
(Adnkronos) - L'esercito statunitense ha presentato a Trump un piano per sequestrare quasi 450 chilogrammi di uranio altamente arricchito in Iran, che prevede il trasporto aereo di attrezzature per lo scavo e la costruzione di una pista di atterraggio per aerei cargo in grado di trasportare il materiale radioattivo. Lo scrive il Washington Post, citando due fonti a conoscenza della questione, secondo cui il piano, nel quale sono evidenziati anche significativi rischi operativi, è stato illustrato al presidente la scorsa settimana, dopo che questi aveva richiesto una proposta. La richiesta di Trump di elaborare un piano, scrive il quotidiano Usa, dimostra il suo interesse a valutare una missione delle forze speciali insolitamente delicata e ad alto rischio. Limitare la capacità dell'Iran di costruire un'arma nucleare rimane uno degli obiettivi principali dell'amministrazione.
Ma il piano, secondo gli esperti, rappresenterebbe un'impresa enormemente difficile, di un tipo mai tentato prima in tempo di guerra. La missione richiederebbe il potenziale trasporto aereo di centinaia o migliaia di soldati e attrezzature pesanti per supportare lo scavo e il recupero di materiale radioattivo. Potrebbe richiedere settimane, secondo le stime di ex funzionari della difesa, e svolgersi sotto il fuoco nemico in profondità nel territorio iraniano.
Funzionari dell'amministrazione hanno presentato all'Iran una proposta in 15 punti per porre fine alla guerra, chiedendo, tra le altre cose, che Teheran rinunci al suo uranio altamente arricchito, quello che Trump ha definito "polvere nucleare". L'Iran ha respinto la proposta statunitense, sebbene nei negoziati appena prima dell'inizio della guerra avesse suggerito la possibilità di "diluire" il materiale arricchito a un livello inferiore. "Questa sarebbe una delle operazioni speciali più grandi e complesse della storia, se non la più grande in assoluto", ha affermato Mick Mulroy, ex vice assistente del segretario alla Difesa ed ex ufficiale della Cia e dei marines. "Rappresenta un rischio enorme per le forze armate".
Un ulteriore segnale dell'interesse di Trump nel perseguire un'operazione di questo tipo è stato l'invito rivolto sabato agli americani a seguire la trasmissione di Mark Levin, conduttore di Fox News e fervente sostenitore di Israele. Durante la puntata, Levin ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero schierare truppe di terra "specializzate" per impadronirsi delle scorte di uranio dell'Iran. "Perché avremmo bisogno di truppe sul terreno? Beh, ci sono molte ragioni, e non ne avremmo bisogno di 300.000. Il problema è l'uranio", ha detto Levin.
Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di porre fine alle guerre, si trova ora ad affrontare la quinta settimana di un conflitto da lui stesso iniziato, condotto principalmente per via aerea in coordinamento con Israele. L'avvio di un'ambiziosa operazione di terra per impadronirsi dell'uranio comporterebbe il dispiegamento di commando e di numerose altre truppe e personale di supporto, introducendo un nuovo e significativo livello di rischio per le forze armate. "Il compito del Pentagono è quello di prepararsi per dare al Comandante in Capo la massima libertà di scelta. Ciò non significa che il Presidente abbia preso una decisione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in una risposta scritta alle domande sul piano.
Visto che i sondaggi mostrano una maggioranza di americani contrari alla guerra e, in particolare, all'invio di truppe di terra, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth martedì ha cercato di presentare il presidente come un leader coraggioso. "Come il presidente Trump ha ripetuto più e più volte nel corso degli anni e durante questa amministrazione, l'Iran non può avere una bomba nucleare, e non l'avrà", ha dichiarato Hegseth in una conferenza stampa al Pentagono, parlando di una delle motivazioni della guerra.
A giugno, gli Stati Uniti hanno bombardato impianti nucleari in Iran. Ma secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), l'Iran ha accumulato circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, appena al di sotto del livello necessario per la produzione di armi nucleari. Più della metà è stoccata in un impianto nucleare alla periferia di Isfahan, città storica dell'Iran centrale, in tunnel profondi oltre 90 metri, secondo il direttore generale dell'AIEA Rafael Mariano Grossi, mentre il resto si trova nel sito nucleare di Natanz e, potenzialmente, in altre aree. Le immagini satellitari di inizio giugno, pubblicate dal quotidiano francese Le Monde e analizzate dall'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale, mostravano un grosso camion a pianale che trasportava 18 barili blu verso l'ingresso meridionale dell'impianto di Isfahan. Sebbene non sia stato possibile giungere a una conclusione definitiva sul loro contenuto, l'istituto ha stimato che l'ipotesi più probabile fosse che i barili contenessero cilindri di uranio altamente arricchito e che fossero in fase di spostamento per essere stoccati all'interno del complesso di tunnel pochi giorni prima che Israele e poi gli Stati Uniti lanciassero i pesanti raid aerei contro obiettivi iraniani.
