
(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto è stata registrata a Napoli nella serata di oggi, alle 19.46. Il sisma, stima l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato di magnitudo 4.7 - il più violento degli ultimi 40 anni nell'area - e si è verificato nella zona dei Campi Flegrei con epicentro a 5 km da Pozzuoli, a una profondità di 3 km.
I feriti sono 10. A Pozzuoli abitazioni con crepe profonde, soprattutto nei palazzi più antichi, mobili ribaltati, famiglie destinate a passare la notte in strada (Video). Sono diverse le vie del comune flegreo in cui si vedono calcinacci, muri crollati, auto schiacciate dal peso dei massi (Video) venuti giù per l'intensità della scossa, in attesa delle decisioni delle autorità.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci segnala "danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese, e tanta paura". Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in costante contatto con Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l'evoluzione della situazione, come si apprende da fonti di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio sta inoltre seguendo gli sviluppi della riunione dell'Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma.
Paura anche tra Napoli e l'hinterland: moltissime persone sono scese in strada. In diverse zone della città, a giudicare dai post social, è saltata la corrente elettrica. E' stata sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. Lo stop interessa i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali. Lo comunica Ferrovie dello Stato. Sono al lavoro i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, secondo le procedure previste in questi casi, per il controllo dell’infrastruttura. La circolazione riprenderà non appena completati i controlli e accertata la piena sicurezza della linea.
"Prima di tutto desidero rivolgermi a tutti voi che, come me, avete avvertito chiaramente la forte scossa di questa sera. Comprendo la preoccupazione e l'apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie", scrive su Facebook il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. "Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l'Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l'evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune", aggiunge.
"È la scossa più forte di sempre, c'è gente chiaramente impaurita ma per ora non registriamo danni a persone o cose", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, a pochi minuti dalla scossa. Il sindaco informa che è stato immediatamente convocato dalla Prefettura di Napoli il centro coordinamento soccorsi (Ccs), inoltre a Bacoli ha disposto la disattivazione delle Ztl. È stato anche convocato il Coc (Centro operativo comunale)

(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto è stata registrata a Napoli nella serata di oggi, alle 19.46. Il sisma, stima l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato di magnitudo 4.7 e si è verificato nella zona dei Campi Flegrei con epicentro a 5 km da Pozzuoli, a una profondità di 3 km. "Quattro feriti, danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese, e tanta paura dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha interessato l’area dei Campi Flegrei. Le autorità locali sono impegnate a ridurre al minimo i disagi per le famiglie colpite. Ho sentito il prefetto di Napoli e sono in costante contatto con il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che ha immediatamente convocato l’Unità di crisi. Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione e garantendo il pieno coordinamento tra tutte le strutture operative per assicurare assistenza alla popolazione e il monitoraggio del territorio", dice il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.
I video documentano danni a Pozzuoli con crolli e grosse crepe nei palazzi più antichi in varie zoneI. Il video del crollo di un costone che travolge alcune auto parcheggiate sta facendo il giro dei social. Si segnalano diversi danni, panico, ma nessuno ferito.
Paura anche tra Napoli e l'hinterland: moltissime persone sono scese in strada. In diverse zone della città, a giudicare dai post social, è saltata la corrente elettrica. E' stata sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. Lo stop interessa i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali. Lo comunica Ferrovie dello Stato. Sono al lavoro i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, secondo le procedure previste in questi casi, per il controllo dell’infrastruttura. La circolazione riprenderà non appena completati i controlli e accertata la piena sicurezza della linea.
"Prima di tutto desidero rivolgermi a tutti voi che, come me, avete avvertito chiaramente la forte scossa di questa sera. Comprendo la preoccupazione e l'apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie", scrive su Facebook il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. "Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l'Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l'evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune", aggiunge.
"È la scossa più forte di sempre, c'è gente chiaramente impaurita ma per ora non registriamo danni a persone o cose", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, a pochi minuti dalla scossa. Il sindaco informa che è stato immediatamente convocato dalla Prefettura di Napoli il centro coordinamento soccorsi (Ccs), inoltre a Bacoli ha disposto la disattivazione delle Ztl. È stato anche convocato il Coc (Centro operativo comunale)

(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto è stata registrata a Napoli nella serata del 31 luglio, alle 19.46. Il sisma, stima l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato di magnitudo 4.7 - il più violento degli ultimi 40 anni nell'area - e si è verificato nella zona dei Campi Flegrei con epicentro a 5 km da Pozzuoli, a una profondità di 3 km. Dieci persone sono rimaste ferite. Nel corso della serata, sono state avvertite altre cosse. La replica più forte è stata registrata alle 22.00 con magnitudo 3.8.
