevi - quando ho toccato il fondo, dopo la chemioterapia pesavo 63 kg, le terapie sembrava che non facessero effetto, mi trovavo in bilico tra la vita e la morte. E allora mi sono chiesto 'ma chi sono io, cosa sono, sono questo dolore, questa malattia, questa sofferenza? Sono tutto questo oppure c'è, da qualche parte, dentro di me una dimensione che non si fa toccare da niente?'".
Una luce nascosta nel buio della malattia: "Ho intuito che anche nella disperazione, dentro di me, c'è un io invisibile che non si fa toccare da niente e ancora oggi quando affronto un momento di difficoltà o di sconforto mi ripeto che la sofferenza è una nuvola, ma io sono il cielo".
La speranza per Giovanni Allevi oggi è tutto: "Io non voglio smettere di credere che ci sarà un lieto fine, perché nessuno può sapere cosa ci sarà nel futuro".
Il compositore durante la degenza è rimasto isolato per diverso tempo: "La composizione musicale mi ha aiutato. È sul letto d'ospedale che ho composto un concerto per violoncello e orchestra. Il concerto comincia con con 7 note e sono la trasformazione in musica della parola mieloma", ha confidato Allevi a Silvia Toffanin, un modo per "illudersi" di avere la meglio sulla malattia.
Allevi parla del mieloma multiplo come "un mostro": "Io so bene che da un momento all'altro potrebbe svegliarsi e mangiarmi in un solo boccone, ma finchè dorme io vivo pericolosamente".
"Il mio domani non può spingersi troppo in là nel futuro, dicono le statistiche, ma io non ci credo", ha raccontato Allevi. La malattia è stata per il compositore una lezione di vita: "Il mio domani è diventato un presente allargato, io voglio vivere con intensità. Questo mi permette di vivere ogni attimo che mi viene regalato come se fosse un miracolo. Senza il buio della malattia non sarei arrivato a questa consapevolezza".
"È una malattia cronica, devo continuare le cure per tutta la vita. Nella speranza che non si risvegli più", ha aggiunto.

(Adnkronos) - E' morto a 86 anni, dopo una lunga malattia, Nanni Cagnone, poeta e scrittore tra i più originali e innovativi degli ultimi decenni, voce visionaria della poesia contemporanea, che intendeva la versificazione come “pausa tra noi e il mondo”. La notizia della scomparsa, come riporta l'Adnkronos, è stata data dal Comune di Bomarzo (Viterbo). "Nanni era un nostro illustre concittadino, con una personalità discreta e riservata. Lo ringraziamo per la sua produzione letteraria. Alla moglie Sandra le nostre sentite condoglianze", si legge in un post sul canale Facebook ufficiale dell'Amministrazione comunale.
Nato a Carcare (Savona) il 10 aprile 1939, figlio del medico Giuseppe Cagnone e di Maria Luisa Landini, fratello dell’artista Angelo Cagnone, Nanni Cagnone aveva iniziato la sua carriera poetica nel 1954 e nel corso della sua vita ha prodotto una vasta opera che spazia dalla poesia al romanzo, dal teatro ai saggi e aforismi. Tra le sue opere più significative si ricordano "I giovani invalidi" (Lerici, 1967) e le più recenti, tutte pubblicate da Lavis, "Discorde" (2015), "Tornare altrove", "La genitiva terra" (2019), "Mestizia dopo gli ultimi racconti (2019), "Accoglimento (Lavìs 2020) "Ex Animo (Lavìs 2020), "Sterpi e fioriture (2021), "Carmina. Poemi 1979-2017" (2022), "Comuni smarrimenti" (2023), "Sans-Gene" (2023) e "Esito" (2024).
Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: "Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere". (di Paolo Martini)
Dopo aver studiato filosofia a Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha avuto una carriera poliedrica: redattore e direttore di collana alla casa editrice Lerici, specializzata in poesia, fondatore della casa editrice Coliseum, docente di estetica alle Accademie di Carrara e di Brera e alla Scuola Politecnica di Design, collaboratore di giornali e riviste italiane e straniere, curatore di esposizioni e promotore di seminari e festival poetici internazionali. Le sue opere, apprezzate per la densità meditativa e la fusione tra mitologia e modernità, hanno ispirato anche compositori di musica contemporanea, come il norvegese Harald Sæther. Cagnone è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Premio Napoli nel 2019 e del Premio Fondazione Roma 2025. La sua poetica, come da lui stesso definita, rappresenta una riflessione profonda sul senso della poesia: "Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere".
"Se n’è andato Nanni Cagnone…Un grande poeta e scrittore libero, sopra le righe e fuori dagli schemi". Comincia così il post di Vasco Rossi su Instagram, accompagnato da foto e video del rocker insieme all'artista. Vasco ricorda ancora: "Ha scritto una bellissima prefazione per il mio libro 'Vivere | Living' (ideato e pubblicato dal celebre gallerista modenese Emilio Mazzoli e tradotto in inglese dal poeta americano della Beat Generation Paul Vangelisti). Ho avuto un grande piacere e onore di avere Nanni Cagnone con me sul palco al Teatro Storchi di Modena dove abbiamo presentato questo libro insieme a Arturo Bertusi. Ho provato subito affinità elettiva con Nanni Cagnone, una persona simpaticissima e molto ironica".
"È stato proprio lui - prosegue il cantautore - a definire i testi delle mie canzoni come 'liriche' perché non sono solo parole o testi..ma poesie musicate. Nella sua prefazione - ricorda ancora Rossi - Nanni Cagnone ha scritto: 'Vasco ed io abbiamo in comune una vita avventurosa: stravaganze, ateismo, sigarette, anarchia, una solenne propensione per le donne, studi interrotti e scoraggianti esperienze in collegi salesiani. Preferisco dire: abbiamo in comune la non-sudditanza, ossia una passione per la libertà'. Grazie di tutto, Nanni", conclude. (di Paolo Martini)
Raggiunge, e supera subito, quota quaranta un Sassuolo cinico che
inguaia invece il Cagliari. Con i tre punti i neroverdi hanno
praticamente chiuso, e con netto anticipo, la pratica salvezza. Il
Cagliari passa in vantaggio nel primo tempo con un calcio di
rigore, il Sassuolo cambia marcia nella ripresa quando, prima
pareggia con Garcia, poi trova il sigillo di Pinamonti che vale i
tre punti e il superamento della soglia virtuale della
salvezza.
La Sardegna conferma il 76,5% di raccolta differenziata (RD),
piazzandosi al terzo posto in Italia per l'incidenza di RD, dopo
Emilia-Romagna (78,9%) e Veneto (78,2%). Cala, però, il numero dei
comuni rifiuti free e quelli che vantano l'80% di differenziata,
obiettivo previsto per il 2029 dall'aggiornamento del piano
regionale di gestione dei rifiuti. È quanto emerge in estrema
sintesi dall'ottava edizione dell'Ecoforum Sardegna di Legambiente
organizzato a Cagliari, con la presentazione del dossier regionale
"Comuni ricicloni". I dati elaborati da Legambiente sono riferiti
al 2024, raccolti dall'Arpas e concessi all'associazione
ambientalista dalla Regione.
Il processo di riorganizzazione del servizio taxi e Ncc di Quartu
procede con alcune novità a partire dalla revisione del vigente
regolamento comunale per l'esercizio del servizio di trasporto
pubblico non di linea, in conformità alla normativa vigente, per
completare il percorso di qualificazione e potenziamento dei
servizi di taxi e di noleggio con conducente. Tra le novità spicca
anche l'aumento del numero di licenze, che addirittura raddoppiano:
dalle attuali 8 infatti si arriverà a 16, comprese le 3 vincolate
ai veicoli allestiti per il trasporto disabili. Aumenta anche il
numero dei mezzi, uno per ogni licenza. E cresce anche il numero
degli stalli: saranno infatti 17 i nuovi parcheggi dedicati
all'interno del territorio di Quartu; ne nasceranno inoltre 7 a
Selargius e altrettanti a Quartucciu.