L'accesso all'area di stoccaggio di Isfahan, ha detto Grossi ai giornalisti durante una visita a Washington a metà marzo per incontri di alto livello, rimane bloccato sotto le macerie lasciate dai bombardamenti statunitensi di giugno. Da allora, ha affermato, "non abbiamo visto grandi movimenti" che indichino tentativi di raggiungerla. "Forse un'auto o un camion" nella zona, ma "non bulldozer che scavano". Il materiale altamente arricchito, sotto forma di gas esafluoruro di uranio, è conservato in cilindri sigillati simili a bombole da sub, ciascuno alto circa un metro. Prima di poter essere utilizzato in un'arma, deve essere ulteriormente arricchito fino a oltre il 90% e trasformato in un metallo. Descrivendo una visita di ispezione al sito di Isfahan poco prima dei raid aerei di giugno, Grossi ha affermato che i cilindri "non sono molto grandi" e "non sono protetti in modo particolare", sebbene sia possibile che siano stati collocati tra di essi alcuni cilindri "esca" per confondere e ostacolare chiunque tenti di rimuoverli. Pur non essendo a conoscenza di alcuna decisione militare, ha affermato: "Posso dire che questa considerevole quantità di materiale è altamente contaminante, quindi potrebbe verificarsi una contaminazione in caso di un impatto diretto".
Per raggiungere il deposito sotterraneo di Isfahan, "bisogna procurarsi attrezzature per lo scavo, rompere il cemento e lo schermo di piombo" e qualsiasi altro rivestimento protettivo, "e poi in qualche modo bisogna arrivare in fondo a questo silo e rimuovere i contenitori pieni di materiale nucleare e trasportarli via", ha detto una delle due persone a conoscenza della questione, che hanno parlato a condizione di anonimato a causa della delicatezza della questione. Le stime sui tempi necessari variano, da settimane a diversi mesi. Il modo migliore per recuperare il materiale sarebbe dopo un cessate il fuoco e con la presenza di personale dell'AIEA, ha affermato il generale in pensione Joseph Votel, che ha guidato sia il Comando Centrale degli Stati Uniti che il Comando delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti. "Ma se si dovesse combattere per entrare", ha aggiunto, "potrebbe essere fattibile". "Ci sono molti rischi associati a questa operazione. Si tratta di un livello di complessità molto elevato. Probabilmente ci saranno delle vittime", ha affermato. "Ma questo è il tipo di problema che le forze speciali statunitensi sono chiamate a risolvere. È quello che facciamo. Abbiamo personale specificamente addestrato per operare in questo tipo di ambienti".
La portata e la complessità renderebbero la missione straordinariamente difficile, ma è possibile, secondo un ex funzionario della difesa con conoscenza diretta dei piani di guerra iraniani e delle capacità delle forze speciali. "A parte un attacco rapido, perlopiù simbolico, per dimostrare che potremmo fare di più, per recuperare gran parte o tutto il materiale è necessaria un'occupazione temporanea", ha affermato l'ex funzionario. La logistica probabilmente inizierebbe con l'attacco alle difese e alle attrezzature iraniane per creare un passaggio più sicuro per le truppe di terra, che poi si addentrerebbero nel paese per centinaia di chilometri in volo per stabilire un perimetro difensivo intorno alle strutture. Un'opzione, ipotizzata dagli esperti, prevede il lancio con il paracadute dell'82ª Divisione Aviotrasportata e dei Ranger dell'esercito per conquistare il territorio, che potrebbe trovarsi nel raggio d'azione dell'artiglieria, dei missili e dei droni nemici. Da lì, gli ingegneri probabilmente costruirebbero una pista di atterraggio per far arrivare rifornimenti e attrezzature, alcuni dei quali potrebbero essere paracadutati da aerei cargo o calati da elicotteri multiruolo. Entrambe le opzioni renderebbero gli aerei da trasporto, più lenti, vulnerabili al fuoco nemico.
Secondo quanto affermato dai funzionari, per portare avanti i pesanti lavori di scavo sarebbe necessario un nutrito gruppo di personale di supporto. Meccanici, autisti, addetti al rifornimento e altri lavorerebbero senza sosta. Cibo e acqua dovrebbero essere riforniti costantemente. Anche specialisti civili in campo nucleare del Dipartimento dell'Energia e di altre agenzie sarebbero probabilmente presenti sul posto, hanno aggiunto ex funzionari, per valutare i rischi e supervisionare la rimozione dell'uranio.
Le operazioni per alloggiare, nutrire e proteggere il personale probabilmente assomiglierebbero più a quelle di una piccola base che a quelle di una missione clandestina a basso profilo. Lo sforzo per sfondare la roccia e accedere all'area di stoccaggio sarebbe l'inizio di un estenuante processo, metro dopo metro, per i commando, volto a penetrare nell'abisso di una struttura piena di incognite.
Secondo un ex operatore delle forze speciali con esperienza nell'addestramento per missioni di questo tipo, le squadre d'assalto, probabilmente composte da membri della Delta Force dell'esercito o dei Navy Seals, utilizzerebbero seghe e cannelli ossiacetilenici per superare gli ostacoli all'interno della struttura sotterranea, mentre i tiratori farebbero da copertura. I commando dovrebbero indossare uniformi protettive e respiratori, dotati di sensori per rilevare minacce radioattive.
Le squadre dovrebbero tenere presente che qualsiasi cosa sparino, facciano esplodere o taglino potrebbe entrare in contatto con materiale pericoloso. Le preoccupazioni relative all'esposizione radioattiva richiederebbero una decontaminazione ardua e ripetuta del personale e delle attrezzature. Potrebbero esserci trappole esplosive. "È un processo lento, meticoloso e può essere estremamente pericoloso", ha affermato l'ex operatore.