I feriti sono 10. A Pozzuoli abitazioni con crepe profonde, soprattutto nei palazzi più antichi, mobili ribaltati, famiglie destinate a passare la notte in strada (Video). Sono diverse le vie del comune flegreo in cui si vedono calcinacci, muri crollati, auto schiacciate dal peso dei massi (Video) venuti giù per l'intensità della scossa.
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci segnala "danni ad alcuni edifici civili e a diverse chiese, e tanta paura". "La Capitaneria di Porto ha segnalato che la banchina del molo di Pozzuoli non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo", dice Musumeci.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in costante contatto con Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il prefetto di Napoli, Michele di Bari, per seguire l'evoluzione della situazione, come si apprende da fonti di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio sta inoltre seguendo gli sviluppi della riunione dell'Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio e gli interventi conseguenti al sisma.
Paura anche tra Napoli e l'hinterland: moltissime persone sono scese in strada. In diverse zone della città è saltata la corrente elettrica. Si è verificato il crollo parziale di un traliccio dell'alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica tra la città e Pozzuoli. Nel nodo del capoluogo, dopo la scossa, sospesa la circolazione ferroviaria, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. Lo stop ha riguardato i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.
"Prima di tutto desidero rivolgermi a tutti voi che, come me, avete avvertito chiaramente la forte scossa di questa sera. Comprendo la preoccupazione e l'apprensione che in questi momenti possono nascere, soprattutto nelle famiglie", scrive su Facebook il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. "Abbiamo immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare tutte le attività di monitoraggio e di assistenza alla popolazione. Siamo in costante contatto con l'Osservatorio Vesuviano, la Protezione Civile e tutte le autorità competenti per seguire minuto dopo minuto l'evoluzione dello sciame sismico in corso. Vi chiedo di mantenere la calma, di attenervi alle indicazioni delle autorità e di affidarvi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali del Comune", aggiunge.
"È la scossa più forte di sempre, c'è gente chiaramente impaurita ma per ora non registriamo danni a persone o cose", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, a pochi minuti dalla scossa. Il sindaco informa che è stato immediatamente convocato dalla Prefettura di Napoli il centro coordinamento soccorsi (Ccs), inoltre a Bacoli ha disposto la disattivazione delle Ztl. È stato anche convocato il Coc (Centro operativo comunale)
Aveva 36 anni (e non 72 come appreso in un primo
momento) il detenuto morto ieri notte nel carcere di
Bancali a Sassari, in seguito
all'incendio che lui stesso aveva appiccato nella cella del reparto
ospedaliero dove era ricoverato. Secondo quanto riferiscono i
rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria, il detenuto
non aveva manifestato alcun segnale di agitazione nei minuti
precedenti all'incendio. Improvvisamente si sarebbe barricato nella
cella, chiudendo finestre e dando fuoco agli
arredi. Il fumo ha saturato la stanza, le
esalazioni gli hanno fatto perdere i sensi. Gli agenti con grande
difficoltà sono riusciti a entrare, trovando il detenuto ancora
vivo, nel bagno della cella. Lo hanno portato fuori, ma è morto
pochi istanti dopo per le gravi ustioni e le esalazioni respirate.
Nove poliziotti sono rimasti lievemente
ustionati e intossicati e sono dovuti ricorrere
alle cure del pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata
di Sassari. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118,
carabinieri e polizia di Stato. La Procura di Sassari, con la pm,
Camilla Battaglini, ha aperto un'inchiesta per
verificare quanto accaduto. I sindacati denunciano
situazioni ormai insostenibili all'interno del carcere sassarese:
"Parrebbe che nelle sezioni non siano presenti i bocchettoni
antincendio necessari per collegare le manichette. Se confermata,
questa mancanza rappresenterebbe un elemento di grave
vulnerabilità, perché impedisce al personale di utilizzare
strumenti fondamentali per fronteggiare incendi di tale intensità.