(Adnkronos) - "L’ennesima aggressione ai danni di un medico, avvenuta a Manduria (Ta) presso la sede della continuità assistenziale - ex guardia medica- conferma una deriva ormai fuori controllo. Un medico è stato aggredito fisicamente da un paziente che pretendeva una visita domiciliare non appropriata, arrivando a colpirlo e a devastare i locali della struttura". Così il Sindacato medici italiani (Smi) esprime piena solidarietà al professionista coinvolto e denuncia un fenomeno che non può più essere considerato episodico. "I numeri parlano chiaro – dichiara Mariano Cafagna, segretario regionale Smi Puglia – è un’escalation drammatica che richiede risposte immediate e strutturali". Gli aggressori sono per lo più gli stessi pazienti, mentre i contesti più a rischio risultano essere i presidi 'di frontiera', come i pronto soccorso e le sedi di continuità assistenziale.
"Non possiamo più accettare che i medici lavorino in condizioni di insicurezza", dichiara Delia Epifani, presidente regionale Smi Puglia. "Le sedi di continuità assistenziale, spesso isolate e prive di adeguati sistemi di protezione, rappresentano uno dei punti più critici. L’episodio di Manduria, nonostante una apparente messa in sicurezza, con la sede della continuità assistenziale posta in un presidio ospedaliero, dimostra quanto il percorso sia ancora lungo e debba passare da una profonda rivoluzione non solo negli edifici, ma anche culturale". Smi riconosce gli sforzi già avviati dalla Regione Puglia – tra cui i protocolli operativi tra Asl e Prefetture – ma sottolinea come tali misure, da sole, non siano sufficienti.
"Servono interventi immediati e concreti – conclude Cafagna – presidi di sicurezza attivi durante l’interno turno nelle sedi più esposte, sistemi di videosorveglianza e allarme collegati direttamente alle Forze dell’Ordine, presenza di personale di supporto nelle sedi di continuità assistenziale, e l’applicazione immediata della normativa che garantisca pene certe per chi aggredisce operatori sanitari. Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini".

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(Adnkronos) - È di un morto e di almeno 5 feriti il bilancio dell’incidente frontale accaduto oggi verso le 15 sulla strada Portegrandi-Caposile (Venezia) tra un’auto e un bus Atvo con una cinquantina di persone a bordo. La vittima è il conducente dell’auto, un uomo di 60 anni, e tra i feriti più gravi c’è anche la donna che era accanto a lui. Feriti anche alcuni passeggeri del bus, compreso l’autista del bus che ha cercato in tutti i modi di evitare la collisione ma la strada, delimitata in tutta la sua lunghezza dal guardrail, non fornisce alcuna via di fuga.
Secondo una prima ricostruzione fornita, l’auto che andava in direzione di Mestre avrebbe invaso la corsia di marcia opposta, andando a impattare contro il pullman che si stava dirigendo a Jesolo. Sul posto polizia locale di Quarto d'Altino, carabinieri e i vigili del fuoco di Mestre e San Donà di Piave con l’elicottero del reparto volo di Venezia. Con loro le ambulanze del Suem 118 provenienti da Mestre dove alcuni dei feriti sono stati ricoverati. La strada è stata chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia.

(Adnkronos) - Oggi, sabato 4 aprile, torna Canzonissima, condotto da Milly Carlucci, con il terzo appuntamento in diretta su Rai 1. 'La leva Calcistica della classe ‘68', interpretata da Arisa sabato scorso, ha vinto la seconda delle sei puntate della serie e accederà così alla finale insieme a 'Il mio canto libero', interpretato da Fabrizio Moro, canzone vincitrice della prima puntata.