(Adnkronos) - Prima collaborazione tra due voci inconfondibili, due grandi della musica italiana:Tiziano Ferro e Giorgia. È disponibile da oggi, venerdì 3 aprile, in tutti gli store digitali e per la programmazione radiofonica 'Superstar', brano che segna la prima inedita collaborazione tra i due artisti, legati da tempo da un rapporto di amicizia e di stima reciproca, umana e artistica. Nel 2018 si erano trovati a cantare insieme una versione de 'Il Conforto' di Ferro, ma non erano mai riusciti a incastrare le loro rispettive carriere e collaborare ad un brano inedito. Ora questo legame è sfociato anche nella musica dando vita a 'Superstar', brano scritto a quattro mani da Ferro e Giorgia. 'Superstar' è il primo singolo annunciato di 'Sono un grande (deluxe)', l’album di Tiziano Ferro in uscita il prossimo 22 maggio che conterrà oltre alle tracce originali pubblicate lo scorso autunno 7 nuove canzoni e 5 inedite e inaspettate collaborazioni.
"Superstar – racconta Tiziano Ferro – è nata da uno scambio di messaggi di testo e audio tra me e Giorgia. Parlavano di vita, delle nostre vite ma non solo e della voglia e necessità che tutti hanno di stare bene. Per me, come sempre, scrivere è una necessità e lo è stato anche in questo caso. Dalle nostre conversazioni sono nate una strofa e l’inciso e quando le ho mandate a Giorgia lei ha subito risposto mandandomi la sua parte, parole che mi hanno devastato, sono sincero, perché mi sono reso conto che lei aveva preso la mia provocazione e l'aveva portata 5 livelli oltre, andando a scavare ancora più a fondo. Il risultato è una canzone che può sembrare criptica ma che in realtà ha un testo molto chiaro, un testo che racconta gli alti e i bassi del mondo della musica, le canzoni, i dischi, i live, i grandi successi ma anche i momenti di difficoltà e la necessità di avere ben chiaro davanti a noi chi siamo al di là del palco, degli applausi e della fama".
Parlando del rapporto con Ferro, Giorgia ha raccontato: "Io e Tiziano ci ritroviamo a parlare spesso di notte, per cercare di incastrare i nostri fusi orari differenti. Abbiamo un dialogo molto sincero e aperto, perché prima di tutto ci vogliamo bene, ormai da circa 25 anni, se abbiamo fatto i calcoli correttamente!". L’artista romana dà al brano una lettura ancora più ampia del brano: "Dopo una di queste nostre conversazioni, Tiziano ha buttato giù d’istinto l’idea che è alla base di Superstar e mi ha chiesto di provare a scrivere qualcosa. Il concetto è che Superstar può essere chiunque, non serve avere un lavoro particolare, perché l’essere una superstar risiede nelle emozioni e negli affetti. È qualcuno che dà e non sempre riceve in cambio. Da questa sua idea, mi è venuto facile lasciarmi ispirare per scrivere. Il risultato è un brano in cui ci sentiamo a nostro agio, in cui ci siamo potuti abbracciare e divertire, sperando che anche il pubblico lo faccia.” afferma Giorgia.
Dal punto di vista musicale, dai primi provini registrati a Los Angeles con Marco Sonzini al brano finale vestito poi da Zef il passo è stato breve, confermando una squadra che ha già portato al successo i brani che hanno segnato il percorso dell’ultimo album di Ferro: 'Cuore Rotto', 'Fingo&Spingo' e 'Sono un grande'. Dopo essersi esibito lo scorso febbraio sul palco del Festival di Sanremo dando il via ai festeggiamenti per i 25 anni di 'Xdono' e aver presentato per la prima volta dal vivo la title track del disco 'Sono un grande', Ferro tornerà in Italia a maggio per dare il via al suo nuovo tour 'Stadi 26' che lo vedrà esibirsi in 12 date negli stadi delle principali città italiane. Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, ha già venduto 400 mila biglietti.

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato nuovi dazi su alcuni medicinali, insieme a una revisione di quelli sui metalli, mirando a portare avanti la sua agenda commerciale a un anno dall'ondata di dazi annunciata al 'Liberation Day'. Tra gli scopi dei due proclami emessi dal presidente c'è il tentativo di semplificare un sistema percepito da molte aziende Usa come troppo oneroso, per quanto riguarda il versante dei metalli, e spingere le realtà farmaceutiche a produrre negli Stati Uniti e abbassare i prezzi.
Nel caso dei farmaci, Trump ha chiesto alle autorità di imporre un dazio del 100% su alcuni prodotti importati, in linea con una minaccia lanciata da Trump via social a settembre 2025, qualora i loro produttori si rifiutassero di soddisfare le richieste del presidente. Tuttavia, i produttori potranno evitare il nuovo balzello impegnandosi a costruire fabbriche negli Usa e ridurre il prezzo dei farmaci. Inoltre, il piano delineato nel proclama esenta tutti i farmaci generici, che rappresentano circa il 90% delle prescrizioni dei cittadini Usa, così come alcuni farmaci brevettati per malattie rare e gravi.
In più, i nuovi dazi non si applicheranno ai Paesi già coperti da accordi raggiunti con la Casa Bianca di Trump, inclusi quelli dell'Ue. E da ultimo, va registrato che da novembre 2025 una gran parte delle maggiori case farmaceutiche hanno siglato accordi con la Casa Bianca per abbassare i prezzi dei farmaci nuovi ed esistenti: questi accordi rientrano nella politica della "nazione più favorita" del presidente, che allinea i prezzi dei farmaci negli Usa a quelli più bassi praticati all'estero ed esentano le aziende dai dazi per tre anni.