La sicurezza degli operatori e al contempo dei ristretti non può
dipendere da infrastrutture incomplete o non adeguate alle esigenze
di emergenze sempre più frequenti e complesse", dichiara il
segretario nazionale del Consipe, Roberto Melis.
"L'ennesimo grave episodio...

(Adnkronos) - "Era una persona stupenda, ha aiutato molta gente, soprattutto i ragazzi in difficoltà. Don Mazzi è stato uno dei pochi - qualcuno in Italia c'è ancora - che pensano prima agli altri, all'altruismo, e poi a sé stessi, all'egoismo. Ma per loro l'altruismo conta di più. Speriamo che le persone possano ricordarli prendendo esempio". Lo dice all'Adnkronos Lino Banfi, ricordando don Antonio Mazzi morto oggi, venerdì 31 luglio, all'età di 96 anni.
Il fondatore di Exodus è stato ricordato anche da Al Bano, che ha parlato così all'Adnkronos: "Ho conosciuto bene don Mazzi. La sua era una famiglia di veri cristiani, erano tre fratelli e tutti e tre sono diventati preti: hanno fatto sempre cose alla grande. A me è sempre piaciuto ciò che don Mazzi ha fatto, è stato un uomo in odore di santità, se mi è concesso. Ha dato la sua vita agli altri, ai disperati, a coloro che avevano bisogno di umanità e lui la donava. L'ultima volta che l'ho sentito è stato per il suo compleanno e l'ho trovato bene, in forma, gasato come sempre. Era il solito don Mazzi".
Per oltre quarant’anni la sede di Exodus al Parco Lambro di Milano è stata il punto di riferimento del lavoro di don Antonio Mazzi, il luogo dove migliaia di giovani e famiglie hanno trovato ascolto e sostegno. In quegli spazi, diventati il simbolo della sua battaglia educativa contro la marginalità e la droga, il sacerdote ha costruito una delle esperienze sociali più significative d’Italia. È qui che don Mazzi si è spento all’età di 96 anni, circondato dalle persone che negli anni hanno condiviso il suo cammino.
Il suo nome è diventato nazionale negli anni Ottanta, quando l’emergenza della tossicodipendenza attraversava le città italiane e don Mazzi scelse di affrontarla non con la distanza dell’osservatore, ma con il metodo della presenza quotidiana. Da quella scelta nacque Exodus, un progetto che negli anni si è trasformato in una rete di comunità, cooperative e iniziative educative diffuse sul territorio italiano e all’estero.

Il welfare aziendale italiano entra in una nuova fase: per la prima volta diventa misurabile, certificabile e confrontabile attraverso uno standard scientifico. L'osservatorio Italian Welfare presenta 'Italian Welfare Excellence', la prima certificazione fondata su un modello scientifico proprietario sviluppato per valutare con criteri oggettivi la qualità, la completezza e l'efficacia dei sistemi di welfare adottati dalle organizzazioni. La certificazione nasce dall'attività di ricerca dell'Osservatorio Italian Welfare che, attraverso l'analisi di oltre 300 modelli di welfare aziendale, rappresentativi di circa un milione di lavoratori, ha costruito uno dei più estesi patrimoni informativi oggi disponibili in Italia sul welfare d'impresa.
Le analisi dell'Osservatorio evidenziano come il welfare aziendale stia attraversando una fase di significativa evoluzione, ma con livelli di maturità ancora molto differenti. Se il 97% delle aziende analizzate sviluppa iniziative di work-life integration e il 91% investe nella crescita personale, risultano ancora molto meno diffuse le misure dedicate ai pilastri della protezione di lungo periodo: sanità (49%), caregiving (48%), grandi rischi (46%) e previdenza complementare (21%). Questa eterogeneità conferma come il livello di maturità di un sistema di welfare non possa essere valutato esclusivamente sulla base del numero delle iniziative offerte, ma richieda un'analisi della loro completezza, dell'equilibrio tra i diversi ambiti di intervento e della capacità di rispondere ai bisogni delle persone.