Ecco i protagonisti pronti ad esibirsi: Arisa, Elio e le Storie Tese, Elettra Lamborghini, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Fabrizio Moro, Irene Grandi, Jalisse, Leo Gassmann, Malika Ayane, Michele Bravi ed il tenore Vittorio Grigólo.
Canzonissima prosegue il suo viaggio nella musica con la terza puntata dedicata alla canzone simbolo che ha rappresentato una svolta nella propria vita artistica. Una puntata intensa e personale in cui la musica diventa memoria, identità e racconto. Canzonissima continua a sorprendere il pubblico con una puntata ricca di ospiti e momenti di grande spettacolo.
Protagonista in studio Massimiliano Gallo, che porterà sul palco non solo il racconto della sua esperienza artistica, ma sarà anche coinvolto in un numero di spettacolo pensato appositamente per la serata. Spazio poi al cinema con Pif e Giusy Buscemi, insieme per presentare il loro ultimo progetto cinematografico '...che Dio perdona a tutti'. I due saranno inoltre protagonisti di momenti di spettacolo e sorprese sceniche, contribuendo a rendere ancora più vivace e coinvolgente la puntata.
Tornando alla gara delle canzoni, a commentare le esibizioni e a contribuire alla scelta della Canzonissima della puntata saranno sempre tre componenti di voto: un panel di personalità del mondo dello spettacolo, i 'Magnifici 7' : Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Caterina Balivo e Giacomo Maiolini, gli stessi cantanti – che potranno votare la loro canzone preferita escludendo la propria – ed il pubblico, coinvolto attraverso i social.

(Adnkronos) - Al via le prime restrizioni oggi sabato 4 aprile in 4 aeroporti italiani a causa della crisi dei carburanti legata alla guerra in Iran. Gli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia fino al 9 aprile saranno soggette a restrizioni di rifornimento, con eccezione per le ambulanze e voli di stato di durata superiore alle 3 ore. Lo comunica Air Bp Italia, nel bollettino aeronautico rivolto alle compagnie aeree.
"Le limitazioni di carburante non sono significative per gli aeroporti del gruppo Save (Venezia, Treviso, Verona). Il problema è relativo ad un solo fornitore e negli scali del gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori". E' quanto comunica il gruppo Save in una nota. "Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schengen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo", si aggiunge nel testo.
"Se la guerra finisse e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto entro la metà o la fine di aprile, non ci sarebbero rischi per le forniture" di carburante. Ma ''se la guerra continua e le interruzioni delle forniture persistono, riteniamo che ci sia un rischio ragionevole che una piccola percentuale, forse il 10%, il 20% o il 25% delle nostre forniture possa essere a rischio nel periodo compreso tra maggio e giugno". Lo ha dichiarato l'amministratore delegato di Ryanair, Michael O'Leary, a Sky News.

(Adnkronos) - "Io tra i candidati al ruolo di ct della Nazionale? In questo momento non ci ho ancora pensato, ora sono al Milan, sono contento di essere qui e spero di rimanere a lungo in rossonero. La Champions è una competizione affascinante, e che io non faccio da tempo. Mi tocca riabituarmi… Un anno me l'hanno fatta saltare, un altro mi hanno mandato via… Mi piacerebbe tantissimo tornare a farla". Così l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri, in conferenza stampa, a due giorni dal big match con il Napoli. "Sulla Nazionale non dipende da Allegri o da un altro, ma da tutto il sistema calcio. Non è tutto da buttare".
Allegri ha poi detto la sua sul momento del calcio italiano: "Dire ora cosa bisognerebbe fare spetta a chi di competenza. Tutti dovrebbero riunirsi, analizzare e lavorare per un unico obiettivo. Prendendosi il tempo necessario per fare un programma. Apro e chiudo parentesi: penso che i giocatori buoni in Italia ci siano e che il futuro sarà positivo".
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