Per quanto riguarda i metalli, l'obiettivo dell'amministrazione Usa è di andare incontro alle lamentele delle aziende che importano prodotti contenenti acciaio e alluminio, presenti in moltissimi prodotti dei generi più disparati, riguardo al fatto che i dazi imposti su quelle classi di prodotti fossero tanto confusi quanto onerosi. In precedenza, un'azienda Usa doveva pagare un balzello del 50% sul metallo contenuto in un'importazione, più una tariffa basata sul Paese di origine per i restanti componenti del prodotto, sistema richiedeva alle aziende di calcolare il valore e l'origine delle singole componenti, fino alle viti.
Con il sistema semplificato, qualsiasi prodotto in cui acciaio, alluminio o rame costituisce più del 15% del peso pagherà una tariffa forfettaria del 25% del valore dell'oggetto. I prodotti con meno metallo non pagheranno alcun dazio sui metalli, ma utilizzeranno quello del prodotto e del Paese di provenienza della merce. Anche qui sono previste esenzioni: per le attrezzature industriali e per la rete elettrica ad alto contenuto di metallo verrà imposto un dazio del 15% fino al 2027, per incentivare lo sviluppo della base industriale statunitense.
Inoltre, i prodotti fabbricati all'estero con acciaio, rame o alluminio interamente americano sarebbero soggetti a una balzello ridotto del 10%. Tuttavia, le tariffe su bobine di acciaio, lamiere di alluminio e altre importazioni composte interamente o quasi interamente di metallo rimarranno al 50%, col valore che verrà calcolato sulla base del valore statunitense per far fronte a chi abbassava artificialmente il costo del loro acciaio per ridurre i dazi.
Tutta questa nuova serie di dazi sarebbero emessi ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962 e non sarebbero dunque soggetti alla recente decisione della Corte Suprema di invalidare i dazi imposti da Trump nel 2025 invocando l'International Emergency Economic Powers Act del 1977.
Sullo sfondo, la necessità pressante della Casa Bianca di presentare risultati tangibili ai cittadini statunitensi, già alle prese con l'impennata dei prezzi del carburante causati dalla guerra tra il duo Usa-Israele e Iraq, in tempo utile per trarne dividendi politici alle elezioni di metà mandato di novembre. I sondaggi vedono il Partito democratico in in rotta per una riconquista della Camera dei rappresentanti, risultato che andrebbe a inibire pesantemente la libertà operativa di Trump negli ultimi due anni del suo secondo mandato.

(Adnkronos) - Raccontano di un clima di calma apparente e di attesa in casa Forza Italia. Gli strascichi della sconfitta al referendum sulla giustizia che hanno portato alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato continuano a sentirsi. Preoccupato dalle tensioni interne ma anche dalle incertezze sulla tenuta del governo dopo i casi Delmastro-Santanchè, il 'corpaccione' del partito resta disorientato e si chiede cosa ne sarà del futuro del movimento azzurro.
Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che i boatos indicano come uno dei 14/16 firmatari della lettera di sfiducia nei confronti di Gasparri 'benedetta' da Marina Berlusconi, sottolinea l'importanza di tenere sempre aperto un dialogo con la primogenita del Cav ("Ha ricevuto in eredità dal padre una delle cose che considerava più importanti della sua vita, considero normale che abbia l'orgoglio e l'ambizione di pensare Fi come un soggetto politico che è influente nella vita politica del Paese") ma invita ad abbassare i toni e chiede che i congressi (sia il nazionale sia quelli regionali previsti prima dell'estate) siano "momenti di coesione" e non occasione di "scontro'' per ''andare al potere".
"Auspico - sottolinea Zangrillo a Start su Sky Tg24 - che Marina ci dia la sua visione. E' un'imprenditrice che ci osserva dal suo lato di impresa e ci sollecita a essere coraggiosi, a non avere paura del cambiamento, a trovare delle sintesi senza annientarci tra di noi. Credo che il dialogo con lei sia una grande opportunità". Il ministro della Pubblica amministrazione esclude che ci sia un caso Barelli e smentisce le voci che continuano a circolare in questi giorni secondo le quali il capogruppo alla Camera, fedelissimo di Antonio Tajani, possa essere sfiduciato e lasciare la guida del gruppo azzurro, sempre in nome di quel ricambio generazionale voluto dalla famiglia Berlusconi. "Io non credo che oggi ci sia la necessità di un avvicendamento alla Camera", taglia corto Zangrillo che aggiunge: "Credo piuttosto che ci sia la necessità di dialogare di più. E Tajani lo sta facendo con le segreterie nazionali, gli stessi congressi sono ispirati a questa logica".
Fonti qualificate azzurre assicurano che a Montecitorio non sia stata avviata nessuna raccolta firme contro Barelli, ma che tutto può accadere (chi ha il pallottoliere in mano parla di oltre una trentina di deputati sui 54 del gruppo favorevoli al 'cambio di guardia', più una manciata da convincere) qualora arrivasse un segnale da Arcore, dove invece viene rinnovata la stima e il sostegno a Tajani. Nessuna resa dei conti a Montecitorio, e nessun 'processo', dunque, al segretario nazionale, che resta il principale interlocutore del governo Meloni per Forza Italia.