L'introduzione di Italian Welfare Excellence si inserisce in un contesto in cui il benessere delle persone rappresenta uno dei principali fattori di competitività per le organizzazioni. La crescente attenzione agli aspetti sociali della sostenibilità, l'evoluzione dei criteri esg e la competizione per attrarre e trattenere i talenti stanno infatti trasformando il welfare da costo accessorio a leva strategica di sviluppo. Le analisi dell'Osservatorio mostrano inoltre come solo il 13% delle aziende riesca oggi a rendicontare in modo efficace l'impatto delle proprie politiche di people care all'interno del bilancio di sostenibilità. In questo scenario diventa sempre più necessario disporre di strumenti oggettivi in grado di misurare, valorizzare e rendicontare il contributo del welfare alla dimensione sociale della sostenibilità.
Secopndo Stefano Castrignanò, presidente dell'Osservatorio Italian Welfare "per molti anni il welfare aziendale è stato valutato soprattutto sulla base del numero delle iniziative introdotte. Oggi questo approccio non è più sufficiente. Ciò che distingue i modelli più evoluti non è la quantità dei benefit offerti, ma la capacità di costruire un sistema equilibrato che integri protezione, prevenzione, sostegno alla famiglia, crescita delle persone e qualità del lavoro. Italian Welfare Excellence nasce per offrire alle imprese una certificazione fondata su un modello scientifico proprietario, capace di misurare in modo oggettivo il livello di maturità dei sistemi di welfare e di valorizzare le organizzazioni che rappresentano i benchmark nazionali in questo ambito". Per rispondere all'esigenza di misurare in modo oggettivo la qualità dei sistemi di welfare aziendale nasce il Global Welfare Model, il modello scientifico proprietario sviluppato dall'Osservatorio Italian Welfare. Attraverso un algoritmo proprietario, il modello analizza in modo integrato l'insieme delle misure di welfare offerte dall'organizzazione, considerando sia gli strumenti previsti dalla contrattazione collettiva sia le iniziative introdotte dall'azienda e dagli enti bilaterali. L'analisi prende in esame dieci pilastri fondamentali del welfare: previdenza, sanità, grandi rischi, caregiving, genitorialità, crescita personale, work-life integration, educazione al welfare, wellbeing e sostegno al reddito.
A differenza dei tradizionali sistemi di valutazione, il Global Welfare Model non considera le singole iniziative come elementi isolati, ma valuta il livello di integrazione tra i diversi pilastri, la capacità di rispondere ai fabbisogni della popolazione aziendale e il contributo complessivo del modello alla sostenibilità sociale dell'organizzazione. L'analisi restituisce un Global Welfare Score, espresso in centesimi, e quattro indicatori proprietari dedicati ai fabbisogni, all'inclusività, alla comunicazione e alla sostenibilità sociale, offrendo una valutazione complessiva del livello di maturità del sistema di welfare aziendale. Le elaborazioni dell'Osservatorio evidenziano come meno del 3% delle organizzazioni analizzate raggiunga oggi gli standard richiesti per conseguire la certificazione Italian Welfare Excellence. Un dato che conferma come i modelli di welfare realmente completi, equilibrati e maturi rappresentino ancora un'eccellenza nel panorama nazionale e rafforza il valore distintivo del riconoscimento.
Oltre a certificare il livello di maturità del modello di welfare, Italian Welfare Excellence mette a disposizione delle organizzazioni uno strumento concreto di governance. Gli indicatori prodotti dal modello possono infatti essere integrati nei Bilanci di Sostenibilità e negli altri strumenti di rendicontazione non finanziaria, contribuendo a misurare e rappresentare in modo oggettivo la dimensione sociale delle politiche aziendali. La certificazione costituisce inoltre un elemento distintivo capace di rafforzare la reputazione dell'organizzazione, supportare le strategie di employer branding e valorizzare l'impegno dell'impresa nei confronti delle proprie persone e degli stakeholder. Le organizzazioni che completeranno con successo il percorso di assessment e raggiungeranno gli standard previsti dal Global Welfare Model entreranno ufficialmente nell'albo delle Italian Welfare Excellence, il registro delle organizzazioni certificate che rappresentano i modelli di riferimento del welfare aziendale in Italia.

(Adnkronos) - Nuovo round giudiziario nella battaglia tra l'ex calciatore dell'Inter Mauro Icardi e l'ex moglie Wanda Nara. La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano Cristina Bassi ha accolto il ricorso presentato dalla donna argentina - difesa dall'avvocato Giuseppe Di Carlo del foro di Larino - per le due figlie minori. Lo apprende l'Adnkronos.
Al centro della contesa "l’autorizzazione all’emissione di passaporto" per le bambine "anche senza l’autorizzazione del padre". Una necessità nata dal furto in casa subito dalla showgirl nel corso in una vacanza in Italia (pochi giorni fa nella villa di Galliate, in provincia di Novara, sono stati sottratti "vari preziosi" oltre ai due documenti) e che ha riacceso la dura battaglia legale e mediatica internazionale all'interno di un lungo e complesso divorzio.
Da un lato Wanda Nara ha denunciato l' 'ostruzionismo' di Icardi nell'autorizzare i nuovi passaporti con conseguente ritardi nel rientro in Argentina; dall'altro lo sportivo che nell'ultima stagione ha vestito la maglia del Galatasaray - rappresentato dagli avvocati Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano - ha nuovamente sostenuto la presunta sottrazione delle loro figlie e l'incompetenza del Tribunale di Milano a decidere. La giudice Bassi ha stabilito che "il rifiuto del padre di autorizzare l’emissione del passaporto in favore delle minori risulta non giustificato" e si traduce, nei fatti, "nell’imporre alle minori l’attuale domicilio in Italia" dove non vivono dal 2022. Il rifiuto di sottoscrivere l’autorizzazione "non trova alcun fondamento concreto nell’interesse delle minori stesse" - vivono in Argentina almeno da settembre 2024 -, né dello stesso Icardi che vive altrove e che "ha avuto un atteggiamento quanto meno ondivago nei confronti della vicenda".
Nel decreto immediatamente esecutivo - con cui vengono concessi "anche in assenza del consenso dell'altro genitore" i due passaporti alle minori e Icardi condannato alle spese legali - si sottolinea come "esulano del tutto dal presente procedimento sia le questioni relative all’accertamento in ordine alla eventuale intervenuta sottrazione internazionale delle minori che anche le questioni che implicano accertamenti/pronunce in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale sia in termini di affido che anche di collocamento e diritti/doveri del genitore non collocatario".

(Adnkronos) - "Oggi perdo il mio secondo padre". Mara Venier rende omaggio a Don Antonio Mazzi, morto all'età di 96 anni oggi 31 luglio 2026. "Sei stato un 'prete da marciapiede' che ha donato amore a tutti!!!!!", scrive la conduttrice di Domenica In. Don Mazzi è stato una presenza fissa e un co-conduttore accanto a Mara Venier nell'edizione di Domenica In 1994/1995. Anche in tempi recenti, il fondatore di Exodus era stato ospite del programma domenicale di Raiuno.

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(Adnkronos) - E' morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori - si legge in una nota - don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione.
"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario - dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno".
"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".
Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile.
"Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi."

(Adnkronos) - È morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione dei funerali che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. Nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali.
"Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori - si legge in una nota - don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione".
"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario - dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno".
"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".
Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione. Il suo volto è diventato familiare per il grande pubblico anche grazie alla conduzione di Domenica In accanto a Mara Venier nel 1994-1995.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile.
"Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi."
Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, con un centinaio di comunità iscritte.
Nel 1998 apre una serie di iniziative chiamate "Tremenda Voglia di Vivere", tra cui il noto diario scolastico che porta il nome di "Tremenda". Nel 2000 apre a Verona l'Università della Famiglia presso Costagrande. La famiglia è luogo primario di accoglienza e promozione della persona, di formazione alla vita affettiva e civica. 2001 è promotore e fondatore dell'Associazione Ambalaki in Madagascar, composta da educatori, professionisti e volontari che hanno messo le proprie competenze a servizio dei giovani che vivono nei 'Paesi in via di sviluppo. Nel 2004 apre in Patagonia una comunità per aiutare i ragazzi di strada. Nel 2004 è promotore del Movimento 'Educatori senza Frontiere', per affiancarsi ai "Medici senza Frontiere" in tutti quei problemi che attengono alla formazione.
Don Mazzi ha avuto una lunga collabprazione con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali, Night Time. Per anni è stato ospite su varie reti televisive e radiofoniche, in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità e di maggiore interesse, tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione ecc., La partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione "Domenica in" su Rai 1 ha significato un sofferto ma deciso passo avanti per spingere la testimonianza cristiana a manifestarsi utilizzando in maniera diversa i più moderni mezzi di comunicazione

(Adnkronos) - Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo quindi il trattato di Schengen. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale, in seguito alla crisi migratoria di Ceuta.