La presidente Fininvest dovrebbe trascorrere le vacanze pasquali nella sua villa a Châteauneuf-de-Grasse, Valbonne, 35 chilometri da Nizza. Secondo fonti parlamentari di Forza Italia, l'incontro tra Marina Berlusconi e Tajani, previsto in un primo momento questa settimana, sarebbe stato solo rinviato: il vicepremier è atteso nella casa di Milano della figlia del Cav in corso Venezia al rientro dalla Costa azzurra, dopo Pasquetta. Ieri, la presidente del Gruppo Mondadori avrebbe ricevuto il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che in mattinata era a Milano per un convegno. L'input da Arcore, comunque, sarebbe quello di mettere da parte le polemiche e di concentrarsi sul rafforzamento del partito (che dalla scomparsa del Cav è sempre cresciuto secondo i sondaggi) nel segno dell'unità.

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, giovedì 2 aprile. Centrati invece cinque '5' che vincono 36.895,61 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 143,9 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni
La combinazione vincente del concorso di oggi è: 18, 24, 25, 32, 36, 63. Numero Jolly: 40. Numero SuperStar: 80.

(Adnkronos) - Pubblicato il 'running order', ovvero la scaletta ufficiale dei concorrenti delle due semifinali dell'Eurovision Song Contest Vienna 2026 a cui per l?italia parteciperà Sal Da Vinci, vincitore dell'ultima edizione di Sanremo.
Venti i posti a disposizione, trenta le Nazioni in gara che si sfideranno per conquistare un posto in finale. Con la pubblicazione del 'running order', appena diffuso da Ebu e Örf, il servizio pubblico austriaco, può ufficialmente partire quello che è definito lo 'show dei record'. Una scaletta, tecnica che ha però un grande valore statistico per il risultato finale: negli ultimi quindici anni, infatti, chi è stato posizionato all’ultimo posto in scaletta si è qualificato nell’86,67% dei casi mentre i Paesi nella seconda metà della scaletta si sono qualificati con maggiore frequenza rispetto a quelli della prima metà: il 52,67% contro il 47,33%.
Dal 2024 i rappresentanti dei Big 4, Italia, Francia, Germania e Regno Unito, insieme al Paese ospitante, quest’anno l’Austria, hanno la possibilità di esibirsi dal vivo già durante le semifinali, pur essendo qualificati di diritto alla finale. Sarà proprio l’Italia con Sal Da Vinci a esibirsi nella prima semifinale, in programma il 12 maggio, portando sul palco la canzone “Per sempre sì” davanti a milioni di telespettatori.
Nel frattempo, gli artisti in gara hanno iniziato a entrare in contatto con il pubblico eurovisivo attraverso i tradizionali “pre-party”, in corso nelle principali città europee, da Oslo ad Amsterdam: un percorso di avvicinamento che culminerà domenica 19 aprile con il London Eurovision Party. Tra i protagonisti, il nostro Sal Da Vinci, atteso ad Amsterdam e a Londra. “Portare l’Italia all’Eurovision è per me un grande onore e una responsabilità che accolgo con profondo rispetto – commenta Sal Da Vinci - Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di esibirmi su molti palchi internazionali e di incontrare pubblici diversi, ma ogni volta che si ha l’occasione di condividere la musica italiana davanti al mondo la sensazione resta unica. La nostra tradizione musicale ha una storia straordinaria: è fatta di melodie, parole e sentimenti che da sempre riescono ad attraversare i confini e a parlare al cuore delle persone. Essere oggi tra gli artisti chiamati a portare avanti una parte di questo patrimonio mi riempie di orgoglio. Salirò su quel palco con gratitudine - prosegue il vincitore di Sanremo 2026 - e con il desiderio di raccontare ciò che la canzone italiana sa fare meglio: trasformare le emozioni in brani capaci di viaggiare lontano. Perché quando una melodia nasce con verità non appartiene più soltanto a chi la canta: diventa di tutti e trova la strada per arrivare ovunque”.
Ad aprire la serata di martedì 12 maggio sarà la Moldavia, con Satoshi e la sua “Viva, Moldova!”. In posizione numero 7 è prevista l’esibizione della Finlandia, rappresentata da Linda Lampenius e Pete Parkkonen, favoritissimi della vigilia. Grande attesa per l’ingresso in scena di Sal Da Vinci, che farà il suo esordio alla Wiener Stadthalle tra la canzone della Georgia e quella della Finlandia. L’altra artista italiana in gara, Senhit, in rappresentanza di San Marino e con la partecipazione straordinaria di Boy George, si esibirà in posizione numero 17 con il brano “Superstar”. A chiudere la prima semifinale sarà la band serba dei Lavin. La seconda semifinale, in programma giovedì 15 maggio, sarà aperta dalla Bulgaria e si concluderà con l’esibizione dell’outsider , in gara per l’Australia. Il 'running order' della serata finale sarà invece reso noto nella notte tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio. Al momento è già stata sorteggiata solo la posizione dell’Austria, che si esibirà per venticinquesima, chiudendo la parata dei concorrenti.