L'Italia ha inoltre rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.

(Adnkronos) - L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il ministero dell’Interno ha varato il provvedimento dopo le informazioni analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.
A quanto apprende l'Adnkronos, la sospensione del tratto di Schengen da parte dell'Italia verso la Spagna è stata disposta per un periodo di un mese, ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. Saranno quindi ripristinati i controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna: si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera , mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi per accertare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen.
L'Italia ha inoltre deciso che rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile", scrive in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'annuncio del Viminale.
La premier Giorgia Meloni ieri aveva prospettato il ricorso a "strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna", lo spazio di libera circolazione dell'Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell'Ue, indipendentemente dalla nazionalità. Lo spazio è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo.
Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell'Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell'Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall'area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l'ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull'assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l'assenza di controlli interni.
Prima del provvedimento annunciato oggi, in base all'ultimo aggiornamento della Commissione europea, risalente al 23 luglio, dal 2006 sono state notificate 498 reintroduzioni dei controlli alla frontiera. Il più recente è stato implementato dall'Italia, dal 24 al 26 luglio, per i soli confini con la Francia, visti i rischi all'ordine pubblico e alla sicurezza interna legata a un festival in Vald di Susa e il relativo rischio ai cantieri della Tav. Roma ha ripristinato anche i controlli alla frontiera con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026 per far fronte al "rischio continuo di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori" lungo la rotta balcanica, oltre alle crisi in Medio Oriente e Ucraina, "alti livelli di migrazione irregolare" e la "forte presenza di reti di contrabbando e traffico".

(Adnkronos) - L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il ministero dell’Interno ha varato il provvedimento, che entra in vigore sabato 1 agosto, dopo le informazioni analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.
A quanto apprende l'Adnkronos, la sospensione del tratto di Schengen da parte dell'Italia verso la Spagna è stata disposta per un periodo di un mese, ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse.
"Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi", afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio sui social. "Parallelamente, l'Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani", aggiunge.
Saranno quindi ripristinati i controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna: si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera , mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi extra Ue per accertare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen.
Il ripristino dei controlli, che scatterà da domani sabato 1 agosto, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l’Italia: continueranno, come di consueto, a poter arrivare in Italia senza alcun aggravio burocratico. Non cambia nulla per chi dall’Italia si recherà in Spagna.
L'Italia ha inoltre deciso che rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile", scrive in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'annuncio del Viminale.
La premier Giorgia Meloni ieri aveva prospettato il ricorso a "strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna", lo spazio di libera circolazione dell'Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell'Ue, indipendentemente dalla nazionalità. Lo spazio è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo.
Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell'Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell'Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall'area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l'ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull'assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l'assenza di controlli interni.
Prima del provvedimento annunciato oggi, in base all'ultimo aggiornamento della Commissione europea, risalente al 23 luglio, dal 2006 sono state notificate 498 reintroduzioni dei controlli alla frontiera. Il più recente è stato implementato dall'Italia, dal 24 al 26 luglio, per i soli confini con la Francia, visti i rischi all'ordine pubblico e alla sicurezza interna legata a un festival in Vald di Susa e il relativo rischio ai cantieri della Tav. Roma ha ripristinato anche i controlli alla frontiera con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026 per far fronte al "rischio continuo di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori" lungo la rotta balcanica, oltre alle crisi in Medio Oriente e Ucraina, "alti livelli di migrazione irregolare" e la "forte presenza di reti di contrabbando e traffico".

(Adnkronos) - Una leggenda dell'Arsenal ha venduto una villa a... Liam Gallagher. Tony Adams, ex difensore che con il club inglese ha speso la sua intera carriera accumulando oltre 500 presenze tra il 1983 e il 2002, oltre a 66 gettoni con la Nazionale inglese, ha conmpletato la vendita di un lussuoso immobile per circa 4 milioni di sterline al frontman degli Oasis. Tutto affinché la moglie possa frequentare l'università.
Adams era proprietario di una villa di circa 20mila metri quadrati a Cirencester, nella regione di Cotswolds. L'ex difensore aveva acquistato l'immobile nel 2002, proprio quando si era ritirato dal calcio giocato, alla metà del prezzo a cui l'ha messo in vendita. La tenuta include una piscina, campi da tennis, scuderie e persino un cottage separato dalla villa principale con due camere da letto.
Dopo quasi 25 anni, a far prendere questa sofferta decisione ad Adams è stata la nuova passione della moglie, Poppy Teacher. La donna sta coltivando una nuova passione all'università, decidendo di iscriversi a storia moderna e riprendere così a studiare: "Questa è una nuova era per noi", ha confermato Adams al Daily Mail, "abbiamo venduto la casa e stiamo tornando a Londra. Mia moglie riprenderà gli studi".
"Ho detto a Tony che avrei voluto occuparmi di storia moderna e lui mi ha chiesto: 'Come fai a pagarla?' e io ho risposto: 'Non si può!'", ha raccontato Teatcher, "Ma credo che sia orgoglioso. Dice a tutti che sto facendo un dottorato, ma in realtà è una laurea magistrale. Ho cresciuto i figli e ora ho bisogno di usare di nuovo il cervello. Io e Tony vogliamo vivere a Londra, fare cose come andare alle gallerie d'arte".
Molto soddisfatto dell'affare anche Gallagher, che si sta godendo la sua nuova villa e ha già legato con i nuovi vicini: "Sono assolutamente incredibili, non hanno smesso di prepararmi torte e focaccine".
Una serata nel segno del funk, soul e gospel. Riflettori accesi in
Piazza Duomo a Oristano domenica 2 agosto alle 22 per il live di
Cory Henry & The Funk Apostles. Considerato uno dei più grandi
interpreti dell'organo Hammond B-3 e delle tastiere della sua
generazione Cory Henry è un compositore e performer di
straordinario talento capace di coniugare virtuosismo, intensità
espressiva e libertà improvvisativa senza mai perdere il contatto
con il pubblico.
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(Adnkronos) - (EMBARGO ALLE 17) - Gli alimenti addizionati di proteine stanno colonizzando le corsie dei supermercati. Dallo yogurt al pane e alla pasta, addittura al caffè e perfino all'acqua, è ormai impossibile schivare etichette con diciture del tipo 'fonte di poteine' o 'ad alto contenuto di proteine'. Le ultime linee guida americane hanno praticamente raddoppiato le dosi proteiche giornaliere raccomandate e la 'protein mania' non risparmia nemmeno l'Italia, patria della dieta mediterranea. Ma davvero convertirsi a un regime iperproteico fa bene alla salute? Negli Usa bombardati da indicazioni pro-protein, il team di Dudley Lamming dell'università del Wisconsin-Madison ha provato a chiedersi il contrario: cosa succede, andando avanti con l'età, se si riduce l'apporto proteico? Dopo una revisione di oltre 350 studi sul rapporto fra restrizione proteica e invecchiamento, la risposta degli scienziati è questa: "Consumare meno proteine potrebbe avere maggiori benefici per la salute e, in alcuni casi, allungare la vita", scrivono sulla rivista 'Cell Press Blue' del gruppo Cell Press. Non si tratta di rinunciare alla quantità di proteine fondamentale per garantire la tenuta muscolare negli anziani. Il messaggio degli autori, piuttosto, è quello di evitare 'overdose' proteiche che non hanno senso per chi ha uno stile di vita sedentario.
"È assolutamente chiaro che le proteine apportano benefici alla crescita muscolare e alla risposta all'esercizio fisico negli individui attivi", afferma Lamming, autore corrispondente dell'articolo. "Ma poiché la maggior parte delle persone è relativamente sedentaria, è probabile che molti consumino più proteine rispetto a quelle di cui hanno effettivamente bisogno, il che probabilmente ha conseguenze negative per la salute", chiarisce il ricercatore.