Le due semifinali andranno in onda martedì 12 e giovedì 14 maggio in prima serata su Rai 2 e RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre. La finale si terrà sabato 16 maggio e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1 per l’undicesimo anno consecutivo, oltre che su RaiPlay e Rai Radio 2. Alla conduzione della versione italiana ci saranno la cantante Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista, e il veterano Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione. Su Radio2 Eurovision la radiocronaca sarà affidata ai confermati Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna. Anche quest’anno Rai Pubblica Utilità garantirà la piena accessibilità dell’evento. Le semifinali e la finale saranno sottotitolate e audio descritte. Inoltre, la finale sarà disponibile anche con la traduzione integrale nella Lingua Italiana dei Segni su un canale dedicato di RaiPlay. Performer sordi e udenti interpreteranno in LIS e ISL le canzoni in gara e quelle degli ospiti, mentre gli interpreti tradurranno quello che dicono i due conduttori.
L’edizione internazionale del 70° Eurovision Song Contest sarà condotta da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. Saranno 35 i Paesi presenti a Vienna, con il ritorno di Romania, Moldavia e Bulgaria e l’assenza di Paesi Bassi, Spagna, Slovenia, Irlanda e Islanda. In gara 29 solisti, di cui sedici donne e tredici uomini, un duetto misto – quello finlandese – un trio misto, i georgiani Bzikebi, e tre gruppi, due maschili e uno femminile, le croate Lelèk.

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(Adnkronos) - La Procura di Milano ha chiesto il processo per gli otto indagati dell'incidente stradale del 24 novembre 2024 che ha portato alla morte di Ramy Elgaml. Si tratta di sette carabinieri e Fares Bouzidi, l'amico della vittima che guidava lo scooter che ha finito la sua corsa - dopo una fuga di circa otto chilometri nelle vie del centro - contro un semaforo, all'incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta. Fares Bouzidi deve rispondere di omicidio stradale; mentre il carabiniere Antonio Lenoci - alla guida della gazzella - è accusato di omicidio stradale per "eccesso colposo nell'adempimento del dovere" e lesioni.
I militari indagati devono rispondere, a vario titolo, di frode e depistaggio per aver fatto cancellare i video ripresi con un cellulare da due testimoni e di falsità ideologica perché avrebbero nascosto la presenza di una telecamera dashcam sull'auto e di una bodycam personale, "dispositivi che riprendevano l'intera fase dell'inseguimento" avvenuto in pieno centro e durato circa otto chilometri. Se l'accusa per Fares Bouzidi è aggravata dall'aver guidato il T-Max senza patente e per tratti anche contromano, il vice brigadiere Lenoci, invece, avrebbe mantenuto "una distanza e una velocità inidonee a prevenire eventuali collisioni" con lo scooter in fuga.
I pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini evidenziano la lunga durata dell'inseguimento e come l'incidente ha visto il contributo di Bouzidi, con la propria condotta "imprudente e negligente" consistita "nell'inosservanza delle norme stradali". Il giovane non si ferma all'Alt dei carabinieri dando il via a una fuga "con picchi di velocità superiori ai 120 chilometri". Arriva in contromano da via Ripamonti, imposta l'incrocio con via Quaranta a velocità sostenuta (circa 55 chilometri l'ora) ed effettua quella manovra verso destra "provocando così l'urto dell'area posteriore destra del suo motoveicolo con la fascia anteriore del paraurti dell' Alfa Romeo Giulietta". Un impatto che si rivela mortale per il 19enne Ramy Elgaml. La richiesta della Procura, che ricalca la chiusura indagine dello scorso febbraio, sarà ora valutata da un gup che dovrà fissare l'udienza preliminare.

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(Adnkronos) - Le criticità per la viabilità dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno lungo la statale 16 Adriatica, 200 evacuati per precauzione nella zona della diga del Liscione, gli allagamenti della piana industriale di Termoli: il Capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, con l'Adnkronos, fa il punto della situazione sul maltempo e sul crollo parziale del ponte sulla Ss16, all’altezza di Montenero di Bisaccia (Campobasso) annunciando che sabato "sarò in sopralluogo in Molise e in Abruzzo".
Quali sono le situazioni più critiche per il maltempo?
"La situazione più critica è sulla strada statale 16 Adriatica nel comune di Montenero di Bisaccia (Campobasso): è una strada molto importante per la viabilità Nord-Sud e Sud-Nord, non solo tra l'Abruzzo e il Molise, ma lungo tutta la dorsale. Anche i cittadini che volevano tornare in Puglia, e che invece del treno hanno deciso di prendere l'auto, in questo momento hanno difficoltà a raggiungere la Puglia".
Quali problematiche state affrontando per il ripristino della viabilità?
"La parte di ponte ceduta non è piccola quindi ci sono anche problematiche contingenti per il ripristino tempestivo di questa viabilità. Un elemento di ulteriore criticità è il fatto che c'è un ponte, che poteva essere utilizzato in una viabilità alternativa ma mi dicono essere in condizioni particolarmente critiche quindi c'è di fatto una importante difficoltà nel transito da Nord a Sud in quella zona. Il dato positivo è che la linea ferroviaria adriatica è riaperta. La questione legata alla viabilità è importante tanto più che è la Settimana Santa quindi molti cittadini si stanno mettendo in viaggio".
Ci sono evacuati tra i cittadini nelle zone colpite?
"Sono stati registrati circa 200 evacuati, in via precauzionale, nell'ambito della piena del fiume Biferno. La diga del Liscione ha dovuto scaricare acqua, le paratie sono tutte aperte e stanno scaricando più di 500 metri cubi di acqua al secondo quindi l'evacuazione è avvenuta per motivi di carattere precauzionale come previsto dal piano di emergenza; quando finirà l'emergenza potranno fare rientro nelle loro abitazioni".
Altre situazioni da segnalare?
"La piana industriale di Termoli è allagata e all'interno della piana c'è anche lo stabilimento ex Fiat di Stellantis che però ha interrotto già da ieri la produzione quindi non ci sono pericoli per la popolazione e per i lavoratori. Sono stabilimenti in zone allagate e quindi bisognerà fare poi i conti dei danni considerando che quella è una zona particolarmente depressa e non è infrequente, purtroppo, che si allaghi".
Stamattina un gruppi di persone è rimasto bloccato a causa della neve in un albergo a Passolanciano. Ha aggiornamenti sulla situazione?
"Questa mattina è stata registrata una criticità in un albergo a Passolanciano. Ho parlato con il prefetto e si era già immediatamente attivato l'esercito; a me risulta che tutto sia stato assolutamente ripristinato sia nella viabilità sia nell'evacuazione delle persone che erano lì presenti". (di Sara Di Sciullo)

(Adnkronos) - Concessioni Autostradali Venete (Cav) ha disposto la riduzione del prezzo di vendita del carburante nelle proprie aree di servizio di 5 centesimi di euro per litro. La misura di contenimento, che va ad aggiungersi al ribasso di 25 centesimi di euro per litro delle aliquote di accise già approvato con decreto dal Consiglio dei ministri il 18 marzo scorso - spiega Cav in una nota - "è possibile attraverso la devoluzione delle royalties derivanti dalle sub-concessioni relative alle aree di rifornimento e varrà per un periodo di 20 giorni a decorrere dalla data di accettazione da parte delle sub-concessionarie stesse".
La notifica alle società sub-concessionarie che gestiscono i distributori di carburanti sulle tratte di competenza è stata avanzata da Cav "facendo riferimento - viene precisato - agli sviluppi della difficile congiuntura internazionale e dopo essere stata concordata in ambito di comparto con il coordinamento di Aiscat (associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori). L’obiettivo comune, condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e a cui Cav ha prontamente aderito non facendo mancare il proprio sostegno, è quello di supportare gli interventi governativi a favore di famiglie e imprese, in particolare lavoratori e pendolari, alle prese con il caro carburanti derivante dalla crisi geopolitica in Medio Oriente".
Cav, che gestisce la A4 Venezia-Padova, il Passante di Mestre, la A57-Tangenziale di Mestre e il Raccordo per l’aeroporto Marco Polo, applicherà lo 'sconto' nelle quattro aree di servizio situate lungo le proprie competenze: Arino Est e Arino Ovest in A4, Marghera Est e Marghera Ovest in A57-Tangenziale di Mestre.

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(Adnkronos) - E' un aprile 'povero' per gli investitori in titoli di Stato, quello appena iniziato: infatti il calendario del Tesoro prevede solo cinque date di emissioni. Si inizia giovedì 9 con un'asta di Buoni Ordinari del Tesoro, titoli che non staccano una cedola ma che offrono un guadagno definito in partenza fra il prezzo pagato in fase di sottoscrizione e il rimborso integrale del valore nominale alla scadenza (a 6 o 12 mesi).
Il giorno dopo - venerdì 10 - è la volta di un'asta di Btp con scadenze medio-lunghe. Il 24 aprile vanno in asta i Btp Short Term, strumenti lanciati nel 2021 per prendere il posto dei Ctz, titoli con scadenze che oscillano tra un minimo di 18 e un massimo di 36 mesi. Sempre il 24 aprile è atteso anche il collocamento dei Btp€i, titoli di Stato indicizzati all’inflazione dell’area euro: in una fase di incertezza come questa sono titoli che possono tutela il potere d’acquisto degli investitori, visto che hanno come riferimento l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Iapc) dell’Eurozona, elaborato da Eurostat, considerato al netto dei prodotti del tabacco. Il 28 aprile è la volta della seconda asta di Bot mentre il 29 è il giorno di collocamento di altri Btp con scadenze medio-lunghe.

Ottantamila passeggeri tra arrivi e partenze nell'aeroporto di
Cagliari. Sono le stime di traffico previste tra oggi e il 6
aprile. A disposizione circa 100.000 posti e oltre 530 movimenti di
aeromobili.
Positivi i dati di traffico nei primi mesi
dell'anno: dall'1 gennaio al 31 marzo 2026 l'aeroporto ha accolto,
tra arrivi e partenze, oltre 825mila passeggeri, con una crescita
del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nello stesso arco temporale, i passeggeri
internazionali hanno registrato una crescita dell'11,4%.
Per quanto riguarda il mercato nazionale, i
passeggeri transitati sono stati oltre 690.000.
Da domenica 29 marzo si è aperta ufficialmente
la stagione estiva: l'aeroporto di Cagliari è pronto per una Summer
2026 con numeri in crescita e un network di collegamenti sempre più
internazionale.
Questa, in cifre, la programmazione estiva: 109
collegamenti verso 26 Paesi, 68 rotte internazionali e 41
nazionali, 12 nuovi collegamenti di linea, 31 compagnie aeree
operative sullo scalo, oltre 5 milioni di posti in vendita (+11%
rispetto al 2025). Le 12 nuove rotte di linea sono Bordeaux e Nizza
di easyJet, Alghero, Olbia, Bologna, Cuneo, Firenze, Lamezia Terme
e Pisa di Aeroitalia, Forlì di Ryanair, Salisburgo di Eurowings,
Tel Aviv di El Al (in partnership con Sun d'Or).