Da decenni - spiegano gli autori - è noto alla scienza che introdurre meno calorie può prolungare la durata della vita in molti organismi e ridurre il rischio di malattie legate all'età, come il cancro. Tuttavia, mantenere una dieta ipocalorica è difficile per la maggior parte delle persone. Studi precedenti hanno dimostrato che ridurre l'assunzione di proteine può allungare la vita di mosche e roditori, senza tagliare l'apporto calorico. Diverse ricerche recenti sull'uomo hanno inoltre evidenziato che la riduzione dell'apporto proteico può diminuire il peso e la massa grassa e migliorare la glicemia a digiuno, sebbene chi segua una dieta ipoproteica tenda a consumare più calorie. Allo stesso tempo, alcuni studi hanno rilevato che un maggior apporto proteico, se abbinato all'esercizio fisico, potrebbe favorire la perdita di peso e ridurre la perdita di massa muscolare legata all'età negli anziani. Evidenza che, quest'anno, ha spinto le autorità statunitensi ad aggiornare le linee guida dietetiche, consigliando un aumento dell'assunzione quotidiana di proteine a 1,2-1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo: quasi il doppio rispetto alle vecchie raccomandazioni. In un'America invasa dalle proteine, il gruppo di Lamming ha quindi deciso di esaminare decenni di ricerche sulla restrizione proteica e l'invecchiamento.
Analizzando oltre 350 articoli, l'équipe Usa ha definito i possibili meccanismi che - emergendo costantemente negli studi revisionati - potrebbero spiegare come le diete a basso contenuto proteico possano migliorare la salute e promuovere la longevità. "Questi meccanismi - descrivono i ricercatori - suggeriscono che la restrizione proteica rallenta l'invecchiamento migliorando il metabolismo, modificando la risposta cellulare ai nutrienti, riducendo il danno cellulare e preservando la funzionalità cellulare".
"Uno dei protagonisti chiave - dettaglia la review - è un ormone chiamato fattore di crescita dei fibroblasti 21 (Fgf21), i cui livelli salgono quando l'apporto proteico è basso. L'Fgf21 può aumentare il dispendio energetico dell'organismo, migliorare il controllo della glicemia e ridurre l'infiammazione. Studi sui topi hanno dimostrato che gli animali con livelli più elevati di Fgf21 vivevano più a lungo rispetto ai topi normali, e il beneficio era più pronunciato nei topi maschi rispetto alle femmine. Anche negli esseri umani una riduzione dell'apporto proteico incrementa i livelli di Fgf21". La revisione identifica inoltre "diversi aminoacidi, i mattoni delle proteine, che sembrano essere alla base di molti di questi effetti, tra cui metionina, isoleucina e valina". Gli studi suggeriscono che "un consumo eccessivo di questi aminoacidi potrebbe innescare processi biologici che promuovono la crescita, aumentando il rischio di obesità, infiammazione e altre malattie legate all'età".
"Questi studi dimostrano che la quantità di proteine assunte oggi dalle persone sedentarie potrebbe avere conseguenze negative sulla salute, almeno a livello di popolazione", avverte Lamming. "Benché certe persone, come le donne in gravidanza e alcuni anziani, abbiano un maggiore fabbisogno proteico - ragionano gli scienziati - per la maggior parte degli adulti sedentari gli alimenti arricchiti di proteine potrebbero non fornire i benefici per la salute che ci si aspetta". Lamming osserva che "gli atleti spesso consumano grandi quantità di proteine senza sviluppare malattie metaboliche", e ipotizza che "l'esercizio fisico regolare, forse attraverso l'utilizzo delle proteine per costruire muscoli forti e sani, contribuisca a proteggerli dagli effetti negativi sulla salute associati a una dieta ricca di proteine". Conclude l'autore: "Le recenti raccomandazioni hanno invitato la popolazione a mangiare più proteine, ma hanno anche incoraggiato a fare più esercizio fisico. Probabilmente dobbiamo personalizzare le indicazioni proteiche non solo in base all'età, ma anche in base al livello di attività fisica delle persone".

(Adnkronos) - "Le zanzare non sono soltanto un fastidio estivo: possono essere vettori di virus come West Nile, la cui diffusione è favorita anche dai cambiamenti climatici e dalla maggiore mobilità internazionale. Nei bambini l'infezione da West Nile è rara e nella maggior parte dei casi decorre senza sintomi o con manifestazioni lievi, ma la prevenzione resta importante, soprattutto per i più fragili. Eliminare i ristagni d'acqua, utilizzare zanzariere, proteggere i bambini con abiti chiari e coprenti nelle ore di maggiore attività delle zanzare, e scegliere repellenti adatti alla loro età sono accorgimenti semplici". Così Rino Agostiniani, presidente Società italiana di pediatria (Sip), illustra all'Adnkronos Salute come proteggere i più piccoli da un'infezione virale che si manifesta tipicamente nel periodo estivo.
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