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(Adnkronos) - Incapacità temporanea di partecipare al processo. Queste le conclusioni del perito incaricato nelle scorse settimane dai giudici della Prima Corte di Assise di Roma di svolgere la perizia psichiatrica su Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita lo scorso 7 giugno a Villa Pamphili.
Il perito, che esporrà davanti ai giudici l’esito dell’accertamento il prossimo 13 aprile, avrebbe suggerito, a quanto si apprende, un controllo fra 30 giorni dopo una somministrazione continuativa di terapia farmacologica. I pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pm Antonio Verdi, contestano all’americano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere. A sollecitare l’accertamento medico era stata la difesa di Kaufmann, che nel frattempo è stato trasferito dal carcere di Rebibbia a quello di Regina Coeli.

(Adnkronos) - Gabriele Gravina si dimette da presidente della Figc oggi, giovedì 2 febbraio. Nel comunicato diramato dalla Federazione, l'ex presidente si è anche scusato per la frase sugli sport dilettantistici, che ha portato alle risposte di tantissimi campioni dello sport azzurro: "Gravina - si legge nella nota - si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).
La Regione investe sulla domotica a domicilio per minori e anziani
di utilità sociale. La Giunta Todde ha approvato la ripartizione di
oltre 18,9 milioni di euro destinati alle Aziende sanitarie locali
per l'attuazione degli interventi di domotica nell'ambito del
programma IN.DO.
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(Adnkronos) - Roberto Arditti è morto. In una nota, l'ospedale San Camillo di Roma - dove il giornalista era stato ricoverato in terapia intensiva nella notte tra martedì e mercoledì in seguito a un arresto cardiaco - si legge: "La commissione medica nominata dalla direzione dell'ospedale ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti. E' stato quindi constatato il decesso". "I supporti vitali vengono comunque mantenuti - scrive inoltre - in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente. La famiglia chiede a tutti il massimo rispetto della privacy".
“Apprendo con dolore della scomparsa del collega e amico Roberto Arditti. Perdiamo un intellettuale, giornalista di valore e importante punto di riferimento nella comunicazione politica e istituzionale. Con la direzione de 'Il Tempo', con il progetto editoriale 'Formiche', Arditti è stato tra i protagonisti più stimati nel mondo dell'informazione. Il mio più sentito cordoglio alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”, dichiara in una nota il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Nato a Lodi il 28 agosto 1965, laureato all’università Bocconi, Arditti aveva iniziato il suo percorso professionale nelle istituzioni, lavorando al Senato accanto a Giovanni Spadolini. Da lì il passaggio al giornalismo e alla comunicazione. Nel corso degli anni era stato direttore delle news di RTL 102.5, autore della trasmissione Porta a Porta e direttore de Il Tempo, continuando poi a collaborare con il quotidiano come editorialista. Dal 2018 direttore editoriale di Formiche. Durante il secondo governo guidato da Silvio Berlusconi ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola.
Parallelamente all’attività giornalistica, Arditti ha sviluppato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e corporate. È stato tra i protagonisti della macchina organizzativa di Expo 2015, di cui ha guidato la comunicazione. Ha inoltre fondato insieme a Swg la società di consulenza strategica Kratesis, lavorando su dossier legati a politica, sicurezza e relazioni internazionali.

(Adnkronos) - In attesa degli sviluppi nella Federcalcio, si cerca di capire chi sarà il condottiero del nuovo corso azzurro e, per gli esperti di Sisal, in pole ci sono due grandi ritorni. Il primo forte candidato è Roberto Mancini, campione d'Europa nel 2021, Commissario Tecnico dal 2018 al 2023. Anche lui aveva mancato la qualificazione al Mondiale 2022 in Qatar, perdendo ai play off contro la Macedonia, ma detiene ancora il record della più lunga imbattibilità a livello di nazionali, con 37 partite. L’ipotesi di vederlo di nuovo alla guida della Nazionale è a 3,00. Alle sue spalle un altro allenatore che ha già vestito i panni di CT Azzurro, dal 2014 al 2016, Antonio Conte. L’attuale allenatore del Napoli è stato protagonista di un ottimo Europeo, finito nei quarti di finale ai rigori contro la Germania: primo allenatore in grado di vincere la Serie A con tre club diversi, è garanzia di un profilo competitivo e vincente, l’ipotesi di vederlo trainare l’Italia è a 5,00. La lista dei candidati non finisce qui, il terzo papabile è Massimiliano Allegri, al momento al Milan e unico in grado di tenere testa alla capolista Inter. Il suo nome è circolato più volte dalle parti di Coverciano, la sua candidatura è a 9,00. In ballo anche Simone Inzaghi, attualmente all’Al Hilal e che ora potrebbe anche aggiungere l’incarico part time di allenare l’Arabia Saudita al Mondiale: l’idea che possa rispondere a una chiamata della Nazionale è a 12,00. E se la scelta ricadesse su un allenatore straniero? Sarebbe un’assoluta novità per l’Italia, ma gli esperti di Sisal ci credono poco: i primi nomi in lista infatti sono quelli di Guardiola e Fabregas, a quota 100.
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